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STAGIONE 2007/08 HOME >> |
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GENOA - REGGINA 2 - 0 (0 - 0) Reti: 59' Borriello, 92' Rossi
Genoa:
Rubinho, Konko, Bovo, Lucarelli, M.Rossi, Milanetto, Juric, Fabiano; Sculli (55'
Leon ), Borriello (80' Masiero), Di Vaio (73' Figueroa). (Scarpi, De Rosa,
Danilo, Vanden Borre). Allenatore: Gasperini. Ammoniti Aronica, Milanetto, Amoruso, Tognozzi. Angoli: 4-3 per il Genoa.
TUTTOSPORT
- I Rossoblù affondano la Reggina a Marassi.
Borriello-gol amore Genoa. Il capocannoniere, alla 18ª rete, dichiara ai tifosi
il suo attaccamento alla maglia. Preziosi punta a un rinnovo della comproprietà.
Gasperini: «E ora ci divertiamo...» di Anselmo Gramigni. Genova. Tempo di lune
di miele. Come quella di due giovani sposi che hanno voluto iniziare la loro
sulle tribune di Marassi insieme con l’amatissimo Genoa, peraltro vincente, o
come quella di Borriello che a suon di gol, ma non solo, ha voluto rinsaldare il
legame che lo lega alla tifoseria rossoblù. Tutti felici e contenti, tranne la
Reggina che ha dovuto pagar dazio a una squadra, quella di Gasperini, che
nonostante un avvio lento e a tratti deludente, ha poi imposto la spietata legge
del più forte. BORRIELLO CAPUT BOMBER Vero, Marco Rossi, è l’anima e il cuore
del Grifone (bello il suo gol nel recupero), così come Milanetto ne è il
cervello. Ma Marco Borriello è il valore aggiunto, il goleador, lo stoccatore
che ha permesso al collettivo gasperiniano di fare il salto di qualità. E pure
stavolta ha capitalizzato il lavoro della squadra con un tap in al 14’ st. E
lui, subito dopo il 18° centro del campionato (è tornato a essere da solo in
testa alla graduatoria dei marcatori), si è rivolto verso gli spalti, battendosi
il braccio sul petto e mostrando il suo affetto verso una maglia che gli ha
permesso di conquistare la Nazionale. E a fine gara, dopo che la squadra al
completo, era andata a ricevere il tributo d’entusiasmo dalla Gradinata Nord, è
stato richiamato, da solo, dagli stessi tifosi che volevano dedicargli un saluto
particolare, a parte. RUMORS DI MERCATO Tutto questo perché, non è un mistero,
Borriello il giugno prossimo potrebbe tornare al Milan, la casa madre. La
società rossonera è intenzionata a riprenderselo ma al Genoa andrà comunque un
bel gruzzolo di milioni da investire sul mercato. Ma bisognerà fare i conti
anche con la volontà del giocatore. E su questo i tifosi rossoblù fanno molto
conto. Il sogno sarebbe un rinnovo della comproprietà libera così da poter
vedere in rossoblù per ancora un anno l’ariete azzurro, ma sarà difficile. NON
SOLO BORRIELLO Ma come fanno notare sia Gasperini che Preziosi il Genoa ha anche
altri valori. Konko, per esempio, pure lui però sulla rampa di lancio, e tanti
altri ragazzi che sotto la lanterna sono stati valorizzati e hanno aumentato il
loro tasso tecnico. «Siamo salvi - dice Gasperini- ora proveremo a divertire
senza fare sconti a nessuno. Poi per il futuro si vedrà». Ma nel futuro il Genoa
si proietta già da oggi. «L’obiettivo è stato raggiunto - sottolinea il
presidente - adesso abbiamo il tempo per programmare la prossima stagione.
Questa società ha mostrato di saper lavorare bene. Ai tifosi dico: abbiate
fiducia e siate soddisfatti». REGGINA NEI GUAI. L’avvio era stato confortante,
troppi però gli errori di Makinwa, il finale invece si è rivelato amaro. Perché
tutto sommato i calabresi non hanno demeritato. Vita dura per Orlandi: la
salvezza, ora più lontana, dovrà essere conquistata giornata per giornata a
cominciare dall’insidiosissima trasferta di Firenze. GENOA - REGGINA 2-0
MARCATORI: st 14’ Borriello, 47’ Rossi. GENOA (4-3-3) Rubinho 6.5; Konko 7, Bovo
6, Lucarelli 6, Fabiano 6; Rossi 7.5, Milanetto 7, Juric 6; Sculli 6 (10’ st
Leon 6), Borriello 7 (35’ st Masiero ng), Di Vaio 5.5 ( 28’ st Figueroa 6). A
disp:. Scarpi, Santos, De Rosa, Vanden Borre. ALLENATORE: Gasperini 7.5.
ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Milanetto per proteste. TIRI: 18. TIRI IN PORTA: 5.
FUORIGIOCO: 0. ANGOLI: 5. POSSESSO PALLA: 55%. REGGINA ( 4- 3- 2- 1) Campagnolo
5; Lanzaro 6, Cirillo 5, Valdez 5.5, Aronica 6; Cascione 6 ( 35’ st Stuani ng),
Tognozzi 6.5 ( 18’ st Hallfredsson 6.5), Barreto 5; Brienza 6, Amoruso 5.5;
Makinwa 4 ( 18’ st Joelson 6). A disp.: Novakovic, Costa, Missiroli, Cozza.
ALLENATORE: Orlandi 5.5. ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Aronica, Tognozzi per gioco
scorretto; Amoruso per proteste. TIRI: 7. TIRI IN PORTA: 3. FUORIGIOCO: 1.
ANGOLI: 3. POSSESSO PALLA: 45%. ARBITRO: Gervasoni di Mantova 6. NOTE: in
tribuna Cagni. RECUPERO TEMPO: pt 1’, st 3’. SPETTATORI: 23.349 per un incasso
di euro 317.778,70.
CORRIERE SPORT
- La Reggina spreca quasi l’impossibile ma Borriello-Rossi vanno a dama:
20 tra zona Uefa e B. di Daniele Rindone. GENOVA - Sinistro, destro: Reggina
kappaò. Prima Borriello, poi Marco Rossi. Chi sbaglia paga e affonda. La Reggina
si mangia le mani fino ai gomiti. Ha giocato con anima e personalità, ma ha
fallito gol a ripetizione prima di pagar dazio all’ex ingrato Borriello e prima
d’essere affondata nel secondo tempo ( su contropiede finale). Mai dire gol,
questo è stato per la Reggina: sullo 0-0 s’è divorata l’impossibile e sull’ 1- 0
ha rifallito con Amoruso, Joelson e Brienza ( bloccato miracolosamente da
Rubinho). Ha fatto la parte della cicala (vacue le serenate sotto porta).
Sfortuna sì, tantissima. E la classifica piange. E il fantasma della « B » fa
paura. Il Genoa? Vola sognando l’Europa. Vola sulle ali di quel Borriello,
giustiziere morso dalla tarantola e neo capocannoniere solitario (18esima perla
per lui). Vola per la felicità del popolo genoano e di due sposini appostati in
tribuna, vestiti ancora da matrimonio ( celebrato sabato), super tifosi felici
d’essere felici ( il calcio e le sue stranezze...). Il match: S’è gridato al
gol, poteva finire 5- 5, è finita 2- 0 per i grifoni. La differenza sta al netto
del bersaglio colpito. Gasperini, alla fine, ha preferito Di Vaio (più fresco)
all’altro ex Leon (reduce dalla nazionale), li ha affiancati al reggino Sculli e
s’è presentato a sorpresa con Bovo in difesa. Orlandi, orfano di Vigiani e
Modesto, ha imposto il modulo ad albero di Natale (4-3-2-1) confinando due della
tribù piedi buoni in panca (Hallfredsson e Cozza) e costruendo un centrocampo
fatto di mastini (Barreto martellatore). Poi ha ammucchiato le truppe al fronte
scegliendo la formula due- più- uno ( Amoruso e Brienza alle spalle di Makinwa).
