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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |


Reti: 07' Cavani, 59' e 67' Leon, 75' Brienza, 82' Borriello, 91' Amauri.

Genoa: Rubinho, Konko, Bovo (76' Bega), Lucarelli, Rossi, Paro, Juric, Fabiano (68' Milanetto), Leon, Borriello, Sculli (52' Di Vaio). (Scarpi, Coppola, Danilo, Figueroa). All: Gasperini

Palermo: Fontana, Zaccardo, Biava, Barzagli, Capuano (73' Pisano), Diana (70' Brienza), Guana, Simplicio, Caserta (85' Jankovic), Amauri, Cavani. (Agliardi, Rinaudo, G.Tedesco, Cassani). All: Colantuono.

Arbitro: Gervasoni. Ammoniti: Borriello, Capuano, Milanetto, Paro, Amauri, Guana, Bega. Spettatori: 23.595

 

     

 

     

 

Risultato veramente bugiardo questo che condanna il Genoa ad un misero pareggio col Palermo. Il Grifone patisce la compagine siciliana nei primi 10 minuti della gara e naturalmente becca subito gol. Da li per almeno 65 minuti c’è solo una squadra in campo ed è quella rossoblu. Fioccano le occasioni per Leon, Sculli, Juric, Borriello e Rossi che Fontana sventa salvando la porta rosanero risultando alla fine il migliore della squadra guidata da Colantuono che tra l’altro rischia la panchina ma a cui il Genoa porta evidentemente bene. Un netto rigore nel primo tempo negato a Borriello e un discutibile tuffo in area di Bovo con conseguente volo a cigno di Cavani che si era nettamente allungato palla e forse viene sfiorato dal rossoblu in caduta sono gli episodi da moviola. La differenza è che il Genoa dà spettacolo calcistico e non teatrale come Foschi che dalla panchina dà di matto venendo cacciato dall’ arbitro. In verità, nel primo tempo, Borriello in area riceve pure una gomitata in gola terminando a terra ma si potrebbe sorvolare se non fosse che l’arbitro lo ammonisce per simulazione costringendolo al forfait con la Reggina. Al Palermo è andata veramente di lusso perché si è trovato tanto per cambiare in un momento critico a giocare contro il Genoa che notoriamente quando c’è un sol Leon (battuta) ha la nuvoletta sulla testa come Fantozzi. Bovo infortunato a terra e il Genoa continua a giocare, riparte il Palermo naturalmente da quel lato e arriva un fallo inesistente di Rossi. Bovo fuori, Genoa in dieci, spiovente in area e gol di testa. Bovo non ce la fa e viene sostituto da Bega. Al 90’ punizione quasi fotocopia e gol del pareggio di testa. E' il terzo di fila contando l'azione, anche se la palla era in movimento, che porta alla rete di Cordoba con l'Inter. E' vero che il Genoa ha continuato a giocare ma diciamo anche che l'arbitro, quando la palla è passata dall' altra parte del campo nei piedi Palermitani, girando la testa accorgendosi che Bovo era ancora a terra avrebbe dovuto fischiare e non fregarsene altamente. Gasperini manda in campo un 3-4-3 composto in difesa da Konko, Bovo e Lucarelli anche se in verità poi è Rossi che per la maggior parte della gara occupa il posto in difesa. Al centro torna la coppia Paro - Juric con a sinistra Fabiano preferito a Danilo. In attacco solito tridente Leon, Borriello, Sculli. Colantuono arriva a Genova con dietro un ambiente a dir poco movimentato e deve rinunciare per questa gara a Bresciano e Miccoli. Il Genoa inizia attaccando sotto la Nord. 04’ Fallo di mano di un palermitano su Sculli, l’arbitro lascia ripartire i rosanero e in area Cavani viene rimpallato in angolo da Rossi. 05’ Sugli sviluppi dell’ angolo Simplicio mette in area per Amauri che tocca mettendo a lato di un niente ma l’arbitro ha già fischiato il fuorigioco. 08’ Rimessa laterale, palla a Simplicio che si beve Juric e dal fondo mette sulla riga della porta per Cavani che non ha difficoltà ad insaccare in scivolata nonostante il tentativo da dietro di Konko d’intervenire. 12’ Inizia la partita del Genoa, dalla sinistra Juric calcia una punizione in area, Fontana respinge coi pugni e dall’ altro lato poco fuori area di destro Leon spara verso l’incrocio ma ancora il portiere devia in angolo. 16’ Da sinistra Sculli mette in area, un palermitano svirgola l'intervento e dall’ altra parte Konko può tirare verso la porta ma l’estremo rosanero gli chiude lo specchio ed in tuffo rimpalla la sfera in angolo. 17’ Ultima azione del Palermo nella prima frazione, Amauri lancia a destra per Simplicio che supera Juric e tenta di sorprendere Rubinho con un pallonetto ma il portiere genoano blocca la palla. 19’ Angolo battuto da Leon direttamente a rete, Fontana smanaccia malamente e Rossi a porta vuota di testa non riesce a correggere nello specchio della porta mandando di poco alto. 23’ Scambio tra Rossi e Leon, palla a Borriello che al volo spedisce alto sopra la traversa. 24’ Lancio da destra di Paro che taglia il campo fino all’ area, Zaccardo manca l’aggancio e Sculli in corsa al volo devia la palla che finisce sul fondo. 29’ Paro mette per Borriello che dal limite s’accentra e scarica a rete ma la deviazione di Biava fa impennare la palla che finisce di poco alta sulla trasversale. 33’ Fallo di Biava su Konko da buona posizione, Borriello calcia ma la barriera devia in angolo. 35’ azione continuata del Genoa, la sfera messa fuori area arriva a Paro che pennella in area ma lo stacco di Borriello è contrastato e il colpo di testa dell' l’attaccante finisce di poco a lato. 38’ Palla a rientrare sulla destra in area per Borriello, un giocatore del Palermo girandosi colpisce alla gola col gomito l’attaccante genoano che cade. L’arbitro ammonisce Borriello per simulazione. 39’ Triangolazione del Genoa al limite dell’ area e Leon mette una palla filtrante al centro per Borriello che è solo davanti al portiere. Al momento del tiro un difensore col ginocchio sposta la gamba a Borriello che calcia mezza palla e l’erba terminando a terra. L’arbitro lascia proseguire. 44’ Leon salta Guana e tira rasoterra verso la porta, Fontana non trattiene la palla ma in sucessivo tuffo anticipa poi l’arrivo di Borriello. L’arbitro fischia fallo sul portiere. 45’ Azione sulla destra, la sfera passa sulla sinistra dove Sculli poco fuori l’area di prima intenzione mette a girare verso il palo lontano e per l’ennesima volta l'estremo siciliano vola per deviare la sfera. Termina il primo tempo col Palermo immeritatamente in vantaggio grazie alle prodezze di Fontana. Da registrare la fatica di Juric nei primi 20 minuti su Simplicio e dall' altra parte un zaccardo in costante difficoltà a controllare Sculli. Il secondo tempo per 30 minuti è un monologo rossoblu. 47’ Paro mette all’ indietro per Leon, la palla a girare dell’ honduregno viene deviata con la schiena da un difensore spiazzando Fontana ma termina d’un soffio alta sopra la traversa. 51’ Prima sostituzione per Gasperini, entra Di Vaio ed esce Sculli. 52’ Borriello spalle alla porta protegge palla aprendo per Juric che dal limite spara a mezz’altezza ma centrale e ancora una volta Fontana respinge in angolo. Sul corner interviene di testa Konko ma la palla finisce pericolosamente a lato. 54’ Capuano perde tempo per battere una punizione e viene ammonito. 55’ Azione di Fabiano da sinistra in area per Borriello che quasi dal fondo gira a rete ma Fontana sul primo palo blocca a terra. 58’ Fallo su Fabiano poco fuori area. Palla sul lato sinistro e magistrale parabola di Leon che mette imparabilmente alle spalle di Fontana. Stra meritato pareggio per il Grifone. 63’ Cappellata astronomica di Juric (è la quarta volta che tenta di superare l'avversario senza riuscirvi con dietro una prateria libera) che si fa fregar palla a centrocampo, Cavani entra in area e si destreggia in mezzo a due genoani. Bovo cade verso sinistra e Cavani che s’è allungato palesemente la palla si tuffa a destra. Forse c'è un minimo contatto tra la gamba di Bovo a terra e l’uruguayano. Và in scena la recita di Foschi che và in escandescenza, Gervasoni lo caccia e il dirigente palermitano si fà una passeggiata per il campo, torna indietro e poi se ne và. 65’ Ripartenza rossoblu, un difensore respinge di testa, palla a sinistra a Di Vaio che aspetta e serve in diagonale Leon che controlla entra in area e tira contrastato da Capuano. La palla deviata dal difensore s’infila alla sinistra del portiere. Genoa in vantaggio. 66’ Seconda sostituzione per il Genoa, esce Fabiano ed entra Milanetto. 70’ Sostituzione anche per il Palermo, Brienza per l’ex cacirro  Diana. 71’ Milanetto in ritardo su Guana e cartellino giallo al rossoblu. 72’ Capuano lascia il posto all’ altro ex cacirro Pisano. 73’ Bovo in un contrasto finisce a terra, l’arbitro lascia proseguire e il grifo continua a giocare in inferiorità, palla dall’ altra parte e il Palermo riparte. Bovo è sempre a terra, il Genoa è in inferiorità e l’arbitro lascia continuare finché la sfera viene data proprio dove il Genoano non può intervenire e Rossi e Konko vengono beccati in un fallo che non c’è. Proteste genoane e ammonizione per Paro. Bovo è fuori, la palla di Simplicio su punizione a spiovere sul secondo palo è per la testa di Brienza che è marcato da Di Vaio e non ha problemi a mettere nel sacco. 76’ Bovo deve essere sostituito con Bega. 78' Fallo su Juric. La punizione è per Leon che dalla distanza calcia di poco alto sopra la traversa. 81' Amauri entra su Paro e si becca l'ammonizione. Era diffidato anche il brasiliano ma che salti la prossima sai quanto ce ne freghi. 82' Il Genoa spinge, la difesa respinge la palla che termina al limite dove Konko con un tocco la rimette in area per Borriello. L'attaccante tenuto in gioco da Zaccardo è solo davanti a Fontana e piazzando la palla sulla sua sinistra riporta in vantaggio il Genoa. 83' Colantuono sostituisce Caserta con Jankovic. 84' Di Vaio lanciato a rete viene fermato al limite da Guana che viene ammonito. E' la stessa posizione della prima marcatura ma questa volta Leon non riesce a superare la barriera che respinge la sfera. 86' Ammonizione per Bega che entra in ritardo su Brienza. 89' Konko mette in fallo laterale e ancora il Genoa si fà trovare impreparato, la palla arriva poco fuori area a Cavani che avanza e mette a lato di poco. 91' Punizione fotocopia del secondo gol Palermitano ma questa volta più centrale. Simplicio mette in area e sono almeno 4 i rosanero smarcati davanti a Rubinho che forse avrebbe potuto uscire in presa alta. E' Amauri, che nel secondo tempo è sparito dal campo, di testa a decide di chiudere la partita sul 3 a 3. 92' Il Genoa chiude all' attacco, la palla da sinistra spiove a destra dove Milanetto smarato in area colpisce al volo ma troppo centrale. Ancora una volta l'estremo palermitano riesce a salvare il risultato parando la sfera a terra. Le pagelle di Akaiaoi: Rubinho 6, Konko 7, Bovo 6.5 (76' Bega 5.5), Lucarelli 5, Rossi 6, Paro 7, Juric 5, Fabiano 6 (68' Milanetto 6), Leon 7.5, Borriello 7, Sculli 6.5 (52' Di Vaio 5.5). Gasperini: 7. Palermo: Fontana 7, Zaccardo 5, Biava 6, Barzagli 5.5, Capuano 5 (73' Pisano ng), Diana 5.5 (70' Brienza 6.5), Guana 6, Simplicio 7, Caserta 5.5 (85' Jankovic ng), Amauri 6, Cavani 6.5. Colantuono: 5

