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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 62' Gasparetto Genoa: Rubinho, De Rosa, Masiello (46' Gasparetto), Criscito, Galeoto, Juric, Carobbio (60' Milanetto), Fabiano, Adailton (81' Botta), Di Vaio, Rossi. All: Gasperini. (Scarpi, Stellini, Moschella, Martucci). Modena: Frezzolini, Frey, Centurioni, Ungari, Chiecchi, Abate, Luisi, Longo (57'Bentivoglio), Campedelli (74' Gilioli), Bruno, Virdis (66' Colacone) All: Mutti. (Narciso, Antonazzo, Pinardi, Sforzini) Arbitro: Romeo di Verona. Espulso: 78' Bentivoglio. Spettatori: 16.344
TUTTOSPORT - Gasparetto scaccia la paura. Genoa in difficoltà e confuso salvato da un tocco sottoporta dell’ex empolese . Traversa del Modena prima del gol. Decisiva la rivoluzione tattica nella ripresa. di Giovanni Tosco. GENOVA. L’operazione Gasparetto permette a Enrico Preziosi di festeggiare serenamente i 59 anni ( li compie oggi: come regalo si è concesso una vacanza a Dubai, per la quale ha disertato la tribuna di Marassi): la zampata dell’attaccante, acquistato in extremis a gennaio, ha infatti permesso al Genoa di superare il Modena e conquistare tre punti importanti al termine di una prestazione tutt’altro che bella, soprattutto nel primo tempo. Contro gli emiliani, schierati con apprezzabile attenzione tattica dal nuovo allenatore Mutti, i rossoblù hanno pagato oltre le logiche aspettative le tante assenze ( Bega, Coppola e Leon squalificati) e le condizioni precarie di uomini importanti ( Adailton e Milanetto: quest’ultimo è partito dalla panchina). Così, si è vista una squadra confusa, incapace di sfruttare la velocità di manovra, troppe volte costretta a improvvisare lanci lunghi e infruttuosi che hanno provocato la stizzita reazione di Gasperini. Certo, la partita avrebbe avuto ben altra storia se, dopo poco più di un minuto, Masiello fosse stato più freddo nello sfruttare una punizione di Adailton sulla quale la difesa del Modena si è fatta trovare impreparata: il tiro del difensore è finito altissimo. La successiva costante pressione non ha quasi mai impensierito Frezzolini, battuto al 42’ da un tocco ravvicinato (e in fuorigioco) di Rossi su un diagonale di Juric che, probabilmente, era destinato a terminare comunque alle spalle del portiere. Se si eccettua una girata molto bella ma appena alta di Di Vaio allo scadere, altro il Genoa non ha saputo offrire: anzi, alla mezz’ora c’è stato un brivido quando Chiecchi, liberato al centro da Virdis, si è trovato a tu per tu con Rubinho, concludendo addosso al brasiliano. La svolta è giunta nella ripresa con gli innesti di Gasparetto ( per Masiello: Galeoto è scalato in difesa e Rossi a centrocampo: Gasperini ha schierato l’attaccante a sinistra, lasciando in mezzo Di Vaio) e Milanetto ( per Carobbio). Ma, prima di gioire, il Genoa ha rischiato grosso: all’ 8’ Bruno ha centrato la traversa con uno splendido colpo di testa. Poi, dopo un diagonale di Di Vaio respinto in angolo da Frezzolini, ecco l’azione che ha consegnato ai liguri i tre punti che sono valsi il sorpasso a Bologna e Rimini: Milanetto, sugli sviluppi di un angolo, ha pescato sulla sinistra Adailton, sul cui cross al centro Gasparetto è stato abile ad anticipare sul primo palo Centurioni sorprendendo Frezzolini. Il tentativo di reazione del Modena - la cui ultima vittoria è datata 2 dicembre: da allora, 4 pareggi e 5 sconfitte - ha prodotto poco, e le speranze di recupero si sono azzerate al 33’ quando Bentivoglio, subentrato a Longo, è entrato in ritardo e con troppa foga su De Rosa: Romeo non ha esitato a estrarre il cartellino rosso. Nel finale il Genoa ha avuto l’opportunità per chiudere i conti, ma Di Vaio invece di calciare si è avvicinato troppo a Frezzolini fino a farsi soffiare la palla dal portiere.
