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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

GENOA - ATALANTA                         2 - 1    (0 - 0)

Reti: 67' Doni (rigore), 73' Borriello, 84' Figueroa.
Genoa: Rubinho, Bovo, De Rosa, Criscito, Konko, Milanetto (82' Paro), Juric, Fabiano (77' Santos), Rossi, Borriello, Sculli (69' Figueroa). (Scarpi, Masiello, Lucarelli, Masiero). Allenatore: Gasperini.

Atalanta: Coppola, Rivalta (46' Belleri), Capelli, Pellegrino, Bellini, Ferreira Pinto, Tissone, Guarente, Padoin (56' Muslimovic), Doni, Floccari. (Ivan, Manfredini, De Ascentis, Bernardini, Inzaghi). Allenatore: Del Neri.

Arbitro: Pierpaoli di Firenze. Ammoniti: Floccari, Criscito, Borriello, Konko, Doni, Figueroa.

Angoli: 7-3 per il Genoa. Spettatori: 23.743 

 

     

 

     

 

Nell' anticipo della 19' ed ultima giornata del girone d'andata il Genoa batte l'Atalanta conquistando, per la seconda volta in questo campionato, la terza vittoria consecutiva. Questi 3 punti proiettano il Grifone ad un provvisorio sesto posto e condanna una buona e sfortunata Atalanta che avrebbe meritato almeno un pareggio. La squadra bergamasca, scesa in campo con il presidente Ruggeri all' ospedale in lotta per la vita, esce dal Ferraris per la seconda volta, dopo aver preso a pallonate la Zanboria, con un pugno di mosche. La squadra di Del Neri colpisce ben 3 pali, due dei quali nel primo tempo, e recrimina per una rete di Floccari annullata giustamente dall' arbitro per fuorigioco che poteva chiudere la partita sul 2 a 0. A dir la verità probabilmente il calcio d'angolo che porta alla rete del sorpasso il Genoa non c'era ma quando prendi gol con la difesa schierata su corner non puoi lamentarti più di tanto. In compenso l'Atalanta trova la rete per un banale errore di Konko che invece di accompagnare il giocatore nerazzurro verso il fondo appena questo entra in area in scivolata gli và addosso prendendolo in pieno. Dall' altra parte troviamo un Genoa in emergenza attacco che per mezz'ora resta a guardare. Di seguito poi il Grifone colleziona azioni incredibilmente sprecate dai suoi giocatori, per prima una di Borriello e poi 2 clamorose di Sculli, che permettono a Coppola di fare un figurone. Al Genoa manca, e si vede eccome, Leon che purtroppo ne avrà ancora per una quindicina di giorni mentre Papa Waigo in africa con la nazionale è stato passato alla Fiorentina per Vanden Borre. Di Vaio è fuori rosa, Danilo appena ricominciato l'allenamento con il gruppo è in tribuna e i due nuovi arrivi Wilson e Masiero, che ha appena avuto il transfer, non sono certo utilizzabili da subito. L'Atalanta priva dell' ex cacirro Carozzieri schiera un 4-4-1-1 con Doni in appoggio dell' ex sponda rossoblu Floccari mentre in panchina si trovano Inzaghi e De Ascentis altri giocatori passati da Genova. Il Genoa schiera il suo solito 3-4-3 questa volta con Konko e Fabiano esterni a centrocampo e Rossi e Sculli in quello d'attacco. La prima mezz'ora di partita vede il Genoa completamente imbarcato dall' Atalanta tanto che non passa neanche un minuto che i bergamaschi sfiorano la marcatura. Scambio a sinistra dove Guarente pennella un traversone verso il secondo palo dove Doni di testa in anticipo su Criscito e davanti a Rubinho manda la palla a lato. Al 02' minuto c'è l'unica azione rossoblu della prima mezz'ora. Un lancio lungo pesca Borriello in area, l'attaccante sposta fallosamente Bellini che cade e la palla finisce a destra a Rossi che spara a rete ma la sfera è ribattuta in scivolata da un avversario. L'arbitro però ha fermato il gioco per il fallo. 06' Lancio centrale da centrocampo per Doni che allunga la gamba stoppando la palla per Floccari, l'attaccante controlla di petto e dal limite con un colpo dal basso verso l'alto manda la sfera a parabola verso la porta. A Rubinho battuto il pallone incoccia sul palo sinistro e Fabiano spazza via. L'Atalanta staziona nella metà campo rossoblu spadroneggiando al centro dove il Genoa è in palese difficoltà. A Borriello non arriva un pallone che è uno mentre Rossi, Fabiano e Sculli non la prendono mai. Al 15' Finalmente è Rossi ad incunearsi centralmente ed a essere steso a terra. Bovo da buona posizione calcia la punizione a rete ma la palla è centralissima e Coppola agguanta e porta al petto il pallone. 27' L'arbitro concede una punizione generosa per un entrata di Konko. Doni dai 25 metri a girare manda la sfera a colpire in pieno la traversa con Rubinho in tuffo ma chiaramente battuto. 33' Entriamo negli ultimi 15 minuti e il Genoa crea tre buone palle gol, Borriello caparbio avanza superando 3 avversari poi Rossi viene stoppato in corner. Dall' angolo di destra la palla viene messa al centro dove un difensore di testa la prolunga verso sinistra. Fabiano stoppa e al volo silura a rete ma Coppola è piazzato e in due tempi rimanendo in piedi blocca la palla. 38' Punizione di Milanetto praticamente dall' angolo destro. La sfera sfila al centro dove Bovo gira al volo verso la rete mandando la palla a lato con Coppola immobile a centro porta. 41' Palla a destra per Rossi che serve all' indietro Milanetto. Il regista rossoblu tocca la sfera aprendo la difesa atalantina e servendo in area Borriello solo davanti al portiere. Borriello tenta la deviazione di destro ma Coppola uscitogli incontro col corpo ribatte la sfera alzando in corner. 45' Corner per il Grifone, sul traversone mentre Borriello tenta di saltare un losco giocatore bergamasco cerca di fregarsi la maglia dell' attaccante ma l'arbitro lascia proseguire. 46' Nei minuti di recupero Sculli e Rivalta si scontrano di testa e rimangono a terra. Il genoano riprende il gioco mentre il nerazzurro non rientra e viene sostituto ad inizio ripresa da Belleri. 49' Floccari perde palla ed entra su Juric. Prima ammonizione della partita. 52' Angolo per il Genoa, la palla viene respinta fuori area dove da sinistra Fabiano cambia gioco sul lato opposto aprendo la difesa nerazzurra. In area a destra Sculli solo davanti a Coppola controlla e spara in diagonale a rete ma il portiere nerazzurro in tuffo blocca la palla a terra. 53' Ammonizione per un intervento di Criscito su Doni. 54' Clamorosa azione gol mancata da Sculli. Angolo per il Genoa da sinistra, Juric mette in area e la palla di testa viene prolungata da Borriello verso il secondo palo dove a un metro dalla riga del gol Sculli può pure fermare la palla ed entrare in porta. L'attaccante rossoblu s'abbassa e di testa manda addosso al portiere che respinge con le ginocchia. 55' L'Atalanta è in difficoltà e Del Neri sostituisce Padoin con Muslinovic. 58' Borriello si guadagna un calcio d'angolo ma il guardalinee non è d'accordo. Borriello protesta e di gran carriera Pierpaoli giunge per ammonire il genoano. 62' Borriello arriva sul fondo poi in scivolata evita che la palla finisca fuori, la sfera alla fine arriva a Rossi che stoppa e si gira ma la sua parabola è facile preda di Coppola. 67' Lancio da centrocampo sulla sinistra per il decentrato Floccari, l'atalantino resiste alla carica di Konko che appena dentro l'area entra in scivolata stendendo il nerazzurro. Ammonizione per il rossoblu e Doni dal dischetto mette rasoterra a destra spiazzando Rubinho. 69' Il Genoa beccata la rete nel momento migliore non mostra reazione e Figueroa prende il posto di Sculli. 72' Corner di Tissone da destra, la palla spiove sul secondo palo dove Pellegrino sovrasta Rossi rimettendo nell' arietta piccola dove Floccari insacca indisturbato. Sono 2 però i giocatori nerazzurri in fuorigioco e l'arbitro annulla. 73' Sulla ripartenza Konko lancia la palla a destra dove Figueroa di testa devia verso il centro per Rossi. Il rossoblu al volo serve poco fuori area Borriello che controlla, si gira e fulmina in diagonale alle spalle dell' incolpevole estremo bergamasco. 74' Doni si becca il cartellino giallo per proteste. 75' L'Atalanta si getta alla ricerca del vantaggio, tambureggiante azione e traversone da destra verso il secondo palo. Nella mischia spunta la testa di Floccari che incrocia verso la porta ma Rubinho con un tuffo felino respinge la palla che Doni non riesce davanti alla rete a ribadire in gol. 77' Il Genoa si copre con un giocatore che in mezzo all' area possa svettare di testa, esce Fabiano ed entra Santos. 81' Paro entra a rilevare lo stanco Milanetto, i bergamaschi spingono come dannati. 83' Traversone di Juric verso il palo lontano, Belleri e Figueroa saltano attaccati e la palla deviata termina sul fondo. Ci vuole la moviola per vedere che la palla picchia sulla spalla dell' argentino comunque l'arbitro ha concesso il corner. Paro mette verso il primo palo dove Figueroa di testa incrocia mandando la palla a rimbalzare davanti a Coppola e ad infilarsi nell' angolino destro dove il portiere non può intervenire. 86' Ferreira Pinto arriva sul fondo e rientra superando un difensore. Perfetto traversone verso il secondo palo e stacco di testa di Muslimovic che in tuffo a centro area spedisce la palla a colpire ancora il palo alla destra di Rubinho. 88' Viene espulso Del Neri per proteste. 94' Floccari prova il tiro da fuori che viene ribattuto in corner. Al quinto minuto di recupero arriva il liberatorio fischio finale. Genoa: Rubinho 6, Bovo 6, De Rosa 6.5, Criscito 6, Konko 6, Milanetto 6.5 (82' Paro sv), Juric 5.5, Fabiano 5.5 (77' Santos sv), Rossi 5.5, Borriello 7, Sculli 5 (69' Figueroa 7). All: Gasperini (4 pt, 6.5 st).