La Reggina è andata forte, l’ha messa sul pressing, ha provato a togliere
ossigeno ai grifoni e la partita se l’è giocata tutta: s’è affidata alle
serpentine di Brienza (che non può fare tutto da solo...) ma ha trovato in
sciopero Makinwa (fumoso, impreciso) e Amoruso (troppo arretrato e poco
esplosivo). Il Genoa ha cercato la sua manovra tradizionale e all’inizio l’ha
trovata con idee vaghe (è uscito fuori alla distanza). Primo tempo da
tamburello, con barriere-ballerine, non c’è stato argine, è stato un tiro
continuo: 10 palle gol ricamate (6-4 per i casalinghi) e ingordamente pappate,
fallite. Il festival del non-gol è iniziato al 19' (cucchiaio di Di Vaio su
Campagnolo, salvataggio di Tognozzi sulla linea). Quattro minuti dopo ha
risposto la Reggina con Makinwa (intestarditosi a dribblare pure se stesso e
intollerabile nel ciccare a porta vuota). Dal 36' pt al 40' pt son stati minuti
di fuoco: Borriello, da un passo, ha tirato addosso a Campagnolo. 37', Barretto
va di potenza e Rubinho sventa in due tempi. 38', Borriello per Sculli e
incornata fuori d’un pelo; 40' Cascione, a porta spalancata, spara con
direzione porto di Genova. Seconda fase, qui è cambiato tutto: il Genoa ha
affondato, la Reggina ha scalato le marce. Borriello ha fatto le prove generali
al 6'st (colpo di testa fuori) e al 14'st ha condannato i vecchi compari con una
zampata (dopo respinta corta di Campagnolo). Orlandi, sconsolato, ha pescato in
panchina: dentro Hallfredsson e Joelson per Tognozzi e Makinwa. C’è stato posto
pure per Stuani. C’è stata una scossa: ma la Reggina, con Amoruso, Joelson e
Brienza, ha buttato via il pareggio dal 27' st al 29'st. Qui si è spenta. Ha
rischiato di beccare il terzo gol più volte ed è stata castigata da una prodezza
di Marco Rossi (a partita finita). Agli amaranto la vittoria in trasferta manca
da un’eternità ( era il 29 aprile 2007, campionato scorso. Nella stagione in
corso non hanno mai vinto lontano dal Granillo e domenica faranno visita alla
Fiorentina). Chi sbaglia paga, ma può sperare di salvarsi correggendo la mira.
L’irriducibile Reggina non molla. GENOA (3-4-3): Rubinho 6; Konko 7 Bovo 6,5 A.
Lucarelli 6; M. Rossi 6,5 Milanetto 7 Juric 6,5 Fabiano 5,5; Sculli 5,5 (10' st
Leon 6) Borriello 7 (35' st Masiero dv) Di Vaio 6 ( 28' st Figueroa sv). A disp.:
Scarpi, De Rosa, Santos, Vanden Borre. All. Gasperini 6,5. Falli commessi: 19
Fuorigioco fatti: 4 REGGINA (4-3-2-1): Campagnolo 6; Lanzaro 5,5 Valdez 6
Cirillo 6 Aronica 5,5; Barreto 6,5 Cascione 5 ( 35' st Stuani sv) Tognozzi 5,5 (
18' st Hallfredsson 5,5); Brienza 6 Amoruso 5; Makinwa 5,5 (18' st Joelson 5,5).
A disp.: Novakovic, Costa, Cozza, Missiroli. All. Orlandi 6. Falli commessi: 18
Fuorigioco fatti: 0 ARBITRO: Gervasoni di Mantova 6,5 Guardalinee: Di
Fiore-Franzi Quarto uomo: Pierpaoli MARCATORI: 14' st Borriello, 47' st Rossi
AMMONITI: per gioco scorretto al 25' pt Aronica e al 12' st Tognozzi (R); per
proteste al 31' pt Milanetto (G) e all’11' st Amoruso (R). NOTE: spettatori
23.349, per un incasso di 43.529 euro (abbonati 21.675, quota gara 274.249,
70). Calci d’angolo 5-3 per il Genoa. Recupero: 1‘pt; 3‘st.
IL SECOLO XIX
- Borriello e Rossi il Grifo si diverte.
I rossoblù lottano la Reggina si arrende. di Marcello Zinola. Con l’ora legale
si gioca “sempre” alle 15,ma il sole segnerebbe le 14 con le gambe ancora sotto
il tavolo per il caffé e l’ammazzacaffé antiabbiocco. Il Genoa inizia contro la
Reggina con la pancia piena(gli ultimi brillanti risultati: pari con l’Inter,
filotto a Palermo) e si vede. Per dieci minuti non riesce a capirci granché,
sbaglia (dietro) appoggi scolastici, Rubinho svolazza subito per agguantare il
pallone maligno deviato sulla conclusione di Tognozzi, poi conferma la sua
autoanalisi («se avessi avuto i piedi buoni non avrei fatto il portiere»)
rilasciata alla web tv del Genoa rinviando sulla testa di Brienza che non
sfrutta. Lucarelli, in avvio, fatica a contenere Makinwa (l’ex rossoblù uscirà
nella ripresa tra gli applausi del Ferraris), mentre Bovo invece rientra alla
grande. Poi, girata la boa del quarto d’ora iniziale, i rossoblù prendono le
misure e, pur con una Reggina coriacea e con tre punte confermate anche nella
girandola di sostituzioni finali (Amoruso deludente), riescono a divertire e
