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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 23' Milanetto, 57' e 92' Adailton Genoa: Rubinho, Bega, G.De Rosa, Masiello, Rossi, Coppola, Milanetto, Fabiano, Leon (56' Adailton), Gasparetto (60' Greco), Di Vaio (81' Galeoto). Allenatore: Gasperini. (Scarpi, Di Maio, Botta, Carobbio). Pescara: Tardioli, Demartis, Olivieri, Zoppetti, Vicentini (46' Sembronin), Di Matteo (52' Felci), Papini, Aquilanti, Scappaticci (70' Vellucci), Russo, Martini. All: L.De Rosa/Vivarini. (Amadio, Ciofani, Zappacosta, Fruci). Arbitro: Squillace di Catanzaro. Spettatori: 24.051
TUTTOSPORT - GENOA e Napoli, siete in A Nuova accelerazione in vetta, in questo momento promozioni senza playoff. Ai liguri bastano 3 punti dopo aver battuto il Pescara, impresa campana a Verona. Gara aperta da una punizione di Milanetto, quindi Adailton festeggia il ritorno con due reti: «Non lo immaginavo così nemmeno nei sogni più belli. Lo dedico alla mia famiglia». di Giovanni Tosco. GENOVA. E adesso, tra il Genoa e la serie A, ci sono tre punti: forse anche meno, ma la cosa certa è che basterà vincere domenica a Mantova per festeggiare la promozione con un turno d’anticipo, trasformando la sfida dell’ultima giornata col Napoli a Marassi in un’euforica passerella. Contro il già retrocesso Pescara, la squadra di Gian Piero Gasperini non ha tradito le attese, conquistando l’undicesima vittoria consecutiva casalinga (record di tutti i tempi in un solo campionato): stavolta sono state tre le reti - ciò che consente di aumentare il vantaggio nella differenza reti sul Napoli, tanto per rendere ancora più salda la seconda posizione - e portano la firma di Milanetto e Adailton. Se la punizione pennellata dal centrocampista è stata bella e utile, perché ha consentito di sbloccare a metà primo tempo una gara tutt’altro che semplice, la doppietta del brasiliano rappresenta la pagina più bella di questo sabato di festa. Adailton, lo sfortunato Adailton, prima vittima della pubalgia, poi travolto in uno scontro di gioco a La Spezia e costretto a subire un delicato intervento chirurgico al volto, è rientrato a un mese e venti giorni dall’infortunio: ha sostituito Leon e gli sono bastati trenta secondi per lasciare il segno, con un sinistro potente e velenoso appena fuori dall’area, sul quale Tardioli non ha potuto nulla. «Nemmeno nei sogni più belli immaginavo di tornare in questo modo. Sì, speravo di segnare, ma non così rapidamente », racconta il sudamericano, che nel recupero ha realizzato il 3-0: lancio perfetto di Rossi, aggancio e controllo in area e conclusione vincente accompagnata dalla corsa d’esultanza col dito puntato verso la tribuna. «Era per dedicare la gioia alla mia famiglia in Brasile, che mi è stata tanto vicina in questo periodo di sofferenze», spiega Adailton. Qualcuno aveva pensato fosse per Enrico Preziosi, in piedi ad applaudire: «Beh, sì, anche per lui e per la società. E pure per i tifosi: il loro coro, quando sono entrato in campo, mi ha dato una forza eccezionale. E’ uno dei momenti più belli della mia carriera », puntualizza il fuoriclasse, che è salito a quota undici e ha staccato Di Vaio nella classifica dei cannonieri rossoblù: «Spero che a Mantova mi raggiunga: significherebbe quasi sicuramente essere in serie A, se lui segnasse due reti...». Il Pescara, senza ambizioni e imbottito di giovani, ha puntato a limitare i danni con applicazione tattica e determinazione. Nel primo tempo il Genoa ha mantenuto il controllo dell’iniziativa, eccedendo in qualche leziosità e passando in vantaggio al 23’ con la punizione guadagnata da Gasparetto e trasformata da Milanetto, al quarto gol stagionale. Ci sono state le occasioni per raddoppiare, fallite per imprecisione o bravura di Tardioli, ma in avvio di ripresa il Pescara ha spaventato Rubinho con due conclusioni a fil di palo di Felci e Russo: la preoccupazione di Marassi è durata lo spazio di pochi secondi, perché Adailton ha rimesso la gara in discesa, permettendo al Genoa di concentrarsi soprattutto sul risultato di Verona, dove il Napoli ha, a sua volta, fatto il proprio dovere. «Chissà, magari tra due settimane potremo festeggiare insieme...», ha scherzato Edy Reja con Gasperini ai microfoni di Sky. E ha ragione perché, in questo momento, le due rivali sarebbero entrambe promosse senza passare dai playoff. Ma il popolo rossoblù pensa solo a Mantova: dopo un’attesa di dodici anni, anche sette giorni in più possono sembrare eterni. MARCATORI: pt 23’ Milanetto; st 13’ e 48’ Adailton. GENOA (3-4-3): Rubinho 6; Bega 7, G. De Rosa 6, Masiello 6; Rossi 6.5, Coppola 6.5, Milanetto 6.5, Fabiano 6; Leon 6 (12’ st Adailton 8.), Gasparetto 6.5 (15’ st Greco 6), Di Vaio 6 (36’ st Galeoto ng). A disp.: Scarpi, Di Maio, Carobbio, Botta. All.: Gasperini 7. PESCARA (4-4-2): Tardioli 6; De Martis 6, Zoppetti 5.5, Olivieri 5, Vicentini 5 (1’ st Sembroni 5); Di Matteo 6 (7’ st Felci 6), Papini 5.5, Aquilanti 5.5, Scappaticci 5.5 (25’ st Vellucci ng); Russo 6, Martini 5.5. A disp.: Amadio, Ciofani, Fruci, Zappacosta. All.: L. De Rosa 5.5. ARBITRO: Squillace di Catanzaro 6.5. NOTE: 24.051 spettatori per un incasso di 281.064 euro. Ammoniti: Di Vaio e Sembroni per gioco falloso. Angoli: 11-0 per il Genoa. Recupero: pt 1’, st 4’. Minuto di silenzio per ricordare il presidente del Rimini, Bellavista, e l’ex tecnico rossoblù, Viviani.
