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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

GENOA - LAZIO                        0 - 2    (0 - 2)

Reti: 32' Pandev, 47' pt Rocchi

GENOA: Rubinho (46' Scarpi), Konko, Bovo, Lucarelli, Rossi, Milanetto, Juric, Fabiano (46' Borriello), Sculli (68' Wilson), Figueroa, Danilo. (De Rosa, Ghinassi, Santos, Leon). Allenatore: Gasperini.

LAZIO: Ballotta; Zauri, Artipoli (66' Cribari), Rozhenal, De Silvestri, Mutarelli, Ledesma, Behrami (70' Dabo), Mauri; Pandev (34' st Bianchi), Rocchi. (Muslera, Kolarov, Manfredini). Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Pierpaoli di Firenze. Ammoniti: De Silvestri, Zauri. Spettatori: 25.077

 

     

 

     

 

IL SECOLO XIX - Il Grifo e i tifosi fanno festa. Passerella in campo e applausi per Preziosi, Gasperini e la squadra. di Marcello Zinola. GENOVA. Il finale è catartico: scende, dopo qualche brontolio dal cielo, uno scroscio di pioggia. Un po’ come se fosse un grande lavacro: il Genoa perde(0-2 dalla Lazio, Pandev e Rocchi) e gioca “per davvero” per poco più di mezz’ora, andando anche vicino al gol. Nonno Ballotta ci mette sempre una pezza e, quando non ci arriva, la palla sfila a fil di palo come quando Figueroa si libra in aria e inzucca, dando l’illusione del gol. Il finale è catartico perché chiude idealmente tre anni di storia del Genoa: dall’estate promozione dramma con capovolta in serie C, all’Enrico Preziosi che in piena estate 2005 garantisce le fidejussioni per ripartire e promette: (titolo di prima pagina del Secolo XIX) «Tra due anni saremo in A».Non ci credevano in molti, anche nel cuore della Nord e dei distinti più d’uno non ci credeva. BACBA: promessa mantenuta «Io non faccio le cose per convincere la gente, ma perché ci credo e ho una parola sola» dirà il patron a fine gara e Genoa in A con l’Europa sfiorata. Un po’ di amarezza per le tre sconfitte in serie, ma come dirà Gian Piero Gasperini (poco incline ieri ad agitarsi in panchina) «ha vinto un pubblico straordinario ». TIFOSERIA che durante la partita quando il “Vecchio Balordo” sbaglia proprio troppo qualche fischio stizzito e ingeneroso lo molla. Ma è un sussulto, per il resto dallo striscione “Grazie Ragazzi” ai cori Gasperini, Preziosi, Borriello e capitan Rossi i più tonanti alle bandiere, alle sciarpate organizzate con saltello (novità) che fa muovere i 9.000 della Nord è una festa. Per una serie A già festeggiata, certo, al ritorno dopo dodici anni, ma poi vissuta al di sopra di ogni previsione con soddisfazioni di bel gioco, giocatori corteggiati (Konko e Borriello su tutti) e un allenatore dal ruolo alla Ferguson, cioè Gasperson ieri invocato e adorato. Bella soddisfazione la sua, visto che due anni fa, dopo le sconfitte di Cesena e Pescara in B, alla vigilia della trasferta di Crotone c’era già chi lo dava per giubilato. E lo scorso agosto, dopo lo 0-3 d’esordio con il Milan c’era chi nel novero dei tifosi eccellenti e allenatori, lo dava di nuovo per silurato. E’ finito in uno studio della Bocconi su come si allena, si fa squadra e si motiva un gruppo. La partita, certo: il Genoa per mezz’ora gioca, ma finisce per essere lezioso in qualche atteggiamento. Figueroa è troppo solo,ma che tiri o che tocchi palla per il compagno, è davvero degno della fama che lo accompagnò al suoarrivo prima degli accidenti alle ginocchia. Ma De Silvestri, Behrami, Mauri (galleggia per un tempo tra centrocampo e attacco senza che la difesa del Genoa riesca ad “ammazzarlo” nella fonte del gioco), Pandev e Rocchi fanno male. Genoa asfittico sulle fasce, Sculli ha due occasioni,ma gli manca la cattiveria (e la fortuna) giusta per segnare. Così Rubinho fa due mezzi miracoli e sul secondo ci rimette una botta al ginocchio che lo terrà fuori nella ripresa. Lazio cinica contropiedista. Tacco di Mauri, difesa impallata, Rocchi,Pandevefa 0-1. Behrami cavallona sulla fascia destra, palla perfetta per Rocchi sul palo alla destra di Rubinho, fa 0-2. Nella ripresa la partita gira giusto per arrivare al 96’ (recuperi compresi). Entra Borriello tenuto fuori nel primo tempo (le telecamere mostrano un volto rabbuiato, ma anche lui, 19 gol che valgono 25 punti e mezza salvezza rossoblù,ha la benzina agli sgoccioli) ed entrerà Wilson (non male),Milanetto sembra avere il piede a banana nella festa del Ferraris e non centra la porta intre ghiotte occasioni. Konko colpisce un palo clamoroso. LA LAZIO fa male quando riparte e Scarpi si guadagna la pagnotta. Dal 70’ in poi il Ferraris fa solo festa. Cori, canzoni, ringraziamenti. La partita va via, il tabellone racconta delle ambasce del Milan che avrà pure il presidente (meglio l’ex, neo dimissionario per conflitto di interessi) Silvio Berlusconi super vincitore a Palazzo Chigi, ma a Napoli scivola su tre mozzarelle. E la tragedia (sportiva) dell’Inter. Manca, per i genoani, il “godere” da Palermo dove la Samp uccella i rosanero. Al 96’, è finita. La squadra si presenta sotto la Tribuna d’onore. E chiama Enrico Preziosi in campo. Lui unpo’ tentenna, poi scende in mezzo a un coro generale: promessa mantenuta, Genoa in due anni in A. Marco Rossi lo prende per mano. lui lo abbraccia. La squadra lo porta sotto la Sud, giro di campo, distinti, sotto la Nord la corsa liberatoria. E il ritorno con un leggero fiatone da emozione in tribuna d’onore. Marco Borriello regala la sua maglia a un tifoso, Marco Rossi chiude con una dedica tutta per lui, Pavarottiana per il boato riconoscimento allo schivo quanto utile corridore, entrato anche nella squadra ideale del referendum della Panini. E giù acqua.Catarsi.Come dice Preziosi con Gasperini: «Il prossimo anno si riparte da zero, per fare meglio».

