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STAGIONE 2007/08 HOME >> |
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Dopo un primo tempo giocato tutto in difesa dai sardi, che avevano rischiato seriamente di capitolare solo su azioni dal calcio d'angolo, il Grifone con una prova senza sbavature supera al Ferraris un Cagliari che nel secondo tempo non riesce più ad arginare le avanzate dei rossoblù liguri. Privo ancora di Bega, Santos e Figueroa, Gasperini manda De Rosa e Milanetto in panchina schierando nuovamente la formazione con il 3-4-3. A difendere i pali della porta genoana torna Rubinho dopo l'ingiusta squalifica subita con l'Udinese, la difesa si compone con Konko, Lucarelli e Bovo, a centrocampo Rossi e Danilo sulle fasce con Paro e Juric in mezzo. All' attacco Leon a destra, Borriello al centro e Sculli a sinistra. Il cagliari privo di Fini schiera un 4-4-2 prettamente difensivo con una sinistra composta da giocatori molto più predisposti al contenimento che alla proposizione in avanti. A centrocampo l'ex cacirro Parola assieme al figlio del grande Bruno Conti mentre l'ex genoano Budel rimane in panca. I primi 20 minuti sono tutti a favore del Genoa che schiaccia il Cagliari nella propria metà campo. 05' Juric mette in area sulla sinistra per Borriello, l’attaccante passa in mezzo a due difensori e in diagonale spara a rete. Fortin si tuffa e coi pugni respinge la palla. 07' Borriello conquista un angolo. Leon batte forte dritto verso la porta e il portiere deve alzare la palla oltre la traversa. Altro angolo e ancora Leon mette verso il primo palo. Borriello di testa devia e manda la palla sull’ esterno della rete. 08' Foggia mette un traversone da destra verso il secondo palo. Acquafresca lasciato libero manda malamente in gradinata. 10' Bel dialogo tra Sculli e Danilo con Canini che interviene mettendo in angolo. Altro tiro diretto in porta di Leon ed ennesima respinta affannosa di Fortin. 12' Konko per Leon che scatta e poco fuori area spara in diagonale rasoterra verso il palo lontano. La palla deviata finisce sul fondo in angolo. 13' Fallo di Lucarelli su Foggia. Traversone in area, Lucarelli stoppa male di petto e la palla arriva sul primo palo a Matri che viene anticipato dall’ uscita di Rubinho che a terra respinge la palla. 15' Borriello viene fermato al limite dell’ area, la palla arriva a Paro che scambia con Leon e tenta un tiro a girare. La pala è troppo centrale e l’estremo sardo respinge. 16' Acquafresca riceve e mette all' indietro per Conti che da 30 metri tira la botta in porta ma non è un problema agguantare la sfera per Rubinho. 18' Avanzata di Paro che smista a destra per Leon. L’Honduregno ripete il diagonale tirato precedentemente ma la palla questa volta termina dritta sul fondo. 23' Punizione per il Cagliari di Conti, Acquafresca di testa all' indietro incrocia a cercare la deviazione di qualche compagno ma la sfera si spegne di poco sul fondo. 26' Altro angolo e altro tiro diretto in porta di Leon. Fortin respinge malamente e la sfera arriva dentro l'area a sinistra a Paro che spara a rete contrastato da un difensore che gli rimpalla la palla ancora in angolo. 32' Azione un pò confusa, la palla sbatte anche sull' arbitro e in fine arriva a Leon a destra. Diagonale in porta e palla che rimbalzando finisce a lato. 34' Traversone di Sculli in area. Borriello saltando anticipa Fortin in uscita ma non riesce ad imprimere forza alla palla che viene respinta a porta sguarnita da Bianco. In un altra occasione simile l'arbitro fischia fallo a Borriello per carica sul portiere. 41' Canini sul limite dell' area stende platealmente Borriello. Girardi lascia proseguire e Bovo deve fermare Matri, partito in contropiede, fallosamente. L'arbitro gli sventola il cartellino giallo. Il pubblico era già inviperito perchè poco prima Leon lanciato verso l'area era stato affrontato e steso dall' intervento in scivolata di due avversari in contemporanea. 52' Bianco sulla fascia travolge Borriello e si becca anche lui l'ammonizione. 54' Paro per Borriello che avanza e in diagonale rasoterra mette in porta ma Fortin blocca la palla. 55' Avanzata di Leon che rientra e spara a rete ma il tiro è sballato e altissimo. 56' Due sostituzioni in contemporanea. Nel Genoa Di Vaio sostituisce Sculli mentre per il Cagliari entra Larrivay al posto del nullo Acquafresca. 58' Konko serve Leon che superato Bianco avanza accentrandosi. L'honduregno con un perfetto tocco mette palla a Borriello che posizionato appena dentro l'area alza la sfera mettendo fuorigioco il suo controllore e in semirovesciata spara a rete. Fortin si tuffa disperatamente ma la palla s'insacca sulla sua destra. Borriello toglie la maglia e viene ammonito ma ha fatto un goooolassssooo. 61' Doppia sostituzione per il Cagliari che cerca di correre ai ripari, dentro D'Agostino e Pisano e fuori Del Grosso e Ferri. 62' Traversone da destra in area per la testa dio Borriello che alza di poco sopra la traversa. 64' Bovo mette in moto la ripartenza rossoblù, palla a Di Vaio che si fa mezzo campo poi mette un traversone per Leon che è in ritardo sulla sfera e l'azione sfuma. 66' Angolo per il Cagliari, Canini sulla sinistra riceve e tenta il tiro al volo ceffandolo. La palla rimane addosso al sardo che la mette indietro per Bianco che spara altissimo. 68' Leon viene steso a 25 metri dalla porta spostato sulla sinistra. L'Honduregno calcia a mezz'altezza verso il primo palo e Fortin è costretto a tuffarsi e deviare la palla indirizzata nell' angolino basso. Canini in scivolata anticipa Di Vaio, pronto al tocco in rete, mettendo in angolo. 70' Scambio non riuscito al limite poi Di Vaio riconquista palla e superando un avversario entra in area. L'attaccante solo davanti al portiere di sinistro manda alto. 73' Konko sulla destra avanzando si accentra attirando i difensori. Al limite dell' area mette palla a sinistra dove Di Vaio smarcatissimo controlla e in diagonale mette la palla nell' angolino lontano. Ammonito anche lui per essersi tolto la maglia. 74' D'Agostino commette fallo su Rossi e non contento protesta contro l'arbitro scaraventando via la palla. Cartellino giallo. 80' Esce Leon ed entra Papa Waigo. 82' Angolo battuto da Paro, a centro area Papa Waigo s'abbassa e di testa devia a colpo sicuro verso la rete cagliaritana. Fortin miracolosamente si stende e devia la palla che ormai sembrava terminare nel sacco. 86' Larrivay in ritardo su Bovo entra deciso. Ammonito anche lui. 88' Di Vaio perde palla poi la riconquista e tenta un diagonale dalla distanza che termina fuori di poco. 90' Borriello entra in slalom nella difesa cagliaritana e sul dischetto si vede ribattuto il suo tocco da Fortin in uscita. 91' Palla sulla destra al liberissimo Larrivay che in diagonale tenta di superare Rubinho in uscita che col corpo gli ribatte il tiro. Il giocatore cagliaritano riprende palla e tenta un pallonetto respinto da un difensore rossoblù.
