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FIORENTINA - GENOA 3 - 1 (2 - 0)
Reti:
19' Santana, 30' Mutu, 56' Pazzini, 83' Masiero. Genoa: Scarpi, Konko, Lucarelli, Criscito, Fabiano (55' Vanden Borre), Rossi, Juric (72' Santos), Danilo, Sculli (55' Masiero), Borriello, Leon. (Lanza, De Rosa, Di Vaio, Figueroa). Allenatore: Gasperini. Arbitro: Ayroldi di Molfetta. Spettatori: 28.728.
Ammoniti: Lucarelli, Gobbi, Papa Waigo, Konko, Borriello, Leon. Angoli: 4-3 per
la Fiorentina.
TUTTOSPORT - Frey, il muro viola - I compagni segnano, lui blinda il risultato: Genoa ko . Apre Santana, che realizza il vantaggio su un’azione contestata dai rossobl, poi Mutu e Pazzini chiudono la partita. Non basta ai liguri la rete di Masiero. Voglio restare alla Fiorentina, ma nel calcio non si pumai dire... L’attaccante rumeno celebra nel modo migliore il rientro dopo l’infortunio:Ho voluto bruciare i tempi. Ho trovato un gruppo sempre picompatto. di Anselmo Gramigni. Firenze. Fiorentina nel segno di Adrian Mutu e Sebastien Frey. Come prima, pidi prima, tanto per inseguire l’obiettivo Champions League (ora i punti di distacco dal Milan, 5in classifica, sono quattro) e per provare a vincere quella Coppa Uefa che molti giassegnano al Bayern Monaco dell’ex amico Luca Toni. E cos, contro il Genoa, il rumeno ha lasciato la sua indelebile firma e il portierone francese ha blindato la sua porta, lasciando all’asciutto un tipo particolarmente affamato di gol, come Marco Borriello. Mutu era al rientro, dopo una sosta forzata di oltre tre settimane per infortunio, ma ha ripreso con naturalezza quel discorso intimo con il gol che pare non abbandonarlo mai. Frey invece in viola c’quasi sempre stato e a Liverpool, contro l’Everton,stato l’eroe dell’impresa. LE PRODEZZE E LE VOCINei primi 6 minuti Frey respinge alla grande due bordate di Borriello. Il duello tra i due durerper tutta la gara con il francese vincitore. Dopo Buffon, nel ruolo di competenza,forse il migliore d’Italia. E non a caso su di lui orbitano grandi club.Ma sarebbe una follia andarsene ora da Firenze. Il progetto ambizioso si sta realizzando e mi piacerebbe essere tra i protagonisti. Gi, peril Milan pare insistere...Per la veritio non ho mai parlato direttamente con il club rossonero, non so quindi se il Milan sia interessato a me. Poi, per, una mezza ammissione.Nel calcio non si pumai dire mai... certoche nella Fiorentina sto benissimo. Le prossime settimane persaranno decisive per il portiere viola. Coscome lo saranno per Liverani che spera in un rinnovo (difficile) del contratto. E per restare in tema mercato oggi dovrebbe arrivare a Firenze il centrocampista Felipe Melo. MUTU E IL GOL E’ la mezz’ora di un primo tempo combattuto e il risultatoancora fermo sull 0-0 nonostante i pericolosi tentativi dei rossobl, come detto bloccati per lo pidallo strepitoso Frey, e una sforbiciata voltante dello stesso rumeno, deviata da Scarpi sul fondo. Montolivo mette un bel pallone al limite dell’area di rigore, Pazzini la tocca, pio meno volontariamente, indietro per Mutu. L’attaccante, senza pensarci troppo, lascia partire un missile che Scarpi manco vede. Prodezza (15stagionale) spettacolare che cambia l’andamento della gara, che rianima gli entusiasmi viola e frena gli ardori genoani.E’ sempre bello far gol - dice poi a fine gara il leader della Fiorentina. - Non sono al massimo della condizione e sono appena rientrato dopo la sosta forzata. Recupero record? No, ho solo voluto bruciare i tempi ma senza esagerare. Che Fiorentina ho ritrovato? Sempre pigrande. Ora siamo davvero un collettivo