STAGIONE 2006/07

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Reti: 36' Borghetti, 52' Adailton (rig)

Genoa: Barasso, Bega, De Rosa, Criscito (81' Longo), M.Rossi, Milanetto, Coppola, Juric (46' Fabiano), Adailton, Greco, Sculli (73' Zeytulaev). All: Gasperini. (Rubinho, Biasi, Stellini, Aurelio).

Crotone: Soviero, Borghetti, Maietta, F.Rossi, Bonomi (83' Gentile), Palmieri, Veron, Cariello (60' Petrilli),  Piocelle, Sedivec, Dante Lopez. All: Gustinetti. (Padelli, Figliomenu, Plasmati, vallone, Gaudio).

Arbitro: Lops di Torino. Espulso: 89' De Rosa. Spettatori: 17.360

 

   

 

TUTTOSPORT - Genoa, traverse di traverso Il Crotone impone a sorpresa alla capolista il secondo pareggio consecutivo. Adailton replica a Borghetti. Due pali. E Gasperini protesta: «C’era rigore su Longo». di anselmo Gramigni. GENOVA. Il Genoa rimane in vetta ma manca la quinta vittoria consecutiva a Marassi di questo campionato per colpa di un Crotone che ha saputo ribellarsi al ruolo di vittima sacrificale che tutti gli affibbiavano alla vigilia. Per la verità in campo non si è visto l’abisso che divide le due squadre in graduatoria anche se, con un po’ più di fortuna, gli uomini di Gasperini avrebbero potuto vincere, seppur non in grande giornata. La traversa di Sculli in avvio ripresa e quella di Longo nel finale gridano vendetta così come la clamorosa palla gol sciupata da un Adailton un po’ troppo nervoso al 42’ del primo tempo. Questo per dire che, nonostante il gioco non sia stato brillante come al solito, le occasioni per conquistare la posta piena i rossoblù le hanno avute, eccome. Ma sarebbe sbagliato non riconoscere i grandi meriti del Crotone di Gustinetti che ha saputo difendersi con ordine e contrattaccare con abilità quando gli avversari concedevano spazio. Ecco, forse i calabresi hanno messo in campo quell’umiltà e quella dedizione che il Genoa ha utilizzato solo nella ripresa per recuperare lo svantaggio. Nei primi 45’ la manovra rossoblù è apparsa leziosa, superba, come se i giocatori di casa volessero imporre i loro maggiori valori tecnici per grazia divina, evitando di sudare e combattere come nel calcio si deve sempre fare. Però non appena subìto il gol di Borghetti, al 35’ pt, abile nello sfruttare una punizione calciata in fretta e furia da Bonomi (che peraltro ha sorpreso i rossoblù impegnati nel protestare con l’arbitro) e a infilare da due passi il povero Barasso, il Genoa ha reagito con orgoglio, tornando all’antico ardore, sfiorando il pari con l’occasione mancata di Adailton. Ma è nella ripresa che i rossoblù cambiano definitivamente registro, prendendo letteralmente d’assalto la porta crotonese e costringendo Soviero agli straordinari. All’8’ rigore generoso concesso da Lops: Veron pare allargare trop­po il braccio su un cross dalla destra e per l’incerto arbitro l’infrazione vale il penalty. Adailton trasforma e Marassi torna a ribollire d’entusiasmo. Il Crotone però non rinuncia a giocare. Sedivec manca il gol da buona posizione ma altrettanto fa Greco. Nel finale espulso De Rosa per doppia ammonizione subito dopo un rigore, questa volta sì evidente, non concesso a Longo (da poco subentrato a Criscito) e che manda in bestia il pubblico del Ferraris. Al fischio finale la delusione genoana è evidente ma un dato di fatto è incontrovertibile: nonostante i due pareggi di fila (Verona e, appunto, Crotone) i rossoblù restano soli in vetta. «Non era il solito Genoa - commenta il presidente Preziosi. Questa gara deve servire da lezione. Perdere due punti in casa in questo modo non fa piacere». Gasperini ce l’ha con Lops: «Non mi è piaciuto l’arbitro, siamo scontenti della sua direzione. C’era un netto rigore su Longo e la gestione dei cartellini è stata sbagliata. Di dov’è? Torino, ah...».

