STAGIONE 2006/07

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Reti: 03' Leon, 37' Di Vaio, 42' Gasparetto

Genoa: Rubinho, Bega, Stellini, Criscito (79' Masiello) Rossi, Juric, Milanetto, Fabiano, Leon (55' Botta), Gasparetto, Di Vaio (76' Galeoto). All: Gasperini. (Scarpi, Coppola, Carobbio, Greco).

Bologna: Antonioli, Brioschi (46' Morosini), Terzi, Castellini, Smit, Filippini, Daino, Amoroso, Meghni, Marazzina (86' Zauli), Fantini (64' Cipriani). Allenatore: Ulivieri. (Colombo, Costa, Manfredini, Olive).

Arbitro: Trefoloni di Siena. Spettatori: 20.651

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Il Grifone, a dir poco spietato nel primo tempo, mette quasi fuori dalla lotta per la seconda piazza il malcapitato Bologna che ora si trova a 8 lunghezze dai rossoblù liguri. Per la storica partita che rievoca allori passati entrambe le formazioni devono rinunciare a pedine importanti. Gasperini si ritrova in emergenza attacco, oltre al speriamo ancora per poco squalificato Sculli mancano Adailton per il grave incidente di Spezia, De Rosa forse pronto al rientro con la Juve e Greco infortunato alla spalla che comunque si siede in panchina.  Dall' altra parte anche Ulivieri è in emergenza, ai felsinei, che sono quasi un ricovero per quei fenomeni che hanno vestito in tempi recenti la maglia a strisce Sambasahariana (Antonioli, Castellini, Marazzina, Cipriani, Zauli, Bellucci) mancano Danilevicius, Nervo, Mingazzini e Bellucci. La partita ha praticamente lo svolgimento contrario di quello dell' andata, il Genoa passa in vantaggio e aspetta il Bologna che manovra ma non riesce mai ad impensierire la porta dei Genoani che con ripartenze micidiali fulminano, per altre due volte, l'ex Sambasahariano Antonioli con buona pace per la palla del buon Sirianni che ceffa clamorosamente il pronostico. Il Grifone inizia attaccando sotto la Nord. 03' Minuto, Di Vaio scatta sulla destra e con un pallonetto supera un avversario entrando in area. Quasi sul fondo rientra facendo fuori un secondo Bolognese e mette la palla sul dischetto del rigore dove Leon con un forte tiro fa secco per la prima volta il povero Antonioli. 06' Non si fa attendere la risposta bolognese, parte un tiro dai 30 metri di Castellini che termina di poco sul fondo alla sinistra di Rubinho. 08' Azione manovrata Leon, Di Vaio, Juric. Sul traversone l'estremo avversario deve uscire e abbrancare la palla per anticipare un genoano. 15' Sulla sinistra Amoroso tenta il cross, Stellini a due metri respinge la palla tra petto, ascella o braccio e i felsinei reclamano il rigore. 17' Di Vaio supera due avversari e serve Leon il cui forte tiro viene ribattuto da Daino in calcio d'angolo. 22' Filippini commette l'ennesimo fallo, trattenuta a Milanetto e prima ammonizione della gara. 24' Angolo per gli emiliani. Sulla battuta la palla viene messa all' indietro da un bolognese per Smit che da fuori area spara a rete colpendo Marazzina che manda la sfera sul fondo. 27' Milanetto serve Rossi che s'accentra e fa filtrare centralmente per Di Vaio che viene anticipato dal portiere che sparacchia via coi piedi. 32' Traversone dalla destra, Bega al centro ceffa la rovesciata e sul palo lontano Fantini di testa devia a rete trovando Rubinho pronto alla respinta in tuffo. 34' Fallo netto su Leon che l'arbitro non sanziona, ne approfitta Marazzina che in area si vede portar via la sfera da Stellini in perfetto recupero. 37' Avanzata sulla destra di Leon che scambia con Rossi che gli ritorna la palla. L'Honduregno crossa in area dove Di Vaio contrastato da un difensore salta in aria e gira di testa alla sinistra del portiere che rimane di sasso. 39' Punizione dalla 3/4. Il traversone di Juric finisce in area dove Gasparetto viene palesemente agguantato per la maglia ma Trefoloni lascia proseguire. 42' Stesso copione ma questa volta dalla sinistra. Fabiano effettua il traversone in area dove Gasparetto di testa anticipa Castellini spedendo la palla ancora sulla destra di Antonioli che si prodiga in un inutile e disperato tuffo. 43' Il Genoa è incontenibile, Leon mette in area per Rossi che termina a terra ma per l'arbitro non ci sono gli estremi del rigore. 44' Traversone di Amoroso, Fantini di testa mette la sfera per Marazzina che segna ma il gioco è già fermo e la rete annullata per netto fuorigioco del felsineo. Il Bologna frastornato dalle 3 pappine rifilategli dal Grifone cerca ripari, nell' intervallo Ulivieri decide di sostituisce Brioschi con Morosini. 47' Fantini serve proprio il nuovo entrato che fa partire la botta verso la porta rossoblu. Il tiro è troppo centrale e Rubinho agguanta la palla senza problemi. 52' Di Vaio recupera palla e riparte, sfera a Gasparetto che calcia malamente senza insidiare la porta felsinea. 54' Prolungata azione di Gasparetto che poi serve Leon che calcia altissimo. 55' Prima sostituzione Genoana, esce tra il tripudio proprio Leon ed entra il grande Botta. 61' Doppio fallo su Botta ma solo il secondo viene sanzionato. Sulla sfera Milanetto il cui tiro in porta sorvola abbondantemente la traversa. 62' Altra sostituzione, Ulivieri manda in campo una punta come è l'ex Sambasahariano Cipriani per Fantini. 69' Avanzata bolognese, palla filtrante sulla destra che trova impreparata la difesa genoana. Marazzina solo davanti a Rubinho cerca di piazzare la sfera rasoterra sul palo lontano ma il portierone Rossoblù si distende e respinge. Meghni è sulla palla ma s'addormenta e Bega s'inserisce portandogliela via. 75' Brutta cosa per il Grifo, fallo con battibecco tra Milanetto e Castellini e ammonizione per il genoano che diffidato salterà la gara col Vicenza. 76' Meritata vetrina per Di Vaio che lascia il posto a Galeoto. 78' Fallo di mano di Meghni che viene ammonito. 79' Criscito leggermente infortunato lascia la gara per far posto a Masiello. 81' Lancio di Galeoto sul quale interviene in spaccata al volo Botta che indirizza in porta ma Castellini rinvia la sfera. 85' Azione in velocità, Milanetto per Gasparetto che mette a destra per Rossi che spara in Gradinata. 86' Ultimo cambio, Marazzina grande protagonista col Napoli con 2 reti e un palo lascia il posto a Zauli. 89' Il nuovo entrato Zauli si mette subito in mostra beccandosi il cartellino giallo. Il Genoa ora è a 5 lunghezze dal Napoli che deve giocare la sua partita casalinga col Pescara.