importante e la nostra forzail gruppo. Gare come quelle di mercoledcontro l’Everton fanno maturare, aumentano la fiducia, ti regalano una nuova dimensione. Toni e il Bayern? C’tempo per loro, dobbiamo pensare a un passo per volta. In questo modo si va lontano. LA PARTITA Eppure, nonostante Mutu e Frey, nonostante il 3-1 finale che spinge sempre piin alto la bella Fiorentina di Prandelli, il risultato un po’ bugiardo. Gi, perchil Genoa non ha demeritato e anzi, in avvio e nel finale ha spaventato un’avversario stanco per l’impresa di Coppa e ferito da numerose assenze. Basti pensare che Jorgensen, giocatore eclettico e fondamentale, ha dovuto esibirsi da esterno destro difensivo dopo l’uscita in campo di Gamberini, infortunato, con il conseguente spostamento di Ujfalusi vicino a Kroldrup. E poi, alo 39' st, pure il danese sarcostretto alla resa. Ma dicevamo del Genoa che ha giocato, ha creato, ha impegnato duramenteFrey e il pacchetto arretrato viola che ha vacillato non poco su Borriello. Un Borriello che fa reparto da solo ma chepoco assistito dai compagni.Eppoi a noi mancavano Paro e Milanetto. tanta roba per una squadra come la nostra che non ha tanti ricambi, sottolineava, un po’ amaro, Gasperini. E senza il centrocampo titolaredura. Poi, per i rossobl che questa sorta di “complesso“ contro le Grandi. Che intimidisce gli ardori e frena le invenzioni. BABY ROSSOBLU’ La partita segnata dalle prodezze di Frey, Mutu e Santana, sigillata, almeno nel risultato, dal bel gol di Pazzini sui intuizione del ritrovato Liverani, una piccola svolta in senso rossobll’ha avuta quando Gasperini ha mandato in campo due promesse: Vanden Borre e Masiero.Contavo sul loro entusiasmo e sulla loro freschezza, commenta il tecnico, prima di aggiungere:Per me hanno fatto bene. Vero. Masiero poi all’esordio in campionato sipure tolto lo sfizio di segnare il gol dell’onore.Miandata bene, persembrava che quel pallone non volesse mai entrare. e’ un giovane uruguaiano, di lui sentiremo parlare in futuro. Vanden Borre simesso invece a centrocampo ed ha dato linfa al gioco con una certa autorit. Insomma, qualcosa di positivo per il genoa a Firenze sivisto. Anche se, molto di piservirmercoled contro l’Inter.Vero che soffriamo le grandi, ma cercheremo di invertire la tendenza. Prima o poi un colpaccio dobbiamo centrarlo, racconta Gasperini che aggiunge:Il nostro obiettivo resta la salvezza. Perpensavo proprio che a questo punto potessimo fare qualcosa di pi. E’ un mio pensiero, non una critica.
TUTTOSPORT - LE PAGELLE Pazzini, festa numero 100 Masiero, esordio con gol. Fiorentina. FREY 7.5 Determinante, fondamentale. Salva almeno tre gol sicuri. UJFALUSI 6.5 Regge il peso della difesa anche soffrendo ma non mollando mai. GAMBERINI ngSi fa male. JORGENSEN( 23' pt) 6.5 sacrificio il suo motto. Stavolta va a fare il terzino destro e non sfigura. Nel finale s’infortuna e lascia la squadrai n 10. KROLDRUP 5Difficolt assortite soprattutto contro Borriello. Maluccio nel finale. GOBBI 5.5 Soffre. Da un suo errore il gol del Genoa. KUZMANOVIC 6.5Combattivo come al solito e puntuale. LIVERANI 6.5 Spera nel rinnovo del contratto e intanto, seppur a ritmo lento, illumina la squadra. Suo l’assist per il gol di Pazzini. MONTOLIVO 7.5 Forse il migliore in campo per lucidite qualitdi gioco. SANTANA 6.5Mezzo punto in piper il bellissimo gol che sblocca la gara. Poi si fa male. PAPA WAIGO (32' pt) 6 Sciupa tanto masempre pronto a ripartire. PAZZINI 6.5Alla sua 100partita in A... segna e si danna l’anima in appoggio a Mutu. MUTU 7Rientro dopo 21 giorni dall’infortunio. Rientro da