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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

GENOA - NAPOLI                         2 - 0    (1 - 0)

Reti: 40' Sculli, 74' Borriello
Genoa:
Scarpi, Bovo, Santos (55' De Rosa), Criscito, Konko, Paro (19' Juric), Milanetto, Fabiano (71' Lucarelli), Sculli, Borriello, Leon. (Lanza, Vanden Borre, Di Vaio, Figueroa).

Napoli: Gianello, Grava, Domizzi, Contini, Gargano (61' Lavezzi), Mannini, Blasi, Hamsik (46' Bogliacino), Savini, Calaiò, Sosa (72' Montervino). (Navarro, Rullo, Dalla Bona, Capparella). Allenatore: Reja.

Arbitro: Gervasoni di Mantova. Espulso: 74' Domizzi.

Ammoniti: Contini, Konko, Savini, Blasi, Leon, Calaiò, Mannini. Angoli: 4-2 per il Genoa. Spettatori: 26.417

 

     

 

      

 

Il Genoa ed il Napoli s'incontrano al Ferraris per la prima volta dopo la fatidica sfida che ha decretato il ritorno in Serie A per entrambe le squadre. Il Genoa deve rinunciare a Rubinho squalificato e Rossi che non ha recuperato (oltre naturalmente a Wilson) e dopo 20 minuti perde anche Paro infortunato. Sono diverse le assenze anche nel Napoli, gli azzurri rinunciano a Zalayeta, Santacroce e Cannavaro squalificati, Jezzo e Pazienza infortunati e Lavezzi che si sistema in panchina. Gasperini conferma totalmente la formazione che ha ben fatto a Udine mentre il Napoli tornato al vecchio 3-5-2 ripresenta in attacco Calaiò, che sembra essersi sbloccato, in coppia con Sosa.  01' Angolo conquistato da Fabiano. La palla messa in area viene respinta, parte quindi un altro traversone a spiovere sottoporta di Milanetto sul quale Gianello contrastato da Sculli in salto perde la sfera. Il pallone termina a Santos che in diagonale con la porta spalancata manda malamente a lato. 06' Azione solitaria di Borriello che parte da centrocampo e avanza anche con un tunnel sul suo avversario. L'attaccante è solo e quasi al limite dell' area viene fermato. 10' Conclusione dalla distanza di Blasi che termina in Gradinata Nord. 11' Palla riconquistata a centrocampo, ripartenza e avanzata di Leon che dai trenta metri scaglia in porta ma la palla sorvola la traversa. 15' Borriello dalla sinistra mette un traversone in area, Contini rifila una gomitata in faccia a Sculli ma l'arbitro lascia proseguire. 18' Scontro a centrocampo tra Paro e Blasi, il Genoano spinto appoggia malamente la gamba e infortunato deve abbandonare il campo. Al suo posto entra Juric. 19' Konko in area per Borriello che si ritrova accerchiato dai difensori azzurri, palla indietro a Milanetto che apre a sinistra per Fabiano che si trova solo davanti a Gianello ma Gervasoni ferma l'azione per fuorigioco. 22' Milanetto per Leon e palla scodellata in area, clamoroso è l'intervento di Domizzi su Borriello che viene trattenuto per la maglia ma ancora una volta Gervasoni lascia proseguire. 27' Intervento pericoloso in scivolata di Contini su Juric che avanza centralmente. Ammonizione per l'azzurro e punizione dai 22 metri. Calcia Leon che manda la palla a sbattere sul palo alla sinistra di Gianello ormai battuto. 29' Fallo tattico di Konko su Calaiò ed ammonizione anche per il rossoblu. 32' Brutto intervento di Savini che gira la gamba a Sculli ma l'arbitro non estrae il cartellino giallo. 34' Borriello in area perde l'attimo per il tiro e una volta accerchiato perde palla, fuori area il Genoa la riconquista e Fabiano accentrandosi da sinistra lascia partire un diagonale rasoterra che termina di poco a lato del palo alla sinistra dell' estremo campano. 40' Juric in area per Borriello che di tacco restituisce la palla al genoano che a questo punto serve Sculli davanti alla porta. Il rossoblu ferma la palla e girandosi fulmina in porta facendo passare la sfera tra due difensori e il portiere pronti ad opporsi al tiro. 41' Neanche il tempo di battere che Sosa al limite dell' area all' improvviso calcia in porta, Scarpi in tuffo si oppone ma la palla termina a sinistra ad Hamsik che scoordinato in diagonale manda a lato del palo sinistro rossoblu. 42' Incredibile rigore negato ai rossoblu, traversone dalla destra, in area si trovano solo Borriello e Domizzi che non lascia saltare il genoano che viene trattenuto in basso dalle mani del difensore napoletano. Gervasoni fischia fallo per i partenopei. 44' Palla filtrante in area per Sosa che viene anticipato da Bovo che in scivolata mette in corner. Nell' intervallo Reja effettua la prima sostituzione, Hamsik rimane negli spogliatoi sostituito da Bogliacino. 46' Leon subisce un fallo e protesta beccandosi l'ammonizione. 46' Gioco di prestigio di Borriello che fà pervenire la palla a Leon. L'Honduregno rimette orizzontalmente la sfera in area per l'attaccante genoano ma il servizio è lungo e Gianello interviene. 48' Calaiò in posizione regolare trova la difesa spiazzata ma perde l'attimo per calciare a rete facendosi recuperare da Bovo. Il napoletano si butta quindi a terra e l'arbitro lo ammonisce per simulazione. 53' Scambio al limite dell' area tra Milanetto e Borriello che viene anticipato d'un soffio. 55' Seconda sostituzione per il Genoa, esce Santos ed entra De Rosa. 55' Tiro dalla distanza di Borriello deviato abbondantemente in corner. Sul traversone verso il primo palo Konko col petto sbaglia lo stop ma indirizza a rete la palla che esce non di molto a lato. 58' Ripartenza rossoblu, Leon avanza e lancia a sinistra Borriello, il genoano troppo defilato tenta comunque il diagonale parato facilmente da Gianello. 60' Gargano esce lasciando il campo a Lavezzi. Il Napoli ora passa dal 3-5-2 al tridente Lavezzi, Calaiò, Sosa. 61' Leon avanza fino al limite poi serve Fabiano in area a sinistra che abbastanza libero e da buona posizione spreca calciando direttamente sul fondo. 62' Entrata in ritardo di Savini su Sculli e ammonizione al partenopeo. 66' Fabiano viene atterrato sulla riga di fallo laterale ma Gervasoni lascia proseguire e il Napoli con Lavezzi atterrato da Bovo conquista una punizione dall' angolo destro dell' area. Domizzi o tenta il tiro o il traversone comunque manda la palla alla Foce. 70' Doppia sostituzione ed ultima per entrambi gli allenatori, Lucarelli per Fabiano zoppicante e Montervino per Sosa. 73' Lancio da centrocampo di Milanetto per Borriello che sullo scatto frega Domizzi. Il Napoletano cerca di trattenere il genoano per la maglia ma l'attaccante resiste cadendo in area dopo essere stato toccato sul piede destro dall' azzurro. Rigore ed espulsione per l'ex sampierdarenino mentre Mannini si becca il giallo per proteste. Borriello spiazza Gianello e rasoterra mette la palla alla sua sinistra. 76' Azione sulla fascia di Criscito che avanza con un tunnel sul suo avversario, scambio al limite con un rossoblu ma la palla di ritorno non arriva e l'azione sfuma. 78' Borriello fila via a Contini che gli rifila una gomitata, l'arbitro fischia solo il fallo. 81' Leon a destra cambia gioco per Konko, palla a Milanetto che serve in area Borriello anticipato da Contini che in scivolata mette in corner. Angolo corto e Juric in diagonale spedisce abbondantemente a lato. 84' Intervento di Juric su Lavezzi. Da buona posizione Calaiò spedisce dritto sulla barriera. 92' Entrata dura di Blasi su Konko, manco ammonito. Punizione di Milanetto deviata a rete dallo stacco di testa di Lucarelli, paratona di Gianello che non trattiene la palla che termina a De Rosa che da due passi mette in rete. Gervasoni annulla forse per un fallo sul portiere molto dubbio. Genoa: Scarpi 6, Bovo 6.5, Santos 6 (55' De Rosa 6.5), Criscito 7.5, Konko 7, Paro 6 (19' Juric 6.5), Milanetto 7, Fabiano 6.5 (71' Lucarelli 6), Sculli 7, Borriello 7, Leon 6. Allenatore: Gasperini 7. Napoli: Gianello 6, Grava 6, Domizzi 5, Contini 5, Gargano 5.5 (61' Lavezzi 6), Mannini 6, Blasi 6, Hamsik 5.5 (46' Bogliacino 4), Savini 5.5, Calaiò 5, Sosa 6 (72' Montervino 5). Allenatore: Reja 4. Akaiaoi

