STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>

 

FIORENTINA - GENOA                      3 - 1   (2 - 0)

Reti: 19' Santana, 30' Mutu, 56' Pazzini, 83' Masiero.
Fiorentina: Frey, Ujfalusi, Kroldrup, Gamberini (24' Jorgensen), Gobbi; Kuzmanovic, Liverani, Montolivo, Santana (32' Papa Waigo), Pazzini, Mutu (72' Donadel). (Avramov, Da Costa, Pasqual, Vieri). Allenatore: Prandelli

Genoa: Scarpi, Konko, Lucarelli, Criscito, Fabiano (55' Vanden Borre), Rossi, Juric (72' Santos), Danilo, Sculli (55' Masiero), Borriello, Leon. (Lanza, De Rosa, Di Vaio, Figueroa). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Ayroldi di Molfetta. Spettatori: 28.728.

Ammoniti: Lucarelli, Gobbi, Papa Waigo, Konko, Borriello, Leon. Angoli: 4-3 per la Fiorentina.
 

   

 

  

 

  

  

TUTTOSPORT - Frey, il muro viola - I compagni segnano, lui blinda il risultato: Genoa ko . Apre Santana, che realizza il vantaggio su un’azione contestata dai rossobl, poi Mutu e Pazzini chiudono la partita. Non basta ai liguri la rete di Masiero. Voglio restare alla Fiorentina, ma nel calcio non si pumai dire... L’attaccante rumeno celebra nel modo migliore il rientro dopo l’infortunio:­Ho voluto bruciare i tempi. Ho trovato un gruppo sempre picompatto. di Anselmo Gramigni. Firenze. Fiorentina nel segno di Adrian Mutu e Sebastien Frey. Come prima, pidi prima, tanto per inseguire l’obiettivo Champions League (ora i punti di distacco dal Milan, 5in classifica, sono quattro) e per provare a vincere quella Coppa Uefa che molti giassegnano al Bayern Monaco dell’ex amico Luca Toni. E cos, contro il Genoa, il rumeno ha lasciato la sua indelebile firma e il portierone francese ha blindato la sua porta, lasciando all’asciutto un tipo particolarmente affamato di gol, come Marco Borriello. Mutu era al rientro, dopo una sosta forzata di oltre tre settimane per infortunio, ma ha ripreso con naturalezza quel discorso intimo con il gol che pare non abbandonarlo mai. Frey invece in viola c’quasi sempre stato e a Liverpool, contro l’Everton,­stato l’eroe dell’impresa. LE PRODEZZE E LE VOCINei primi 6 minuti Frey respinge alla grande due bordate di Borriello. Il duello tra i due durerper tutta la gara con il francese vincitore. Dopo Buffon, nel ruolo di competenza,­forse il migliore d’Italia. E non a caso su di lui orbitano grandi club.Ma sarebbe una follia andarsene ora da Firenze. Il progetto ambizioso si sta realizzando e mi piacerebbe essere tra i protagonisti. Gi, peril Milan pare insistere...Per la veritio non ho mai parlato direttamente con il club rossonero, non so quindi se il Milan sia interessato a me. Poi, per, una mezza ammissione.­Nel calcio non si pumai dire mai... certo­che nella Fiorentina sto benissimo. Le prossime settimane persaranno decisive per il portiere viola. Coscome lo saranno per Liverani che spera in un rinnovo (difficile) del contratto. E per restare in tema mercato oggi dovrebbe arrivare a Firenze il centrocampista Felipe Melo. MUTU E IL GOL E’ la mezz’ora di un primo tempo combattuto e il risultatoancora fermo sull 0-0 nonostante i pericolosi tentativi dei rossobl, come detto bloccati per lo pidallo strepitoso Frey, e una sforbiciata voltante dello stesso rumeno, deviata da Scarpi sul fondo. Montolivo mette un bel pallone al limite dell’area di rigore, Pazzini la tocca, pio meno volontariamente, indietro per Mutu. L’attaccante, senza pensarci troppo, lascia partire un missile che Scarpi manco vede. Prodezza (15stagionale) spettacolare che cambia l’andamento della gara, che rianima gli entusiasmi viola e frena gli ardori genoani.­E’ sempre bello far gol - dice poi a fine gara il leader della Fiorentina. - Non sono al massimo della condizione e sono appena rientrato dopo la sosta forzata. Recupero record? No, ho solo voluto bruciare i tempi ma senza esagerare. Che Fiorentina ho ritrovato? Sempre pigrande. Ora siamo davvero un collettivo importante e la nostra forza­il gruppo. Gare come quelle di mercoledcontro l’Everton fanno maturare, aumentano la fiducia, ti regalano una nuova dimensione. Toni e il Bayern? C’tempo per loro, dobbiamo pensare a un passo per volta. In questo modo si va lontano. LA PARTITA Eppure, nonostante Mutu e Frey, nonostante il 3-1 finale che spinge sempre piin alto la bella Fiorentina di Prandelli, il risultato ­un po’ bugiardo. Gi, perchil Genoa non ha demeritato e anzi, in avvio e nel finale ha spaventato un’avversario stanco per l’impresa di Coppa e ferito da numerose assenze. Basti pensare che Jorgensen, giocatore eclettico e fondamentale, ha dovuto esibirsi da esterno destro difensivo dopo l’uscita in campo di Gamberini, infortunato, con il conseguente spostamento di Ujfalusi vicino a Kroldrup. E poi, alo 39' st, pure il danese sarcostretto alla resa. Ma dicevamo del Genoa che ha giocato, ha creato, ha impegnato duramente­Frey e il pacchetto arretrato viola che ha vacillato non poco su Borriello. Un Borriello che fa reparto da solo ma che­poco assistito dai compagni.