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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |


GENOA - SAMPDORIA               0 - 1  (0 - 0)

Rete: 87' Lucarelli (aut) su tiro di Maggio

Genoa: Rubinho, Konko, De Rosa, Criscito, Rossi (66' Bovo), Paro, Milanetto (64' Lucarelli), Juric, Danilo, Borriello, Di Vaio (48' Figueroa). (Scarpi, Vanden Borre, Fabiano, Leon). Allenatore: Gasperini.

Sampdoria: Castellazzi, Campagnaro, Sala, Accardi, Maggio, Delvecchio (68' Volpi), Palombo, Franceschini (83' Bonazzoli), Pieri, Bellucci, Cassano (90' Ziegler). (Mirante, Lucchini, Zenoni, Sammarco). All: Mazzarri.

Arbitro: Rizzoli di Bologna. Ammoniti: Cassano, Juric, Sala, Paro, Accardi, Danilo, Criscito, Konko, Campagnaro, Volpi. Espulso: 61' Danilo. Spettatori: 32.000

 

     

 

     

 

A Genova si è giocato il derby ma Gasperini non lo sapeva, qualcuno forse avrebbe dovuto avvertirlo prima che il Genoa giocasse uno dei più insipidi derby della sua storia, stile alla Dalla Costa dove le forze in campo però erano ben diverse. Così si chiude l’ennesimo capitolo della stracittadina che vede per l’ennesima volta uscenti trionfanti la squadra e i tifosi provenienti dalla delegazione Ovest. Questo derby rimane alla storia per tre motivi. 1 - I delegazionisti non riescono a trovare neanche 11.000 simpatizzanti da portare allo stadio così debbono restituire un migliaio di biglietti messi a loro disposizione. 2 - Per le belinate sparate da Gasperini prima della partita, tipo che proveranno a vincere. 3 – Arrivano le possibili formazioni e si sa già che si prende dei calci nel culo. Nel primo tempo il Genoa scende in campo non con lo scopo di giocare il derby ma bensì di ingabbiare Cassano e la Zamp provando così a salvare il deretano non si sa da cosa, comunque risultato primo tempo una merda come il derby d’andata, neanche mezzo tiro in porta a parte un colpo di testa di Di Vaio ad inizio partita. La Zemba è una comica a cominciare dal suo alfiere Cassano che inizia una briscola con una formica e per mascherare l’inghippo se la prende con Rizzoli che quando si caccia palesemente per terra non gli fischia il fallo. Danilo è in palese difficoltà su Maggio, il doriano per piedi quadri ma soprattutto per fisico batte nettamente il genoano mentre Sala, sì perché nel Tanturria non c’è Cannavaro bensì nella difesa cacirra gioca centralmente Sala, è in palese difficoltà per il solo fatto di essere in campo e non per trote con Sampei. Danilo nel primo quarto d’ora supera per 3 volte la metà campo e non avendo i piedi a tartufo come Maggio mette dei pericolosi traversoni in area, poi maniman si fa gol e và tutto a puttane perché nel primo tempo il Genoa non può segnare altrimenti nel secondo non si può avere l’intuizione di far entrare i più buoni che scaldano la panca, rimane dietro a fare delle curiose apparizioni con Maggio e Delvecchio. Lo Zuria riesce a scardinare la barricata eretta dal Genoa solo una volta quando Cassano, 26 minuti di pagliacciate, dopo una piroetta lancia Maggio che si trova solo davanti a Rubinho che lo anticipa facendogli poi rimpallare la sfera contro e aprendo dibattiti con frasi sagaci tipo rigore è quando arbitro fischia. Milanetto è nelle stesse condizioni di Volpi solo che lui è in campo, almeno dalla distinta risulta così, mentre Volpi è in panca. Finisce il primo tempo con Leon e Figueroa a fare il sudoku mentre le squadre sono tutte e due in 10, il Turia perché ha nelle sue fila Bellucci, il Genoa perché gioca con il 3-5-2 come fosse un 3-5-3 infatti ci sono Di Vaio e Borriello sulle fasce a 40 metri di distanza l’uno dall’ altro e dalla porta, al centro nessuno perché non si può giocare in 12 ma è un dettaglio. In effetti il Tonduria gioca in 9 perchè al fischio d'intervallo m'è parso di scorgere recarsi negli spogliatoi pure Delvecchio con la tenuta da gioco. Il Grifo chiude con più del 60% di inutile e scaramelloso possesso palla, se si continuava a giocare fino a Lunedì mattina il Genoa non segnava neanche a passarsela con le mani. Nel secondo tempo dal primo minuto i rossoblù si rifugiano tutti nella loro metà campo mentre al Toria inizia a bruciare il deretano perché probabilmente a Mazzarri, che schiera i migliori scappati di casa che ha a disposizione, negli spogliatoi girano gli zebedei. La tattica di Gasperini è invece geniale, barricate, catenaccio e poi entrano Figueroa e Leon che toccano due palle prima della fine e tutti contenti. Figueroa in effetti sostituisce Di Vaio, quindi uno che dovrebbe essere in area e invece gioca a 40 metri dalla porta stanco per uno fresco. Tra lui e gli altri compagni c’è la sabbia del Sahara, manca il collante tra centrocampo e attacco ma mettere Leon maniman chissà cosa succede mentre il destino deve essere tanturiano perché invece oh quelli entrano per vincere il derby e cazzo non era previsto. Cazzano persa la briscola inizia a giocare e non lo prendono mai, infatti Paro si deve aggrappare beccandosi l’ammonizione. Maggio galoppa a destra e Danilo entrato in ritardo viene ammonito, subito dopo Cassano taglia il campo liberando Maggio che solo davanti a Rubinho a porta spalancata non riesce a far meglio che passargli clamorosamente la sfera. Come Cassano tocca palla la mette a destra (sinistra rossoblu) dove c'è un buco della madosca, il Genoa tenta perennemente il fuorigioco invece di tenere per le palle agli avversari, ma d'altronde i difensori sono solo 2 perché gli altri 180 son tutti centrocampisti di contenimento. Per l'ennesima volta sulla destra pallone a Maggio che è il doppio di Danilo e parte di gran carriera verso la porta, il brasiliano s’aggrappa e viene espulso. Forse bisognava intervenire ma siccome non si aveva ancora preso gol no. Qui il colpo di genio, dentro Bovo e Lucarelli e fuori Rossi e Milanetto. Mazzarri mette dentro Volpi e il centrocampo assieme al Genoa sono del gatto. Da qui alla fine il Zuria continua ad accerchiare il fortino rossoblu che schiera 180 difensori, un schema 180 - 0 - 1 a sinistra - 1 bò - 0, e dopo 7 occasioni mancate clamorosamente pressoché tutte da Maggio lo stesso viene graziato da Dio e la mette dentro. Meno male che ci sono solo 2 derby all’ anno perché sono 62 che ci fanno mangiare merda quindi un anno in più o uno in meno non fa differenza ma giocare facendo le barricate di fronte a Bellocci, Bonzazzoli, Zala e Deltecchio ed essere preso a pallonate è veramente ridicolo. Le barricate pensavo si facessero solo davanti a Messì, Ronaldinho, C.Ronaldo, Ibrahimovic in una partita normale non in un derby. Pure l’Espanyol si gioca il derby col Barcellona ma non esce dal campo dopo 180 minuti senza aver fatto un cacchio di tiro in porta su azione. Gasperini a fine partita in sala stampa dà i ciocchi (Marzarri pure lui non scherza), da buon juventino si aspettava un derby stile un tiro in porta e partita rubata con tripla espulsione dell’ avversario. Mister, come già detto, sono 62 anni che và così quindi non è una novità, non si doveva mica vincere per forza adesso. Il problema non è aver perso l’ennesimo derby, il vero guaio e che sono due anni che sei a Genova e non hai ancora capito un cazzo dei genoani. Che il Genoa vincesse il derby il genoano se lo sognava solo, mica per la forza del Zuria ma per il culo perenne che ogni volta li accompagna, ogni rossoblu però si aspettava che nel derby scendesse in campo una squadra che giocasse la partita per i genoani. Cosa cazzo abbiamo visto in campo, una squadra che tenta per 180 minuti di non far giocare Zico, Maratona, Platinì. Perché il Grifo non è sceso in campo con la migliore formazione a disposizione? Forse perché non si può giocare con Leon dietro e Borriello e Figueroa davanti altrimenti si rischia di perdere. Abbiamo perso, presi a calci nel culo dal Zuria, quindi visto che si perde ugualmente almeno per favore si può evitare di fare queste figure da beline.    

