STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>

 

GENOA - REGGINA                            2 - 0   (0 - 0)

Reti: 59' Borriello, 92' Rossi

Genoa: Rubinho, Konko, Bovo, Lucarelli, M.Rossi, Milanetto, Juric, Fabiano; Sculli (55' Leon ), Borriello (80' Masiero), Di Vaio (73' Figueroa). (Scarpi, De Rosa, Danilo, Vanden Borre). Allenatore: Gasperini.
Reggina: Campagnolo, Lanzaro, Cirillo, Valdez, Aronica, Barreto, Cascione (80' Stuani), Tognozzi (63' Hallfredsson) Amoruso, Brienza, Makinwa (63' Joelson). (Novakovic, Costa, Missiroli, Cozza). Allenatore: Orlandi.
Arbitro: Gervasoni di Mantova. Spettatori: 23.349.

Ammoniti Aronica, Milanetto, Amoruso, Tognozzi. Angoli: 4-3 per il Genoa.

 

  

  

  

 

  

  

TUTTOSPORT - I Rossoblù affondano la Reggina a Marassi. Borriello-gol amore Genoa. Il capocannoniere, alla 18ª rete, dichiara ai tifosi il suo attaccamento alla maglia. Preziosi punta a un rinnovo della comproprietà. Gasperini: «E ora ci divertiamo...» di Anselmo Gramigni. Genova. Tempo di lune di miele. Co­me quella di due giovani sposi che han­no voluto iniziare la loro sulle tribune di Marassi insieme con l’amatissimo Genoa, peraltro vincente, o come quella di Borriello che a suon di gol, ma non solo, ha voluto rinsaldare il legame che lo lega alla tifoseria rossoblù. Tutti felici e contenti, tranne la Reggina che ha dovuto pagar dazio a una squadra, quella di Gasperini, che nonostante un avvio lento e a tratti deludente, ha poi imposto la spietata legge del più forte. BORRIELLO CAPUT BOMBER Vero, Marco Rossi, è l’anima e il cuore del Grifone (bello il suo gol nel recupero), così come Milanetto ne è il cervello. Ma Marco Borriello è il valore aggiunto, il goleador, lo stoccatore che ha permesso al collettivo gasperiniano di fare il salto di qualità. E pure stavolta ha capitalizzato il lavoro della squadra con un tap in al 14’ st. E lui, subito dopo il 18° centro del campionato (è tornato a essere da solo in testa alla graduatoria dei marcatori), si è rivolto verso gli spalti, battendosi il braccio sul petto e mostrando il suo affetto verso una maglia che gli ha permesso di conquistare la Nazionale. E a fine gara, dopo che la squadra al completo, era andata a ricevere il tributo d’entusiasmo dalla Gradinata Nord, è stato richiamato, da solo, dagli stessi tifosi che volevano dedicargli un saluto particolare, a parte. RUMORS DI MERCATO Tutto questo perché, non è un mistero, Borriello il giugno prossimo potrebbe tornare al Milan, la casa madre. La società rosso­nera è intenzionata a riprenderselo ma al Genoa andrà comunque un bel gruz­zolo di milioni da investire sul mercato. Ma bisognerà fare i conti anche con la volontà del giocatore. E su questo i tifosi rossoblù fanno molto conto. Il sogno sarebbe un rinnovo della comproprietà libera così da poter vedere in rossoblù per ancora un anno l’ariete azzurro, ma sarà difficile. NON SOLO BORRIELLO Ma come fanno notare sia Gasperini che Preziosi il Genoa ha anche altri valori. Konko, per esempio, pure lui però sulla rampa di lancio, e tanti altri ragazzi che sotto la lanterna sono stati valorizzati e hanno aumentato il loro tasso tecnico. «Siamo salvi - dice Gasperini- ora proveremo a divertire senza fare sconti a nessuno. Poi per il futuro si vedrà». Ma nel futuro il Genoa si proietta già da oggi. «L’obiettivo è stato raggiunto - sottolinea il presidente - adesso abbiamo il tempo per programmare la prossima stagione. Questa società ha mostrato di saper lavorare bene. Ai tifosi dico: abbiate fiducia e siate soddisfatti». REGGINA NEI GUAI. L’avvio era stato confortante, troppi però gli errori di Makinwa, il finale invece si è rivelato amaro. Perché tutto sommato i calabresi non hanno demeritato. Vita dura per Orlandi: la salvezza, ora più lontana, dovrà essere conquistata giornata per giornata a cominciare dall’insidiosissima trasferta di Firenze. GENOA - REGGINA 2-0 MARCATORI: st 14’ Borriello, 47’ Rossi. GENOA (4-3-3) Rubinho 6.5; Konko 7, Bovo 6, Lucarelli 6, Fabia­no 6; Rossi 7.5, Milanetto 7, Juric 6; Sculli 6 (10’ st Leon 6), Borriello 7 (35’ st Masiero ng), Di Vaio 5.5 ( 28’ st Figueroa 6). A disp:. Scarpi, Santos, De Rosa, Vanden Borre. ALLENATORE: Gasperini 7.5. ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Milanetto per proteste. TIRI: 18. TIRI IN PORTA: 5. FUORIGIOCO: 0. ANGOLI: 5. POSSESSO PALLA: 55%. REGGINA ( 4- 3- 2- 1) Campagnolo 5; Lanzaro 6, Cirillo 5, Valdez 5.5, Aronica 6; Cascione 6 ( 35’ st Stuani ng), Tognozzi 6.5 ( 18’ st Hallfredsson 6.5), Barreto 5; Brienza 6, Amoruso 5.5; Makinwa 4 ( 18’ st Joelson 6). A disp.: Novakovic, Costa, Missiroli, Coz­za. ALLENATORE: Orlandi 5.5. ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Aronica, Tognozzi per gioco scorretto; Amoruso per proteste. TIRI: 7. TIRI IN PORTA: 3. FUORIGIOCO: 1. ANGOLI: 3. POSSESSO PALLA: 45%. ARBITRO: Gervasoni di Mantova 6. NOTE: in tribuna Cagni. RECUPERO TEMPO: pt 1’, st 3’. SPETTATORI: 23.349 per un incasso di euro 317.778,70.

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Anselmo Gramigni. Konko è una forza, Brienza non molla. Genoa. RUBINHO 6.5 Due paratone e un miracolo, ma alcune incertezze sui rin­vii di piede. KONKO 7 Una forza della natura, sia quando difende che quando offende. BOVO 6Al rientro una prova discreta con qualche affanno. LUCARELLI 6 Corre rischi ma se la cava col mestiere. FABIANO 6 Commette due errori gravi in avvio ma nella ripresa cresce. ROSSI 7.5 Nel giorno della 100ª partita in serie A si regala un gol e mette lo zampino, decisivo, su quello di Borriello. In mezzo la solita partita di grande temperamento ed efficacia. MILANETTO 7 dirige l’orchestra del gio­co per un’ora da vero padrone. Logico il calo nel finale. JURIC 6 Porta acqua, a fiumi, al centrocampo e dà una mano a Milanetto. SCULLI 6 Tanto movimento e sacrificio ma un palla gol mancata sciaguratamen­te. LEON (10’ st) 6 Partecipa alla festa. BORRIELLO 7 Un bomber di rara po­tenza che non perde l’occasione per ricon­quistare in solitudine la vetta dei marca­tori. MASIERO (35’ st) ng. DI VAIO 5.5 S’impegna tanto ma sbaglia anche tanto. Sfortunato sul pallonetto, che sembrava vincente, salvato sulla linea da Tognozzi. FIGUEROA (28’ st) 6. Fa sentire il suo peso ai difensori reggini. ALL. GASPERINI 7.5 Il Genoa salvo in A con 7 giornate d’anticipo. Non accade­va da un’eternità,. Merito soprattutto suo. Reggina. CAMPAGNOLO 5 Sul primo gol ha precise responsabilità. LANZARO 6Tra i più positivi. CIRILLO 5 Si alterna con Valdez il controllo di Borriello. Duello impari. VALDEZ 5.5 Regge meglio l’impatto, ma si deve arrendere pure lui. ARONICA 6Fa il suo e anche qualcosina di più. Nel finale rema. CASCIONE 6Non male per mezz’ora, poi si spegne. STUANI (35’ st) ng. TOGNOZZI 6.5Salva un gol già fatto e si batte come un leone. HALLFREDSSON (18’ st) 6.5 Entra subito, e bene, in gara. BARRETO 5 Non si vede quasi mai, tranne che per un tiro improvviso che Ru­binho para in due tempi. BRIENZA 6 Cerca di ispirare i suoi attaccanti ma trova poco seguito. AMORUSO 5.5Non riesce mai a trovare il guizzo vincente. MAKINWA 4 Sciupa un’occasione clamorosa e vanifica, spesso, il lavoro di Brienza. JOELSON (18’ st) 6 Vivacizza gli assalti disperati dei calabresi. ALL. ORLANDI 5.5 Le prova tutte ma senza successo. Arbitro. GERVASONI 6 Qualche ammonizione da comminare prima.