Atalanta: Coppola 7, Rivalta 6 (46' Belleri 5.5), Capelli 6, Pellegrino 6, Bellini 6, Ferreira Pinto 6.5, Tissone 6.5, Guarente 6, Padoin 5.5 (56' Muslimovic 6.5), Doni 6.5, Floccari 6.5. Akaiaoi

 

TUTTOSPORT - Genoa, colpo gobbo. Atalanta avanti con Doni su rigore ma non basta. Sul risultato pesa il gol ingiustamente annullato a Floccari. Fuorigioco dubbio, per i nerazzurri anche due pali e una traversa. Borriello pareggia e Figueroa sorpassa. di Giovanni Tosco. Genova. Un gol, due pali, una traversa e una rete annullata non bastano all’Atalanta per ritrovare la vittoria, da dedicare al presidente Ruggeri, che domani o martedì sarà operato. Marassi, evidentemente, non porta bene ai nerazzurri, che anche contro la Sampdoria furono sconfitti e iellati. Ieri il rigore trasformato da Doni è stato vanificato da Borriello e Figueroa, abili nello sfruttare le poche occasioni avute dal Genoa, cui bisogna riconoscere determinazione e capacità di sof­frire, ma, anche, una buona dose di fortuna. Sotto accusa l’arbitro Pierpaoli e, soprattutto, i suoi assistenti, visto che il gol non concesso a Floccari è parso valido (Criscito lo tiene in gioco: sarebbe stato il 2-0) e che il 2­1 dell’argentino è scaturito da un angolo concesso ingiustamente perché la palla era finita sul fondo per un tocco di testa di Figueroa. La rabbia di Del Neri, espulso, è comprensibile, dunque, specie considerando che il successo più recente dell’Atalanta risale al 2 dicembre: «Senza certe decisioni, e malgrado la sfortuna, avremmo vinto noi 2-0. La terna arbitrale ha avuto una serata nera che più nera non si può. L’unica decisione giusta l’ha presa il quarto uomo Banti, che mi ha espul­so dopo una serie di opinioni divergenti... ». Sorride Gasperini, che con i nove punti ottenuti nelle ultime tre gare compie un balzo importante e si colloca addirittura al sesto posto insie­me col Palermo: «E’ una classifica oltre le nostre aspettative: un girone d’andata eccellente. L’Atalanta a tratti è stata superiore ed è comprensibile che abbia rammarico, ma noi abbiamo saputo reagire alle difficoltà e approfittare dei loro cali ». La seconda rete italiana di Figueroa, prima decisiva, entu­siasma Preziosi: «Sono contentissimo per lui». PAGELLE GENOA RUBINHO 5.5 Salvato da due pali e una traversa. BOVO 5.5 Incerto in difesa, sfiora il gol. DE ROSA 6 Sbroglia diverse situazioni. CRISCITO 6 Dalla sua parte il Genoa non corre grossi pericoli. Tiene in gioco Floccari sul gol annullato. KONKO 5.5 Provoca ingenuamente il rigore. MILANETTO 6 Non al meglio. PARO (36’ st) NG JURIC 6 Funziona a corrente alternata. FABIANO 6 Presidia la fascia con attenzione. SANTOS (32’ st) NG ROSSI 6.5 Suo l’assist per l’1­1 di Borriello. BORRIELLO 6.5 Micidiale nello sfruttare la sola vera occasione. SCULLI 5.5 Pasticcia ma lotta. FIGUEROA (25’ st) 7: Entra nell’azione del pareggio e di testa segna il 2-1. All.: GASPERINI 6 Bravo nel tenere compatta la squadra. PAGELLE ATALANTA COPPOLA 6.5Tre parate importanti. Incolpevole sul gol di Borriello, non arriva sul colpo di testa di Figueroa. RIVALTA 6.5 Contiene senza affanni Sculli, contro cui si scontra battendo la testa e finendo all’ospedale con 3 punti al sopracciglio. BELLERI (1’ st) 5 Sovrastato da Figueroa nell’azione decisiva. PELLEGRINO 6 Piace soprattutto quando sale a colpire di testa. CAPELLI 5.5 Incerto sul gol di Borriello. BELLINI 6 Tatticamente disciplinato. FERREIRA PINTO 5.5 Qualche sussulto nella ripresa, ma poco propositivo. TISSONE 6.5 Primo tempo impeccabile, inevitabile calo nella ripresa. GUARENTE 6 Recupera diversi palloni. PADOIN 5.5 Non osa a sufficienza. MUSLIMOVIC( 12’ st) 5.5 Poco reattivo, ha un solo guizzo con cui spedisce la palla sul palo. DONI 6.5 E’ sempre nel cuore del gioco. FLOCCARI 6.5 Vivacissimo. Centra il palo, guadagna il ri­gore ed è sua la rete annullata. All.: DEL NERI 6.5 Nella ripresa la rende più offensiva, senza raccogliere ciò che merita. Arbitro. PIERPAOLI 5 Vede bene sul rigore, ma non è aiutato dagli assistenti sulla rete annullata (Toscano) e sull’angolo da cui scaturisce il 2-1 (Italiani).