 

01' Sulla destra Maggio sfugge a Danilo e dal fondo lascia partire un pericoloso traversone sul quale in tuffo interviene Rubinho bloccando in presa. 02' Scambio sulla sinistra tra Borriello e Danilo che pennella verso il primo palo. Di Vaio stacca di testa indirizzando a rete ma Castellazzi con un balzo devia la sfera in angolo. E' l'unica azione pericolosa del Genoa nel primo tempo. 04' Altro traversone di Danilo, palla contesa di testa tra Borriello e Sala e l'arbitro concede il corner. 06' Traversone in area di Konko non c'è nessuno ma Sala s'incarta sulla palla e Castellazzi deve uscire in presa a terra. 11' Sala trattiene Borriello al limite dell' area, l'arbitro lascia proseguire poi Cassano si fa portar via palla da Paro e inizia la sua pagliacciata giornaliera chiedendo un fallo di mano condito da un vaffan all' arbitro. Rizzoli ammonisce soltanto il barese. 13' Juric toglie la palla con la mano a Maggio e viene ammonito. 17' Criscito si fuma Delvecchio che in palese ritardo gli rifila un calcione a gamba tesa sulla coscia, rosso diretto ma neanche ammonito. 22' Campagnaro stende Borriello, punizione da buona posizione di Paro addosso alla barriera. 26' Piroetta di Cassano che si libera a centrocampo di due genoani e lancia orizzontalmente per Maggio. Il doriano sul filo del fuorigioco si presenta di fronte a Rubinho che gli chiude lo specchio della porta ribattendo la palla che poi finisce sul petto di Maggio e termina sul fondo. Non c'è assolutamente rigore ma il doriano schiuma. 32' Intervento di Sala su Borriello e ammonizione al doriano. 41' Ammonizione per Criscito che si aggrappa alla maglia di Cassano. Fine primo tempo. 46' Cassano si libera di Paro che s'aggrappa alla maglia e viene ammonito. 48' Di Vaio esce per Figueroa. 49' Danilo in ritardo su Maggio allunga la gamba e colpisce lo strisciato. Prima ammonizione. 51' Punizione a destra di Paro, palla in area per il colpo di testa di Figueroa che incrocia non di molto a lato. 52' Ammonizione per Accardi che s'aggrappa a Borriello. 59' Stop di Cassano a sinistra che poi taglia il campo liberando in area Maggio che solo davanti a Rubinho non fa meglio che appoggiargli la palla per la presa a terra. 61' Lancio per Maggio, Danilo è superato e si aggrappa leggermente per le spalle del zuriano che stramazza a terra. Seconda ammonizione e Genoa in 10. 63' Lucarelli per Milanetto. 65' Bovo per Rossi. 67' Lancio di Cassano per Franceschini che gira a rete ma la parata di Rubinho è inutile visto il fuorigioco dell' avversario. 68' Volpi per Delvecchio. 72' Angolo da sinistra, palla spizzata da Figueroa verso Lucarelli che appostato sul secondo palo di testa indirizza a rete. Tuffo di Castellazzi e palla in corner. 74' Scambio Borriello-Criscito e traversone che sfiorato da Sala attraversa lo specchio della porta. 75' Cassano libera centralmente Maggio che dorme non riuscendo ad impossessarsi della palla che termina a Rubinho. 76' Campagnaro supera due rossoblu e mette in area, girata di Franceschini ribattuta provvidenzialmente da De Rosa. 77' Cassano lancia Franceschini che in velocità con un pallonetto supera De Rosa e fila verso il fondo. Sull'uscita di Rubinho mette al centro per Maggio che a porta vuota si lascia ribattere la conclusione da Criscito appostato sulla linea. 81' Attrito tra Campagnaro e Konko, accenno di rissa e ammonizione per entrambi. 83' Rimpallo in area, Bonazzoli non la prende e la palla finisce a Maggio che solo davanti a Rubinho si lascia anticipare da Bovo che miracolosamente respinge. 84' Ripartenza genoana su angolo doriano, Konko sulla linea di centrocampo supera Volpi che lo stende. Ammonizione per il blucerchiato. 87' Cassano sulla sinistra s'infila tra tre genoani che lo lasciano entrare in area senza atterrarlo o tirargli un calcio nel culo al momento giusto. Il barese mette verso il secondo palo dove Maggio da pochi passi devia di testa a colpo sicuro ma Rubinho in tuffo respinge la palla terminando dentro la rete. Criscito, Lucarelli e Bovo si sistemano sulla linea senza contrastare Maggio che spara a rete la sfera che picchia sul petto di Lucarelli e termina in rete. 95' Intervento sospetto di Palombo su Borriello in area ma l'arbitro concede solo il corner. Akaiaoi

 

Genoa: Rubinho 7: Tiene in piedi la baracca con grandi parate. Nel pt compie pure un miracolo nonostante il gioco fosse fermo per fuorigioco. Incolpevole sul gol, toglie la palla dalla porta sul colpo di testa ravvicinato poi è per terra e non può opporsi alla seconda conclusione. Konko 6.5: Nel pt blocca Cassano in piena crisi di nervi. Nel secondo si ritrova davanti un Cassano in palla, l'ex panzone svaria di più per il campo e Konko fà quel che può con, tra l'altro, molta sfortuna nei rimpalli che favoriscono il barese. Buone ripartenze al galoppo coadiuvate da nessuno, se non lo blocca fallosamente Volpi potrebbe involarsi verso Castellazzi con al fianco Figueroa. De Rosa 6: Bellucci e Delvecchio sono talmente inutili che i pericoli arrivano da Franceschini e Maggio. Dirige bene il bunker. Criscito 6.5: Idem per De Rosa, quando esce Danilo parte sulla fascia allo sbaraglio guadagnandosi alcuni calci d'angolo. Dopo uno scambio con Franceschini salva sulla linea un tiro di Maggio scoccato a 5 metri dalla porta. Rossi 5: Poco o nulla da segnalare, si annulla con Pieri. (66' Bovo sv: 24 minuti a difesa del fortino contro l'assedio dei zuluntuliani in superiorità numerica, rimpalla una conclusione di Maggio da distanza ravvicinata). Paro 5: Partita veramente incolore, incredibilmente ma soprattutto inaspettatamente impreciso, neanche uno spunto o un lancio per le punte da prendere in considerazione. Milanetto 4.5: Non pervenuto, in tutta la partita un solo recupero provvidenziale degno di nota. Ma se stava in queste condizioni perché ha giocato? (64' Lucarelli 6: Su assist di Figueroa ha la grande occasione ma il suo colpo di testa viene messo in calcio d'angolo con un balzo da Castellazzi. Sfigato sul gol dei periferici). Juric 5.5: Generoso ma confusionario, mi viene in mente un traversone sparato in gradinata sud quando poteva tranquillamente prendere pure la mira. Danilo 5: Inizia male su Maggio poi con due traversoni mette in guardia il doriano e i due si annullano a vicenda ma il brasiliano deve sempre intervenire in anticipo o al volo per la troppa differenza fisica. Nel secondo tempo la differenza non la fà Maggio ma i lanci di Cassano che lo inducono a due falli sul doriano con conseguente espulsione. Borriello 6: Anche lui generoso gioca a 40 metri dalla porta, nel st praticamente gioca da esterno sinistro, nelle poche volte che ha l'opportunità di avere la palla e proteggerla si vede che è in giornata ma a rischiare di più maniman si perdeva. Al 95' forse c'era un rigore per un entrata su di lui di Palombo. Di Vaio 5.5: Parte bene con un colpo di testa deviato in corner da Castellazzi. Alcune volte Borriello non gli passa la palla al momento giusto. Racconto finito (48' Figueroa 5.5: Non la becca mai, non è solo colpa sua, è completamente solo e il lancio più vicino a lui finisce distante 15 metri. Su calcio d'angolo incrocia di testa verso il palo lontano ma la palla a parabola finisce di poco a lato, poi spizzica una palla d'oro per Lucarelli). Gasperini 3: Proprio un gran bel derby, per infiammare la Nord ci voleva il lanciafiamme. Primo tempo nel cesso come al solito, secondo tempo in inferiorità numerica ma non era previsto. I tre più buoni in panca. Samzorria: Castellazzi 6.5: Inoperoso per 88' minuti, entra in gioco in qualche presa su calcio d'angolo ma soprattutto si fa trovare pronto su due colpi di testa di Di Vaio e Lucarelli. Campagnaro 6.5: Sempre sicuro spesso parte fino a centrocampo. Tra un po' combina una belinata su Borriello ma non l'ho rivista e non posso giudicare. Per la fase difensiva non è che abbia dovuto sudare. Sala 5.5: Bastava Provarci per fargli prendere un bel 4, bastava quello ma non ha giocato, era impegnato con Amalgama. Accardi 6.5: In quelle poche occasioni che è dovuto intervenire se l'è cavata più che egregiamente. Doveva essere espulso per doppia ammonizione. Atterra Borriello che gli scappa via al limite dell' area, arbitro e guardalinee si guardano spaventati e fanno finta di niente. Maggio 5.5: Piedi quadrati, incredibile come sbagli davanti alla porta almeno 5 gol fatti. Sarebbe da 4 perché non ha neanche tanto il merito di farsi trovare al posto giusto perché è Cassano a mettergliela sui piedi. Anche sul gol ho l'impressione che l'abbia spedita diagonalmente sul fondo e che il tocco col petto di Lucarelli sia decisivo. Delvecchio 4.5: Gioca a cirulla negli spogliatoi, per poco spacca una gamba a Criscito ma siccome non manda a quel paese Rizzoli o non trattiene la maglia non viene manco ammonito (68' Volpi sv: Il Turinturia ha il dominio del centrocampo. Blocca fallosamente una veloce ripartenza di Konko che lo salta di netto quando il Genoa si trova nella metà campo zunturiana 2 contro 1). Palombo 6: Ordinaria amministrazione, il centrocampo del Genoa non era in giornata. Un galeotto intervento su Borriello a fine partita. Franceschini 6: Anche lui si mangia una rete fatta, pochi spunti ma almeno concreti (83' Bonazzoli sv). Pieri 5.5: Poco o nulla da segnalare, si annulla con Rossi ma lui ha vinto il derby. Bellucci 4.5: Mi scappa da ridere, ma da che parte ha giocato? Mi devo informare. Ma di chi cacchio ha avuto paura Gasperini. Cassano 3 e 7: Nel primo tempo sembra una zitella che non trova il vi (censura) nel cassetto. Per lo meno è equo, nel pt fa veramente ridere di gusto i genoani, nel secondo i turriani. (90' Ziegler sv). Mazzarri 7.5: Ha ragione, il derby si vince dopo averlo vinto... giocandolo per vincerlo. Ha ragione le cazzate congiunte si fanno solo per il pubblico... come il derby. 