TUTTOSPORT - IL PRESIDENTE ROSSOBLU’ Preziosi: «Vinciamo a Mantova». Il patron ritrova il calore di Marassi. Gasperini: «Difficile ma tentiamo». GENOVA. Accanto a Adailton, il protagonista della giornata è Enrico Preziosi, di nuovo osannato come non succedeva da tanto tempo. Prima un timido coro, poi gli applausi della tribuna, infine l’ovazione di tutto lo stadio: con l’eccezione di una minoranza nella Nord che ha provocato qualche lieve tafferuglio in gradinata, tra i fischi di disapprovazione del resto del pubblico. « Siamo in democrazia, è giusto che ognuno si esprima » , taglia corto il presidente, che non nasconde la gioia per il calore dimostratogli di nuovo dal popolo rossoblù: « Sono molto felice perché non me l’aspettavo. Ringrazio tutti... » . A due anni dalla pagina nera di Genoa- Venezia, l’imprenditore irpino rivede la serie A ma sceglie di mantenere una linea di basso profilo, in parte perché ancora segnato da quella vicenda. « Sto interrogandomi se andare a Mantova, ma penso che ci sarò. Dobbiamo vincere le due partite che ancora mancano, però quella decisiva è domenica: con quei tre punti la promozione sarebbe matematica. La squadra contro il Pescara si è espressa bene nonostante fosse una gara delicatissima: come tutte d'altronde, e la sconfitta casalinga del Rimini contro l'Arezzo lo dimostra... » .Il sorriso radioso di Gian Piero Gasperini vale più di qualsiasi commento. La prudenza resta sovrana, s’intende, ma il tecnico - che s’era sempre detto convinto che tutto si sarebbe deciso all’ultima giornata e che comunque ci sarebbe stata la coda dei playoff - per la prima volta ammette che forse s’era sbagliato: « A questo punto, lo spero... » , scherza. « Di sicuro siamo padroni del nostro destino. Vincendo a Mantova siamo in serie A e questo è il nostro obiettivo: chiudere ogni discorso con un turno d’anticipo. Sappiamo che sarà difficile, ma ci sono le condizioni perché ciò accada. L’obiettivo è vicino: non vogliamo lasciarcelo scappare... ». Il ritorno con doppietta di Adailton è ulteriore motivo di soddisfazione, insieme col fatto che nessuno dei tanti diffidati è stato ammonito. « Sì, sono molto contento: Adailton ha avuto tanta, tanta sfortuna. Ci è mancato moltissimo, anche se la squadra ha continuato a esprimere gioco e ottenere risultati » . La sconfitta di Pescara, all’andata, provocò la reazione di Gasperini, che sentenziò: « Con questo organico non si va in A » . Detto, fatto, venne accontentato da Preziosi, che acquistò Di Vaio, Leon e Gasparetto, il tridente che ha permesso al Genoa di aspettare senza affanni Adailton. E proprio la forza della rosa, unita alla bravura di Gasperini, ha fatto la differenza. Manca ancora un tassello: « Già, e così anche io potrò correre sotto la gradinata. Ho sempre detto che avrei aspettato un’occasione speciale. A quanto pare è vicina... » .
IL SECOLO XIX - Una vittoria ed è serie A. I rossoblù travolgono il Pescara con le magie di Milanetto e Adailton. Il Grifone può essere promosso già domenica se vince a Mantova. di Giovanni Ciolina. Genova. Nel segno dei senatori. Nel segno soprattutto di Adailton. E non poteva essere diversamente. Il Genoa batte il Pescara (3-0) con una punizione magica di Milanetto e, soprattutto con una doppietta del brasiliano. Era a secco da sei mesi (Bologna, 25 novembre). Non giocava da 49 giorni, quando a La Spezia si fratturò lo zigomo in uno scontro con Ponzo. Sono sufficienti 55 secondi per trasformare il ritorno in campo del brasiliano in un trionfo, «in uno dei momenti più belli della mia carriera». E ora servono tre punti al Genoa per tornare in Paradiso. Tre misere pietroline in un mare di successi (23), reti (68.), punti (77). Una vittoria a Mantova e sarà promozione diretta. Senza sconti per gli altri, senza calcoli. Senza soffermarsi su schermaglie tra tifosi per l'appoggio al presidente. Senza niente. Da godere e basta. «Non ero mai riuscito a fare un sogno così bello»è la poetica descrizione di Adailton per descrivere i sentimenti provati nel magico pomeriggio di Marassi. Un batter di ciglia e il Conte della Valpolicella si riprende lo scettro di capocannoniere rossoblù«anche se non importa chi segna, ma che la squadra vinca». Intanto lui regala la scossa giusta. In una giornata delicata sotto il profilo psicologico e nella quale i ragazzi di Gasperini vanno avanti sull'onda della tensione, Milanetto inventa una prodezza balistica che mette la sfida momentaneamente sulla strada giusta. Ma si sa che la pressione (e la fatica) riesce a fare brutti scherzi, e quando il Genoa sembra in difficoltà Gasperini butta Adailton nella mischia al posto di Leon. Il Genoa ha appena rischiato due contropiedi, il popolo di Marassi sembra ritrovarsi in un tunnel oscuro fatto di ansie e paure. Ada tocca un paio di palloni, il necessario per entrare in partita, un antipasto prima del sinistro dal limite che gonfia la rete: «Che traettoria ha fatto quel pallone! Ho calciato forte, angolato e per il portiere è diventato imprendibile». L'urlo liberatorio del Ferraris invade ogni angolo, scaraventa tutto e tutti nel magma dell'emozione. Sale il groppo in gola. Ancora più avvolgente perché al successo c'è da festeggiare il ritorno di un guerriero tanto sfortunato, quanto importante per la stagione del Grifo. «E' stato determinante nella prima fase della stagione - ammette il tecnico - Ci è mancato e la sua classe si è vista. E' innegabile che quando entra un giocatore motivato può essere determinante». Sono i tifosi i primi a rendere omaggio all'Adailton Day, inconsapevoli di quello che succederà. Al momento dell'ingresso in campo, prima della partita, parte l'urlo di incitamento per il brasiliano «un saluto che mi ha fatto entrare dentro una forza enorme. Una molla incredibile che mi ha scatenato la voglia di entrare in campo». Il resto è un film già visto. E raccontato. Fotogrammi che immortalano attimo dopo attimo il sinistro che regala il 2- 0 al minuto numero 12 della ripresa. Fotogrammi che faticano a stare dietro all'incursione in piena zona Cesarini: altro sinistro a girare, altro gol. Euforia. Gioia. «Ringrazio il presidente della fiducia concessami e tutti i compagni, il tecnico, i tifosi» snocciola il Conte nella prevedibile serie di ringraziamenti davanti a telecamere e taccuini. «Ma quel dito indice rivolto alla tribuna era per i miei parenti in Brasile. Ho sperato che qualche telecamera mi riprendesse per mostrargli il mio affetto. Una doppietta da dedicare a loro, ai miei genitori che hanno sofferto tanto in quesi mesi senza potermi raggiungere». Alla fine del tunnel Adailton ritrova ad attenderlo una bella doppietta e soprattutto un finale di stagione dal sapore particolare. «Il Napoli ha vinto? Guardo al Genoa e basta»è la risposta che sembra quasi vera. «A parte tutto, se vinciamo a Mantova siamo in serie A senza guardare agli altri, senza fare calcoli. Siamo un gruppo unito e composto da giocatori esperti per cui viviano questo momento con la giusta tensione, senza pressioni esasperate». Altro che tunnel.
