STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>

 

GENOA - CATANIA                            2 - 1    (1 - 0)

Reti: 13' Danilo, 59' Bovo (aut), 71' Borriello (rig).
Genoa:
Scarpi, Konko, Bovo, Santos, Criscito, Rossi (76' Lucarelli) Paro, Juric, Danilo, Borriello (84' Sculli) Figueroa (72' Di Vaio). (Lanza, Ghinassi, Fabiano, Vanden Borre). Allenatore: Gasperini.

Catania: Polito, Sardo, Terlizzi, Stovini, Silvestri, Baiocco, Biagianti (53' Izco), Gia.Tedesco (53' Morimoto), Colucci, Spinesi (79' Pià), Mascara. (G.Rossi, Gazzola, Sottil, Martinez). Allenatore: Baldini.

Arbitro: Velotto di Grosseto.

Ammoniti: Colucci, Stovini, Biagianti, Baiocco. Angoli: 6-2 per il Catania. Spettatori: 22.935

 

  

 

Al Ferraris si gioca la prima partita dopo la chiusura del disastroso mercato di riparazione di Gennaio. A giocarsi la partita della vita sono il Genoa, tre vittorie nelle ultime 4 partite (che ha solo raccattato Criscito dalla Juventus e preso altri 3 giovani di belle speranze) e il Catania che ha 23 punti ma è a Genova perchè ce l'ha mandato il calendario e quindi deve essere per forza attaccato alla canna del gas. La situazione è drammatica, gli avversari in lotta per spennare il Grifone si sono rinforzati a tutto spiano, la Reggina ha comprato Cirillo e Makinwa, oh Makinwa mica Ibrahimovic che segna solo su rigore. L'Empoli dopo il giro del mondo in 30 giorni (mica 80) ha preso Budel mentre il Cagliari, 14 punti in 21 partite, il fenomeno brasiliano Jeda. Ora agli isolani, tornati in pista alla grande, mancano solo 26 punti nelle restanti 17 partite per arrivare a 40 (al Genoa vanno proprio tutte storte). Non è finita qui perchè per salvare il deretano Nobelino è riuscito a fregato il Palermo portandogli via due perni essenziali per la squadra come Diana e Pisano. Ad aumentare la rabbia del tifoso rossoblu, per arrivare spediti in Uefa senza passare per l'intertoto, i periferici hanno preso in prestito Scappato di casa che ha già segnato 2 reti al Viareggio. La gara è veramente da ultima spiaggia, i genovesi devono vincere per forza perchè se il Genoa non mette almeno 10 punti tra se e le ben tre formazioni che precipitano in B è quasi automatico il ritiro punitivo fino ad Agosto 2010. Al Genoa, che manca di Rubinho, De Rosa, Leon e Milanetto và di lusso perchè al Catania mancano Edusei e Vargas. Almeno la fortuna sorregge il Grifone. La formazione viene schierata, per necessità, con un 4-4-2 :-). In difesa il centro è presidiato da Bovo e Santos mentre a metà campo sono Paro e Juric. Le fasce sono formate a destra da Konko (terzino) e Rossi e a sinistra da Criscito (terzino) e Danilo. In attacco il duo Figueroa-Borriello. Il Catania schiera il 4-3-2-1 con Colucci e Mascara in supporto a Spinesi. 01' Rilancio catanese da centrocampo, la palla arriva a Santos che la tocca piano verso Scarpi. Tra il brasiliano e Bovo s'infila in corsa Spinesi che con un tocco basso anticipa Scarpi in uscita ma il portiere rossoblu è bravo ad opporsi col corpo respingendo la palla. 03' Figueroa riceve palla da Konko e serve più centralmente a Borriello. L'attaccante, poco fuori area, si gira e con un tiro rasoterra verso il palo lontano manda il pallone a lato di poco. Il Genoa insiste, prima Figueroa calcia abbondantemente alto poi uno schema su punizione libera Rossi che và al traversone ribattuto in angolo. 08' Errore di Bovo a centrocampo, il Catania parte con un contropiede che libera Spinesi a sinistra. L'attaccante rossazzurro colpisce la palla debolmente ma Scarpi per evitare problemi devia in angolo. 13' Konko serve in area Borriello che stoppando in avanti col piede supera un avversario e spara in diagonale a rete. Polito s'oppone ma la palla finisce a sinistra dove giunge Danilo pronto ad indirizzare nella rete dei siciliani. 16' Ammonizione per Colucci che protesta dopo un fallo su Criscito. 20' Altro fallo di Colucci sempre su Criscito ma stavolta l'arbitro non sanziona il catanese. 27' Punizione dalla sinistra di Colucci. La palla spiove verso il secondo palo dove Scarpi, su difensori e attaccanti, prolunga in calcio d'angolo. 29' Triangolazione tra Figueroa e Konko che centralmente apre la difesa mettendo in moto Rossi. Il Rossoblu lanciato a rete anticipa il portiere in uscita che però col corpo ribatte la sfera. 33' Apertura a destra in area per Spinesi che in diagonale tenta il tiro. La palla batte sulla gamba alzata in opposizione da Bovo e poi rimbalza sulla mano del difensore. Il tocco è chiaramente involontario e l'arbitro concede l'angolo. 36' Per due volte i giocatori genoani in area s'intestardiscono col dribbling e perdono delle buone occasioni per affondare il colpo del ko. 44' Stovini entra da dietro su Figueroa e si becca il cartellino giallo. 46' Brutta entrata di Biagianti su Danilo, Juric però ha già ricevuto palla e ha tutto il campo libero davanti a sè. L'arbitro ferma il gioco per ammonire Biagianti. 49' Borriello per Paro sulla destra, il rossoblu mette verso il primo palo dove a pochi metri dalla linea di fondo diagonalmente Figueroa devia in tuffo di testa. La palla sfila tutto lo specchio della porta e termina di poco a lato con Borriello che non riesce ad arrivare in tempo alla deviazione. 51' Fallo laterale per il Genoa, Rossi si divincola e mette un traversone ancora verso il primo palo. Stacco perentorio di testa di Figueroa e grande risposta di Polito che d'istinto alza le braccia deviando la palla che sbatte sulla traversa e rientra in campo. 53' Baldini manda in campo Izco e Morimoto per Biagianti e Tedesco. Ora il Catania gioca anche lui con il 4-4-2. 57' Izco avanza e abbondantemente fuori dall' area spara un tiro in gradinata sud. 58' Palla a destra per Izco che mette a spiovere in area. La palla, innocua, è per Bovo che salta per respingerla. Il difensore però colpendola male praticamente ne prolunga la traiettoria e la parabola s'infila in rete imparabile per il sorpreso Scarpi. 59' Punizione di Juric in area, Santos portatosi in avanti salta di testa colpendo all' indietro verso la porta catanese. La sfera indirizzata verso l'angolino basso alla sinistra di Polito viene deviata in tuffo dal portiere siciliano che mette in angolo. 63' Figueroa a sinistra per Juric che avanza in area, finta e mette un traversone verso il palo lontano dove Borriello stacca di testa mandando la sfera a lato. 70' Traversone in area di Rossi per Figueroa che viene tamponato da dietro da Baiocco. L'arbitro lascia proseguire e la palla torna dallo stesso lato a Konko che rimette in area. Borriello stacca e di testa indirizza a rete ma Terlizzi, braccia large, respinge la sfera. Borriello rasoterra infila il rigore alla sinistra di Polito che spiazzato va a destra. 72' Prima sostituzione per Gasperini, entra Di Vaio al posto di Figueroa. 74' Ammonito Baiocco per proteste dopo un contrasto con Rossi. 76' Esce Rossi rilevato da Lucarelli, il Genoa si sistema in difesa da destra a sinistra con Bovo, Lucarelli, Santos e Criscito mentre Konko avanza al posto di Rossi. 79' Ultima carta per i rossazzurri, Pià subentra a Spinesi. 82' Fallo di Danilo e punizione Catania. Schema e testa di Morimoto abbondantemente a lato. 83' Borriello s'inciampa rimediando una storta. Al suo posto entra Sculli. 88' Grande azione sulla sinistra di Criscito che in area semina avversari arrivando sul fondo. Il cross del difensore viene bloccato a terra da Polito. 89' Palla respinta dalla difesa a destra, Izco mette verso il primo palo dove Morimoto di testa manda di poco a lato. 90' Contropiede rossoblu, Konko apre a destra per Di Vaio che controlla e da posizione molto angolata spara alto sopra la traversa. Il Genoa porta a casa 3 punti vitali per il suo campionato ma non c'è da rallegrarsi perchè adesso ad attendere il Grifone è la difficilissima e delicata trasferta di Livorno. Perdere significherebbe rientrare nella bagarre per la sopravivenza, solo uno sprovveduto non può vedere in questa trasferta toscana il crocevia del destino rossoblu. Partita della vita insomma, concentrazione e preghiere durante la settimana e non mugugni potrebbero aiutare la squadra a superare quest' ennesimo scoglio frapposto al traguardo agoniato della salvezza. Pensierino finale, la palla rimbalza irregolarmente di qua e di là. Il terreno di gioco fà veramente schifo!