 

TUTTOSPORT - Samp, fiore di Maggio. Dalla panchina nel Treviso al gol vincente nel derby ligure. Prima sbaglia tre nitide occasioni, poi si rifa 3 minuti dalla fine. Preziosi accusa l’arbitro per l’espulsione di Danilo, Gasperini e Borriello pungono Mazzarri che replica: Anche un cieco avrebbe visto le nostre palle-gol. di Giovanni Tosco. Genova. Due anni fa stentava a trovare spazio nel Treviso che stava precipitando in serie B. Ieri ha raggiunto il punto pialto di una crescita professionale clamorosa, apponendo la propria firma sul 98 derby della Lanterna. Christian Maggio, 26 anni compiuti la scorsa settimana, salito sull’ottovolante delle emozioni: prima, sbagliando tre nitide occasioni da gol; poi, facendosi trovare puntuale all’appuntamento con l’assist meraviglia di Cassano. Rubinho si è superato nel respingere il colpo di testa, ma nulla ha potuto sulla ribattuta, terminata addosso a Lucarelli e poi oltre la linea di porta. Mancavano tre minuti alla fine, la partita sembrava destinata a concludersi con uno 0-0 che avrebbe accontentato soltanto il Genoa, in inferiorità numerica dal quarto d’ora della ripresa per l’ingenua espulsione rimediata da Danilo. E invece la caparbietà di Maggio ha ammutolito i due terzi di Marassi colorati di rosso e di blu e mandato in visibilio la Sud, sotto la quale ha segnato la rete che ha permesso alla Sampdoria di vincere la sfida, portarsi a più cinque sul Genoa e legittimare le ambizioni europee. ­Ho sprecato qualcosa di troppo, lo so, ma che gioia realizzare un gol così importante... ­, sorride il match-winner. IL TATTICISMO Le due squadre hanno presentato moduli speculari: nessuna sorpresa nel 3-5-2 di Mazzarri, tre mosse inaspettate in quello di Gasperini, che ha rilanciato Di Vaio, schierato Milanetto, in dubbio fino all’ultimo, e arretrato Konko sulla linea dei difensori. Il primo tempo ha offerto pochissime emozioni: un colpo di testa di Di Vaio deviato in angolo da Castellazzi al 2’ e l’oppurtunità sciupata da Maggio al 27’, quando Cassano l’ha messo a tu per tu con Rubinho ma l’esterno silasciato irretire dall’uscita del portiere. LA SVOLTAIl tatticismo esasperato ha lasciato spazio allo spettacolo nella ripresa, iniziata con una chance per Figueroa- subentrato a Di Vaio - il cui colpo di testa­finito a fil di palo. La replica della Sampdoria ha viaggiato ancora sull’asse Cassano-Maggio: debole la conclusione. Al 16’ la svolta. Danilo, ammonito 11’ prima per un fallo, ha trattenuto Maggio nei pressi dell’area di rigore: ineccepibili il secondo cartellino e l’espulsione. Gasperini s’giocato le sostituzioni rimanenti, inserendo Lucarelli e Bovo e passando a un 4-3-2 che ha retto l’urto della Sampdoria.­ vero che al 33’ Maggio, liberato da Franceschini, s’trovato di nuovo in buona posizione e Criscito stato pronto a respingere sulla linea, ma un attimo prima Castellazzi aveva deviato oltre la traversa un colpo di testa di Lucarelli. A tre minuti dalla fine, la rete della vittoria: Cassano a sinistra sè “bevuto” Paro, Konko e Bovo e ha crossato, Rubinho ha ribattuto il colpo di testa di Maggio ma siarreso alla successiva conclusione. LE POLEMICHE Preziosi ­ rimasto a lungo al suo posto, in tribuna. Poi, lo sfogo: Non si può regalare un giocatore in più a una squadra. L’arbitro non avrebbe dovuto ammonire per la seconda volta Danilo.... Gasperini rincara la dose:­Non meritavamo di perdere. Sull’espulsione l’arbitro ha applicato il regolamento, ma bisogna capire se insultare l’arbitro­meno grave di certi falli veniali.... Mazzarri replica: ­Gasperini deve giustificarsi: venerdì era sicuro di vincere, gli brucia un pochino. Anche un cieco ha visto le palle gol che ha creato la Sampdoria nel secondo tempo.... Per le rime la risposta di Borriello: ­Non­ una persona sincera Mazzarri, perchè il Genoa fino all’espulsione ha espresso un buon calcio. Si riguardi la partita.... Pungente Gasperini 2: Mazzarri parla tanto, e quando lo fa a lungo.... Idem Mazzarri 2: Un po’ d’esperienza in più di lui ce l’ho, visto che è al primo anno di A e io ho alle spalle quattro campionati. Anche venerdì (alla conferenza stampa congiunta, n.d.r.) io ero me stesso, non ero impostato... Ma non rifarò più un incontro del genere.... IL RIMPIANTO Protagonisti senza fair play UN’OCCASIONE persa. Neppure il tempo di elogiare e applaudire l’intelligente idea della conferenza stampa congiunta di Gian Piero Gasperini e Walter Mazzarri, ed ecco che il fischio finale dell’arbitro Rizzoli­coinciso con l’inizio delle solite polemiche: aggravate, questa volta, da toni addirittura astiosi. Sia chiaro:­ legittimo discutere di ogni episodio senza facili ipocrisie, tuttavia aprire sterili dibattiti o lanciarsi frecciatine a distanza serve soltanto a vanificare il bell’ esempio che si era voluto dare e che aveva permesso al derby di calamitare l’attenzione di tutti. Alla vigilia, avevamo auspicato che il pubblico sapesse imitare i due tecnici e ricondurre la sfida nei giusti binari. I tifosi hanno saputo dare l’attesa risposta. I protagonisti, purtroppo, no.

