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CAMPIONATO 2007-08 | Cronache Partite | Tabellini | Immagini | Giocatori | Calendario | |
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EMPOLI - GENOA 1 - 1 (1 - 0) Reti: 45' Giovinco, 86' Masiello Empoli: Balli, Raggi, Marzoratti, Pratali, Tosto, Buscè, Marchisio (85' Giacomazzi), Moro, Vannucchi (66' Antonini), Giovinco (75' Marianini), Pozzi. (Bassi, Vanigli, Abate, Saudati). Allenatore: Malesani Genoa: Rubinho, Masiello, Bovo, Santos, Konko (49' Leon), Paro, Juric, Fabiano (68' Milanetto), Rossi (64' Figueroa), Borriello, Sculli. (Scarpi, De Rosa, Lucarelli, Coppola). Allenatore: Gasperini. Arbitro: Giannoccaro di Lecce. Spettatori: 6.483. Ammoniti: Paro, Bovo, Tosto, Marchisio, Pozzi, Masiello, Leon. Angoli: 3-4 per il Genoa
Il Genoa torna da Empoli con un punto che pesa quanto Cassano al Real Madrid. Dopo un primo tempo da 0-3 come col Siena il Grifo riesce, a quattro minuti dal fischio finale, a rimettere a galla la baracca grazie ad una invenzione di Figueroa che di tacco permette a Masiello di siglare la rete del pari. Per una volta la Dea bendata è stata amica del Genoa che mantiene dietro di due punti i toscani che perdono a pochi istanti dal termine quello che a fine campionato può essere ossigeno vitale. In terra Toscana si rivede in campo il desaparecido Masiello che dopo 6 mesi senza giocare non era pronto per affrontare la partita più semplice del campionato col Siena in casa ma la settimana dopo lo era per affrontare la gara spareggio con l'Empoli. Il trio di difesa, assolutamente inedito e rischioso, è composto da tre difensori di ruolo da destra a sinistra Masiello, Bovo e Santos. De Rosa è in panchina assieme a Lucarelli che attraversa a dir poco un brutto momento mentre a sorpresa Bega, saltato il Siena per squalifica, si sistema in tribuna. Il centrocampo vede sulle fasce a destra Konko ed a sinistra Fabiano. In realtà Konko marca a uomo Giovinco che spazia da destra a sinistra portando a spasso la difesa genoana mentre Fabiano risulta pressoché avulso dal gioco. Centralmente la coppia Paro-Juric con Milanetto in panca, l'ex Juventino si trova palesemente in difficoltà mentre Juric torna ad esprimere la grinta e la concretezza abituale negli interventi soprattutto nel secondo tempo. Il trio d'attacco c'è perchè lo disegnano così, in realtà non esiste, Rossi dà una mano a Konko mentre Sculli manda palle in curva a porta vuota. Borriello come al solito gioca da solo in mezzo a tre avversari. Il Genoa ha 3 giocatori capaci da soli di raddrizzare un risultato, naturalmente Figueroa e Leon scaldano il sedile della panca, sono dannosi per la fluidità della manovra. L'Empoli del nuovo tecnico Malesani, che ha sostituito Cagni, risponde con un 4-3-2-1 con punta Pozzi supportata da Vannucchi e Giovinco che spazia dove gli pare. Nel primo tempo, a sfavore di vento, il Genoa non prende una giostra solamente perchè l'Empoli non insiste come dovrebbe. Giovinco prima a sinistra poi a destra è inarrestabile, spiovono traversoni in area che mettono in allerta la difesa rossoblù, a sembrare in difficoltà è soprattutto il praticamente esordiente Masiello. Dopo due pali clamorosi degli empolesi e almeno due paratatone di Rubinho si ci avvia negli spogliatoi con uno 0 a 0 da mani nei capelli ma come troppo spesso succede proprio negli spiccioli finali arriva il patatrac. Palla gestita troppo disinvoltamente sulla 3/4 e cappellata in area di Masiello che mette palla solo da infilare in rete nei piedi di Giovinco. Dopo un primo tempo gettato in pasto all' Empoli si ricorre ai ripari, entrano tutti i rimandati a Gennaio, o quasi, Leon (a sinistra ci mancherebbe), Figueroa e Milanetto. Il Genoa torna ad essere una squadra di calcio. Naturalmente le partite di calcio vengono decise dagli episodi, Pozzi e Pratali beccano il palo mentre Giannoccaro di Lecce è orbo e non becca un clamoroso rigore su Juric e un fallo da espulsione su Rubinho. Dopo aver mancato più volte la rete a porta sguarnita con Sculli ed essere andato inevitabilmente vicino al colpo del Ko subendo i contropiede di Giovinco arriva il miracolo. Santos ormai spostato come punta spizzica di testa una palla facendo illuminare il Castellani dalla classe dell' argentino Figueroa che con calma mette palla davanti alla porta per Masiello. Il Genoa in questa partita non raggiunge l'apice come col Siena ma si posiziona bene nella classifica dei cambi di posizione al volo. Masiello in difesa al centro, poi a destra. Scambi tra Konko e Rossi. Borriello ala, Santos centravanti e Paro baluardo centrale difensivo. Si porta via un punto d'oro, basta e avanza. 02’ Lungo lancio di Vannucchi che taglia il campo da destra verso sinistra. La palla arriva a Giovinco pronto all' avanzata e al traversone nel mezzo. La sfera prima viene ceffata da Masiello in scivolata e poi da Rubinho in tuffo terminando centralmente addosso a Pozzi che deviandola malamente la manda a sbattere sulla base del palo sinistro. 07’ Punizione dai 25 metri. Vannucchi manda la palla contro la barriera. 09’ Azione di Rossi che mette in movimento Borriello spostato sulla fascia. L’attaccante mette palla a Konko il cui traversone scorre tutta l’area senza che nessuno intervenga nel tocco a rete. 16’ Vannucchi scappa a Paro che lo stende. Ammonizione al Genoano. 18’ Punizione sulla destra per il Genoa. Paro mette in area dove Sculli di testa manda a lato. 22’ Giovinco parte sulla sinistra e arrivato sul fondo fa partire un traversone in area verso il palo lontano per l'accorrente Buscè che di testa incrociando colpisce male mandando la palla a lato. 27’ Ammonito anche Bovo che diffidato salterà la partita col Parma. 32’ Indisturbato l’Empoli procede centralmente verso l’area rossoblu. Scambio tra azzurri e Pratali d’improvviso scaglia da fuori area una bordata ad effetto che supera Rubinho e rimbalza sull’ incrocio dei pali alla destra del portiere. La palla finisce dal lato opposto dove a porta sguarnita Pozzi contrastato da Santos indirizza in scivolata a rete ma il portiere rossoblù con un balzo felino riesce a togliere la palla ormai sulla riga di porta. 33’ Angolo per i rossoblù. Cross in area di Juric per la testa di Sculli che anticipa il difensore ma manda ancora a lato. 37’ Fallo di Tosto su Konko e ammonizione anche per l’ex genoano. 