 

IL SECOLO XIX - Genoa che Figueroa. Terza vittoria consecutiva dei rossoblù. Borriello replica a Doni. Lucho firma il gol partita nel finale. di Giovanni Ciolina. Possono giocare assieme. E segnare anche. Il Ferraris dopo Super Borriello abbraccia un altro idolo: Lucho Figueroa. Sono loro le firme che permettono al Grifone di piegare l’Atalanta in rimonta. E se l’ex milanista raggiunge quota 11 con il destro che raddrizza lo 0 1 di rigore di Doni, il sudamericano fa scoppiare di gioia il presidente Enrico Preziosi con la sua armamigliore: il colpo di testa. Coppola non sembra prontissimo,ma la deviazione dell’uomo di Rosario non lascia scampo e Marassi invoca il suo ome. «Lucho,Lucho» è un piacevole eco per le orecchie del popolo rossoblù. Lui, maglietta atalantina in spalla ringrazia e applaude. Da tanto tempo aspettava questomomento e il gol (inutile) al Siena era solo l’antipasto. Adesso può festeggiare. E con lui il Genoa che ipoteca con questi 3 punti la salvezza. Si potrà dire che Gasperini sia un allenatore fortunato e la gara di ieri lo può confermare, ma il tecnico rossoblù dimostra anche quell’umiltà che non trasforma in dogmi i suoi concetti calcistici e soprattutto legge la partita in maniera adeguata.«Il mio modo di giocare è assodato», puntualizza il tecnico genoano sulla convivenza di due attaccanti. Ma quanta sofferenza. Una passione che, a metà ripresa diventa terrore quando Doni trasforma il penalty assegnato e suggella una buona gara personale e di tutta la squadra. L’Atalanta esce dal Ferraris con un pugno di mosche e tanta rabbia per una sconfitta che ritiene immeritata. «Giornata più nera di così la terna non poteva imbroccare– è la contestazione di Delneri– l’unica cosa gusta che hanno fatto è la mia espulsione». L’onore delle armi è quantomeno doveroso per una squadra che gioca a viso aperto, colpisce tre legni (Floccari, Doni e Muslimovic), si vede annullato un gol di Floccariper fuorigioco che le immagini tv non chiariscono sullo 0 1 e butta in campo tutto l’orgoglio ferito da una settimana terribile. L’Atalanta si approccia alla gara con maggiore autorità e lo schieramento più coperto studiato da Del Neri mette in difficoltà il Grifone. Il tema è evidente. Gli ospiti proteggono le fasce e con Ferriera Pinto e Padoin riescono ad arginare le scorribande di Fabiano e Konko. Se l’ex vicentino si limita prevalentemente alla fase difensiva, il brasiliano riesce perfettamente ad abbinare le due fasi. I duelli fisici prendono il sopravvento, mentre per la tecnica l’Atalanta si affida all’estro dell’ex blucerchiato Cristiano Doni, tornato in campo dopo tre turni di squalifica. I piedi sono eccellenti, al pari dell’intelligenza tattica che lo spingono a muoversi a pendolo tra centrocampo e attacco, lasciando pochi punti di riferimento ai rossoblù. La chiomadel 72 in maglia bianca cerchiata di nerazzurro svolazza da destra a sinistra creando più di un problema. Per lui,GianPiero Gasperini non ha studiato accorgimenti particolari,ma quando entra in possesso di palla escono a turno su di lui Criscito (avvio con molti tocchi sbagliati) e Bovo, mentre De Rosa battaglia prevalentemente su Floccari. E permezz’ora Doni crea più di un grattacapo al Genoa. Sfiora il gol di testa al 2’, chiama Floccari alla battuta al volo in corsa che incoccia nel palo (6’) e poi si incarica personalmente di far ballare la trasversale di Rubinho con una pennellata di destro dal limite (26’). Sarà un caso, ma la prodezza di Doni dai 30 metri coincide con l’ultimo sussulto nerazzurro. Anche perché fino a quel momento il Genoa non riesce a uscire dalla propria retroguardia con palla al piede e le ripartenze sono affidate a lanci lunghi – e spesso imprecisi – dei difensori, ma ache del portiere rossoblù. In queste condizioni il centrocampo finisce per veder passare sopra le proprie teste il pallone senza riuscire a impostare, ma soprattutto spremendosi in un gioco di avanti e indietro che toglie energie e innervosisce. Il gioco bergamasco, però, è dispendioso e alla lunga Guarente e compagni devono tirare il fiato, con la conseguenza di allentare il pressing e lasciare maggiori margini al Grifone. I rossoblu lasciano quindi il volo radente e si lasciano andare a un paio di svolazzate ad ali ben distese dalle parti di Coppola. Borriello può, quindi, dedicarsi anche al suo lavoro preferito (diventare ansia per le difese avversarie), lasciando la guerra personale con Capelli per conquistare un pallone ad altri momenti. E si sa che quando il Genoa riesce a giocare sugli esterni e in velocità, il compito dell’avversario diventa arduo. Ne scaturiscono quindi le due occasioni rossoblù con una girata al volo di Bovo (38’) e l’anticipo provvidenziale di Coppola su Borriello (41’) con Omar Milanetto nel ruolo diperfetto direttore d’orchestra e rifinitore. La ripresa si presenta sulla stessa falsariga del finale di gara. C’è più Genoa che Atalanta ma, come aveva promesso alla vigilia il tecnico Del Neri, i bergamaschi vogliono onorare al meglio l’impegno e lottano su ogni pallone, barcollando però sotto i colpi di Beppe Sculli (7’ e 10’) che, non è al megliodella condizione e gioca congli antidolorifici. Coppola si supera. E Del Neri corre ai ripari o meglio toglie un esterno di centrocampo (Padoin) per una seconda punta. L’Atalanta si trasforma da un 4 4 1 1 in un 4 3 1 2. Risponde Gasperini che fa arretrare Fabiano a sinistra, Rossi scala a centrocampo e Konko si accentra: 4 4 2. Ma i fuochi hanno da venire. E una gara agonistica, ma non certo eccelsa si trasforma in un pericolo per i deboli di cuore. Nonostante le varianti tattiche è un rigore a smuovere le acque. Konko atterra ingenuamente Floccari (22’) e Doni fa esplodere di gioia lo spicchio di stadio destinato ai tifosi nerazzurri. E’ felicità destinata a durare poco. SuperMarco è in agguato.

