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CAMPIONATO 2007-08 | Cronache Partite | Tabellini | Immagini | Giocatori | Calendario | |
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GENOA - EMPOLI 0 - 1 (0 - 1) Rete: 14' Abate GENOA: Rubinho; Konko, Lucarelli (69' Vanden Borre), Criscito; Rossi, Milanetto, Juric (76' Di Vaio), Fabiano; Sculli, Borriello, Leon (36 Figueroa). (Scarpi, Santos, Danilo, Wilson). Allenatore: Gasperini EMPOLI: Balli; Buscè, Marzoratti, Piccolo, Tosto; Abate (13'st Marianini), Moro, Budel (38'st Vanigli), Antonini, Vannucchi, Giovinco. (Bassi, Pratali, Adani, Giacomazzi, Volpato). Allenatore: Cagni Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Angoli 5-4 per il Genoa. Espulso: 88' Di Vaio Ammoniti: Rossi, Fabiano, Figueroa, Vannucchi, Abate, Moro. Spettatori 23.885
IL SECOLO XIX
- Il Genoa cade ma pensa ancora all'Europa. La sconfitta interna patita
contro l'Empoli allontana il sogno Uefa ma lascia immutata la situazione per l'Intertoto.
di Giuliano Gnecco. Genova. Una sconfitta e un rammarico: la strada per l'Europa
ora è davvero in salita, con un tasso di difficoltà piuttosto elevato. La Uefa è
sempre più lontana, ed è stata persa una ghiotta occasione anche in chiave
Intertoto. Eppure, il Genoa spera ancora. Il paradosso: la sconfitta con
l'Empoli carica e dà più energia ai toscani, i quali domenica affrontano
l'Udinese. Un successo del Grifone avrebbe invece minato le speranze dei
toscani, spianando la strada ai friulani. Meglio così? Certo che no, perché
adesso è tutto più difficile, e domenica la squadra di Gasperini andrà al
Tardini per affrontare un Parma con la bava alla bocca. Però, nulla è perduto.
Meglio: il Genoa ha perso una partita, non la speranza di compiere un'impresa
straordinaria. Comunque vada sarà un successo, perché una salvezza così
anticipata i rossoblù non la conquistavano dai tempi di Bagnoli, e sempre dalla
stagione migliore del Dopoguerra il Grifone non era ancora in corsa per spiccare
il volo verso l'Europa a tre giornate dalla fine. Tuttavia, manca la ciliegina
sulla torta, manca una briciola per rendere irripetibile una annata già
straordinaria. Gian Piero Gasperini ordina: «Difendiamo l'ottavo posto», che può
significare Intertoto. Mentre Julio Cesar Leon rilancia: «Possiamo ancora
raggiungere l'Udinese». Ci sono sei punti di svantaggio da recuperare in tre
partite. Però, l'unica gara ad alta gradazione di difficoltà il Genoa l'avrà
domenica contro un Parma che si gioca la vita. Poi al Ferraris ci sarà una Lazio
in vacanza e i rossoblù chiuderanno a Bergamo contro un'Atalanta senza più
obiettivi. L'Udinese? Prima sarà al Castellani contro un Empoli affamato e
rigenerato, poi ospiterà il Cagliari che ancora non è tranquillo, quindi farà
visita a un Milan che deve vincere per essere certo di qualificarsi per la
Champions League. Recuperare sei punti in tre partite? Difficile, ma non
impossibile. Per questo il Genoa ci crede, per questo non tutto è perduto, per
questo il Grifone ha l'obbligo di provarci: comunque vada, alla fine avrà così
la coscienza a posto. Avrà la serenità di non aver mollato proprio sul filo di
lana. A Parma la partita decisiva: dentro o fuori. Perché vincendo il Grifone
resterebbe in corsa, qualsiasi altro risultato metterebbe a rischio anche
l'ottavo posto, che fa gola al Napoli. Al Tardini per vincere, per la regolarità
del campionato e per regalarsi ancora un filo di speranza. Perché l'Europa è lì,
non proprio a un passo ma comunque a portata di mano. E sarebbe un vero peccato
non prenderla.