 

TUTTOSPORT - Genoa di Leon, non basta. Amauri ancora provvidenziale. Proteste Doppietta dell’honduregno, ma il Palermo pareggia a tempo scaduto: 3-3. Proteste di Foschi per un rigore non concesso. di Sandro Bocchio. GENOVA. Elogio della follia, quella che permet­te al Genoa di sprecare una bella partita con tre distrazioni su palla inattiva. Elogio della follia, quella che concede al Palermo di fare risultato per la quarta volta nel recupero, dopo il successo sul Milan e i pareggi con Reggina e Parma. Elogio della follia, quella che spinge il ds rosanero Rino Foschi a uno dei suoi «cinque minuti» mitici e ordinari. Proteste feroci per un rigore non ottenuto (e per la punizione da cui era scaturito l’1-1 del Genoa) e campo percorso smadonnando dopo l’espulsione, sotto gli occhi allibiti dei prestigiosi ospiti europei che - poco prima - avevano insignito il progetto “ Genoa for children” del Brussels International Supporters Award per la scuola per piccoli tifosi allestita a Marassi... C’è tutto questo in un 3-3 spettacolare, con l’astuzia (rosanero) negli episodi a fare da contrappeso al volume di gioco (rossoblù). Genoa bravo a creare e altrettanto distratto, con un 3-4-3 che diviene 4-3-3 per negare le fasce al Palermo. Si­stema di gioco cui si aggiunge una disposizione mentale spaventosamente agonistica, quella che permette d’incassare lo svantaggio lampo (dormita su rimessa laterale di Diana, Cavani a insaccare il cross teso di Simplicio) e di rendere infernale il pomeriggio di Fontana. Perché nonno Alberto vola da una parte all’altra per mettere le pezze ai buchi di una difesa che sbrocca sul ritmo. Merito suo e delle parate su Leon (tre volte), Borriello e Sculli - se il Palermo va al riposo in vantaggio. E non è demerito suo se il Genoa si sblocca nella ripresa, prima con la punizione dell’honduregno sotto la traversa, bissata da un tiro vicino al palo dopo esitazione di Capuano (doppietta da dedicare al connazionale Wilson, cui hanno rapito un fratello), per poi trovare la terza rete con Borriello solo in area. Un’offensiva continua e avvolgente cui il Palermo risponde con le stilettate. Nello specifico, due punizioni di Simplicio: sulla prima nanetto Brienza prende il tempo di testa a Di Vaio, sulla seconda s’assopisce il Genoa tutto, ammirato dalla capocciata dell’impagabile Amauri. Dura chiudere così, dopo aver offerto divertimento. La faccia di Gian Piero Gasperini lo esprime: «Deluso per il risultato dopo una prestazione esaltante. Sapevamo che il Palermo è squadra molto «fisica». E invece siamo stati passivi sui calci piazzati. Era una gara da vincere, ci voleva un pizzico di convinzione in più». Gara anche polemica, per il Foschi di cui sopra. Il tecnico rossoblù la vede così: «Sono atteggiamenti pericolosi, il condizionamento dell’arbitro appartiene al passato invece nell’intervallo è proprio successo questo. Non mi va bene che venga valorizzato chi protesta». Nel mirino tre episodi. Sul fronte Genoa qualcuno lamenta che il Palermo abbia giocato con Bovo a terra, fino alla punizione per il 2-2. «Ingenui noi - taglia corto il presidente Enrico Preziosi -, dovevamo buttar via palla per primi: ci siamo puniti da soli. Foschi? Chi lo conosce non si meraviglia: dovrebbe evitare la panchina e bersi una camomilla in tribuna ». Poi due episodi in area: i contatti Zaccardo- Borriello e Bovo-Cavani. «Mi sono lamentato - sottolinea Foschi - e l’arbitro m’ha detto che non era rigore. Finita lì, ho chiesto scusa». Anche per Colantuono lo era: «Lo sgambetto c’è, anche se non volontario. Bella partita, ci abbiamo messo carattere. Io in discussione? A Palermo lo si è sempre». Giusto, visto che lo conferma Maurizio Zamparini: «Palermo non spettacolare ma volitivo, sono più fiducioso ma non è il gioco che voglio io. Devo parlare con l’allenatore. Un esonero? Dispiacerebbe più a me che a lui». E Foschi? «Non deve comportarsi così, è un dirigente. Gli darò 15 giorni di vacanza dove vuole...»