TUTTOSPORT - PAGELLE. di Giovanni Tosco. Konko, una gara degna d’encomio. Sacrificio Bellucci, Delvecchio stenta. RUBINHO 6.5: salva il risultato due volte. Si arrende all’ultimo tocco di Maggio.. KONKO 7: partita esemplare, per attenzione tattica e determinazione. DE ROSA 6.5: rispolverato da Gasperini, chiude quasi sempre con tempestività. CRISCITO 5.5: al limite della sufficienza, però “dimentica” Maggio nell’azione decisiva. ROSSI 6: benino in copertura, non assicura la solita spinta. BOVO ( 22’ st) 5.5: non riesce a impedire a Cassano di effettuare il cross che porta allo 0-1. PARO 6: a tratti impreciso, però apprezzabile per il dinamismo. MILANETTO 6: ordinato e aggressivo, pur non al meglio. LUCARELLI ( 19’ st) 6: sbroglia diverse situazioni in area. Impegna Castellazzi di testa. Il tiro di Maggio gli finisce addosso e poi in porta. JURIC 5.5: continuo nel proporsi, non protegge a sufficienza Danilo. DANILO 5: due ammonizioni in 11 minuti, seppure per falli non gravi, non sono ammissibili. BORRIELLO 6: lotta come un leone. Cerca il tiro dalla distanza, senza fortuna. DI VAIO 6: titolare dopo oltre due mesi, in avvio ha un guizzo che impegna Castellazzi. Lavora molto per la squadra. FIGUEROA (4’ st) 5.5: subito pericoloso di testa, poi non trova spazio. ALL. GASPERINI 6: in 11 contro 11 il Genoa se la gioca alla pari.­ decisiva l’espulsione di Danilo, ma anche la difficoltà nel trovare le contromisure per arginare Maggio. SAMPDORIA: CASTELLAZZI 6.5: vola sui colpi di testa di Di Vaio e Lucarelli. CAMPAGNARO 6.5: il clima del derby lo esalta. SALA 6: lievi sbavature ma è bravo a contenere Borriello. ACCARDI 6: molto “ pulito”, un po’ in affanno sulle palle inattive. MAGGIO 7: il voto è la media tra l’intelligenza tattica ( 8) e le incertezze al tiro ( 4), con il bonus di un punto per l’importanza del gol segnato. DELVECCHIO 5.5: stenta a trovare la posizione. VOLPI ( 23’ st) 6: decisivo nel fermare, seppure con un fallo da ammonizione, un contropiede pericolosissimo sullo 0- 0. PALOMBO 6.5: recupera un mare di palloni, distribuendoli con efficacia. FRANCESCHINI 6: un po’ frenato all’inizio, cresce col passare dei minuti. BONAZZOLI ( 38’ st) ng. PIERI 6.5: obbliga Rossi a rimanere “ basso”. Bravo in entrambe le fasi. BELLUCCI 5.5: si sacrifica in copertura, senza perriuscire a pungere. CASSANO 8: ogni giocata è un’invenzione. Nessuno vince da solo, ma lui ci va vicino... ZIEGLER ( 45’ st) ng. ALL. MAZZARRI 6.5: corregge nell’intervallo ciò che non va. Come col Napoli, la Sampdoria sale di tono nella ripresa. Arbitro. RIZZOLI 6.5: sceglie la linea della tolleranza zero, fischiando e ammonendo tanto. Forse troppo, ma in questo modo la partita non gli sfugge mai di mano. Giusta l’espulsione di Danilo.

TUTTOSPORT - LA BUFERA Cassano ha occupato buona parte delle riflessioni post partita di Gian Piero Gasperini: ­Mi domando se siano peggio certi falli veniali - come quelli costati l’espulsione a Danilo - o certe manifestazioni viste nel primo tempo. Mi riferisco a Cassano: l’avesse fatto un altro giocatore non so se sarebbe rimasto in campo. Ci vuole chiarezza per capire selecito mandare a quel paese l’arbitro, allora lo facciamo tutti... Se un mio giocatore si comportasse cos, non penso che lo vedreste in campo la domenica successiva...­. Cassano, che è stato ammonito dopo un quarto d’ora per le proteste, risponde con un sorriso:­vero, perdo facilmente le staffe ma chi è stato calciatore può capire la tensione di quei momenti. A volte esagero, perciò ci può stare. Gasperini dice che dovevo essere espulso? Hanno perso, e allora si arrampicano sugli specchi... Ho subito tanti falli e non mi sono innervosito. Viene sempre messo in risalto quello che faccio. O mi si ama o mi si odia.

 

CORRIERE SPORT - GENOA-SAMPDORIA Le magie di Cassano illuminano il derby Maggio sciupa tutto poi trova il gol vittoria Danilo, rosso decisivo. di Antonio Maglie. GENOVA - Cassano indica alla Samp la strada del paradiso. Perchè solo il genietto barese poteva illuminare una partita che per un’oretta è stata brutta, nervosa, prudente. Lui, per, non si è risparmiato, sciorinando tutto il suo repertorio: i litigi con l’arbitro (all’inizio), le sceneggiate che hanno notevolmente irritato il pubblico genoano, ma soprattutto le giocate. Sembrava predicasse nel deserto anche perchè per un caso non propriamente strano, i suoi inviti al gol finivano puntualmente sui piedi di Maggio che goleador nella sua carriera nonmai stato. Alla fine, per, seppur dopo essersi fatto respingere da Rubinho la prima conclusione, il ragazzo è riuscito a realizzare il gol della vittoria (il tirostato leggermente deviato da Lucarelli). Non poteva proprio esimersi anche perchè Cassano per metterlo nelle condizioni di battere comodamente a rete aveva prodotto un vero e proprio capolavoro di tecnica, prima liberandosi di un paio di avversari e poi mettendo in mezzo un pallone che chiedeva soltanto di essere spinto alle spalle di Rubinho. L’estro del barese ha illuminata una giornata fredda e una partita per lungo tempo brutta che­stata, alla resa dei conti, decisa da un episodio: l’espulsione al 17' del secondo tempo per doppia ammonizione di Danilo (determinante anche in quel caso Cassano). In inferiorità numerica, il Genoa, che già stava subendo la maggiore qualittecnica della Samp, ha provato a riorganizzarsi. Gasperini si è sistemato in difesa a quattro e ha ridotto il numero dei centrocampisti (a tre) lasciando invariato quello degli attaccanti (due). Per uno di quegli strani casi che caratterizzano il calcio, il Genoa in dieci ha cominciato a giocare meglio e se Castellazzi al 29' non avesse tolto dall’incrocio una palla ben colpita di testa da Alessandro Lucarelli, la gara avrebbe avuto probabilmente uno sviluppo diverso. Ma sia chiaro: senza l’espulsione di Danilo e senza legenialatedi Cassano, ora commenteremmo con tutta probabilità un insipido pareggio. Genova per questo derby di ritorno ha provveduto a imbandierare la città nella speranza di una partita che rispettasse le attese e onorasse lo spettacolo. Essendo per tutte e due le squadre la sfida più importante (e caratterizzante) della stagione, era inevitabile che Gasperini e Mazzarri l’affrontassero con l’obiettivo di non danneggiarsi troppo. Pertanto: poco gioco, per giunta estremamente frammentato per via dei numerosi falli fischiati in taluni casi con eccesso di zelo da Rizzoli, tanta prudenza. Una partita molto tattica e che avrebbe avuto questa caratteristica lo si è capito dal modo in cui Gasperini ha messo in campo la sua squadra: rinuncia al tridente offensivo (due attaccanti, Borriello centrale e Di Vaio a girargli attorno partendo da posizione più arretrata) e un centrocampo irrobustito (cinque in tutto, con Milanetto a gestire ritmi e geometrie). Cassano preoccupava il tecnico genoano: su di lui marcatura molto stretta di Konko o Criscito. Il barese cercava, a sua volta, di aggirare il muro difensivo defilandosi o partendo da molto lontano. Non a caso il momento più bello nel primo tempo la partita lo ha vissuto al 28' quando a metà campo la palla è finita tra i piedi del barese che con un gioco di prestigio si è liberato di un paio di avversari infilando il pallone centralmente a beneficio dello scatto di Maggio che, per, nella fase conclusiva dimostrava tutti i suoi limiti come attaccante andando a infrangersi contro Rubinho in uscita. Sembrava un fatto casuale, invece era l’inizio di un copione con Cassano che nella ripresa metteva Maggio un altro paio di volte (prima del gol) davanti a Rubinho (in una occasione il doriano veniva fermato per fuorigioco). Alla fine hanno vinto i migliori. O, almeno, il Migliore ha trascinato una delle due squadre in campo. Lunga vita al genio di Cassano, nella speranza che prima o poi riesca anche a darsi una calmata. Come diceva Socrate, l’uomo saggio­colui che sa di non sapere. Purtroppo Cassano calcisticamente sa di sapere. GENOA (3-5-2): Rubinho 6,5; Konko 5,5 De Rosa 6 Criscito 5; M. Rossi 5,5 ( 23' st Bovo 5,5) Paro 6 Milanetto 6 (20' st A. Lucarelli 5,5) Juric 6 Danilo 5; Borriello 5 Di Vaio 6 (5' st Figueroa 5). A disp: Scarpi, Vanden Borre, Fabiano, Leon. All.: Gasperini 5 Falli commessi: 22 Fuorigioco provocati: 5 SAMPDORIA (3-5-2): Castellazzi 6,5; Campagnaro 6,5 Sala 6 Accardi 6; Maggio 6,5 Delvecchio 6 (25' st Volpi sv) Palombo 6,5 D. Franceschini 6 (39' st Bonazzoli sv) Pieri 6; Bellucci 5,5 Cassano 7,5 (46' st Ziegler sv). A disp: Mirante, Lucchini, C. Zenoni ,Sammarco. All.: Mazzarri 6,5 Falli commessi: 20 Fuorigioco provocati: 4 ARBITRO: Rizzoli di Bologna 6 Guardalinee: Faverani e Stefani Quarto uomo: Palanca MARCATORE: 43' st Maggio ESPULSI: al 17' st Danilo ( G) per doppia ammonizione (tutte e due per gioco falloso) AMMONITI: Per gioco falloso Sala ( S), Criscito ( G), Paro ( G), Accardi ( S), Volpi ( S); per comportamento non regolamentare Juric ( G); per proteste Cassano (S); per scorrettezze reciproche Campagnaro (S), Konko (G). NOTE: Spettatori: paganti 15.833 per un incasso di euro 447.485; abbonati 15.785 per una quota di euro 274.249,70. Angoli 8 a 3 per il Genoa. Recupero: 2' pt, 5' st

