STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>


Genoa: Rubinho, Konko, Bega, Bovo, Danilo; Rossi, Paro, Juric (83' Fabiano), Sculli (62' Di Vaio), Borriello (77' Figueroa), Leon. In panchina: Scarpi, De Rosa, Coppola, Milanetto. All. Gasperini.

Fiorentina: Frey; Ujfalusi, Gamberini, Kroldrup, Pasqual; Kuzmanovic (63' Liverani), Donadel, Montolivo, Semioli, Pazzini (73' Vieri), Mutu (83' Osvaldo). In panchina: Lupatelli, Dainelli, Potenza, Pazienza. All: Prandelli.

Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno. Ammoniti Juric, Sculli, Leon, Ujfalusi, Montolivo, Vieri, Donadel, Kroldrup. Espulso al 31' il dirigente Fabrizio Preziosi per proteste. Angoli 9 - 1 per il Genoa. Spettatori: 24.876

 

  

 

Le pagelle di Akaiaoi: Rubinho 6: Qualche sbavatura nelle uscite, in pratica non deve fare una parata in tutta la partita perché nelle uniche due occasioni della Fiorentina prima Mutu s’allarga troppo, ben contrastato comunque dal portiere brasiliano, mentre nella seconda Pazzini calcia la sfera a lato. Konko 6: Il Genoa gioca con due centrali, Bega e Bovo e due esterni che fanno la spola tra difesa e centrocampo. Konko rispetto a un Danilo che si permette qualche giocata in avanti, rimane nella sua posizione dovendo fronteggiare il giocatore più estroso dei viola cioè Mutu. In definitiva và in difficoltà solo una volta quando il rumeno dopo aver riposato per tutta la gara effettua un’accelerazione entrando in area dalla sinistra e porgendo palla a Pazzini. Bega 6.5: Bel rientro per il difensore rossoblù. Messo in coppia al centro con Bovo non manca un intervento sugli attaccanti viola e in alcune occasioni si spinge anche in avanti. Meno male che quando è in fase offensiva e lo stendono l'arbitro fischia. Si vede che gli è simpatico. Bovo 6.5: Sempre sicuro e tranquillo in qualsiasi occasione. Quasi sempre in anticipo su Mutu e Pazzini che deve ricorrere più volte al fallo per cercare di liberarsi. Un grande acquisto, da Nazionale. Danilo 6.5: Solita prova dell’ esterno brasiliano. Sulla fascia destra della Viola c’è Semioli che più o meno la vede come Salihamidzcic della Juventus. Nel secondo tempo parte anche in avanti conquistando alcuni angoli e facendo partire dei buoni traversoni in area. Rossi 6: Montolivo in pratica non la vede mai, per l'esterno rossoblù solita perfetta partita in contenimento e soliti km macinati in quantità. Purtroppo la fase offensiva ne risente, i passaggi sono troppo affrettati e spesso viene fermato o anticipato dai difensori. Paro 6.5: Non ha il lancio illuminante di Milanetto ma al centro è sempre presente e quando s'accendono le piccole mischie per impossessarsi della palla riesce sempre a risolvere al meglio la situazione. E' simile a Bovo nel giostrare con facilità e tranquillità la palla. Un colpo da fuori area che finisce a lato di poco.  Juric 6,5: Combatte al centro con Kuzmanovic e Donadel vincendo con entrambi la tenzone. Va al contrasto, recupera palla e riparte in avanti. Nel primo tempo serve con una palla all' indietro Sculli il cui tiro viene ribattuto da Frey. Il suo gioco mette in difficoltà la Fiorentina soprattutto negli ultimi 20 minuti quando i toscani perdono spesso palla al centro consentendo al Genoa di avvicinarsi pericolosamente al limite dell' area. (83' Fabiano ng: Pochi spiccioli di partita per il brasiliano che però fà intravedere in almeno due occasioni di non aver perso l'abilità di saltare gli avversari. Un Danilo in copertura e un Fabiano al meglio a centrocampo sarebbero veramente una gran fascia sinistra). Sculli 6.5: Il cambio di posizione tra lui e Leon permette ad entrambi di spingere più decisamente in avanti, prima Sculli lo faceva poco rimanendo in fase di contenimento. Come Leon si becca dei duri interventi che l’arbitro lascia correre, poi naturalmente arriva in ritardo su Gamberini e viene ammonito. Ha l’occasione gol ma come a Torino il portiere riesce a respingere la conclusione.  (62' Di Vaio 5: Poco o niente fino al 90’ quando un errore di Liverani permette al Genoa un contropiede che lo lancia sulla destra. Traversone in area che finisce a pochi centimetri dal palo lontano. Peccato che dal dischetto del rigore ci sia Figueroa liberissimo e magari, se il traversone fosse stato verso il giocatore e non verso la porta, si poteva vedere esultare l’argentino). Borriello 6: Non era facile affrontare la difesa dei toscani formata centralmente da Gamberini e Kroldrup entrambi in ottima forma. I due vanno in difficoltà solo alle serpentine di Leon però Borriello si batte bene e qualche buon spunto riesce ad ottenerlo nonostante l'assurda antigenoanità del Morganti. (77' Figueroa 6: Pochi minuti per l'argentino ma importantissimi perchè segnano il suo ritorno ufficiale al calcio giocato. Oltre all' azione all' ultimo di Di Vaio ha un altra occasione, in area in girata al volo manda a rete la palla che viene ribattuta in angolo in costrasto volante mi pare da Ujfalusi. Segno che non ha paura di farsi di nuovo male). Leon 7: Parte piano sulla sinistra poi Gasperini gli cambia posizione con Sculli e diventa incontenibile per i difensori viola. Più volte salta come birilli gli avversari che per fermarlo usano le maniere dure tanto Morganti vede e non provvede. Ha la pecca di prendere alcune pause durante la gara e di eccedere nel tener palla per saltare gli avversari. E’ troppo insistente anche nel carcare la rete direttamente dal calcio d’angolo. Ce lo teniamo così com’è. Gasperini 7: Tatticamente sistema la squadra in maniera perfetta. La mossa del cambio di fascia tra Leon e Sculli a metà primo tempo mette in difficoltà la Fiorentina. Purtroppo in questo momento il Genoa non ha attaccanti sulla fascia sinistra che la mettono dentro con facilità. Era probabilmente la gara adatta per mettere negli ultimi 20 minuti Papa Waigo, la Viola era in difficoltà così figurarsi con la velocità dell' ex cesenate. Naturalmente gli è venuta l'appendicite. Fiorentina: Frey 6,5; Ujfalusi 6, Gamberini 7, Kroldrup 6.5, Pasqual 6; Kuzmanovic 6 (63' Liverani 5), Donadel 5.5, Montolivo 5, Semioli 5.5, Pazzini 6 (73' Vieri ng), Mutu 5 (83' Osvaldo ng). Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno 4. La Fiorentina nel primo tempo gioca in 12 mentre nel secondo tempo con l’aggiunta del guardalinee in 13. Interrompe sistematicamente ogni azione genoana, sono almeno 6 i falli netti subiti da Leon non sanzionati dall’ arbitro o non segnalati dall’assistente. In una occasione scaturisce il contropiede che porta al tiro di Pazzini su servizio di Mutu. Scandaloso su Borriello. Scandaloso su Sculli. Scandaloso su Leon. Più il pubblico lo epiteta in maniera corretta e più tira il naso insù. Protagonista, fenomeno.