­Eppoi a noi mancavano Paro e Milanetto. tanta roba per una squadra come la nostra che non ha tanti ricambi, sottolineava, un po’ amaro, Gasperini. E senza il centrocampo titolare­dura. Poi, per i rossobl che questa sorta di “complesso“ contro le Grandi. Che intimidisce gli ardori e frena le invenzioni. BABY ROSSOBLU’ La partita segnata dalle prodezze di Frey, Mutu e Santana, sigillata, almeno nel risultato, dal bel gol di Pazzini sui intuizione del ritrovato Liverani, una piccola svolta in senso rossobll’ha avuta quando Gasperini ha mandato in campo due promesse: Vanden Borre e Masiero.­Contavo sul loro entusiasmo e sulla loro freschezza, commenta il tecnico, prima di aggiungere:­Per me hanno fatto bene. Vero. Masiero poi all’esordio in campionato sipure tolto lo sfizio di segnare il gol dell’onore.Miandata bene, persembrava che quel pallone non volesse mai entrare. e’ un giovane uruguaiano, di lui sentiremo parlare in futuro. Vanden Borre simesso invece a centrocampo ed ha dato linfa al gioco con una certa autorit. Insomma, qualcosa di positivo per il genoa a Firenze sivisto. Anche se, molto di piservirmercoled contro l’Inter.Vero che soffriamo le grandi, ma cercheremo di invertire la tendenza. Prima o poi un colpaccio dobbiamo centrarlo, racconta Gasperini che aggiunge:­Il nostro obiettivo resta la salvezza. Perpensavo proprio che a questo punto potessimo fare qualcosa di pi. E’ un mio pensiero, non una critica.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE Pazzini, festa numero 100 Masiero, esordio con gol. Fiorentina. FREY 7.5 Determinante, fondamentale. Salva almeno tre gol sicuri. UJFALUSI 6.5 Regge il peso della difesa anche soffrendo ma non mollando mai. GAMBERINI ngSi fa male. JORGENSEN( 23' pt) 6.5 sacrificio ­ il suo motto. Stavolta va a fare il terzino destro e non sfigura. Nel finale s’infortuna e lascia la squadrai n 10. KROLDRUP 5Difficolt assortite soprattutto contro Borriello. Maluccio nel finale. GOBBI 5.5 Soffre. Da un suo errore il gol del Genoa. KUZMANOVIC 6.5Combattivo come al solito e puntuale. LIVERANI 6.5 Spera nel rinnovo del contratto e intanto, seppur a ritmo lento, illumina la squadra. Suo l’assist per il gol di Pazzini. MONTOLIVO 7.5 Forse il migliore in campo per lucidite qualitdi gioco. SANTANA 6.5Mezzo punto in piper il bellissimo gol che sblocca la gara. Poi si fa male. PAPA WAIGO (32' pt) 6 Sciupa tanto ma­sempre pronto a ripartire. PAZZINI 6.5Alla sua 100partita in A... segna e si danna l’anima in appoggio a Mutu. MUTU 7Rientro dopo 21 giorni dall’infortunio. Rientro da fenomeno: gol, assist, sforbiciata.... DONADEL( 28' st) 6 fa il suo. ALL. PRANDELLI 7 Nonostante le assenze e gli acciacchi la sua Fiorentina produce gioco, spettacolo e... punti. GENOA. SCARPI 6 Becca tre gol senza colpe specifiche. KONKO 6 Combatte e lotta in ogni zona del campo ma­ meno brillante del solito.  LUCARELLI 5 Brutta giornata contro Mutu e Pazzini. CRISCITO 5 Anche lui fatica contro gli avanti viola.  FABIANO 6 Tiene bene la fascia e non demerita. VANDEN BORRE( 9' pt) 6tanto entusiasmo ma troppa frenesia. Dsostanza al buon finale rossoblu. ROSSI 7 Il migliore del Genoa. Crea, frena gli avversari, riparte e non si stanca mai. Fischiatissimo dal pubblico di casa, luiun ex, non perde mai la calma. JURIC 6 Combattivo e orgoglioso. SANTOS (28' st) 6 dpicompattezza al reparto difensivo. Forse andava inserito prima. DANILO 5 Partitaccia condizionata dall’errore sul gol di Santana. SCULLI 5.5Un gran tiro parato da Frey e poco altro. MASIERO (9' st) 6.5 vivacizza l’attacco rossobl. Esordio con gol. BORRIELLO 6Non segna solo per colpa di... Frey. A tratti incontenibile. LEON 5 Confuso e poco lucido. Sbaglia parecchio. ALL. GASPERINI 6Nonostante la sconfitta il Genoa mostra un’identitprecisa. Manca la qualittecnica ma per quella bisognerà attendere il prossimo mercato. Arbitro. AYROLDI 4.5 Il gol di Santana­sul filo del fuorigioco. Assolutamente da assegnare nel finale un rigore pro Genoa per un netto mani in area di Papa Waigo su cross di Danilo. Sbaglia pure nelle ammonizioni, diciamo chefuori forma.