IL SECOLO XIX
- Il pagellone. di
Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Infortunio a parte, ha vissuto una settimana da re:
il prestigioso Times lo ha incoronato come uno dei migliori portieri del
campionato italiano, il Milan gli ha messo gli occhi addosso per il dopo Dida
(«Prenderanno Frey o Boruc, io non sono ancora pronto – ha confidato con fin
troppa umiltà – Devo solo pensare al Genoa e mantenere le promesse di quando ero
ragazzo per diventare un grande portiere»). Però lo scorso anno, giusto con
l’Empoli in Coppa Italia, commise forse il più grave dei pochi errori nella sua
avventura rossoblù, ed è in cerca di riscatto. Incolpevole sul diagonale di
Abate che gli sbuca davanti anche se gli passa in mezzo alle gambe. KONKO 5,5 Di
nuovo difensore, per necessità, ha qualche sbavatura ma mette prima la museruola
a Vannucchi e poi spegne anche i bollenti spiriti diGiovinco. Nel secondo tempo
avanza nella posizione di esterno destro di centrocampo.Meno lucido e più
confusionario rispetto ai suoi standard. LUCARELLI 6 Al centro della difesa
giganteggia, andando a chiudere, raddoppiare, e facendo partire la manovra. Se
la retroguardia vacilla sotto i colpi delle ripartenze empolesi, non è certo a
causa sua. Si erge anzi a baluardo quando la situazione si fa spinosa. Commette
però un paio di errori damatita blu, il più clamoroso al 18’ della ripresa,ma
rimedia da solo su Vannucchi (24’ st VANDENBORRE 5,5: dovrebbe dare polpa al
centrocampo, invece pur sacrificandosi fa parecchia confusione, sebbene dimostri
di avere delle qualità). CRISCITO 5 Dalla sua parte gioca il folletto Giovinco,
che con il ritorno di Cagni ha perso il posto fisso ed è spinto dal desiderio di
far ricredere il tecnico. L’avversario, con la sua agilità e imprevedibilità,
gli crea più di un grattacapo, ed è lui a inventare l’assiste per il vantaggio
empolese con Abate. Si trova più a proprio agio quando dalla sua parte arriva il
pur talentuoso Vannucchi. Ma fa confusione anche quando spara palloni lunghi a
saltare il centrocampo invece di seguire la stradamaestra del gioco,marchio di
fabbrica del Grifone gasperiniano. ROSSI 7 Non ha sbagliato chi lo ha scelto
come testimonial della raccolta di sangue a favore dell’Avis: lui lo dona ogni
domenica sputandolo sul campo, con tutti i chilometri chemacina. Si alterna con
Konko in marcatura su Vannucchi, sul quale è bravo a chiudere in angolo dopo
appena 2’ sul traversone del solissimo Giovinco smarcato da Abate. Poi al 9’
spinge sull’acceleratore e in volata lascia sul posto tre avversari, prima di
essere stoppato da Marzoratti. Duella con l’ex blucerchiato Antonini, e vince la
sfida.Nella ripresa si abbassa a fare il difensore nel 442. Provvidenziale la
sua diagonale su Vannucchi al 22’ della ripresa,ma il capitano cimette diverse
pezze. MILANETTO 5 Accusa i primi caldi e per tutto il primo tempo vaga per il
campo apparentemente senza una meta. Sembra il fantasma di se stesso:
irriconoscibile rispetto alle ultime brillanti prestazioni, è anche poco
reattivo e difetta di lucidità. Fallisce anche una quantità industriale di
passaggi, quelli che di solito sono il suo pane. Soffre pure Budel, che pure
quanto a dinamismo non è certo un fulmine di guerra.Nella ripresa cresce
leggermente,ma la sua è una partita da dimenticare, e se il Genoa naufraga è
anche perché inmezzo al campo non trova il consueto punto di riferimento a
dettare i tempi. JURIC 5,5 Deve fare diga da solo, stante il pomeriggio in apnea
di Milanetto. Un paio di volte perde di vista Moro,ma riparte spesso per
sostenere la manovra offensiva.Anche lui però vive una giornata sottotono: è
meno continuo e ci mette pure minor quantità rispetto al consueto(31’ st DI VAIO
5: conquista diverse punizioni.Gioca largo a sinistra ma tagliando inmezzo
riesce ad arrecare alla difesa toscana. Poi gli scappa un vaffa per un
inesistente fallo fischiatogli contro; poiché non si chiama Totti, scatta
immediatamente il rosso; resta solo da capire come quantificherà questa volta il
giudice sportivo l’imprecazione, dato che per ora ilmetro non è stato univoco.