 

IL SECOLO XIX - Gasperini bacchetta il barese: «A lui è concesso tutto». di Giuliano Gnecco. «Se l'avesse fatto uno dei miei sarebbe stato espulso. Basta mettersi d'accordo sulle regole». Mazzarri: «Deve giustificare il ko». Genova. Il fair play un po' di plastica, un po' forzato, anche se comprensibile dopo gli incidenti dell'andata, è già andato in soffitta. Lo certifica il tecnico blucerchiato Walter Mazzarri: «L'anno prossimo non si fa più la conferenza unificata; perché io sono quello che sono, sia a Bogliasco sia qui; non sono impostato come altri colleghi. Gasperini aveva anche parlato di vittoria: porta sfortuna; io ci avevo pensato ma non l'ho detto. E comunque l'allenatore dell'altra squadra non ha nulla da insegnare: è al primo anno di A, io invece sarei al quarto». La miccia l'accende il mister rossoblù Gian Piero Gasperini: «L'arbitro è stato molto bravo. A volte, però, bisogna vedere se sono più plateali alcuni falli o certe manifestazioni che ci sono state nel primo tempo. Mi riferisco a quella di Cassano: avesse fatto quella protesta un altro giocatore, non so se sarebbe rimasto in campo. Queste sono cose che non riguardano l'arbitro Rizzoli. Serve chiarezza: per capire cosa si può dire all'arbitro. Se lo si può insultare o meno, se è valido per tutti, o se certi falli veniali sono più pesanti di queste manifestazioni. Non so se serve l'ammonizione o l'espulsione, l'importante è che siamo chiari. Se c'è chiarezza: se questo è meno pesante di una piccola trattenuta da dietro che poi comporta l'espulsione. Basta verificarlo, dopo di che è uguale per tutti». Mazzarri è piccato: «Dice così perché deve giustificare la sconfitta dopo aver parlato di vittoria. Capisco che possa bruciare». In realtà, la questione è un'altra: esiste una suddistanza psicologica anche nei confronti dei grandi campioni? «Basta capire - insiste Gasperini -. Basta uniformare. Gli arbitri possono essere insultati solo dai campioni? O da tutti? Se possiamo farlo tutti, allora lo si fa, però credo diventi una cosa ingestibile. Una cosa è certa, se un mio giocatore avesse fatto una cosa del genere, avrebbe avuto difficoltà a ripresentarsi la partita successiva. Perché ci avrebbe messo in difficoltà e avrebbe rischiato di penalizzare la squadra». La stoccata finale: «Credo insomma che, se lo avesse fatto un mio giocatore, sarebbe stato cacciato fuori», assicura Gasperini. Genio e sregolatezza, va bene. Grande campione, ma eccessivo in certi atteggiamenti: fa parte del carattere di Cassano e non lo si può cambiare. La questione che pone Gasperini: può per questo un arbitro tollerare, lasciare correre e magari essere più duro con un giocatore con il nome di minor prestigio? C'è anche un precedente clamoroso: la sceneggiata con la Fiorentina. Anche allora l'arbitro non se la sentì di estrarre il cartellino rosso; quando invece ancora di recente l'interista Vieira è stato espulso per una protesta verbalmente altrettanto forte ma meno plateale. Ciò che chiede Gasperini è l'uniformità del giudizio: se il vaffa è lecito a Cassano, deve essere lecito a tutti. E comunque, in una partita, incide più una piccola trattenuta all'avversario o una sceneggiata plateale nei confronti dell'arbitro? L'una è stata sanzionata e ha in pratica deciso la partita perché ha lasciato il Genoa in dieci (inciso: nella circostanza ha sbagliato Danilo, troppo ingenuo); nell'altro caso, non c'è stato un provvedimento disciplinare proporzionato alla protesta e alla frase ingiuriosa. È il destino di Cassano, quello di dividere. Stavolta ha contribuito - ma nel dopo partita sono emerse anche altre fratture - a rialzare la cortina di ferro fra Genoa e Sampdoria dopo il disgelo - sincero? Di facciata? - degli ultimi giorni. Una precisazione: c'è rispetto reciproco, però poi ognuno per la sua strada. «Non si fa più la conferenza stampa congiunta», assicura infatti Mazzarri. Giuliano Gnecco