divertirsi. Finirà 2 0 (Borriello e Marco Rossi: partita numero 100, secondo gol
in serie A alla vigilia del suo compleanno del primo aprile). E l' "adesso
divertitevi" dopo la vittoria di Palermo, diventa realtà. Nonche sia stata una
partita al top, ma è stata divertente. Insomma dopo 94’di gioco il taccuino
annota due gol, 25 conclusioni( 19 a6 per il Genoa)dentro e fuori lo specchio
della porta, 42 punti in classifica, salvezza certa con festa promessa dal
patron Enrico Preziosi dopo la partita con il Torino. Quella di ieri è stata
anche la migliore risposta contro chi, vergando con penna anonima la solita
missiva avvelenata, aveva scritto in settimana ai vertici del calcio invitando a
“monitorare” la gara perché in odore di pastetta. Sbagliato perché al Ferraris
nessuno ha “regalato”nulla. Segno comunque che nulla cambia negli stili e nei
metodi (magari con il Genoa ci mettono sempre un po’ più di veleno del solito) a
fine campionato che si gioca sempre dentro e fuori dal campo. La partita inizia
nel silenzio in ricordo del tifosi del Parma travolto e ucciso da un pullman di
tifosi in un autogrill dell’astigiano. Nessuna parola dallo speaker, quasi tutti
sanno cosa è accaduto, ma nessuno lo sa ufficialmente. Forse è una strategia per
evitare tensioni ulteriori. La gara inizia un po’ così così per il Genoa. E per
un quarto d’ora senti anche qualche mugugno, poi la svolta. Il Genoa inizia a
divertirsi e a divertire anche se qualcosa rischia e Rubinho nei 94’ compie due
ottimi interventi salva risultato. Konko e Sculli (sin che rimane in campo),
Milanetto e Uncino Juric, Rossi e Fabiano vanno via di fino e di sciabolone. Di
Vaio (applauso e cori all’uscita per lasciare spazio a Figueroa: ma se non si
fossestati sull’1 0, chissà...) alterna cose egregie nel tocco e nel mettere il
pallone sul compagno giusto ad altre che indispongono: «gli è mancato solo il
gol per sbloccarsi, peccato perché lo merita per la sua serietà » dirà Preziosi
nel tunnel. Borriello impiega 29’ per farsi vedere. Dal 17’ in poi (pallonetto
di Di Vaio per Sculli anticipato da Tognozzi) il Genoa diverte. Il primo tempo
comunque finisce 0 0. Inutili i tentativi di fino o i fraseggi con cross in
quantità industriale di Fabiano e di Konko (incontenibile in qualsiasi zona del
campo si trovi, un solo errore di misura a sette minuti dalla fine), i tiri di
Di Vaio, Borriello, Milanetto e Rossi che al 33’darà un antipasto del suo tiro
che propizierà il gol, prima di quello personale del raddoppio inframezzati da
due occasionissime di Makinwa. Gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono,
secondo il metro delle cronache di un tempo, “tambureggianti”. La
ripresa?Ottanta secondi di Reggina, poi centoventi di Genoa (Borriello e DiVaio)
a tirare inporta.Al 52’ Rubinho salva su Makinwa. Sculli costruisce e conclude,
induce Borriello al quasi gol per lasciare il passo al 55’ a Leon. Gasperini
sorprende, ma ha ragione. Toglie un buon Sculli, dentro Leon che 45 secondi dopo
fa ammonire Tognozzi e guadagna una punizione. Negli spazi e nella minore
pressione reggina ci sguazza. Sino al 59’ quando Rossi replica la sventola di
esterno da venti metri del primo tempo, Campagnolo si allunga e può solo
deviare, Borriello è un avvoltoio e insacca. Orlandi butta dentro Joelson
(sprecherà l’1 1 con una girata fil di palo) e l’islandese Hallfredsson. I due
portano più verve,ma tra il 67’ e il 70’ (ingresso di Figueroa) ci sono altri
assalti rossoblù. Lucho e Borriello duettano di fino, Gasperson inserisce poi
Masiero per il bomber per gli ultimi 9 minuti. Il dieci uruguiano ha il muso
buono. Al 74’ Rubinho dice ancora no a Brienza con la parata partita. Rossi e
baby Masiero con Figueroa e Leon accendono ancora lo stadio. C’è chi si tocca e
teme comunque un gollonzo reggino finale. No,Marco Rossi dopo il triplo
dribbling di Masiero, i tocchi di Leon, ai ventimetri accende un esterno destro
di quelli da cartolina. La palla è giusta: si alza, vola a rientrare, Campagnolo
è disteso plasticamente come una copertina dell’album Panini, ma non ci arriva.La
palla ruota dolcemente e si insacca: 2 0. Buon compleanno a Marco Rossi.
IL SECOLO XIX
- Marco il timido: gol per l'ambiente che amo.
