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STAGIONE 2007/08 HOME >> |
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GENOA - PARMA 1 - 0 (1 - 0) Reti: 43' Borriello Genoa: Rubinho, Masiello, De Rosa, Santos, Juric, Konko, Paro (45' Rossi), Milanetto, Leon (77' Papa Waigo), Borriello, Sculli (85' Fabiano). In panchina: Scarpi, Lucarelli, Coppola, Figueroa. Allenatore: Gasperini. Parma: Bucci, Coly, Paci, Falcone, Zenoni (87' Dessena), Cigarini, Morrone, Reginaldo (77' Paponi), Gasbarroni (56' Matteini), Pisanu, Corradi. In panchina: Pavarini, Couto, Mariga, Parravicini. Allenatore: Di Carlo. Arbitro: Girardi di San Donà di Piave. Spettatori 22.914. Ammoniti: Reginaldo, Juric, Gasbarroni, Masiello, Cigarini, Borriello, Rubinho. Angoli: 6-3 per il Parma
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TUTTOSPORT - Un rigore sul Parma porta la vittoria (1-0) che mancava da 2 mesi e mezzo. Borriello rilancia il Genoa. Paro in ospedale per un colpo all’occhio. Preziosi: Criscito? Lo riportiamo a casa. di Giovanni Tosco. GENOVA. Dopo due mesi e mezzo il Genoa riassapora il gusto della vittoria. La striscia negativa di nove partite ( con appena quattro punti) condizionava, innegabile, pensieri e umori. L’ 1- 0 firmato Marco Borriello permette ai rossoblù, che hanno superato il Parma anche in classifica, di trascorrere un Natale sereno. In altre circostanze s’è vista una squadra più bella, perla prestazione di ieri positiva per la determinazione, la lucidità tattica e la capacità di soffrire quando, nella ripresa, gli emiliani si sono gettati all’assalto, per altro senza quasi mai impensierire Rubinho. Anzi, il Genoa ha avuto con lo stesso Borriello e con Papa Waigo la possibilitdi chiudere la sfida, ma mancata quella freddezza che il bomber di scuola milanista ha invece avuto nella trasformazione del rigore, provocato quando il primo tempo stava per terminare da Paci, che ha vistosamente trattenuto il bomber di scuola milanista. Per Borriello, che dal dischetto ha spiazzato Bucci,l’ottava rete stagionale: e certo non un caso che nei tre successi ottenuti dal Genoa ci sia sempre il suo nome nel tabellino dei marcatori. Ma, al di là dell’evidente importanza dei gol, di Borriello continuano a piacere la furia con cui si avventa su ogni pallone e la disponibilit a mettersi al servizio dei compagni, a conferma che per la crescita definitiva gli occorreva soltanto sentire attorno a sla fiducia di cui gode qui a Genova. Le sofferenze in trasferta restano una costante del Parma, che nel 2007 ha vinto una sola volta ( il 22 aprile, a Palermo) e in questo campionato ha raccolto lontano dal Tardini appena due punti. Era lecito attendersi una prova piaggressiva, perch, come aveva dimostrato il Siena due settimane fa, il modo migliore per mettere in difficoltà il Genoa non lasciarlo respirare. E invece la formazione allenata da Di Carlo s’è limitata ad aspettare la manovra rossoblù, chiudendo sì gli spazi ma consegnandosi al rischio che un qualsiasi episodio potesse risultare fatale: come puntualmente avvenuto col rigore. Gasperini ha scelto di rilanciare De Rosa, ha riproposto la coppia di playmaker formata da Milanetto e Paro ( non avveniva dal 30 settembre: il secondouscito dopo il gol a causa di una fortuita botta all’occhio ricevuta da Sculli durante i festeggiamenti ed è stato trasportato all’ospedale per precauzione) e ha spedito in tribuna Di Vaio, destinato a preparare le valigie. Tutte mosse azzeccate, perch il centrale difensivo e l’esperto regista sono stati tra i migliori, insieme con Konkosoprattutto quando sispostato in mezzo per sostituire Paro - e naturalmente Borriello. Già prima del rigore il Genoa ha avuto la possibilitdi passare in vantaggio, al 34’: su una punizione di Milanetto spizzicata da Sculli la palla finita a sinistra dove Borriello, “ dimenticato” da Paci, ha calciato da due passi ma Bucci stato abile nella respinta. Nella ripresa il Parma ha cambiato atteggiamento, velocizzando la manovra, provando a proporsi sulle corsie esterne e obbligando i rossobla chiudersi nella protezione del gol. E tuttavia, Rubinhostato impegnato soltanto da un tentativo dalla distanza di Morrone:vero, davanti al portiere siassistito a diverse mischie che un po’ di brividi hanno procurato ( Di Carlo s’lamentato per una presunta trattenuta ai danni di Corradi), ma nei fattiandato più vicino il Genoa al bis, prima con Borriello ( retropassaggio sbagliato di Zenoni e tiro addosso a Bucci) e poi con Papa Waigo ( ripartenza uno contro uno sprecata, con salvataggio proprio di Zenoni). Il ritorno alla vittoria ( l’ultima risaliva al 7 ottobre, contro il Cagliari) proietta i liguri verso il 2008 che si aprircol ritorno di Mimmo Criscito. La conferma alle indiscrezioniarrivata da Enrico Preziosi al termine della partita: E’ come riportarlo a casa. Di sicurouna grande cosa per noi.... Ci saranno parecchi movimenti (Ne parleremo piavanti ) , ma il presidente genoano preferisce concentrare i discorsi sui tre punti ritrovati:La mancanza di vittorie si faceva sentire. E’ un successo molto importante, fondamentale: e meritato, perchè il Parma non ha quasi mai tirato in porta.
TUTTOSPORT
- Gasperini: Che intensità. Mentre il Parma critica Girardi.