 

TUTTOSPORT - PRANDELLI FELICE Rabbia di Preziosi sull’arbitroPenalizzati dagli espisodi. FIRENZE Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, mastica amaro:­Abbiamo fatto noi la partita, ma ci hanno penalizzati gli episodi: primo gol molto dubbio, un rigore negato­.Siamo partiti bene racconta Gasperini -, poi il gol di Santana, peraltro sul campo mi sembrava in fuorigioco netto, in tv meno, ci ha complicato la vita. Abbiamo creato molto, il portiere piimpegnato­ stato senz’altro Frey. Contro le grandi non otteniamo mai nulla, evidentemente abbiamo dei limiti in questo tipo di gare­. Un accenno di recriminazione: ­Il fallo di mano di Papa Waigo era solare, era rigore­ e un’ammissione:­Sbagliamo troppo in fase di rifinitura. Dobbiamo essere picattivi e concreti. Peccato, dovevamo sfruttare la loro stanchezza e invece...­. Orgoglio Fiorentina:Questa squadra ha grandi valori - dice Prandelli -, non solo tecnici. I ragazzi meritano solo complimenti, stanno realizzando qualcosa di importante ­.

 

IL SECOLO XIX - Il Grifone cade, ma a testa alta. di Giovanni Ciolina. Santana, Mutu, Pazzini. Le bocche da fuoco del tridente prandelliano salgono a turno sul gradino del podio a prendersi le odi dell'esaltato pubblico fiorentino. Ma alla luce di quanto visto in campo la punizione è troppo pesante per il Grifone. Finisce 3-1, ma il gol del vantaggio è viziato da fuorigioco dello stesso Santana e proprio quell'attimo fuggente cambia la fisionomia della gara. Non è, però, l'unica svista arbitrale. Lasciano dubbi un intervento in area di Papa Waigo con la mano e l'intervento di Donadel su Borriello nel finale: non è rigore, ma l’ammonizione proprio non ci sta. La differenza la fa comunque il portiere Sebastien Frey. Non che Alessio Scarpi abbia responsabilità sulle reti dei padroni di casa, ma alla fine si contano almeno quattro-cinque interventi importanti dell'estremo difensore viola che consentono di tenere in gioco la Fiorentina, soprattutto nella prima frazione quando il risultato è ancora in bilico e il gioco resta sovente in mani rossoblù. «L'azione del primo gol è viziata da fuorigioco», ammetterà Gasperini ,che poi recrimina per «alcune situazioni di superiorità numerica che potevano essere sfruttate meglio». Il gol di Masiero, quando mancano otto minuti al termine, rende meno amara la sconfitta. Almeno, l'uruguayano potrà ricordare con soddisfazione la sfida del Franchi: esordio (36') con gol, mica male. E mercoledì c’è la sfida contro l'Inter senza lo squalificato Leon. È necessario sottolineare che il il Genoa una volta in svantaggio reagisce, sì, ma non con la determinazione necessaria per ribaltare il risultato che alla mezz'ora sembra ormai condannarlo. Partita intensa, con l'assalto finale del Grifone, ma che resta di difficile lettura. Guardi il risultato e il primo pensiero è a una gara senso unico. Certo Mutu regala sprazzi di classe cristallina: un assist e un gol che gli valgono la palma di migliore dei suoi. Insieme a Montolivo, però. L'ex atalantino, pur senza stupire, si rivela un puntello importantissimo per il centrocampo viola e soprattutto nella ripresa si carica sulle spalle il peso della squadra, un po' scollata e traballante. Le fatiche di Coppa Uefa sembrano comunque sentirsi nelle gambe e nella testa della Fiorentina. E' un Grifone bifronte: pericoloso e imprevedibile dalla cintola in sù, sprecone e titubante quando c'è da difendere. Il commento di Mimmo Criscito: «Siamo stati sfortunati in alcune occasioni e ci vuole più di cattiveria sottoporta». La svolta della partita nasce da un errore di Danilo in fase di disimpegno. Il brasiliano dimostra di non attraversare un periodo positivo e sotto pressione da Santana rinvia debolmente un pallone innocuo e soprattutto in possesso del Grifone. Nasce dall'argentino viola l'azione che conclude lo stesso gaucho in netto fuorigioco su pallonetto delizioso di Mutu. Certo l'indecisione dell'assistente Lanciano ha il suo peso, ma i rossoblù non possono regalare un'occasione del genere anche perché fino a quel momento la Fiorentina pare avere nelle gambe e nella testa ancora le fatiche di Liverpool. La banda Prandelli manovra con sufficiente linearità sulle corsie laterali, mentre il faro Liverani è spesso sorpassato dal pallone e non incide. La ragnatela predisposta da Gasperini sembra dare buoni frutti. L'undici di partenza è quello prevedibile, con Juric in cabina di regia e Konko a prendersi cura di Adrian Mutu. Regge l'assetto genoano, anzi l'avvio è promettente e con la spinta sulla destra arriva in due occasioni a mettere paura a Frey. Sculli e Rossi combinano male (al 1') una ripartenza avviata da Borriello e che regala la superiorità numerica. Il portiere francese si oppone di pugni (4') ad una battuta da fuori area di Borriello a concludere un affondo del fischiatissimo Marco Rossi. «Uccidetelo», urla la curva Fiesole all'indirizzo dell'ex. Il resto del pubblico lo becca a ogni pallone che tocca, ma nonostante tutto il capitano del Grifone disputa la sua partita fatta di tanta corsa e tanto coraggio. E lotta come al solito, senza farsi condizionare dalle provocazioni che piovono dall’alto. Se la gente fiorentina non scorda gli anni del fallimento, ricorda benissimo il gol realizzato all'odiata Juventus ed elegge a beniamino Papa Waigo. «Oh, Papa fagli un gol, Papa fagli un gol» è il saluto all'ingresso in campo del senegalese pronto a sedersi in panchina. Trentadue minuti e anche lui sarà del match, con Gasperini che arretra Danilo a sua guardia, avanzando Fabiano in mediana. Ma a quel punto il risultato della gara è già in discesa per i padroni di casa. Santana (19') e Mutu (30') firmano il doppio vantaggio e il Genoa accusa lo sbandamento. Frey si guadagna la fiducia di Prandelli e di Berlusconi, che lo vorrebbe al Milan, con un guizzo degno di un felino su conclusione di Leon da distanza ravvicinata al 38'. Poi la devazione in angolo su botta di Sculli al 26'. Gasperini prova a mescolare le carte e inverte le posizioni in campo di Sculli e Leon. Il primo parte a destra e finisce il tempo a sinistra, ma è soprattutto l'honduregno che continua ad andare a corrente alternata, mettendo raramente al servizio della squadra le sue qualità. Altruismo che invece sta nel dna di Konko, nonostante non ripeta la prova maestosa di domenica scorsa. Nella ripresa giocano anche Masiero e Vanden Borre per un finale di gara all'assalto. Con l'Inter servirà ricominciare da lì.

IL SECOLO XIX - Frey fa i complimenti al Grifone «Ci ha messo in difficoltà». FIRENZE. Il dopo-partita di Frey è un vero trionfo: è stato lui, più ancora del redivivo Mutu, il grande protagonista della vittoria della Fiorentina. «Abbiamo dato una dimostrazione di carattere importante, evidenziando una grande capacità di saper soffrire - dice il portiere francese -. È accaduto soprattutto nel primo tempo, quando il Genoa ha avuto occasioni importanti prima per passare in vantaggio, poi per pareggiare. In quei frangenti abbiamo saputo reagire da grande squadra a tutte le difficoltà che si sono palesate. Il Genoa ha attaccanti forti, che in avvio di partita hanno saputo metterci in grande affanno con la loro velocità e potenza; forse eravamo davvero troppo stanchi». Il volto sereno si apre in un sorriso subito dopo: «Dite che Mutu crea e Frey conserva. Forse si tratta di un'analisi giusta. Adrian è molto importante per questa squadra e lo ha dimostrato anche col Genoa. Per quel che mi riguarda, so di aver fatto una buona gara e di aver compiuto anche alcuni interventi decisivi. Però, l'aspetto che mi preme sottolineare più di ogni altro è che la squadra ha fornito veramente una prova di grande maturità. La battaglia in casa dell'Everton aveva assorbito molte energie, più di quanto immaginassimo. Essere riusciti a portare comunque a casa un successo del genere è stato forse determinante per il nostro campionato; contribuirà a stimolarci ancora di più a stimolarci nella ricerca di quel quarto posto che ci porterebbe dritti alla Champions League, un traguardo che avremmo meritato anche nelle passate stagioni». Ma nel futuro di Frey, il cui nome viene sempre più spesso accostato al Milan, ci sarà ancora la Fiorentina? «Mai dire mai, anche se ricordo a tutti che la mia volontà di sposare il progetto dei Della Valle non è mai stato in discussione. Due anni fa, quando ancora non sapevamo se avremmo giocato in Ao in B, firmai un contratto ed è valido per altri quattro anni... Arrivato a questo punto sento di avere un grande affetto nei confronti della società, dei tifosi e della città».