 

IL SECOLO XIX - Juric: «Questa squadra ha fatto il massimo». L'analisi del "pirata". scarpi: «finirò qui la carriera» Il croato: «E' stato un grande anno, sempre concentrati. La sconfitta dimostra che se molliamo un po', facciamo fatica». di Marcello Zinola. Genova. E' un autentico pirata del campo Uncino Juric, uno dei pochi ieri con Sculli e Rossi a darci dentro sino alla fine, incazzandosi pure in un paio di situazioni. «Be, ci tenevamo a vincere, non abbiamo fatto tanto male, abbiamo creato delle occasioni, ma quando ci molli un po', ti manca un po' di cattiveria agonistica, di esplosività, tutto diventa difficile». Ma proprio perché abituato a dare tutto, si può permettere, come sempre, analisi mai scontate. Ecco la sua foto del Genoa, del campionato e del futuro: «queste ultime tre partite hanno dimostrato che è stato un grande anno e che questa squadra quando molla un po' fa una grande fatica. Quindi testimoniano di come abbiamo lavorato seriamente, sempre, in tutto il campionato e abbiamo raccolto i frutti». Come dire: senza alta concentrazione, si rischiava. «Questo è il mio giudizio e analisi. Questa squadra, noi, abbiamo fatto il massimo raggiungibile. Se qualche altra volta girava un po' peggio rischiavamo di giocare per la salvezza sino all'ultima giornata». Il Genoa che verrà? «Vedremo cosa fa la società, questo è il suo lavoro». Soddisfatto, Uncino Juric per la sua stagione: «molto soddisfatto, molto». E la sua frase è netta: «"Quando cominciato questa avventura manco sapevo se rimanevo", altro che contento». Alessio Scarpi è ormai un senatore e uomo di equilibrio. Delusino per la sconfitta, ma sempre occhi negli occhi di chi gli parla. «Stagione eccellente» dice. Il futuro? «Ho ancora due anni di contratto, spero di finire la carriera qui». L'accento ha ormai del genovese. Scarpi chiosa in modo inequivocabile. «Belin...».