38’ Subito dopo altro fallo di Marchisio questa volta su Borriello e seconda ammonizione per i toscani. 45’ Palla al limite dell’ area a Paro che, non si sa dove voglia andare, subisce un contrasto forse falloso perdendo palla. La sfera termina ad un azzurro che avanza e al limite dell' area spara a rete. Davanti a lui Bovo tocca la sfera che cambia direzione andando a destra in area dove Masiello cappella il rinvio di destro facendo un perfetto assist a Giovinco che a pochi passi dalla porta chiude la triangolazione silurando alle spalle di Rubinho. Finisce il primo tempo con il minimo scarto a favore Empolese con un Genoa che non ha creato neanche un azione degna di nota. Nel secondo tempo il Genoa subisce le ripartenze Empolesi con Giovinco e Vannucchi e più volte Bovo e Santos ci mettono una bella pezza. Il Brasiliano inoltre più volte con lanci lunghi tenta di far ripartire l'azione rossoblù ma con scarso successo. il Grifo inizia con la stessa formazione ma dopo poco al 48’ finalmente arriva la sostituzione tanto attesa, entra in campo Leon al posto di Konko. 49’ Clamorosa palla gol per il Genoa, Leon ricevuta la sfera centralmente non ci pensa su indirizzando una sassata verso Balli. Il portiere azzurro ribatte il tiro come può, la palla rimane in area e Sculli in corsa a porta spalancata spedisce incredibilmente alto sul fondo. 51’ Azione prolungata di Sculli che forse subisce anche fallo, la palla comunque arriva a Fabiano che crossa in area dove stacca di testa Borriello ma la palla è debole e termina nelle braccia del portiere. 56’ Clamoroso ennesimo rigore negato al Genoa, azione del Grifo a sinistra, palla indietro per Juric che avanzando in area viene palesemente tamponato e gettato a terra da Marzoratti. L’arbitro a pochi passi lascia indecentemente proseguire. 61’ Bovo con troppa sicurezza salta sfiorando e mettendo di testa all’indietro per Rubinho che deve uscire incontro alla sfera. Il portiere ha la palla fra le mani quando Pozzi gli rifila volontariamente un calcione in pancia. Sarebbe da espulsione ma l’arbitro non vede. 62' Azione sulla destra di Sculli, traversone basso verso il primo palo dove Borriello in scivolata viene anticipato d'un soffio in angolo da Marzoratti. 64’ La mossa della disperazione per Gasperini, entra Figueroa a sostituire Rossi. Ora il Grifo, si fà per dire gioca a 4 punte. 65’ Fuga sulla fascia di Leon che mette palla in area, Balli ceffa l'uscita e lascia la sfera arrivare dietro di lui dove si trovano due genoani. La stoccata di testa è di Sculli che a porta vuota manda a lato. 66’ Antonini entra a rilevare Vannuchi, chiara l’intenzione di Malsani di coprirsi a protezione del risultato. 67’ Lancio sulla destra per Buscè che controlla e avanza mettendo la sfera in area verso il palo lontano. Testa di Antonini a incrociare e salvataggio di Santos davanti alla porta ad anticipare Pozzi pronto ad infilare in rete. 68’ Ultima sostituzione per il Genoa, esce Fabiano ed entra Milanetto. 72’ Altro lungo lancio da metà campo verso destra per l'inarrestabile Giovinco. Il giovane Empolese avvicinandosi al fondo rasoterra mette nell' area piccola per l'accorrente Pozzi che viene anticipato in angolo dal provvidenziale intervento di Bovo in scivolata. 75’ Proprio Giovinco infortunatosi per il precedente contrasto non rientra in campo. Malsani lo sostituisce con Marianini. 77’ Scontro tra Pozzi e Santos e ammonizione all’ azzurro. 84’ Brivido per la difesa rossoblu, a destra Buscè s'infila tra i difensori genoani ed entrato in in area lascia partire un tiro a incrociare che supera Rubinho terminando sul fondo dopo aver sfiorato il palo lontano. 85’ Ultima sostituzione per i toscani, entra Giacomazzi ed esce Marchisio. 86’ Da centrocampo palla a spiovere al limite dell' area, colpo di testa di Santos a prolungare in area per Figueroa che con un sontuoso colpo di tacco smarca Masiello che inserendosi da destra in diagonale mette sotto le gambe di Balli pareggiando le sorti dell’ incontro. Tripudio per il difensore rossoblu che viene ammonito e Genoa salvato da un colpo di classe di Figueroa. 94’ Leon entra deciso su Buscè e si becca l’ammonizione. Ultimi concitati attimi dopo la punizione e fischio finale. Akaiaoi
Pagelle - Rubinho 6: Indeciso sui due pali poi salva miracolosamente la porta rossoblù. Masiello 6: Diverse cappelle ma segna la rete che può essere la più importante del campionato. 5 e 7 media 6. Bovo: 6,5: Decisivo più di una volta coi suoi interventi in extremis. Santos 6,5: Si comporta molto bene in difesa ed in attacco negli ultimi minuti ci mette la testina d'oro. Non può essere l'impostatore del gioco. Konko 5: Deve vedersela con Giovinco in gran spolvero. Lui in questo momento non lo è. (49' Leon 6,5: Fornisce quella brillantezza che manca in avati. Mette sull' allerta la difesa tanto che Malesani inserisce due centrocampisti per tenere il risultato). Paro 5.5: Molti palloni ma è una giornata con più ombre che luci soprattutto nel primo tempo. Quando Santos viene spostato in avanti passa a difensore centrale. Juric 6,5: Sulla fascia e al centro, è tornato a buoni livelli. Imbufalito per il rigore clamorosamente non concessogli da Giannocaro. Fabiano 5: E' l'esatto contrario dell' anno passato. In bilico per infortunio per tutta la settimana. (68' Milanetto 6.5: Mette un pò d'ordine nella confusione). Rossi 5.5: Stesso discorso che per Sculli, che ruolo deve fare. Anche oggi ricopre tutta la fascia a parte quella che porta all' offesa. (64' Figueroa 6,5: E' uno di quei giocatori che ti fa pensare di iniziare la partita con una rete già in saccoccia. Un pò come Lucarelli ma per il Genoa non vanno bene). Borriello 6: Più di sbattersi da solo contro tre non può fare. Sculli 5.5: Non si discute come tampone, peccato che dovrebbe essere un esterno d'attacco. Davanti a Balli sbaglia l'in sbagliabile. Allenatore: Gasperini 5: Totale apnea, salvato da chi non gioca. Arbitro: Giannoccaro di Lecce 5: Due gravi errori naturalmente entrambi aggiudicati a sfavore del Genoa. Akaiaoi
TUTTOSPORT -
Gol e show del talento
juventino nella tramontana di Empoli. Esce e il Genoa segna. Giovinco,
venti di gloria. Gasperini: «Fortunati? No, è un pari strameritato».