 

CORRIERE SPORT - La Reggina spreca quasi l’impossibile ma Borriello-Rossi vanno a dama: 2­0 tra zona Uefa e B. di Daniele Rindone. GENOVA - Sinistro, destro: Reggina kappaò. Prima Borriello, poi Marco Rossi. Chi sbaglia paga e affonda. La Reggina si mangia le mani fino ai gomiti. Ha giocato con anima e personalità, ma ha fallito gol a ripetizione prima di pagar dazio all’ex ingrato Borriello e prima d’essere affondata nel secondo tempo ( su contropiede finale). Mai dire gol, questo è stato per la Reggina: sullo 0-0 s’è divorata l’impossibile e sull’ 1- 0 ha rifallito con Amoruso, Joelson e Brienza ( bloccato miracolosamente da Rubinho). Ha fatto la parte della cicala (vacue le serenate sotto porta). Sfortuna sì, tantissima. E la classifica piange. E il fantasma della « B » fa paura. Il Genoa? Vola sognando l’Europa. Vola sulle ali di quel Borriello, giustiziere morso dalla tarantola e neo capocannoniere solitario (18esima perla per lui). Vola per la felicità del popolo genoano e di due sposini appostati in tribuna, vestiti ancora da matrimonio ( celebrato sabato), super tifosi felici d’essere felici ( il calcio e le sue stranezze...). Il match: S’è gridato al gol, poteva finire 5- 5, è finita 2- 0 per i grifoni. La differenza sta al netto del bersa­glio colpito. Gasperini, alla fine, ha preferito Di Vaio (più fresco) all’altro ex Leon (reduce dalla nazionale), li ha affiancati al reggino Sculli e s’è presentato a sorpresa con Bovo in difesa. Orlandi, orfano di Vigiani e Modesto, ha imposto il modulo ad albero di Natale (4-3-2-1) confinando due della tribù piedi buoni in panca (Hallfredsson e Cozza) e costruendo un centrocampo fatto di mastini (Barreto martellatore). Poi ha ammucchiato le truppe al fronte scegliendo la formula due- più- uno ( Amoruso e Brienza alle spalle di Makinwa). La Reggina è andata forte, l’ha messa sul pressing, ha provato a togliere os­sigeno ai grifoni e la partita se l’è gio­cata tutta: s’è affidata alle serpentine di Brienza (che non può fare tutto da solo...) ma ha trovato in sciopero Makinwa (fumoso, impreciso) e Amoruso (troppo arretrato e poco esplosivo). Il Genoa ha cercato la sua manovra tradizionale e all’inizio l’ha trovata con idee vaghe (è uscito fuori alla distanza). Primo tempo da tamburello, con barriere-ballerine, non c’è stato argine, è stato un tiro continuo: 10 palle gol ricamate (6-4 per i casalinghi) e ingordamente pappate, fallite. Il festival del non-gol è iniziato al 19' (cucchiaio di Di Vaio su Campagnolo, salvataggio di Tognozzi sulla linea). Quattro minuti dopo ha risposto la Reggina con Makinwa (intestarditosi a dribblare pure se stesso e intollerabile nel ciccare a porta vuota). Dal 36' pt al 40' pt son stati minuti di fuoco: Borriello, da un passo, ha tirato addosso a Campagnolo. 37', Barretto va di potenza e Rubinho sventa in due tempi. 38', Borriello per Sculli e incornata fuori d’un pe­lo; 40' Cascione, a porta spalancata, spara con direzione porto di Genova. Seconda fase, qui è cambiato tutto: il Genoa ha affondato, la Reggina ha scalato le marce. Borriello ha fatto le prove generali al 6'st (colpo di testa fuori) e al 14'st ha condannato i vecchi compari con una zampata (dopo respinta corta di Campagnolo). Orlandi, sconsolato, ha pescato in panchina: dentro Hallfredsson e Joelson per Tognozzi e Makinwa. C’è stato posto pure per Stuani. C’è stata una scossa: ma la Reggina, con Amoruso, Joelson e Brienza, ha buttato via il pareggio dal 27' st al 29'st. Qui si è spenta. Ha rischiato di beccare il terzo gol più volte ed è stata castigata da una prodezza di Marco Rossi (a partita finita). Agli amaranto la vittoria in trasferta manca da un’eternità ( era il 29 aprile 2007, campionato scorso. Nella stagione in corso non hanno mai vinto lontano dal Granillo e domenica faranno visita alla Fiorentina). Chi sbaglia paga, ma può sperare di salvarsi correggendo la mira. L’irriducibile Reggina non molla. GENOA (3-4-3): Rubinho 6; Konko 7 Bovo 6,5 A. Lucarelli 6; M. Rossi 6,5 Milanetto 7 Juric 6,5 Fabiano 5,5; Sculli 5,5 (10' st Leon 6) Borriello 7 (35' st Masiero dv) Di Vaio 6 ( 28' st Figueroa sv). A disp.: Scarpi, De Rosa, Santos, Vanden Borre. All. Gasperini 6,5. Falli commessi: 19 Fuorigioco fatti: 4 REGGINA (4-3-2-1): Campagno­lo 6; Lanzaro 5,5 Valdez 6 Cirillo 6 Aronica 5,5; Barreto 6,5 Cascione 5 ( 35' st Stuani sv) Tognozzi 5,5 ( 18' st Hallfredsson 5,5); Brienza 6 Amoruso 5; Makinwa 5,5 (18' st Joelson 5,5). A disp.: Novakovic, Costa, Cozza, Missiroli. All. Orlandi 6. Falli commessi: 18 Fuorigioco fatti: 0 ARBITRO: Gervasoni di Mantova 6,5 Guardalinee: Di Fiore-Franzi Quarto uomo: Pierpaoli MARCATORI: 14' st Borriello, 47' st Rossi AMMONITI: per gioco scorretto al 25' pt Aronica e al 12' st Tognozzi (R); per proteste al 31' pt Milanetto (G) e all’11' st Amoruso (R). NOTE: spettatori 23.349, per un incasso di 43.529 euro (abbona­ti 21.675, quota gara 274.249, 70). Calci d’angolo 5-3 per il Ge­noa. Recupero: 1‘pt; 3‘st.