LE PAGELLE- Fontana, parate d’autore. Genoa. Rubinho 6: salva su Simpli­cio, non impeccabile sul terzo gol. Konko 5.5: l’assist per Borriello ma anche distrazioni: Cavani lo anticipa sulla prima rete. Bovo 7: la difesa regge al centro fin quando c’è lui. Bega (32’ st) 5.5: vale quanto detto per chi sostituisce, al contrario. Lucarelli 6: sicuro fin quando c’è Bovo. Rossi 6.5: s’alterna con Konko, regalando mal di testa alla controparte. Paro 7: fa girare bene palla, senza risparmiarsi in copertura. Juric 6.5: inizio titubante (distratto sulla fuga di Simplicio per lo 0-1), cresce alla distanza. Fabiano 6.5: sorpreso sullo svantaggio lampo, prende bene possesso della fascia. Origina la punizione dell’1-1. Milanetto (22’ st) 6: cerca il 4-3 con destro al volo al 49’ st, trova Fontana. Leon 7.5: le prime reti in campionato sono il giusto coronamento di una gara sopra le righe. Borriello 7: non lascia mai tranquilli gli avversari, sempre nel vivo dell’azione. Uno dei colpi estivi sul mercato del Milan... Diffidato, verrà squalificato. Sculli 6: lotta in fascia, Fontana gli nega la rete al 46’ pt. Di Vaio (6’ st) 6: offre a Leon la palla del 2-1 ma perde Brienza sul successivo 2-2. All. Gasperini 7: Genoa bello e divertente, il cerchio si completerà quando gare simili finiranno con i tre punti. Palermo. Fontana 8: incassa gol quando è proprio inevitabile. Zaccardo 5.5: soffre Sculli, tiene in gioco Borriello sul 3-2. Biava 5.5: lotta con Borriello, spesso viene sconfitto. Barzagli 6: ciabatta il rinvio su cui il Genoa agguanta il 3-2, per il resto tiene su la difesa. Capuano 5: piallato da Leon, e non solo sul 2-1. Pisano (28’ st) 6: più attento. Diana 5.5: furbo sulla rimessa del vantaggio, in balìa quindi delle iniziative altrui. Brienza (25’ st) 6.5: si toglie la soddisfazione del gol. E di testa, lui che gigante non è. Simplicio 7: mette il piede in tutte le reti siciliane, abile nel cross per Cavani, chirurgico nelle due punizioni successive. E’ anche attento a livello d’interdizione. Guana 7: non concede requie su ogni palla vagante, s’incarica di molti recuperi. Salterà Napoli per squalifica. Cavani 7: apre la partita e si rivela continua spina nel fianco genoano, pur agendo in posizione quasi da centrocampista. Reclama un rigore che avrebbe potuto starci. Caserta 5.5: non aiuta adeguatamente un sofferente Capuano. Jankovic (39’ st) ng. Amauri 6.5: a mezzo servizio in riscaldamento per una contrattura, ma non lo diresti. Lotta da par suo e fa rivedere la luce ai suoi nei minuti finali per la terza volta, dopo Reggina e Parma. Sarà squalificato. All. Colantuono 6: predilige la lotta alla bellezza (e Zamparini mormora), il Palermo soffre però rimette ancora in sesto una gara all’ultimo assalto: è la quarta volta in campionato. Arbitro. Gervasoni 6.5: lascia giocare permettendo il contrasto duro ma non cattivo. Possibile rigore su Cavani: Bovo dà l’impressione di non cercare il contatto in caduta ma è danno procurato. Meno evidente il contatto Zaccardo-Borriello su cui recrimina il Genoa. GENOA (3-4-3) Rubinho 6; Konko 5.5, Bovo 7 (32’ st Bega 5.5), Lucarelli 6; Rossi 6.5, Paro 7, Juric 6.5, Fabiano 6.5 (22’ st Milanetto 6); Leon 7.5, Borriello 7, Sculli 6 (6’ st Di Vaio 6). A disposizione: Scarpi, Coppola, Danilo, Figueroa. ALLENATORE: Gasperini 7. ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Borriello per simulazione; Milanetto e Bega per gioco falloso; Paro per proteste. TIRI TOTALI: 22. TIRI IN PORTA: 15 FUORIGIOCO: 1 ANGOLI: 12 POSSESSO PALLA: 65%. PALERMO (4-5-1) Fontana 8; Zaccardo 5.5, Biava 5.5, Barzagli 6, Capua­no 5 ( 28’ st Pisano 6); Diana 5.5 ( 25’ st Brienza 6.5), Simplicio 7, Guana 7, Cavani 7, Caserta 5.5 ( 39’ st Jankovic ng); Amauri 6.5. A disposizione: Agliardi, Cas­sani, Rinaudo, Tedesco. ALLENATORE: Colantuono 6. ESPULSO: il ds Foschi (19’ st) per proteste. AMMONITI: Capuano per comportamento non regolamentare; Amauri e Guana per gioco falloso. TIRI TOTALI: 5 TIRI IN PORTA: 4 FUORIGIOCO: 1 ANGOLI: 2 POSSESSO PALLA: 35% ARBITRO: Gervasoni di Mantova 6.5. SPETTATORI: 23.595, incasso 323.369 euro. RECUPERO TEMPO: pt 1’, st 4’.

 

CORRIERE SPORT - Gran ritmo e sei gol in 90 splendidi minuti Borriello illude Gasperini Cavani e Amauri (al 91’) salvano Colantuono. DI Alberto Polverosi. GENOVA - Non avevamo mai visto, in questo campionato, una partita come Genoa­Palermo. Mai visti 90 minuti senza pause, 6 gol e ritmi infernali. Mai vista una squadra attaccare come il Genoa, segnando 3 reti e sbagliando 8 occasioni. Mai vista nemmeno un’avversaria che difendendosi, come ha fatto il Palermo, è riuscita a segnare 3 gol e pareggiare una partita che ai punti avrebbe perso nettamente. Merito di due fenomeni come Amauri e Cavani e di un grande centrocampista come Simplicio (tre assist decisivi), ma colpa anche di una difesa (quella genoana) troppo incerta. E colpa dei troppi errori in zona-gol del Genoa. Quattro occasioni per il Palermo, 3 reti, capacità realizzativa del 75%. Una mez­za montagna di palle-gol per il Genoa con le stesse 3 reti, percentuale bassissima. Chi non era di fede genoana si è divertito. Il Palermo ha segnato dopo 8 minuti, amnesia della difesa rossoblù: Juric ha perso Simplicio che ha crossato corto dal fondo, Konko ha perso Cavani che è piombato sulla palla e l’ha girata in rete. Un manrovescio che ha dato alla gara un net­to indirizzo: Genoa in attacco, Palermo in difesa con l’obiettivo (spesso vano) del contropiede. In realtà, è stato solo Genoa fino al pari (14' st) di Leon su punizione. Solo Genoa da una parte e solo Fontana dall’al­tra, con almeno 5 parate decisive. Prima dell’1-1, la squadra di Gasperini ha messo insieme 9 tiri in porta, 11 fuori, 10 angoli e 7 occasioni da gol. L’assetto di Colantuono (5 centrocampisti e il solo Cavani a spalleggiare Amauri) ha trovato subito la propria valorizzazione, considerato che la spinta del Genoa non ha quasi mai consentito ai siciliani di giocare alla pari. Poi Leon ha segnato su punizione (fallo di Caserta su Fabiano) e la gara ha cambiato corso. Il Palermo si è liberato da tante paure (paure vere: ha visto le streghe a Marassi) e si è aperto. Così il Genoa lo ha colpito in contropiede con assist di Di Vaio ancora per Leon, mal contrastato da Capuano. Leon aveva già imperversato per tutto il primo tempo. Ma la difesa del Genoa, come detto, era in difficoltà se attacca­ta, soprattutto su palle alte. Difficoltà va bene, ma prendere un gol per una disattenzione e 2 di testa su punizione è troppo; e se poi uno arriva da Brienza allora si esagera. Punizione di Simplicio, in area Di Vaio ha perso il piccolo attaccante appena entrato per Diana, colpo di testa e pareggio. Era il 31', ma c’erano altri colpi di scena. Il Genoa ha segnato il 3-2 con lo scatenato Borriello, servito sul filo del fuorigioco (Zaccardo l’ha tenuto dentro) da Konko. A quel punto sembrava finita, invece la difesa genoana ha combinato l’ultimo guaio. Primo minuto di recupero: altra punizione di Simplicio, Amauri si è staccato da tutti, Rubinho è rimasto timido in porta e per il bomberone è stato facile il 3-3. Foschi e il preparatore dei portieri del Palermo erano stati espul­si dopo l’1-1 perchè protestavano (Foschi scalmanato) per un contatto lieve in area fra Bovo e Cavani. Ma in assoluto Gervasoni ha retto bene una gara bella e complessa. GENOA (4-3-3): Rubinho 5; Konko 6,5 Bovo 5,5 (32' st Bega sv) A. Lucarelli 5,5 Fabiano 6 (22' st Milanetto 6); Rossi 5,5 Paro 6,5 Juric 6,5; Leon 8 Bor­riello 7 Sculli 6,5 (6' st Di Vaio 6). A disp: Scarpi, Coppola, Danilo, Figueroa. All: Gasperini 7 Falli commessi: 27 Fuorigioco fatti: 1 PALERMO (4-5-1): Fontana 7,5; Zaccardo 5,5 Biava 5,5 Barzagli 6 Capuano 5 (28' st Pisano sv); Diana 5 (25' st Brienza 6,5) Simplicio 7 Guana 6,5 Caserta 6 (39' st Jankovic sv) Cavani 7,5; Amauri 7. A disp: Agliardi, Rinau­do, Cassani, Tedesco. All: Colantuono 6 Falli commessi: 26 Fuorigioco fatti: 0 ARBITRO: Gervasoni di Mantova 6 Guardalinee: Faverani e Stefani Quarto uomo: Trefoloni. MARCATORI: 9' pt Cavani (P), 14' st e 21' st Leon (G), 31’ st Brienza (P), 38' st Borriello (G), 46' st Amauri (P) AMMONITI: Borriello (G) per simu­lazione, Capuano ( P) per comporta­mento non regolamentare, Milanetto (G), Amauri (P), Guana (P), Bega (G) per gioco falloso, Paro (G) per proteste NOTE: Spettatori paganti 1.920 per un incasso ai botteghini di € 50.120. Abbonati 21.675 per una quota di € 274.249,70. Allontanati al 20' st Foschi (ds del Palermo) e Coccia (preparatore dei portieri del Palermo) per proteste. Minuti di recupero: 1 nel st, 4 nel st. Angoli: 12-2 per il Genoa