IL SECOLO XIX - Figuerona "Dedicato ai tifosi". L’argentino: non sono al massimo Borriello: «Merito la Nazionale». di Marcello Zinola. Cumbia e sentimento nel ricordo del fratello Tincho, morto anni fa in un incidente stradale. E modestia. Cumbia come la musica che l’Argentina ha “cooptato” nella sua storia musicale arricchendola poi anche di connotazioni hip hop che tanto piace a Lucho. Con la benedizione di Tano De Rosa: «È stato eccezionale ». E l’eco di un’intervista pomeridiana a Marco Borriello: «la convocazione in Nazionale per l’amichevole con il Portogallo? Me la sarei meritata». Poche ore dopo l’undicesimo gol. Ma la scena è la sua, finalmente. Di Lucho Figueroa, “chiamato” dalla Nord ben prima del suo ingresso in campo. Un’ammonizione che non pesa per essersi tolto la maglia. La cocina dell’accento mescola lo spagnolo e l’italiano. «Oh sì, contento, molto contento per avere fato gol, finalmente un gol che serve al Genoa perché contro il Siena non era servito. Finalmente un gol importante davanti alla ”ghente” che mi ha voluto subito bene». UNA NNO E MEZZO e più, fermo a lavorare e a guardare gli altri che giocano. Come è la condizione oggi? «E non sono ancora bene anche se mi sento bene. A me va bene così, a me credo serva così “mess’ora”, un quarto d’ora, importante è giocare, e tornare del tutto quello che sono». Quanto manca a Figueroa per tornare il giocatore che segnava in nazionale? «Ancora un po’,ma è il mister che deve dire quando e come sarò pronto per tutta la partita. Ora è ancora difficile, perme, giocare tutte le partite intere; dopo i due infortuni l’importante è stato potere lavorare e avere chi ha creduto in me anche se ero rotto». Per l’argentino è il momento dei ringraziamenti. «Il Genoa, il fisioterapista, ilmedico, i compagni, il mister e la ”ghente”, che mi ha accolto bene quando sono arrivato e non potevo ancora giocare. Dedico questo gol a tutti loro, è incredibile questa ”ghente”, come mi è stata vicina senza chiedermi nulla, come si è ”portata” questa sera con me». Al gol ha mostrato la maglia per suo fratello. «Sì, c’è scritto per te, Tincho. Ho il suo tatuaggio su un braccio: la porto sempre quella maglia, è come averlo vicino». Un gol, un passaggio per il gol, il corner dal quale è scaturito il suo gol vittoria. Racconti la sua partita. «Ho dato il pallone subito a Marco e ha fatto gol. Poi quando ho visto la palla cadere ”lì” sono saltato e ho colpito, non molto forte,ma verso il palo dove il portiere non poteva arrivare». CON BORRIELLO andate a nozze. «Abbiamo giocato poco insieme, ma quando ci siamo ci troviamo. Il Genoa ha un gioco in cui io ancora c’entro poco a giocare insieme a Borriello,ma il mister non poteva, quando ero fermo, fare la squadra aspettando me. Se ci saranno le occasioni lo faremo ancora insieme. A me sta bene così, la mia condizione è ancora così, ”mess’ora” può servire in una partita. Loro sono una buona squadra, volevano vincere, noi abbiamo avuto ancheunpo’ di fortuna, ma abbiamo giocato sino alla fine e questo è importante. Il mio ruolo nel gruppo e nella squadra per ora è questo e va bene così, l’ho detto, due infortuni e tanto tempo fuori, l’importante è lavorare bene negli altri giorni». Questa sera quale disco ascolterà? «Cumbia», il ritmo che dà ritmo a Lucho Lucho, quello della Nord. Figueroa se ne va e Tano De Rosa lo ha appena benedetto. «E’ entrato e ha fatto grandi cose dopo tanta sfortuna vinta con la sua serietà e voglia di esserci. E’ stata una vittoria importante, non ci lamentiamo della fortuna, ma ce la siamo anche andati a cercare». Venticinque punti alla fine del girone di andata. «Facendo un bilancio complessivo, non abbiamo rubato nulla. Tre vittorie consecutive e la quota classifica ci consentono di lavorare senza la pressione del risultato ad ogni costo, di avere serenità e fiducia nei propri mezzi senza montarci la testa. A San Siro con il Milan delle stelle faremo la nostra partita. E la potremo preparare con serenità e serietà, come sempre». Rimbalza l’eco di un’intervista pomeridiana a Marco Borriello, undici gol, sul tema Nazionale. «Se fossi convocato per l’amichevole con il Portogallo? Penserei di averlo meritato e di non avere rubato nulla».Un altro timbro sul cartellino. Poi Donadoni deciderà

 