 

TUTTOSPORT - Il Genoa è senza fine. Battuto un Napoli spento: aggancio alla Sampdoria! Sculli-gol e rigore di Borriello, nuovo re solitario dei bomber. di Anselmo Gramigni. GENOVA. Bastano pochi sprazzi di vero Genoa per liquidare un Napoli dimesso, timoroso e falcidiato dalle assenze. Confronto quasi impari, tant’è che i campani mai hanno impegnato seriamente Scarpi. E il risultato non poteva che arridere ai rossoblù, che danno seguito al successo di Udine e acchiappano la Samp in classifica. Preziosi esulta: «Bella vittoria. Un punto dalla zona Uefa? Non scherziamo noi pensiamo alla salvezza. Prima arriva meglio è. Borriello? Faremo di tutto per tenerrlo». Guarda più lontano invece Gasperini: «A questo punto meritiamo di più. Salvezza? Possiamo fare un altro campionato». Il Genoa gioca a memoria attuando un feroce pressing e cercando di muoversi in velocità. Il Napoli è rabberciato, deve fare i conti con le numerose assenze, fuori mezza difesa (Cannavaro e Santacroce, squalificati, e Garics infortunato), privo di Zalayeta (pure lui squalificato) e di Pazienza (acciaccato). PARTENZA VELOCE Partono subito forte i rossoblù che già al 2’ potrebbero portarsi in vantaggio. Azione confusa a destra, la palla spiove sul fronte opposto dove, al limite dell’area c’è Criscito: solo, soletto ma ciabatta a lato. Al 12’ ci prova Leon ma la sua fiondata si perde sulla destra. Al 19’ s’infortuna Paro, al suo posto entra Juric. Poco prima della mezz’ora grandissima punizione di Leon dai 25 metri: la palla s’infrange sul palo alla sinistra di Gianello. Napoli finora non pervenuto, preoccupato di coprire ogni spazio. Non basta però al 40’, quando Sculli sfrutta una combinazione Borriello­Juric e dentro l’area batte Gianello con un preciso fendente. Il Napoli, scosso nell’orgoglio, costruisce subi­to dopo la sua prima azione pericolosa. Con Hamsik, che riceve da Sosa e con un diagonale sfiora il palo sinistro di Scarpi. Sarà l’unico acuto azzurro in 95’. DENTRO BOGLIACINO Nella ripresa il Napoli prova a invertire la rotta e insidia la difesa di casa con il gran movimento di Calaiò (teorico) e il gioco di sponda di Sosa (velleitario). C’è in campo Bogliacino che ha preso il posto di un abulico Hamsik. Il Genoa cala, fatica a riprendere le coordinate del suo gioco e e spreca soprattutto in fase di appoggio. Ma non è che il Napoli combini molto. Soltanto l’entrata in campo di Lavezzi al 15’ per uno stanco Gargano ne vivacizza le giocate. Batti e ribatti, confusi, e la 29’ la pietra tombale sulla partita sancita, ovviamente, da Borriello. Il bomber trova un varco e parte verso la porta avversaria. Domizzi, non riesce a tenerlo e, in area, trattiene da dietro. Espulsione diretta e rigore ineccepibile che lo stesso attaccante trasforma portandosi a quota 16 reti, staccando Trezeguet e godendosi il primato dei cannonieri in solitudine. Partita chiusa, il Napoli non ha più la forza per abbozzare una reazione e si arriva alla fine per inerzia. Genoa vola, Napoli si lecca le ferite. GENOA (3-4-3)Scarpi 6; Bovo 6, Santos 6 (9’ st De Rosa 6), Criscito 6; Konko 7.5, Paro ng (19’ pt Juric 6), Milanetto 6.5, Fabiano 6 (31’ st Lucarelli ng); Sculli 7, Leon 6, Borriello 7.5. A disp.: Lanza, Danilo, Figueroa, Di Vaio. Allenatore: Gasperini 6.5. Espulsi: nessuno. Ammoniti: Konko per gioco scorretto. Tiri totali: 7. Tiri in porta: 3. Fuorigioco: 5. Angoli: 4. Possesso palla: 51%. NAPOLI (3-5-2) Gianello 6; Grava 5.5, Domizzi 4, Contini 4.5; Mannini 5, Blasi 6, Gargano 6 (15’ st Lavezzi 6), Hamsik 4.5 (1’ st Bogliacino 5), Savini 5; Calaiò 5, Sosa 4.5 (26’ st Montervino ng). A disp.: Navarro, Rullo, Dalla Bona, Capparella. Allenatore: Reja 5. Espulsi: Domizzi (29’ st) per fallo da ultimo uomo. Ammoniti: Contini, Grava, Savini per gioco scorretto, Calaiò per simulazione, Mannini per proteste. Tiri totali: 3. Tiri in porta: 0. Fuorigioco: 0. Angoli: 2. Possesso palla: 49%. ARBITRO: Gervasoni di Mantova 5. Recupero tempo: pt 2’; st 5’. Spettatori: 27 mila circa.

 

TUTTOSPORT - PAGELLE GENOA Scarpi 6 Di stima, quasi inoperoso. Bovo 6 Qualche incertezza ma buona gara. Santos 6 Benino. De Rosa (9’ st) 6 Tiene botta. Criscito 6 Meglio nella ripresa. Konko 7.5 Gigante di centrocampo e difesa. Paro ng. Juric (19’ pt) 6 Apporto positivo. Milanetto 6.5 Regia egregia. Fabiano 6 Svolge il compitino senza acuti. Lucarelli (31’ st) ng. Sculli 7 Sblocca la partita e corre come un matto. Borriello 7.5 Fa paura alla difesa avversaria anche solo con lo sguardo. All. Gasperini 6.5 Corregge in corsa il Genoa e indovina tutte le mosse. PAGELLE NAPOLI Gianello 6 Incolpevole sui gol. Grava 5.5 In difesa è quello che fa me­glio. Domizzi 4 Vede le streghe e va sotto la doccia prima degli altri, giustamente. Contini 4.5 Gravi responsabilità sul gol di Sculli. Man­nini 5 Si vede poco, troppo poco. Blasi 6 Perlomeno combatte. Gargano 6 Il più lucido del Napoli. Lavezzi (15’ st) 6 Vivace. Hamsik 4.5 Sbriciolato da Konko. Bogliacino (1’ st) 5 Poca roba. Savini 5 Non è reattivo. Calaiò 5 Solo fumo. Sosa 4.5 Neanche fumo Montervino (31’ st) ng. All. Reja 5 Assolto per le as­senze, non certo per il gioco. Arbitro. Gervasoni 5 Non vede una gomitata di Contini a Borriello.