CORRIERE SPORT - LE PAGELLE Konko ovunque Bovo, rientro ok, Barreto sbrigativo, Brienza incisivo. GENOA: 7 Borriello - Non perdona: 18esimo gol in campionato. Il Milan lo rimpiange, la Reggina se lo ricorderà, il Genoa se lo gode. 7 Konko - Avanzate e coper­ture, incursioni e assist. Imprendibile. 7 Milanetto - Motorino del centrocampo e regista del gioco di Gasperini. 6,5 M. Rossi - La prodezza (il 2-0) e un ottimo secon­do tempo, ma nella prima fase s’era visto poco. 6,5 Bovo - Non doveva giocare e invece l’ha fatto. Per il Genoa è un grande recupero. 6,5 Juric - Fa coppia con Milanetto, è un fidato scudiero del metronomo. 6,5 Gasperini (all.) - Il gioco alla lunga ti premia e se la ruota gira dalla tua parte... 6 A. Lucarelli - Ha tenuto a bada Amoruso e spesso si è incrociato con Brienza. 6 Rubinho - Evita il pareg­gio della Reggina, sventa un colpo a botta sicura di Brienza. 6 Leon - Entra, non incide. Il voto è per i dribbling a mo’ di slalom. 6 Di Vaio - Parte lento, si pesta i piedi con Borriello. 5,5 Sculli - Si fa stritolare dalla difesa amaranto. 5,5 Fabiano - Non brillantissimo, ruolo marginale. REGGINA: 6,5 Barreto - Sbrigativo con avversari e pallone: dalle sue parti? Divieto di transito. 6 Cirillo - Autoritario in ogni intervento. 6 Brienza - E’ stato il più pericoloso e il più continuo. L’attacco pende dai suoi scarpini, ma gli attaccanti, ieri, non sempre l’hanno seguito. 6 Campagnolo - Sul primo gol respinge corto e non può nulla sulla ribattuta di Borriello. Il raddoppio era imprendibile. 6 Valdez - Sa quando e come intervenire. Pure con le maniere forti. 6 Orlandi ( all.) - Voto d’incoraggiamento. E’ arrivato all’improvviso in serie A, ha ridato equilibrio alla Reggina. E fuori casa, così aggressiva, non si vedeva da un po’. 5,5 Lanzaro - Si batte con grinta, vedersela con Borriello non è semplice. 5,5 Aronica - Colpevole di qualche sbandamento. 5,5 Tognozzi - Assolve il compito con vigore. E poi basta. Serviva più presenza in mezzo. 5,5 Hallfredsson - Orlandi l’ha messo in corsa, non poteva fare di più. E’ reduce da un lungo infortunio. Il talento c’è. 5,5 Makinwa - Il gol, in serie A, gli manca da più di un anno. Soffre il peso del digiuno. La porta è diventata un incubo. 5,5 Joelson - E’ un altro che ha sulla coscienza un gol mancato. 5 Amoruso - Non è stato il vero Dinamite Amoruso: s’è visto poco o nulla. Pure lui s’è divorato una ghiotta occasione. 5 Cascione - Ha sofferto il dinamismo di Milanetto a centrocampo. E il gol che si è mangiato davanti alla porta grida allo scandalo. 6,5 L’arbitro Gervasoni - Direzione pulita. Ha gestito con giudizio, serenità e par condicio

 

IL SECOLO XIX - Borriello e Rossi il Grifo si diverte. I rossoblù lottano la Reggina si arrende. di Marcello Zinola. Con l’ora legale si gioca “sempre” alle 15,ma il sole segnerebbe le 14 con le gambe ancora sotto il tavolo per il caffé e l’ammazzacaffé antiabbiocco. Il Genoa inizia contro la Reggina con la pancia piena(gli ultimi brillanti risultati: pari con l’Inter, filotto a Palermo) e si vede. Per dieci minuti non riesce a capirci granché, sbaglia (dietro) appoggi scolastici, Rubinho svolazza subito per agguantare il pallone maligno deviato sulla conclusione di Tognozzi, poi conferma la sua autoanalisi («se avessi avuto i piedi buoni non avrei fatto il portiere») rilasciata alla web tv del Genoa rinviando sulla testa di Brienza che non sfrutta. Lucarelli, in avvio, fatica a contenere Makinwa (l’ex rossoblù uscirà nella ripresa tra gli applausi del Ferraris), mentre Bovo invece rientra alla grande. Poi, girata la boa del quarto d’ora iniziale, i rossoblù prendono le misure e, pur con una Reggina coriacea e con tre punte confermate anche nella girandola di sostituzioni finali (Amoruso deludente), riescono a divertire e divertirsi. Finirà 2 0 (Borriello e Marco Rossi: partita numero 100, secondo gol in serie A alla vigilia del suo compleanno del primo aprile). E l' "adesso divertitevi" dopo la vittoria di Palermo, diventa realtà. Nonche sia stata una partita al top, ma è stata divertente. Insomma dopo 94’di gioco il taccuino annota due gol, 25 conclusioni( 19 a6 per il Genoa)dentro e fuori lo specchio della porta, 42 punti in classifica, salvezza certa con festa promessa dal patron Enrico Preziosi dopo la partita con il Torino. Quella di ieri è stata anche la migliore risposta contro chi, vergando con penna anonima la solita missiva avvelenata, aveva scritto in settimana ai vertici del calcio invitando a “monitorare” la gara perché in odore di pastetta. Sbagliato perché al Ferraris nessuno ha “regalato”nulla. Segno comunque che nulla cambia negli stili e nei metodi (magari con il Genoa ci mettono sempre un po’ più di veleno del solito) a fine campionato che si gioca sempre dentro e fuori dal campo. La partita inizia nel silenzio in ricordo del tifosi del Parma travolto e ucciso da un pullman di tifosi in un autogrill dell’astigiano. Nessuna parola dallo speaker, quasi tutti sanno cosa è accaduto, ma nessuno lo sa ufficialmente. Forse è una strategia per evitare tensioni ulteriori. La gara inizia un po’ così così per il Genoa. E per un quarto d’ora senti anche qualche mugugno, poi la svolta. Il Genoa inizia a divertirsi e a divertire anche se qualcosa rischia e Rubinho nei 94’ compie due ottimi interventi salva risultato. Konko e Sculli (sin che rimane in campo), Milanetto e Uncino Juric, Rossi e Fabiano vanno via di fino e di sciabolone. Di Vaio (applauso e cori all’uscita per lasciare spazio a Figueroa: ma se non si fossestati sull’1 0, chissà...) alterna cose egregie nel tocco e nel mettere il pallone sul compagno giusto ad altre che indispongono: «gli è mancato solo il gol per sbloccarsi, peccato perché lo merita per la sua serietà » dirà Preziosi nel tunnel. Borriello impiega 29’ per farsi vedere. Dal 17’ in poi (pallonetto di Di Vaio per Sculli anticipato da Tognozzi) il Genoa diverte. Il primo tempo comunque finisce 0 0. Inutili i tentativi di fino o i fraseggi con cross in quantità industriale di Fabiano e di Konko (incontenibile in qualsiasi zona del campo si trovi, un solo errore di misura a sette minuti dalla fine), i tiri di Di Vaio, Borriello, Milanetto e Rossi che al 33’darà un antipasto del suo tiro che propizierà il gol, prima di quello personale del raddoppio inframezzati da due occasionissime di Makinwa. Gli ultimi dieci minuti del primo tempo sono, secondo il metro delle cronache di un tempo, “tambureggianti”. La ripresa?Ottanta secondi di Reggina, poi centoventi di Genoa (Borriello e DiVaio) a tirare inporta.Al 52’ Rubinho salva su Makinwa. Sculli costruisce e conclude, induce Borriello al quasi gol per lasciare il passo al 55’ a Leon. Gasperini sorprende, ma ha ragione. Toglie un buon Sculli, dentro Leon che 45 secondi dopo fa ammonire Tognozzi e guadagna una punizione. Negli spazi e nella minore pressione reggina ci sguazza. Sino al 59’ quando Rossi replica la sventola di esterno da venti metri del primo tempo, Campagnolo si allunga e può solo deviare, Borriello è un avvoltoio e insacca. Orlandi butta dentro Joelson (sprecherà l’1 1 con una girata fil di palo) e l’islandese Hallfredsson. I due portano più verve,ma tra il 67’ e il 70’ (ingresso di Figueroa) ci sono altri assalti rossoblù. Lucho e Borriello duettano di fino, Gasperson inserisce poi Masiero per il bomber per gli ultimi 9 minuti. Il dieci uruguiano ha il muso buono. Al 74’ Rubinho dice ancora no a Brienza con la parata partita. Rossi e baby Masiero con Figueroa e Leon accendono ancora lo stadio. C’è chi si tocca e teme comunque un gollonzo reggino finale. No,Marco Rossi dopo il triplo dribbling di Masiero, i tocchi di Leon, ai ventimetri accende un esterno destro di quelli da cartolina. La palla è giusta: si alza, vola a rientrare, Campagnolo è disteso plasticamente come una copertina dell’album Panini, ma non ci arriva.La palla ruota dolcemente e si insacca: 2 0. Buon compleanno a Marco Rossi.