IL SECOLO XIX - Le pagelle. Figueroa Milanetto e Borriello sono stati i migliori in campo. Insicuro Rubinho. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 5,5 Al 27’ lo salva la traversa sulla punizione di Doni; prima aveva ringraziato il palo su Floccari e all’inizio la Dea Bendata sul colpo di testa diGuarente. Il guardalinee lo aiuta invece sul possibile raddoppio di Floccari. Indeciso anche sul colpo di testa di Doni, che devia appena e per fortuna del brasiliano, Muslimovic non ci arriva. Il quale poco dopo colpisce l’ennesimo palo.Di suo cimette poco, anzi trasmette un inusuale senso di insicurezza. BOVO 6,5 Il primo tiro verso Coppola porta la sua firma, al 15’ su calcio di punizione: centrale e facile per il portiere. Ritenta al 39’ con una girata al volo su scodellata in mezzo di Milanetto. Prende in consegna Doni quando l’ex blucerchiato avanza a darman forte a Floccari. Contribuisce pure alla fase offensiva, non solo su calci piazzati,ma salendo a sostegno dell’azione. Quando Delneri aumenta le bocche da fuoco per cercare di vincere la partita, si prende Muslimovic e poi Floccari. Ciò che non perde mai è la tramontana. DE ROSA 6,5 Al 6’ si fa anticipare da Floccari sul tocco sporco di Doni: l’attaccante –meteora rossoblù – timbra l’incrocio. Poi si rinfranca e riesce a fare la cosa giusta anche quando pressato e circondato da diversi avversari. Alla fine si stacca facendo in pratica il libero old style. Lo fa con esperienza e mestiere. CRISCITO 6 Inizialmente lo tradisce l’emozione del ritorno e si fa rubare palla da Ferreira Pinto: ne nasce un’azione chemette i brividi alla Nord. Si alterna con De Rosa su Floccari (poi su Muslimovic), e in marcatura ha poche sbavature. Come Bovo dall’altra parte, si presta ad aiutare i compagni davanti a lui. L’ammonizione rimediata gli farà saltare il Milan. Con l’uscita di Fabiano si allarga a sinistra.Meno sicuro comunque rispetto ai suoi standard. KONKO 6 Forse è la sua ultima sulla fascia, da vice Rossi per intendersi: con l’arrivo di Vanden Borre il suo futuro è in mezzo al campo, una posizione nella quale ultimamente dà il meglio. Tuttavia vince la sua battaglia con il pur pericoloso Padon, e copre bene tutta la fascia. Con l’ingresso di Muslimovic si porta su Doni. Poi commette un’ingenuità su Floccari che, lanciato a rete, gli prende il tempo: è il rigore dello 0 1. È l’unico errore,ma grave, del soldatino. MILANETTO 7 Inizialmente il Genoa non c’è con la testa; lui mantiene la mente fredda e invita platealmente i compagni a restare calmi. Infatti, quando nei primi 25’ la squadra va in barca, e sembra pure fare acqua, è lui che cambia la partita prendendo per mano i compagni e guidando la riscossa, con tanto di assedio sul finire di prima frazione. Sta più basso rispetto a Juric: è lui a guardareDoni quando rincula. Esce dopo aver dato di tutto e di più (37’ ST PARO NG: va a far legna in mezzo quando l’Atalanta sembra riprendere il pallino del gioco. Suo l’angolo per la rete di Figueroa). JURIC 6 Bastassero la volontà, la determinazione e il senso di posizione, giocherebbe in Champions League. Però imbrocca una serata nella quale – a dispetto dellemigliori intenzioni – spesso è confuso, e non gli riesce ciò che vorrebbe.Ha la scusante che non è facile giocare con quel fastidioso tutore alla mano che non aiuta l’equilibrio e la stabilità in corsa. Eppure non molla mai. FABIANO 6,5 Che la condizione non sia ancora ottimale non è un mistero. Poi il connazionale Ferreira Pinto lo schiaccia molto sulla difensiva. Al 34’ scarica il sinistro sugli sviluppi di un calcio d’angolo,ma in realtà spara addosso a Coppola che si ritrova il pallone fra le braccia.Nella ripresa cresce e cerca con maggior insistenza il fondo (31’ ST SANTOS NG: si piazza sulla torre Muslimovic, uno alto e rapido, che crea non pochi grattacapi). ROSSI 6 Capitano coraggioso e tuttofare, avanza nel tridente anche se è più pericoloso quando parte da lontano: si adatta all’emergenza in avanti. In realtà per istinto finisce per ripiegare molto, anche perché la squadra è in difficoltà: questo aiuta a dare equilibrio, tuttavia acuisce così la desolata solitudine di Borriello davanti. Quando entra Figueroa arretra stabilmente a centrocampo.Ha anche il merito di aver servito la palla del pareggio a Borriello. BORRIELLO 7 Maximiliano Pellegrino non sarà bravo quanto il fratello Mauricio (ex Valencia, Barcellona e Liverpool) ma è un tipo decisamente tosto: l’ex centrale del Velez Sarsfield è una granatiere difficile da superare.Non solo: davanti Marco è isolato come un atollo in mezzo almare; si batte spesso contro due avversari perché anche Capelli va in raddoppio. Al 42’ è bravo ad avventarsi sulla palla messa in mezzo da Milanetto,ma è prodigioso Coppola a chiudergli la porta in faccia. Finisce picchiato impunemente, anzi l’arbitro gli fischia contro. Eppure riesce ugualmente a timbrare il cartellino. SCULLI 5,5 Si batte con Rivalta prima e Belleri poi,ma si abbassa anche in aiuto alla squadra, specialmente nella zona di Tissone. Come per Rossi, tuttavia, il suo sacrificio lo paga anche Borriello che si ritrova solo contro tutti. Sull’invito di Fabiano al 6’ della ripresa, è bravo invece a impegnare Coppola che risponde alla grande. La replica poco dopo su deviazione aerea. Va a luci e ombre (25’ ST FIGUEROA 7,5: decisivo. Entra perdendo subito un pallone che Tissone trasforma in pericolo, poi si fa applaudire per un paio di colpi di testa, prima di lasciare il segno ancora in acrobazia. Mette la testa anche sul gol di Borriello (suo l’assist per Rossi). La Nord lo accoglie con un’ovazione, dopo il gol è già un beniamino dei tifosi. Per di più va pure a coprire e rubare palla: non solo uomo degli ultimi sedici metri,ma si batte come un leone). ATALANTA Coppola 7; Rivalta 6 (1’ st Belleri 6), Pellegrino 6,5, Capelli 6,5, Bellini 6,5; Ferreira Pinto 6, Tissone 6,5,Guarente 6,5, Padoin 6 (11’ stMuslimovic 6) ;Doni 6; Floccari 5,5. ARBITRO PIERPAOLI DI FIRENZE 5: ha un vezzoso fischietto giallo che ben si abbina al fregio sulle scarpe, però è anche di una fiscalità indisponente. Inciso: è l’arbitro della vittoria aNapoli, dove, però diede un rigore ai partenopei. Invece, giusto al 45’, Pellegrino fa allungare di unmetro la maglia di Borriello in area, e per lui è tutto buono. Eccessivo pure il cartellino – pesantissimo – per Criscito (era diffidato e salterà il Milan), come è esagerato quello per Borriello. Come se non bastasse, ha motivi per recriminare pure l’Atalanta