 

CORRIERE SPORT - E’ Borriello l’anti-Napoli. Guadagna un rigore che non c’è e affonda Reja con la 16ª rete. di Luciano Bertolani. GENOVA - Prima Sculli poi Borriello su rigore hanno steso il Napoli incappato nella più serata più difficile e sconclusionata del suo campionato. Giusta e meritata la vittoria dell’armata di Gasperini che ha catapultato il formidabile Borriello in cima alla classifica dei cannonieri in splendida solitudine. Il bomber genoano (sedici i suoi gol) ha scavalcato nientemeno che Trezeguet fermo da quota quindici, ma soprattutto la vittoria di ieri ha permesso al Genoa di agguantare la Sampdoria e di entrare a buon diritto nel cuore della zona Uefa. Probabilmente il palo pieno preso da Leon su punizione nel cuore del tempo (fallo ci Contini su Juric) ha impaurito e disunito il Napoli che da quel momento in avanti non è più riuscito a tenere il campo con la stessa personalità manifestata nella prima parte. La squadra di Reja aveva cominciato bene la partita: buona velocità e predisposizione a ripartire malgrado il marchingegno tattico di Gasperini il quale, proccupato soprattut­to dalle potenzialità e dagli estri di Hamsik, aveva chiamato Konko a raddoppiare sullo slovacco controllato in prima battuta da Paro. Insomma, il Napoli per una mezzora buona non aveva rischiato niente. Anzi, aveva ben tenuto campo, spazi e partita trovando qualche problema soltanto in fase di finalizzazione: troppo evanescente Sosa, servito male Calaiò. fuori partita Hamsik. Per colpo di paradosso quando Paro è stato costretto a uscire per infortunio sostituito da Juric, il Genoa ha dato l’impressione di trarne beneficio perchè è riuscito a spostare in avanti l’asse del gioco, cosa che ha assai disturbato il Napoli. Il palo pieno di Leon ha dato una scossa negativa agli azzurri e pro­babilmente ha invece convinto il Genoa a stringere la morsa. A cinque minuti dalla fine del tempo è arrivato anche il gol di Sculli; bella azione genoana sull’asse Boriello-Juric-Sculli, ma errore colossale di Savini e Contini che sono riusciti a far girare l’ex juventino il quale, spalle alla porta, si è prodotto in una rapida torsione dalla quale ha tirato fuori anche il tiro vincente. Il Napoli, appesantito dalla cattiva serata di Hamsik, Mannini e Gargano, andava riveduto e corretto subito per metterlo in condizioni di tentare il riequilibrio della contesa. Reja nella ripresa ha lasciato giustamente fuori Hamsik (per Bogliacino) ridisegnando la sua truppa: Blasi centrale, Gargano a destra e Bogliacino a sinistra con la conferma di Mannini e Savini sulle corsie esterne. Ul­terore correzione dopo un quarto d’ora di ripresa: fuori Gargano dentro Lavezzi poi fuori Sosa e dentro Montervino. Il Napoli aveva appena dato l’impressione di aver trovato quanto meno un maggiore equilibrio quando è arrivata la seconda e definitiva mazzata della serata. Ma il fallo di Domizzi su Borriello è nettamente fuori area, ci può stare l’espulsione del difensore ma non il rigore, sarebbe soltanto punizione. Il bomber genoa­no (sedicesimo gol in campionato) ha battuto Gianello dal dischetto e addio Napoli. GENOA (3-5-1-1): Scarpi 6; Bovo 6,5 Santos 6 (9' st De Rosa 6) Criscito 6; Sculli 6,5 Konko 6 Paro sv ( 19' pt Juric 6,5) Milanetto 7 Fabiano 6 (26' st Lucarelli sv); Leon 6; Borriello 7. A disposizione: Lanza, Danilo, Di Vaio, Figueroa. Allenatore: Gasperini 7 Fuorigioco fatti: 0 Falli commessi: 13 NAPOLI (3-5-2): Gianello 6; Grava 5,5 Domizzi 4,5 Contini 5; Mannini 5 Blasi 6 Gargano 5 (16' st Lavezzi 6) Hamsik 5 (1' st Bogliacino 6) Savini 5; Sosa 5,5 (26' st Monter­vino sv) Calaiò 5. A disposizione: Navarro, Rullo, Dalla Bona, Capparella. Allenatore: Reja 5 Fuorigioco fatti: 7 Falli commessi: 18 ARBITRO: Gervasoni di Mantova 5 Guardalinee: Carrer e Carretta Quarto uomo: Cavaterra MARCATORI: 40' pt Sculli, 30' st Borriello (rig.) ESPULSO: 29' st Domizzi ( N) per fallo su chiara occasione da gol su Borriello (G) AMMONITI: 27' pt Contini (N), 39' pt Konko (G), 1' st Grava (N),18 st Savini (N) per gio­co falloso; 4' st Calaiò (N) per simulazione. NOTE: Spettatori paganti circa 27.000, ab­bonati 21.675 per una quota di euro 274.249,70. Calci d’angolo 4-2 per il Genoa. Recupero: 2' pt; 5' st.

CORRIERE SPORT - Le pagelle. Borriello nuovo capocannoniere Milanetto intelligente e concreto Blasi lotta per sè e per gli altri Hamsik e Calaiò non incidono. di Rino Cesarano. GENOA 7 Borriello - Attraversa un ottimo momento e si vede. Procura non pochi problemi a Domizzi fino a guadagnarsi e trasformare un rigore che però sarebbe soltanto punizione. Sedici gol per lui. Scavalcato anche Trezeguet. I tifosi lo acclamano sotto la curva e lui si presta volentieri. 7 Gasperini (all.) - Porta il Genoa in zona Uefa utilizzando a meraviglia i cambi e sfrut­tando tutte le debolezze dell’avversario 7 Milanetto - Piuttosto guardingo in avvio, poi sposta il baricentro collaborando con intelligenza alla fase offensiva. 6,5 Sculli - Tenace in occasione del gol. Sempre insidioso. 6,5 Juric - Subentra a Paro e serve Sculli in occasione del vantaggio genoano. Regala qualità e quantità alla manovra. 6,5 Bovo - Controlla la sua zona con diligenza. 6 Scarpi - Poco impegnato ma sempre attento. 6 Santos - Spreca una buona occasione a porta vuota al 1' ma tiene bene la posizione. 6 Criscito - Sulle palle alte Sosa gli crea problemi ma regge bene. Poi passa su Calaiò. 6 Konko - Cerca di insidiare Savini ma non disdegna di proporsi. Nella ripresa aiuta la difesa. 6 Fabiano - Spinge a corrente alternata ma quando affonda crea sempre dei pericoli. 6 Leon - Centra il palo su calcio piazzato. 6 De Rosa - Entra nella ripresa regalando sicurezza al reparto arretrato. NAPOLI 6 Blasi - Deve lottare per due. Nella ri­presa si sposta al centro cercando di mettere ordine alla manova. 6 Lavezzi - Reja lo lancia nella mischia e pur debilitato si dà da fare. 6 Bogliacino - Sostituisce Hamsik e cerca di dare un minimo di geometria. 6 Gianello - Qualche incertezza nel primo tempo, sicuro nella ripresa. 5,5 Grava - Si smarrisce quando l’avversario capita dalle sue parti. 5,5 Sosa - Tante deviazioni aeree per nulla. Nessuno capace di sfruttarne i movimenti. 5 Contini - Viene a trovarsi spesso senza punto di riferimento e si perde. 5 Mannini - Non affonda e non argina. Anche quando passa a sinistra. 5 Gargano - Serata da dimenticare. Impreciso e indisciplinato tatticamente. 5 Hamsik - Mai un acuto degno di nota. Non riesce più a tornare quello di prima. 5 Savini - Si lascia beffare da Sculli in occasione del gol. Mai propositivo sulla fascia. 5 Calaiò - Un passo indietro rispetto a Livorno, incide poco. 5 Reja (all.) - E’ un Napoli senza testa nè coda. Sfilacciato, titubante, prevedibile. 4,5 Domizzi - Gli tocca Borriello e per fermarlo commette anche fallo che sarebbe da espulsione ma non da rigore. L’arbitro 5 Gervasoni - Non sempre attento nel rilevare gli offside. Nell’azione del penalty lascia correre su un precedente fallo su Mannini. Controlla la gara con difficoltà.

