STAGIONE 2006/07

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Reti: 71' Nedved, 74' Juric.

Genoa: Barasso, Bega, De Rosa, Criscito, Fabiano (79'Stellini), Juric (83' Zeytulaev), Coppola, Longo (73' Tavares), Botta, Adailton, Greco. Allenatore: Gasperini. (Rubinho, Pedro Lopez, Biasi, Forestieri).

Juventus: Buffon, Birindelli (80' Zebina), Kovac, Boumsong, Balzaretti, Camoranesi, Paro, Marchisio, Nedved, Bojinov, Palladino. Allenatore: Deschamps. (Mirante, Venitucci, Chiellini, De Ceglie, Guzman, Maniero).

Arbitro: Farina di Ovada. Espulso: 92' Nedved.

Note: Al 32' Buffon ha parato un rigore ad Adailton. Spettatori: 34.129

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Al Ferraris va in scena la partita che non si dovrebbe giocare visto che una delle due dovrebbe essere impegnata minimo in un derby storico con la Pro Vercelli. Il Genoa reduce da due sconfitte consecutive deve rinunciare a Milanetto, Rossi e lo squalificato Sculli mentre per fortuna recupera prima del previsto Bega. La Rumentus dal canto suo deve fare a meno di giocatori del calibro di Del Piero, Trezeguet, Zalayeta, Tudor, Marchionni e Zanetti ma la cosa è relativa vista la rosa della squadra bianconera. Lo stadio, esaurito da Martedì, dà il degno benvenuto alla vergogna d'Italia intonando il grido ladri, ladri che ancora riecheggia in tutta la penisola, isole comprese. La Nord ricoperta di bandiere scompare nella nebbia creata dai fumogeni mentre dai distinti scendono, inframmezzati da un tricolore formato da bandierine, gli striscioni recanti la scritta "In nome del popolo italiano vi dichiariamo LADRI, COLPEVOLI". Gli unici applausi per gli ospiti sono solo per la premiazione a Buffon come miglior portiere avvenuta prima della gara. Gasperini schiera il solito 3-4-3 sistemando Juric sulla fascia destra. La corsia sinistra viene presidiata al centro da Botta e in avanti da Fabiano anche se in verità il brasiliano copre più del solito (d'altronde a sinistra si trovano Balzaretti e Nedved) formando quasi un centrocampo a 5. Così sistemati le punte rossoblù sono Adailton e Greco che avrà molte possibilità durante la gara di agire nel suo ruolo più congeniale d'esterno. La squadra dalle maglie da carcerati sistemata da Deschamps con un 4-4-2 ha il suo punto di forza certamente nelle fasce dove troviamo da un lato Camoranesi e dall'altro Nedved mentre ha il debole (o almeno così pare) nel reparto centrale composto dal duo piuttosto lento Kovac - Boumsong. La partita inizia a razzo, al 03' sugli sviluppi di un corner Marchisio tenta il tiro da fuori area e Palladino mette nel sacco. Sia lui che Camoranesi sono in fuorigioco e la rete è annullata. 04' Coppola lotta qualche metro fuori area e vinto un contrasto spara a mezz'altezza verso la porta, Buffon si fa sfuggire la sfera che sfila a lato di poco per il primo corner genoano. Sulla battuta di Adailton la difesa Juventina pasticcia rimediando poi nuovamente in corner. 06' Camoranesi interviene scorrettamente su Fabiano conquistando palla e tirando a rete. Barasso para ma l'arbitro ha già fischiato il fallo. 09' Juric sulla fascia accentra per Greco che praticamente dalla mezza luna spara a rete ma la sfera è di poco alta sopra la traversa. 12' Ripartenza Rossoblu e il lanciato Botta subisce una carica da Kovac. L'arbitro concede solo il fallo laterale. Coppola riceve palla e fatto fuori il suo controllore mette al centro un traversone teso sul quale interviene in anticipo un difensore che mette in angolo. 15' Ancora Coppola sfrutta un pasticcio difensivo per avanzare e passare a Greco il cui tiro viene ribattuto. 18' Altra ripartenza e sulla fascia avanza Juric che serve, con un perfetto traversone nell'arietta, Greco. Il genoano pronto alla deviazione di testa viene letteralmente ingroppato da Kovac. Rigore solare ma Farina aveva gli occhiali scuri e lascia proseguire. Le due squadre continuano ad affrontarsi a viso aperto anche se vengono meno le conclusioni a rete. Il Genoa fa incetta di calci d'angoli, Criscito deve intervenire su un traversone per anticipare Palladino, Greco lanciato viene fermato per un fuorigioco inesistente poi Bega deve intervenire per ribattere un tiro a rete di Bojinov. 29' Fabiano serve botta che dalla destra mette al centro per Adailton. La deviazione del brasiliano è perfetto ma tra lui e Buffon c'è anche Birindelli che ribatte di testa. La palla, dopo la deviazione, rimbalza forse anche sulle braccia protese in avanti del bianconero. 31' Angolo per il Genoa. La palla giunge sul primo palo dove Longo tenta di prolungare la traiettoria in rovesciata. Dietro di lui c'è Birindelli che trattenendolo lo sbilancia facendolo cadere. Farina fischia il rigore e ammonisce lo juventino. Adailton che non ha mai sbagliato fino ad ora tira a mezz'altezza sulla sinistra di Buffon che si distende e devia la palla che lenta finisce sulla base del palo. 33' Avanza la Juventus, dalla destra parte un traversone che in area viene spizzicato di testa per Bojinov liberissimo ma Barasso in tuffo agguanta la palla anticipando il bianconero. 35' Greco fermato forse per fuorigioco dice qualcosa al guardalinee e viene ammonito. 39' Botta lancia la palla sulla sinistra, Fabiano s'inserisce e appena poco dentro lo spigolo dell' area in diagonale spara rasoterra a rete. La palla viene deviata da Buffon che in tuffo allunga il sinistro mandando la palla a sfiorare il palo lontano. 42' Ancora azione Botta-Fabiano conclusa da adailton che alza sopra la traversa. Finisce in parità un primo tempo che avrebbe dovuto vedere il Genoa meritatamente in vantaggio. Il Genoa ricomincia attaccando sotto la Nord, Buffon viene accolto con uno striscione che all'incirca diceva "Buffon campione vero Grifonre". 48' Juric scambia con Adailton e avanza sulla fascia mettendo poi un traversone al centro per Greco che di testa colpisce debolmente e Buffon si fa trovare pronto. 50' Brutto intervento di Camoranesi su Botta ma Farina fischia solo il fallo. 51' Colpo di tacco smarcante di Adailton per Coppola che sulla destra accentrandosi supera due avversari sparando a rete. Sul pallone calciato a girare sul palo lontano interviene ancora il portierone bianconero che in tuffo respinge. 53' Palladino si libera di De Rosa che lo trattiene e viene ammonito. Bojinov manda la punizione in gradinata. 55' Altra ammonizione ma questa volta per Paro che commette fallo su un rossoblu. 57' Contropiede genoano, Adailton viene lanciato e Balzaretti lo stende beccandosi anche lui il giallo. pochi secondi e Camoranesi entra per l'ennesima volta da dietro su Botta. 59' Fabiano mette in angolo intervenendo su Bojinov. Barasso respinge il corner, la palla va ad Adailton che tergiversa e se la fa soffiare da Camoranesi. La sfera viene messa indietro per Marchisio che da fuori area spara di poco alto. 66' De Rosa, dentro l'area, prima soffia palla a Bojinov che poi se la riprende e dopo essersi girato tira a ree. La palla deviata finisce in corner. 67' Punizione da 30 metri di Adailton che impegna Buffon alla presa. 68' Greco si beve Kovac, avanza e mette nel mezzo per Adailton ma Balzaretti in anticipo sul brasiliano riesce a salvare la porta. 69' Neanche un minuto e ancora Greco lascia sul posto il suo controllore e dal fondo serve al centro per la testa di Adailton che questa volta stacca più in alto di Balzaretti e incrociando manda la palla verso il palo destro a lato di poco. Rovesciamento di fronte e questa volta è il colpo di testa di Nedved a impegnare Barasso alla parata in due tempi. 71' Punizione dallo spigolo dell' area sinistro. Cannonata di Nedved sfiorata dalla testa di Juric che spiazza Barasso. La palla s'insacca all' incrocio dei pali lontano. Bojinov (che staziona prima dopo e durante la battuta sulla linea di porta come un dilettante) è due metri in fuorigioco e tenta pure di deviare la sfera con la testa. Il gol è irregolare ma nessuno se ne accorge. 72' Gasperini corre ai ripari e sostituisce Longo con Tavares. 73' Barasso su angolo deve intervenire su un pericoloso colpo di testa di Boumsong, il Genoa riparte e la palla arriva nella metà juventina. Centralmente poco fuori area riceve Greco che di testa smista in area a destra per l'accorrente e liberissimo Juric che sull'uscita di Buffon con un colpo sotto supera il portiere pareggiando l'incontro. Sismografi impazziti per l'onda tellurica scatenata sugli spalti del Ferraris. 76' Errore difensivo, ne approfitta Greco che recupera palla e avanza, Adailton viene poi anticipato d'un soffio. 79' Esce Fabiano ed entra Stellini. Angolo per il Genoa, Buffon esce male sbagliando l'intervento e Boumsong deve liberare a porta sguarnita. 81' Unica sostituzione bianconera, Zebina per Birindelli. 82' Nedved che mostra di essere esaurito più dello stadio viene ammonito per proteste. 83' Su un traversone c'è uno scontro fortuito tra Barasso che rimane a terra e Bojinov. Ultimo avvicendamento genoano, Zeytulaev per Juric che ha giocato una gran partita. 88' Zebina atterra Tavares e viene ammonito.  92' Nedved riconquista palla poi la perde anticipato da Bega e stampa i suoi tacchetti sulla gamba del genoano. Farina lo manda sotto la doccia. Il Genoa smuove la classifica che vede a partire dal Napoli nove squadre in quattro punti di cui 2 sopra al Genoa (Bologna e Cesena) che devono ancora incontrare la Juve) ma ancora più importante è forse il ritrovamento di Juric proprio nel momento della squalifica rifilata a Sculli.   

 

CORRIERE DELLO SPORT - E' la Juve di Buffon E’ prima grazie al portiere (che para un rigore). Nedved, gol e rosso. GENOVA - Tutti in piedi: perché il risultato in qualche maniera occulta uno spettacolo straordinario. La Juve ha tremato: senza Buffon sa­rebbe probabilmente capitolata. Torna dalla Liguria imbattuta ( e ancora una volta obbligata al pari da una diretta avversaria) ma il Genoa dato in ribasso dopo le ulti­me due sconfitte consecutive, con una difesa ballerina ( tra le peggiori del campio­nato), ha decisamente im­pressionato per qualità e continuità del gioco. Un unico neo: alla fine la gara si è un po’ incattivita come dimostra l’espulsione di Nedved, peraltro tra i migliori della sua squadra. Genova si è mobilitata per questa partita ricca di gloria ( trentasei scudetti): oltre trentaquattromila spettatori a conferma che quest’anno la B, grazie ai bianconeri, è una vera miniera d’oro. E la sfida non ha deluso le attese. Veloce, brillante, giocata benissimo dai ragazzi di Gasperini che evidentemente ci teneva a far bella figura contro la so­cietà che lo ha «allevato» come tecnico. Esaltata da Buffon che essendo stato premiato come miglior portiere dell’orbe terracqueo, ha vo­luto confermare la fondatez­za del riconoscimento paran­do un rigore battuto benino ma non benissimo ( troppo debole ancorché angolato) da Adailton ( correva il 32' del primo tempo; sanzione concessa per un fallo di Birindelli su Longo). La Juve è parsa patire di più dei rossoblù le assenze soprattutto in mezzo al campo dove Paro è apparso troppo lento rispetto ai ritmi ele­vati impressi dal Genoa e Marchisio non è riuscito a replicare la bella prova di Napoli. Eppure Gasperini dove­va fare a meno dei suoi uomi­ni più cretivi e incisivi: Marco Rossi, Milanetto e per ultimo (squalifica di otto mesi) Sculli. Ma più che dai due giovani in mezzo al campo, la Juve è stata tradita da uno di quegli anziani che a questi livelli dovrebbe fare la differenza, Camoranesi. Per non soffrire la migliore qualità tecnica bianconera, il Genoa ha tenuto ritmi forsennati accompagnati da un pressing asfissiante. E se si fa eccezione per un gol di Palladino al 4' (deviazione su tiro di Balzaretti) annullato per fuorigioco e una uscita di Barasso su Bojinov, il primo tempo è stato un sostanziale monologo rossoblù con un paio di salvataggi provvidenziali di Balzaretti, e le parate di Buffon (il rigore e poi un tiro di Fabiano, quindi nella ripresa un miracolo su Coppola). Nel calcio la differenza la fanno i giocatori e Nedved intorno al 20' ha deciso di salire in cattedra. Prima ha obbligato di testa Barasso a una parata difficilissima, poi su punizione ( dal vertice sinistro dell’area) portava in vantaggio la Juve. Marassi sussultava e il Genoa produceva un nuovo scatto d’orgoglio prima pareggiando con Juric ( che aveva toccato la punizione di Nedved) e poi sfiorando il raddoppio sull’unico errore di Buffon (un pallone smanacciato che invece di andare fuori dall’area imboccava la strada della rete) ed evitandolo per via dell’unico miracolo di Boumsong ( salvataggio sulla linea).