 

   

 

  

 

TUTTOSPORT - Genoa, un punto da grande. La Fiorentina rimane imbattuta, aggancia la Juve ma resta a -4 dall’Inter. A Marassi rossoblsenza timori, viola affaticati e a secco per la prima volta. Anselmo Gramigni. GENOVA. Il Genoa sfiora la grande impresa. Con una partita gagliarda, coraggiosa e a tratti frenetica mette in difficoltuna Fiorentina un po’ stanca per le fatiche di Coppa Uefa. Leon, spirito indemoniato, ha letteralmente fatto vedere i sorci verdi, anzi viola, ai difensori ospiti. Fosse stato meglio assistito in fase di rifinitura l’armata rossobl avrebbe ottenuto un altro splendido trionfo. Ma bene ha giocato il Genoa che ha combattuto ad armi pari con un collettivo che ambisce, giustamente, a grandissimi traguardi. Cresce, nel clan rossobl, la consapevolezza di essere una squadra rivelazione, in grado di mettere in difficoltà chiunque, basando la sua forza sullo spirito di sacrificio di tutti i componenti e su un sistema di gioco che Gasperini affina di settimana in settimana. Applausi dunque, anche se stavolta­ mancato il coronamento di una buona prestazione, mancato infatti solo il gol. Mentre la Fiorentina porta a casa un punto che le permette di agganciare la Juve al 3posto in classifica, a quattro lunghezze dalla vetta. Il presidente Preziosi al termine della gara soddisfatto: ­Alcune valutazioni dell’arbitro non mi hanno convinto ma devo complimentarmi con la mia squadra. Contro una corazzata del campionato abbiamo giocato alla pari: mica­poco. E potevamo pure vincere. Ora andiamo a Milano e non sfigureremo neanche contro l’Inter. Partenza a razzo dei rossobl, proiettati in avanti nel tentativo di sorprendere la Fiorentina. Viola sornioni e anche un po’ spiazzati dal veemente avvio degli avversari. Per tutta la gara, poi, i viola soffriranno l’alto ritmo del Genoa anche per le tossine accumulate gioveda Villa- Real. Dopo alcune iniziative di marca rossobl, all’ 11’ Montolivo ( sivisto poco ieri sera) spaventa il Genoa con una percussione che gli permette di trovarsi da solo, in area rossobl, davanti a Rubinho. Ma la posizione­defilata e il portiere brasiliano­bravo nel costringere l’avvversario a una posizione di stallo: infatti il successivo cross si perde nel nulla. Due minuti dopo Leon, su punizione, costringe Frey alla respinta con i pugni. Fase convulsa, gioco maschio, a trattti duro, e Morganti fischia poco. A subirne le conseguenze sono soprattutto i giocatori di Gasperini e il pubblico s’infiamma. Fabrizio Preziosi, figlio del patron, viene espulso dalla panchina per le troppe proteste. Al 37’ occasione d’oro per il Genoa: azione Juric - Paro con assist delizioso dell’ex juventino per Sculli dentro l’area di rigore. L’esterno ha il tempo per stoppare e mirare ma la violenta conclusione praticamente a botta sicura viene respinta da Frey con un po’ di fortuna. Al 45’ occasione anche per i viola. Semioli imbecca Pazzini ma il centravanti, a pochi metri da Rubinho, manca la deviazione vincente. La ripresa si muove sugli stessi binari del primo tempo. Il Genoa spinge, la Fiorentina cerca di contenere e di ripartire. I rossoblperdono un po’ di continuitma le loro folate tengono in apprensione i difensori ospiti. Soprattutto Leon continua a creare grattacapi. Gasperini mette Di Vaio e toglie Sculli. Prandelli inserisce Liverani per Kuzmanovic. Al 23’ Mutu si sveglia dal torpore, per una volta si libera dell’asfissiante Konko, s’invola a sinistra e serve un comodo assist a Pazzini. L’attaccante per, a due passi da Rubinho, ciabatta incredibilmente fuori. E poco dopo lascia il posto a Vieri. Al 28’ il Genoa invoca il rigore per un intervento in area di Kroldrup su Leon. L’arbitro lascia correre ma qualche dubbio rimane. Al minuto 32’ Marassi si alza in piedi e appalude: non per un gol ma per l’esordio in campionato di Figueroa, reduce da un grave infortunio che ne aveva messo a rischio addirittura la carriera. Ma da qui alla fine succede poco, la stanchezza toglie lucidità e il Genoa è pericoloso solo in qualche mischia. Quando l’arbitro fischia alla fine tutti sono soddisfatti. Il Genoa per aver dimostrato una volta di più di essere vera squadra, la Fiorentina di aver retto e ottenuto un buon punto che fa classifica. E che classifica...

TUTTOSPORT - LE PAGELLE - Leon super: crea, fa e disfa Frey ancora protagonista. di Anselmo Gramigni. Genoa. Rubinho 6.5: sicuro, attento e reattivo. Konko 7: partitona. Riduce ai minimi termini uno come Mutu. Bega 6: duna mano a Bovo soprattutto su Pazzini. Bovo 6.5: dirige la difesa con autorit. Danilo 6.5: azzanna Semioli e quando pus’invola. Giudizioso. Rossi 6: Fondamentale il suo apporto, anche d’esperienza. Paro 7: di tempi al gioco rossoble lo fa bene. Juric 6.5: corre, si sbatte e picchia. Fabiano (38’ st): ng. Sculli 5.5: Fa il pendolo e gioca moltissimi palloni. Al 37’ pt ha l’occasione di segnare ma la sua fucilata da ottima posizione s’infrange su Frey. Di Vaio (17’ st): ng. Borriello 6: lotta come un indemoniato, nonostante le rudi attenzioni di Gamberini e Kroldrup. Figueroa (32’ st): ng. Leon 7: trottolino imprendibile per le lunghe leve viole. Crea, fa e disfa: il suo limite forsel’essere troppo frenetico. All. Gasperini 6.5: disegna un Genoa attento e tatticamente quasi perfetto. Fiorentina. Frey 7: dopo Buffon è il miglior portiere del campionato. L’ha dimostrato pure ieri. Ujfalusi 5,5: patisce la verve di Sculli, se la cava con il fisico. Gamberini 6.5: riesce a contenere Borriello anche con le cattive. I guai arrivano quando Leon passa dalle sue parti. Kroldrup 5.5: stesso discorso fatto per Gamberini. Con qualche affanno in più. Pasqual 6: tempi duri quando affronta Leon. Meglio in fase propositiva. Kuzmanovic 5.5: Solido ma poco reattivo. Liverani (18’ st) 6: lucido, come sempre. Donadel 6.5: cerca di dare ordine. Non sempre ci riesce. Montolivo 5.5: guizzi d’autore ma pause troppo lunghe. Semioli 6: qualche buona iniziativa e un bell’assist per Pazzini. Pazzini 4.5: tocca pochi palloni. Non arriva per un pelo al tocco vincente sul bel cross di Semioli. Nella ripresa sbaglia un gol gifatto. Vieri (27’ st) ng. Mutu 6: serataccia ma inventa l’assist vincente che Pazzini non trasforma in gol. Osvaldo (38’ st): ng. All. Prandelli 6: Fiorentina meno brillante del solito. La sfida con il Villarreal di Coppa Uefa ha lasciato strascichi. Arbitro. Morganti 6: arbitra all’inglese e scontenta soprattutto il Genoa. Non commette errore evidenti.