 

TUTTOSPORT - Genoa, 45 minuti da serie A. Bologna travolto nell’anticipo, i liguri danno spettacolo e allungano in classifica. Leon, Di Vaio e Gasparetto a segno nel primo tempo. Ulivieri di nuovo a rischio. Vale l’effetto Marassi: 6 vittorie su 6 nel 2007. Gli emiliani protestano per un rigore negato sull’1-0, Cazzola lascia la tribuna al 23’ st: Baldini o Cecconi per la panchina. di Giovanni Tosco. Genova. Di fronte a un Genoa così straripante, non c’è scaramanzia che tenga. E Marassi, per la prima volta in questa stagione, pronuncia la parola proibita: serie A. Lo urla la Nord al termine di una partita in cui la squadra di Gian Piero Gasperini ha confermato di avere una marcia in più rispetto alle concorrenti per l’altro posto disponibile per la promozione diretta. Il Bologna crolla sotto i colpi del tridente magico: Leon, Di Vaio e Gasparetto firmano la condanna degli emiliani e forse di Renzo Ulivieri, la cui panchina, già poco salda, diventa più che traballante dopo il micidiale uno-due subito contro Napoli e Genoa. Emblematico, al proposito, il modo teatrale con cui Alfredo Cazzola ha lasciato la tribuna al 23’ della ripresa: la consapevolezza che il distacco dai liguri è diventato incolmabile e che, di questo passo, i playoff sono decisamente a rischio potrebbero indurre il presidente del Bologna a sostituire il tecnico con il vice, Luca Cecconi (per poi ricominciare da zero nella prossima stagione), o addirittura ad avviare un’immediata rivoluzione con un nuovo allenatore (circola il nome di Silvio Baldini). Gli errori della retroguardia emiliana sono stati decisivi su tutti e tre i gol, però la superiorità del Genoa è stata schiacciante. La squadra di Gasperini gioca un calcio spettacolare come all’inizio del campionato, ma adesso è cresciuta enormemente nella fase difensiva: e quando gli avversari si rendono pericolosi, ci pensa Rubinho, ieri perfetto sul colpo di testa ravvicinato di Fantini (33’ pt) e sulla conclusione a tu per tu di Marazzina (25’ st). Ulivieri ha provato a inventarsi Daino centrale davanti alla difesa per limitare i tagli di Leon e Di Vaio, ma la mossa non è servita di fronte alla netta superiorità degli attaccanti genoani (« Si stanno confermando il valore aggiunto che speravamo », ha commentato Enrico Preziosi, euforico): e modesta attenuante è l’assenza del bomber Bellucci ( oltre che di Danilevicius, Nervo e Mingazzini) perché dall’altra parte mancavano elementi fondamentali come Adailton e De Rosa. E dunque, una volta di più, si conferma l’importanza di un organico ampio e di qualità come quello di cui può disporre Gasperini, ancora una volta bravissimo nella preparazione tattica della partita. L’effetto Marassi è stato confermato: nel 2007, sei partite casalinghe e altrettanti successi per il Genoa, che ha trovato la strada spianata dal gol segnato con un potente destro da Leon al 4’ su invito di Di Vaio, abile a liberarsi, sulla sinistra, di Terzi e Daino e mettere al centro una palla deliziosa. L’honduregno ha ricambiato il favore al 37’, con un cross pennellato dalla destra: Di Vaio è salito più in alto di Brioschi e di testa ha realizzato il primo gol davanti ai tifosi rossoblù. In mezzo, il Bologna s’era lamentato per un traversone di Amoroso fermato col braccio di Stellini (16’): forse era rigore, ma è poco più d’una annotazione di fronte alla differenza di valori vista in campo e certificata al 42’ dal 3- 0 realizzato di testa da Gasparetto ad anticipare Castellini.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE - Milanetto, lucida regia. Genoa. Rubinho 7: decisivo sulle conclusioni di Fantini e Marazzina. Bega 6.5: una lieva incertezza, però poi sontuoso negli anticipi. Stellini 6.5: rischia di provocare un rigore, ma per il resto sostituisce De Rosa con efficacia. Criscito 7: preciso e pulito in ogni intervento. Masiello (35’ st) ng. Rossi 7: spinge e copre con continuità. Milanetto 7: detta i tempi della manovra con lucidità. Ammonito, sarà squalificato. Juric 6.5: preferito a Coppola, recupera un mare di palloni. Fabiano 6.5: inizialmente in difficoltà nella fase difensiva, cresce fino al cross per il 3-0. Leon 7.5: apre le marcature (terzo gol col Genoa), serve a Di Vaio il 2-0 ed è costante minaccia. Botta (11’ st) 6.5: subito nel match. Gasparetto 7.5: lavoratore instancabile, con uno splendido anticipo di testa su Castellini segna il 3-0, quarto gol stagionale. Di Vaio 8: “inventa” l’1-0 e sale in cielo per il raddoppio che gli consente di festeggiare la prima rete a Marassi, la quinta in rossoblù. Galeoto (31’ st) ng. All. Gasperini 8: conferma la squadra di La Spezia e coglie la quarta vittoria consecutiva con un Genoa bello e concreto. Bologna. Antonioli 6: incolpevole sui gol. Brioschi 5: soffre Di Vaio, sovrastato sul 2-0. Morosini (1’ st) 5.5: prova a dare peso al centrocampo, entra quando il destino è già scritto. Terzi 4.5: “uccellato” da Di Vaio nell’azione del primo gol, non si riprende. Castellini 5.5: bruciato da Gasparetto nell’episodio del 3-0. Smit 5: patisce la rapidità di Leon, che lascia tutto solo in mezzo all’area sulla rete dell’1-0. Daino 5.5: schierato a protezione della difesa, fatica. Nella ripresa Ulivieri lo riporta sulla linea difensiva, dove ovviamente è meno spaesato. Filippini 6: è il più tonico del Bologna, nonostante un’ammonizione rimediata dopo 20 minuti. Amoroso 5.5: sovrastato dai centrocampisti genoani. Ha un bel guizzo al 16’ pt: sul suo traversone Stellini tocca col braccio ma l’arbitro opta per l’involontarietà. Meghni 5.5: convincente in avvio, viene poi messo in condizione di non nuocere. Marazzina 5: controllato con bravura da Stellini. Segna in fuorigioco al 45’ pt: nella ripresa sciupa una ghiotta occasione solo davanti a Rubinho. Zauli (41’ st) ng. Fantini 5.5: lotta in maniera caparbia senza però riuscire a incidere. Cipriani (20’ st) ng. All. Ulivieri 5: non convince la mossa di Daino in mezzo. Il tanto possesso palla produce poco: e gli errori della difesa vanificano anche quel poco. Arbitro. Trefoloni 6: il sostituto del sospeso Bertini non punisce col rigore un tocco col braccio di Stellini (si era sull’1-0, poteva essere rigore). Per il resto, dirige bene.