IL SECOLO XIX - Masiero si candida: «Spero di giocare ancora». di Giovanni Ciolina. Dopo le prodezze con la primavera, il ventenne uruguaiano veste la sua prima maglia in serie A: «Ma era meglio vincere». Firenze. Trentasei minuti per esordire, trentasei minuti per toccare il cielo con un dito «anche se avrei preferito che il mio gol fosse servito per cambiare il risultato». Matias Masiero, 20 anni compiuti il 15 gennaio, attaccante uruguaiano è l'uomo del giorno in casa rossoblù. Con la camiseta del Grifone aveva giocato al Viareggio con la Primavera, ma con i grandi aveva collezionato solo una serie di panchine e cullato qualche sogno. Sarà anche per questo che era considerato ancora un elemento inesperto. Ieri il biondino di Montevideo ha scelto l'occasione migliore per dare dimostrazione del suo valore. Oltre al gol che ha rischiato di riaprire la partita, il numero dieci ha messo spesso in difficoltà la difesa (un po' troppo statica) della Fiorentina con il dribbling e la rapidità. «Attendevo questo momento con impazienza anche perché è da mesi che sto lavorando per fare bene», è la considerazione che regala a fine gara. Una bottiglia d'acqua in mano, il ciuffo sbarazzino che rende ancora più vispo il suo viso da ragazzo, il giocatore sudamericano si esprime in un italiano stentato, ma in grado di farsi capire perfettamente. E non fatica a individuare gli obiettivi stagionali «che sono quelli di lavorare sodo per giocare a calcio e ricavarmi un posticino in squadra. La concorrenza è tanta, i miei compagni sono forti e non è facile». Intanto si gode l'esordio in Italia, dedica il gol «alla mia famiglia» e alla fidanzata Sabrina «che sento tutti i giorni, ma è due mesi che non vedo» e ha trovato nella famiglia di Lucho Figueroa un rifugio per tentare di sconfiggere la malinconia e trascorrere il tempo libero. «Sono spesso in casa di Lucho - sottolinea - A Genova sono solo e loro mi hanno aiutato tantissimo». Ma lontano dal rettangolo verde, Masiero è un ragazzo come gli altri che ama il surf («Da piccolo lo facevo tanto a casa. Il calcio era un passatempo») e ascolta musica, tanta musica. «Jovanotti, in particolare» confida e così"è meno solo anche quando è solo". Ma da Firenze torna con un bacione in fronte che rappresenta una sorta di passaporto necessario per intraprendere una carriera da professionista in Italia

 

IL SECOLO XIX - Gasperini e il pericolo depressione «ORA NON DOBBIAMO BUTTARCI GIÙ CON L’INTER GIOCHIAMO ALLA MORTE». di Giuliano Gnecco. FIRENZE. Sotto la cenere non arde più nulla: i sogni inconfessabili si infrangono dove si spalancò il buco nero. «Abbiamo pensato di poter cambiare obiettivo già quest’anno – confessa Gian Piero Gasperini – ma gli infortuni ci hanno tolto qualcosa, e dobbiamo fare i punti prima possibile. Dispiace, c’è grande rammarico perché c’erano le condizioni per fare qualcosa di più, invece dobbiamo accontentarci.Ora non vorrei che se ci salvassimo sembrasse che abbiamo fatto poco: l’altro obiettivo sembra molto vicino, rinunciare è un grosso rammarico. Però dobbiamo fare attenzione a non cadere in depressione: dopo le grandi arriveranno l’Empoli, la Reggina, il Torino. Le squadre che ci stanno sotto. È l’occasione per fare i punti che ci mancano, ma se arriviamo con una squadra depressa diventa tutto molto difficile». Il Genoa abdica alle velleità europee perché i fatti dicono che manca qualcosa per competere con le grandi. Gasperini ammette: «Abbiamo perso un’opportunità, considerando che ci siamo proposti in avanti con buona frequenza. È stato bravo Frey, però evidentemente abbiamo qualche limite perché certe occasioni importanti,magari in due contro uno, bisogna sfruttarle meglio. E sono occasioni magari meno appariscenti ma più importanti di quelle che terminano con una parata. Con le grandi diamo sempre l’impressione di poter fare qualcosa di importante, di poterli mettere in difficoltà ma alla fine veniamo castigati ». «Attenzione: con le grandi mica perdiamo solo noi. Del resto ci sono cinque o sei squadre che fanno un campionato a parte; a qualcuno non riesce l’impresa, a noi non è riuscita. Significa che ci manca qualcosa per competere con certe squadre. Detto questo, con l’Inter ce la giocheremo alla morte». La Fiorentina più cinica dell’anno (quattro occasioni, tre gol: un trend in controtendenza rispetto agli standard gigliati, che sorprende per primi gli stessi viola) deve ringraziare il suo portiere se può portare a casa un risultato bugiardo, se non altro nelle proporzioni.
«La preoccupazione maggiore sta proprio nel fatto di costruire tanto e non riuscire a finalizzare. Poi ci sono gli episodi: eravamo partiti bene, potevamo andare in vantaggio di due reti. Invece il loro vantaggio ci ha tagliato un po’ le gambe. Santana era in fuorigioco, anche se in panchina avevo l’impressione che fosse ancora più netto di quanto non in realtà non era. C’era nel finale un rigore per mano di Papa Waigo e alcuni episodi c’erano stati anche con la Juve. Poi bisogna stare attenti anche ai cartellini, che hanno un peso. Penso al giallo a Borriello: a volte non c’è fallo, e non è questo il caso, ma neppure simulazione ». Matias Masiero ha bagnato l’esordio con un gol ma Gasperini frena: «Sul 2-0 c’era l’occasione per fare entrare lui e Vanden Borre. Hanno portato un po’di freschezza ed entusiasmo. Però,nelle partite nelle quali dovremo fare i punti per raggiungere l’obiettivo, dovremo avere certi giocatori al massimo». Perché non bisogna dimenticare che a Firenze il Grifone era senza Rubinho, Milanetto, Paro, Bovo e pure Wilson. «Paro per noi è importantissimo – sottolinea il tecnico – ma anche gli altri. E non si possono concedere cinque giocatori al Cagliari, cinque alla Juve e quattro alla Fiorentina. Per competere contro certe squadre bisogna che non ti succeda niente, e noi abbiamo pagato troppi infortuni. Ci andrà meglio contro squadre del nostro livello». Ora c’è subito l’Inter, un altro avversario teoricamente fuori portata. Mancini si aspetta che in questa partita tornino al gol gli attaccanti. Gasperini trova anche il modo di scherzare: «Io gufo – sorride – Tornino pure al gol, ma facciamo da sabato, che è meglio». C’è un’obiezione, che ciclicamente avanza chi non conosce bene il Genoa: troppo sbilanciato, lasciando spazio alle ripartenze avversarie. Così si perdono le partite. «Vero – premette Gasperini – ma così si vincono anche. Abbiamo l’abitudine di giocare conunapunta e attaccare con molti giocatori. Poi è chiaro che quando siamo in svantaggio non abbiamo le caratteristiche per aspettare e amministrare, ma cerchiamo di spingere». Del resto, in condizioni normali la fase difensiva coinvolge tutta la squadra, trasformando il 343 con il quale solitamente il Genoa parte in una sorta di 541 nel quale anche il vertice avanzato fa un pressing continuo. Se si difende in undici, ci si può permettere anche di attaccare in cinque. «Con le grandi un po’ meno– scherza il tecnico – però mercoledì sera venderemo cara la pelle».