Di luca Palmieri. GENOVA. Abbiamo chiuso nel modo giusto un bell’anno.
Sorride Gian Piero Gasperini per avere interrotto, proprio nell’ultimo
match del 2007, una striscia senza vittorie lunga nove partite. Dopo la
promozione - prosegue - adesso abbiamo anche una buona classifica in
serie A. Il tecnico parla di una vittoria sofferta ma meritata. Il
campo non era in buone condizioni ed ha penalizzato tutti. Noi
perabbiamo giocato con grande intensità, difendendo bene e abbiamo avuto
anche le occasioni per chiuderla. A gennaio il mercato potrebbe portare
innesti importanti. Penso che il presidente porterrinforzi di qualità,
come sempre. Criscito? Se lo leggo su tutti i giornali forse qualcosa di
vero c’è. Complimenti da parte del tecnico anche alla vecchia guardia,
con Milanetto e De Rosa, spesso poco impiegati, protagonisti assoluti.
Per noi questa magliauna seconda pelle - dicono in coro i due veterani
- e siamo pronti a dare tutto quando chiamati in causa. Qualche
rammarico invece da parte del tecnico del Parma Domenico Di Carlo. La
differenza l’ha fatta un rigore, a loro concesso e a noi no. In tante
mischie abbiamo avuto la chance del pari, ma nonandata bene. Il nostro
errorestato però quello di avere accettato i ritmi bassi imposti dal
Genoa. Non sono i nostri e lo abbiamo pagato. Dubbi sull’arbitro Girardi
anche dal presidente emiliano Tommaso Ghirardi: Non è stato
all’altezza.
CORRIERE
SPORT - Partita
equilibrata e nervosa.
Nell’esultanza del gol Paro viene colpito dai compagni e finisce
all’ospedale! Borriello centra i tre punti dal dischetto. GENOVA - Come
si dice, vincere e convincere? Il Genoa preferisce fare cos, prendiamoci
i tre punti e facciamo festa anche se nonstato uno show da prima
serata. E' arrivato il successo, serviva soltanto quello. Il Parma?
Bisogna crederci di pi, troppe pause per la squadra di Di Carlo.
All'inizio freno a mano tirato di Genoa e Parma e poca voglia di far
capire i punti deboli. E' giusto, vince la paura e sarebbe stato strano
il contrario. Sfidiamo il nemico al duello ma senza strafare, ecco la
strategia della prima parte di gara. Il Genoa ci crede un pizzico di pi,
la voglia di vittoria ( che manca dalla settima giornata)troppo forte.
Il Parma? Tranquilli, i ragazzi di Di Carlo rispondono all'appello: quei
tre - Reginaldo, Gasbarroni e Pisanu - sembrano l'arma perfetta per
innescare Corradi. Almeno in apertura. Poi la lampadina si spegne e sono
guai per Di Carlo. Non la partita dell'anno, quelle da mettere nella
prima fila della bacheca, ma va bene cos. Cuore e muscoli, Genoa e Parma
provano a giocarsela cosquesta sfida. Se dovessimo giocare la schedina
al 45' ci sarebbe da scrivere una tripla. Il taccuino non rimane vuoto.
Si abbassa la temperatura ma si scalda il match. Lentamente ma cresce.
Lo dicono le palle gol che si prendono un posto d'onore nella cronaca.
Leon (tiro intercettato senza problemi da Bucci) e Gasbarroni (bella
discesa nell'area rossoblu stoppata da Masiello) lanciano le danze che
diventano frenetiche al 33'. Cross dalla trequarti di Milanetto,
spizzicata al centro dell'area, e sul pallone plana Borriello che tira
fuori dal cilindro un colpo da biliardo. Ha soltanto una sfortuna, Bucci
si trova al momento giusto nel posto perfetto. Proprio sulla traiettoria
del pallone. Servirebbe un leader a questo Genoa, Borriello si candida
per il compito. Ci prova al 36' quando di testa mette i brividi e poi
conquista il penalty dopo una trattenuta chiarissima di Paci dopo un
calcio d'angolo. Minuto numero 43', siamo sotto la Gradinata Nord, cuore
del tifo rossoblu: il pallone sembra pesante un quintale ma Borriello lo
piazza nell'angolino come se fosse leggerissimo. E' quello che cercava
il Genoa, un gol per cancellare fantasmi e paure. C'solo un ombra, nei
festeggiamenti per la rete, Paro si scontra con Sculli che lo colpisce
allo zigomo. Per il centrocampista accertamenti all'ospedale. Nella
ripresa esce dallo spogliatoio un altro Parma, Di Carlo deve aver alzato
la voce. Bucci e soci decidono cheil momento di osare: visto che
ldavanti non trovano gli spazi, ci provano da lontano. Ma manca qualcuno
che accenda l'interruttore, un tipo alla Morfeo per intenderci.
Proviamoci appena arriva il pallone giusto, l'ideaquesta. Morrone non
ipnotizza Rubinho mentre Cigarini sfiora la traversa su punizione.
Soffre il Genoa, ma prova a sganciare anche il colpo del ko sempre con
Borriello. Inutile illudersi, bisogna rimanere incollati al seggiolino
fino al novantesimo e dintorni. C'tempo ancora per un gol annullato a
Papa Waigo e qualche istante di tensione tra la panchina del Parma e il
pubblico in tribuna. Quando arriva il triplice fischio, il Genoa si
prende sotto l'albero il suo regalo di Natale pibello. Vincere e
convincere? Meglio i tre punti. Emmanuele Gerboni. GENOA - PARMA 1 - 0
MARCATORI: 43' pt Borriello (G, su rig)
IL SECOLO XIX -
Tre punti tutti d'oro.