IL SECOLO XIX - Gasperini dà la carica: «Ora 3 punti a Mantova» Due giorni di riposo alla squadra. Il tecnico: « Raggiunta la serie A vado sotto la Nord a festeggiare». di Giovanni Ciolina. Genova. E ora? Ora Gian Piero Gasperini sorride: «Adesso ci sono altri tre punti. Con tre punti è matematica: cerchiamo di prenderli subito a Mantova. Sappiamo che ci sono altre possibilità e opportunità, e sono convinto che a Mantova cercheranno di renderci difficile la partita, ma abbiamo abbastanza entusiasmo: a questo punto il traguardo è lì vicino, vogliamo prenderlo». Luigi De Rosa, tecnico del Pescara, dà la sua benedizione: «Il Genoa è la squadra che gioca il calcio migliore in B. Il Napoli con noi ha sofferto, contro il Genoa non si poteva invece fare di più. Specialmente in fase d'attacco sono i più preparati, partecipano tutti: è merito del gran lavoro di Gasperini». A questo punto rischiano di non esserci neppure i playoff («C'è anche questa possibilità, spero di essermi sbagliato», scherza il tecnico), ma con un successo a Mantova il Genoa chiuderebbe i conti: «Abbiamo il destino nelle nostre mani - sottolinea il tecnico - Non è che ci spaventiamo ora. Quando avremo centrato l'obiettivo potrò andare sotto la Gradinata: me l'ero ripromesso in una occasione importante. Il Mantova farà di tutto per tenere vivo il campionato, ma siamo ottimisti». Ora c'è anche un'arma in più: Adailton è tornato e ha subito lasciato il segno. «Sono contento per lui - assicura Gasperini - Con la sfortuna che ha avuto... È stato grande protagonista a inizio stagione, ha fatto cose importanti, è un giocatore di classe. Quando entra un giocatore di questo livello durante la gara, può dare molto se è motivato». L'obiettivo è a un passo, però bisogna fare attenzione anche ai particolari: «Nel primo tempo siamo stati un po' leziosi negli ultimi sedici metri - ricorda Gasperini - Abbiamo avuto un calo all'inizio del secondo tempo, quando forse ascoltavamo più i risultati, poi c'è stata la reazione». Inciso: in caso di arrivo al fotofinish conta anche la differenza reti, per questo il gol di Adailton nel recupero ha un peso specifico alto in assoluto sebbene sulla partita abbia avuto un'incidenza marginale. E ora? «Non ho ancora conquistato la promozione, però abbiamo sempre avuto buona coesione e forza, e una società solida», puntualizza il tecnico. Che per Mantova dovrebbe recuperare Criscito e Stellini, e probabilmente - per la panchina - pure Juric. Poi c'è la tentazione Adailton. Gasperini però stoppa subito il possibile ballottaggio con Leon, con una settimana in altalena per l'honduregno e il brasiliano: «Certe cose non fanno il male dell'allenatore, fanno il male del Genoa», ricorda Gasperini. Intanto la squadra potrà usufruire di due giorni di riposo: martedì la ripresa a Pegli.
