|
|
|
STAGIONE 2007/08 HOME >> |
|
GENOA - INTER 1 - 1 (0 - 1) Reti: 11' Suazo, 85' Borriello
Genoa:
Scarpi, Santos (46' Borriello), De Rosa (70' Fabiano), Criscito (51' Lucarelli),
Rossi, Konko, Milanetto, Juric, Sculli, Figueroa, Danilo. (Lanza, Vanden Borre,
Masiero, Di Vaio). Allenatore: Gasperini. Espulso: 39' Pelè. Ammoniti Milanetto, Juric, Burdisso, Cruz. Angoli: 10-4 per il Genoa.
In una notte di Marzo riappare al Ferraris lo spirito del Genoa ed il Grifone, con una prestazione strepitosa nei secondi 45 minuti, agguanta verso la fine della partita un pareggio a dir poco ingiusto e stretto per i colori rossoblu. La situazione per il Genoa non è delle migliori, privo già di Paro, Rubinho, Bovo e Leon nel primo tempo Gasperini fà rifiatare anche Borriello che non salta una partita dalla gara con la Reggina. Oltre a Materazzi e Stankovic i media nazionali naturalmente sottolineano come ai nerazzurri manchi Vieira che ha fin'ora ha giocato una sola partita decente contro il Palermo. La gara non inizia nei migliori dei modi, come al solito il Genoa ha il possesso palla e con un pressing molto alto mette in difficoltà i milanesi, al 07' i rossoblu vanno vicino alla rete con Figueroa che contrastato da un nerazzurro ricevuta palla all' indietro da Sculli calcia diagonalmente a lato. Alla prima occasione da rete l'Inter passa subito in vantaggio, 11' Cambiasso verticalizza per Ibrahimovic che resiste a De Rosa e s'invola verso il fondo, traversone verso il secondo palo dove Suazo tutto solo appoggia in rete. 16' Pochi minuti e Burdisso batte una punizione dalla sinistra, palla spizzicata da un nerazzurro e Cambiasso di testa colpisce male alzando a pallonetto alto sopra la trasversale, è la seconda e ultima azione dell' Inter in tutta la partita. 23' Figueroa viene servito per due volte ma viene fermato abbastanza rudemente dai difensori nerazzurri. In tutta la partita all' argentino non verrà fischiato un fallo a favore nonostante venga continuamente spintonato dai difensori. 26' Konko avanza e serve Danilo libero a sinistra, il brasiliano tenta un tiro cross che deviato di testa da un difensore schizza a parabola in calcio d'angolo. 27' Milanetto lancia in avanti, Sculli prolunga la traiettoria in area per Figueroa che viene anticipato di testa da Maicon. L'Interista mette la palla pericolosamente indietro per Julio Cesar che deve agguantarla. 34' Pelè interviene fallosamente a centrocampo su Milanetto che dopo lo trattiene per la maglia. L'Interista gli molla una manata con il destro e dopo una gomitata col sinistro ma l'intervento dell' arbitro è solo per ammonire il nerazzurro. 36' Milanetto avanza e mette palla a Juric che dai 25 metri spara in porta ma la sfera anche se di poco è alta e finisce sopra l'incrocio destro. 39' Figueroa a centrocampo libera sulla destra Konko che avanza inseguito da Chivu fino all' area nerazzurra. Dalla destra lascia partire un diagonale verso il primo palo ma Julio Cesar è pronto alla parata. 40' Veloce ripartenza del Genoa, Juric salta a centrocampo Pelè che lo tampona in pieno, secondo cartellino giallo per il giocatore milanese e Inter in 10. Juric viene ammonito per aver chiesto il cartellino giallo per l'avversario. Termina il primo tempo con l'Inter immeritatamente in vantaggio, la velocità di Suazo e la potenza fisica di Ibrahimovic hanno senz'altro messo in difficoltà la difesa genoana ma dal 16' minuto la squadra di Mancini è completamente uscita di scena lasciando l'iniziativa perennemente al Grifone. Il secondo tempo, che il Genoa gioca attaccando sotto la Nord, inizia con due novità, nel Genoa Borriello entra al posto di Santos mentre nell' Inter Rivas subentra a Solari. 49' Ibrahimovic tocca di testa per Suazo che viene anticipato in acrobazia da Criscito. Il rossoblu ricadendo a terra appoggia male il piede infortunandosi, al suo posto entra Lucarelli. E' la prima e ultima volta che l'Inter riesce a passare la metà campo, innalzata una barricata al limite dell' area per tutto il secondo tempo la squadra milanese è in balia dei rossoblu che sulle fasce fanno quello che vogliono. 53' Palla in area sulla sinistra per Figueroa che al volo gira in diagonale in porta, sulla traiettoria si trova Sculli che devia con la pancia la sfera. La palla prendendo effetto scavalca Julio cesar e s'insacca sul lato opposto ma l'arbitro annulla la rete per la posizione irregolare di Sculli. 54' Ammonizione per Milanetto che protesta con l'arbitro. 55' Traversone dalla destra, danilo di testa appoggia davanti alla porta ma un difensore respinge. La palla arriva a Juric che avanza a sinistra ed in area effettua un cross contratto da un difensore in scivolata. Riprende lo stesso rossoblu che effettua un secondo traversone verso il palo lontano. Maicon sfiora la sfera che termina al libero Borriello che colpisce male e manda la sfera a pallonetto alta sopra la traversa. 59' Milanetto apre a destra per Sculli che al limite dell' area girandosi fà fuori Burdisso, forte destro del genoano e presa del portiere interista che blocca a terra. 62' Milanetto lancia ancora a destra per Sculli che questa volta è in area. Il Genoano perde l'attimo per il tiro al volo e contrastato da Maxwell torna indietro penellando sul secondo palo per lo stacco di testa di Borriello che però devia debolmente tra le braccia di Julio Cesar. 64' Ancora Milanetto mette in area verso destra, la palla respinta di testa è preda di Rossi che serve Sculli. Traversone del rossoblu verso il palo lontano dove ancora di testa interviene Figueroa che alza sopra la traversa. 66' Avanzata di Juric che supera due avversari e libera Danilo sulla sinistra, dal fondo il brasiliano mette verso il primo palo dove si catapulta in scivolata Figueroa che viene contrastato da un milanese che devia la palla in angolo. 67' Contropiede nerazzurro con Ibrahimovic che mette in area ma Scarpi in uscita anticipa abbondantemente l'arrivo di Suazo. 69' Seconda sostituzione per Mancini, esce proprio Suazo ed entra Cruz. 70' Burdisso si lascia fregare da Borriello e deve commettere fallo beccandosi l'ammonizione. 