STAGIONE 2006/07

LE PARTITE  >>>         LA STAGIONE >>>         IMMAGINI  >>>          TABELLINI  >>>         HOME >>  

Rete: 88' De Rosa

GENOA: Rubinho, Stellini (68' Masiello), De Rosa, Criscito, Galeoto, Milanetto, Coppola, Fabiano, Rossi (46' Leon), Greco, Di Vaio (64' Gasparetto). All: Gasperini. (Scarpi, Di maio, Juric, Carobbio).

LECCE: Pavarini, Polenghi, Diamoutene, Cottafava, Arrieta, Valdes (53' Tesser), Munari, Juliano, Giuliatto, Tiribocchi (62' Osvaldo), Tulli (72' Schiavi). All: Papadopulo. (Rosati, Herzan, Mingozzi, Diarra).

Arbitro: Herberg di Messina. Espulsi: 70' Arrieta, 83' Schiavi. Spettatori: 16.250

Note: All' 84' Leon manda alto un calcio di rigore.

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Il Genoa scende in campo contro il Lecce al Ferraris in una giornata da sfruttare al meglio visto il difficile impegno del Rimini a Modena e i concomitanti scontri diretti Juventus - Piacenza e Cesena - Bologna. Soliti problemi di formazione per Gasperini che deve rinunciare ad Adailton e Botta oltre che a Bega che sconta l'ultimo turno di squalifica. L'allenatore Rossoblù schiera in difesa Stellini che prende la fascia di Bega mentre quelle di centrocampo vedono Galeoto a destra e Fabiano a sinistra al posto di Juric. Nel tridente d'attacco Rossi in campo e Leon in panchina mentre Greco torna al centro e Di Vaio prende posto a sinistra. Anche il Lecce ha problemi di formazione vista le squalifiche di Zanchetta e Vives e la defezione del lungodegente Angelo ma scontate sono comunque le intenzioni di Papadopulo che di certo non schiera squadre ballerine in difesa come Zeman. In pratica il Lecce gioca con Tiribocchi unica punta (che non la vede mai) e 5 difensori di ruolo inserendo anche l'ex Arrieta alla seconda presenza. Dopo soli 6 minuti Tulli raccoglie di testa una punizione dalla destra di Valdes ma l'arbitro su segnalazione del guardalinee aveva già fischiato il millimetrico fuorigioco. 14' Rossi sfugge ad Arrieta che lo stende prendendo la prima ammonizione dell'incontro. 15' Greco riceve in area e gira a rete ma Pavarini si oppone respingendo la sfera. 20' Atterrato Fabiano la punizione di Milanetto è per Di Vaio anticipato in corner da un avversario. Sulla battuta stacca di testa Stellini e la palla viene ribattuta davanti alla porta da un difensore. 24' Punizione da buona posizione per fallo su Milanetto. Batte Di Vaio ma la palla viene ribattuta dalla barriera. Prosegue l'azione e Galeoto lancia in area dove De Rosa di testa fa da torre per Greco defilato sulla sinistra. Contrastato da un avversario il rossoblù calcia a rete, la sfera deviata a parabola supera Pavarini ormai a terra sul primo palo però il portiere riesce ad allungare la mano indietro respingendo la sfera sulla riga. Il Genoa spinge mettendo alle corde il Lecce ma riesce a collezionare solo calci d'angolo e falli sistematici avversari mai puniti dall' arbitro. 31' Tentativo Leccese con Juliano che da fuori area mette la palla in gradinata. 33' Scambio tra Di Vaio e Greco che fa da sponda al compagno ma il seguente tiro è debole e preda di Pavarini. 35' Greco si getta in area e viene ammonito per simulazione. 42' Fallo di De Rosa su Juliano e ammonizione per il Genoano che salterà Arezzo per squalifica. 44' Azione di Di Vaio che saltato un avversario spara in porta in diagonale a girare ma la palla è alta. Il Genoa, che ora attacca verso la Nord, esce dagli spogliatoi con una novità. Gasperini opta per il cambio sulla destra di Rossi con Leon. 46' Leon in accelerazione s'infila tra due avversari e Cottafava che lo stende becca il cartellino giallo. L'arbitro nel secondo tempo decisamente cambia atteggiamento riguardo gli interventi fallosi leccesi. Spostato sulla destra dai 22 metri Leon calcia sul palo lontano cogliendo a portiere sorpreso la parte bassa della traversa. La palla picchia a terra e viene messa in angolo da un difensore. Sul corner la sfera giunge a Di Vaio che ha la grande occasione ma la piazza in bocca al portiere. 51' Dopo un fallo su un rossoblù lasciato correre Leon prende palla, punta un avversario ma poi calcia alto sopra la traversa. 53' Prima sostituzione giallorossa, Tesser per Valdes. 56' Doppio calcio d'angolo per i rossoblù. Sul secondo dalla destra la retroguardia si lascia sorprendere, il portiere esce a farfalle e la palla arriva sulla sinistra a Di Vaio che libero si coordina ma calcia al volo malamente a lato. 62' Papadopulo cambia punta, Tiribocchi lascia il posto ad Osvaldo. 65' Anche Di Vaio và sotto la doccia per l'ingresso di Gasparetto. Greco passa a sinistra e lascia il centro dell' attacco all'ex empolese. 67' Brutto intervento del neo entrato Osvaldo su Coppola e ammonizione per il salentino. 68' Stellini sofferente per un colpo ricevuto lascia il campo sostituito da Masiello. 69' Questa volta il cartellino è per un intervento falloso di Milanetto. 70' Leon sfugge ancora ad Arrieta che si aggrappa platealmente al rossoblù. Seconda ammonizione e rosso per il leccese. 71' Papadopulo si copre ancora di più con Schiavi che sostituisce Tulli. 73' In uno scontro Greco s'infortuna ed esce dal campo. Le squadre sono 10 contro 10. 75' Calcio d'angolo per il Grifone, stacco di Gasparetto e palla ritoccata in corner ma l'arbitro non lo concede. 76' Rientra Greco mentre Diamutene viene ammonito. Poco dopo su calcio d'angolo genoano Fabiano ferma la ripartenza di Osvaldo fallosamente. Cartellino giallo e niente Arezzo anche per il brasiliano. 79' Uno due di Gasparetto con Greco che lancia in area l'attaccante genoano che viene contrastato da Pavarini in uscita. Il portiere sventa la grande occasione per i genoani e rimane infortunato a terra. 82' Rilancio leccese, di testa a centrocampo Osvaldo brucia di testa De Rosa ultimo difensore e s'invola spostato a sinistra verso l'area. Rubinho gli esce incontro e Osvaldo allargandosi manda la palla clamorosamente sull' esterno della rete. 83' Entrata fallosa di Schiavi su Greco e ammonizione per il leccese. Sulla punizione lo stesso Greco viene palesemente cinturato in area, l'arbitro incredibilmente lascia correre e subito dopo un secondo cross trova Gasparetto davanti al portiere che respinge la palla ma ancora palese è la trattenuta per la maglia di Schiavi sull' attaccante rossoblù. Rigore e seconda ammonizione per il giallorosso che lascia il Lecce in 9. Dal dischetto Leon spiazza il portiere ma il suo tiro a girare verso l'incrocio destro finisce nella Nord. 88' Il Genoa insiste, triangolazione al limite dell' area e palla a Coppola che in diagonale pesca defilato in area sulla sinistra De Rosa. Il difensore stoppa disorientando il suo marcatore, palleggia col destro mandando la palla sul sinistro e fulmina in rete. 90' Entrata di Munari su Greco ed ennesimo cartellino giallo. 93' Lancio sulla sinistra, Fabiano dal fondo mette sul secondo palo rasoterra per l'accorrente Leon. Il portiere è fuorigioco ma Leon di piatto a porta spalancata calcia incredibilmente a lato. 94' Recupero di Fabiano che viene fallosamente fermato da Tesser che si becca l'ultima ammonizione.