fenomeno: gol, assist, sforbiciata.... DONADEL( 28' st) 6 fa il suo. ALL. PRANDELLI 7 Nonostante le assenze e gli acciacchi la sua Fiorentina produce gioco, spettacolo e... punti. GENOA. SCARPI 6 Becca tre gol senza colpe specifiche. KONKO 6 Combatte e lotta in ogni zona del campo ma meno brillante del solito. LUCARELLI 5 Brutta giornata contro Mutu e Pazzini. CRISCITO 5 Anche lui fatica contro gli avanti viola. FABIANO 6 Tiene bene la fascia e non demerita. VANDEN BORRE( 9' pt) 6tanto entusiasmo ma troppa frenesia. Dsostanza al buon finale rossoblu. ROSSI 7 Il migliore del Genoa. Crea, frena gli avversari, riparte e non si stanca mai. Fischiatissimo dal pubblico di casa, luiun ex, non perde mai la calma. JURIC 6 Combattivo e orgoglioso. SANTOS (28' st) 6 dpicompattezza al reparto difensivo. Forse andava inserito prima. DANILO 5 Partitaccia condizionata dall’errore sul gol di Santana. SCULLI 5.5Un gran tiro parato da Frey e poco altro. MASIERO (9' st) 6.5 vivacizza l’attacco rossobl. Esordio con gol. BORRIELLO 6Non segna solo per colpa di... Frey. A tratti incontenibile. LEON 5 Confuso e poco lucido. Sbaglia parecchio. ALL. GASPERINI 6Nonostante la sconfitta il Genoa mostra un’identitprecisa. Manca la qualittecnica ma per quella bisognerà attendere il prossimo mercato. Arbitro. AYROLDI 4.5 Il gol di Santanasul filo del fuorigioco. Assolutamente da assegnare nel finale un rigore pro Genoa per un netto mani in area di Papa Waigo su cross di Danilo. Sbaglia pure nelle ammonizioni, diciamo chefuori forma.
TUTTOSPORT - PRANDELLI FELICE Rabbia di Preziosi sull’arbitroPenalizzati dagli espisodi. FIRENZE Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, mastica amaro:Abbiamo fatto noi la partita, ma ci hanno penalizzati gli episodi: primo gol molto dubbio, un rigore negato.Siamo partiti bene racconta Gasperini -, poi il gol di Santana, peraltro sul campo mi sembrava in fuorigioco netto, in tv meno, ci ha complicato la vita. Abbiamo creato molto, il portiere piimpegnato stato senz’altro Frey. Contro le grandi non otteniamo mai nulla, evidentemente abbiamo dei limiti in questo tipo di gare. Un accenno di recriminazione: Il fallo di mano di Papa Waigo era solare, era rigore e un’ammissione:Sbagliamo troppo in fase di rifinitura. Dobbiamo essere picattivi e concreti. Peccato, dovevamo sfruttare la loro stanchezza e invece.... Orgoglio Fiorentina:Questa squadra ha grandi valori - dice Prandelli -, non solo tecnici. I ragazzi meritano solo complimenti, stanno realizzando qualcosa di importante .
IL SECOLO XIX
- Il Grifone cade, ma a testa alta.
di Giovanni Ciolina. Santana, Mutu, Pazzini. Le bocche da fuoco del tridente
prandelliano salgono a turno sul gradino del podio a prendersi le odi
dell'esaltato pubblico fiorentino. Ma alla luce di quanto visto in campo la
punizione è troppo pesante per il Grifone. Finisce 3-1, ma il gol del vantaggio
è viziato da fuorigioco dello stesso Santana e proprio quell'attimo fuggente
cambia la fisionomia della gara. Non è, però, l'unica svista arbitrale. Lasciano
dubbi un intervento in area di Papa Waigo con la mano e l'intervento di Donadel
su Borriello nel finale: non è rigore, ma l’ammonizione proprio non ci sta. La
differenza la fa comunque il portiere Sebastien Frey. Non che Alessio Scarpi
abbia responsabilità sulle reti dei padroni di casa, ma alla fine si contano
almeno quattro-cinque interventi importanti dell'estremo difensore viola che
consentono di tenere in gioco la Fiorentina, soprattutto nella prima frazione
quando il risultato è ancora in bilico e il gioco resta sovente in mani rossoblù.