 

IL SECOLO XIX - Sculli e Borriello portano il Genoa in zona Uefa. Ora è settimo in classifica Dall’Uruguay la punta Hernandez. di Giovanni Ciolina. GENOVA. Il Grifo vola: è settimo in classifica e affianca la Samp a quota 35. Operazione firmata Sculli Borriello. Il primo affonda la picconata al muro partenopeo, il secondo lo abbatte con un’azione delle sue, da ariete d’area di rigore: il centrocampo rilancia e SuperMarco si avventa su quella palla vagante, la addomestica e aspetta il ritorno di Domizzi che cade nella trappola. Rigore con espulsione, ed esecuzione esemplare per il gol numero 16. Sempre più capocannoniere del campionato come accadde a Pruzzo nel 1977 e a Trevisan nel ’43. Settimo posto e un colpo di mercato in vista: ieri sera in tribuna al Ferraris c’era Abel Hernandez, 18 anni, attaccante, nazionale Under 20, talento del calcio uruguaiano. Lo volevano Napoli e Palermo, il Genoa è arrivato prima. Il bomber non esulta dopo il 2-0, ma dentro deve avere un tornado che lo fa volare a mille metri d’altezza. La Nord lo chiama lo invoca, si aggrappa alla sua vena realizzativa per sognare. E lui? Per oltre un’ora fa la solita guerra anche con i fili d’erba, senza però riuscire ad essere incisivo. Ed anzi, in alcune circostanze, pecca di altruismo. Ma Borriello è anche questo. Se Sculli che sembra avere un conto aperto con il Napoli e Borriello decidono il match, un ruolo importante in questa vittoria se lo ritaglia Leon. Schierato trequartista, gioca forse la miglior partita della stagione, sacrificandosi per la squadra, ma soprattutto facendo partire i compagni con giocate di prima. Ma determinanti sono anche Milanetto e Juric, subentrato a Paro colpito duro da Blasi e costretto a lasciare il campo in barella. RISPETTO alla vittoria in trasferta di Udine Gasperini manda in campo gli stessi uomini ma con una ovvia rivisitazione dei ruoli.Le ”grandi manovre” nell’atteggiamento tattico riguardano soprattutto la fascia destra dove Konko e Sculli avanzano di una ventina dimetri per dare maggiore spinta su quella fascia e soprattutto costringere Savini ad andare in supporto a Contini evitando di fare fascia. Il Grifone sopperisce all’inferiorità numerica a centrocampo con i ripiegamenti di Leon e Sculli che a turno fanno pressione sul regista arretrato partenopeo Gargano. Proprio la posizione dell’honduregno del Genoa rappresenta la chiave della prima parte della partita. Rambo arretra parecchio, aiuta i compagni e quando riparte lo fa con una buona porzione di campo. In velocità Leon riesce a far male alla difesa campana, anche se l’unico pericolo vero arriva proprio dal piede del centroamericano su punizione dai trenta metri. Gianello (30’) può solo stare a vedere il pallone che centra il palo alla sua sinistra,mentrea i 25 mila di Marassi non resta che il boato di delusione. La posizione avanzata non giova invece a Beppe Sculli che, schiacciato avanti, perde incisività soprattutto nei tagli dalla destra verso il centro. Ma riesce a diventare ugualmente l’arma decisiva. È il minuto 39 quando Borriello affonda la falcata nel cuore della difesa azzurra spostandosi dal centro verso sinistra. Non trovando spazi il cannoniere rossoblu gira di tacco per Juric. Sculli segue il tutto e da rapinatore d’area riceve palla e la gira in porta. Fino a quel momento le due formazioni giocava no molto a centrocampo, ma senza farsi troppo male. Il Grifo è sicuramente più intraprendente degli avversari, anche se la posizione da secondo attaccante regalato a destra di Calaiò crea qualche ansia alla squadra di Gasperini con un movimento ad accentrarsi che costringe Criscito e Fabiano a giocare senza rete di protezione su Mannini. L’esterno, ex Brescia, in rare occasioni riesce a spingere, preoccupato di più a coprire le cavalcate di Fabiano che in più di un’occasione regala forza e profondità sulla sinistra. Fino al 71’ quando una scarpata di Calaiò lo mette ko. Il Napoli, da parte sua, paga una giornata non certo esaltante di Hamsik che non incide mai e rende speso inutile l’uomo in più in mezzo. E lo stesso Gargano non è nella sua serata migliore La partita cambia totalmente volto nella ripresa. Reja lascia negli spogliatoi lo spento slovacco e manda in campo Bogliacino che si piazza alle spalle della coppia Sosa Calaiò, sul centrosinistra a manovrare tra le linee e il Grifone impiega una decina di minuti per ritrovarsi. Napoli spinge, Genoa soffre. E soffre soprattutto Santos che sbaglia un paio di appoggi: il tecnico manda in campo De Rosa. Il gran lavoro di cucitura tra i reparti di Leone il sacrificio di Juric e Milanetto rispostano in avanti il baricentro rossoblu. Reja risponde con Ezequiel Lavezzi, fischiatissimo dal pubblico rossoblù, al posto di Gargano trasformando l’atteggiamento tattico partenopeo: dal 352 si passa al 343. La contromossa gasperiniana è l’arretramento di Konko sulla linea difensiva nel tentativo di togliere il pelo al Lupo. Si va avanti a mosse tattiche. Entra Montervino per Sosa e il Napoli torna a due punte, ma sposta Montervino a destra e Mannini a sinistra. E Gasperini? Sposta il tuttofare Sculli a sinistra.Ma le grandi manovre non hanno neppure il tempo di essere mese in pratica che SuperMarco imprime il sigillo definitivo sul match: rigore procurato, trasformato e espulsione di Domizzi. Poi è festa Genoa.