71' Sostituzione anche nel Genoa, entra Fabiano ed esce De Rosa. 76' Traversone in area di Fabiano, la palla finisce tra i piedi di Figueroa che perde l'attimo giusto, l'argentino poi tenta di liberarsi per andare al tiro ma alla fine un difensore scaraventa via la sfera. 78' Rossi verticalizza in area dove Borriello fà velo lasciando la sfera filtrare per Figueroa. L'argentino la protegge e serve all' indietro lo stesso Borriello che sbaglia il diagonale che sbatte su un difensore terminando abbondantemente a lato in corner. 79' Angolo per il Genoa, palla in mezzo e stacco di Figueroa che spizzica verso il palo lontano dove nè Borriello nè Lucarelli riescono ad intervenire per mettere nel sacco. 80' Rossi cambia gioco sulla sinistra per Danilo che avanza e mette in area per Borriello, l'attaccante stoppa e rasoterra gira immediatamente a rete ma Chivu rischiando l'autogol allunga la gamba deviando la palla che termina in angolo. 84' Dal limite dell' area Juric si libera e scaraventa in diagonale rasoterra verso la porta, Julio Cesar si stende e respinge la palla senza trattenerla. Non c'è nessun rossoblu pronto a ribadire la sfera a rete e il portiere se ne può rimpossessare. 85' Milanetto verticalizza in area per Figueroa che spalle alla porta serve a sinistra Juric. Il rossoblu allargandosi in diagonale supera Maicon e tenta la botta verso il secondo palo, Julio Cesar si stende e devia il tiro ma sulla palla rimasta centralmente in area s'avventa Borriello che in semirovesciata scaraventa nella porta nerazzurra scatenando il delirio nella Nord. Il Genoa non s'accontenta e continua ad attaccare alla ricerca della vittoria, Cruz commette fallo su Borriello e viene ammonito. 90' Il Genoa avanza a destra, Sculli serve in area Figueroa che rimette palla indietro all'esterno rossoblu che spedisce con una bordata abbondantemente a lato. 93' Ultima azione, Danilo avanza e dai 25 metri tenta la botta che si spegne a lato della porta interista. Il Genoa raccoglie un misero punto in una partita che all' inizio sembrava proibitiva, secondo tempo dominato in lungo e in largo dagli uomini di Gasperini che erigono una barriera a centrocampo che non permette agli interisti di varcare la loro metà palla al piede lasciando respirare la difesa. Nei secondi 45 minuti l'Inter viene sistematicamente aggredita sulla fasce dove il Genoa penetra come nel burro, le difficoltà per i rossoblu arrivano nell' area presidiata costantemente da almeno 8 nerazzurri che anche per via della stazza a loro favorevole hanno la meglio sparacchiando via la palla alla bell' e meglio. D'accordo che l'Inter giocava in 10 ma la squadra nerazzurra nel secondo tempo è stata veramente inguardabile.
Genoa: Scarpi 6: Spettatore non pagante, incolpevole sulla rete nerazzurra. De Rosa 5.5: Nei primi sedici minuti và in difficoltà sulle avanzate veloci degli avversari. Contrasta male Ibrahimovic che serve su un piatto d'argento la palla del vantaggio a Suazo. (70' Fabiano 6.5: Sulla sinistra il Genoa non trova nessuna opposizione). Santos 5.5: Spostato a destra per necessità dà il via all' azione della rete nerazzurra poi vale lo stesso discorso fatto per De Rosa. (46' Borriello 7: Mette costantemente in apprensione la difesa nerazzurra ed ha il merito di realizzare la rete del meritato pareggio rossoblu che lo porta nuovamente in testa alla classifica cannonieri). Criscito 6.5: Nel primo tempo solo due sbavature senza conseguenze su Ibrahimovic ma ci possono stare. Per il resto lo svedese non fà altro che sbracciarsi e commettere falli (51' Lucarelli 6: La difesa nel secondo tempo praticamente resta a guardare. Alcuni interventi di testa su Ibrahimovic un pò sbilenchi ma efficaci. Sui calci d'angoli si porta in avanti a cercare la deviazione vincente.), Konko 7: Tuttofare, nel primo tempo è uno dei migliori poi nel secondo per ovvie ragioni viene spostato in difesa dove in effetti non c'è quasi nulla da fare, in pratica coi suoi compagni di reparto si è profuso nel riportare in avanti le palle lanciate via dai giocatori interisti. Rossi 6.5: Con le sue sgroppate mette in perenne difficoltà i giocatori di Mancini. Sempre tra i primi a recuperare palla quando gli interisti la sparacchiano fuori dall' area. Milanetto 7: La miglior partita del regista rossoblù, ottime aperture sia a sinistra che a destra per gli esterni rossoblu ma buone anche le verticalizzazioni con Figueroa. Subisce una gomitata da Pelè che meriterebbe subito il rosso. Juric 7: Porta a spasso qualche interista aprendo la difesa e andando così al traversone, subisce il fallo che decreta l'espulsione di Pelè ed effettua un tiro nel primo tempo che meriterebbe miglior sorte. Servito da Figueroa apre ancora la difesa scagliando in porta il tiro che porta alla rete Borriello. Sculli 6.5: Nel primo tempo in difesa tampona tutto su tutti, nel secondo si porta in avanti creando assieme a Rossi azioni pericolose per la porta difesa da Julio Cesar. Ci prova anche dalla distanza trovando però il portiere brasiliano pronto alla risposta. Figueroa 6.5: Gioca costantemente spalle alla porta alla ricerca della sponda che possa portare un compagno al tiro. Viene diverse volte affossato dai difensori e quasi mai l'arbitro gli dà ragione. Alcune conclusioni di testa da rivedere. Danilo 7: Una decina di traversoni tutti pericolosi scodellati all' interno dell'area interista, prova anche a concludere in porta ma con scarso successo. Allenatore: Gasperini 7: Nel primo tempo 11 contro 11 il Genoa chiude immeritatamente in svantaggio subendo gol nell' unico tiro in porta dei nerazzurri. Nel secondo tempo l'immediato inserimento di Borriello e la sostituzione di De Rosa con Fabiano permettono al Grifone di arrivare al meritato pareggio. Inter: Julio Cesar 6.5, Maicon 5.5, Burdisso 6, Chivu 6.5, Maxwell 6, J.Zanetti 6, Cambiasso 7, Pelè 4, Solari 5.5 (46' Rivas 6), Suazo 6 (68' Cruz 5), Ibrahimovic 5.5. Allenatore: Mancini 4: Il Genoa in 10 ha vinto con l'Udinese, pareggiato col Livorno e creato almeno 3 palle gol con la Zamba. Con 22 nazionali a disposizione si è fatto prendere a pallonate dai genovesi.
CORRIERE DELLO SPORT
- Borriello frena un’Inter ferita.