Tuttavia il suo campionato rischia di essere già finito). FABIANO 5 Fa bene la
fase offensiva,ma in quella difensiva soffre terribilmente le sovrapposizioni
diAbate, che gli scappa più volte, anche se lo punisce una soltanto.Diffidato,
l’ammonizione rimediata per il fallo su Vannucchi lo costringerà a saltare la
trasferta di Parma. SCULLI 6 Circola una leggenda: dopo la cassetta del
compianto Signorini mostrata da Sacchi a Baresi per imparare a fare il libero,
Ferguson avrebbe fatto visionare un dvd di Sculli a Rooney per insegnagli a fare
la punta esterna con vocazione a fare il terzino aggiunto. Lui parte a destra,
passa a sinistra, nella ripresa fa pure il centrocampista: non solo un jolly
prezioso,ma anche uno dei pochi che per temperamento dà l’impressione di non
arrendersi neppure quando le cose sono ormai compromesse.Magari sbaglierà anche
qualcosa,ma fa una mole di lavoro immensa senza mai risparmiarsi. BORRIELLO 5
Prova a graffiare già al 10’,ma il suo diagonale di sinistro è intercettato da
Balli che fa scudo con il corpo.Al 3’ della ripresa costruisce un’altra
occasione importante, però la sua bomba da fuori si spegne a lato. Cerca in
tutti imodi di eguagliare Trevisan e guadagnarsi l’Europeo,ma per lui il gol è
ormai diventato un assillo che condiziona in negativo il suomodo di giocare e
quello della squadra. LEON 4,5 Inizia a sinistra, poco più tardi passa a destra
incrociandosi con Sculli: poco cambia, perché decisamente non è in giornata. Ci
mette anche la volontà, andando anche a ripiegare in fase passiva, però sbaglia
un’infinità di palloni, compresi gli appoggi più semplici.Quandomanca la vena, è
più controproducente che altro (36’ pt FIGUEROA 5: uomo d’area per istinto,
gioca tendenzialmente decentrato a destra nel tridente. L’intervallo consente di
ridisegnare l’assetto e nel 442 torna a fare ciò che ha sempre fatto. Tuttavia,
anche perché mal servito, non riesce a pungere). EMPOLI Balli 6,5; Buscè 6,Marzoratti
7, Piccolo 6,5, Tosto 6,5;Abate 7 (13’ stMarianini 6),Moro 6,5, Budel 6,5 (37’
stVanigli ng),Antonini 6,5; Giovinco 6,5, Vannucchi 6. ARBITRO Gava di
Conegliano Veneto 5: c’è nel finale un rigore su Sculli (segnalato anche dal
guardalinee),ma fischia fallo contro. Prima ce n’è uno di Marianini su
Borriello: ancora niente. Punisce Di Vaio per un intervento che non ha commesso,
e lo espelle quando l’attaccante lo insulta. Premesso che in una partita
stregata come questa, il Genoa non avrebbe segnato neppure se avesse giocato
tutto il giorno, i soli 2’ di recupero concessi nella ripresa gridano vendetta.
Ha un atteggiamento indisponente.