 

CORRIERE SPORT - Punto prezioso per Gasperini e Prandelli. Montolivo e Pazzini serata senza squilli Morganti contestato. DI Luciano Bertolani. GENOVA - La Fiorentina ha perso la grande occasione per vestire i panni dell’anti Inter piazzandosi al secondo posto in solitudine. Ha sofferto a Marassi un Genoa scoppiettante, ma quando avrebbe potuto affondare i colpi vincenti, non ha più trovato le forze necessarie. Insomma, ci è parso un pareggio giusto e figlio legittimo della coppa Uefa che i viola hanno disputato giovedì scorso contro il Villareal. Alla fine della giostra la squadra di Prandelli resta comunque in corsa per lo scudetto. Ha agganciato la Juventus al terzo posto, non ha mai perso, è ricca di buone qualità e anche ieri sera, malgrado le sofferenze, è stata all’altezza della situazione. Aggressivo, rapido, determinato: il Genoa ha reso vita dura alla Fiorentina che mai sinora aveva sofferto tanto. La squadra di Gasperini ha cercato di prendere l’avversario per il collo e lo ha messo alle corde sul piano del gioco e dell’organizzazione di campo. Prandelli, in omaggio al turnover, aveva rinunciato a Liverani e Dainelli rispolverando Kuzmanovic e Kroldrup, ma la squadra ha sofferto soprattut­to la pessima serata di Montolivo e le amnesie di Semioli che non è riuscito a ga­rantire la necessaria continuità di gioco. Così il pallino è passato subito ai liguri molto determinati e compatti sull’asse Paro­Juric. Ai due ha dato una bella mano Marco Rossi che ha anche disinnescato Monto­livo. La Fiorentina per lunghi tratti ha perso il controllo del centrocampo e ha patito il gioco di un avversario al quale è mancato solo il guizzo vincente anche perchè Frey, prima su Leon e poi su Sculli, ha campiuto due parate splendide. Detto questo bisogna aggiungere che i viola, per quanto in sofferenza, non hanno mai perso di vista l’idea del gioco e dell’offesa. Ogni volta che la squadra di Prandelli si è affacciata in area genoana si aveva una sensazione di grande pericolo. Per esempio Mutu si è perso due volte l’attimo buono mentre Pazzini ha clamorosamento lisciato uno splendido pallone che gli aveva messo sul piede Semioli. Il Genoa si è lamentato per un intervento un po’ scomposto di Gamberini ai danni di Leon, ma probabilmente aveva visto giusto Morganti da quel momento in avanti fortemente contestato dai tifosi rossoblù. La Fiorentina non ha saputo cogliere l’occasione per vincere nel cuore della ripresa, quando il Genoa non è stato più capace di produrre i ritmi e il gioco della prima ora di gara. Eppure Prandelli le mosse le aveva azzeccate dando spazio nell’ultimo segmento di gara a Vieri e Liverani messi in campo al posto di Pazzini (scellerato quando si è divorato il secondo gol della serata) e Kuzmanovic. Ma i viola non ne avevano più. E allora è stato del Genoa l’ultimo assalto e l’ultima protesta: quando Kroldrup ha steso Leon i liguri hanno chiesto per la seconda volta il rigore. La scorrettezza era evidente, ma chiaramente fuori area. Morganti, che pure aveva arbitrato decentemente, non ha pensato di intervenire, ma è stato uno dei suoi pochi errori. GENOA (3-4-3): Rubinho 6; Konko 6 Bega 6,5 Bovo 6,5; M. Rossi 7 Paro 7 Juric 6,5 (38' st Fabiano sv) Danilo 6; Sculli 5,5 (17' st Di Vaio 5) Borriello 5,5 ( 32' st Figueroa sv) Leon 7. A disp: Scarpi, De Rosa, Coppola, Milanetto. All: Ga­sperini 6,5 Fuorigioco fatti 2 Falli commessi 19 FIORENTINA (4-3-3): Frey 7; Ujfalusi 6 Gamberini 7 Kroldrup 6 Pasqual 5,5; Donadel 7 Kuzmanovic 6 (18' st Liverani 6) Montolivo 5,5; Semioli 6 Pazzini 5 (27' st Vieri sv) Mutu 5,5 (38' st Osvaldo sv). A disp: Lupatelli, Dainelli, Potenza, Pazienza. All: Prandelli 6,5 Fuorigioco fatti 5 Falli commessi 23 ARBITRO: Morganti di Ascoli 6 Guardalinee: Rosi e Grilli Quarto uomo: Pantana AMMONITI: 39' pt Juric ( G), al 41' pt Sculli (G), 3' st Ujfalusi (F), 9' st Montolivo (F), 38’ st Vieri (F), 43' st Donadel (F), 44' st Kroldrup (F) per gioco falloso; 47' pt Leon (G) per proteste NOTE: spettatori paganti 3.201 per un incasso di 84.298,00 (abbonati 21.675 per una quota partita di 274.249,70). Allontanato al 31' pt il dirigente accompagnatore del Genoa Fabrizio Preziosi per proteste. Calci d’angolo 9-2 per il Genoa. Recuperi: 2' nel pt; 3' nel st

 

CORRIERE SPORT - Le pagelle. Leon, un ex scatenato Borriello senza spazio Frey sempre decisivo Gamberini insuperabile. GENOA: 7 Leon - Non si è dimenticato di essere stato liquidato dai viola quando lasciarono la B. Ar­rivato in prestito dalla Reggina, solo quattro presenze e poi ad­dio. Pare avvelenato, morde, apre la difesa viola. Un pericoloso grimaldello. 7 Paro - Molto movimento, rapido nelle ripartenze. Uno dei migliori. 7 Rossi - Altro ex dai pessimi ricordi. Uno che in campo getta tutto. Trova spesso Donadel ed è battaglia vera. 6,5 Bovo - Deve battersi su un Pazzini che corre ma non morde. 6,5 Bega - Chiude, raddoppia, prova a far ripartire l’azione. Effi­cace. 6,5 Juric - E’ suo il formidabile as­sist per Borriello. 6,5 Gasperini ( all) - Il suo Genova non sta bene, sta benissimo. Ma gli manca il colpo da ko. 6 Rubinho - Non deve fare straordinari, i viola concretamente non lo impensieriscono. 6 Danilo - Volate a ripetizione con Semioli, un paio di volte resta ai bloocchi. 6 Konko - Formidabile lui o troppo stanco Mutu. Propendiamo per la seconda ipotesi. 5,5 Sculli - Ha l’occasione più in­vitante, al centro area, la porta spalancata tranne...Frey. Colpisce forte ma forse troppo centrale. 5,5 Borriello - Si batte dentro l’area, non trova lo spiraglio. 5 Di Vaio - Entra ma è invisibile tranne per un cross. Po­chissimo. FIORENTINA: 7 Frey - Letteralmente clamo­roso alla fine del primo tempo su Sculli. Come spesso, se non sempre, decisivo. 7 Donadel - Il migliore del centrocampo viola. Non molla, combatte, sempre. 7 Gamberini - Serata da straordinari autentici. Lui non si spaventa. Il migliore di una difesa che si conferma solida. 6,5 Prandelli (all) - La sua Fiorentina ha fatto gli straordinari e soffre i ritmi del Genoa, Ma tiene botta e non finisce in ginocchio. 6 Kroldrup - Divide gli straordinari nell’area viola. Un po’ ruvido ma coriaceo. 6 Kuzmanovic - E’ uno che non molla, uno di quelli che la battaglia non è mai persa. 6 Liverani - Entra quando il Genoa ha meno energie cerca di organizzare la Fiorentina fin lì costretta a difendersi. Ruba una buona palla a centrocampo e of­fre una delle migliore ripartenze viola. 6 Semioli - Inizia anche lui con il carburatore sporco, poi arriva la benzina e lui trova la velocità. Offre la migliore palla gol. 5,5 Montolivo - Parte male, sbaglia cose che usualmente fa con facilità. Dovrebbe essere fra i più freschi, invece appare incredi­bilmente impacciato. 5,5 Pasqual - Come Ujfalusi, partita piacevole come un mal di denti. Chiude con difficoltà e non riesce a risalire. 5,5 Mutu - Dopo tante splendide gare si spegne. Succede anche ai fenomeni. Comunque una palla gol a Pazzini riesce ad offrirla. Ha dato tanto, ora è stanco. 5 Pazzini - Un minuto alla fine vede sfilare un cross perfetto di Semioli. Quasi un calcio di rigore. Idem nella ripresa su assist di Mutu. L’arbitro 6 Morganti - Non è partita facile, se la cava.