 

TUTTOSPORT - De Rosa scaccia la paura Il Genoa vince nel finale con un gioiello del difensore-bomber: 6° centro personale. Il Lecce chiude in 9 e si lamenta per un gol negato a Tulli. Leon fallisce un rigore. di Giovanni Tosco. GENOVA. Un gol d’autore firmato De Rosa (sesto stagionale, record in carriera per il difensore), un rigore fallito da Leon, una traversa colpita dallo stesso honduregno, una rete annullata a Tulli per un fuorigioco molto dubbio, due espulsi (Arrieta e Schiavi), nove ammoniti. Genoa-Lecce ha offerto una quantità rara di emozioni, anche se, alla fine, ciò che conta è il sofferto 1- 0 con cui i rossoblù si sono rimessi in carreggiata dopo l’uscita di strada di Piacenza. Gasperini, costretto a rinunciare ad Adailton e Botta, ha lasciato inizialmente in panchina Leon, riproponendo Rossi in posizione avanzata e Greco al centro con Di Vaio a sinistra: ma a procurare brividi è stato il colpo di testa vincente di Tulli, annullato su segnala­zione dell’assistente Perri, anche se l’impressione è che Fabiano tenesse in gioco il bomber. « L’ho rivisto in tv, era valido. Tutti dobbiamo impegnarci per trasmettere serenità: noi allenatori, le società, ma anche gli altri addetti ai lavori altrimenti si esasperano le situazioni. Non voglio esagerare perché sennò cadrei in contraddizione, però ho notato troppi episodi non valutati correttamente » , si lamenta Papadopulo. Qualcosa di buono nel Genoa c’è stato, ma Pavarini è stato impegnato solo in un paio di circostanze da Greco. Complice l’atteggiamento iperdifensivo del Lecce, i rossoblù hanno faticato a trovare spazi. « Non siamo brillanti e incisivi in avanti come eravamo in precedenza » , ammette Gasperini, che nella ripresa ha inse­rito Leon e Gasparetto senza trovare l’auspicata concretezza, nonostante l’uomo in più determinato dall’espulsione di Arrieta al 25’. Se si eccettua la traversa colpita da Leon su punizione ( Pavarini non impeccabile, nella circostanza), l’occasione più clamorosa l’ha avuta al 37’ Osvaldo, subentrato a Tiribocchi: l’argentino ha sfruttato un’incertezza di De Rosa, percorso palla al piede 50 metri, s’è allargato per evitare Rubinho e ha calciato sulla rete esterna. Scosso dallo spavento, il Genoa s’è gettato in avanti alla disperata: Schiavi, in campo da 13 minuti e già ammonito, ha trattenuto vistosamente per la maglia Gasparetto, guadagnandosi l’ 11 ° cartellino rosso stagionale per il Lecce e provocando il rigore che Leon ha spedito alle stelle sotto la Nord. Neppure il tempo di meditare sull’erroraccio, ed ecco Coppola liberare in area De Rosa, centravanti aggiunto: stop di petto, controllo col destro a dribblare l’ingenuo Tesser e tocco di sinistro tra palo e Pavarini. « Un gol molto tecnico, lo dedico a mia madre... Sono felice per l’esecuzione ma soprattutto per l’importanza... », esulta il centrale, già autore di due doppiette e di un’altra rete, tutte decisive. Nel recupero Fabiano ha messo Leon in condizione di allontanare la paura, tuttavia l’honduregno, solo e a porta vuota, ha spedito sul fondo. « Una vittoria da Genoa, con troppa sofferenza. Gasperini meritava questi tre punti per il lavoro che sta facendo», commenta Preziosi, a cui il successo non basta per lenire la ferita della condanna a quattro mesi ricevuta venerdì: « Rispetto la sentenza, ma la giustizia non è di questo mondo...» .