Giorno speciale per il capitano: centesima in rossoblù, seconda rete in serie A
e domani 30 anni. Senza fare proclami. di Marcello Zinola. Genova. Se il suo
socio di giornata, come protagonista ("Abe" Konko) sfugge da sempre alle
telecamere per una sua personale idiosincrasia, Marco Rossi invece evita il
contatto per timidezza. Soprattutto se è il protagonista assoluto. A volte può
apparire scontroso, mentre in realtàè solo timidezza, meglio riservatezza. Casa
madre in Versilia, in collina. Casa genovese nella città vecchia. Lui è uno di
quelli difficile da marcare con microfoni e taccuino. Anche se, come direbbe
Altafini, "gooolasso di Rooossi" Allora, lei segna il secondo gol in serie A -
«il primo fu a Firenze, di testa, contro la Juve, ma non servì perché finimmo
sconfitti» - e disputa la centesima partita con la maglia rossoblù. Maglia mai
abbandonata, anche nella sciagurata estate del campionato chiuso nel 2005,
quando dalla nobiltà della A si scivolò nel "fango, lacrime e sudore" della C1.
E lui si fa un regalo per i suoi trent'anni che compirà domani primo aprile
segnando alla centesima partita con il Genoa. «Al regalo proprio non ci avevo
pensato, però non avendo chiuso la partita prima abbiamo dovuto darci dentro
sino all'ultimo secondo di recupero». Il suo è stato il timbro sicurezza sul gol
di una salvezza ormai acquisita. «Certo, ma non possiamo certo fermarci qui con
l'impegno». Lo zodiaco lo colloca nel segno dell'Ariete e ieri uno dei vari
"aruspici" degli oroscopi quotidiani prevedeva che «per i nati dell'Ariete anche
se state procedendo a passo spedito, il traguardo sarà difficile da
raggiungere». Ieri e prima non è che Marco Rossi si sia mai visto regalare molte
cose, si è sudato sempre tutto. «Facile non l'è stata...». Tre tiri in porta con
una dinamica simile tra di loro oltre a un gran gioco. Quindi il primo tiro
bloccato in due tempi da Campagnolo. Secondo tiro, il portiere si allunga e
devia, arriva Borriello e insacca. Terzo tiro, di quelli che visti da dietro e
con la prospettiva invogliano a un fermo immagine da cartolina. «Via, è stata
una bella soddisfazione, ma il gol non l'ho ancora rivisto e non so, certo è
stato importante». Ricostruiamolo adesso questo storico centro: lei prende
palla, inquadra la porta e... «Ho tirato di esterno, la palla è girata bene ed è
andata dentro. Bello, sì, ma devo ancora vedere come l'ho fatto, le immagini non
le ho ancora. Se non sbaglio c'è stato anche un bel "numero" di Masiero e di
Leon». Lei con il Genoa ha un rapporto particolare. «È un po' tutto l'ambiente
particolare, ci sono rimasto in momenti difficili, quindi al nostro ambiente
sono legato particolarmente». E adesso? «Adesso? Nulla, martedì si riprende e
siamo tutti ancora più sereni per potere lavorare e guardare meglio al futuro».
IL SECOLO XIX
- Bovo e il futuro: Voglio restare in rossoblù.
di Marcello Zinola. Genova. Quanti chilometri ho fatto oggi? Non li ho
contati..... Fabiano (Lima Rodrigues per la completezza) si presenta con un
sorriso da panoramica odontoiatrica: sono contento perché aveva avuto qualche
problema “figicu” che mi dava fastidio. Adesso va bene. Giocate per divertirvi.
Giochiamo per divertire e comunque per la sicurezza. L'obiettivo del mister dei
51 punti è ambizioso, però....Le ambizioni personali quali sono? Fare “bengi”.
L'italiano è buono, l'accento tradisce un vago retrogusto genovese e apre a
qualche neologismo italobrasiliano. Ambizioni nel senso del sogno, che dire, la
Nazionale, le coppe europee. Eeeh. lì ci sono Pato, Kaka, la Seleçao è una cosa
da graandi campioni. Lui comunque corre, fa cross in quantità industriale ed è
tornato quello dello scorso campionato, recuperando convinzione, gioco e ruolo.