 

CORRIERE DELLO SPORT - LE PAGELLE. Juric ci mette il sigillo Coppola, che motorino Boumsong e Paro ok Camoranesi non c’era. di Furio Zara. GENOA: 7 Juric - Segna un gol di gran classe, che corona una signora partita durata fino al 37'st quando - esausto - fa posto a Zeytulaev. Inconsapevole la deviazione lieve sul gol di Nedved. 7 Botta - Vivacissimo, sinistro felpato e ritmi forsennati. 6,5 Coppola - Motorino propositivo, sfiora pure il gol. 6,5 Bega - Si appiccica con lo scotch Bojinov, lo costringe a girare al largo dall’area. 6,5 Greco - Svaria molto, si difende coi gomiti, la butta sulla velocità, ogni tanto inventa giocate da playstation: suo l’assist per l’1-1. 6,5 De Rosa - Si piazza in mezzo all’area genoana: dirige e spazza. 6,5 Criscito - La stoffa c’è, l’esperienza verrà. Sulle tracce di Palladino, bel duello tra due emergenti del calcio italiano. 6,5 Barasso - Decisivo quando respinge (25' st) d’istinto un colpo di testa ravvicinato di Nedved, nulla può sulla punizione terra-aria del ceco. 6,5 Fabiano - Vince il duello col fantasma di Camoranesi. Esce al 33' st per fare posto a Stellini. 6,5 Gasperini (all.) - Sesta partita sen­za riuscire a ritrovare la vittoria, ma i segnali della ripresa ci sono eccome: nonostante tutto la crisi dei liguri pare superata. 6 Longo - Si procura il rigore. Cerca sempre di ragionare, esce al 26' st. 5 Adailton - Sul dischetto il brasiliano si fa venire la tremarella, ma tutta la sua partita è segnata da una insolita mancanza di incisività in zona gol. JUVENTUS: 7,5 Buffon - Il « Pallone d’Oro virtuale» strega Adailton e gli para il rigore ma si fa beffare da Juric. Però prima, due paratone da n.1. 6,5 Nedved - Galleggia per un’ora, decide la partita con una punizione da urlo. Poi macchia tutto con il rosso nel finale. 6,5 Boumsong - Mica bello da vedere, ma pur pasticciando sbroglia parecchie situazioni pericolose. 6,5 Balzaretti - Preferito a Chiellini, si sgancia con prudenza, ma è utile in fase difensiva. 6 Paro - Fronteggia Longo, ci mette la corsa. 6 Deschamps (all.) - Manda in campo una Juve solida ma l’attacco gira male. 5,5 Birindelli - Suo il fallo da rigore su Longo, ingenuità in una partita appena dignitosa. Esce (35'st) per Zebina. 5,5 Kovac - Rude, fallosetto, non dà sicurezza al reparto difensivo. 5,5 Bojinov - Deve andare a prendersi palloni giocabili sulla trequarti, cala nella ripresa. 5,5 Marchisio - Naufraga quasi subito, presenza impalpabile lì dove invece servirebbe sostanza. 5 Palladino - Farina gli annulla un gol dopo 4'. Timoroso, fragilino nei contrasti, ha guizzi di gran classe ma gira sempre al largo dalla zona calda. 4,5 Camoranesi - Inconsistente, riesce a sbagliare tutto: dai tiri ai cross. Serataccia da dimenticare. L’arbitro Farina 5 - La partita gli sfugge sempre dalle mani. Appare deciso sul rigore. Sprezzante del buonsenso, espelle il fisioterapista della Juve Esposito.
 
CORRIERE DELLO SPORT - Il presidente elogia il portiere della Juve, Gasperini dice: «Meglio noi». Serve una punta: Bogdani, Floro Flores o Di Napoli. Preziosi: Buffon l’unica differenza . GENOVA - Gianluigi Buffon, il numero uno dei numeri uno in copertina. Lo dice pure il presidente rossoblu Enrico Preziosi in tribuna d'onore. Sono parole dolcissime, complimenti sinceri, applausi per Super Buffon: «Inutile girarci intorno, è stato lui a fare la differenza compiendo parate straordinarie. E' un portiere eccezionale, meriterebbe il pallone di platino » . Preziosi incorona Buffon e gli manda un messaggio. A chi gli chiede se lo vorrebbe in maglia rossoblu, il patron risponde così: «Mi sembra che lui abbia detto di voler concludere la sua carriera nel Genoa, spero di essere ancora presidente quando succederà » . Una risata prima di salutare tutti. Ma facciamo ancora un passo indietro. Triplice fischio, un se­condo dopo ecco le prime parole di Preziosi: «Sono soddisfatto, una gara da incorniciare per la prestazione dei ragazzi. Sono contento anche perché abbiamo espresso un buon gioco. Può essere stata la gara della svolta? Non avevamo bisogno di una svolta. Dobbiamo soltanto continuare a giocare così, aspettando il mercato di gennaio dove ci rinforzeremo » . Serve un attaccante: Bogdani, Floro Flores e Di Napoli (che però piace anche a Mantova, Triestine, Spezia e Bari) i nomi, oltre a Evacuo, l’investimento da fare in C. Prende pausa e poi continua il presidente Preziosi: « Mi sembra che la squadra non abbia corso particolari rischi: infatti il gol è arrivato da una prodezza del singolo. E mi riferisco alla giocata da campione di Nedved. Adesso, pensiamo alla prossima gara e complimenti ancora alla squadra per la prestazione» , chiude Preziosi. Mentre nella pancia di Marassi inizia la chiacchierata di Gian Piero Gasperini. Si riparte proprio da lì. Gianluigi Buffon, semplicemente straordinario. « E' un grandissimo portiere di livello mondiale, è chiaro che in questa categoria fa la differenza ma anche di più. L'episodio del rigore è stato determinate: se avessimo segnato probabilmente la partita avrebbe preso una piega diversa» . C'è un pizzico di rammarico nelle parole del tecnico rossoblu. Che sorride per il punto conquistato ma avrebbe sognato anche un finale diverso: «Sono molto soddisfatto, chiaro c'è qualche rimpianto anche se abbiamo rischiato anche di perdere questa gara. Sarebbe stato bello vincere, volevamo fare un bel regalo ai nostri tifosi. Ma anche per i ragazzi sarebbe stato importante conquistare tre punti: la squadra li avrebbe meritati per quello che ha dimostrato sul campo» . Si ferma un secondo Gasperini prima di entrare nel dettaglio: « Ci sta un pochino stretto il pareggio, ma ripeto quando siamo stati in svantaggio non abbiamo passato un bel momento. Sono contento, in particolare, della reazione dopo il gol della Juve ma anche per la prestazione di Greco assolutamente in recupero» . L'ultima battuta è dedicata a Juric, grande protagonista della gara: «Era partito molto bene, poi, ha avuto qualche problemino di carattere fisico. Adesso è rientrato e si sta esprimendo su livelli ottimi, il giocatore che già conoscevo» , chiude Gasperini. Parola, dunque, al bomber genoano protagonista di un'ottima gara e di un gol strepitoso: «Sono felicissimo per questa rete, segnare in una gara così è un'emozione unica »

 