 

Genoa: Scarpi 6.5: Subito impegnato per un retropassaggio corto di Santos che favorisce Spinesi. Incolpevole sulla rete catanese. Un uscita non proprio delle migliori compensata con diversi interventi ad abbrancare la palla spiovente in area. Gran parata su rovesciata del solito Spinesi a pochi passi dalla porta. Konko 6.5: si destreggia bene su Mascara in copertura permettendo a Rossi di spingere liberamente sulla destra. Dopo l'uscita del compagno prende il suo posto mentre dietro di lui si piazza Bovo ma già in precedenza compie buoni spostamenti verso l'area catanese. Bovo 5.5: In verità anche oggi si destreggia bene di testa ma l'autorete pesa severamente. Molte volte prova il lancio lungo a cercare gli avanti, alcune volte con buoni risultati altre meno buone. Da perfezionare questa opzione di gioco per il 4-4-2. Santos 7: In difesa svetta sempre su tutti poi quando necessita si spinge in attacco e solo un grande intervento di Polito gli nega la gioia del gol deviando in corner un colpo di testa indirizzato nell' angolino. Unica pecca a inizio gara in occasione del passaggio corto per Scarpi che deve uscire a valanga su Spinesi. Criscito 7: Crocifisso per un errore su Totti si ripresenta a Genova con qualcuno che lo ritiene troppo giovane per la serie A oppure uno scarto della Juventus. Corre, tampona, anticipa, si porta in avanti sulla fascia giostrando alla meraviglia con Danilo. Un'azione alla brasiliana in area catanese che poteva finire alla grande. Ho già sentito dirigenti bianconeri lamentarsi. Rossi 7: Forse per la prima volta quest' anno ricopre il suo ruolo naturale per l'intera partita. Super Rossi, in velocità e al traversone, prima di uscire per stanchezza dà il là all' azione che porta al calcio di rigore di Terlizzi. (76' Lucarelli ng). Paro 6: Non compie un lavoro appariscente eppure spunta sempre fuori durante l'azione. Sempre pronto al raddoppio sugli avversari raramente sbaglia i palloni verso i compagni. Juric 6: Quantità come sempre per il centrocampista genoano. In alcune occasioni mette lo scompiglio nella difesa avversaria eccedendo però troppo nel dribbling. Danilo 6.5: Dopo un mese e mezzo di stop torna con comprensibili alti e bassi nella partita col Milan. Buona l'intesa con Criscito e prova coronata dal brasiliano con la prima marcatuta in Italia.  Borriello 7: Meno preciso del solito nei passaggi ma come sempre decisivo. Propizia il primo gol di Danilo poi si procura il calcio di rigore che successivamente trasforma. Quando spalle all' avversario protegge palla non riescono mai a portargliela via. (84' Sculli ng). Figueroa 6.5: Un colpo di testa che in diagonale attraversa lo specchio della porta ed un altro che il portiere di riflesso alza sulla traversa. Passaggi quasi sempre perfetti l'argentino torna fino a centrocampo a dare una mano ai compagni. Qualche difficoltà sui lanci lunghi ma in miglioramento costante. (72' Di Vaio 6.5: 18 minuti ma diversi palloni toccati dall' attaccante rossoblu. Due stop al volo su lanci lunghi e alcune galoppate che fanno ben sperare per il futuro). continua Catania: Polito 6.5, Sardo 6.5, Terlizzi 5.5, Stovini 6, Silvestri 6, Baiocco 5.5, Biagianti 5.5 (53' Izco 6), Gia.Tedesco 6 (53' Morimoto 6.5), Colucci 6, Spinesi 5.5 (79' Pià ng), Mascara 5.5. Arbitro: Velotto di Grosseto 6.5

 

   

 

  

 

TUTTOSPORT - Danilo apre, pari del Catania con l’autogol di Bovo, il bomber chiude su rigore. Borriello trascina il Genoa. Preziosi: Pensiamo solo alla salvezza. Baldini recrimina: ­L’abbiamo buttata via. di Giovanni Tosco. GENOVA. Sale in alto il Genoa, sale in alto Marco Borriello. La squadra di Gasperini conquista contro il Catania la terza vittoria del 2008 e agguanta Sampdoria e Palermo all’ottavo posto. Il bomber trasforma il rigore del 2- 1 dodicesima rete - e in serata festeggia la prima convocazione in Nazionale, a dispetto di una lieve distorsione alla caviglia destra che oggi lo obblighera sottoporsi al controllo medico. ­Un’emozione bellissima. E’ un premio alla stagione, un grande traguardo, ma per me­una tappa. Grazie al Genoa che ha creduto in me­, esulta Borriello, schierato dall’inizio in coppia con Figueroa, sfortunato quando Polito ha deviato sulla traversa un suo colpo di testa. IL 4-4-2 VA Il sistema di gioco a cui Gasperini ha scelto di affidarsi ha dato buoni esiti, anche sechiaro che c’da migliorare. Di sicuro ne ha beneficiato Marco Rossi, protagonista di una partita strepitosa sulla fascia destra. Borriello­stato, per l’ennesima volta, decisivo. Ha provocato l’ 1- 0 di Danilo - anticipo secco su Terlizzi e tiro deviato da Polito, con tap-in vincente del brasiliano, che ha dedicato il gol alla moglie Maria Eduarda: ­Mi prendeva in giro perchè non segno mai...- e nella ripresa, dopo il pareggio causato da uno sciagurato colpo di testa di Bovo a scavalcare Scarpi su cross di Silvestri,intervenuto di testa spedendo il pallone contro il braccio di Terlizzi, saltato in maniera piche scomposta. Dal dischetto, Borriello è ­stato freddissimo. ­Con Lucho mi sono trovato bene. Il 4-4-2? Soluzione che può servire, specie su un campo brutto come il nostro -. Applaude Enrico Preziosi: ­Sono orgoglioso di Borriello e soddisfatto della capacità di Gasperini di adattarsi alle situazioni. Aver raggiunto la Samp non m’interessa: noi puntiamo solo a una salvezza tranquilla e a programmare il futuro...­. Sorride il tecnico: ­Non so se giocheremo sempre così, ma è ­un modulo che si può riproporre ­. In trasferta, il Catania continua a soffrire: zero vittorie e quinta sconfitta consecutiva, frutto di gravi amnesie difensive che hanno vanificato il buon secondo tempo. Amareggiato Baldini: ­Sull’ 1- 1 ho creduto di conquistare il punto. E’ un peccato averlo gettato via così. CURIOSITA': La lavagnetta non funziona Farina, 4uomo, decide il cambio. Fuori Figueroa, in campo Di Vaio. 29’ della ripresa, Gasperini decide di inserire Di Vaio. Il quarto uomo, Farina, alza la lavagnetta luminosa col numero dell’attaccante, il 21, ma ha qualche difficoltà nell’indicazione del sostituto. In mezzo al campo, Borriello si avvicina a Figueroa:­ chiaro che il sostituto sarà uno dei due, ma chi? Dopo 30 secondi di vani tentativi, Farina richiama l’attenzione dell’argentino e gli indica che deve uscire lui: lo fa con ampi cenni e un po’ d’imbarazzo per la scarsa assistenza teconologica.