Preziosi: "Genoa, grande
vittoria". di Giovanni Ciolina. Buon Natale, Joyeux Noel, Feliz Navidad,
Feliz Natal, Sretan Bozic. Firmato: Gasperini e la sua banda. Il tanto
atteso biglietto d’auguri a tinte rossoblù è stato recapitato alla Nord
e al popolo genoano sulle ali di un rigore di MarcoBorriello ed è il più
bel regalo che la gente potesse aspettarsi. Il Genoa torna alla vittoria
dopo 75 giorni di digiuno(2 0 al Cagliari) e lo fa con il cuore, il
carattere, la grinta, la voglia, la forza del gruppo. Alla Genoa, si può
sintetizzare. Per il gioco non è ancora tempo di andare per il sottile,
ma come ha sottolineato il presidente Enrico Preziosi «questa vittoria
ci serve per il morale. La squadra è stata impeccabile sul piano
agonistico ed è una grandissima vittoria. Meritata». Ovviamente sulla
sponda avversaria mirano a fare le pulci su un intervento al novantesimo
di Masiello su Corradi. «Dalla panchina sembrava rigore, ma bisogna
vedere…» butta lì Di Carlo, anche se gli emiliani devono battersi il
petto per una gara non certo esaltante, «e quando non alziamo i ritmi
andiamo in difficoltà» è la disamina del suo tecnico. Resta il fatto che
il Grifone prova, e riesce sovente, a fare il gioco e si limita alla
sofferenza solo nel finale di partita, quando il Parma rinfoltisce la
pattuglia d’attacco e, di fronte agli schemi che saltano, l’unico
pericolo sono i lanci lunghi. A quel punto Santos e De Rosa entrano in
trincea e il Tex napoletano gioca di spada e di fioretto, ma di testa ci
dà sempre lui. E come per Milanetto il rientro è dei migliori. «Si sono
dimostrati ottimi giocatori e soprattutto Milanetto ha regalato
geometrie ed ha compattato il reparto» è l’elogio che arriva dal massimo
dirigente rossoblù. Presidente che poi dedica la vittoria alla
tifoseria, «che spero faccia un buon Natale. Io lo farò» e sottolinea «È
bello riportare Criscito a casa». La soddisfazione per la vittoria è
accresciuta anche dalla posizione di classifica. Bisogna comunque
attendere domani per avere un quadro preciso, ma già adesso la
situazione è rosea. Intanto il Genoa scavalca il Parma, «ma con i 19
punti centra quasi la metà dell’obiettivo di vigilia». Il successo sul
Parma (10) regala il sorriso al presidente Enrico Preziosi. Il fattore
Borriello lascia il segno anche in questa sfida interna con il Parma
nella quale i punti valgono veramente tanto sotto il profilo psicologico
e il rigore è il fermo immagine emblematico di una partita giocata tutto
cuore e ringraziamenti alla Nord da parte dell’ariete rossoblù. Non è
certo una delle prestazioni scoppiettanti di qualche mese fa, ma
l’apporto del napoletano è intenso, ammirevole per impegno e volontà.
Borriello si dedica molto al ”gioco sporco”, quello tanto amato da
Bernardo Corradi che, al contrario, si vede poco. E si sa, alla lunga
quando si cerca una cosa e la si vuole in ogni maniera, il sogno si
concretizza. Super Borriello ci prova due volte (33’e 36’),ma c’è Bucci
a fare buona guardia. Al 40’ la svolta: strattonata di Paci e rigore
trasformato. La Nord esplode, il popolo tira un sospiro di sollievo,
Preziosi non guarda e resta impassibile FIDUCIA. Il gol ha l’effetto di
un toccasana per il Grifone che fino a quel momento sembra giocare con
il freno a mano tirato e con le gambe bloccate dalla tensione.
Servirebbe giocare facile, semplice, come è nel dna di Milanetto, ma
anche il regista piemontese fatica a ridare tempi e spazi alla squadra
di Gasperini. Il momento delicato, la necessità di risultato fanno sì
che ai ragazzi di Gasperini riesca difficile anche il passaggio più
semplice. La manovra risulta quindi asfittica e non sostenuta da un
sufficiente movimento dei centrocampisti e per il Parma non è quindi
difficile evitare troppe ansie. Anzi, in contropiede, Gasbarroni (17’)
mette paura con una penetrazione centrale sulla quale si immola Santos e
poi il successivo cross è troppo alto per Pisanu.Non è che i ragazzi di
Di Carlo facciano vedere cose lunari,ma contro l’andamento lento
rossoblù diventa agevole difendersi. Gli emiliani cercano di far paura
con Corradi punta centrale, sostenuto sulle ali da Pisanu e Reginaldo e
con Gasbarroni a rappresentare il vertice alto del centrocampo
biancoscudato. Proprio l’ex blucerchiato è l’elemento che mette più in
apprensione il Grifo. La sua posizione tra le linee costringe spesso
Masiello ad un compito che non è certo il suo massimo. Sicuramente più
concreto per gli uomini in bianco il lavoro, spesso oscuro, di Morrone.
Il gol cambia la partita. In tutti i sensi. Intanto sblocca il Grifo, ma
soprattutto costringe Gasperini a rinunciare ad un Paro opaco (botta
alla testa in occasione dell’10) e ridisegnare il centrocampo. Sulla
fascia destra si piazza Rossi, mentre Konko si accentra. Il beneficio è
totale. Rossi spinge molto mettendo con Leon in inferiorità numerica
Zenoni, mentre in mezzo al campo Milanetto pronto di forza la bacchetta
del direttore d’orchestra e regala sicurezza, punti di riferimento e
giocate smarcanti. Anche perché al suo fianco AbdulayKonko si trasforma
e diventa una furia là in mezzo. E il reparto ritrova una stampella
eccezionale e di grande potenza. Il marsigliese diventa un generatore di
corrente che alimenta tutta la squadra e manda definitivamente in tilt
l’avversario.