IL SECOLO XIX - Borriello prepara la rivincita «Resto per vincere il derby». «Sono in debito con i tifosi. Preziosi vuole tenermi e io voglio restare». Punture con Mazzarri: «Non è sincero» di Giuliano Gnecco. Genova. Toccato nell'orgoglio: Marco Borriello sbotta quando sente Mazzarri sostenere che la Sampdoria ha vinto meritatamente perché ha creato un maggior numero di occasioni. Il centravanti, che ha lavorato con il tecnico blucerchiato alla Reggina, non si trattiene: «Non è una persona sincera Mazzarri - accusa l'attaccante rossoblù - Perché il Genoa fino all'espulsione ha espresso un buon calcio. Io la vedo a mio modo e lui nel suo». Bisogna intendersi: «Alla Samp bisogna fare solo i complimenti, ma credo che sul piano del gioco il Genoa non è stato inferiore». La rabbia è molta: Borriello teneva particolarmente a conquistare un risultato importante in questa partita. Protagonista annunciato e mancato della gara insieme a Cassano sul fronte opposto («Antonio è un grande talento e anche oggi ha fatto una grandissima partita. Tra i due giocatori che dovevano decidere la partita è uscita un terzo, e cioè Maggio»), adesso è animato da una grande sete di rivincita: «Direi che siamo in debito con i tifosi e l'anno prossimo cercheremo di portare a casa il derby. Il presidente Preziosi mi ha detto che mi vuole riscattare e io ho detto che voglio rimanere». Tradotto: spero il prossimo anno di essere ancora qui perché questa sconfitta non l'ho digerita e voglio prendermi la rivincita. C'è certamente da discutere con il Milan, in cerca di punte dopo l'infortunio di Ronaldo, tuttavia Borriello non è smanioso di lasciare un ambiente dove ha avuto la possibilità di giocare con continuità e mostrare il proprio talento, sapendo che in rossonero dovrebbe ricominciare tutto daccapo e avrebbe a che fare con una concorrenza agguerrita che ha schiacciato anche Gilardino. L'attaccante, sulla partita, analizza: «Abbiamo fatto un buonissimo primo tempo. Poi c'è stata l'espulsione che ci ha tagliato un pochettino le gambe. Ci siamo chiusi e la Sampdoria ha sfruttato le occasioni. Complimenti a loro. È stato un bellissimo derby. Anche un bel gioco. Con grande entusiasmo delle due tifoserie. Peccato, l'unica partita che non dovevamo perdere era questa. Ma stiamo facendo un bel campionato». L'obiettivo è arrivare più in alto possibile, e a livello personale guadagnarsi la qualificazione all'europeo austro- elvetico. Punto e a capo: domenica Borriello ritrova la squadra contro la quale all'andata iniziò la sua favola: tripletta vincente con l'Udinese. Il derby ora è da dimenticare in fretta.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi in apnea. L'espulsione di Danilo ha deciso la gara. di Marcello Zinola. Sei minuti e quaranta­ cinque secondi. Tanto dura la “decom­ pressione” di Enrico Preziosi a fine partita. Mani in tasca del cappotto, alla sua destra l'avvocato Maurizio Mascia, dietro Giambattista Pastorello. Un paio di poltroncine dietro a destra ci sono Alessandro Zarbano e Stefano Capozucca. Sulla “fascia sinistra” erano già sciamati via un incenerito Gianni Blondet, le toghe rossoblù Paolo Gatto, Sergio Maria Carbone, Sandro Vaccaro, il liberale dalle radici etrusche e dal cuore genoano, Alfredo Biondi. La Nord saluta i suoi che poi escono sconsolati. Preziosi se ne sta lì, mani in tasca, in una sorta di apnea che lo caratterizza sempre, che vinca o che perda, alla fine di ogni partita. Quattrocentocinque secondi dopo brucia tutti e si alza, prendendo di petto la selva di microfoni e di telecamere. Peccato ­ dice ­ perché poteva finire diversamente e non con una sconfitta che, comunque, non meritavamo. Ad armi pari li abbiamo messi sotto. Domande a stecca e lui sintetizza: L'arbitro? Partita condizionata dall'espulsione di Danilo, il secondo cartellino giallo a mio giudizio è stato un po' eccessivo. Un derby equilibrato che è stato sbilanciato da questa deci­ sione. Preziosi non si nasconde nemmeno sul fronte tattico rispetto a qualche osservazione critica per i cambi (”troppo difensivista”, “troppo tardi”). A parte il fatto che da qui (la tribuna) è un conto e là (il campo) è un altro, Gaspe­ rini ha dovuto adattarsi dopo l'espul­ sione cercando di tenere la partita, in­ serendo dei difensori. E in dieci abbiamo creato delle occasioni molto prima del loro gol. Cassano alla fine ha “dato il bianco”. Cassano lo conosciamo tutti, è un fuoriclasse, lo hanno loro anche noi abbiamo un'intelaiatura e un gioco che nulla ha da invidiare alla Sampdoria. E' chiaro che un giocatore come lui anche se scompare per un po', nell'arco della partita ti inventa quelle azioni, passaggi, intuizioni che sono difficilissime da prevedere e da contenere. Cassano poteva essere espulso dopo le proteste, il giallo e il suo “vaffa” a Rizzoli? Preziosi allarga le braccia e sorride: Ogni arbitro gestisce le situa­ zioni come meglio crede; è vero che ai campioni, da sempre, qualcosa in più che agli altri, viene perdonato. Ma co­ nosciamo Cassano anche in questo, però le regole dovrebbero essere uguali per tutti. E il Genoa? Il derby perso può la­ sciare il segno, la Samp scappa a cinque punti. Vincere il derby è sempre una bella soddisfazione, ma al di là dell'amarezza per i tifosi e per noi, per il Genoa non cambia nulla. In che senso? Noi dovevamo salvarci e quello rimane l'obiettivo, pur cercando di toglierci delle soddisfazioni e mi pare che, fino a oggi, qual­ cuna ce la siamo tolta. Anche se oggi è mancata quella che si chiama derby. Da domani si ricomincia. L'applauso per Preziosi dalla sinistra della tribuna testimonia comun­ que che l'ambiente c'è. Lo conferma il saluto della Nord alla squadra. All'ini­ zio, dopo De Andrè, era andato via l'inno di Peo Campodonico “coi pantoloni rossi e la maglietta blù.... Il “Cantico per il Grifone” aveva coinvolto tutto il tifo genoano. Cantava guardando in alto quella faccia da calcio di Gianni Blondet. Cantava anche la toga di Paolo Gatto. E lui, Preziosi, osser­ vato speciale, si dava il tempo dondo­ landosi da una gamba all'altra. E le labbra tradivano il refrain. Alla fine apnea.

IL SECOLO XIX - Gasperini: «In 11 li abbiamo messi sotto». «Abbiamo dominato fino a quando non siamo rimasti in dieci. Anche dopo abbiamo creato diverse occasioni» di Giuliano Gnecco. Genova. È un film già visto, che inizia anche ad essere un po' noioso. Vale - storicamente - per il derby, ma più in generale è un difetto che il Genoa non è riuscito a correggere nell'ultimo anno e mezzo: il Grifone fa la partita, ha una sterile supremazia territoriale, ha il pallino del gioco. Però, non solo poi non riesce a raccogliere per quanto ha seminato, ma spesso non riesce neppure a creare azioni pericolose, perché fa tutto bene fino alla trequarti, e poi manca la qualità nell'ultimo passaggio. Gian Piero Gasperini prova a sdrammatizzare: «Avevo detto che avrebbe vinto il peggiore, così anche chi avesse perso avrebbe avuto la consolazione di sentirsi il migliore». Però: «Finché siamo rimasti in undici il Genoa ha fatto di più, è stata un'ottima gara: è stato un ottimo derby. La svolta è stata l'espulsione di Danilo, per un fallo veniale: abbiamo avuto qualche difficoltà, anche se abbiamo provato a colpire anche in inferiorità numerica. Globalmente abbiamo fatto una partita buona: non meritavamo di perdere, tutti hanno giocato al meglio. Abbiamo fatto un ottimo primo tempo: dal mio punto di vista siamo stati superiori a loro». Tuttavia il Genoa ha sofferto molto gli inserimenti di Maggio: «In inferiorità numerica si è aperto qualche spazio in più - ricorda il tecnico - Abbiamo preso gol a 2' dalla fine, ma nel primo tempo avevamo giocato meglio». Domanda maliziosa: se il Grifone ha giocato meglio, l'obiettivo è arrivare davanti alla Sampdoria? Gasperini non ci casca: «Abbiamo l'obiettivo di arrivare alla salvezza. Penso ci sarà da lottare per raggiungere l'obiettivo». Mazzarri comunque dissente: sostiene in pratica che Gasperini racconti una verità distorta per giustificare una sconfitta che brucia. Il tecnico rossoblù non raccoglie: «Il calcio è bello perché ognuno ha la sua interpretazione. Mazzarri può dire quello che vuole: abbiamo fatto una buona partita e abbiamo avuto delle difficoltà solo in inferiorità numerica. Però abbiamo reagito bene, anche in dieci gli abbiamo tenuto testa. Sono soddisfatto per la prestazione, non certo per il risultato. Rispetto all'andata abbiamo avuto maggiore personalità, abbiamo tenuto sotto la Samp come in passato non ci era riuscito». Nel Genoa è stata straordinaria la prestazione di Konko: «Tutta la squadra ha fatto bene - obietta Gasperini - Abbiamo avuto un po' di sfortuna nel finale. Però il Genoa è una squadra concentrata, concreta». C'è poi un altro aspetto: tatticamente il Grifone nelle ultime settimane ha avuto un assetto variabile, e anche contro la Samp il tradizionale 3-4-3 è diventato un 3-5-2 (guardando il pelo nell'uovo, forse più un 3-5-1-1, ma è questione di pochi metri): «Abbiamo giocato così anche a Livorno - ricorda Gasperini - Dovevo solo sostituire Santos e ha giocato De Rosa. Con le due punte speravamo di dargli fastidio. È entrato Figueroa, se non fossimo rimasti in dieci sarebbe entrato anche Leon. In fase difensiva siamo usciti bene con Konko e Rossi». Il problema è un altro: non si può avere una supremazia territoriale restando a bocca asciutta e creando un numero di palle gol inferiore alla mole di gioco espressa. Il fatto è che se non segna Borriello ci sono poche altre soluzioni offensive, e lo stesso centravanti deve spesso estrarre dal cilindro parecchia farina del suo sacco, perché palle giocabili nei sedici metri ne arrivano poche, e spesso tocca a Borriello trovare la giocata. Fatte le dovute proporzioni, al Genoa manca un giocatore con le caratteristiche di un Riquelme, che sappia mettere l'uomo davanti al portiere. In futuro potrebbe esserlo Lodi, che l'Empoli ha parcheggiato in prestito al Frosinone, anche se il fantasista ha caratteristiche più simili a quelle di Leon. Adesso comunque l'imperativo del Genoa è dimenticare il derby: a Udine il Grifone perderà Danilo ma recupererà Santos e Sculli. Poi, a sinistra giocherà Fabiano, anche se con Gasperini non si possono escludere sorprese: all'andata non fece capire nulla al collega friulano Marino inventandosi un pressoché inedito 4-2-3-1.