 

IL SECOLO XIX - Ma Gasperini non cambia idea «Borriello resta punta unica». Il tecnico attacca: «Hanno verniciato il prato: è uno uno dei peggiori d'Italia». Delneri furioso con l'arbitro Pierpaoli. di Giuliano Gnecco. Il tormentone è inevitabile: ma allora Borriello e Figueroa possono giocare insieme? Gian Piero Gasperini riflette una frazione di secondo, prende il respiro e poi replica: «Io ho il mio modo di giocare. Rispetto tutti e due i giocatori; che Figueroa possa essere determinante non ho dubbi, l'ho sempre detto e sono felice per l'affetto che la gente ha per lui. Borriello si sta valorizzando molto, non posso spostarlo. Noi abbiamo due punte centrali, altri ne hanno anche cinque e tengono in panchina nazionali. Vedo che agli allenatori del Genoa, non solo a me, c'è sempre voglia di insegnare; questo mi dispiace e mi dà anche un po' fastidio». Tradotto: questa partita non cambia niente. Nel senso che per un giocatore - per quanto bravo - non intende cambiare un impianto di gioco che ha portato bel calcio e pure risultati. Borriello e Figueroa di nuovo insieme? Certo, ma a partita in corso e quando le circostanze lo richiederanno. «Io la penso così, quando non vado più bene si può anche cambiare», rincara il tecnico. È di umore nero anche Gigi Delneri, che non trattiene l'ira funesta: «Questa sera l'Atalanta ha vinto. Ci hanno privato del successo. Non parlo del Genoa, che ha fatto la sua partita, è una buona squadra e farà un campionato importante. Dico solo che, nonostante i tre pali, avremmo vinto 2-0 senza gli errori dell'arbitro. Non dico nulla di male: come sbagliamo noi, possono sbagliare gli arbitri. Però il gol di Floccari era regolare, e quello di Figueroa è nato da un angolo che non c'era. Siamo uomini e dobbiamo dare l'esempio: l'unica cosa giusta l'ha fatta mandando fuori me». Poi assicura: «A fine partita, uscendo, Figueroa mi ha confessato che l'angolo del 2-1 non c'era perché l'ha toccata lui». Gasperini non cade in polemiche ed è onesto: «È stata una partita bella, intensa, con una squadra attrezzata che è sempre stata fisicamente e tecnicamente superiore a noi. Abbiamo avuto una splendida reazione; non abbiamo mai mollato, abbiamo aggredito ottenendo un risultato importante. Talvolta abbiamo raccolto meno di quanto seminato, stavolta non ho difficoltà a dire che capisco il rammarico dell'Atalanta, anche se non abbiamo rubato nulla. Nel secondo tempo siamo migliorati, siamo andati sotto nel nostro momento migliore, poi ci abbiamo messo cuore e tecnica, oltre a un pizzico di fortuna. Anche in difficoltà, se possibile, cerchiamo sempre il colpo». Comunque sia, il Grifone gira a 25 punti: «Un risultato sicuramente oltre le aspettative, è un bel lottare. Salvi? No, ho sempre detto che se avessimo girato a 25 il girone di andata sarebbe diventato da buono a eccellente». Unico neo in una splendida serata, il fondo del Ferraris: «Il terreno di gioco è vergognosamente verniciato, siamo usciti con le scarpe verdi - tuona Gasperini -È la prima volta che mi capita, anzi era successo a Catania. Bisogna dirlo: ricordo che questo è sempre stato uno degli stadi migliori d'Italia, oggi è invece forse il peggiore d'Italia. Non lo dico per accampare scuse: abbiamo vinto. Peròè difficile giocare e avere qualità su questo campo».

IL SECOLO XIX - Preziosi: «Abbiamo vinto una partita made in Genoa». Il numero uno rossoblù sorride: «Un campionato al di sopra delle attese. Ma stiamo con i piedi per terra, è solo finita l'andata». di Marcello Zinola. «Chi contesta Gasperini parla del nulla». Enrico Preziosi risponde a chi gli sottolinea i mugugni di parte della tribuna per il "ritardo" dell'ingresso in campo di Figueroa: «Al momento lui è da gestire così? spiega - e Gasperini sa cosa fare. I risultati anche quando si soffre, ma alla fine si merita, danno ragione. E Figueroa è un premio: per se stesso che ha saputo soffrire e lavorare e per noi che abbiamo fatto la nostra parte. A volte si sottovalutano, anche nel calcio, aspetti morali e umani senza i quali non si va da nessuna parte. E in questo caso sono stati valori fondamentali, per tutti». Soddisfatto con un sorriso che negli anni Settanta all'esordio degli schermi cinematografici più moderni, si sarebbe definito panoramico. Come quando, vicino all'avvocato Maurizio Mascia ha dato il cinque al legale al polso del quale pendeva un significativo ciondolino con cornetto portafortuna. Figueroa Borriello potrebbero essere una coppia fissa per il futuro? «Ripeto, chi discute di questo rispetto a Gasperini, discute del nulla. Figueroa è sulla via del completo recupero, non mettiamo contestazioni o umori strani in campo. Meglio, gli umori lasciamoli ad altri. Io ho sofferto e poi mi sono anche divertito, se gira bene per il Genoa non c'è da lamentarsi visto che gli argentini ci hanno messo tra le squadre più sfortunate». E ammette che ha avuto paura di perdere la partita. «Sì, nella prima mezz'ora, perché noi siamo partiti soffrendo, loro hanno avuto un paio di grandi occasioni. Poi siamo venuti fuori, nel finale del primo tempo e nella ripresa è stata vinta una partita made in Genoa, con fisicità, grinta, determinazione, un po' di fortuna che non guasta mai. Mi spiace che Delneri si lamenti, anche noi abbiamo avuto in altre occasioni situazioni sfavorevoli, ma alla fine poi se ci si crede?». Una vittoria della "convinzione". «E' questa una delle nostre armi migliori. Oltre al gioco che anche stasera, seppur soffrendo contro una squadra che non è certo l'ultima della serie e che ha buoni valori, è alla fine emerso. Poi ci sono partite in cui puoi esprimerti al meglio, per tutti i 90'. Altre in cui ci si riesce di meno, ma teniamo sempre conto che abbiamo di fronte un'altra squadra». Vanden Borre sarà un valore aggiunto ulteriore. «Lo abbiamo valutato, quindi preso perché pensiamo che possa darci ulteriore peso a centrocampo e nella fase difensiva anche con la sua fisicità. Ma diamogli anche il tempo di adattarsi al nostro gioco». Girate a 25 punti, una quota forse insperata? «Certamente. E' un punteggio importante, rispetto ad altre concorrenti (il sorriso accompagna la considerazione rispetto alla domanda sul possibile sorpasso in "quota", stasera, della Samp, ndr), soprattutto a chi si trova a lottare per la salvezza. Ma stiamo con i piedi per terra, pur consci dei nostri valori, perchéè solo finito il girone di andata. A Milano giocheremo da Genoa, onorando calcio e maglia, senza drammatizzazioni di sorta, dentro e fuori dal campo». I tifosi dicono di avere finalmente un presidente che non ha i "ricci di castagna" in tasca, perché investe e spende. «Non ho ricci e nemmeno "vipere". Abbiamo un progetto, di società e di squadra con Gasperini; dico sempre che il mercato è chiuso solo il 31 gennaio; se ci sarà l'opportunità, seria e reale, di fare qualche altra operazione che ci può rafforzare, la valuteremo». Sorride Preziosi.

