STAGIONE 2006/07

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Reti: 23' Greco, 31' Sculli, 64' Moscardelli

Genoa: Rubinho, Bega, De Rosa, Criscito, M.Rossi (69' Zeytulaev), Coppola, Milanetto, Fabiano, Sculli (77' Stellini), Greco, Adailton (64' Botta). All: Gasperini. (Russo, Biasi, Aurelio, Tavares).

Rimini: Handanovic, Vitiello, Milone, Peccarisi, Regonesi, Barusso (67' Baccin), Tasso (60' Porchia), Pagano (60' Valiani) Ricchiuti, Jeda, Moscardelli. Allenatore: Acori. (Pugliese, Bravo, Di Gao, Matri)

Arbitro: Damato di Barletta. Espulso: 92' Peccarisi. Spettatori: 19.020 (14.818 abbonati)

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Difficile questo esordio casalingo per il Grifone che deve affrontare il Rimini squadra definita da tutti come la possibile sorpresa del campionato. Indisponibili Juric e Longo le novità in formazione in difesa sono Rubinho in porta al posto dello squalificato Barasso e Criscisto al posto di Stellini. Sulla fascia destra Rossi indietreggia a centrocampo sostituendo Botta mentre in avanti torna Adailton visto che a sinistra fà il suo esordio in campionato Sculli.   La squadra Romagnola deve fare a meno di Bischeri e Cristiano espulso nella gara con la Juventus ma può recuperare Moscardelli che prende il posto di Matri. Il Genoa come nelle partite precedenti parte a razzo, al 03' Sculli avanza e dal limite dell' area lascia partire la botta, la sfera deviata da Peccarisi s'impenna e supera Handanovic sbattendo sulla traversa. Il Rimini nei primi minuti non si chiude e risponde al Genoa, al 06' Jeda mette per Pagano che fa partire un diagonale destinato all' incrocio ma la sfera viene miracolosamente deviata in angolo da Rubinho. 08' Tasso per un brutto intervento riceve la prima ammonizione della partita. La gara è equilibrata, le azioni da ambo le parti si susseguono veloci anche se non si arriva a concludere in porta. 11' Greco in area viene fermato provvidenzialmente da milone. 18' Punizione di Adailton che termina d'un soffio a lato. 19' Grande uscita di Handanovic su un potente tiro-cross di Sculli. 22' Palla per Greco che spalle alla porta si fa passare la palla sotto le gambe bruciando Peccarisi. In area l'attaccante contrastato prova il diagonale, il primo tentativo viene ribattuto ma al secondo mette la palla nell' angolo lontano. 24' Ammonizione per Bega che trattiene Jeda. Dopo il vantaggio il Genoa spinge mentre il Rimini sembra frastornato, Greco mette costantemente nel panico la difesa con Peccarisi vittima preferita. 30' Sulla destra Rossi triangola con Adailton e avanza raggiungendo quasi il fondo, preciso traversone rasoterra in area e tocco dell' accorrente Sculli che permette ad Handanovic di toccare la sfera che comunque si deposita in rete per il 2 a 0. 34' Lancio di Adailton ancora per Sculli che si trova davanti al portiere ma l'arbitro fischia un inesistente fuorigioco. 36' Rossi in anticipo interviene su un cross mettendo in angolo. Sul corner svetta Pagano e colpisce la traversa con Rubinho spiazzato. 38' Altra azione dubbia, Adailton lancia Rossi che viene anticipato da Regonesi. Il Romagnolo s'inciampa e perde palla il guardalinee segnala un fallo inesistente. 41' Grande giocata di Adailton che stoppa palla e al volo libera Fabiano in area. Spostato sulla sinistra il brasiliano fa partire la botta ma Handanovic si oppone col corpo ribattendo la sfera. 44' Criscito anticipa Ricchiuti e parte fino a centrocampo dove lancia Sculli che crossa in area dove Greco e Adailton per un soffio non arrivano alla deviazione in porta. 45' Scontro tra Greco e Peccarisi con quest'ultimo che alza il gomito ma per l'arbitro non c'è volontarietà. Finisce il primo tempo con il Genoa in vantaggio di 2 reti, il Rimini pur avendo 2 occasioni da rete dopo il ventesimo minuto è praticamente sparito dal campo. 49' Adailton ricevuta palla s'accentra e dalla distanza tira in porta ma Handanovic para. Il Genoa controlla mentre il Rimini non sembra avere fiducia nel recupero. 58' Ammonizione per Peccarisi per fallo su Adailton. 60' Acori prova a cambiare le carte e inserisce due giocatori in una volta sola, Vailati entra al posto di Pagano e Porchia per Tasso. 64' Jeda supera due rossoblù avanzando centralmente e in prossimità dell' area calcia diagonalmente in porta. La sfera rimbalzando supera Rubinho e picchia sul palo lontano diventando facile preda per Moscardelli che ribatte in rete accorciando le diatanzre. 65' Gasperini sostituisce Adailton con Botta. 66' Il Rimini termina le sostituzioni con l'entrata di Baccin per Barusso. 69' Anche per Zeytulaev è giunto il momento dell' esordio sostituendo Rossi. 70' Lancio sulla sinistra per Sculli che di testa fà da sponda per Greco che gira in porta in diagonale ma Handanovic in tuffo manda in angolo. 73' Occasionissima per chiudere la gara, rilancio di Bega, la palla giunge a Greco che si libera del difensore e in diagonale calcia a rete, la palla prende in pieno il palo lontano e il seguente tentativo di Fabiano viene ribattuto. 77' Ultima sostituzione rossoblù, entra Stellini ed esce Sculli. 78' Fabiano viene ammonito per un fallo su Jeda. 80' Botta di Moscardelli deviata in angolo da De Rosa, è l'ultimo pericolo per la porta Genoana. 81' Ammonito Baccin per proteste dopo che aveva atterrato Coppola. 86' Uscita spericolata del portiere riminese su Greco. 88' Tentativo di Coppola da lontano ma Handanovic para facile. 89' Ancora Genoa con Greco dall'angolo sinistro dell' area calcia in diagonale mandando la palla rasoterra a sfiorare il palo lontano. 90' ammonizione per Coppola. 92' Peccarisi trattiene Zeytulaev e viene ammonito per la seconda volta. 94' Azione prolungata di Fabiano che alla fine passa a Milanetto che mette in area per Greco. L'attaccante tenta la botta ma il portiere riesce nella parata. Ennesima vittoria per il Grifone e per non saper ne scrivere ne leggere che Tarallo e Facchinetti ce la mandino buona.