 

IL SECOLO XIX - E alla fine decide Maggio. di Giovanni Ciolina. Ti aspetti Cassano e Borriello, ossia la firma dei nomi altisonanti sull’ottantesimo derby della Lanterna. E invece ritrovi il gregario Maggio, che di nome fa Christian, 26 anni festeggiati lunedì scorso e la vocazione della difesa. È lui il match winner quando alla fine del tempo regolare mancano tre giri di cronometro. Esaltante per i tifosi della Sud. Una mazzata per il popolo rossoblù. È lui il doriano più pericoloso, che per incanto si ritrova tra i piedi tutte le occasioni blucerchiate (quattro, oltre il gol) «ed è stato più bravo a farsi trovare in quel posto», è l’elogio di Mazzarri. La Sampdoria passa quindi all’incasso dell’intera posta in palio, dopo una settimana sotto pressione; alla luce di quanto visto in campo, i tre punti sono meritati. Se Maggio decide la partita, la domenica è però da consacrare ad Antonio Cassano, che forse non giocherà con continuità, i suoi atteggiamenti non saranno certo graditi a tutti; ma quando decide di fare l’amore con il pallone incanta tutto e tutti. A goderne è soprattutto Maggio che si fa trovare pronto alle pennellate del Genietto. Il Genoa esce, però, dalla sfida con l’onore delle armi. Il primo tempo è tutto suo e una volta in inferiorità numerica sfiora l’impresa di reggere all’onda bllucerchiata. Ma è proprio su quel doppio giallo a Danilo che il Grifone recrimina. «Nonostante tutto, siamo riusciti a creare anche un paio di palle gol», ammette Gasperini. «Samp perfetta nella ripresa», esulta Walter Mazzarri, che giudica la vittoria «meritata» e chiede «maggiore tutela per Cassano». Insomma scorie e veleni da derby che il fischio finale riporta a galla con alcune battute evitabili. Come fuoriluogo appare l’inno del Liverpool, irradiato dagli altoparlanti dello stadio prima del fischio iniziale. Probabilmente i tifosi rossoblù avrebbero preferito vedere in campo Julio Cesar de Leon (allontanatosi dallo stadio imbufalito per l’esclusione), ritenuto un autentico pericolo per la formazione avversaria. L’unico in grado di saltare l’uomo e creare scompiglio alla difesa blucerchiata. Invece a una Sampdoria in formazione annunciata risponde Gasperini con due varianti rispetto alle previsioni. Di Vaio è preferito a Leon che finisce in panchina, mentre in difesa il Grifo ritrova De Rosa. E Bovo? Panchina, dopo i trenta minuti di Livorno. Nei rossoblù la bacchetta della regia torna nelle mani di Milanetto, che recupera in extremis dall'acciacco al polpaccio e va a dar vita ad un duello per vie centrali con Palombo. Per il resto, il balletto delle coppie non riserva sorprese. Si conoscono troppo bene, i due tecnici, per azzardare mosse troppo rischiose. Meglio il certo all'incerto. E allora la differenza la possono fare solo colpi di genio, le prodezze personali dei protagonisti. Scontato fare due nomi: Cassano e Borriello. Il Genio di Bari Vecchia incita la Sud già in fase di riscaldamento, interpreta la partita a modo suo, molto scenografico, riuscendo a essere simpatico con quel suo sorriso sdrammatizzante; quando ha la palla nei piedi illumina una Samp sorniona. Nasce da una sua giocata la palla (27') per Maggio che, sul filo del fuorigioco, arriva vis a vis con Rubinho. Parata e fallo. Mazzarri invoca il rigore. Stesso copione in altre tre occasioni nella ripresa. SuperMarco Boriello si danna l'anima, si immola nella solita guerra con le difese avversarie e costringe Sala a qualche svarione di troppo, ma nulla più. Troppo solo e soprattutto eccessivamente costretto a giocare su palloni lunghi che lo costringono a lunghe cavalcate, spesso infruttuose, per risultare determinante. Il Genoa mette sul piatto del derby grinta e cuore, ma non sempre le intenzioni coincidono con la pratica. Il Grifone vorrebbe e ci prova, ma la Samp chiude bene i varchi a centrocampo e spinge soprattutto sulla destra con Maggio, mentre il Grifone preferisce la sinistra con Criscito e Juric. È un derby, forse, non bello in purissimo senso estetico, ma di grandissima intensità. Il calcio champagne sta da altre parti e le colpe non sono solo dei protagonisti. Campo e pallone non invitano certo al gioco rasoterra e di precisione, nonostante qualche giocata importante sia stata fatta, ma tutto resta difficile. L'attenzione alla fase difensiva è sicuramente l'aspetto che blinda la partita. Da una parte e dall'altra. Le due retroguardie non vanno troppo per il sottile quando il pallone rischia di trasformarsi in una palla medicinale e il rinvio problematico con palla spesso in tribuna. Borriello sulla sponda rossoblù, Cassano su quella blucerchiata rappresentano spauracchi coloratissimi, anche se alla fine del primo tempo l'unica azione pericolosa del Grifo porta il nome di Di Vaio, che chiama Castellazzi alla deviazione in angolo. Nella ripresa Gasperini inserisce Figueroa per Di Vaio, ma a parte una deviazione di testa dell'argentino che sfiora il palo alla sinistra di Castelazzi è la Samp a prendere il sopravvento. Bellucci e Cassano si decentrano maggiormente per allargare la difesa rossoblù, favorendo gli inserimenti. E guarda caso ad approfittarne maggiormente è Maggio. Il Grifone perde il possesso del centrocampo, dove Delvecchio è spesso sovrastato da Juric; mentre Franceschini mette in difficoltà Paro e Palombo corre più di Milanetto. Ma la vera spina nel fianco del Grifone è Maggio, che con il passare dei minuti diventa il padrone della fascia destra. Gasperini si accorge delle difficoltà forse un po' in ritardo, quando Maggio costringe Danilo a tenerlo per la maglia («un tentativo» secondo i protagonisti rossoblù) e finisce in anticipo sotto la doccia. Gasperini ridisegna il Genoa per arginare Cassano e Maggio. Esce Milanetto, Lucarelli va a sistemarsi al centro della difesa con Criscito a curare Maggio. Tre minuti dopo Bovo viene incaricato di marcare Cassano; Konko avanza a centrocampo. Il Grifone sogna il colpaccio attorno alla mezz’ora con Criscito e Lucarelli, ma capitola quando il derby sembra destinato allo 0-0.

IL SECOLO XIX - Rizzoli tiene la partita ma scontenta tutti. di Giuliano Gnecco. RIZZOLI DI BOLOGNA 6: tutti d'accordo, ha diretto bene. Ma... C'è un ma per tutti, bipartisan. Il Genoa lamenta la mancata espulsione di Cassano per la protesta plateale, il primo cartellino eccessivo per Danilo, una mancata ammonizione ad Accardi che avrebbe portato all'espulsione del difensore blucerchiato. Un fallo fischiato a Juric quando, invece, aveva anticipato Palombo e si stava avviando verso la porta. Mazzarri sostiene, al contrario, di aver visto un arbitro troppo casalingo, che a Delvecchio venivano fischiati falli quando saltava con il gomito alto mentre lo stesso metro non sarebbe stato utilizzato con Borriello (al quale invece nel primo tempo sono stati fischiati un'infinità di interventi scorretti). Il tecnico blucerchiato aggiunge che ci poteva stare il rigore per l'uscita di Rubinho su Maggio nel primo tempo: il portiere prende la palla, e solo dopo c'è il contatto. In definitiva, ufficialmente sono tutti contenti di Rizzoli, in realtà hanno tutti qualcosa da dire. Tuttavia negli episodi decisivi non ha cambiato l'andamento della gara. Semmai ha esagerato nei cartellini.

