STAGIONE 2006/07

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Reti: 01' Adailton, 54' Adailton (rig).
Genoa: Barasso, Bega (68' Stellini), De Rosa (36' Longo), Criscito, Rossi, Coppola, Botta, Fabiano, Zeytulaev (61' Biasi), Adailton, Sculli. Allenatore: Gasperini. (Russo, Tiago Pires, Aurelio, Tavares).

Piacenza: Coppola, Nef, Miglionico, Olivi, Gemiti, Nocerino, Patrascu, Gobatto (75' Riccio), Stamilla (60' Degano) Simon (55' Cacia), Rantier. Allenatore: Iachini. (Capodici, Iorio, Anaclerio, Padalino).

Arbitro: Squillace di Catanzaro. Espulso: Al 36' l'allenatore Iachini per proteste. Spettatori: 17.718

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Partita in salita per il Grifone che ha a disposizione 18 giocatori contati. Oltre a Figueroa, il cui esordio si stà avvicinando, Gasperini deve fare a meno di Rubinho, Pedro lopez, Juric (che ne avrà per un mese) e per motivi cautelativi di Milanetto e Greco. Inoltre anche Zeytulaev e Longo non sono in perfette condizioni, l'Uzbeko comunque scende in campo dal primo minuto mentre l'ex torinista s'accomoda in panchina. Ad aggiungersi alla lista poi prima della fine del primo tempo sarà De Rosa costretto ad uscire per una botta. Nel Piacenza assenti D'Agostino e Ondei. La gara inizia con qualche minuto di ritardo per un problema ad una rete ma alla partenza il Genoa, che attacca verso la Nord, passa subito in vantaggio. Al 1' minuto Adailton, contrastato da due avversari che da terra gli impediscono di far passar la palla, si guadagna una punizione dal limite dell' area. La sfera viene appoggiata da M.Coppola al Brasiliano che con un pennellato tiro a girare supera la barriera mettendola verso la porta. Il Coppola portiere tenta la parata inarcandosi all' indietro ma quando ribatte la palla questa ha ormai oltrepassato la linea. 3' Il Genoa insiste con una galoppata di Rossi che giunto verso il fondo mette a centro area dove Zeytulaev in corsa si tuffa e colpendo con la testa spedisce la sfera a sfiorare il palo sinistro piacentino. 7' Arriva la risposta biancorossa, Rantier viene colpevolmente lasciato avanzare e arrivato ai 20 metri non ci pensa su facendo partire una staffilata che prende in pieno il palo. 9' Azione di Fabiano con palla per Adailton che tira in porta ma Coppola è pronto alla parata. 12' Lancio in verticale di Adailton in area per Fabiano che viene anticipato d'un soffio in angolo da Patrascu. Dall' angolo scambio tra Sculli e Zeytulaev con il seguente traversone preda della testa di De Rosa che però manda sopra la traversa. 20' Ammonito Zeytulaev per un entrata su Nocerino. 28' Barasso respinge un cross, batti e ribatti in area con palla che arriva a Stamilla che tenta un debole tiro cross con De Rosa che libera di testa con Barasso ancora fuori dai pali. 29' Seconda ammonizione per i rossoblù, a finire sul taccuino è Rossi. 32' Barasso e Criscito tentano lo scambio, pressing piacentino e De Rosa che libera infortunandosi. 33' Traversone spiovente dalla sinistra, interviene Stamilla che di testa mette in gol ma il giocatore emiliano è in fuorigioco. 35' De Rosa non ce la fa e deve uscire, Gasperini a sorpresa, spostando Rossi in difesa e Botta esterno destro, fa entrare Longo che prende la sua posizione a centrocampo. Iachini in tanto inizia a scimmiottare e l'arbitro lo caccia dal campo. Mentre il simpatico allenatore abbandona il campo tutto il Ferraris gli attribuisce i "giusti riconoscimenti". 39' Altra ammonizione questa volta per Bega. Nel finale il Genoa costruisce diverse palle gol, 42' Doppio fallo su Adailton che riesce comunque a servire Sculli che si trova con il solo Coppola davanti ma a quel punto senza dare il vantaggio l'arbitro fischia ammonendo prima Patrascu e poi Milionico. 43' Zeytulaev libera Sculli che mette alle spalle del portiere ma l'arbitro annulla per fuorigioco. 45' Sculli di prima per M.coppola che arrivato sul fondo mette indietro per Zeytulaev che incrocia mettendo la palla alta sulla traversa. Buon primo tempo con un Piacenza che non si è chiuso cercando di giocare la sua partita. Secondo tempo, 50' Adailton smarcatissimo riceve un rilancio lungo ma invece di avanzare tenta il pallonetto ma il portiere emiliano non si lascia sorprendere. 52' Tentativo piacentino da lontano ma anche Barasso è pronto alla parata. 53' Sulla sinistra, praticamente sull' angolo dell' area, M.Coppola supera in velocità Nocerino che allunga la gamba atterrandolo. Dal dischetto va Adailton che con un preciso rasoterra nell' angolo sinistro porta a 2 le reti personali. 56' Prima sostituzione per il Piacenza, entra la punta Cacia al posto di Simon. 59' Altra sostituzione, entra Degano ed esce Stamilla. 60' Anche Gasperini effettua la seconda sostituzione, Biasi sostituisce Zeytulaev. Il difensore prende il posto di Rossi che avanza esterno destro d'attacco dove si trovava Zeytulaev. 61' Punizione di Rantier, Cacia anticipa Bega mettendo la palla di poco sul fondo. 66' Traversone in area, Coppola respinge anticipando Rossi poi in seguito il tentativo di Longo termina sul fondo. 69' Ultima sostituzione rossoblu, Stellini prende il posto di Bega. 71' Prodezza di Barasso che devia in angolo una gran botta al volo di Rantier. 74' Ammonizione per un altro genoano, questa volta tocca a Sculli. 75' Entrata da dietro di Nocerino su Longo e ammonizione per l'ex genoano. 76' Ultima sostituzione, entra Riccio ed esce Gobatto. 77' Azione piacentina, traversone di Nocerino per la testa di Cacia che di testa incrocia verso il palo lontano mettendo in rete ma il giocatore è in netto fuorigioco. 80' Ammonizione anche per l'altro ex genoano Gemiti che dopo essere stato messo giù da Sculli eccede nelle proteste. 82' Adailton in area a destra sfugge a Patrascu e quasi sul fondo tira da posizione difficile in diagonale riuscendo a colpire il palo. Ultimi tentativi piacentini e ripartenze genoane e poi dopo 4 di recupero arriva il fischio finale. Anche se incerottato il Genoa riesce a riscattare la prova di Modena piazzandosi provvisoriamente secondo in classifica dietro solo Brescia.