IL SECOLO XIX - Preziosi: squadra in vacanza, Borriello mediti. Il patron non nasconde la delusione: «Abbiamo meritato di perdere. Siamo stati leziosi e l'Empoli ci ha punito». di Giovanni Ciolina. Genova. Il suo Genoa non collabora di certo ad addolcire una domenica soleggiata e il suo umore cambia nell'arco di due ore. Il gol di Ignazio Abate, ma soprattutto la prova incolore dei Gasperini Boys, rende nebbiosa l'ultima domenica di aprile. Il presidente Enrico Preziosi al fischio finale del signor Gava resta sedutonella sua solita poltroncinain tribuna d'onore. Si alza per firmare l'autografo ad una giovane tifosa che, incitata dal padre, forse avrebbe più voglia di piangere per la delusione che chiedere la firma del patron rossoblù. Ma bisogna andare avanti «anche se non abbiamo disputato una buona gara. Abbiamo meritato di perdere». Preziosi punta l'indice sull'approccio alla gara ipotizzando che «forse la squadra ha sottovalutato l'Empoli. Eravamo in vacanza». In effetti alcuni giocatori del Grifone hanno giocato al di sotto delle loro possibilità, ma forse è più plausibile ipotizzare una giornata storta da troppa euforia. «Ci sta una scivolata e per noi cambia poco anche se stavamo andando bene». Il presidente non pronuncia mai la parolina magica, ma in fondo in fondo sembra che anche lui un pensierino all'Europa ce l'avesse fatto e non può esprimere rammarico «per aver sciupato l'occasione di aprirsi una strada importante». «Pensiamo all'Empoli ed a vincere la partita per evitare tante storie» era stata la sua dichiarazione premonitrice in tempi non sospetti. Nella giornata in cui va in scena al Ferraris l'ombra del Grifone di Gasperini anche il patron genoano fatica a trovare aspetti positivi: «Siamo stati leziosi, puniti alla prima occasione e abbiamo meritato di perdere». Concetto quest'ultimo, che si presenta due volte in pochi minuti nei discorsi di Preziosi che però una cosa positiva nella giornata riesce ad estrapolarla: «Settecento donatori di sangue sono un traguardo importante - ammette - e soprattutto evidenzia l'ennesimo slancio di generosità della nostra tifoseria». La parentesi extracalcistica serve a regalare un sorriso che Preziosi perde immediatamente quando torna a parlare di calcio. E della squadra. Lo stesso Borriello questa volta subisce una tirata d'orecchie dal presidente: «Ha fatto poco, prestazione sottotono e soprattutto mi sembra sia tradito dalla voglia di segnare a tutti i costi.La classifica cannonieri comincia a pesargli. Deve meditare». Messaggio chiaro quello del presidente. In effetti le prestazioni dell'attaccante sembrano annebbiate da qualche tempo dall'ansia di andare a rete a tutti i costi e solo riacquistando la serenità tornerà ad essere SuperMarco.
LA REPUBBLICA
- Il Genoa si butta via, addio sogni.
Cagni vince tatticamente, male
Figueroa e Borriello insieme Toscani più motivati, sfruttano pressing e
contropiede. di Gessi Adamoli. Hai voglia ad inventarti motivazioni o traguardi
da raggiungere, come la Coppa Uefa, che tutti sanno impossibili. Quando di
fronte hai una squadra che si gioca la vita (calcistica, si intende) ci sta che
quella vada a mille e sputi sangue su ogni pallone e tu non riesca a stargli
dietro. Gigi Cagni poi ha davvero fatto un buon lavoro. Non solo ha ridato
sprint ad una squadra che non si reggeva in piedi, ma l´ha anche riorganizzata
dal punto di vista tattico. Così l´Empoli ha fatto quello che abitualmente è di
competenza del Genoa: pressing e ripartenze in velocità, sfruttando gli spazi. E
la squadra di Gasperini ha finito per non raccapezzarsi più. L´Empoli è partito
con Vannucchi e Giovinco attaccanti con il compito, soprattutto il primo, di
rientrare a sostegno dei centrocampisti. E con due esterni, Abate e Antonini,
pronti a "tagliare" e sfruttare la vena creativa di Giovinco (il grande
rimpianto di Gasperini: l´ha plasmato lui, ma poi ha lasciato che andasse
all´Empoli). La squadra toscana in fase di non possesso teneva otto, nove
giocatori dietro la linea della palla. Un´autentica maginot, difficile da
superare. E non solo, ma gli spazi, quelli che solitamente il Genoa è così abile
a sfruttare, erano invece tutti per l´Empoli. Prima del gol ci sono un paio di
campanelli d´allarme: Antonini prima è stoppato in corner da Rossi, poi, sul
cross di Moro, calcia al volo ma senza trovare la porta. Il gol arriva al 14´. È
ispirato Giovinco nel confezionare l´assist, Abate sceglie il tempo giusto per
l´inserimento che lo porta tutto solo davanti a Rubinho. Il Genoa non riesce a
trovare il bandolo della matassa e Gasperini fa quello che si era ripromesso di
non fare mai, se non in condizioni particolari, ovvero far giocare insieme
Borriello e Figueroa. Evidentemente la pessima giornata di Leon ed il gol da
recuperare inducono il tecnico genoano a ritenere che questa si tratti di una di
quelle situazioni particolari e fa entrare Figueroa prima ancora dell´intervallo.
