|
|
|
TORNEO INTERNAZIONALE DI VIAREGGIO 2007 |
|
TORNEO 2007 - FINALE 2007 - FORMAZIONE - RISULTATI - GALLERY - TORNEO 2005 - FINALE 2005 - 1965 - HOME |
|
19/02/2007 - Viareggio - Stadio dei Pini - FINALE GENOA - ROMA 2 - 1 (0 - 1)
Reti: 21' Okaka,
47' Siligato (Rig), 76' Siligato Arbitro: Trefoloni di Siena. Spettatori 3.500 circa. Ammoniti: Virga, Ianniciello, Rosi, Palermo, Freddi, D’Alessandro, Forestieri, Martucci. Angoli: 7- 5 per il Genoa. Prima della partita è stata portata in mezzo al campo la Coppa del Mondo vinta dagli azzurri a Berlino. Incidente a Ledesma: botta in faccia e tac negativa all’ospedale. Presenti in tribuna: Caprili, vice presidente del Senato, il sindaco di Viareggio, Marcucci. Quindi Cuccureddu, Burgnich, Pastorello, Capozucca, Collina, Bini e Perinetti.
IL SECOLO XIX - Il Genoa di Forestieri e Garibaldi. Oggi la finalissima del Viareggio. Sudamericani e liguri nella Primavera che sfida la Roma. Torrente: «Un gruppo come l'Italia di Lippi». di Giuliano Gnecco. Pisa. C'è la colonna sudamericana: Forestieri, Ledesma, Rivaldo. C'è la colonna romana: Eusepi, Rondinara, Borghese. C'è la colonna ligure: i gemelli chiavaresi Raggio Garibaldi, Cannella, Cotellessa, Innocenti, Pasqui, Siligato. C'è soprattutto una squadra, vincente. Termine banale: c'è un gruppo unito e affiatato. La prova? Nelle parole di Silvano Raggio Garibaldi, centrocampista di quantità e qualità: «Ora andiamo a vincere il torneo. Usciamo alla distanza perché abbiamo due preparatori, Gianni Ferrero e Rocco Manganaro, che ci mantengono sempre al meglio. Questa finale è per Martino Borghese, che è stato espulso ingiustamente: due falli, due cartellini. Andiamo a vincere per lui». Unita squadra e staff. La conferma arriva da Fernando Forestieri, la giovanissima punta di diamante: «Abbiamo giocato tutti con il cuore, come ci chiede Torrente. Abbiamo anche avuto fortuna: Dio ci ha dato una mano ai rigori». Nell'attesa della finale di questo pomeriggio contro la Roma, Vincenzo Torrente - già ribattezzato Vincente - conferma ma puntualizza: «Il gruppo a questi livelli è fondamentale; Lippi ha vinto il Mondiale perché aveva il gruppo e buoni collaboratori. Noi abbiamo un gruppo importante, e un ottimo staff. Però attenzione, non abbiamo solo cuore e carattere, ma anche qualità e, non sta a me dirlo, organizzazione di gioco. Se siamo qui il merito è di tutti». Sembra ovvio, ma questo è davvero il Viareggio del gruppo, dei Pasqui e dei Pacella che, pur giocando meno, hanno dato un contributo importante nello spogliatoio. «Abbiamo affrontato il torneo senza essere favoriti, ma sapevamo di avere una squadra con la quale potevamo toglierci delle soddisfazioni - ammette Mario Donatelli, responsabile del settore giovanile - Abbiamo finito il girone eliminatorio con nove punti, abbiamo superato squadre come Inter, Spartak Mosca e lo stesso Empoli, che è la squadra più attrezzata. Abbiamo sofferto, abbiamo vinto due partite in dieci: sotto l'aspetto morale abbiamo già vinto. Partiamo con una condizione psicologica e fisica favorevole». Ora, per permettere ai Grifoncini di fare l'ultimo volo, non serve neppure l'aeroporto: il Galileo Galilei di Pisa è a un passo dall'Accademia Palace Hotel, nella frazione di Ospedaletto, dove il Genoa ha fissato il ritiro in attesa della partitissima. Mica si scherza: quattro stelle. «La società non ci ha fatto mancare niente, c'è stata una buona organizzazione», precisa il dirigente responsabile Antonio Bartoluppi. Comunque vada, i giovani rossoblù sono già nella storia: «È stata una sofferenza - confida Torrente - Ma anche una grande soddisfazione personale: è la seconda finale in tre anni, non era mai successo nella storia del Genoa. Ringrazio la società, e i tifosi che sono venuti a sostenerci anche a Rosignano Solvay: roba da Genoa. Giocare 7 partite in 15 giorni è dura: abbiamo fatto un miracolo». Ora cosa conta? La fame, innanzitutto: «Quella l'abbiamo: è una vita che non mangiamo», scherza il tecnico rossoblù. E conta, appunto, la condizione fisica. «Abbiamo una buona base di resistenza organica - assicura il preparatore Rocco Manganaro - È il frutto del lavoro di un mese fa: ne stiamo raccogliendo i frutti. Ogni partita è un allenamento, ora importante è il recupero». Manganaro è il figlio della sorella di Preziosi, sabato sera in tribuna a Rosignano Solvay: «Immaginate cosa è per me questa società e cosa ci metto», sorride. La rifinitura? Niente: «Riposo», concede Torrente. Perché «Quella che affronteremo è una partita difficile, poi loro hanno giocato cinque o sei ore prima di noi: il fattore atletico e la fatica contano