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Ha vinto soltanto il pubblico». Il tecnico avverte: «L'anno prossimo bisognerà ripartire da zero. Sarà dura». Resta l'obiettivo 51 punti. di Giuliano Gnecco. Genova. La sconfitta più amara è quella che fa meno male: «Peccato. Ha vinto il pubblico, tutto la stadio ha festeggiato questi ragazzi - sottolinea Gian Piero Gasperini - Speravamo di vincere ma non siamo stati fortunati: oggi il risultato non rispecchia i valori». Ha sorpreso la scelta di tenere Borriello inizialmente in panchina. «È proprio perché volevamo vincere - spiega Gasperini - Faceva caldo, e nella ripresa si potevano creare i presupposti giusti per lui e per la squadra. Avrebbe dovuto entrare anche Leon. Poi Figueroa aveva bisogno di un'ulteriore verifica in vista della prossima stagione: ha fatto un ottimo primo tempo». Eppure, nonostante la festa, c'è una vena di amarezza: «Resta il rammarico per questa gara - confida il tecnico - perché loro sono stati reattivi, ma non meritavamo questo risultato. L'obiettivo 51 punti comunque rimane. Al di là degli obiettivi, volevamo risposte e sono buone: rimane un campionato che per il primo anno in A è importante. L'anno prossimo però bisognerà ricominciare daccapo, e con le squadre che ho visto si riparte da zero: sarà dura. Peròè importante che il presidente sia tornato in campo: merito del pubblico, li ringrazio fortemente. È uno stimolo in più per fare bene. A fine campionato mi prenderò anche io qualche giorno di riposo, poi inizierò a lavorare per fare meglio». Nella festa resa amara dalla sconfitta, il primo coro della Nord è stato per Gasperini: «È una emozione, per me è un attestato di stima. Mi sprona a lavorare per crescere ancora». Tuttavia le idee sono chiare, sebbene realizzare il programma non sarà facile per tutta una serie di questioni, a partire dalle posizioni di Borriello, Konko e Criscito: «Il presidente sa cosa fare - taglia corto il tecnico - Spiace chiudere con tre sconfitte consecutive, però i risulti della penultima giornata dimostrano le difficoltà che stanno avendo tutti. Mi ha dato fastidio perdere questa partita, perché ci tenevamo a finire bene e perché il risultato è bugiardo: abbiamo avuto buone occasioni. Però occorre dire anche che la Lazio ha ottimi giocatori e che è bugiarda anche la sua classifica». Concorda Delio Rossi: «Lo penso anche io, però se la classifica è quella significa che abbiamo sbagliato qualcosa. In fondo, a parte qualche rinforzo, è la stessa squadra dello scorso anno, con lo stesso allenatore e lo stesso ambiente». È un monito che vale anche per il Genoa: è difficile raggiungere certi traguardi, ma ancora più difficile è - prima ancora di migliorarli - confermarli. La partita con la Lazio è servita anche per rivedere Wilson, la posizione del quale andrà valutata in vista della prossima stagione per capire se può o meno fare parte di un certo progetto: «Aveva già giocato a Parma, ha rigiocato oggi. Ha fatto la sua parte», si limita a dire Gasperini. La festa è finita, è stata meritata. Però c'è ancora una partita, e chiudere con quattro sconfitte consecutive lascerebbe una macchia su un campionato straordinario. Poi, per centrale l'obiettivo di arrivare a 51 punti, bisogna necessariamente vincere a Bergamo: «Il Napoli ci ha superato - nota il tecnico - Però bisogna difendere almeno il nono posto». E possibilmente riprendersi l'ottavo, visto che domenica i campani renderanno visita alla Lazio, che vuole chiudere alla grande davanti ai propri tifosi una stagione negativa. Vincendo in casa dell'Atalanta, non solo il Genoa centrerebbe quota 51, ma potrebbe anche riprendersi una posizione che - per essere il primo anno - sarebbe comunque di prestigio.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Può poco o nulla sulle reti, perché gli attaccanti laziali gli sbucano davanti indisturbati. Per il resto si limita all’ordinaria amministrazione. Poi è costretto a gettare la spugna per l’ennesimo infortunio (1’ st SCARPI 6,5: al 13’ è bravissimo a evitare l’autorete di Bovo che era entrato scomposto sulla palla nel tentativo di fermare Rocchi. Si salva anche al 16’ sul tentativo di deviazione aerea di Mauri; per lui una passerella più chemeritata per quanto ha fatto in questi anni soprattutto nello spogliatoio,ma anche in campo). ROSSI 6 Schierato sulla linea dei difensori, con grande facilità di corsa si sovrappone spesso sulla fascia destra cercando il cross che faccia saltare