TUTTOSPORT - LE PAGELLE Di Vaio non si vede ancora Schiavi saluta in 13 minuti. Genoa. Rubinho 6: Osvaldo lo grazia, per il resto se la cava. Stellini 6.5: titolare dopo due mesi e mezzo, convince nonostan­te venga schierato a destra. Masiello (24’ st) 6: entra con la giusta determinazione. De Rosa 7: lo splendido e decisivo gol fa perdonare l’incertezza che lancia Osvaldo. Ammonito, sarà squalificato. Criscito 6.5: tempestivo nelle chiusure. Galeoto 6: presidia bene la fascia di competenza. Milanetto 6: alterna giocate precise a qualche errore di troppo. Coppola 6.5: aggressivo e convincente fino all’ultimo. Fabiano 5.5: una bella incursione in avvio e poco altro. Anche lui sarà squalificato. Rossi 5.5: riportato in avanti, non trova il modo d’incidere. Leon (1’ st) 5: centra subito la traversa, ma il rigore calciato malissimo e l’errore a porta vuota nel finale sono imperdonabili. Greco 6: per due volte impegna Pavarini. Cala per stanchezza. Di Vaio 5.5: un paio di tentativi senza fortuna. Ancora indietro. Gasparetto (20’ st) 6: pericoloso di testa, guadagna il rigore. All. Gasperini 6: vittoria preziosa per dare serenità, ma nella fase offensiva c’è ancora da lavorare. LECCE. Pavarini 6: decisivo su Greco, salvato dalla traversa sulla punizione di Leon, sorpreso da De Rosa sul proprio palo. Polenghi 6: quasi sempre attento. Diamoutene 6.5: lucido e reattivo al centro come a sinistra. Cottafava 6: sbroglia diverse situazioni minacciose. Arrieta 5: viene condizionato dall’ammonizione ricevuta in avvio. E a metà ripresa incappa nel secondo cartellino. Valdes 6: tatticamente disciplinato. Tesser (7’ st) 5: ingenuo nel farsi beffare da De Rosa. Munari 6: fa sentire il proprio peso a centrocampo. Juliano 5.5: discontinuo. Giuliatto 5.5: soffre la spinta di Galeoto. Tulli 6: a segno dopo 6’, ma l’assistente Perri vede un fuorigioco dubbio. Poi si nota poco. Schiavi (26’ st) 4: in 13’ si fa ammonire per un’entrata sul pallone ma violenta e per il fallo da rigore su Gasparetto. Tiribocchi 5.5: poco concreto. Osvaldo (17’ st) 5.5: sciupa la più ghiotta delle opportunità. Ammonito, sarà squalificato. All. Papadopulo 5.5: atteggiamento troppo remissivo, anche se la rete annullata grida vendetta. Arbitro. Herberg 5.5: su Tulli si fida dell’assistente. Nel primo tempo è troppo permissivo. Bene sul rigore.

 

IL SECOLO XIX - DE ROSA gol Preziosi. Il Genoa preme, il Lecce regge. Leon sbaglia un rigore all'83'. Poi il colpo vincente. Genova. Dall'inferno al paradiso. Dall'incubo di un altro errore difensivo, alla gioia per un gol da record, da dedicare a mamma Annamaria e fondamentale per lanciare il Genoa al terzo posto in classifica, in attesa di conoscere i risultati di Piacenza (a Torino con la Juventus) e del Mantova (con la Triestina). Il Grifo torna a vincere: 1-0 al Lecce con una prodezza di Gaetano De Rosa, un difensore con il vizietto del gol. Ma che emozioni, o forse che sofferenze. Il Genoa piega un Lecce ridotto in dieci e poi addirittura in nove. Fatica sette camicie. Rischia il kappao a otto minuti dal termine su indecisione di De Rosa che libera Osvaldo, bravo nei movimenti ma che non centra la porta. Sul rovesciamento di fronte si procura un rigore che Leon tira in gradinata Nord. Tutto finito? Assolutamente. Ci pensa san De Rosa a rimediare. Forse si deve e si può migliorare qualcosa negli ultimi 25 metri. Forse si possono eliminare alcune leggerezze difensive, ma nel calcio la cancellina non è stata ancora inventata. Forse... Contava vincere e cosìè stato. Che il popolo si goda il successo senza neppure andare con la mente a sabato prossimo quando il Genoa giocherà ad Arezzo senza De Rosa e Fabiano, ammoniti e squalificati. Serviva la vittoria e non importa se arrivata «da Grifo», con tanto di recriminazioni leccesi sul gol annullato a Tulli dopo 7' di gioco per fuorigioco: «Ha preso il tempo a Fabiano e la prodezza è arrivata da palla inattiva. Il Lecce ha meritato di passare due volte in vantaggio. Ci sono state altre interpretazioni che non mi trovano in sintonia» puntualizza Papadopulo. Per affinare la ricetta del volo perfetto c'è tempo, ma la truppa di Gasperini al Ferraris butta il cuore oltre l'ostacolo («E' la vittoria del cuore», dirà Galeoto) e pur faticando in fase conclusiva gioca una gara intensa, a tratti piacevole e dove pressing e tagli tornano a far parte del campionario gasperiniano. Quando poi movimenti e velocità si ripresentano alla platea, le occasioni arrivano. Con il contagocce, rispetto ad avvio di torneo, ma le incursioni di Fabiano sulla sinistra, con l'appoggio di Di Vaio e Greco, crepano in almeno tre occasioni la roccaforte salentina. I due attaccanti genoani peccano però di precisione e cinismo. E, dove non arriva la sorte, ci pensa Pavarini. Il Grifone torna quindi a graffiare e i meriti sono di tutti (Gasperini in testa), ma la prestazione di Manuel Coppola è da incorniciare. Non segna, sbaglia poco o nulla, ma corre per tre e il suo movimento si dimostra un lubrificante determinante per gli ingranaggi del centrocampo rossoblù. Gli aspetti positivi da estrarre dalla battaglia con il Lecce (due espulsi e dieci ammoniti che suonano come una condanna per il signor Herberg da Messina, tardivo nei cartellini gialli) sono comunque parecchi, nonostante la vittoria nasconda e racchiuda tutti i sentimenti che assalgono il popolo genoano nei loro pomeriggi allo stadio. Il Genoa piega il Lecce a due minuti dal termine della gara con una prodezza di Gaetano De Rosa, 33 anni, arrivato ad agosto per dare sicurezza alla difesa e invece rivelatosi vice capocannoniere della squadra con sei reti. Mai tante in carriera in una stagione. «Un gol così me l'aspettavo da Di Vaio» puntualizza il presidente Enrico Preziosi a fine gara. Una medaglia per De Rosa, una tirata d'orecchie al centrattacco romano «che non è alle prese con una carente condizione fisica, ma deve ancora inserirsi nei meccanismi della squadra». Discorso analogo per l'honduregno Julio Cesar Leon, chiamato a sostituire un Rossi voglioso («E tartassato dagli avversari», per Preziosi), ma non al meglio. "Leo" sbaglia partita. Si presenta con una punizione che impatta la traversa, poi si mangia due reti clamorose, ma sarebbe ingiusto metterlo sul banco degli imputati. Ad Arezzo sarà utilissimo anche lui.