«L'azione del primo gol è viziata da fuorigioco», ammetterà Gasperini ,che poi
recrimina per «alcune situazioni di superiorità numerica che potevano essere
sfruttate meglio». Il gol di Masiero, quando mancano otto minuti al termine,
rende meno amara la sconfitta. Almeno, l'uruguayano potrà ricordare con
soddisfazione la sfida del Franchi: esordio (36') con gol, mica male. E
mercoledì c’è la sfida contro l'Inter senza lo squalificato Leon. È necessario
sottolineare che il il Genoa una volta in svantaggio reagisce, sì, ma non con la
determinazione necessaria per ribaltare il risultato che alla mezz'ora sembra
ormai condannarlo. Partita intensa, con l'assalto finale del Grifone, ma che
resta di difficile lettura. Guardi il risultato e il primo pensiero è a una gara
senso unico. Certo Mutu regala sprazzi di classe cristallina: un assist e un gol
che gli valgono la palma di migliore dei suoi. Insieme a Montolivo, però. L'ex
atalantino, pur senza stupire, si rivela un puntello importantissimo per il
centrocampo viola e soprattutto nella ripresa si carica sulle spalle il peso
della squadra, un po' scollata e traballante. Le fatiche di Coppa Uefa sembrano
comunque sentirsi nelle gambe e nella testa della Fiorentina. E' un Grifone
bifronte: pericoloso e imprevedibile dalla cintola in sù, sprecone e titubante
quando c'è da difendere. Il commento di Mimmo Criscito: «Siamo stati sfortunati
in alcune occasioni e ci vuole più di cattiveria sottoporta». La svolta della
partita nasce da un errore di Danilo in fase di disimpegno. Il brasiliano
dimostra di non attraversare un periodo positivo e sotto pressione da Santana
rinvia debolmente un pallone innocuo e soprattutto in possesso del Grifone.
Nasce dall'argentino viola l'azione che conclude lo stesso gaucho in netto
fuorigioco su pallonetto delizioso di Mutu. Certo l'indecisione dell'assistente
Lanciano ha il suo peso, ma i rossoblù non possono regalare un'occasione del
genere anche perché fino a quel momento la Fiorentina pare avere nelle gambe e
nella testa ancora le fatiche di Liverpool. La banda Prandelli manovra con
sufficiente linearità sulle corsie laterali, mentre il faro Liverani è spesso
sorpassato dal pallone e non incide. La ragnatela predisposta da Gasperini
sembra dare buoni frutti. L'undici di partenza è quello prevedibile, con Juric
in cabina di regia e Konko a prendersi cura di Adrian Mutu. Regge l'assetto
genoano, anzi l'avvio è promettente e con la spinta sulla destra arriva in due
occasioni a mettere paura a Frey. Sculli e Rossi combinano male (al 1') una
ripartenza avviata da Borriello e che regala la superiorità numerica. Il
portiere francese si oppone di pugni (4') ad una battuta da fuori area di
Borriello a concludere un affondo del fischiatissimo Marco Rossi. «Uccidetelo»,
urla la curva Fiesole all'indirizzo dell'ex. Il resto del pubblico lo becca a
ogni pallone che tocca, ma nonostante tutto il capitano del Grifone disputa la
sua partita fatta di tanta corsa e tanto coraggio. E lotta come al solito, senza
farsi condizionare dalle provocazioni che piovono dall’alto. Se la gente
fiorentina non scorda gli anni del fallimento, ricorda benissimo il gol
realizzato all'odiata Juventus ed elegge a beniamino Papa Waigo. «Oh, Papa fagli
un gol, Papa fagli un gol» è il saluto all'ingresso in campo del senegalese
pronto a sedersi in panchina. Trentadue minuti e anche lui sarà del match, con
Gasperini che arretra Danilo a sua guardia, avanzando Fabiano in mediana. Ma a
quel punto il risultato della gara è già in discesa per i padroni di casa.
Santana (19') e Mutu (30') firmano il doppio vantaggio e il Genoa accusa lo
sbandamento. Frey si guadagna la fiducia di Prandelli e di Berlusconi, che lo
vorrebbe al Milan, con un guizzo degno di un felino su conclusione di Leon da
distanza ravvicinata al 38'. Poi la devazione in angolo su botta di Sculli al
26'. Gasperini prova a mescolare le carte e inverte le posizioni in campo di
Sculli e Leon. Il primo parte a destra e finisce il tempo a sinistra, ma è
soprattutto l'honduregno che continua ad andare a corrente alternata, mettendo
raramente al servizio della squadra le sue qualità. Altruismo che invece sta nel
dna di Konko, nonostante non ripeta la prova maestosa di domenica scorsa. Nella
ripresa giocano anche Masiero e Vanden Borre per un finale di gara all'assalto.