 

TUTTOSPORT - Genoa, applausi e primato. La squadra rossoblù offre spettacolo col Rimini, anche i rivali le rendono onore. Ricchiuti: «Mai visto un avversario giocare così bene». In gol Greco e Sculli. di Giovanni Tosco. Genova. Alla fine, ancora più dei tifosi sono incantati gli avversari. «Non ho mai visto una squadra giocare bene come il Genoa nel primo tempo », confessa Adrian Ricchiuti. «Per quarantacinque minuti ci hanno dominato: non l’abbiamo mai vista...», riconosce Leonardo Acori. Il Rimini una settimana fa ha fermato sul pari la Juventus e ieri per un bel po’ è rimasto incantato a guardare i rossoblù, che si sono imposti 2-1 e si godono il primato condiviso col Bologna. Per certi versi, in realtà, è stata una prestazione simile a quella di Vicenza, perché anche stavolta almeno mezz’ora della ripresa è stata sinonimo di sofferenza, per ragioni più mentali che fisiche probabilmente: «Se fossimo già al top adesso sarebbe grave...», sorride Gianpiero Gasperini, visibilmente soddisfatto per la settima vittoria consecutiva e per l’efficacia con cui il Genoa mette in pratica le sue direttive: «E’ presto, però è bello leggere il nostro nome in cima alla classifica ». Che ci sia ancora da lavorare è un fatto, anche se a preoccupare più che altro è lo stiramento capitato a Giuseppe Greco, autore di una prestazione strepitosa. L’attaccante che un anno fa era stato frettolosamente spedito in prestito al Catanzaro («Ma nem­meno io allora sapevo di poter segna­re tanto...») ha sbloccato il risultato al 23’ con un gol d’autore: servito da Fa­biano, di tacco si è liberato di Peccarisi, sulla scivolata di Milone ha provato a tirare, per poi allungarsi a toccare la palla con la punta e superare Handanovic. Nella ripresa è stato altrettanto bravo (controllo sulla destra, dribbling secco su Milone e sinistro velenoso) ma sfortunato (Handanovic ha deviato sul palo). Tra Coppa Italia e campionato ha realizzato sei reti, rese ancora più significative dal gran lavoro effettuato per accorciare la squadra: «Purtroppo nel finale ho sentito un dolore ai flessori della coscia sini­stra. E’ uno stiramentino, speriamo bene...», dice con un moto di disap­punto che non nasconde la gioia per un inizio di stagione convincente. Nel primo tempo il Genoa - che rispetto a Vicenza ha presentato quat­tro novità: Rubinho al posto dello squalificato Barasso, Bega e Criscito per Biasi e Stellini, Sculli in avanti con arretramento di Rossi ed esclusione di Botta - ha schiantato il Rimi­ni col metodo Gasperini: massima attenzione alle distanze, possesso palla costante e improvvise accelerazioni a innestare gli esterni. Già al 3’ Sculli ci ha provato dal limite: Peccarisi ha trasformato la traiettoria in un pallonet­to che si è spento sulla traversa. A parte uno spunto di Pagano a cui si è opposto con bravura Rubinho e un colpo di testa di Jeda che ha incocciato la parte alta della traversa, è stato un monologo rossoblù, concretizzato dal vantaggio di Greco e dal raddoppio di Sculli, il quale s’è avventato su un traversone dalla destra di Rossi e da due passi ha calciato addosso a Handanovic, che goffamente ha gettato la palla in porta («Esordire in campionato segnando sotto la Nord: il massimo...», esulta il bomber). Soltanto dopo un’ora Acori ha effettuato le mosse che hanno rimesso in equilibrio la gara, passando dall’infruttuoso 4-2-3-1 a un più compatto 4-3-2-1 e rigenerando il centrocampo con Porchia, Valiani e Baccin. La rete di Moscardelli al 19’, abile a intervenire sulla conclusione di Jeda finita sul palo, e una notevole pressione hanno messo un po’ in ap­prensione il Genoa, che Gasperini ha ridisegnato in maniera prudente con Botta e Stellini per Adailton e Sculli, oltre a un deludente Zeytulaev al posto dell’affaticato Rossi. Piano piano i liguri si sono ripresi: Handanovic è stato bravo a evitare un passivo più pesante respingendo due tentativi pericolosissimi di Greco, mentre il Rimini ha pagato nel finale il dispendio di energie consegnandosi all’inevitabile sconfitta.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE - Fabiano re della fascia. Genoa - Rubinho 6: reattivo in avvio sulla conclusione di Pagano, non ha colpe sul gol. Per il resto, ordinaria amministrazione. Bega 6.5: attento nella marcatura di Jeda, effettua un prezioso salvataggio su Ricchiuti nel finale. De Rosa 6.5: tempestivo nelle chiusure. Criscito 6.5: preferito a Stellini, si fa sorprendere da Pagano una sola volta. Poi impone la propria autorevolezza. Rossi 6: splendidi il cross per il 2-0 di Sculli e un recupero in difesa su Jeda. Affaticato nella ripresa. Zeytulaev (24’ st) 5: è in ritardo di condizione e si nota. Milanetto 6: sempre nel vivo del gioco, ma con qualche imprecisione di troppo. Coppola 6.5: annienta Tasso a centrocampo. Aggressivo fino all’ultimo. Fabiano 7: serve a Greco la palla dell’1­ 0. Padrone della fascia. Adailton 6: a corrente alternata. Botta (20’ st) 5.5: entra in un momento difficile, ma è meno lucido del solito. Greco 8: sempre più sorprendente. Firma un gol bellissimo, colpisce un palo, corre per novanta minuti e nel finale fa reparto da solo. Esce zoppicante per uno stiramento. Sculli 6.5: dopo 3’ colpisce, complice la deviazione di Peccarisi, la traversa. Alla mezz’ora, complice Handanovic, raddoppia. Ma, complicità a parte, dimostra d’essere sulla strada giusta. Stellini (32’ st) ng. All. Gasperini 7: schiera benissimo la squadra. Quando la vede in difficoltà, la risistema con bravura. Rimini - Handanovic 5.5: incerto sulla prima rete, su Sculli la combina grossa, spedendo il pallone alle proprie spalle. Però poi effettua almeno tre parate capolavoro: peccato che ormai il destino del Rimini sia segnato. Vitiello 5.5: soffre la spinta di Fabiano e Sculli. Peccarisi 4: in costante sofferenza nel controllo di Greco. Espulso nel recupero. Milone 5.5: prova a tamponare qua e là, non sempre riuscendoci. Regonesi 6: presidia con disciplina tat­tica la zona di competenza. Tasso 5: sostituisce lo squalificato Cristiano con una prova anonima. Porchia (15’ st) 6.5: mette ordine nella manovra romagnola. Barusso 5.5: limita Milanetto ma è spento in fase propositiva. Baccin (21’ st) 6: porta freschezza. Pagano 5.5: ha un bel guizzo al 6’, poi viene neutralizzato da Criscito. Valiani (15’ st) 6.5: recupera palloni e li smista con efficacia. Ricchiuti 6: la qualità è nota, però la difesa rossoblù sa contenerne la pericolosità. Jeda 6: discontinuo, anche se le fiammate (traversa di testa, palo nell’azione del gol) gli meritano la sufficienza. Moscardelli 6.5: vivace e combattivo, realizza il 2-1 con opportunismo. All. Acori 5.5: trova in ritardo le contromisure per opporsi a Gasperini. Arbitro. Damato 6: lievi sbavature senza conseguenze.