 

CORRIERE SPORT - Le pagelle. Leon imprendibile Borriello un leone Cavani una furia Amauri lottatore. DI Alberto Polverosi. GENOA: 8 Leon - Destro, sinistro, dribbling, lanci, assist e stavolta anche due gol, il primo con una punizione da mestro. Siamo di fronte a uno dei rari esempi di fantasisti integrati, nel senso del rispetto tattico garantito dall’ honduregno. 7 Borriello - Visto l’attacco del Milan, ci è difficile spiegare perchè lo abbiano ceduto. A parte il gol (6, con questo) si è mosso e battuto con grande furore. 7 All. Gasperini - E’ la media (spinta un po’ in alto) fra la fase offensiva (da 8,5) e la fase difensiva (5 pieno) della sua squadra. Ma chi vede il Genoa, si diverte. 6,5 Paro - Gioco e forza atletica. 6,5 Juric - Si è smarrito in occasione dello 0-1, si è ripreso (e bene) per il resto della gara. 6,5 Sculli - Ha complicato il pomeriggio di Zaccardo fin dalle prime battute. 6,5 Konko - Decisamente meglio in attacco che in difesa. 6 Fabiano - Non sempre incisivo. 6 Milanetto - Contributo positivo nel finale. 6 Di Vaio - Un assist e un errore difensivo. 5,5 Bovo - Nel suo reparto qualcosa non ha funzionato. 5,5 A. Lucarelli - Non gli mancherebbero i centimetri per dare più protezione alla difesa sulle palle alte. 5,5 Rossi - Meno frenetico del solito. 5 Rubinho - Incerto, molto incerto. PALERMO: 7,5 Cavani - Un furia della natura. A par­te il gol, ha attaccato con forza e difeso con prontezza, di­mostrando ancora una volta di poter giocare in tanti modi e in tante zone del campo. 7,5 Fontana - Può sembrare assurdo: ha preso 3 gol in campo e 7,5 in pagella. Ma per capire che il voto è giusto basta riguardare i famosi riflessi filmati’. Già, quanto a riflessi questo vecchietto è straordinario. 7 Simplicio - Meglio di un numero 10. Tre passaggi (o lanci) del brasiliano sono diventati gol. Fenomenale. 7 Amauri - Durante il riscaldamento si era fatto male, ma ha voluto giocare lo stesso. Ha lottato e segnato un gol fondamentale. 6,5 Brienza - Gol di testa, con ottima scelta di tempo. 6,5 Guana - Dentro la partita dall’inizio alla fine, senza perdere mai l’orientamento. 6 Barzagli - Ci ha messo tutto il suo mestiere, ma era insostenibile il peso dell’attacco genoano. 6 Caserta - Pochi spunti, molta forza e molta corsa. 6 All. Colantuono - Si è fatto schiacciare in difesa, però l’inserimento di Brienza è stato azzeccato. 5,5 Zaccardo - Ha sofferto troppo per la sua esperienza. 5,5 Biava - Non è mai stato molto deciso nel cuore della difesa. 5 Diana - Si è spento in fretta. 5 Capuano - Giornata ne­ra, nerissima contro Leon. L’arbitro 6 Gervasoni - Personalità e buon senso.

 

IL SECOLO XIX - A suon di gol con rabbia finale. di Giovanni Ciolina. GENOVA. La regola del tre questa volta non basta al Grifone per portare a casa i trepunti «e fare un bel salto in classifica» come puntualizza il tecnico Gasperini. Inutili si rivelano le prodezze di Leon (doppietta) e Borriello (ammonito per simulazione salterà la Reggina), alle quali rispondono Cavani, Brienza e Amauri, ma soprattutto risponde un Alberto Fontana in formato super, paratutto o quasi, come si preferisce. Finisce 33 la sfida del Ferraris tra Genoa e Palermo e se il punto piace al tecnico ospite,nonaltrettanto si può dire per Gasperini e la sua truppa: «E’ stato forse ilmiglior Genoa della stagione, ma abbiamo commesso alcuni peccati mortali. Con un pizzico di convinzione in più avremmo portato a casa il risultato». In effetti il Genoa gioca una buona partita sotto il profilo tecnico e caratteriale, ma come era accaduto al Meazza di Milano deve battersi il petto per i troppi errori difensivi. E soprattutto paga a caro prezzo le amnesie in termini di punti da classifica. E già, perché nelle ultime quattro partite con le prima della classe (Juve, Fiorentina, Inter e Palermo) ilGrifone si propone alla pari agli avversari, ma alla fine si ritrova tra lemani solo due punticini che materialmente sono pochi anche se lasciano esalare bollicine di bel gioco. Errori quindi. Solitamente le reti scaturiscono da disattenzioni difensive, ma i black out rossoblù continuano a ripetersi in maniera preoccupante. Nella sua tana il Genoa di Gasperini crea una miscela devastante tra disattenzioni e mancanza di lucidità. Errore mortale farsi trascinare nella foga di un possibile kappao lanciandosi a testa bassa in un contropiede insidioso, nonostante il compagno Cesare Bovo a terra, dolorante per uncontrasto. Il Grifone persevera nell’errore chiedendo agli ospiti di mandare in fallo laterale il pallone una volta che la fase di possesso è diventata rosanero. La mezz’ora della ripresa si trasforma così nell’attimo sfuggente della partita. La prova del nove non c’è, e non ci può essere, ma una gestione differente del pallone in quel frangente sicuramente non avrebbe fatto nascere il pareggio di Brienza. Con Bovo a terra era sufficiente mettere il pallone fuori per farlo soccorrere e poi gestire il pallone in attesa del cambio e quindi della parità numerica. La differenza è tutta qui: il Grifone ha dovuto fare il cambio con la palla in mano al Palermo, o meglio nei piedi di Simplicio che dalla tre quarti pennella un cross per il “nanetto” Brienza che torna al gol dopo due anni. Le amnesie difensive (il vantaggio palermitano arriva addirittura da una rimessa laterale) fanno comunque parte del gioco e rendono, nel punteggio, la sfida del Ferraris interessantissima. Tatticamente invece Colantuono rinforza il centrocampo per provare a spegnere la veemenza rossoblù e nel primo tempo il ruolo di uomo ovunque affidato a Guana permette a Cavani e Diana di ripartire sulle fasce, ma soprattutto a Simplicio di giocare testa a testa con Juric e far prevalere la sua velocità, grazie anche ad una condizione non eccezionale del croato. Proprio nei piedi del brasiliano si srotolano alcune ripartenze che Colantuono avrebbe sperato «di concretizzare in modo migliore», ma nonostante qualche difficoltà nell’impostazione del gioco le occasioni non mancano. Il Grifo regala all’avversario almeno sei unghiate in 45’ con Fontana a stoppare in gola l’urlo del popolo di casa e si affida spesso a lanci lunghi a scavalcare il centrocampo verso i terminali Borriello e Sculli. Il napoletano fa la guerra con Barzagli e Biava e riesce a far salire spesso la squadra, nonostante si ostini a metterla ostinatamente sul piano fisico. L’ex juventino fa invece venire i brividi al nazionale Zaccardo che, tra lisci e incertezze,regala almeno 3-4 occasioni agli avanti rossoblù. Il tema del primo tempo è quindi semplice e agevolato da vantaggio di Cavani dopo 7 minuti: Genoa continuamente in propensione offensiva, mentre il Palermo si accartoccia su sè stesso, pronto a ripartire come una molla, grazie anche alle prodezze di un portiere in giornata di vena. Per assurdo, nella ripresa il Grifone pigia ancora di più il piede sull’acceleratore e schiaccia gli ospiti che hanno in Guana il solito lottatore, non in grado però di chiudere quando Leon si accentra e spariglia le marcature. E non solo. L’1-1 su punizione è una prodezza balistica( «Ci voleva, è tornato il vero Leon» puntualizzerà il diretto interessato), il 2-1 una “rapinata” che spinge Colantuono a mettere mano all’assetto del suo Palermo. Gli ospiti, che reclamano un rigore di Bovo su Cavani al 18’ della ripresa, abbandonano il modulo ad una sola punta: dentro Brienza e fuori Diana. Azzeccata. Il Gasp ridisegna un centrocampo di palleggiatori chiamando in panchina Fabiano e piazzando Milanetto al fianco di Paro che cresce in maniera abnorme nella ripresa. Il balletto delle mosse tattiche regala ulteriore pepe alla sfida, ma vedersi raggiungere al novantesimo è una mazzata che non sarà facile smaltire. «Agli altri serve poco per fare gol è l’esame di Ivan Juric Bisogna eliminarli in fretta quegli errori. Dovremo essere più cattivi in quelle situazioni ».Comefarequindiagiustificare le buone prove di Bovo e Lucarelli di fronte a tre reti subite? In maniera semplice. Se Bortolazzi, assistente del ct azzurro Donadoni, lancia occhiate di studio a Zaccardo e Barzagli i due rossoblù possono cullare qualche illusione.