IL SECOLO XIX - Le Pagelle. De Rosa e Santos pilastri della difesa. Konko jolly a tuttocampo, Leon non incide. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Nel primo tempo un paio di uscite avventurose, ma anche un intervento importante a risolvere una situazione che si stava arroventando. Nella ripresa il Parma aumenta sensibilmente la pressione per recuperare dallo svantaggio, però lui resta pressoché inoperoso. Abbassa però la saracinesca al 24’ sulla botta di Morrone, imbeccato da Reginaldo che era partito in contropiede. Si guadagna il pane anche in una mischia alta a unamanciata di minuti dalla fine. MASIELLO 6 Con il gol – e non solo – di Empoli si è guadagnato la conferma. È l’unico dei tre centrali libero da impegni costanti di marcatura. Prende Gasbarroni quando passa nella sua zona e può aiutare in raddoppio o in fase di costruzione, anche se evita di spingere troppo preferendo tenere la posizione. DE ROSA 7 Indossa la fascia da capitano come nella sfortunata trasferta di Reggio Calabria. Gli tocca un avversario scorbutico: Corradi, con quel fisico, prova a vivere di prepotenza, ed è anche abile nel gioco di sponda per i compagni.Gli passa anche diversi centimetri. Sua, comunque, la prima vera conclusione verso Bucci, al 9’ in mezza girata. Gara gagliarda, anche – e soprattutto – quando nella ripresa bisogna scavare la trincea e lottare con il coltello tra i denti. SANTOS 7 Gasperini per Gasbarroni ha approntato una sorta di gabbia: in prima battuta tocca al brasiliano prendersi cura dell’ex blucerchiato, che quando si decentra viene preso in consegna da Masiello e quando arretra da Paro: apparentemente il fantasista emiliano gode di una cerca libertà, in realtà ha una museruola pronta in ogni zona del campo. Quando è libero da impegni con Gasbarroni, va in raddoppio su Corradi. Al 17’ è lui a chiudere quando Gasbarroni cambia marcia e va via in slalom. JURIC 6,5 Quando può, scende sulla fascia a cercare il fondo per il cross, però parte sempre molto schiacciato – sulla linea dei difensori – in marcatura sull’imprevedibile satanasso brasiliano Reginaldo. Rimedia un’ammonizione che eufemisticamente si può definire fiscale per un fallo presunto su Cigarini.Dopo qualche partita sottotono sta tornando ad essere un eccezionale rubapalloni, oltre che un giocatore preziosissimo. KONKO 7 Era arrivato come vice Rossi, in realtà ne è sempre stato l’inseparabile gemello; questa volta permette al capitano – stanco negli ultimi tempi – di tirare il fiato.Gioca largo sul peperino Pisanu. I piedi non sono fatati e spesso pasticcia nel fraseggio. Con l’uscita di Paro finisce in mezzo, e qui cresce, diventa più lucido: sembra trovarsi maggiormente a proprio agio, anche se poi ritrova Pisanu dopo l’uscita di Gasbarroni. Per la serie: mister Hyde si trasforma nel dottor Jeckyll, e diventa un gigante in mediana. PARO 6,5 Avendo accanto Milanetto che prende la bacchetta per dirigere l’orchestra, si adatta a compiti di interdizione, scivolando su Gasbarroni quando rincula per cercare ossigeno. È decisamente intraprendente anche in fase offensiva: è lui ad accompagnare l’azione e a farsi vedere al limite dell’area ducale. Poi è costretto ad uscire per un infortunio allo zigomo dopo il rigore di Borriello: Sculli nell’occasione è un po’ troppo esuberante (45’ PT ROSSI 6,5: si porta subito sulle piste di Pisanu, e su Matteini quando esce Gasbarroni e l’esterno sardo si accentra. È provvidenziale quando in ripiegamento va a chiudere su Pisanu che cercava di concretizzare un veloce contropiede degli emiliani. Votato alla fase difensiva, è in progresso rispetto alle ultime uscite nelle quali dava l’impressione di un lieve calo di forma). MILANETTO 7 Si è guadagnato la conferma (a gennaio non simuove) e con quella si è ripreso pure il posto da titolare. Ci mette dinamismo e geometrie: riesce a mantenere la mente lucida anche se il maratoneta Morrone lo aggredisce continuamente. Si comporta da leader, quale spesso si è dimostrato essere lo scorso anno, e ha birra fino alla fine: due volte ci mette una pezza grande così a cavallo del recupero. LEON 5 Zenoni – un destro relegato a sinistra per ragion di calcio – non deve fare gli straordinari: l’honduregno stavolta si annulla da solo. Nel senso che alterna cose positive ad altre assolutamente negative, finendo per vanificare con errori banali le giocate che gli riescono. Se il Genoa fatica ad aprire il fortino emiliano è soprattutto perché manca qualità in fase di rifinitura, nell’ultimo passaggio. E parte della responsabilità di questo problema è sua (32’ ST PAPA WAIGO NG: l’obiettivo è allentare la pressioni sfruttando la sua velocità per colpire di rimessa impedendo al contempo a Zenoni di alzarsi a sostegno della fase offensiva. Aiuta anche a coprire,ma spreca malamente il contropiede che avrebbe chiuso i conti). BORRIELLO 7 Al 33’ la fortuna non lo assiste: si avventa sulla punizione di Milanetto che sbuca da un nugolo di avversari e colpisce preciso anche se in coordinazione precaria,ma Bucci – che stava cercando la posizione – si ritrova la palla nelle gambe. È generosissimo: corre anche per cercare di conquistare palloni che ragionevolmente sembrano persi, e spesso ci riesce. Ha – fra gli altri – il merito di conquistarsi un rigore, che poi trasforma con freddezza. È intelligente ad intercettare un retropassaggio di Zenoni, ma poi Bucci gli chiude lo specchio. Buon peso, finisce a fare il difensore aggiunto. È un vero guerriero: se