 

IL SECOLO XIX - Le sei prodezze del difensore-bomber hanno portato 12 punti «Da ragazzino ho lavorato molto sulla tecnica. Sormani e Abbondanza i miei maestri». Per squalifica salterà l'Arezzo. GENOVA. Stop di petto, tocco con il destro per scavalcare il brasiliano Tesser , e botta di sinistro nell’angolo basso sul palo di Pavarini. Raccontato così sembra la prodezza di un attaccante di razza. Oppure di un difensore un po’ “assonnato”. Il gol di Gaetano De Rosa che decide la sfida con il Lecce è un mix di questi due elementi. Un bis, per qualità d’esecuzione, però del gol al Mantova. «Ho fatto molta tecnica da piccolo" scherza il diretto interessato "Qualità che ho imparato quando ero giovane». I suoi maestri sono stati Angelo Sormani e Abbondanza, ma soprattutto «mister Finto, un vecchietto che si è dedicato con passione e pazienza alla cura dei giovani».Gli occhi del difensore rossoblù si illuminano quando parla di quei periodi e nascondono una sua passione: «Mi piacerebbe insegnare calcio ai giovani». E ai grandi? «Assolutamente no». Ma De Rosa, 33 anni, tedesco di Dusseldorf, vuole giocare e segnare ancora parecchio. Intanto si gode le sei gemme realizzate a Vicenza (doppietta) a Treviso, con il Mantova (due)e con il Lecce che valgono al Grifone dodici punti. Bottino pieno. «I gol sono tutti belli e regalano grandi soddisfazioni" spiega l’interessato "Danno emozioni particolari». Il bomber che arriva dalla difesa è soddisfatto soprattutto per la squadra «perché c’è stata grande applicazione e siamo riusciti ad imporre il nostro gioco con buona continuità. Abbiamo fatto registrare progressi importanti». Intanto regala «ottimismo e classifica per lavorare con continuità» e De Rosa rivela di «aver continuato a credere nella vittoria anche dopo il rigore sbagliato». Figurarsi dopo l’errore che ha lasciato Osvaldo davanti a Rubinho: «Stavamo osando troppo» ammette. «La palla è rimasta a metà con un altro compagno e forse non avevamola giusta copertura». Il complimento migliore De Rosa lo riceve dal tecnico Gasperini: «Centravanti? Bisogna pensarci davvero. Ha fatto un gran gol», scherza il tecnico torinese. E l’ammonizione rimediata nel primo tempo che lo costringe a saltare la trasferta di Arezzo non lo turba neanche eccessivamente anche se in questo momento forse la sua presenza avrebbe fatto comodo. «L’Arezzo ha grandi giocatori e quindi dovremo stare attenti» è il suo parere. Da tenere inmassima considerazione.

 