 

CORRIERE DELLO SPORT - Leon - Di Vaio - Gasparetto: Bologna ko. Il Genoa non fa sconti. Ulivieri di nuovo a rischio. di Claudio Beneforti. GENOVA - Di fronte a un grande Genoa, che ora può credere sempre più nella serie A, il Bologna ha dato praticamente l’addio alla promozione diretta e se non si rimetterà in riga dietro entro tempi brevi, difficilmente entrerà (almeno) nei playoff. Perché come era accaduto venerdì passato contro il Napoli, i difensori sono crollati al primo soffio di vento, gol di Leon, e poi sempre nell’ultima fetta della prima parte si sono fatti superare due volte di testa prima da Di Vaio e poi da Gasparetto su altri due palloni che non sembravano impossibili da addomesticare. A partita chiusa, il Bologna ha provato a rivedere un po’ la luce, ma è stata una fatica sprecata. Dovendo rinunciare di nuovo a Mingazzini (oltre a Bellucci, Danilevicius e Nervo) Ulivieri aveva deciso di piazzare Daino davanti alla difesa per opporsi ai tagli di Leon e Di Vaio, ma è successo che al minuto 4 Leon ha portato in vantaggio il Genoa più per gli errori dei difensori del Bologna che per i meriti degli attaccanti di casa. Badate bene, non è che il Bologna abbia mollato, anzi, c’è da dire che ha cominciato a costruire gioco di buona qualità ma mai è riuscito a rendersi veramente pericoloso. Al 16’ Trefoloni non ha considerato da rigore (e lo era, eccome se lo era) un fallo di mano di Stellini su cross di Amoroso e da questo scampato pericolo il Genoa ha ripreso a contrattaccare. Il Genoa ha confezionato ripartenze spettacolari, fatte anche di tagli e di sovrapposizioni, con Milanetto sempre bravo a dirigere le operazioni, con Leon e Di Vaio capaci sempre di creare la superiorità numerica sui lati e con Gasparetto efficace nelle sponde. Dopo aver detto che il Bologna ha risposto colpo su colpo, costringendo Rubinho a confezionare una paratona su un colpo di testa di Fantini, la difesa di Ulivieri è tornata a essere addirittura imbarazzante in elevazione. Cosa è accaduto? Nell’area di Antonioli sono piovuti due pal­loni, sul primo Di Vaio ha sovrastato di testa Brioschi, firmando il 2-0, sul secondo Gasparetto ha anticipato (sempre di testa) Castellini, firmando il 3-0 e chiudendo la partita. La morale è una: non è possibile che nelle ultime due partite appena è arrivata una palla nell’area del Bologna, gli altri abbiano fatto ben 6 gol. Nella ripresa, con Morosini al posto di Brioschi e poi con Cipriani al posto di Fantini, il Bologna ha provato a rendere meno triste la sua sconfitta, ma il Genoa ha tremato solo una volta, quando Rubinho ha respinto una conclusione ravvicinata di Marazzina. Inutile nasconderlo, tra il Napoli e il Genoa è stata una disfatta per la squadra di Ulivieri, almeno nei risultati e per la classifica.  GENOA: Rubinho 7; Bega 7 Stellini 6,5 Criscito 6,5 (35' st Masiello sv); M. Rossi 6,5 Milanetto 7 Juric 6 Fabiano 6; Leon 7,5 (11'st Botta 6) Gasparetto 7 Di Vaio 7,5 (32' st Galeoto sv). A disposi­zione: Scarpi, Carobbio, Coppola, Greco. Allenatore: Gasperini 7,5. Falli commessi: 20 Fuorigioco fatti: 1 BOLOGNA: Antonioli 5,5; Brioschi 4,5 (1' st Morosini 6) Terzi 4,5 Castellini 5 Smit 4,5; E. Filippini 6 Daino 5 Amoroso 5,5; Meghni 5,5 Marazzina 5,5 (41' st Zauli sv) Fantini 5,5 (20' st Cipriani 5,5). A disposizione: Colombo, Costa, Manfredini, Olive. Allenatore: Ulivieri 5. Falli commessi: 9 Fuorigioco fatti: 1 ARBITRO: Trefoloni di Siena 5 Guardalinee: Faverani, Stefani Quarto uomo: Marrocco.  NOTE: Uno striscione in gradinata nord, “Porto, 30 morti in 10 anni, ora basta.

 

