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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

GENOA - EMPOLI                          0 - 1    (0 - 1)

Rete: 14' Abate

GENOA: Rubinho; Konko, Lucarelli (69' Vanden Borre), Criscito; Rossi, Milanetto, Juric (76' Di Vaio), Fabiano; Sculli, Borriello, Leon (36 Figueroa). (Scarpi, Santos, Danilo, Wilson). Allenatore: Gasperini

EMPOLI: Balli; Buscè, Marzoratti, Piccolo, Tosto; Abate (13'st Marianini), Moro, Budel (38'st Vanigli), Antonini, Vannucchi, Giovinco. (Bassi, Pratali, Adani, Giacomazzi, Volpato). Allenatore: Cagni

Arbitro: Gava di Conegliano Veneto. Angoli 5-4 per il Genoa. Espulso: 88' Di Vaio

Ammoniti: Rossi, Fabiano, Figueroa, Vannucchi, Abate, Moro. Spettatori 23.885

 

     

 

     

 

IL SECOLO XIX - Il Genoa cade ma pensa ancora all'Europa. La sconfitta interna patita contro l'Empoli allontana il sogno Uefa ma lascia immutata la situazione per l'Intertoto. di Giuliano Gnecco. Genova. Una sconfitta e un rammarico: la strada per l'Europa ora è davvero in salita, con un tasso di difficoltà piuttosto elevato. La Uefa è sempre più lontana, ed è stata persa una ghiotta occasione anche in chiave Intertoto. Eppure, il Genoa spera ancora. Il paradosso: la sconfitta con l'Empoli carica e dà più energia ai toscani, i quali domenica affrontano l'Udinese. Un successo del Grifone avrebbe invece minato le speranze dei toscani, spianando la strada ai friulani. Meglio così? Certo che no, perché adesso è tutto più difficile, e domenica la squadra di Gasperini andrà al Tardini per affrontare un Parma con la bava alla bocca. Però, nulla è perduto. Meglio: il Genoa ha perso una partita, non la speranza di compiere un'impresa straordinaria. Comunque vada sarà un successo, perché una salvezza così anticipata i rossoblù non la conquistavano dai tempi di Bagnoli, e sempre dalla stagione migliore del Dopoguerra il Grifone non era ancora in corsa per spiccare il volo verso l'Europa a tre giornate dalla fine. Tuttavia, manca la ciliegina sulla torta, manca una briciola per rendere irripetibile una annata già straordinaria. Gian Piero Gasperini ordina: «Difendiamo l'ottavo posto», che può significare Intertoto. Mentre Julio Cesar Leon rilancia: «Possiamo ancora raggiungere l'Udinese». Ci sono sei punti di svantaggio da recuperare in tre partite. Però, l'unica gara ad alta gradazione di difficoltà il Genoa l'avrà domenica contro un Parma che si gioca la vita. Poi al Ferraris ci sarà una Lazio in vacanza e i rossoblù chiuderanno a Bergamo contro un'Atalanta senza più obiettivi. L'Udinese? Prima sarà al Castellani contro un Empoli affamato e rigenerato, poi ospiterà il Cagliari che ancora non è tranquillo, quindi farà visita a un Milan che deve vincere per essere certo di qualificarsi per la Champions League. Recuperare sei punti in tre partite? Difficile, ma non impossibile. Per questo il Genoa ci crede, per questo non tutto è perduto, per questo il Grifone ha l'obbligo di provarci: comunque vada, alla fine avrà così la coscienza a posto. Avrà la serenità di non aver mollato proprio sul filo di lana. A Parma la partita decisiva: dentro o fuori. Perché vincendo il Grifone resterebbe in corsa, qualsiasi altro risultato metterebbe a rischio anche l'ottavo posto, che fa gola al Napoli. Al Tardini per vincere, per la regolarità del campionato e per regalarsi ancora un filo di speranza. Perché l'Europa è lì, non proprio a un passo ma comunque a portata di mano. E sarebbe un vero peccato non prenderla.