continua a giocare con questa tempra – gol a parte – Donadoni non potrà non tenerne conto. SCULLI 5,5 Macina chilometri e si mette al servizio della squadra: quando serve arretra anche praticamente a fare il terzino. È un attaccante, ma per la sua generosità finisce per fare quasi più il mediano. Però finisce per pagare tutta questa mole di lavoro perdendo in lucidità, e stasera anche il tocco e il controllo di palla è spesso infelice. Coly, genoano mancato in estate, è poi un tipo ruvido e tosto: potente fisicamente e difficile da superare (40’ ST FABIANO NG: entra per garantire un po’ più di copertura in un momento nel quale il campo sembra in discesa per il Parma).PARMA Bucci 6,5; Coly 6,5, Paci 6, Falcone 5,5, Zenoni 6 (42’ stDessena ng); Cigarini 6,5,Morrone 6,5; Reginaldo 5 (32’ st Paponi ng),Gasbarroni 5,5 (11’ st Matteini 6), Pisanu 5; Corradi 6. ARBITRO Girardi di SanDonà di Piave 5: lasciano perplesse alcune sue decisioni, poi però non può non fischiare il rigore quanto Paci cerca di portarsi a casa la maglia di Borriello a partita ancora in corso. Poi ammonisce Juric per un fallo inesistente su Cigarini.Al 21’ della ripresa, per ammonire Cigarini, non concede la norma del vantaggio con Konko che si stava involando verso Bucci dopo una corsa di cinquanta metri
IL SECOLO XIX - Gasperini: "Partita da Grifone". Si lamenta per il campo e gli errori in contropiede. di Giuliano Gnecco. L’analisi di Domenico DiCarlo è semplice, tendente al semplicistico: «La differenza l’hanno fatta il rigore dato a loro e quello non concesso a noi; il nostro errore è stato quello di adeguarci ai ritmi lenti del Genoa: se non teniamo i ritmi alti siamo una squadra normale». Semplicistico perché il Grifone non è certo andato ad andamento lento, e mentre il rigore su Borriello era evidente, quello chiesto da Corradi nel finale si presta a mille dubbi. Gian Piero Gasperini legge meglio la partita: «Era una gara difficile, e le condizioni del campo l’hanno resa una battaglia. Però questa squadra si è dimostrata unita e compatta, e abbiamo corso pochi rischi. Semmai siamo stati poco lucidi in qualche contropiede: si poteva chiudere prima la gara. Sono soddisfatto comunque». Soddisfazione aumentata dal fatto che ora la classifica lascia decisamente le tinte fosche lasciando spazio a qualcosa di un pochino più luminoso: «Abbiamo chiuso un bell’anno. Con la promozione e 19 punti, che sono una buona classifica: in serie A quando vinci fai un bel balzo». Contro il Parma ci sono parecchie luci: il ritorno alla vittoria, la prova di cuore e carattere, la tenuta della difesa. Tuttavia non sono da sottovalutare le ombre: si poteva soffrire meno e chiudere prima i conti se ci fosse stata maggiore qualità in fase di rifinitura, nell’ultimo passaggio. Un problema che il Genoa si trascina da tempo, e al quale occorrerà trovare una soluzione. Gasperini non si nasconde: «Abbiamo difeso bene, e intendo tutta la squadra nella fase difensiva. Paro e Milanetto avevano giocato insieme già a inizio stagione, poi in una stagione ci sono alti e bassi di condizione, e avversari, per cui bisogna trovare altre soluzioni. Con loro perdiamo qualcosa sotto certi aspetti, ma acquistiamo in fluidità di gioco. Per quanto riguarda la qualità in rifinitura, non era facile perché il campo non esaltava i valori. Il terreno di gioco era in pessime condizioni, e si rischiavano brutte figure.Eppure abbiamo giocato con coraggio. Speriamo che la sosta serva anche a migliorare il campo». CRISCITO. A gennaio ci sarà un Genoa rinforzato: il ritorno di Criscito è indicativo di una certa volontà. «Non lo so – sorride Gasperini sornione – Se tutti dicono che torna, qualcosa ci sarà: io non so niente. Però a gennaio il Genoa, e il presidente Preziosi, faranno di tutto per migliorare, seguendo le linee già tracciate in estate per dare alla squadra futuro e continuità». Su questa linea c’è già Abdullay Konko, spaesato sulla fascia, non tanto per una questione di ruolo o posizione quanto per distrazione o timidezza, che lo ha portato – con la complicità del campo – a commettere errori puerili. Salvo poi giganteggiare una volta accentrato in mediana: «È duttile», ricorda Gasperini. C’è però spazio per la vecchia guardia, che ha il ruolo di trasmettere la propria esperienza ai più giovani. De Rosa e Milanetto hanno fatto una partita maiuscola, dimostrando di essere utili non solo nello spogliatoio come chiocce ma anche in campo: non a caso – in tempi non sospetti – la società ha deciso di togliere entrambi dal mercato di gennaio. «De Rosa e Milanetto – sottolinea Gasperini – si meritano questi riconoscimenti. Sono giocatori importanti, ma abbiamo un organico equilibrato: a volte faccio altre scelte,ma tutti coloro che fanno parte di questo gruppo godono della mia fiducia». Poi il tecnico rivendica: « Finora abbiamo sbagliato una partita e qualche mezza gara. Globalmente abbiamo però sempre avuto attenzione e concentrazione. Questo è un gruppo unito, si è visto anche da come hanno festeggiato al gol». Per dire: l’esuberanza di Sculli è costata a Paro un trauma oculare destro con ematoma sottocongiuntivale e un accertamento in ospedale, dal quale è stato subito dimesso. «Dobbiamo sfruttare meglio il fattore casalingo, che dovrebbe essere il nostro punto di forza e invece abbiamo perso punti importanti con Palermo, Roma e in quella sciagurata partita con il Siena».Dove sarebbe il Genoa in classifica se non avesse gettato nello sciacquone quei sei punti?