TUTTOSPORT
- Genoa più in alto dei sogni. I rossoblù, al 3°
successo consecutivo, piegano il Cagliari e balzano al 5° posto. In gol il
solito Borriello e un ritrovato Di Vaio: il miracolo-Gasperini continua. Ancora
determinanti le scelte tattiche dell’allenatore che ammette: «Una delle migliori
prove della mia gestione». Il bomber arrivato dal Milan è alla quinta rete: «Qui
ho trovato l’ambiente ideale». di Giovanni Tosco. GENOVA. Un anno fa, di questi
tempi, si diceva a ragion veduta che il Genoa giocava il miglior calcio della
serie B. Di questo passo, l’affermazione andrà aggiornata al campionato di cui
la squadra di Gian Piero Gasperini sta diventando protagonista a sorpresa. La
terza vittoria consecutiva (non accadeva dal marzo 1991) trascina i rossoblù al
quinto posto ( dal 15 dicembre 1991 non erano così in alto, nella circostanza
addirittura un gradino più su) ma, soprattutto, il 2- 0 sul Cagliari è
conseguenza di una prestazione esemplare in ogni reparto e dall’inizio alla
fine. Che nel Genoa ci sia qualità, come sottolineava a fine partita Marco
Giampaolo, è un fatto. Tuttavia, al di là del sabaudo understatement con cui
lascia ai giocatori tanti meriti, appare evidente il ruolo ricoperto da
Gasperini in questo piccolo miracolo. Accusato, fino a non molto tempo fa, di
essere ancorato a un modulo divertente ma rischioso, il tecnico ha dimostrato
di sapersi adattare a situazioni e avversarie, affidandosi nelle ultime giornate
a diverse soluzioni tattiche ( compreso, ieri, l’amato 3- 4- 3) e raccogliendo
risultati significativi, visto che l’unica sconfitta stagionale risale alla gara
d’esordio col Milan. « Sì, è stata una delle migliori prove della mia gestione.
Sono veramente soddisfatto » , commenta Gasperini, esaltato dall’intero stadio
per aver riportato il Genoa là dove stava all’epoca del mai apprezzato a
sufficienza Osvaldo Bagnoli. Entrambe le reti con cui è stato piegato il
Cagliari hanno una storia importante. La prima, firmata da Marco Borriello al
14’ della ripresa, è un autentico capolavoro. Invenzione di Leon, abile a
scompaginare la difesa sarda, e palla deliziosa per il bomber, che col destro
mette fuori tempo Canini e col sinistro lascia partire un tiro preciso che
s’infila nell’angolino basso dove Fortin non riesce ad arrivare. Se c’è un uomo
simbolo del Genoa rivelazione, è certo Borriello, autore di cinque reti in
altrettante gare disputate. « E’ stato un tocco fatto d’istinto che ci ha
spianato la strada verso la vittoria e un’ottima classifica. Dopo un periodo
sfortunato e di non fiducia da parte degli altri adesso segno con continuità,
anche perché a Genova ho trovato l’ambiente ideale » . Enrico Preziosi lo
candida per la Nazionale, Borriello frena: « E’ normale per un calciatore avere
ambizioni. Per adesso è presto, ma in futuro ci spero » . Roberto Donadoni non
l’ha convocato per la Georgia, però in tribuna - accanto a Cristiano Lucarelli -
c’era Mario Bortolazzi, rimasto impressionato dal gol. Gasperini, nell’attesa,
gli ha regalato la standing ovation di Marassi sostituendolo nel recupero.
Borriello, dunque, ma anche Di Vaio. In panchina per la terza volta consecutiva
( « L’ho deciso all’ultimo, pensando di preservarlo meglio dalle difficoltà » ,
ha spiegato l’allenatore), è entrato con la giusta determinazione e, dopo un
buon numero e un tiro impreciso, al 28’ ha segnato il 2- 0 con una rasoiata
potente e precisa su invito di Konko. A chi parla di rivincita dopo i fischi di
cui è stato oggetto, Di Vaio replica deciso: « A 31 anni non devo dimostrare
niente a nessuno. Anche l’anno scorso c’erano stati mugugni, e vi ricordate
com’è finita... Però è vero che attraversavo un momento particolare e che
questo gol mi dà soddisfazione e mi ha emozionato tanto: lo dedico a mia moglie
Malisa, che mi ha sopportato in queste settimane... » . La sosta per certi versi
disturba, e Gasperini non lo nega: « Considerate le sfide che ci attendono,
avrei preferito non fermarmi » , sorride. In effetti, alla ripresa, il Genoa è
atteso da Juventus, Fiorentina, Inter e Palermo, un filotto che, con 12 punti
conquistati, mette meno paura. Per il Cagliari è un passo falso accettabile,
anche se era lecito attendersi ben altra reazione una volta passato in
svantaggio: invece, dopo un tempo discreto, la formazione di Giampaolo si è
consegnata agli avversari senza mai dare la sensazione d’essere in grado di
recuperare. In questo caso sì, la pausa serve.