IL SECOLO XIX - Il Grifo si perde ma resta in corsa. ROSSOBLÙ LENTI E CONFUSI, NON RIESCONO A SEGNARE. di Giovanni Ciolina. GENOVA. «Game over» verrebbe da dire alla luce della sconfitta con l’Empoli. Il Genoa tutto bollicine e automatismi perfetti di Gasperini si perde di fronte alla rabbia ed alla disperazione della formazione di Gigi Cagni che alla salvezza degli azzurri toscani ci crede ancora. «Ci hanno accecato la vista correndo in quel modo...» è la sintesi azzeccata di Julio Cesar Leon. Fine dei giochi verrebbe da pensare di fronte ad una squadra che interrompe la serie positiva dei gol realizzati alla settima settimana, si ritrova con la difesa violata al Ferraris dopo 279’ e con il capocannoniere del campionato (Borriello)alle prese con un acciacco che non gli permette di allenarsi per bene in settimana, ma che sembra accusare psicologicamente il peso di un traguardo che, pur ininfluente sul bilancio della squadra, ha intaccato la sua serenità di cecchino spietato. Insomma la maledizione toscana si abbatte nuovamente sul Ferraris a 132 giorni dalla batosta con il Siena e manda in mille pezzettini la mongolfiera dei sogni genoani. Tocca ad un ventunenne, Ignazio Abate, al primo gol in serieA, colpire a morte il Grifone. QUANTE SIMILITUDINI con quella gara. L’Empoli, come il Siena, imposta la partita sulla velocità, sulle ripartenze, il pressing alto ed asfissiante, in grado di stroncare il ritmo del Genoa e di impedirgli di trovare i tempi giusti con Milanetto non al meglio. «Abbiamo giocato senza attaccanti di ruolo e il mister ci ha chiesto il gioco palla a terra e ci siamo riusciti. Abbiamo i giocatori per farlo» ammette Luca Antonini, esterno sinistro empolese. Lui, Abate e Giovinco sono stati gli autentici pugnali nel fianco della difesa rossoblù che soprattutto di fronte al “piccolo gioiello” di proprietà Juve ha ansimato di corse e pericoli. Proprio Sebastian chiude con Abate il triangolo che decide la sfida al 14’.Proprio l’uomo che piace da impazzire a Gasperini ma non solo a lui regala almeno altri due guizzi in avvio di gara per poi caricarsi sulle sue spalle, il peso dell’intero attacco toscano. Insomma l’Empoli corre a perdifiato (fatta eccezione per l’evanescente Vannucchi) per tutto il campo e imbalsama il Grifone. Sembra quasi che per un giorno le due squadre si scambino parti e caratteristiche. Sarà un caso se alla fine Cagni dovrà affannarsi ad incoraggiare i suoi alle prese con le richieste di cambio per esaurimento di energie? Sicuramente no, perché a turno Giovinco, Abate, Antonini, e compagnia chiedono di uscire,ma le motivazioni ospiti sono apparse un piedistallo inamovibile su cui impostare la partita. Il Genoa sembra un toro inferocito che vede rosso fino al limite dell’area, per poi perdersi in un’involuzione inquietante al momento del tiro. Per trovare una conclusione vera del Genoa bisogna fissare il minuto 10 quando Borriello calcia addosso a Balli da pochi metri. C’è poi un rigore non visto sullo stesso attaccante nella ripresa, ma addossare responsabilità della battuta a vuoto sul direttore di gara è eccessivo. Certo Gava non è benevolo con il Grifone. IL ROSSO a DiVaio ci sta tutto dopo l’ultimo giro di vite chiesto da Collina, ma se il «vaffa» del romano è sanzionato, la stessa sorte deve toccare a tutti: che si parli di Totti o di mister ics. Resta il fatto che l’attaccante romano non ci sarà a Parma, al pari di Fabiano (ammonito e squalificato), mentre rientreranno De Rosa e Bovo. Ma questa è un’altra storia. Possibile che contro l’Empoli il Grifone abbia disimparato a giocare a calcio? Possibile un calo fisico tanto marcato nell’arco di una settimana? Il caldo può essere una variabile, ma esiste per entrambe. Forse e più semplicemente la sconfitta può essere riconducibile ad una giornata storta della squadra, coincisa con una prestazione maestosa a livello di impegno e dedizione degli ospiti. Proprio per questa ragione la partita europea è tutt’altro che chiusa. Partita finita, quindi, non game over e se la vittoria avrebbe permesso di tenere alti i sogni di gloria, la sconfitta non risulta irrimediabile. In chiave ottavo posto (Intertoto) la situazione non è cambiata molto. Il Napoli rosicchia un punto, ma resta dietro e ha un calendario in salita. L’Uefa, invece, scappa a sei lunghezze, distanza tale da far storcere il naso al Popolo e farlo parlare di delusione, ma per assurdo a tre turni dalla fine il sogno resta realizzabile. A condizione di centrare tre vittorie su altrettante gare. Domenica prossima l’Udinese è di scena proprio sul campo dell’Empoli, rinvigorito dal trionfo genovese, prima di ospitare il pericolante Cagliari e chiudere a Milano con il Milan. Sogno era e sogno rimane, l’Europa per il Genoa a condizione di ritrovare al più presto l’indole battagliera e «l’umiltà» come ammette Leon