IL SECOLO XIX - Il Grifone rampante. Bologna travolto. Genoa entusiasmante: Leon segna dopo tre minuti, poi Di Vaio e Gasparetto fanno 3-0. di Giovanni Ciolina. Genova. Forte e chiaro. Il Genoa approfitta della sfida con il Bologna per lanciare un messaggio al campionato. Se il Napoli c'è, i ragazzi di Gasperini sono due passi avanti e il secondo posto è saldamente nelle loro mani. E ora la parola passa alle avversarie, con tanto di fardello psicologico a giocare un ruolo pesante. Ma non solo. Di Vaio si sblocca anche davanti al suo pubblico. Gol, assist, ma soprattutto tanto gioco e con un elemento così ogni traguardo è possibile. E' lui il re della notte genoana. E' lui l'uomo in più e, a voler cercare il pelo nell'uovo, l'unico neo della serata è l'ammonizione a Milanetto che lo costringerà a saltare il Vicenza, martedì. Meglio così: è fresco per la Juve. Il Grifo, intanto, per il momento chiude il discorso con i rossoblù di Ulivieri. Il 3-0 è punteggio ben più convincente del semplice aspetto numerico. Marazzina e compagni escono con le ossa rotte dal Ferraris e soprattutto con l'immagine di una squadra in grande difficoltà. Le assenze di Bellucci, Danilevicus e Mingazzini non sono certo aspetti trascurabili, ma sarebbe offensivo per il Grifo limitarsi a spiegare l'impalpabilità bolognese con le assenze. Al Genoa è sufficiente un tempo, il primo, per chiudere il discorso. Quarantacinque minuti giocati con il cuore che batte a mille nel petto, in grado di trasformare il prato verde in un quadrato nel quale far arrivare i colpi da tutte le parti all'avversario. Filippini incassa e riparte. Sembra assatanato nella sua foga agonistica. Amoroso prova a dare geometrie e tempi ai suoi, ma con scarsi successi. Fantini fa movimento. Ma contro questo Grifone serve ben altro. Leon e Rossi formano una catena di destra alla quale ci si può opporre solo con le granate: Smit e Daino non ne hanno. E monsieur Milanetto li lascia fare accontentandosi di fare l'ordinaria amministrazione. Ci pensano gli altri a fare faville. Il tridente, tanto per cominciare. Leon e Di Vaio si spartiscono reti e assist. Gasparetto "si limita" ad un'inzuccata vincente. «Vi vogliamo così» canta la Gradinata Nord. E ha ben ragione. Il Genoa del primo tempo è da far stropicciare gli occhi. Tre gol in quarantuno minuti sono il risultato di una frazione giocata con il cuore oltre l'ostacolo, all'ultimo respiro. Ma sarebbe troppo bello vedere un Grifo sempre così. E forse neanche si può chiedere a mister Gasperini. Questo Genoa non ha rivali nella corsa alla promozione. Il Bologna lo prova sulla propria pelle, uscendo imbambolato dal Ferraris. I rossoblù sono una bottiglia di spumante al quale viene tolto il tappo dopo una bella scrollata negli spogliatoi, e l'effetto è evidente: gli ospiti fanno in tempo a giocare il primo pallone prima di finire in una centrifuga che li lascia senza bollicine. E nella notte delle stelle genoane brilla soprattutto la cometa Di Vaio. Un assist e una rete di testa sono le firme sul suo biglietto da visita. Il popolo acclama il re, lo invoca, chiama il gol e lui risponde nel modo migliore. E fanno cinque. A parte gol e assist, è la sua prestazione a regalare la convinzione che l'ex monegasco è sulla strada del completo recupero. E se il sogno di tornare in Nazionale non fosse così campato in aria? Intanto la sua scommessa l'ha già vinta: dimostrare di essere tornato quello di prima. Mica poco. Di Vaio regala a Leon il pallone da deporre in rete dopo tre minuti. Palleggio in area su Brioschi, quando la sfera sembra destinata a uscire sul fondo e invito all'indietro per l'honduregno. La botta è tremenda. Il tappo arriva in gradinata Nord. L'euforia vola ancora più in alto. Marassi è una bolgia. Gira la testa a seguire i rossoblù di casa. Intontisce il ruggito della Nord, ma l'undici schierato da Gasperini (Juric preferito a Coppola nel controllo di Filippini) alza leggermente il piede dall'acceleratore quando il cronometro è al decimo. Ulivieri si agita in panchina. Chiede a Meghni di stare largo, ma la vera spina nel fianco del Genoa è Fantini al quale il Gasp appiccica Rossi, prima, e poi lo affida a Bega. L'ex fiorentino sembra però predicare nel deserto e allora non gli resta che procurarsi l'unico pericolo (32') su palla che filtra in area. Rubinho è decisivo. A dire il vero il Bologna reclama per un fallo di mano in area di Stellini su incursione di Amoroso, ma Trefoloni non è dello stesso avviso. Ma la bottiglia rossoblù non è ancora finita e regala ancora emozioni e gol alla platea. Di Vaio fa arrabbiare Gasperini controllando male, con una spalla, un taglio di Rossi che lo mette davanti al portiere, ma la sua voglia di far bene, di festeggiare sotto la Nord è più forte di ogni cosa e quando dalla destra arriva la scudisciata di Leon, vola in cielo e depone in rete. Il Ferraris impazzisce. Il presidente Enrico Preziosi in tribuna d'onore si adegua. Il suo gesto è emblematico con quei pugni stretti stretti e le braccia in alto in segno di giubilo. Se ce ne fosse bisogno, il sorriso tradisce il suo stato d'animo: entusiasta. E la scena si ripete quattro minuti dopo sull'inzuccata del marine Gasparetto sulla pennellata dal fondo di Fabiano. La ripresa non è ugualmente esplosiva, ma conferma un Rossi in grandissima condizione e soprattutto una squadra che non rischia nulla o quasi. E quando Marazzina si presenta davanti a Rubinho, il portiere si supera. Si finisce con il pubblico che segue la trama di passaggi rossoblù con dei tonanti "olè". C'è spazio anche per Gasperini che risponde con un applauso. Poi è delirio allo stato puro. 