Prova deludente dei nerazzurri ma alla fine il vantaggio sulla Roma sale a +7.
Segna Suazo, poi viene espulso Pelè e i nerazzurri soffrono per un tempo Nella
ripresa decide il genoano: entra e nel finale pareggia in acrobazia. di Alberto
Polverosi. Genova - Come una grande armata che ha perso tutti i pezzi, che ha i
soldati feriti e i generali incerottati, un’armata che resta in trincea a
respingere l’assalto, anzi l’assedio nemico e che ora ha una sola speranza: che
questa guerra finisca presto. Così è sembrata l’Inter ieri a Marassi. E’ stata
in vantaggio per 75 minuti, ha giocato in dieci per 50 minuti (grazie a Pelè:
imperdonabile il suo doppio giallo in 4 minuti) e alla fine ha preso
inevitabilmente il gol del pareggio dal capocannoniere Borriello, tenuto
improvvidamente fuori da Gasperini per tutto il primo tempo. Nella serata più
difficile, però, le notizie migliori sono arrivate un’ora dopo, con il gol della
Lazio allo scadere che ha fermato la Roma: il vantaggio dell’Inter sui
giallorossi, così, è salito a +7. Un segnale forte. Era cominciata male per il
Genoa che aveva perso subito la bussola. Può starci, ma solo se una squadra ti
asfissia e ti opprime. Mentre l’Inter, pur partendo col piede giusto, attaccando
sulle fasce, non sembrava un tornado. Prima Suazo, saltando con eccessiva
facilità De Rosa, ha messo sul piede di Ibrahimovic la palla che lo svedese ha
scaraventato in curva e un minuto dopo gli stessi interpreti, scambiandosi i
ruoli, hanno sfondato facile un muro di cartapesta. In serie, hanno sbagliato
tutti i difensori genoani: prima Santos ha gentilmente ceduto la palla a
Cambiasso che l’ha toccata subito per Ibrahimovic in svantaggio su De Rosa, ma
non per questo incapace di saltarlo; Ibra è schizzato sul fondo e crossato
rapido, mentre Criscito si è staccato dalla marcatura di Suazo per scattare
sulla palla, tocco dell’honduregno e Inter in vantaggio. Con Borriello in
panchina (perché deve giocare contro il Palermo, ha detto Gasperini: ma questa
partita non contava?), il Genoa ha ripreso il comando della partita senza però
portare veri pericoli alla porta di Julio Cesar. Anche Mancini aveva sorpreso
tutti inserendo Solari (che mancava come titolare in campionato dal 24 novembre
) sulla destra, per contenere i prevedibili assalti di Rossi, il genoano più in
forma. Milanetto e Juric hanno spostato indietro Cambiasso e Pelè, che non
trovava il posto giusto né con i piedi, né con le mani, visto che ne rifilava
una sulla faccia di Milanetto, a palla lontana. L’arbitro se n’è accorto, ma
l’ha solo ammonito. Sei minuti dopo, però, il giovane portoghese, frastornato
da una partita che sembrava tutt’altro che frenetica e tanto meno rissosa, ha
steso Juric: seconda ammonizione inevitabile come il cartellino rosso. Al 40'
l’Inter è rimasta in dieci per la decima volta in questa stagione. Mancini ha
mantenuto il 4-32, mentre Gasperini ha spostato Rossi a destra. A inizio
ripresa, però, i cambi ci sono stati. L’Inter ha rafforzato la difesa con Rivas
al posto di Solari: il colombiano è andato al centro accanto a Burdisso, Chivu a
centrocampo e poi, sotto la spinta genoana, è tornato dietro anche lui. Dentro
anche Borriello, al posto di Santos: Konko si è abbassato in difesa e Gasperini
ha mantenuto il tridente. Dopo 6' si è fatto male Criscito ed è entrato
Lucarelli. Il Genoa ha preso subito ad attaccare e all’8' ha segnato con una
deviazione di petto di Sculli su mezza girata di Figueroa. Ma è stato molto
bravo il guardalinee Lion a pizzicare il fuorigioco di Sculli. La partita è
diventata un assalto, poi un assedio del Genoa. Ogni minuto, un metro avanti.
L’Inter boccheggiava, la palla non arrivava più agli attaccanti. Mancini ha
tolto Suazo e messo Cruz, proprio per il gioco aereo. In difesa, non
all’attacco. Appena Juric, travolgente in questa ripresa, ha deciso di fare da
solo, il Genoa ha pareggiato. Micidiale il suo attacco, Maicon l’ha perso per
strada, il croato ha fatto partire una sventola che Julio Cesar ha solo respinto
centralmente: mezza girata spettacolare di Borriello e pareggio meritato.GENOA
(3-4-3): Scarpi 6; Santos 5 (1' st Borriello 7) De Rosa 5 (24' st Fabiano 6)
Criscito 5,5 (6' st A. Lucarelli 6); Konko 6,5 Milanetto 6,5 Juric 7,5 Danilo
6,5; Sculli 5,5 Figueroa 5,5 Rossi 6,5. A disposizione: Lanza, Vanden Borre,
Masiero, Di Vaio. All.: Gasperini 6,5 Falli commessi: 15 Fuorigioco fatti: 1
INTER (4-4-2): Julio Cesar 6; Maicon 5 Burdisso 5,5 Chivu 6,5 Maxwell 6; Solari
6 (1' st Rivas 6) Pelè 4 Cambiasso 6,5 J. Zanetti 6; Suazo 6,5 (23' st Cruz 6)
Ibrahimovic 6. A disposizione: Toldo, Maniche, Jimenez, Balotelli, Crespo.
All.: Mancini 6,5 Falli commessi: 14 Fuorigioco fatti: 0 ARBITRO: Rocchi di
Firenze 5,5 Guardalinee: Biasutto e Lion Quarto uomo: Stefanini MARCATORI: 11'
pt Suazo (I), 40' st Borriello (G) ESPULSI: 40' pt Pelè (I) per doppia
ammonizione AMMONITI: Juric ( G) per comportamento non regolamentare, Burdisso
(I) e Cruz (I) per gioco falloso NOTE: Spettatori paganti 5.949 per un incasso
di € 18.944. Abbonati 21.675 per una quota di € 274.249,70. Angoli: 10-4 per il
Genoa. Minuti di recupero: 1 nel pt, 3 nel st.
TUTTOSPORT
- Borriello rovescia l’Inter .
Nerazzurri di nuovo in 10, agguantati a 5’ dalla fine. di Giovanni Tosco.
GENOVA. Frena in maniera brusca l’Inter. Ha l’attenuante di aver giocato dal 40'
del primo tempo in dieci uomini per l’espulsione di Pelé, certo, però l’ 1- 1 è
risultato che premia la capacità di soffrire della squadra di Mancini ma
autorizza preoccupazione in vista della partitissima di sabato con la Juventus.