TUTTOSPORT - PAGELLE GENOA Scarpi 6: due interventi importanti, ma poca reattivit sull’autogol di Bovo. Konko 6.5: contiene Mascara e spinge con continuità. Bovo 5.5: salta male provocando l’ 1- 1. Santos 5.5: diverse incertezze. Pericoloso di testa nell’area del Catania. Criscito 6.5: presidia senza affanni la fascia di competenza. Rossi 7: Su ogni pallone, copre e si propone in attacco. Strepitoso. Lucarelli ( 34’ st) ng. Paro 6: a corrente alternata. Juric 6.5: combatte in mezzo al campo con determinazione. Danilo 6: bravo a seguire l’azione che gli permette di segnare la prima rete italiana. Borriello 7: decisivo per l’ 1- 0, provoca e trasforma il rigore del 2- 1. Pericolo continuo. Sculli ( 39’ st) ng. Figueroa 6.5: Polito e la traversa gli negano il gol, ma la prestazione­ piche convincente. Di Vaio ( 28’ st) ng. All. Gasperini 6.5: conferma duttilità tattica proponendo il 4- 4- 2: scelta che varr la pena rivedere. PAGELLE CATANIA Polito 6.5: evita un passivo pipesante. Sardo 5.5: sovente in affanno. Terlizzi 5: si fa anticipare da Borriello nell’azione dell’ 1- 0 e provoca il rigore che chiude la gara. Stovini 5.5: prova a tamponare, non sempre con fortuna. Silvestri 5.5: patisce la furia di Rossi. Dal suo piede, il cross che Bovo trasforma in autogol. Baiocco 5.5: lotta ma si lascia prendere dal nervosismo. Biagianti 6: dà peso al centrocampo. Izco ( 8’ st) 6: porta freschezza. Tedesco 6: apprezzabile in copertura. Morimoto ( 8’ st) 6.5: mette in difficoltla difesa del Genoa. Colucci 6: garantisce dinamismo. Spinesi 6: vicino al gol in rovesciata, Scarpi respinge. ( 34’ st) ng. Mascara 5.5: non lascia il segno. All. Baldini 6: nella ripresa sostituzioni e diverso atteggiamento rimettono in corsa il Catania. Non basta per evitare l’ennesima sconfitta fuori casa. ARBITRO Velotto 6: sotto lo sguardo attento di Collina, valuta bene gli episodi decisivi. Tirchio nella distribuzione dei cartellini gialli.

 

CORRIERE SPORT - Per Baldini quinto ko consecutivo in trasferta. Minuto di raccoglimento per Raciti: qualche fischio poi una valanga di applausi. GENOVA - Mettiamola così, il Catania non sarà ncora guarito dal mal di trasferta (zero vittorie e soprattutto cinque sconfitte di fila) ma forse la medicina giusta potrebbe essere vicina. Serve ancora qualcosa, poi finalmente la squadra di Baldini potrdiventare vincente anche lontano da Catania. Il successo del Genoa è legittimo. Due gol, una traversa e almeno un paio di parate super di Polito. Non è bastata una partenza convincente al Catania per dare un'impronta diversa alla gara (dopo 40' intervento efficace di Scarpi su Spinesi), perchè il Genoa è ­stato bravo e concreto alla prima vera occasione. Tiro di Borriello, respinta di Polito, e gol facile facile per Danilo. Nella ripresa gli ospiti sono cresciuti, trovando il pareggio con una autorete di Bovo che ha reso imprendibile il cross di Silvestri. Anche se qualche istante prima Figueroa, al debutto dall'inizio insieme a Borriello, aveva colpito la traversa dopo una deviazione di Polito. La supremazia del Genoa si concretizzava al 26' quando Velotto (osservato da Collina in tribuna) vedeva un fallo di mani di Terlizzi su un colpo di testa di Borriello. Ed era lo stesso attaccante rossoblu a spiazzare Polito dagli undici metri. Baldini provava la carta Morimoto, la difesa rossoblu soffriva ma resisteva. GENOA (4-4-2): Scarpi 6; Konko 6,5 Bovo 5,5 Santos 6 Criscito 6,5; M. Rossi 7 (34' st A. Lucarelli sv) Paro 6 Juric 6,5 Danilo 6; Borriello 7 (39' st Sculli sv) Figueroa 6,5 (28' st Di Vaio sv). A disp: Lanza, Fabiano, Vanden Borre, Masiero. All. Gasperini 6,5 Fuorigioco provocati: 3 Falli commessi: 23 CATANIA (4-3-3): Polito 7; Sardo 5,5 Terlizzi 5 Stovini 5,5 Silvestri 6; Baiocco 6 Biagianti 6 (8' st Izco 6 ) Tedesco 6 (8' st Morimoto 6,5); Colucci 6 Spinesi 6 (35' st Pisv) Mascara 5,5. A disp. G. Rossi, Gazzola, Sottil, Martinez. All. Baldini 6 Fuorigioco provocati: 3 Falli commessi: 21 ARBITRO: Velotto di Grosseto 6 Guardalinee: Franzi-Di Fiore Quarto uomo: Farina MARCATORI: 14' pt Danilo (G), 14' st (aut) Bovo (C), 26' st Borriello (su rig, G) AMMONITI: Colucci (C), Baiocco (C), Stovini (C) e Biagianti (C) NOTE: Prima della gara minuto di silenzio per commemorare il 1anniversario della scomparsa dell'Ispettore Filippo Raciti e quella del ragazzo vittima a Roma di un tragico incidente di gioco. Alcuni fischi da un settore che sono stati sommersi, per, dagli applausi del resto dello stadio. Sotto la gradinata Nord deposto un mazzo di fiori per commemorare la scomparsa di Vincenzo Claudio Spagnolo, il tifoso rossoblu ucciso il 29 gennaio del 1995. Spettatori paganti 1260, incasso 31.595 euro; abbonati 21.675, quota partita 274.249,70 euro. Angoli: 6-2 per il Catania. Recupero: 1' pt; 3' st. VELOTTO - Terlizzi col braccio, rigore ok. Prima partita in A della stagione (la seconda in carriera) per Velotto, sezione di Grosseto ma abitante a Orbetello, seguito in tribuna dal designatore Collina. Scarpi esce su Spinesi a inizio gara, il tocco con il pallone arriva fuori area ma con il fianco sinistro. Protesta il Catania, perchè Bovo tocca il pallone con un braccio nel primo tempo, ma solo dopo che il pallone toccato da Spinesi gli sbatte sulla coscia. Nella ripresa, penalty concesso ai rossoblù: colpo di testa di Borriello, Terlizzi (sia pure a distanza ravvicinata) ha il braccio destro largo e impatta il pallone, il rigore ci sta. Contatto in area fra Santos e Morimoto, resta solo qualche dubbio.