 

IL SECOLO XIX - Forza, cuore e gol: e ora Borriello è un idolo. «La considerazione di una società prestigiosa come il Milan non può che farmi piacere, ma l'ho già detto: spero di restare al Genoa». di Giovanni Ciolina. Genova. Più che il capocannoniere della serie A per i tifosi rossoblùè un idolo, l'uomo a cui aggrappare i sogni di salvezza tranquilla. E forse qualcosa di più, soprattutto dopo i risultati di ieri che hanno lanciato il Grifone a ridosso della zona Uefa. È il giocatore che incarna alla perfezione i valori del vero genoano: forza, carattere, cuore. E anche gol per non mancare al mix esplosivo. Ecco perché la gente lo invoca e gli dedica striscioni di amore viscerale: «Resta con noi Marco Borriello» e «l'amicizia è un grande valore, la nostra per voi ci riempie d'onore» sono le dediche della Nord a SuperMarco e alla squadra. E lui? Con l'adrenalina della gara ancora in circolo non sfugge al rituale. «Sono felice sono molto felice per queste dimostrazioni d'affetto» rivela mentre il Ferraris è ancora una bolgia. La Gradinata Nord lo chiama. Borriello risponde, regala la sua maglia e illumina il volto del presidente Enrico Preziosi che lo guarda dalla tribuna. «È il suo trionfo, giustamente la gente lo sta acclamando» ammette chiudendosi a riccio quando il discorso cade sul futuro del bomber. E poi aggiunge: «Ne parleremo a salvezza raggiunta». Visti i ritmi rossoblu l'appuntamento potrebbe essere rimandato solo di qualche settimana. A parte gli aspetti burocratici per la risoluzione della comproprietà del cartellino tra Genoa e Milan, la giornata incorona il bomber rossoblu che se giura amore al Grifo dall'altra ammette «che le parole di Ancelotti sulla mia valutazione non possono che farmi piacere.Mi sono tolto un piccolo sassolino dalla scarpa. È ovvio che la considerazione di una società prestigiosa come quella rossonera non può che farmi piacere, ma l'ho già detto, spero di restare al Genoa». Fin qui le intenzioni, ma a botta calda SuperBorriello rivela di sentirsi benissimo qui «e se segno tanto il merito è anche dei miei compagni che giocano per me. Lo sento. Lo vedo. Loro mi buttano la palla avanti e con la mia potenza e rapidità cerco di trasformare il loro lavoro in gol». Insomma Marco Borriello si gode alla grande il momento di notorietà, nella speranza che duri a lungo. Anche con il Napoli lo ritrovi bomber proprio nel momento in cui sembra che la sua partita sia sul viale del tramonto. Invece lo scugnizzo che quando era giovane veniva mandato dalla madre, per calmarlo, a portare a domicilio le bottiglie d'acqua di un negozio di Barra, è proprio in quel momento che piazza l'affondo. E quasi sempre è una zampata letale. Ne sa qualcosa Domizzi, con il quale fa la guerra per un'ora e che poi brucia in velocità in occasione del rigore che chiude la partita. Borriello è in un momento particolare e si vede. Per fare un raffronto con Calaiò, il cannoniere rossoblu ha dalla sua una maggiore prestanza fisica e soprattutto il morale. Calaiò non gioca male, ma dà l'impressione di essere sembra al limite. Da Borriello invece ti aspetti il colpo in ogni momento. L'ex milanista gioca sopra una nuvoletta, scende in campo sulle ali di un entusiasmo che lo invita a provare anche le giocate più difficili. Dalla sua ha poi il fisico. Quando non ci arriva con la tecnica, mette il suo corpo da granatiere. E sono dolori per tutti. A Cagliari proverà a continuare la sua cavalcata e soprattutto a emulare Trevisan che nel 1943 rimase cannoniere per quattro giornate di fila. Borriello è a quota due...

 