Malesani: «Due punti persi». Liguri in lieve ripresa dopo il ko contro
il Siena. Il fantasista esulta con il gesto della spanna sopra la testa:
«Dicono che in A bisogna essere alti, così ho provato ad aggiungermi
qualche centimetro...» di Giovanni Tosco. Empoli. Su un aspetto sono
tutti d’accordo: a decidere la partita è stato il vento forte ( e
gelido). Chi l’ha avuto a favore ha saputo imporre il proprio gioco e
andare in gol: è successo all’Empoli nel recupero del primo tempo con
Giovinco, è successo al Genoa quando alla conclusione della ripresa
mancava pochissimo con Masiello. Per il resto, ciascuno vede questo 1-1
a modo suo. Dice Alberto Malesani: « Sono due punti persi
immeritatamente per come è arrivato il gol nel finale e perché abbiamo
colpito due pali » . Replica Gian Piero Gasperini: « Qualcuno mi ha
chiesto se siamo stati fortunati. No, è un pari strameritato e se
l’arbitro avesse concesso il rigore all’inizio della ripresa c’erano i
presupposti per ottenere di più » Chi ha ragione? Entrambi. Nel senso
che l’Empoli è stato superiore fino all’intervallo: sfortunati sulle
conclusioni di Pozzi ( 2’) e Pratali ( 30’, sulla respinta del palo ha
concluso il bomber che la settimana scorsa aveva realizzato una quaterna
ma Rubinho ha salvato sulla linea), i toscani sono passati in vantaggio
allo scadere con Sebastian Giovinco, pronto a sfruttare un rimpallo
propiziato da un tiro di Marchisio deviato da Bovo e finito addosso a
Masiello: la palla è arrivata al talentuoso fantasista che da distanza
ravvicinata ha firmato l’ 1- 0 per poi concedersi una curiosa esultanza
con il gesto della spanna sopra la testa: «Dicono che per giocare in
serie A bisogna essere alti: così, ho provato ad aggiungermi qualche
centimetro... » , sorride. La ripresa è stata un’altra storia, col Genoa
molto più grintoso e aggressivo, anche se poco concreto. Un tiro dal
limite di Leon ( decisivo il suo ingresso ma Sculli, che gli era stato
preferito, è piaciuto) ha provocato l’unica “ vera” parata di Balli,
però all’ 11’ è avvenuto l’episodio cui fa riferimento Gasperini: Juric,
servito al limite, è entrato di forza in area, dove Marzoratti gli si è
avventato contro con un intervento più che sospetto, ignorato
dall’arbitro Giannoccaro. Sull’ 1-1 c’è il marchio di Andrea Masiello,
schierato a sorpresa ( Bega, che doveva partire titolare, è finito
addirittura in tribuna: « Ho visto che Masiello e Santos stavano bene e
li ho schierati: in questo momento qualità e entusiasmo possono essere
determinanti » , ha spiegato Gasperini): Santos ha prolungato di testa
il traversone di Leon, Figueroa ha servito il difensore che da due passi
ha superato l’incolpevole Balli. L’appuntamento del Genoa con la
vittoria è dunque ancora rimandato ( l’ultima è datata 30 ottobre: poi
quattro pareggi e cinque sconfitte), ma il punto conquistato a Empoli è
prezioso e importante, considerata la disarmante prova della giornata
precedente contro il Siena. « Ma quella è stata un’eccezione. Per il
resto, le nostre sono state prestazioni positive », puntualizza
Gasperini, che spiega con le condizioni climatiche la decisione di
affidarsi soprattutto ai lanci lunghi: « Con questo vento era necessario
rinunciare a un certo tipo di manovra. Nell’ultimo quarto d’ora ho
chiesto a Santos di fare il centravanti aggiunto, come succedeva l’anno
scorso con De Rosa: e poi ho fatto salire anche Masiello tenendo
arretrato Sculli per sfruttarne i centimetri » . Il rammarico per essere
stato agguantato all’ultimo non deprime Malesani, al terzo risultato
utile consecutivo, tra campionato e Coppa Italia, dopo la falsa partenza
di Parma: « Direi che abbiamo trovato la continuità di rendimento. Anche
stavolta ci siamo espressi bene e questo è importante: ora non ci
dobbiamo più fermare. Magari sarebbe stato meglio segnare un gol in meno
al Cagliari (4- 1, n. d. r.) e uno in più stavolta...». Tutti promossi:
« E’ vero che i ragazzini hanno dato vitalità e fantasia, ma il giudizio
positivo è globale ». L’atteggiamento della ripresa è apparso un po’
rinunciatario: « Di fronte al modo di giocare del Genoa non si poteva
fare diversamente. Sì, forse si poteva gestire di più la palla. Ma, pali
a parte, se il tiro di Buscè fosse entrato ( palla fuori d’un soffio, al
40’ st, n. d. r.) adesso saremmo qui a commentare un’altra vittoria... »
.
TUTTOSPORT - LE PAGELLE - Santos centravanti, Pozzi fermo al palo. di Giovanni Tosco. Empoli. Balli 6: incolpevole sul gol, effettua una bella parata su Leon. Un’uscita sbagliata, senza conseguenze. Raggi 5.5: effettua un salvataggio decisivo al 23’ st, ma patisce in maniera eccessiva la rapidità di Sculli e Leon. Marzoratti 6: sbroglia diverse situazioni delicate. Entra con decisione su Juric: ci può stare il rigore, ma l’arbitro lo grazia. Pratali 6.5: tempestivo nelle chiusure, va vicino al gol con un tocco delizioso che si spegne contro il palo. Tosto 6: prestazione tatticamente disciplinata, ma è fuori posizione nell’azione del gol. Buscè 6: molto dinamico, con uno spunto notevole sfiora il 2-0 un attimo prima che il Genoa pareggi. Marchisio 6: recupera parecchi palloni. Da una sua iniziativa nasce l’azione dell’10. Ammonito, andrà in squalifica. Giacomazzi (42’ st) ng. Moro 6: gestisce l’ordine proponendosi anche in maniera aggressiva. Giovinco 6.5: palla al piede è un pericolo costante. Freddo nello sfruttare il rimpallo che gli permette di firmare il terzo gol stagionale. Marianini (31’ st) ng. Vannucchi 6: si muove parecchio, non sempre con la necessaria lucidità. Antonini (22’ st) 5.5: si posiziona sulla fascia sinistra. In ritardo sul gol di Masiello. Pozzi 6.5: dopo la quaterna al Cagliari conferma di vivere un momento d’oro. Centra il palo e costringe Rubinho a un salvataggio sulla linea bianca. Ammonito per un evitabile fallo a centrocampo, sarà squalificato. All. Malesani 6: nel primo tempo è un Empoli che piace e merita il vantaggio. Nella ripresa il tecnico rinuncia alla fantasia per difendere il vantaggio e viene punito. Genoa. Rubinho 6: salvato due volte dal palo, è reattivo nel ribattere sulla linea il tiro di Pozzi. Nulla può sul gol. Masiello 6: schierato a sorpresa, manca il rinvio nell’episodio che porta in vantaggio l’Empoli ma si fa perdonare col primo gol in serie A. Bovo 6: compie un intervento provvidenziale nel finale. Ammonito, sarà squalificato. Santos 6.5: lievi sbavature ma nel complesso positivo. Gasperini gli chiede di fare il centravanti aggiunto per agguantare il pareggio e nell’azione dell’1-1 è un suo colpo di testa a consentire a Figueroa il tocco per Masiello. Konko 6: buone iniziative e qualche incertezza. Leon (4’ st) 6.5: porta qualità e concretezza, impegnando subito Balli e mettendosi al servizio della squadra. Paro 6: poco tonico nel primo tempo, cresce decisamente dopo l’intervallo. Juric 6: apprezzabile negli inserimenti. Ai suoi danni c’è un probabile rigore. Fabiano 5.5: bada soprattutto a coprire, senza appoggiare la manovra. Milanetto (24’ st) 6: porta freschezza e determinazione. Rossi 5.5: generoso ma non sempre efficace. Figueroa (18’ st) 6: determinante il suo assist per Masiello. Borriello 6: non gli capitano occasioni particolari, ma si sfianca per creare spazi ai compagni. Sculli 6.5: sciupa una ghiotta palla gol, però è il più continuo nella spinta. All. Gasperini 6: bravo a spronare il Genoa nell’intervallo e nell’azzeccare i cambi. Arbitro. Giannoccaro 5.5: dubbi per un’entrata in area di Marzoratti su Juric.