quando si hanno nelle gambe 7 partite in 15 giorni. Oltretutto per due volte abbiamo finito in dieci, e pure questo conta. Sabato nel primo tempo l'Empoli era più aggressivo; nell'intervallo ai ragazzi ho chiesto: "Possono reggere così?". Dopo l'espulsione però abbiamo fatto meglio, in dieci abbiamo retto bene e siamo cresciuti». Con così poco tempo per recuperare a tanta fatica nelle gambe tocca al massofisioterapista Antonio Godano fare gli straordinari: «Ho sempre detto ai ragazzi di fare il loro lavoro sul campo che al resto avrei pensato io. Abbiamo iniziato subito in salita, con una partita nel fango che ci è costata grande fatica. Abbiamo accolto questi ragazzi come fossero figli o fratelli senza dimenticare che sono professionisti: anche per questo abbiamo formato questo gruppo. Dopo due settimane di Viareggio, ho bisogno di ferie: sogno una beauty farm dove farmi massaggiare io». Il rammarico? Non poter contare su Borghese in finale: «E' un giocatore importante, per i suoi centimetri e la sua esperienza. Ha commesso un'ingenuità nella seconda ammonizione: poteva costarci cara», ricorda Torrente. Che al Viareggio - giovanissimo - aveva esordito in rossoblù in prestito dalla Nocerina: fu acquistato l'anno dopo e per il Genoa fu una fortuna. Che cosa darebbe ora per vincere questo torneo? «Tanto. Sono legato al Viareggio, gli devo tutto. Mi ha permesso di diventare professionista nel Genoa. Spero che in questa squadra ci siano tanti che possano ripercorrere la mia carriera. Io mi rivedo in Silvano Raggio Garibaldi: diverso ruolo, ma stesso spirito e mentalità». Il futuro? Intanto è la partita di oggi: «L'Empoli è già archiviato, pensiamo alla Roma. Ho visto il primo tempo della loro semifinale. È una squadra che ha tradizione a livello giovanile e ha elementi che hanno già maturato esperienza in prima squadra». Ma il Genoa ha più fame: «Siamo trasparenti», ridacchia Godano.
IL SECOLO XIX - La meglio gioventù. Il Genoa rivince il “Viareggio”, baby Mundialito, 42 anni dopo. Roma avanti, uno due di Siligato. di Giuliano Gnecco. VIAREGGIO. Volano i Grifoncini, volano i coriandoli sullo Stadio dei Pini. Mario Donatelli, responsabile del settore giovanile delGenoa, sapeva tutto: «Se battiamo l’Empoli vinciamo il torneo », aveva confidato sabato poco prima della semifinale. È stato buon profeta. Perché i Grifoncini centrano l’impresa: dopo 42 anni la Coppa Carnevale, mostrata con orgoglio all’ingresso della sede di Villa Rostan, non soffrirà più di solitudine. Il Genoa vince il torneo di Viareggio, lo fa in modo ancora più netto di quanto non dica il 2-1 finale contro la Roma. Lo fa con due anni di ritardo: la beffa con la Juve ancora brucia. «Questa è una vittoria dedicata alla società, ai tifosi, alla squadra e allo staff. E a quei giocatori che non ci sono più ma già due anni fa meritavano questa soddisfazione», sottolinea Vincenzo Torrente. Finisce sotto una pioggia di coriandoli, finisce con la coppa alzata al cielo mentre la squadra canta un coro dedicato al suo allenatore. «Partita dopo partita abbiamo meritato di vincere questo torneo, ora ci siamo anche noi a livello nazionale – avverte Donatelli – Questo successo è frutto di anni di lavoro, e anche le altre squadre del settore stanno facendo benissimo: questa vittoria ci dà ancora più forza». Silvano Raggio Garibaldi, 17 anni, è il simbolo di questa squadra che sa essere operaia ma è dotata anche di grandi qualità: «Abbiamo un cuore enorme», garantisce. Mentre Torrente, oggi ancor meno Vincenzo e più Vincente, precisa: «A me fa piacere quando si dice che questa squadra ha cuore e grinta,ma è anche una squadra che gioca al calcio ed è tatticamente preparata. La società e Gasperini mi avevano messo a disposizione anche Criscito, Botta e Masiello, ho preferito affidarmi a quei ragazzi con i quali ho lavorato permesi». A Viareggio c’è la Coppa delMondo, chiusa in una teca: sedici dei campioni sono passati da questo torneo. In tribuna, fra gli altri, ci sono Marcello Lippi, l’ex arbitro internazionale Pierluigi Collina (gioca incasa), l’ex allenatore rossoblù Tarcisio Burgnich, Silvio Baldini. Dei vertici societari manca solo il presidente Preziosi, in vacanza a Dubai: ci sono il vicepresidente Giambattista Pastorello («Il settore giovanile ha lavorato benissimo,ma io sono rimasto colpito anche dal pubblico. È una grossa soddisfazione»), l’amministratore delegato Alessandro Zarbano, il responsabile del settore giovanile Donatelli e Stefano Capozucca. Il sostegno? Da Genova sono arrivati almeno mille rumorosissimi e colorati tifosi. La fase di studio? Dura poco: convenevoli zero. Perché