A inizio partita eravamo un po' messi male, poi ci siamo messi bene. Il mister
sa mettere poi la squadra lungo la settimana. Così si può lavorare bene con
serenità e giocare bene con serenità. Il massimo per un brasiliano. Non solo per
i brasiliani. Cesare Bovo, invece, torna dopo un mese causa infortunio. Lui è
uno di quelli che a fine campionato avrà il futuro deciso dalla comproprietà tra
Genoa e Palermo. Io qui rimarrei, anzi vorrei rimanere più che volentieri, sono
tornato dopo un mese per l'infortunio. Era un anno che ero fermo, volevo giocare
e qui mi è stata data fiducia che spero e credo di avere ricambiato. Quindi
rimango se mi vogliono, non me lo devono nemmeno chiedere, è scontato. Sia
Gasperini che Preziosi hanno parlato bene della sua prova e della sua serietà
professionale. Bene, mi fa piacere, vuol dire che sto lavorando bene, come tutti
gli altri. Lei è romano, tra poco tempo si troverà a giocare contro la Roma,
arbitro dello scudetto. Spero di esserci, ma sono romano, ma gioco con il Genoa.
Quindi che io giochi o no, spero che possiamo fare il colpaccio oppure tornare
con una buona prova e con un punto. Salvi, quindi con obiettivi adesso
potenzialmente internazionali? Il mister ha detto 51 punti? Vediamo, 9 li
possiamo fare in casa, ma non metto tabelle e punti finali, voglio arrivare al
18 maggio con il massimo. Passa “Uncino Juric” con quella sua faccia e camminata
da autentico pirata del centrocampo. Sorride un po' ironico. Salvi, ma non
eravamo in corsa per lo scudetto? scherza: grande partita e vittoria. Lo scu
detto, come dice Enrico Preziosi, lo hanno vinto ieri.
LA REPUBBLICA
- Il bomber regala l´azzurro a Preziosi
"Sette partite per entrare nella storia". La maglia di Supermarco e le promesse
del presidenti ai tifosi: "Comunque vada, faremo una squadra forte". di Luca
Palmieri. Trentun´anni dopo Borriello ha raggiunto Pruzzo e, con sette partite
ancora da giocare, non ha alcuna intenzione di fermarsi lì. «Sono davvero felice
– afferma il centravanti – perché essere entrato nella storia di questo club è
un grande motivo di orgoglio. Il campionato però non è ancora finito e spero di
fare ancora meglio. Posso staccare Pruzzo e rimanere solo in questo record. Ci
proverò di sicuro, le possibilità ci sono tutte». In effetti il primato in
solitaria è davvero prossimo ma nella mente di Borriello c´è anche un altro
traguardo, quello di vincere la classifica cannonieri, che nessun giocatore del
Genoa in serie A si è mai aggiudicato. La rete di ieri è un altro passo verso
l´obiettivo, dal momento che l´attaccante genoano, complice anche il rinvio di
Juventus-Parma che ha tenuto necessariamente fermo David Trezeguet, è tornato
solitario in vetta. Pensiero stupendo di sicuro, ma nel frattempo Borriello si
gode un´altra vittoria della squadra. «E direi assolutamente meritata. Abbiamo
giocato una partita meravigliosa, magari sprecando qualcosa di troppo nel primo
tempo. Nella ripresa abbiamo trovato il guizzo giusto e sono arrivati altri tre
punti». Borriello è stata la grande scommessa vinta di Enrico Preziosi, che
gongola per il record conquistato dal suo attaccante. «Sono davvero felice per
lui – dice il presidente – che sta disputando una stagione stupenda. Tra l´altro
Marco mi ha regalato la maglietta con cui ha giocato la partita con la nazionale
in Spagna. Con una dedica personalizzata, molto bella». Il massimo dirigente
proverà a trattenere il suo bomber nella prossima stagione, richiestissimo, al
pari di Konko. L´impresa non sarà semplice, ma Preziosi non getta la spugna in
anticipo. «I nostri gioielli piacciono a tanti, ma noi faremo di tutto per non
perderli. E comunque penso che si debba aver fiducia in questa società, che
negli ultimi anni ha sempre centrato i suoi obiettivi. Costruiremo sicuramente
una squadra più forte, con l´intento di conquistare il prossimo traguardo, la
qualificazione in coppa Uefa». La salvezza è quasi matematica e la festa per
l´obiettivo raggiunto si terrà, come annunciato ieri da Preziosi, fra due
settimane, dopo la partita interna contro il Torino. «E´ il momento giusto –
afferma il patron – perché ormai ci siamo. Possiamo già iniziare a programmare
la prossima stagione, mercato compreso, con un anticipo che per noi è veramente
un inedito. E comunque continueremo a giocare per vincere, da qui fino
all´ultima giornata. A partire dalla trasferta in casa della Roma sabato. Non
sarà facile ma non partiamo battuti». Quella di ieri è stata anche la grande
giornata di Marco Rossi. Il capitano domani festeggerà trent´anni e si è fatto
il regalo più bello, la splendida rete del 2-0, la prima stagionale per un
giocatore che nell´estate del 2005 aveva accettato di scendere in C con
l´obiettivo di giocare in A con la maglia del Genoa. «Il nostro capitano si
meritava di festeggiare un compleanno simile», chiude ancora Preziosi.