il fortino biancoceleste.Non solo: quando Mauri si decentra dalla sua parte, lo prende in consegna. In occasione del 02 è nella zona di Rocchima si fa trovare spiazzato.Nel secondo tempo avanza a centrocampo, sebbene spesso si scambia la posizione con Konko.Non molla fino all’ultimo, con cuore di capitano. BOVO 5,5 Si applica su Rocchi, e cerca anche di far ripartire lamanovra. Non riesce a chiudere su Behrami che si invola in corridoio, e ne nasce la rete del raddoppio ospite. Più del solito prova ad avanzare palla al piede per impostare l’azione, da vero regista arretrato, tuttavia dietro èmeno attento e preciso rispetto al consueto. LUCARELLI 5 Lascia a Rocchi spazio e tempo per smarcare Pandev che, liberissimo, sblocca il risultato. È il primo errore, però di una serie che continuerà fino a fine gara.Dà sempre l’impressione di essere insicuro: evidentemente la testa dopo una stagione tirata è altrove. Perché la concentrazione non sembra sempre al top, sebbene volontà e il cuore non facciano difetto. FABIANO 6 Parte basso, sulla linea dei difensori. Dalla sua parte c’è Behrami, che ha polmoni inesauribili e imprevedibilità; spesso poi si allarga pure Pandev. I due laziali cercano dimetterlo inmezzo. Eppure riesce anche a trovare ilmodo di andare con continuità sul fondo per sostenere lamanovra offensiva. Bene quando scende sulla fascia, moltomeno quando deve difendere (1’ st BORRIELLO6: parte dalla panchina per colpire gli avversari quando sono più stanchi.Nel senso: l’idea è questa, ma quando entra i giochi sono già fatti. Resta un obiettivo: vincere la classifica dei cannonieri; i compagni provano a dargli unamano,ma lui rinuncia all’egoismo e torna a sacrificarsi per la squadra, battendosi contro gli arcigni difensori laziali). KONKO 6 Schierato a centrocampo, il suo dirimpettaio è l’ex rossoblù Mutarelli, il quale comunque gli concede la libertà per provare almeno un paio di volte la conclusione, ben poco fortunata. Nella ripresa torna a fare l’esterno destro nella difesa a quattro.Al 37’ della ripresa la sua botta centra il palo: un fuoco di paglia.Ha ilmerito, comunque, dopo un inizio decisamente sottotono, di rinfrancarsi un po’ nel secondo tempo. MILANETTO 5,5 Prova con insistenza la conclusione – lui che raramente ci prova –ma calcia sempre alle stelle. La luce si è spenta ormai da alcune settimane, e probabilmente non è solo una coincidenza il fatto che da quando lui non gira più, tutta la squadra ha smesso di brillare. La volontà c’è, è la benzina che fa difetto, ed è tutto il Genoa a pagarne le conseguenze, perché è lui che dovrebbe dettare i tempi, alzare i ritmi e verticalizzare. Con il regista sulle ginocchia, ilGrifone non vola più, e anche l’ottavo posto si allontana. JURIC 6,5 Un occhio aMauri, uno in raddoppio su Behrami. E poi tanta grinta e cattiveria sportiva. Anche lui è in riserva, e non è più quello di unmese emezzo fa, però è di quelli che per carattere non ci sta a perdere neppure a ciclotappo, e per questo dà senza risparmiarsi tutto ciò che gli è rimasto. La fine del campionato arriva a fagiolo per consentirgli di ricaricare le batterie, ed essere pronto a una nuova stagione da combattente. SCULLI 6,5 Al 9’ si libera di Zauri (che inizia da centrale per poi allargarsi a sinistra e riaccentrarsi con l’ingresso di Cribari) e con una girata saggia i riflessi di nonno Ballotta; ci riprova subito dopo lasciando sul posto il capitano della Lazio,ma ancora il decano dei portieri dice no.Al 14’ ci prova pure di testa sul cross teso di Fabiano, però la palla termina poco alta. Ritenta in acrobazia al 44’: Ballotta è sempre attento. Alla fine risulta il più pericoloso di tutti.Non solo: si batte in entrambe le fasi, perché perdere lo infastidisce parecchio (23’ st WILSON 6: ha qualità, anche se dopo la lunga inattività ancora gli mancano fiato e continuità.Mostra un paio di spunti interessanti.Un giocatori sicuramente da rivedere per capire se può far parte delGenoa del futuro). FIGUEROA 6 L’arma a sorpresa diGasperini, il quello che avrebbe dovuto essere il Borriello day. Mette la testa al 29’ sull’angolo di Juric, e la sua deviazione sfiora il palo.Ha colpi da fuoriclasse; è abilissimo a fare da sponda e negli scambi stretti.Glimanca paradossalmente qualcosa nei sedici metri, poi alla lunga lentamente si spegne, perché ciò che ancora gli manca sono i 90’ nelle gambe. DANILO 5 Un suo errore in fase difensiva al 24’ spalanca la porta a De Silvestri che tenta il tiro