già all’11’, al termine di un’azione sull’asse Siligato Ledesma, Forestieri chiama in causa Pipolo. E al 15’ una maligna punizione di Rivaldo sorprende il portiere: Ianniciello salva sulla linea. In campo c’è solo il Genoa. Nel momento migliore arriva però la doccia fredda: Palermo mette il sombrero a D’Alessandro per servire Okaka che si libera di Tiago Pires e insacca con un destro di potenza. Una beffa.Ma la reazione è immediata: Pipolo si supera sulla magistrale punizione di Rivaldo. Piove sul bagnato: Torrente perde anche Ledesma che lamenta giramenti di testa dopo un contrasto aereo: sarà portato in ospedale con una piccola commozione cerebrale per una tac di controllo, entra Martucci. Ma i Grifoncini insistono, e Pipolo si supera sulla deviazione aerea di Siligato. Il numero uno concede il bis al 42’ sul sinistro di Martucci; iniziano a delinearsi i contorni di un assedio. Che si concretizza a inizio ripresa: fallo in area di Virga su Forestieri, Trefoloni non può non fischiare il rigore che Siligato trasforma spiazzando lo specialista Pipolo. Il Genoa non si ferma, insiste, vuole questa vittoria: Rivaldo prova la punizione da distanza siderale al 17’, Pipolo si salva d’istinto. Il sorpasso comunque non tarda: lancio di Raggio Garibaldi, retropassaggio di testa da parte di Freddi; Siligato d’astuzia si inserisce fra difensore e portiere anticipando tutti: è ilmeritato 2-1. Rosi scalcia un bidone; l’allenatore Alberto De Rossi lo riprende: «Abbiamo perso la partita, almeno non perdiamo la faccia». La prossima mossa? Il rinnovo del contratto di Vincente Torrente, in scadenza a giugno: «Io nel Genoa sto benissimo. Ho sentito Preziosi a Natale, mi ha detto di stare tranquillo: io sono tranquillo»
IL SECOLO XIX - Le pagelle di Giuliano Gnecco. RUSSO 6,5 Sbriga la normale amministrazione dando una confortante impressione di sicurezza: sempre reattivo. D’ALESSANDRO 7 Rosi avrebbe dovuto giocare a destra, punta invece dalla sua parte. Commette una sola ingenuità, in occasione del gol. Per il resto è inappuntabile, e il fantasista giallorosso è impossibilitato a nuocere. TIAGO PIRES 6,5 Sembra il più timido della retroguardia, quello meno sicuro. È però efficace; lui che normalmente non è un cuor di leone (è il suo limite principale), stavolta cimette rabbia e grinta. DIMAIO 7 In assenza di Borghese, prende per mano la difesa alzando un muro invalicabile.Va anche a cercare di far danni in acrobazia sui calci piazzati. Anche per lui è una bella rivincita. RONDINARA6,5 Fa parte della colonna romana,ma con Virga non ha alcuna pietà. Tiene bene la fascia provando anche a proporsi. Un paio di sbavature non ne condizionano la prestazione. COTELLESSA 7 Sopperisce con la saggezza tattica e senso della posizione allamancanza di rapidità nel breve. Bravo ad aggredire gli spazi,maturo tatticamente (40’ ST PASQUI SV: la meritata passerella). SI.RAGGIO GARIBALDI 7,5 È il simbolo della squadra: del suo cuore, del suo carattere ma anche delle sue qualità. Se non si guasta nel crescere è destinato a una carriera ad alti livelli. Inesauribile in pressing, all’occorrenza fa pure il guardiano di Palermo. RIVALDO 7 Con Pipolo deve avere un conto aperto; perde la sfida personale perché il numero uno giallorosso gli chiude sempre la porta in faccia, vince quella più importante. E i suoi calci piazzati sono un’arma importante. LEDESMA6,5 Sembra in giornata ispirata, dai suoi piedi fini nascono un paio di occasioni pericolose. Si abbassa anche in fase di rifinitura, poi è costretto ad uscire perché, colpito in testa in un contrasto aereo, ha giramenti di testa e difficoltà a vedere (34’MARTUCCI 7: per il suo compleanno si regala un successo storico.Non concede punti di riferimento, una zanzara fastidiosissima per la retroguardia avversaria). SILIGATO 8 È l’eroe di giornata; un gol di freddezza, uno di rapina.Dopo il calvario patito nell’ultimo anno emezzo, e la delusione di due anni fa, era giusto che toccasse a lui regalare alGenoa questo trionfo (46’ ST MOSCHELLA SV: in campo giusto per gustare la vendetta ). FORESTIERI 7 Ama gigioneggiare, ama il numero, ama la giocata: è un po’ narciso. Ma quando fa sul serio e cambia marcia, semina sempre il panico. ROMA: Pipolo 7,5; Cafiero 6, Freddi 5,5, Ianniciello 6, Polverini 5;Virga 6, Suppa 5,5 (21’ st Della Penna 6),Marsili 6, Rosi 5,5; Palermo 6;Okaka 6. ARBITRO TREFOLONI DI Siena 5: Grazia Ianniciello che, già ammonito, commette fallo da ultimo uomo su Forestieri lanciato a rete; sarebbe stata comunque espulsione diretta. Poco dopo, invece, il cartellino se lo prende il Topa. Incomprensibili alcune sue decisioni.