LA REPUBBLICA
- Genoa, Borriello sul trono di Pruzzo.
Con il gol numero 18 raggiunto "O Rey". Gasperini: non molliamo sino alla fine.
di Gessi Adamoli. La partita che consente al Genoa di superare il fatidico
traguardo dei 40 punti, quello che era stato prefissato all´inizio della
stagione perché indicava la quota salvezza, è anche quella che consente a Marco
Borriello di entrare nella leggenda rossoblù. Ha infatti eguagliato il record di
reti segnate in una stagione da un mito genoano come Roberto Pruzzo. O Rey di
Crocefieschi ne segnò 18 nella stagione 1976, Borriello, con ancora sette
partite di campionato davanti, può fare ancora meglio, anche se va detto che
all´epoca di Pruzzo il campionato di serie era a 16 squadre e non dunque le
giornate di 30 invece delle attuali 38. La rete che consegna Borriello alla
storia genoana arriva al 14´ della ripresa, un gol di rapina dopo i tanti
d´autore firmati in questa stagione: si avventa sulla respinta di Campagnolo,
che non riesce a bloccare il tiro da fuori di Rossi, e di "piatto" mette nella
porta sguarnita. Lo chiamano fiuto del gol, una delle qualità di un bomber è
infatti quella di riuscire a capire in anticipo dove arriverà la palla. Il gol
di Rossi (gran botta da limite), quello che ha messo al sicuro il risultato, è
arrivato solo al secondo dei quattro minuti di recupero, e la Reggina (31´ st)
aveva avuto una incredibile opportunità per raggiungere il pareggio, trovandosi
però la strada del gol sbarrata da Rubinho, autore di una straordinaria parata
d´istinto sul tiro da distanza ravvicinata di Brienza. La squadra calabrese non
è stato certo un avversario accomodante, per provare a mettere in difficoltà il
Genoa ha scelto di giocare con tre punte, aggiungendo l´ex Makinwa a Brienza ed
Amoruso. «E certamente qualche problema ce lo ha creato - ammette Gasperini -
Però è anche vero che ci ha fatalmente lasciato tanti spazi e così è venuta
fuori una partita con tante occasioni da rete». Proprio per contenere il
tridente della Reggina, il tecnico genoano ha rinunciato alla difesa a tre
schierando quattro difensori in linea: Konko (molto spesso intercambiabile con
Marco Rossi) a destra, Bovo, al rientro dall´infortunio, e Lucarelli centrali, e
Fabiano a sinistra a vedersela con Brienza ma cercando anche di metterlo in
difficoltà ripartendogli. Non è servito la stratagemma di bagnare il campo: «È
stato un errore, ma temevamo fosse troppo duro», ammette Gasperini. L´avvio del
Genoa era stato al rallentatore, fatalmente, dopo aver centrato il traguardo
della salvezza, gli stimoli non potevano essere al top. «Però - osserva il
tecnico rossoblù - dopo una decina di minuti di sbandamento, siamo riusciti lo
stesso ad entrare in partita. E il merito grande è del nostro pubblico: tanto
entusiasmo non può non essere contagioso. Non è facile dare motivazioni, quando
non ci sono obiettivi da raggiungere perché è chiaro che l´Uefa è fuori dalla
nostra portata. Ma se avremo lo stadio pieno come oggi sino alla fine del
campionato, questo ci darà sicuramente una carica importante». Gasperini contro
la Reggina ha voluto dare una chance anche a Di Vaio, che ha alternato errori a
buone giocate (un suo pallonetto al 20´ del primo tempo è stato salvato sulla
linea da Tognozzi) e che comunque, quando intorno alla mezzora della ripresa, è
uscito per lasciare il posto a Figueroa, è stato salutato da un affettuoso e
caloroso applauso da parte della gente. A quel punto il Genoa, che aveva già
sostituito Sculli con Leon, si è rimodellato su un 4-4-2 che potesse consentire
a Lucho di convivere tatticamente con Borriello. Ma l´esperimento in tutto è
durato soltanto sei minuti, nei quali peraltro i due bomber rossoblù sono stati
protagonisti di uno scambio strettissimo in area di rigore che ha portato al
tiro Borriello. Figueroa, pur giocando poco più di un quarto, è comunque andato
vicinissimo al gol, ma la sua conclusione, proprio al 90´, è terminata a fil di
palo. E al minuto 92 è arrivato il meritato premio per Marco Rossi. Il capitano,
che domani compirà 30 anni, ha celebrato con il suo primo gol stagionale le
cento presenze in serie A.