TUTTOSPORT - Mutti contro l'arbitro, Gasperini: «Vittoria meritata» GENOVA. Fategli trovare il Modena e Mirco. Gasparetto non vi deluderà. L’attaccante acquistato dal Genoa a gennaio ha realizzato ieri un gol bello e importante: l’aspetto curioso è che la sua ultima rete risaliva al 4 giugno 2006 quando, con il Mantova, andò a segno nei playoff: per l’appunto contro gli emiliani. «Sono contento per me ma soprattutto per la squadra, perché era fondamentale vincere questa partita in casa. Adailton ha messo al centro una palla splendida, ho “tagliato” sul primo palo e l’ho messa tra palo e portiere». Gasperini l’ha schierato sulla fascia sinistra, nella stessa posizione in cui lo utilizzava (quando lo utilizzava...) Cagni a Empoli: «Ma è diverso: il Genoa gioca in maniera molto più offensiva. E comunque sono qui per dare il massimo in qualsiasi parte del campo...». Gasperini non nasconde la sofferenza del primo tempo («Troppi lanci lunghi e troppi fuorigioco, ma in parte è colpa delle pessime condizioni del terreno di gioco»), però sottolinea: «La vittoria è meritata. Sono stati decisivi gli innesti di Gasparetto e Milanetto: per fortuna adesso in panchina abbiamo alternative di qualità». Sull’impiego di Di Vaio in mezzo e Gasparetto a sinistra, nessuna esitazione: «Di Vaio con la velocità mette in difficoltà i difensori centrali. Rispetto tutte le idee, però mi tengo le mie...». Mutti, all’esordio, contesta l’espulsione di Bentivoglio («Il “giallo” era sufficiente») e incoraggia il Modena: «La strada intrapresa è quella giusta. Peccato per il gol subito con la difesa schierata».
TUTTOSPORT - LE PAGELLE Di Vaio e Rossi: luci e ombre Bentivoglio, un rosso fatale. Genoa. Rubinho 6.5: sempre attento, soprattutto nelle uscite. Masiello 5.5: incerto nelle chiusure, spreca subito una buona occasione. Gasparetto (1’ st) 7: Gasperini lo sistema a sinistra, dove se la cava. Ma trova la zampata che vale i tre punti sull’unica palla ricevuta quand’è al centro. De Rosa 6: guida con personalità il reparto. Criscito 6: un erroraccio senza conseguenze. Per il resto, bene come al solito. Galeoto 6.5: i piedi sono quello che sono, però assicura spinta sulla fascia fino all’ultimo. Juric 5.5: offre qualche buon recupero ma commette troppi errori nei rilanci. Al 42’ pt il tocco di Rossi in fuorigioco vanifica un’azione che forse si sarebbe comunque conclusa col gol. Carobbio 6: deve ancora calarsi nella nuova realtà, ma si batte con determinazione. Milanetto (15’ st) 6.5: in panchina a causa della lombalgia, col suo ingresso illumina il Genoa. Non a caso, parte dal suo piede l’azione che vale l’1-0. Fabiano 5.5: a corrente alternata, con alcune notevoli incursioni nella ripresa. Adailton 6: i problemi fisici lo condizionano pesantemente. Corre poco, ma offre a Gasparetto l’assist per il gol. Botta (36’ st) ng. Di Vaio 5.5: luci e ombre. Al centro dell’attacco tiene in apprensione la difesa modenese, tuttavia finisce troppe volte in fuorigioco e sciupa una clamorosa palla gol. Rossi 5.5: esterno d’attacco in avvio, di centrocampo nella ripresa, combatte ma non dimostra la solita lucidità. All. Gasperini 6: al peggior primo tempo casalingo della stagione rimedia con i cambi. Modena. Frezzolini 6.5: sorpreso dal tocco ravvicinato di Gasparetto. Nelle altre circostanze si fa trovare sempre pronto e attento. Frey 6: limita la pericolosità sulla fascia di Fabiano. Centurioni 5: anticipato da Gasparetto nell’episodio decisivo, patisce la velocità di Di Vaio. Ungari 5.5: a tratti in affanno. Chiecchi 6: preciso nella fase difensiva, ha una bella opportunità al 30’ pt ma conclude addosso a Rubinho. Abate 5.5: sufficiente in copertura, però poco propositivo. Luisi 6: recupera molti palloni in mezzo al campo. Nel finale paga la stanchezza. Longo 6: l’ex genoano dirige bene la manovra. Bentivoglio (10’ st) 5.5: dinamico, paga l’eccesso di agonismo con l’espulsione. Campedelli 5.5: Galeoto lo costringe a rimanere “basso”, impedendogli di incidere quando è il Modena ad avere la palla. Gilioli (29’ st) ng. Bruno 6: la retroguardia rossoblù lo contiene bene, ma all’8’ della ripresa ha un lampo di testa che si spegne sulla traversa. Virdis 6: preferito a Colacone, si muove molto per cercare spazi. Convince nel primo tempo, meno dopo l’intervallo. Colacone (22’ st) 5.5: non sfrutta la freschezza di cui dispone. All. Mutti 6: nonostante le squalifiche di Baldo e Tamburini, la squadra è compatta e non demerita. Il calendario non aiuta: ieri il Genoa, sabato la Juventus a Modena. Arbitro. Romeo 6.5: vede bene negli episodi più importanti.