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE - Sculli punge, Soviero salva. di A.Gramigni. GENOA. Barasso 6: non trasmette mai sicurezza alla difesa anche se non commette errori particolari. Bega 6: tutto sommato regge bene su Sedivec e pure spinge. Anche lui de­nota qualche incertezza. De Rosa 6: fa il suo con la consueta determinazione, non disdegna l’avanzata soprattutto in occasione di angoli o punizioni. Il rosso rimediato nel finale gli toglie un punto. Criscito 5.5: meno incisivo del solito. Dalla sua parte il Crotone sfonda spesso. Longo (35’ st) 6: giusto il tempo per colpire una clamorosa traversa. M. Rossi 6.5: meno continuo del solito anche se sempre pericoloso. Milanetto 6: corre e dirige come ai bei tempi del Modena. Sbaglia pochi pal­loni. Coppola 6.5: cerniera tra centrocam­po e attacco. Non si ferma mai. Juric 5: opaco. Incide poco e copre con qualche problema di troppo. Fabiano (1’ st) 6.5: di un’altra categoria rispetto a chi sostituisce. Adailton 6: nervoso e sprecone. Cla­morosa la palla gol che spedisce in curva al 4’ pt. Si rifà trasformando il rigore del pari. Greco 5: ondivago e poco preciso. Sta­volta combina poco o nulla. Sculli 7: si dà il solito gran daffare e crea le maggiori ansie alla difesa ospite. Colpisce la traversa. Zeytulaev (28’ st) 6: volonteroso. All. Gasperini 5.5: un po’ troppo spocchioso e presuntuso il suo Genoa. Un filo di umiltà non guasterebbe, anche se è indiscutibile la superiorità espressa nel gioco. Stavolta però qualcosa non ha funzionato anche nei meccanismi. CROTONE. Soviero 7: puntuale negli interventi, prezioso nelle uscite. Almeno due paratone. Borghetti 7: sfrutta la distrazione collettiva della difesa genoana per infilare Barasso. Prova più che positiva a prescindere dal gol. F. Rossi 6: fatica a prendere le misure a Greco. Partita di sofferenza ma positiva. Maietta 6: lotta e si sbatte senza mollare mai. Bonomi 6.5: propositivo e sempre attento. Gentile (39’ st) ng. Piocelle 6.5: lavora soprattutto in copertura. Bello il duello con Milanetto. Palmieri 6: anche lui cerca di dare una mano alla difesa. Veron 6: lesto nel far ripartire i contropiede. Metronomo. Cariello 6.5: vivace e prezioso. Petrilli (15’ st) 5: ammonito dopo una manciata di secondi fatica a entrare in partita. Sedivec 6.5: tiene in apprensione la difesa rossoblù praticamente da solo. Lopez 5: mai un’invenzione, mai un guizzo. Anonimo. All. Gustinetti 7: azzecca quasi tutto e imbriglia il Genoa con intelligenza. Arbitro. Lops 4.5: sbaglia molto, troppo. Concede al Genoa un rigore generoso e gliene nega uno solare. Ammonisce non sempre a proposito e fa confusione persino con il tempo di recupero.

 

CORRIERE DELLO SPORT - Impresa Crotone, il Genoa mette il freno. Calabresi contro l’ex Gasperini: ma Borghetti fa gol e gli avversari faticano a pareggiare. Espulso De Rosa nel finale. di Emmanuele Gerboni. Nessuno aveva preso punti a Marassi. Gustinetti ci riesce e i suoi resistono all’assedio della capolista (due traverse) fino al rigore che non c’è di Adailton. GENOVA - La vita è tutta un quiz in questa serie B. Dove la prima della classe (il Genoa) pareggia con il Crotone che vede i rossoblu dal basso di una classifica difficile. Eppure accade e tanti complimenti alla squadra di Gustinetti che ha trovato un punto che può servire tantissimo. «Questo pareggio potrebbe essere una svolta», spiega il ds calabrese Giuseppe Ursino. «Non era il vero Genoa, abbiamo perso due punti» , rilancia il patron rossoblu Enrico Preziosi. Hanno ragione entrambi. Il Crotone può mostrare il sorriso più bello, ha trovato la poesia dove meno se lo aspettava. Il Genoa, invece, che bello non è stato può comunque arrabbiarsi perché il taccuino dice che Barasso e compagni hanno colpito due traverse nella ripresa. Prima Sculli, e dopo Longo (al 42’) hanno moltiplicato i rimpianti di una squadra che ha fatto fatica a digerire il vantaggio, a sorpresa, di Borghetti. E solo, dopo il riposo, ha in­cominciato ad alzare la voce al cospetto di un Crotone che, comunque, continuava a mettere il naso, ogni tanto, nell’area genoana. Il pareggio di Adailton (Veron toccava di mano dopo un cross di Milanetto, rigore generoso concesso da Lops che, però, sorvolava dopo in un’altra azione più netta) scuoteva il Genoa che navigava a vista senza mettere il piede sull’acceleratore. Scherza il tecnico rossoblu Gian Piero Gasperini. «Quale risultato preferirei per Napoli - Juve? Diciamo un pareggio con cin­que espulsioni per parte» . Il Genoa può accendere il telecomando, tocca a loro due. GENOA: Barasso 6; Bega 6, De Rosa 5,5, Criscito 5,5 (36’ st Longo 6); M.Rossi 6, Coppola 6, Milanetto 6,5, Juric 5 (1’ st Fabiano 6,5); Adailton 6, Greco 6, Sculli 6,5 (28’ st Zeytulaev 5,5). A disp. Rubinho, Biasi, Stellini, Aurelio. All. Gasperini 6 Falli commessi: 21 Fuorigioco fatti: 4. CROTONE: Soviero 6,5; Borghetti 6,5, Maietta 6, F.Rossi 6, Bonomi 6 (39’ st Gen­tile sv); Cariello 6,5 (15’ st Petrilli 6), Palmieri 6,5, Veron 6, Piocelle 6; Sedivec 6; Dante Lopez 6. A disp. Padelli, Figliomeni, Plasmati, Vallone, Gaudio. All. Gustinetti 6,5 Falli commessi: 25 Fuorigioco fatti: 3 ARBITRO: Lops di Torino 5,5 Guardalinee: Chiocchi-De Santis QUarto uomo: Marrocco. ESPULSI: 44’ st De Rosa (G) per doppia ammonizione. AMMONITI: Bonomi (C), Petrilli (C), Maietta (C), Palmieri (C) per gioco falloso, Soviero (C), Dante Lopez (C), Adailton (G) per proteste NOTE: Spettatori paganti 2542, per un incasso di 48.116 euro, abbonati 14.818 per una quota gara di 139. 789 euro. Angoli 10 a 2 per il Genoa.