 

IL SECOLO XIX - Il Grifo spaventa la Fiorentina. BOATO PER L’ESORDIO DI FIGUEROA. di Giovanni Ciolina. GENOVA. Il Grifone ci prova in tutti i modi, con il becco e gli artigli: il fortino viola tentenna, perde i pezzi, si sgretola ma resiste. Finisce senza gol, come aveva cominciato Morganti per poi finire in confusione e sbagliare l’impossibile. Un pari che per il Genoa è risultato stretto. Se la Fiorentina è la terza forza del campionato, il Grifone c’è. E in pieno recupero si mangia un’occasione ghiotta, ma è un punto che si marca in classifica e manda a sei lunghezze di distanza la zona calda. Gioca e spinge la squadra di Gasperini, con il solo difetto di non trovare la via della rete. Ma non subisce e contro la Fiorentina (a segno sempre da 14 turni è una medaglia. Il tecnico sarà contento: la partita è stata bellissima, intensa, carica di agonismo e patos anche senza l’essenza del calcio: il gol. Per la sfida alla reginetta del torneo Gasperini ricorre a Bega per rimpiazzare lo squalificato Lucarelli. Assente da 32 giorni da una gara ufficiale, il milanese ritorna al centro dell’attacco a far coppia con Bovo e un compito non certo agevole. De Rosa, che in settimana era stato provato nel quartetto titolare, finisce in panchina come gli succede ormai da qualche settimana. Le altre scelte non suscitano particolari sorprese. Per lo meno per quanto riguarda i nomi. Il collega Prandelli, in vece, qualche variante sul tema lo riserva. Se il tridente è invariato, lo stratega viola a centrocampo lascia a riposo Liverani, preferendogli Kuzmanovic, che ha maggiore propensione offensiva e maggior dinamismo. A quel punto tocca a Donadel occupare la porzione centrale del campo con scivolamento a destra di Kuzmanovic sul quale agisce Juric. In difesa, dentro il danese Kroldrup per Dainelli in un turn over continuo che porta Prandelli a cambiare sette elementi dalla sfida con il Siena a quella con il Villarreal e poi ancora cinque cambi dalla Spagna a Genova. Insomma, le schermaglie tattiche cominciano già prima della gara in un gioco di sorprese prevedibile. Una volta piazzate le pedine sullo scacchiere ti ritrovi poi i primi accenni di scaccomatto.Rossi compone la catena di destra con Konko e Sculli, ma per l’ex viola il compito è quello di tenere a bada Montolivo, mentre su Mutu agisce prevalentemente Konko, vertice destro di una difesa a quattro. Resta il fatto che il Genoa impiega una decina di minuti a smaltire la tensione da alta classifica, a trovare i ritmi e le posizioni giuste in campo, ma quando il motore comincia a rodare il pressing si fa più facile e continuo avvolgendo attimo dopo attimo la Viola in una spirale nella quale i vari Donadel e compagni faticano a trovare ossigeno vitale. Il grande merito del Grifo è quelo di tenere alta la concentrazione e i ritmi, fino a sfiorare il limite dei fuori giri,ma con il risultato di regolare una sola occasione a Mutu dopo 11’. Paro è l’uomo ovunque del Grifone e soprattutto un direttore d’orchestra sempre disponibile ad offrire il suo destro in auto del possessore di palla e a trasformarlo poi in una fionda per lanciare i compagni.Come succede al 37’ del primo tempo quando l’ex juventino trova il varco giusto per l’incursione di Juric. Sul cross all’indietro del croato, Sculli batte di prima intenzione e Frey respinge. E’ il sussulto, l’apoteosi di un primo tempo che vede il Grifone costantemente in avanti e la Fiorentina va spesso in affanno. Marassi sbuffa, sussulta, si arrabbia con il signor Moranti che non convince in almeno tre quattro occasioni. Nessun verdetto decisivo, per fortuna,ma un continuo tintinnio di stop che alla fine diventano un rumore fastidioso. Leon e Sculli si invertono le fasce dopo 25’ e l’honduregno impegna Frey dal limite su punizione, ma soprattutto tiene in continua apprensione la retroguardia ospite con serpentine vertiginose. L’erba verde tiene e Leo si scatena. Meno appariscente Juric, ma altrettanto concreto con la sua corsa continua e quella zazzera che ne fanno un capo indiano indiavolato. La Fiorentina è però squadra sorniona, capace di adeguarsi alle situazioni e in grado di soffrire, senza crollare. E proprio allo scadere del primo tempo lancia il segnale di massima attenzione al Grifone. Kuzmanovic lascia partire un cross dalla trequarti sul quale Pazzini manca la deviazione volante. «Bella partita» si lascia scappare nell’intervallo Dario Marcolin, ex Samp ed ora osservatore del’Inter. Già proprio l’Inter,prossima avversaria del Grifo,ma a Gasperini non importa, gli interessa guardare una gara per volta, alla Fiorentina, e nella ripresa ripropone gli stessi uomini della prima frazione sulla scacchiera. Indubbiamente il Genoa riduce un attimo i giri del motore per evitare di scoppiare,ma senza mollare i punti di riferimento e soprattutto continuando con un pressing in mezzo al campo che sembra dare molto fastidio ai portatori di palla viola. Difficile per Donadel far girare il pallone e innescare le ali. Ma la pressione costringe spesso la difesa ospite a giocare in condizione di scarsa lucidità e quindi cacciando via il pallone senza ragionare. Ed allora via al prosieguo della partita a scacchi. Prandelli manda in campo Liverani per Kuzmanovic, rinunciando forse alla forza fisica,ma il gesto che regala al suo giocatore al momento del cambio è emblematico: serve sostanza e concretezza.Centrocampo ridisegnate e speranze rinnovate. Gasperini, da parte sua, chiama in panchina Sculli per Di Vaio. Poi fa entrare Figueroa, al debutto stagionale, per Borriello: il pubblico festeggia con un boato l’ingresso in campo dell’argentino. Il Genoa gioca si affanna, rischia un contropiede Mutu Pazzini (23’), ma soprattutto trova immense difficoltà a concretizzare in moneta pesante l’enorme mole di gioco. A 17’dalla fine termina la nottata di Pazzini e comincia quella di Vieri. Purtroppo continua quella storta di Morganti che alla mezz’ora lascia correre un affettuosissimo abbraccio di Kroldrup a Leon, fuori dall’area, forse, ma almeno il fallo c’è. Grande come una casa. Pazienza e si va verso il finale.