IL SECOLO XIX - E Preziosi ringrazia per i cori di Marassi. Il presidente. Soffre in tribuna accanto alla figlia e si scatena ai gol di Adailton. di Giovanni Ciolina. Genova. Comincia presto il sabato del presidente Enrico Preziosi. In tarda mattinata raggiunge la squadra in ritiro: vuole stare vicino ai ragazzi in questa giornata importante. Poi la lunga attesa di Marassi. Avanti e indietro nei corridoi degli spogliatoi dello stadio. Ogni tanto un colloquio con giocatori e addetti ai lavori. Un sabato di passione. Un cocktail di tensione, ansia, pensieri, fino alla liberazione definitiva con il sinistro magico di Adailton che depone in fondo al sacco il terzo pallone per la doppietta del brasiliano nel giorno del ritorno dopo quasi due mesi di assenza. Nel momento del tripudio Preziosi si gode anche un stadio Ferraris che torna ad inneggiare il suo nome: «Non me li aspettavo proprio quei cori. Mi hanno fatto piacere anche se qualcuno forse non capisce e non mi stima. L'importante non sono i presidenti, ma andare in serie A». Qualcuno non approva e nella Nord scoppia un tafferuglio. Il resto dello stadio non se ne preoccupa (fischi e un inequivocabile "buffoni buffoni") e continua a cantare per il presidente. Il popolo rossoblùè riconoscente a chi gli regala questi sprazzi di felicità. E lui ringrazia: ormai la soddisfazione che prende il posto della tensione. La marcatura di Adailton è una scossa per il patron rossoblù. Un impeto di gioia che lo spinge a balzare in piedi ad applaudire la prodezza dell'attaccante. Segue ogni passo del brasiliano con lo sguardo, quasi a non volersi perdere neanche un fotogramma di quel film. «Sono felice per lui - ammette il presidente genoano - Mi ha dedicato il secondo gol? Lo ringrazio, ma quel gesto è sintomatico dello spirito di squadra che anima questo Genoa». Ma è l'unica variante a un pomeriggio interminabile per il presidente. «Interessava vincere e la sfida con il Pescara ha dimostrato che nessuna partita è semplice» chiarirà quando i suoi ragazzi hanno completato i saluti alle due gradinate e sono rientrati negli spogliatoi. La terz'ultima sfida di campionato è per Preziosi una tappa faticosissima del Giro d'Italia del Grifone. La tensione gli si legge in volto e cresce, minuto dopo minuto, nel pre partita fino a trasformarsi in una sorta di gas paralizzante quando il patron rossoblù si siede in tribuna d'onore. Alla sua destra l'amico e avvocato Maurizio Mascia. Fuma nervosamente e guarda gli assalti dei suoi. Scuote la testa quando Di Vaio non riesce a concludere un'azione favorevole. Si volta verso Pastorello quando la Nord acclama Vincenzo Torrente. Un cenno di sorriso, un gesto d'intesa, poi torna a tuffarsi nel clima partita. Una tensione che non sembra allentarsi neppure quando Milanetto dipinge la traettoria di una punizione che sblocca il risultato. Preziosi resta immobile. Sprofondato nel suo seggiolino. Stringe qualche mano. Niente di più. Apparentemente sembra in trance, ma chissà quale vulcano di emozioni lo stanno riscaldando. La concessione è per sua figlia Paoletta: uno sguardo, un bacio e poi nuovamente a tuffarsi in clima partita. Preziosi sbuffa a qualche errore, scuote la testa e neppure l'intervallo serve per tirarlo fuori dal clima campionato. Ci vuole la doppietta di Adailton per allentare il clima, per riscaldare le apparenze. «Purtroppo soffro» si lascerà andare a fine partita quando il risultato è in saccoccia e il sorriso ricompare. E quel sorriso vuol dire tanto: i sacrifici, le sofferenze di un anno intero, ma non solo. «Adesso dobbiamo vincere due gare per centrare l'obiettivo - ammette - Almeno una è da vincere e dobbiamo andare a Mantova con umiltà e con il conforto di una classifica che parla a nostro favore. Questi giocatori sono professionisti seri e quindi consapevoli di essere ad un passo dal traguardo. Manca poco per tagliarlo e non possiamo permetterci distrazioni». Quasi certamente ci sarà anche lui a Mantova: «Sono combattuto dall'andare o guardare la partita alla televisione, ma penso proprio che domenica sarò allo stadio. Se vinciamo il torneo è chiuso». E dopo tante sofferenze il patron rossoblù non vuole certo mancare quel momento. Senza però lasciarsi prendere da isterie. Come dichiara il tecnico Gasperini:«se non andiamo in serie A a Mantova ci proveremo la domenica dopo». Filosofia che dovrebbero adottare tutti i genoani.
IL SECOLO XIX - LE PAGELLE. di Giugliano Gnecco. RUBINHO 6 Al 20' della ripresa si oppone al diagonale di Martini: è il primo e unico tiro abruzzese nello specchio della porta, che lo costringe a sporcarsi i guantoni. È l'unica occasione nella quale si ricorda che è un giorno lavorativo. BEGA 6,5 È l'unico fra i difensori titolari a non avere ancora segnato; poiché né Russo né Martini sembrano dargli grossi grattacapi, al 29' prova a cercare gloria con una conclusione dalla distanza che però non provoca affanni a Tardioli. A inizio ripresa si concede un paio di amnesie, poi si rinfranca e diventa pure arrembante. G. DE ROSA 6,5 Parte dalle retrovie, però fa soprattutto il guastatore oltre le linee nemiche. Più centrocampista - offensivo - e attaccante aggiunto che difensore. Con il Pescara che si difende con undici giocatori sotto la linea della palla, cerca di contribuire anche e soprattutto in fase di impostazione. Quando il risultato si sblocca torna a badare soprattutto ai compiti di contenimento, non senza concedersi scorribande nei sedici metri avversari. MASIELLO 6,5 Martini e Russo si alternano in zona ma non riescono ad affondare gli artigli: per lui un pomeriggio tranquillo, a tenere la posizione per prevenire cattive sorprese. Va anche a un passo dal gol con la complicità di un'uscita avventata di Tardioli. Gioca con grande tranquillità e sicurezza. M. ROSSI 6,5 Va su e giù per la fascia innumerevoli volte. Sempre con giudizio, senza lasciare spazio agli avversari per fare breccia. Molto attento alla fase difensiva, e con l'ingresso di Adailton trova spazio anche per andare in percussione grazie all'intesa con il brasiliano con il quale si capisce al volo. Con l'ingresso di Galeoto finisce a sinistra. COPPOLA 6,5 Gioca più arretrato