IL SECOLO XIX - Preziosi: «ABBIAMO BATTUTO IL MONDO...» «CONTENTO, abbiamo battuto il mondo: Argentina, America e gente che ha già giocato in A». Enrico Preziosi da Dubai ha appena ricevuto la notizia dal figlio Fabrizio: «E' una soddisfazione, per la società, per Torrente, lo staff e i giovani. E anche un bel messaggino....». Diretto a chi? «A chi diceva che con Preziosi il settore giovanile sarebbe sparito: è talmente sparito che vinciamo il Viareggio». Gian Piero Gasperini era al Pio per l'allenamento «ma ho visto finire la gara in tv. Bene, molto bene perché alla soddisfazione per una vittoria di prestigio, si unisce l'effetto trainante e la conferma del lavoro per un buon gruppo e per chi, a tutti i livelli, ci lavora. E' stata una vittoria meritata, hanno dimostrato di avere valori tecnici, ma soprattutto morali, importanti»
IL SECOLO XIX - L'ombra di Moggi e il "Rosso" a De Prà. di Giuliano Gnecco. Genova. Il Viareggio che non si è visto. Quello dietro le quinte: aneddoti, curiosità. Sono tante le storie dietro alla finale con la Roma, a partire da prima della gara: Antonio Bartoluppi, dirigente responsabile, entra nello spogliatoio dell'arbitro per portare la distinta con le formazioni; istintivamente si volta per guardare dietro alla porta. «Cosa sta facendo?», chiede l'arbitro Trefoloni. «Scusi, controllavo se c'era Moggi», si giustifica il dirigente: fu lui a vederlo due anni fa. Trefoloni ha risposto con un sorriso. Poi l'infortunio di Ledesma per una gomitata alla tempia di Rosi: l'argentino viene portato in ospedale. Lo segue il preparatore dei portieri Luca De Prà: «Sono venuto via sullo 0-1 - racconta - Non sapevo nulla perché in sala Tac non prendevano i telefonini. Appena ho potuto sono scappato al pronto soccorso. Ho telefonato: mi hanno detto 2-1. Lo ammetto, non sono riuscito a trattenermi: ho esultato. È venuto il direttore sanitario che mi ha espulso». Mirko Martucci ha festeggiato i 19 anni lunedì e dopo la gara ha mostrato con orgoglio una maglietta con la scritta "auguri papà, ti voglio bene": era per salutare la famiglia che non ha potuto salire dalla Calabria. Nel viaggio di ritorno squadra e staff si sono fermati a cena a Sestri Levante, invitati nel ristorante "Il Gabbiano" . I titolari hanno fatto trovare nel locale un enorme striscione rossoblù: "Io c'ero, Moggi no".
LA REPUBBLICA - Siligato, l´eroe arriva da Voltri. I baby rossoblù nella storia. Trionfo in rimonta dopo l´iniziale vantaggio di Okaka. Le lacrime di Preziosi al telefono Piegata la Roma, il Viareggio al Genoa 42 anni dopo Olivera sulla rampa di lancio dopo il ripescaggio a Parma. di Gessi Adamoli. VIAREGGIO - Piange al telefono in diretta il presidente Preziosi dal Dubai, si abbraccia in tribuna lo stato maggiore rossoblù con Pastorello, l´amministratore delegato Zarbano, Capozucca ed il responsabile del settore giovanile Donatelli. Torrente ed i suoi ragazzi sono già sotto la curva, mezzi nudi, a festeggiare con un migliaio di fedelissimi arrivati da Genova una vittoria che, nell´albo d´oro del Grifone, mancava da 42 anni. Questa volta non c´è Moggi, l´avversario è solo quello che si vede in campo. La Roma di papà De Rossi, dopo aver immeritatamente chiuso in vantaggio il primo tempo, viene stroncata nella ripresa (2-1 il risultato finale) da un Genoa che ha una vitalità sorprendente, nonostante quella di ieri fosse la settima partita disputata in 13 giorni (due delle quali anche con la coda dell´extra time). E un Genoa cosmopolita quello che si impone nella cinquantanovesima edizione del torneo giovanile per squadre di club più importante al mondo. Ci sono due argentini (Forestieri e Ledesma), un paraguiano (Rivaldo), un portoghese (Tiago Pires), uno svizzero-calabrese (Martucci) e poi romani, napoletani e siciliani assortiti. Ma a risultare decisivo è un ragazzo che è nato e vive in via Martiri del Turchino a Voltri e ha il cuore rossoblù. I due gol che consegnano al Genoa la vittoria hanno per Matteo Siligato un significato ancora più speciale. Sono anche un calcio a quella sfortuna che l´aveva perseguitato negli ultimi anni. Una serie infinita di problemi muscolari, persino il distacco del tendine del bicipite femorale. «La differenza - spiega - l´ha fatta la nostra voglia di vincere, avevamo più fame della Roma. Chi come me, Russo, Di Maio e Cotellessa era in campo due anni contro la Juventus, non poteva aver dimenticato cosa ci fecero in quella partita. E la nostra voglia ha contagiato tutta la squadra». Non è stata mai in partita la Roma e dire che il clan giallorosso si era maldestramente compiaciuto pubblicamente del fatto di non trovarsi di fronte in finale l´Empoli (5-0 nella finalina per il terzo posto all´Anderlecht che la Roma era riuscita a piegare solo ai rigori). L´inerzia della partita non è cambiata nemmeno quando, dopo 20´ la squadra giallorossa si è trovata in vantaggio nella sua prima sortita. Merito di Okaka, il diciassettenne attaccante che Spalletti ha già fatto esordire in prima squadra, ma anche di un´ingenuità di Tiago Pires che ha fatto girare l´avversario che aveva ricevuto palla direttamente su rimessa laterale. Il Genoa ha continuato a macinare il suo gioco con Rivaldo in cabina di regia e con un ragazzino biondo che viene da Chiavari, Raggio Garibaldi, in pressing su tutti i palloni. «Mi ricorda Tardelli giovane», è la profezia che si fa scappare Capozucca. E anche Torrente si allinea: «Se devo scommettere su uno di questi ragazzi, dico Raggio Garibaldi. Ha grinta, carattere, personalità e anche una buona visione di gioco». Ma nella ripresa, dopo un primo tempo da protagonista, sale in cattedra Forestieri che ha già un fans club tutto per lui: Genoa Club Mira El Topa è infatti scritto in un lungo strscione. E passato appena un minuto del secondo tempo quando Forestieri, dopo aver ubriacato con una serie di finte Cafiero, conquista il rigore che Siligato trasforma con grande freddezza. L´arbitro Trefoloni grazia Iannicello, che meritava il rosso dopo l´ennesimo fallo su Forestieri, ma la Roma è ormai alle corde. Il gol che vale il torneo lo segna alla mezz´ora ancora Siligato che intuisce lo sciagurato passaggio all´indietro di Freddi a Pipolo e brucia sul tempo il portiere giallorosso in uscita. Gli eredi di Franco Ferrari, ieri era in tribuna, Agroppi, Petrini, Campora e Gallina, che 42 anni avevano avuto ragione della Juventus alla monetina, sono il portiere Russo, i quattro difensori, da destra a sinistra, D´Alessandro, Tiago Pires, Di Maio e Rondinara, i tre centrocampisti Cotellessa (dall´86´ Pasqui), Raggio Garibaldi e Rivaldo e i tre attaccanti Ledesma (dal 35´ Martucci), Siligato (dal 91´ Moschella) e Forestieri. Alla fine buone notizie anche per Ledesma: trasportato in ospedale per un fortuito colpo alla testa è stato dimesso dopo che la tac aveva dato un esito rassicurante.