Con l'Inter servirà ricominciare da lì.
IL SECOLO XIX
- Gasperini e il pericolo depressione
«ORA NON DOBBIAMO BUTTARCI GIÙ CON L’INTER GIOCHIAMO ALLA MORTE». di Giuliano
Gnecco. FIRENZE. Sotto la cenere non arde più nulla: i sogni inconfessabili si
infrangono dove si spalancò il buco nero. «Abbiamo pensato di poter cambiare
obiettivo già quest’anno – confessa Gian Piero Gasperini – ma gli infortuni ci
hanno tolto qualcosa, e dobbiamo fare i punti prima possibile. Dispiace, c’è
grande rammarico perché c’erano le condizioni per fare qualcosa di più, invece
dobbiamo accontentarci.Ora non vorrei che se ci salvassimo sembrasse che abbiamo
fatto poco: l’altro obiettivo sembra molto vicino, rinunciare è un grosso
rammarico. Però dobbiamo fare attenzione a non cadere in depressione: dopo le
grandi arriveranno l’Empoli, la Reggina, il Torino. Le squadre che ci stanno
sotto. È l’occasione per fare i punti che ci mancano, ma se arriviamo con una
squadra depressa diventa tutto molto difficile». Il Genoa abdica alle velleità
europee perché i fatti dicono che manca qualcosa per competere con le grandi.
Gasperini ammette: «Abbiamo perso un’opportunità, considerando che ci siamo
proposti in avanti con buona frequenza. È stato bravo Frey, però evidentemente
abbiamo qualche limite perché certe occasioni importanti,magari in due contro
uno, bisogna sfruttarle meglio. E sono occasioni magari meno appariscenti ma più
importanti di quelle che terminano con una parata. Con le grandi diamo sempre
l’impressione di poter fare qualcosa di importante, di poterli mettere in
difficoltà ma alla fine veniamo castigati ». «Attenzione: con le grandi mica
perdiamo solo noi. Del resto ci sono cinque o sei squadre che fanno un
campionato a parte; a qualcuno non riesce l’impresa, a noi non è riuscita.
Significa che ci manca qualcosa per competere con certe squadre. Detto questo,
con l’Inter ce la giocheremo alla morte». La Fiorentina più cinica dell’anno
(quattro occasioni, tre gol: un trend in controtendenza rispetto agli standard
gigliati, che sorprende per primi gli stessi viola) deve ringraziare il suo
portiere se può portare a casa un risultato bugiardo, se non altro nelle
proporzioni.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 5,5 Può poco sul pallonetto di Santana, partito in contropiede. Poi si fa sorprendere dalla fucilata diMutu, scagliata da posizione centrale. Svolge la normale amministrazione senza problemi. Bravo al 9’ della ripresa a salvarsi su Pazzini, che poi , però, poco dopo lo punisce per la terza volta. KONKO 6 Gasperini lo abbassa a destra per contrastareMutu, al quale tuttavia Prandelli concede ampia libertà dimovimento inmodo tale che il romeno, svariando su tutto il fronte offensivo, diventi una spina nel fianco.Di fattoMutu fa il trequartista dietro le due punte. Lui , invece, resta largo, provando anche sporadiche spinte sulla fascia. Come d’abitudine, poi, si scambia sovente con Rossi.Dà tutto fino all’ultimominuto di recupero. LUCARELLI 6 Si alterna con Criscito su Pazzini, anche se talvolta sembra in imbarazzo – luimancino –a disimpegnarsi sul centrodestra. Eppure il centravanti viola non la vede quasimai: graffia praticamente nell’unica occasione concessagli, peraltro sul filo del fuorigioco. Se la cava con intelligenza e mestiere nonostante stavolta la difesa non abbia adeguata copertura dal centrocampo. CRISCITO 6 Parte impacciato quando al 7’ sbuccia la palla permettendo a Mutu di chiamare in causa Scarpi con una rovesciata. Si riprende bene, anche se lascia intravedere un paio di incertezze che non appartengono al suo repertorio. Cresce nella ripresa, quando recupera alcuni palloni in situazioni difficili. FABIANO 5,5 Inizia basso, da terzino. Però dura poco, perché poi avanza a centrocampo:Gasperini si aspetta unamesse di cross tesi, come sa fare lui. Invece spesso i traversoni del brasiliano sono da dimenticare: è ancora evidentemente in difetto di condizione, perché spesso è irriconoscibile rispetto al passato (9’ ST VANDENBORRE 5,5: va a dare fisicità e centimetri a centrocampo, però tatticamente ha difficoltà nel trovare la posizione che gli permetta di entrare nel vivo nel gioco. Si sistema infine nella zona di Liverani, più vicino alla trequarti avversaria che alla propria,ma non avendo il piede fatato finisce