 

TUTTOSPORT - Adailton non sbaglia mira. Il Genoa liquida il Piacenza con una rete per tempo e torna a macinare punti. Una punizione e un rigore: il brasiliano cancella il passo falso di Modena. di Giovanni Tosco. Genova. Con una doppietta di Adailton, il Genoa ritrova la strada smarrita martedì a Modena e ottiene la terza vittoria in quattro partite, la sesta nelle sette gare ufficiali giocate finora. Le preoccupazioni figlie della sconfitta in terra d’Emilia vengono dunque accantonate: in attesa che la trasferta di sabato a Lecce fornisca altre significative risposte, i rossoblù hanno dimostrato di non risentire dei tanti assenti e hanno confermato l’attenzione tattica e la compattezza che stanno divenendo il marchio di fabbrica di Gasperini. Contro un Piacenza reduce da due successi casalinghi importanti a spese di Napoli e Bologna e schierato bene da Iachini, il Genoa ha avuto la fortuna e il merito di passare in vantaggio alla prima azione (Adailton ha trasformato una punizione dal limite: Coppola ha respinto in tuffo ma, secondo l’assistente Manzini, quando la palla aveva varcato la linea di porta), per poi soffrire il dinamismo degli avversari, che al 7’ hanno colpito il palo con Rantier e al 36’ si sono visti annullare il pareggio di Stamilla per un giusto ma davvero millimetrico fuorigioco. In quel momento, c’è stata la decisione che ha cambiato il volto alla partita. Costretto a sostituire l’infortunato De Rosa, Gasperini invece di un difensore ha inserito Longo, escluso inizialmente perché in condizioni fisiche precarie, e arretrato Rossi. In questo modo, è ritornato l’ordine in mezzo al campo, dove Coppola e Botta garantivano dinamismo e aggressività ma non una corretta distribuzione della palla: il Genoa ha gradualmente ripreso in mano il pallino del gioco, chiudendo i conti al 10’ della ripresa con un rigore non proprio limpido concesso per un intervento in scivolata di Miglionico ai danni di Coppola e realizzato da Adailton, che con cinque gol in carriera ha nel Piacenza il bersaglio prediletto. « Siamo stati bravi a mantenere serenità dopo la prova opaca di Modena. Nel secondo tempo abbiamo legittimato la vittoria creando cinque- sei occasioni per segnare ancora » , racconta Adailton, che in una di queste circostanze, al 39’, ha colpito il palo. Il brasiliano è stato schierato al centro dell’attacco al posto dell’infortunato Greco, ma ribadisce di trovarsi più a proprio agio da esterno: « Gioco dove serve, ovviamente, però la mia posizione naturale è un’altra. Meglio così, visto che abbiamo due centrali bravi come Greco e, speriamo presto, Figueroa » . L’argentino, reduce da un’operazione chirurgica al ginocchio, comincerà ad allenarsi col gruppo martedì. Iachini, al solito, ha vissuto una partita nella partita, perché i tifosi del Genoa lo hanno bersagliato di insulti e cori ostili a causa degli incroci del passato. Si spiega forse con l’eccesso di nervosismo l’espulsione per proteste rimediata in coincidenza con l’annullamento del gol di Stamilla. Il tecnico non s’è presentato in sala stampa, affidando il compito al vice, Beppe Carillo: « Hanno deciso gli episodi, tutti a nostro sfavore, però abbiamo sfoderato un’ottima prestazione». Il tentativo di recuperare il doppio svantaggio ha costretto il Piacenza a concedere spazi al contropiede genoano, mentre la spinta finale ha prodotto solo un’altra rete annullata per un dubbio fuorigioco, stavolta a Cacia, il cui innesto ha reso più concreta la manovra biancorossa. Gasperini non nasconde la soddisfazione: « Potevamo evitarci un po’ di sofferenza, però la vittoria è limpida. Certo, è frutto di una punizione e di un rigore, ma per guadagnarseli bisogna arrivare là davanti e anche questo è un merito... » .