IL SECOLO XIX - Genoa: orgoglio da zona A. Gasperini inventa Gasparetto a sinistra: gol e vittoria. Rubinho protagonista. di Marcello Zinola. Genova. Il Genoa di gennaio va. Confuso e pasticcione nel primo tempo, un altro quarto d'ora di titubanze nella ripresa, poi entra Milanetto a dare i ritmi e il passaggio giusto ad Adailton sugli sviluppi di un corner. Il pubalgico Adailton mette al centro una palla velenosa che Gasparetto insacca: 1-0, tre punti e va bene così. E' il Genoa di gennaio, perché dal primo minuto (Bega, Coppola e Leon squalificati, Greco azzoppato e in tribuna) Gasperini deve reinventare la formazione e allora dentro da subito Galeoto, Masiello e Carobbio arrivati con il treno di inizio anno. Gasparetto subentrerà a Masiello dal 46': scelta vincente. Con un po' di fattore C (il famoso culo di Sacchi) che al Grifone mancava da qualche tempo. Fattore C che si concretizza al 52' quando Bruno (pennellone emiliano che prova a fare male ai rossoblù con Abate, Virdis e Campedelli) becca un quasi incrocio dei pali a destra di un Rubinho ormai spacciato. Messo via il santino, il Genoa ci mette il fosforo di Milanetto. Undici minuti dopo l'infarto sulla zuccata di Bruno, il Genoa passa. Il Genoa di gennaio fa di neccesità virtù. Scuce qualche ululato alla Nord per il gioco del primo tempo - «insolito per noi, squadra lunga» ammetterà Criscito - e i troppi palloni persi da Di Vaio. Ma l'ex monegasco riceve solo due vere palle giocabili: una la alza di un soffio sulla traversa, al 44'; sulla seconda indugia a tirare e Frezzolini gli ruba sfera e tempo. Il riassetto della ripresa riporta Rossi più arrestato e a destra, con la mossa di Gasparetto largo. Il Grifone non diventa bellissimo, ma sa vincere. Dopo avere illuso (al 1', Masiello mette fuori di piatto un pallone ghiotto) e avere poi visto Rubinho fare due paratone: al 30' chiude lo specchio della porta a Chiecchi che tira da pochi metri e al 38' allunga un pericolosissimo cross di Abate. In mezzo, sino al gol, una rete annullata (giusto fuorigioco fischiato da Romeo) a Rossi, una palombella sbagliata da Carobbio con Frezzolini fuori porta. Il Modena ci prova con Bruno e Virdis, poi sfiora il cielo con il quasi incrocio di Bruno. Esce l'ex Longo, entra Bentivoglio, i canarini perdono peso e perdono anche il neo entrato, dopo meno di 20', per un fallaccio su Bega, mentre l'incerto arbitro Romeo (alla fine gli ammoniti saranno otto, 3 nei primi 16': Masiello, Centurioni e Luisi) grazia Juric per un fallo che poteva portare al rosso. Gasperini l'ha spuntata ancora una volta, coerente con la sua filosofia tattica e le sue scelte: «il Genoa ha una catena di gioco chiara e precisa» riconoscerà Mutti, mister degli emiliani che critica però le contraddizioni arbitrali. Gasperini rischia obbligatoriamente Adailton dall'inizio e si vede che è al 50%. Rischia scientificamente Milanetto negli ultimi 31' e vince. Dopo, ascolta e spiega: «Abbiamo faticato per un'ora, troppi fuorigioco (alla fine saranno 11, sei su Di Vaio), nel primo tempo abbiamo ecceduto con i lanci lunghi pensando di potere arrivare al gol in quel modo. Ma partite come questa e altre che verranno bisogna saperle leggere, e vincere. Anche se il campo (all'assessore Guerello fischiano le orecchie) non aiuta». Tormento di giornata per gli allenatori con e senza penna: Gasparetto esterno -Il mister: «Ciascuno ha le sue idee, io ho le mie e le difendo. A fine campionato si vedrà se ha fatto meglio lì o no». Fa il paragone, Gasperini, con le sue convinzioni attuate mesi fa con Greco. Di Vaio impreciso? «Spesso non lo abbiamo servito bene. Ha fatto molti sprint. Non faccio la pagella, ma dimenticate che alcuni, da tempo, non giocavano con intensità dall'inizio». Punto. L'sms di auguri vola sino a Dubai dove Enrico Preziosi è in vacanza e oggi compie 59 anni. Per dirla come Manu Chao: "Prossima estacion, Piacenza". Porte chiuse o aperte che siano l'"avversario" Iachini (dicono le statistiche) a febbraio è una gallina dalle uova d'oro: media punti 1,78 a gara. Meglio dimenticare la rissona di due anni fa e rimanere il Genoa 2006-2007