 

IL SECOLO XIX - Frey fa i complimenti al Genoa «Noi mai così in difficoltà». Genova. Prandelli fa i complimenti al Genoa, ma non è l'unico. Il portiere francese Sebastian Frey. sicuramente il migliore in campo della Fiorentina promuove a pieni voti il Genoa: «D'accordo, eravamo stanchi per la partita di giovedì in Uefa, ma questa è la squadra che ci ha messo più in difficoltà di tutte. Sono bravi, giocano con il cuore, e sono spinti da tifosi molto caldi: questo stadio è una bolgia, dove comunque è sempre bello giocare». Prandelli è soddisfatto dei suoi nonostante il pari abbia fatto sfumare il miraggio del secondo posto in classifica. «Sono contento perché la squadra ha confermato di sapere giocare ad alti ritmi, di saper soffrire ma anche di essere capace a fare gioco. Sapevano di affrontare una squadra che sta bene e abbiamo disputato una buona gara in un campo molto difficile. E avevamo recuperato poco dopo l'impegno Uefa di giovedì sera». Il tecnico della Fiorentina rimarca: «Potevamo essere più lucidi in fase offensiva in un paio di occasioni. Abbiamo accettato di giocare a visto aperto e questa è una grossa prova di maturità. Vieri part-time? Ha giocato e giocherà. Per noi è un giocatore importante, ha grandi stimoli e motivazioni. Sono convinto che potrà darci qualcosa in più. Appena è arrivato gli ho detto che doveva dimagrire, ma col sorriso sulle labbra, e lui mi ha risposto che lo sapeva, sempre col sorriso. E' un giocatore importante perchèè un campione da cui Pazzini può prendere spunto. Mutu poteva velocizzare di più l'azione in qualche circostanza, lui per noi è un giocatore molto importante». E torna sul Grifone: « Il Genoa ha giocato bene, è sempre stato vivo, e la gara è stata bella e equilibrata segno che certe volte anche gli 0-0 possono essere divertenti».

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6,5 Al 10’ è costretto all’uscita spericolata sul taglio diMutu: mantiene la freddezza e riesce a chiudergli lo specchio. Per tutto il primo tempo si limita all’ordinaria amministrazione, però è sempre presente e concentrato. KONKO 6 Gli tocca Mutu, l’avversario più temuto. Ma non lo segue a uomo: resta largo, con il motore sempre acceso e pronto a rilanciarsi in sovrapposizione sul fronte opposto.Macina chilometri sulla corsia destra, anche se talvolta è poco deciso nei contrasti.Nella ripresa si inverte più volte con Rossi. BEGA 6,5 La mossa a sorpresa di Gasperini: su Mutu quando il romeno – spesso – tende ad accentrarsi, ma soprattutto su Pazzini.Ha la giusta scelta di tempo, e pure grande personalità anche quando si avventura nella metà campo avversaria. BOVO 6 Ha la qualità di restare freddo come un ghiacciolo anche quando in area la situazione si fa incandescente. Sempre pulito, bravo di testa e di piede, ed è pure un’arma in più in fase di impostazione. Solo un paio di distrazioni per troppa sufficienza. DANILO 7 Ha messo il silenziatore a Foggia, ha allacciato la museruola a Salihamidzic: stavolta gli tocca un altro peperino, Semioli. Anche l’esterno viola finisce per vedersi poco.Anzi, è il brasiliano a proiettarsi a sostegno dell’attacco. ROSSI 6,5 Gasperini aveva pensato a lui per Mutu, alla fine gravita dalle parti di Montolivo: non è che nel cambio ci abbia guadagnato molto. Eppure il giovane talento non riesce a mettersi in mostra, sovrastato dal capitano rossoblù che poi cerca costantemente il fondo per andare al cross.Nel secondo tempo anche su Mutu il risultato non cambia. PARO 6,5 Dirige il traffico in mezzo: lo si trova davanti alla difesa come sulla trequarti avversaria. Sempre lucido anche nelle fasi più concitate, o quando si viaggia a cento all’ora: è in quei momenti che prende permano la squadra. JURIC 6,5 Per la partitissima lascia il tradizionale codino preferendo sciogliersi i capelli: la combattività è la medesima.Duella con lo spilungone Kuzmanovic abbassandosi pochi metri davanti alla difesa per poi ripartire. Recupera palloni in quantità industriale, è ovunque. (38’ ST FABIANO NG: al rientro dopo l’infortunio, parte da centrocampo per poi allargarsi). SCULLI 6,5 È il più basso degli attaccanti: parte sempre dalla propria metà campo per aiutare il centrocampo e poi sfruttare la progressione. Si sfianca in un pressing incessante non solo su Pasqual, che ad ogni buon conto deve tenere il freno tirato.Dopo neppure mezz’ora passa a sinistra.Al 37’ ha un’occasione d’oro su invito di Juric,ma come a Torino ha trovato un super Buffon, stavolta trova un Frey in versione the wall (17’ ST DI VAIO 5,5: soffre forse di ansia da prestazione: in settimana è spesso tonicissimo e vivace, in partita troppo timido). BORRIELLO 6,5 Per fermarlo Gamberini deve appiccicarsi alla sua maglia, tanto l’arbitro lascia correre. Poi è bravo a liberarsi della marcatura di Kroldrup per impegnare Frey, che è ancora più bravo. Svaria su tutto il fronte offensivo facendo pressing altissimo anche se poi non riesce a graffiare (32’ ST FIGUEROA NG: Lo stadio accoglie il suo ingresso con un’ovazione). LEON 7 Ha il dente avvelenato con la Fiorentina per la breve esperienza viola.Dimostra di non avere riguardi con il siluro su punizione al 13’ che buca la barriera: Frey si salva mettendoci i pugni. Esagera ad esempio quando cerca ripetutamente il gol direttamente dall’angolo. Però quando parte il slalom diventa devastante. FIORENTINA - FREY 7 Abbassa la saracinesca prima sulla punizione di Leon, che sbuca dalla barriera, poi sulla conclusione a botta sicura di Sculli. SoloDomenech può ignorare un campione come questo. UJFALUSI 6 Ci sono serate damal di testa: prima gli tocca Leon, poi un indemoniato Sculli. Eppure riesce a non perdere la tramontana. GAMBERINI 6 Ruvido come la cartavetro, falloso come O’Animale, nel senso di Pasquale Bruno. Però è efficace, e se l’arbitro glie lo consente fa pure bene a usare tutti imezzi. KROLDRUP 6 Schierato a sorpresa al posto diDainelli cerca di reggere il fortino quando ilGenoa spinge con irruenza. PASQUAL 6 Dalla sua parte ilGenoa attacca con tre uomini: Sculli e poi Leon, Rossi e Konko. È costretto a fare il difensore puro senza potermai proporsi in avanti. KUZMANOVIC 5 Alto e legnoso; prova a far alzare il baricentro viola però le sue velleità si infrangono sull’invalicabile Juric (18’ ST LIVERANI 6: genoano mancato nell’anno di Cosmi, va a cercare dimettere ordine nel centrocampo gigliato). DONADEL 6 In una partita nella quale se ci fosse l’autovelox fioccherebbero lemulte, lui va al piccolo trottoma svolge un ruolo importante a protezione della difesa. Con l’ingresso di Liverani si decentra a destra. MONTOLIVO 5 La giovane stellina – fresco iscritto al club azzurro patisce l’aggressività e l’intraprendenza di Rossi e non riesce a brillare. SEMIOLI 5,5 La sua caratteristica è il dribbling letale per andare sul fondo;Danilo non abbocca mai, così gli restano solo pochi guizzi. PAZZINI 5,5 Vita dura dover sostituire Toni. Lui di solito ci riesce anche bene,ma stasera fatica a farsi spazio.Generoso e nulla più (27’ ST VIERI NG: va a fare la boa cercando soprattutto Bega,meno abile di lui nel gioco aereo). MUTU 6 Quando accende la lampadina mette sempre i brividi,maGasperini è bravo a ingabbiarlo togliendogli i rifornimenti. (38’ ST OSVALDO NG: pochiminuti per cercare di dare un po’ di vivacità). ARBITRO MORGANTI DI ASCOLI PICENO 4,5: dirige troppo all’inglese quando i falli li commette la Fiorentina (più all’italiana quando accade il contrario). Comunque anche in Premier League fischiano fallo quando un difensore (Gamberini, ad esempio) si aggrappa allamaglia di un attaccante (tipo Borriello).Al 30’, dopo una serie di dribbling, Leon si incunea in area e quando sta per calciare Gamberini allarga il braccio facendogli perdere l’equilibrio: tutto regolare.Al 28’ della ripresa, sulla linea dell’area, Kroldrup stende Leon, ed è ancora tutto buono. Ci sarebbe da dire anche sulla gestione del fuorigioco. Per la cronaca: è quello che l’anno scorso in casa della Juve annullo un gol regolare a Gasparetto al quale – sempre sullo 00 – poco dopo negò un rigore solare.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Ora ce la giochiamo con l'Inter». Il tecnico rossoblù: «Siamo andati vicini alla vittoria. Ci manca un po' più di qualità in attacco». E fa i complimenti a Danilo. di Giuliano Gnecco. Genova. La maschera al Grifone la toglie Cesare Prandelli: «Dicono giustamente di pensare alla salvezza per evitare pressioni, ma secondo me troveremo il Genoa qui fino alla fine». Gian Piero Gasperini sorride: «Spero che abbia ragione Prandelli, noi per adesso continuiamo a guardare dietro. La classifica è positiva; sapevamo che in questo ciclo poteva peggiorare, ma stiamo crescendo». Di positivo c'è che, tanto contro la Juve quanto contro la Fiorentina, il Genoa ha dimostrato di poter giocare alla pari pure con le grandi; di negativo c'è che in due partite il Grifone ha raccolto meno di quanto meritasse: «Siamo andati vicini a vincerla - ammette Gasperini - C'è soddisfazione ma anche rammarico. Sotto il profilo del gioco queste sono partite che danno fiducia. È stata una buona gara, la Fiorentina mi ha impressionato. Abbiamo una buona continuità di gioco e siamo riusciti a contenere Pazzini, Mutu e Semioli». Per il salto di qualità? «Manca qualcosa nella rifinitura e nella conclusione - osserva il tecnico - Manca un po' più di qualità davanti». Ha provato a darla Leon: «Ha dei momenti nella partita che sembra cali un po', poi si riprende e riparte. Anche lui ha fatto passi avanti come disponibilità con la squadra». Un'altra conferma: Danilo è un giocatore importante; con prestazioni maiuscole ha spazzato via i dubbi degli scettici. «È un ragazzo di grande duttilità? sottolinea Gasperini - Si è calato nella parte con qualità; quando è arrivato non sapevamo quanto potesse difendere, pensavamo fosse soprattutto un giocatore offensivo». Un'altro aspetto: mancano i gol su calci piazzati. «Su punizione stiamo segnando meno rispetto allo scorso anno - ricorda il tecnico - A volte partite come queste si sbloccano su episodi del genere. Anche sui calci d'angolo ormai sono tutti molto preparati; i primi tre li abbiamo battuti male. A volte sono anche momenti, poi capita il periodo nel quale segnamo diverse reti consecutive su calci piazzati. Serve magari anche un pizzico di fortuna. Però bisogna lavorare anche su questo, perché non si può sempre fare gol con i ricami». Altro dato confortante: il debutto di Figueroa. «Era importante che giocasse, lo aiuta anche a sentirsi guarito. Ha bisogno di giocare: nei prossimi due mesi dovremo lavorare per recuperarlo, perchéè un giocatore importante. Se torna quello di prima non è solo una alternativa a Borriello che non possiamo mica bruciare: sta giocando sempre anche perché mancano altre soluzioni. Non c'è nemmeno Papa Waigo: ha bisogno di respirare». E ora l'Inter: «È la squadra più forte di tutte. Però andiamo a giocarcela». Senza paura: basta la prestazione per mantenere la fiducia.