da posizione defilata invece dimettere inmezzo, permettendo a Rubinho di liberare in angolo. È in evidente imbarazzo come punta esterna, tanto che spesso rincula in fase passiva. Nella ripresa, con l’uscita di Fabiano, passa stabilmente sulla linea dei difensori. LAZIO Ballotta 6,5; De Silvestri 7, Rozenhal 6, Zauri 6,Artipoli 6,5 (21’ st Cribari 6); Behrami 7 (25’ stDabo 6), Ledesma 6,5, Mutarelli 6; Mauri 6,5; Pandev 6,5 (34’ st Bianchi ng), Rocchi 6,5. ARBITRO Pierpaoli di Firenze 5: all’andata era il quarto uomo, ruolo che evidentemente gli si addice meglio. Perché in una partita fra due squadre che non hanno più nulla da giocarsi, finisce per innervosire e scontentare tutti. Ha un metro di giudizio tutto suo, e neppure coerente.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi accelera sul mercato. Il presidente: «Il Milan vuole Borriello ma se non va in Champions cambia tutto». di Marcello Zinola. GENOVA.Dispiaciuto per la terza sconfitta consecutiva, ma senza rimpianti. A Preziosi piace vincere e una vittoria è anche una salvezza con due mesi di anticipo anche se poi il livello della benzina e della concentrazione un po’ scema. E conferma, comunque, alcune linee guida per il futuro. Nel gioco delle comproprietà i 6,5 milioni che la Juve chiede per Criscito sono «esagerati». Il dramma (sportivo) scudetto rallenta i confronti con l’Inter per Konko e quello per la Champions del Milan, fa rinviare i rendez vous per Borriello. Preziosi è «un po’ seccato, non so nascondere le mie emozioni». Ammette che avrebbe preferito chiudere «meglio, con una vittoria, per ringraziare un pubblico eccezionale che ha sempre dimostrato affetto, comprensione e sostegno». E pure “correre” «sotto la Nord per una vittoria perché queste tre sconfitte non sono certo l’immagine del nostro campionato e della salvezza raggiunta con due mesi di anticipo. Ci mancava un po’ di benzina, c’è stata un po’ di rilassatezza, ma questa sconfitta non fa passare certamente in secondo piano una stagione eccellente. Ai giocatori ho detto: a Bergamo vediamo di fare bella figura, difendiamo almeno il nono posto così la festa di casa nostra, finale, sarà più bella». Preziosi non ha rimpianti. «Qualcosa si poteva fare meglio,ma poteva anche andare peggio. Preferivo una vittoria, ma per come il campionato sta finendo credo che tutti stiano facendo la loro parte in modo credibile ». Pochi minuti prima si era incrociato con patron Claudio Lotito soddisfatto per la vittoria, deluso per un torneo al di sotto delle aspettative. Ciascuno dei due patron guarda al futuro. E, appunto, il campionato che sobbalza tra Roma e Milano apre a strategie e tempistiche differenziate di mercato. Borriello? «Il Milan ha manifestato la volontà di trattenerlo, però oggi ha perso male a Napoli e non è detto che faccia la Champions. Un Milan in Uefa ha un altro valore di investimenti: per noi, per tenere chi ha rappresentato quasi il 50% della salvezza, potrebbe aprirsi qualche prospettiva». Borriello in campo solo nella ripresa. «Le scelte le fa il mister, io chiedo la formazione un minuto prima della partita e non interferisco, se lo facessi allora anche quelle responsabilità sarebbero mie; quindi preferisco che se le assuma Gasperini che ha fatto una scelta tecnica» Konko è oggetto del desiderio di molti. «E’ noto che Mancini lo vuole all’Inter,ma visti i risultati di oggi...». Quindi? «Io credo che con i meccanismi psicologici di carica e di paura che scattano, tra Inter e Roma i giallorossi hanno il 70% di possibilità di vincere lo scudetto. Per cui se l’Inter non vince lo scudetto, se Mancini non dovesse allenare più l’Inter le cose potrebbero anche cambiare». Konko potrebbe prendere andare anche in Inghilterra? «Non abbiamo bisogno di fare cassa. Konko poi potrebbe andare via se arrivano giocatori importanti e soldi, se le contropartite sono interessanti. Ci sono tanti fattori in gioco e dopo domenica prossima vedremo». Criscito. «La sua comproprietà vale 6,5 milioni, è esagerata; se la Juventus riduce le sue pretese lo trattiamo e riscattiamo, diversamente non è possibile anche se lui con sta bene ed è un giovane talento». Il lavoro di costruzione del Genoa squadra e, soprattutto, del Genoa società prosegue. Lui dopo avere scelto toni diversi, minore esposizione, chiude le giornate al Ferraris del campionato ringraziando tutti, media compresi: «Siamo stati anche in contrapposizione, ma tutto ha fatto parte di una stagione davvero positiva».