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE di Giuliano Gnecco. Rubinho 7. Con prontezza di riflessi sbatte la porta in faccia a Fantini al 31’, quando l’attaccante batte da distanza ravvicinata. Smanaccia anche un paio di traversoni forieri di possibili sventure, rendendoli innocui. Per il resto sbriga ordinatamente l’ordinario fino a quando non è costretto a uscire sui piedi di Marazzina, al quale è bravo ad opporsi con coraggio: la Nord apprezza e gli dedica un coro personalizzato Bega 7. Gli attaccanti bolognesi girano come trottole per non dare punti di riferimento: parte su Marazzina ma a turno dalla sua parte ruotano pure Fantini e Meghni. Meno arrembante del consueto a sostegno della fase offensiva, ma in quella difensiva è privo di macchie. Stellini 7. Ha appena ricevuto il premio come miglior giocatore della scorsa stagione e al 35’, con un sontuoso recupero su Marazzina lanciato a rete,pone già la candidatura per il bis fra dodici mesi. È sempre sicuro e puntuale nelle chiusure: senza fronzoli, bada sempre al sodo. Imperioso quando esce palla al piede, sostituendo degnamente De Rosa anche in questo. Criscito 6,5. Un po’ su Meghni, un po’ su Fantini: sempre comunque puntuale e mosso dal giusto furore agonistico.Nel duello con Cipriani, nel quale è perdente sotto l’aspetto fisico, risulta vincente usando l’intelligenza. Esce a titolo precauzionale per una botta alla coscia destra (34’ st MASIELLO SV: attento e concentrato). Rossi 7. In fase difensiva raddoppia soprattutto su Fantini,ma il suo duello a tutto campo è con Amoroso, un lottatore che da giovane a Empoli era il pupillo di Spalletti.Nella ripresa, all’occorrenza, fa anche il terzino su Meghni, per poi ripartire con improvvise fiammate. Chiude come vertice destro del tridente. Juric 7. Rosicchia le caviglie a Filippini, contribuendo a farlo innervosire. Va a fare pressing anche nel cuore dell’area avversaria, recuperando palloni che poi deposita ai piedi di Milanetto, il quale sa cosa fare. Nel giocodelle coppie poi incrocia i bulloni soprattutto con Morosini. E non molla mai. Milanetto 7,5 . Ulivieri schiera Daino nell’insolita posizione alla Desailly, davanti alla difesa, sperando che l’exmilanista riesca ad annebbiare le idee al cervello rossoblù. Hannibal finisce invece per godere di una certa libertà. E per farne buon uso. Così Ulivieri ci riprova spostando da quelle parti Amoroso per riportare Daino nel ruolo a lui più congeniale sulla destra. L’ammonizione che gli farà saltare il recupero con il Vicenza è l'unica nota stonata. Fabiano 7. In prima battuta tiene al guinzaglio il talento francese Meghni, che in realtà essendo un trequartista tende ad accentrarsi per cercare spazio in mezzo. Poi riparte in velocità cercando gli affondi sulla fascia. Strappa l’applauso convinto di Gasperini e le pacche sulle spalle dai compagni in panchina per l’azione del terzo gol. Quando Meghni passa a sinistra, non ha pietà neppure di Filippini. Leon 7. Si toglie subito il peso sfatando il tabù del Ferraris: un gol lampo sotto la Nord è già un buon inizio. Stavolta si sacrifica anche rientrando al limite della propria area in copertura, e restituisce a Di Vaio il favore del quale ha goduto per l’1-0 servendogli la palla del raddoppio. Esce fra gli applausi, e il significativo abbraccio di Gasperini che si complimenta (10’ st BOTTA 6,5: due turni in tribuna non hanno arrugginito il ghost hero di Spezia che entra per due sacchi, per darle e prenderle senza paura.Nel tridente inizia a destra e termina a sinistra). Gasparetto 6,5. Timbra lo speciale abbonamento che ha a Marassi correggendo in quota il delizioso cross di Fabiano, facendo saltare di gioia dalla poltrona il presidente Preziosi. Lotta con Terzi e Castellini, dà profondità e si sfianca in un continuo lavoro a pressione. Di Vaio 7. La rete che sblocca il risultato è in gran partemerito suo: lascia sul posto Terzi con un taglio puntuale, pressa Daino fino a fargli perdere palla e serve a Leon l’10 su un piatto d’argento. La Nord gli chiede di più, sollecita il suo gol, e lui non si fa pregare con una deviazione in acrobazia. Gli riescono i tagli verso il centro come ai tempi belli (31’st GALEOTO SV: tatticamente va a prendere il posto di Rossi, e lo fa efficacemente). BOLOGNA: Antonioli 5,5; Brioschi 5 (1’ stMorosini 6), Terzi 5, Castellini 5,5, Smit 5;Amoroso 5,5, Daino 5, Filippini 5,5;Meghni 5,Marazzina 5 (41’ st Zauli sv), Fantini 5 (19’ st Cipriani 6). L’ARBITRO Trefoloni di Siena 6,5: i felsinei reclamano un fallo di mano di Stellini in area; la palla dal petto rimbalza sul braccio ma l'arbitro fa bene a lasciar proseguire perché l'intervento è involontario. Impeccabile anche quando ferma Marazzina che batte Rubinho in posizione di fuorigioco. Per il resto ha la fortuna di dirigere una partita senza difficoltà.

 