 

IL SECOLO XIX - Genoa, il pareggio che non ti aspetti - La frenata della capolista. Una distrazione difensiva regala il vantaggio al Crotone. Nel secondo tempo l'1-1 su rigore e due traverse. Buona la reazione. Ma Preziosi è critico: «Due punti buttati. Soffriamo se non facciamo gol subito» PRIMO TEMPO 4' Punizione di Adailton dai 25 metri che sfiora il palo alla sinistra di Soviero. A portiere battuto. 13' Rossi al tiro a conclusione di un duetto con Adailton simile a quello che ha portato al vantaggio di Verona. 23' Colpo di testa di Lopez su angolo: gesto atletico bello, mira centrale. 28' Un sinistro di Cariello dal limite sfiora il palo alla destra di Barasso. GOL DEL CROTONE 36' Punizione dalla trequarti sinistra di Bonomi sul quale si avventa Borghetti sul palo lontano e in spaccata di destro mette dentro. 42' Gran pallone di Coppola in profondità per Adailton che solo davanti a Soviero calcia in curva. SECONDO TEMPO 2' Gran parata di Soviero su incornata di Sculli. 6' Percussione dalla sinistra di Sculli che lancia Greco e va ad agganciare il cross in area ma di testa colpisce la traversa. GOL DEL GENOA 7' Veron tocca la palla di mano e per Lops è rigore: Adailton lo trasforma senza esitazioni. 10' Ancora Adailton su punizione sfiora il palo alla destra di Soviero. 19' Indecisione Criscito-Barasso su traversone dalla sinistra che Lopez prova a sfruttare: palla a lato di poco. 42' Gran sinistro di Longo dal limite che si spegne sulla traversa.

 

IL SECOLO XIX - Occasione gettata al vento, occasione per riflettere. di Guido Filippi. Due pareggi in sei giorni lasciano l'amaro in bocca soprattutto perché nella settimana a cavallo tra ottobre e novembre il Genoa ha gettato al vento la prima occasione per allungare sulle concorrenti alla promozione, ma la frenata non deve suonare come un campanello d'allarme, semmai deve far riflettere la squadra che resta comunque sola in vetta. Dopo dieci partite può succedere di farsi raggiungere nel finale dal Verona dopo aver dominato per ottanta minuti e di pareggiare in casa contro il traballante Crotone. Ma il Genoa del primo tempo non è nemmeno un lontano parente della squadra che ha annientato Brescia e Piacenza (due in corsa per la A): confusa e ad andamento lento una squadra che di solito fa girar la testa agli avversari con il suo ritmo. Ieri per 45 minuti, a parte alcuni sprazzi, ha giocato solo il Crotone. Forse un eccesso di presunzione, forse un crollo di adrenalina, sicuramente una squadra annebbiata. Gasperini, che ieri ha azzardato la carta Juric al posto di Fabiano, lo ha capito subito e si fatto sentire ma la squadra ha continuato a ballare. Negli spogliatoi il tecnico deve essere stato ancora più esplicito e più convincente con i giocatori, tanto che nel secondo tempo è tornato in campo il solito Genoa arrembante, tutto pressing e gioco sulle fasce laterali, trascinato dalla Nord. E ha finito in crescendo a dimostrazione che l'appannamento non è fisico, ma mentale. Dunque un calo di tensione. Ma, attenzione, non basta avere il miglior attacco per vincere le partite e la serie B non fa sconti a nessuno, come ha dimostrato il Frosinone mercoledì con la Juve e ieri con il Bologna. Sabato il Genoa gioca a Bergamo con l'Albinoleffe. La squadra di Mondonico è imbattuta da nove giornate (ha perso solo all'esordio a Lecce), otto giorni fa ha fatto piangere il Napoli ed è una delle squadre più in forma del campionato. Se la lezione di ieri è servita, il Grifone ha l'occasione per riprendere a divertire e volare. La serie B non aspetta nessuno.

 