IL SECOLO XIX - LE PAGELLE di Giovanni Ciolina. RUBINHO 7,5 Si oppone d'istinto alla mezz'ora del primo tempo su un destro a botta sicura di Chiecchi piazzato nell'area piccola. Parata vera che, assieme a un altro paio di interventi, gli valgono la sufficienza piena. Anche perché il brasiliano mostra sicurezza in ogni frangente. Il mezzo punto in piùè per l'impegno di aver saputo riportare la dea bendata dalla parte del Grifone. L'inzuccata di Bruno pare destinata alla rete: Rubinho si affida al cielo e respira. MASIELLO 5,5 Sbaglia una facile occasione a inizio partita e forse quel piattone sotto misura finisce per condizionare il suo esordio a Marassi dall'inizio. Nessun errore particolare, ma qualche ansia di troppo a contenere Virdis che agisce spesso sulla corsia offensiva di sinistra del Modena. GASPARETTO 7 Poteva dirlo di avere un conto aperto con gli emiliani. I sedicimila del Ferraris non avrebbero sofferto tanto per tutto il primo tempo. Mirco da Asolo, con il Modena ha un conto aperto. Non è un caso se l'ultimo gol lo segnò proprio il 4 giugno 2006 al Modena, nella semifinale di ritorno dei playoff. Oggi il bis, benché al biancorosso mantovano abbia sostituito il rossoblù). DE ROSA 6 Soffre come tutta la squadra nella prima frazione di gioco, nonostante dalla sua parte non si passi. Imbastisce uno scontro prevelentemente fisico (e non può essere diversamente) con Bruno. E per l'attaccante emiliano, accerchiato tra De Rosa e Criscito, non è un pomeriggio leggero. CRISCITO 6,5 Un paio di errori in ripartenza non riescono a macchiare una prestazione di grande caratura. Dallo scugnizzo non ti devi aspettare colpi scenografici, ma concretezza. Quando ti ritrovi a tirare le somme non hai picchi, ma una linea costante al di sopra degli altri ,fatta di recuperi, tagli, palloni sradicati dai piedi degli avversari. FABIANO 5,5 Qualche progressione che manda in crisi il Modena, ma anche una prima frazione nella quale sovente getta il pallone avanti per le punte, facendo infuriare Gasperini. Senza il supporto del centrocampo quella giocata fruisce due soluzioni: palla alla difesa o fuorigioco. Meglio nella ripresa grazie anche a una predisposizione collettiva differente da parte della squadra. GALEOTO 6 Che il terzino faccia il terzino sosteneva Bagnoli. A 35 anni conosce benissimo i suoi limiti e i suoi pregi. Il risultato è una prova convincente. JURIC 5,5 Per un'ora gioca da regista. E si vede che non è il suo ruolo. La giornata non eccelsa della squadra non lo aiuta, ma quando si trova a dover dettare i tempi sbaglia troppi palloni. Anche perché davanti si ritrova l'ex compagno Longo che, non sarà un fulmine di guerra, ma pur sempre uomo d'ordine. CAROBBIO 5 L'ex reggino non riesce a entrare in partita e sulla corsia di sinistra del centrocampo a tre non incide quasi mai. Dalle sue parti si aggira Abate che dimostra grandi qualità. (MILANETTO 6.5: ha il grande pregio di regalare ai compagni misure e punti di riferimento. Dal suo piede parte l'azione che porta al gol decisivo). ADAILTON 6 Il cross per Gasparetto merita da solo la sufficienza, ma il brasiliano è ancora lontano da una condizione accettabile. E gioca grazie anche ad un antifiammatorio. E' al rientro dopo un mese di assenza: da pazzi aspettarsi il meglio. Ha tempo per rientrare in forma. (BOTTA sv.). DI VAIO 5,5 Quando manca il gol il pomeriggio diventa deficitario. L'attaccante romano è sempre alla ricerca della condizione fisica migliore. Non è punta centrale, ha bisogno di recuperare e di integrarsi nel nuovo gruppo: ingeneroso massacrarlo. ROSSI 5,5 Parte a sinistra nel tridente offensivo e non riesce a trovare spunti importanti. Va meglio nella ripresa quando Gasperini lo arretra a centrocampo e lo sposta a destra. Si trova spesso ad alternarsi con Galeoto in copertura. Meno spumeggiante del solito, ma si fa sentire. Modena: Frezzolini 6; Frey 6, Centurioni 5, Ungari 6, Chiecchi 6, Abate 6,5, Luisi 5,5, Longo 5,5 (Bentivoglio 4,5), Campedelli 6 (Gilioli ng.), Bruno 6, Virdis 6 (Colacone ng.). L'arbitro Romeo 5,5. Un espulso e otto ammoniti: troppi per una partita che solo in un paio di occasioni ha eccessi ai limiti della norma. Se il rosso a Bentivoglio sembra starci, qualche cartellino poteva rimanere in tasca, soprattutto se si vuole adottare il metro di una direzione all'inglese.