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. Bravi Criscito e Rossi. GENOA. Barasso 6: al rientro, si dimostra attento in ogni circostanza. Bega 6: tempestivo nelle chiusure, con qualche sofferenza su Rantier. Stellini (24’ st) 6: aiuta a proteggere la vittoria. De Rosa 6: l’avvio è positivo, poi si arrende a una forte contusione. Longo (36’ pt) 6.5: nonostante le condizioni fisiche precarie, porta ordine in mezzo al campo. Criscito 6.5: annulla Stamilla. Quando viene spostato a destra contiene Rantier. Rossi 6.5: emblema della duttilità tattica. M. Coppola 7: s’avventa su ogni pallone con una determinazione straordinaria. Botta 6: garantisce la solita quantità, con qualche errore di troppo in appoggio. Fabiano 6: presidia con cura la fascia di competenza. Zeytulaev 5.5: fatica in partenza, acquisendo un po’ di sicurezza col passare dei minuti. Biasi (16’ st) 6: compie due salvataggi provvidenziali. Adailton 8: guadagna e trasforma la punizione, realizza il rigore, colpisce il palo ed è un costante pericolo. Sculli 6: perde tanti palloni, però è spesso nel vivo del gioco e si fa apprezzare in copertura. All. Gasperini 7: nonostante l’emergenza ritrova subito la squadra. Sorprende quando sceglie di inserire Longo al posto dell’infortunato De Rosa: è la mossa vincente. PIACENZA. F. Coppola 6: una sola incertezza, nell’azione del palo di Adailton. Sulla punizione arriva quando la palla quasi certamente è oltre la linea bianca. Nef 6.5: limita Sculli e sale con continuità. Miglionico 5.5: in costante difficoltà contro i veloci attaccanti del Genoa. Olivi 5.5: sufficiente nel primo tempo, disattento dopo l’intervallo. Gemiti 5.5: discreto nel contenimento, non appoggia a sufficienza le offensive. Nocerino 6: dinamico, non sempre preciso. Patrascu 6: disciplinato, ma senza sussulti. Gobatto 6.5: a tratti confuso, tuttavia corre senza risparmiarsi finché resta in campo. Riccio (30’ st) ng. Stamilla 5.5: il gol annullato per fuorigioco è l’unico lampo. Degano (15’ st) 5.5: non riesce a incidere. Simon 5: si muove senza costrutto. Cacia (11’ st) 6: non risente dell’incidente automobilistico avuto alla vigilia. Tiene in apprensione la difesa rossoblù e segna una rete annullata per un dubbio fuorigioco. Rantier 6: minaccioso in avanti, con il palo colpito in apertura. Poco propenso alla fase difensiva. All. Iachini 6: viene espulso per proteste, però il Piacenza tiene il campo con disinvoltura. Arbitro: Squillace 6: il Piacenza contesta la punizione dell’1-0, ma ci sono due difensori a lottare contro il solo Adailton. Sulle reti annullate (e sulla stessa conclusione del brasiliano) si affida agli assistenti. Generoso il rigore concesso a Coppola.

 

IL SECOLO XIX - Genoa, Adailton e concretezza. Terza vittoria a Marassi partita ruvida contro un Piacenza scomodo. Otto ammoniti e il "nemico" Iachini espulso. Rossoblù soli a un punto dal Brescia.Il brasiliano decide con una doppietta. Gasperini stratega cambia la squadra in corsa. di Giovanni Ciolina. Genova. Due gol, un palo per parte, tre reti annullate per fuorigioco (Stamilla, Cacia, Sculli), otto ammoniti e Iachini espulso: ce n'è abbastanza per inquadrare una partita non certo bella sotto il profilo estetico, ma intensa e che entrambe le formazioni affrontano con lo spirito giusto, da battaglia. Vince il Genoa con doppietta di Adailton. Mancava solo lui alla festa degli eroi rossoblù. Se De Rosa aveva deciso Vicenza, a Greco era toccato fare male al Rimini. Il giustiziere del Piacenza del tanto odiato Iachini è un uomo che arriva da lontano, dal Brasile e con la passione del vino. Valpolicella, preferibilmente. Adailton sblocca dopo un minuto di gioco con una punizione delle sue. Sotto la Nord. parabola precisa. Beffarda. Ma soprattutto provata e riprovata venerdì pomeriggio nella rifinitura. Un caso? Proprio no e se Coppola (il portiere piacentino) ci arriva è solo per un balzo degno di un felino, ma la stoccata è tanto veloce quanto angolata e per il guardalinee varca la linea. «Un gol che ci ha penalizzato» pensa Beppe Gemiti, uno dei due ex, con Nocerino. «Condannati dagli episodi» aggiunge il napoletano che però dimostra di non gradire molto la sconfitta: «Vorrei rivedere le azioni dei due gol che ci sono stati annullati. Ho visto il Genoa abbastanza bene, ma anche il Piacenza si è dimostrato una squadra forte». Insomma la visione della partita dalle due parti, se non è contrapposta poco ci manca. «Episodi? Vero, loro non ne hanno creato» puntualizza il matador della sfida anche se, come spesso accade in queste situazioni, la verità sta sempre in mezzo. Il Genoa infatti non brilla come nelle precedenti occasioni, ma è sicuramente concreto, cinico, spietato. E per la prima mezz'ora di gioco soffre la vivacità del centrocampo ospite che ha in Nocerino e soprattutto Gobatto (brasiliano con frequentazioni nel campionato costaricano) che corre per due. Forse per tre. Gasperini non cambia sistema rispetto al passato. Rossi resta a destra dove costringe il Piacenza alla sofferenza per spostarsi sul fronte opposto solo nel finale. L'assenza di Greco comporta solo l'inserimento di Zeytulaev sulla destra con l'accentramento di Adailton. L'uzbeko si muove a corrente alternata e forse l'errore degli ospiti è proprio quello di non aggredire quella corsia e mettere in difficoltà il Grifo che da par suo preferisce la sinistra e si appoggia su un Fabiano in costante propulsione offensiva e Sculli che non trova però tanti spazi, stretto come è, nella morsa di Nef e Miglionico. Ma è proprio la capacità di modificare in corsa il gioco che rappresenta l'energia giusta del Genoa. Botta e Barasso confezionano una mezza papera ed a farne le spese è Gaetano De Rosa che immola la gamba destra su un avversario. Gasperini butta dentro Longo e ridisegna la squadra con un direttore d'orchestra vero. Coppola e Botta fanno bene, ma i cambi di gioco e di ritmo del napoletano scompigliano le carte avversari. «Conoscevamo Longo, ma non direi che siamo andati in affanno per il suo ingresso. Il Genoa nel suo complesso è competitivo. Direi che gli episodi non sono stati dalla nostra parte» spiega Beppe Carillo, allenatore in seconda del Piacenza. Tocca a lui spiegare la gara, in quanto Beppe Iachini finisce sulla lista nera di Squillace. A proposito del tecnico ospite, la gente rossoblù non lo ama. E ieri l'interessato ne ha avuto la conferma. I tifosi salutano il suo ingresso in campo con cori non certi piacevoli al suo indirizzo e a quello dell'incolpevole madre, fino al boato che saluta il suo ritorno anticipato negli spogliatoi. Tornando a Longo, invece, il suo ingresso in campo comporta l'arretramento di Rossi sulla linea difensiva, ma la squadra conquista metri di campo e soprattutto la palla gira con maggiore velocità. In assenza di Milanetto, attorno a Longo gira un po' tutta la squadra. Il Grifo piazza così alcune nuvole burrascose nel cielo terso del Piacenza, e si mimetizza a seconda degli antidoti della banda ospite. Il Genoa cambia volto per almeno cinque volte nella ripresa, passando attraverso un 4-3-1-2, un successivo 4-4-2 per concludere con il 3-4-3 finale quando Criscito passa a destra, Stellini a sinistra, Biasi centrale e l'attacco finisce per essere Scullli-Adailton- Rossi. Insomma Gasperini modella il suo Genoa a seconda delle mosse avversarie e il risultato è ottimale. «Se siamo più brillanti soffriamo meno - è il Gasperini pensiero - Dobbiamo essere più cinici». E la mezza dozzina di occasioni fallite dai rossoblù sono lì a testimoniarlo. E ora Lecce. «Per muovere la classifica» ammonisce Adailton.