TUTTOSPORT - Buffon para un rigore, Nedved sblocca il risultato ma il Genoa pareggia con Juric Juve, le mani sulla vetta. Al 42° risultato utile consecutivo, i bianconeri per la prima volta in testa in B. Il ceco espulso in un finale concitato: con Birindelli e Balzaretti sarà squalificato nella sfida di sabato prossimo contro il Verona. Controverso l’arbitraggio di Farina che annulla un gol a Palladino. di Vittorio Oreggia. Genova. Forse è giusto che sia finita così. Come a Napoli (1-1) e come a Rimini (1-1), perché se si esclude il successo nitido di Piacenza, finora la Juventus ha sempre pareggiato negli scontri diretti. Forse è giusto che la sfida di Marassi, bella per intensità ma non intensa per bellezza, non abbia avuto un vincitore e un vinto. E che solo all’ultimo istante si sia trasformata in rissa da angiporto, con l’espulsione di Pavel Nedved, per una tacchettata da Sant’Uffizio alla caviglia del povero Bega, e con le botte tra i tifosi. Non avrebbe meritato di perdere il Genoa, che ha osato e sgobbato di più, che è andato sotto (punizione deviata del fuoriclasse ceco) e ha recuperato (con Juric), che ha pure sciupato il bonus di un rigore; non avrebbe meritato di imporsi la Juventus, che è stata troppo poca cosa per un lungo pezzo di partita e che probabilmente comincia a pagare il peso delle numerose assenze. In fondo, l’uso del mugugno, che da queste parti è libero, può essere un beneficio esclusivo dei rossoblù. Sempre forse, ovviamente. Intorno al rigore che l’arbitro Farina ha concesso in favore del Genoa alla mezz’ora del primo tempo si possono innestare molte riflessioni di natura variegata. La prima è che il direttore di gara di Novi Ligure, non nuovo a protagonismi da piccolo despota di provincia, ha usato anche stavolta un metro tutto per­sonale, tanto rigido da suscita­re quasi fastidio alla vista. Il contatto tra Birindelli e Longo, sul solito corner micidiale calciato da Adailton, c’è stato ma non ha regalato la sensazione di essere punibile con il penalty, al punto che persino i giocatori rossoblù hanno accolto il fischio con un briciolo di perplessità. Per di più, il Farina medesimo, su segnalazione dell’assistente Stagnoli, un altro destinato a fare carriera, ha provveduto a completare il capolavoro espellendo il fisioterapista Aldo Esposito, in modo da lanciarsi oltre l’ultima frontiera, quella del buonsenso. Alla fine, gli ammoniti saranno sette e i rossi due. La seconda è che Buffon ha confermato di essere il portiere più bravo del mondo - da Pallone d’Oro... - per come è riuscito a neutralizzare la conclusione angolata dello stesso Adailton, rimasto basito dal gran balzo del numero uno bianconero. La terza è che quest’anno il «dagli alla Juve» è diventato lo sport nazionale, perché forse sta scritto nella storia che i figli (del passato recente) debbano pagare le colpe dei padri. Ma se invece di reclamizzare la simpatia i dirigenti di corso Galileo Ferraris parlassero pure d’altro e di altri non sarebbe male. La quarta è che l’episodio del rigore ha comunque sublimato un primo tempo di troppi affanni patiti dalla squadra di Didier Deschamps, fragile nella coppia di centrocampisti Paro-Marchisio, sovrastati da Coppola e Longo; molliccia sulle corsie laterali, dominate a destra da Juric e a sinistra da Botta; modesta sotto il profilo della qualità, perché abbandonata da Camoranesi. Per tentare di sorprendere la Juventus, il Genoa ha modificato l’impianto tattico (4-4-2 e non 3-4-3), ha tenuto Adailton largo a destra, ha lasciato solo Greco al centro dell’attacco e soprattutto ha cominciato fortissimo. Se si esclude un gol annullato a Palladino per fuorigioco e un destro moviolato di Camoranesi, i bianconeri sono sempre stati costretti a gestire gli assalti dell’avversario. Che minuto dopo minuto è diventato pericoloso: con Coppola (tiro non trattenuto da Buffon), con Greco (conclusione appena sopra la traversa), ancora con Greco (traversone rasoterra e salvataggio di Balzaretti sull’accorrente Adailton), con Fabiano (diagonale insidiosissimo). Una superiorità dinamica e fisica, anche se gli ex campioni d’Italia non hanno sofferto i ritmi alti, persino frenetici, imposti dai rossoblù. Sotto questo profilo la gara di Marassi è stata appassionante, mentre la cifra tecnica nel complesso è stata abbastanza modesta. La Juventus ha dato l’impressione di accusare le degenze in infermeria: nove, ieri sera. E tutti “mammasantissima”. L’entusiasmo e la vitalità dei ragazzi è un bene prezioso che va sfruttato con cautela, l’emergenza ha mandato all’aria i piani di Deschamps. Se addirittura Bojinov, che è giovane ma scafato, ha accusato un passaggio a vuoto, figurarsi che tipo di scombussolamenti può attraversare chi si è affacciato sulla ribalta bianconera ieri con il permesso per oggi. La summa di queste considerazioni ha prodotto una ripresa pressoché identica al primo tempo, dunque scoppiettante e nevrile. Buffon ha dovuto impegnarsi per smanacciare un destro di Coppola fuggito al controllo dell’impacciato Boumsong, al contrario di Barasso che ha continuato a fare del voyeurismo spinto. Un brivido, in verità, glielo ha provocato Bojinov, che è stato bravo a rubare palla a De Rosa e a calciare in porta, però nulla di clamoroso. Ma la stoccata del bulgaro è stato il segnale che qualcosa stava cambiando nel contesto del match. Non a caso nello spazio ristretto di un minuto, dal 25’ al 26’, la Juventus ha costruito la prima palla gol con una zuccata di Nedved e poi ha sbloccato il risultato con una punizione del ceco da sinistra, spizzicata da mille teste. Lo svantaggio ha prodotto la reazione rabbiosa del Genoa che dopo 180 secondi ha pareggiato con Juric, in capo a una prodezza e a uno svarione della difesa bianconera. Ci stava. Poi il rosso a Nedved in un contesto di massima eccitazione e concitazione.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE di Camillo Forte. PAGELLE GENOA Coppola è un moto perpetuo Greco veloce e imprevedibile. Barasso 6,5: non compie grandi interventi nel primo tempo. Poi, nella ripresa, fa il miracolo su Nedved che non gli riesce qualche minuto dopo. Lo stesso ceco lo fulmina con una punizione im­prendibile. Bega 6: il capitano dei rossoblù fa tanto movimento e un po’ di confusione. Si sgancia spesso e fatica a tornare. Questa caratteristica tattica, spesso, mette in difficoltà i suoi compagni. Però ha cuore. De Rosa 5,5: un po’ su Bojinov e un po’ su Palladino. Spesso, però, è solo al centro perché i due attaccanti bianconeri si muovono mentre lui mantiene la posizione e porta avanti la difesa per accorciare il campo e schiacciare la Juventus. Troppo poco, però. Criscito 6,5: deve crescere fisicamente. Si vede che ha qualità e numeri ma Palladino spesso e volentieri lo salta senza tanti problemi. Questo nel primo tempo. Nei secondi quarantacinque minuti, invece, si sblocca ed entra in partita. Fabiano 6: difende su Camoranesi e attacca la difesa bianconera con grande disinvoltura e verso la fine del primo tempo sfiora il gol con un tiro da fuori area. Elemento di quantità e qualità, un pericolo costante per Birindelli che gli concede troppi spazi anche perché Camoranesi non copre come dovrebbe. Stellini (33’ st) ng. Juric 6,5: corre molto e sbaglia poco. Fa pressing ed è bravissimo nel rilanciare l’azione. Un giocatore che ha dominato il centrocampo e mette in difficoltà Paro e Marchisio che arrivano sempre in ritardo. Segna, tra l’altro, un bellissimo gol. Più di così non poteva fare. Zeytulaev (37’ st) ng. Coppola 7: il più bravo, grintoso, intraprendente. C’è sempre, in ogni circostanza. Non molla mai, rincorre gli avversari e conquista il pallone per far ripartire la sua squadra in grande velocità. Si concede solo un errore, verso la fine del primo tempo. Longo 6: parte bene, procura il rigore con astuzia, poi piano piano si spegne. Ha speso tutte le energie nel primo tempo. Quando ha avuto fiato non ha demeritato ma, purtroppo per lui, non ha saputo centellinare le energie. Diogo (27’ st) ng. Botta 6: anche lui comincia bene e finisce male. Tutto sommato non demerita. Quando ha sparato tutto ha messo in crisi i centrocampisti juventini. Adailton 5,5: sbaglia il rigore e per un attaccante come lui non è poco. L’unica consolazione è che a pararglielo è stato Buffon, il portiere campione del mondo, il numero uno più forte del mondo. Greco 6,5: veloce e imprevedibile, spesso imprendibile. Il suo movimento continuo inchioda Boumsong e Kovac ad alcuni errori piuttosto evidenti. All. Gasperini 6,5: bravo, bravissimo. Il suo Genoa gioca forte, non subisce mai, cerca sempre di imporre il proprio gioco. A volte ci riesce, altre no. Però la mentalità è quella di spingersi all’attacco. E, in tutta sincerità, in squadra non ha grandi nomi. Rispettosamente parlando, ovviamente. Arbitro. Farina 5: sbaglia molto, a partire dal rigore concesso con troppa precipitazione ai rossoblù. E’ addirittura riuscito nell’impresa di cacciare il fisioterapista della Juve e della Nazionale, Al­do Esposito. Applausi... PAGELLE JUVE Kovac e Balzaretti in difficoltà. Zebina accetta di giocare Camoranesi, che serataccia Palladino positivo, Bojinov si riscatta nel finale, Marchisio mostra personalità. Buffon 7: all’inizio sembra in difficoltà. Non trattiene un pallone semplice e qual­che istante dopo rischia con un’uscita azzardata e sbagliata. Serata difficile dopo tanti applausi e un Pallone d’Oro traditore? Macché: il più forte portiere del mondo respinge un rigore di Adailton con una prontezza di riflessi eccezionali. Una parata che ha permesso alla Ju­ve di uscire da Marassi con un altro risultato positivo. Buffon, dunque, ancora una volta decisivo. Come nella ripresa quando devia una conclusione di Coppola che si presenta davanti a lui do­po aver saltato Boumsong. Niente può fare, invece, quando viene superato da Juric. Senza il suo portiere la Juve avrebbe 7- 8 punti in meno. Altro che arbitrato, la differenza la sta facendo lui. Birindelli 5,5: accusa qualche difficoltà, però rimane a galla. Provoca, tra l’altro, il rigore genoano: non ha commesso fallo, ma si è comportato con l’ingenuità di un ragazzino. Ammonito in stato di diffida, sarà squalificato. Zebina ( 34’ st) ng: entra e non incide. Ma questo non è una novità. Almeno ha accettato di giocare... Kovac 5,5: rimedia agli errori di Boumsong ma ne commette altri. La partita non è stata facile perché gli attaccanti del Genoa hanno spinto parecchio e quando non lo hanno fatto loro ci hanno pensato i veloci centrocampisti, soprattutto Coppola. Il difensore croato-tedesco, soprattutto nella ri­presa, è crollato in maniera netta ed evidente. Boumsong 6: qualche indecisione in marcatura, nulla di particolarmente grave. Si fa perdonare, in ogni caso, proiettandosi frequentemente in avanti per sfruttare le sue doti aeree. E in un paio di circostanze sfiora la rete. Balzaretti 5,5: non è serata per il biondo fluidificante ex granata che è stato preferito a Giorgio Chiellini. Non è stato decisivo in fase difensiva e neppure in quella offensiva. Dalla sua parte i rossoblù hanno trovato zona fertile. Come Birindelli era diffidato: il giallo gli costerà la squalifica. Camoranesi 5,5: forse voleva fare la differenza perché sentiva la partita, forse pen­sava di aiutare la Juve con le sue solite giocata, forse credeva di ripetere la grande prestazione di sabato scorso contro il Lecce. Fatto sta che contro il Genoa l’argentino non è riuscito a fare il campione del mondo. E’ sempre stato sulla destra quando, magari, poteva spostarsi al centro per trovare l’assist vincente. Deschamps non l’ha sostituito perché in panchina non aveva alternative ma, in compenso, dalla panchina l’ha sollecitato molto. Da lui si aspettava di più, soprattutto in una partita così delicata e difficile. Marchisio 6: un ambiente difficile contro un avversario veloce. Eppure il ragazzo non ha sfigurato. L’inizio non è stato confortante e a un certo punto sembrava dovesse solo subire. Corse a vuoto, passaggi sbagliati, poca convinzione. Poi è salito di tono e di personalità. Ha dapprima cominciato a non sbagliare le giocate semplici e piano piano si è rinfrancato. Nel secondo tempo, addirittura, ha cercato la conclusione dalla lunga distanza. Paro 5,5: ha patito più del dovuto la velocità dei centrocampisti genoani, probabilmente non ha trovato dei punti di riferimento nelle zone laterali del campo. Per questo motivo il giovane regista bianconero è andato in tilt. Qualche cosa è riuscito a fare ma poco rispetto a quello che di solito regala alla squadra. L’aspetto confortante è che ci mette sempre impegno e nel finale, quando la partita si è surriscaldata, ha provato ad usare le maniere forti. Nedved 6,5: sue le conclusioni più pericolose della Juventus. Prima impegna di testa il portiere genoano e dopo lo trafigge con una punizione devastante. Una prodezza nel vero senso della parola, un tiro che andrebbe mostrato come esempio ai ragazzini della scuola calcio. Nel finale, però, si fa cacciare per un’entrata che in tutta sincerità poteva evitarsi. Ma lui non ci sta a perdere. Anzi: pareggiare. Questo non significa che abbia ragione lui. Bojinov 6: le prime giocate sconcertanti anche se i palloni giocabili sono pochi. Con il passare dei minuti il talentino bulgaro si riscatta e riesce, comunque, a tenere il pallone in fase offensive. Iniziative che, almeno, permettono ai suoi compagni di centrocampo e della difesa di tirare il fiato. In più si concede un paio di assist alla sudamericana. Palladino 6: è vero, con i piedi assomiglia Ibrahimovic. Ha il passo veloce e il pallone rimane in suo possesso. Rispetto allo svedese, però, ha meno potenza. E’ agile ma non sfonda. La sua prestazione, comunque, è stata positiva. Lui e Bojinov hanno fatto quello che hanno potuto visto che la Juve ha subito quasi sempre. All. Deschamps 6: ha gli uomini contati e la sua squadra ha giocato con una diretta concorrente per la promozione. La Juve non ha fatto bene ma sotto l’aspetto del temperamento ha tenuto. Significa che il suo allenatore, che da giocatore non mollava mai, è riuscito a lasciare il segno. Il punto conquistato a Marassi è da considerarsi importante. Per la classifica e per il morale.

 

TUTTOSPORT - IL GENOA VOLEVA IL COLPACCIO Gasperini non ci sta: «Il punto va un po’ stretto». Il presidente Preziosi: «E’ stato Buffon a fare la differenza». L’eroe Juric: «Non potevamo perdere». di Luca Palmieri. Genova. Convinzione di aver fatto meglio della Juventus, almeno sul piano del gioco. E tanti complimenti a Gianluigi Buffon, interessati ovviamente. Perché la super partita del portierone bianconero è un’esplicita conferma della grande prestazione della squadra. E’ questo il tono della gran parte delle dichiarazioni in casa Genoa, dopo il pareggio conquistato nella serata di Marassi. A partire dal presidente Enrico Preziosi, che ha fatto del numero uno juventino il testimonial della nuova cam­pagna pubblicitaria della sua azienda di giocattoli. « E’ stato lui a fare la differenza – ha detto il massimo dirigente rossoblù – e un giocatore del suo calibro meri­terebbe non il pallone d’oro ma quello di platino… » . Il sogno dell’ambiente genoano è quello che un giorno si coroni il de­siderio di Buffon, chiudere la carriera con la maglia del Genoa. « E’ stato lui a dirlo – commenta Preziosi – e spero che quando arriverà quel giorno io sarò ancora presidente di questa società » . Complimenti a Buffon, ma anche grande convinzione nella forza della sua squadra. « E’ stata una prestazione da incorniciare, da parte di tutti i ragazzi. Sul piano del gioco siamo stati molto bravi, dobbiamo continuare così in attesa del mercato di gennaio, quando provvederemo a coprire eventuali lacune » . I complimenti a Buffon arrivano anche da Gian Piero Gasperini, che quando allenava la Primavera della Juventus ha avuto modo di conoscere bene il numero uno. « Questo è un portiere grandissimo, che fa la differenza in ogni categoria. In serie B poi riesce a fare ancora qualcosa di più » . Il tecnico è molto contento per la prestazione, sperava in una vittoria ma alla fine è comunque parzialmente soddisfatto del pareggio. « Penso che, se si guarda tutta la partita, il punto va un po’ stretto a noi. Ammetto però che dopo il loro vantaggio qualche timore di perdere c’è stato. Comunque, al di là di tutto, è stata una bella partita, ben giocata da parte di tutti e in particolar modo dai miei ragazzi. La cosa che mi è piaciuta di più? La reazione avuta dopo il gol incassato, non era facile ripartire subito con quella determinazione e conquistare il pari dopo pochi minuti. Ci siamo riusciti » . Il rammarico maggiore è per una vittoria che avrebbe rilanciato il Genoa dopo le due sconfitte consecutive incassate contro Spezia e Bologna. Un successo che avrebbe dato entusiasmo e sarebbe stato un regalo ad una tifoseria che ha gremito Marassi di passione. « I tre punti avrei voluto dedicarli ai nostri tifosi, so quanto tenevano a questa partita. Lo spettacolo sugli spalti è stato entusiasmante, abbiamo cercato in campo di essere all’altezza » . Complimenti in particolare per due giocatori che erano in difficoltà e sono stati decisivi, l’attaccante Giuseppe Greco e l’esterno Ivan Juric. « Greco stava attraversano un momento non fortunato ed in campo ha reagito molto bene. La sua è stata una prestazione positiva e determinata. Juric invece era partito bene, ha avuto dei problemi fisici e per lui non è stato facile recuperare. Adesso però sta tornando sui suoi migliori livelli e può dare un grosso contributo a questa squadra”. L’uomo partita del Genoa è stato a sorpresa proprio Juric. Il croato, che Gasperini ha portato con sé da Crotone, non sembrava neanche dovesse giocare ed invece il tecnico, optando per una formazione più attenta senza snaturare il mo­dulo, ha optato per lui al posto del giovanissimo attaccante portoghese Diogo Tavares. Juric non solo ha retto bene per quasi tutti i novanta minuti, ma ha anche realizzato il gol del pareggio con uno splendido pallonetto. « Una bella rete – dice il giocatore – ma soprattutto importante perché ci ha permesso di conquistare un punto che abbiamo strameritato. Sul piano del gioco siamo stati decisamente superiori alla Juve, già il pareggio ci sarebbe stato stretto. Figuriamoci se avessimo perso.. » . Il croato rimanda poi al mittente le accuse bianconere all’arbitraggio da parte di Farina. « Ha ammonito molti più giocatori loro, è vero, ma non c’è nulla da dire. In campo avevo capito che squadre come la Juventus, quando le cose non vanno nel verso desiderato iniziano ad innervosirsi e perdono la concentrazione. E così è stato, anche in occasione dell’espulsione di Nedved»