IL SECOLO XIX - Le pagelle RUBINHO 6. Dopo 9 minuti si lascia sorprendere dall'incornata di Tulli, per sua fortuna l'arbitro interrompe tutto. Poco o punto impegnato, talvolta dà l'impressione di essere distratto, tuttavia alla fine ci arriva sempre. STELLINI 6,5 È abituato a guadagnarsi la pagnotta da centrale, si è rassegnato a fare pure l'esterno sinistro: stavolta si deve adeguare pure a destra per far fronte all'emergenza. Una distrazione fatale gli fa perdere le misure con Tulli. È l'unico errore. Poi la sua è una partita attenta e giudiziosa fino a quando è costretto a gettare la spugna per i crampi (23' st MASIELLO 6: monta di guardia mentre il Grifone si lancia all'assalto di Fort Apache). DE ROSA 7,5 In quota è un martello: sono tutte sue, anche in fase offensive colpisce con la forza di una mazza da baseball. Le sue incursioni fanno sempre scattare l'allarme rosso dalle parti di Pavarini.Nel finale buca però una palla che spalanca ad Osvaldo un'autostrada verso Rubinho: per sua fortuna poi l'avversario si allarga troppo. Si fa perdonare nel modo migliore (con il gol) quando - pochi miniti dopo essere passato a fare il centravanti - si beve in palleggio Tesser e spara con rabbia porta. Gasperini approva in panchina: «Nemmeno Maradona». CRISCITO 6,5 Prima su Tiribocchi, poi su Tulli e quindi sull'argentino Osvaldo: sempre in anticipo con grande autorità. Gli svarioni di Piacenza fanno già parte del passato remoto. GALEOTO 6,5 Svolge diligentemente i compiti assegnati e fa pure qualcosa di più. Va a finire che, per costanza di rendimento e affidabilità, è lui - il meno reclamizzato - il miglior acquisto nella campagna di gennaio. Difende e scende sulla corsia destra: c'è molta sostanza. MILANETTO 7 Non sarà al meglio, però ha il pallone incollato ai piedi: difficile portarglielo via. E dirige l'orchestra con lucidità, visione di gioco, saggezza, anche quando il Grifone fatica a trovare spazzi e sbocchi. Taglia e cuce alla grande. COPPOLA 7,5 Corre per sette, fa pressing per nove. Ruba una quantità industriale di palloni e va ad aggredire ai limiti dell'area avversaria anche nel finale, senza mai esaurire le batterie: Duracel. FABIANO 6,5 Papadopulo prova ad aggredirlo con Valdes, dalle caratteristiche spiccatamente offensive. Poi è costretto a mettergli di guardia Tesser, un difensore. Bravo anche nelle diagonali difensive. Si trova in difficoltà solo all'inizio quando è preso in mezzo fra Tiribocchi e Tulli, che segna. ROSSI 6 Non è olandese, ma è ugualmente un giocatore universale: a destra o a sinistra, a centrocampo e pure in difesa; contro il Lecce torna a fare l'attaccante, come lo scorso anno con Vavassori: per completare la collezione gli manca soltanto il portiere. Duella con Arrieta, origini basche, già meteora rossoblù al crepuscolo dell'era di Dalla Costa nonché ex protagonista del reality "Campioni". La condizione non ottimale per i soliti problemi alla caviglia gli impedisce però di fare la differenza (1' st LEON 5,5: appena entrato, costringe Arrieta a farsi ammonire e poi timbra la traversa. Non contento, obbliga l'avversario diretto pure al fallo che gli vale il rosso. Sbaglia però tutto dal dischetto con un tiro impreciso. Concede il clamoroso bis sulla palla che, in pieno recupero, Fabiano gli offre su un piatto d'argento. Discontinuo). GRECO 6 Stop - spalle alla porta - sull'imbeccata di Fabiano, avvitamento per liberarsi di Diamoutene e conclusione da centravanti vero: tutto perfetto, peccato solo che Pavarini intuisca e blocchi vanificando la giocata. Poi il portiere si salva d'istinto pure quando ci mette la zampata da opportunista. Rimedia un cartellino da ingenuo quando si lascia cadere in area. Con l'ingresso di Gasparetto passa a sinistra. DI VAIO 5 Taglio al centro partendo da sinistra, botta di destro: il Di Vaio che si ricorda, quello dei tempi d'oro, si vede per la prima volta al 44'. Prima errori e leggerezze. A inizio ripresa ha sui piedi la palla buona ma ne esce un passaggio a Pavarini; dovrebbe fare la differenza: è la perla del mercato di gennaio. Per ora però fatica a trovare ritmi e forse anche concentrazione (19' st GASPARETTO 6,5: porta maggiore profondità e pericolosità). LECCE Pavarini 6,5; Polenghi 6, Diamoutene 6,5, Cottafava 6,5, Arrieta 5; Valdes 5,5 (6' st Tesser 5), Munari 6, Juliano 6, Giuliatto 5,5; Tiribocchi 5 (16' st Osvaldo 6), Tulli 5(26' st Schiavi 5). Arbitro Herberg di Messina 5: con occhi di falco, scorge Tulli oltre la linea dei difensori quando il centravanti salentino mette di testa alle spalle di Rubinho. Vede bene anche quando Greco plana in area senza essere toccato da Diamoutene. Poi su Greco il rigore ci sarebbe anche; lui sorvola, anche se non può evitare poco dopo di fischiare la plateale trattenuta ai danni di Gasparetto.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini lancia De Rosa in attacco L'analisi. «La squadra ha lo spirito giusto»E Milanetto voleva tirare il rigore. Genova. L'ammissione è di Marcello Cottafava, difensore leccese cresciuto nelle giovanili della Sampdoria: «Non abbiamo fatto la partita che avevamo preparato; non so se fosse per demerito nostro o merito loro, ma abbiamo subito troppo e, specialmente nel primo tempo, ci siamo fatti schiacciare». Gian Piero Gasperini, però, non si intenerisce: «Abbiamo fatto una gara difficile contro una squadra molto fallosa, che impediva la continuità del gioco. Quando si viene a spezzare il gioco è giusto che si prenda gol, il rammarico è di non averli fatti pagare ancora più pesantemente, come sarebbe stato giusto che fosse». Il problema è sempre il solito: il Genoa pressa l'avversario, lo stringe come un boa chiudendolo nella propria metà campo. Crea, costruisce. Ma fatica tremendamente a concretizzare: «In questo momento non siamo così lucidi e brillanti in attacco» ammette il tecnico. Il quale a questo punto è tentato da un rimedio poco ortodosso: «De Rosa centravanti? Bisogna pensarci davvero: dopo tre minuti da attaccante ha fatto un gran gol». Con una puntualizzazione: «Trovo ingeneroso dire che il Genoa ha fatto solo due mesi. Ci dimentichiamo anche altre partite, come per esempio quella con la Juventus. Senza contare che lo pubbliciziamo poco, ma non abbiamo avuto pochi infortuni: anche oggi in un contrasto a Greco si è nuovamente girata la caviglia, anche se poi è rientrato. E Stellini è dovuto uscire per i crampi». Il problema è che il Grifone non segna neppure su rigore: quello di Leon è il quarto sbagliato in questa stagione: «Dico solo che in allenamento tira rigori splendidi», osserva Gasperini. Anche se era previsto che l'honduregno calciasse la massima punizione. In un primo momento sul dischetto si era presentato Milanetto, colui che era stato designato prima della gara. Inciso: il centrocampista ha fatto il rigorista ovunque ma nel Genoa, nonostante gli errori di Adailton e Greco, non ha ancora avuto modo di provare. Ancora una volta comunque, il gol nasce dalla panchina: contro il Modena aveva segnato Gasparetto, subentrato al posto di Masiello. Questa volta l'ex empolese è stato decisivo conquistando il rigore: «Chi parte dalla panchina porta energie fresche - sottolinea Gasperini - Sono risorse in più. Sono soddisfatto, la squadra sta ritrovando condizione, e ha margini di crescita notevoli. Bisogna ancora recuperare qualcosa. Abbiamo un bello spirito; anche con il Modena abbiamo giocato con un buon gruppo e un bello spirito». Contro l'Arezzo ci sarà un problema in più: mancheranno per squalifica Fabiano e De Rosa. La buona notizia è che invece tornerà Bega. Giuseppe Papadopulo non riesce invece a digerire la sconfitta: «Meritavamo di passare in vantaggio. Ho rivisto in tv la rete di Tulli: era regolare, Fabiano ha perso il tempo perché si è trovato in mezzo a due avversari. Le partite si vincono per gli episodi, questo poteva cambiare la gara. Oggi in panchina sono stato male. Non perché ho perso, ma perché ho visto certe situazioni che non sono state valutate bene». Confessa Cottafava: «Sì, la partita è stata condizionata dagli episodi. Con Osvaldo potevamo fare gol, saremmo andati in vantaggio, forse immeritatamente».