LA REPUBBLICA - Un Torrente di gioia "Meglio che all´Anfield Road". Viareggio - In una società così fiera della sua storia non poteva che essere uno degli eroi dell´Anfield Road a guidare i ragazzi che hanno trionfato nel Viareggio, una sorta di campionato del mondo giovanile per squadre di club. Vincenzo Torrente alla fine è forse ancora più emozionato di quando insieme a Aguilera, Skuhravy e Signorini espugnò il mitico stadio del Liverpool. Forestieri, al momento della premiazione, lo bacia sulla testa. Tutta la squadra va a staccare un lungo striscione dalla griglie e lo porta vicino al palco della premiazione. C´è scritto: "La Primavera del Genoa? Un Torrente di emozioni". E commosso, il tecnico: «Questa coppa la dedico a quei ragazzi che erano con noi due anni, anche loro avrebbero meritato di vincere. Ma con la Juve andò come andò, poi, però, abbiamo capito perché». Da Cetara, sono arrivati in treno il fratello Pasquale ed il nipote Gaetano. «Nemmeno io credevo di vincere - confida Torrente - anche se negli ultimi cinque mesi avevo visto progressi importanti. Sostengono che questa squadra abbia il cuore ed il carattere dell´allenatore, sono contento che lo dicano ma non sono del tutto d´accordo. C´è anche dell´altro: qualità e buona predisposizione tattica. Io credo che il segreto sia stato un mix perfetto, ho rivisto lo spirito della nazionale di Lippi». Ammette che questa per lui è una vittoria speciale: «Perché lo sapete prima sono stato giocatore, ora sono allenatore ma sono soprattutto un tifoso. E personalmente al Viareggio sono molto legato, proprio con questo torneo inizio la mia avventura al Genoa quando più di 20 anni fa arrivai in prova dalla Nocerina». E la vittoria di Torrente, ma anche di tutto il suo staff: il preparatore dei portieri De Prà (è il nipote del portiere del Genoa degli scudetti), i preparatori atletici Manganaro (nipote di Preziosi) e Ferrera ed il magazziniere portafortuna Romeo, quello che, quando va con la prima squadra vince sempre il campionato, sin da tempi di Scoglio.
CORRIERE DELLO SPORT - TRIONFO GENOA, ROMA KO. Il giorno della finale. Okaka illude i giallorossi, due gol di Siligato regalano il trofeo ai rossoblù. di Fabio Massimo Splendore. Viareggio - A Viareggio vince il Genoa dopo trentadue anni. E merita. La Roma, passata in vantaggio e travolta dall’illusione di poter tornare ad alzare la Coppa Carnevale dopo sedici anni, deve invece subire il ritorno di fiamma della squadra ligure che gioca un secondo tempo di rara intensità e vince la finale capovolgendo il momentaneo svantaggio. Inesauribili i centrocampisti di Torrente, ispiratissimi brevilinei del tridente offensivo rossoblù: nella ripresa la Roma è davvero sparita per rivenire fuori negli ultimi dieci minuti, ma più sui nervi che per altro. Eppure l’avvio della squadra di De Rossi non era stato per niente male e al 21' uno spunto di Palermo dalla fascia sinistra metteva Okaka in condizione di sbloccarsi andando a segno dopo sei partite a digiuno: l’attaccante giallorosso era bravo a stoppare la palla e girarsi eludendo la sorveglianza di Tiago e profittando dell’unico momento di disattenzione. Alla Roma veniva a mancare la spinta dalle fasce dove Rosi e Virga non riuscivano a dare l’atteso contributo. Dopo il gol il Genoa ha cominciato a prendere un po’ di campo, ma perdeva Ledesma che, dopo un colpo alla testa veniva accompagnato in ospedale per accertamenti ( lieve commozione cerebrale, ma nessun problema). Pipolo per due volte si è dovuto tuffare per levare dalla porta una punizione di Rivaldo e un colpo di testa di Siligato. Cominciava la ripresa ed evidentemente affiorava la stanchezza nelle gambe dei romanisti, fiaccati immediatamente dal rigore che Trefoloni concedeva ai liguri dopo un atterramento in area di Forestieri da parte di Virga ( forse l’argentino accentuava un po’ la caduta). Siligato calciava fermando la sua corsa e batteva Pipolo: un rigore che probabilmente si poteva far ripetere. Il Genoa prendeva sempre più campo creando situazioni di pericolo su calci piazzati con Rivaldo: al 17' ancora Pipolo (premiato come miglior portiere della final four, salvava sulla linea. Al 27' Ianniciello, tentando un recupero su Forestieri rischiava il rosso, ma l’argentino restava in piedi, l’azione continuava e Trefoloni sorvolava. Poi, al 31' il gol della vittoria rossoblù: mentre Palermo andava in pressing su D’Alessandro, il difensore ligure calciava lungo, Freddi sbagliava la scelta toccando la palla all’indietro a Pipolo anziché respingere, ma la forza e la traiettoria traevano involontariamente in inganno il portiere romanista. NOVANTUNESIMO Torrente: «Ora la serie A? Vedremo...». Freddi in lacrime: «Colpa mia». Viareggio - Fa effetto sentire il frastuono che arriva dall’ombelico dello stadio dei Pini, dove c’è il Genoa ebbro di gioia, e entrare nel corridoio degli spogliatoi per vedere accasciato a testa bassa e gli occhi gonfi di lacrime, accanto al suo spogliatoio chiuso, Gianluca Freddi. Il resto della squadra è ancora in campo, dove è uscita da poco la Coppa del Mondo portata dal presidente Palagi. Accanto a lui Bruno Conti. «Gianluca su, non è