È il tandem che molti tifosi vorrebbero veder giocare sempre, ma in realtà la
convivenza tattica tra i due non è fluida. Non solo ma la presenza in campo
contemporaneamente dei due attaccanti centrali, obbliga il Genoa a cambiare il
suo modo di giocare. Un errore, come ammette onestamente Gasperini: «Ci siamo
snaturati, la colpa è mia che ho costretto la squadra a giocare con i lanci per
le due punte». E forse è stato uno sbaglio anche far giocare Borriello che non
era al top fisicamente, ma che, in lotta per la classifica dei cannonieri, non
ne vuole saper di fermarsi.
Per cercare di evitare la sesta sconfitta casalinga della stagione, Gasperini ha
ripetutamente provato a rimodellare l´assetto tattico della sua squadra. Nella
ripresa è passato al 4-4-2 con Konko e Rossi che si sono invertiti le posizioni.
Poi Konko è andato a fare anche l´interno con Juric a sinistra ed infine il
centrale difensivo al posto di Lucarelli con Vanden Borre a centrocampo. Infine
il tecnico genoano ha tentato anche la carta Di Vaio (per Juric) ed il Genoa si
è schierato così con due punte centrali, Borriello e Figueroa, e due esterni
d´attacco molto alti, Sculli e per l´appunto Di Vaio, peraltro espulso per
proteste a 3´ dal novantesimo. Tutto comunque inutile perché il Genoa non è mai
riuscito ad impensierire seriamente Balli. Nel finale, però, c´è stato un
episodio molto dubbio in area dell´Empoli: Marianini, in mischia, ha
vistosamente trattenuto Borriello, ma Gava non ha fatto una piega. Se il gol non
l´hanno fatto né Borriello né Figueroa, l´hanno invece segnato i tifosi del
Genoa. Le cinque emoteche posizionate all´esterno dello stadio hanno infatti
raccolto 300 sacche di sangue.
LA REPUBBLICA - Il gruppo Cagni, in piena zona retrocessione, conquista 3 punti. Stop del Genoa che sperava di avvicinarsi alla zona Uefa. Grinta e cuore, l'Empoli vince. I toscani esultano a Marassi. GENOVA - Colpaccio dell'Empoli che vince a Marassi contro il Genoa e si rilancia in grande stile nella lotta per non retrocedere. Una rete messa a segno da Abate al 14' della prima frazione ha deciso il match e regalato alla squadra di Cagni tre punti pesantissimi in attesa del rush finale per la permanenza nella massima serie. Domenica prossima in casa con l'Udinese e poi la super sfida di Reggio Calabria decideranno quasi certamente il futuro dei toscani. Il Genoa, invece, ha fallito una buona occasione per provare ancora ad agganciare l'Udinese (oggi vittoriosa contro il Catania). La squadra di casa, priva degli squalificati Bovo e De Rosa, si presenta con il solito 3-4-3: in difesa il jolly Konko con Lucarelli e Criscito, a centrocampo Rossi, Milanetto, Juric e Fabiano, in avanti Leon, Sculli e Borriello. Dall'altra parte, Cagni deve fare a meno degli squalificati Marchisio, Raggi e Saudati oltre che dell'infortunato Pozzi (ormai da un pò) e schiera un 4-4-2 con Buscè sulla linea difensiva, Abate a centrocampo e poi Vannucchi e Giovinco in attacco. L'avvio sembra di marca genoana visto che è Borriello al 10' a rendersi pericoloso trovando sulla sua strada un ottimo Balli, ma è la squadra ospite a passare in vantaggio al 14' proprio con Abata che si inserisce in area, riceve da Giovinco un assist al bacio e lo deposita in diagonale in rete facendolo passare sotto le gambe di Rubinho. La rete subita, però, non fa svegliare dal torpore iniziale i padroni di casa, mentre gli empolesi legittimano il vantaggio comandando il gioco e proponendosi nella trequarti genoana. Al 36' è ancora Abete protagonista: serve