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Infortunio a parte, ha vissuto una settimana da re: il prestigioso Times lo ha incoronato come uno dei migliori portieri del campionato italiano, il Milan gli ha messo gli occhi addosso per il dopo Dida («Prenderanno Frey o Boruc, io non sono ancora pronto – ha confidato con fin troppa umiltà – Devo solo pensare al Genoa e mantenere le promesse di quando ero ragazzo per diventare un grande portiere»). Però lo scorso anno, giusto con l’Empoli in Coppa Italia, commise forse il più grave dei pochi errori nella sua avventura rossoblù, ed è in cerca di riscatto. Incolpevole sul diagonale di Abate che gli sbuca davanti anche se gli passa in mezzo alle gambe. KONKO 5,5 Di nuovo difensore, per necessità, ha qualche sbavatura ma mette prima la museruola a Vannucchi e poi spegne anche i bollenti spiriti diGiovinco. Nel secondo tempo avanza nella posizione di esterno destro di centrocampo.Meno lucido e più confusionario rispetto ai suoi standard. LUCARELLI 6 Al centro della difesa giganteggia, andando a chiudere, raddoppiare, e facendo partire la manovra. Se la retroguardia vacilla sotto i colpi delle ripartenze empolesi, non è certo a causa sua. Si erge anzi a baluardo quando la situazione si fa spinosa. Commette però un paio di errori damatita blu, il più clamoroso al 18’ della ripresa,ma rimedia da solo su Vannucchi (24’ st VANDENBORRE 5,5: dovrebbe dare polpa al centrocampo, invece pur sacrificandosi fa parecchia confusione, sebbene dimostri di avere delle qualità). CRISCITO 5 Dalla sua parte gioca il folletto Giovinco, che con il ritorno di Cagni ha perso il posto fisso ed è spinto dal desiderio di far ricredere il tecnico. L’avversario, con la sua agilità e imprevedibilità, gli crea più di un grattacapo, ed è lui a inventare l’assiste per il vantaggio empolese con Abate. Si trova più a proprio agio quando dalla sua parte arriva il pur talentuoso Vannucchi. Ma fa confusione anche quando spara palloni lunghi a saltare il centrocampo invece di seguire la stradamaestra del gioco,marchio di fabbrica del Grifone gasperiniano. ROSSI 7 Non ha sbagliato chi lo ha scelto come testimonial della raccolta di sangue a favore dell’Avis: lui lo dona ogni domenica sputandolo sul campo, con tutti i chilometri chemacina. Si alterna con Konko in marcatura su Vannucchi, sul quale è bravo a chiudere in angolo dopo appena 2’ sul traversone del solissimo Giovinco smarcato da Abate. Poi al 9’ spinge sull’acceleratore e in volata lascia sul posto tre avversari, prima di essere stoppato da Marzoratti. Duella con l’ex blucerchiato Antonini, e vince la sfida.Nella ripresa si abbassa a fare il difensore nel 442. Provvidenziale la sua diagonale su Vannucchi al 22’ della ripresa,ma il capitano cimette diverse pezze. MILANETTO 5 Accusa i primi caldi e per tutto il primo tempo vaga per il campo apparentemente senza una meta. Sembra il fantasma di se stesso: irriconoscibile rispetto alle ultime brillanti prestazioni, è anche poco reattivo e difetta di lucidità. Fallisce anche una quantità industriale di passaggi, quelli che di solito sono il suo pane. Soffre pure Budel, che pure quanto a dinamismo non è certo un fulmine di guerra.Nella ripresa cresce leggermente,ma la sua è una partita da dimenticare, e se il Genoa naufraga è anche perché inmezzo al campo non trova