 

LA REPUBBLICA - Figueroa porta in alto il Genoa. Il Grifone si impone in una partita che ha rischiato di perdere con la rete finale dell´attaccante dopo il pareggio di Borriello Per l´Atalanta tre pali e un gol negato, decisivo l´argentino. di Gessi Adamoli. Per la rivista argentina El Grafico il Genoa la terza squadra più jellata del mondo (al primo posto il Torino e al secondo il Racing Avellaneda). Ma, a quanto pare, ultimamente il vecchio Grifone sta provando a rifarsi da 115 anni di sfiga. Così domenica scorsa ha espugnato l´Olimpico grazie ad un rigore che in precedenza gli sarebbe solo stato fischiato contro e ieri ha vinto una partita che se avesse pareggiato si poteva già dire soddisfatto con l´Atalanta che ha colpito tre pali e si è visto annullare il gol del 2-0. Ma oltre a tre punti importantissimi, che permettono di affrontare con grande serenità non solo la prossima trasferta di San Siro ma anche tutto il girone di ritorno (basteranno 15 punti, ma forse anche meno, per centrare il traguardo della salvezza), ieri sera a Marassi il Genoa si è ritrovato con una coppia di bomber da altissima serie A. È stato il tandem coppia Borriello-Figueroa a trascinare il Genoa alla rimonta ed è stato proprio Lucho, entrato in campo al 25´ della ripresa, quando ormai non c´era più niente da difendere ad essere decisivo con l´assist per il pareggio di Borriello e con un gol, a cinque minuti dalla fine, che ha scatenato l´entusiasmo di una tifoseria che l´avrebbe voluto in campo già da prima. Ma Gasperini l´ha centellinato abilmente e Figueroa, che fisicamente non è ancora al massimo, ha sfruttato come solo un giocatore di grande talento sa fare quei 20 minuti che il tecnico gli aveva messo a disposizione. «L´ingresso di Figueroa ha cambiato il volto alla partita - ha commentato il presidente Preziosi - Però siamo completamente fuori strada se pensiamo di condizionare le decisioni di Gasperini. Il nostro allenatore sta facendo un grande lavoro come i risultati stanno confermando». Senza Leon il 3-4-3 iniziale di Gasperini prevedeva Rossi sulla linea degli attaccanti, ma il Genoa ha subìto sin dall´inizio le iniziative dell´Atalanta. Dopo solo 1´ Doni di testa, dal limite dell´area piccola, ha mandato di testa alto, al 5´ l´ex Floccari (era stato una scoperta di Dalla Costa) ha colpito il primo dei tre pali atalantini e al 28´ Doni su punizione ha centrato la traversa. Il Genoa ha provato comunque a sviluppare il suo gioco abituale, quello che prevede che la manovra inizia da dietro con i difensori senza buttare via la palla. Ma per lunghi tratti del primo tempo quella del Genoa è sembrata più partita di tamburello con la palla che non riusciva ad essere addomesticata e messa a terra. Colpa forse anche delle pessime condizioni del terreno, come ha giustamente tuonato Gasperini: «Ed è una vergogna che sia stato pitturato di verde per farlo sembrare meno disastrato». Il Genoa ha iniziato il secondo tempo con un altro piglio, ma proprio nel suo periodo migliore ha finito per trovarsi in svantaggio. Bovo è uscito a caccia del pallone lasciando sguarnita la zona destra della difesa genoana nella quale si infilato Floccari, rincorso da Konko che l´ha raggiunto in area dove però ingenuamente ha tentato l´intervento in scivolata. Dopo il rigore trasformato da Doni, Gasperini ha tentato la carta Figueroa passando al 4- 4-2. Ma Lucho era in campo da appena un minuto quando Floccari da pochi passi ha corretto in rete l´assist di testa di Pellegrino. Il guardalinee Toscano è stato però bravissimo a pizzicarlo in fuorigioco, anche se di pochi centimetri. Il pareggio di Borriello arriva al 29´, su assist di testa di Figueroa, poi al 40´ viene giù Marassi quando Lucho va a segno di testa su corner di Paro. E prima della fine l´Atalanta colpisce anche un terzo palo con Muslimovic di testa. «Per 24 ore siamo davanti alla Sampdoria», esulta alla fine il vicepresidente Pastorello, solitamente estremamente pacato. E, intanto, il Genoa pensando al futuro ha fatto arrivare dal Paraguay un talento di 17 anni, si chiama Torres e giocava nel Nacional di Assuncion.

LA REPUBBLICA - Le pagelle. Solo Sculli finisce sotto la sufficienza. Rubinho 6: non sicurissimo, è un momento un po´ così. Sull´1-1 respinge una palla proprio dove c´è Doni che però manca la deviazione. Bovo 6: in occasione del rigore sbaglia ad uscire per cercare la palla perché lascia a Floccari lo spazio dove infilarsi e puntare verso l´area. De Rosa 6,5: tra i difensori è il più attento, sicuramente quello che sbaglia meno. Criscito 6: la sua partita inizia con una eccesso di confidenza che il Genoa rischia di pagare caro. Però si riprende, ammonito per l´unico fallo commesso dovrà saltare la sfida con il Milan. Konko 6: meno brillante del solito, prova a recuperare su Floccari ma quando in area si va in scivolata il rischio è che ci scappi il rigore. Milanetto 6: sa distribuire il gioco ma va piano. Dal 36´ st Paro sv: entra e dalla bandierina del corner pennella per la testa di Figueroa. Juric 6: stoico, in campo anche con un dito rotto. Fabiano 6: un brasiliano che si accontenta di fare il compitino. Dal 31´ st Santos sv. Rossi 6,5: prova a fare la punta, ma il meglio lo dà quando parte da dietro. Borriello 7: è un bomber di razza, capitalizza al meglio l´unica palla gol che gli viene offerta. Sculli 5,5: copre ma non incide, gli va data l´attenuante di non essere al top fisicamente. Dal 25´ st Figueroa 7: è l´uomo della provvidenza, un gol e un assist.