rispetto a Milanetto: resta più bloccato a protezione della difesa. Va ad aggredire i centrocampisti abruzzesi impedendogli di sfondare per vie centrali. Quando può, sale pure a cercare la bomba vincente come contro il Verona: stavolta la fortuna non lo aiuta. MILANETTO 7 Precisione chirurgica, un'esecuzione: con una traiettoria disegnata nell'aria, dopo 23' fa saltare il fortino pescarese. Poco dopo prova a chiudere i conti con una sorta di mossa di karate dal limite: troppo alta. Si muove a tutto campo, anche decentrandosi, per tamponare e cucire. Finisce in riserva dopo avere speso molto, ma è colui che fa girare la squadra. FABIANO 7 Scende continuamente sul binario sinistro obbligando Di Matteo in pratica a fare il terzino. È una forza della natura, bravo anche nella scelta dei tempi per le sovrapposizioni e le diagonali. LEON 6 Strappa applausi a scena aperta al 28' con una conclusione al volo che se fosse entrata avrebbe fatto venire giù lo stadio: esce di un soffio. Si impegna e si sforza di essere anche maggiormente disciplinato, però spesso finisce per fare confusione, facendo arrabbiare Gasperini quando tenta di fare la cosa più difficile (11' st ADAILTON 7,5: neanche il tempo di riprendere confidenza con il campo che subito trova la rete della sicurezza con un gran sinistro dal limite - 55" dopo il rientro - e poi si inventa un paio di assist straordinari a smarcare Rossi sulla destra. Non contento, completa la favola firmando la doppietta in pieno recupero). GASPARETTO 6,5 Olivieri e Zoppetti cercano di stringerlo nella loro morsa, lui però è agguerrito e si batte come un leone ai sedici metri sia quando c'è da proteggere la palla, sia quando c'è da riconquistarla. È anche altruista: favorisce gli inserimenti dagli esterni ed è sempre pronto a servire il compagno libero in posizione più favorevole (15' st GRECO 6: va a combattere nel cuore dell'area pescarese cercando di lasciare anche la sua impronta. Ha una voglia che spaccherebbe il mondo, è anche in un buono stato di forma, ma è poco fortunato nelle conclusioni). DI VAIO 6,5 Si fa ammonire in modo sciocco aggiustandosi il pallone con un braccio: andrà in diffida. Si fa perdonare poco dopo con un siluro indirizzato nel sette: Tardioli si traveste da Superman e gli strozza il gol in gola. Nell'area avversaria è poco fortunato, ma fa un grande lavoro (36' st GALEOTO sv: tiene la posizione con ordine). PESCARA Tardioli 6,5; Demartis 6, Olivieri 6, Zoppetti 6, Vicentini 5,5 (1' st Sembroni 5); L. Di Matteo 5,5 (7' st Felci 6), Papini 5,5, Aquilanti 6, Scappaticci 6 (25' st Vellucci 6); Russo 5,5, Martini 6. ARBITRO Squillace di Catanzaro 6,5: suscita qualche dubbio su diversi contatti sospetti in area abruzzese. Tutto sommato però dirige in modo pulito, aiutato anche dai giocatori.
LA REPUBBLICA - Il Grifone in volo verso il Paradiso. A Marassi match secondo copione. Il Napoli resta nella scia, ma la zona playoff è adesso a tredici punti. Gasperini: "Gruppo eccezionale". Adailton show, travolto il Pescara. E a Mantova può essere A. Calo di tensione a inizio ripresa, poi l´attaccante rientra e dà spettacolo Il tecnico rossoblù: "Per la promozione potrebbero anche bastare due punti". di Gessi Adamoli. Solo i fantasmi del passato ed il ricordo di quel Genoa- Venezia in cui arrivare alla vittoria avrebbe dovuto essere una formalità pura e semplice e che invece si rivelò un´impresa ardua quasi come scalare l´Everest, potevano rappresentare qualche difficoltà imprevista. Invece è andato tutto liscio come l´olio. Com´era nella logica, considerata la stratosferica differenza di qualità tra le due squadre ma anche di motivazioni. Il Pescara, pieno di ragazzini e da tempo ormai in serie C, non ha tirato nemmeno una volta nello specchio della porta difesa da Rubinho. Nel primo tempo (38´) il difensore De Martis aveva azzeccato quello che una volta veniva definito il "tiro della domenica". Una rasoiata a pelo d´erba da oltre 25 metri proprio nell´angolino, ma a gioco fermo perché l´arbitro Squillace aveva fischiato un evidente fallo commesso su Milanetto. Poi, nella ripresa, il Pescara si è affacciato altre due volte nella metà campo genoana, approfittando del fatto che Rossi e compagni avevano abbassato eccessivamente i ritmi. «Effettivamente - ha ammesso Gasperini - ci siamo concentrati più ad ascoltare i risultati degli altri campi che a fare la partita». Così ci ha provato Felci, al 10´, dal limite ma non trovando la porta e, subito dopo, il diagonale di Russo è terminato a lato, sfiorando il palo alla destra di Rubinho. «Poi, però - ha puntualizzato Gasperini - è entrato Adailton e abbiamo chiuso i giochi». Il risultato, contro un avversario che difendeva con otto giocatori nella propria trequarti, l´aveva sbloccato Milanetto dopo 23 minuti del primo tempo, un colpo più di furbizia che di bravura balistica. Mentre i giocatori del Pescara erano infatti tutti intenti a predisporre la barriera, Milanetto è stato lestissimo a spostare indietro il pallone. Venti centimetri fondamentali che gli hanno consentito di avere più spazio dal muro abruzzese e riuscire così a far abbassare il pallone dopo che quest´ultimo aveva scavalcato la barriera. Un po´ di suo ci ha messo anche il portiere Tardioli, partito in ritardo su quella conclusione non certo angolatissima. Sbloccato il risultato, il Genoa ha continuato a fare la partita, anche perché il Pescara non ha minimamente cambiato il suo atteggiamento tattico, ma senza dannarsi più di tanto. Così l´unica opportunità per il raddoppio è il gran tiro che Leon scaglia proprio all´incrocio dei pali, ma con mira sbagliata sia pure di pochi centimetri. Poi, però, entra in scena Adailton. Ovvero la classe non è acqua, anche se la forzata inattività ha prodotto almeno un paio di chili in sovrappiù e si vedono. Al brasiliano, che entra in campo al posto di Leon dopo 12´ della ripresa, bastano meno di 50 secondi per andare in gol e chiudere definitivamente ogni possibile, se mai qualcuno avesse potuto averne, dubbio sull´esito della partita. Una conclusione che è per metà una colombella e per metà di un tiro ad effetto che trova impreparato Tardioli come in