IL SECOLO XIX - Gasperini frena «Uefa? È presto». Preziosi: «Pensiamo prima a salvarci e poi vediamo». GENOVA. Diversità di vedute. Enrico Preziosi e Gian Piero Gasperini vedono il futuro in modo opposto. Il presidente: «Il nostro obiettivo resta la salvezza, abbiamo fatto un passo avanti». Il tecnico: «A questo punto se non ci suicidiamo possiamo farcela a salvarci.Ci vorrebbe un suicidio collettivo». In realtà, però, la loro visione non è distante come appare.Preziosi: «Prima pensiamo a salvarci, poi vedremo cosa fare». Gasperini concorda: «È presto per parlare di zona Uefa. Dobbiamo vivere alla giornata cercando di conquistare più punti possibile e toglierci qualche soddisfazione». Il nodo è questo: se contro il Napoli si trattava di un esame per l’Europa, è stato superato a pieni voti. Eppure, l’ordine è: freno a mano tirato. Inutile alimentare illusioni, quando dopo Cagliari inizierà il ciclo di ferro. Certo, se al termine della serie terribile il Genoa sarà ancora da queste parti in classifica, un pensierino a rivedere i piani potrebbe anche essere fatto, sebbene Preziosi abbia più volte avvertito che è ancora prematuro per il Grifone fare un balzo in Europa: prima bisogna consolidare le fondamenta, la Uefa sarà l’obiettivo dichiarato del prossimo anno. UNA COSA è certa: se qualcuno temeva il contraccolpo post derby, adesso si sentirà rassicurato. «Siamo distrutti», scherza Gasperini. «Il derby ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca, però abbiamo conquistato tre punti importanti e abbiamo molta fiducia in questa squadra: i risultati non sono frutto del caso», sottolinea Preziosi. Non ci sono solo i risultati e una classifica incoraggiante a far sognare i tifosi: giocando ai livelli tenuti dal Genoa nell’ultimo periodo, è lecito pensare in grande. «È stata una bella partita, giocata bene – ricorda Gasperini – È stata una prestazione importante come quelle dell’anno scorso, con superiorità. E non era facile contro un Napoli compatto.La classifica ci consente di giocare anche con una certa disinvoltura. Abbiamo migliorato anche in attacco, trovando maggiore qualità e scambi fra le punte: da uno scambio fra loro tre è nato il primo gol. C’è una bella mentalità». Dato positivo, uno fra i tanti: Beppe Sculli si è sbloccato. «Sono contento per lui – ammette Gasperini– Anche nell’andata ha fatto cose importanti, ora sta trovando anche i gol quando prima aveva ciccato qualche occasione. Però è sempre molto presente». La sostituzione di Santos? Il tecnico non nasconde le motivazioni della sua scelta: «A un certo punto sembrava essersi perso di morale. Peccato, era in un momento nel quale la squadra era euforica e doveva farsi trascinare. D’accordo, aveva fatto un paio di errori, anche importanti, però doveva reagire. In ogni caso abbiamo fatto bene la fase difensiva. Anche a Udine abbiamo lasciato poche occasioni contro un attacco importante, poi non sembra perché abbiamo fatto due rigori allucinanti ». Intanto Borriello è sempre più capocannoniere, ora in vetta solitaria. «Sono contento per lui – premette Gasperini – Con i suoi gol ci sta portando in alto, ma anche perché dietro ha una squadra importante. Per lui ormai gli aggettivi si sprecano, però se ha saputo migliorarsi è perché evidentemente ha avuto esempi importanti. Comunque tutta la squadra ha giocato bene: Milanetto se sta bene fisicamente è giocatore, Konko sta dimostrando il suo valore. Mi spiace solo per Paro: il suo rischia di essere un infortunio lungo». Si può dunque pensare all’Europa? Il tecnico frena ancora: «Non dobbiamo porci obiettivi se non quello di giocare ogni gara con entusiasmo e fiducia. Poi voglio rivederlo, ma ho avuto l’impressione nel primo tempo che il Genoa abbia fatto davvero una buona partita. È così che dobbiamo interpretare le gare,ma vivendo alla giornata. Partita dopo partita». La prossima è imminente: domani è già antivigilia. E a Cagliari, oltre a Paro, mancherà Konko per il quale scatterà la squalifica. Gasperini: «Io dico sempre la verità, non mento mai. Talvolta semmai non dico tutto, però non dico bugie: a Cagliari faremo turn over». Spazio dunque probabilmente a Lucarelli, Vanden Borre e Di Vaio. Gente che è sempre rimasta in panchina in silenzio. E che adesso ha la sua occasione per lasciare un segno e contribuire alla scalata in classifica del Grifone.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 6,5 E’ destino che con il Napoli tocchi sempre a lui: anche all’andata Rubinho era squalificato. Oltre alle qualità e alla sicurezza che sa dare alla difesa, è anche un piccolo portafortuna: con lui fra i pali ilGenoa ha perso una volta soltanto, vincendo nelle altre cinque occasioni. Provvidenziale quando si allunga al 41’ sul diagonale di Sosa. BOVO 6,5 Obiettivo numero uno: non perdere di vista Calaiò. Poi però spesso lascia l’Arciere in consegna a Santos e – disponendo di piedi non certo da terzinaccio – sale a sostegno della manovra proponendosi per gli scambi con i compagni sulla fascia. Bravissimo poi, nel finale di primo tempo, a chiudere in anticipo su Sosa, giunto in area piccola. SANTOS 6 Gasperini lo preferisce a De Rosa e lui al 2’ cimette del suo per far ricredere l’allenatore quando su un rimpallo in area campana ha l’occasionissima per portare ilGrifone in vantaggio – oltretutto con il piede giusto – invece sbaglia tutto con una conclusione sporca che si spegne abbondantemente a lato. Poi, però, là dietro – in quello che è il suo mestiere – talvolta giganteggia, non facendola vedere quasimai a Sosa. Bravo anche quando a inizio ripresa recupera su Calaiò, scattato sul filo del fuorigioco, costringendolo a tuffarsi per chiedere il rigore, rimediando al contrario una sacrosanta ammonizione per simulazione. Però paga un paio di leggerezze che potevano essere fatali. ( 9’ ST DEROSA 6: va a duellare in quota con Sosa, che è sempre da prendere con le molle anche se spesso dà l’impressione di non essere in partita. Core ’ingrato, non ha pietà della squadra della sua città). CRISCITO 7 Si alterna con Santos su Sosa, però – come Bovo sull’altro lato quando ne ha la possibilità aiuta ad avviare lamanovra e si rende utile nella fase offensiva, pur sganciandosi con minor frequenza rispetto al compagno. Straordinario in anticipo secco – in area – su Calaiò al 6’ della ripresa.Quando Reja cala il tridente, si porta stabilmente sull’Arciere. Altro cambio, e dalla sua parte arriva Lavezzi. Si permette in libera uscita anche un tunnel a Contini. KONKO 6,5 L’uomo per tutte le stagioni stavolta torna a centrocampo, nel ruolo dell’influenzato Rossi.Meno appariscente rispetto al derby, eppure decisamente positivo in entrambe le fasi. Più che a spingere, però, bada soprattutto agli equilibri e a garantire copertura.Al 10’ della ripresa sfiora però il gol con una deviazione sporca su calcio d’angolo. Con l’ingresso in campo di Bogliacino, non perde di vista il talentuoso uruguayano. Poi nuovo cambio: con l’ingresso di Lavezzi si abbassa a marcare el Pocho. PARO ng Si batte con grande ardore, lotta su ogni palla e questa volta non sembra neppure avere difficoltà nella convivenza conMilanetto. Tuttavia la sua partita dura poco: lomette fuori causa uno scontro con Blasi che lo obbliga ad uscire in barella. ( 19’ PT JURIC 6: il soldatino non tradisce mai. Ha spirito, corsa, intelligenza tattica e una grinta contagiosa.Nel rimescolamento di carte dopo l’ingresso di Lavezzi, finisce nella zona di Bogliacino, limitandone considerevolmente il raggio d’azione). MILANETTO 6,5 Che stia attraversando un periodo di grande forma, lo si era compreso da tempo.Alla lucidità , alla velocità di pensiero ed esecuzione aggiunge anche dinamicità. Se nel primo tempo ilGenoa famolto più del Napoli è anche grazie alle sue geometrie. FABIANO 6 Sta nettamente crescendo rispetto a inizio stagione, quando era afflitto da problemi fisici: lentamente sta tornando il giocatore fondamentale della scorsa stagione.Non si accontenta di controllare Mannini ma scende sovente sulla fascia per arrivare al cross.Gli capita anche una ghiotta occasione sul binario centrale,ma è sul piede sbagliato. Anche nella ripresa, in contropiede, ha la palla del ko; questa volta sul sinistro,ma sullo slancio – in corsa – svirgola il pallone. Gli manca ancora solo la continuità ( 26’ ST LUCARELLI ng: entra per portare centimetri ed esperienza quando il Napoli cerca di alzare il baricentro intensificando le avanzate). SCULLI 6,5 Parte destra – posizione che non ama – per togliere Contini dalle costole di Borriello e obbligare Gargano ad abbassarsi per tenerlo d’occhio nei raddoppi. Strappa però applausi a scena aperta quando al 6’ sradica dai piedi dello stesso uruguayano un pallone nella propria trequarti come un mediano. Poi, dopo il lungo digiuno, evidentemente dopo Udine ci ha preso gusto, perché con una splendida girata porta in vantaggio ilGenoa: deve avere un conto aperto con ilNapoli, che punì anche all’andata. Peraltro al Ferraris non segnava dal 21 ottobre 2006: Genoa Cesena 4-3. BORRIELLO 7 Sta vivendo un momento magico: talvolta parte palla al piede tutto solo, e crea sempre un pericolo. I compagni lo cercano con insistenza, e perDomizzi sono sempre grattacapi. Ogni volta che riceve palla al limite dell’area attira come una calamita cinque avversari a erigere una sorta dimuro con il corpo per impedirgli di avanzare o tirare. Avolte tende a strafare, come quando si ostina a cercare la conclusione pure anche se è chiuso da più difensori, quando invece c’è un compagno meglio piazzato da servire.Alla fine si conquista un rigore, costringe Domizzi al fallo da espulsione,lo realizza e diventa capocannoniere solitario. LEON 6,5 Gioca a sinistra come in Nazionale, anche se poi tende ad accentrarsi soprattutto nella zona di Gargano, finendo spesso per trasformarsi – di fatto – in un trequartista.Al 12’ cerca il gol dalla distanza come a Udine, con poca fortuna. La Dea Bendata si volta anche quando al 28’ stampa una punizione sul palo alla sinistra di Gianello: la parabola è velenosa come quella della scorsa stagione sotto il Vesuvio,ma questa volta l’esito è diverso. Bravo a dialogare con i compagni. NAPOLI Gianello 6;Grava 6,Domizzi 5, Contini 6; Gargano 6 (15’ st Lavezzi 6);Mannini 5, Blasi 6,5,Hamsik 5 (1’ st Bogliacino 5,5), Savini 6; Sosa 5 (26’ stMontervino ng), Calaiò 5,5. ARBITRO GERVASONI DI MANTOVA 5: al 23’ il contatto in area fra Borriello eDomizzi è ruvido, però lui fa cenno di andare avanti. È troppo permissivo quando non punisce alcuni interventi duri dei napoletani. Al 42’Domizzi trattiene platealmente Borriello in area per la maglietta, però fischia un fallo contro il centravanti. Nella ripresa non può che fischiare il rigore ed espellere Domizzi per fallo da ultimo uomo per l’ennesima trattenuta sul bomber rossoblù.