 

IL SECOLO XIX - E’ un Genoa che fa sognare. La Banda Gasperini bissa il successo di Vicenza. L’ex Ricchiuti: «Mai visto giocare una squadra come voi all’inizio» Primo tempo da incorniciare. E una dote: lucidità nei momenti difficili. di Giovanni Ciolina. Quarantacinque minuti, in difficoltà nella ripresa. Sono i due volti del Grifone che batte il Rimini (2-1),mette in mostra un Greco stellare e si piazza in testa alla graduatoria in compagnia del Bologna. Un abisso (venti punti) separa i rossoblù dalla Juventus, laggiù in fondo, a guardare le avversarie che marciano a ritmi importanti. Un abisso separa al momento il Genoa dalle avversarie sotto il profilo del gioco. Ma se la prima frazione rimane stampata negli occhi e nella mente di tutti per la sua bellezza, per assurdo è proprio la sofferenza di metà ripresa che autorizza a pensare positivo. Ma come, il Genoa soffre, subisce un gol piuttosto stupido, per una ventina di minuti costringe il popolo a rimanere con il fiato sospeso e proprio questa fase rappresenta una possibile chiave di lettura importante della partita? Ebbene sì, perché quando il Genoa dipinge, come ha fatto in avvio di gara, qualsiasi avversario rischia di soccombere. «Non ho mai visto una squadra giocare come il Genoa nel primo tempo. Il risultato poteva essere più largo» è la conferma di Adrian Ricchiuti. Ecco quindi che importante diventa interpretare la ripresa. Come a Vicenza il Genoa patisce il ritorno avversario. Forse il vantaggio si insinua nelle teste dei giocatori con l’effetto di una bolla che impedisce di ragionare e soprattutto continuare a giocare come Milanetto e compagni sanno. E allora? I tifosi del Grifoni devono riflettere su due aspetti importanti e guardare con ottimismo al futuro.Intanto la squadra ha orgoglio e carattere. Nel momento del bisogno gli undici rossoblù in campo serrano le fila, raccolgono le energie rimaste e fanno gruppo tutti insieme. Una testuggine, come aveva chiesto le scorse settimane il tecnico Gasperini: «Portare a casa il risultato quando sei in difficoltà è un gran segno». Ma il risultato «importante» è finito nel forziere grazie anche ad una capacità di lettura della gara da parte del tecnico. Già proprio lui, capace di stravolgere il volto della sua squadra (Botta a destra, Fabiano sinistro offensivo, e Zeytulaev in appoggio a Greco) quando l’avversario cambia fisionomia. Purtroppo il via alle operazioni parte con qualche attimo di ritardo. Ma arriva. Acori infatti prova ad imprimere una scarica elettrica ai suoi portando il centrocampo a tre, con Ricchiuti in appoggio a Moscardelli Jeda («Nel primo tempo Jeda ha attaccato poco Rossi e i difensori di casa») e per qualche passaggio riesce nell’intento. Milanetto infatti fatica a reggere i ritmi del nuovo entrato Valiani ed allora ecco la chiave vincente. Fabiano arretra sulla linea di difesa (prima di andare avanti e lasciare i l passo a Stellini), mentre Botta e Coppola si sfiancano in mediana e Milanetto, più avanti e libero da marcature, ritrova passo e luce. Al punto che Greco colpisce ancora un palo, mentre i romagnoli lasciano per strada ogni speranza. «In effetti dopo il 2-1 pensavo in qualcosa di meglio» è il rammarico del tecnico ospite. Ma Acori non aveva fatto i conti con questo Genoa, un Genoa devastante nella prima frazione e in grado di annichilire un Rimini che resta in partita nei primi cinque minuti, fino a quando Pagano costringe Rubinho ad una prodezza. Poi la gara virtuale pensata da Acori rimane tale e sono invece Fabiano e Rossi a spingere sulle fasce e costringere spesso Peccarisi a giocare testa a testa con Greco. Un incubo per il gigante siciliano che si trova alle prese con una cicala Greco imprendibile per lui. E il gol del vantaggio di “Lupo” Greco (il sesto della stagione) è il simbolo delle difficoltà incontrate dal gigante che in recupero dovrà lasciare il campo per doppia ammonizione.È un Genoa che diverte, sicuramente, e sembra anche divertirsi nella sua semplicità di gioco. Un metodo facile, facile, ma altrettanto redditizio. Al punto da rendere quasi ingiusto (in positivo) il giudizio. «Il nostro primo tempo è stato forse tale da far sembrare non troppo bella la ripresa», pensa Gasperini. Vero. Ed ecco perché è la ripresa la vera cartina di tornasole rossoblù. La serie B è torneo maschio, duro, spesso spietato. Ne sanno qualcosa la Juventus e tante altre grandi. Carattere e capacità del mister di leggere la sfida rendono più terrestri e più temibili i rossoblù che proprio nelle difficoltà sembrano trovarsi a proprio agio. E martedì a Modena ci sarà nuovamente da soffrire. Non ci sarà Greco, bloccato da un malanno muscolare. Stringere i denti: è la parola d’ordine.  