occasione della punizione di Milanetto. Con il doppio vantaggio il Genoa rallenta ulteriormente i ritmi, rispettando oltre misura l´avversario ed rinunciando a quella goleada che avrebbe consentito di tenere il Napoli a distanza anche per quanto riguarda la differenza reti (decisiva in caso di arrivo in parità e con anche gli scontri diretti in parità). Per fortuna nelle ultimissime battute c´è un altro guizzo di Adailton che va a bersaglio dopo uno splendido aggancio di tacco, una prodezza che vanifica il gol nel recupero al Bentegodi del napoletano Dalla Bona. Ora il Genoa è a tre punti dalla serie A e, dunque, vincere domenica a Mantova (dove ci sarà per l´ultima volta Criscito che poi andrà agli Europei con l´under 21) chiuderebbe definitivamente il discorso promozione. Ma di punti potrebbero anche bastarne due ed ecco che entra in gioco la differenza reti. Il Genoa ha tre gol di vantaggio rispetto al Napoli ed è tutelato in caso di differenza reti in parità perché è dalla sua (nettamente) il numero di reti segnate. Dunque, in caso di pareggio a Mantova, diventa fondamentale che il Napoli non batta il Lecce con 4 gol di scarto, per poi poter così giocare contro la squadra di Reja avendo a disposizione due risultati su tre. Il Genoa - come ha ammesso a fine partita Gasperini - ora è davvero a un passo dal traguardo. «Ci serve vincere una partita, ma c´è anche la possibilità che possano bastare due punti. Ho sempre detto che i playoff ci sarebbero stati, ma potrei anche essermi sbagliato». Tutto dipende dal Piacenza. Se la squadra di Iachini non vince domenica a Vicenza ed il Genoa non perde a Mantova ed il Napoli batte il Lecce i play off saltano. «Chiudere i conti già domenica prossima sarà eccezionale», confida Gasperini che, per festeggiamenti della promozione, ha da tempo promesso di abbandonare il suo stile così compassato e lasciarsi andare con una gioiosa corsa verso la Nord. Quella gradinata dove a causa dei cori in favore di Preziosi ci sono stati episodi di intolleranza. «Ci sta - è il commento del presidente - che non tutti siano d´accordo con chi inneggia a Preziosi. E io non sono certo il tipo che pretende un consenso bulgaro. Per il Genoa è importante tornare in serie A, non credo che conti chi sia il presidente». Gasperini è già proiettato sulla partita di Mantova: «Ci seguiranno in molti, ora i tifosi ci credono e si lasciano andare di più». Merito di una squadra che ha saputo conquistarsi con i risultati la fiducia della sua gente. Quella di ieri con il Pescara è stata la ventitreesima vittoria del campionato, l´undicesima consecutiva in casa. Il Genoa ha vinto dieci delle ultime dodici partite disputate, perdendo solo a Torino contro la Juve (con tante recriminazioni) e pareggiando a Bari. «Questo gruppo - sottolinea Gasperini - è cresciuto moltissimo rispetto all´inizio della stagione. Parlo dal punto di vista tecnico-tattico, ma anche sotto il profilo umano. Per questo credo che, se davvero dovessimo disputare il campionato superiore, non saranno necessari grandi stravolgimenti». E visto l´impatto di Adailton (con la doppietta è tornato ad essere con 11 gol il capocannoniere della squadra) viene da chiedersi quale avrebbe potuto essere il girone di ritorno del Genoa, se Gasperini avesse potuto utilizzare uno dei suoi giocatori di maggiore talento.
LA REPUBBLICA - Il brasiliano: "Il momento più bello della mia carriera" di Lorenzo Mangini. La sua stagione si era fermata alla Spezia. Otto partite da spettatore sono un´attesa lunghissima. Adailton andava di fretta, voleva recuperare il tempo perduto. Così, dopo il suo ingresso al posto di Leon al 12´ della ripresa, ha aspettato solo un minuto per tornare al gol. Gli e´ bastata la prima palla per centrare il bersaglio. Il suo sinistro ad effetto ha sorpreso Tardioli e scacciato piccole paure. Un ritorno cosi´ supera ogni sogno. «E´ vero - conferma il diretto interessato -. Speravo di tornare con un gol, ma dopo così pochi secondi non l´avevo neppure sognato. E´ stato uno dei momenti più belli della carriera». Il gol velocissimo e´, però, figlio di una lenta preparazione. All´ingresso in campo, il brasiliano e´ stato, infatti, acclamato a lungo dal pubblico ed e´ stato come tornare a vivere. «Sentire urlare il mio nome mi ha caricato come una molla, non vedevo l´ora di entrare, di poter dare il mio contributo. Ci sono riuscito. Sono stato ripagato dalle sofferenze e dai momenti difficili, ma i tifosi meritano un grazie. Sono stati veramente speciali. Mi hanno dato tanta forza». Un gol lampo, un gol importante anche per il risultato. Adailton e´ contento anche per questo. «Il 2-0 ci ha dato più tranquillità, ci ha permesso di gestire la parte finale senza problemi». Malgrado la doppietta, non avanza candidature per la prossima gara di Mantova. «Sono già contento di poter dare una mano. I compagni sono molto più rodati ed in forma e meritano di giocare, ma ci sono anch´io». Con le due "perle" con il Pescara e´ tornato il bomber del Genoa. A quota undici ha staccato Di Vaio, fermo a nove. Non segnava addirittura dalla sfida di Bologna, nel girone di andata. Era il 24 novembre 2006 e siglo´ il definitivo 1-3. Non vuole, pero´, tutto il palcoscenico. Spera anzi di essere raggiunto nella prossima gara. «Sarei contentissimo se Marco segnasse due gol a Mantova. Sarebbe, infatti, serie A sicura in caso di vittoria. A me interessano gli obiettivi di squadra, non quelli individuali». Vince il Genoa, vince il Napoli. Il duello continua a quote di punteggio da brivido. Adailton guarda, pero´, solo in casa rossoblù. «Non dobbiamo fare troppi calcoli, guardare i risultati delle avversarie. Conta solo vincere a Mantova». Anche sotto questo punto, non c´è problema, parola di Adailton. «Il gruppo e´ molto unito, c´e´ tanta esperienza. Abbiamo la tensione giusta, quella che ti stimola a dare sempre il massimo. I tifosi possono stare tranquilli». A Mantova non si attende comunque regali. «Sara´ sicuramente una battaglia. Sono una squadra molto forte fisicamente e vorranno renderci la vita difficile. Non possono perdere punti se vogliono andare ai playoff, ma il nostro obiettivo e´ ancora più importante».