IL SECOLO XIX
- De Rosa e Milanetto, la riscossa della vecchia guardia.
Il centrocampista ringrazia per la fiducia il presidente Preziosi. Il
difensore dedica i tre punti all'amica Simona. di Giovanni Ciolina.
Genova. Erano stati gli artefici della promozione in serie A, ma ben
presto erano passati in secondo piano e addirittura finiti nella lista
dei possibili partenti. Omar Milanetto e Gaetano De Rosa, da vecchi
marpioni del terreno verde, non si sono lasciati scappare la prima
occasione per dimostrare il loro valore e togliersi qualche sassolino
dalle scarpe. Piccoli granelli di sabbia, per carità, nessun macigno, ma
Milanetto che non ama la notorietà e le telecamere, non gradisce essere
attaccato ingiustamente: «Ci teniamo a questa maglia. In serie A è
chiaro che non si possano vincere 23 partite, ma ci vuole rispetto ed
equilibrio nei confronti di una squadra che ha portato il Genoa in serie
A dopo dodici anni». Scontato che i tre punti «cambieranno tutti i
giudizi», ma tutta la squadra nel complesso ha disputato una buona gara.
«Abbiamo difeso bene ed ho visto un Genoa grintoso e purtroppo non siamo
stati in grado di chiudere la gara prima della sofferenza finale, ma
ritengo che i tre punti siano meritati. Il bilancio del 2007 è però
strepitoso per noi». Anno solare straordinario anche per il faro del
centrocampo, troppo presto considerato insufficiente per la categoria e
che da buon cuoco non sbaglia la misura degli ingredienti della sua
prova. «È ovvio che sono abituato ad essere protagonista ed è per me
inusuale stare fuori tre partite di fila, ma il calcio è questo» spiega
Milanetto. Che poi puntualizza come si accontenterebbe «di una salvezza
all'ultima giornata». Messe a riposo le scarpette bullonate, però,
tornerà ai fornelli e quale scelta migliore per festeggiare il momento
«che un buon risotto di pesce». E già, i risotti sono la sua specialità,
ma anche gli assist: «Borriello? Speriamo continui così. Sta facendo
cose straordinarie. Il merito è suo, ma anche di tutta la squadra». Un
Grifone che si trova in posizione tranquilla e soprattutto con due
"vecchi" che hanno dimostrato di saper dire ancora la loro. Milanetto
regala linearità e tranquillità al centrocampo, mentre De Rosa in mezzo
all'area di rigore prende a prestito le principali caratteristiche del
suo idolo Tex. Il napoletano usa la testa, ma non esita ad estrarre la
pistola dal fodero quando il pallone arriva in area e pesa come una
palla medicinale. «Sono contento personalmente della mia prova e
dell'aiuto e dell'attenzione che mi ha regalato il pubblico». Proprio
nei suoi riguardi e in quelli di Borriello e Leon la tifoseria rossoblù
ha riservato cori speciali e in cambio ha ricevuto, «la voglia di dare
ancora tanto con questa maglia. Sono innamorato del mio mestiere e fin
che resterà così cercherò di dare il massimo». Poi passa ai
ringraziamenti e alle dediche: «Al presidente Preziosi che mi ha
manifestato stima e considerazione. Poi a Tex». Ancora lei, Simona, a
suonare la carica, la riscossa di un giocatore che ama la semplicità e
l'amicizia. Ed è proprio in nome di questo sentimento «che voglio vivere
con lei questo momento di felicità. Mi è stata vicina nei momenti
difficili e la sua presenza mi ha dato tanto». Sulla guancia destra, a
pochi centimetri dalle labbra ha ancora il segno della battaglia: la
carezza di un avversario. Tano "Tex" De Rosa è un guerriero vero, una
tempra che gli deriva da tante battaglie intraprese sui campi di calcio.
E in mezzo a tante delusioni ci sono anche questi momenti belli, da
vivere con gli amici e con i compagni di squadra
LA REPUBBLICA
- Cuore e cervello, il Genoa risorge.
Ritorno al successo dopo due mesi e mezzo grazie ad una prestazione
accorta soprattutto a centrocampo Decide Borriello, poi i rossoblù
difendono tre punti preziosissimi. Fondamentale la superiorità numerica
nel reparto centrale. di Gessi Adamoli. Quando non si vince da due mesi
e mezzo (contro il Cagliari a Marassi il 7 ottobre), quando in 9 partite
si mettono insieme soltanto 3 punti, è normale che a contare sia solo il
risultato. Con il Parma, altra squadra con la quale dover fare i conti
nella lotta per la salvezza, era fondamentale vincere e non era
importante come. Anche a costo di snaturare la propria identità di
squadra e rinnegare quelli che sono i capisaldi del gioco di Gasperini.