 

IL SECOLO XIX - Adailton, cuore e fantasia. Criscito annulla Simon e Cacia. Il brasiliano Fabiano comanda a sinistra. Zeytulaev è ancora lontano dalla forma. di Giuliano Gnecco. BARASSO 5,5 Il palo lo assiste sulla sassata di Rantier dopo una manciata di minuti. Con il pallone fra i piedi e l'avversario nei pressi si prende eccessive confidenze, rischiando di pagare a caro prezzo e facendo incanutire ulteriormente Gasperini. Un'uscita azzardata permette a Stamilla di segnare una rete poi annullata per fuorigioco. Con la punta delle dita impedisce però a Rantier di riaprire la partita. BEGA 6,5 Impedisce a Rantier - che pure è difficile da marcare - di sfondare da quella parte. Con l'uscita di De Rosa passa a fare il centrale, per poi tornare a destra con l'ingresso di Biasi. Fisicamente non è ancora al top, ma svolge in modo efficace i compiti che gli sono stati assegnati, senza sbavature e con personalità (23' st STELLINI 6: esperienza e freddezza al servizio della causa; sui calci piazzati avanza per colpire nel gioco aereo). DE ROSA 6,5 Di testa salva sulla linea la conclusione a botta sicura di Gobatto. Raddoppia soprattutto su Simon, dimostrando sicurezza; per rimediare poi a un errore duplice (di Botta e Barasso) ci rimette una caviglia ed è costretto ad uscire (36' pt LONGO 6,5: ha un'ottima visione di gioco e un lancio preciso, gli manca solo un pizzico di condizione. Serve ad Adailton una palla invitante per il 2- 0, che il brasiliano fallisce. Va anche a provare il tiro). CRISCITO 7 L'argentino Simon è l'ultima scoperta del Piacenza: in Emilia lo descrivono come una grande promessa. Il pubblico del Ferraris non può accorgersene perché l'attaccante non la vede mai: senza affanni, giocando sul velluto, Criscito si conferma un difensore di grande qualità. Se non bastasse, si conferma con Cacia, altro spauracchio esorcizzato. ROSSI 6 Mal supportato da Zeytulaev, è costretto a fare tutto da solo sulla destra, trovando però spesso due avversari a fermarlo. Nel rimpasto dopo l'uscita di De Rosa arretra in marcatura. E con l'ingresso di Biasi finisce nel tridente, per di più a sinistra. Ovunque si sacrifica con abnegazione. COPPOLA 7 Con l'assenza di Milanetto passa da operaio a geometra. Calza vezzose scarpette blu, però bada più alla sostanza che alla forma: si sdoppia con eguale efficacia nella fase di interdizione e in quella di costruzione, senza dimenticare di tenere d'occhio il romeno Patrascu, fonte del gioco piacentino, sul quale va a fare pressing quando l'avversario è in possesso della palla. Con l'ingresso di Longo torna ad occuparsi soprattutto del lavoro meno nobile ma non per questo meno utile. Conquista un rigore costringendo Miglionico al fallo. BOTTA 6,5 Fronteggia Nocerino in un duello fra giovani promesse; il piacentino lo supera in centimetri ma lui lo batte in dinamismo. In coppia con Barasso commette un errore per rimediare il quale De Rosa si fa male; a quel punto Gasperini lo dirotta a destra. Aiuta in copertura e ruba parecchi palloni. FABIANO 7 Con Adailton scambia e dialoga in un idioma parlato di solito in serie A. Stamilla, siciliano di nascita e imperiese d'adozione, gioca molto alto per cercare di tenerlo lontano dalla porta emiliana, ma le sue percussioni sono devastanti. Neppure Degano, attaccante di ruolo, riesce a schiacciarlo in fase difensiva. ZEYTULAEV 5 Fa vedere di esserci solo al 20' quando stende Olivi e si guadagna un cartellino giallo. Si rivede al 45' quando calcia nella Nord, a pochi passi dall'area piccola, l'invitante cross di Coppola. Cresce nella ripresa, anche se la condizione è ancora approssimativa (16' st BIASI 6: quando il Piacenza aumenta le bocche da fuoco inserendo Degano, va a puntellare la difesa. Ci mette il piedone per deviare in angolo una girata maligna di Cacia). ADAILTON 7,5 In questo inizio di stagione ci aveva provato tante volte senza centrare il bersaglio per questione di millimetri. Stavolta la sua punizione va a bersaglio al primo tentativo: Coppola devia solo quando la palla ha varcato la sfera. Come