il consueto punto di riferimento a dettare i tempi. JURIC 5,5 Deve fare diga da solo, stante il pomeriggio in apnea di Milanetto. Un paio di volte perde di vista Moro,ma riparte spesso per sostenere la manovra offensiva.Anche lui però vive una giornata sottotono: è meno continuo e ci mette pure minor quantità rispetto al consueto(31’ st DI VAIO 5: conquista diverse punizioni.Gioca largo a sinistra ma tagliando inmezzo riesce ad arrecare alla difesa toscana. Poi gli scappa un vaffa per un inesistente fallo fischiatogli contro; poiché non si chiama Totti, scatta immediatamente il rosso; resta solo da capire come quantificherà questa volta il giudice sportivo l’imprecazione, dato che per ora ilmetro non è stato univoco. Tuttavia il suo campionato rischia di essere già finito). FABIANO 5 Fa bene la fase offensiva,ma in quella difensiva soffre terribilmente le sovrapposizioni diAbate, che gli scappa più volte, anche se lo punisce una soltanto.Diffidato, l’ammonizione rimediata per il fallo su Vannucchi lo costringerà a saltare la trasferta di Parma. SCULLI 6 Circola una leggenda: dopo la cassetta del compianto Signorini mostrata da Sacchi a Baresi per imparare a fare il libero, Ferguson avrebbe fatto visionare un dvd di Sculli a Rooney per insegnagli a fare la punta esterna con vocazione a fare il terzino aggiunto. Lui parte a destra, passa a sinistra, nella ripresa fa pure il centrocampista: non solo un jolly prezioso,ma anche uno dei pochi che per temperamento dà l’impressione di non arrendersi neppure quando le cose sono ormai compromesse.Magari sbaglierà anche qualcosa,ma fa una mole di lavoro immensa senza mai risparmiarsi. BORRIELLO 5 Prova a graffiare già al 10’,ma il suo diagonale di sinistro è intercettato da Balli che fa scudo con il corpo.Al 3’ della ripresa costruisce un’altra occasione importante, però la sua bomba da fuori si spegne a lato. Cerca in tutti imodi di eguagliare Trevisan e guadagnarsi l’Europeo,ma per lui il gol è ormai diventato un assillo che condiziona in negativo il suomodo di giocare e quello della squadra. LEON 4,5 Inizia a sinistra, poco più tardi passa a destra incrociandosi con Sculli: poco cambia, perché decisamente non è in giornata. Ci mette anche la volontà, andando anche a ripiegare in fase passiva, però sbaglia un’infinità di palloni, compresi gli appoggi più semplici.Quandomanca la vena, è più controproducente che altro (36’ pt FIGUEROA 5: uomo d’area per istinto, gioca tendenzialmente decentrato a destra nel tridente. L’intervallo consente di ridisegnare l’assetto e nel 442 torna a fare ciò che ha sempre fatto. Tuttavia, anche perché mal servito, non riesce a pungere). EMPOLI Balli 6,5; Buscè 6,Marzoratti 7, Piccolo 6,5, Tosto 6,5;Abate 7 (13’ stMarianini 6),Moro 6,5, Budel 6,5 (37’ stVanigli ng),Antonini 6,5; Giovinco 6,5, Vannucchi 6. ARBITRO Gava di Conegliano Veneto 5: c’è nel finale un rigore su Sculli (segnalato anche dal guardalinee),ma fischia fallo contro. Prima ce n’è uno di Marianini su Borriello: ancora niente. Punisce Di Vaio per un intervento che non ha commesso, e lo espelle quando l’attaccante lo insulta. Premesso che in una partita stregata come questa, il Genoa non avrebbe segnato neppure se avesse giocato tutto il giorno, i soli 2’ di recupero concessi nella ripresa gridano vendetta. Ha un atteggiamento indisponente.