CORRIERE SPORT - NOVANTUNESIMO Gasperini si gode la classifica, il tecnico del Catania sul mal di trasferta. Ci manca il Cibali. Baldini non si nasconde:In casa il tifo ci fa sentire piforti. GENOVA - Ci credeva Silvio Baldini, pensava che il suo Catania sarebbe riuscito a portare a casa un risultato positivo: ­Dopo il nostro il gol, mi sembrava che il Genoa faticasse un pizzico di più, per questa ragione ero convinto che la mia squadra potesse ottenere il pareggio. Poi, c'stato l'episodio del rigore, l'arbitro ha visto il fallo di mano ed ha concesso il penalty. Accettiamo la sconfitta, bisogna rendere merito all'avversario. Peccato davvero, soprattutto perchè abbiamo incassato le due reti del Genoa nel momento in cui soffrivamo di meno, senza dimenticare che i gol sono nati da situazioni banali­ , continua il tecnico del Catania che poi aggiunge: ­L'inizio è stato incoraggiante, ma poi il calcio­fatto di episodi: se sono sfavorevoli ti ritrovi in svantaggio, queste sono le regole del gioco. I ragazzi comunque hanno disputato una buona prestazione, per quello che hanno fatto vedere fuori casa fino a questo momento avrebbero meritato di raccogliere qualcosa di più­ . E cossi arriva alla domanda delle domande, ma come mai il Catania, vincente e divertente in casa, non riesce a fare punti quando gioca in trasferta? ­Il nostro pubblico­ straordinario, riesce sempre a darci una spinta incredibile, facendoci arrivare prima sul pallone. Fuori casa, invece, ci manca un pizzico di determinazione anche se contro il Genoa i ragazzi hanno giocato una buona partita. Da Baldini a Giuseppe Mascara che ha sottolineato la reazione del Catania nel secondo tempo: ­Siamo cresciuti, arrivavamo sempre prima sul pallone, poi è arrivato il gol su rigore che ci ha tagliato le gambe­. L'allenatore del Genoa, Gianpiero Gasperini, guarda la classifica: E' ottima, sapevamo che un risultato positivo contro il Catania ci avrebbe consentito di allungare. Adesso aspettiamo con fiducia le prossime 4-5 gare che saranno molto importanti. Emm.Gerb./ass

CORRIERE SPORT - Le pagelle. Super Borriello: costruisce un gol e mezzo Rossi a tutto campo, Terlizzi provoca il rigore Criscito lotta, Polito bravo in due occasioni Morimoto punge, Baiocco ci mette il cuore. GENOA 7 Borriello - Mette lo zampino nel primo gol, segna il raddoppio su un rigore che si conquista. Un'altra gara super che gli vale la convocazione in azzurro. 7 M.Rossi - Il presidente rossoblu Enrico Preziosi ha detto di lui: Deve avere sedici polmoni. Vero. 6,5 Konko - Grande corsa, si fa trovare pronto in fase di appoggio. 6,5 Criscito - Spinge ma si sacrifica anche in copertura 6,5 Juric - Non si ferma mai,­un motorino instancabile. 6,5 Figueroa - Gli manca soltanto la rete. 6,5 (All.) Gasperini - Il Genoa cambia modulo, ma il risultato ­sempre ottimo. 6 Scarpi - Buone parate 6 Santos - Parte male ma poi si riprende. 6 Paro - Fatica nel primo tempo, meglio nella ripresa. 6 Danilo - Ha segnato ma ha commesso anche qualche errore di troppo. 5,5 Bovo - Qualche sbavatura. CATANIA 7 Polito - Nulla da fare sui gol, ma è molto bravo in almeno altre due occasioni. 6,5 Morimoto - Il giapponese diventa una spina nel fianco della difesa rossoblu: va vicino alla rete, ma non­aiutato dalla fortuna. 6 Silvestri - Soffre molto Marco Rossi ma dal suo cross nasce l'autorete del pareggio. 6 Baiocco - Ci mette sempre un cuore grande cos. Generoso. 6 Biagianti - Nei primi 45 minuti sbaglia pochissimo, dopo l'intervallo cala un po'. 6 Izco - Cerca di dare un pizzico di vivacità alla manovra siciliana. 6 All. Baldini - Prova anche a cambiare in corsa (vedi l'ingresso di Izco e Morimoto) ma non basta. 6 Tedesco - Corre e lotta senza risparmiarsi. 6 Colucci - Parte prudente, poi alza il suo raggio d'azione. 6 Spinesi - Quando ci sono occasioni da rete per il Catania, c'è quasi sempre lui. 5,5 Mascara - Si muove tantissimo ma senza pungere. 5,5 Sardo - Qualche incertezza quando deve chiudere. 5,5 Stovini - Meglio di Terlizzi ma non è in una giornata particolarmente positiva. 5 Terlizzi - In grande difficoltdi fronte agli attaccanti rossobl, un suo fallo di mano provoca il rigore a favore del Genoa. L'arbitro Velotto 6 - E' osservato da Collina in tribuna d'onore, vede bene negli episodi decisivi. Ha solo un 'problema', quando non si accende il tabellone luminoso del quarto uomo per la sostituzione di Figueroa con Di Vaio. Emm.Gerb./ass

 