 

LA REPUBBLICA - La Lazio passa a Marassi ma non rovina la festa Preziosi sotto la Nord. "Ci siamo salvati troppo presto, il prossimo anno però dovremo avere obiettivi diversi, sto lavorando per l´Europa". Il bagno di folla al Genoa per celebrare l´ultima partita casalinga di un campionato straordinario, il primo di serie A dopo 12 anni di assenza, non lo rovina nemmeno la terza sconfitta consecutiva. Fanno il giro del campo, a fine partita, Gasperini e i giocatori, ma la novità è che c´è anche il presidente Preziosi, tornato a correre sul verde terreno del Ferraris, come gli piaceva tanto fare, a quasi tre anni di distanza dalla sciagurata partita con il Venezia, quella di un´apoteosi trasformatasi poi in tragedia sportiva. Se ne stava, Preziosi, discretamente in tribuna d´onore, sono andati i suoi ragazzi a chiamarlo e tutto il pubblico l´ha spinto a ritornare a correre sotto la Nord. Ci sono stati applausi per tutti, anche se ormai il Genoa, esaurita da tempo ogni carica fisica e psicologica, è una squadra in caduta libera. La sconfitta contro la Lazio non è piaciuta al presidente Preziosi: «Sono dispiaciuto ed anche un po´ seccato, pensavo che la squadra scegliesse un modo migliore per congedarsi dal suo pubblico, anche perché la straordinaria stagione della quale siamo stati protagonisti avrebbe meritato un epilogo diverso. Diciamo che ci siamo salvati troppo presto, ora vediamo di finire bene a Bergamo e mantenere così almeno il nono posto. Certamente, però, il prossimo anno la salvezza non può più bastare, sto lavorando per portare il Genoa in Europa e mi sembra di aver dimostrato con i fatti che sono uno che mantiene le promesse». Preziosi è già concentrato sul mercato: Borriello e Konko, ma anche Criscito e Bovo i nodi da sciogliere al più presto. «Il Milan - rivela - sembra deciso a riscattare Borriello, ma la sconfitta di Napoli e la Champion che torna in dubbio potrebbe modificare i suoi piani. È chiaro che Borriello lo terrei volentieri, non si sostituisce facilmente un giocatore che ha segnato 19 gol e che di fatto è stato l´artefice del 50 per cento dei nostri punti. Konko? Possiamo privarcene solo se in cambio arriveranno giocatori importanti o soldi per poterli poi prendere direttamente noi. Criscito vorremmo che restasse, ma certamente non alle condizioni economiche fissate dalla Juventus che vuole 6 milioni e mezzo di euro per il 50 per cento del cartellino. Quanto a Bovo ci sarà da discutere con il Palermo che in un primo tempo non sembrava interessato al giocatore, ma ora potrebbe cambiare idea soprattutto se dovesse cedere Barzagli». Anche Preziosi è rimasto sorpreso dal fatto che Borriello sia partito dalla panchina: «È stata una scelta tecnica e dovreste sapere che io non entro mai nelle decisioni dell´allenatore, la formazione l´apprendo allo stadio». Gasperini, dopo le non brillanti prestazioni del suo cannoniere, ha preferito dare fiducia a Figueroa che l´ultima partita da titolare l´aveva giocata, per altro in maniera molto brillante, a Palermo. Poi, da quel 22 di marzo, nonostante un gol da antologia, era sempre finito in panchina. Gasperini aveva privilegiato Borriello in lizza per un posto nella rosa degli Europei ed anche in lotta per la classifica dei cannonieri. Ma i gol per staccare Trezeguet e Del Piero per Borriello hanno finito per diventare un´ossessione. Così è diventato egoista, ma, non mettendosi più al servizio della squadra, come aveva fatto per gran parte della stagione, ha finito per raccogliere meno. Il suo ultimo gol è quello segnato al Torino, però se mancano le reti di Borriello è tutta la squadra a risentirne. Così ormai sono tre le partite nelle quali il Genoa non riesce ad andare a segno: un record negativo, nella gestione Gasperini non era mai successo. Mancando Leon, Gasperini ha provato a schierare una catena di sinistra formata da Fabiano e Danilo. Un fallimento dal punto di vista offensivo ma anche per quanto riguarda la copertura su una fascia dove l´ex Behrami ha portato spesso lo scompiglio. Sua l´azione che al 2´ di recupero del primo tempo ha di fatto chiuso il match: un accelerazione bruciante con assist in favore di Rocchi che ha dovuto solo spingere la palla in rete. In precedenza il risultato l´aveva sbloccato Pandev (31´), dopo una combinazione con Rocchi e anche in quell´occasione la difesa genoana si era fatta tagliare come il burro. Nella ripresa Gasperini ha provato a giocarsi la carta Borriello, in tandem con Figueroa come già era successo contro l´Empoli. E ancora una volta l´esperimento è fallito.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini: "Peccato, tifosi straordinari". L´allenatore avrebbe voluto chiudere con una vittoria, ora non resta che cercare l´exploit a Bergamo Borriello in panchina: una mia decisione, devo anche testare Figueroa. di Luca Palmieri. «Peccato davvero. Ci tenevamo a chiudere davanti al nostro pubblico con una vittoria. E ne abbiamo anche avuto le opportunità». Si rammarica Gian Piero Gasperini per la sconfitta contro la Lazio in quella che comunque è stata la festa per la grande stagione del Genoa. «L´atteggiamento del pubblico è stata la cosa più bella della giornata. Il loro affetto è una grande carica per continuare sulla strada intrapresa. Ce l´abbiamo messa tutta per conquistare i tre punti e al contrario delle ultime due partite li avremmo anche meritati». La sconfitta non chiude comunque definitivamente le porte a quelli che sono gli obiettivi che restano al Genoa. «C´è ancora una partita da giocare a Bergamo – conferma Gasperini – e ci sono le possibilità ancora per centrare i nostri traguardi. Far vincere la classifica cannonieri a Borriello, chiudere a 51 punti e provare ad agguantare l´ottavo posto e, perché no, l´Intertoto». La grande sorpresa della giornata è stata la scelta di rinunciare inizialmente a Marco Borriello per puntare su Lucho Figueroa. Una mossa in prospettiva e probabilmente per liberare la squadra dall´ansia di far segnare al centravanti il ventesimo gol. Scelta tecnica comunque, come confermato da Gasperini: «E´ stata un mia decisione. Pensavo che con il caldo e la fatica Marco avrebbe avuto più possibilità di segnare entrando a partita in corso. E poi c´era la necessità di testare ulteriormente Figueroa per il prossimo anno». Quasi sicuramente infatti SuperMarco tornerà al Milan, anche se il diretto interessato non nasconde la sua voglia di Genoa. «Ci tenevamo a chiudere con una vittoria in casa. Non ci siamo riusciti ma ci riproveremo l´anno prossimo, ripartendo da zero. A me sinceramente piacerebbe rimanere qui, per confermare quanto di buono fatto in questa stagione. Il presidente Preziosi dice sempre che mi vuole riscattare e poi, se ci sarà un´offerta importante, la valuteremo assieme e prenderemo una decisione».