Il pari sta addirittura stretto al Genoa, un po’ perché il vantaggio di Suazo
è stato propiziato da una doppia incertezza difensiva, un po’ per la convincente
prova, a tratti devastante dopo l’intervallo quando Borriello - inizialmente in
panchina, come previsto, ma ancora una volta decisivo - con una sforbiciata
meravigliosa ha realizzato la diciassettesima rete stagionale e permesso ai
rossoblù di conquistare un punto che dà tanto morale dopo le tre sconfitte
consecutive. AVVIO IN DISCESA Mancini in extremis ha dovuto rinunciare a Vieira,
vittima di un lieve affaticamento alla gamba sinistra, e ha rispolverato Solari,
che in campionato non giocava titolare dal 24 novembre. L’approccio alla gara
del Genoa è stato positivo, ma al 12' Santos ha perso palla a centrocampo:
Cambiasso ha lanciato sulla sinistra Ibrahimovic, sul quale De Rosa ha tentato
un anticipo infelice che ha permesso all’attaccante di involarsi e mettere al
centro un cross rasoterra per Suazo, tutto solo a due passi dalla linea di
porta. Un gioco da ragazzi, per l’honduregno, firmare l’ottavo gol in
campionato. L’opportunità più bella per il pareggio è capitata al Genoa al 39',
quando Figueroa ha lanciato in contropiede Konko, che ha lasciato sul posto
Maicon ma, al momento di concludere, non ha impresso la forza necessaria per
impensierire Julio Cesar. ROSSO RITARDATO Un minuto più tardi l’Inter è rimasta
in dieci per l’espulsione di Pelé. Il giovane portoghese aveva rischiato il
“rosso” già al 34', quando con una manata a palla lontana aveva colpito
Milanetto: Rocchi lo ha graziato, limitandosi ad ammonirlo. E’ stato un semplice
differimento, perché al 40' Pelé ha fermato fallosamente Juric e finito lì la
sua partita. L’intervallo è servito ai due tecnici per ridisegnare le squadre.
Mancini ha inserito Rivas e avanzato prima Chivu e poi Maxwell nel 4- 3- 2,
Gasperini ha reso decisamente più offensivo il 3-4-3 con l’ingresso di Borriello
e l’arretramento di Konko al posto di Santos. FURIA GENOA La determinazione con
cui i rossoblù si sono presentati per la ripresa ha messo in difficoltà l’Inter,
in evidente difficoltà con l’uomo in meno. All’ 8', dopo l’uscita di Criscito (
infortunato alla caviglia e sostituito da Lucarelli), l’arbitro ha giustamente
annullato il pareggio di Sculli, che, in posizione di fuorigioco, ha scavalcato
Julio Cesar con un pallonetto determinato da una casuale deviazione col corpo
su un tiro di Figueroa. Poi per due volte ci ha provato Borriello di testa: alta
la prima conclusione, debole la seconda. L’Inter ha sofferto sulle palle alte.
Al 19' Figueroa s’è trovato solo in mezzo all’area: è saltato fuori tempo e ha
sprecato la ghiottissima occasione. Col passare dei minuti la gara si è
trasformata in una sorta di assedio: al Genoa è mancata a lungo la capacità di
sferrare il colpo vincente ma i brividi sono stati continui sui tanti calci
d’angolo e sulle tante palle messe in mezzo grazie al dominio assoluto sulle
fasce, in particolare quella sinistra, dove Maicon ha sofferto maledettamente.
Oltre tutto, l’inferiorità numerica dei nerazzurri si è fatta sentire in maniera
pesante nell’incapacità di costruire ripartenze che potessero impensierire la
difesa di un Genoa a vocazione super offensiva con l’inserimento di Fabiano per
De Rosa. IL CAPOLAVORO Dopo un tentativo da lontano di Juric bloccato in due
tempi da Julio Cesar, al 40' è arrivato l’ 1- 1. Lo stesso Juric ha sfondato a
sinistra e sul traversone deviato dal portiere in maniera non impeccabile la
palla è rimasta a mezz’aria in mezzo all’area: si è avventato Borriello che con
una sforbiciata bellissima ha agguantato il meritato pareggio. Sullo slancio il
Genoa ha provato a centrare una vittoria che avrebbe reso ancora più preziosa
questa stagione, ma lo sforzo compiuto si è fatto sentire: è finita in parità,
tra l’ovazione di Marassi e il sospiro di sollievo di Mancini al fischio
conclusivo.
IL SECOLO XIX -
Genoa, un Borriello irresistibile.
di Giovanni Ciolina. Regala il primo tempo con uno schieramento che fa storcere
il naso a molti, poi il Genoa butta il cuore oltre l’ostacolo per un ripresa
all’arma bianca e raggiunge il meritatissimo pareggio (1-1) con il solito
Borriello che in girata volante ribadisce una conclusione dell’ottimo Juric.
Ancora SuperMarco. Sempre più SuperMarco Borriello per un Genoa che mette in
bacheca il primo gioiello di stagione contro una grande. La brutta notizia è
Criscito che esce in barella (infortunio alla caviglia sinistra subito cadendo
male): il timore è che si tratti di una cosa seria. Sbuffa il vecchio cuore del
Grifone sul prato ancora una volta semindicente del Ferraris, mette i nerazzurri
ai paletti, ma riesce a passare quando alla fine mancano solo 4 giri di
cronometro più il recupero. Marassi diventa una bolgia. Sogna e assapora il
colpaccio. Gasperini è un leone in gabbia. Non riesce a stare fermo in panchina
mentre spiovono a decine i cross in area, ma se il primo tempo finisce in
svantaggio qualche colpetto sul petto se lo deve dare anche lui. Con Borriello
in campo, anche se gli avversari sono in dieci, è un’altra squadra. Lo sa lo
stesso tecnico, ma contro una squadra non certo convincente come quella di
Mancini , forse sarebbe stato più logico rischiarlo dal primo minuto. Una scelta
che non sarebbe stata gradita neppure dalla dirigenza rossoblu. E il gol che
blocca la corsa interista è il suo. E sono 17. Detto tutto ciò, già il pari
sarebbe stato stretto al Grifone. I campioni d’Italia forse pensano troppo
presto di avere la partita in tasca e tirano pericolosamente i remi in barca.
Alla fine potranno mostrare ai propri tifosi un solo tiro: decisivo, ma unico.