IL SECOLO XIX - Gasperini striglia il Grifone «Tutti abbiamo sbagliato partita, siamo stati approssimativi e scontati». di Giuliano Gnecco. GENOVA.Non sempre i sogni svaniscono all’alba, talvolta sfumano in un pomeriggio che sembra un anticipo di estate. «Sapevamo che la Uefa diretta sarebbe stata difficile, cercheremo di difendere l’ottavoposto », assicura Gian Piero Gasperini. Perché non tutto è perduto: l’Europa dalla porta principale è sfumata (anche se sembrava utopia già dopo la sconfitta con la Roma invece un nuovo spiraglio si è aperto), però nulla è invariato per quanto riguarda l’ingresso di servizio. Per l’Intertoto si può ancora fare, e calendario alla mano ci sono pure buone possibilità. CERTO occorre evitare di ripetere quando è successo con l’Empoli: «È stata una brutta prestazione,una delle più brutte ammette Gasperini . Peccato, volevamo continuare la striscia positiva, c’erano i presupposti. L’Empoli ha mille motivazioni e giocatori importanti; sapevamo che avremmo potuto subire qualcosa, ma volevamo metterli in difficoltà. A un certo punto volevamo dare più peso centralmente: a volte si fanno esperimenti per non avere scrupoli.Ma si paga. Come la voglia di tutti di aiutare Borriello, e a volte si sbaglia. Sono responsabilità che mi prendo. Siamo stati approssimativi, scontati,monocorde. È un tipo di calcio che non è il nostro, e non paga». Sorride Gigi Cagni: «La sfortuna del Genoa è che sono venuto a vederlo con il Torino, e mi è servito. Poi ho il vantaggio di avere allenato qui: ho detto ai miei che se ci fossimo lasciati aggredire sarebbe stata finita, invece siamo stati bravi noi ad aggredirli. E a un certo punto ho giocato a uomo, con il libero. Non mi vergogno a dirlo perché non mi interessa che facciano i complimenti a me e poi la squadra perda». A prescindere dai meriti dell’Empoli, a mancare è stato il Genoa. Gasperini ammette: «Borriello ha fatto tanto per il Genoa e merita che lo aiutiamo mettendolo in condizione di fare gol. Per questomi sono fatto lo scrupolo di farlo giocare, anche se in settimana si era allenato poco. Certo in un altro momento e in un’altra fase del campionato l’avrei tenuto fuori, ma è facile con il senno di poi. Sicuramente su di lui c’era un rigore, ma non cambia la qualità della prestazione. Oggi sono mancati i riferimenti, le giocate. Giovinco è difficile da marcare perché è veloce e sa girarsi in una mattonella, però è nella fase d’attacco che siamo mancati. Davo per scontato che potevano metterci in difficoltà,ma c’erano le condizioni per fare molto meglio». Gasperini non accampa scuse: il Genoa ha sbagliato partita. E ha sciupato una grande occasione per restare in scia all’Udinese, che domenica giocherà proprio a Empoli. «Ho già avvertito i miei confida Cagni . L’ho detto anche dopo la vittoria del Genoa a Siena: chi vince in trasferta poi perde in casa. Per cui dobbiamo stare attenti: ci giochiamo la salvezza, e per me sarebbe il traguardo più importante della carriera pur avendo vinto diversi campionati, per cui dobbiamo battere i friulani. E non mi piace che si limiti l’Empoli a Giovinco: ho la passione di insegnare, e qui posso farlo,ma senza i giocatori di esperienza ad aiutarli, i giovani non possono fare nulla. Non accetto che si parli solo della prestazione di Giovinco quando Vannucchi, da capitano, a un certo puntoha accettato di giocare a destra anche se non è nelle sue corde; quando Buscè, che terzino non è, accetta di giocare in difesa pur con due infiltrazioni, tanto che nell’intervallo doveva passeggiare avanti e indietro nello spogliatoio perché se si fosse fermato si sarebbe bloccato. Èconquesto spirito che abbiamo vinto». Uno spirito che al Genoa non ha fatto difetto, ma sono mancate altre cose che il Grifone deve ritrovare già da domenica a Parma, per continuare a sperare nell’Intertoto: sarà la porta di servizio,ma è pur sempre Europa. Risultato eccezionale per il primo anno di serie A.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi: squadra in vacanza, Borriello mediti. Il patron non nasconde la delusione: «Abbiamo meritato di perdere. Siamo stati leziosi e l'Empoli ci ha punito». di Giovanni Ciolina. Genova. Il suo Genoa non collabora di certo ad addolcire una domenica soleggiata e il suo umore cambia nell'arco di due ore. Il gol di Ignazio Abate, ma soprattutto la prova incolore dei Gasperini Boys, rende nebbiosa l'ultima domenica di aprile. Il presidente Enrico Preziosi al fischio finale del signor Gava resta sedutonella sua solita poltroncinain tribuna d'onore. Si alza per firmare l'autografo ad una giovane tifosa che, incitata dal padre, forse avrebbe più voglia di piangere per la delusione che chiedere la firma del patron rossoblù. Ma bisogna andare avanti «anche se non abbiamo disputato una buona gara. Abbiamo meritato di perdere». Preziosi punta l'indice sull'approccio alla gara ipotizzando che «forse la squadra ha sottovalutato l'Empoli. Eravamo in vacanza». In effetti alcuni giocatori del Grifone hanno giocato al di sotto delle loro possibilità, ma forse è più plausibile ipotizzare una giornata storta da troppa euforia. «Ci sta una scivolata e per noi cambia poco anche se stavamo andando bene». Il presidente non pronuncia mai la parolina magica, ma in fondo in fondo sembra che anche lui un pensierino all'Europa ce l'avesse fatto e non può esprimere rammarico «per aver sciupato l'occasione di aprirsi una strada importante». «Pensiamo all'Empoli ed a vincere la partita per evitare tante storie» era stata la sua dichiarazione premonitrice in tempi non sospetti. Nella giornata in cui va in scena al Ferraris l'ombra del Grifone di Gasperini anche il patron genoano fatica a trovare aspetti positivi: «Siamo stati leziosi, puniti alla prima occasione e abbiamo meritato di perdere». Concetto quest'ultimo, che si presenta due volte in pochi minuti nei discorsi di Preziosi che però una cosa positiva nella giornata riesce ad estrapolarla: «Settecento donatori di sangue sono un traguardo importante - ammette - e soprattutto evidenzia l'ennesimo slancio di generosità della nostra tifoseria». La parentesi extracalcistica serve a regalare un sorriso che Preziosi perde immediatamente quando torna a parlare di calcio. E della squadra. Lo stesso Borriello questa volta subisce una tirata d'orecchie dal presidente: «Ha fatto poco, prestazione sottotono e soprattutto mi sembra sia tradito dalla voglia di segnare a tutti i costi.La classifica cannonieri comincia a pesargli. Deve meditare». Messaggio chiaro quello del presidente. In effetti le prestazioni dell'attaccante sembrano annebbiate da qualche tempo dall'ansia di andare a rete a tutti i costi e solo riacquistando la serenità tornerà ad essere SuperMarco.