LA REPUBBLICA - Pagelle - Rubinho 6 Incolpevole: Pandev e Rocchi gli arrivano soli davanti. Dal 1' st Scarpi 6,5: compie un miracolo sull'involontaria deviazione di Bovo. Rossi 6,5 Si arrangia sia come marcatore puro su Rocchi (primo tempo) che come laterale (nella ripresa). Bovo 5,5 Insicuro, probabilmente anche perché poco protetto da un centrocampo che filtra pochissimo. Lucarelli 6 Mestiere e tanta attenzione. Konko 5,5 Ha perso molto del suo smalto (parte esterno poi nella ripresa si inverte con Marco Rossi), però nel finale centra un palo clamoroso con un tiro al volo dal limite. Milanetto 5 Appannato e poco ispirato. Juric 5,5 Gira a vuoto e sbaglia molto anche il soldato fidato di Gasperini. Fabiano 5,5 Impalpabile. Dal 1'st Borriello 5,5: niente da fare, più gioca in funzione del gol e più non lo trova. Sculli 5,5 Dopo 10' ha l'occasione che potrebbe cambiare la storia della partita, ma la conclusione è così accademica che perfino "nonno" Ballotta finisce per esaltarsi in volo plastico. Dal 24' st Wilson 6: alcune buone iniziative, ha la palla del gol ma la spreca dopo uno scambio con Borriello. Figueroa 5,5 Ha buona tecnica, però si fa troppo spesso anticipare. Danilo 5 Copre poco su Behrami e tanto meno incide in fase offensiva.