IL SECOLO XIX - Gasparetto battezza le scarpe bianche con un "golden gol" Il personaggio. L'attaccante aveva segnato l'ultima rete al Modena. Pastorello: vittoria-regalo per il compleanno di Preziosi. di Giovanni Ciolina. Genova. Più che un marines sembra assomigliare a una testa di cuoio chiamata a sbrogliare la matassa di una partita che assomiglia a un dedalo di vicoli e vicoletti dove i rischi si nascondono dietro ogni angoletto. Gli bastano, però, diciotto minuti per completare la missione Modena. Il gesto è tanto semplice quanto spietato: movimento a rinculare per liberarsi dalla marcatura, prima di una volata verso il primo palo, incontro al pallone, dove Adailton l'ha appena indirizzato. Mirco Gasparetto, 27 anni, quel pallone lo ha visto partire «calciato benissimo da Ada sul palo corto». Veloce come un rapace, coraggioso come un vero incursore, Gasparetto si è tuffato su quella palla con la convinzione di chi ha il gol nel sangue. E d'incanto il Ferraris si trasforma in una culla leggera, soave, piacevole, consolatoria per uno come lui che l'aveva vissuta solo da avversario. «Sognavo un gol all'esordio», ammette con la maglia numero trenta tra le mani e lo sguardo acceso da un sorriso compiaciuto. «Non posso che dedicare il gol alla mia famiglia - puntualizza - A tutte quelle persone che mi aspettano a casa con la speranza di verdermi tornare felice per aver fatto gol». Ieri sera ad Asolo sicuramente erano in molti felici. Esordire a Marassi con un gol, per di più decisivo, non è certo cosa consueta. E' quanto di meglio uno possa auspicarsi. E non importa se Gasparetto sembra abituato a bagnare con una rete l'arrivo in una nuova società. Accadde un anno fa a Mantova, si è ripetuto ieri a Genova. Ma soprattutto ieri l'attaccante si è confermato una maledizione per il Modena. A giugno realizzò il gol che estromise gli emiliani dai playoff promozione: «E' stato l'ultimo gol che ho segnato» ammette Mirco. E pensare che qualche bisbiglio o meglio mugugno, cominciava a circolare al Ferraris. Non personali, ma sul rendimento della squadra e su quella sua posizione da esterno sinistro. E chissà se al granatiere che arriva dall'Empoli devono essere fischiate le orecchie: «Sono venuto a Genova per dare una mano alla squadra indipendentemente dal ruolo che vado a occupare in campo. Sono un attaccante l'importante è che faccia gol. Con Cagni giocavo più ala, qui sono più offensivo». Gasparetto rimanda quindi al mittente eventuali accenni di polemica sulla posizione in campo anche perchéè troppo ghiotto il momento per rovinarlo con convinzioni «che ognuno ha proprie. Io ho le mie e me le tengo - puntualizza Gasperini - Vedremo alla fine dove av rà fatto meglio Gasparetto». «Sono contento per il gol, ma l'importante era vincere», aggiunge l'attaccante. Concetto al quale si rifà lo stesso Giambattista Pastorello: «Il presidente Preziosi aveva chiesto un bel regalo e i tre punti lo sono - ammette - Aver fatto risultato pieno è la cosa più importante». E il vicepresidente operativo rossoblù prende posizione anche su Di Vaio: «Facile criticare un attaccante se non trova il gol. Sono convinto che Marco ci darà delle soddisfazioni». Il bomber ha solo bisogno di sbloccarsi, di togliersi di dosso il peso di un gol che tarda ad arrivare. E poi anche le sue scarpe bianche potranno brillare. E già, perché sembra una moda, fashion, quella di utilizzare scarpe bianche al posto delle abitudinarie nero cuoio. «Mi piacciono così, nessuna moda», scherza Mimmo Criscito. Ma ieri in campo ben 15 dei 28 protagonisti in campo indossavano scarpe bianche, compreso Gasparetto. Ma le sue ieri hanno luccicato più di tutte.
LA REPUBBLICA - Gasparetto, un lampo nel buio Il Genoa peggiore dell´anno ottiene al Ferraris tre punti contro il Modena (1-0) e si mantiene saldamente nel gruppetto di testa. L´attaccante entra e segna, ma la squadra zoppica. Primo tempo da dimenticare, nella ripresa Milanetto cambia la partita. Emiliani in dieci nel finale, ma Rubinho salva in extremis il Grifone dalla beffa. di Gessi Adamoli. Il presidente Preziosi a Dubai a festeggiare il compleanno si risparmia la prestazione meno edificante del Genoa davanti al suo pubblico quest´anno. Non c´è il gioco, ma il Modena è comunque battuto e, se arrivano i tre punti, di questi tempi non è il caso di andare troppo per il sottile. Indubbiamente possono aver avuto il loro peso le assenze di Leon, Coppola e Bega che però sabato scorso a Rimini c´erano. E allora non si può non sottolineare l´involuzione della squadra rossoblù, ancora alla ricerca di una sua identità di gioco dopo i numerosi arrivi di gennaio. Tagli in attacco e sovrapposizioni: tutto il repertorio del calcio che il Genoa aveva messo in mostra nei primi mesi