prima punta si adatta, però ha numeri da grande campione e i suoi movimenti aprono spazi per gli inserimenti dei compagni. Alla doppietta aggiunge un palo: si può chiedere di più? SCULLI 6 In progressione sembra inarrestabile, poi però le sue avanzate si infrangono su Nef. Il suo errore è quello: non riesce a saltare l'avversario e invece di cercare altre soluzioni si incaponisce a puntare lo svizzero. Ingenuo a farsi ammonire per simulazione. Si fa pescare spesso in fuorigioco, lo salva la generosità. PIACENZA Coppola 6; Nef 6,5, Miglionico 5, Olivi 5,5, Gemiti 5; Nocerino 6, Patrascu 6, Gobatto 6,5(30' st Riccio sv); Stamilla 5,5 (15' st Degano 5), Simon 5 (10' st Cacia 6), Rantier 6,5. ARBITRO Squillace di Catanzaro 6: con l'aiuto dei suoi assistenti, è bravo a vedere che la palla di Adailton ha varcato la linea, che Stamilla è in fuorigioco e a far accomodare Iachini che protesta troppo rischiando così di incendiare animi già abbastanza caldi. Giusto anche il rigore. Sbaglia invece alcuni falli e non è coerente nella gestione dei cartellini.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi: «Grande squadra» IL PRESIDENTE. Esalta la prova dei rossoblù e si sofferma sul tormentone dello stadio. E "richiama" Garrone: «Con la sensibilità dei genoani non si scherza» di Giovanni Ciolina. Genova. «Tutte le vittorie hanno un sapore particolare, ma quella con il Piacenza per noi ha un significato differente». Enrico Preziosi si presenta in maniche di camicia nel pancione del Ferraris quando i protagonisti sono ormai fuori. Sorride il presidente, chiuderà con una stilettata a Garrone. In tribuna anche la sua famiglia partecipa in maniera gioiosa ai festeggiamenti per la vittoria. Sorride Preziosi ed è fin troppo scontato il motivo. «Certi atteggiamenti non me li spiego»è l'unico riferimento ad un avversario antipatico. La ripresa della squadra dopo la battuta a vuoto di Modena ha un sapore particolare («Ci tenevamo tanto») e soprattutto arriva con le caratteristiche che tanto piacciono al presidente e al popolo rossoblù. «La squadra è stata capace di soffrire, compattarsi e lottare su ogni pallone»è la disamina tecnica di un match difficile, ispido e nel quale oltre a quello di Adailton per il presidente rossoblù brilla lo stellone di Longo. L'ex torinista subentra a De Rosa ma il cambio non sorprende Preziosi che si è subito «preoccupato delle condizioni del difensore. E se Gasperini ha deciso di dare fiducia a Longo era per dare equilibrio al centrocampo». E così è stato. Difficilmente il patron rossoblù si sbilancia sulla prova di un giocatore, ma con Longo va oltre e definisce «da incorniciare» la prova del regista. Ma è sul gruppo, «sulla voglia di vincere e di soffrire» che il patron tiene alta l'attenzione. «E tutto questo nonostante un Piacenza che ha giocato a calcio. E ci ha messo in difficoltà». Ma Preziosi invita i tifosi «a non esaltarsi» di fronte ad una classifica che vede il Grifo nella piazza d'onore «perché arriveranno momenti difficili» nell'arco di un torneo che si annuncia lungo e difficile. «Ma l'importante sarà stare sempre nella parte sinistra della classifica e rimanere nelle prime sei posizioni fino a dicembre - ammonisce - In questo momento non guardo alla classifica. Sono troppo poche le partite giocate. Il vero test comincerà nel ritorno. Quando poi recupereremo anche un certo signor Figueroa. Un investimento importante per noi». Sabato prossimo però la squadra è attesa dalla trasferta di Lecce dalla quale il primo tifoso genoano si aspetta un risultato positivo «perché mi diverto solo se vinco». Ed è un po' questa la filosofia del gruppo intero. La promozione resta l'obiettivo primario di questo Genoa e per andare in alto servono continuità di risultati e carattere. E a guardare la prova di ieri la banda Gasperini ne dispone a piene mani. Ma prima di salutare il presidente Preziosi stuzzica il collega Garrone con una battuta sullo stadio: «Marassi patrimonio dell'Unesco? Mi sembra una battuta infelice e poi con la sensibilità dei genoani non si scherza».