 

TUTTOSPORT - IL BABY TRA GENOA E JUVE. Criscito è l’uomo mercato «Ma io voglio restare qui» GENOVA. E’ diventato uomo mercato. Do­menico Criscito, 20 anni il 30 dicembre, cen­trale difensivo del Genoa, però, dice di « voler restare a Genova » . I giochi sono aperti e può ancora succedere di tutto. Perché il cartellino del giovane in carriera è a metà tra la Juventus e il Genoa. E’ una comproprietà libera, senza diritti di riscatto o prelazioni. Quindi se le due società non troveranno l’intesa, si dovrà andare buste per risolverla: al momento tutte e due i club sono fortemente interessati al giocatore e nessuno pare avere intenzione di fare un passo indietro. Giovedì sera doveva esserci un primo contratto tra le due parti ma il direttore sportivo dei bianconeri Alessio Secco ha rimandato l’incontro. Ha preso tempo, non intende scoprire le proprie carte. Anche per­ché il difensore potrebbe essere inserito in qualche operazione di mercato. Il Palermo, per esempio. Maurizio Zamparini lo accoglierebbe nel suo Palermo in caso di cessione di Andrea Barzagli che, guarda caso, è uno degli obiettivi principali del club bianconero. Dunque: la Juve potrebbe cedere al Palermo la comproprietà di Criscito, aggiungerci 8- 9 milioni e chiedere per Barzagli. Una soluzione, questa, da prendere in grande considerazione. Su Criscito, poi, ci sono un paio di club inglesi che anche ieri sera lo hanno fatto seguire. Uno di questi è il Newcastle. Il Genoa, ovviamente, spera di trattenerlo e riscattarlo a titolo definitivo. Preziosi è pronto ad offrire tre milioni per chiudere definitivamente il discorso. Tutto può ancora succedere, i giochi sono aperti. Le speranze rossoblù sono legate all’esito del campionato: se la formazione di Gasperini riuscirà a con­quistare la promozione in serie A è possibile che l’operazione conferma abbia qualche possibilità di successo, in caso contrario il giocatore lascerà Genova per raggiungere un club con più ambizioni. Ribadiamo: il suo obietti­vo è quello di raggiungere Torino per giocare nel club dove è cresciuto calcisticamente e ritrovare i compagni della Primavera con cui ha ottenuto grandi trionfi a livello di settore giovanile. Lo ha detto proprio alla vigilia della partita più importante. Quella contro il suo passato neppure troppo lontano. Di sicuro questo ragazzo in pochi mesi è diventato uno dei pezzo pregiato del mercato. Attualmente il suo cartellino vale cinque milioni ma potrebbe crescere ancora visto che il ragazzo ha appena 20 anni. Anche la performance di ieri sera contro la Juventus ha confermato le sue grandi potenzialità. Il tutto, tra l’altro, sotto gli occhi dei dirigenti bianconeri e, sebbene lo abbia visto attraverso i monitor di Sky, anche di Ciro Ferrara, suo mentore e grande beniamino dello stesso Criscito. Il difensore del Genoa, infatti, custodisce solo le maglie di due grandi campioni tra i ricordi più cari: quella di Fabio Cannavaro e, appunto, quella di Ferarra. « E’ stata una bellissima partita - ha commentato Criscito - per me poi speciale. Voglio cercare di portare il Genoa in serie » .

 

TUTTOSPORT - E LA NORD 'CONDANNA' LA JUVE Idranti e vendette: show ad alta tensione. Granata e rossoblù alleati anti-bianconeri. Cinque feriti gravi. Preziosi con Lapo e Cobolli. DI LUCA PALMIERI. GENOVA. Lo spettacolo in campo, la ten­sione fuori. Quella tra Genoa e Juventus era infatti una sfida considerata ad altissimo rischio per la storica rivalità tra le due tifoserie, alimentata anche dall’eterno gemellaggio tra rossoblù e torinisti. Una situazione che ha portato ad uno spiegamento di forze dell’ordine fuori dal comune, per evitare non solamente inci­denti ma anche ogni possibile, e rischioso, contatto. Ventidue pullman di tifosi della Juventus sono così stati fatti uscire al casello di Genova Nervi, oltre la tradizionale (e più vicina allo stadio) uscita di Genova Est: da lì hanno percorso i dieci chilometri di distanza dal Ferraris scortati dalla polizia. Timori accresciuti anche dalla presenza di numerosi supporter del Torino arrivati a supportare nel tifo, e nella comune idiosincrasia verso i colori bianconeri, i “fratelli” genoani, ricambiando un favore di sole poche settimane fa, quando i rossoblù si erano recati all’Olimpico torinese per la sfida con la Sampdoria: un derby trasversale quindi, visto che quello diretto non si potrà di­sputare sul campo, almeno in questa stagione, per le differenti categorie in cui militano le squadre delle due città. Un clima caldissimo, reso ancora più acceso dalla distanza temporale dall’ultimo confronto a Genova, datato 1995. Da allora, vittoria per 4-0 della Juventus su un Genoa condannato anche da quel risultato alla serie B, i rossoblù infatti non sono riusciti più a risalire dal purgatorio cadetto e l’occasione era troppo ghiotta per non riempire di passione Marassi. L’ottava tappa del tour sold out dei bianconeri, ripetutosi in tutte le trasferte di questo campionato, ha così assunto una valenza particolare. Applausi solamente per Gigi Buffon, simpatie dichiarate per i colori rossoblù e una voglia anche questa confessata di chiudere la carriera con la maglia del Genoa. Fischi ma non solo nei confronti di ogni altra componente bianconera. Al di là dei soliti cori, la coreografia di uno stadio dipinto quasi per intero dei colori del Grifone, era diretta soprattutto verso le note vicende estive che hanno riguardato la Juventus. Penalizzazione troppo morbida o troppo pesante? I tifosi del Genoa hanno optato decisamente per la prima ipotesi, ricordando anche quello che era successo a loro un anno prima, condanna alla serie C per l’illecito della partita con il Venezia e nessuno sconto, neanche di un misero punticino, nei successivi gradi di giudizio. Se la Nord era quasi esclusivamente colorata a favore del Genoa, nella Sud gli striscioni erano tutti dedicata alle vicende di Moggiopoli. Il settore però decisamente più antijuventino sono risultati i distinti: all’ingresso in campo delle due squadre i bianconeri sono stati accolti da una gigantesca scritta, suddivisa su due piani: «In nome del popolo italiano vi dichiariamo ladri, colpevoli». Difficile trovare qualcosa di più esplicito. Da segnalare invece il gesto distensivo di Enrico Preziosi, che ha fatto accanto a sé in tribuna Cobolli Gigli, Blanc e Lapo Elkann: mai compiuto con altre squadre e per questo ancora più significativo. Momenti di tensione, invece, sul finire del primo tempo, quando i tifosi bianconeri, nel settore ospiti, hanno aperto un idrante, bagnando il pubblico della Sud. Doccia indesiderata, nonostante a Genova ieri notte non si gelasse, visti i 12 gradi. Finita la partita, non sono finite le tensioni: cariche della Polizia sui tifosi bianconeri e incidenti al di fuori dello stadio che, purtroppo, provocano cinque feriti di una certa gravità.

 

TUTTOSPORT - LA MOVIOLA Fischiato a Birindelli il rigore “sbagliato”. ENTRA subito nel vivo la sfida di Marassi e dopo pochi minuti c’è il primo episodio da moviola. 1° tempo. 4’. La Juventus batte un calcio d’angolo, la difesa del Genoa libera su Marchisio che, dalla tre quarti, calcia un tiro che Palladino devia in rete. Farina annulla su segnalazione dell’assistente: mentre è nettamente in fuorigioco Bojinov, più dubbia è la posizione di Palladino che, comunque, sembra appena al di là della linea dei difensori rossoblù. 16’. Reclama il Genoa per una trattenuta di Birindelli su Greco: il rigore poteva starci perché il difensore bianconero, in ritardo, sbilancia l’attaccante con il braccio destro lontano dal corpo. 31’. Molto generoso, invece, il rigore che Farina assegna per un altro fallo di Birindelli, stavolta su Longo: i due si spintonano e la palla resta lì, il contatto è legittimo. Batte Adailton e Buffon para sca­tenando l’entusiasmo della panchina bianconera. Qualcuno eccede e l’arbitro espelle il fisioterapista Esposito, solitamente molto corretto. Infatti, si tratta di un errore perché poco dopo Rampulla confessa a Farina che era stato lui a pronunciare le frasi offensive. 2° tempo. 19’. Bloccato Greco, lanciato con la metà campo libera, per un fuorigioco dubbio. 46’. Farina non sanziona un fallo di mano di Coppola che si salva dall’ammonizione. 48’. Espulso, rosso diretto, Nedved per un’intervento a gamba tesa su Bega.

 

CORRIERE MERCANTILE - GENOA, CUORE E GIOCO Grande Buffon: para anche un rigore. bella partita. Splendida partita e pareggio spettacolare (1-1) ieri sera al Ferraris fra Genoa e Juventus. Un incontro emozionante e ricco di occasioni dal primo all'ultimo minuto. Il Grifone è partito benissimo. Manovre veloci ed efficaci che hanno messo in diverse circostanze in difficoltà la retroguardia della Juventus. Al 30' i rossoblù avevano la migliore delle occasioni per passare. Farina puniva una trattenuta di Birindelli su De Rosa con il rigore. Adailton calciava bene ma Buffon strepitoso respingeva. Il Grifone insisteva, correva un paio di pericoli ma era ancora Adailton a sfiorare il bersaglio alla fine del tempo. Il copione non cambiava nella ripresa. Ne guadagnava lo spettacolo. Coppola costringeva Buffon a una grande parata. La Juventus non stava a guardare: Palladino e Bojinov facevano venire i brividi ai tifopsi rossoblu. Ancora Adailton sfiorava il bersaglio di testa , ma arrivava la punizione della Juventus: Nedved prima costringeva Barasso a un non facile intervento, e subito dopo batteva il portiere con una traiettoria perfida su calcio di punizione con palla sfiorata da Juric. Il Genoa non ci stà e trova il pari subito dopo proprio con Juric favorito da un assist di Greco. Marassi diventa una bolgia. Le emozioni si susseguono fino al termine ma il risultato non cambiava. Nel finale espulso Nedved per un fallaccio. CRONACA - Adailton si fa "ipnotizzare" da Buffon. 3' Juventus in gol ma l'assistente segnala la posizione di fuorigioco di Palladino. 6' Ci prova Coppola dal limite, Buffon non blocca e la palla finisce in angolo. 9' Juric va via sulla destra, si accentra per Greco che entra in area e tira, il pallone finisce poco alto. 30' adailton colpisce di testa da pochi metri ma trova Kovac pronto. 30' Calcio di rigore per un fallo di Kovac su Longo, sul dischetto va Adailton.Il brasiliano piazza la palla sulla destra, ma Buffon si distende e para. 41' Fabiano si trova solo nel corridoio di sinistra, fa qualche metro e tira di potenza ma Buffon tocca la palla che finisce in angolo. Secondo tempo. 8' Grande azione di Coppola che salta due avversari, entra in area e tira, Buffon vola e devia la palla con una mano. 13' Palladino entra in area e serve Bojinov anticipato da Bega al momento del tiro. 22' Bojinov conclude dalla distanza, De rosa gli si oppone col corpo e la palla termina in angolo. 23' Adailton calcia una punizione da 25 metri, Buffon blocca senza problemi. 24' Gran numero di Greco che che va via ad un avversario sulla fascia, s'accentra e crossa in area dove però non c'è nessun compagno pronto a raccogliere l'invito. 25' Ancora Greco scatenato sulla sinistra, il suo cross dal fondo è raccolto da adailtonche colpisce di testa ma la palla esce di poco. 26' La juve risponde subito ma Barasso è bravissimo a parare un tiro ravvicinato di Nedved. 26' La juventus in gol: punizione di Nedved da posizione defilata, leggermente toccata da Juric, il tiro è potente e la palla si insacca alla sinistra di Barasso. 28' Angolo della Juventus, Boumsong salta e colpisce di testa ma Barasso blocca a terra. 29' Genoa in gol: lancio lungo, Greco mette nel "corridoio" per Juric che si presenta solo davanti a Buffon e lo batte. 30' Greco va via di potenza e mette nel messo dove Birindelli salva prima che Adailton batta a rete. 35' Buffon esce male, Boumsong salva sulla linea. 40' Punizione di Camoranesi, Boumsong in area colpisce di testa ma non inquadra la porta.