IL SECOLO XIX - Bega guarda positivo: «Siamo sempre primi». di Giovanni Ciolina. Genova. E' forse l'emblema di questo momento di appannamento della squadra. Mimmo Criscito da un paio di partite non è più quella macchina perfetta in grado di far sognare il popolo rossoblù e far parlare di porte aperte alla Nazionale. Il suo rendimento in campo resta alto, ma non più perfetto. E da ieri il gioiellino rossoblùè anche alle prese con un problemino alla caviglia che lo mette in dubbio per la coppa Italia a Empoli: «Speriamo non sia nulla. vediamo lunedì». In divisa sociale e sciarpa rossoblù al collo, il mancino difensivo esamina il pareggio confessando di «aspettarsi quel tipo di avversario. Noi siamo stati meno bravi del solito nel primo tempo». Criscito però assegna «alla sfortuna» parte delle responsabilità per il mezzo passo falso». «Abbiamo perso due punti importanti, anche se il bicchiere resta sempre mezzo pieno» incalza il difensore che poi non manca di fare autocritica. Ed ecco che Criscito snocciola «come la squadra ha accorciato male sugli attaccanti avversari» per poi affidare «a cali di concentrazione» le responsabilità per i tanti gol subiti a palla ferma. Mimmo Criscito però invita a non fare drammi, come aggiunge Ciccio Bega, l'altro difensore di fascia chiamato in sala stampa a spiegare i motivi di una prestazione sottotono del Grifone. E l'ex cagliaritano invita a mantenere la serenità«in quanto il Genoa è pur sempre primo in classifica». Certo che il Grifone dei primi 45 minuti non piace. E la prestazione sottotono non è un fulmine a ciel sereno. Già da qualche giorno la squadra sembra incontrare problemi (gli stessi evidenziati in campo) già nel consueto lavoro settimanale. La brillantezza è stata coperta da un velo di incertezza e se nelle scorse settimane i vari Greco e compagni trasformavano in banali anche le cose più difficili, da Verona la musica è cambiata. «Nella prima frazione non siamo stati bravi come in altre occasioni - puntualizza Bega - ma abbiamo disputato una grande ripresa. Meritavamo i tre punti». Bega, come Jovanotti, pensa positivo e garantisce «il massimo impegno. Anche in coppa Italia». Nonostante si tratti di un obiettivo secondario nella stagione rossoblù, il Genoa a Empoli andrà«per fare bene come facciamo in tutte le occasioni». E secondo un ritornello rituale in casa genoana Ciccio da Milano la mette sul gruppo «un grande gruppo» il cui valore «si vede in campo». E la reazione della ripresa è proprio frutto di questo grande pregio della formazione Gasperini. Un fiore all'occhiello che permette di superare anche le difficoltà di alcuni elementi della truppa rossoblù. Ovvio che se alcune colonne (Coppola tra queste) zoppicano la forza del gruppo rimedia.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Un'ingenuità pagata cara» Genova. É tutto sbagliato, è tutto da rifare: lo diceva Gino Bartali, lo ripete parte della tifoseria - soprattutto quella della tribuna - all'uscita dal Ferraris; basta il primo pareggio interno per seminare timori e far serpeggiare lo scontento. Equilibrio zero. Gian Piero Gasperini annusa l'aria, ha già capito come tira il vento e si comporta di conseguenza: a Verona non ha nascosto la sua rabbia? Questa volta si mostra sorridente, cerca di sdrammatizzare: «Dicevano tutti che non pareggiavamo mai, vi abbiamo accontentato». Una consolazione? Stavolta il Grifone ha cercato il successo fino alla fine. Però, senza drammatizzare, senza cedere a facili isterismi, è anche vero che il Genoa aveva un trittico di partite che poteva consentirgli l'allungo sulle avversarie; magari non una fuga ma uno strappo importante. Invece nelle prime due gare del trittico sono arrivati soltanto due punti. «Nel primo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà pur senza subire rischi clamorosi - nota il tecnico - Ci sta contro un Crotone che si difendeva bene, rapido e veloce. Peccato per la punizione del gol: sono ingenuità che ti obbligano a imprese per reagire. Abbiamo avuto il merito di raddrizzarla». La gara è cambiata con l'ingresso di Fabiano, tuttavia Gasperini difende la scelta di schierare Juric dall'inizio: «Fabiano aveva qualche problema, aveva bisogno di rifiatare. E Juric va recuperato». Anche a questo servirà la Coppa Italia, mercoledì sera a Empoli: «Avremo modo di far giocare una partita intera a giocatori che poi ci torneranno utili in campionato». Perché l'obiettivo stagionale non è certo la Coppa: quella è servita all'inizio per dare morale e consapevolezza, quella può venire bene anche più avanti per togliersi qualche soddisfazione. Però il pensiero primario è il campionato, che «è molto difficile», ricorda il tecnico. Che poi, a chi paventa l'ipotesi di una piccola flessione, sottolinea con orgoglio i numeri: «Dopo dieci partite siamo davanti, significa che abbiamo fatto bene. Vedremo cosa faremo nella seconda parte del girone d'andata e poi nel ritorno. Ma da qui in avanti sarà difficile per tutti». Anche la Juventus, nel posticipo di domani a Napoli, non avrà vita comoda. Gasperini sfodera l'arma dell'ironia: «Cosa mi auguro? Forse un pareggio. Con cinque espulsi per parte». Un sorriso. Anche se la Signora fa sorgere i soliti sospetti. Non c'è più Moggi, tuttavia il fatto che i bianconeri si stiano avvicinando e sia arrivato un arbitro di Torino che non ha lasciato un buon ricordo, fa pensare. L'allenatore scherza: «Magari è del Toro. Ma siamo molto scontenti dell'arbitraggio: c'era un rigore su Longo. Poi i cartellini, i falli: non siamo contenti, aspettiamoci continue difficoltà per tutti». Un cenno sui singoli: Greco non ha dato il solito apporto. Gasperini prova ad allargare il discorso: «Nel primo tempo, e nel secondo tempo di Verona, non siamo andati molto bene in generale. In attacco si evidenzia di più, poi c'è stato un grande dispendio per recuperare il risultato». È stato però positivo Sculli, che ha invece finito anzitempo la partita. «Era abbastanza affaticato - spiega il tecnico - Pensavo nel finale di giocarmi un attaccante fresco, di dare quella vivacità che Zeytulaev non ha ancora dato. Purtroppo nei cambi in attacco non siamo ancora determinanti». Bene anche Longo; non poteva entrare prima? «Avremmo avuto problemi di natura tattica; Coppola e Milanetto stavano facendo bene». Mercoledì si cambia, ma solo per il turn-over. di giuliano Gnecco