IL SECOLO XIX - Due mosse per la vittoria. DANILO & BORRIELLO, MA L’ARMA SEGRETA È ROSSI. di Giovanni Ciolina. GENOVA. Apre il predestinato Danilo con il suo primo gol italiano, chiude Borriello su rigore con il dodicesimo centro di stagione, ma anche per lui è giornata di prime volte. Donadoni lo chiama in Nazionale per l’amichevole con il Portogallo ed è festa grande. In mezzo c’è l’autogol di Bovo che illude il Catania. In questa sequenza di reti c’è tutta la partita del Ferraris, ma soprattutto c’è l’essenza del pomeriggio del Grifone. Va in onda la domenica del salto di qualità, a cominciare dalla segnatura del brasiliano che se all’andata si era visto annullare il gol della vittoria, questa volta segna ed è gol valido. Non certo una gemma da incorniciare, il classico piattone facile facile, ma in grado di rendere la sfida tutta in discesa. E la festa brasiliana coincide anche con l’esordio dal primo minuto dell’accoppiata Borriello Figueroa per un 442 che il tecnico Gasperini non aveva mai sistemato dall’avvio ma che alla luce dei fatti dimostra già una buona intesa. «Uno schema che potrei riproporre in futuro anche alla luce delle condizioni del campo», dice il tecnico alludendo a un prato, quello di Marassi, che non sembra proprio agevolare il gioco tutto palla a terra che lui ha in mente. E se il Genoa batte il Catania sparuti, indegni fischi nel minuto di silenzio alla memoria di Filippo Raciti, da una parte della Nord, subito zittiti dalla maggioranza del tifo rossoblù con il solito Borriello («Ma anche i rigori non sono facili da battere» avverte il presidente Enrico Preziosi), l’altra chicca di giornata è il massimo vantaggio di stagione della banda rossoblù sulla zona salvezza. Sono ben dieci, da ieri sera, i punti sulla Reggina. La metà (considerando che il Milan deve recuperare ancora una gara) le lunghezze dalla zona Uefa. «Ma noi dobbiamo pensare a raggiungere al più presto il nostro obiettivo di stagione», chiarisce Preziosi. Quella con il Catania è partita importante e il tecnico lo sa alla perfezione. Lo sanno anche i giocatori del Genoa che, a parte un paio di sbavature in avvio(il cronometro non ha completato ancora il primo giro quando Santos regala un pallone a Spinesi) buttano nella mischia determinazione, corsa, volontà, carattere. E ancora una volta è mister Marco Rossi a dettare i tempi. I compagni finalizzano gli insegnamenti di Gasperini, ma il capitano è l’autentico puntello del centrocampo. Corre come un forsennato e quasi mai il roteare delle sue gambe è a vuoto. «Prendete Rossi affermerà il tecnico ospite Silvio Baldini è la sintesi del calcio. Ha rincorso quella palla che sembra dovesse uscire dal campo e l’ha rimessa in campo alimentando l’azione dalla quale è nato il rigore di Borriello». In effetti la chiave della partita può essere individuata nell’intensità e nella quantità del gioco proposto da Rossi. Nel primo tempo si prende cura indifferentemente di Tedesco e Mascara con la medesima facilità. Fa legna, recupera decine di palloni e soprattutto si propone molto in fase offensiva: grandiosa l’uscita di Polito al 29’ che gli nega il gol. La mancanza davanti a sè di un elemento offensivo forse apre a lui e a Danilo, dalla parte opposta, maggiori spazi dove andare ad inserirsi e proprio da quel corridoio, nella ripresa, fa partire una serie di rasoiate che mettono Figueroa nella condizione di sfiorare la rete di testa (al4’) e di colpire la trasversa su deviazione di Polito (al 6’). Insomma Marco Rossi, ma è anche un Genoa che per la prima volta dal fischio d’inizio schiera due attaccanti di ruolo. La mossa si rivela interessante perché, come sottolinea Gasperini, «tutta la squadra gioca per loro» e la difesa ospite va spesso in affanno. I due si cercano, giocano in rapidità, si alternano in copertura e il pomeriggio di Stovini e Terlizzi si fa difficile. Il Grifone ha la superiorità numerica in mezzo al campo. Mascara e Colucci sono spesso costretti a rinculare e coprire gli spazi,ma con il risultato di lasciare senza rifornimenti Spinesi. A questa situazione si aggiunge una giornata non certo eccezionale di Baiocco. Per contro, Matteo Paro ritorna in squadra dopo quasi un mese di assenza e non lascia trasparire ruggini particolari. Anzi, l’ex bianconero riesce a correre e regalare geometrie alla squadra, aggiudicandosi il duello con Biagianti, mentre Juric (taglio di capelli sbarazzino) regala la sua solita prestazione. Nella ripresa il tecnico del Catania Baldini cambia le carte in tavola. Mascara passa a destra, andando a cercarsi Santos, mentre Konko resta a lungo senza un avversario da guardare a vista. Nel tentativo di recuperare, il Catania trasforma il 4321, in un 4312 innestando Morimoto (che si affianca a Spinesi) e Izco che va a funzionare da pistone in mezzo al campo con Baiocco, mentre Colucci si piazza al vertice avanzato del triangolo di centrocampo. Nel gioco a scacchi Gasperini risponde togliendo Rossi, inserendo Lucarelli in difesa e avanzando Konko sulla mediana. I cambi regalano maggior equilibrio alla formazione isolana, pur non creando particolari pericoli alla difesa rossoblù. Il pareggio arriva sul più classico degli autogol,ma la forza del Grifone è superiore anche alla malasorte. E poi c’è spazio per Marco Di Vaio. Diciotto minuti, più recupero, che lo fanno tornare al calcio giocato, dopo tanto, troppo tempo diviso tra tribuna e weekend nella sua Roma. Gioca, Marchino, e gioca anche bene, con il pubblico che gli concede un incitamento che sembrava aver dimenticato.

 

IL SECOLO XIX - Promossa la coppia Figueroa-Borriello. Il brasiliano Santos: «Dimentichiamo gli errori e pensiamo subito allla partita di domenica contro il Livorno». di Giovanni Ciolina. Genova. Con l'Atalanta erano stati i protagonisti della svolta e della vittoria. Borriello e Figueroa possono giocare assieme, era stato il commento di molti. Gasperini, contro il Catania, li schiera entrambi dal primo minuto, dopo averli provati a lungo in settimana e l'esperimento tutto sommato funziona. «Potrò riproporli in altre occasioni» ammette il tecnico genoano che di fronte agli occhi si trova un primo tempo in cui la squadra si sacrifica a regalare occasioni alla coppia d'attacco rossoblù. E loro? I due osservati speciali (Borriello, oltre che dal pubblico, anche dall'inviato del ct Donadoni) si muovono con buona sincronia. Fungono ad elastico sull'asse verticale della squadra e spesso cercano l'incrocio negli ultimi trenta metri. I due si guardano, si incitano, si applaudono. E soprattutto si cercano, con palla rasoterra. L'esperimento funziona anche a livello generale. Il Fi-Bo svaria su tutto il fronte offensivo, creando però anche a Rossi e compagni gli spazi per andare ad offendere. E spesso, davanti agli occhi, ti ritrovi alcuni movimenti (tagli, incroci) che da mesi Gasperini prova. Borriello non sembra trovarsi eccessivamente penalizzato dalla vicinanza dell'argentino che, anzi, con il gioco aereo cerca spesso di liberare, spizzicando, il combattente napoletano. La dedizione e l'umiltà con il quale SuperMarco affronta il nuovo compito è una spalla psicologica importante per Lucho. «Ha giocato 75 minuti, ma avrebbe potuto restare i campo fino alla fine» sono le parole di Gasperini nei confronti del delantero di Rosario che, quando entra in azione nel cuore dell'area di rigore è letale. Una deviazione di testa che sfiora il palo, un traversa, tanto movimento e un'intelligenza tattica sono il bottino di una domenica «alla quale manca solo il gol» puntualizza il presidente Preziosi. Indubbiamente l'intesa non si affina in 90' e tantomeno Gasperini è in possesso di una bacchetta magica in grado di trasformare l'atteggiamento tattico della squadra in così poco tempo, ma con la disponibilità e le qualità dei diretti interessati tutto è più facile. E allora ecco che la Fi-Bo si integra anche se entrambe richiederebbero un elemento rapido a girargli attorno. A parte il rendimento della coppia, a promuovere l'esperimento ci sono anche i riflessi positivi sulla squadra. C'è un po' meno pressing sugli esterni, ma dalle fasce arrivano spinta e cross. E quando il campo non consente l'uso del fioretto il 4-4-2 è una variante importante e un'arma in più nell'arco di Gasperini. «Sono convinto che il lavoro paga» ammette il brasiliano Santos che si riferisce alla sua situazione personale, ma il cui concetto può estendersi a tutta la squadra. E prima di commentare la sfida vinta, l'ex dell'Albinoleffe, scende in campo a difesa di Bovo, protagonista di uno sfortunato autogol: «Ha disputato un'ottima gara. Dobbiamo dimenticare gli errori e concentrarci sul Livorno».E non importa se con o senza il Fi-Bo.