IL SECOLO XIX - Gasperini studia il colpo a Roma. E promette "Faremo divertire i tifosi". di Giuliano Gnecco. Ora il problema è porsi nuovi obiettivi, continuare ad alzare un poco l’asticella fino a fine campionato. Alt: «Se parliamo di Uefa o Europa è molto difficile frena Gian Piero Gasperini Dovremo fare parecchi punti noi e fermarsi gli altri. In questo momento è molto difficile, è già importante giocare come oggi».Però qualcosa bisogna studiare perché «sì, dai: siamo salvi», concede Gasperini. E poiché mancano sette giornate al termine della stagione, bisogna trovare pungoli per evitare il rischio di smobilitare. Sarebbe imperdonabile,perché il Genoa ha fatto un campionato strepitoso, ben al di sopra delle attese. Ma poiché poi nella memoria spesso restano le ultime partite, di questo torneo sopra le righe resterebbe solo l’amaro sulla coda. Gasperini non sottovaluta il rischio: «Dopo la vittoria con il Palermo ci poteva essere un certo appagamento. Non è stato così. Forse inconsapevolemente all’inizio siamo entrati un po’ scarichi. Peccato perché avevamo programmato di partire forti subito. Però presto abbiamo trovato i nostri meccanismi ». PERÒ, OCCORRE porsi degli obiettivi per chiudere in bellezza: «Noi ci alleniamo con sacrifici e intensità. Affronteremo dopo la Roma squadre impegnate nella lotta per la salvezza, come Torino, Parma, Siena. Dobbiamo dare sempre il massimo come abbiamo fatto oggi per correttezza e sportività. Il problema è continuare a fare crescere motivazioni importanti. Un obiettivo è arrivare a 51 punti. Poi per esempio portare via lo scalpo a una grande come la Roma sarebbe bello, anche se è difficilissimo. Senza contare che noi anche con le grandi abbiamo fatto partite importanti, basta pensare all’Inter. Un obiettivo è anche continuare a portare i nostri tifosi allo stadio e farli divertire come oggi». Gasperini è inevitabilmente soddisfatto. In particolare per l’asse portante della squadra: «Credo che il nostro centrocampo sia fra i migliori. Ha sofferto davvero poche partite: è sempre stato all’altezza, chiunque abbia giocato. Rossi, Konko, Milanetto, Juric, lo stesso Paro, Fabiano, Danilo: hanno fatto cose importanti. Mi è però difficile parlare di un solo reparto, anche perché oggi abbiamo fatto tutti una buona partita. Questa squadra è cresciuta molto, è migliorata». Anche davanti le cose vanno molto meglio: «Se prima avevamo un problema di gol, credo lo abbiamo risolto, perché è un periodo che, tranne con la Juve, segnamo sempre, in casa e fuori. Siamo migliorati anche perché all’inizio abbiamo cambiato molto, anche se diversi giocatori erano già stati con me. Borriello? Io credo che molti dei complimenti oltre che a lui, vadano fatti ai suoi compagni perché lo mettono nelle condizioni migliori per fare gol. Per quanto riguarda il suo futuro le cose sono abbastanza chiare: credo che sia molto presto, ma è evidente che un giocatore di questo livello interessa a tantissime squadre. Se così non fosse è normale che noi siamo affezionatissimi a lui e lo è al Genoa. Se rimarrà con noi, io sarei molto felice. Di Vaio? Mi fa piacere che sia uscito fra gli applausi, che si sia reinstaurato un feeling con i tifosi. Mi auguro che tutti i giocatori possano completare questo campionato con le migliori soddisfazioni, perché se lo meritano. Poi è chiaro che più di undici contemporaneamente non posso mandarli in campo». Per recuperare Di Vaio e dargli fiducia, Gasperini ha anche ritardato la sua sostituzione, richiamando in panchina prima Sculli che stava disputando un’ottima gara: «Volevo fare entrare Leon, un giocatore che in certe occasioni può far male», taglia corto il tecnico. E ora? «Pensiamo alla Roma», avverte Gasperini. Anche perché c’è un’occasione d’oro da sfruttare: il Grifone incontra i giallorossi fra la partita di andata di martedì sera e quella di ritorno con il Manchester United: inquelle due gare la squadra di Spalletti si gioca almeno metà stagione. Inevitabile che, giocando martedì, la Roma paghi un pizzico di stanchezza, e abbia poi la mente rivolta al ritorno. Non solo: quasi certamente Totti non sarà della partita. Insomma, ci sono i presupposti anche perché il Genoa ha il vantaggio di giocare con la mente sgombra per cercare di realizzare un’impresa importante, di quelle da ricordare. Sarebbe la ciliegina sulla torta in una stagione memorabile

 

IL SECOLO XIX - Marco il timido: gol per l'ambiente che amo. Giorno speciale per il capitano: centesima in rossoblù, seconda rete in serie A e domani 30 anni. Senza fare proclami. di Marcello Zinola. Genova. Se il suo socio di giornata, come protagonista ("Abe" Konko) sfugge da sempre alle telecamere per una sua personale idiosincrasia, Marco Rossi invece evita il contatto per timidezza. Soprattutto se è il protagonista assoluto. A volte può apparire scontroso, mentre in realtàè solo timidezza, meglio riservatezza. Casa madre in Versilia, in collina. Casa genovese nella città vecchia. Lui è uno di quelli difficile da marcare con microfoni e taccuino. Anche se, come direbbe Altafini, "gooolasso di Rooossi" Allora, lei segna il secondo gol in serie A - «il primo fu a Firenze, di testa, contro la Juve, ma non servì perché finimmo sconfitti» - e disputa la centesima partita con la maglia rossoblù. Maglia mai abbandonata, anche nella sciagurata estate del campionato chiuso nel 2005, quando dalla nobiltà della A si scivolò nel "fango, lacrime e sudore" della C1. E lui si fa un regalo per i suoi trent'anni che compirà domani primo aprile segnando alla centesima partita con il Genoa. «Al regalo proprio non ci avevo pensato, però non avendo chiuso la partita prima abbiamo dovuto darci dentro sino all'ultimo secondo di recupero». Il suo è stato il timbro sicurezza sul gol di una salvezza ormai acquisita. «Certo, ma non possiamo certo fermarci qui con l'impegno». Lo zodiaco lo colloca nel segno dell'Ariete e ieri uno dei vari "aruspici" degli oroscopi quotidiani prevedeva che «per i nati dell'Ariete anche se state procedendo a passo spedito, il traguardo sarà difficile da raggiungere». Ieri e prima non è che Marco Rossi si sia mai visto regalare molte cose, si è sudato sempre tutto. «Facile non l'è stata...». Tre tiri in porta con una dinamica simile tra di loro oltre a un gran gioco. Quindi il primo tiro bloccato in due tempi da Campagnolo. Secondo tiro, il portiere si allunga e devia, arriva Borriello e insacca. Terzo tiro, di quelli che visti da dietro e con la prospettiva invogliano a un fermo immagine da cartolina. «Via, è stata una bella soddisfazione, ma il gol non l'ho ancora rivisto e non so, certo è stato importante». Ricostruiamolo adesso questo storico centro: lei prende palla, inquadra la porta e... «Ho tirato di esterno, la palla è girata bene ed è andata dentro. Bello, sì, ma devo ancora vedere come l'ho fatto, le immagini non le ho ancora. Se non sbaglio c'è stato anche un bel "numero" di Masiero e di Leon». Lei con il Genoa ha un rapporto particolare. «È un po' tutto l'ambiente particolare, ci sono rimasto in momenti difficili, quindi al nostro ambiente sono legato particolarmente». E adesso? «Adesso? Nulla, martedì si riprende e siamo tutti ancora più sereni per potere lavorare e guardare meglio al futuro».