 

CORRIERE MERCANTILE - LE PAGELLE - di Pierluigi Gambino. Barasso 7. Per mezza gara assiste, fatto salvo un puntuale anticipo in uscita su Bojinov pronto a impallinarlo. A metà ripresa compie una paratona su incornata di Nedved, che un minuto più tardi lo punisce con una bomba terrificante. Poi blocca su imperiosa testata di Boumsong. Bega 6,5. Il suo rientro dopo un mese di forzata assenza basta a trasformare radicalmente il rendimento difensivo. Opposto a Nedved digrigna i denti, la mette sulla velocità, non sfugge di fronte al tackle e alla fin fine stravince la partita. De Rosa 5,5. Soffre l'intraprendenza di Palladino, fior di attaccante, che ogni tanto lo pianta in asso, ma nel complesso "tiene". Il pressing asfisiante degli avanti gli impedisce di operare come base di rilancio. Concede come un novellino una palla gol a Bojinov: non è da lui. Criscito 7. Gli stimoli non gli mancano, ma lui sa incanalarel'entusiasmo e la gran voglia di mettersi in vetrina nei binari dell'efficacia. Interviene con somma disinvoltura in ogni fase di gioco. Con lui non si passa. Fabiano 6,5. Si sdoppia in un lavoro sfiancante: stantuffo inesauribile, non si limita a mettere la museruola a Camoranesi , ma lo attacca frequentemente, sfruttando velocità e forza propulsiva. Dai suoi cross scaturiscono costanti insidie per i gendarmi di Madama. Verso l'intervallo un suo diagonale a pelo d'erba accarezza il palo (34' st Stellini ng: inserito nel momento più convulso del match per puntellare il pareggio). Juric 7,5. Mossa a sorpresa di Gasperini, risponde pienamente alla fiducia del suo mentoree si traveste da goleador suggellando una recita eccellente. Più jellato che colpevole nel deviare la sassata decisiva di Nedved. Pur giocando sulla fascia meno congeniale, si assume parecchie iniziative nella metà campo rivale, mettendo spesso alle corde Balzaretti. In sovrappiù dà un occhiata a Nedved (38' Zeytulaev ng: Spiccioli di match sul fronte destro). Longo 6. La sua partenza è fiammeggiante. Ben più esperto e maturo rispetto ai promettenti Paro e Marchisio, ne patisce il pressing ma non si scompone mai e fa girar palla con funzionalità. Alla distanza, come spesso gli accade, accusa una flessione (27 st Tavares 6: belle giocate il ragazzo ha qualità). Coppola 6,5. Motorino oleato in ogni ingranaggio, corre su qualsiasi juventinotenga palla, raddoppiando in favore dei compagni e, sporadicamente avanzando verso Buffon. Sua la prima conclusione nello specchio e sua anche la tremenda bordata  ad inizio ripresa che "Mandrake" respinge con un volo d'angelo. Botta 6,5. Impiegato sul centro sinistra, corre come un dannato a chiudere ogni varco, ma si consente anche qualche giocata felice. Adailton 5,5. Sognava un gol a Buffon e il portierone lo ipnotizza negandogli la gioia con un balzo felinoverso l'angolo alla sua sinistra, dove il brasiliano aveva piazzato dal dischetto la solita rasoiata. A livello tattico "Ada" giostra sulla destra al fianco di Greco, ma ogni tanto arretra pure  e si sposta sull' altro versante , dove lo porta l'istinto. Si decentra spesso, cercandodi indossare i panni dell'ispiratore, ma verso l'intervallo ci prova pure: palla alta di un niente. Greco 6. Farina gli nega un rigore ("cintura" ad opera di Birindelli) e lo rimbrotta. Episodio a parte, ci prova per metà gara una volta senza inquadrare lo specchio e prova a battersi contro difensori rocciosi e implacabili. In chiaro progresso rispetto alle ultime gare. Nella ripresa con due giochi di prestigio offre due assist ai compagni, che sciupano. Poi recapita di testa a Juricla palla del pareggio.      

 

LA STAMPA - La Juve soffre, Buffon blinda il punto. di Marco ansaldo. Come a Napoli, la Juve ha pareggiato su un campo difficile dopo essere andata in vantaggio: 1-1, gol di Nedved e sciocchezza ciclopica della difesa per il pareggio poche battute dopo. E’ lo stesso cliché del San Paolo, quanto basta per tenersi sulla rotta della promozione ma non abbastanza per immaginare un futuro brillante, se gli interventi migliorativi non saranno pesanti, a cominciare dalla difesa dove Kovac non può essere il perno di una squadra ambiziosa. Quando il livello degli avversari si alza, e i bianconeri si trovano davanti il meglio della serie B, lo schiacciasassi resta in rimessa e la leadership rimane ancorata alla incredibile continuità dei risultati, pure di quelli strappati con i denti: la serie di partite senza sconfitte dura da oltre un anno, l’impressione però è che certi meccanismi si siano un po’ arrugginiti e non sempre basta l’effervescenza dei giovani a ripulirli. Ieri, ad esempio, il più bravo tra i ragazzi di scuola juventina giocava nel Genoa: è il difensore Criscito, che ha bloccato benissimo sia Palladino che Bojinov. Gli altri hanno patito la partita bislacca, arroventata sugli spalti prima che sul campo, tra insulti, cori e la bella pensata degli ultras bianconeri di scovare da qualche parte un idrante e usarlo contro la curva avversaria. E’ finita a botte con la polizia, subito dopo che Nedved si era fatto sbattere fuori dal pessimo Farina per un’entrata su Bega, a pochi secondi dalla chiusura del match: espulsione più comprensibile di quella che, dopo la concessione del rigore ai rossoblù, aveva colpito Aldo Esposito, il fisioterapista seduto ai bordi del campo. Forse aveva sbagliato terapia. Non è stata una bella Juve. L’hanno salvata le prodezze individuali. La botta incredibile di Nedved nel trasformare la punizione concessa da Farina sul lato piccolo dell’area, una sassata in diagonale che si è infilata nell’angolo opposto. Ma più di ogni altro è stato Buffon a firmare la paternità del pareggio, lui che fa gli spot per i giocattoli del presidente genoano Preziosi. Lapo Elkann, in tribuna, ha detto che al portierone non hanno dato il Pallone d’Oro perché ce ne vorrebbe uno di platino. Vero. A fine stagione, quando si tireranno le somme, si scoprirà che le sue parate hanno portato quasi gli stessi punti conquistati con i gol degli attaccanti: con un altro portiere il Genoa avrebbe approfittato della serata, la disperazione di Coppola quando gli ha respinto una botta sicura al 7’ della ripresa è la foto di cosa provano gli avversari nel trovarsi davanti un muro. Nè il tiro di Coppola, nè una punizione fetida di Adailton nè il rigore che il brasiliano ha calciato dopo mezz’ora del primo tempo, ingaggiando una lotta di nervi con Buffon, sono bastati. Per segnare, il Genoa ha dovuto mettere Juric completamente solo davanti alla porta e con il tempo per confezionare il pallonetto (complimenti alla difesa). Abbiamo visto la Juve sopraffatta nella corsa, imbarazzata dalla disposizione tattica iniziale, con tre centrocampisti che lasciavano al Genoa il controllo delle fasce, perché nè Camoranesi nè Bojinov rientravano abbastanza da integrare la coperta corta. Non abbiamo capito cosa abbia spinto Deschamps a cambiare i soliti binari. Il treno ha rischiato di deragliare. Il gol annullato per fuorigioco a Palladino, che al 4’ aveva deviato in porta un tiro di Balzaretti, restava l’unico soffio vitale dei bianconeri nel primo tempo. Paro e Marchisio erano in affanno, Nedved si vedeva poco, la difesa si faceva sorprendere da Greco, non un gigante ma capace di far sembrare Kovac un nano. Birindelli spingeva la punta genoana al 15’ e ci è sembrato un rigore più evidente di quello che Farina avrebbe fischiato un quarto d’ora dopo vedendo lo strattone in mischia ancora del difensore bianconero su Longo. Il Genoa non coglieva la svolta. Nella ripresa insisteva, sapeva riprendersi dalla doccia fredda di Nedved, centrava un pareggio giusto. Forse stretto, senza Buffon.

 

LA STAMPA - LE PAGELLE - GENOA: Barasso 6. Tranquillo. Una parata nel primo tempo, ruba l'attimo a Bojinov. Nedved lo fucila. Bega 6. attivo. sostiene la manovra. De Rosa 5. approsimativo. Mischioni in area, usa il mestiere per uscirne con il minimo dei danni. Lascia a Bojinov un possibile gol. Criscito 6. Modesto. Il talento per metà juventino non ha molte occasioni per dimostrare quanto vale.  Juric 6,5. Implacabile. Pupillo di Gasperini si sacrifica giocando da laterale. (dal 37' st Zeytulaev sv). Coppola 7. Tuttofare. Gran rompiscatole. Sguscia e trova sempre il varco buono. Buffon lo ferma. Longo 5,5. Innocuo. Si procura il rigore facendo abboccare Farina (dal 27' st Diogo sv). Botta 6. Martellante. Impegna la fascia e impegna Birindelli. Adailton 6. Continuo. Ribolle nel pentolone della manovra offensiva dando sapore e sostanza. Sbaglia il rigore, poi si fa perdonare. Greco 6,5. Cattivo. Il più attivo in attacco, tiene in perenne allarme Kovac e sulle spine Buffon. Fabiano 6,5. Rapido. Un siluro nel primo tempo mette alla prova la reattività di Buffon (dal 32' st Stellini sv). Allenatore Gasperini 7. Arbitro Farina 4,5.

 

IL SECOLO XIX - GENOA: Cuore e spettacolo. Genova. di Giovanni Ciolina. Da serie A era stata presentata e tale si rivela. La gara dell'anno mantiene le promesse. Bella, intensa, carica di pathos e di occasioni. Finisce 1-1, con il Grifone che domina, ma corre il rischio di rimanere con un pugno di mosche in mano se Greco e Juric non si fossero inventati una giocata di classe. Quella che riesce a Nedved. Peccato per la vittoria che sfuma, ma i ragazzi di Gasperini meritano. La Juventus infatti non gioca una grande gara, ma è Signora Omicidi. Per fortuna non fino in fondo. Per il Genoa un grande risultato, perché gioca da Genoa. E la gente applaude. Esce soddisfatta dallo stadio. Per la Juve terzo pari consecutivo in trasferta. A Marassi perde anche Nedved espulso nel finale per fallo su Bega. L'arrivo della Vecchia Signora comunque val bene una bugia. Anche se grossa e in violazione di un credo tattico che Gasperini fino a ieri non aveva mai rinnegato. Ma se la storia ci ha regalato Giuda per una situazione ben più importante, al tecnico rossoblù si può perdonare l'inserimento di Ivan Juric sulla destra per un centrocampo a quattro, con il compito di arginare (spesso a uomo) la zazzera bionda che risponde al nome di Nedved. Ma è soprattutto il resto della squadra che cambia. Fabiano scala di qualche metro e ricompone il quartetto difensivo, mentre in attacco Greco è l'appendice più estrema, con Adailton a pendolare tra le linee. Gli effetti sono obiettivamente incoraggianti. E lo stadio italiano più inglese di tutti si trasforma ancora più, se possibile, in un tempio della Premier League. La Nord tuona, la Sud risponde e gli oltre duemila fans ospiti non si sentono. La formazione bianconera attende, vacilla sotto i colpi del Grifone, ma non crolla. Buffon si scalda le mani con le conclusioni da fuori dei vari Coppola e Longo, ma il Gianluigi nazionale davanti ai tifosi che più ama dopo quelli bianconeri dà saggio di meritare ampiamente il pallone d'Oro parando un rigore - fallo di Birindelli su Longo - ad Adailton al 31' pt. Il brasiliano non lo batte neanche troppo male il penalty. Secco, basso, angolato. Ma in porta c'è superGigi. Si allunga e para da grande portiere. Fino a quel punto in campo c'era solo Genoa. Una notte da Anfield Road che il popolo rossoblù ricorda quando dalla gabbia dei tifosi ospiti parte il getto d'acqua di un idrante verso la Sud. Quel «Liverpool, Liverpool» ha però significato ben differente. Purtroppo Ada sbaglia, Buffon para e lo 0-0 iniziale permane sebbene il Grifo meriti di più. Coppola e Botta si esaltano in una notte da calcio vero, dove i protagonisti si godono il tuffo nella massima serie. Non è una "ciumba", ma una nuotata a pieno titolo nel clima da platee maggiori. Nonostante tutto è il Genoa a farla da padrone. Manuel il piranha a tratti è incontenibile, al punto da spingere Deschamps a invertire i due pistoni di centrocampo (Paro parte a sinistra per spostarsi a destra) e piazzando dalle parti del romano il giovane Marchisio, sorpresa dell'anno in casa juventina. E anche nella corrida bianconera conferma le ottime referenze. Il Genoa spinge per tutto il primo tempo e ai punti meriterebbe il vantaggio contro una Signora che si dimostra Vecchia nei movimenti più che nella storia. Il Genoa reclama un paio di rigori, poi raccoglie dagli undici metri nella situazione più dubbia. La decisione del conferenziere (parla molto con i protagonisti) Farina non è gradita neppure al fisioterapista della Juve e della Nazionale Aldo Esposito, che finisce anzitempo negli spogliatoi. Espulso. Se non è record poco ci manca. Marassi s'infiamma. Barasso non pensa «a Lei, ma a parare» come recita uno striscione dei distinti e al 33' ipnotizza Bojinov lanciato in porta. È l'unico sussulto juventino del primo tempo. Di fronte a un Genoa ritrovato e a una Juventus attendista c'è da verificare la tenuta del Grifo nella ripresa. Resisterà? Riuscirà a tenere i ritmi alti come nei primi 45'? Il Grifo gioca da Grifo e butta il cuore oltre l'ostacolo. Purtroppo in porta nella Juve c'è Buffon e a Coppola non resta che inchinarsi sotto la Nord con le mani tra i capelli. E la Juve? Controlla, barcolla, ma non crolla. E secondo un cliché ormai consolidato, quando sembra che la Signora stia per andare al tappeto, arriva l'arpionata decisiva. Camoranesi? Fantasma per un'ora, poi il guizzo. Criscito cerca l'anticipo, German lo salta e crossa: Barasso si supera sull'inzuccata di Nedved, ma nulla può sulla punizione del biondo ceco un attimo dopo. Juric devia la botta, ma il siluro s'insacca alla sinistra di Barasso. Ma la partita non è chiusa. Marassi si ricorda di essere Marassi e tre minuti dopo l'esterno sinistro di Juric lo fa esplodere. Il copione della gara si ribalta. Il popolo spinge con la voce le volate di Greco che costringono alla brutta figura Kovac e l'urlo confonde anche Buffon che si lascia scappare un pallone insidiosissimo. Poi è girandola di cambi e, dopo il fischio finale, scontri e lancio di lacrimogeni nel settore juventino del Ferraris.