 

IL SECOLO XIX - Pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 7 Ancora a freddo è costretto a intervenire su Spinesi, che gli si presenta davanti tutto solo per una leggerezza di Santos. Si ripete poco dopo, sempre sul centravanti pisano, lesto ad approfittare degli errori della difesa. È grande anche quando neutralizza la rovesciata di Spinesi sul traversone di Sardo. Ancora una volta si conferma una sicurezza, ed è pure un portafortuna: con lui a parte al Meazza con il Milan si vince sempre. KONKO 6,5 Mascara è un tipo difficile da contenere; lui riesce a limitarne lo spazio e salire anche in sovrapposizione per mettere – con Rossi – in mezzo Silvestri. Spinge ma è attento in fase difensiva. Poi sale a centrocampo con l’uscita di Rossi. Conferma la sua duttilità: non è un caso se Inter e Fiorentina si sono interessate a lui. Ultimamente rendeva meglio da centrocampista centrale, stavolta va bene anche da esterno. BOVO 6 L’inizio è subito un campanello d’allarme per una giornata storta: un disimpegno errato all’8’ apre un corridoio verso la porta a Spinesi che costringe Scarpi a deviare in angolo. Poi sull’innocuo traversone di Silvestri tocca di testa,mandando fuori tempo Scarpi per una sfortunata autorete che fa aleggiare le streghe sul Ferraris. La prestazione è gagliarda,ma queste due leggerezze pesano tremendamente. Con l’uscita di Rossi, si allarga a destra con l’avanzamento a centrocampo di Konko. SANTOS 7 Un errato retropassaggio spalanca subito la porta a Spinesi: Scarpi ci mette una pezza.Una macchia dalla quale si riprende: di testa sono tutte sue, e anche di piede non spreca un pallone cercando sempre di giocarlo emai di spazzare. Cresce di partita in partita, e ormai è una sicurezza: a inizio stagione sembrava un brasiliano atipico, bravo di testa ma ruvido con i piedi. Invece sa far girare la palla e far partire l’azione come piace a Gasperini. CRISCITO 6,5 Nella difesa a quattro dise gnata da Gasperini gioca largo a sinistra per garantire maggiore protezione ed evitare che la squadra sia troppo sbilanciata: Fabiano è più portato a offendere rispetto a lui, che così accetta di sacrificarsi.Nella ripresa si improvvisa anche slalomista saltando avversari come paletti per poi arrivare sul fondo a crossare, sebbene resti poi soprattutto attento a coprire. Aiuta comunque anche in fase di impostazione, e tatticamente è perfetto. Anche nelle piccole cose dimostra il suo talento, e ha una perfetta scelta di tempo. M.ROSSI 7,5 Spinge per sostenere la manovra offensiva e non far marcare i rifornimenti alle punte,ma alcuni ripiegamenti difensivi sono provvidenziali per rubare palla all’avversario e ripartire. Riceve pubbliche lodi da Baldini, che sottolinea il suo temperamento e la sua voglia di non mollare mai. Il rigore dal quale nasce il gol di Borriello è in gran parte merito suo, perché per ben due volte va a recuperare una palla che sembra persa. Anche Preziosi spende per lui parole al miele, ricordando che nel Genoa ha trovato il suo habitat e solo qui può giocare a certi livelli: già che c’era l’osservatore di Donadoni avrà dato un’occhiata pure a lui (33’ ST LUCARELLI NG: si piazza in trincea nel finale, e ci mette esperienza e fisico. Conferma grande serietà perché, anche se ultimamente è stato poco impiegato, si fa sempre trovare pronto quando viene chiamato in causa). PARO 7 Spunta ovunque ci sia bisogno di lui, a tutto campo: ha dinamismo, quantità e qualità. Centrocampista moderno, costruisce, pensa, dispensa suggerimenti ai compagni e corre pure. Si fa anche più intraprendente: accompagna l’azione e un paio di volte prova anche la botta. Rispetto a Milanetto ha caratteristiche differenti, però in comune al compagno ha la capacità di far girare la squadra prendendo in pugno le redini del centrocampo. JURIC 6,5 Inizia un po’ arruffone, primo tempo di grande temperamento ma anche confusione. Poi nella ripresa cresce, tappa tutti i buchi che si aprono, spinge e cerca di pressare e andare sul fondo. Generosissimo, non prova mai il tiro anche quando potrebbe,ma preferisce cercare di far segnare le punte Borriello e Figueroa che per motivi diversi hanno maggior bisogno di fare gol rispetto a lui: uno per l’azzurro, l’altro per proseguire il percorso che lo sta portando definitivamente fuori dal tunnel. DANILO 7 All’andata costrinse Gazzola all’autorete, che fu annullata. Questa volta finisce direttamente nel tabellino dei marcatori. Evidentemente ha un conto aperto con il Catania. Ma non solo: sulla sinistra è un Sacramento: spinge continuamente schiacciando Sardo e obbligando anche Baiocco a limitare le avanzate. Viene dall’infortunio,ma ha ormai completamente recuperato: corre senza sosta, dimostrando grande tenuta. È lucido, veloce e all’occorrenza si accentra per partecipare alla battaglia che c’è in mezzo. FIGUEROA 7 Sfiora il bis della rete con l’Atalanta: di testa su cross di Rossi centra la traversa. Prima ancora è protagonista nel gol di vantaggio di Danilo: con due movimenti da campione porta via l’uomo prima a Borriello e poi a Danilo. Sono giocate da attaccante di livello superiore, non gli serve nemmeno toccare palla per fare male: basta la mossa giusta. É in crescita continua. Quando esce il pubblico gli tributa un’ovazione più che meritata (28’ ST DIVAIO 6,5: quando si alza per scaldarsi la Nord lo applaude; è il segnale di riconciliazione, se mai ce ne fosse bisogno. È carico come una dinamo: nei pochi minuti in campo si presenta con un altro spirito, con una grande voglia di rivalsa.Ha la rabbia giusta in corpo). BORRIELLO 7 Indossa, come sempre, scarpe azzurre: in serata arriverà la chiamata tanto attesa in Nazionale. Al 4’ riceve da Figueroa ed è bravo ad avvitarsi su Terlizzi per calciare un soffio a lato. Poi ruba il tempo a Stovini e tenta la conclusione; Polito intercetta,ma Danilo ribadisce in rete. L’intesa con Figueroa è già abbastanza buona, anche se forse l’argentino gli toglie un po’ di spazio nel senso che rende al meglio quando può svariare su tutto il fronte offensivo. Poi si conquista il rigore decisivo: sul dischetto c’è una palla medica, pesante come un macigno. Lo sarebbe comunque, vista l’importanza della gara, lo è ancora di più data la posta in palio anche per lui.Ma trasforma con una freddezza invidiabile. Poi è costretto a uscire per infortunio (28’ ST SCULLI 6: ha la possibilità di fare la punta nel 442, ma certe abitudini ormai sono nel suo dna; sarà perché il Catania tenta il forcing finale,ma lui finisce per abbassarsi molto, quasi sulla linea dei centrocampisti, per aiutare la difesa in copertura). CATANIA Polito 6,5; Sardo 6,5, Terlizzi 5, Stovini 6,5, Silvestri 6; Baiocco 6, Biagianti 5 (7’ st Izco 6), Tedesco 5,5 (7’ st Morimoto 6); Colucci 6, Spinesi 5 (35’ st Pià ng), Mascara 6. ARBITRO VELOTTO DI GROSSETO 6: è netta la mano di Terlizzi sul colpo di testa di Borriello; il direttore di gara non può che indicare il dischetto dal quale lo stesso centravanti non sbaglia. Per il resto commette qualche errore soprattutto per la mancata collaborazione dei suoi assistenti nelle fasi di fuorigioco.