CORRIERE SPORT
- Cagliari brutto e rinunciatario
Il Genoa lo punisce con le reti di Borriello e Di Vaio.
di Antonio Maglie. GENOVA - Brutto, bruttissimo Cagliari. Inizialmente
preoccupato e con il trascorrere dei minuti sempre più rinunciatario. Ovviamente
la sconfitta non può e non deve essere letta solo attraverso i demeriti dei
sardi. Il Genoa è una gran bella squadra: fa viaggiare la palla a pelo d’erba e
con grande velocità. Non è un caso se da neopromossa occupa una posizione così
alta in classifica. La squadra di Gasperini ha qualità tecniche per durare. E
anche il cinismo giusto per affondare gli avversari. Lo si è capito dal modo in
cui nella ripresa ha cambiato l’andamento di una partita che appariva stagnante,
appesa più all’episodio che al gioco. Gasperini non ha atteso l’episodio ma ha
dato una sterzata attraverso il ricorso alla carta Di Vaio. Il Cagliari alla
fine ha arrancato «tradito» dalla giornataccia di Foggia, dagli errori di Canini
e da una assenza importante come quella di Fini. D’altro canto che quello dei
sardi dovesse essere un campionato di sofferenza lo si sapeva ma l’aspetto più
preoccupante è dato dal fatto che la squadra senza una delle due ali titolari
sembra smarrire le proprie sicurezze faticando a trovare valide alternative di
gioco, ovviamente anche condizionato dal fatto che i tre attaccanti sono dotati
di buone qualità ma di scarsa esperienza. Genoa e Cagliari sono due squadre
costruite in base a una idea che viene sviluppata con diligenza dagli
interpreti. Gasperini sapeva benissimo che l’elemento caratterizzante dei piani
tattici del suo collega è lo sfruttamento delle fasce con grandi cambi di gioco.
Ma da un lato il tecnico del Genoa temeva le invenzioni di Foggia sulla fascia
destra; dall’altro l’assenza di Fini ha indotto l’allenatore dei sardi a optare
per una scelta molto guardinga (troppo) con Del Grosso nel ruolo di esterno di
centrocampo, e conseguente inserimento sulla linea difensiva di Agostini. Ne è
venuta fuori nel primo tempo una gara a tratti gradevole ma non bellissima con
Foggia che finiva per essere imprigionato nella morsa di Sculli e Danilo
(esterno di centrocampo dotato di buona attenzione difensiva essendo nato
terzino nel suo paese, il Brasile). Dall’altra le attitudini non propriamente
offensive di Del Grosso impedivano al Cagliari di sviluppare il solito gioco con
cambi di campo continui. Era evidente che solo le due panchine potevano mutare
l’andamento della gara e quando con l’inserimento di Di Vaio l’allenatore
genoano ha deciso che era scaduto il tempo delle prudenze sul Cagliari è calato
il buio. Giampaolo ha atteso troppo a modificare l’assetto della sua squadra
sulle corsie esterne con l’inserimento dei più offensivi Pisano e D’Agostino al
posto dei più difensivi Ferri e Del Grosso. Scelta compiuta solo dopo il gol
del primo vantaggio di Borriello (cinque reti in campionato per un attaccante
che sembra rinato) favorito da un alleggerimento errato di Canini. Dovendo
cercare il pari, i sardi hanno lasciato spazi che un contropiedista come Di Vaio
ha puntualmente sfruttato prima mangiandosi un gol a conclusione di una azione
personale e poi capitalizzando al meglio un passaggio in area di Konko. GENOA
(3-4-3): Rubinho 6; Konko 6,5 Bovo 6,5 A. Lucarelli 6,5; M. Rossi 6,5 Paro 6,5
Juric 6,5 Danilo 6; Leon 6,5 (35' st Papa Waigo sv) Borriello 7 ( 46' st
Milanetto sv) Sculli 6 ( 11' st Di Vaio 7). A disp: Scarpi, Ghinassi, De Rosa,
Coppola. All.: Gasperini 7 Falli commessi: 23 Fuorigioco provocati: CAGLIARI (
4- 4- 2): Fortin 6,5; Ferri 5,5 (17' st Pisano 6) Canini 5 Bianco 5,5 Agostini
6; Foggia 5 Conti 6 Parola 5,5 Del Grosso 5,5 (17' st D’Agostino 6); Matri 5
Acquafresca 5,5 (11' st Larrivey 5,5). A disp: Marruocco, Bizera, Biondini,
Budel. All.: Giampaolo 5,5 Falli commessi: 9 Fuorigioco provocati: 3 ARBITRO:
Girardi di San Donà del Piave 6 Guardalinee: De Luca e Petrini Quarto uomo:
Stefanini MARCATORI: 14' st Borriello, 28' st Di Vaio AMMONITI: per gioco
falloso Bovo (G), Bianco (C), Larrivey (C); per comportamento non regolamentare
Borriello ( G), Di Vaio (G), D’Agostino (C) NOTE: Spettatori: paganti 1.644 per
un incasso di euro 41.248,00; abbonati 21.679 per una quota di 270.000,00 euro.