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa si butta via, addio sogni. Cagni vince tatticamente, male Figueroa e Borriello insieme Toscani più motivati, sfruttano pressing e contropiede. di Gessi Adamoli. Hai voglia ad inventarti motivazioni o traguardi da raggiungere, come la Coppa Uefa, che tutti sanno impossibili. Quando di fronte hai una squadra che si gioca la vita (calcistica, si intende) ci sta che quella vada a mille e sputi sangue su ogni pallone e tu non riesca a stargli dietro. Gigi Cagni poi ha davvero fatto un buon lavoro. Non solo ha ridato sprint ad una squadra che non si reggeva in piedi, ma l´ha anche riorganizzata dal punto di vista tattico. Così l´Empoli ha fatto quello che abitualmente è di competenza del Genoa: pressing e ripartenze in velocità, sfruttando gli spazi. E la squadra di Gasperini ha finito per non raccapezzarsi più. L´Empoli è partito con Vannucchi e Giovinco attaccanti con il compito, soprattutto il primo, di rientrare a sostegno dei centrocampisti. E con due esterni, Abate e Antonini, pronti a "tagliare" e sfruttare la vena creativa di Giovinco (il grande rimpianto di Gasperini: l´ha plasmato lui, ma poi ha lasciato che andasse all´Empoli). La squadra toscana in fase di non possesso teneva otto, nove giocatori dietro la linea della palla. Un´autentica maginot, difficile da superare. E non solo, ma gli spazi, quelli che solitamente il Genoa è così abile a sfruttare, erano invece tutti per l´Empoli. Prima del gol ci sono un paio di campanelli d´allarme: Antonini prima è stoppato in corner da Rossi, poi, sul cross di Moro, calcia al volo ma senza trovare la porta. Il gol arriva al 14´. È ispirato Giovinco nel confezionare l´assist, Abate sceglie il tempo giusto per l´inserimento che lo porta tutto solo davanti a Rubinho. Il Genoa non riesce a trovare il bandolo della matassa e Gasperini fa quello che si era ripromesso di non fare mai, se non in condizioni particolari, ovvero far giocare insieme Borriello e Figueroa. Evidentemente la pessima giornata di Leon ed il gol da recuperare inducono il tecnico genoano a ritenere che questa si tratti di una di quelle situazioni particolari e fa entrare Figueroa prima ancora dell´intervallo. È il tandem che molti tifosi vorrebbero veder giocare sempre, ma in realtà la convivenza tattica tra i due non è fluida. Non solo ma la presenza in campo contemporaneamente dei due attaccanti centrali, obbliga il Genoa a cambiare il suo modo di giocare. Un errore, come ammette onestamente Gasperini: «Ci siamo snaturati, la colpa è mia che ho costretto la squadra a giocare con i lanci per le due punte». E forse è stato uno sbaglio anche far giocare Borriello che non era al top fisicamente, ma che, in lotta per la classifica dei cannonieri, non ne vuole saper di fermarsi. Per cercare di evitare la sesta sconfitta casalinga della stagione, Gasperini ha ripetutamente provato a rimodellare l´assetto tattico della sua squadra. Nella ripresa è passato al 4-4-2 con Konko e Rossi che si sono invertiti le posizioni. Poi Konko è andato a fare anche l´interno con Juric a sinistra ed infine il centrale difensivo al posto di Lucarelli con Vanden Borre a centrocampo. Infine il tecnico genoano ha tentato anche la carta Di Vaio (per Juric) ed il Genoa si è schierato così con due punte centrali, Borriello e Figueroa, e due esterni d´attacco molto alti, Sculli e per l´appunto Di Vaio, peraltro espulso per proteste a 3´ dal novantesimo. Tutto comunque inutile perché il Genoa non è mai riuscito ad impensierire seriamente Balli. Nel finale, però, c´è stato un episodio molto dubbio in area dell´Empoli: Marianini, in mischia, ha vistosamente trattenuto Borriello, ma Gava non ha fatto una piega. Se il gol non l´hanno fatto né Borriello né Figueroa, l´hanno invece segnato i tifosi del Genoa. Le cinque emoteche posizionate all´esterno dello stadio hanno infatti raccolto 300 sacche di sangue.