 

IL SECOLO XIX - Le Pagelle. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 5,5 Non si capisce con Bovo, e per pocoDiana non ne approfitta; si fa perdonare al 18’ sul tentativo di pallonetto dell’indemoniato Simplicio. Incolpevole su due gol su tre; sull’ultimo però anche lui esce a vuoto. KONKO 6 Cavani tende a risucchiarlo in avanti – per aprire un corridoio – partendo dalla linea dei centrocampisti. Lui prova a impegnare Fontana, ma il portiere lo ferma al 16’. Presto, come consueto, si scambia con Rossi. Mette al servizio della squadra grande quantità,ma poi spesso perde il tempo con ritmo troppo compassato quando c’è da far partire il contropiede o sovrapporsi nelle ripartenze. Suo comunque l’assist per il 32 di Borriello. BOVO 7 Sarà una coincidenza, ma dopo la sua uscita il Genoa incassa due reti . Strappa applausi a scena aperta quando in scivolata sradica dai piedi di Amauri un pallone che l’italobrasiliano stava calciando per far partire il contropiede rosanero. È un giocatore di straordinaria eleganza e pure sostanza, bravo pure a iniziare la manovra (32’ st BEGA ng: cimette cuore e carattere, fa il suo con grande volontà.Ha il solo torto di avere caratteristiche differenti rispetto a Bovo: più rapido emeno bravo nel gioco aereo. Bravo tuttavia in un paio di anticipi). LUCARELLI 5,5 Gioca una gara di sostanza, riducendo a lungo al silenzio Amauri, sul qualer si alterna con Bovo. È sempre più attivo anche in fase di impostazione: le azioni partono sempre da dietro come vuole Gasperini. Poi però commette due ingenuità. Intanto sul primo gol, una volta superato dalla rimessa laterale, non è pronto ad andare subito in chiusura. Poi, quanto esce Bovo, dovrebbe lui farsi valere sulle palle alte, invece il Grifone incassa due reti. Sull’ultima in particolare toccherebbe a lui, il migliore di testa fra quelli dietro, prendere in consegna Amauri, che è la torre dei siciliani. Sono due macchie in una prestazione globalmente più che positiva. ROSSI 6 Sorpreso dalla prodezza di Fontana sull’angolo di Leon, non riesce a schiacciare in rete di testa: sarebbe stato il pareggio già nel primo tempo. Poi scala in difesa, e riduce gli spazi a Cavani fino a togliergli l’ossigeno. Generoso nelle continue sovrapposizioni, anche se spesso corre a vuoto perché i compagni non lo servono almomento giusto. Paga tutti i chilometri macinati, e il cuore da capitano, con alcune imprecisioni negli appoggi. PARO 7 Cresce di partita in partita, prende spesso per mano la squadra e non sbaglia un passaggio.Non solo, va a lottare su ogni pallone, e a pressare anche nella trequarti avversaria. Con il centrocampo a cinque del Palermo deve contrastare Caserta ma è costretto pure a sdoppiarsi sull’onnipresente Guana, uomo ovunque che evita neimomenti critici ai rosanero di affondare. Riesce ad abbinare qualità e quantità, trovando il modo di aprire lamediana siciliana sempre arroccata.Ha personalità, ed è davvero un acquisto azzeccato. JURIC 6 Non riesce a chiudere su Simplicio, il suo uomo, su rimessa laterale: è una svista fatale, perché il brasiliano ne approfitta per costruire la palla del vantaggio siciliano. Sull’11 perde palla banalmente innescando il contropiede di Cavani.Menomale che in tribuna non ha potuto esserci come invece era nei programmi Slaven Bilic, commissario tecnico dellaNazionale croata (che comunque per i prossimi impegni aveva già fatto scelte diferse): avrebbe scelto proprio la giornata sbagliata, perché Simplicio lomette in difficoltà come nessun altro prima.Migliora alla distanza,mettendoci la consueta cattiveria, dopo aver sofferto nella prima mezz’ora. Con l’uscita di Fabiano finisce a sinistra, e riesce ad essere più pericoloso. FABIANO 6 Non è ancora al cento per cento, non è ancora quello della scorsa stagione. Peròmigliora, cresce e pure la condizione lievita. Con luiDiana chemica un secolo fa è stato nel giro azzurro non la vedemai.Non solo: spinge a sinistra finché ne ha forza. I suoi cross tesi sono sempre un pericolo pubblico per gli avversari (22’ st MILANETTO 6: entra subito in partita, e lo fa con grande lucidità.Aumenta il tasso di qualità inmezzo, e si batte come unmediano.Ha nel finale il match ball,ma Fontana gli dice no). LEON 7,5 Croce e delizia,ma sempre meno croce e sempre più delizia. Avolte lomalediresti per errori puerili,ma poi si fa perdonare con giocate da grande campione.Ha un controllo di palla straordinario. La punizione del provvisorio 11 è damanuale di balistica, il gol del 2-1 è da attaccante vero. Ci aggiunge una crescita continua anche dal punto di vista tattico: ingabbiarlo in rigidi schemi è pressoché impossibile, però ha imparato a giocare con la squadra, e pure a far partire Rossi, o Konko, al momento giusto. Sarebbe perfetto o quasi se talvolta evitasse inutili egoismi. BORRIELLO 7 Su di lui il Palermo raddoppia o triplica sistematicamente lamarcatura. Quando va bene lo sgambettano – in area –mentre sta per depositare in rete: ovviamente, tutto regolare. Riesce comunque ametterci la zampata giusta, chemeriterebbe di essere vincente. Davanti a lui ci sono Biava, unmastino, e Barzagli, che è uno dei centrali dellaNazionale. Eppure va senza paura a fare la guerra con entrambi, pressando, correndo e recuperando pure palla in tackle. L’ammonizione rimediata per simulazione gli impedirà di esserci a Reggio Calabria. SCULLI 7 Evidentemente i portieri hanno un conto aperto con lui: dopo Buffon e Toldo, pure nonno Fontana si supera per negargli il gol. Sulla sinistra fa unamole di lavoro semplicemente impressionante, mettendo più volte in imbarazzo l’azzurro Zaccardo, per poi ripiegare per aiutare il centrocampo. Spende tantissimo, ed esce fra gli applausi (5’ st DI VAIO 5,5:mette lo zampino sul 2-1 di Leon e in un paio di occasioni svolge un lavoro importante sulle ripartenze. È però lo sfortunato protagonista in negativo sul 2-2: prima, con Bovo a terra, prosegue l’azione cercando il 3-1, dando al Palermo la giustificazione per non fare uscire la palla. Poi, sulla punizione di Simplicio, tocca a lui marcare Brienza. Vero che non è un difensore e non è abituato a questo genere di compiti, però non può segnare indisturbato di testa un giocatore che non arriva ai 170 centimetri di altezza). PALERMO Fontana 7; Zaccardo 6, Biava 6, Barzagli 6, Capuano 5 (27’ st Pisano 6); Diana 5,5 (25’ st Brienza 6,5), Simplicio 7, Guana 7,5, Caserta 6 (39’ st Jankovic sv), Cavani 6,5;Amauri 6,5. ARBITRO Gervasoni di Mantova 5: al 41’ Borriello, smarcato da Paro, supera anche Fontana e sta permettere dentro quando un avversario lo sgambetta in area; per il direttore di gara è solo angolo. Poi forse si lascia troppo condizionare dalle proteste di Foschi.