per fare un po’ di confusione. Almeno cimette tanta buona volontà, che è già un inizio). ROSSI 6 La lancetta dei secondi ha appena completato il primo giro quando Sculli gli serve la palla del break sulla destra; arriva – in corsa – scoordinato e spara alto, fra la bordata di fischi della Fiesole che con lui ha un antico conto ancora aperto.Ogni volta che la palla passa dalle sue parti, il Franchi lo becca senza pietà. Ciononostante – e comunque i cori genoani lo rincuorano non si fa intimidire e cerca costantemente tanto di spingere a destra quando di raddoppiare inmezzo, alternativamente su Kuzmanovic e Montolivo.Mette il destro sull’azione del gol della bandiera delGrifone. JURIC 5 Per lui un ruolo quasi inedito, davanti alla difesa, a fare una sorta di playmaker al posto diMilanetto: tamponare e ricucire. Sbaglia, invece, soprattutto la fase che gli è più congeniale: dovrebbe alzare un muro in mezzo, invece a centrocampo di sono ampie falle nelle quali i giocatori gigliati si inseriscono.Nella ripresa migliora, soprattutto nell’impostazione, cercando di trovale le file di una manovra che non ha la consueta intensità (27’ ST SANTOS NG: entra per marcare PapaWaigo, che inizia a destra e poi si porta a sinistra; in un paio di occasioni il senegalesemette la difesa in difficoltà, il brasiliano glimette invece lamuseruola). DANILO 4,5 Una sua leggerezza permette aMutu di servire a Santana la palla che sblocca il risultato.Quando entra Papa Waigo, inverte la posizione con Fabiano per andare in marcatura sul senegalese. Evidentemente fuori condizione, sembra spaesato e in difficoltà tanto inizialmente a centrocampo quanto successivamente sulla linea difensiva. Al 5’ della ripresa l’ennesimo errore apre al contropiede della Fiorentina un’autostrada che chiude solo Konko facendo scudo con il corpo su Pazzini. In positivo si vede solo all’8’ quando il suo diagonale dalla distanza sorprende tuttima termina poco a lato. SCULLI 6 Prima offre a Rossi la palla del possibile 01, poi – al 27’ – fa tutto da solo e ci vuole un grande Frey a negargli il pareggio.Ametà primo tempo si incrocia con Leon passando a sinistra. Fa un grandissimo lavoro nel recuperare palloni, non dàmai la palla per persa ed è fra quelli che più ci mette cuore.Avolte ciò è a scapito della qualità, tuttavia la pagnotta se la guadagna sempre (9’ ST MASIERO 6: esordio assoluto per il baby uruguayano dal piede fatatoma dalla disciplina ancora da trovare.Ha un’occasionissima al 23’ sul sinistro, però si fa incantare da uno straordinario Frey. Poi bagna l’esordio con una rete platonica che tuttavia è importante nel suo processo di crescita). BORRIELLO 6 Galliani sogna di vederli il prossimo anno insieme aMilano. Il centravanti rossoblù già al 4’ dimostra poca tenerezza nei confronti di Frey, chiamandolo in causa con un siluro di sinistro dal limite che il francese respinge non senza difficoltà.Al 6’ il bis dopo una potente discesa sulla sinistra. Nonostante sia stanco – è evidente – cerca sempre di pungere. Il gol diMasiero è per oltre metà merito suo, poi al 39’, viene sgambettato in area ma l’arbitro gli sventola il cartellino giallo per una presunta simulazione, invece il fallo di Donadel è netto. LEON 5,5 Si vede per la prima volta al 38’ quando Borriello gli mette sul piede un pallone pennellato che lui calcia di prima intenzione dando forzama non angolando abbastanza, così Frey può fare un figurone. Deve farsi perdonare l’opaca prestazione con la Juventus; fra l’altro è un ex viola (in anni bui) con il dente avvelenato. Invece non solo non riesce ad incidere e in partita entra solo a sprazzi.Diffidato, rimedia un’ ammonizione che gli farà saltare la partita con l’Inter. FIORENTINA Frey 7,5; Ujfalusi 7, Gamberini 6 (24’ pt Jorgensen 6,5), Kroldrup 6,Gobbi 6; Montolivo 6, Liverani 6, Kuzmanovic 7; Santana 6,5 (32’ pt PapaWaigo 6), Pazzini 6,Mutu 7,5. ARBITRO N.AYROLDIDIMOLFETTA 4,5: non si accorge che in occasione del vantaggio gigliato Santana è in fuorigioco. Non solo, al 39’ della ripresa Donadel tocca in area Borriello che cade; il direttore di gara può accordare il rigore o lasciare correre. Fa invece la cosa più sbagliata ammonendo l’attaccante per simulazione.Non vede al 90’ un fallo di mano in area viola dell’ex rossoblù Papa Waigo.Insomma una domenica storta.