della gestione Gasperini sembrano appartenere ad un ingiallito album di ricordi. Il primo tempo del Genoa è stato imbarazzante: nessun movimento senza palla ed il lancio lungo in avanti, ovvero quanto possa esserci di più sbagliato nel credo di Gasperini, come unica soluzione. E siccome chi ci ha fatto maggiormente ricorso è stato Juric, ovvero uno che dovrebbe perfettamente sapere come l´allenatore vuole che si dipani la manovra, significa che sono proprio i sincronismi della squadra ad essersi inceppati. Del resto risulta difficile cercare di cucire una ragnatela di passaggi quando ti volti e non trovi un compagno che è uno che si smarca e si fa vedere. Oltre ai tre squalificati, Gasperini ha dovuto rinunciare anche a Greco, mentre Milanetto, con la schiena a pezzi, è andato in panchina. Ma proprio Milanetto, entrato al quarto d´ora della ripresa al posto di Carobbio, ha dato la svolta alla partita, anche se materialmente il successo rossoblù porta la firma di Gasparetto, lui pure entrato in corsa, all´inizio del secondo tempo, al posto di Masiello, un difensore. La torre Gasparetto è stata, per altro, schierata da Gasperini da attaccante esterno, come aveva già provato mercoledì a Cairo. Un´utilizzazione stile Iaquinta ai mondiali che ha sorpreso qualcuno, ma che il tecnico difende fieramente: «Le somme tiriamole alla fine del campionato, del resto non mi sembra che Gasparetto come attaccante centrale venisse da annate in cui faceva sfracelli». Il Genoa aveva, subito dopo un minuto, la possibilità di sbloccare il risultato e probabilmente anche di indirizzare la partita su binari diversi. Ma Masiello, appostato largo in area di rigore, aveva calciato sopra la traversa la palla che si era ritrovato trai piedi dopo la punizione calciata da Adailton dalla sinistra. Poi il buio. Un contatto sospetto in area su Rossi (23´), ma anche un gran parata di Rubinho sulla conclusione ravvicinata di Chiecchi. Al 40´ il Genoa segnava, ma la rete era annullata per una clamorosa ingenuità di Rossi che, in fuorigioco, si catapultava sul tiro-cross di Juric toccando una palla che sarebbe comunque finita in rete. Subito un brivido nella ripresa per l´incrocio dei pali colpito di testa da Bruno. Il gol al 18´: Milanetto, rimasto ultimo uomo, raccoglieva il lungo rinvio della difesa del Modena dopo un corner e allargava al volo per Adailton, che aveva calciato dalla bandierina ed era ancora largo a sinistra. Splendido lo stop del brasiliano sulla palla che scendeva a candela e immediato cross al centro per il guizzo di Gasparetto. Al 33´ il Modena restava in dieci per l´espulsione di Bentivoglio (fallaccio su De Rosa) e subito dopo Di Vaio potrebbe chiudere il conto. Preferiva resistere al fallo di Centurioni (sarebbe stato rigore ed espulsione), ma si faceva stoppare dall´uscita a terra di Frezzolini. E così c´era ancora da soffrire: un cross sballato di Frey diventava un tiro che Rubinho in volo andava con i pugni a togliere dall´angolino.
LA REPUBBLICA - Gasperini, applausi per Milanetto "Inevitabile gettarlo nella mischia" L´allenatore pensa già a sabato prossimo: "A Piacenza una tappa fondamentale". Il bomber raggiante: "Io sulla fascia? Sono a disposizione, ce la giocheremo sempre".Le certezza del mister: "In quel ruolo rende di più, alla fine i risultati mi daranno ragione". di Luca Palmieri. E´ l´uomo del giorno, Mirco Gasparetto. In tutti i sensi. Per il gol che ha permesso al Genoa di conquistare tre punti sofferti e fondamentali contro il Modena ma anche per l´insolita posizione in cui Gian Piero Gasperini ha deciso di inserirlo nella ripresa. L´attaccante veneto ha però soprattutto una gran voglia di godersi questo pomeriggio sotto i riflettori, lui che con il gol non ha una grandissima confidenza (solamente cinque le reti realizzate dal 2003 a ieri con le maglie di Empoli e Mantova). «Per me è una grandissima gioia - commenta - perché per un attaccante segnare è sempre importante. Io l´ultimo lo avevo segnato nei playoff dello scorso campionato, con il Mantova e, guarda caso, proprio contro il Modena (1-1 in Lombardia il 4 giugno 2006, ndr). Con il Genoa spero di togliermi qualche soddisfazione in più». E per la prodezza di ieri ringrazia in particolare Adailton, autore dell´assist decisivo. «E´ stato molto bravo a vedere il mio movimento sul primo palo e a mettere in mezzo la palla giusta, io l´ho toccata di esterno destro ed è andata bene. La dedica invece è per la mia famiglia, visto che loro si aspettano sempre un mio gol». Per quanto riguarda la sua posizione in campo, Gasparetto è fedele alla linea del suo tecnico. Anche se al suo arrivo in rossoblù si era lamentato del fatto che Cagni ad Empoli lo schierasse a sinistra, lui che è essenzialmente una boa centrale. E