 

IL SECOLO XIX - Rossi e Adailton ci sono sempre Insufficiente il rientro di Juric, Barasso teme le uscite e De Rosa macchia la sua gara con la grave ingenuità sull'espulsione. Fabiano cambia il passo alla squadra, Bega afferma la sua personalità. di Giuliano Gnecco. BARASSO 5,5 La Nord lo accoglie con un'ovazione quando entra in campo per il riscaldamento. Ma, dopo qualche incertezza di troppo, ora l'impressione è che abbia paura ad uscire: bisognerebbe forse lavorare più sotto l'aspetto mentale che su quello tecnico. Ci do io, ci dai tu: nella ripresa rischia di aprire la porta a Dante Lopez non comprendendosi con Criscito. Vietato ai cardiopatici il disimpegno corto su Fabiano con Petrilli in agguato al limite dell'area. BEGA 6,5 Gli attaccanti calabresi non danno punti di riferimento: da quella parte, a turno, arrivano Dante Lopez, Sedivec e Cariello; lui riesce a proporsi anche in avanti. Va addirittura vicino a una rete che sarebbe da applausi: ha grande personalità. DE ROSA 5,5 Con intelligenza e senso della posizione, salva in angolo su Dante Lopez che, in contropiede, aveva già saltato Barasso. Resta freddo con il Genoa in apnea, cerca di far salire la squadra e di impostare quando Milanetto non riesce a prendere possesso della cabina di regia. Sull'espulsione l'arbitro eccede, ma lui commette una grave ingenuità: era già stato graziato in precedenza. CRISCITO 5,5 Solitamente pulito e chirurgico, è scomposto nel fermare Cariello dopo una manciata di minuti; l'arbitro fischia il fallo ma gli risparmia il cartellino che - diffidato - gli sarebbe costato la squalifica. Al 18' della ripresa, in concorso con Barasso, rischia di combinare una frittata con Dante Lopez pronto a castigare il Grifone. Esce poi per infortunio dopo aver stretto i denti (36' st LONGO 6,5: la sua freschezza porta linfa nuova al centrocampo; la traversa nel finale urla vendetta: subito in partita). ROSSI 7 È in un periodo di forma straordinario: riesce a macinare centinaia di chilometri, in fase difensiva e offensiva, senza perdere lucidità; bisognerebbe ibernarlo e scongelarlo solo il giorno della partita per mantenerlo in questo stato di grazia per tutta la stagione. Purtroppo, nel corso dell'anno, un calo è fisiologico per tutti, specialmente marciando a questi ritmi; nel frattempo lui cerca di portarsi avanti con il lavoro per i momenti di vacche magre. Finisce in riserva: capitano coraggioso. MILANETTO 6 Scivola al limite dell'area quando ha la palla sul sinistro e la porta spalancata. Il piglio guerriero non gli fa difetto, peròè meno lucido e convinto rispetto agli standard abituali. Trova anche in Piocelle un degno avversario. Intelligente a indurre Veron al fallo da rigore. Nella ripresa cambia passo e registro, crescendo alla grande. COPPOLA 6 Non ringhia: ruggisce. Ma è meno preciso e più confusionario del solito. Comunque sempre attento su Veron, uno che dell'ex sampdoriano non è neppure parente ma che tuttavia in A ha giocato a lungo con la Reggina. Termina da difensore puro. JURIC 5,5 È al debutto in campionato al Ferraris e gli tocca subito la squadra che lo ha valorizzato in Italia. Dalla sua parte Cariello e Palmieri inizialmente si scambiano spesso la posizione; poi è soprattutto su Palmieri che focalizza le proprie attenzioni, badando a contenere per aiutare la difesa ma facendo mancare così il suo apporto in fase propulsiva (1' st FABIANO 6,5: cambia marcia alla partita; rispetto al croato ha una maggiore propensione a spingere, costringendo Palmieri ad abbassarsi e Borghetti a trovarsi solo a fronteggiare lui e Sculli). ADAILTON 7 Già al 4' scalda il sinistro e disegna su punizione una traiettoria imprendibile: di poco a lato. Ha pochi eguali come suggeritore: è delizioso quando con un tocco morbido mette il compagno davanti al portiere. Dal dischetto è implacabile, ma ad ogni calcio piazzato riesce sempre a creare qualcosa di pericoloso. GRECO 6 Dottor Jeckyll e Mister Hyde: devastante in casa, solo generoso in trasferta. Questa volta qualcosa non torna: si gioca al Ferraris però non riesce a pungere. Come tutta la squadra cresce nella ripresa quando si batte come un leone. SCULLI 6,5 Quando ingrana la marcia Borghetti fatica a tenerlo. Generoso anche in ripiegamento, quando si abbassa a centrocampo e va a conquistare palla. È completo perché ha pure la testa: sulla prima incornata la mira è sbagliata, sulla seconda ci vuole un grande Soviero per negargli il pareggio. Sulla terza solo la traversa salva il Crotone. Unico neo, grave: sul vantaggio calabrese c'è lui su Borghetti, e l'avversario lo anticipa senza che lui riesca ad opporsi (28' st ZEYTULAEV 5,5: si fa notare soprattutto per la palla persa nella propria trequarti che apre ai calabresi un'autostrada per il contropiede. Più incisivo del solito in attacco). CROTONE Soviero 7; Borghetti 6,5, Maietta 6, F. Rossi 7, Bonomi 6 (38' st Gentile sv); Palmieri 6, Veron 6,5, Piocelle7, Cariello 6,5 (15' st Petrilli); Sedivec 6; Dante Lopez 5,5. ARBITRO Lops di Torino 5: il Crotone protesta per il rigore. Ce n'è, però, un altro nel finale su Longo. Risparmia il giallo a Criscito (diffidato) e De Rosa (prima del rosso), tuttavia anche con diversi interventi dei difensori calabresi è di manica larga. Severissimo, invece, quando espelle De Rosa nel finale. Indisponente quando fischia la fine: ha l'atteggiamento di chi vuole provocare il pubblico.