Il Genoa non ha rinunciato al 3-4-3 tanto caro al suo tecnico, ma l´ha
interpretato in maniera molto empirica, senza quelle caratteristiche che
nel bene e nel male l´hanno caratterizzato. Così nel secondo tempo,
quando c´era da difendere il prezioso gol di Borriello, è stata lotta su
ogni palla. Più nervi che cervello, tanto che spesso i palloni che
venivano sradicanti dai piedi dei giocatori del Parma venivano
sparacchiati il più lontano possibile, alle volte anche direttamente in
tribuna. Senza cioè provare a mettere palla a terra e cercare di
costruire l´azione iniziando da dietro così come Gasperini ha sempre
preteso dalla sua squadra. Ma era evidentemente troppo importante il
risultato per permettersi anche di giocare bene. Il Genoa, che ripescava
De Rosa e Milanetto, ha iniziato con il classico 3-4-3. Assenti Bovo
squalificato e Bega infortunato, il terzetto arretrato era formato da
Masiello, De Rosa, che non giocava da Reggio Calabria, e doveva
vedersela con un Parma che schierava una sola punta (Corradi) e tre
trequartisti tutti particolarmente rapidi. Su Reginaldo e Pisanu
l´accoppiamento è stato automatico con Konko e Juric i due esterni del
centrocampo genoano. Restava Gasbarroni, centrale tra le linee a
sostegno di Corradi. Un po´ come Pizzarro con la Roma e Locatelli con il
Siena per i quali Gasperini aveva predisposto rigidi controlli ad uomo
(addirittura tre marcature cambiate sul fantasista del Siena: prima
Juric, poi Konko e infine Rossi). Ma questa volta, per non andare in
inferiorità numerica a centrocampo, Gasperini ha scelto di lasciare
Gasbarroni ad uno dei tre difensori quando fosse entrato nel loro raggio
d´azione. Forse un rischio, ma Gasbarroni non ha mai sfruttato la
libertà d´azione che gli è stata concessa, finendo addirittura per
essere sostituito. Una sola volta (18´), è entrato nel vivo del gioco,
ma la sua conclusione è stata ribattuta da Santos in scivolata.
Gasbarroni ha ripreso palla e ha crossato ma Pisanu, sul secondo palo,
non è riuscito ad intervenire di testa. Borriello, che ancora una volta
là davanti ha fatto reparto da solo, prima di fare centro su rigore, ha
cercato ripetutamente il gol. Al 34´ sulla punizione di Milanetto è
sbucato sul secondo palo e ha colpito da pochi passi a colpo sicuro,
centrando però in pieno il portiere Bucci e al 36´ una sua conclusione
di testa è finita di poco sulla traversa. Il gol al 43´ su rigore che
lui stesso si era procurato (corner di Paro e vistosa trattenuta di
Paci). Una rete certamente importante, festeggiata però sopra la righe
da Sculli che nell´esultanza rifila un colpo al volto Paro che con un
occhio nero e semichiuso, neanche fosse un pugile, non può rientrare in
campo. Dentro Rossi, che si va a prendere cura di Pisanu, e Konko si
sposta in mezzo, bissando la partita di Torino e fornendo una grande
prestazione da centrocampista centrale. Il secondo tempo del Genoa è
cuore, carattere, temperamento. Quando mezza squadra, ma soprattutto
Milanetto, si scaglia contro Leon, poco pronto ad andare sulla palla in
occasione di un calcio di punizione è la conferma della trance
agonistica della squadra rossoblù. Vuole, il Genoa, fortissimamente
questa vittoria e non si vergogna a sparare qualche palla in tribuna. Il
Parma attacca ma costruisce pochissimo, c´è un bolide rasoterra di
Morrone e Rubinho è bravissimo ad inchiodare la palla sulla linea
bianca, evitando così l´intervento di Corradi che era in agguato (24´).
Ci sarebbero spazi per il contropiede, ma il Genoa fatica far mettere a
punto un´azione elaborata. A Borriello l´assist lo fa il difensore
avversario Zenoni (30´) e Papa Waigo, nonostante la sua velocità, non
riesce mai a spuntarla nell´uno contro uno. E quando va segno,
all´ultimo dei 4 di recupero, l´arbitro annulla per fuorigioco.
LA REPUBBLICA - "Siamo quasi a metà dell´opera". di Luca Palmieri. Preziosi risollevato: "Quello di Criscito un grande ritorno". Milanetto e De Rosa: "Visto la vecchia guardia?". E´ quasi commosso Enrico Preziosi dopo una vittoria che ha rotto un incantesimo e ha permesso al Genoa di tornare ai tre punti dopo nove partite di astinenza. «Un successo meritato – dice – e molto sofferto. Ho visto in campo una grandissima squadra, sotto il profilo della determinazione e dell´agonismo. Proprio le qualità che servivano per risolvere una sfida come questa, con l´ansia della mancanza di vittorie che non poteva non pesare. Vittoria fondamentale poi per la classifica, siamo quasi a metà dell´opera». Il massimo dirigente fa i complimenti a tutti i giocatori ma cita due in maniera particolare: «Konko e Milanetto, entrambi mi sono sembrati straordinari». Non parla ancora di mercato il presidente, con una sola eccezione. «Il ritorno di Criscito è una cosa importantissima, per noi. E´ come farlo tornare a casa». Sul colpo di mercato del venerdì sorride anche Giampiero Gasperini. «Se è scritto su tutti i giornali, forse qualcosa di vero c´è…E comunque per parlare di acquisti avremo tempo. Ho però la certezza che il presidente farà cose di qualità, come sempre. E penso in linea con la strada intrapresa negli ultimi tempi, che ha portato tante soddisfazioni». Il pensiero è infatti ad un anno straordinario per i colori rossoblù. «Un 2007 davvero bello, iniziato con una promozione e chiuso con un buona classifica in serie A. Diciannove punti sono importanti, per ripartire nel migliore dei modi a gennaio». Vittoria meritata quella contro il Parma per il tecnico. «Purtroppo il campo non ha permesso ad entrambe le squadre di giocare palla a terra. Noi però abbiamo meritato, per l´agonismo, per come abbiamo difeso e perché abbiamo avuto anche le chance per chiudere la gara. Le occasioni sbagliate sono infatti il mio massimo rammarico». Da parte del tecnico arrivano i complimenti anche a quella vecchia guardia che, chiamata in causa, ha risposto presente alla grande. Milanetto e De Rosa in coro sottolineano con orgoglio la loro genoanità. «Noi abbiamo sofferto per arrivare in A lo scorso anno e teniamo al Genoa più di tutto. C´è stata forse qualche critica di troppo, ma per noi questa maglia è ormai una seconda pelle».