 

IL SECOLO XIX - Danilo, il predestinato: la gioia è un gol vero. Due mesi di assenza e due partite per trovare il primo centro. «A Catania me l'avevano annullato. Punto sempre al massimo». di Giovanni Ciolina. Genova. Il cuore che disegna nell'aria è grande come le sue braccia. E' grande come la soddisfazione che prova nel vedere entrare la palla in rete. Altro che il cuoricino adolescenziale di Pato. Danilo disegna davanti alla Sud il cuore che pulsa di amore come dimostra la dedica alla sua Maria Eduarda «che è qua con me e mi aiuta». Il primo gol in carriera in Italia merita bene un messaggio che sembra diventare un cult tra i calciatori brasiliani. Danilo, il predestinato, si gode il momento e ride: «All'andata un gol l'avevo già fatto, ma mi era stato annullato. Questo è vero» e guai a svegliarlo. «Tutta la squadra ha fatto una buona gara e meritiamo la classifica che occupiamo» ammette il mancino arrivato a giugno su suggerimento di Alessandro Gaucci che se da una parte ammette di «guardare alla zona salvezza» dall'altra pensa in positivo e strizza l'occhio all'Uefa «pur tenendo i piedi ben piantati per terra». «Dobbiamo continuare in questo modo», aggiunge Danilo che sembra aver un rigurgito amaro quando gli si chiede se ha rubato il posto a Fabiano. «E' un vocabolo errato - spiega - perché con Fabiano abbiamo giocato insieme come successo a Milano e possiamo anche scendere in campo in maniera alternata». Con il Catania il Genoa raccoglie «una vittoria sofferta», ma quando si gioca in casa «affronti squadre che si chiudono e tutto diventa più difficile». Arrivato al Genoa in punta di piedi si è conquistato a suon di fatica, lavoro e spezzoni di partita, la fiducia di Gasperini: «Lavoro per fare meglio per me e la squadra. Mi aspettavo onestamente di disputare un buon campionato, ma non a questi livelli. E poi non parliamo di concorrenza con Fabiano. Dobbiamo continuare così». Ed a conferma dell'ottimismo, Danilo condisce la parole con il solito sorriso, secondo un rituale consueto nei brasiliani e «un 4-4-2 che mi piace molto, come è piaciuto anche a tutti i compagni». Al pari di Rubinho che segue la sfida da bordocampo e si dice soddisfatto. Assente dal 24 novembre per infortunio, Danilo è tornato in campo domenica scorsa a San Siro e gli sono stati sufficienti sette giorni per porre anche il proprio sigillo al campionato genoano.

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa cambia, soffre e vince Borriello, un gol da nazionale. Il centravanti propizia la prima rete di Danilo poi trasforma il rigore decisivo. E vola in azzurro Gasperini vara il 4-4-2, battuto il Catania. di Gessi Adamoli. Il Genoa sa vincere anche con il 4-4-2 e lo fa su rigore con il dodicesimo centro stagionale di Borriello che celebra così nel migliore dei modi la convocazione in nazionale. Gasperini al modulo che non è nel suo dna calcistico si affida dopo la chiusura di un mercato nel quale la società rossoblù ha vanamente inseguito Esposito e Di Michele, in attesa quanto meno di recuperare Leon, perché i tempi di inserimento di Wilson si allungano visti i problemi al menisco. «Il nostro miglior acquisto di gennaio? La capacità del nostro allenatore di ottenere il massimo dai giocatori che ha a disposizione - commenta il presidente Preziosi prima di infilarsi negli spogliatoi a fare i complimenti ai suoi ragazzi - E sia chiaro che nessuno in società ha fatto pressioni perché scegliesse un modulo anziché un altro. Semplicemente questa squadra ha confermato di essere formata da giocatori straordinariamente duttili». Il 4-4-2 di Gasperini prevedeva davanti a Scarpi una linea difensiva (Konko, Bovo, Santos e Criscito) che ha avuto bisogno di qualche minuto prima di entrare in partita. Al punto che Scarpi, dopo appena 60 secondi, rischiando l´espulsione, è stato costretto ad un´uscita disperata fuori area per respingere con il corpo il tiro di Spinesi che era stato lanciato da un passaggio corto all´indietro di Santos. E sempre Spinesi al 2´ non ha sfruttato un´apertura di Mascara, che l´aveva smarcato oltre tutti i difensori del Genoa, allargandosi troppo e finendo per consegnare docilmente la palla tra le braccia di Scarpi. Dopo i due pericoli corsi, il Genoa ha però cominciato a macinare il suo gioco, rendendosi pericoloso già al 4´ con Borriello, che dal limite dell´area ha calciato a fil di palo, e dimostrando di poter imporre il proprio gioco anche non passando necessariamente dalle corsie esterne come invece è obbligatorio con il 3-4-3. La manovra del Genoa si sviluppa così per linee centrali con la palla spesso giocata frontalmente addosso alle punte. Borriello e Figueroa hanno messo in mostra un´intesa accettabile, anche se Gasperini ha ammesso che in questo senso possono crescere parecchio: «La squadra li ha messi in condizione di fare così importanti, hanno avuto senza fruttarla l´opportunità di chiudere la partita. Aspettiamo che tatticamente si conoscano meglio, questo è sicuramente un aspetto da migliorare. Come sicuramente dovremo lavorare sul modulo perché questa del 4-4-2 è una soluzione che soprattutto in casa può essere utilizzata ma va che affinata». Il gol che permette al Genoa di sbloccare il risultato arriva al 14´. Il legnoso Terlizzi si lascia scappare Borriello, grande risposta del portiere Polito ma tap in vincente a porta vuota di Danilo, bravissimo a seguire l´azione. L´occasione più clamorosa per raddoppiare capita a Marco Rossi, ma Polito, proprio come Scarpi al 1´, è pronto a fare scudo con il corpo uscendo fuori area. Il secondo tempo si apre con due tentativi di testa di Figueroa su cross dalla destra di Rossi e sul secondo la palla toccata con la punta delle dita da Polito va a sbattere contro la traversa. Baldini azzecca le sostituzioni e con l´inserimento dell´argentino Izco e del giapponese Morimoto per Biagianti e Colucci passa al 4-2-3-1. I tre trequartisti disorientano la squadra rossoblù che fatica a trovare le misure e, proprio mentre sta cercando di riorganizzarsi, arriva la sciagurata autorete di Bovo (13´) che sbaglia il tempo nel saltare, colpisce la palla con la nuca e trasforma un cross innocuo in una palla avvelenata per Scarpi. A ridare al Genoa tre punti più che meritati è un goffo intervento del solito Terlizzi che con la mano va ad impattare un colpo di testa di Borriello. Dal dischetto è impeccabile la trasformazione del neo azzurro. Nel finale Gasperini cambia i suoi attaccanti: per Figueroa e Borriello entrano Di Vaio e Sculli. «Avevano la velocità giusta per sfruttare gli spazi che il Catania era stato costretto a lasciarci». È soprattutto Di Vaio a darsi da fare, senza però riuscire a trovare la porta. Il forcing finale del Catania è disperato, ma improduttivo. E le speranze della squadra siciliana si spengono sull´esterno della rete dove Morimoto spedisce la palla di testa al 90´.