 

IL SECOLO XIX - L'ingresso di Longo la mossa vincente di Gasperini «Perdevamo troppe palle a centrocampo». di Giuliano Gnecco. Genova. La notizia è: per la prima volta in campionato il Genoa non ha subito gol. Sembra un dettaglio secondario, invece è importante sotto molti punti di vista. Altra notizia: gli schemi su calcio piazzato continuano a funzionare; c'è la rete su rigore, certo. Ma la punizione con il tocco di Coppola per Adailton era stata provata più volte durante la rifinitura. «Valgono anche i gol su calcio piazzato - sorride Gian Piero Gasperini - Non siamo riusciti a segnare su azione, anche se nel finale ne abbiamo avuto l'occasione. E comunque i piazzati sono fatti di azioni: bisogna arrivare lì per battere punizioni e rigori». Il Piacenza sostiene di essere stato punito solo dagli episodi: «Per me è stata una vittoria limpida - sottolinea Gasperini - Poi ci sono stati momenti nei quali abbiamo giocato bene e altri nei quali ci siamo complicati la vita. Però, contro una squadra come il Piacenza, lo considero un bel successo». La mossa decisiva è stata quella che col senno di prima ha destato perplessità: l'ingresso di Longo per De Rosa. «Era previsto che entrasse Longo - minimizza il tecnico - Il problema era se dall'inizio o a gara in corso: ultimamente abbiamo avuto problemi facendo giocare subito chi era reduce da infortuni. Sarebbe entrato nell'intervallo, anche se non al posto di De Rosa, perché stavamo perdendo troppe palle a centrocampo». La nota negativa è che Zeytulaev non convince ancora: «Ha subito sbagliato tre stop, lo avrei ammazzato - scherza Gasperini - Mi sono detto: "guarda che figura mi fa fare". Ma è cresciuto; gli manca solo la condizione, poi vedrete che giocatore è». La nota positiva è che questa squadra ha un'anima e i giocatori si mettono a disposizione: «Guardate Rossi cosa ha fatto oggi - è l'invito dell'allenatore - È un giocatore duttile: ha fatto il centrocampista, il difensore su Rantier e nel finale da attaccante di sinistra per poco non faceva gol. Squadra duttile? L'importante è avere le idee chiare; fare le cose bene ci aiuta: non sempre siamo brillanti, siamo un po' calati rispetto a qualche settimana fa. Se giochiamo bene siamo capaci a mettere in difficoltà gli avversari e rischiamo meno. Essere più cinici? Nel primo tempo non era una partita facile; nel secondo invece poteva essere in discesa e potevamo soffrire meno. Qualche limite si vede: non è che con questa vittoria ci illudiamo. Ma per questo abbiamo modo di lavorare». Ma per ora va bene anche così: «Sono tre punti importanti; più abbiamo la forza di restare nei quartieri alti, più abbiamo la possibilità di prendere fiducia e gioco». Altra notizia, buona: «Da martedì Figueroa si allenerà con la squadra. Non ha ancora provato i contrasti ma sta andando bene. Continuerà anche a fare il suo lavoro differenziato, però entra in gruppo e fra tre o quattro settimane vedremo». Gasperini invece riserva a Criscito bastone e carota: «È un giocatore importante, non deve diventare troppo lezioso. È un difensore pulito, essenziale. Lui e Greco sono le novità più importanti di questo inizio». La squadra avrà un paio di giorni di riposo. Martedì la ripresa.

 

IL SECOLO XIX - Adailton predica umiltà:«Il segreto è sacrificarsi» Genova. di Giovanni Ciolina. Con i due gol realizzati ieri, il Piacenza diventa la squadra preferita da Adailton per mantenere in esercizio la sua caratteristica di stoccatore. Sono infatti cinque le reti segnate nella sua permanenza italiana alla formazione emiliana. Ma il brasiliano nel dopo partita esamina con la solita onestà i temi attuali del Genoa: dalle motivazioni che lo hanno spinto a scegliere il Genoa («Ho voluto mettermi in discussione in una società importante in cui ho creduto ed ho creduto nella sua proposta»), agli episodi di ieri («Su di me c'era un rigore netto») e sul futuro. A cominciare da Lecce. «Appuntamento durissimo - ammonisce - Dovremo essere bravi in difesa, ma anche e soprattutto ad approfittare delle loro concessioni difensive e far male sulle ripartenze». Nel Salento (la ripresa degli allenamenti è fissata per martedì pomeriggio) il Genoa spera di recuperare Greco e Milanetto «anche se un aspetto importante che dovremo essere bravi a capire è quello del sacrificio. Fa la differenza nel campionato e visto che l'obiettivo è la serie A dobbiamo pensare a stare bene e pensare al gruppo. Le qualità tecniche vanno bene, ma dobbiamo pensare al gruppo». Adailton è già entrato nel modulo e nel pensiero di Gasperini e non perde occasione per profetizzare le teorie del tecnico: «Preferisco giocare esterno, ma sono a disposizione del mister e quindi gioco anche centrale. Dopo il passo falso di Modena era importante riprendere a correre. Dobbiamo rimanere aggrappati a quelli davanti in vista del rush finale». Ma proprio in quest'ottica Adailton puntualizza «come sia necessario fare punti a Lecce. Regalerebbero serenità e poi i punti in trasferta valgono doppio. Danno una spinta differente e con 2-3 vittorie consecutive si vola». Chi vola è invece Nicola Barasso il portiere rossoblù«amico di Rube» e che si supera su una botta di Rantier sul 2-0: «In effetti è stata una parata difficile. Rantier è stato bravo a calciare subito, ma se avesse colpito di piatto sarebbe stato più difficile per me. Abbiamo comunque vinto meritatamente benché il Piacenza ci abbia concesso poco con un gioco aggressivo e con il pressing alto. Abbiamo capito gli errori di martedì scorso e non li abbiamo più commessi». Sui gol annullati agli ospiti Barasso sorride: «Sul primo non so se fosse fuorigioco. Sono andato per la presa bassa ed è spuntato l'avversario. Da dove non l'ho capito. Comunque non montiamoci la testa e pensiamo a Lecce. Zeman? Non ci fa paura».

 