LA REPUBBLICA - Preziosi, tutto in cinque minuti Lacrime, applausi e tensione Nella Nord. Tra il secondo gol e il 90´ molti in piedi ad omaggiare il presidente. Ma c´è chi in gradinata non è d´accordo I politici. Stavolta nella zona vip non ci sono solo gli habitué del calcio Spuntano vecchi e nuovi dell´agone elettorale. Gli avversari. I pochi tifosi del Pescara presenti ingannano il tempo prendendosi a bottigliate d´acqua. L´esultanza "Enrico Enrico" non solo dal cuore del tifo ma anche da molti genoani che stanno in tribuna d´onore. di Raffaele Niri. Sarà lo scroscio di pioggia, sarà che gli occhi chiari sono trasparenti, ma quell´uomo in completo blu, appoggiato alla balaustra, sta piangendo. Lui magari dirà che non è vero, che è pulviscolo, che è una questione di tic. Ma Enrico Preziosi guarda la Nord e piange. Smette subito, sorride ad un paio di amici, fa un cenno al cronista, è passata. Ma quei cinque minuti che passano prima del terzo gol e subito dopo i tre fischi dell´arbitro, con gli spintoni in Gradinata Nord e la maggioranza dei tifosi che urla "Enrico Enrico" e poi la tribuna che si alza in piedi, in standing ovation per il presidente, prima il vecchio Alfredo Biondi, poi tutti gli altri, anche Burlando, anche Tullo, anche gli assessori uscenti come Guerello, come Merella, come Veardo, beh, quei cinque minuti valgono un anno, forse due. Benvenuti nell´unico posto dove - a ventiquattr´ore dal voto - la risposta a "Enrico" è "Preziosi" e non "Musso". Eppure, curiosamente, l´urlo è identico: venerdì sera in piazza Matteotti, sabato pomeriggio allo stadio, cambia l´Enrico, ma non la ritmica, la scansione. E´ vero, per la chiusura della campagna elettorale erano appena in mille e al Ferraris venticinquemila, ma lo sventolio è identico, identiche le trombette, uguale il coro. Non che a Marassi non si parli di politica: girano clandestini gli ultimi santini (che sarebbero rigorosamente vietati, ma il Genoa ha vinto tre a zero e chissenefrega), la lucertola politica sta per cambiare pelle, c´è ancora quella vecchia e c´è già quella nuova. Fuor di metafora ci sono quelli che in tribuna non mancano mai (il segretario regionale diessino Tullo, il presidente della Regione Burlando, gli assessori Guerello, Veardo, Merella, il capolista dei Comunisti Delogu, il consigliere comunale ulivista Pasero) e ci sono quelli che normalmente vanno in gradinata (come la capolista del futuro Partito Democratico, la podista- ulivista Michela Tassistro) o che vanno allo stadio solo saltuariamente, come il candidato sindaco del Polo Enrico Musso, con la giovane moglie Chiara al seguito (meglio: è lui al seguito di lei, "ho tre mesi da farmi perdonare" scherza al bar, tra il primo e il secondo tempo, finalmente rilassato). Guerello e Veardo, che negli ultimi due mesi hanno combattuto una guerra sorda a tre (il terzo è Tiezzi) sulle preferenze margherite - e chissà chi vince, domani - sul secondo gol di Adailton si danno un cinque, felici come bambini. Tullo promuove la Tassistro: "Porti bene, torna spesso". Nella gabbia della sud, intanto, una cinquantina di tifosi del Pescara stanno giocando una partita tutta loro: sul due a zero è evidente che non c´è più gara, loro provano a centrarsi a vicenda con bottiglioni d´acqua da due litri, in una sorta di Palio dove vince chi resta in piedi. Perdono tutti, fradici da far schifo. Ma gli occhi, adesso, si girano tutti verso la Nord. E´ partito un applauso lungo - "Enrico/Preziosi/alè/oh oh" - ma non tutti sono d´accordo. Qualche spintone di troppo, qualche "sei una belina" urlato con troppa enfasi, non basta ricordare che siamo all´undicesima vittoria consecutiva per mettere pace. Ma l´applauso al presidente tracima, arriva in tribuna e qui molti si alzano in piedi, come i Signori: così, quando Adailton la mette dentro di nuovo, qualcuno si perde il gol perché è girato ad omaggiare il pres. Poi qualche altra spinta a partita finita, sempre in gradinata, e lo scroscio d´acqua a calmare tutti. E´ il calcio, è il Genoa, bellezza.
LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Un Coppola alla "Ringhio" Rossi super. di Gessi Adamoli. Leon a corrente alternata Fabiano detta legge sulla fascia. Rubinho sv: nemmeno un tiro del Pescara nello specchio della porta. Bega 6: ordinaria amministrazione contro gli spuntati attaccanti del Pescara. De Rosa 6: avendo pochissimo lavoro da svolgere, ha provato spesso ad andare nell´area di rigore avversaria in occasione di corner e calci di punizione, ma questa volta senza fortuna. Masiello 6: a suo agio, anche se, certamente, Criscito è un´altra cosa. Rossi 6,5: è impressionante il numero di volte che si sovrappone a Leon prima ed Adailton dopo. Ma stupisce anche la maturità con la quale svolge i compiti di copertura. Milanetto 6,5: bravo e furbo (con la palla spostata indietro) sul calcio di punizione che sblocca il risultato. Regista ispirato per 70´, un po´ in calo nel finale quando sembra aver finito la benzina. Coppola 6,5: alla Gattuso, come "Ringhio" con grinta su ogni pallone. Fabiano 6,5: sulla fascia sinistra detta legge. Leon 6: a corrente alternata. Dal 12´ st Adailton 7: entra e mette subito il suo timbro sulla partita. La doppietta lo fa salire a 11 reti, scavalcando Di Vaio nella classifica dei bomber genoani. Gasparetto 6: il Pescara è un avversario docile docile, così può permettersi di lottare e sgomitare meno del solito. Dal 15´ st Greco 6: entra sul 2-0 quando ormai si gioca sotto ritmo. Di Vaio 6: un delitto non aver lasciato il segno contro la fragile retroguardia abruzzese. Dal 36´ st Galeoto sv.