LA REPUBBLICA - Preziosi: "Che volete di più...?" Il presidente non accetta critiche sul mercato: "Siamo pari a chi è in A da anni" "Per Di Michele era fatta, poi il Torino non ha preso Caracciolo e si è tirato indietro". di Lorenzo Mangini. Il Genoa vince ed il presidente Preziosi si scatena. Non ha gradito le critiche per il mercato di gennaio. «Abbiamo cercato con forza un esterno di qualità, ma Cagliari e Roma si sono tenute Foggia ed Esposito. Con il Torino era fatta: avevamo chiuso per 3,5 milioni di euro più il prestito di Marco Di Vaio. Il Torino non ha, però, preso Caracciolo e così Cairo si e´ tirato indietro. Abbiamo ancora chiuso una sessione di mercato in passivo, dopo un disavanzo di 17,5 milioni di euro della scorsa estate, ma non abbiamo neppure considerato le offerte stratosferiche di Fiorentina ed Inter per Konko». Non accetta ironie sui nuovi arrivi. «Anche Milito era stato definito un «oggetto misterioso», ma poi avete visto che giocatore era. Anche Masiero e Wilson sono poco noti, ma per il prestito del primo abbiamo speso 600.000 euro e per il secondo 1.700.000. Infine una precisazione su Forestieri: è già fissata la cifra per riscattarlo, sarà il Genoa a decidere cosa fare». Appena guarda la classifica, il presidente torna sereno: «Abbiamo gli stessi punti dell´altra squadra locale e del Palermo, che è in serie A da anni... Non si può volere di più´ da una matricola. Le prossime quattro-cinque partite ci diranno se il nostro campionato sarà di assoluta tranquillità e quindi potremo pensare al futuro. Il nostro obiettivo è formare una squadra che possa inseguire un posto in Europa. Abbiamo già preso un giocatore importante e abbiamo diverse ipotesi alternative, ma non è facile lavorare con questo mugugno continuo». Sulla gara Preziosi non ha dubbi: «La vittoria è meritata, Figueroa avrebbe meritato di realizzare almeno due reti; Rossi è stato eccezionale, è un simbolo di questa squadra». Festeggia Danilo il primo gol in A. «È per mia moglie Maria Eduarda, che mi sostiene tanto. È una vittoria importante. Dobbiamo continuare a giocare con il cuore, bene le due punte. Non ho rubato il posto a Fabiano, possiamo convivere».

 

LA REPUBBLICA - L'attaccante rossoblù segna il dodicesimo gol in campionato. Gli etnei non sfigurano ma non basta l'autogol di Bovo. Borriello gol, Genoa verso l'Europa. Nuova sconfitta esterna del Catania. GENOVA - Altro passo verso l'Europa per il Genoa che a "Marassi" supera 2-1 il Catania. L'uomo partita è ancora una volta Marco Borriello, al suo dodicesimo gol, uno score degno di convocazione in nazionale. Continua invece il precario rendimento esterno degli etnei, alla quinta sconfitta consecutiva lontano dal "Massimino". Partita bella e anche equilibrata, con i padroni di casa particolarmente insidiosi in velocità e un Catania come sempre combattivo. Gasperini presenta un 4-4-2 con Borriello e Figueroa come riferimenti avanzati; in difesa corsie laterali affidate a Konkò e Criscito; a centrocampo Paro prende il posto dello squalificato Milanetto, così come il portiere titolare Rubinho, sostituito da Scarpi; a sinistra gioca Danilo. Baldini deve inventarsi Silvestri a sinistra per la contemporanea assenza di Vargas e del suo sotituto Sabato; nel tridente offensivo Colucci in campo con Spinesi e Mascara, mentre Martinez, non al meglio delle condizioni fisiche va in panchina. Partita subito interessante tra due formazioni che si affrontano a viso aperto senza particolari timori: gli etnei cercano di colpire con Spinesi, ma il Genoa non sta a guardare con una bella combinazione Borriello-Figueroa. Al 13' i rossoblu passano in vantaggio: bella giocata di Borriello in area sulla destra, l'attaccante si libera per il tiro, Polito respinge, e per l'accorrente Danilo dalla parte opposta è piuttosto facile ribadire in rete. Il Catania subisce il colpo e non riesce a riorganizzarsi cercando troppo spesso i lanci lunghi. Al 27' è Colucci a crea problemi su punizione dalla sinistra alla retroguardia di casa, Scarpi smanaccia in angolo. Dall'altra parte al 30' Polito si salva in uscita su Rossi lanciato a rete. Il Catania supera il momento di difficoltà e si fa vedere con maggiore insistenza dalle parti di Scarpi, anche se rischia i veloci contropiede del Genoa. Al 34' Spinesi chiede il rigore per un tocco con il braccio di Bovo, Velotto lascia correre. Per il resto gioco duro nel finale di tempo e rossazzurri che chiudono con tre gialli. La ripresa ricomincia con gli stessi 22 uomini in campo. GGran ritmo da parte del Genoa che al 5' al termine di un'azione manovrata sfiora il gol con un colpo di testa di Figueroa. Lo stesso attaccante argentino sempre di testa colpisce in pieno la traversa. Doppio cambio di Baldini che inserisce Morimoto (autore del gol qualificazione in Coppa Italia con l'Udinese) e Izco al posto di Tedecso e Biagianti. La mossa dà gli effetti sperati. Al 9' Scarpi è costretto a una parata miracolo su una rovesciata di Spinesi. Al 14' il clamoroso pareggio degli etnei: cross di Silvestri e colpo di testa di Bovo che scavalca con un pallonetto il suo portiere, non esente da colpe. Immediata la replica del Genoa, ma Polito salva il risultato su colpo di testa di Santos. Tanti errori, il Genoa è troppo confusionario, ma al 26' torna in vantaggio con Borriello che trasforma un calcio di rigore concesso da Velotto per un tocco di mano in area di Terlizzi; dodicesimo gol per l'attaccante. Marco Di Vaio rileva l'ottimo Figueroa, Lucarelli Rossi e negli ultimi minuti spazio a Sculli per Borriello. Baldini risponde con Pià per Spinesi. L'unico a mettere i brividi al pubblico di fede genoana è il giapponese Morimoto che di testa sfiora due volte il pareggio, ma il risultato non cambia.

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE Rossi super Bovo non va. Scarpi 6,5: attento e reattivo, salva subito in uscita su Spinesi. Konko 6,5: confinato in difesa, viene meno la sua spinta. Bovo 5: l´autorete è solo la punta dell´iceberg, già da qualche domenica appare molto più macchinoso. Santos 6: inizia regalando una palla gol a Spinesi, ma si riprende subito e di testa è un martello che non sbaglia un intervento. Criscito 6: non gioca con la serenità e leggerezza della passata stagione, la disavventura juventina ha lasciato il segno. Rossi 7: gli fanno i complimenti tutti. I tifosi (standing ovation quando esce), il presidente Preziosi ("Non c´è nessuno come lui attaccato a questa maglia") e Baldini ("Abbiamo perso per la sua caparbietà nel rincorrere una palla che sembrava irraggiungibile"). Dal 34´ st Lucarelli sv. Paro 6: propone geometrie oneste. Juric 6: costante nel rendimento. Danilo 6,5: segna il suo primo gol in Italia. Borriello 6,5: la maglia azzurra è la consacrazione di una stagione speciale. Dal 39´ Sculli sv. Figueroa 6,5: questa volta si deve accontentare di una traversa, ma in area è sempre un pericolo. Dal 28´ st Di Vaio 6: vivo e motivato.

 

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