 

LA REPUBBLICA - Il bomber sceglie il profilo basso: "Poco in campo? Giusto così, non sono ancora al massimo" di Luca Palmieri. Questa volta la sua rete vale tre punti. E il sorriso triste di Lucho Figueroa si illumina come non mai. Dopo tanti problemi, il primo pensiero del centravanti argentino è per il fratello Tincho, scomparso qualche anno fa in un incidente stradale. Le dita e lo sguardo rivolto verso il cielo, una maglietta a lui dedicata, perché Lucho non l´ha mai dimenticato. Come non ha mai dimenticato cosa vuole dire la sofferenza e per questo, nel momento più bello della sua esperienza italiana, Figueroa preferisce volare basso. «Una grande soddisfazione - dice - perché la mia rete ha permesso alla squadra di vincere. Sono contento di come stanno andando le cose, anche se sono ancora lontano dal giocatore che ero prima dell´infortunio. Quanto? Difficile dirlo. Il mio compito è lavorare sempre al massimo, cercare di impegnarmi e ritagliarmi uno spazio importante in questa squadra». Chi si aspetta polemiche ha sbagliato strada, o quantomeno personaggio. «In questo momento mi va bene giocare venti, trenta minuti. Non sono ancora nella miglior condizione e in questo modo la sto trovando, passo dopo passo. Quando vengo chiamato in causa cerco sempre di dare il massimo e contro l´Atalanta è andata proprio bene, l´assist per il pareggio ed il gol partita. Spero di ripagare tutti per l´affetto e la fiducia che ho avuto dal primo giorno che sono a Genova». Se insomma in tanti sognano dal primo minuto la coppia Figueroa-Borriello, l´argentino preferisce pensare ad altro. «Con Marco l´intesa in campo è stata perfetta. Ci siamo trovati a meraviglia. L´allenatore ha un suo sistema di gioco ma ha sempre avuto grande fiducia in me, incoraggiandomi ed aiutandomi dal primo giorno». Gasperini in settimana aveva immaginato un Figueroa protagonista a gara in corso. Così è stato anche se il suo ingresso è stato ritenuto troppo tardivo da parte della platea. «Ma criticare il nostro allenatore - dice Preziosi - non esiste proprio. Perché le scelte sono sue, così come i cambi. E quello di Figueroa si è rivelato decisivo». Non cambierà idee il tecnico, perché il suo modulo, a parte la condizione di Lucho, non prevede due punte centrali. «Figueroa è stato determinante - afferma il tecnico - ma io non ho avuto mai dubbi sulle sue qualità. Piuttosto ho un certo modo di intendere il calcio e penso che le cose finora siano andate bene così. Quando non andranno più bene, si potrà anche cambiare. Noi abbiamo due punte centrali, altri ne hanno cinque e ne impiegano una sola: questo è il calcio di oggi. Ma con l´allenatore del Genoa ci si comporta in modo diverso, sembra che gli voglia sempre insegnare qualcosa». Sulla partita invece Gasperini non ha dubbi: «Un pizzico di fortuna non lo si può negare, ma abbiamo avuto il merito di mollare mai, di crederci fino in fondo ed alla fine siamo stati premiati. Il gol annullato all´Atalanta? Mi pare che il guardalinee abbia più di un margine di ragione». Dure critiche invece al manto erboso: «È ben peggio di quanto sembra in apparenza. È infatti tutto riverniciato, tanto che quando torniamo a casa abbiamo le scarpe tutte tinte di verde. Una cosa simile mi era successa solamente a Catania».

 

IL GIORNALE - «Siamo stati fortunati ma non abbiamo rubato». di Emmanuele Gerboni. È felice il presidente rossoblu Enrico Preziosi: «Ho visto una squadra che voleva ribaltare il risultato, mi sono divertito e davvero molto contento per i 25 punti che abbiamo ottenuto. È un cammino che va oltre le nostre aspettative, questa classifica ci fa ben sperare per il futuro». Applausi anche a Lucho Figueroa: «Sono molto contento per lui, da quando è entrato ha cambiato la partita: ha fatto davvero un’ottima partita». C’è grande soddisfazione per questo successo, Preziosi spiega ancora: «Vincere così è troppo bello, l’ Atalanta ci ha messo in difficoltà ma nel secondo tempo, rigore a parte, non ci hanno più impensierito». Adesso, si punta verso Milano, per cercare la missione impossibile contro i rossoneri di Carlo Ancelotti: «Andremo a San Siro con lo spirito di sempre, sappiamo che i valori sono completamente diversi ma l’importante in certe partite uscire a testa alta: proveremo a giocarci la nostra partita senza troppi pensieri». Sul mercato lascia una porta aperta: «Non escludo niente, il fatto di essere in serie A dopo tanto tempo mi fa venire voglia di fare qualcosa di grande». Gian Piero Gasperini confessa che l’ Atalanta è stata superiore nel primo tempo ma ha applaudito la grande voglia dei suoi ragazzi: »Fortunati? Sì, anche, ma non abbiamo certo rubato la vittoria». Sulla possibilità che Figueroa e Borriello possano giocare insieme, il mister, poi, ha risposto così: «L’argentino è stato determinante, non ho mai avuto dubbi sulle sue qualità. Io, però, ho il mio modo di giocare e Borriello sta prendendo una quotazione incredibile, non me la sento proprio di cambiargli il ruolo. Un giudizio sul terreno di gioco? È vergognosamente verniciato, le scarpe sono colorate di verde: penso abbia il fondo più brutto di tutta Italia». Grande protagonista è stato l’argentino Lucho Figueroa che ha messo lo zampino nella rete del pareggio, prima di realizzare il sigillo del sorpasso: «Con Borriello l’intesa è stata perfetta, sono davvero molto contento. E bellissimo aver ripagato l’affetto di questi straordinari tifosi con il gol che ha regalato i tre punti. La mia condizione? Non è facile riprendersi dopo due infortuni, ma adesso mi sento molto meglio e piano piano sto riprendendo la condizione ottimale». Non ha parlato Marco Borriello ma in mattinata però intervenuto a Radio Italia per raccontare la vigilia della partita aveva confessato il suo sogno: «La convocazione azzurra per al prossima amichevole? Visto il mio momento, potrei dire che in caso chiamata non avrei rubato nulla». A maggior ragione dopo l’undicesimo gol.

 

     

 

 

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