CORRIERE SPORT - Un pari nel vento che la fa da padrone Giovinco sblocca Masiello riaggancia l’Empoli nel finale. EMPOLI - Un pari figlio del vento, con i padroni di casa che masticano amaro per due legni colpiti in avvio e un quasi gol nel finale e con gli ospiti ugualmente dispiaciuti per un rigore negato da un direttore di gara che non ne azzecca una, visto che c'pura una spinta di Bovo su Pozzi assai sospetta nel primo tempo. Il vento dunque. Proprio al 45' Giovinco, il folletto di scuola juventina - detto la formica atomica - dopo aver fatto impazzire sulla corsia di sinistra sia Rossi che Konko, si sposta sulla destra e, raccogliendo con eleganza il tocco di un difensore ospite inguaiato da una conclusione da fuori di Marchisio, insacca sotto la traversa. Nel finale di gara gli ospiti non si stancano di cercare le spizzicate di Santos e Figueroa, l'ultima delle quali, anche se di piede, libera al 42' Masiello che, solo a due passi dalla porta, supera Balli con una sorta di tunnel beffardo. Non crede ai suoi occhi ed esulta fuori dal campo il difensoregoleador, beccandosi il cartellino, mentre gli azzurri tentano una rabbiosa quanto inefficace reazione. LA MOVIOLA. GIANNOCCARO (Empoli-Genoa) Marzoratti su Juric: da rigore. Nessun gol fantasma a Empoli: il tiro a botta sicura di Pozzi, Rubinho con un balzo riesce ad arrivare e a deviare il pallone quando lo stesso ancora sulla linea di porta. Sbaglia, nella ripresa, Giannoccaro non valuta da rigore un’entrata laterale di Marzoratti su Juric in area: l’empolese arriva con l’anca e la gamba destra, non trova il pallone e butta giil giocatore rossobl. EMPOLI ( 4- 2- 3- 1): Balli 5,5; Raggi 6,5 Marzoratti 6,5 Pratali 7 Tosto 5,5; Busc6 Marchisio 7 (41'st Giacomazzi sv), Moro 5,5; Vannucchi 5,5 (21'st Antonini 5,5) Giovinco 7,5 (31'st Marianini 6); Pozzi 5,5 A disp. Bassi, Abate, Vanigli, Saudati All. Malesani 6,5 Falli commessi: 30 Fuorigioco fatti: 1 GENOA (3-4-3): Rubinho 7; Masiello 6,5 Bovo 5,5 Santos 6; Konko 5 (3'st Leon 6,5) Paro 6 Juric 6,5 Fabiano 5,5 (29' st Milanetto sv); Rossi 5,5 (17'st Figueroa 6,5) Borriello 5 Sculli 5,5 A disp. Scarpi, Lucarelli, De Rosa, Coppola All. Gasperini 6,5 Falli commessi: 18 Fuorigioco fatti: 1 ARBITRO: Giannoccaro di Lecce 4,5 Guardialinee: Giachero e Comito Quarto uomo: Pantana MARCATORI: 45' pt Giovinco ( E), 42'st Masiello (G) AMMONITI: Tosto, Pozzi, Marchisio, Bovo, Paro, Leon per gioco falloso, Masiello per comportamento non regolamentare NOTE: Angoli 4-3 per il Genoa. Recupero: 1' pt, 5' st. Prima dell'incontro un centinaio di scolaretti delle elementari di Empoli e Genova hanno fatto un giro di campo sventolando le bandiere dei due club, un'iniziativa di fair play apprezzata dal questore di Firenze, Francesco Tagliente, che ha telefonato ai rappresentanti della tifoseria empolese per congratularsi.
IL SECOLO XIX - Un Grifo effetti speciali. La squadra sposa i rischi di Gasp. Ed è pari. di Giovanni Ciolina. EMPOLI. Anche un pezzo di pane assomiglia a una splendida torta alla cioccolata, quando temi di dover passare ancora una settimana a digiuno. E' il caso del Genoa che riagguanta un punto con l'Empoli (1-1) in grado di regalare qualche bollicina di ossigeno dopo 87' giocati in apnea, quando la frittata pareva ormai fatta. Ed ecco, quindi, che pur senza squilli di fanfara il pareggio è da accogliere con soddisfazione. Il Grifo va sotto a tempo scaduto di prima frazione per opera di Giovinco, reclama un rigore piuttosto evidente su Juric ad inizio ripresa, rischia il tracollo quando al fischio finale mancano cinque giri di cronometro con una rasoiata di Buscè che sfiora il palo, ma l' ancora di salvezza arriva a 3 minuti dalla fine per mano anzi testa e piede di due difensori, Santos e Masiello, che il tecnico Gian Piero Gasperini manda in campo dall'inizio. Guarda caso la sorte vuole che siano proprio i due elementi schierati a sorpresa dal tecnico a decidere il match. E per una volta il vento cambia un canovaccio che finora aveva visto il Grifone doversi inchinare alla malasorte negli ultimi minuti.Nel vero senso della parola. La tramontana lascia sicuramente il segno sulla partita «che verrà pesantemente condizionata dal vento», come sosterrà il tecnico genoano a fine gara, ma non fa perdere la testa al Grifone.Anzi. Pur con un po' di confusione, ma anche tanta grinta e cuore, il Grifo rimedia e fa parlare il tecnico di casa Alberto Malsani di «due punti persi». Anche perché il sapore dei tre punti e del sorpasso riuscito era ormai dolcissimo in bocca del clan empolese. In casa rossoblù invece si tengono ben stretto il pari. «Per come si era messa, va bene così» confessa il vice presidente Giambattista Pastorello. E per una volta il rammarico per alcune decisioni arbitrali dubbie e l'ennesimo errore sotto porta (Sculli) che potevano cambiare l'andamento della sfida non intacca la soddisfazione per un risultato che con un finale differente sarebbe stato veramente difficile da gestire. Meglio quindi incamerare il punticino e aspettare tempi migliori. E già, perché se la classifica resta difficile «abbiamo tenuto distanti l'Empoli» è il concetto del Gasp. UN GOL PER SORRIDERE. Il destro di Masiello, però, non lo aveva messo in preventivo nessuno. Neanche il più ottimista dei tifosi aveva poi immaginatola filiera da cui nasce il pari rossoblù: lancio lungo di Leon, per la testa di Santos, ormai stabilmente in versione terzo centravanti, tacco di Figueroa e botta rasoterra di Masiello. Una sequenza da raccontare, perché per il difensore toscano è il secondo gol in carriera ed arriva in una giornata particolare per il "Bisteccone" (spassosa la sua imitazione di Giampiero Galeazzi) del Genoa. Masiello non doveva giocare e solo dopo il pranzo il tecnico scioglie il dubbio: Bega finisce in tribuna per scelta tecnica. L'esordio stagionale dal primo minuto (aveva giocato 10' a Milano) coincide quindi con una giornata da ricordare. E da cui ripartire. Anche perché i duemila tifosi accorsi in Toscana possono dar sfogo a tutta la loro gioia, quando ormai