Gasperini proprio in quella posizione meno gradita l´ha inserito…»Innanzitutto il Genoa pratica un calcio diverso da quello dell´Empoli, molto più offensivo e questo mi permette di rendermi utile, anche se non in posizione centrale. Va bene così, insomma. Sono a disposizione di Gasperini, gioco dove vuole lui e l´importante è che la squadra continui a vincere. Vogliamo giocarcela fino alla fine e scenderemo sempre in campo con il coltello tra i denti». L´allenatore rossoblù difende invece la sua scelta da tutte le perplessità inevitabili che ha suscitato. Taglia corto e va dritto per la sua strada, convinto delle sue idee. «Secondo me in quel ruolo - dice senza indecisioni - Gasparetto può rendere al meglio. In molti possono pensarla in maniera diversa, ma sono certo che alla fine i risultati mi daranno ragione». Una scelta dovuta principalmente alla volontà di utilizzare Marco Di Vaio come punta centrale, posizione dove l´ex azzurro continua a mostrare più ombre che luci. «Con la sua velocità - spiega - tiene sempre impegnata la difesa, si è fatto trovare qualche volta di troppo in fuorigioco ma è stato molto pericoloso. Ed ha ampi margini di miglioramento». Citazione d´obbligo da parte di Gasperini per un terzo singolo, Omar Milanetto: il regista non ha potuto giocare dal primo minuto per la lombosciatalgia, ma con il suo ingresso in campo la partita è cambiata, a favore del Genoa. «Sappiamo tutti la sua importanza per la nostra manovra. Gettarlo nella mischia è stato un rischio, ma inevitabile». Per finire un giudizio complessivo sulla partita, tutto sommato positivo. «Sapevamo che ci sarebbero state delle difficoltà, ma le abbiamo superate. E penso che alla fine la vittoria sia stata meritata, grazie ad una buona ripresa dopo un primo tempo in cui ci sono state troppe palle lunghe e troppi fuorigiochi. Forse nel finale potevamo chiudere la partita e sfruttare meglio la superiorità numerica. Adesso pensiamo a Piacenza, un´altra tappa fondamentale sulla strada verso l´obiettivo finale».
LA REPUBBLICA - Un Criscito sempre perfetto Fabiano non c´è. LE PAGELLE Di Vaio fuori condizione. Rubinho 6,5: si oppone alla conclusione ravvicinata da Chiecchi e non si fa sorprendere dal cross sbagliato di Frey. Masiello 5,5: si mangia subito una palla gol e in fase difensiva, probabilmente emozionato, accusa qualche battuta a vuoto. Dal 1´ st Gasparetto 6,5: è l´uomo della provvidenza. Gasperini lo schiera sulla fascia, ma lui lascia il segno quando si trova al centro dell´area. De Rosa 6: prestazione onesta. Criscito 7: anche nel grigiore di un Genoa decisamente sottotono la sua classe non si smarrisce. Galeoto 6,5: ha mestiere e la gamba ancora viva. Poi, nella ripresa, a 35 anni deve anche inventarsi difensore centrale. Carobbio 5,5: non riesce a calarsi nei panni del play maker e a prendere la squadra per mano. Dal 14´ st Milanetto 6,5: nonostante il mal di schiena riesce a fare ordine in mezzo al campo, mettendo la palla a terra e facendola girare. Propizia il gol con un´ispirata apertura per Adailton. Juric 5: sbaglia troppo. Fabiano 5: non sembra nemmeno più lui. Adailton 6: fresco di pubalgia fa fin troppo. Dal 36´ st Botta sv. Di Vaio 5,5: non lo aiuta la condizione atletica, ma forse nemmeno il ruolo di attaccante centrale. Non a caso le cose migliori le fa quando parte dalla fascia sinistra. Rossi 6: inizia ala sinistra e finisce terzino destro. Non si tira indietro, ma che ingenuità quando tocca il tiro cross di Juric che sarebbe comunque finito in rete.
IL GIORNALE - Gasp & Gasp cambiano tutto e il Genoa vince. di Giovanni Porcella. Senza Bega, Leon, Greco e Coppola, con Milanetto a mezzo servizio come Adailton afflitto dalla pubalgia il Genoa con i resti doveva vincere contro il Modena per assorbire subito la botta di Rimini. Impresa non facile ma che alla fine arriva grazie ad un gol del nuovo acquisto Gasparetto al 18’ della ripresa, ma nel primo tempo il Genoa soffre molto non riuscendo quasi mai ad impensierire il Modena. Anzi al 32’ Chiecchi costringeva Rubinho ad una grande parata d’istinto. Per i rossoblù al 35’ un gol annullato giustamente a Rossi per fuori gioco e infine al 44’ un tiro di Di Vaio appena alto. Nel secondo tempo la musica cambia, anche se il Modena nei primi minuti colpisce una traversa con Bruno che potrebbe cambiare il risultato. Poi la reazione, con un tiro Di Vaio respinto da Frezzolini. La svolta col gol di Gasparetto che mette le ali ai piedi al Genoa che sfiora raddoppio con Rossi e Di Vaio. Il Modena resta anche in dieci e il Genoa può controllare agevolmente. Rubinho 6.5: infonde sicurezza a tutti i compagni con una serie di uscite non facili vista la giornata ventosa. Fondamentale la sua parata d’istinto su Chiecchi nel