IL SECOLO XIX - Preziosi "Mantenute le promesse". di Marcello zinola. Salvi a sette turni dalla fine senza buttare le palle in tribuna. E’ qui che c’è la festa? La festa «per lo scudetto della salvezza » ci sarà dopo la gara con il Torino, lo promette Enrico Preziosi a fine partita. Ma è anche il momento più delicato. Perché se da un lato la squadra, motivata su obiettivi a scalare da Gasperini secondo il metodo Bocconi, non può comunque distrarsi da obiettivi di prestigio, dall’altro con il capocannoniere in rossoblù, elementi come Konko che interessano molte società, Enrico Preziosi e il suo team dovranno lavorare con la testa sui bilanci e sulle prospettive. Un lusso che i tifosi non si permettono: «Vabbé, vorrà dire che i mugugnoni tipici da Genoa avranno qualcosa su cui mugugnare. Salvi a sette giornate dalla fine e senza gettare mai la palla in tribuna» è il commento di Enrico Preziosi. Soddisfatto? «Certo perché abbiamo mantento le promesse fatte: due anni fa dissi che entro due o tre anni saremmo tornati in A ed eccoci qui con un anno di anticipo. Faccio l’imprenditore e non l’illusionista». Un vecchio tifoso ha detto che nella storia del Genoa mai c’era mai stato (da neo promossa) il raggiungimento della salvezza prima ...dell’ora legale. Risata: «Bene, vuol dire che adesso ci divertiremo di più». Il patron rossoblù chiude comunque subito un discorso che si aperto tra i tifosi: Milito torna. «Ha fatto grandi cose con noi e gliene siamo grati. Ma è acqua passata e non fa parte del progetto». Gasperini è ormai uomo da ovazioni della Nord. «Gasperini è il progetto». Borriello? «Lo vogliono tanti come Konko». C’è chi teme di non vederli più al Ferraris,ma solo in tv. «Noi faremo il possibile per tenerli con noi e di farli vedere in tv agli altri; il nostro progetto prevedeva una salvezza con il gioco, c’è stata, Non avevamo certo fatto una squadra per retrocedere... Il prossimo anno potremo progettare una squadra per tentare l’aggancio all’Europa.Oh, poi qui ci sono ancora sette partite, 21 punti, di spazi per toglierci delle soddisfazioni ci sono». L’attenzione si sposta sulmercato. «Il mercato non chiude e non apre mai... Poi con voi presenti...». Borriello, Konko e Gasperini sono uomini mercato, Preziosi toglie (ha tolto) Gasperini dal mercato. Borriello e Konko rappresentano situazioni diverse con dinamiche e pressioni che possono essere più forti della volontà del Genoa di tenere i due. Del resto è la logica del calcio da sempre e ancora di più di quello degli ultimi anni: i grandi, le grandi, chi ha soldi non tanto da investire, ma anche da buttare costringe chi deve guardare anche ai bilanci a ragionare con la testa e i conti,non solo con il cuore. Magari portando a Genova qualcuno che è “buono” e che da qualche altra parte sta patendo? «Vedremo. Ma in questa squadra vorrei ricordare gente come Milanetto, Bovo, Sculli, Rossi: mica gente sconosciuta ».E cita ancora Figueroa e Masiero «che ha una grande prospettiva davanti». Sette partite, quota 51 come punto di arrivo d’onore e arbitri dello scudetto. Prima il pari imposto all’Inter, adesso la Roma: «A Cagliari meritava la Roma, noi ci inseriremo in mezzo alle partite di Champions. Ci proveremo, come giocheremo con sportività e onestà tutte le altre partite. Oggi lo abbiamo dimostrato. Foti è un caro amico, ma lo sport e il calcio sono così. Si vince, si perde». Preziosi ha un sacchetto di plastica dentro c’è la maglia di Borriello (quella della Nazionale) con dedica personale: «c’è anche molto affetto oltre alla stima personale». Giocatori, squadra, punti,mercato e bilanci e passione. La penultima voce, se si vuole guardare all’Europa e non perdere la tranquillità societaria imporrà strategie precise. Anche ciniche, ma per il futuro

 

IL SECOLO XIX - Bovo e il futuro: Voglio restare in rossoblù. di Marcello Zinola. Genova. Quanti chilometri ho fatto oggi? Non li ho contati..... Fabiano (Lima Rodrigues per la completezza) si presenta con un sorriso da panoramica odontoiatrica: sono contento perché aveva avuto qualche problema “figicu” che mi dava fastidio. Adesso va bene. Giocate per divertirvi. Giochiamo per divertire e comunque per la sicurezza. L'obiettivo del mister dei 51 punti è ambizioso, però....Le ambizioni personali quali sono? Fare “bengi”. L'italiano è buono, l'accento tradi­sce un vago retrogusto genovese e apre a qualche neologismo italobrasiliano. Ambizioni nel senso del sogno, che dire, la Nazionale, le coppe europee. Eeeh. lì ci sono Pato, Kaka, la Seleçao è una cosa da graandi campioni. Lui comunque corre, fa cross in quantità industriale ed è tornato quello dello scorso campionato, recuperando convinzione, gioco e ruolo. A inizio partita eravamo un po' messi male, poi ci siamo messi bene. Il mister sa mettere poi la squadra lungo la settimana. Così si può lavorare bene con serenità e giocare bene con serenità. Il massimo per un brasiliano. Non solo per i brasiliani. Cesare Bovo, invece, torna dopo un mese causa infortunio. Lui è uno di quelli che a fine campionato avrà il futuro deciso dalla comproprietà tra Genoa e Palermo. Io qui rimarrei, anzi vorrei rimanere più che volentieri, sono tornato dopo un mese per l'infortunio. Era un anno che ero fermo, volevo giocare e qui mi è stata data fiducia che spero e credo di avere ricambiato. Quindi rimango se mi vogliono, non me lo devono nemmeno chiedere, è scontato. Sia Gasperini che Preziosi hanno parlato bene della sua prova e della sua serietà professionale. Bene, mi fa piacere, vuol dire che sto lavorando bene, come tutti gli altri. Lei è romano, tra poco tempo si troverà a giocare contro la Roma, arbitro dello scudetto. Spero di esserci, ma sono romano, ma gioco con il Genoa. Quindi che io giochi o no, spero che possiamo fare il colpaccio oppure tornare con una buona prova e con un punto. Salvi, quindi con obiettivi adesso potenzialmente internazionali? Il mister ha detto 51 punti? Vediamo, 9 li possiamo fare in casa, ma non metto tabelle e punti finali, voglio arrivare al 18 maggio con il massimo. Passa “Uncino Juric” con quella sua faccia e camminata da autentico pirata del centrocampo. Sorride un po' ironico. Salvi, ma non eravamo in corsa per lo scudetto? scherza: grande partita e vittoria. Lo scu­ detto, come dice Enrico Preziosi, lo hanno vinto ieri.