 

IL SECOLO XIX - LE PAGELLE. di Giuliano Gnecco. BARASSO 6,5 Dove è finito il portiere che non tradisce mai quando è chiamato in causa?? Cherchez la femme; lo suggerisce uno striscione nei distinti: "Barasso, ma che te lo dico a fare; non pensare a lei ma para come sai fare". Esce con coraggio e perfetta scelta di tempo sui piedi di Bojinov. Semplicemente provvidenziale sull'incornata di Nedved. BEGA 7 Rientra dall'infortunio e trova, nell'ordine, la fascia da capitano e Bojinov da marcare. Riesce pure a sostenere l'azione offensiva e a raddoppiare su Nedved o Balzaretti quando si distendono lungo la corsia sinistra. Nelle situazioni più complicate mette cuore e mestiere. DE ROSA 6,5 Esce dall'area palla al piede che sembra Rambo, poi insiste troppo e si fa rubare la sfera da Nedved che mette in moto Camoranesi. Sua la prima occasione, di testa sugli sviluppi di un angolo. Comanda bene la difesa, anche se finisce per regalare una palla d'oro a Bojinov. CRISCITO 6 Cerca di rimanere freddo anche quando Palladino sguscia e Bojinov preme sull'acceleratore. È glaciale, ma patisce la tecnica e la rapidità delle due punte bianconere pur risolvendo alcune situazioni difficili. Controbilanciati da alcuni lisci che solitamente non fanno parte del suo bagaglio. FABIANO 6,5 Stavolta fa il terzino vero, partendo da lontano per non perdere di vista Camoranesi. Quando prova il diagonale mette i brividi a Buffon, che non è propriamente l'ultimo arrivato (32' st STELLINI sv: mestiere, esperienza, cuore). JURIC 7,5 È la mossa a sorpresa di Gasperini, che lo schiera a destra come nell'infausta trasferta di Modena. L'obiettivo: montare la guardia a Nedved. Conferma la sua caratteristica migliore: una grandissima intelligenza tattica. Il primo tempo è da mettere in cornice. Sfortunata la deviazione sulla punizione vincente di Nedved. Si vendica firmando l'1-1 (37' st ZEYTULAEV sv: pochi spiccioli per cercare una rivincita). COPPOLA 7 Quando il gioco si fa duro, lui brandisce la clava. Sa però anche impugnare il fioretto con giocate di qualità. Lo trovi davanti alla difesa a cercare palla o gamba, ma anche ad impostare e a far ripartire l'azione. Sembra Garrincha quando scende sulla destra, rientra e lascia partire un sinistro che solo Buffon poteva parare. LONGO 6,5 Cerca di dare ordine al centrocampo e va pure a procacciarsi un rigore. In una partita che sembra di tennis, con continui capovolgimenti di fronte, è difficile fermarsi a pensare, allora segue l'istinto pur sforzandosi di non sprecare mai la palla (27' st DIOGO TAVARES sv: una bocca da fuoco in più per dare profondità e mettere in difficoltà una difesa bianconera che già balla, va via a Zebina come se l'avversario fosse un birillo). BOTTA 7 Faccia di bronzo, non si intimidisce neppure di fronte alla Vecchia Signora; dimostra un coraggio da leoni quando, nella propria area, va via in pallonetto a Camoranesi. Gioca largo e affonda a sinistra cercando di trovare varchi in contropiede. ADAILTON 7 Svaria su tutto il fronte dell'attacco e va pure a rubare palla sulla trequarti. Sbaglia il primo rigore in rossoblù angolando senza però metterci potenza: già sul dischetto dava l'impressione di essere titubante. Sa reagire, e bisogna inchinarsi al colpo di tacco che libera Coppola al tiro. Non solo: si sfianca anche in ripiegamento. E sfiora la rete di testa. GRECO 7 Scalda il sinistro all'11', però la palla schizza poco sopra la traversa. Poi costringe Birindelli al fallo da rigore che solo Farina non vede. Prova a puntare Boumsong e Kovac, ma tende al allargarsi per tenere in apprensione pure Birindelli. Con un numero da giocoliere si beve Kovac e poi va a crossare dove non c'è nessun compagno. È lui a smarcare Juric per l'1-1. Una rete che vale moltissimo per il giocatore e per la squadra di Gasperini. JUVENTUS - BUFFON 7,5 La prima palla che tocca è al 30', ma si conferma monumentale deviando il rigore di Adailton: resta concentrato anche in uno stadio ostile (anche se poi nella ripresa la Nord gli tributa un applauso). Straordinario anche sulla bordata di Coppola nella ripresa. La notizia? È semmai quando esce a vuoto su un calcio d'angolo. BIRINDELLI 5 Farina lo grazia quando spiana in area Greco. Sembra sempre incerto, anche perchéè messo in inferiorità quando dalla sua parte scendono contemporaneamente Botta, Fabiano e si decentra Greco (35' st ZEBINA sv: la croce Rossa in soccorso di un compagno in difficoltà). KOVAC 5 Strattona Longo in area e si guadagna un'ammonizione dopo aver procurato il rigore. È in prima battuta il controllore di Greco, al quale concede pochi spazi, finché? Lupo non ingrana e gli fa venire il mal di testa. BOUMSONG 6,5 Sulla carta è l'anello debole della difesa bianconera, tuttavia tiene bene la posizione, sempre concentrato anche se il Genoa non gli concede punti di riferimento. Salva sulla linea a portiere battuto. BALZARETTI 6 In campo a sorpresa al posto di Chiellini, con Juric che pensa più a Nedved che a scendere, bada soprattutto a raddoppiare su Adailton, proponendosi quando può in fase offensiva. Buca un lancio di Coppola consentendo al brasiliano di pungere. CAMORANESI 5,5 Gasperini ha rivoluzionato la squadra anche per lui; inizia con un paio di numeri da giocatore di grandissimo talento, poi lentamente si spegne. PARO 5 Ha qualità, ma anche di fronte un giocatore scafato e intelligente come Longo, che fatica ad arginare. Encomiabile nel pressing. MARCHISIO 5 È un giocatore di sicuro avvenire, però per ora soffre il confronto con l'aggressività di Coppola. NEDVED 5,5 Inizia con il freno a mano tirato, partendo da molto lontano. Sembra più preoccupato dalla fase offensiva - per non sbilanciare il centrocampo - che dalla ricerca della gloria personale. Alla fine trova il gol su punizione anche grazie alla leggera deviazione di Juric. Ma si fa espellere per un brutto fallo che poteva far male. PALLADINO 6,5 È un ragazzo con l'argento vivo addosso, sempre guizzante. Ha fiuto del gol, velocità e un buon dribbling. È una spina nel fianco continua. BOJINOV 6 Nasconde la palla come pochi, quando va via in progressione è devastante. Genio e sregolatezza, talvolta dà però l'impressione di voler innervosire troppo l'avversario con provocazioni gratuite. ARBITRO Farina di Novi Ligure 5: vede il fuorigioco di Palladino dopo appena 4', non vede invece la trattenuta di Birindelli che in area prende per la maglia Greco fino a sbilanciarlo. Lascia correre anche su un mani di Balzaretti, poi fischia il fallo di Kovac su Longo.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini rammaricato: «Tifosi e giocatori meritavano la vittoria» Buffon fai complimenti ai rossoblù: «E' la squadra che mi ha impressionato di più». Deschamps: «Eravamo un po' nervosi». di Giuliano Gnecco. Genova. «Sono abbastanza soddisfatto - debutta Gian Piero Gasperini - Anche se un po' di rammarico c'è. Non dimentico che siamo passati in svantaggio e che poteva finire male, però un poco mi dispiace perchéè stata una bella gara e volevo una vittoria da regalare ai tifosi e ai ragazzi, che lo meritavano». C'è anche chi ha contato le palle gol: 6-2. Per il Genoa. «Se per questo - nota Gasperini - con lo Spezia e a Bologna la differenza è stata ancora più marcata, solo che certe volte gira diversamente». La differenza, in larga parte, l'ha fatta Gianluigi Buffon: «La parata più difficile - dice il portiere - è stata quella su Coppola. Sul rigore sono stato bravo a restare fermo. E' stata una gran bella partita, sarebbe stata di cartello in A, e non in B. Ho ricevuto un bel trattamento, non è consueto quando indossi la maglia della Juve: per me è importante. Il Genoa è la squadra che mi ha colpito più di tutte. È impressionante per le soluzioni offensive, anche se con un arbitraggio cosìè difficile capire quanto è davvero il valore dell'avversario e quanto influisce l'arbitro. Come accadeva a noi in passato». Didier Deschamps di Farina non vuole parlare: «Eravamo un po' nervosi, è vero. Non dico però se avevamo ragione. A fine partita sono andato a trovarlo perché lo conosco, mi ha diretto anche da giocatore. Ha detto di aver arbitrato benissimo, ho risposto "Arrivederci e grazie". So solo che nella prossima partita dovrò fare a meno di Nedved, Balzaretti e Birindelli». Il Genoa? «Sapevamo che aveva qualità, che fa gioco. Ha avuto delle difficoltà perché, pur avendo giocatori da categoria superiore, in B è difficile per tutti. Ha cercato di farci male e noi abbiamo provato a fare male a nostra volta». È finalmente finito il novembre nero di Gasperini? «Ve lo dico la prossima settimana», scherza il tecnico, che ha ridisegnato il Genoa con il 4-4-2. «Non sono d'accordo - obietta -. Noi abbiamo la nostra identità: Juric ha giocato al posto di Rossi e Botta di Sculli. Poi è ovvio che non siamo rigidi, che a volte difendiamo in cinque e attacchiamo in quattro: dipende dalle situazioni». Il pelo nell'uovo: il Genoa ha costruito molto, ma quando Adailton e Greco mettevano in mezzo non trovavano nessuno. «Non abbiamo alternative - ammette il tecnico -. Doveva essere Figueroa... andiamo avanti così fino a gennaio: in estate abbiamo dovuto fare presto, senza nulla togliere a quelli che giocano adesso. Poi c'è Tavares che è un ragazzo interessante». La chiave di volta è stato Juric, spesso criticato: «Era partito bene in Coppa Italia - ricorda Gasperini - Poi, l'infortunio e la ricaduta: sono cose che si pagano».

 