LA REPUBBLICA - L´autocritica di Gasperini "Eravamo troppo sbilanciati". Il tecnico: ora difendere l´ottavo posto. Preziosi: "Forse Borriello non doveva giocare" L´allenatore dell´Empoli: "Alla fine ho giocato col libero e marcato a uomo". di Luca Palmieri. Non cerca giustificazioni il Genoa dopo la sconfitta che praticamente spegne il sogno Uefa. «Abbiamo giocato male, questa è la verità», afferma deciso il presidente Enrico Preziosi. «La sconfitta è meritata», concorda Giampiero Gasperini. Un ko che ovviamente non macchia una stagione straordinaria, perché nessuno, ma proprio nessuno, avrebbe potuto pensare che a quattro giornate dalla fine il Genoa sarebbe stato in corsa per l´Europa. «Il campionato resta da incorniciare – prosegue Preziosi – e una scivolata ci poteva stare, anche se forse non di queste proporzioni». Il presidente è infatti rimasto spiacevolmente sorpreso dall´atteggiamento della squadra. «A me è sembrato che fossimo un po´ in vacanza. L´Empoli ha messo in campo una grandissima determinazione, prevedibile visto che si giocano la salvezza, ma noi siamo stati troppo leziosi. Non si è visto insomma il solito Genoa. Peccato, perché potevamo ancora giocarci un grande obiettivo». Per Preziosi la vera nota positiva è stata la raccolta di sangue promossa fuori dallo stadio (donate 246 sacche): «Una splendida iniziativa, mi spiace per i tifosi che non sia poi arrivata la vittoria». L´argomento più caldo è però Marco Borriello. Gasperini è stato a lungo tentato dal concedere un turno di riposo al bomber, frenato in settimana da un problema al polpaccio. Alla fine ha prevalso la voglia di laurearsi capocannoniere dell´attaccante. Il risultato è stata una prestazione sottotono sia di Borriello, agganciato da Trezeguet, che della squadra. «Non era il solito – ha detto Preziosi – ed evidentemente la voglia di essere capocannoniere l´ha tradito. Credo che avesse ragione Gasperini nei suoi dubbi: se uno non è al top della condizione, è meglio che non giochi». Ragionamento che fa anche il tecnico, concedendo però molte attenuanti al bomber: «Innanzitutto diciamo che il dubbio era tutto mio. Con il senno di poi, si potrebbe dire che era meglio non farlo giocare. Ma capisco anche la sua voglia di esserci sempre per un traguardo tanto importante quando mancano poche giornate alla fine della stagione». Gasperini si carica soprattutto del cambio effettuato a pochi minuti dall´intervallo: fuori Leon, dentro Figueroa. «Pensavo che con due punte centrali, avremmo avuto più occasioni di andare alla conclusione. E´ un esperimento che mi sono sentito di fare, ma non è andata bene. Ci siamo snaturati e non siamo più stati il vero Genoa, abbiamo perso le misure e le distanze tra i reparti». Il rimpianto del tecnico è proprio nella pochissima verve offensiva. «Era prevedibile che l´Empoli potesse metterci un po´ in difficoltà, ma anche noi avevamo i giocatori per fare loro male. E non ci siamo mai riusciti. Dal punto di visto offensivo è stata una delle peggiori prestazioni del mio Genoa. Adesso cerchiamo di difendere l´ottavo posto». Gongola invece Gigi Cagni: «So cosa vuol dire giocare in casa del Genoa e ho chiesto ai ragazzi di aggredire loro per primi. E nel finale, con Budel con i crampi, ho giocato con il libero e con una bella marcatura a uomo. In tanti se ne vergognano, io no di certo…»