IL SECOLO XIX - Preziosi assolve l'arbitro e spiega il fair-play a Foschi. di Marcello Zinola. GENOVA. Alla fine del primo tempo rimane in tribuna e discute fitto fitto. Aveva appena maledetto le occasioni perdute e fallite. Alla fine della partita rimane cinque abbondanti minuti seduto a fumare nella sua personale e privata camera di decompressione delle emozioni postgara. Di andrenalina ne ha circuitata parecchio. E cosa gli sfugge commentando la partita con uno dei suoi collaboratori è stato un “eccche c...” che non è né caspita né vorrei un caffé. Presidente Preziosi, cosa dirà adesso negli spogliatoi alla squadra? «Bravi, che sono stati bravi perché sono stati davvero bravi e hanno giocato bene, ma anche di stare più attenti in difesa. Il calcio è così». Tre gol da tre disattenzioni, tre gol vostri, Borriello e Leon. «Agli errori ci pensa Gasperini, anche lui sarà molto “inca” per questo. Bene Borriello,molto bene Leon, ma anche altri». Gasperini l’ha scelto per i prossimi anni. «Oh, ripeto, era tempo che se ne parlava, chi sorrideva quando dicevo “progetto” ha avuto la sua risposta. Lui non è perfetto, io non sono perfetto, ma abbiamo con il Genoa delle qualità che fanno sì chemeritiamo di stare insieme, lui, io, la squadra e la società ». Il gioco non manca, con il senno del poi, quattro punti in queste quattre gare dal pronostico proibitivo ci potevano stare. «Io ci speravo e lo avevo detto. Le partita lo hanno dimostrato, ma i punti sono stati solo due nonostante un buon gioco. Ma ci vuole tempo, del resto oggi la differenza l’ha fatta Fontana: nel primo tempo con delle parate strepitose, poi nella ripresa li abbiamo messi “lì”, loro hanno fatto due tiri, noi non so quanti. Loro hanno ottimi giocatori,ma il Genoa anche oggi è stato all’altezza della situazione». Partita calda, nel secondo tempo Foschi e altri due delPalermo cacciati, molta tensione. «Foschi chi lo conosce lo sa che è così, qui a Genova aveva già perso le staffe in un’altra occasione. Lui dopo cinqueminuti perde il controllo. non dovrebbe andare in panchina. Perché un dirigente i problemi deve stemperarli e risolverli, non crearli. Peccato perché oggi c’era stato anche il premio al Genoa for Children proprio per il progetto dedicato alle iniziative sociali e del tifo». A Reggio Calabria non ci sarà Borriello squalificato, potrebbe essere l’esordio dall’inizio di Figueroa. «Potrebbe,ma deve decidere sempre l’allenatore in base a cosa vede in settimana. Oggi sarebbe probabilmente entrato se la gara non fosse diventata così dura e non avessimo patito l’infortunio di Borriello. Lui non è ancora almassimo della forma,ma in quella fase la sua innegabile tecnica avrebbe potuto prevalere sulla stanchezza degli altri avversari». Gervasoni fischiò la resurrezione dalla C alla B. Oggi, comel’ha visto? «Non so se l’ammonizione a Borriello c’era, non credo che Borriello abbia simulato.Né credo ci fosse il rigore su Cavani chiesto dal Palermo. Può avere commesso degli errori,ma non penso che abbia condizionato la gara». C’è stata la protesta per Bovo a terra: l’arbitro secondo i rossoblù doveva fermare il gioco. «E’ l’arbitro che deve decidere, la regola adesso è questa. Noi però la palla l’abbiamo giocata con lui già a terra, forse non ce ne siamo accorti, sul ribaltamento di fronte è successo quel che è successo». Bottino 14 punti, come la Samp. «Sedici erano forse più giusti. Per noi».

 

IL SECOLO XIX - Leon, goleador e psicologo. «Importante superare l'amarezza».Con la Reggina un match personale. di Marcello Zinola. Genova. Il problema, uno dei problemi dopo la serie Juve-Fiorentina-Inter-Palermo (gioco mediamente da 7, punti solo 2 e troppi campanelli di allarme in difesa soprattutto a Milano e per i 3 gol di ieri) per mister Gasperson Gasperini, sarà quello di recuperare motivazioni e certezze psicologiche. Una mano gliela dà Julio Cesar Leon, fresco reduce della prima doppietta in serie A, che sorride e si fa psicologo: «Non era facile, ma meritavamo di vincerla questa partita. Abbiamo fatto quattro partite importanti e abbiamo dimostrato, se non alla pari, di potercela giocare con tutti. Resta un po' di amarezza, questo sì, delusi. E in settimana dovremo anche parlare di questo: battere l'amarezza». Tra sette giorni ,per il ritorno al passato, Leon sbarca a Reggio Calabria. Subito non ne vorrebbe parlare - «Io il posto cerco sempre di conquistarmelo in settimana, so però adesso di essere il Leon "buono" che voleva il mister». Poi ci mette un po' di pepe: «Sono grato a loro perché sono quelli che mi hanno aperto le porte dell'Italia, però poi...». Poi ci sono state serie B e promozione, Fiorentina, ritorno, Catanzaro e Teramo, ma anche due anni «in cui facevo solo la preparazione ma non jocavo" mai, Mazzarri non l'ho conosciuto». Colpa di Mazzarri? «No, lui avrebbe voluto "vedermi"..». Frecciatina al presidente dei calabresi: «Eeeeh, poi in me hanno creduto al Genoa, bene così». Dalla psicologia alla partita. Leon ritornando al "Leon buono" ricorda di avere fatto «anche un po' il Coppola a rincorrere e recuperare palloni». Gran gioco, molte occasioni, ma tre gol sono arrivati (rimessa laterale, due punizioni e gestione poco furba dell'infortunio a Bovo) su una serie di imprecisioni difensive. Juric poco prima lo aveva ammesso - «peccato abbiamo sbagliato, dobbiamo ancora lavorare su questo perché oggi abbiamo perso due punti» - ma Leon difende tutti: «Tutti bene, da Rubinho a chi è entrato dopo. Tutti responsabili degli errori. Anche io, che ho fatto due gol, passaggi e recuperato palloni, ne ho persi e ho sbagliato sbagli». Mettiamola così: fare doppietta e non vincere un po' di rabbia la fa. «Un po' di rabbia sì, ma è il joco. Poi se dovevamo stare più attenti, dovevamo esserlo tutti». Leon è cresciuto nel tempo, «grazie a tutti, al mio impegno e a Dio». Che col Genoa ieri pomeriggio allora era un po' distratto su quelle punizioni. Sorriso «E sì, ma la fede è una cosa seria». Come la sua caccia alle iguane - «vi faccio vedere le foto sul telefonino» - che Leon ricorda e descrive «anche di un metro e mezzo» per impressionare un po' ammettendo che hanno anche «potere afrodisiaco meglio del viagra, ma la carne di iguana non si può esportare, è vietatissimo». Leon torna sulla partita: «Abbiamo forse un po' sofferto all'inizio, ma dal finale del primo tempo e per tutta la ripresa non gli abbiamo concesso palla». Solo i vostri errori... «Certo, ma siamo tutti in campo, c'è anche la fortuna loro e la sfortuna nostra, mi hanno detto che uno di loro (Brienza, ndr) non segnava da due anni». Leon lo avranno visto alla grande anche i suoi familiari che si sono abbonati a tutto l'abbonabile televisivo in Honduras, nella sua città di Cortés, per vederlo in diretta. «Si alzano alle sei del mattino per il fuso orario, con un po' di dolci, caffé, brioches, cercano i canali Rai e tv varie, là mandano molte partite, le migliori del campionato italiano e di quello spagnolo, più volte». La prima doppietta in serie A che lascia l'amaro in bocca, Leon la dedica al fratello di un suo compagno di nazionale, Wilson, che gioca nel Birmingham: «Suo fratello è stato rapito giorni fa in Honduras, gli dedico tanto affetto e auguri». Insomma Leon si congeda ancora da psicologo: «Adesso importa seguire il mister, ascoltare. Quello che ho fatto io oggi sparisce, dobbiamo rimanere convinti di essere in grado di giocarcela con tutte e correggere le "banalità"». Leon vuol dire "gli errori", lo specifica e chiarisce «perché ogni tanto uso ancora delle parole dell'italiano in modo sbagliato». Chi va via senza mediazioni è Juric. «peccato, è stata una occasione persa due volte proprio per come abbiamo giocato, le occasioni create, le parate di Fontana». Non si può giocare sempre bene tutti i 90' ma per Juric «oggi pomeriggio è stata fatta buona partita, gli errori purtroppo ci stanno, ma fa rabbia fare tre gol, sbagliarne altri e prendere gol all'ultimo minuto». Gol che possono spezzare ritmo e concentrazione per la prossima settimana e preparazione? «Non credo, ma se dobbiamo lavorare molto per non rifare questi errori, dobbiamo anche riflettere ed essere convinti dei nostri mezzi, queste quattro partite lo hanno dimostrato». Poi si vola a Reggio, «e lì sarà difficile, lì siamo sul campo di una che dobbiamo poter superare». Giocando bene come avete fatto sino a oggi: «Facendo punti».