IL GIORNALE - Uno, due, tre. Il Genoa vola e la A è sempre più vicina. Il Genoa sbriga la pratica Pescara grazie ad una rete nel primo tempo su punizione di Milanetto e a una splendida doppietta del ritrovato Adailton nella ripresa ed ora, tra conti e tabelle, si prepara a quella che potrebbe essere la trasferta decisiva di Mantova. I rossoblù vincendo sarebbero matematicamente in serie A per il fatto che al massimo il Piacenza arriverebbe a 70 punti e quindi i play-off salterebbero. Ma, c’è un’ipotesi ancora migliore, visto che se il Piacenza impegnato a Vicenza e Rimini in viaggio a Trieste non dovessero vincere alla squadra di Gasperini con un punticino sarebbe garantita la festa promozione. Con il Rimini sotto choc per la morte del suo presidente resta il nemico storico del Grifone Iachini, tecnico del Piacenza l’ultimo ostacolo verso il ritorno nella massima serie. Il match col Pescara non ha offerto grandi spunti. Il Genoa ha giocato come fa il gatto col topo e, sbloccato il risultato con Milanetto, ha gestito a piacimento l’incontro arrotondando il successo grazie ad un ispiratissimo Adailton che nella ripresa ha rilevato Leon. Il brasiliano, tornato in campo dopo l’incidente di Spezia, è diventato l’idolo della gradinata Nord. Nel finale gloria anche per il presidente Enrico Preziosi invocato da tutto lo stadio a parte una esigua minoranza che ha dato vita a qualche tafferuglio in gradinata Nord. Ma Preziosi a fine gara è felicissimo: «Non mi aspettavo i cori dello stadio e ringrazio tutti. Ora vedremo cosa farà il Piacenza a Vicenza e poi tireremo le somme». RUBINHO 6: parate di ordinaria amministrazione, fortunato su un tiro di Felci che sfiora il palo. BEGA 6.5: Russo e Martini sono poca cosa e lui vive di prepotenza. MASIELLO 6.5: stesso discorso per Bega con una grinta ancora eccessiva. DE ROSA 6: passa un pomeriggio di quasi assoluto riposo, più utile in fase offensiva. ROSSI 6.5: spinge molto ma gli riescono pochi traversoni, è il suo unico limite. MILANETTO 7: disegna geometrie perfette e ha il merito di sbloccare il risultato con una punizione magistrale. È bravo a non farsi ammonire. COPPOLA 6.5: anche lui nella lista dei diffidati finisce immacolato il match ed è pronto per Mantova. FABIANO 6.5: va su e giù per la fascia decine di volte rappresentando una certezza per gli schemi di Gasperini. LEON 6: qualche buono spunto ma gioca troppo in surplace dando l’impressione di non averne voglia (dal 12 st’ Adailton 8: è la stella della partita che si conquista sessanta secondi dopo essere entrato con un tiro dal limite dell’area che sorprende Tardioli. Per lui è la fine di un incubo dopo tanta sfortuna. E nel finale arriva anche la sua seconda rete personale che manda in tripudio i 25mila del Ferraris fino a farlo commuovere). GASPARETTO 6: la montagna stavolta partorisce il topolino. Tante zuccate ma stavolta nessuna rete (dal 14 st’ Greco 6: si batte ed ha una voglia matta di mettersi in luce. In un paio di guizzi è sfortunato). DI VAIO 6: nel primo tempo gli viene giustamente annullata una rete per fuorigioco e per il resto da segnalare solo una conclusione fuori di poco (dal 35 st’ Galeoto sv). GASPERINI 6.5: non fa turnover malgrado una pletora di diffidati. Mossa giusta perché nessuno verrà squalificato. Getta nella mischia nel momento migliore Adailton. Arbitro SQUILLACE 6.5: nella più facile delle partite non poteva sbagliare e così ha fatto.
IL GIORNALE - La grande giornata di Adailton. Questa volta Giampiero Gasperini si lascia andare a sorrisi e a scenari futuri importanti: «Abbiamo vinto una gara con intelligenza perché per noi è fondamentale non solo prendere questi tre punti ma anche non avere cartellini gialli. Ora siamo ad un passo dall’obiettivo: se vinceremo a Mantova saremo in serie A altrimenti ci proveremo sette giorni dopo col Napoli». Gasperini però, conti alla mano, sottolinea anche la possibilità che i playoff non vengano disputati: «C’è anche la strada che può portarci in serie A, magari con un solo pareggio. Tutto dipende da Piacenza e Rimini nelle prossime partite. Stiamo attenti anche a quel tipo di soluzione». Le parole del tecnico sono poi tutte per Adailton: «Sono contento per il giocatore che ha sempre dimostrato grande professionalità anche nei momenti più difficili. È un grande professionista e questa giornata di festa se la merita tutta. Ha fatto due gol bellissimi e importanti per noi e per lui». Infatti Martin Adailton sorride e ringrazia: «Sono felicissimo. Un rientro così non avrei nemmeno potuto sognarlo. Appena sono entrato ho provato a tirare e mi è andata bene. È stata una gioia indescrivibile e come se non bastasse sono riuscito anche a segnare un altro gol. Ringrazio i tifosi per l’accoglienza che mi hanno riservato e l’allenatore per avermi fatto giocare». Adailton è concentrato sulla prossima sfida: «A Mantova non sarà facile ma sappiamo che con una vittoria regaleremo la serie A alla nostra gente. Ci proveremo con tutte le nostre forze». Le ultime battute sono del tecnico del Pescara De Rosa che fa i complimenti al Genoa: «Per noi era impossibile fare più di quello che abbiamo offerto, sull’uno a zero abbiamo avuto la possibilità di pareggiare, ma onestamente, questo Genoa è troppo più forte di noi. Sono certo che i rossoblù andranno in serie A perché se lo meritano»
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