 

LA REPUBBLICA - Solo un pari con il Crotone Avvio in affanno, ospiti in vantaggio per una disattenzione della difesa. Nella ripresa il Genoa cambia marcia e pareggia su rigore, vano assalto nel finale. di Gessi Adamoli. Esce per la seconda volta consecutiva la x sulla ruota di Gasperini, l´allenatore che sembrava non conoscere il pareggio. Contro il Crotone finisce uno a uno, proprio come lunedì a Verona e il Genoa, che comunque resta solitario al primo posto in classifica, è così costretto a rinviare i progetti di fuga. È soltanto uno il punto che divide la squadra rossoblù dal gruppone degli inseguitori, ma sarebbe sbagliato e fuori luogo sostenere che il giocattolo si sia rotto. Certamente c´è una piccola crisi di risultati che coincide anche con un´involuzione per quanto riguarda il gioco. Una flessione che probabilmente si deve ritenere fisiologica, perché non è pensabile reggere a certi ritmi per 42 partite senza un calo, e che dovrà essere abile Gasperini a gestire. È innegabile che la squadra che si è fatta imporre il pareggio da un Crotone in classifica deficitaria e decimato dalle assenze non è nemmeno lontana parente dallo schiacciasassi che stritolava chiunque gli si parasse davanti. Ieri il Genoa ha buttato via tutto il primo tempo e non solo a causa della scelta di Gasperini che, sulla sinistra a formare la catena con Sculli, ha preferito Juric, diligente ma più adatto a compiti di copertura, a Fabiano. Le belle azioni tutte di prima e in velocità alle quali il Genoa aveva abituato i suoi tifosi sono merce rara. La manovra non è fluida, certe giocate che sembravano semplici tanto arrivavano con naturalezza non riescono più. Diventa tutto più difficile se i ritmi non sono alti e alla squadra avversaria si dà la possibilità di arroccarsi in difesa e chiudere gli spazi. Una travolgente azione in profondità il Genoa riesce a costruirla al 13´. Preso in velocità, il Crotone, spalanca un corridoio centrale a Milanetto che, però, sul più bello inciampa sul pallone qualche metro fuori dall´area di rigore. Un minuto dopo Adailton riesce a smarcare Rossi ma la mira è sbagliata. Proprio il capitano è tra i pochi ad avere una marcia in più, gli altri trotterellano e si adattano al tran tran imposto dal Crotone. Anche Sculli sarebbe ispirato, ma Juric al rientro non rappresenta la migliore della rampe di lancio e così sono rarissime le iniziative sulla sinistra. Il primo campanello d´allarme suona al 24´: la difesa genoana è ferma sul calcio d´angolo che spiove in area, Lopez (impacciata e macchinosa la sua prestazione: insomma, nulla è cambiato) può colpire di fronte piena, la conclusione però è troppo centrale e Barasso si ritrova il pallone tra le mani. Difesa rossoblù immobile anche al 35´, è lunga la parabola che Bonomi, quasi dalla panchina di Gasperini, fa spiovere in area e il difensore Borghetti anticipa Sculli e non dà scampo a Barasso. La possibilità del pareggio la offre, poco prima del riposo (43´), Sculli ad Adailton, il brasiliano va al tiro d´interno piede come per piazzare la palla e invece la spedisce altissima sopra la traversa. Nel secondo tempo il Genoa riparte con Fabiano al posto di Juric e soprattutto con la Gradinata Nord, che nei momenti di difficoltà sa di poter recitare un ruolo importante, che spinge la squadra all´attacco. Al 3´, su corner di Adailton, Sculli colpisce di testa a colpo sicuro ma Soviero si oppone d´istinto. È dal primo tempo che Soviero chiede il cambio, ma Gustinetti evidentemente non si fida di Padelli (ex Primavera della Sampdoria, lo scorso anno al Pizzighettone) e non gli dà retta. È la traversa (6´) a salvare Soviero, ancora su Sculli di testa, che dopo aver servito Greco sulla fascia e andato al centro a ricevere il cross del compagno. All´8´ il pareggio: sulla conclusione di Milanetto la palla sbatte sul braccio di Veron e per Lops è calcio di rigore. Conclusione secca a fil di palo e niente da fare per Soviero che pure aveva intuito l´angolo dove il brasiliano avrebbe calciato. Poco dopo l´ex Soviero, maglia numero 8 alla Jongloed, il portiere della grande Olanda, si becca l´ammonizione per aver polemicamente messo sul dischetto la palla dopo un fallo dal limite fischiato in favore del Genoa. Ma già prima della mezz´ora il Genoa cala d´intensità e sbatte sulla traversa, calciata dal limite da Longo, la palla che vale tre punti. Poi, al 90´, arriva il rosso a De Rosa per doppia ammonizione.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini: "Meritavamo di più" Il tecnico non fa drammi: "Quel gol subito nel primo tempo ha complicato tutto". Preziosi: "Due punti persi, questa gara ci serva da monito" di Lorenzo Mangini. E´ finita alla quinta uscita la serie di vittorie casalinghe in campionato per il Genoa. Mister Gasperini non fa drammi. «Si diceva che non pareggiavamo mai, ora ne abbiamo fatti due. Dopo dieci gare siamo davanti a tutti. Il campionato diventa ogni gara più difficile, ma, per ora, va bene così». Per il tecnico la sfida e´ cambiato su un episodio. «Il gol subito ha complicato tutto. Su Borghetti c´era Sculli, ma e´ stato lasciato solo e certe ingenuità´ si pagano care. Siamo stati bravi a raddrizzare la situazione». Il Genoa meritava di più´. Gasperini non ha dubbi. «Nel primo tempo abbiamo seguito il trend della seconda parte di Verona e ho visto lo stesso tipo di prestazione poco convincente. Per traverse ed occasioni avremmo dovuto comunque conquistare i tre punti». L´arbitraggio ha rappresentato un ulteriore problema. Il tecnico del Genoa parla chiaro. «La direzione di Lops ci ha scontentati, in particolare per la gestione dei cartellini, e, nel finale, c´era rigore su Longo. Sulla ripartenza, invece, è arrivata l´espulsione di De Rosa. Insomma abbiamo subito un danno doppio». Genoa diverso dopo la pausa, anche per i tre cambi, dai risultati contrastanti. «Con Fabiano non e´ cambiato nulla. Juric non ha demeritato, non mi pento della scelta. Dobbiamo recuperarlo dopo l´infortunio ed il brasiliano doveva rifiatare. Sculli l´ho visto stanco, speravo nel brio di Zeytulaev, ma non ha funzionato. Longo poteva essere determinante, ma Coppola e Milanetto stavano andando bene ed il suo ingresso ci avrebbe creato dei problemi tattici». Adesso Gasperini puo´ sedersi davanti alla televisione per Napoli-Juventus di lunedì´ sera. «Spero - scherza - in un pari con cinque espulsi per parte». Anche Enrico Preziosi guarda avanti. «Abbiamo perso due punti. A Verona il pari era accettabile, ma in casa e´ diverso. Non ho visto il solito Genoa, questa gara deve servirci da monito. Il Crotone e´ partito tutto chiuso nella sua meta´ campo e, dopo il gol subito, e, diventato tutto più´ difficile».