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. Rubinho 6,5 Plastico e reattivo dopo neppure 1’ sulla conclusione – rimpallata – di Amoruso. Poi un suo rinvio di piede, senza controllare la palla, rischia di spalancare un varco per la ripartenza dei calabresi.Al 24’, in uscita spericolata, riesce a far perdere l’attivo fuggente aMakinwa smarcato da un tocco diAmoruso. Pronto a inizio ripresa sul sinistro teso di Brienza. Sempre su Brienza, innescato da un numero diAmoruso, al 28’ compie un vero miracolo. KONKO 7,5 Il suo target di giornata è mettere la museruola a Nick manolesta Amoruso, uno che a dispetto dell’età è sempre da prendere con le molle. Eppure, è autore di una partita di straordinaria intensità, nella quale si prova spesso a spingere, e le sue sovrapposizioni creano sempre qualcosa di pericoloso sulla destra. Poi dalla sua parte arriva il brasiliano Joelson, e la musica non cambia. BOVO 6,5 Al rientro dopo il lungo infortunio, in campo a sorpresa, è sempre sicuro e preciso tanto nella fase passiva quanto quando c’è da sostenere la fare offensiva facendo ripartire l’azione dalle retrovie. Si è ripreso dopo un inizio di girone di ritorno in affanno. LUCARELLI 6,5 Con fisicità e mestiere mette la museruola all’agile e sgusciante Makinwa. Il duello fra loro è ruspante ma corretto; l’ex reggino ha anche una perfetta scelta di tempo negli interventi in tackle, ed è aiutato da un notevole senso della posizione. Quando esce il nigeriano gli tocca Amoruso, ma anche sull’ex blucerchiato è implacabile. FABIANO 7 Gioca basso per controllare Brienza, che già con la maglia del Palermo al Ferraris lasciò il segno. Al 39’, a Rubinho battuto, dà anche una mano al portiere a liberare su una palla messa in mezzo con una magia da Brienza, poi chiude su Cascione che spara alle stelle. Quando può – e con sempre maggiore insistenza – spinge a sinistra per scodellare in mezzo palloni che fanno scattare l’allarme rosso nella zona di Campagnolo. ROSSI 7 Se la vede con Cascione, anche se poi va a coprire le scorribande di Konko arretrando in marcatura su Amoruso. Al 34’ tenta anche il diagonale insidioso, però Campagnolo neutralizza in due tempi.Quella del capitano è una partita tatticamente intelligente, e diligente in entrambe le fasi. Favorisce il vantaggio di Borriello scaricando un destro che Campagnolo non riesce a trattenere. Poi si inventa un gran gol che chiude la gara: primo stagionale, secondo in A dopo quello in Fiorentina Juventus dell’11 maggio 2001 (13). È il meritato regalo di compleanno in anticipo, dopo le migliaia di chilometri macinati. MILANETTO 7 Dirige il traffico con lucidità; fa correre la palla trovando sempre il compagno meglio piazzato. Meno fortunato quando prova la conclusione, spesso da dimenticare. Tuttavia vince il duello a distanza con Tognozzi, costretto soprattutto a coprire la propria difesa dagli assalti dei rossoblù. Sempre più in palla. JURIC 7,5 Combatte con il coltello fra i denti, è uno che non molla mai né si lascia intimidire; disinnesca Barreto per poi ripartire in proiezione offensiva. Recupera un’infinità di palloni, e quando ha la sfera fra i piedi sa sempre cosa fare. SCULLI 7 Ci mette coraggio, sacrificio e anche malizia nel conquistare alcuni falli. Sarà anche poco lucido nei sedici metri, ma fa una mole di lavoro impressionante che lo rende insostituibile in questi schemi. Al 28’ raccoglie l’appoggio di Konko e prova a girare in porta da posizione defilata; Campagnolo si salva in angolo (9’ st LEON6,5: pronti, via: costringe subito Tognozzi al fallo da ammonizione; stavolta è in palla). BORRIELLO 7 Gol numero diciotto, a consolidare la sua leadership fra i marcatori. Troppo egoista, al 36’ cerca il gol da posizione impossibile quando in mezzo erano liberi e chiedevano palla Rossi, Sculli e Di Vaio.Due minuti dopo di testa fa la torre per Sculli che manca di un soffio la deviazione vincente.Al 6’ della ripresa l’ex juventino restituisce il favore con un cross perfetto che il capocannoniere corregge di testa: fuori di un pelo. Poco dopo vede Campagnolo fuori dai pali e tenta il pallonetto: si spegne alto sul fondo. Sulla conclusione di Rossi non trattenuta da Campagnolo dimostra di saper essere anche un rapace d’area. Esce accompagnato dalla meritata standing ovation (35’ st MASIERO NG: sta imparando che il calcio è uno sport di squadra e non si può giocare da soli. Così mette il suo talento al servizio del collettivo: fa la cosa più facile, senza complicarsi la vita: un tocco e via). DIVAIO 6 Al 17’ trova il varco giusto per un pallonetto che batte l’ex Campagnolo, ma Tognozzi – appostato sulla linea – riesce a evitare la capitolazione. Ci riprova al 35’ su invito di Borriello, ma calcia di poco a lato. Poi si fa rubare un paio di palloni ingenuamente e rischia di perdere fiducia; la Nord comprende la situazione e lo incoraggia con un coro personalizzato. È anche sfortunato al 2’ della ripresa quando ci prova dal limite,ma Campagnolo è attento (27’ st FIGUEROA 6.5: si presenta con un triangolo stretto con Borriello: Cirillo intercetta con la punta del piede. Al 40’, imbeccato da Leon, cerca anche in gol da cineteca, però non riesce a colpire bene la palla.Giusto al 90’, in diagonale sfiora il colpo del ko). REGGINA Campagnolo 6,5; Lanzaro 6, Cirillo 6,Valdez 5,,5,Aronica 6; Barreto 5,5, Tognozzi 6,5 (17’ stHallfredsson 6,5), Cascione 5,5 (35’ st Stuani ng); Brienza 6,Amoruso 6;Makinwa 5,5 (17’ st Joelson 6). ARBITRO Gervasoni di Mantova 5: lascia perplessi talvolta nella gestione dei falli e dei cartellini; indisponente quando non accetta il dialogo con i giocatori, fosse anche il capitano della squadra, che ha invece diritto di parola

 