Angoli 7 a 2 per il Genoa. Recupero: - pt, 2' st
LA REPUBBLICA - Borriello incanta Marassi È un Genoa che fa sognare. Era dai tempi di Aguilera e Skuhravy che la squadra rossoblù non saliva così in alto in classifica Gran gioco e tre vittorie consecutive, è quinto posto in classifica. di Gessi Adamoli. La partita che Giampiero Gasperini aveva definito una delle "pietre miliari" del campionato rossoblù, proietta il Genoa al quinto posto in classifica. Non accadeva più dai tempi di Aguilera e Skuhravy, ma fa bene il presidente Preziosi, nel momento di massima esaltazione del popolo rossoblù, a ricordare che in questo primo anno di serie A l´obiettivo continua ad essere una salvezza tranquilla. Quella con il Cagliari è una pietra miliare anche per Marco Di Vaio, che ha sfruttato appieno una delle ultime chance che rischiava di avere in questa stagione. «Sono stato indeciso sino all´ultimo se schierarlo dall´inizio», ha confidato a fine partita Gasperini. Di Vaio è partito dalla panchina ed è entrato al posto di Sculli, premiato con la maglia da titolare dopo il gol vittoria del San Paolo, dopo 11´ della ripresa quando il risultato era ancora sullo zero a zero. Dopo tre minuti è andato in rete Borriello (un gol capolavoro) e poi, proprio Di Vaio ha messo al sicuro il risultato. Partita chiusa dopo 28´ del secondo tempo e l´ingresso di Di Vaio è stato effettivamente decisivo. Unica piccola nota stonata l´esultanza dei due attaccanti genoani: entrambi hanno festeggiando levandosi la maglia. Comprensibile la gioia di Borriello, per un gol così bello e così importante, e di Di Vaio, che dà un calcio alla sua crisi personale, ma dovevano comunque evitare di andare consapevolmente incontro ad un cartellino giallo. Nella partita che catapulta il Genoa nelle zone alte della classifica, Gasperini riesce anche a soddisfare i suoi convincimenti tattici tornando al 3-4-3, che saggiamente aveva accantonato non ritenendo gli equilibri della squadra non ancora perfezionati al punto da consentirgli l´impiego contemporaneo di tre punte nella categoria superiore. Leon non opera così più da trequartista, ma torna sulla corsia di destra, con molta più libertà d´azione però rispetto alla passata stagione, al centro dell´attacco c´è Borriello e a sinistra Sculli. La linea di centrocampo è formata da Rossi, Paro, Juric e Danilo, mentre i tre difensori sono Konko, Bovo e Lucarelli. Siccome il Cagliari prova ad attaccare a tre punte (Foggia, Matri e Acquafresca), Rossi e Konko, a seconda dell´esigenza del momento, scivolano sulla linea dei difensori. Ma, dopo le vittorie con Udinese e Napoli, il Genoa ha ritrovato fiducia e convinzione nei propri mezzi, così parte subito all´attacco. Il primo quarto d´ora è di grandissima intensità, in campo c´è una squadra sola. Il temutissimo Foggia, gratificato da Donadoni dalla chiamata in Nazionale (e Borriello?) è bene imbrigliato da Danilo, che ha caratteristiche prettamente offensive ma che riesce comunque a neutralizzare il pericoloso avversario. Dopo mezz´ora Rossi e Konko invertono le posizioni, ma nella sostanza cambia poco o nulla. La pressione del Genoa è costante (alla fine saranno 21 i tiri verso al porta di Fortin), al 14´ della ripresa arriva il gol che sblocca il risultato. Se lo inventa Borriello che controlla con il destro, alzandosi la palla che poi, in mezza girata al volo, manda nell´angolino basso alla sinistra di Fortin. Prova a correre ai ripari Giampaolo, che in precedenza aveva sostituito l´acerbo Acquafresca con l´argentino Larrivey. Entrano in campo contemporaneamente Pisano e D´Agostino per Ferri e Del Grosso, ma il Cagliari non riesce a rendersi pericoloso. Gasperini medita di passare a 4 dietro e dice a De Rosa di tenersi pronto, ma poi rinuncia alla tentazione di inserire un difensore in più. Ed è premiato. Di Vaio spreca una prima occasione al 25´, ma fa centro al 28´. Smarcato da una bellissima iniziativa di Konko, entra da solo in area e manda la palla nell´angolino lontano. È il gol chiude la partita, il Genoa può permettersi di finire facendo accademia. Non succede più nulla proprio sino al 90´ quando prima Borriello vuole strafare e spreca un´occasione favorevole e poi, subito dopo, la difesa si distrae e costringe Rubinho ad una grande respinta su Larrivey. Borriello e difensori vanno giustificati, erano stati distratti dal boato di tutto lo stadio: ha segnato il Torino, la Sampdoria è indietro di 4 punti.
LA REPUBBLICA - Le pagelle. Bovo super, Paro illumina la manovra. di Gessi Adamoli. Rubinho 6: una giornata di ordinaria amministrazione, ma una grande parata nel finale, quando tutto lo stadio era distratto per le notizie che arrivavano da Torino. Konko 6: parte sulla linea dei difensori, poi, dopo mezz´ora, inverte la posizione con Rossi. Bovo 7: tecnica sopraffina e ottima posizione. Pretende però troppo dal suo tiro, provandoci da distanze siderali. Lucarelli 6: in tribuna c´è il fratello Cristiano e ci tiene a non sfigurare. Vince il duello con Matri. Rossi 7: prima fa da rampa di lancio a Leon, poi arretra sulla linea dei difensori. È duttile, camaleontico. Anche perché sorretto da una condizione fisica straordinaria. Paro 7: non è più il ragazzino timido, impacciato e senza personalità. Prende in mano le redini del gioco, è un dinamico play maker a tutto campo. Juric 6,5: non bellissimo a vedersi ma estremamente efficace. Danilo 6,5: ha un sinistro vellutato, corsa, buone capacità di inserimento e, sorprendentemente sa anche marcare. Dalla sua parte, infatti, opera lo spauracchio Foggia e lui non lo patisce più di tanto. Leon 7: abbandona la posizione di trequartista, che sembrava essergli così congeniale, e torna sull´out di destra, ma con ampia libertà di manovra. Ha estro, tecnica e anche forza e dire che 15 mesi fa, proprio come il Genoa, era in serie C (nel Teramo). Dal 36´ st Papa Waigo sv. Borriello 7,5: la sua partita non è solo quel gol da cineteca. Fa salire la squadra, partecipa alla manovra, pressa: insomma, un attaccante completo. Dal 46´ st Milanetto sv. Sculli 6,5: sempre in movimento. È un attaccante che sa fare il mediano o un mediano che sa fare l´attaccante? Dal 11´ st Di Vaio 6,5: si mangia un gol ma ne realizza un altro. Importante per il Genoa che così chiude il match, importantissimo per lui che in questa stagione era ancora all´asciutto.