IL SECOLO XIX - Tre minutidi gelo nella notte dell'orgoglio. di G.Cimbrico. L'OCCASIONE SPECIALE: brividi caldi per 35 mila Fiumi d'entusiasmo e un black-out tra il gol di Nedved e il pari di Juric. Genova. Ladri, ladri: il primo grido viene dai bus che portano i tifosi juventini verso lo stadio. Porta a capofitto in quel vecchio proverbio: il corvo diceva al merlo, come sei nero. In genovese suona meglio, ma può andare bene anche così: il corvo è più grosso del merlo. Ladri, ladri: quando diventa rossoblù il grido non è più un grido, è la prova generale, è l'onda portata come un fendente, è il boato che viene dalla Sud e incrocia il mugghiare che viene dalla Nord e dal resto di uno stadio che si sta popolando, lanciato verso il traguardo perfetto dell'uovo. Alle 20,45 verrà servito caldissimo, coperto dal pepe dell'astio. Il derby delle condannate (finito nei criteri di giudizio di un arbitro che viene giusto da mezza via: Farina è di Novi Ligure) diventa lo scontro delle accuse - intanto, ce n'è per tutte... - è l'accendersi delle scaramucce, degli assalti all'esterno, è l'esplosione di petardi giganti che paiono colpi di mortaio e che ne diventano colonna sonora dai rimandi bellici. Oltre alla partita, i satelliti che la assorbono per spargerla sull'Italia e su molte parti del mondo riusciranno a trasmettere anche i castelli di rabbia, le recriminazioni, gli interrogativi mai chiariti della storia recente, freschissima, scandalosa delle due vecchie signore, quelle che cominciarono a frequentarsi poco dopo la disfatta di Adua e appena all'indomani dell'invenzione dei fratelli Lumiere, e che ora si ritrovano di fronte in questa stagione che viene dopo la Grande Bufera? Sky, Mediaset, Al Jazeera, Rai e un numero infinito di associate, di concorrenti, di minori, di locali, di sovraregionali: tutte schierate per la partita di serie B dei 36 scudetti. Sino a pochi mesi erano 38 ma nel frattempo Madama ha avuto qualche problemino che l'ha costretta a rinnovare i suoi vertici, a rivedere programmazione, rosa, obiettivi. B, proprio come Buffon: il portiere più forte del mondo allunga mani e guanti sulla partita che concede persino il dono di un soffio di tramontana fresca, che costringe per la prima volta a sfregarsi le mani. La federazione internazionale delle associazioni che riuniscono i calciatori professionisti (38.000 giocatori di 40 paesi) l'ha messo tra i pali del Superteam mondiale. Non ci voleva una grande immaginazione o una straordinaria capacità di giudizio: se Zaccardo, contro gli Usa, non avesse concepito e pubblicato in un istante il manuale dell'autorete perfetta e se Zizou avesse scucchiaiato quel rigore su un altro centimetro di traversa, Gianluigi avrebbe girato attorno alla boa della settima partita schiacciando sul tasto zero. Un pezzo del repertorio di quei giorni sarà offerto sulla botta in corsa di Coppola. Premiazione qui per il vice Pallone d'oro, per chi è andato molto vicino a raggiungere Lev Jascin, l'unico portiere onorato da France Football e dai suoi giurati. Occhieggiando cento metri più in là, chissà come si sente Nicola Barasso: uno striscione lo invita a pensare meno a lei (lei chi?) e a parare. Le mani di Gianluigi dagli occhi azzurri sulla partita. Le sue mani nel futuro della Juve? «È il più forte del mondo e sarebbe sciocco non fare di tutto per trovare una via affinché resti con noi e contribuisca ai successi dei prossimi anni. Normale che ce lo chiedano tante squadre in Italia e all'estero»: augurio e scenario sono di Giovanni Cobolli Gigli, il presidente del "dopo la caduta". Un signore distinto, che odora di Real Casa. Moggi era molto diverso. Il Ferraris è popolato da un fitto mondo rossoblù che ha promesso l'esaurito e ha mantenuto. Tutti qua, come nei giorni felici del piede leggero di Pato Aguilera; tutti qua, anche i fratelli separati: quelli di Merano hanno un motto (una vita in trasferta), un sogno (colorare le Alpi di rossoblù) e vestono costumi tirolesi: si può far tifo anche lanciando qualche jodler. Molto ammirato in tribuna centrale un maxi-pisellone rosa carnicino, sublime esempio di bon ton. Verrà agitato su e giù al gol (annullato) a Palladino. Empio e porno può essere il genoano quando qualcuno minaccia di volare sul nido del Grifone. Nella serata delle anime di fuoco, solo tre minuti placcati di gelo, il tempo dal gol spezzacuore di Nedved al pari di Juric che potrà raccontare sino all'esaurimento la serata in cui quel suo tocco scavalcò il più grande portiere del mondo. E finisce com'era iniziata, al grido: ladri, ladri.

 

IL SECOLO XIX - Juric, l'anatroccolo diventato cigno«Eppure questo risultato ci va stretto» di Giovanni Ciolina. Il fantasma di Bologna ricompare in campo a Marassi e da brutto anatroccolo si trasforma in un bellissimo cigno bianco. Ivan Juric è l'uomo partita per i rossoblù. Ci mette la testa sul vantaggio di Nedved («Non so se la deviazione è stata decisiva»), ma soprattutto arpiona con un esterno sinistro magico il servizio di testa di Beppe Greco. «Voglio rivederlo in tv il gol» ammette il croato a fine gara che poi dedica la marcatura a «Galardo, mio compagno nel Crotone che si è dovuto operare». C'è anche l'animo gentile in questo mancino che chiede la possibilità di giocare con continuità prima di essere giudicato: «Non si può stroncare un atleta alla seconda partita da titolare». Certo, la prestazione di sette giorni fa non era piaciuta. Ma l'importante per questo Genoa è migliorare giornata dopo giornata e mettersi alle spalle il periodo nero. «Il pari ci va stretto, figurarsi se avessimo perso. Abbiamo concesso poco o nulla alla Juventus e sono contento per il gol arrivato nel momento cruciale della sfida». «Un attimo di paura lo abbiamo accusato» ammette Stefano Botta, con Coppola e Juric protagonista indiscusso della sfida. Ma il rosso lombardo confida anche la convinzione della squadra di «aver potuto segnare un gol in qualsiasi momento». Cosìè stato, pur sbagliando un rigore. «Più che un errore di Adailton è stato bravo il portiere» chiarisce Juric che poi fugge via probabilmente a riabbracciare Gian Piero Gasperini al quale riserva un gesto affettuoso al momento del cambio. Non per niente ovunque va l'uomo di Grugliasco si porta dietro quel trottolino, dalle gambe storte, ma dal cuore grande come una casa. È anche la sua rivincita dopo il tunnel dell'infortunio e una critica non benevola dopo le prove con il Crotone e a Bologna. Ma si sa il calcio è così e contro la Vecchia Signora, Ivan diventa Terribile e si trasforma nell'uomo in più della formazione di casa. Chissà se la prestazione di Juric ha influito sul nervosismo di Pavel Nedved, che lo porta sulla strada del cartellino rosso. «Se avessimo segnato prima sono sicuro che la Juventus avrebbe perso la testa» annuncia spavaldo il rossoblù che non si sofferma eccessivamente sull'operato dell'arbitro, che non è piaciuto in casa Juve. L'impiego di Juric a destra e di Botta a sinistra sono state le sorprese di Gasperini. «Sono contento, ma la prova odierna non dice che devo giocare sempre. L'importante è farmi trovare pronto quando il mister chiama».

 

LA REPUBBLICA - Con la Juve un pari spettacolare Rigore fallito da Adailton, Juric risponde a Nedved. di Gessi Adamoli. Altro che Babbo Natale della Giochi Preziosi come negli spot che in questi giorni hanno invaso le televisioni. Buffon para tutto, compreso un calcio di rigore di Adailton e nega al Genoa una vittoria che sul piano del gioco sarebbe stata strameritata. In porta c´è Barasso al quale Gasperini ha riconfermato la fiducia dopo la notte delle streghe di Bologna. Senza Rossi, Milanetto e Sculli, Gasperini che, per la serata di gala abbandona la tuta e sotto il giaccone ha giacca e cravatta, saggiamente schiera una squadra più prudente ma anche più equilibrata, anche a costo di utilizzare un mancino (Juric) a destra. Gli deve esser costato rinunciare al suo caro 3-4-3, ma non c´era altra soluzione. Il 4-4-2 con il quale si oppone alla squadra di Deschamp gli consente di coprire meglio il campo, ma senza stravolgere la filosofia che anima il suo Genoa. Gioca comunque all´attacco la squadra rossoblù e non si fa spaventare dal gol annullato per fuorigioco a Palladino dopo 4´ (deviazione volante su tiro dalla distanza di Marchisio). Al 16´ il primo dei rigori reclamati dal Genoa: Birindelli affonda Greco in piena area ma Farina fa proseguire. Seconda protesta rossoblù alla mezz´ora: il colpo di testa di Adailton è stoppato in calcio d´angolo da Birindelli, braccio o schiena? Al terzo episodio sospetto nell´area juventina (forse il meno eclatante), quando il solito Birindelli abbraccia Greco, Farina concede il rigore. Ma si intuisce dalla rincorsa che questa volta Adailton non è ispirato: conclusione angolata ma senza finta e poco potente. Buffon capisce tutto, si lancia alla sua sinistra e blocca in due tempi. Una mazzata che stroncherebbe un toro, ma il Genoa comunque finisce il primo tempo in avanti. E Fabiano (41´) ad andare a pochi centimetri dal gol con un diagonale che esce al fil di palo, e sul quale Buffon questa volta non sarebbe riuscito ad intervenire. Il secondo tempo si apre sulla falsariga del primo. E sempre il Genoa a fare la partita con la Juve, come una provinciale qualsiasi, preoccupata soprattutto di chiudere gli spazi. La parata più difficile della sua serata, Buffon la compie sul violento destro che Coppola all´incrocio dei pali. Al 24´ Genoa ancora vicinissimo al gol: Greco sulla sinistra si beve Kovac, cross sul secondo palo e colpo di testa ad incrociare di Adailton e palla che esce a fil di palo. La Juve esce dal guscio: e Barasso a mani aparte respinge il colpo di testa da distanza ravvicinata di Nedved. E il preludio al gol (27´): punizione tagliata di Nedved dalla metà del lato corto di destra dell´area di rigore e palla radiocomandata nell´angolo lontano. Ma evidentemente anche in questo calcio c´è una giustizia. Al Genoa bastano due minuti per agguantare quel pareggio (tocco sotto di Juric su Buffon in uscita) che non solo è sacrosanto, ma anzi gli va stretto. E nel recupero saltano i nervi a Nedved che scalcia Bega e viene espulso.

 

LA REPUBBLICA - L´ATMOSFERA Nella Nord nessuna coreografia, ma un incitamento assordante per 90 minuti. Scontri dopo la partita: in cinque finiscono all´ospedale La notte della Grande Rivalsa "Siete ladri e colpevoli". Botte e cariche della polizia, sequestrati pullman carichi di spranghe e coltelli. Scritta eloquente nei Distinti per ricordare "due pesi e due misure". di Alberto Puppo. Prevedibile, quasi scontata. L´accoglienza dei tifosi genoani alla Juve, inseguita ormai anni e raggiunta soltanto quando ha fatto un passo indietro, è un rabbioso, reiterato lamento di chi è ancora convinto di avere subito un torto, reso ancora più insopportabile dalla grottesca parabola di quella che avrebbe dovuto essere la madre di tutte le inchieste moralizzatrici del calcio italiano. E così, quando l´arbitro Farina fa capolino in campo con le due squadre, i distinti, in un attimo, si colorano di bianco, rosso e verde. Non è un omaggio agli scudetti (veri o revocati) della Vecchia Signora e neppure un nostalgico ricordo di quelli ormai scoloriti del Genoa dei pionieri. E´ una bandiera solenne, quasi patriottica, scelta come simbolo della giustizia italiano. La spiegazione è tutta nella didascalia: «In nome del popolo italiano vi dichiariamo ladri, colpevoli». Se qualcuno non avesse capito il senso della protesta, o non riuscisse a coglierlo perché in postazione opposta, scende in campo anche la gradinata sud, con uno stuolo di lenzuoli. Dove l´aggettivo "infami" rimane quasi un complimento. Dalla Nord nessuna coreografia particolare, piuttosto molti omaggi a chi non c´è più. E questa serata, magari in un´altra serie, l´aveva sognata mille volte. Il "Ferraris" è esaurito anche se, come accade fatalmente, i posti all´estremità dei distinti rimangono vuoti. E chi dovrebbe occuparli si ammassa nei corridoi. Gli unici a non poter sfuggire al loro destino obliquo sono i forzati delle gabbie. Accanto alla Sud centinaia di tifosi bianconeri. Gli altri rimangono pacificamente mischiati in tribuna, dove siede anche Lapo Elkann. Quelli della gabbia, in realtà, proprio tranquilli non rimangono e, a a metà del primo tempo, si appropriano di un estintore e puntano contro la gradinata. Lo show va avanti anche troppo e incrocia lo stonatissimo coro della Nord che ricorda il dramma dell´Heysel. Idiozie sporadiche a parte, il clima, sugli spalti, è a lungo meno arroventato del previsto. Anche se quella vaga sensazione che la persecuzione possa continuare anche stasera, chissà come, aleggia. Sempre. Ci pensa Farina, con quel rigore non proprio solare, a tranquillizzare tutti. Peccato che Adailton si faccia ipnotizzare da quel Buffon per cui la Nord, ricambiata, stravede. E che, nulla di personale, tutti vorrebbero al posto di Barasso. A proposito: convinti che le ultime, altalenanti prestazioni del portiere dipendano dal mal d´amore, giunge dai distinti un caloroso invito a lasciar perdere una storia dagli effetti sgraditi. Chissà. Il primo miracolo su Nevded potrebbe essere il segnale di una ritrovata serenità. Il gol subito non conta. Serve, però, finalmente, a dare vigore alla Nord. Sarà un caso, ma bastano cinque minuti di pressione, sostenuti dall´urlo di Marassi, perché Juric faccia giustizia. Si finisce, stavolta, in una bolgia. Con Nedved espulso che lascia il campo beccato da tutto lo stadio. Si chiude come si è cominciato: "Ladri, ladri". Ma solo per un istante. Meglio pensare in casa propria. E applaudire convinti la passerella sotto la Nord. Poi scoppia la tensione con scontri, botte e cariche della polizia. Una decina di feriti, in cinque (quattro tifosi juventini e un agente) finiscono all´ospedale, per farsi medicare, sequestrate spranghe, bastoni e coltelli.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Coppola sale in cattedra, Greco è di nuovo super. Barasso 6: non trasmette eccessiva sicurezza ai compagni di reparto, ci sta dopo la settimana terribile che ha dovuto passare. Ma fa una bella uscita a terra su Bojinov nel primo tempo e nella ripresa respinge mani aperte il colpo di testa di Nedved. Bega 6,5: rientra alla grande, dando peso alla difesa e non rinunciando a spingersi in avanti. Nel finale fa saltare i nervi a Nedved. De Rosa 6: inizia portando palla per il campo e perdendola. E non è l´unica incertezza della sua partita.  Criscito 6,5: la sua partita è un piccolo gioiello. Non sbaglia, sempre pulito ma quando serve, spara la palla in tribuna. Fabiano 6,5: su e giù lungo la fascia, una spina nel fianco. Juric 7,5: finalmente sta bene fisicamente e gioca una grande partita. Gasperini lo riporta a destra, proprio come nella sciagurata partita di Modena, ma questa volta è un´altra musica. Deve annullare Nedved e non solo esegue gli ordini alla lettera, ma segna anche il gol che vale il pareggio. Dal 38´ st Zeytulaev sv: nel finale dà il cambio allo stremato croato nella marcatura del ceko della Juve. Coppola 7: corre, lotta, distribuisce palloni. Grande foga e anche personalità, al punto da esagerare e fare segno in panchina a Gasperini di stare più calmo e non richiamarlo più. Longo 6: è ormai vicino ad una condizione atletica accettabile. Parte bene ma si spegne nella ripresa. Dal 28´ st Diogo Tavares sv Botta 6: da vero gregario, non si tira mai indietro al punto da finire con i crampi. Adailton 5,5: il cecchino infallibile dagli 11 metri questa volta fa cilecca. Greco 7: è tornato lui, semina lo scompiglio nella retroguardia bianconera.