delusione e disperazione per una classifica che si fa drammatica li ha già avvolti. Ed è ancora più bello festeggiare. BRODINO. Il Genoa si tira su con un brodino, ma Gasperini deve riguardare l'andamento del primo tempo, giocato in maniera troppo rinunciataria e con un centrocampo che fatica ad alimentare l'azione ed a supportare Borriello. «Continuità e manovra lineare» sarà la spiegazione di Malesani al buon momento dei suoi, spiegazione alla quale si allinea in parte anche il cannoniere rossoblù Masiello: «Se abbiamo faticato il merito è dell'Empoli ». I padroni di casa partono a razzo, colpiscono un palo dopo un minuto con Pozzi, fanno il bis con Pratali (31'), ma pure loro si trovano a mala parata con il vento. Giovinco cerca di sfuggire alla tenaglia del duo Konko Rossi svariando su tutto il fronte offensivo, ma è Marchisio a tenere in piedi la baracca in mezzo al campo. E il Grifo? Il vento è lì a condizionare la manovra, ma non sarebbe giusto addossare agli eventi esterni le cause di una prima frazione in salita. Paro è in una fase di calo di rendimento e forse il ricorso a Milanetto potrebbe regalare maggiore ordine e precisione. Resta il fatto che Gasperini lascia a riposo Leon per buttarlo nella mischia a gara avviata e gambe empolesi un po' più fiacche e ripresenta Sculli. La mossa potrebbe rivelarsi anche redditizia se la prima frazione finisse in parità. Quando il tecnico corre ai ripari la situazione è già complicata e per ribaltare il risultato si rischia. ATTEGGIAMENTO E CARATTERE. Sotto di un gol Gasperini chiama fuori Konko, che con Rossi si era preso cura di Giovinco (autore guarda caso del gol avversario) e butta dentro l'honduregno. E' l'avvio di un pomeriggio all'insegna delle novità e delle sorprese. Gasperini si accorge che per recuperare la gara bisogna stupire e lo fa con effetti speciali. Prima manda in campo il doppio centravanti (Borriello Figueroa), per poi spostare addirittura Santos nel finale in appoggio alla manovra offensiva, arretrare Sculli a centrocampo e mettere Paro a prendersi cura del bomber Pozzi. Scherzi del mestiere, ma anche mosse dettate dalla disperazione che trovano però il supporto importante della squadra. Sul terreno empolese Rossi e compagni regalano la risposta migliore ai malpensanti sull'atteggiamento della squadra nei confronti di Gasperini. Al Castellani i 21 elementi rossoblù (compresi i tre annichiliti dal freddo in tribuna) si piazzano dietro alle spalle del tecnico e lo spingono ad un pareggio che, se non arriva con il bel gioco, arriva con il cuore e forse un pizzico di fortuna. Domenica con il Parma serve una prova che cancelli i cattivi pensieri.
IL SECOLO XIX - Borriello e Figueroa: «L'allenatore mai stato in pericolo». La squadra difende il tecnico: «La squadra è con lui». Rubinho: «Mi auguro che resti per molto tempo». di Luca Pacini. Empoli. Un pareggio strappato con orgoglio, senza mia lasciarsi andare allo sconforto anche se, il trascorrere inesorabile del tempo, non aiutava certo a ragionare. Quando Masiello ha segnato il gol dal pareggio la partita era ormai agli sgoccioli. Un gol che ha allontanato le voci sulla panchina di Gasperini. Non la pensano invece così i giocatori rossoblu che, nel dopo-gara, hanno difeso il proprio tecnico in tutto e per tutto: un muro di gomma pronto a respingere ogni illazione, ogni voce maligna proveniente dall'esterno. Il più esplicito è stato Borriello: «Vivendo l'ambiente di Genova quotidianamente non credo sinceramente che Gasperini rischiasse qualcosa. La squadra è con lui e lo abbiamo dimostrato anche in questa occasione. A volte le cose non girano, ma questo non dipende solo da quello che facciamo in campo. Contro l'Empoli abbiamo rischiato con un finale in generoso, ma siamo stati finalmente premiati». Anche Santos risponde quasi sorpreso quando il discorso scivola dalla partita alla "vita spericolata" del suo tecnico: «Perché mi chiedi se Gasperini rischiava? Non credo assolutamente che fosse così. E' vero. Stiamo attraversando un momento no, ma noi siamo molto attaccati al nostro allenatore; con lui abbiamo un legame forte ed è ben voluto da tutti. In questo periodo ci ripete di lavorare con tranquillità, di impegnarci al massimo e di allenarci al meglio delle nostre possibilità. Perché, come dice sempre lui: alla fine il lavoro duro paga sempre!». Stesse parole, e musica identica, per l'argentino Figueroa: «D'accordo. Veniamo da una brutta serie di risultati, ma secondo me Gasperini non rischiava assolutamente niente. La squadra sta facendo il massimo e l'allenatore ci sta dando un grosso aiuto. Noi giocatori, tra l'altro, entriamo in campo sempre con la testa sgombra da pensieri che non riguardano strettamente la partita: non giochiamo pensando che quello che facciamo in campo, magari un errore commesso, possa mettere a rischio l'uno o l'altro. Cerchiamo solo di dare sempre il massimo per ottenere il miglior risultato possibile». Lapidario il giudizio sulla questione di Juric: «Gasperini non rischiava e basta. Non credo che perdendo qui sarebbe stato esonerato». Anche Fabiano, che parlucchia l'italiano, difende Gasperini: «Un risultato importante per il morale della squadra e per il nostro allenatore, che probabilmente viveva come noi una fase non facile. Adesso speriamo di aver imboccato una strada nuova». In questo clima, l'unico che con un po' di sano realismo affronta con coraggio la questione spinosa della panchina a rischio è Rubinho anche se poi, pure il portiere brasiliano si schiera decisamente a favore dell'allenatore rossoblù, ennesima testimonianza che nel Grifone tutti stanno remando dalla stessa parte: «Sappiamo che quando le cose non vanno c'è qualcuno che rischia il posto e, purtroppo, solitamente la prima testa a saltare è quella del tecnico. Nel calcio è sempre la stessa storia... Fortunatamente siamo riusciti ad acchiappare per i capelli questo risultato positivo. E questo mi rende molto molto felice, perché Gasperini adesso potrà rimanere a lavorare tranquillamente con noi, mi auguro per molto tempo ancora».