che dipende solo da te» . Ma lui non vuole sentire parlare: «Ho sbagliato io, non me l’ha chiamata nessuno. Non so perché mi è venuto di andarci in quel modo: se la prendevo un po’ più alta finiva tra le mani di Pietro. L’ho presa di nuca, pazzesco» . Non si capacita. Come Pipolo: «Il rigore andava ripetuto, Siligato si è fermato ed è ripartito» . De Rossi toglie gli occhi fissi dal campo: «Hanno meritato, l’avevamo preparata in un modo e invece... Quel rigore ci ha tagliato le gambe. E loro erano sempre in condizione di saltarci. L’errore di Freddi? Peccato perché ha fatto un gran torneo » . Il direttore tecnico Bruno Conti ha parlato con il responsabile del vivaio Stefanelli, De Rossi e la squadra. «Complimenti al Genoa. Ma anche a questi nostri ragazzi perché hanno fatto un buonissimo torneo». Torrente non sta nella pelle: «In questa squadra ho visto lo spirito della nazionale ai Mondiali. Abbiamo meritato, sono contento per loro e la dedica è alla società e alla gente» . Alla società una dedica e un messaggio quando gli chiedono del futuro. « Una panchina di A? Vediamo... Ora godiamoci questa vittoria. Io sto bene qui, ma il contratto è in scadenza e Preziosi sa cosa voglio. Ma io qui sto bene». ROMA: Pipolo 7, Cafiero 5,5, Freddi 5, Ianniciello 5, Polverini 6, Virga 5,5, Suppa 6 (21' st Della Penna 5,5) Marsili 6, Rosi 5, Palermo 6, Okaka 6. GENOA: Russo 6, D’Alessandro 6, Tiago 6, Di Maio 6,5, Rondinara 6, Cotelessa 7 (41' st Pasqui sv) Raggio Garibaldi 7,5, Rivaldo 7,5, Ledesma 6 ( 34' pt Martucci 6,5), Siligato 7,5 (46' st Moschella sv), Forestieri 7.
TUTTOSPORT - GENOA, TRIONFO A VIAREGGIO. I rossoblù battono la Roma e dopo 42 anni riconquistano la Coppa Carnevale. Giallorossi avanti con Okaka, Siligato pareggia su rigore e poi segna il gol decisivo. Buon avvio della squadra di De Rossi, ma i liguri crescono alla distanza, rimontano e meritano il successo. Sono gravi, però, le responsabilità della difesa romanista in occasione del raddoppio. Paura per Ledesma finito in ospedale per una botta al volto. di Loris Marzocchi. Viareggio. Trionfo Genoa, gran festa rossoblù sugli spalti, dopo 42 anni di attesa, un’eternità a guardare gli altri saltare gioiosi. E’ passata, ora sono i colori del Grifone che sventolano sul pennone più alto di Viareggio. Successo netto, ben aldilà del risultato che va stretto ai ragazzi di Torrente. Il 59 ° Torneo di Viareggio ha trovato e meritatamente il suo padrone. Due anni dopo la sconfitta contro la Juventus, ecco la clamorosa rivincità ai danni della Roma, ancora una volta vittima illustre, come era successo nel 1992, anno di grazia per la Fiorentina. Successo della rabbia e della voglia di emergere, che ha accompagnato il Genoa in tutto il suo percorso in questo mondiale giovanile per club. Passando addirittura indenne dall’antipatica avventura contro gli argentini del Real Arroyo Seco, rei di aver aggredito l’arbitro e intimidito la squadra. Un osso duro già nella prima parte, con qualificazione a punteggio pieno, poi l’Inter, lo Spartak Mosca e in semifinale una grande dimostrazione di forza, in inferiorità numerica, contro l’Empoli. Un’ora in dieci e senza mai mollare un metro fino ai rigori. Genoa rampante con qualche ragazzo come Raggio Garibaldi (‘ 89), autentica rivelazione a centrocampo e il genietto Forestieri (‘ 90) in crescendo rossiniano proprio nella finalissima. Partita in equilibrio soltanto nel primo tempo, anche se la Roma una volta in vantaggio, ha lasciato che il ritmo partita lo imponesse il Genoa, con tutto quello che ne è conseguito a livello di rischi. Il gol di Okaka ( 20’), palla di Rosi ben coperta per il destro potente, ha avuto un effetto boomerang. Di lì in avanti c’è stata una gestione abbastanza passiva del match, con il Genoa a creare gioco e occasioni che solo un grande Pipolo ha saputo contenere. Anche Ianniciello ( 15’) aveva respinto sulla linea una punizione di Rivaldo, che si ripeterà in altre occasioni nella ripresa. Una variabile questa che il Genoa ha usato con insistente pericolosità da parte del centrocampista paraguaiano. Tutti tiri a scendere nel mucchio davanti a Pipolo, autore di un paio di miracoli ( 24’ e 42’). I brividi del primo tempo non sono serviti a dare la sveglia ai giallorossi subito in affanno con Virga ( 1’ st) obbligato a stendere in area l’effervescente Forestieri. Rigore di Siligato e il Genoa riparte con moltiplicato vigore. Aria di ribaltone, netta ad ogni possesso di palla genoano. Sempre Pipolo ad estremo baluardo, ma anche Trefoloni fa il buonista con la Roma, quando il già ammonito Ianniciello, va in fallo su Forestieri ( 26’ st) lanciato a rete. Il piccolo argentino resta in piedi nonostante la botta e poi perde palla su intervento di Freddi. « Aiutino » inutile perchè Raggio Garibaldi ( 30’ st) rastrella un pallone a centrocampo e appoggia a D’Alessandro, rilancio lungo in verticale sul quale Freddi va in scioltezza all’appoggio indietro per Pipolo. Palla lenta sulla quale si butta Siligato e di testa anticipa il portiere e mette in rete. Momento decisivo. Inutile il forcing finale della Roma, ormai sulle gambe e prigioniera di una situazione irreversibile.