IL SECOLO XIX - Figueroa: «Mi è venuta la pelle di pollo». di Giovanni Ciolina. Leon: «Quei rigori il Napoli doveva sbagliarli. Così si finisce per rovinare la carriera di un arbitro». E dà appuntamento a San Siro. Genova. L'amarognolo per quei tre punti meritati che sono invece rimasti nelle speranze lo senti e non ti lascia certo soddisfatto, ma nel gruppone rossoblu c'è la convinzione anche di aver ottenuto un punto importante per la classifica e il morale «contro una formazione di tutto rispetto». È la sensazione che si ricava nel dopo partita dalla sfilata di personaggi genoani:nessuno in cerca di autore. Bega, Danilo, Figueroa e Leon non hanno dubbi sul concetto diffuso «perché abbiamo disputato una bella partita e pur senza gol le due squadre l'hanno interpretata al meglio». Ciccio Bega non ha dubbi e soprattutto si coccola una prestazione personale e collettiva «di grande spessore. Difficile tenere novanta minuti a questa intensità, ma il Genoa deve andare avanti così. In effetti negli spogliatoi abbiamo pensato al rammarico per la vittoria mancata, però abbiamo la consapevolezza di aver dato tutto». Concetti ribaditi dallo stesso Danilo, il brasiliano arrivato in punta di piedi, ma trasformatosi a suon di prestazioni in una colonna portante di questa squadra: «Gasperini è stato fondamentale per la mia crescita e sono soddisfatto perché mi ha dato l'occasione di giocare. Con la Fiorentina meritavamo di vincere, ma adesso dimentichiamoci in fretta di questa gara perché mercoledì c'è l'Inter». Tra i rossoblù ce n'è uno in particolare, però, che faticherà a dimenticare la notte di Marassi. «Mi è venuta la pelle di pollo a sentire il boato della gente quando sono entrato», è la particolare dedica di Lucho Figueroa tornato in campo a distanza di due anni dal derby di Baires in cui si ruppe il legamento del ginocchio sinistro. «Sono felice di essere tornato in campo. So che mi mancano il ritmo e i cambi di velocità, ma solo giocando li riesco a ritrovare. Piano piano, a quindici minuti alla volta, spero di tornare quello di prima». Sorride, non fa niente per nascondere la sua gioia e sicuramente pensa a papà Jorge che è in Argentina e che in questi anni gli è stato molto vicino. «Il boato al momento di entrare in campo resterà indelebile nella mia mente» aggiunge il bomber che «sogna il primo gol nel Genoa» e che se avesse messo dentro l cross di Di Vaio nei minuti finale sarebbe «andato a casa». Se Figueroa ride di gusto, Leon sorride e pensa «a quella partitina di mercoledì» che metterà il Genoa di fronte alla capolista. «Nessun timore e personalità giusta», è la ricetta dell'honduregno che puntualizza come «avremo potuto vincere» e questo aspetto lo rende insoddisfatto «perché in casa bisogna sempre lottare per i tre punti». Il pari è giusto «vedendolo da fuori, mentre dal campo l'opinione cambia un pochino», ma Leon non attribuisce particolari colpe all'arbitro Morganti. Sulla tanto contestata trattenuta di Kronldrup nella ripresa,il centroamericano sottolinea come «non so se me la sarei sentita di fischiarlo. Certi falli forse poteva fischiarli, ma va bene così. Anche gli arbitri sono esseri umani e possono sbagliare. Noi abbiamo il dovere di non ingannarli». Scontato il riferimento a Bergonzi: «Fossi stato al posto dei napoletani avrei consegnato il pallone nelle mani del portiere. Se vogliamo un calcio pulito dobbiamo essere i primi noi a dare l'esempio. Anche perché in questo modo non ti rendi conto che puoi rovinare la carriera di un arbitro?». E per questa volta, dopo aver ammesso di «fare concorrenza a Juric nel rincorrere gli avversari», si fa serio.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi ci crede «Siamo una realtà». «SUI DIRITTI TV STO CON GARRONE». di Marcello Zinola. GENOVA. Lotta di classe sui diritti tivu per potere sognare. Enrico Preziosi e Riccardo Garrone su questo vanno d’accordo: «L’arroganza delle grandi è incomprensibile– dice il patron rossoblu –. Non è concepibile che non sia concesso, a tutti, il diritto di sognare e di potere provare a vincere un campionato. Così come stanno le cose saranno sempre quattro, cinque squadre che vincono e se lo giocano. D’accordo che ciascuno poi partirebbe con le proprie strategie, non dico alla pari, ma con una possibilità di sogno tendente alla realtà». Allora si va d’accordo con Garrone? Risata: «Non c’è una partita tra me e Garrone, ma su questo certo sì, siamo d’accordo e la pensiamo allo stesso modo». Dopo avere impattato con la Fiorentina «non discutiamo i loro valori, nessuno dopo 9 giornate di campionato può ormai permettersi di discutere i nostri» Enrico Preziosi pensa al futuro e futuro è la partita sui diritti: «Soluzioni in extremis? Non ne vedo e se arriverà, sarà solo perché hanno paura che ci metta le mani il governo. E questo, certo, dimostrerebbe che non siamo in grado di gestirci da soli.Mi spiace anche per la serie B: non è possibile lasciare un torneo di questo tipo senza una copertura televisiva e i suoi diritti.Ma siamo 42 teste unite e divise, per cui vedremo cosa succede». Poi.. «I tifosi si affezionano alle squadre che vincono, possiamo e dobbiamo continuare a dare soldi e poteri sempre e solo a Milano, Torino,Roma? No». Cosa è successo nella quasi tiepida serata del Ferrarsi è noto. Si aspettava Diego Della Valle invitato da Preziosi, ma non si è visto. Lui, lo snob che nei processi di Calciopoli tentò di spiegare la morale della politica e del calcio e che mette le scarpe alla ”gente che piace”, non si è visto: «Lo saluto, l’avrà vista in televisione, avrà visto che ha una buona realtà, ma anche il Genoa». Il Genoa gli è piaciuto «per gioco, tecnica e morale. Bene Figueroa, peccato per quell’occasionissima sul taglio di Di Vaio, ma entro gennaio, superate le sue sfortune, dovremo capire la situazione perché non possiamo giocare con una sola punta centrale, caricare oltre misura Borriello: e se poi lui becca una squalifica o sta male, che si fa? In questa squadra possono giocare tutti, la rosa c’è. E se Lucho nello spazio più ampio che potrà avere….». A gennaio nel caso si coprirà qualche altro ruolo: «Vedremo, ma che volete, 13 punti, 9 partite, neopromossa, gioco e anche punti e non solo complimenti…». Preziosi rossoblù entusiasma i sogni dei bambini e fa impazzire i loro genitori con i Gormiti e le figurine. Con i Gormiti ero i buoni «ed educativi senza armi» aveva detto mesi fa alla convention. Allora si fa un salto a mercoledì, San Siro, ci sono i mostri del Biscione nerazzurro e si tratta di salvare il campionato… «Be, intanto, noi cerchiamo di salvare noi stessi che è l’obiettivo principale. A Milano faremo la nostra partita,provando a fare il nostro gioco. A Torino, purtroppo, abbiamo fatto bella figura, preso complimenti e non punti. A Milano sarà ancora più difficile, ma mai dire mai». Il futuro, diritti tv, la squadra, il progetto. In campo con un arbitro incerto e contradditorio «Sembra che vengano tutti qua a fare i fenomeni…» è stata una partita da uomini duri. Duri e passionali anche in panchina. Dove si fa scuola e si impara anche a essere un potenziale presidente o patron del futuro. Così Fabrizio Preziosi, che ha il sangue bollente e rossoblù come il padre, ma del ”vecchio ”Enrico non ha ancora imparato la scaltrezza del controllo delle emozioni che il padre nasconde in un’espressione imperscrutabile in tribuna. La passione tradisce il giovane Fabrizio che si becca il rosso e deve uscire a capo chino. Se fosse un fumetto, al posto delle parole ci sarebbero cerchietti, stelline e altri segnetti a nascondere rabbia e imprecazioni. Ma quel rosso gli servirà per diventare grande.«E sì – dice il ”vecchio” – ha fatto un gesto. Se l’arbitro l’ha interpretato da espulsione, vabe’, gli servirà per capire di non fare i gesti, ma non penso possa essere squalificato».