IL SECOLO XIX - LE PAGELLE. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6,5 Si fa sorprendere dal siluro di Vannucchi che timbra il palo, poi, però, ha riflessi felini quando Pozzi, in area piccola, cerca di ribadire in porta: è una prodezza che vale un gol. Coraggioso al 21’ del secondo tempo in uscita disperata sul solissimo Vannucchi. Neppure nel finale perde di lucidità. MASIELLO 6,5 La carta a sorpresa di Gasperini, che comunque non ha mai fatto mistero della stima nei suoi confronti (e in prospettiva, con l’esperienza, gli pronostica un futuro da centrale della difesa a tre). Incespica subito sul cross da sinistra di Giovinco permettendo a Pozzi di arrivarci e colpire il palo alla sinistra di Rubinho. Anche nei disimpegni prende eccessiva confidenza, lanciando in orizzontale palle alte quando con il vento la traiettoria diventa imprevedibile. È lui a dimostrare un’incertezza fatale – e tanta sfortuna nell’occasione del vantaggio empolese. Poi si fa perdonare con la rete che vale tanto oro quanto pesa: è la prima in serie A. In precedenza aveva segnato solo in Cesena - Avellino 32 (serie B) del 24 settembre 2005. Questo gol val bene un’ammonizione per l’eccessiva esultanza. BOVO 6,5 Dopo una gara di vacanza, torna in versione Bostik. Tappa tutti i buchi che si aprono in difesa, e lo fa con una calma e naturalezza invidiabili, come se certi interventi sul filo del rasoio fossero la cosa più semplice del mondo. Elegante come a una serata di gala. In difficoltà solo quando Giovinco lo supera in velocità sulla destra. L’ammonizione rimediata gli fa scattare la squalifica per la gara di sabato con il Parma. Poi diventa troppo nervoso, e si pone nelle condizioni di rischiare il rosso. Rischia l’autorete pur evitare il raddoppio di Pozzi che avrebbe chiuso la gara. SANTOS 7 Puntuale in chiusura su Pozzi lanciato a rete al 36’. Non ci mette solo i centimetri,ma senso della posizione e lucidità. Poi il gol di Giovinco nasce da un fallo da lui subito che, però, Giannoccaro non vede. Aiuta pure in fare di impostazione e non si distrae mai. Poi la mossa della disperazione, sulla falsariga di De Rosa lo scorso anno: finisce a fare il centravanti boa; il pareggio nasce da una delle sue numerose sponde. KONKO 5,5 Contro il Siena è salito sulla giostra e ha preso una rumba che lo ha stordito non consentendogli di capire più nulla. Gli tocca marcare pressoché a uomo Giovinco, un altro tipetto scorbutico che certo non contribuisce a far passare il mal di testa: a Gasperini sarebbe piaciuto portarselo a Genova. Quando può si distende in avanti, facendosi coprire le spalle da Rossi. Meglio in fase offensiva che in quella difensiva, poi viene sacrificato sull’altare della ragion di stato (3’ ST LEON 6,5: appena entrato chiama subito in causa Balli che non trattiene, poi Sculli spreca. Pur con gli abituali alti e bassi, porta vivacità e imprevedibilità. Si allarga prima a sinistra poi a destra per scodellare inmezzo una quantità di palloni). PARO 6 Per lui con l’Empoli era nato una sorta di incidente diplomatico; al Castellani ci mette tanta quantità non supportata da altrettanta qualità. Come diceva il professor Scoglio, va a pressione su chiunque passi in zona, e non solo. Finisce sulla linea dei difensori per questioni tattiche. JURIC 6,5 Lotta e picchia tanto al centro quanto da esterno. A un certo punto nel finale, prima dell’ingresso di Milanetto, si trova pure a fare l’uomo d’ordine nell’improvvisato 334. Spende moltissimo e non si arrende mai. FABIANO 5,5 Copre e spinge: tatticamente è disciplinato, però non c’è ancora la brillantezza della passata stagione. I progressi sono costanti ma lenti: l’infortunio, evidentemente, ha lasciato il segno. (23’ ST MILANETTO 6: entra che la nave è in mezzo ai marosi e prende in mano la bacchetta per dirigere l’orchestra; porta un po’ di ordine in una confusione totale dovuta al vento e al bunker eretto da Malesani). ROSSI 6 Ala tattica, nel senso che nominalmente fa parte del tridente, in realtà fa sulla corsia opposta il suolo che lo scorso anno spesso ha fatto Botta, abbassandosi sovente sulla linea dei centrocampisti per dare equilibrio e permettere di avere inmezzo la superiorità numerica. Spesso dalla sua parte si porta il funambolico Vannucchi, e allora lui si sacrifica in raddoppio sul capitano toscano. Con l’uscita di Konko arretra nella posizione del francese. (18’ ST FIGUEROA 6,5: per il voto basta il colpo di tacco – intuito da campione – con il quale smarca Masiello per la rete del pareggio. Per il resto molta generosità ma poca sostanza anche perché gli spazi in area empolese sono angusti). BORRIELLO 6,5 A volte verrebbe voglia di organizzare una spedizione di salvataggio, quando si batte solo in mezzo a quattro avversari. Eppure – spesso isolato oltre le linee nemiche – va a guadagnarsi il pane lottando su ogni palla, anche se Pratali è un bel cliente con il quale duellare. Manca solo che vada sulla fascia a crossare e poi corra al centro per raccogliere l’assist: deve essere per forza uno e trino, costretto come è a fare reparto da solo. Si abbassa anche per prendere palla e poi ripartire: se gli si dovessero pagare gli straordinari occorrerebbe fare una ricapitalizzazione. SCULLI 6 Bravo a fare l’elastico fra attacco e centrocampo: rincula spesso per recuperare palla e finisce per sradicare diversi palloni dai piedi avversari. Generosissimo nella lotta in mezzo al campo, poi però si smarrisce nei sedici metri. La conferma: al 4’ della ripresa spara in curva a porta vuota. Poi è sfortunato al 20’ della ripresa quando di testa appoggia fuori. Spende tantissimo e alla fine è stremato. EMPOLI Balli 6; Raggi 6,Marzoratti 6,5, Pratali 6,5, Tosto 6; Buscè 6,5,Marchisio 6 (41’ stGiacomazzi ng),Moro 6,5; Vannucchi 6 (22’ stAntonini 5,5),Giovinco 6,5 (31’ stMarianini ng); Pozzi 6. ARBITRO GIANNOCCARO DI LECCE 5: dopo un solominutoGiovinco scatta in evidente fuorigiocoma l’arbitro lascia proseguire: ne nasce l’azione che Pozzi conclude sul palo. Eccessiva anche l’ammonizione di Paro per un fallo di gioco suGiovinco. Il gol del vantaggio empolese nasce da un fallo su Santos non segnalato. All’11’ della ripresa Juric si incunea in area e viene steso daMarzoratti che si disinteressa della palla. In questi casi si dà rigore o – se si vede male – si ammonisce per simulazione; invece si prosegue.
IL SECOLO XIX
- Masiello-gol la rabbia e l'orgoglio.