LA REPUBBLICA - Il bomber regala l´azzurro a Preziosi "Sette partite per entrare nella storia". La maglia di Supermarco e le promesse del presidenti ai tifosi: "Comunque vada, faremo una squadra forte". di Luca Palmieri. Trentun´anni dopo Borriello ha raggiunto Pruzzo e, con sette partite ancora da giocare, non ha alcuna intenzione di fermarsi lì. «Sono davvero felice – afferma il centravanti – perché essere entrato nella storia di questo club è un grande motivo di orgoglio. Il campionato però non è ancora finito e spero di fare ancora meglio. Posso staccare Pruzzo e rimanere solo in questo record. Ci proverò di sicuro, le possibilità ci sono tutte». In effetti il primato in solitaria è davvero prossimo ma nella mente di Borriello c´è anche un altro traguardo, quello di vincere la classifica cannonieri, che nessun giocatore del Genoa in serie A si è mai aggiudicato. La rete di ieri è un altro passo verso l´obiettivo, dal momento che l´attaccante genoano, complice anche il rinvio di Juventus-Parma che ha tenuto necessariamente fermo David Trezeguet, è tornato solitario in vetta. Pensiero stupendo di sicuro, ma nel frattempo Borriello si gode un´altra vittoria della squadra. «E direi assolutamente meritata. Abbiamo giocato una partita meravigliosa, magari sprecando qualcosa di troppo nel primo tempo. Nella ripresa abbiamo trovato il guizzo giusto e sono arrivati altri tre punti». Borriello è stata la grande scommessa vinta di Enrico Preziosi, che gongola per il record conquistato dal suo attaccante. «Sono davvero felice per lui – dice il presidente – che sta disputando una stagione stupenda. Tra l´altro Marco mi ha regalato la maglietta con cui ha giocato la partita con la nazionale in Spagna. Con una dedica personalizzata, molto bella». Il massimo dirigente proverà a trattenere il suo bomber nella prossima stagione, richiestissimo, al pari di Konko. L´impresa non sarà semplice, ma Preziosi non getta la spugna in anticipo. «I nostri gioielli piacciono a tanti, ma noi faremo di tutto per non perderli. E comunque penso che si debba aver fiducia in questa società, che negli ultimi anni ha sempre centrato i suoi obiettivi. Costruiremo sicuramente una squadra più forte, con l´intento di conquistare il prossimo traguardo, la qualificazione in coppa Uefa». La salvezza è quasi matematica e la festa per l´obiettivo raggiunto si terrà, come annunciato ieri da Preziosi, fra due settimane, dopo la partita interna contro il Torino. «E´ il momento giusto – afferma il patron – perché ormai ci siamo. Possiamo già iniziare a programmare la prossima stagione, mercato compreso, con un anticipo che per noi è veramente un inedito. E comunque continueremo a giocare per vincere, da qui fino all´ultima giornata. A partire dalla trasferta in casa della Roma sabato. Non sarà facile ma non partiamo battuti». Quella di ieri è stata anche la grande giornata di Marco Rossi. Il capitano domani festeggerà trent´anni e si è fatto il regalo più bello, la splendida rete del 2-0, la prima stagionale per un giocatore che nell´estate del 2005 aveva accettato di scendere in C con l´obiettivo di giocare in A con la maglia del Genoa. «Il nostro capitano si meritava di festeggiare un compleanno simile», chiude ancora Preziosi.

LA REPUBBLICA - ORA È GIUSTO PROVARE A SOGNARE. di Franco Rotella. È stata una partita aperta, ricca di occasioni da entrambe le parti, poi ancora una volta il grande protagonista è stato questo Borriello capocannoniere solitario, che ha raggiunto i 18 gol di Pruzzo. La squadra ha giocato molto bene, ha rischiato qualcosa di più, ma è normale in questa situazione tranquilla. Si può sognare qualcosa di importante, in questo momento è giusto provarci, il Genoa anche ieri ha dimostrato di sapere ciò che vuole e di sapere come raggiungerlo. L´altro dato importante è che ieri si sono ritrovati i due esterni, Fabiano è tornato in maniera importante, Rossi a parte il gol è stato determinante. Questo Genoa è una squadra che gioca molto bene, se le concedi spazio, è difficile contrastarla. Attaccano e accompagnano l´azione in molti. Anche Figueroa è entrato subito nel vivo, si vede che in questo gruppo si sentono tutti motivati e protagonisti

 

LA REPUBBLICA - Genoa, Borriello sul trono di Pruzzo. Con il gol numero 18 raggiunto "O Rey". Gasperini: non molliamo sino alla fine. di Gessi Adamoli. La partita che consente al Genoa di superare il fatidico traguardo dei 40 punti, quello che era stato prefissato all´inizio della stagione perché indicava la quota salvezza, è anche quella che consente a Marco Borriello di entrare nella leggenda rossoblù. Ha infatti eguagliato il record di reti segnate in una stagione da un mito genoano come Roberto Pruzzo. O Rey di Crocefieschi ne segnò 18 nella stagione 1976, Borriello, con ancora sette partite di campionato davanti, può fare ancora meglio, anche se va detto che all´epoca di Pruzzo il campionato di serie era a 16 squadre e non dunque le giornate di 30 invece delle attuali 38. La rete che consegna Borriello alla storia genoana arriva al 14´ della ripresa, un gol di rapina dopo i tanti d´autore firmati in questa stagione: si avventa sulla respinta di Campagnolo, che non riesce a bloccare il tiro da fuori di Rossi, e di "piatto" mette nella porta sguarnita. Lo chiamano fiuto del gol, una delle qualità di un bomber è infatti quella di riuscire a capire in anticipo dove arriverà la palla. Il gol di Rossi (gran botta da limite), quello che ha messo al sicuro il risultato, è arrivato solo al secondo dei quattro minuti di recupero, e la Reggina (31´ st) aveva avuto una incredibile opportunità per raggiungere il pareggio, trovandosi però la strada del gol sbarrata da Rubinho, autore di una straordinaria parata d´istinto sul tiro da distanza ravvicinata di Brienza. La squadra calabrese non è stato certo un avversario accomodante, per provare a mettere in difficoltà il Genoa ha scelto di giocare con tre punte, aggiungendo l´ex Makinwa a Brienza ed Amoruso. «E certamente qualche problema ce lo ha creato - ammette Gasperini - Però è anche vero che ci ha fatalmente lasciato tanti spazi e così è venuta fuori una partita con tante occasioni da rete». Proprio per contenere il tridente della Reggina, il tecnico genoano ha rinunciato alla difesa a tre schierando quattro difensori in linea: Konko (molto spesso intercambiabile con Marco Rossi) a destra, Bovo, al rientro dall´infortunio, e Lucarelli centrali, e Fabiano a sinistra a vedersela con Brienza ma cercando anche di metterlo in difficoltà ripartendogli. Non è servito la stratagemma di bagnare il campo: «È stato un errore, ma temevamo fosse troppo duro», ammette Gasperini. L´avvio del Genoa era stato al rallentatore, fatalmente, dopo aver centrato il traguardo della salvezza, gli stimoli non potevano essere al top. «Però - osserva il tecnico rossoblù - dopo una decina di minuti di sbandamento, siamo riusciti lo stesso ad entrare in partita. E il merito grande è del nostro pubblico: tanto entusiasmo non può non essere contagioso. Non è facile dare motivazioni, quando non ci sono obiettivi da raggiungere perché è chiaro che l´Uefa è fuori dalla nostra portata. Ma se avremo lo stadio pieno come oggi sino alla fine del campionato, questo ci darà sicuramente una carica importante». Gasperini contro la Reggina ha voluto dare una chance anche a Di Vaio, che ha alternato errori a buone giocate (un suo pallonetto al 20´ del primo tempo è stato salvato sulla linea da Tognozzi) e che comunque, quando intorno alla mezzora della ripresa, è uscito per lasciare il posto a Figueroa, è stato salutato da un affettuoso e caloroso applauso da parte della gente. A quel punto il Genoa, che aveva già sostituito Sculli con Leon, si è rimodellato su un 4-4-2 che potesse consentire a Lucho di convivere tatticamente con Borriello. Ma l´esperimento in tutto è durato soltanto sei minuti, nei quali peraltro i due bomber rossoblù sono stati protagonisti di uno scambio strettissimo in area di rigore che ha portato al tiro Borriello. Figueroa, pur giocando poco più di un quarto, è comunque andato vicinissimo al gol, ma la sua conclusione, proprio al 90´, è terminata a fil di palo. E al minuto 92 è arrivato il meritato premio per Marco Rossi. Il capitano, che domani compirà 30 anni, ha celebrato con il suo primo gol stagionale le cento presenze in serie A.