IL GIORNALE - Borriello regala al Genoa un sorriso Dal dischetto batte un Parma cotto. Borriello dopo il gol viene sommerso dai compagni, si crea una piramide umana, Paro gli si avvinghia al collo e Sculli fa il saltatore in alto volando su tutti loro. Peccato che colpisca con una violenta gomitata allo zigomo il malcapitato Paro, costretto a lasciare il campo in stato confusionale e portato poi in ospedale per gli accertamenti del caso (fortunatamente negativi). La ripresa diventa un’autentica battaglia, con colpi proibiti dati e presi dai giocatori in campo, un nervosismo sempre più accentuato, insieme alla pressione del Parma, abbastanza sterile per la verità, che ha fatto il possibile per raggiungere il pareggio. Ma un po’ le parate di Rubinho, un po’ la mira sbagliata di Corradi e compagni e tanto anche l’incapacità offensiva degli emiliani, hanno permesso al Genoa di raggiungere la vittoria attesa da troppo tempo. Per il Parma continua l’astinenza dai punti in trasferta (2 in 17 giornate), mentre preoccupante è apparsa anche la sterilità offensiva del Genoa che, Borriello a parte, ha visto Leon e Sculli vagare come fantasmi. Partita nella partita il duello tra Paci e Borriello: durissimo in campo, con abbraccio al termine. IL GIORNALE - Il Genoa fa gli auguri di cuore ai suoi tifosi. di Giovanni Porcella. Il Genoa chiude il suo fantastico 2007 con una prestazione tutto cuore e intelligenza tattica che gli permette di battere il Parma per uno a zero in uno scontro diretto per la salvezza. Decide il calcio di rigore di Borriello al 43’ del primo tempo, l’attaccante viene trattenuto in area da Paci e la massima punizione è inevitabile. Lo stesso Borriello poco prima aveva sprecato una palla gol sugli sviluppi di una punizione. I rossoblù salgono a 19 punti in una posizione di classifica in linea con le attese. Il presidente Preziosi a fine match ha elogiato il gruppo e soprattutto De Rosa, Milanetto e Konko tra i migliori in campo. RUBINHO 6.5: attento nelle mischie infernali che si susseguono davanti ai suoi occhi soprattutto nel finale ed è stato bravissimo su una conclusione di Morrone che gli è sbucato all’ultimo secondo. MASIELLO 6.5: sempre concentrato non commette mai una sbavatura. Imposta con sufficiente autorità qualche azione come gli chiede Gasperini. Una piacevole sorpresa. DE ROSA 7.5: passa dalla tribuna alla panchina e raramente è stato impiegato in questa stagione dal primo minuto. Rispolverato dalla naftalina da Gasperini in un match pesante si prende molte rivincite mostrando di essere un leader vero. Non a caso aveva la fascia da capitano. SANTOS 7: di testa le prende tutte lui nel fortino è una contraerea infallibile e la sua prestazione è da incorniciare. I suoi centimetri pesano. Su Gasbarroni diventa fondamentale quando prende il posto in mezzo al campo di Paro. Corsa, carattere, condizione fisica, buona tecnica. Ecco gli ingredienti di una partita super. PARO 6: si fa vedere per acume tattico e per qualche buona apertura, ma un po’ fantozzianamente deve lasciare il campo perché colpito ad un occhio da Sculli nel momento della festa sotto alla Nord per il gol partita di Borriello (dal 43 pt Rossi 6: aggiunge al match una prestazione fatta di dinamicità e sacrificio. Da vera bandiera rossoblù si gode il suo momento felice). MILANETTO 7.5: il regista perfetto in una sfida dove serviva anche alzare i gomiti. E lui lo ha fatto con la consueta grinta ed esperienza. Qualcuno qualche settimana fa lo voleva mettere sul mercato ma la sua classe a questo Genoa serve eccome. JURIC 6.5: avesse anche i piedi buoni sarebbe da Nazionale. Sbaglia qualche passaggio di troppo ma ci mette l’anima e non molla mai la presa. Un mastino utilissimo. LEON 5.5: è stanco e si vede. Raramente salta l’avversario diretto e spedisce in gradinata troppi assist invitanti. Benedetta sosta, ha bisogno di rifiatare dopo prestazioni comunque sempre pregevoli (dal 32 st Papa Waigo sv: il senegalese dovrebbe fare le valigie. Peccato per il gol che segna nel finale che però viene giustamente annullato per fuori gioco). BORRIELLO 7: sebbene su rigore realizza il suo ottavo gol stagionale. Canta e porta la croce come di consueto ingaggia con Paci e Falcone un duello tutto muscoli. Bucci gli nega con due prodezze il gol su azione. SCULLI 5.5: fa il compitino e poco più. Non riesce mai a superare Coly che pure non è un fulmine di guerra. Da rivedere anche perché può fare di più (dal 40’ st Fabiano: sv, nel convulso finale fa la sua parte con alcune sgroppate). GASPERINI 7: chiude il suo 2007 fantastico costellato dalla promozione con un successo che mancava alla sua squadra da due mesi e mezzo e che gli riporta il meritato sorriso sul volto. Bravo a ingabbiare Gasbarroni e Reginaldo e a motivare due senatori come De Rosa e Milanetto. ARBITRO GIRARDI 6.5: non gli sfugge la trattenuta galeotta di Paci su Borriello che rappresenta la svolta dell’incontro. Il rigore è solare e finalmente il Genoa può usufruire di un sacrosanto tiro dagli undici metri. Nell’ultimo quarto d’ora va un po’ in confusione ammonendo a casaccio, ma non è decisivo sul risultato finale.
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