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa frena la Fiorentina fallito aggancio al secondo posto. di Gessi Adamoli. GENOVA - È la partita dei sorpassi mancati. Quello alla Roma e alla Juventus avrebbe consentito alla Fiorentina di sistemarsi da sola al secondo posto. Quello a Totti, Ibraimovich e Trezeguet avrebbe permesso a Mutu di diventare il capocannoniere del campionato. Ci prova la Fiorentina a candidarsi come l´anti Inter, ma contro il Genoa si deve accontentare di un punto soltanto, rischiando di vincere ma anche di perdere contro un avversario che, soprattutto nel primo tempo, non ha paura di giocare alla pari. È il campionato la priorità della squadra viola e Prandelli schiera la formazione titolare con Gamberini, Pasqual, Donadel, Montolivo, Semioli e Pazzini, tutti tenuti a riposo giovedì in Spagna. Gasperini considera la partita con la Fiorentina una prova di maturità per il suo Genoa rivelazione e opta per un 4-3- 3 assolutamente speculare a quello della squadra viola. È Mutu l´avversario più pericoloso, per lui viene predisposta una sorta di gabbia: lo segue Konko se gira lontano dall´area di rigore, lo prende Bega quando taglia puntando centralmente. Il Genoa tiene il ritmo alto e pressa i portatori di palla della Fiorentina in ogni zona del campo. La prima occasione (10´) è per la squadra viola, Mutu scarta anche Rubinho in uscita ma si allarga troppo e non riesce più a trovare la porta. È fisico il duello tra Gamberini e Borriello, i toni agonistici sono altissimi, ma Morganti sceglie di arbitrare all´inglese facendo inferocire i 25 mila tifosi rossoblù, compreso Fabrizio Preziosi, il figlio del patron genoano, in panchina come dirigente accompagnatore, che viene espulso. Il Genoa si scrolla di dosso l´iniziale deferenza e prova ad essere la prima squadra a battere la Fiorentina, che in questa stagione viene da 11 risultati utili consecutivi tra campionato e Coppa Uefa e che in assoluto non perde dallo scorso 18 aprile (0-2 a Parma). Leon è ispiratissimo, salta in slalom tre avversari ma al momento del tiro è stoppato da Gamberini. Al 38´ è un miracolo di Frey a fermare Sculli che calcia a rete a botta sicura, dopo che Juric aveva guadagnato il fondo: il portiere della Fiorentina vola d´istinto e respinge con il corpo. La risposta della Fiorentina al 45´, ma Pazzini manca clamorosamente la conclusione sull´invito dalla destra di Semioli. Spettacolare, intenso e vibrante il primo tempo, ma senza gol. Il Genoa non riesce più a tenere il ritmo vertiginoso dei primi quarantacinque minuti, la Fiorentina prova così a riprendere in mano il pallino del gioco. Inizia il valzer delle sostituzioni, Di Vaio prende il posto di Sculli, generosissimo ma che, come la domenica precedente a Torino con la Juventus, non è riuscito a capitalizzare una clamorosa palla gol. Nella Fiorentina al posto dello svizzero-serbo Kuzmanovic entra Liverani che comincia pazientemente a tessere la sua tela in mezzo al campo. È bruciante l´accelerazione di Mutu, palla a Pazzini che da posizione favorevolissima calcia però a lato (24´). Il Genoa ha speso moltissimo e si allunga, Prandelli per provare a vincere avvicenda Pazzini con Vieri, ma il Bobone nazionale non la becca mai e si becca invece un´ammonizione per aver allargato troppo il gomito nel contendere un pallone aereo a Bega. Proteste rossoblù per un copo di lotta libera di Kroldrup ai danni di Leon. Dentro o fuori area? Morganti taglia la testa al toro e decide di non fischiare per niente. Nel Genoa scocca l´ora di Figueroa, il nazionale argentino fermo da un´anno e mezzo dopo due operazioni al ginocchio. L´ultimo brivido al 91´: Di Vaio mette in mezzo, ma Figueroa non ci arriva.