 

IL SECOLO XIX - De Rosa e Criscito, i pilastri. RUBINHO 6,5 Zittisce coloro che ancora sono scettici già al 6’ con una prodezza sul sinistro maligno dell’ex blucerchiato Pagano: ci arriva con la seconda mano. Si fa sorprendere però dalla deviazione aerea di Peccarisi che rimbalza sulla parte alta della traversa. Nulla può fare per opporsi a Moscardelli sul gol, forse però non è piazzato al meglio nel diagonale di Jeda che colpisce il palo e smarca il centravanti. Attento in uscita. BEGA 6,5 Con Jeda molto arretrato, gode di una certa libertà della quale però non approfitta per non lasciare un buco nella difesa. Prende in consegna Moscardelli quando si decentra sulla sinistra del fronte offensivo romagnolo. Ed è lui che perde di vista l’attaccante quando realizza il più facile dei gol. Bravissimo invece a togliere la palla del pareggio dai piedi di Ricchiuti e subito dopo da quelli di Jeda. DE ROSA 7 Bello a vedersi, e pure efficace: pulito, elegante, preciso negli interventi. Con la palla tra i piedi, poi, sa sempre quale è la cosa giusta da fare. Straordinario nelle chiusure, e di testa è implacabile anche quando non c’è un Pesoli a tentare di contrastarlo. Infatti, quando Moscardelli si fa minaccioso, scala lui a contrastarlo sulle palle alte. CRISCITO 7 Il dado è tratto, ha vinto il ballottaggio con Stellini: è lui il titolare. A Moscardelli mette la museruola senza ricorrere alle maniere forti. Forte di piede, di testa, con la palla e nei movimenti senza palla. Bravo anche in fase di costruzione e nelle sovrapposizioni. D’accordo, è giovane; ma Donadoni non aveva promesso di non avere preclusioni nei confronti di chi gioca in B? Del resto l’esperienza infrasettimanale con gli azzurrini Under 20 non gli ha certo fatto male. ROSSI 6,5 Costringe Jeda, una seconda punta, ad abbassarsi continuamente per contenere le sue scorribande. Né il brasiliano né Regonesi riescono però a fermarlo quando ingrana la quinta. Il traversone che, corretto da Sculli, porta il Genoa sul 2-0, è di quelli che valgono almeno mezzo gol (24’ st ZEYTULAEV 6: ha l’attenuante di essere reduce da un lungo periodo di inattività; si propone senza incidere). MILANETTO 6 Una sua ingenuità a centrocampo, ancora sullo 0-0, fa perdere palla al Genoa e innesca il contropiede riminese che avrebbe potuto cambiare la partita. Hannibal ha la spia della riserva costantemente accesa, pur non sottraendosi quando c’è da pressare. Sottotono comunque rispetto ad altre gare. COPPOLA 7 È un muro pressoché invalicabile. Corre, lotta, picchia. Alla grinta abbina saggezza tattica e, pur essendo un mediano, doti tecniche niente affatto disprezzabili. È lui, anzi, a costringere più volte l’avversario al fallo. La fascia da capitano dopo l’uscita di Rossi è un meritato premio. FABIANO 6,5 Spara su Handanovic la palla del 3-0 su invito a nozze di Adailton. Soffre solo un po’ quando Jeda passa a destra e spinge alla ricerca del pareggio. Per il resto normale amministrazione. È una macchina da cross formidabile: ne sbaglia uno solo in tutta la partita. ADAILTON 7 Nei primi 20’ è in permesso retribuito, poi con un guizzo si conquista una punizione dal limite che calcia a un soffio dalla porta con Handanovic rimasto di sasso. Qui inizia la sua partita, e la palla servita in corridoio a Rossi per l’azione del raddoppio rimanda agli assist geniali e millimetrici che non si vedevano dai tempi di Aguilera. Non contento, concede il bis. Poi il tris. Straordinario, finché non cala nella ripresa (20’ st BOTTA 6: gara di contenimento e gran carattere). GRECO 8 Può apparire un paragone blasfemo, ma nella rete dell’1-0 ricorda tanto Pippo Inzaghi per caparbietà, freddezza, precisione: Lupo sbrana ancora. Un gol da centravanti vero per uno che solo fino a un paio di mesi fa era una mezza punta. Lo statuario Peccarisi soffre terribilmente la sua agilità. Handanovic è costretto a sfoderare grandi riflessi per deviare il suo siluro di sinistro (al volo) al 26’ della ripresa. Poi lo ferma solo il palo. Fa un pressing da perdere il fiato, ed è sempre in agguato sotto porta. Eccezionale. Unica nota stonata, l’infortunio per eccesso di generosità. SCULLI 6,5 È stato in forse fino all’ultimo per un problema muscolare; si presenta invece subito timbrando la traversa con la complicità di un difensore avversario che rimpalla la sua conclusione. Poi con un’altra complicità, quella di Handanovic, trova il raddoppio su cross al bacio di Rossi. Punge in contropiede (32’ st STELLINI 6,5: entra per fermare Jeda, trasferitosi a destra e diventato una spina nel fianco; riesce anche a spingere). RIMINI - Handanovic 6,5; Vitiello 6, Peccarisi 5, Milone 5, Regonesi 5; Tasso 5,5 (14’ st Porchia 5,5), Barusso 6 (21’ st Baccin 6); Pagano 6 (14’ st Valiani 6), Ricchiuti 5,5, Jeda 6,5; Moscardelli 6,5. ARBITRO Damato di Barletta 6: qualche ammonizione dubbia, altre graziate. Sono le pecche di una direzione sostanzialmente corretta. di G.Gnecco.