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Peccato mortale non vincerla». L'analisi del tecnico Coda polemica dopo l'espulsione del ds del Palermo Foschi. E anche Colantuono insiste: «Bovo su Cavani, era rigore». di Giuliano Gnecco. Genova. Alla lunga diventa fastidioso: ricevere applausi convinti su ogni campo e contro qualsiasi avversario per poi restare con un pugno di mosche o poco più in mano, è quasi una beffa. Gian Piero Gasperini sorride a denti stretti: «Oggi abbiamo fatto davvero una prestazione importante. È un vero peccato non aver conquistato i tre punti: credo sia stata una delle migliori prestazioni in assoluto, abbiamo avuto a lungo la partita in mano. Finalmente c'è stata anche qualità in attacco, con tantissimi tiri. Peccato per quel gol nel finale». Come a Milano, e la difesa ad aver commesso ingenuità fatali. Gasperini frena: «Il Palermo è, con l'Inter, una delle squadre più fisiche sui calci piazzati. Sul 2-2 eravamo in dieci, sul terzo gol siamo stati più passivi. Non solo i difensori: dovevamo saltare tutti, invece siamo stati un po' fermi. È un peccato mortale non vincere una partita come questa: si era fatta in salita per un gol su fallo laterale, ma poi abbiamo fatto cose egregie. È stato un bel Genoa. Però partite così, contro squadre di questo livello, possono aiutarci a capire che campionato possiamo fare e danno convinzione». Il tecnico rossoblù polemizza però anche con un certo atteggiamento tenuto dagli avversari. Pur non nominandoli si comprende che ce l'ha soprattutto con il ds rosanero Rino Foschi: «Certi atteggiamenti mi danno molto fastidio, quando si vuole condizionare l'arbitro. Da parte poi di persone che sono da tempo nel calcio. Che magari cercano di condizionare anche nell'intervallo: sono cose passate, lasciamo stare gli arbitri. Sembrerebbe che il Palermo sia stato penalizzato da chissà cosa. Non va bene che venga valorizzato chi protesta: è un atteggiamento che ha stufato. Anche noi allora avremmo da lamentarci. Borriello ad esempio è stato ammonito per un fallo dubbio, ma non non vogliamo far pesare il campo e il pubblico, cerchiamo di essere corretti. Ma è bene che lo siano un po' tutti, altrimenti è un casino». Replica Foschi: «Si è detto che sono andato in escandescenza, io non ho fatto niente di niente. Il quarto uomo mi ha detto di rimanere dentro al mio recinto e quando mi sono lamentato di un rigore non dato, l'arbitro mi ha detto di accomodarmi fuori. Niente altro, tutto con serenità. Mi sono saltati i nervi quando ho visto il rigore non dato e l'arbitro mi ha mandato fuori. Ho reclamato un rigore non dato. Non è successo niente di grave. Non è stato un bell'esempio ma non è niente di eclatante». Rincara il tecnico Stefano Colantuono: «Alla fine del primo tempo, uscendo dal campo, anche Borriello ha parlato con l'arbitro reclamando un rigore. Mi spiace per Gasperini che è un amico, ma non ci vedo niente di strano, anzi. Il rigore c'era, ma era per noi: Bovo ha sgambettato Cavani, che ha anche cercato inutilmente di restare in piedi. Non era volontario, perché Bovo era girato, però l'ha toccato, ed era rigore netto. A parte gli episodi, però, credo sia stato un buon pareggio contro una squadra attrezzata: ho visto la cassetta di Inter-Genoa, e quel risultato è stato bugiardo».

 

LA REPUBBLICA - Bovo, fatale quel ko. Polemiche per Cavani che passa a fianco di Bovo a terra e non calcia fuori la palla nonostante le esortazioni in tal senso dei giocatori genoani. Preziosi, però, stronca sul nascere la diatriba: «Siamo stati effettivamente noi a non fermare per primi il gioco». Piuttosto c´è da dire che l´intervento di Rossi, che era andato in raddoppio di Konko sull´attaccante uruguaiano, non era parso falloso. E proprio quella punizione ha originato il gol del 2-2, con il Genoa in 10 uomini perché la panchina rossoblù stava ancora valutando l´entità dell´infortunio di Bovo (ma a Reggio Calabria ci sarà, mancherà invece Borriello al quarto cartellino giallo). Così la retroguardia genoana ha affrontato la punizione che Simplicio ha scodellato nell´area di rigore con un uomo in meno che poi è uno dei suoi migliori saltatori. Ed in gol è andato Brienza che ha bruciato in elevazione Di Vaio.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, spettacolo e rimpianti. Gasperini attacca Foschi, general manager del Palermo: "Ha tentato di condizionare l´arbitro nell´intervallo" Preziosi: "Senza Fontana sarebbe finita 6-3 per noi". di Gessi Adamoli. Come non vincere una partita tirando 18 volte nello specchio della porta avversaria? O, se preferite, come prendere tre gol da una squadra che di tiri in porta ne ha fatti soltanto sei? Il Genoa contro il Palermo è riuscito in tutto questo e gli applausi convinti dei 24 mila del Ferraris fanno certamente piacere ma non classifica. Enrico Preziosi fatica a nascondere il suo disappunto: «Perché sul piano del gioco non c´è stata partita. Fontana ha compiuto interventi miracolosi, con un altro portiere finiva sei a tre per noi». Invece è finita tre a tre tra le polemiche (incredibilmente da parte del Palermo) e con una squallida sceneggiata da parte di Rino Foschi, che uno show analogo aveva fatto qualche anno fa, sempre a Marassi, ma questa volta in occasione di una partita con la Sampdoria. Il gol di Amauri al 91´ ha salvato la panchina a Colantuono, ma il tecnico, che aveva chiuso la sua carriera di calciatore alla Sciorba, vestendo la maglia della Sestrese di Gazzo, è più che mai in bilico. Il suo Palermo non gioca o quanto meno non sfrutta appieno lo straordinario potenziale che ha a disposizione. Proprio la sfida con il Genoa, che al contrario ha un´identità di gioco fortissima e meccanismi ormai mandati a memoria, ha evidenziato come la squadra rosanero si limiti a sperare nelle invenzione dei singoli. Per salvare il posto Colantuono ha allestito un catenaccio gigante, lasciando Amauri, svogliatissimo sino al guizzo del 91´, isolato in avanti. Per altro la partita si è messa subito nelle condizioni ideali per il Palermo in gol dopo solo 8´: Juric (non è da lui) si lascia scivolare sul fondo Simplicio, servito da una rimessa laterale di Diana, palla in mezzo per il tocco sottomisura di Cavani. A quel punto il Palermo erge un muro di nove giocatori davanti a Fontana, il Genoa non ha spazi e fatica a imporre la sua azione manovrata. La squadra rossoblù è così costretta a lanciare da dietro e quello non è certo il suo gioco. Milanetto comincia a scaldarsi, ma intorno alla mezz´ora c´è la metamorfosi, Paro sale in cattedra ed il Genoa inizia il tiro al bersaglio. Nel primo tempo c´è, in area di rigore, un intervento molto dubbio di Zaccardo ai danni di Borriello, che poco prima si era beccato per simulazione l´ammonizione che farà saltare la partita di Reggio Calabria. Il pareggio arriva al 14´ della ripresa con una punizione capolavoro di Leon. Poi lo show di Foschi, dopo un intervento in area di Bovo ai danni di Cavani. «Le nostre - lo bacchetta Gasperini - erano state proteste lineari e civili, lui ha superato i limiti. Sembrerebbe quasi che il Palermo sia stato danneggiato, sinceramente vorrei capire in che modo. E non mi va nemmeno il tentativo di voler condizionare l´arbitro nell´intervallo». Preziosi, invece, per quanto riguarda il comportamento del vulcanico collaboratore di Zamparini preferisce sdrammatizzare: «Foschi lo conosciamo tutti, potrebbe fare a meno di andare in panchina perché ha spesso cinque minuti di blackout. In tribuna con una camomilla sarebbe più a suo agio». Il Genoa è ormai padrone della partita, passa in vantaggio con Leon ma è raggiunto da Cavani di testa (punizione di Simplicio). Nuovo vantaggio con Borriello, ma ancora pareggio del Palermo: punizione di Simplicio e testa di Amauri. «Loro avevano più centimetri e così abbiamo preso due gol fotocopia», si dispera Gasperini, al quale, dopo aver perso Bovo per infortunio (solo una contusione, a Reggio ci sarà), avrebbe probabilmente fatto comoda l´abilità nel gioco aereo di De Rosa che invece era in tribuna.