LA REPUBBLICA - Preziosi, come dentro un film "Due anni fa eravamo in C...". Il patron gioisce ma avverte: "Primo obiettivo la salvezza". Gasperini: "Felice per Di Vaio" . di Luca Palmieri. Ha scelto il profilo basso, Enrico Preziosi. E lo mantiene anche nel momento nella massima gioia, con il Genoa capace di conquistare tre vittorie di fila in A (non accadeva dal marzo 1991, l´anno del quarto posto) e di issarsi ad un meritatissimo quinto posto. Ma, nonostante la compostezza delle parole, si vede che il presidente quasi non riesce a contenere la sua enorme gioia. «La classifica la guardiamo – dice – e ce la godiamo, perché dà morale. Ma non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo. Che è quello di una salvezza tranquilla ed anticipata, un traguardo che stiamo dimostrando di poter centrare». Nel momento più alto della sua presidenza, Preziosi non dimentica da dove è partito. «Il grande sforzo fatto due anni fa, quando eravamo precipitati in serie C, è alla base di questi risultati. Ed è il merito più grande di questa società». La partita contro il Cagliari ha pienamente soddisfatto il massimo dirigente. «Sapevamo di aver di fronte un avversario molto ostico, abbiamo vinto con merito e non mi ricordo una parata di Rubinho. Nel mese difficile che abbiamo passato, quando in molti dubitavano di questo gruppo, io ho sempre detto che questa era una rosa equilibrata e di qualità. E i fatti mi stanno dando ragione». Adesso però arriva la sosta. «E´ può comunque farci bene, visto che recupereremo giocatori come Figueroa e potremo preparare nel migliore dei modi il ciclo difficile che ci attende alla ripresa». Di parere contrario, ma solo sulla sosta, Giampiero Gasperini. «A me un po´ scoccia fermarmi – ammette il tecnico – proprio in questo momento. Per fortuna ce n´è anche un´altra a novembre, che di solito non è un periodo fortunato per le mie squadre». Per quanto riguarda la prestazione, il tecnico è contentissimo. «Una delle migliori prestazioni in assoluto della mia gestione. Avevamo di fronte un buon avversario ed abbiamo espresso un ottimo calcio. Con idee, ritmo e determinazione per tutti i novanta minuti. I ragazzi si meritano tutti i complimenti. E´ per me difficile trovare un migliore in campo, viste le eccellenti prestazioni di tutti». Gasperini spiega così le sue scelte a sorpresa. «Non ho messo De Rosa perché il Cagliari aveva attaccanti veloci e così ho optato per giocatori più rapidi come Konko e Rossi, che si sono alternati molto bene. Per quanto riguarda Di Vaio ci ho pensato fino all´ultimo se lanciarlo o meno dal primo minuto. Una prestazione sfortunata poteva essere pesante a livello psicologico e così ho preferito metterlo in campo nella ripresa, con avversari più stanchi. E´ andata bene».
IL SECOLO XIX - Gasperini torna all'antico e il Genoa dà spettacolo. di Giuliano Gnecco. Genova. Il Genoa cambia ancora, torna all'antico, al 3-4-3. Risultato: il Grifone vince e convince, fornendo una prestazione ai livelli del miglior Genoa dell'anno scorso. Con una differenza: questa è la serie A. Dopo un breve periodo di fisiologico ambientamento nella categoria, e potendo giocare a mente sgombra - forte delle due vittorie consecutive - la squadra di Gian Piero Gasperini gioca una partita di altissima qualità. Inciso: il Genoa in A non vinceva tre partite consecutive dal campionato 1990-91 (3-1 al Bari, 3-0 a Bologna, 3-2 alla Fiorentina); in panchina c'era Osvaldo Bagnoli, alla fine arrivò il quarto posto, e l'avventura europea. «Ho fatto i complimenti ai giocatori e alla squadra - confida Gasperini - Oggi abbiamo fatto una prestazione notevole e importante, una delle migliori. Abbiamo giocato bene e con continuità, in tutti i reparti. Bravi tutti, non saprei scegliere il migliore: sono molto soddisfatto. Abbiamo giocato con tecnica, velocità, con grande equilibrio, ritmo e corsa». La classifica? Gasperini frena: «Solo dopo una decina di giornate inizia ad essere veritiera. Però avere dodici punti è importante, anche se sappiamo che andiamo ad affrontare formazioni importanti, e la classifica è destinata a peggiorare». Dopo la sosta il Grifone vola a Torino, sponda Juve. Poi riceve la Fiorentina prima del turno infrasettimanale a Milano con l'Inter e ospita il Palermo: roba da far tremare i polsi. «Mi spiace ci sia la sosta proprio adesso - ammette l'allenatore - Avrei preferito continuare a giocare. Pazienza, c'è una sosta anche a novembre, che di solito è un periodaccio: compenseremo. Siamo in crescita: partite come questa fanno crescere il gruppo». Trovare un difetto al Genoa di oggi? «Abbiamo fatto ventuno tiri, vedete voi». Come per le vittorie con Udinese e Napoli, in questo successo c'è anche tanta farina del sacco di Gasperini. «I complimenti fateli ai giocatori», precisa. Però non è certo stata una scelta facile, ad esempio, quella di escludere De Rosa: «Il Cagliari - spiega l'allenatore - aveva attaccanti veloci e rapidi. Ho voluto giocare con Konko, mettendo Rossi più alto, anche se poi abbiamo invertito. Rossi è straordinario in quel ruolo: è rapido, veloce, difende molto bene e attacca. Poi spinge bene: quando arriva da dietro fa male. Sa fare tutto, difendere e attaccare». Consensi per il capitano, ma Gasperini ha applausi per tutti: «Danilo è stato strepitoso, anche in fase difensiva sul temuto Foggia». È un'altra scoperta, dopo Rubinho e Fabiano, di Alessandro Gaucci, che aveva garantito per lui come per Caçapa, Nasuti e Juninho. Come talent scout l'ex dg rossoblù ha pochi rivali. Insiste Gasperini: «Tutti hanno giocato bene e meritano». C'è anche