 

LA REPUBBLICA - Genoa, incubo con lieto fine Partita a senso unico contro il Lecce, ma l´assedio rimane a lungo infruttuoso. E il Grifone rischia anche la beffa Leon sbaglia un rigore a 5 minuti dalla fine, poi ci pensa De Rosa. di Gessi Adamoli. La sesta rete stagionale del difensore con la vocazione del goleador allontana le ombre che si erano addensate dopo Piacenza. Tridente inedito, con Di Vaio a sinistra contro un´avversaria arroccata nelle propria metà campo, che finisce la gara in nove. La sesta rete stagionale di De Rosa, difensore con la vocazione del goleador, quando ormai mancavano solo due minuti al novantesimo, regala al Genoa la vittoria, contro un avversario in doppia inferiorità numerica, che permette di allontanare le ombre che, dopo Piacenza, si erano addensate sul Grifone. È stata una partita rocambolesca e imprevedibile, forse non impeccabile sotto il profilo tecnico-tattico ma che certamente non ha lesinato emozioni e patos. Insomma, una partita da Grifo con la vittoria acciuffata per i capelli dopo che Leon, solo due minuti prima, aveva calciato alle stelle un rigore. In campo non si è certamente visto il Genoa brillante e spettacolare di inizio di stagione, ma qualche progresso rispetto a Piacenza c´è stato, quanto meno sul piano della convinzione ed anche della condizione fisica. Anche perché non era facile giocare contro una squadra che Papadopulo ha letteralmente stravolto rispetto a quella che era stata impostata da Zeman, rifacendosi al capisaldi del più tradizionale calcio all´italiana: difesa abbottonatissima, fallo sistematico a centrocampo e palle lunghe in avanti negli spazi, sperando di cogliere scoperta la retroguardia genoana. E al 7´ il Lecce avrebbe potuto lasciare il segno, complice la solita dormita della difesa genoana su palla inattiva: il colpo di testa di Tulli, che ruba il tempo a Fabiano, è proprio all´incrocio ma l´arbitro Herberg, su segnalazione dell´assistente, Perri annulla per fuorigioco. «Ho rivisto le immagini su Sky ed il gol era regolarissimo», tuonerà poi Papadolupo negli spogliatoi, dando ovviamente un´interpretazione di parte all´episodio incriminato. Proprio la presenza in attacco di Tulli e Tiribocchi, forti fisicamente e dotati anche di buona statura, aveva indotto Gasperini a rispolverare Stellini per sostituire Bega e la mossa ha funzionato perché il capitano, sin quando è rimasto in campo prima di uscire per crampi, ha disputato una partita impeccabile. In avanti, invece, tridente inedito formato da Rossi, Greco e Di Vaio, dunque non più attaccante centrale ma largo a sinistra. Un primo tempo giocato quasi costantemente all´attacco ha portato il Genoa vicino al 25´ quando il colpo di testa da distanza ravvicinata di Greco è stato respinto in qualche modo dal portiere Pavarini e poi Cottafava ha spazzato proprio sulla linea. Evidentemente gli esperimenti non erano finiti a Piacenza perché, tra il 1´ ed il 20´ della ripresa, il trio d´attacco viene ridisegnato. Il primo ad entrare è Leon (per Rossi) e l´onduregno cambia la partita. Dopo un minuto ha già costretto Cottafava al fallo da ammonizione e sulla punizione che consegue centra in pieno l´incrocio. Ed è sempre Leon che costringe Arrieta al fallo che gli costa la seconda ammonizione (25´), poco prima Gasparetto era entrato per Di Vaio. In superiorità numerica il Genoa rischia in contropiede (Osvaldo scarta anche Rubinho ma tira sull´esterno della rete) e al 41´ arriva il rigore per la trattenuta di Schiavi, che rimedia anche il secondo giallo, su Gasparetto. Leon calcia alle stelle, ma c´è il lieto fine. Lo firma De Rosa, andato stabilmente in avanti a fare il centravanti: stop di petto e tiro al volo.