 

LA REPUBBLICA - Borriello perfetto Milanetto no. Konko-Rossi ok a destra Di Vaio si fa beffare da Brienza, Rubinho sbaglia l´uscita. di Gessi Adamoli. Rubinho 6: dopo l´errore di San Siro (gol di Cambiasso) una prestazione normale e non da Superman. Non è reattivo sulla palla che dal fondo Simplicio mette in mezzo per Cavani (1° gol) e, non sentendosi adeguatamente protetto dalla sua contraerea, tenta l´uscita alta (3° gol), quando sarebbe stato forse più opportuno restare in porta perché è Amauri che arriva primo sul pallone. Konko 6,5: avanti e indietro sulla destra, intercambiabile con Rossi con il quale ha ormai un´intesa perfetta. Suo l´assist per Borriello. Bovo 6,5: la sua uscita costa al Genoa la partita. Perché Rossi, con il compagno a terra, deve intervenire fallosamente (a giudizio dell´arbitro) per fermare il gioco e da quella punizione nasce il secondo gol del Palermo. Ma anche perché il Genoa non solo perde il suo leader difensivo, ma anche il suo miglior colpitore di testa. Dal 32´ st Bega sv. Lucarelli 6: puntuale in fase difensiva, cerca anche di dare il suo contributo nell´iniziare l´azione, come nei dettami del calcio di Gasperini, anche se i suoi sono piedi proletari. Rossi 6,5: la catena di destra che forma con Konko è sempre più simile a quella leggendaria composta da Eranio e Ruotolo. Paro 6,5: all´inizio fa fatica, ma dopo mezz´ora prende in mano la squadra e detta i tempi del gioco. Juric 6: parte male, si lascia sorprendere da una rimessa laterale e si fa ingenuamente andare via Simplicio e sbaglia anche troppi passaggi. Si riprende e disputa poi un´ora ai suoi livelli. Fabiano 5,5: dopo l´infortunio e la successiva attesa in panchina, non ha ancora la gamba. Ora come ora Danilo ha un altro passo. Dal 22´ st Milanetto 5,5: sa giocare al calcio, ma va piano. Troppo per questo Genoa che invece marcia a 100 all´ora. Leon 7: firma una doppietta, a tratti è incontenibile. Dà fantasia e imprevedibilità alla manovra. Borriello 7: un gol e un grande lavoro di forza contro Biava e Barzagli. Sculli 6: senza risparmiarsi lungo la corsia di sinistra. Ma, sotto di un gol, Gasperini ha poi avuto bisogno di un esterno d´attacco con caratteristiche più offensive. Dal 6´ st Di Vaio 6: alcune spunti buoni in avanti come l´assist per il secondo gol di Leon. Ma è imperdonabile come si faccia rubare il tempo di testa dal piccolo Brienza.
 
LA REPUBBLICA - Squadra da applausi tranne le palle inattive. di Franco Rotella. Peccato. È la parola che sintetizza nel modo migliore lo stato d´animo e la valutazione al termine di una partita come questa. Una prestazione eccellente, che avrebbe meritato il conforto dei tre punti, sfumati proprio all´ultimo. Tranne i primi cinque-sei minuti in cui ho visto un Genoa un po´ in difficoltà, poi si è assistito a una grande partita sul piano del gioco, della partecipazione, delle occasioni da gol, che, mi pare, siano in evidente squilibrio tra le due squadre, così come i tiri in porta. La condizione fisica è buona, sotto il profilo del ritmo è un Genoa eccellente, e anche a livello psicologico è una squadra che sta crescendo molto, perché andare subito sotto avrebbe potuto complicare maledettamente le cose e invece i ragazzi di Gasperini hanno saputo reagire alla grande. Fontana è stato sotto pressione per 95 minuti, ha compiuto grandissimi interventi. Rimane la consapevolezza di poter giocare a certi livelli il campionato, consapevolezza che deriva da un gioco efficace, dalle prestazioni autorevoli contro avversarie come Udinese, Fiorentina e Palermo. Peccato per il risultato. E l´unico neo sono i due gol subiti su palle inattive. Un aspetto sul quale credo che Gasperini e i giocatori lavoreranno, perché in serie A anche i più piccoli errori vengono pagati a carissimo prezzo.

LA REPUBBLICA - Giù il cappello, c´è Super Leon ‘Mamma guarda come mi diverto´. Serpentine, incursioni e magie. L´honduregno è di nuovo il mattatore del mondo rossoblù. di Raffaella Griggi. Portarlo in giro a cinque anni non era facile, Julio Cesar Leon, tirava in aria ogni tipo di frutta e si metteva a palleggiare per le vie di Cortes in Honduras. «Però preferisco il pallone ora», dice a fine gara con quelle palpebre che sbattono ogni tre secondi, la frazione di tempo di ogni sua discesa sulla fascia. Niente è scontato, tutto è possibile con lui: lo stupore, la spavalderia, la beffa. Ieri il giocatore ha riempito tutto il pomeriggio. Spunta ovunque. In sei minuti poi, ha rovesciato un risultato, (prima doppietta in A), anche se poi è finita come è finita. La punizione del momentaneo pareggio è perfetta e leggera, un po´ la fotocopia di quella del gennaio scorso al San Paolo. L´azione del 2-1 invece è una meraviglia da ballerino, da torero: taglio di Di Vaio in velocità, controllo di destro a saltare un difensore in area, e tiro di sinistro. Mano sul petto al solito, due, tre volte per festeggiare. «Dedico la vittoria al mio amico Wilson, un connazionale che gioca nel Birmingham al quale hanno rapito il fratello, spero lo liberino presto». Ma il pensiero va anche a papà e mamma in Honduras, stanno sempre davanti alla tv alle sei di mattina con cappuccino e brioche per vederlo alla domenica. Fa a pezzi la difesa palermitana ogni volta, il suo primo pallone toccato è un´accelerazione sulla fascia destra («Io faccio un po´ il Coppola, e un po´ il Leon»), tanto per chiarire quale fosse il tipo di partita che avrebbe fatto. Novanta minuti di corse, scatti, slalom e sovrapposizioni. Gioca sempre di prima intenzione, ed è il più lucido di tutti ed è come se gli altri attorno a lui perdessero la misura. «Sono tornato il bel Leon». Però ogni tanto qualche "leonata", nel senso di giocata che finisce in fregatura la fa, altrimenti non apparterrebbe a quella speciale categoria protetta di giocatori croce e delizia per i tecnici («A Reggio Calabria facevo da solo la preparazione, poi venivo dato in prestito, Mazzarri invece mi ha voluto»). Nel caso avesse un po´ smanettato con il telecomando più tardi, avrebbe potuto ascoltare i complimenti di Preziosi. Gol sbagliati di un niente, ritmo e musica dei Caraibi in gambe e cervello. Gioca leggero, senza patemi questo ventottenne, che come tutti i sudamericani potrebbe averne otto di meno o otto di più. Spirito da folletto, sembra uscito da un cartone animato questo ragazzo diviso tra Cogoleto dove abita e Pegli dove si allena. Ha una faccia particolare, a guardarlo si può sorridere, o provare a capire che storia abbia alle spalle il cacciatore di iguane, nella grammatica del calcio, il soprannome indica la sua passione nei rettili. «Quando posso vado sempre con il fucile vicino al fiume di Cortes, le iguane grandi sono buone e danno potencia», lo scintillio ironico e guerriero nello sguardo. Geniale dispensatore di assist, indole da soggetto fuori dal mucchio, il feeling con i tifosi non è mai mancato (Paola, la figlia del presidente Preziosi, già dall´anno scorso indossa la maglia con il numero undici sulla schiena) anche quando partiva dalla panchina, e anzi tutti lo volevano vedere in campo da subito. Il classico «oh» quando doveva entrare. «Rivincita? No, nessuna. Semmai un ringraziamento a chi ha creduto in me». Il pareggio del Palermo arriva al 46´, la partita è servita a battersi due volte il pugno sul petto, ma non a vincere. «Meritavamo i tre punti...peccato, in settimana cercherò di guadagnarmi il posto da titolare». Bel Leon.

 

     

 

 

AKAIAOI