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa supera l´esame Viola a Marassi manca solo il gol. Un ottimo Grifone spaventa la Fiorentina. Squadra compatta, con difensori e attaccanti pronti a coprire ogni zona di campo Il Milan è ormai alle spalle, le sfide ad alta quota non spaventano più Nel finale un boato accoglie l´esordio di Lucho Figueroa, finalmente recuperato. di Lorenzo Mangini. Il Milan è ormai dimenticato. Il Genoa supera l´esame ad alta quota con la Fiorentina,. Tutti difensori e tutti attaccanti. Al diavolo i moduli, è questo il segreto del Genoa di Gasperini. 3-4-3 o 4-3-3: le formule contano poco. Vale molto di più l´organizzazione e la capacità di occupare il campo. Così Sculli e perfino Leon, i vertici offensivi esterni sulla carta, possono anche arretrare fino al limite dell´area, per chiudere sulle avanzate degli esterni difensivi e la storia non cambia, se si scambiano le corsie. È un Genoa operaio, ma di qualità, "blue collar" ma specializzati. Così a centrocampo, Milanetto rimane a guardare e tocca a Paro e Juric, che raddoppiano, sono dinamici e smistano il gioco senza fronzoli, spesso alla ricerca di Borriello, l´unico vero attaccante, il riferimento in profondità. In questo modo i rossoblù chiudono tutti gli spazi, solo Mutu ha i tempi ed i tocchi per eludere la ragnatela, ma il rumeno sembra rimasto a Vilareal, alla sfida di coppa di giovedì scorso. Per evitare sorprese, Gasperini ha comunque proposto Bega, decisamente più veloce rispetto a De Rosa e quindi in grado di garantire maggior assortimento con Bovo. L´ex giocatore del Palermo detta i tempi ed è il primo ad impostare. Nell´Under 21 era il "gemello" di Barzagli, già arrivato nel gruppo di Roberto Donadoni. Se continua così, verrà presto il suo turno Nel Genoa di Gasperini c´è molta tattica, ma senza snaturarsi troppo. Danilo è sulla linea dei difensori per contenere l´arrembante Semioli e Rossi, l´uomo delle missioni speciali, segue, con grande attenzione, Montolivo, l´uomo capace di inventare sulla trequarti. Il piano funziona perfettamente in fase difensiva. Ai viola vengono concessi solo due tagli di Mutu al 10´, bravo a superare il portiere, ma poi impossibilitato a concludere in porta da posizione decentrata, ed al 45´, decisamente meno bravo a lisciare la volée. Il "dieci" bianco regala un assist a Pazzini al 24´ della ripresa, ma Toni è un´altra cosa. Le risposte sono affidate alla capacità balistiche di Leon e Borriello, ma Frey non concede regali. Al 33´, però, si supera con la conclusione a botta sicura di Sculli, nato da blitz ed assist del sanguigno Juric. Proprio dalle palle recuperate nella metà campo avversaria potrebbero nascere le migliori opportunità, ma Kuzmanovic e Donadel non si concedono avventure, da bravi geometri del fascia di mezzo. Con Milan e Juventus, le due formazioni prima fascia già incontrate dal Genoa, non erano arrivati gol. Sono oltre vent´anni che la Fiorentina non vince a Marassi. Con queste premesse, lo 0-0 era già nei numeri. Il campo non ha fatto scherzi. Così, da ricordare, è soprattutto l´esordio di Figueroa, un cammeo pieno di speranze.

LA REPUBBLICA - Le pagelle. Bovo dà tranquillità in difesa Juric lotta, Leon imprevedibile. Ottimo Danilo su Semioli, deludente soltanto Di Vaio. Rubinho 6: sfarfalleggia in uscita, ma tra i pali da sicurezza. Sembra un giocatore diverso rispetto a qualche mese fa. Il salto di categoria sembra definitivamente superato. Konko 6: tiene saggiamente la posizione. C´è Mutu spesso da quella parte e le avventure sono assolutamente vietate. La "Mc Laren" rossoblù è rimasta, per una volta, in giardino. Bega 6,5: pugnace come al solito, tiene la posizione centrale con la solita energia, esibendosi in alcuni anticipi importanti. E´ inoltre bravo a non eccedere nelle scorrettezze, come talvolta gli capita. Bovo 7: impeccabile palla a piede, rende semplice anche le situazioni difensive, confermando una notevole capacità di lettura del gioco. Danilo 6,5: Semioli é un brutto cliente, ma Danilo ha gamba e testa per contrastarlo. Non gli concede mai spazio e finisce per fare ottima figura. Rossi 6,5: si applica su Montolivo e quando può si lancia sulla corsia di destra, sfruttando la sua proverbiale facilità di corsa. Paro 6,5: tiene la posizione, distribuendo palla al massimo con due tocchi. Si vede poco, ma è indubbiamente utile. Juric 7: è uno dei simboli del Genoa di Gasperini, l´esaltazione del sommerso. Lotta, recupera palloni ed in mezzo non fa passare nessuno. Quando Mutu si lancia in assolo lo butta giù senza pietà, ma era giusto così. (Dal 38´s. t. Fabiano s. v.). Sculli 6: come a Torino, gli capita una palla gol importante. Il piede non trema, ma Frey fa meglio di Buffon ed il risultato non cambia. Per la grinta e la volontà merita mezzo punto in più (Dal 17´s. t. Di Vaio 5,5: Va a sinistra, ma non incide). Borriello 6: con Gamberini è duello tutto muscoli e scintille. Non molla mai, ma non è facile battersi, quasi da solo, con due avversari. (Dal 32´ s. t. Figueroa s. v.) Leon 6,5: quando parte sembra irresistibile, palla da schioppo con piede alla dinamite. Nel Genoa dell´uno per tutti, tutti per uno è la variabile impazzita, il sale del calcio

 

AKAIAOI