 

LA REPUBBLICA - Preziosi, gioia dopo la stangata "Successo dedicato a Gasperini" L´allenatore fiducioso: "Stiamo ritrovando la condizione migliore". di Lorenzo Mangini. È stata una vittoria da Genoa, una vittoria con il cuore, che dedico a Gasperini». Enrico Preziosi si tiene i tre punti senza esultare troppo. «Abbiamo sprecato due gol a porta vuota ed un rigore, ma, alla fine, sono arrivati i tre punti, l´unica cosa che conta». Il presidente non nasconde le difficoltà: «Dobbiamo migliorare ancora molto, stavolta è bastato un grande agonismo. Alla fine c´era solo il Genoa in campo». Una gioia dopo un venerdì amaro: «Non posso cancellare quanto è successo, ma, da quando sono al Genoa, sono abituato a soffrire. Sono mortificato per la sentenza, che mi ha colpito profondamente, ma resto calmo e sereno. Mi aspetto una giustizia divina, che colpisca gli ingiusti». E´ rimasto sorpreso dalla scelta del rigorista. «Mi aspettavo Milanetto, che è il vice Adailton, e ho rimproverato affettuosamente Gasperini per questo. Leon ha calciato rigori splendidi in settimana, ma Omar è più freddo, avrebbe avuto più possibilità di far centro». Aspettava il primo gol su azione di Marco Di Vaio: «Non ha ancora il ritmo partita, è andato meglio Gasparetto, che ha dato parecchio fastidio al Lecce. Ha fatto centro De Rosa, un gol da vero bomber, e va bene lo stesso. È arrivato già a quota sei, mi fa quasi preoccupare». Anche Gasperini non fa lo schizzinoso: «È stata una gara difficile, con un avversario molto falloso. Il Lecce ha pagato solo alla fine a livello disciplinare». Il tecnico vede progressi: «Stiamo ritrovando la condizione migliore, ho visto bene Milanetto e Greco, e di conseguenza qualità nel gioco». La panchina ha fatto la differenza: «Gasparetto ha portato energie importanti. Lo spostamento in avanti di De Rosa ha funzionato. Dopo tre minuti ha fatto centro. Mi spiace che ad Arezzo, con Fabiano, non ci sarà per squalifica. Peccato per il rigore di Leon, in settimana era stato infallibile». De Rosa si gode la sesta perla personale. «Lo dedico a mamma Annamaria, dopo quelli dedicati contro il Mantova a mio padre e mio fratello. Ho sfruttato i molti allenamenti fatti da ragazzo per migliorare la tecnica individuale con i mister Pinto, Abbondanza e Sormani. Segnare è sempre un´emozione immensa». Non dimentica, pero´, gli spaventi. «Sul gol di Tulli non so giudicare, nell´occasione di Osvaldo abbiamo osato troppo». Non si è scoraggiato dopo il rigore. «Ci credevo, potevamo fare più gol, ma va bene cosi´». Anche Galeoto ha visto un buon Genoa. «Il Lecce è venuto per il punticino, marcava ad uomo dappertutto, ma abbiamo creato comunque almeno quattro-cinque buone azioni. E´ stata una prova tutto cuore». Un episodio ha segnato una svolta: «Quando Osvaldo ha sbagliato tutto solo, ho pensato che avremmo vinto. Nel calcio funziona così».

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Greco a caccia della fiducia. Stellini c´è Fabiano è tornato Coppola stanco. Rubinho 6: graziato dal guardalinee che vede Tulli in fuorigioco e da Osvaldo che, a porta vuota, calcia fuori. Stellini 6,5: attentissimo in difesa, compie anche un´imperiosa discesa. Costretto ad uscire per crampi. Dal 24´ st Masiello 6: è appena entrato quando Osvaldo, il suo avversario diretto, punta indisturbato Rubinho. Ma l´errore è di De Rosa. De Rosa 6,5: bravo e anche fortunato. Bravo perché risolve la partita con un gol da attaccante vero, fortunato perché quando si fa rubare il tempo da Osvaldo, l´argentino poi si mangia un gol fatto. Ammonito, salterà Arezzo. Criscito 6: meno brillante rispetto a come aveva abituato i tifosi. Galeoto 6: trova intasata la corsia esterna, fluidifica raramente. Milanetto 6,5: dispensa geometrie. Coppola 5,5: corre meno rispetto a qualche mese fa e spesso anche a vuoto. Fabiano 6,5: grande rientro, spinge con efficacia a sinistra. E si immola anche, per stroncare un pericolosissimo contropiede, con un intelligente fallo di ostruzione (l´ammonizione farà scattare la squalifica). Rossi 6: per rendere al meglio deve partire da dietro. Dal 1´ st Leon 6,5: dà vivacità e causa l´espulsione di Arrieta, ma calcia alle stelle il rigore che vuole a tutti i costi battere e al 96´ da due passi si mangia un gol a porta vuota. Greco 6: grande impegno, ma gli serve un gol per ritrovare la fiducia. Di Vaio 5: è molto indietro fisicamente. Dal 20´ st Gasparetto 6: questa volta non sulla fascia ma al centro ed è sua la maglia che viene tirata e induce l´arbitro a decretare il rigore.