LA REPUBBLICA - Entrambe le squadre non avevano grandi ambizioni di classifica. I liguri puntano all'ottavo posto, valido per disputare l'Intertoto. Borriello in panchina, Genoa perde. La Lazio rinata conquista Marassi. GENOVA - Finisce 2-0 per i biancolcelesti una partita che sulla carta aveva poco da dire a Genoa e Lazio, squadre ormai senza grandi ambizioni di classifica. E invece Gasperini, che è riuscito nell'intento di convincere il presidente Enrico Preziosi a disputare l'Intertoto in caso di ottavo posto in classifica, non ha rinunciato alla miglior formazione possibile, nonostante l'assenza di Leon, fermato prima della rifinitura da una colica renale e partito dalla panchina. Miglior formazione possibile, appunto. Tanto che il capocannoniere Marco Borriello, non in grande forma e a secco da quattro partite, non è stato inserito nella lista della formazione titolare. Un caso o forse no, certamente però il bomber del Genoa non ha gradito. Come ammesso dallo stesso Gasperini in conferenza stampa, infatti, Figueroa nelle ultime gare avrebbe meritato un posto da titolare. L'argentino però, complice anche la scelta tecnica di non schierare contemporaneamente due prime punte nel tridente, aveva sempre lasciato il posto al numero 22 rossoblù, anche per agevolarlo nella lotta alla testa della classifica marcatori. Con la Lazio invece l'allenatore del Grifone ha dato il via ad una sorta di inattesa staffetta, inserendo Borriello solo ad inizio ripresa e con il Genoa già sotto di due gol. Troppo tardi. Cambio obbligato invece in extremis per Delio Rossi che ha dovuto rinunciare a Siviglia infortunatosi durante il pre partita, inserendo in panchina Cribari. Ma nonostante la mancata qualificazione alla finale di Coppa Italia, in campo c'è solo Lazio: il Genoa in realtà nei primi minuti ci prova ma senza grande fortuna, prima con Sculli poi con Figueroa che sotto porta che di testa manda alto. Poi c'è anche Ballotta che al 17' compie un altro miracolo ancora su Sculli. La Lazio però è più cinica e all'ennesimo sbaglio della difesa del Genoa punisce Rubinho: al 32' è Pandev di piatto a battere l'estremo difensore rossoblù poi nel primo dei quattro minuti di recupero è Rocchi a raddoppiare dopo aver raccolto un bel cross di Behrami. La squadra di Gasperini, nell'ultima casalinga, alla fine del primo tempo esce tra i fischi e il tecnico decide di cambiare qualcosa: Scarpi va a schierarsi tra i pali per l'infortunio subito da Rubinho nel primo tempo in occasione di un salvataggio su De Silvestri, mentre Borriello entra al posto di Fabiano. Il Genoa diventa più incisivo e pericoloso, anche se i difensori laziali optano per una gabbia sul bomber del Genoa, senza rinunciare a colpire in contropiede, come al 15' quando il solito Pandev lancia benissimo Rocchi che decide di tirare, trovando pronto Scarpi. Al 30' è ancora il Genoa che ci prova prima con Figueroa su assist di Borriello, poi con lo stesso Borriello. Rossoblù sfortunati al 36': Konko da fuori area colpisce un palo. La Lazio c'è, anche se il risveglio è stato tardivo, il Genoa chiude l'ultima in casa con una sconfitta che però non rovina la festa per il bel campionato disputato.

 

     

 

 

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