IL SECOLO XIX - Juric e Criscito: pesano gli errori di Ayroldi. Il difensore: «Forse è mancata un po' di cattiveria». Il croato: «Eppure abbiamo creato parecchie palle gol». di Luca Pacini. FIRENZE. La delusione è evidente sui volti dei pochi giocatori genoani che hanno voglia di parlare coi cronisti, così come risulta palese dai volti scuri di coloro che invece rifiutano il confronto. Domenico Criscito e Ivan Juric hanno molto da recriminare: parlano di primo gol viola in fuorigioco, di un rigore negato subito dopo avere segnato la rete del 3-1 con il giovanissimo Masiero e delle molte occasioni sprecate, principalmente nel corso dei primi 45 minuti di gioco. «Nel primo tempo la Fiorentina ha creato due occasioni e ha realizzato due gol - commenta laconico Juric - e, tra l'altro, la rete del vantaggio segnata da Santana era viziata da un fuorigioco, anche se noi in quell'azione abbiamo commesso un errore in fase di possesso. E pensare che abbiamo creato tantissime palle gol; ci è mancata solo un po' di fortuna per riuscire a capitalizzare tutto il gran lavoro che siamo stati capaci di creare. La dimostrazione più palese di quello che abbiamo costruito lo dimostra il fatto che Frey è stato costretto a prodursi in quattro-cinque parate eccezionali, negandoci un gol che avremmo meritato. Tra l'altro nel secondo tempo, dopo essere riusciti finalmente a segnare, l'arbitro Ayroldi poteva anche assegnare un rigore a nostro favore: così non è stato ed è un peccato perché avremmo avuto una chance per recuperare. La squadra non ha mai mollato per tutti i novanta minuti, ma se alla fine perdi 3-1 non possono esserci poi molte scuse. Adesso dobbiamo mettere alle spalle questa partita e concentrarci soltanto sullimpegno di mercoledì contro l'Inter». Sullo stesso tenore le dichiarazioni di Criscito: «Secondo me siamo stati protagonisti di una partita molto sfortunata. Solo alcuni episodi ci hanno penalizzato: penso ad esempio al rigore che non ci è stato concesso per quel fallo su Borriello subito dopo aver accorciato le distanze. Ma non dimentico neppure che il gol del vantaggio viola era da annullare. Decisioni dell'arbitro sulle quali non è possibile tornare indietro». «La Fiorentina - sottolinea il difensore rossoblù - ha dimostrato di essere cinica come ogni grande squadra; e poi ha due giocatori come Frey e Mutu che fanno veramente la differenza. Noi non abbiamo saputo approfittare della loro stanchezza dopo le fatiche della Coppa Uefa, anche se a sbarrarci la strada è stato soprattutto Frey che, sullo 0-0, ha compiuto un paio di interventi straordinari. Negli spogliatoi Gasperini era molto rammaricato per le occasioni importanti che non siamo stati capaci di concretizzare. Abbiamo provato a compiere un'impresa e non ci siamo riusciti; siamo stati troppo ingenui. La Fiorentina spingeva molto bene sulle fasce, ma credo che il Genoa abbia lottato benissimo commettendo pochi errori». Criscito si sofferma sul momento chiave della partita. «Il loro secondo gol ci ha tagliato le gambe, anche perché quando Mutu ha calciato, e tutti avete visto dove ha messo la palla, la difesa era ben piazzata. Purtroppo l'invenzione del romeno ci ha fatto molto male perché eravamo nella fase di massimo sforzo alla ricerca del pareggio. Poi, pur lottando fino alla fine, non siamo più riusciti a recuperare a dispetto delle molte occasioni che siamo stati in grado di costruire. Può essere che ci sia mancata un po' di cattiveria, ma direi che ci siamo scontrati contro il muro eretto da Frey». Chiuso il capitolo Fiorentina, il Genoa deve subito pensare all'Inter: «Il nostro obiettivo dovrà essere trovare la massima concentrazione per la gara contro l'Inter perché, per fare risultato con loro occorrerà un mezzo miracolo. La cosa fondamentale, comunque, è che il nostro margine sulla zona salvezza sia ancora piuttosto ampio: il cuscinetto di dieci punti sul terz'ultimo posto ci permette di stare tranquilli»