LA REPUBBLICA
- Genoa, il festival dei rimpianti.
Gasperini: "Occasione persa, in area bisogna sbagliare meno" Determinante la
differenza di rendimento tra Mutu e Leon. di Gessi Adamoli. FIRENZE - Si può
perdere per tre a uno, eppure avere la sensazione di aver gettato al vento una
grande occasione. La partita del Genoa a Firenze finisce dopo appena mezz´ora,
quando Mutu incastona all´incrocio dei pali un palla che Scarpi nemmeno prova ad
andare a prendere. Prima (18´) c´era stato il gol di Santana (in fuorigioco),
anche quello propiziato da una magia del fuoriclasse rumeno che scucchiaia una
palla al di là della linea difensiva genoana: un assist invitantissimo per
l´argentino della Fiorentina. La differenza tra Fiorentina e Genoa sta proprio
nella diversa qualità dei rispettivi fantasisti, i giocatori che, al di là delle
alchimie tattiche, sono chiamati a fare la differenza. Mutu la fa
effettivamente: un gol, un assist ed un´apprensione costante alla retroguardia
avversaria. Non altrettanto si può dire di Leon che raramente riesce a fornire a
Borriello l´assistenza necessaria. Tanto che il bomber del Genoa, da solo contro
la difesa della Fiorentina, si trova, anche dalle posizioni meno invitanti,
sempre e comunque costretto a battere a rete non avendo un appoggio con il quale
provare a dialogare. Peraltro Borriello centra sempre lo specchio della porta,
con conclusioni anche potenti, ma ottiene l´unico risultato di far fare un
figurone a Frey che si esalta su quelle conclusioni dritte e forti. Giustificate
allora le recriminazioni di Gasperini: «A questi livelli certe occasioni vanno
sfruttate meglio. Frey è stato certamente bravissimo, ma noi in area di rigore
dovevamo fare qualcosa di più. Peccato perché c´erano i presupposti per mettere
in difficoltà la Fiorentina. E, invece, sembrerebbe quasi che il Genoa non sia
mai stato in partita. Contro le grandi squadre evidentemente ci manca qualcosa e
anche questa partita, pur con le attenuanti del gol irregolare che ha sbloccato
il risultato, ha messo a nudo i nostri limiti». L´inizio era stato incoraggiante
con un paio di buone occasioni non sfruttate, come del resto il finale di
partita contro un avversario ormai ai remi, fisicamente provato per i 120 minuti
di mercoledì a Liverpool ed anche per essere rimasto in 10 dopo l´infortunio di
Jorgensen. «Sono stati più precisi in zona gol - commenta Gasperini -
Paradossalmente abbiamo tirato in porta molto più noi. Per questo parlo di
grande opportunità non sfruttata». Proprio la presenza di Mutu («sapevo che
avrebbe potuto essere determinante, del resto con sincerità avevo ammesso che
avrei preferito rientrasse un´altra volta»), aveva indotto Gasperini a optare
per il 4-3-3 con Konko nella zona dell´asso rumeno, Lucarelli e Criscito
centrali e Fabiano a sinistra. E´ toccato a Juric provare a fare il regista ed
il soldatino croato ha fatto quello che poteva. «L´assenza di Paro è pesante -
ha osservato Gasperini - E in più bisogna aggiungerci anche quelle di Milanetto,
Bovo e Rubinho. Il Genoa non è in grado di rinunciare a quattro titolari
affrontando una squadra che lotta per andare in Champions». Dopo 11´ del secondo
tempo è arrivato anche il terzo gol, autore Pazzini che ha sfruttato un
splendido assist di Liverani, che prima ha rubato palla a Masiero (suicida il
tentativo dribbling nella propria trequarti) e poi con un colpo d´esterno ha
scavalcato la statica linea difensiva genoana. Il finale del Genoa è stato
orgoglioso. Meritatissimo è arrivato il gol della bandiera (82´). L´ha firmato
il ventenne uruguaiano Masiero, all´esordio in serie A, che ha raccolto una
respinta di Frey, dopo l´ennesimo tentativo di Borriello, ha vinto un contrasto
con un difensore e ha messo in rete. A risparmiare ad una Fiorentina, ormai allo
stremo delle forze, qualche minuto finale di pathos non richiesto, ci ha pensato
l´arbitro Ayroldi che ha ignorato un vistoso fallo di mano di Papa Waigo su
cross di Danilo (88´).