un altro aspetto positivo: il gruppo si sta compattando. L'abbraccio di tutta la squadra a Di Vaio dopo la rete ha ricordato quello dello scorso anno dopo la doppietta di Crotone: fu un gesto significativo e determinante per il raggiungimento del risultato finale; con quelle reti Di Vaio si sbloccò e lo spogliatoio si cementò ulteriormente. «Tutti avranno la loro possibilità - promette Gasperini - Di Vaio ha avuto la sua possibilità. Fino all'ultimo ero tentato di farlo giocare dall'inizio, ho deciso solo in mattinata. Ho pensato che se fosse partito dall'inizio e avesse avuto delle difficoltà ciò avrebbe potuto avere delle ripercussioni: era una partita delicata». In questo modo il tecnico ha recuperato il giocatore. Una analoga operazione è già partita anche per Papa Waigo, dopo aver avuto successo già per Leon: «Con me lo scorso anno ha giocato 21 partite su 22 - ricorda Gasperini - Una l'ha saltata perché era squalificato. Quest'anno è arrivato tardi». Ma adesso anche l'honduregno ha iniziato a ingranare.
IL SECOLO XIX - Il Pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 7 Al 15’ si allunga per salvare su Matri, liberato da un errato controllo di petto di Bovo; immediatamente dopo blocca a terra il siluro da fuori di Conti. Nel finale è straordinario anche su Larrivey. Sempre più sicuro. KONKO 7 Per una volta parte più arretrato rispetto a Rossi, nel terzetto difensivo; dura poco, presto Gasperini invertirà le posizioni. Perché l’ex senese tiene la posizione ma è timido nel sostenere la fase offensiva, più avanti ha meno remore a spingere. Con l’ingresso di Larrivey torna nuovamente dietro in marcatura, salvo poi tornare più avanti dove rende di più. BOVO 7 È sempre elegante come se andasse a una festa con lo smoking obbligatorio; ha un’eccellente scelta di tempo, così entra sempre pulito e preciso. Ha pure il pregio di giocare tranquillo, trasmettendo serenità a tutta la squadra. LUCARELLI 7 Uno fra lui e De Rosa doveva riposare; Gasperini conferma la fiducia all’ex livornese che non lo tradisce: Matri è il più vivace fra gli attaccanti cagliaritani, però finisce sempre per infrangersi contro un muro. ROSSI 7,5 Inizia largo, nella zona di Del Grosso, con compiti prevalentemente di copertura ma senza rinunciare a sovrapporsi incessantemente sulla fascia. Intorno alla mezz’ora inverte la posizione con Konko e arretra sulle piste di Acquafresca: l’attaccante non la vede mai, non riesce neppure a impedirgli le avanzate, e alla fine Giampaolo lo sostituisce per la disperazione. Torna a centrocampo con l’ingresso di Di Vaio,ma dalla sua parte il Cagliari piazza subito D’Agostino, che ha spiccate attitudini offensive. Così torna indietro, questa volta su Larrivey: implacabile. Straordinario nelle due fasi. PARO 7 Si trova improvvisamente il pallone fra i piedi dopo un rimpallo eppure tenta la botta di prima intenzione: conclusione precisa,ma Fortin ci arriva. Non arretra mai di un centimetro,motorino straordinario: ora che ha risolto i problemi che lo hanno tormentato a inizio stagione riesce a dimostrare tutto il suo valore. È un elemento di quantità e sostanza,ma pure di intelligenza. JURIC 7 Pare che negli spogliatoi i compagni non si siano neppure preoccupati, considerandolo un fatto per lui normale, quando hanno visto che andava a pressare pure sulle gocce d’acqua che scendevano dalla doccia. È incredibile la mole di lavoro che riesce a smaltire, e sembra essere dotato di tre polmoni. Riesce tuttavia a essere pure lucido e a mantenere la visione del gioco. DANILO 7 Se Foggia è il male, l’elemento più pericoloso dei sardi, l’antidoto viene dal Brasile. Non solo non lascia spazi al fantasista del Cagliari, giocando sempre pulito,ma scende anche con costanza sulla sinistra per sostenere le iniziative di Sculli. Non è solo l’alternativa di Fabiano, è un giocatore che può tranquillamente giocare titolare in serie A. Una delle più belle sorprese di questo avvito di stagione. Fatto il rapporto fra prezzo (100.000 euro per il prestito annuale, 500.000 euro fissate per il riscatto) e qualità, è il miglior affare fatto nell’ultimo calciomercato. LEON 7 Chi lo conosce bene assicura che da come tocca la prima palla si capisce subito se è in una di quelle giornate nelle quali può vincere una gara da solo oppure se bisogna rassegnarsi a giocare in dieci. Stavolta fa l’uomo in più per tutto il primo tempo, anche se poi eccede ed esagera quando prova la conclusione da posizione impossibile con il compagno piazzato meglio. Cerca il gol anche su calcio d’angolo, come i grandi campioni: è indice di una forte personalità.Alla lunga cala, però riesce a mettere lo zampino pure sulla rete di Borriello. Agostini e Parola negli spogliatoi hanno chiesto una pastiglia per il mal di testa (35’ st PAPAWAIGO 6: cerca subito il gol di testa, che non è la sua specialità; la palla sta per entrare quando Conti salva sulla linea. Lentamente sta ritrovando la condizione, si vede già che è cresciuto rispetto alle prime partite. Dopo la sosta potrebbe arrivare anche il suo momento). BORRIELLO 8 Alla prima palla giocabile calcia in porta senza pensarci due volte: il sinistro è potente, Fortin si salva solo con l’istinto, comunque un grande numero. Difende bene il pallone, da solo dichiara guerra tanto a Canini quanto a Bianco: è in movimento perenne, per dettare il passaggio o per andare in pressing. Di testa salta anche più alto delle mani di Fortin, ma Canini spazza sulla linea. Si vendica nella ripresa quando segna una rete da far spellare le mani per gli applausi: un messaggio con posta prioritaria