Infuriato contro la malasorte, deciso a vendere cara la pelle in campo:
ripagato dalla rete del pareggio. di Giovanni Ciolina. Empoli. Rabbia,
orgoglio, voglia di non mollare. È il mix di sensazioni che Andrea
Masiello confida di aver provato al momento del gol del pareggio in casa
dell'Empoli. Una rete che salva il Grifone da una crisi pesantissima e
regala all'ex juventino uno spiraglio di serenità. «Dopo un inizio di
stagione sfortunato per un infortunio non ero più riuscito a trovare
spazio in squadra», ricorda il difensore per puntualizzare i soli 10'
disputati finora al Meazza contro l'Inter. Quel maledetto strappo
(lesione di secondo grado) alla coscia lo ha tormentato e soprattutto lo
ha costretto a rimanere troppo a lungo ai margini della scena. «In
effetti Masiello è stato poco utilizzato», aveva dichiarato lunedì il
tecnico che a Empoli lo manda in campo a sorpresa. «Non sapevo nulla. In
settimana non avevo avuto alcun sentore, ma non fa niente. L'importante
è farsi trovare pronti quando arriva la chiamata. Ho dato il meglio per
non mettere in difficoltà il mister», dice il difensore-goleador non
appena varca la soglia della sala stampa. La fronte è ancora rigata di
sudore nonostante il freddo e la doccia. In mano ha la maglia di un
avversario. Nel cuore si fa spazio la gioia per una domenica
indimenticabile in grado di giustificare una vera e propria passeggiata
con i compagni sotto la curva dei tifosi rossoblù. Rabbia, orgoglio,
volontà: le stesse sensazioni che più o meno devono aver preso spazio
nel gruppone a fine gara quando dopo aver lanciato le maglie ai tifosi
in curva hanno riservato un doveroso ringraziamento alla cinquantina di
studenti delle elementari arrivati da Genova nell'ottica del gemellaggio
con i coetanei di Empoli. Ed è un bel quadretto. A metà tempo, invece,
la squadra si è chiusa nello stanzone, i giocatori si sono guardati
negli occhi: «Ci siamo parlati ed abbiamo concordato sul fatto che
serviva una reazione». Un patto che, per fortuna, ha sortito gli effetti
sperati e quando «il mister mi ha detto di andare avanti non me lo sono
fatto dire due volte. Sul gol devo ringraziare Figueroa: mi ha servito
un assist perfetto». Il destino ha voluto che ad Empoli, nell'esordio
dal primo minuto, Masiello diventasse protagonista nel bene e nel male.
Un gol, ma anche una deviazione malandrina in occasione della rete
empolese: «Sul tiro di Marchisio, la sfera è prima rimpallata su Bovo e
poi su di me. Peccato quella carambola maledetta. La forza di volontà
della squadra ci ha permesso però di recuperare il risultato. Sapevamo
che ci attendeva una gara difficile e ce la siamo giocata». Il difensore
toscano esamina con toni pacati l'andamento della sfida e non si
nasconde dietro un pizzico di fortuna sul contropiede di Buscè al 40'
della ripresa: «Ci è andata bene» ammette. Una svolta importante che per
una volta si è ricordata di non andare in contromano al Genoa per farlo
finire fuoristrada. La sabbia del bordostrada è rimasta impastata al
battistrada genoano ma «adesso dobbiamo chiudere al meglio il ciclo che
ci porta a fine anno». Sabato alle 18 (si attende la conferma ufficiale
da parte della Lega dopo la richiesta del Comune di Genova di giocare
alle 20,30 per motivi di viabilità) arriva il Parma al Ferraris. In
palio ci sono i soliti tre punti pesantissimi in chiave salvezza. Il
terzo spareggio di fila «nel quale buttare spirito e voglia di fare
bene» e nel quale Masiello potrebbe ritrovare un po' di spazio. Non ci
sarà Bovo e quindi spazio per un difensore. Reparto nel quale si candida
prepotentemente per un posto anche Santos. «Pari meritato e soprattutto
buona gara» sono le prime parole del brasiliano che per la prima volta
nella sua carriera si è ritrovato centravanti. «Avanti con il Parma ora.
Sono contento anche perché faccio parte di un gruppo vincente e devo
quindi ringraziare tecnico e società per avermi dato questa
opportunità».
IL SECOLO XIX - Gasperini «Persi due punti». Il TECNICO RECRIMINA E SPIEGA: SANTOS? UNA MOSSA ANTIVENTO. di Giuliano Gnecco. EMPOLI. Il pericolo scampato e il rimpianto: «Qualcuno ha detto che siamo stati fortunati perché abbiamo segnato alla fine», premette Gian Piero Gasperini. Alt perché poi questo metro di giudizio non sia valso per il Palermo e la Roma e un mistero. Comunque il tecnico prosegue: «È un pareggio strameritato. Anzi, se ci dava il rigore c’erano i presupposti per fare di più. Oppure se non avessimo preso il gol a primo tempo scaduto. Anche perché il vento ha condizionato molto, chi ha giocato a favore di vento ha avuto una netta superiorità: avessimo finito il primo tempo 0-0 c’erano le condizioni per vincere: anche loro, pur in vantaggio, hanno avuto difficoltà nella ripresa». GLI EPISODI. Il Genoa si tiene il punto, che di questi tempi è manna però anche questa volta ha pagato a caro prezzo almeno due episodi negativi: sul vantaggio toscano c’è una distrazione fatale della difesa, di Masiello in particolare (che poi si saprà far perdonare),ma il tutto è viziato da un fallo su Santos non sanzionato. Non solo: è netto il rigore di Marzoratti su Juric, e a dirla tutta anche sul primo palo empolese Giovinco parte in fuorigioco di almeno un paio di metri. Eppure l’analisi di Gasperini è diametralmente opposta a quella di Alberto Malesani: «Direi che sono due punti persi immeritatamente. Abbiamo fatto una buona gara, l’Empoli mi è piaciuto. Potevamo fare il 2-0: ecco, ci è mancato solo il fatto di chiudere la partita quando l’avevamo in mano. Già il primo tempo avremmo potuto concluderlo con il doppio vantaggio. Poi è diventato difficile perché loro hanno cambiato atteggiamento e hanno iniziato a lanciare palle di cinquanta metri a superare il centrocampo. È diventata una battaglia, ed era difficile ripartire». Gasperini spiega: «Con quel vento era difficile giocare e abbiamo dovuto ricorrere ad altre qualità. Non c’era la possibilità di fare un certo tipo di gioco. Poi abbiamo avanzato Santos a centravanti, come facevamo lo scorso anno con De Rosa, e gli ha dato fastidio. A un certo punto abbiamo messo davanti Masiello, abbassando Sculli a coprirlo. Quando le condizioni climatiche sono queste, non c’è molto da fare». LE SCELTE. Eppure, proprio i due difensori improvvisati attaccanti, sono stati decisivi nell’economia della partita, ma sono anche le sorprese più o meno grandi di Gasperini per questa partita. Alla lunga le scelte sono state azzeccate: «Masiello stava bene, sta attraversando un buon momento di forma – spiega il tecnico – Sia lui sia Santos hanno entusiasmo, forza fisica e i centimetri che servivano. Lo spirito è importante, al di là del gol. A parte la partita con il Siena, il Genoa ha sempre giocato bene e raccolto poco; ci sono giocatori importanti che hanno sempre tirato la carretta e forse stanno passando un momento di appannamento. Per questo servono ragazzi con questo entusiasmo e questo spirito». Malesani insiste: «Potevamo chiudere i conti, poi è chiaro che il Genoa avesse una reazione». Però, è anche vero che Gasperini ha saputo ridisegnare la squadra adattandola a come si stava mettendo la partita, al tipo di gioco dell’avversario tenendo anche in conto il fattore – non trascurabile – vento. Cioè, dal 343 che sembrava più un 352 e talvolta diventava pure 4411, è passato a una sorta di 334 con Figueroa e Borriello centrali, Sculli a destra e Leon a sinistra. Poi ancora Figueroa, Santos e Borriello punte molto vicine con Sculli largo e Leon a sostegno. Per finire con Masiello nel poker offensivo, Sculli scalato a centrocampo e Paro retrocesso in difesa con Bovo e Juric in un innovativo 3214. Certo ha contribuito la consapevolezza che a quel punto c’era poco da perdere, però il tecnico ha mostrato grande coraggio e intelligenza, anche perché il vento e il risultato lasciavano poche alternative. Gasperini ha accettato il rischio di prendere il secondo gol, che avrebbe chiuso i conti e avrebbe introdotto una settimana di passione. Invece la sua risolutezza è stata premiata, e il destino ha voluto che decisivi nel gol fossero i giocatori da lui imposti in questa partita.