TUTTOSPORT - LE PAGELLE Forestieri ancora determinante. di Loris Marzocchi. ROMA. Pipolo 7: non bastano i suoi miracoli a salvare la Roma. Cafiero 5.5: Forestieri lo manda in difficoltà. Freddi 5: elegante, poi fa la frittata con quel tocco indietro di testa che innesca il sorpasso genoano. Ianniciello 5.5: buon primo tempo, poi vive una ripresa in angoscia e mal protetto dal centrocampo. Polverini 6: non sbanda, perlomeno tiene il passo. Virga 5: parte a destra con buon spirito, poi perde lucidità fino al rigore su Forestieri. Suppa 5.5: il lungagnone ha un inizio promettente, testa alta e appoggi sicuri. Cala vistosamente sulle percussioni di Raggio Garibaldi. Della Penna (21’ st) 5.5. Marsili 6: si salva con l’esperienza, ma intorno ha una squadra con le gambe molli e poca voglia di lottare. Rosi 5.5: doveva essere il valore aggiunto, solo una buona partenza, poi nervosismo. Palermo 5.5: trequartista troppo spesso lasciato a sè stesso: disinnescato, senza spunti. Okaka 6: il voto vale il gol che ha illuso la Roma, poi un continuo vagare a vuoto. All. De Rossi 6: la sua Roma lo ha «tradito » sul filo di lana, stanchezza e un po’ di supponenza, miscela negativa. GENOA. Russo 6: poco impegnato, nessuna colpa sul gol di Okaka. D’Alessandro 6.5: attento e intelligente nel compattare la difesa. Suo il rilancio che ha innescato il sorpasso sulla Roma. Di Maio 6.5: buonissima finale, in totale tendenza con tutto il torneo. Pulito e deciso negli interventi. Dos Santos 6.5: si fa fregare da Okaka, ma poi gli riprende le misure e lo annulla. Rondinara 6.5: parte in sofferenza, poi un crescendo esponenziale. Cotelessa 6.5: molto bene nel mezzo, si fa notare per un paio di inserimenti. Sempre propositivo. Pasqui (41’ st) ng. Raggio Garibaldi 7: tra i migliori in assoluto in tutto il torneo. Una tigna inesauribile, sempre dietro alla linea della palla. Il vero collante della squadra, un trascinatore di centrocampo. Rivaldo 7: micidiale sulle punizioni tutte calciate a scendere sul portiere. Il lotta aperta con Pipolo. Ledesma ng: troppo presto ko. Martucci (34’ pt) 6.5: piccolo e scattante, una furia quando punta l’avversario, Polverini ne sa qualcosa. Siligato 7: decide la finale con un rigore e un gol di rapina. Nella storia, perfetto per il ruolo di bomber. Moschella (46’ st) ng. Forestieri 7: il talentuso argentino fa faville, non solo per sè stesso, ma anche per la squadra. Si guadagna punizioni e il penalty del pareggio. All. Torrente 7: realizza un sogno, grazie a tutto quello che ha saputo trasmettere di suo alla squadra. Cuore e coraggio. Arbitro. Trefoloni 5: un errore risparmiare il giallo a Ianniciello, già ammonito.