 

IL SECOLO XIX - L’ex Ricchiuti: «Il Grifone meglio della Juve» di Giovanni Ciolina. Il fantasista romagnolo confessa: «Sono mostruosi, sembrava fossero quattro più di noi» Sculli avverte: «La nostra forza è nel gruppo,ma dobbiamo mantenere la calma» Lanus ha giocato con questa maglia; sarà che moglie e parenti stretti sono in maggioranza sampdoriani; sarà, ma Adrian Ricchiuti arriva in sala stampa con gli occhi lucidi per una prestazione che lo stesso fantasista del Rimini definisce «mostruosa. Sembrava giocassero con 34 uomini in più». «Il nostro primo tempo ammette è stato pessimo, però loro giocano moltissimo e quando sono in possesso di palla arrivano sempre, o quasi, al tiro. Rispetto alla Juve? Il Genoa è nettamente più forte» è il giudizio scolpito nella roccia. «Spero continuino così puntualizza e ritengo che il risultato sia giusto. Anzi. Quando l’avversario si dimostra più forte è giusto dirlo. Inutile nascondersi ». La sua partita Ricchiuti l’ha già vinta. Nonostante in campo abbia fatto vedere solo sprazzi di classe cristallina, fuori si comporta da grande. Sorride e abbraccia una sua vecchia insegnante che a distanza di anni ritrova nel pancione del Ferraris. «Voleva fare l’avvocato» chiarisce lei. «Visti i mezzi sono finito a dare calci a un pallone» scherza lui. In campo invece Bega, De Rosa e Criscito non hanno scherzato molto con lui. Gasperini impone ai suoi una marcatura ferrea, spesso a uomo, quando lui entra in possesso di palla e la luce si spegne di sovente. Ma se tra gli ospiti è uno dei pochi che riesce a sorridere, ben altro umore si respira in casa rossoblù. «Bella emozione segnare il gol sotto la Nord si lascia andare Giuseppe Sculli Ancora più bello». Per l’ex juventino è infatti la prima realizzazione con la maglia del Grifone e come tale si scorda con maggior fatica. Tanto più che dopo neppure due minuti colpisce con un destro da fuori la traversa: «Ho pensato che non fosse la nostra giornata, ma dopo dieci minuti ho cambiato idea...». L’attaccante che martedì a Modena potrebbe essere chiamato a giostrare da prima punta sottolinea i passi in avanti nell’intesa con i compagni e trova «normale lasciare un po’ di spazi agli altri quando crei tanto per quasi un’ora». Il calo della ripresa sembra essere uno dei punti da migliorare di questo Genoa: «Problema mentale più che fisico» taglia la testa al toro Sculli. Ma l’attaccante individua «nel gruppo» una delle carte vincenti di questo avvio di torneo: «Non sono sorpreso da questo avvio di campionato, siamo un ottimo gruppo e pur non giocando da tanto tempo compagni e tecnico mi hanno messo in condizione di esprimermi al massimo ». C’è entusiasmo nella truppa genoana, non euforia. «Non conta nulla spiega Sculli Siamo una neopromossa e poi mancano ancora un mare di giornate. Calmi». Un invito che sembra essere una parola d’ordine in casa rossoblù, al punto che lo stesso tecnico ha sostenuto di «vivere questo momento con tranquillità e la convinzione di essere sulla strada giusta per fare bene».

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Una vittoria che dà credibilità» Sulle differenze fra primo e secondo tempo: «Abbiamo ampi margini di miglioramento, però mi è piaciuta la reazione sul 2-1». Il tecnico: «Temevo un calo di tensione ma abbiamo fatto una buona partita». di Giugliano Gnecco. "Nel primo tempo il Genoa ci ha un po’ dominato». Leonardo Acori, allenatore del Rimini, non accampa scuse: «Nella ripresa ho cambiato i due centrocampisti per avanzare Jeda sulla destra; le cose sono migliorare, ma siamo stati troppo passivi e il Genoa ci è stato superiore ». È raro trovare un allenatore che ammette la superiorità dell’avversario. Vero, nel primo tempo il Grifone ha giocato come si fa in paradiso; nella ripresa ha però sofferto le pene dell’inferno. «Significa che abbiamo ampi margini di miglioramento», scherza Gian Piero Gasperini. Il quale fin dal ritiro a Neustift predicava prudenza temendo una carburazione lenta. Invece il Genoa è subito in testa, capolista con il Bologna; che effetto fa? «Non ho ancora visto la classifica», dribbla. Gli porgono un foglio con gli aggiornamenti sulla B; e ora che l’ha vista, che effetto fa? «C’erano solo i risultati», spergiura il tecnico sorridendo. Ecco, il sorriso: a Vicenza era stato il grande assente a dispetto della vittoria in inferiorità numerica. «Effettivamente ammette il tecnico abbiamo fatto una buona partita. In settimana la temevo, pensavo ci potesse essere un adagiamento. Temevo pensassimo bastasse fare le cose normali, invece in serie B servono sempre quelle importanti. Questa vittoria ci dà credibilità». Però è ancora un Grifone double face, Dottor Jeckyll e Mister Hyde. «Un po’ ci siamo complicati la vita da soli, un po’ il merito va anche al Rimini spiega Gasperini Forse abbiamo sbagliato a pensare di fare un possesso sterile, ci siamo smarcati poco. Ma non è una questione fisica: sul 2-1 abbiamo avuto una bella reazione, abbiamo colpito un palo e abbiamo avuto altre occasioni importanti. Se fossimo già al top adesso sarebbe preoccupante; abbiamo bisogno di crescere in condizione tutti». C’è una nota stonata in una giornata che invita a pensare positivo per il futuro: l’infortunio di Greco, una cosa seria. «Aspettiamo almeno ventiquattro ore invita il tecnico Non sta bene. Stiramento? Può essere, ma bisogna attendere. Ha fatto una grande partita, però se devo dire la verità devo fare i complimenti a tutti. Le pagelle datele voi, tuttavia non bisogna farsi condizionare dal secondo tempo: hanno fatto tutti una grande partita. Neppure nelle difficoltà ci siamo sfilacciati. Poi abbiamo portato a casa il risultato, ed è ciò che più conta: quando si è in difficoltà contano altri valori». C’è chi giura che da 30 anni (altri correggono in 15) il Genoa non giocava bene come nel primo tempo di questa partita: «È un bel complimento, che bisogna girare alla squadra osserva Gasperini In effetti credo che nel primo tempo siamo stati molto belli. Teniamo conto che è da parecchio che vinciamo. Non che siamo imbattuti: che vinciamo. Abbiamo però giocatori come Longo, Zeytulaev e Sculli che hanno saltato la preparazione, e bisogna avere pazienza. Occorre fargli giocare spezzoni, perché necessariamente la preparazione adesso non possiamo farla». Ci sarà spazio per tutti, perché martedì si torna già in campo a Modena. «Ci penseremo da lunedì, stasera ci scarichiamo un attivo frena l’allenatore Quando si giocano tre partite in otto giorni, però, bisogna dimenticare il risultato tanto se si vince quanto se si perde. Turn over? Di solito si fa alla terza partita del cicli. Però rispetto a Vicenza c’erano Rubinho, Bega, Criscito, Sculli: giocheranno in parecchi." Stamani a Pegli subito la ripresa.