 

LA REPUBBLICA - Milanetto discontinuo Greco torna sulla terra. Juric non spinge, Zeytulaev resta un oggetto misterioso. di Gessi Adamoli. Barasso 6: incolpevole sul gol e, nella ripresa, un passaggio con i piedi da brivido. Bega 6: Sedivec e Lopez, gli spuntati attaccanti del Crotone, non creano troppi grattacapi, così sale spesso a sostegno dei centrocampisti ma senza risultati tangibili. De Rosa 6: dietro è una garanzia, ma un paio di volte porta troppo palla. L´espulsione nel finale gli costerà la partita con l´Albinoleffe. Criscito 6: meno brillante di altre occasioni, esce per una botta che mette a rischio la sua presenza in Coppa mercoledì a Empoli. Dal 37´ st Longo sv: poteva essere il match winner, ma la sua botta dal limite si stampa contro la traversa. Rossi 7: si propone, "taglia", dà l´appoggio ad Adailton. È l´unico a correre come all´inizio di stagione. Milanetto 6: gioca tanti palloni a conferma che è sempre nel vivo dell´azione e che tutte le manovre partono dal suo piede, però questa volta la percentuale d´errore è alta. Coppola 6: pochi lampi, solo onesto gregariato. Juric 5: diligente e affidabile, non è però il massimo per una partita che il Genoa dovrebbe giocare tutta all´attacco. Dal 1´ st Fabiano 6: dà certamente più spinta sulla fascia, anche se non incide come in altre occasioni. Adailton 5,5: in fase calante, certi errori non sono da lui. dal dischetto, però, è il solito infallibile cecchino. Greco 5: non è più devastante, quello visto con il Crotone non è il marziano di inizio stagione ma un giocatore assolutamente normale. Forse avrebbe bisogno di tirare un po´ il fiato, ma Gasperini non "vede" Aurelio. Sculli 6,5: si fa bruciare da Borghetti marcandolo all´esterno, un po´ come aveva fatto con lui Stankevicius a Brescia. Ma in fase offensiva conferma di stare attraversando un momento di grande forma. Dal 28´ st Zeytulaev 5: ancora una volta non pervenuto, entra e offre un contributo assolutamente modesto.