Antonini ma Rubinho riesce a cavarsela mentre 1' più tardi Gasperini intuisce che deve cambiare qualcosa e cerca di dare più peso all'attacco richiamando in panchina uno spento Leon per inserire Figueroa. Nella ripresa, il Genoa dimostra di voler rimediare alla rete subita e parte all'attacco. Borriello e Juric vanno vicini alla segnatura al 3' ed al 5', ma non sono fortunati e poco dopo Cagni richiama in panchina Abate per inserire Marianini. L'inserimento produce i suoi effetti perchè l'Empoli contiene meglio a centrocampo ed impedisce una manovra fluida ai padroni di casa. Anzi, la squadra di Cagni torna piano piano a rendersi pericolosa ma senza riuscire a segnare. Gasperini cerca ancora dalla panchina la soluzione ai problemi e così al 25' inserisce Vanden Borre per Lucarelli ed al 31' mette Di Vaio per Juric. Una formazione d'attacco che però non solo punge ma anche si innervosisce e Di Vaio viene anche espulso al 43' per un vaffa all'arbitro.
LA REPUBBLICA - Lucarelli è spaesato Leon non entra nel match. di Gessi Adamoli. Rubinho 6 Buffon dice che il portiere brasiliano del Genoa nelle uscite a terra è tra i più forti in assoluto. Questa volta, invece, esce con un attimo di ritardo e la palla calciata da Abate gli passa tra le gambe. Ma, quando un avversario gli si presenta solo davanti, un portiere non è mai colpevole. Konko 6 Per lui in tribuna c´era Mariolino Corso, Moratti, prima di spendere 12 milioni, vuole anche sentire il parere del suo osservatore di fiducia. Corso ha visto fare a Konko il difensore di destra, l´esterno di destra di centrocampo, il centrale a fianco di Milanetto e infine lo stopper. La duttilità è quella abituale ma non la qualità. Lucarelli 5,5 Bene se c´è da rompere, ma estremamente a disagio quando è chiamato ad impostare. Ed il suo imbarazzo è ancora più tangibile per il fatto che l´assenza di Bovo lo porta ad essere il centrale difensivo, dunque una sorta di regista arretrato dal quale (molto teoricamente) devono partire tutte le azioni della squadra rossoblù. Dal 24´ st Vanden Borre 5,5: troppi passaggi sbagliati. Criscito 6 Qualche rinvio sbagliato, ma anche qualche buon recupero. Tutto nella normalità, ma chi conosce le sue qualità non può non aspettarsi di più. Rossi 6,5 La solita partita di grande sacrificio che inizia con una provvidenziale diagonale a tamponare in corner su Antonini. Prova anche a sovrapporsi, sino a quando, all´inizio della ripresa, si scambia la posizione con Konko e deve solo pensare a difendere. Milanetto 5 Il regista illuminato che aveva preso per mano il Genoa nelle ultime settimane, si squaglia al primo sole. Il Milanetto di ieri ha ricordato quello della partita d´esordio con il Milan. Juric 5,5 Anche il "soldatino" sbaglia partita. Gasperini prima prova a cambiargli posizione portandolo a sinistra, poi lo sostituisce. Dal 31´ st Di Vaio sv: espulso dall´arbitro Gava che applica in maniera ottusa il concetto di tolleranza zero e lo espella per proteste. Fabiano 5,5 Soffre Abate: lo tiene in gioco e si fa anche rubare il tempo in occasione del "taglio" che decide la partita. Sculli 5,5 Una prestazione opaca dopo quella super di Siena. Borriello 5,5 La classifica dei cannonieri è diventata un´ossessione, non gioca più con quella spensieratezza che gli permetteva di segnare a raffica. Leon 5 Gasperini non gli fa finire nemmeno il primo tempo. Dal 37´ pt Figueroa 5,5: l´intesa con Borriello non c´è, mai una "spizzicata" dell´uno che venga capita dall´altro.
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