per Donadoni, che non raccoglie. Non solo, continua a cercare la porta e a correre, intervenendo pure in tackle per conquistare palla. È in stato di grazia, solo il commissario tecnico sembra non accorgersene (46’ st MILANETTO ng: entra solo per concedere la meritata standing ovation al compagno ma, da persona intelligente, non fa lo schizzinoso anche se c’è da giocare soltanto un paio di minuti di recupero). SCULLI 7 Ci mette dinamismo, vivacità potenza, disciplina tattica, ma non solo: c’è pure qualità. Ha alcuni movimenti e tocchi davvero importanti, ha il guizzo a sinistra, e poi – inesauribile – si abbassa per non far mancare il suo contributo alla fase difensiva. Con lui il Genoa gioca in pratica con un uomo in più, perché c’è sempre sia in attacco sia a centrocampo (10’ st DI VAIO 7: la richiesta della Nord, quando entra in campo, è inequivocabile: «Segna per noi Marco Di Vaio». Lui non si fa pregare, e poi si ripete la scena dello scorso anno a Crotone: tutti ad abbracciare il compagno uscito dal tunnel. Che l’incubo fosse finito si era però capito anche prima; è entrato con l’argento vivo addosso: partecipe in fase di manovra, reattivo sotto porta. Va a un soffio dalla doppietta, che sarebbe pure meritata). CAGLIARI Fortin 6,5; Ferri 5,5 (16’ st Pisano 6), Canini 6, Bianco 5,5,Agostini 5; Foggia 5, Conti 6,5, Parola 6,Del Grosso 6 (16’ st D’Agostino 5,5); Matri 6, Acquafresca 5 (10’ st Larrivey 6). ARBITRO Girardi di San Donà di Piave 5: strappa applausi a scena aperta quando, al 33’, fischia il primo fallo a favore del Genoa dopo aver invertito una serie di punizioni. Indispettisce il pubblico perché lascia picchiare i sardi – soprattutto su Leon e Borriello – senza intervenire, e poi mostra il giallo a Bovo al primo fallo. Non incide negli episodi chiave, però non convince la sua direzione all’inglese, comunque a intermittenza.
IL SECOLO XIX - Preziosi: «Ora ci divertiamo contro Juve e Fiorentina». «Questa squadra gioca bene e Gasperini è il miglior allenatore d'Italia». Genova. Predica equilibrio il grande ideatore di questo Genoa. E predica soprattutto prudenza: «Bisogna continuare su questa strada, ci godiamo il momento, ma il nostro obiettivo non deve cambiare. Dobbiamo arrivare al più presto ad una posizione di classifica che ci consenta una salvezza tranquilla. poi si vedrà...». Ma quella quinta piazza dietro a Inter, Roma, Juventus e Fiorentina, trasforma il pomeriggio del Ferraris in qualcosa di particolare. «E' un Genoa che va ammirato» butta lì Preziosi. E lui non si sottrae al rito. Parla, ma non stacca gli occhi dai suoi gioiellini che vanno a salutare i tifosi. C'è forse un po' di voglia presidenziale per quella corsetta sotto la Nord e forse non bisogna aspettare tanto per rivederlo in quel suo rituale. Preziosi ammette che «con una classifica così si può andare ad affrontare il trittico di gare proibitive con Juve, Fiorentina e Inter con serenità. Non abbiamo nullla da perdere e...». Qualcosa da guadagnare, sì, però. Preziosi si gode il quinto posto del Grifone, tesse le lodi dei suoi ragazzi, del tecnico, stringe mani e ascolta i tifosi che sono tornati in massa ad acclamarlo. E con lui, anche la squadra è osannata. Sono lontani anni luce i mugugni e quelle bocche che si storcono alla lettura delle formazioni che Gasperini decide di mandare in campo. «Gasperini è il miglior allenatore in Italia» butta lì il patron rossoblù. E non sono parole di circostanza. Preziosi aveva deciso di sposare in toto il progetto tecnico dell'allenatore di Grugliasco e ora si gode i risultati. «Buon Genoa, grande gara - sottolinea il presidente - Sono soddisfatto per Borriello e per il gol di Di Vaio. Si è liberato dalla maledizione di non riuscire a festeggiare quel momento». A dire il vero al gol di Borriello Enrico Preziosi ha un gesto di stizza per quella maglia che vola via per la felicità e per il cartellino giallo che arriva puntuale. Niente di importante: solo la voglia di vederlo sempre in campo. E intanto il patron si gode questa squadra in versione camaleonte «ma che per arrivare ad un traguardo del genere ha lavorato tanto finora. Gioco, spettacolo, punti sono frutto di settimane di impegno. Abbiamo fatto una grande gara». Ma a voler estrapolare un elemento che è piaciuto tanto al presidente la scelta ricade «sullo spirito di sacrificio del gruppo», senza dimenticare però i protagonisti della sinfonia genoana. Come sempre il presidente ha una parola per tutti, da buon padre di famiglia, ma nel pomeriggio della favola gli obiettivi finiscono per essere due: capitan Rossi e Bovo. «Marco è inutile menzionarlo. Quando gioca lascia sempre il segno». Sul difensore la valutazione è assai più tecnica: «Ha piede e tempo d'intervento. Insomma, è importante». Solo se stimolato il patron genoano si lascia andare ad altri commenti sui singoli perché mai come in questa stagione la classifica passa dallo spirito di gruppo, dalla forza che arriva anche dalla panchina, da chi non scende in campo, oppure si aggrega alla cpompagnnia a sfida in corso. Eì il caso di Di Vaio, è il caso di De Rosa che aveva già tolto la tuta e aveva ricevuto le direttive tecniche, ma non è entrato. «Questa squadra ha valori importanti in tutti i giocatori. Li vedo sereni». E Borriello? Ovvia la conclusione sull'uomo che, gara dopo gara, diventa sempre più oggetto del desiderio delle grandi ma che resterà genoano e «soprattutto è uno dei giocatori più importanti in Italia. Fa reparto da solo» . Se ne sono accorti i difensori del Cagliari, se n'è accorto Giampaolo. E il popolo genoano se lo coccola.