Come unico è il guizzo di Ibrahimovic nell’occasione del gol di Suazo. Un po’
poco per un giocatore come lui. Sembra quasi che sia capitato in campo per caso,
con quell’andatura dinoccolata che si trasforma in un volo meraviglioso quando
riesce a prendere qualche metro all’avversario. Molte sorprese alla lettura
delle formazioni. Da una parte e dall’altra. Mancini rinuncia a Jimenez e
soprattutto al modulo che prevede il trequartista. Vieira finisce addirittura in
tribuna dopo la bella prova con il Palermo e in attacco Suazo prende il posto di
Crespo. IL SOLITO ERRORE in disimpegno costa tantissimo al Genoa. Come a
Firenze. Questa volta è Santos, schierato a destra in un ruolo non suo, a
perdere palla su pressione di Cambiasso che dalla propria trequarti rilancia
immediatamente su Ibra che supera De Rosa e dal fondo crossa al centro per Suazo
che deposita in rete. E’ l’11’ e i nerazzurri passano al primo vero affondo.
Senza neanche troppa fatica, con quella facilità in velocità che l’assetto
difensivo del Genoa favorisce e che nei primi minuti di gara porta Suazo (6’) e
Ibra (9’) al tiro. De Rosa, come era accaduto a Milano all’andata, fatica contro
uno Suazo non esaltante, ma pur sempre guizzante. E prima del tentativo di
anticipo su Ibrahimovic sbaglia tempo anche sull’honduregno. Contro un’Inter che
rinuncia al trequartista il Genoa si schiera con un 4-4-2 senza però riuscire a
prendere in mano il gioco. Un paio di giocatori paiono fuori ruolo (Santos e
Rossi), mentre Danilo è solo l’ombra di quel giocatore pimpante e propositivo
della prima fase del campionato. Il brasiliano appare titubante come quarto di
difesa, mentre qualcosa di più lascia intravedere nel finale di tempo quando
avanza a centrocampo. Ma è pur sempre troppo poco. Rossi a sinistra battaglia
con Solari, mentre sulla sponda opposta è Konko a guardarsi a vista e neppure
troppo in cagnesco con il capitano nerazzurro Zanetti. I duelli più interessante
della prima frazione finiscono per essere quindi quello tra Juric e Pelè a
centrocampo e Chivu-Figueroa. Juric e Milanetto hanno il merito di innervosire
il coloured che, fino a quel momento, mette comunque nella mischia almeno forza
fisica e determinazione. Lucho Figueroa si rivela invece una brutta gatta da
pelare per il romeno. L’argentino lotta e soprattutto distribuisce alcuni
palloni interessanti ai compagni che alternativamente lo affiancano, ma si sente
la mancanza di Marco Borriello. Al punto che la Nord lo invoca nell’intervallo e
Gasperini lo manda in campo. Mancini risponde con Rivas al posto di un
evanescente Solari. Ma nella ripresa i due allenatori rivedono uomini e
schieramenti anche in conseguenza dell’inferiorità numerica nerazzurra per il
rosso sventolato in faccia (in ritardo) a Pelè per fallo su Juric, ma che Rocchi
grazia qualche minuto prima per una doppia gomitata al volto a Milanetto.
L’ingresso di Borriello convince Mancini a farlo prendere in cura da Rivas,
mentre sposta Burdisso a sinistra per arginare Sculli che in un paio di
occasioni chiama Julio Cesar alla parata. Insomma le grandi manovre portano ad
una maggiore vivacità del gioco, ma senza grandi conclusioni nello specchio
della porta. Il Genoa ringhia, sguaina la spada contro un’Inter che arretra, ma
resiste. Quando i milanesi pensano di avere fatto l’impresa, arriva la botta di
Borriello. «Un gioiello, una magia» l’ha definita il presidente Enrico Preziosi.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 6 Per tutto il primo tempo resta inoperoso: l’Inter si avvicina dalle sue parti solo in occasione del gol, sul quale non può fare nulla. A inizio ripresa si fa però notare per l’uscita decisa su Suazo. SANTOS 5 Nel 442 ad assetto variabile disegnato da Gasperini si deve adattare largo a destra per l’esubero di difensori mancini a fronte della carenza di destri. Buon peso, dalla sua parte ronza prevalentemente il velociraptor Suazo. Una palla persa banalmente nella trequarti avversaria spalanca all’Inter l’autostrada dalla quale nasce il vantaggio nerazzurro. (1’ ST BORRIELLO 7,5: entra subito in partita e si rende pericoloso soprattutto nel gioco aereo. Ruota attorno a Figueroa per non dare punti di riferimento. Sempre più capocannoniere, da campione la sforbiciata che non lascia scampo a Julio Cesar). DE ROSA 5,5 All’11’ prova a rimediare all’errore di Santos fermando il contropiede interista,ma su Ibrahimovic entra goffamente permettendo allo svedese di servire a Suazo la comoda palla del break. Errore grave, anche se poi si riprende (25’ ST FABIANO6,5: prova subito la botta di sinistro che obbliga Burdisso alla torsione per salvarsi. Scodella in mezzo una tonnellata di cross). CRISCITO 6,5 Il biglietto da visita è incoraggiante: sradica dai piedi di Ibrahimovic il pallone con una scivolata aggraziata e pulita. Poi però all’8’ si concede un giro di liscio che libera Suazo in zona pericolo. Tuttavia contro Ibracadabra fa una partita impeccabile. Poi, per salvare su Suazo ci lascia la caviglia. (6’ ST LUCARELLI 6: dentro a freddo,ma con piede caldo e testa lucida. Stringe i denti anche quando la caviglia sinistra duole). DANILO 6,5 Inizia basso, sulla linea dei difensori, ma fa continuamente l’elastico con il centrocampo nella zona di Solari. Talvolta si alza, sino a diventare di fatto il vertice sinistro del tridente. Sbaglia comunque qualche disimpegno di troppo. Cresce decisamente nella ripresa, quando dà maggiore continuità alla fase offensiva. KONKO 7 La sua maturazione è completata: anche contro le grandi gioca a testa alta e senza paura. Parte basso però spinge ad ogni occasione, con slalom degni del miglior Tomba. Nella ripresa si abbassa a fare il difensore, e non sbaglia un colpo. MILANETTO 6,5 Fallisce tre appoggi in modo banale: sembra irriconoscibile. Però è lui che fa girare la squadra, e talvolta a centrocampo sale in cattedra a fare il professore. Luci e ombre, ma prevalgono le prime. JURIC 7 Ringhia continuamente, andando a coprire ma cercando pure di graffiare. Stavolta trova però pane per i suoi denti:molte le palle recuperate ma sorprendentemente anche parecchie quelle perse. Cimette un cuore grande così, e va anche a incitare i tifosi. Poi propizia il pareggio. ROSSI 7 Largo a sinistra, galleggiando fra Solari e Maicon. Fa la doppia fase, e in quella offensiva talvolta sembra indemoniato. Sul finire di tempo torna di nuovo a destra, dove dialoga con profitto con il gemello Konko. Poi, orfano del francese, non