 

IL SECOLO XIX - Genoa in vetta con un nuovo beniamino. Genova. di Giovanni Ciolina. Una vittoria (2-1 al Rimini) per tornare a guardare tutti, o quasi, dall’alto al basso. Gasperini si gode il suo Genoa e lascia ad altri la scatola dei sogni. Nel girone dei sognatori sta invece vivendo un ragazzotto nato a Palermo al quale un ex compagno di squadra (Caccia) ha rifilato un soprannome strano: Lupo. Al momento attuale Giuseppe Greco più che un Lupo assomiglia ad uno squalo. Non perdona nessuno. Vede la porta grande come una casa («La vedo sempre larga» sorride). Va a segno con una frequenza pazzesca. Sono già sei i gol realizzati tra coppa Italia, trofeo Spagnolo e campionato. Ma è soprattutto l’enorme massa di lavoro che svolge a rendere gigantesca la sua prestazione. Greco fa reparto da solo e ne sanno qualcosa Peccarisi e Milone che da qualsiasi parte si girano si ritrovano l’ombra di un incubo. Greco non gli lascia scampo. Pressing su tutto il fronte, palloni recuperati, una traversa, un gol: insomma tutto il campionario di un attaccante vero. «Forse non mi ero accorto neppure io delle mie capacità in fase offensiva» risponde il giocatore a chi gli chiede spiegazioni del perché l’anno scorso aveva lasciato il Grifone. Spande modestia e sorrisi anche se il finale di gara gli riserva la tegola di un dolorino al flessore della coscia sinistra: «Per il medico è un piccolo stiramento ammette Aspettiamo lunedì a fare gli accertamenti e si vedrà». Il popolo rossoblù lo ha comunque già eletto a proprio paladino. A fine gara un tifoso della Sud è infatti riuscito ad entrare in campo e avvicinatosi al bomber gli si è inginocchiato davanti per chiedergli, a mani giunte, la maglia. Il solito sorriso, un pizzico di imbarazzo e voilà, desiderio esaudito. Greco si è sfilato la maglia e gliel’ha consegnata regalandogli la gioia di una corsa sfrenata sotto i propri amici con l’ambito trofeo ben stretto in pugno. Marassi incorona l’ennesimo pupillo anche se il diretto interessato più che ai meriti personali («gol importante») pensa alla squadra: «E’ importante la vittoria della squadra e la prestazione collettiva. La squadra ha creato molto e dobbiamo continuare così. L’importante è rimanere con i piedi per terra. La mentalità è quella giusta». Come la sua. Un generoso dal cuore gentile che quando vede il pallone non perde tempo a calciarlo in porta nonostante la gamba gli faccia male: «Era lì, non potevo mica fare altro..."

 