LA REPUBBLICA
- Dopo l'Everton, altra prova di carattere della Fiorentina e portiere grande
protagonista. Nella
corsa al quarto posto Champions il vantaggio sul Milan torna a +4. Classe,
sofferenza e super Frey i viola superano il Genoa 3-1. FIRENZE - La Fiorentina
canta "grazie Roma" e manda il "Diavolo" a -4. Vede la Champions League più
vicina la squadra viola che, al Franchi, regola 3-1 il Genoa e mette tre
"mattoni" pesanti sul 'progetto quarto posto'. Vittoria importante e sofferta:
niente a che vedere con i 90 minuti in apnea di mercoledì al Goodison Park, ma
anche con i rossoblu di Gasperini la Fiorentina deve faticare prima di far festa
perché il Genoa, per tutto il primo tempo, resta in partita, gioca bene, ma per
"colpa" di un grande Frey resta all'asciutto. Contro l'Everton sono stati i
rigori a spedire la Fiorentina ai quarti di finale di Coppa Uefa, di Santana il
penalty decisivo, lo stesso Santana che oggi ha aperto le marcature. Di un
grande Mutu (oggi al rientro) il raddoppio, di Pazzini (che riscatta in parte
l'erroraccio di Siena) il tris per un risultato che penalizza eccessivamente il
Genoa. Il Grifone ha creato almeno quanto la Fiorentina, ma la differenza l'ha
fatta Frey, strepitoso in almeno 5 interventi. I liguri possono anche
recriminare per un millimetrico fuorigioco di Santana in occasione dell'1-0.
Sullo splendido assist di Mutu l'argentino è appena al di là della linea dei
difensori, ma per il guardalinee era davvero difficile vederlo. Prima del gol di
Santana, arrivato al 19', il Genoa aveva provato con il fischiatissimo ex Rossi
e con Borriello, ma anche Mutu (il migliore con Frey) si era fatto vedere con
una rovesciata da applausi deviata in angolo da Scarpi. Dopo l'1-0 partita
sempre aperta, con il Genoa ad attaccare e a infrangersi su Frey e la Fiorentina
a rispondere e a raddoppiare con un esterno destro di Mutu di rara precisione:
2-0 per i viola. Prandelli deve anche modificare l'assetto della sua squadra,
dopo il ko per infortunio di Gamberini e Santana: dentro Jorgensen e Papa Waigo
che fino a gennaio giocava nel Genoa e che è finito a Firenze nello scambio con
Van den Borre che Gasperini manderà in campo nella ripresa. Il primo tempo si
chiude con un destro al volo di Leon respinto dal solito Frey. Nella ripresa la
partita resta bella e appassionante, la Fiorentina non sembra accusare la
stanchezza post-Everton e si fa vedere con Mutu, mentre il Genoa è insidioso con
Danilo. All'11' il 3-0 che chiude la gara: Pazzini anticipa Scarpi sul lancio di
Liverani e impreziosisce così la sua prestazione. Il Genoa è con il morale a
terra, ma continua a provarci, niente da fare con questo Frey che, al 38', fa
l'ennesima prodezza su Borriello, ma nulla può sulla conclusione ravvicinata di
Masiero. C'è il tempo per il giallo per simulazione rifilato a Borriello.
Finisce 3-1. Ancora festa per la Fiorentina (in 10 per l'infortunio di Jorgensen)
che si porta a +4 sul Milan. Per il Genoa terzo ko consecutivo, pesante quello
di oggi, ma solo nel punteggio.
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