IL SECOLO XIX
- E' semplice il
segreto di SuperMarco.
Fin troppo semplice, quasi da non credere, e che non è necessario nascondere in
un forziere per non farselo rubare. La svolta nel rendimento dell'attaccante
napoletano è l'ambiente, il nido rossoblù dove Marco Borriello si sente
coccolato. Insomma sembra abbia provato l'emozione di essere un giocatore di
calcio e, si sa che quando ti giri e palpi sulla pelle la fiducia dell'ambiente
che ti circonda, riesci a fare cose che fino a qualche tempo fa tutto l'ambiente
del calcio nazionale pensava impossibili per il bel Borriello. La rivelazione
arriva da chi gli vive a fianco giorno dopo giorno, ne vive le gioie e ne
subisce le tensioni. Sono orgogliosa di quello che sta facendo ammette Belen
Rodriguez, la splendida modella argentina. Lei non si perde una gara a Marassi
anche se io di calcio non capisco nulla. Non mi rendo conto neanche quando fa
gol. Sorride Belen, e il suo sguardo è contagioso tanto è bello, quanto
semplice. Sai, sono scaramantica e quando la palla va verso la porta avversaria
mi giro dall'altra parte e incrocio le dita. Dai gesti che simula Belen, il rito
è continuativo e più vario possibile con le corna (per la fidanzata di un
napoletano poteva essere diversamente?) a farla da padrona. Anche ieri, la
prodezza del fidanzato gliel'ha raccontata il futuro cognato, Piergiorgio. Non
l'ho visto, e quando mi ha detto che era gol ho gridato per la gioia ammette
Belen Rodriguez che aggiunge come al Milan sentiva poca fiducia, giocava poco e
non è mai stato valorizzato appieno. Il Genoa si è rivelato la miglior medicina
per un giocatore da sempre considerato un talento, ma che non era mai riuscito
ad esprimere al meglio il suo potenziale. Sta bene qui ammette Piergiorgio, il
fratello mag giore di Marco ha trovato la sua dimensione e il pubblico lo
accetta, lo acclama. E lui si sente bene, si accorge che la squadra gioca per
lui e sono fattori che influiscono sulle sue prestazioni. Il segreto del boom di
Borriello (cinque gol in cinque partite) è quindi nella testa, in quella molla
che si arrotola per mesi e quando salta fa danni. Agli avversari. Sposa questa
tesi anche Marco Fortin, portiere del Cagliari, che Borriello lo ha visto da vi
cino. Che gol ha fatto racconta Ha calciato forte, all'improvviso. Ho
provato a toccare la palla, ma era troppo forte e non sono riuscito a deviarlo.
Fin qui il racconto della prodezza borrielliana, la quinta di questa stagione,
ma Fortin conosce bene Borriello, dai tempi del Treviso. Anche il portiere sardo
finisce lì, alla testa, per spiegare il rendimento dell'attaccante: L'ha messa a
posto, si vede, anche se l'avversario di turno sposta l'orizzonte anche su un
altro aspetto: Aveva bisogno di continuità, fiducia e ora sta maturando. Sta
attraversando un periodo di grazia, ma soprattutto l'ho trovato migliorato
fisicamente. Testa e fisico: ecco i due volti del nuovo Marco Borriello, o forse
del Borriello che aspettava il momento giusto per sbocciare ed illuminare la
piazza che avesse deciso di dargli fiducia. Sicuramente anche Belen lo ha
aiutato: Hanno messo la testa a posto entrambi rivela Piergiorgio Borriello.
L'unico dei tre che lavora scherza riferendosi a Marco e Fabio (attualmente al
Lugano) entrambi calciatori. Sarà, ma quello che mostra il campo è un giocatore
ritrovato, un giocatore in grado di tenere in apprensione l'intero reparto
difensivo avversario. Corre, lotta (con i piedi e le braccia), ripiega, difende
il pallone per far salire i compagni, lo gioca di prima: insomma un campionario
che sicuramente Roberto Donadoni non può trascurare. Per questo giro ancora
niente. E' ancora presto chiarisce Piergiorgio, ma se continuerà così anche i
più scettici dovranno ricredersi.
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AKAIAOI |