LA REPUBBLICA
- Masiello, lampo allo scadere il Grifone riaccende la luce.
Rossoblù in svantaggio per un tempo a Empoli, Gasperini mischia le carte
e trova il pareggio Difesa rivoluzionata con l´ex juventino e Santos
Arrembaggio finale con il brasiliano inventato centravanti. di Gessi
Adamoli. EMPOLI - E adesso che ha acciuffato il pareggio a due minuti
dal novantesimo, stravolgendo in corsa l´assetto tattico della sua
squadra, Gasperini, dopo essere finito sul banco degli imputati per la
sconfitta con il Siena, tornerà ad essere considerato un profeta? Di
sicuro il tecnico genoano non ha paura di prendersi le sue reponsabilità
e avventurarsi in mosse che, nel caso non sortissero gli effetti
sperati, inevitabilmente gli farebbero rovesciare addosso una valanga di
critiche. Nel disperato tentativo di pareggiare il gol di Giovinco, il
Genoa finisce così per modellarsi nel più anomalo dei 4-3-3 con
addirittura tre punte centrali (da destra a sinistra Figueroa, Santos e
Boriello, ma tutti molto vicini tra loro). Di fatto gli attaccanti sono
però cinque, perché a centrocampo operano Sculli, Milanetto e Leon,
mentre a protezione di Rubinho c´è estemporanea linea difensiva formata
da Masiello, Paro, Bovo e Juric. La verità è che, saltati gli schemi, il
Genoa ha scelto di andare a testa bassa all´assalto del fortino. «Ci
siamo dovuti adeguare alla condizioni climatiche - spiega Gasperini - la
differenza l´ha fatta il vento. Non a caso il primo tempo Empoli è stato
padrone del gioco, ma nella ripresa la partita l´abbiamo fatta solo
noi». Più che partita il tecnico dell´Empoli, Malesani, l´ha definita
una battaglia: «Il Genoa scavalcava il centrocampo con lanci lunghi e a
quel punto c´era la guerra per andarsi a prendere la palla, chi la
conquistava poi poteva ripartire». Proprio uno di questi lanci ha
trovato la testa di Santos che ha fatto da torre per Figueroa con grande
classe ha subito aperto per Masiello, il tiro è passato in mezzo alle
gambe di Balli e ha fissato il risultato sul pareggio. Il 3-4-3 iniziale
di Gasperini presentava diverse novità. Alcune previste come quella del
trasformista Rossi, che dalla linea dai difensori si trasferisce
addirittura a quella degli attaccanti, e di Santos al posto di Lucarelli.
Altre meno come quella che vede Masiello, che poi sarà l´uomo partita,
in campo e Bega in tribuna. Sculli vince il ballotaggio con Leon e
proprio questa scelta indica la partita che la squadra rossoblù vuole
giocare. Per un tempo è come se il Genoa avesse lo zero a zero come
unico obiettivo. Un po´ come nel derby quando Gasperini aveva ammesso
che non si poteva permettere di provare a vincere perché era troppo
importante non perdere. E così, dopo la scoppola in casa con il Siena,
il Genoa prova a inventarsi utilitarista. Ma il banco salta proprio
all´ultimo minuto del primo tempo. Il gol porta la firma di Giovinco, il
giocatore più basso della serie A, un funambolo di un metro e 64 che
Gasperini ha confessato essere il suo grande rimpianto («avrei dovuto
portarlo al Genoa»). Il Maradonino dell´Empoli manda la palla
all´incrocio dei pali, dopo aver raccolto una respinta di Masiello su
tiro di Marchisio. Ma sul gol dell´Empoli, in avvio di azione, pesa
pesante l´ombra di un intervento irregolare ai danni di Santos. Peraltro
il vantaggio dell´Empoli è comunque legittimato dai due pali colpiti
dalla squadra toscana. Il primo da Pozzi dopo solo 3´ su cross dalla
sinistra di Giovinco, scappato via in posizione più che sospetta, il
secondo alla mezz´ora con il difensore Pratali che da 20 metri si
inventa una parabola che scavalca Rubinho, sulla ribattuta irrompe Pozzi
ma il portiere brasiliano miracolosamente riesce a respingere proprio
sulla linea bianca. A favore di vento, nella ripresa il Genoa va
all´assalto all´arma bianca. Leon entra e subito impegna Balli, sulla
respinta Sculli a porta vuota spara alto. Al 10´ Marzoratti tampona
Juric in area ma l´arbitro lascia proseguire. Dentro anche Figueroa e
Milanetto, il Genoa rischia qualcosa in contropiede e Buscè, proprio un
minuto prima del pareggio genoano, si mangia il gol due a zero. Ma il
gol di Masiello fa tornare Gasperini profeta.
LA REPUBBLICA - Il difensore goleador: "Ho saputo di giocare solo al mattino". Dietro la scelta di preferirlo a Bega forse conta anche la cabala. E anche stavolta la mossa funziona. di Gessi Adamoli. EMPOLI - Chissà che nella scelta definita «tecnica» di far giocare Masiello al posto di Bega, che da titolare è finito addirittura in tribuna, non centri anche un po´ di cabala. Perché Masiello era stato decisivo anche lo scorso anno proprio nel momento di maggior crisi della squadra rossoblù. Mandato in campo a Crotone non solo contribuì alla vittoria che segnò la svolta nel campionato del Genoa, ma fu anche protagonista di una discesa irresistibile che propiziò il gol che permise a Di Vaio di sbloccarsi. Questa volta Masiello è andato oltre, firmando in prima persona una rete importantissima. Confessa di essere rimasto, lui per primo, sorpreso dalla decisione di Gasperini di mandarlo in campo dall´inizio: «L´ho saputo soltanto alle dieci e mezza nel corso della abituale riunione tecnica nella quale l´allenatore comunica ufficialmente la formazione. Sta però ad ogni buon professionista farsi trovare pronto, sapevo che questa per me era un´occasione importante. Ero rimasto fuori due mesi per colpa di uno stiramento, poi il mister ha preferito altre scelte. Ci sta, come sta a me metterlo in difficoltà con prestazioni importanti e convincerlo a darmi fiducia. Il giro di campo che ho fatto dopo il gol esprimeva rabbia e orgoglio. Miei e di tutta la squadra». Il gol non è arrivato per caso: «È stato il mister a dirmi di andare all´attacco». E Gasperini conferma: «Ho invertito le posizioni di Sculli e Masiello, in quell´assalto alla porta dell´Empoli ci servivano centimetri».
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