IL SECOLO XIX - «In gol i nuovi, non ci siamo sbagliati» Preziosi dribbla Calciopoli: «Parlarne adesso sarebbe come sporcare questa prestazione travolgente». Ed esulta: «Bel gruppo». di giovanni Ciolina. Genova. Annuisce ai complimenti che gli piovono da tutte le parti. Il presidente Enrico Preziosi vuole godersi il momento, il saluto della sua squadra ai tifosi prima di dedicarsi ai commenti. Ma lo fa con tanta gioia. «Questa sera non ho voglia di parlare di Calciopoli. In una giornata così bella sarebbe come sporcare la prestazione dei ragazzi» butta lì tutto d'un fiato alla domanda a bruciapelo. Parole sante, doverose «anche perché abbiamo assistito a una bellissima gara, con un primo tempo travolgente». Salta anche Preziosi all'incitamento del popolo che chiede a chi non ama i colori blucerchiati di dimostrarlo. «Non posso non saltare» ammette il presidente. E poi giù una risata. Non fa proprio nulla per nascondere la sua gioia, la sua soddisfazione: «Hanno segnato i tre nuovi arrivati e sono contento per loro. Vuol dire che non erano poi così sbagliati. Hanno già realizzato dodici reti in tre e sono un valore aggiunto». Ma è sul significato che questa vittoria ha sul campionato che Preziosi punta l'indice. «Sicuramente è un bel segnale» ammette anche perché con il Bologna «arriva la quarta vittoria consecutiva, non ci era mai capitato quest'anno». Il Bologna finisce quindi a otto punti dal Grifone «ed è un bello strappetto». Juric, Stellini, Rossi, Milanetto («Che partita»): il presidente del Grifo fatica a individuare il migliore dei suoi «e forse non sarebbe neppure giusto. Bisogna elogiare il gruppo, altro che...». E proprio sulla forza del gruppo, sulla bontà del lavoro che Preziosi si concentra. E non può essere diversamente al termine di una prestazione devastante sotto il profilo collettivo. Non fatica a sottolinearlo: «Sono contento perché i tifosi se ne vanno a casa felici e questo è un aspetto importante per me». E come non si può tornare a casa con il sorriso sulle labbra dopo un 3-0 così convincente? Forse è più bello ancora di quel 4-3 interno con il Cesena che segnò l'apice del divertimento nel girone d'andata.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Con il Vicenza più dura che con la Juve» «E' la prima volta che la nord mi dedica un coro ed è una soddisfazione». Ulivieri allibito e preoccupato per il Bologna: «Impossibile resistere». Genova. Il difficile viene adesso: «Abbiamo ottenuto una vittoria importante contro una diretta concorrente che ha confermato di essere forte; abbiamo meritato e questo dà fiducia». Però Gian Piero Gasperini tiene i piedi ben saldi per terra: «Abbiamo la possibilità di alimentare questa speranza, non dobbiamo sbagliare in casa». In quest'ottica il tecnico dà più importanza alla partita di martedì con il Vicenza che a quella di Torino: «Ne abbiamo anche parlato con lui, era meglio che Milanetto mancasse con la Juve. La partita con il Vicenza è importante, se vinciamo anche quella ci mettiamo in condizione di arrivare direttamente». Sottinteso: in serie A, senza passare dai play-off. Ma, per scaramanzia, nessuno la nomina direttamente. «Stasera festeggiamo, però dobbiamo mantenere l'equilibrio perché martedìè molto più importante». A prescindere da questioni tattiche, la forza del Genoa sta anche nel collettivo. C'è Di Vaio che dedica la vittoria ad Adailton. C'è Gasparetto che, dopo 90' di pressing, ricorda come «noi attaccanti dobbiamo essere i primi a difendere perché i difensori sono i primi ad attaccare. Siamo una squadra». C'è lo spogliatoio che accoglie con una lunga ovazione l'ingresso nella stanza di Figueroa, abbracciato da un sorridente Preziosi. Gasperini sottolinea: «Ringrazio per i complimenti; è la prima volta che la Nord mi dedica un coro ed è una grande soddisfazione, una grande emozione. Per dire che ho dei meriti c'è tempo. Però i complimenti fateli ai giocatori, io ne ho avuti troppi: è un bel gruppo, è una bella cosa quella che si è creata». Di buono c'è anche che Leon e Di Vaio si sono sbloccati al Ferraris: «Sono stati bravi a fare le due fasi, con qualità e velocità», ricorda Gasperini. Che scherza: «Abbiamo sofferto solo in un episodio, ma era per esaltare Rubinho». Renzo Ulivieri è attonito: «Alla fine del primo tempo non si spiegava il 3-0, anche se il Genoa è una grande squadra ed è difficile reggere il suo ritmo». Marcello Castellini ammette: «Forse si poteva dare il rigore a nostro favore, però non si può accampare scuse; eravamo più deboli nei contrasti, eravamo leggeri». Gasperini precisa: «Abbiamo dimostrato grande maturità, abbiamo gestito bene le energie, abbiamo cambi e sostituzioni, ricordando che si gioca anche martedì». É lo strappo decisivo? Il tecnico dissente: «Ci sono dieci partite e sono tutte importanti, fino a quella con il Napoli. Però abbiamo la possibilità di mettere un picchetto importante».Ribadisce Mirco Gasparetto: «Abbiamo vinto quattro partite consecutive, però ora dobbiamo pensare al Vicenza che vale la Juve e le altre squadre». Poi una concessione: «L'ho detto quando sono arrivato e lo ribadisco adesso: sono orgoglioso di giocare nel Genoa». Il Vicenza come la Juve: non è un paradosso, non è uno scherzo. Se il Grifone vince martedì induce maggiore pressione alle rivali e poi può andare a giocare a Torino senza paure: con la Juve per vincere potendosi anche permettere il lusso di perdere. Oggi alle 11 c'è già la ripresa a Pegli con in testa solo i berici: la Signora può attendere.

 

IL SECOLO XIX - «Dedicata ad Adailton e al portuale morto» di Giovanni Ciolina. Stellini: «Questa vittoria nasce dalla mentalità e dalla compattezza». Gasparetto: «Adesso vietato deconcentrarsi». Genova. Una vittoria da dedicare ad Adailton «che aspettiamo per le ultime partite del campionato», ma anche tre punti per ricordare il portuale morto ieri mattina in porto, schiacciato da due tonnellate di cellulosa. Capitan Stellini e Mirco Gasparetto non hanno dubbi a indicare i destinatari dei loro pensieri. Ma come sottolinea l'ex comasco sono anche i segnali di un gruppo importante. Il segreto di questo Genoa sembra «nascere proprio dal cuore dello spogliatoio, dal pancione di quella Villa Rostan che da mesi è il covo rossoblù: «la nostra arma è la mentalità». Stellini per rendere ancora più chiaro il concetto va subito sull'attualità, sulla ripresa della preparazione fissata per oggi alle 11: «Sono contento per la prestazione e la vittoria, ma già dalla ripresa dobbiamo pensare alla prossima partita. Il Vicenza arriverà a Marassi con il coltello tra i denti e il più grosso errore che potremmo fare per martedì sarebbe proprio cullarsi sugli allori. Non dobbiamo mollare nulla». In altre parole lo spogliatoio genoano pensa già a resettare il computer che ha pilotato la squadra al 3-0 e si tuffa nel futuro: «Dobbiamo guardare gara dopo gara - ammonisce Mirco Gasparetto, arrivato già a quota quattro reti - I veneti anno perso ad Arezzo ed arriveranno con la grande voglia di riscatto. Con il Bologna ci tenevamo a fare bene, ma con il Vicenza sarà difficile». Il marine rossoblù nonostante la raucedine ha giocato una gara esemplare sotto il profilo fisico. «La condizione fisica è buona, quella mentale anche» taglia corto il diretto interessato che preferisce parlare di collettivo, piuttosto che soffermarsi sul personale. Quattro reti non sono comunque poche «anche se i meriti sono del tecnico, dei compagni, di tutto l'ambiente che ti regala una carica particolare». Ma in casa genoana non c'è tempo per girarsi indietro. Il campionato chiama e martedì il Grifo scenderà in campo. Intanto oggi Martins Adailton tornerà a casa dopo l'intervento al volto a cui è stato sottoposto mercoledì. Ieri sera il brasiliano ha seguito la sfida alla televisione ed ha raccolto con soddisfazione i saluti e le dediche dei compagni. I complimenti al Grifone sono arrivati anche da Renzo Ulivieri, che si dice preoccupato «per i tre gol subiti dalla difesa del Bologna, solitamente compatta. E' l'aspetto che più non mi lascia tranquillo. Il Genoa è comunque meglio del Napoli"

 