LA REPUBBLICA - Per il Genoa profumo di Uefa. La partita si sblocca nella ripresa: Borriello segna il gol numero 18. Amaranto sterili. La Reggina sempre più giù. GENOVA - E' sempre Borriello l'oro del Genoa. Il diciottesimo sigillo del bomber campano (e il bel gol di Rossi allo scadere) piega la resistenza di una discreta Reggina, priva di diversi giocatori (Modesto, Ceravolo, Vigiani, Alvarez e Montiel sono rimasti a casa). La squadra guidata da Gasperini si conferma capace di offrire spettacolo a getto continuo davanti al proprio pubblico. Apre il gol di Borriello al 60' e chiude Rossi nel finale: la Reggina non è rimasta a guardare, rispondendo colpo su colpo alle offensive dei liguri, ma torna a casa a mani vuote. Per la salvezza ci sarà da soffrire, ma la Reggina, seppure penultima, non si arrende ancora. La cronaca. Orlandi rinuncia a Cozza e Hallfredsson, confermando la fiducia a Barreto e Tognozzi al fianco di Cascione in mezzo. La novità principale è l'inserimento dal 1' di Makinwa, punta avanzata con Brienza e Amoruso a supporto. Gasperini sorride per i ritorni di Rubinho e Bovo dal 1': Konko torna in difesa, Milanetto-Juric è la coppia di centrocampo mentre Borriello vince il rimpallo con Figueroa come punta centrale. C'è Di Vaio per l'affaticato Leon. Cominciano bene gli ospiti, che con Cascione impegnano subito Rubinho; è però un fuoco di paglia perchè, col passare dei minuti il Genoa s'impossessa del centrocampo e impone ritmi impetuosi. La grande mole di gioco, però, non è sfruttata al meglio dagli avanti rossoblu perché Sculli e Di Vaio difettano nell'ultimo tocco, mentre Borriello è a volte un pò troppo lezioso. Al 19' Di Vaio, lanciato in profondità, scavalca Campagnolo in pallonetto: è Tognozzi a salvare sulla linea. La Reggina però non sta a guardare: Milanetto si fa soffiare palla a centrocampo, Amoruso punta Bovo e serve alla perfezione Makinwa: il nigeriano si decentra troppo però e calcia a lato sull'uscita di Rubinho. Non c'è un attimo di tregua, ottimo l'assist di Konko per Sculli "murato" in angolo da Cirillo. Ci provano anche Borriello e Rossi poi, dopo un break di Barreto al 37' (Rubinho respinge in due tempi), arriva l'occasione migliore per il Genoa. Borriello, servito da destra, rimette in mezzo al volo, Di Vaio sfiora di testa a un passo dalla porta ma non la inquadra (40'). Come nel primo tempo, Reggina pericolosa in avvio di frazione. Amoruso fa la sponda per Cascione, tocco arretrato per Brienza e sinistro immediato: Rubinho c'è. Al 7' Borriello spaventa Campagnolo per due volte: prima di testa (su cross di Sculli), poi con un sinistro dai 25 metri che però si spegne alto sopra la traversa. Sono le prove generali per il gol che arriva, meritato, per il capocannoniere: splendida l'azione, tutta sulla destra, pronta la botta di Rossi al limite sulla quale Campagnolo fa quel che può. Borriello però è lì e al 14' porta a 18 i gol stagionali. La risposta della Reggina tarda ad arrivare, così Orlandi prova a dare una scossa ai suoi inserendo Joelson e Hallfredsson per Makinwa e Tognozzi. E' però il Genoa, in contropiede, a sfiorare il raddoppio con Di Vaio, che cerca un gol "alla Del Piero" non trovandolo però. Genoa-show a cavallo del 25': prima Fabiano crossa basso per Di Vaio, anticipato di un soffio; poi lo straripante Konko pesca dalla parte opposta Milanetto, il cui sinistro è strampalato. Ritmi vertiginosi, e allora la Reggina ci prova: botta del solito Barreto al 28', Joelson devia sfiorando il palo alla destra di Rubinho; non finisce qui, perchè Brienza trova sulla sua strada un super Rubinho, strepitoso nel respingere il sinistro ravvicinatissimo dell'ex Palermo servito da Amoruso. Al 47' Rossi chiude i conti: applausi per il Genoa, in lotta per l'Uefa.
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AKAIAOI |