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 5,5 Può poco sul pallonetto di Santana, partito in contropiede. Poi si fa sorprendere dalla fucilata diMutu, scagliata da posizione centrale. Svolge la normale amministrazione senza problemi. Bravo al 9’ della ripresa a salvarsi su Pazzini, che poi , però, poco dopo lo punisce per la terza volta. KONKO 6 Gasperini lo abbassa a destra per contrastareMutu, al quale tuttavia Prandelli concede ampia libertà dimovimento inmodo tale che il romeno, svariando su tutto il fronte offensivo, diventi una spina nel fianco.Di fattoMutu fa il trequartista dietro le due punte. Lui , invece, resta largo, provando anche sporadiche spinte sulla fascia. Come d’abitudine, poi, si scambia sovente con Rossi.Dà tutto fino all’ultimominuto di recupero. LUCARELLI 6 Si alterna con Criscito su Pazzini, anche se talvolta sembra in imbarazzo – luimancino –a disimpegnarsi sul centrodestra. Eppure il centravanti viola non la vede quasimai: graffia praticamente nell’unica occasione concessagli, peraltro sul filo del fuorigioco. Se la cava con intelligenza e mestiere nonostante stavolta la difesa non abbia adeguata copertura dal centrocampo. CRISCITO 6 Parte impacciato quando al 7’ sbuccia la palla permettendo a Mutu di chiamare in causa Scarpi con una rovesciata. Si riprende bene, anche se lascia intravedere un paio di incertezze che non appartengono al suo repertorio. Cresce nella ripresa, quando recupera alcuni palloni in situazioni difficili. FABIANO 5,5 Inizia basso, da terzino. Però dura poco, perché poi avanza a centrocampo:Gasperini si aspetta unamesse di cross tesi, come sa fare lui. Invece spesso i traversoni del brasiliano sono da dimenticare: è ancora evidentemente in difetto di condizione, perché spesso è irriconoscibile rispetto al passato (9’ ST VANDENBORRE 5,5: va a dare fisicità e centimetri a centrocampo, però tatticamente ha difficoltà nel trovare la posizione che gli permetta di entrare nel vivo nel gioco. Si sistema infine nella zona di Liverani, più vicino alla trequarti avversaria che alla propria,ma non avendo il piede fatato finisce per fare un po’ di confusione. Almeno cimette tanta buona volontà, che è già un inizio). ROSSI 6 La lancetta dei secondi ha appena completato il primo giro quando Sculli gli serve la palla del break sulla destra; arriva – in corsa – scoordinato e spara alto, fra la bordata di fischi della Fiesole che con lui ha un antico conto ancora aperto.Ogni volta che la palla passa dalle sue parti, il Franchi lo becca senza pietà. Ciononostante – e comunque i cori genoani lo rincuorano non si fa intimidire e cerca costantemente tanto di spingere a destra quando di raddoppiare inmezzo, alternativamente su Kuzmanovic e Montolivo.Mette il destro sull’azione del gol della bandiera delGrifone. JURIC 5 Per lui un ruolo quasi inedito, davanti alla difesa, a fare una sorta di playmaker al posto diMilanetto: tamponare e ricucire. Sbaglia, invece, soprattutto la fase che gli è più congeniale: dovrebbe alzare un muro in mezzo, invece a centrocampo di sono ampie falle nelle quali i giocatori gigliati si inseriscono.Nella ripresa migliora, soprattutto nell’impostazione, cercando di trovale le file di una manovra che non ha la consueta intensità (27’ ST SANTOS NG: entra per marcare PapaWaigo, che inizia a destra e poi si porta a sinistra; in un paio di occasioni il senegalesemette la difesa in difficoltà, il brasiliano glimette invece lamuseruola). DANILO 4,5 Una sua leggerezza permette aMutu di servire a Santana la palla che sblocca il risultato.Quando entra Papa Waigo, inverte la posizione con Fabiano per andare in marcatura sul senegalese. Evidentemente fuori condizione, sembra spaesato e in difficoltà tanto inizialmente a centrocampo quanto successivamente sulla linea difensiva. Al 5’ della ripresa l’ennesimo errore apre al contropiede della Fiorentina un’autostrada che chiude solo Konko facendo scudo con il corpo su Pazzini. In positivo si vede solo all’8’ quando il suo diagonale dalla distanza sorprende tuttima termina poco a lato. SCULLI 6 Prima offre a Rossi la palla del possibile 01, poi – al 27’ – fa tutto da solo e ci vuole un grande Frey a negargli il pareggio.Ametà primo tempo si incrocia con Leon passando a sinistra. Fa un grandissimo lavoro nel recuperare palloni, non dàmai la palla per persa ed è fra quelli che più ci mette cuore.Avolte ciò è a scapito della qualità, tuttavia la pagnotta se la guadagna sempre (9’ ST MASIERO 6: esordio assoluto per il baby uruguayano dal piede fatatoma dalla disciplina ancora da trovare.Ha un’occasionissima al 23’ sul sinistro, però si fa incantare da uno straordinario Frey. Poi bagna l’esordio con una rete platonica che tuttavia è importante nel suo processo di crescita). BORRIELLO 6 Galliani sogna di vederli il prossimo anno insieme aMilano. Il centravanti rossoblù già al 4’ dimostra poca tenerezza nei confronti di Frey, chiamandolo in causa con un siluro di sinistro dal limite che il francese respinge non senza difficoltà.Al 6’ il bis dopo una potente discesa sulla sinistra. Nonostante sia stanco – è evidente – cerca sempre di pungere. Il gol diMasiero è per oltre metà merito suo, poi al 39’, viene sgambettato in