LA REPUBBLICA - Leon, Di Vaio, Gasparetto Benvenuti sull´ottovolante Genoa L´attacco di gennaio lancia la squadra rossoblù a più cinque sul Napoli. Primo tempo perfetto, Bologna ko Una ripresa senza problemi pensando già alla sfida con il Vicenza. di Gessi Adamoli. C´è un vuoto nella Nord che celebra la travolgente vittoria sul Bologna che porta il Genoa sempre più vicino alla serie A. Manca Enrico Formenti, è morto ieri sul lavoro. Una vita rubata, come troppo in porto negli ultimi anni. I suoi compagni l´hanno ricordato cono striscione carico di rabbia e di affetto: "Porto, 30 morti in 10 anni. ora basta. Ciao Enrico". Come piace alla Nord il Genoa parte subito all´attacco. E fragile la linea Maginot che Ulivieri prova ad erigere davanti ad Antonioli. Si inventa Daino centromediano metodista, nel tentativo di dare un po´ di protezione ad una difesa che contro il Napoli era stata imbarazzante. Ma è un esperimento che non sortisce gli effetti sperati, dopo solo tre minuti il Genoa ha infatti già sbloccato il risultato. Di Vaio si beve Brioschi e Daino che fanno le belle statuine e mette indietro un pallone che per Leon è come un calcio di rigore. Con la differenza che questa volta non fa come contro il Lecce, ma colpisce forte e preciso tanto che Antonioli nemmeno abbozza la parata. Il Bologna prova ad organizzare una reazione, ma il Genoa è aggressivo sui portatori di palla e concede pochissimi spazi alla squadra di Ulivieri. C´è un tentativo dalla distanza di Castellini con la palla che non va troppo distante dalla porta di Rubinho. E il riflesso del numero uno brasiliano è decisivo sul colpo di testa di Fantini da distanza ravvicinata (32´). E l´ultimo lampo del Bologna prima di alzare definitivamente bandiera bianca. Al 37´ Leon restituisce il favore a Di Vaio: cross pennellato dalla destra e colpo di testa dell´attaccante romano. Ancora una volta Brioschi in versione statua di sale consente a Di Vaio di andare in rete sfruttando quello che non è certamente il pezzo forte del suo repertorio: il gioco aereo. La frastornata difesa del Bologna prima della fine del tempo (41´) capitola una terza volta, confermando, come era già successo contro il Napoli, il suo disagio sulle palle alte. Questa volta il cross che spiove nell´area bolognese viene dalla sinistra, è Fabiano l´uomo assist e Gasparetto un´occasione del genere non se la lascia sfuggire. Il primo tempo del Genoa è stato impeccabile. Gasperini ha confermato in blocco la squadra che aveva vinto a Spezia, dunque ancora con Juric a fare coppia in mezzo con Milanetto e con Coppola in panchina. E la squadra l´ha ripagato con 45´ di straordinaria intensità. Sovrapposizioni, tagli, marcature raddoppiate: è tornato il Genoa di inizio stagione, quello che giocava il miglior calcio di tutta la categoria, Juventus compresa. Il Bologna, che in sei giorni è riuscito nella non invidiabile impresa di andare per due volte al riposo sotto di tre gol, prova quell´impossibile rimonta che contro il Napoli era però riuscito a sfiorare. Ulivieri passa al 4-4-2. Dentro Morosini e fuori l´impacciatissimo Brioschi. All´11´ Gasperini inserisce Botta al posto di Leon, ben sapendo che l´honduregno avrebbe potuto fare sfracelli negli spazi che un Bologna sfilacciato avrebbe offerto, ma evidentemente è già proiettato alla partita di martedì con il Vicenza. Il Genoa controlla la partita, il Bologna riesce a costruirsi una sola palla gol (26´), ma Rubinho è superlativo a chiudere in uscita su Marazzina.

 

LA REPUBBLICA - Preziosi: "Che spettacolo, ragazzi" La lunga attesa comincia in centro, la Nord senza striscioni ruggisce ancora di più. di Raffaella Griggi. Che cosa significa questa partita lo fa capire un uomo già a metà pomeriggio in coda in una delle tabaccherie di corso De Stefanis, per comprare il biglietto e dietro di lui ci sono altre quaranta persone. Ormai sono sensazioni già provate, la saliva secca. Meravigliosa ambientazione intorno allo stadio, il futuro aleggia qui, intorno a Marassi già molte ore prima dell´inizio della partita. Questa sera racconta altre serate ancora. Vespe, scooter, piedi. Il Genoa balla sulla consapevolezza e sulla sua forza. Una sera che mette a dura prova, un´altra volta gli equilibri di una città come Genova, instabile e passionale. Avanti così. Bastava vedere ieri pomeriggio le strade del centro invase da migliaia di tifosi incuranti dell´ora, dei turni di lavoro, del fine settimana per seguire Di Vaio e compagni. Come dire, un´altra serata in cui è meglio avere i nervi saldi in questo spietato gioco dell´attesa perenne. I tifosi bolognesi vengono intruppati e scortati nella gabbia vicino alla Sud. Poi il seguito allo stadio, con il presidente Preziosi che a metà del primo tempo è già raggiante, il copione è quello che ha visto un club in serie C e lo ritrova protagonista. E Gianfranco Zola, a vedere Criscito, che va a sedersi vicino a Pastorello. Poi, la Nord, come sempre entità unica e compatta e senza striscioni lo sembra anche un pò di più. Il rosso delle sciarpe è anche più rosso, il blu pure. Così stasera sono i colori della battaglia. Eppure è difficile pensare che in campo questa sera non vadano anche le ansie e i ricordi dei due anni fa. Se le zolle potessero parlare, racconterebbero dei quaranta giorni in serie A per poi sentirsi dire che era uno scherzo. Densi capitoli di drammi, sordità, rinascite. Un effetto sorpresa continuo. Ora concentrazione mostruosa. La spiegazione arriva direttamente dalla faccia dello stadio e inizia con migliaia di voci che cantano. Neanche quattro minuti e Leon sfrutta al meglio un passaggio di Di Vaio che deve pagare almeno una cena a Brioschi e Daino che pasticciano davanti a Antonioli. Rete. E la festa può cominciare. Alla fine l´esultanza di Enrico Preziosi: «Vendicata l´ingiusta sconfitta dell´andata. Giochiamo a memoria e dobbiamo ringraziare i tre attaccanti arrivati a gennaio».