primo tempo. Galeoto 6.5: soldatino affidabile e con i piedi buoni, dà sostanza a tutta la manovra difensiva e quando non ci arriva se la cava con l’esperienza. De Rosa 7: non sbaglia un intervento e con le buone o con le cattive tiene a bada un brutto cliente come Bruno. Criscito 7: a volte commette qualche ingenuità ma rimedia sempre con classe naturale e tecnica da categoria superiore. Masiello 6: puntuale nelle chiusure aeree ma con l’atteggiamento tattico del Modena il suo compito per il Genoa serve a poco. Giustamente Gasperini se ne accorge e nell’intervallo lo lascia negli spogliatoi. (Dal 1’ st Gasparetto 7: entra e cambia tutta la partita, segna il gol della vittoria e si mette a servizio dei compagni facendo da spalla a Di Vaio e recuperando decine di palloni a metà campo. Convincente). Rossi 6.5: un primo tempo così così, una ripresa con l’acceleratore schiacciato. Peccato per una conclusione sbagliata che poteva dare il raddoppio alla squadra. Juric 6: molto impreciso ma non gli difetta. la volontà. Carobbio 5.5: gioca la sua prima partita dall’inizio e fatica ad inserirsi negli schemi. È un pesce fuor d’acqua e il cambio con Milanetto era scontato. (Dal 15’ st Milanetto 6.5: ha provato fino all’ultimo a scendere in campo sin dall’inizio ma si è dovuto accomodare in panchina. La sua assenza si è fatta notare così come è parso evidente il cambio di passo di tutto il gioco non appena Gasperini lo ha buttato nella mischia con il risultato ancora sullo 0-0). Fabiano 6: dà la sensazione di avere il freno a mano tirato. Soprattutto nel primo tempo combina poco mentre nella ripresa si sveglia. Adailton 6.5: reduce da una pubalgia fastidiosa stringe i denti e dà il suo contributo con colpi di tecnica a cui non si può rinunciare. (Dal 30 st’ Botta sv). Di Vaio 6: difficile giudicare la sua prestazione anonima nei primi 45’. Sempre in fuorigioco, sempre anticipato a parte un guizzo allo scadere con tiro sopra alla traversa. Dopo l’intervallo e soprattutto con l’ingresso di Gasparetto anche lui rende di più e sfiora il raddoppio in almeno due circostanze. È generoso a non cadere in area quando viene trattenuto da un avversario in modo plateale. Ma può migliorare. Gasperini 6: il Genoa inizia in confusione e la sensazione è che lui abbia sbagliato a fotografare il match. Masiello è di troppo e altri giocatori sono fuori dal gioco. Poi corregge i suoi disegni e porta a casa una vittoria fondamentale per la classifica e il morale. Romeo 7: prestazione impeccabile dell’arbitro veronese che espelle giustamente Bentivoglio per un brutto fallo su De Rosa negli ultimi venti minuti dell’incontro.
IL GIORNALE - «Bene i nuovi, ottimi i tre punti». «Vittoria importante per la classifica, per il morale e forse per qualcosa d’altro ancora». Sono le parole del vicepresidente rossoblù Giambattista Pastorello che accoglie come una liberazione il fischio finale dell’arbitro. Assente il presidente Preziosi (mentre in tribuna torna a far capolino Enrico Musso, candidato sindaco del centrodestra) tocca a lui sottolineare l’importanza del successo sul Modena: «La squadra soprattutto nel secondo tempo si è mossa bene e poi non dimentichiamoci che eravamo in emergenza. Si tratta di tre punti pesantissimi». Soddisfatto anche il tecnico Giampiero Gasperini: «Abbiamo vinto bene. Nel senso che questo successo lo abbiamo voluto a tutti i costi interpretando al meglio il match. I nuovi entrati come Carobbio e Gasparetto mi sono piaciuti, ma anche Di Vaio l’ho visto in crescita. Forse nel finale in un paio di circostanze poteva essere più lucido». Non c’è dubbio che a cambiare la partita sia stato l’ingresso di Gasparetto che ha anche segnato il gol vittoria. Gasperini spiega la mossa: «È un attaccante che sa giocare per la squadra. Lo faceva nell’Empoli e lo farà anche qui. Il gol è il giusto premio della sua prestazione, ma avete visto che Di Vaio è rimasto come punta centrale creando non pochi problemi alla difesa del Modena». Elogi dal mister anche per Milanetto: «Abbiamo provato fino a pochi minuti dall’inizio della gara a schierarlo, ma abbiamo preferito non rischiare. Milanetto però si è fatto trovare pronto e ha dato un contributo notevole al successo». Tanti assenti, un po’ di nervosismo dopo quanto accaduto a Rimini, ma il Genoa ha saputo reagire: «Eravamo in emergenza - spiega Gasperini - ma il gruppo ha saputo fare quadrato e giocare una prestazione più che accettabile. La classifica non la guardo perché è troppo presto, ma abbiamo una rosa per fare strada». L’uomo del giorno vale a dire Gasparetto, è felicissimo: «Sono qui per dare una mano alla squadra. Sono contento del gol, ma soprattutto di questi tre punti fondamentali».
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