 

IL GIORNALE - Il Genoa prova a non vincere ma si salva in nome De Rosa Il Genoa del tridente ringrazia ancora una volta De Rosa che da difensore attaccante regala nel finale ai rossoblù la gioia della vittoria con il Lecce dopo una partita rocambolesca con gol annullati (Tulli) rigori sbagliati (Leon), gol divorati sotto porta (Di Vaio e Leon per i rossoblù e Osvaldo per i leccesi) e due espulsioni (Arrieta e Schiavi del Lecce). Ma ciò che più importa è che con la classifica, che dice terzo posto, la squadra di Gasperini sembra aver ritrovato quella grinta che a Piacenza sembrava un miraggio. RUBINHO 6.5 Respinge bene un passaggio all'indietro di De Rosa in difficoltà. Poi resta a lungo inattivo ed è bravo ad allargare in uscita Osvaldo che in contropiede spara sull'esterno della rete. STELLINI 6.5 Fa il centrale di destra per necessità. Dopo 10' si permette una percussione fra tre avversari che porta ad una punizione davanti all'area del Lecce. Patarini gli nega la gioia del gol di testa. Dal 24' st MASIELLO 6 Lineare, senza sbavature. DE ROSA 6.5 Un suo passaggio all'indietro costringe Rubinho ad una respinta audace. Si propone come sempre in area avversaria sui corner. E al 42' espugna il fortino con un gol da attaccante vero, il sesto per lui, che lo colloca al secondo posto nella classifica dei marcatori rossoblu. Mezzo voto in meno per l'errore che mette Osvaldo solo davanti a Rubinho. Ammonito salterà Arezzo. CRISCITO 6.5 Autorevole, sembra aver messo alle spalle l'opaca prestazione di Piacenza. GALEOTO 6.5 L'esperienza al servizio del gruppo. Ha 35 anni, ma sembra un ragazzino. MILANETTO 6.5 Palloni preziosi, ma anche qualche incertezza. Dovrebbe essere il rigorista, ma alla fine sul dischetto ci va Leon e sbaglia. COPPOLA 6.5 Lotta e conquista palloni e con la sua grinta trascina e fa salire il resto delle squadra. FABIANO 7 Sembra tornato il brasiliano padrone della fascia del girone d'andata. Finte, accelerazioni, triangolazioni, peccato che l'intesa con Di Vaio manchi ancora, ma non per colpa sua. E per quel giallo che gli fa saltare il prossimo match. ROSSI 5.5 Non è in gran forma, ma si dà un gran da fare. Dal 1' st LEON 5.5 Entra subito in partita e al 3' colpisce la traversa. Al 41' sbaglia un rigore. Al 48' un rimbalzo lo inganna, ma a porta vuota conclude alto. GRECO 6 Parte bene, poi si innervosisce. Si tuffa in area alla ricerca del rigore che non c'è. Per lui invece c'è il giallo per simulazione. Nella ripresa è intermittente, ma nel finale rinasce generosamente anche se colpito duro. DI VAIO 5.5 La prima conclusione arriva al 35', ma dà ancora l'impressione di non essere parte del gruppo. Nel finale di primo tempo sembra svegliarsi. Al 13' del secondo tempo si divora un gol da buona posizione con un tiro da Gialappa's sui cartelloni. Dal 20' st GASPARETTO 6.5 Entra e colpisce subito di testa verso la porta mostrando che quei palloni dalle fasce anche nel primo tempo cercavano proprio lui. È il pennellone che mancava e che forse andrebbe impiegato più spesso. GASPERINI 6.5 Azzecca i cambi, la squadra pare rigenerata rispetto a Piacenza. Rischia però quando si gioca la terza sostituzione al 24' della ripresa e costringe nel finale Greco, toccato duro, agli straordinari. HERBERG 5 Solo nella ripresa scopre che i cartellini devono essere usati per gli interventi pericolosi e manda così via Arrieta e Schivi. Prima del rigore fischiato ce n'è uno più evidente che non attribuisce.

 

IL GIORNALE - Il goleador di scorta fa il pieno di elogi. «È stata una vittoria sofferta, ma sono contento perché ho rivisto gioco e determinazione che invece a Piacenza erano mancati». Ha il viso di chi ha sofferto Enrico Preziosi, ma anche di chi alla fine è riuscito a gioire. «Sicuramente la sentenza di ieri (venerdì, ndr) mi ha amareggiato, ma sono felice per la squadra - ha aggiunto il presidente rossoblù - e desidero fare i complimenti a Gian Piero Gasperini che ha preparato bene una partita per nulla facile». Poi una battuta sul rigorista. «Se non c'è Adailton credo debba batterli Milanetto - ha dichiarato - poi però so come vanno le cose in campo. Si è fatto avanti Leon e... pazienza. Piuttosto voglio elogiare De Rosa per il suo sesto gol». E il match winner i complimenti se li prende tutti dedicando la sua sesta marcatura, che lo colloca al secondo posto della classifica dei marcatori rossoblù dietro ad Adailton, alla madre. «La prima doppietta l'avevo dedicata a mio padre - ha dichiarato De Rosa - questa rete la dedico alla mamma. Sono soddisfatto per la prestazione della squadra e confido che ci ho creduto anche dopo il rigore sbagliato al 39' da Leon. Diciamo che mi sono fatto perdonare dopo lo svarione su Osvaldo dove c'è stata un'incomprensione con un compagno». E i complimenti al difensore goleador arrivano anche dal tecnico rossoblu Gian Piero Gasperini. «E sì, adesso è il caso di pensare - ha aggiunto - se farlo giocare un po' più avanti. Scherzi a parte devo davvero ringraziare tutti i ragazzi da Stellini a Di Vaio passando per Milanetto. E poi non dimentichiamoci Fabiano». Poi l'analisi della gara. «È stata una partita molto difficile - ha sottolineato il tecnico di Grugliasco - caratterizzata da molti falli e gioco frazionato. Per come è maturata avremmo dovuto chiuderla prima e invece abbiamo sofferto. Sono soddisfatto perché ho rivisto un ottimo spirito del gruppo e la qualità del gioco che è cresciuta». Se la prende invece con l'arbitro Herberg il tecnico del Lecce Giuseppe Papadopulo. «Eravamo meritatamente passati in vantaggio - ha dichiarato - e le partite vivono di episodi. Poi abbiamo giocato in inferiorità numerica e abbiamo sbagliato per nostro demerito un gol a porta vuota. Diciamo che oggi la serenità è lontana da noi».

 

     

 

AKAIAOI