 

LA REPUBBLICA - Le pagelle. Rubinho da applausi Juric il migliore. Rubinho 7: una parata fondamentale, quella sul colpo di testa da distanza ravvicinata di Fantini, ed una straordinaria (uscita bassa a chiudere lo specchio a Marazzina) nel secondo tempo quando il risultato era ormai già in ghiaccio. Bega 6,5: una sicurezza. Stellini 7: il capitano dopo aver dato a lungo l´esempio, con grande spirito di squadra, restando in panchina, ora dà il suo contributo in campo. In difesa non sbaglia niente e, impresa non da poco, riesce a non far rimpiangere De Rosa. Criscito 7: per lui in tribuna c´era Zola, che fa l´osservatore per l´under 21. Non potrà non essere rimasto colpito dalla tranquillità e dal senso della posizione di un ventenne che gioca con la sicurezza di un veterano. Dal 35´ st Masiello sv. Rossi 7: ha una marcia in più, proprio come ad inizio stagione. Quando accelera, i macchinosi difensori del Bologna non riescono a stargli dietro. Ma è importante anche la sua maturazione tattica, si ferma spesso a coprire qualche compagno. Milanetto 6,5: è il Pirlo della serie B. Inizia la manovra da dietro, imposta ma fa anche da scudo di protezione per la difesa. Juric 7,5: è il migliore in campo, l´uomo ovunque. Fa un pressing impressionante sui portatori di palla, ma si propone anche. Ed è sempre al posto giusto nel momento giusto. Compresa una provvidenziale diagonale (sull´1-0) su Marazzina. Fabiano 7: è il padrone della fascia, difende e attacca. E il suo sinistro magico pennella sulla testa di Gasparetto la palla del 3- 0. Leon 7: segna il suo primo gol a Marassi e fa venire il mal di testa a Smit. Quando esce per lui c´è una standing ovation. Dal 11´ st Botta 6: fa con l´abituale diligenza quello che gli chiede Gasperini ovvero copertura sulla fascia ma anche qualche inserimento offensivo. Gasparetto 7: attraversa un momento magico, non solo si massacra in un lavoro di fisico e di gomiti ma vede anche grande la porta. Di Vaio 6,5: parte benissimo con l´assist per Leon, poi potrebbe lasciare di più il segno contro il frastornato Brioschi (e Gasperini in panchina s´arrabbia). Ma poi segna di testa ilo gol del 2-0. Dal 31´ st Galeoto sv.

 

IL GIORNALE - Tre gol al Bologna Il Genoa sente profumo di serie A Tre gol al Bologna Il Genoa sente profumo di serie A. «Porto: 30 morti in 10 anni. Ora basta. Ciao Enrico». Un grande striscione e un mazzo di fiori deposto sotto quella che era la sua gradinata Nord per ricordare Enrico Maria Formenti, l'uomo morto ieri mattina in porto. Un lungo applauso. C'è un velo di tristezza nel trionfo del Genoa. Una partita stravinta dai ragazzi di Gasperini che hanno lanciato un messaggio importante a tutta la serie B. Vogliamo la promozione, avete capito? Di Vaio e Leon imprendibili, mettono la firma (assist e gol) nel doppio vantaggio al 3' e al 37'. Nel mezzo c'è un Bologna che prova una timida reazione ma questo Genoa dimostra di stare benissimo. La logica conseguenza è il sigillo di Gasparetto (41') bravo a tradurre in fondo al sacco un suggerimento dalla sinistra di Fabiano. Tre a zero nel primo tempo, il Bologna quasi non ci crede. Nella ripresa il Genoa controlla, meglio risparmiare le forze. «È stata una grande serata, la vittoria di un grande gruppo» dirà a fine partita il presidente Enrico Preziosi. Martedì c'è il Vicenza, sabato (confermato il giorno, si giocherà alle 16) appuntamento a Torino con la Juve. Sette giorni per volare sempre di più verso la serie A. RUBINHO 7. Reattivo quando Fantini lo stuzzica con un colpo di testa ravvicinato. Nella ripresa miracolo su Marazzina. BEGA 6,5. Un'incertezza che poteva costare tantissimo al 32' del primo tempo quando manca l'intervento. È solo una sbavatura, il resto del repertorio è apprezzabile. STELLINI 7,5. Sta vivendo la sua seconda giovinezza: dirige il reparto difensivo con la solita personalità, fa il bis dopo La Spezia. CRISCITO 6,5. Anche lui viaggia su standard molto alti, si alterna tra Marazzina e Meghni. Concede soltanto le briciole ai bolognesi. (dal 35' st MASIELLO sv: solo spiccioli di gara) M. ROSSI 7. Tu chiamalo se vuoi mister fascia destra. Lo trovi in difesa, lo rivedi in attacco: non si ferma mai, non lo fermi più quando accende il turbo. JURIC 6,5. Preferito a Coppola, conferma di vivere un magic moment. Grande senso tattico abbinato a polmoni d'acciaio. Giocatori così li vorresti sempre dalla tua parte. MILANETTO 7. Impossibile trovare l'aggettivo giusto. Ancora una volta guida magistralmente il Genoa. È il faro della manovra rossoblu. Pericoloso anche quando cerca la conclusione dalla distanza. Ammonito, salterà la sfida di martedì con il Vicenza. FABIANO 6,5. Parte al rallentatore, qualche ingranaggio sulla sinistra non funziona come dovrebbe. Si riscatta ampiamente quando serve a Gasparetto l'assist per il tris: un cross disegnato con il righello. LEON 7,5. Sognava un gol ai piedi della gradinata Nord. Prende la mira, carica il destro, toglie la ragnatela dall'incrocio dei pali. Al 37' restituisce il piacere a Di Vaio, pennella un cross delizioso. (dal 10' st BOTTA 6,5: entra subito nel vivo del match, garantisce solidità e spinta) GASPARETTO 7. Lotta, crea spazi per i compagni, è un punto di riferimento importante nel cuore dell'area bolognese. Sfrutta a dovere i suoi centimetri, il gol è un premio meritato per il suo lavoro. DI VAIO 8. Meglio non potrebbe partire. Adesso provate a fermarlo? Scappa via sulla sinistra, vede Leon, gli mette il pallone sul dischetto del rigore. Adesso prova a sbagliare? Poi, tocca a lui ringraziare l'honduregno in occasione del raddoppio. (dal 31' st GALEOTO sv) GASPERINI (ALL) 7,5. È un Genoa extra lusso. Grintoso, tonico frizzante, pieno di idee, devastante. Una prestazione straordinaria.

 

   

 

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