si stanca di spingere. SCULLI 7 Un leone in fase difensiva, alla quale si dedica con ardore e la giusta cattiveria sportiva. Paga la sua generosità perdendo di lucidità nei sedici metri, però è un combattente preziosissimo per questa squadra. Nella ripresa diventa pure uomo squadra. FIGUEROA 6,5 La condizione sarà ancora quella che è, però i colpi e le intuizioni da giocatore di alto livello non li ha dimenticati. I movimenti e il modo di difendere la palla sono da centravanti di razza, però ha anche la visione di gioco per favorire o smarcare il compagno meglio piazzato. INTER JULIO CESAR 6,5 Sbriga l’ordinaria amministrazione, agevolato dal fatto che il Genoa fa tutto bene fino ai sedici metrima poi non riesce ad andare oltre. MAICON 6 Limita le sue proverbiali discese sulla fascia, schiacciato prima da Rossi poi da Danilo che lo costringono a stare dietro. BURDISSO 6 Gioca costantemente con la gamba alta e tesa: è in continuo gioco pericoloso, tollerato però da Rocchi.Dà sempre la sensazione di incertezza. CHIVU 7 In difesa è un muro, e gioca pure pulito. Quando nella ripresa avanza a centrocampo, con i suoi lanci millimetrici crea le occasioni più pericolose. MAXWELL 6 Anche lui, come Maicon, è costretto a stare sulla difensiva per non lasciare un millimetro a Sculli. SOLARI 6 Quando arrivò dal Real Madrid, l’Inter lo presentò come un grande colpo.Ha un paio di guizzi (1’ ST RIVAS 6: con l’ingresso di Borriello, Mancini lo piazza in marcatura pressoché a uomo). PELÈ 3 Porta un nome impegnativo, però si fa notare soltanto per come alza il gomito contro gli avversari.Anche Mancini ha le sue colpe nell’espulsione. CAMBIASSO 7,5 Nell’Inter dei fenomeni è l’unico vero insostituibile: dovrebbe essere un interditore però è bravo anche a costruire gioco. Fa un grande pressing a tutto campo, ruba a Santos la palla dalla quale nasce lo 0-1. ZANETTI 7 Decentrato a sinistra, è uno dei più continui e lucidi. Quando nella ripresa Chivu avanza a centrocampo, torna a destra. IBRAHIMOVIC 5 Ha solo un paio di spunti, in uno dei quali lascia il segno. Poi sembra svogliato, pare giocare con sufficienza, ed è frustrato da Criscito. SUAZO 6 È sempre stato impietoso con il Genoa: quando vede il Grifone sembra un Toro che vede rosso. Se si escludono però il gol e qualche accelerata, non si è coperto di gloria (24’ ST CRUZ 5,5: per aumentare il potenziale offensivo,Mancini ci prova con il Jardinero, ma si vede poco). ARBITRO ROCCHI DI FIRENZE 5: al 34’ Pelè dà una gomitata a palla lontana a Milanetto; sarebbe espulsione diretta, invece si limita a un giallo. Poi lo caccia poco dopo. Vede invece bene quando Sculli devia in porta in posizione di fuorigioco.
IL SECOLO XIX - Super Marco «Gol banali, mai». PREZIOSI: «PUNTO PER IL MORALE E LA SALVEZZA». di giovanni Ciolina. GENOVA. «Non ce la faccio più». Un sorriso, qualche stretta di mano e Marco Borriello si libera in rovesciata della marcatura di telecamere e taccuini. Il capocannoniere del campionato se ne va con la stessa facilità con la quale si libera dai difensori avversari. Basta chiedere alla banda di Mancini per avere conferme. Super Borriello si aggrappa a quota 17 nella classifica cannonieri, torna solitario lassù dove può osare solo il Grifone e come Roberto Pruzzo 31 anni fa, trova contro l’Inter lo slancio per allungare in classifica. Quante coincidenze, quante similitudini tra i due bomber. «SAPEVO QUALCOSA sul fatto che non avrei giocato» la prende larga l’attaccante. A modo suo, come aggirare le difese, prima di puntualizzare la speranza «che l’esclusione sia a fin di bene. Sono un po’ dispiaciuto per non aver giocato dall’inizio,ma il mister ha preso la decisione per il meglio ». E poi Figueroa ha fatto bene. «Molto bene, come tutti i compagni» ribadisce Borriello. Lo stesso giocatore argentino regala sorrisi e manifesta apertamente la sua gioia «per la prima gara disputata dal primo minuto ». Anche contro l’Inter ha poi dimostrato di trovarsi a proprio agio con Borriello «nonostante tocchi al mister decidere. Per quanto mi riguarda prendo atto della condizione fisica che mi ha permesso di giocare a buon livelli l’intera partita, accusando qualche crampo solo nel finale ». Tornando alla partita di Borriello, una volta che Gasperini lo ha mandato in campo, lui ha risposto con l’unico modo che conosce: il gol. «Mi mancava la rete con una grande ed è arrivata. E poi non faccio mai gol banali» afferma Borriello ripercorrendo i fotogrammi di quella palla che gli arriva a mezz’altezza. «Sono doppiamente felice in quanto il gol ci ha permesso di incassare un punto che ci avvicina sempre più a quella quota quaranta che vuol dire salvezza», ribadisce. «E’ un pari che vale una vittoria» aggiunge il bomber che guarda alla Nazionale come obiettivo stagionale «ma in questo momento non ne voglio parlare. Spero di far bene a Palermo e poi vedremo le decisioni di Donadoni». «Stasera finalmente stiamo tranquilli » confida una Belen Rodriguez che attende il fidanzato nella sala stampa genovese. Anche per la modella venezuelana è una stagione da incorniciare. In tribuna, il presidente Enrico Preziosi esalta «il cuore e il gioco della squadra. Sono contento, mi è piaciuto molto il Genoa ed è importante muovere la classifica in chiave salvezza. Resta quello il nostro obiettivo e il punto con i campioni d’Italia ci dà morale». E’ UN PRESIDENTE felice anche se ammette «di aver sofferto molto, soprattutto nella ripresa quando abbiamo pressato molto». E nell’esame della partita non può che rivelare «l’importanza di Borriello» anche se «Figueroa ha fatto bene. Evidentemente ha i numeri». Complimenti al Genoa «squadra che mi piace per come gioca, per come sa sempre “uscire” cercando il gioco. Il risultato di Roma? E ci aiuta». Parole di Sebastian Cambiasso che mostra pacatezza e personalità. Mancini si è lamentato dell’arbitro e per un metro di giudizio non uniforme. Cambiasso dà un giudizio diverso:«ne parliamo spesso quando ci sono gli incontri con Collina e gli arbitri, cerchiamo di rispettare il lavoro di tutti, l’errore può capitare,ma cerchiamo di rimanere sereni». Mancini ha espresso un giudizio diverso. Cambiasso sorride: «ognuno ha la propria personalità, se fossimo tutti uguali il mondo sarebbe noioso». Sebastian regala ancora un giudizio positivo sulla gara, su come l’Inter ha saputo soffrire con l’uomo in meno e anche sul gioco del Genoa. Un altro che non vale per la classifica,ma che aiuta.