 

LA REPUBBLICA - Il gruppo Cagni, in piena zona retrocessione, conquista 3 punti. Stop del Genoa che sperava di avvicinarsi alla zona Uefa. Grinta e cuore, l'Empoli vince. I toscani esultano a Marassi. GENOVA - Colpaccio dell'Empoli che vince a Marassi contro il Genoa e si rilancia in grande stile nella lotta per non retrocedere. Una rete messa a segno da Abate al 14' della prima frazione ha deciso il match e regalato alla squadra di Cagni tre punti pesantissimi in attesa del rush finale per la permanenza nella massima serie. Domenica prossima in casa con l'Udinese e poi la super sfida di Reggio Calabria decideranno quasi certamente il futuro dei toscani. Il Genoa, invece, ha fallito una buona occasione per provare ancora ad agganciare l'Udinese (oggi vittoriosa contro il Catania). La squadra di casa, priva degli squalificati Bovo e De Rosa, si presenta con il solito 3-4-3: in difesa il jolly Konko con Lucarelli e Criscito, a centrocampo Rossi, Milanetto, Juric e Fabiano, in avanti Leon, Sculli e Borriello. Dall'altra parte, Cagni deve fare a meno degli squalificati Marchisio, Raggi e Saudati oltre che dell'infortunato Pozzi (ormai da un pò) e schiera un 4-4-2 con Buscè sulla linea difensiva, Abate a centrocampo e poi Vannucchi e Giovinco in attacco. L'avvio sembra di marca genoana visto che è Borriello al 10' a rendersi pericoloso trovando sulla sua strada un ottimo Balli, ma è la squadra ospite a passare in vantaggio al 14' proprio con Abata che si inserisce in area, riceve da Giovinco un assist al bacio e lo deposita in diagonale in rete facendolo passare sotto le gambe di Rubinho. La rete subita, però, non fa svegliare dal torpore iniziale i padroni di casa, mentre gli empolesi legittimano il vantaggio comandando il gioco e proponendosi nella trequarti genoana. Al 36' è ancora Abete protagonista: serve Antonini ma Rubinho riesce a cavarsela mentre 1' più tardi Gasperini intuisce che deve cambiare qualcosa e cerca di dare più peso all'attacco richiamando in panchina uno spento Leon per inserire Figueroa. Nella ripresa, il Genoa dimostra di voler rimediare alla rete subita e parte all'attacco. Borriello e Juric vanno vicini alla segnatura al 3' ed al 5', ma non sono fortunati e poco dopo Cagni richiama in panchina Abate per inserire Marianini. L'inserimento produce i suoi effetti perchè l'Empoli contiene meglio a centrocampo ed impedisce una manovra fluida ai padroni di casa. Anzi, la squadra di Cagni torna piano piano a rendersi pericolosa ma senza riuscire a segnare. Gasperini cerca ancora dalla panchina la soluzione ai problemi e così al 25' inserisce Vanden Borre per Lucarelli ed al 31' mette Di Vaio per Juric. Una formazione d'attacco che però non solo punge ma anche si innervosisce e Di Vaio viene anche espulso al 43' per un vaffa all'arbitro.

 

LA REPUBBLICA - Lucarelli è spaesato Leon non entra nel match. di Gessi Adamoli. Rubinho 6 Buffon dice che il portiere brasiliano del Genoa nelle uscite a terra è tra i più forti in assoluto. Questa volta, invece, esce con un attimo di ritardo e la palla calciata da Abate gli passa tra le gambe. Ma, quando un avversario gli si presenta solo davanti, un portiere non è mai colpevole. Konko 6 Per lui in tribuna c´era Mariolino Corso, Moratti, prima di spendere 12 milioni, vuole anche sentire il parere del suo osservatore di fiducia. Corso ha visto fare a Konko il difensore di destra, l´esterno di destra di centrocampo, il centrale a fianco di Milanetto e infine lo stopper. La duttilità è quella abituale ma non la qualità. Lucarelli 5,5 Bene se c´è da rompere, ma estremamente a disagio quando è chiamato ad impostare. Ed il suo imbarazzo è ancora più tangibile per il fatto che l´assenza di Bovo lo porta ad essere il centrale difensivo, dunque una sorta di regista arretrato dal quale (molto teoricamente) devono partire tutte le azioni della squadra rossoblù. Dal 24´ st Vanden Borre 5,5: troppi passaggi sbagliati. Criscito 6 Qualche rinvio sbagliato, ma anche qualche buon recupero. Tutto nella normalità, ma chi conosce le sue qualità non può non aspettarsi di più. Rossi 6,5 La solita partita di grande sacrificio che inizia con una provvidenziale diagonale a tamponare in corner su Antonini. Prova anche a sovrapporsi, sino a quando, all´inizio della ripresa, si scambia la posizione con Konko e deve solo pensare a difendere. Milanetto 5 Il regista illuminato che aveva preso per mano il Genoa nelle ultime settimane, si squaglia al primo sole. Il Milanetto di ieri ha ricordato quello della partita d´esordio con il Milan. Juric 5,5 Anche il "soldatino" sbaglia partita. Gasperini prima prova a cambiargli posizione portandolo a sinistra, poi lo sostituisce. Dal 31´ st Di Vaio sv: espulso dall´arbitro Gava che applica in maniera ottusa il concetto di tolleranza zero e lo espella per proteste. Fabiano 5,5 Soffre Abate: lo tiene in gioco e si fa anche rubare il tempo in occasione del "taglio" che decide la partita. Sculli 5,5 Una prestazione opaca dopo quella super di Siena. Borriello 5,5 La classifica dei cannonieri è diventata un´ossessione, non gioca più con quella spensieratezza che gli permetteva di segnare a raffica. Leon 5 Gasperini non gli fa finire nemmeno il primo tempo. Dal 37´ pt Figueroa 5,5: l´intesa con Borriello non c´è, mai una "spizzicata" dell´uno che venga capita dall´altro.

 

AKAIAOI