LA REPUBBLICA - GENOA Stroncato (2-1) anche il Rimini che aveva bloccato la Juve Il Grifone non si ferma più. Greco e Sculli a segno: primo posto a punteggio pieno. Gara a due facce, avvio strepitoso, ripresa in affanno. di Gessi Adamoli. Dialogo tra due tifosi a fine partita: «Non credevo ai miei occhi, quello del primo tempo non sembrava nemmeno il Genoa...». Replica: «Quello del secondo tempo lo sembrava eccome». Scettica, disincantata, fatalista ed autoironica: in un questo scambio di battute c´è tutte la gente rossoblù e la sua filosofia. È effettivamente un Genoa a due facce, proprio come lo era stato sette giorni fa a Vicenza (identico anche il risultato, anche se maturato in modo diverso), quello che supera il Rimini e resta primo in classifica in compagnia del solo Bologna, vittorioso sullo Spezia grazie ad una buona dose di fortuna. Nel primo tempo è un monologo rossoblù, tanto da far apparire imbarazzante la prestazione del Rimini. «I troppi elogi per la partita con la Juventus ci hanno fatto male», dice a fine match il tecnico Acori, provandola a buttare sull´ironico. La squadra che era riuscita in dieci ad acciuffare il pareggio contro Buffon e compagni è annichilita dal Genoa che parte subito a testa bassa (dopo appena 2´ traversa di Sculli con un tiro che probabilmente nelle intenzioni avrebbe voluto essere un cross) e non si scompone quando al 5´ Pagano con una sassata dal limite mira al sette della porta difesa da Rubinho. La riposta del brasiliano con la maglia numero 83 è straordinaria. Vola e d´istinto allunga un braccio per respingere una palla che tutto lo stadio ormai vedeva in rete. È il Genoa che piace a Gasperini: palla giocata di prima e rasoterra e spazi più che attaccati sarebbe quasi il caso di dire aggrediti con furore. Di fronte a tanta organizzazione di gioco ma anche determinazione, il Rimini è come un boxer alle corde che non riesce a capire da dove arrivino tutti quei colpi che gli piovono addosso. Il gol che sblocca il risultato, al 23´, è frutto della caparbietà di Greco che vince di forza un paio di contrasti in area e quella palla che gli resta tra i piedi la indirizza con la punta verso l´angolino più lontano: palo interno e gol. A questo il Genoa non commette l´errore di Vicenza e cerca di chiudere la partita invece che provare a gestirla. Il raddoppio arriva al 31´: sovrapposizione di Rossi sulla destra, palla in mezzo per il tap in di Sculli scattato sul filo del fuorigioco. Il Genoa non molla la presa e insiste all´attacco, ma il Rimini prova a riorganizzarsi. Così Rossi diventa decisivo anche in fase difensiva, con una diagonale provvidenziale che gli permette di anticipare Jeda (38´). E sul corner il gigante Peccarisi, di testa, manda la palla a sbattere contro la faccia superiore della traversa. L´ultima occasione del primo tempo è per il Genoa (41´): Adailton fa la foca, addomestica la palla e poi, spalle al gioco, la scodella in area mettendo Fabiano solo davanti al portiere. La conclusione, però, è troppo frontale e Handanovic riesce a respingere. Quella del secondo tempo è un´altra partita. Il Genoa, che ha speso moltissimo, in campo è troppo lungo. Il gioco altamente dispendioso che Gasperini chiede ai suoi logora soprattutto gli esterni e non a caso le tre sostituzioni riguarderanno proprio i giocatori impiegati sulle fasce. Botta è già è pronto ad entrare, ma prima che il cambio possa essere effettuato il Rimini segna il gol che riapre la partita. Il diagonale di Jeda è maligno, non solo la conclusione è molto angolata ma la palla schizza anche sul terreno proprio davanti a Rubinho: palo pieno ed il più lesto ad avventarsi sulla respinta è Moscardelli. Fuori Adailton per Botta, poi l´ubzeko Zeytulaev, al debutto, rileverà Rossi e Stellini darà il cambio a Sculli. Il Rimini è costantemente all´attacco, ma le occasioni migliori sono del Genoa con l´inesauribile Greco. Prima costringe Handanovic a salvarsi in calcio d´angolo (26´), poi cerca il bis del primo gol andando al tiro dopo essersi liberato in area di forza ma la palla centra il palo e questa volta schizza in campo. Nel finale Acori prova ad ispirarsi al calcio dell´oratorio dove era un classico mandare lo stopper a fare il centravanti. Ma la mossa non riesce e Peccarisi addirittura viene espulso nel primo dei quattro minuti di recupero.

 

LA REPUBBLICA - Fabiano vola Adailton si sacrifica. Le pagelle. Rubinho 6: strepitosa sullo zero a zero la parata su Pagano. Svirgola un paio di rinvii di piede, non arriva sul diagonale di Jeda angolato e che gli rimbalza davanti e sulla respinta del palo Moscardelli insacca. Bega 6,5: tempista in fase difensiva e mai a disagio quando è chiamato a iniziare l´azione. Anzi, spesso è lui che si fa vedere vede e chiede palla. De Rosa 7: sempre più leader. Non sbaglia niente ed un paio di chiusure sono provvidenziali. Criscito 7: non butta via un solo pallone, ma che sia un difensore con i piedi buoni (anzi, il piede: il sinistro) non è certo sorpresa. Ma non può che continuare a stupire l´abilità da veterano con la quale riesce a leggere in anticipo le traiettorie della palla. Rossi 6,5: un assist, quello per il gol di Sculli, ed una rete evitata con una diagonale da difensore consumato per anticipare Jeda a pochi passi da Rubinho. L´intesa con Adailton è eccezionale. Dopo quasi vent´anni, sulla falsariga di quella formata da Rutolo ed Eranio, un´altra "catena di destra" da fantascienza sia pure con caratteristiche diverse. Dal 25´ st Zeytulaev 5,5: per l´ubzeko era l´esordio assoluto dopo essere rimasto fermo per un guaio muscolare per buona parte della preparazione. La corsa è macchinosa e non ancora sciolta, non al meglio finisce per sbagliare anche alcuni passaggi facili facili. Coppola 6,5: sta anche crescendo come qualità di gioco. Lo agevolano i meccanismi del calcio di Gasperini perché sa già che girando la palla in una certa direzione troverà un compagno. Milanetto 6,5: play maker di qualità, questa volta, rispetto a Vicenza, riesce anche a dosare meglio le energie. Fabiano 7: piedi buoni e grandi facilità di corsa per inserimenti continui lungo l´out di sinistra. Per Juric non sarà facile riprendersi il posto da titolare. Adailton 6,5: non fa solo qualità, ma anche quantità andando spesso a raddoppiare Rossi e anche Bega lungo la fascia. Qui sta il punto: vale la pena che il giocatore di maggior talento della squadra si sprema come un limone? Dal 20´ st Botta 6: dà il suo onesto contributo. Greco 7,5: il Genoa perde il suo giocatore più in forma. Un palo e un gol, forza e potenza ma anche buona tecnica. Si stira nel recupero, fuori sicuramente a Modena è in dubbio anche per la partita con il Piacenza. Sculli 7: un gol e accelerazioni continue, va anche spesso a dar man forte ai propri centrocampisti. Impossibile tenere quel ritmo tutta la partita. Dal 32´st Stellini sv.