LA REPUBBLICA - Doppio Adailton, il Grifone riparte Una rete dopo un minuto di gioco spiana la strada ai rossoblù che a Marassi battono (2-0) il Piacenza. Subito archiviato il ko di Modena, il Genoa ora è secondo. di Alberto Puppo. Calcio d´inizio rossoblù. Due tocchi all´indietro e palla a De Rosa. Come da copione i due attaccanti del Piacenza si lanciano in pressing. Le partite cominciano tutte così. E la scena successiva prevede un lancio, possibilmente verso le fasce, tanto per non rischiare nulla. Il difensore, che s´immolerà più tardi per rimediare a due pasticci di Barasso e Botta non si scompone, alza invece la testa, e fa partire l´azione girando la palla. Rigorosamente a terra. Pericolo, fallo e punizione magistrale di Adailton. Sono passati due minuti, mezza partita è già in tasca e il Genoa di Gasperini ha già dimostrato il suo vero volto. E un credo, sposato come una fede, che impone di non gettare mai via un pallone e, se possibile, evitare che questo perda il contatto con l´erba. Certo, così qualche volta si rischia, soprattutto se il centrocampo è presidiato da due corridori come Coppola e Botta in difficoltà in fase di impostazione. Ma si obbligano anche gli avversari a correrti dietro, molto spesso a vuoto. E, alla fine, se le cose girano, gli effetti si vedono. Non sarà un caso e neppure la semplice conseguenza di un crollo psicologico se, nell´ultimo quarto d´ora, il Piacenza si affloscia e il Genoa, già forte del due a zero messo a segno da Adailton su rigore, non ne approfitta per difetto di cinismo. Poco importa, quello che contava, per il Grifone, era archiviare in fretta la sconfitta di Modena. Impresa non semplicissima, perché il Piacenza è un´ottima squadra e perché Gasperini, alle prese con molti infortuni, è costretto a inventare una formazione inedita. E si dovrà prodigare in una sforzo di fantasia quasi ininterrotto per far quadrare i conti in corso d´opera. Partenza con i tre difensori dietro, Coppola e Botta in mezzo, Rossi e Fabiano sulle fasce e il tridente con Zeytulaev preferito a Aurelio e Adailton al centro. Proprio il brasiliano inventa l´1-0. Punizione dal limite, manfrina quasi puerile per convincere il portiere avversario a prepararsi al cross. Tutto lo stadio intuisce il trucco ma non Coppola che, quando si risveglia, finisce in porta con la palla. Il Genoa vince, ma qualcosa non funziona. Un paio di occasioni clamorose per il Piacenza lo dimostrano. E così, sul finire del primo tempo, l´infortunio di De Rosa offre l´ispirazione a Gasperini: dentro Longo, il mancino Botta a destra e Rossi a scalare in difesa. Gli ospiti segnano ma l´arbitro annulla per fuorigioco. Ha ragione ma Iachini, insofferente come sempre quando vede rossoblù, si infuria e viene espulso. Il pubblico dimostra di gradire. Il secondo tempo inizia in discesa. Grande giocata di Coppola, Nef lo stende. Rigore di Adailton e partita praticamente chiusa. Non per Gasperini che sostituisce Zeytulaev (in crescita) con Biasi, il globetrotter Rossi (ormai un po´ in affanno con Rentier) finisce esterno sinistro in quello che assomiglia sempre più a un 4-5-1, con Fabiano, lo stesso Rossi e Sculli che scalano. C´è spazio anche per Stellini. E di spazio, in mezzo al campo, ce ne sarebbe un po´ per tutti, a cominciare dal capitano che sembra caricato a molla. L´unica vera occasione, a parte un altro gol annullato al Piacenza (ma l´assistente aveva già alzato la bandierina) capita a Rentier. Barasso vola e devia in corner, evitando ai tifosi il tradizionale calvario degli ultimi minuti. Si finisce in gloria, con qualcosa più delle speranza che l´avvio fulminante non sia un fuoco di paglia. Ieri Gasperini ha dovuto fare a meno di Juric, Milanetto, Greco e ha perso (ma dovrebbe trattarsi di una semplice contrattura) De Rosa, eppure pochi se ne sono accorti. Buona notizia, come quella che riguarda "Lucho" Figueroa: da martedì il bomber argentino si allenerà con la squadra. 

 

LA REPUBBLICA - Gasperini dà l´oscar a Rossi "È stato perfetto ovunque" Il tecnico felice per il carattere della squadra: "Vincere in emergenza è un segnale forte". di Luca Palmieri. E´ una vittoria che vale doppio per Giampiero Gasperini quella contro il Piacenza. Per le difficoltà che ha presentato in campo la tignosissima formazione della nemesi rossoblù Iachini, ma anche per le condizioni di estrema emergenza della squadra. «Sono molto soddisfatto – sottolinea il tecnico – e questo successo ha una valore particolare. Ci mancavano dei giocatori importanti, ma abbiamo saputo sopperire alle assenze. E alla fine penso che la vittoria sia pienamente meritata». L´allenatore rossoblù è stato anche autore di una mossa decisiva e che all´inizio aveva sorpreso molto: alla mezz´ora del primo tempo si è infatti infortunato De Rosa (probabilmente una semplice contusione) e il sostituto è stato il regista Longo con Rossi arretrato sulla linea dei difensori, mossa quest´ultima già sperimentata con lo Spezia. Gasperini la spiega così. «Longo doveva entrare, non l´ho schierato dal primo minuto perché temevo potesse farsi nuovamente male, visto quello che è successo con Juric a Modena. Quando si è infortunato De Rosa, ho deciso di buttare dentro lui, il cui ingresso era previsto dopo l´intervallo. In mezzo infatti soffrivamo parecchio, non riuscivamo a fare gioco e a servire le punte». E Gasperini ha avuto ragione, ma il tecnico dà i meriti anche ai suoi giocatori, Marco Rossi in particolare. «Non posso non spendere una parola per lui: è partito a centrocampo, ha continuato dietro ed ha chiuso in avanti. Ha fatto chilometri su chilometri senza soffrire il campo di posizione: quando si dice un giocatore duttile…». Non commenta invece il tecnico gli episodi contestati dal Piacenza. «Difficile vedere bene dalla panchina. Di certo la vittoria è arrivata su calcio piazzato, ma per conquistare una punizione dal limite o un rigore bisogna arrivarci». La rabbia del Piacenza è espressa dalle parole dell´ex Antonio Nocerino. «Non siamo stati inferiori al Genoa, hanno deciso alcune situazioni, non tutte chiare. Vorrei vedere infatti i due gol annullati a noi ed il rigore concesso a loro». Il mediano è anche piuttosto polemico nei confronti della società rossoblù. «Sono dispiaciuto di non essere più al Genoa, ma solo per questi meravigliosi tifosi. Per il resto, visto, come sono stato trattato, meglio lasciar perdere. Quest´estate hanno fatto tutto a mia insaputa, per fortuna sono arrivato in una società che crede nelle mie qualità». Non si presenta in sala stampa invece Iachini, espulso ed accolto con l´inevitabile ostilità da parte del pubblico. Al suo posto Giuseppe Carillo, suo vice adesso e suo compagno di squadra ai tempi dell´Ascoli. «Sono soddisfatto della prestazione del Piacenza – osserva il tecnico in seconda – e a dirci male sono stati soprattutto gli episodi. Mi sono molto arrabbiato per l´espulsione di Iachini, perché lui non ha fatto assolutamente nulla in quel momento. Avevamo solamente esultato per il gol poi annullato, null´altro».