 

LA REPUBBLICA - Juve: gol, brividi e primo posto Bianconeri temporaneamente in testa alla B: penalty sbagliato dei rossoblù, segnano poi il ceko e Juric. Incidenti alla fine. A Marassi 1-1 col Genoa: Buffon para un rigore, Nedved espulso nel finale. di Emanuele Gamba. GENOVA - La Juve, almeno per una notte, è prima in classifica in serie B, evento in qualche misura storico. Forse non resisterà al sabato di Napoli e Piacenza, ma intanto ieri sera ha resistito al Genoa ed è stata a suo modo un´impresa, e anche una faticaccia. I bianconeri sono usciti indenni da Marassi, dove però le piume le hanno rischiate sul serio: li hanno salvati Buffon, parando un rigore ad Adailton, e Nedved, con il gol che ha schiodato la gara e costretto i rossoblù a impegnarsi nella rincorsa, comunque centrata in fretta, ma non più di sfogarsi per cercare la vittoria, come hanno fatto da cima a fondo. La vittoria, per la verità, l´avrebbero pure meritata loro, per qualità (e velocità) di gioco e intensità degli attacchi. Ma la Juve riesce a salvarsi sempre e ieri ha accettato la sfida senza puzza sotto il naso, contribuendo alla bellezza di una partita ricca, gonfia, viva, vera. Per la prima volta la Juventus ha trovato uno stadio veramente ostile, arrabbiato e di buona memoria: l´argomento più sfruttato ha riguardato le due retrocessioni cui sono stati condannati i club, e confrontandole i genoani mica si sono sentiti in buona compagnia. Il concetto era questo: noi siamo stati puniti per aver comprato una sola partita, voi un campionato intero, non siamo sulla stessa barca. I tifosi bianconeri hanno reagito male, scatenando incidenti durante (con un idrante) e dopo il match. Ma anche in campo la Juve ha trovato ostilità, però questa volta per le imboscate organizzate da Gasperini, che ha dovuto dimenticarsi della crisi e delle assenze (tre e molto pesanti, ma anche a Deschamps mancavano 4 titolari anche se lui ha tutt´altro tipo di riserve) per cercare di elevarsi al livello dei bianconeri. C´è riuscito, anche se la Juve si lamenterà a lungo delle decisioni dell´arbitro (una rarità, d´altronde) e in particolare del gol annullato al 4´ a Palladino per fuorigioco (questione di centimetri) e per il rigore concesso al 31´ per un contatto in area tra Birindelli e Longo, nel quale è difficile individuare qualcosa di falloso. Sta di fatto che Adailton e Buffon (che poi si è preso gli applausi della Gradinata Nord: i genoani sanno scegliersi i nemici) hanno messo d´accordo tutti, il brasiliano tirando male dal dischetto e il portiere allungandosi alla sua sinistra, verso l´angolino basso, per respingere e poi bloccare il tiro. Il Genoa non è riuscito, dunque, a sfruttare gli episodi, dopo tutto avvenimenti fuori dal gioco. Dentro il gioco, invece, i rossoblù ci sono stati molto meglio, soprattutto quando sono riusciti ad accelerare i ritmi e mantenerli alti per qualche minuto consecutivo: la Juve ha patito quella baraonda di tagli e sovrapposizioni, faticando a tenere sotto controllo il centrocampo. Con l´aggravante, poi, che il contropiede funzionava piuttosto bene ma la difesa genoana è sempre stata molto attenta, risolvendo i pericoli sempre un attimo prima dell´attimo fatale. La partita è stata bella, viva, piena. Nel solo primo tempo, oltre ai pastrocchi di Farina (che ha arbitrato male aldilà degli episodi: alla vecchia maniera, protagonismo e compensazioni) si sono contati due salvataggi quasi disperati di Balzaretti, un sinistro di Greco, un destro di Adailton, una parata di Buffon su Fabiano e un anticipo risolutivo di Barasso su Bojinov: più Genoa che Juve, facendo i conti. La ripresa è cominciata alla medesima maniera, Buffon si sarebbe meritato un´intera collezione di Palloni d´oro per la parata d´apertura sulla percussione di Coppola;, la Juve ha subito risposto con un mischione risolto a fatica, ma bene, da Barasso e poi chiuso da sinistro non troppo alto di Marchisio. Non c´è stato un attimo di tregua: di qua un destro di Bojinov, di là un altro salvataggio di Balzaretti, da una parte un colpo di testa di Adailton fuori di niente e dall´altra uno di Nedved respinto sulla linea da Barasso. E, naturalmente, i gol, pure quelli arrivati con lo stesso incalzante ritmo: cioè la botta di Nedved (destro tranciante su punizione defilata, ma con deviazione forse decisiva di Juric) e la risposta del medesimo Juric, che s´è infilato sul fianco sinistro della difesa juventina, perché stavolta Balzaretti ha dormito, e ha superato Buffon con tocco elegante. I gol, in ogni caso, hanno placato le due squadre. Non Nedved, che all´ultimo secondo è riuscito a farsi cacciare per un fallo cattivo e inutile: spesso gli capita, adesso li puniscono.

 

IL GIORNALE - Genoa grande combattente Juric e Coppola i migliori di Emmanuele Gerboni - BARASSO 5,5. Gasperini gli concede ancora una chance dopo gli errori di Bologna e dopo una settimana difficile caratterizzata da alcuni problemi fisici. L'avvio è promettente, al 35' chiude bene su Bojinov dalla brevissima misura. Nella ripresa in colpevole ritardo sulla punizione vincente di Nedved che finisce nell'angolino lontano. BEGA 6 . Al rientro dopo una lunga assenza, quando Nedved transita dalle sue parti sono guai ma lui controlla abbastanza bene. Concede poco alla forma , però dimostra grande sostanza. Ed è quello che conta. DE ROSA 6. Il regista della difesa rossoblù conferma di avere le idee chiare. Pronto a chiudere quando si aprono dei varchi, puntuale e tempestivo negli interventi. Poi, al 65' esagera quando prova un dribbling di troppo su Bojinov e perde il pallone: l'attaccante bianconero per sua fortuna non ne approfitta. CRISCITO 6,5 . Spesso e volentieri incrocia il suo amico ed ex compagno di squadra Palladino. Sarà giovane ma la personalità è quella del veterano. Qualche sbavatura, qua e là, ma non sono errori gravi. JURIC 7. Deve presidiare la fascia destra, ma svaria su tutto il fronte: un lavoro di grande sacrificio. Spesso indietreggia e aiuta anche la linea difensiva. Non si risparmia mai. Una prestazione convincente, impreziosita dal sigillo del pareggio: una serata da ricordare. COPPOLA 7 . Entra subito nel vivo della partita: il solito straordinario dinamismo al servizio della squadra. Un leone in mezzo al campo, sicuramente tra i più positivi della serata. Spesso cerca anche di inserirsi nell'area bianconera. Come al 52': tiro splendido, superbo Buffon ancora una volta. LONGO 6 . La "gabbia" juventina a centrocampo formata da Marchisio e Paro, a volte, gli toglie il respiro. Partenza a rilento, qualche difficoltà di troppo quando deve impostare la manovra. Ha il merito, però, di essersi procurato il penalty sbagliato poi da Adailton. FABIANO 6,5 . Dopo 9 minuti lascia un'autostrada a Camoranesi, ma il giocatore juventino non ne approfitta. Non è facile arginare l'italo argentino. Ma è protagonista al 41' quando lascia partire un rasoterra che Buffon neutralizza da campione. BOTTA 6. Leggermente avanzato rispetto agli altri centrocampisti: deve fungere da elastico tra la mediana e la coppia offensiva. Non si tira mai indietro. GRECO 6,5 . Potrebbe entrare nella storia di questo match al 12' dopo un assist di Juric: la mira non è precisa. Questo errore lo condiziona: i compagni lo aiutano poco, ma anche lui si aiuta poco. Molto meglio nel secondo tempo. Al 69' dopo un affondo vincente sulla sinistra serve un assist perfetto ad Adailton che non inquadra la porta. E' lui che offre a Juric l'assist per la rete del pareggio. In crescita. ADAILTON 6. In ombra nell'avvio di gara, appare al 30' quando deve battere il calcio di rigore. Esecuzione forte, abbastanza angolata, Buffon è più bravo di lui. Riappare al 43': bella la conclusione, fuori, però, di poco. La difesa juventina lo marca a vista, gli concedono pochissimi spazi. ALL. GASPERINI 7. Tatticamente qualcosa cambia, non è un 3-4-3 puro. Imposta la gara nel modo giusto, ritmi altissimi e pressing sul portatore di palla. E' un Genoa aggressivo, cuore e grinta ma anche idee chiare, ritornato ai livelli di inizio stagione. Quasi. ARBITRO FARINA 5,5. Nel primo tempo c'è un contatto più che sospetto in area bianconera tra Kovac e Greco ma lascia proseguire. Ne vede uno decisamente meno netto tra Kovac e Longo. Complessivamente non convince troppo.

 

IL GIORNALE - Buffon e Nedved regalano un punto alla Juventus di Federico Casabella - da Genova. Non più di un pareggio. Il primo ostacolo i bianconeri lo trovano nell'infuocato catino di Marassi, trasformato per una sera in uno stadio in stile Bombonera di Buenos Aires, altro che campo all'inglese. 36.000 tifosi rossoblù con una coreografia iniziale dichiaratamente antibianconera. Nei primi minuti la Juventus prova a dettare il gioco e si fa pericolosa in un paio di occasioni (gol annullato a Palladino per fuori gioco dopo appena 60 secondi), ma alla distanza esce il Genoa aggressivo ma attento a coprire: gioca in velocità la formazione di Gasperini con le incursioni di Fabiano a sinistra e di Juric a destra che permettono ad Adailton e Greco spesso liberi di concludere a rete per le marcature poco convincenti di Kovac e Boumsong. Buffon è chiamato a salvare il risultato su un insidioso tiro dalla distanza di Coppola (5') e a neutralizzare il calcio di rigore di Adailton (31'), generosamente concesso da Farina quando Longo, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, scappa ad uno spaesato Kovac costretto ad atterralo in area: il brasiliano batte sull'angolo di sinistra, Buffon respinge sul palo. Il pericolo scampato non smuove i bianconeri, troppo timidi nella fase offensiva e poco armonici nel gioco di rimessa. Buffon migliore in campo in una Juve che dimostra di non poter fare a meno di un portiere come lui per proseguire la marcia verso la serie A. La società pressa per rinnovargli il contratto, spaventata dalle voci che darebbero il portiere della nazionale vicinissimo all'Inter a gennaio, indiscrezione che sarebbe confermata anche dall'atteggiamento di Buffon e del suo procuratore che continuano a prendere tempo spaventando Cobolli Gigli. Anche Lapo Elkann, cerca di coccolarsi il portierone e alla fine del primo tempo propone il "pallone di platino" per l'estremo bianconero. Nel secondo tempo la musica non cambia, uno strepitoso Coppola semina la retroguardia bianconera lasciando sul posto Balzaretti e conclude a botta sicura costringendo Buffon al colpo di reni. La Juventus non decolla e raccoglie cartellini gialli. Il primo sussulto per i tifosi bianconeri arriva al 15' della ripresa quando Marchisio raccoglie un rasoterra di Camoranesi e batte a colpo sicuro sfiorando l'incrocio dei pali. Il gol al 26' su punizione di Nedved dal limite destro sul palo più lontano. Si rianima la partita con il Genoa che trova l'1-1 con Juric pescato in area da Greco e boato del "Ferraris". Le due squadre lottano fino all'ultimo istante ma senza creare pericoli alla porta avversaria. Nel minuti di recupero viene espulso Pavel Nedved per gioco scorretto, la partita si accende, tafferugli, strattonamenti, maglie tirate, urla, Farina decide di voltare le spalle e non sanzionare altri cartellini. La Juventus paga molto caro questo punto ma è ben lieta di uscire indenne da un campo caldissimo che le ha fatto avere un incontro molto ravicinato con il clima della serie B. Comunque pareggiando la Juventus ha agganciato il Napoli al comando della classifica. Nel finale violentissimi scontri dentro e fuori dallo stadio, una coda ruvida come quella successa in campo.

 

      

 

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