 

LA REPUBBLICA - Sculli-Borriello, Napoli ko Genoa in zona Europa. "Uefa o Europei? Magari tutti e due..." Gli echi della festa nove mesi dopo Raggiunta la Samp, Udinese a un punto Confermata la squadra che aveva vinto a Udine, meno spettacolo ma difesa impeccabile Finale in superiorità numerica, per Scarpi una sola vera parata in novanta minuti Il bomber segna su rigore e stacca Trezeguet in vetta ai cannonieri Gli ospiti stanno a guardare, nel finale rete annullata a De Rosa Il vantaggio da manuale con tacco del centravanti e assist di Juric. di Alberto Puppo. Il derby è alle spalle. Seppellito, come i punti di distacco dalla Sampdoria. La notizia è ormai ufficiale. E se qualcuno poteva immaginare che la vittoria di Udine la vittoria di Udine fosse in qualche modo figlia di una partita un po´ pazzerella, con spazi da amichevole e occasioni stile pallanuoto, può rasserenarsi. Chi invece continua a guardare, con scaramantica cautela, all´obiettivo salvezza, può verificare che la celebra quota 40 è ormai a cinque lunghezze. mancano tredici giornate alla fine. Si può fare. Genoa-Napoli finisce in trionfo, grazie al gol di Sculli e al rigore di Borriello. E, inutile negarlo, anche per le notizie che arrivano da Bergamo. E si conclude, non potrebbe essere altrimenti, con applausi per tutti, a cominciare dagli sconfitti. Già, perché erano passati nove mesi da quel fatidico 10 giugno, ma sembrava una vita. Dalla sfida col cuore in gola e la speranza, neppure troppo segreta, di festeggiare insieme la promozione, a una partita tra due squadre sostanzialmente tranquille, che chiedono al primo campionato di A soltanto di non soffrire. Immutata, oggi come allora, l´atmosfera fraterna sugli spalti. Oltre tremila tifosi napoletani, molti dei quali mischiati con i rossoblù. Resistono anche gli allenatori sulle rispettive panchine. Più agitato, come sempre, Reja, più tranquillo, almeno in avvio, Giampiero Gasperini. Il trasformista che stavolta sceglie di riconfermare la squadra che ha vinto a Udine. Fiducia su tutta la linea. E a tutte le linee. Anche quella difesa che al Friuli ha traballato. Davanti a Scarpi, in campo al posto di Rubinho, squalificato, riecco così Bovo, Santos e Criscito, con Konko a galleggiare fino a centrocampo, dove trova, sulla sua fascia, quello Sculli che sembra ormai avere trovato la sua collocazione definitiva. E che, forse non a caso, partendo più arretrato trova più facilmente la via della rete. Accanto a lui Milanetto, Paro e Fabiano, con Leon fantasista senza compiti di copertura e Borriello unica punta. Nel Napoli non c´è Lavezzi, ex virtuale. Pochi dubbi che la vittoria con l´Udinese abbia corroborato un ambiente per la prima volta in difficoltà dopo la beffa del derby. Lo si vede dall´avvio sprint, con una clamorosa occasione per Santos dopo poco più di un minuto. Il brasiliano è al posto giusto nel momento giusto e batte quasi a colpo sicuro dopo un´uscita maldestra di Gianello. Il risultato però è disastroso. I rossoblù prendono subito il comando delle operazioni, il Napoli sembra stare a guardare. Ma il gioco non fluisce, anche per colpa del campo, come sempre inguardabile. E pure pericoloso, se Paro finisce la sua partita dopo meno di venti minuti dopo avere appoggiato male un ginocchio. Al suo posto Juric, l´uomo tuttofare del Genoa che entra senza un istante di riscaldamento ma nessuno se ne accorge. Il ritmo sale anche per merito suo. Pochi minuti dopo Borriello, e non solo lui, reclama per un intervento galeotto di Domizzi. Difficile comunque trovare spazi per arrivare al tiro. E allora ci prova Leon su calcio di punizione. Posizione ideale, colpo perfetto. Gianello osserva inquieto la palla che si schianta sul palo. Un segnale. Ci prova Fabiano, gran corridore ma non certo uno stoccatore, poi, al 40´ azione magistrale. Leon, tacco di Borriello per Juric, palla a Sculli che risveglia l´antico istinto dell´attaccante. Savini lo lascia girare e il gioco è fatto. Uno a zero. Nel secondo tempo il Napoli prova a cambiare pelle. Dentro Bogliacino, e poi Lavezzi e Montervino. Un cantiere continuo che si assesta, ma solo per pochi minuti, in un 4-3-3. Il tourbillon dell´allenatore non dà però frutti apprezzabili. Calaiò cade un paio di volte in area, Gervasoni lo ammonisce per simulazione. Ma le palle che arrivano dalle parte di Scarpi sono tutte addomesticate. Anche perché Gasperini non sta a guardare e schiera prima De Rosa al centro della difesa al posto di Santos poi Lucarelli a sinistra. La trincea regge, anzi, crolla quella del Napoli, complice un errore di Domizzi che lascia sfilare la palla davanti a sé mentre irrompe Borriello che si lancia verso la porta. Contatto: l´espulsione è inevitabile, il rigore forse generoso. Il centravanti ringrazia, trasforma e stacca Trezeguet. La partita finisce praticamente qui. Il gol annullato a De Rosa vale solo per i moviolisti più puntigliosi

 

LA REPUBBLICA - I rossoblù di Gasperini non danno scampo alla squadra di Reja. Segna Sculli, raddoppio su rigore del bomber che realizza un sogno. Festa Genoa: vittoria sul Napoli, Samp presa e Borriello goleador. GENOVA - Tre obiettivi in un bel mercoledì per il Genoa: batte il Napoli (2-0), raggiunge la Sampdoria al settimo posto e manda Borriello in cima alla classifica dei cannonieri con 16 gol, uno in più di Trezeguet. I rossoblù, reduci dal 5-3 inflitto all'Udinese confermano il 3-4-3: davanti a Scarpi; difesa con Bovo, Santos e Criscito; a centrocampo Konko, Paro, Milanetto e Fabiano; tridente con Leon, Borriello e Sculli. Il Napoli di Reja con il 3-5-2: Giannello in porta; Grava, Contini e Domizzi; robusto centrocampo con Mannini, Gargano, Blasi, Hamsik e Savini; Calaiò, Sosa. Solo panchina per Lavezzi, recuperato in extremis. Squalificati Zalayeta, Cannavaro e Santacroce. Gara vibrante sin dalle prima fasi di gioco. Al 10' Blasi dalla distanza non impensierisce Scarpi, due minuti dopo ancora una forte conclusione ma il tiro di Leon si perde sopra la traversa della porta difesa da Gianello. Al 19' Gasperini costretto al primo cambio: fuori Paro non al top della condizione, al suo posto entrava Juric. Al 29' i rossoblù di Gasperini sfiorano il vantaggio: splendida punizione a girare dell'honduregno Leon con palla che si stampa sul palo alla sinistra di Gianello. Al 35' debole conclusione da fuori area di Fabiano sul fondo. Il Genoa forza di più. I campani resistono e ci provano in contropiede puntando sulla velocità di Calaiò e Sosa. Ma al 40' il Genoa passa con Sculli. L'azione è molto bella: Borriello entra in area e serve Juric all'indietro con un colpo di tacco; la palla arriva a Sculli dentro l'area piccola e con le spalle alla porta. I difensori del Napoli permettono al calabrese di girarsi, Gianello resta in porta e Sculli infila tutti con precisione chirurgica. La reazione del Napoli è immediata: gran botta da fuori di Sosa respinta da Scarpi, sulla palla arriva Hamsik che non centra la porta. Nel secondo tempo, Reja toglie Hamsik e inserisce Bogliacino. Al 4' fuga di Calaiò verso la porta genoana, l'attaccante finisce a terra ma il direttore di gara gli mostra il cartellino giallo per simulazione. Al 14' si vede Borriello ma il suo tiro è debole e non impensierisce il portiere. Reja tenta il tutto per tutto e manda in campo Lavezzi. Il fantasista non incide e, alla mezz'ora, il Genoa chiude i conti. Borriello s'invola verso la porta e Domizzi lo stende con fallo da ultimo uomo: rigore e cartellino rosso per il difensore. Borriello, un po' emozionato, ci pensa qualche secondo, poi spiazza Gianello e diventa il primo goleador del campionato. Da lì in poi, non succede più nulla. Il Napoli, dopo la vittoria sul Livorno targata Calajò, si ferma di nuovo. Il Genoa, dopo la sconfitta nel derby è rinato.