LA REPUBBLICA - Le pagelle. di Gessi Adamoli. Konko-Rossi duo perfetto. Rubinho 6,5. Al rientro dopo l'infortunio di Cagliari non azzarda una presa aerea in uscita alta, ma preferendo respingere con i pugni, ma è decisivo quando si oppone d'istinto alla conclusione da pochi passi di Brienza. Konko 7. Quella con Rossi è una catena di destra che ha poco o niente da invidiare a quella mitica formata da Eranio e Ruotolo. Anche loro sono intercambiabili e Konko non è più solo corsa, ma sa anche vedere il gioco. Bovo 6. Un rientro positivo. Ha confermato di avere una tecnica eccelsa per essere un difensore. Meglio se gioca staccato. Patisce infatti l'uno contro uno. Lucarelli 6. Male quando è chiamato ad impostare (nei primi 5' ciabatta tre rinvii) ma in fase difensiva e sempre molto attento e concentrato. Fabiano 6.5. Fa il terzino su BRienza, l'avversario più pericoloso. NOn si limita alla marcatura ma spesso gli riparte. Rossi 7. L'intesa con Konko è perfetta. generosissimo va anche in raddoppio di qualunque compagno si trovi in difficoltà e spesso si propone in sovrapposizione. Il gol è un premio meritatissimo. Milanetto 6,5. Regista di stampo antico e ora sta molto bene anche fisicamente ed è lui che fa girare tutta la squadra, Juric 6,5. Ormai non è più solo un soldatino che interpreta alla lettera le disposizioni di Gasperini, ma spazia a tutto campo con grande personalitò. Sculli 5,5. Meno pimpante di altre volte e si mangia il solito gol. Questa volta di testa a non più di due metri da Campagnolo. Dal 10' st Leon 5. Ritarda sempre la giocata, perde banalmente palloni preziosi innescando la ripartenza avversaria. E Gasperini lì a fianco in panhina si infuria. Borriello 7. Timbrata rete n.18. Forse peccherà di egoismo come quando, 38 p.t., va a tiro sulla inea di fondo, ignorando Sculli e Rossi felicemente appostati, ma chi ha segnato 18 dei 38 gol del Genoa in questa stagione se lo può permettere. Dal 35 s.t. Masiero s.v.: è ancora un corpo estraneo negli schemi di Gasperini, Piene palla, eccede nel dribbling anche a rischio di perdere la palla nella propria trequarti. Del resto non ci pensa due volte a spararsi un colpo di tacco al volo con palla regalata all'avversario. Il ragazzino avrà anche la faccia tosta di chi ha talento, ma per il momento fa tutto il ocntrario di quanto vuole un allenatore. E quando Fabiano fa 60 metri a perdifiato per andargli in sovrapposizione, lui lo ignora bellamente. Di Vaio 6. Cerca il gol (Tognozzi salva sulla linea, ma il pallonetto con il quale aveva scavalcato Campagnolo era troppo debole), si batte anche se commette qualche error ed esce tra gli applausi. Dal 29 st Figueroa s.v.: sei minuti in tandem con Borriello con uno-due nelo stretto che autorizza la speranza che i due bomber rossoblù possano coesistere. Al 90' va a pochi centimetri dal gol

 

LA REPUBBLICA - Per il Genoa profumo di Uefa. La partita si sblocca nella ripresa: Borriello segna il gol numero 18. Amaranto sterili.  La Reggina sempre più giù. GENOVA - E' sempre Borriello l'oro del Genoa. Il diciottesimo sigillo del bomber campano (e il bel gol di Rossi allo scadere) piega la resistenza di una discreta Reggina, priva di diversi giocatori (Modesto, Ceravolo, Vigiani, Alvarez e Montiel sono rimasti a casa). La squadra guidata da Gasperini si conferma capace di offrire spettacolo a getto continuo davanti al proprio pubblico. Apre il gol di Borriello al 60' e chiude Rossi nel finale: la Reggina non è rimasta a guardare, rispondendo colpo su colpo alle offensive dei liguri, ma torna a casa a mani vuote. Per la salvezza ci sarà da soffrire, ma la Reggina, seppure penultima, non si arrende ancora. La cronaca. Orlandi rinuncia a Cozza e Hallfredsson, confermando la fiducia a Barreto e Tognozzi al fianco di Cascione in mezzo. La novità principale è l'inserimento dal 1' di Makinwa, punta avanzata con Brienza e Amoruso a supporto. Gasperini sorride per i ritorni di Rubinho e Bovo dal 1': Konko torna in difesa, Milanetto-Juric è la coppia di centrocampo mentre Borriello vince il rimpallo con Figueroa come punta centrale. C'è Di Vaio per l'affaticato Leon. Cominciano bene gli ospiti, che con Cascione impegnano subito Rubinho; è però un fuoco di paglia perchè, col passare dei minuti il Genoa s'impossessa del centrocampo e impone ritmi impetuosi. La grande mole di gioco, però, non è sfruttata al meglio dagli avanti rossoblu perché Sculli e Di Vaio difettano nell'ultimo tocco, mentre Borriello è a volte un pò troppo lezioso. Al 19' Di Vaio, lanciato in profondità, scavalca Campagnolo in pallonetto: è Tognozzi a salvare sulla linea. La Reggina però non sta a guardare: Milanetto si fa soffiare palla a centrocampo, Amoruso punta Bovo e serve alla perfezione Makinwa: il nigeriano si decentra troppo però e calcia a lato sull'uscita di Rubinho. Non c'è un attimo di tregua, ottimo l'assist di Konko per Sculli "murato" in angolo da Cirillo. Ci provano anche Borriello e Rossi poi, dopo un break di Barreto al 37' (Rubinho respinge in due tempi), arriva l'occasione migliore per il Genoa. Borriello, servito da destra, rimette in mezzo al volo, Di Vaio sfiora di testa a un passo dalla porta ma non la inquadra (40'). Come nel primo tempo, Reggina pericolosa in avvio di frazione. Amoruso fa la sponda per Cascione, tocco arretrato per Brienza e sinistro immediato: Rubinho c'è. Al 7' Borriello spaventa Campagnolo per due volte: prima di testa (su cross di Sculli), poi con un sinistro dai 25 metri che però si spegne alto sopra la traversa. Sono le prove generali per il gol che arriva, meritato, per il capocannoniere: splendida l'azione, tutta sulla destra, pronta la botta di Rossi al limite sulla quale Campagnolo fa quel che può. Borriello però è lì e al 14' porta a 18 i gol stagionali. La risposta della Reggina tarda ad arrivare, così Orlandi prova a dare una scossa ai suoi inserendo Joelson e Hallfredsson per Makinwa e Tognozzi. E' però il Genoa, in contropiede, a sfiorare il raddoppio con Di Vaio, che cerca un gol "alla Del Piero" non trovandolo però. Genoa-show a cavallo del 25': prima Fabiano crossa basso per Di Vaio, anticipato di un soffio; poi lo straripante Konko pesca dalla parte opposta Milanetto, il cui sinistro è strampalato. Ritmi vertiginosi, e allora la Reggina ci prova: botta del solito Barreto al 28', Joelson devia sfiorando il palo alla destra di Rubinho; non finisce qui, perchè Brienza trova sulla sua strada un super Rubinho, strepitoso nel respingere il sinistro ravvicinatissimo dell'ex Palermo servito da Amoruso. Al 47' Rossi chiude i conti: applausi per il Genoa, in lotta per l'Uefa.

 

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