area ma l’arbitro gli sventola il cartellino giallo per una presunta simulazione, invece il fallo di Donadel è netto. LEON 5,5 Si vede per la prima volta al 38’ quando Borriello gli mette sul piede un pallone pennellato che lui calcia di prima intenzione dando forzama non angolando abbastanza, così Frey può fare un figurone. Deve farsi perdonare l’opaca prestazione con la Juventus; fra l’altro è un ex viola (in anni bui) con il dente avvelenato. Invece non solo non riesce ad incidere e in partita entra solo a sprazzi.Diffidato, rimedia un’ ammonizione che gli farà saltare la partita con l’Inter. FIORENTINA Frey 7,5; Ujfalusi 7, Gamberini 6 (24’ pt Jorgensen 6,5), Kroldrup 6,Gobbi 6; Montolivo 6, Liverani 6, Kuzmanovic 7; Santana 6,5 (32’ pt PapaWaigo 6), Pazzini 6,Mutu 7,5. ARBITRO N.AYROLDIDIMOLFETTA 4,5: non si accorge che in occasione del vantaggio gigliato Santana è in fuorigioco. Non solo, al 39’ della ripresa Donadel tocca in area Borriello che cade; il direttore di gara può accordare il rigore o lasciare correre. Fa invece la cosa più sbagliata ammonendo l’attaccante per simulazione.Non vede al 90’ un fallo di mano in area viola dell’ex rossoblù Papa Waigo.Insomma una domenica storta.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, il festival dei rimpianti. Gasperini: "Occasione persa, in area bisogna sbagliare meno" Determinante la differenza di rendimento tra Mutu e Leon. di Gessi Adamoli. FIRENZE - Si può perdere per tre a uno, eppure avere la sensazione di aver gettato al vento una grande occasione. La partita del Genoa a Firenze finisce dopo appena mezz´ora, quando Mutu incastona all´incrocio dei pali un palla che Scarpi nemmeno prova ad andare a prendere. Prima (18´) c´era stato il gol di Santana (in fuorigioco), anche quello propiziato da una magia del fuoriclasse rumeno che scucchiaia una palla al di là della linea difensiva genoana: un assist invitantissimo per l´argentino della Fiorentina. La differenza tra Fiorentina e Genoa sta proprio nella diversa qualità dei rispettivi fantasisti, i giocatori che, al di là delle alchimie tattiche, sono chiamati a fare la differenza. Mutu la fa effettivamente: un gol, un assist ed un´apprensione costante alla retroguardia avversaria. Non altrettanto si può dire di Leon che raramente riesce a fornire a Borriello l´assistenza necessaria. Tanto che il bomber del Genoa, da solo contro la difesa della Fiorentina, si trova, anche dalle posizioni meno invitanti, sempre e comunque costretto a battere a rete non avendo un appoggio con il quale provare a dialogare. Peraltro Borriello centra sempre lo specchio della porta, con conclusioni anche potenti, ma ottiene l´unico risultato di far fare un figurone a Frey che si esalta su quelle conclusioni dritte e forti. Giustificate allora le recriminazioni di Gasperini: «A questi livelli certe occasioni vanno sfruttate meglio. Frey è stato certamente bravissimo, ma noi in area di rigore dovevamo fare qualcosa di più. Peccato perché c´erano i presupposti per mettere in difficoltà la Fiorentina. E, invece, sembrerebbe quasi che il Genoa non sia mai stato in partita. Contro le grandi squadre evidentemente ci manca qualcosa e anche questa partita, pur con le attenuanti del gol irregolare che ha sbloccato il risultato, ha messo a nudo i nostri limiti». L´inizio era stato incoraggiante con un paio di buone occasioni non sfruttate, come del resto il finale di partita contro un avversario ormai ai remi, fisicamente provato per i 120 minuti di mercoledì a Liverpool ed anche per essere rimasto in 10 dopo l´infortunio di Jorgensen. «Sono stati più precisi in zona gol - commenta Gasperini - Paradossalmente abbiamo tirato in porta molto più noi. Per questo parlo di grande opportunità non sfruttata». Proprio la presenza di Mutu («sapevo che avrebbe potuto essere determinante, del resto con sincerità avevo ammesso che avrei preferito rientrasse un´altra volta»), aveva indotto Gasperini a optare per il 4-3-3 con Konko nella zona dell´asso rumeno, Lucarelli e Criscito centrali e Fabiano a sinistra. E´ toccato a Juric provare a fare il regista ed il soldatino croato ha fatto quello che poteva. «L´assenza di Paro è pesante - ha osservato Gasperini - E in più bisogna aggiungerci anche quelle di Milanetto, Bovo e Rubinho. Il Genoa non è in grado di rinunciare a quattro titolari affrontando una squadra che lotta per andare in Champions». Dopo 11´ del secondo tempo è arrivato anche il terzo gol, autore Pazzini che ha sfruttato un splendido assist di Liverani, che prima ha rubato palla a Masiero (suicida il tentativo dribbling nella propria trequarti) e poi con un colpo d´esterno ha scavalcato la statica linea difensiva genoana. Il finale del Genoa è stato orgoglioso. Meritatissimo è arrivato il gol della bandiera (82´). L´ha firmato il ventenne uruguaiano Masiero, all´esordio in serie A, che ha raccolto una respinta di Frey, dopo l´ennesimo tentativo di Borriello, ha vinto un contrasto con un difensore e ha messo in rete. A risparmiare ad una Fiorentina, ormai allo stremo delle forze, qualche minuto finale di pathos non richiesto, ci ha pensato l´arbitro Ayroldi che ha ignorato un vistoso fallo di mano di Papa Waigo su cross di Danilo (88´).