LA REPUBBLICA
- Espulso Pelè, l´Inter è sempre in 10 e il Genoa strappa il pareggio (1-1).
di Gianni Piva. Per portare a casa un punticino da Genova, l´Inter, rimasta
ancora una volta in dieci per cinquanta minuti, si aggrappa ad una gara con il
coltello tra i denti, difendendosi ad oltranza, aiutata dal Genoa, che guida il
gioco, assalta e spinge ma arriva al gol che vale il pareggio solo a cinque
minuti dalla fine, con Borriello. Il Genoa pareggia dunque quando la
abborracciata squadra mandata in campo da Mancini, che ha perso anche Vieira
prima di cominciare, stava contando i secondi e cominciava a pensare che fosse
possibile l´incredibile colpaccio di portare fino in fondo il vantaggio
agguantato da Suazo dopo una folgorante azione in contropiede di Ibrahimovic al
11´ del primo tempo. L´ultima tegola finisce sulla testa dell´Inter poco prima
di andare in campo, ed è un dolore al polpaccio sinistro di Vieira, obbligando
Mancini a raschiare il barile, aggiungere ad un centrocampo di marcatori
l´indefinibile Solari. Sono tempi grami davvero per la capolista che infila
panni di canapa e si prepara ad una gara a denti stretti, lasciando che sia il
Genoa a guidare le danze. Ne esce una partita di basso profilo, perché se i
genoani hanno un buon progetto, poi l´esecuzione non entusiasma e soprattutto
non regala occasioni. L´Inter se ne sta raccolta, con le due linee basse
ravvicinate, lontani Ibra e Suazo. Il Genoa mette in piedi una rete fatta di
cento passaggi, di qua e di là, a volte non sapendo dove andare. Inter ai minimi
termini, cinque soli i titolari, soprattutto nessuno che abbia piedi e forza per
avviare azioni, cerchi di appoggiare le due punte. Meglio cogliere l´errore
dell´avversario, sfruttare le titubanze soprattutto davanti all´area di Scarpi
dove i piedi non sono certo morbidi. Quando succede è subito gol. All´11´
Cambiasso intercetta una giocata di Santos, palla profonda per Ibrahimovic che
salta De Rosa e dal fondo offre a Suazo una occasione che non viene sciupata.
Minimo sforzo e gol pesante. Che l´Inter celebra ritraendosi, lasciando che il
Genoa arrivi ad affollare la sua area, e raccolga tre angoli. Certo la squadra
di Gasperini non dà l´impressione di essere una macchina da gol, all´Inter
l´ossigeno non abbonda e la sensazione di potercela fare senza faticare è sempre
contagiosa. Allora ci pensa Pelè a mettere un po´ di pepe, andando a cercare con
i gomiti Milanetto. Per lui è giallo con venature di rosso, e rosso sarà al 40´
dopo un fallo poi non così grave su Juric. Per complicarsi la serata all´Inter
non restava che rimanere per l´ennesima volta in dieci. Mancini nell´intervallo
toglie l´inutile Solari, piazza Rivas in difesa e si prepara ad andare in fondo
con la squadra chiusa nel fortino, palle calciate in tribuna, il Genoa a darci
dentro come può, appena può cercando di sfruttare l´uomo in più ma sbagliando
anche tanto. Sculli segna all´8´ ma è in fuorigioco, sciupa Figueroa al 20´su
cross di Sculli, oppure mancando appoggi di routine. L´Inter vive di palloni
spediti verso Ibra, che si arrangia da solo, visto che Suazo partecipa
part-time. Lo rileva Cruz al 26´ quando l´Inter prova un´uscita di massa. Rocchi
piazza un giallo discutibile a Burdisso che si strattona con Borriello, entrato
per Santos. Passano i minuti e davanti a J. Cesar sono mischie, palle scalciate
in angolo, ribattute, rimpalli, scene da calcio primitivo. Dai e dai al 40´ la
barricata dell´Inter cede: tiro di Juric, J. Cruz respinge ma Borriello coglie
l´attimo e in acrobazia pareggia.
LA REPUBBLICA
- L'Inter vede i fantasmi a Marassi ma al Genoa non basta Borriello.
Nerazzurri in vantaggio con Suazo, poi quasi solo i rossoblù. Mancini perde Pelé
(espulso) il centravanti pareggia nel finale. E nella serata in cui ha rischiato
di vedere la Roma a meno 4. La squadra di Moratti si trova inaspettatamente con
un punto in più. GENOVA - L'Inter crede di aver perso due punti, ma alla fine ne
guadagna uno. Il pareggio di Marassi (1-1 con l'ottimo Genoa di Gasperini)
conferma che i problemi di Mancini ci sono ancora tutti o quasi e che permane la
tendenza dei nerazzurri di finire le partite in 10. Il Genoa ha attacca a tutto
spiano e il pareggio ci sta tutto. L'Inter ha giocato per 50' in dieci per
l'espulsione del poco avveduto Pelè. Ma è stata la squadra di Gasperini a fare
la partita: nel primo tempo, però, senza Borriello i rossoblu hanno fatto ben
poco sotto porta. Nella ripresa, l'attaccante si è dimostrato pericolosissimo e
ha realizzato un gol bellissimo. Una cosa è certa comunque: l'Inter non domina
più come una volta. Il Genoa ottine un risultato che spezza la sua serie
negativa. Gasperini, privo di Rubinho, Paro, Bovo e dello squalificato Leon,
sceglie inserire De Rosa in difesa e Milanetto (non al meglio fisicamente) in
mezzo; arretra Konko e manda in panchina Fabiano. In attacco, inizialmente fuori
Borriello per problemi a un ginocchio, spazio a Figueroa. Mancini, dopo il
chiarimento con Ibrahimovic, schiera subito lo svedese in coppia con Suazo. A
centrocampo Pelè e non Vieira (fastidi muscolari); Solari sulla sinistra. In
difesa recuperato Maxwell, Chivu si accentra al posto dello squalificato
Materazzi. Il Genoa nel primo tempo attacca molto più dei nerazzurri ma, senza
Borriello, non riesce mai a mettere in difficoltà veramente la difesa dell'Inter.