 

IL GIORNALE - Genoa sbiadito e impreciso perde due punti col Crotone di Emmanuele Gerboni - Due punti persi per il Genoa che fa il Genoa soltanto in pochi momenti della gara. Festeggia dunque il Crotone che si porta a casa un punticino importantissimo, approfittando della giornata negativa dei rossoblù. Che hanno colpito due traverse ma non sono riusciti ad essere concreti e spettacolari come al solito. Partenza soft per il Genoa che ovviamente comandava la manovra ma senza dare l'impressione di poter colpire con facilità. E dopo il gol di Borghetti al 36' (bravo a sfruttare un cross dalla sinistra di Cariello), tutto diventava più difficile per il Grifone che sprecava l'impossibile al 40' con Adailton. Nella ripresa scendeva in campo, però, un altro Genoa, trascinato da uno Sculli imprendibile. Proprio lui colpiva la traversa al 6', un antipasto del pareggio, arrivato qualche istante dopo, con Adailton, preciso e implacabile dagli undici metri. A quel punto i rossoblù prendevano fiato prima dell'assalto finale anche se il Crotone ogni tanto metteva il naso nell'area rossoblù. Il Genoa che ci provava ma senza troppe idee. Ancora un brivido al 43' con il tiro di Longo che faceva tremare la traversa. Non era davvero giornata per un Genoa troppo sbiadito. BARASSO 6. Qualche brivido quando deve uscire dai pali, può fare poco sulla rete di Borghetti. BEGA 6. Grande dinamismo sulla fascia, anche se Cariello è un cliente difficile. DE ROSA 5,5. Poche sbavature, una gara condotta con la solita personalità. Rovina tutto con l'espulsione nel finale. CRISCITO 5.5. Qualche incertezza di troppo, non convince appieno. (Dal 36' st Longo 6 - Sfortunato. Il suo tiro supera Soviero ma colpisce la traversa) . M.ROSSI 6. Sfiora il gol che sarebbe stata la fotocopia di quello realizzato a Verona, la mira non è così precisa. Grande generosità, ma Gasperini gli chiede di affondare di più. COPPOLA 6. Qualità e quantità, le sue caratteristiche. Mantiene ritmi altissimi, raramente perde la bussola. MILANETTO 6,5. I giocatori calabresi gli tolgono il respiro sulla linea mediana, ma lui dimostra di avere sempre le idee chiare. JURIC 5. Ritorna titolare dopo una lunga assenza per infortunio (l'ultima gara lo scorso 19 settembre a Modena): non riesce a spingere come dovrebbe e potrebbe. Sostituito nell' intervallo (dal 1' st Fabiano 6,5. Riesce a garantire più equilibrio alla squadra. Positivo). ADAILTON 6. Sbaglia completamente la conclusione da buona posizione in chiusura di primo tempo. Però dimostra grande freddezza dagli undici metri. GRECO 5, 5. Non è facile perché la difesa del Crotone concede pochissimo. Ma lui eccede in qualche giocata solitaria che non produce nulla. Si riscatta con un paio di assist pennellati. SCULLI 6,5. Serve un pallone splendido ad Adailton al 43'. Nella ripresa un super Soviero gli nega la gioia del gol e colpisce anche la traversa. (Dal 28' st Zeytulaev sv - Spiccioli di gara e qualche errore) All. GASPERINI 6. Nel secondo tempo corregge la squadra con l'ingresso di Fabiano ma non basta. Arbitro: LOPS di Torino 5,5. Da rivedere il rigore perché Veron era molto vicino sul cross di Milanetto. Nel finale non ne concede uno più netto.

 

IL GIORNALE - Preziosi: «C’era un altro rigore per noi». Enrico Preziosi accetta il pareggio con una mezza smorfia: «Non voglio giudicare il comportamento dell'arbitro, ma alla fine c'era un rigore piuttosto netto a nostro favore. Non eravamo brillanti come al solito, questa partita deve servire da monito». Prende fiato il patron rossoblu e poi continua la sua analisi del match: «Bisogna avere un approccio diverso, serve sempre la massima attenzione anche se giochiamo contro l'ultima in calssifica». Inutile drammatizzare anche il pareggio con il Crotone non è andato giù al patron genoano: «È andata così, inutile pensarci troppo: cerchiamo di voltare pagina e pensare alla prima gara. Lo ripeto, non siamo stati brillanti anche se non era facile: il Crotone si è chiuso nella propria area. Un campanello d'allarme dopo il pareggio a Verona? No, in trasferta ci può anche stare di chiudere la gara in parità, oggi proprio no. Sicuramente abbiamo perso due punti. Non è stato il Genoa che siamo abituati a vedere». Dalla tribuna d'onore alla sala stampa del Luigi Ferraris c'è amarezza in casa Genoa. Tutti concordano, non è stato il solito Grifone, ma nonostante tutto era possibile conquistare il bottino pieno. Iniziamo da GianPiero Gasperini: «Sicuramente ci ha tagliato le gambe il loro gol, peccato davvero: dovevamo essere più attenti. Queste sono partite strane: se poi vai sotto tutto diventa più difficile. L'ingresso di Juric dal primo minuto? È una mossa che rifarei perché Fabiano aveva qualche problemino fisico, doveva rifiatare. Comunque, pensiamo alla prossima gara». L'ultima battuta, infine, sul match in programma a Napoli domani sera. Il tecnico del Genoa prova a scherzarci su: «Diciamo un pareggio con cinque espulsioni per parte.». E giù una risata. Domenico Criscito parla invece di momento sfortunato: «È un periodo particolare dove tutto gira storto. Adesso, abbiamo l'occasione di riprendere subito la strada giusta già nel match di Coppa Italia con l'Empoli e poi a Bergamo con l'Albinoleffe. L'unica cosa positiva è il fatto di aver mantenuto la testa della classifica visti gli altri risultati. Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno». Notizia di mercato: il Genoa se Sculli verrà squalificato, starebbe pensando al reintegro di Corrado Grabbi.

 

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