LA REPUBBLICA - "Con l´Inter ci proveremo" FIRENZE - Terza sconfitta consecutiva, ma non c´è il tempo per leccarsi le ferite. Mercoledì sera il Genoa torna in campo, a Marassi c´è l´Inter: «Ci batteremo alla morte», assicura Gasperini. Un´altra big, un´altra di quelle squadre contro le quali il Genoa sembra non riuscire ad esprimersi. "Intendiamoci - spiega il tecnico - ci sono cinque o sei squadre che fanno un campionato a parte. Tra poco arriveranno le partite con Reggina, Empoli e Torino, sono avversari alla nostra portata, ma potremmo andare incontro a dei rischi se dovessimo presentarci in campo con il morale basso. Ricordiamoci che il nostro obiettivo è la salvezza. Certo, avremmo già potuto toglierci il pensiero ed anche puntare a fare qualcosa di più. Ma ora non vorrei che una volta salvi si dicesse che abbiamo fatto poco». Masiero si è anche tolto la soddisfazione del gol all´esordio. «Ho sfruttato al meglio un rimpallo - spiega - a quel punto avevo tutta la porta davanti a me».

 

LA REPUBBLICA - Dopo l'Everton, altra prova di carattere della Fiorentina e portiere grande protagonista. Nella corsa al quarto posto Champions il vantaggio sul Milan torna a +4. Classe, sofferenza e super Frey i viola superano il Genoa 3-1. FIRENZE - La Fiorentina canta "grazie Roma" e manda il "Diavolo" a -4. Vede la Champions League più vicina la squadra viola che, al Franchi, regola 3-1 il Genoa e mette tre "mattoni" pesanti sul 'progetto quarto posto'. Vittoria importante e sofferta: niente a che vedere con i 90 minuti in apnea di mercoledì al Goodison Park, ma anche con i rossoblu di Gasperini la Fiorentina deve faticare prima di far festa perché il Genoa, per tutto il primo tempo, resta in partita, gioca bene, ma per "colpa" di un grande Frey resta all'asciutto. Contro l'Everton sono stati i rigori a spedire la Fiorentina ai quarti di finale di Coppa Uefa, di Santana il penalty decisivo, lo stesso Santana che oggi ha aperto le marcature. Di un grande Mutu (oggi al rientro) il raddoppio, di Pazzini (che riscatta in parte l'erroraccio di Siena) il tris per un risultato che penalizza eccessivamente il Genoa. Il Grifone ha creato almeno quanto la Fiorentina, ma la differenza l'ha fatta Frey, strepitoso in almeno 5 interventi. I liguri possono anche recriminare per un millimetrico fuorigioco di Santana in occasione dell'1-0. Sullo splendido assist di Mutu l'argentino è appena al di là della linea dei difensori, ma per il guardalinee era davvero difficile vederlo. Prima del gol di Santana, arrivato al 19', il Genoa aveva provato con il fischiatissimo ex Rossi e con Borriello, ma anche Mutu (il migliore con Frey) si era fatto vedere con una rovesciata da applausi deviata in angolo da Scarpi. Dopo l'1-0 partita sempre aperta, con il Genoa ad attaccare e a infrangersi su Frey e la Fiorentina a rispondere e a raddoppiare con un esterno destro di Mutu di rara precisione: 2-0 per i viola. Prandelli deve anche modificare l'assetto della sua squadra, dopo il ko per infortunio di Gamberini e Santana: dentro Jorgensen e Papa Waigo che fino a gennaio giocava nel Genoa e che è finito a Firenze nello scambio con Van den Borre che Gasperini manderà in campo nella ripresa. Il primo tempo si chiude con un destro al volo di Leon respinto dal solito Frey. Nella ripresa la partita resta bella e appassionante, la Fiorentina non sembra accusare la stanchezza post-Everton e si fa vedere con Mutu, mentre il Genoa è insidioso con Danilo. All'11' il 3-0 che chiude la gara: Pazzini anticipa Scarpi sul lancio di Liverani e impreziosisce così la sua prestazione. Il Genoa è con il morale a terra, ma continua a provarci, niente da fare con questo Frey che, al 38', fa l'ennesima prodezza su Borriello, ma nulla può sulla conclusione ravvicinata di Masiero. C'è il tempo per il giallo per simulazione rifilato a Borriello. Finisce 3-1. Ancora festa per la Fiorentina (in 10 per l'infortunio di Jorgensen) che si porta a +4 sul Milan. Per il Genoa terzo ko consecutivo, pesante quello di oggi, ma solo nel punteggio.

LA REPUBBLICA - Fabiano e Sculli, fasce incolte Rossi più forte dei fischi viola. di Gessi Adamoli. Juric reinventato regista. La buona volontà non manca ma il compito è improbo Scarpi 6 Niente da fare sui gol. Una grande parata, di piede, su Pazzini. Konko 6 Gli tocca, come spesso accade, il cliente più difficile. Fa quello può contro un ispirato Mutu e prova anche a riproporsi in fase offensiva. Lucarelli 6 È sempre concentrato e non vuole strafare, così Gasperini lo preferisce a De Rosa. Ma la difesa in linea del Genoa non sempre è impeccabile. Criscito 6 Inizia come centrale di sinistra, finisce la partita come esterno. Non ha grosse colpe, ma da lui si pretenderebbe qualcosa di più. Fabiano 5.5 Vulnerabile in copertura e non incide mai in fase offensiva. Dal 10´ st Vanden Borre 5.5: parte malissimo. Ma, rinfrancatosi esce alla distanza. Rossi 6,5 È il bersaglio di tutto lo stadio, che ancora non gli perdona di essere stato il primo giocatore ad aver chiesto la rescissione di contratto ai tempi del fallimento della Fiorentina. Ma i fischi lo caricano, è il migliore del Genoa. Juric 6 A quasi 33 anni prova a inventarsi regista, la buona volontà è tanta ma non ha i tempi per un ruolo così particolare. Dal 27´ st Santos sv. Danilo 5,5 Fa il compitino, troppo poco. Sculli 5 Non entra in partita, questa volta lascia a desiderare anche come corsa. Dal 10´st Masiero 6: esordio in serie A a 20 anni con un gol. Borriello 6,5 Regge da solo tutto il peso dell´attacco. Ci prova da tutte le posizioni, ma trova un super Frey. Leon 5 Quando lo paragoni con il fantasista degli avversari (in questo caso Mutu), capisci che in serie A servono più qualità e continuità.

LA REPUBBLICA - DISTRAZIONI PAGATE A CARO PREZZO. di Franco Rotella. Quella del Genoa è stata una partita di grande personalità ma con troppi errori sia in fase difensiva che offensiva. Si è concretizzato poco e i gol sono stati presi con troppa facilità. Parlo di prova di personalità, perché la squadra ha affrontato la gara con il piglio giusto e sino all´ultimo ci ha provato, sfiorando anche 3-2 che avrebbe pure meritato. La verità è che il Genoa ha pagato a caro prezzo le disattenzioni in difesa e che la Fiorentina aveva due giocatori, Frey in porta e Mutu in avanti, assolutamente di un altro pianeta. Indicazioni interessanti dai nuovi arrivati, schierati nel finale. Masiero inizialmente sembrava un pesce fuor d´acqua, poi ha segnato ed ha fatto vedere anche qualche cosa interessante. Vanden Borre è partito così così poi ha fatto bene

 

AKAIAOI