TUTTOSPORT - Torrente: «Noi come l’Italia di Lippi» De Rossi: «Hanno vinto i più bravi». VIAREGGIO. Alberto De Rossi guarda con naturale compostezza alla sconfitta. Resta impassibile circondato dallo scomposto vociare dei ragazzi genoani, osserva la tristezza dei suoi seduti a testa bassa in panchina. Intorno aria di « mondiale » con cannoni ai coriandoli che sparano in cielo la felicità rossoblu. Avrebbe voluto anche lui il suo trionfo, un po’ come suo figlio Daniele in Germania. « Hanno meritato la vittoria, ci hanno messo in difficoltà coi tre attaccanti capaci sempre di saltare l’uomo. Noi avevamo preparato la partita in modo diverso, peccato. Lo loro pressione è stata continua, spesso siamo stati in inferiorità sui loro ribaltoni» . Un solo tiro efficace, quello del gol di Okaka: «Ci siamo illusi troppo presto. Il rigore d’inizio ripresa ci ha tagliato le gambe e di lì in avanti non abbiamo più saputo tenere il comando dalla partita» . La disattenzione di Freddi vi ha tranciato: «Certo può capitare, ma ha inciso in modo determinante sul risultato. Eppure fino alla finale era stato uno dei migliori in assoluto» . Pure Bruno Conti si allinea: «Complimenti al Genoa, ma anche ai nostri. Arrivare in finale è già un successo, anche se avremmo voluto chiaramente vincere » . Il portiere Pipolo è stato « quasi » insuperabile, poi ha dovuto cedere: «Il rigore andava fatto ripetere, Siligato si è fermato prima di calciare. Comunque noi dopo essere andati in vantaggio, nona abbiamo più saputo gestire il match, nonostante un primo tempo importante. Gli attaccanti del Genoa era bravi nei movimenti e c’è stata parecchia bagarre dalle mie parti» . LA GIOIA E LA DELUSIONE. Viareggio. Il Burlamacco di bronzo alzato sotto la curva dei tifosi rossoblù, cori anti Samp a ripetizione. La « nemica » cugina viene richiamata a gran voce alla luce del trionfo. E’ l’adrenalina della vittoria che prende tutti per mano. Vincenzo Torrente, la bandiera genoana per eccellenza dopo ventuno anni di rossoblù ( quindici da giocatore e sei da tecnico, di cui cinque al settore giovanile), controlla con difficoltà la grande emozione: « Sono felice. Abbiamo superato un momento difficile e ne siamo usciti alla grande. Questi ragazzi sono stati meravigliosi, hanno dato tutto e di più. Siamo stati un gruppo vero, unito, nel nostro piccolo un po’ come la Nazionale di Lippi ai Mondiali. Non ho parole per dire loro grazie. Hanno fatto felici sè stessi e tutti i nostri tifosi, che sono tornati numerosi dopo averci sostenuto nella semifinale contro l’Empoli » . Due anni dopo la sfortunata sfida con la Juventus, avete alzato la Coppa: « Ce la siamo meritata e il ricordo dell’edizione del 2005 ora è attenuato. Penso a quei ragazzi che non fanno più parte del gruppo, dedichiamo anche a loro questo successo » . Cinque però hanno vissuto di nuovo l’avventura viareggina: «Russo, Siligato, Di Maio, Cotelessa e Moschella hanno avuto la loro meritata rivincita, per loro resterà un giorno indimenticabile » . Una dedica? « Alla società, ai tifosi e al nostro settore giovanile che sta lavorando benissimo » . Il futuro? « Sono in scadenza, poi vedremo. Sto bene al Genoa e il presidente Preziosi sa come la penso.»
IL GIORNALE - Il Genoa batte la Roma Ora è davvero Carnevale. di Giovanni Porcella. Non finisce come due anni fa con la Juve di Moggi chiuso negli spogliatoio dell’arbitro Messina prima del match, ma con Batoluppi, Torrente e i suoi ragazzi che alzano la Coppa al centro dello stadio dei Pini con centinaia di tifosi felici che sventolano bandiere e sciarpe. Stavolta il Genoa vince la finale del Viareggio, la 59esima Coppa Carnevale, battendo la Roma per 2-1 in rimonta con una doppietta di Siligato nella ripresa. Una vittoria meritata da una prova di carattere esemplare e da un gioco sempre superiore a quello della quotatissima Roma di De Rossi. L’avvio, sotto gli occhi attenti di Marcello Lippi, è però proprio della Roma che fa capire di avere delle spiccate individualità come Virga, Rosi e Okaka, tutti elementi che hanno già esordito in serie A con la squadra di Spalletti. Il Genoa sembra in soggezione e il portiere Russo viene impegnato al 4’ da Virga, mentre qualche minuto dopo Okaka lanciato a rete spara alto. Torrente lancia qualche urlaccio e i griofoncini si svegliano. All’11’ Forestieri impegna il portiere giallorosso Pipolo che al 19’ viene graziato da Siligato che calcia sopra la traversa dal limite dell’area. Non sbaglia, invece, sessanta secondi dopo Okaka che sugli sviluppi di una rimessa laterale, spalle alla porta, sorprende Di Maio e batte Russo con un tiro di destro rasoterra. È una mazzata che però dà una scossa al Genoa. La reazione dei rossoblù è veemente quanto sfortunata perché s’infrange sulle parate di uno strepitoso Pipolo che salva la sua porta al 24’ su tiro tagliato di Rivaldo sugli sviluppi di una punizione ripetendosi al 38’, acrobazia a respingere una deviazione in mischia e soprattutto al 40’ quando una conclusione di Martucci, entrato al posto di Ledesma finito all’ospedale per accertamenti, sembrava destinata in fondo alla rete se appunto non ci fosse stato il volo del numero uno romanista. Se il primo tempo lasciava più di una speranza al Genoa, il secondo faceva capire che per la baby band di Torrente poteva essere il giorno giusto. Infatti al 2’ Forestieri entrava in area e con una serpentina ubriacante costringeva un difensore giallorosso al fallo da rigore. Trefoloni non aveva dubbi e dal dischetto Siligato con freddezza spiazzava Pipolo. La Roma spariva dal campo e si salvava grazie al portiere al 22’ su incursione di Marcucci e al 24’ su Rivaldo. Ma al 31’ giustamente arrivava la rete della partita per il Genoa: il centrale Freddi si addormentava non riuscendo a porgere la palla a Pipolo, s’incuneava Siligato che di testa infilava in porta. In pratica finiva qui con il trionfo dei rossoblù con tanto di striscione in campo: «La Primavera del Genoa, un Torrente di emozioni». Un successo per tutta la società, dopo gli ultimi anni di amarezza e tanto fango addosso. Un motivo d’orgoglio in piu’ per la storia del Grifone questo secondo Torneo di Viareggio conquistato dopo quello del lontano ‘65. Questa la formazione del Genoa: Russo 6.5, D’Alessandro 6.5, Tiago Pires 6,5, Di Maio 6, Rondinara 6.5, Cotelessa 7 (41 st Pasqui), Raggio Garibaldi 7,5, Rivaldo 7, Ledesma (dal 35’ pt Martucci 7), Siligato 8 (47’ st Morchella), Forestieri 7.5.
Siligato anticipa Pipolo in disperata uscita portando in vantaggio i rossoblù
|
| Akaiaoi 2006 |