La squadra di Mancini subisce, contiene e riesce a passare in vantaggio dopo
soli 11' grazie a uno spunto di Ibrahimovic che si beve di forza Santos e De
Rosa sulla sinistra, mette al centro per Suazo che mette facilmente in gol da
due passi. Anche al 16' i nerazzurri hanno un'occasione su punizione da sinistra
che Ibrahimovic di testa indirizza a destra dove Cambiasso tocca fuori. I
rossoblu tirano in porta solo con Milanetto (alto) da 25 metri al 36' e con
Figueroa (debole) su assist di Konko (bravissimo) al 39'. Poi tanto possesso
palla, azioni attorno all'area nerazzurra senza conclusioni. Ma al 40' l'ingenuo
Pelè si becca il secondo giallo e finisce fuori: la maledizione dell'Inter
continua. Per la quinta volta in questo campionato la capolista si trova in
inferiorità numerica. Le era capitato anche col Liverpool due volte: perchè?
Solo ingenuità o leggereza, o nervosismo? Gasperini, vista la superiorità
numerica, schiera Borriello al posto di Santos, mentre Mancini inserisce Rivas
in difesa, al posto di Solari, portando avanti Chivu. Con l'ingresso di
Borriello il Genoa, in superiorità numerica, si fa più pericoloso e concreto:
all'8' Danilo da sinistra, Figueroa tocca e Sculli (in offside) mette di petto
in rete: annullato. Poco dopo su traversone di Juric da sinistra, Borriello
tocca di testa alto. Inter in grande affanno. La squadra di Gasperini, perde per
infortunio Criscito (caviglia), fa entrare Lucarelli e prende in mano il comando
del gioco. Così Borriello su palla di Sculli da destra impegna J. Cesar di testa
al 17'. Per il portiere nerazzurro una gran mole di lavoro: Figueroa di testa
mette alto al 19'. Poi l'Inter costringe il Genoa ad allentare la morsa operando
qualche proiezione in avanti, ma per poco. Mancini cambia lo stanco Suazo con
Cruz, Gasperini De Rosa con Fabiano. Il Genoa continua a premere molto
pericolosamente e l'Inter soffre davvero: traversoni, mischie, salvataggi dei
difensori nerazzurri chiusi nei sedici metri. Due tiri di Borriello deviati al
33' e al 35', uno di Juric (parato al 39'). Ma al 40' arriva il meritato
pareggio: Juric tira da sinistra, J.Cesar respinge. Al centro dell'area c'è
Borriello che si avita in rovesciata e la mette alle spalle del portiere. E'
pareggio e il Genoa, che adesso non si accontenta ce la mette tutta, nei minuti
che restano, per regalare al campionato la seconda sconfitta dell'Inter. Nulla
da fare, gli uomini di Mancini resistono e vedono lo scudetto un po' più vicino.
IL GIORNALE
- Borriello frena l'Inter in formato ridotto.
Genova - A un passo dall’ottovolante. L’ottavo successo fuori casa dell’Inter,
in dieci per tutto il secondo tempo, si disperde nella tramontana di Marassi.
Resiste finché può, cede e si arrende alla fine di una efficace prova grazie a
un numero d’altissima acrobazia calcistica firmato da Marco Borriello, l’asso
nella manica del Genoa. È lui che trova il bandolo della matassa, è lui che
consente al Genoa di mettere fine al tris delle sconfitte e di guadagnare un
punticino prezioso. Dall’Inter di ieri sera, senza Vieira (affaticamento
muscolare, risparmiato per averlo fresco e pimpante contro la Juve), rimasta in
dieci nella ripresa, forse non è lecito chiedere di più, di questi tempi. Le
virtù resistono, a fatica, i difetti vecchi sono una specie di persecuzione per
i morattiani. E tra questi la nota esuberanza fisica dell’Inter che procura ieri
sera a Genova la dodicesima espulsione (doppio giallo per Pelè, il portoghese).
Lamenti di parte e censure critiche al gesto hanno una spiegazione: nel primo
caso Pelè (gomito aperto su Milanetto) rischia persino il rosso diretto, nel
secondo (intervento di improbabile gravità su Juric) risulta penalizzato
dall’arbitro Rocchi che forse si lascia condizionare dalle proteste genoane
oltre che dal precedente rimorso. Vale, alla fine, una morale: l’Inter deve
stare all’erta, in questo senso. Occhio ai falli, insomma. Difficile liberarsi
dell’etichetta di squadra fallosa. L’inconveniente, maturato alla fine della
prima frazione, detta a Mancini una intelligente rivoluzione tattica nella
ripresa: fuori Solari, di discutibile utilità nel ruolo di trequartista dietro
le punte, e dentro Rivas da avvitare al centro della difesa con Burdisso per
consentire a Chivu di spostarsi a centrocampo. La correzione di Gasperini,
durante l’intervallo, invece risulta meno sofisticata: dentro Borriello,
risparmiato in partenza, per dare spessore all’attacco, e fuori lo sciagurato
Santos cui più tardi, e questa è una vera sventura, fa compagnia Criscito, ko
alla caviglia (colpa di un pestone di Suazo o anche delle buche-trappola del
prato di Marassi), risultato tra i più affidabili di una difesa ballerina,
andata in tilt sulle prime accelerazioni di Ibra o Suazo, autori in coppia della
combinazione decisiva (gol facile facile dell’honduregno, sul secondo palo, dopo
numero dello svedesone). In dieci, l’Inter si dedica, nella ripresa,
all’esclusiva difesa del vantaggio conquistato con merito nell’apertura della
sfida. L’arrivo di Rivas (Solari resta sotto la doccia) e il successivo ingresso
di Cruz (al posto di Suazo) sono le correzioni decise da Mancini per tenere
botta dinanzi all’arrembante forcing del Genoa. Che si comporta come una
provinciale di rango. Dentro Borriello, il re del gol italiano, nella speranza
che da lui e dalla sua presenza arrivi quella vitamina necessaria per
raggiungere il pari. L’Inter resiste con passione per circa 50 minuti: si
difende come può, con le unghie anche se è necessario. E lo fa col mestiere dei
suoi migliori esponenti, da Zanetti a Cambiasso, per citare gli eroici
combattenti di Marassi. Quando si spegne la fiamma interista e il Genoa può
rovesciare nella metà campo altrui anche Fabiano, allora succede il pareggio che
restituisce al grifone il merito conquistato sul campo. La stilettata, dal
limite dell’area, è di Juric su cui si oppone come può quel gatto di Julio Cesar.
La respinta corta viene arpionata da Borriello in rovesciata plastica: non è un
gol, è un’opera d’arte, in quell’area così affollata, venti uomini schiacciati
in pochi metri. Prima di quel mortaretto, solo il gol tolto a Sculli per palese
fuorigioco.
|
|
AKAIAOI |