 

LA REPUBBLICA - L´euforia di Gasperini "Difficile trovare il migliore" Per l´allenatore una sola preoccupazione: l´infortunio di Greco. Per il bomber probabile stiramento alla coscia. Ricchiuti: "Per quarantacinque minuti non l´abbiamo mai vista..." di Luca Palmieri. «Fa un bell´effetto vedere la classifica, ma è ancora presto». Sorride Gianpiero Gasperini a fine gara, per la vittoria ma soprattutto per la prestazione del Genoa. «Difficile trovare un migliore in campo in una prestazione del genere. Nella ripresa ci siamo complicati la vita, un po´ per merito del Rimini un po´ per colpa nostra. Del resto era difficile giocare novanta minuti all´altezza di quel primo tempo». Il tecnico temeva molto che le tante vittorie avessero portato nella squadra un po´ di rilassamento, ed invece è arrivato il settimo successo consecutivo tra amichevoli, coppa e campionato, una striscia iniziata il 13 agosto a Sanremo. «Avevo un po´ paura di questo, anche perché è facile mollare un attimo quando le cose vanno tutte bene. Ed invece non è stato così. E´ arrivata un´altra vittoria, che considero tra le più importanti. Per il valore dell´avversario e per come ancora una volta abbiamo saputo reagire alle difficoltà». Il problema maggiore è adesso nell´infortunio di Giuseppe Greco: l´attaccante, autore di una prova d´applausi, rischia qualche settimana di stop per un probabile stiramento alla coscia sinistra. «Bisognerà aspettare per stabilire l´entità del danno – dice Gasperini – ma la sensazione non è buona». L´attaccante conferma i timori. «Farò gli accertamenti domani, difficilmente però martedì ci sarò, spero invece per sabato prossimo. Sono molto contento della prestazione mia e della squadra. Lo scorso anno ero il primo a non rendermi conto delle mie potenzialità, adesso è diverso». I complimenti al Genoa arrivano anche dagli avversari, e questo è decisamente un bel segnale. A partire da Adrian Ricchiuti, che sperava in un ritorno al Ferraris diverso. «Nel primo tempo non l´abbiamo vista mai, ci arrivavano da tutte le parti. O abbiamo giocato male noi o sono dei fenomeni loro. La Juventus è fortissima, ma i suoi giocatori in questo momento sono in ritardo di condizione. Il Genoa invece va a mille». Non è invece sorpreso il brasiliano Jeda, che ha avuto Gasperini lo scorso anno a Crotone. «Io so bene come il tecnico fa giocare le sue squadre. Anche noi avevamo qualche calo nel corso delle singole partite, ma è normale. Di una cosa però posso tranquillizzare i tifosi del Genoa: lo scorso anno abbiamo concluso la stagione al top della condizione».

 

IL GIORNALE - Il Genoa non si ferma più e batte anche il Rimini. di Giovanni Porcella - Il Genoa fa il pieno di vittorie. Tra Coppa Italia e campionato, cinque partite, altrettanti successi. Se i tifosi si stropicciano gli occhi, squadra e dirigenza, sorridono, incassano la fiducia ma restano con i piedi per terra. Basta sentire l'allenatore Gasperini alla fine della partita che non vuole nemmeno guardare la classifica. Contro il Rimini, che pure aveva fermato la Juventus, decidono Greco e Sculli con due gol diversi, ma d'autore. Nella ripresa in cui il Genoa tira un po' i remi in barca arriva la segnatura di Moscardelli (63') ma i tre punti conquistati dai rossoblù non fanno un piega perché il portiere riminese Handanovic compie almeno tre prodezze e in due circostanze viene salvato dal palo. Tanto Genoa in un sabato di festa in cui è difficile persino scegliere il migliore in campo. RUBINO 6.5: compie una paratona su Pagano all'inizio del match, poi non deve fare altro. Non può fare nulla sul gol subito. BEGA 7: arcigno, tatticamente intelligente e coraggioso. Una sicurezza. DE ROSA 7.5: rispetto a Vicenza non segna ma in difesa è un baluardo insomontabiole. In più per questa serie B ha classe. CRISCITO 8: partita maiuscola di quello che in campo non sembra un ragazzino. E la sensazione è che può crescere ancora. Da seguire. ROSSI 6.5: il raddoppio di Sculli è una sua invenzione. Inoltre è prezioso anche nei ripiegamenti difensivi, esce a metà ripresa pèerché comprensibilmente stanco. Al 67' 2t Zeytulaev, 6: l'uzbeko è ancora in ritardo di forma e si vede, ma con qualche guizzo mette la firma sulla vittoria. COPPOLA 7: è da tutte le parti conquista decine di palloni ed è miglioreato anche sul piano del piano dell'impostazione, altro baby sotto i riflettori. MILANETTO 6.5: inizia al piccolo trotto, la sensazione è che non sia in giornata e che rallenti il gioco, ma poco alla volta cresce e la sua esperienza nel finale difficile aiuta la squadra a vincere. FABIANO 7: l'intesa con Sculli sulla fascia sinistra sembra naturale. Soldatino per gli ordini di Gasperini ed è solo sfortunato quando Handanovic gli nega il gol con una respinta miracolosa. ADAILTON 7: per un quarto d'ora gira a vuoto poi cambia marcia ed alcune sue giocate sono da brasiliano autentico. Strepitoso l'assist per Fabiano, spalle alla porta, che poteva mandare in rete il suo connazionale. Dal 63' Botta, 6: entra nel momento più difficile, ma il ragazzino dimostra la già nota personalità non tirando mai indietro la gamba quando c'era da usare le maniere forti. SCULLI 7.5: un gol, quello della sicurezza (29'), tante sgroppate e dribbling ubriacanti. Si capisce perché Gasperini lo ha voluto fortissimamente in rossoblù. Al 77' Stellini: s.v. ammirevole nel calarsi nella parte di riserva in un ultimo quarto d'ora di fuoco. GRECO 8: un infortunio che rischia di fargli saltare almeno due partite gli rovina la giornata. Per lui si teme uno stiramento, eppure «lupo» è felice, il gol iniziale che spiana il successo al Genoa porta la sua firma al 21' quando lascia sul posto il marmoreo Beccarisi e manda in visibilio i ventimila del Ferraris. GASPERINI 8: i rossoblù non perdono un colpo ed in più divertono. E cosa che non guasta e che dimostra con cambi azzeccati di leggere le partite al volo. Per qualcuno, i soliti scettici, non avrebbe mangiato panettone, invece ha riportato un calcio che al Genoa non si vedeva almeno da dieci anni. Ed ha il merito di essere modesto.

 

   

 

AKAIAOI