 

LA REPUBBLICA - Coppola corre e ispira Criscito non sbaglia mai. Barasso 6: un pasticcio e una grande parata. Si fa sentire in uscita. Bega 6,5: mai in affanno, non si scompone quando il Piacenza tenta il forcing. (dal 23´st Stellini 6: nessuno si accorge di lui. Quindi è promosso). De Rosa 6: lascia la caviglia dopo una doppia papera di Barasso e Botta. Ma ne vale la pena. (dal 35´ pt Longo 6,5: beati i costruttori di gioco. Di uno così, oggi, il Grifone sentiva la mancanza). Criscito 7: Impeccabile e elegante. Rossi 7: cambia ruolo tre volte. E corre, corre, corre. Una garanzia. Botta 6: quando tampona è ok, da rivedere in fase d´impostazione. Coppola 7: perfetto. S´inventa anche la giocata del rigore. Fabiano 6,5: mille volte la fascia, copre e si propone senza sosta. Zeytulaev 6: inizio in affanno, poi si scioglie e mostra le sue qualità (dal 16´st Biasi 6: come Stellini, ottima notizia). Adailton 7: la punizione basterebbe. Non fa rimpiangere Greco. Sculli 5,5: ha davanti a sé molto spazio, ma non ne approfitta.

 

IL GIORNALE - Doppio Adailton Genoa in paradiso Una doppietta di Adailton firma il riscatto del Genoa- di Giovanni Porcella - Il Genoa supera il Piacenza per 2-0 grazie ad una doppietta di Adailton e vola in classifica battendo anche l'emergenza. La squadra di Gasperini pur senza Greco, Milanetto, e Juric e con qualche altro acciaccato si vendica della squadra di Iachini (troppo fresco ancora il ricordo di quello che è accaduto due anni fa nella città emiliana) e sale momentaneamente al secondo posto di classifica. Rossoblù subito sul velluto con una magia su punizione di Adailton al primo minuto: Coppola toglie la palla dalla porta quando aveva già superato la linea bianca. Il Piacenza, che è una buona squadra, reagisce con Rantier che coglie il palo alla destra del rientrante Barasso. Poi c'è un salvataggio sulla linea di De Rosa ed un gol annullato a Stamilla per un evidente fuorigioco che manda su tutte le furie il nervoso Iachini che giustamente viene espulso. Il Genoa subisce in po' e De Rosa si fa male in uno scontro. Gasperini lo deve sostituire ed inserisce Longo a centro campo. La partita cambia con i rossoblù che sfiorano il raddoppio soprattutto con Zeytulaev. Nella ripresa è subito Genoa con Coppola che si conquista un rigore che Adailton trasforma. La partita viene gestita dai rossoblu con autorità e l'unico brivido lo porta il rientrante Cacia a cui sta volta viene annullato un gol che sembrava regolare. Il tecnico Gasperini negli spogliatoi soddisfatto: «Abbiamo vinto meritatamente grazie ad un lavoro di gruppo importante. Il Piacenza non deve recriminare perchè siamo stati superiori. E poi secondo me c'era anche un rigore su Adailton nel finale». E anche lo stesso brasiliano partecipa ai sorrisi di fine partita: «Sono soddisfatto della mia prestazione e ancora di più di quella dell'intera squadra. Non era facile vincere questa partita, soprattutto dopo la sconfitta di Modena e alla serie di guai che ci sono capitati. Io centravanti? Preferisco giocare da esterno anche perché Greco e Figueroa sono fortissimi». Ecco le pagelle dei giocatori in campo. BARASSO 6: rientra alla grande con un paio di uscite che danno sicurezza a tutti ma poi si complica la vita con ingenuità madornali. Bravo nel finale su Rantier. BEGA 6,5: puntuale e preciso nelle chiusure, fondamentale quando sostituisce De Rosa. Dal 25' s.t. Stellini s.v. DE ROSA 6: la sua partita dura poco più di mezz'ora dove salva un gol fatto poi si fa male immolandosi su un avversario per rimediare ad un errore di Barasso. Dal 35' Longo 7: la mossa di Gasperini che manda in campo il centrocampista è il paspartout del match. CRISCITO 6,5: qualche sbavatura anche tante cose buone. Una conferma. ROSSI 7,5: Gasperini ha parole soprattutto per lui perchè gli fa fare in 90 minuti il mediano, il difensore e l'ala sinistra. Un jolly vincente. COPPOLA 7,5: conquista decine di palloni e pure il rigore della sicurezza. BOTTA 6,5: tanta sostanza e qualche colpo di qualità. FABIANO 6,5: anche a lui finita la gara gli dovrebbero fare il tagliando visti i chilolmetri che macina. ADAILTON 7,5: il brasiliano firma la vittoria con freddezza sui calci piazzati e con intuizioni tecniche che valgono il prezzo del biglietto. ZEYTULAEV 6,5: il suo inizio è da incubo con palloni sprecati a vanvera. Poi l'uzbeko si riprende e giustifica il suo accquisto. Può solo che migliorare. (Dal 18' Biasi 6,5: nel fortino fa bella figura. Basta questo). SCULLI 6: tanta volontà ma troppi errori. Forse è stanco. GASPERINI 8: fa professione di umiltà e manda i meriti ai giocatori ma legge le partite come pochi e punta sempre a cercare il raddoppio piuttosto che difendere il vantaggio: coraggioso. Arbitro SQUILLACE 6: qualche ombra sul gol annullato a Cacia sul 2-0 ma tiene in pugno il match ammonendo sette giocatori e soprattutto espellendo l'indisponente Iachini.

 

   

 

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