LA REPUBBLICA - Le pagelle - Konko annulla Hamsik e Lavezzi. Milanetto ispira tutti gli attacchi, Criscito torna sui livelli dello scorso anno. Scarpi 6: non un grande lavoro. Respinge male su Sosa, ma Hamsik mette fuori; viene fuori il mestiere quando evita di buttarsi sui piedi di Lavezzi e rischiare il rigore per costringerlo sulla linea di fondo. Bovo 6,5: in netta ripresa dopo alcune prestazioni non esaltanti. Santos 5,5: bocciato dopo un paio di disimpegni da brividi, ma di testa era l´unico che si opponeva a Sosa. Dal 9´ st De Rosa 6: subito nella mischia con grande concentrazione. Criscito 6,5: assorbe in fretta la giornataccia di Udine e finalmente si esprime nuovamente ai suoi livelli. Konko 7: gli tocca sempre il cliente più difficile. Prima annulla Hamsik, poi non fa vedere palla a Lavezzi. Paro sv. Dal 19´ pt Juric 6,5: preziosissimo, fa il lavoro sporco del centrocampo ma anche l´assist per Sculli. Milanetto 6,5: è il grande ispiratore di Borriello, lo cerca sempre con tocchi smarcanti in profondità e spesso lo trova. Ogni tanto si prende una pausa, avesse un po´ più di tenuta sarebbe da Nazionale. Fabiano 6: più marcatore di Danilo, utilissimo contro le squadre che giocano il 3-5-2. Dal 26´ st Lucarelli sv. Sculli 7: a Udine aveva fatto il mediano (autentico), questa volta torna a fare l´attaccante (finto), ma invertendo la posizione rispetto al tridente originale: lui gioca a destra e Leon a sinistra. Corre, tampona, riparte e segna anche. Peraltro un gol di pregevole fattura, riuscendo a girarsi in area nonostante Grava gli fosse appiccicato addosso. Borriello 7: è il re dei bomber, la Nord reclama e ottiene che faccia passerella da solo quando i compagni sono già sotto la doccia. Leon 6,5: un palo clamoroso su punizione che avrebbe meritato il gol.

 

IL GIORNALE - Genoa, segna e fa segnare È ancora Borriello show. di Emmanuele Gerboni. Salta la corrente elettrica in tribuna stampa ma il Genoa accende la luce in campo e si regala tre punti importantissimi che significano aggancio alla Sampdoria. La partenza dei rossoblu è positiva, dopo pochi minuti Santos non riesce a concretizzare una presa difettosa del portiere Gianello. I partenopei hanno un merito, concedono pochissimo al tridente offensivo rossoblu. Borriello si muove molto, Leon e Sculli pure ma gli spazi sono pochissimi. Il Genoa capisce che la soluzione dalla distanza può diventare la carta vincente e sfiora il gol al 29’ con un piazzato dell’honduregno che fa tremare il palo. È un crescendo quello rossoblu, che si traduce in una maggiore pressione sul Napoli che barcolla ma non cade. Fino al 41’ quando Sculli mette dentro con la freddezza tipica del bomber doc. Nella ripresa la partita cala d’ intensità, quello che vuole il Genoa che accusa un po’ di stanchezza. Chiariamo, il Napoli non impensierisce mai Scarpi. Ma al 29’ Borriello scappa via in contropiede e arriva nell’area azzurra: Domizzi non può avere altro che metterlo giù. Calcio di rigore e cartellino rosso per il difensore napoletano. Dagli undici metri Borriello spiazza Gianello e si ritrova in vetta alla classifica dei bomber con sedici reti. SCARPI 6. Come all’andata si ritrova in porta per la squalifica di Rubinho. Nel primo tempo non è mai impegnato. BOVO 6,5. Gasperini gli concede ancora fiducia dopo un periodo un po’ così. Qualche intervento ruvido ma efficace, un paio di salvataggi importanti. SANTOS 5,5. Si ritrova la piedi la palla del vantaggio ma non la sfrutta a dovere. Qualche sbaglio di troppo. (dal 9’ st DE ROSA 6. Molto attento e puntuale) CRISCITO 6,5. Deve contenere le avanzate di Mannini, e non è un compito facile: quando può prova anche a spingere. Nel complesso una buona partita. KONKO 6,5. Si sistema sulla fascia destra ma ha il compito di guardare con particolare attenzione Hamsik ma quando ha lo spazio cerca di aiutare anche in fase d’appoggio. MILANETTO 6,5. Se lui sta bene, il Genoa gira come un orologio. Per lui una prestazione sufficiente: la sua perla è l'assist a Borriello che conquista il rigore. PARO sv. All’inizio qualche sbavatura che non appartiene al suo repertorio. Poi, s’infortuna e deve lasciare il campo in barella (Dal 19’ st JURIC 6 - Come sempre ci mette cuore e dinamismo) FABIANO 6. Deve confermare il suo buon momento di forma, alcune discese interessanti. (dal 26' st A. LUCARELLI sv). SCULLI 7. È la freccia destra del tridente offensivo, vorrebbe il bis dopo il gol segnato all’ andata. E lo realizza con splendida giocata dalla brevissima distanza. BORRIELLO 7,5. Tutti lo aspettano, gli chiedono altre magie. Nella Gradinata Nord uno striscione che lo invita a restare, lui lo ha ribadito in un’intervista a Sky. Diventa anche uomo assist, come voleva Gasperini. E nella ripresa firma il gol del raddoppio. LEON 6,5. Molto vivace in apertura, si presenta anche in zona tiro. Al 29’ colpisce il palo con una splendida punizione. Magari, ogni tanto, esagera nella giocata personale ma offre un contributo molto prezioso. All. GASPERINI 7. Squalificato Rubinho a parte, conferma la stessa squadra di Udine. Ha ragione, la risposta è stata più che positiva. Arbitro GERVASONI 6. In tribuna d’onore c’è Pierluigi Collina che vigila. Vede bene quando estrae il cartellino rosso a Domizzi e concede il rigore al Genoa

 

     

 

 

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