 

LA REPUBBLICA - Rubinho salva a ripetizione - De Rosa finisce in apnea. Di Vaio parte bene ma si spegne subito Rossi esce troppo presto. di Gessi Adamoli. Rubinho 7: finisce la partita all´attacco, andando, su un corner, a saltare nell´area della Samp. In porta era stato decisivo in almeno due occasioni su Maggio: al 28´ pt gli esce nei piedi prendendo palla e avversario e al 15´ st blocca la conclusione con il "piatto" che era cercava l´angolino. In occasione del gol è bravo e sfortunato: respingere il colpo di testa di Maggio che però si ritrova la palla sul destro. Konko 7: l´unico che poteva imbrigliare Cassano e così è stato per un´ora. Ma, rimasto il Genoa in inferiorità numerica, Gasperini ridisegna la difesa del Genoa e lo avanza a centrocampo. De Rosa 6: gioca alla grande per 75´, ma nell´ultimo quarto d´ora va in apnea e lo conferma la facilità con la quale Franceschini (34´) lo salta per poi servire al solito Maggio una palla gol su un piatto d´argento (Criscito respinge sulla linea). Criscito 6: Mazzarri confida che le uscite palla al piede del difensore genoano hanno create qualche problema alla sua squadra («poi però nell´intervallo ho dato le contromisure e abbiamo rimesso le cose a posto»). Pulito ed elegante, tranne quando placca Cassano e viene ammonito. Rossi 6,5: è il moto perpetuo del Genoa, però con l´uomo in meno Gasperini decide di sacrificarlo. Dal 21´ st Bovo 6: con lui il Genoa passa a difendere a quattro. Il nuovo assetto arretrato è: Bovo, De Rosa, Lucarelli e Criscito. Provvidenziale quando si sostituisce a Rubinho sulla conclusione di Cassano. Paro 5,5: non prende un´iniziativa, cerca di giocare sempre il più semplice possibile. Juric 6,5: il solito straordinario lavoro di quantità. Danilo 5: soffre la capacità di Maggio di inserirsi negli spazi. La sua partita finisce dopo 61´, però il primo giallo era stato eccessivo. Di Vaio 5: parte bene (colpo di testa che Castellazzi devia in corner), ma si spegne subito. Dal 4´ st Figueroa 6: si rende subito pericoloso con un colpo di testa, ma poi Danilo è espulso e le due punte sono un lusso che il Genoa non si può permettere. Milanetto 5,5: trequartista come a Livorno con il compito di andare a disturbare Palombo, il play maker della Samp, ma anche di produrre a sua volta gioco. Assolve, però, solo la prima parte del compito che gli era stato assegnato. Dal 19´ st Lucarelli 6: cerca il gol di testa ma trova Castellazzi, è l´occasione più importante dei secondi 45´. Borriello 7: l´attacco del Genoa è tutto sulle sue spalle Fa un grande lavoro, anche se raramente riesce a guadagnare l´area di rigore.

LA REPUBBLICA - Mazzarri - Gasperini - Borriello il terzo tempo finisce subito. di Massimo Calandri. Il tecnico della Sampdoria: "A qualcuno brucia perdere" L´allenatore del Genoa "In 11 contro 11 abbiamo giocato meglio noi" La replica: "Il collega cerca giustificazioni. E parla troppo". La replica: "Caro mister, lei ha visto una partita tutta sua. Bravo...". DIMENTICATE i sorrisi di circostanza. Al diavolo le strette di mano e i complimenti. Basta con tutte le manfrine dei giorni scorsi. Questo è un derby, è il derby della Lanterna, e di una cosa potete essere certi: non finisce qui. Quarantotto ore dopo l´ecumenica conferenza stampa in comune, Giampiero e Walter si tolgono la maschera. Negli spogliatoi del Luigi Ferraris, complice un petulante Massimo Mauro dagli studi di Sky, innescano una polemica che ci vorrebbe subito un´altra stracittadina - ora, oggi pomeriggio, al massimo tra una domenica - per farsi giustizia. Succede che prima Gasperini e Mazzarri se ne dicono di tutti i colori. Quindi, chiudono brutalmente il conto. «Parla sempre molto. Troppo», dice il primo dell´altro. «Meno teatro e più esperienza. Dovrebbe ricordarsi che è solo il primo anno che allena in serie A», ringhia il secondo. Che non fa neppure il nome del suo rivale, si limita a chiamarlo: «L´altro allenatore». Eppure, in serata lasciando lo stadio i due si ritroveranno d´accordo su di una cosa. Ma ve la diciamo alla fine, per non rovinare la storia. Comincia tutto davanti alle telecamere mezz´ora dopo il fischio finale di Rizzoli. C´è Giampiero Gasperini che sorride amaramente, quando la conduttrice di Sky Ilaria D´Amico gli ricorda la sua battuta dell´altro giorno: vincerà il peggiore. Il mister dissimula abbastanza bene l´amarezza, prova a cambiare discorso: sostiene che fino all´espulsione di Danilo il suo Genoa ha giocato alla pari o forse meglio dei blucerchiati. Poi tira in ballo le proteste di Cassano, e in sostanza si domanda perché non l´abbiano espulso. Massimo Mauro da studio lo tormenta. Anche troppo. Ma il commentatore calabrese, che tra l´altro fu presidente rossoblù durante la gestione Scerni, torna alla carica quando sotto i riflettori ci va Walter Mazzarri. «Non c´è stata partita - risponde secco il sampdoriano - . Abbiamo giocato nettamente meglio noi, basta fare il conto delle occasioni da gol. L´espulsione era sacrosanta, è arrivata perché li avevamo messi in difficoltà. A Gasperini la sconfitta brucia parecchio, così prova ad arrampicarsi sugli specchi». In collegamento da Marassi c´è però anche Borriello, il bomber del Grifone gli risponde subito a muso duro: «Mazzarri non è sincero, se dice che la Samp ha giocato meglio. Prima di quel cartellino rosso in campo c´era solo il Genoa». I due si beccano, ma complice un commento tecnico di Mario Sconcerti la cosa sembra chiudersi lì. Invece no. Il derby riprende in sala stampa. Prima Gasperini: «Mazzarri parla sempre molto. La verità è che se uno dei miei avesse fatto come Cassano, l´avrebbero cacciato». L´allenatore rossoblù è stato giustamente paragonato al pugile Ray Sugar Robinson. Per eleganza, per furbizia. La provocazione accende inevitabilmente l´altro, Mazzarri, che non a caso era stato ribattezzato Jack La Motta. «La sapete una cosa? Io, il prossimo anno - se ci sarà un derby di Genova, il prossimo anno - l´incontro con Gasperini non lo faccio più. Venerdì faceva il brillante, che teatro... ha usato la parola vincere. E io no. Mi ha portato bene», dice, e intanto s´imporpora in viso di brutto. Non a caso, La Motta lo chiamavano il "Toro". «A me piace essere me stesso sempre. Mi piace rispettare tutti. Comunque, Gasperini è il primo anno che allena in A, forse gli serve ancora un po´ di esperienza». Fa i complimenti al Genoa, sostiene che nel primo tempo molte punizioni sono state invertite e che il clima era "casalingo". E´ solo all´ultima domanda, quando gli chiedono del prossimo match contro l´Inter, che si ritrova casualmente d´accordo col rivale. «Il calcio è bello: ci sono partite in cui i valori in campo possono essere sovvertiti da un episodio». Gasperini giura di pensarla nello stesso modo, soprattutto questa volta. Il derby continua.

 

LA REPUBBLICA - Cassano super, Maggio gol - Il Genoa si inchina alla Samp. di Gessi Adamoli. È il derby di Cassano e di Borriello, ma è anche la partita di Christian Maggio. Un cursore di fascia diventa il protagonista del derby numero 98 della Lanterna. Non solo, a due minuti dal novantesimo, segna il gol decisivo, ma rappresenta la variante che riesce a spostare la stracittadina genovese da un equilibrio che pareva non spezzarsi mai. Una prima spallata allo zero a zero, Maggio la dà al 16´ della ripresa, costringendo Danilo, già ammonito, al fallo che gli costa il secondo cartellino giallo. «Un´ingenuità grave - commenta l´allenatore genoano Gasperini - ha pizzicato la maglia dell´avversario quando alle sue spalle c´era già pronto De Rosa ad intervenire. Peccato perché sino a quel momento la partita l´avevamo fatta noi. E le occasioni da gol la Sampdoria le ha create quando si è trovata con l´uomo in più». È vero solo in parte. Perché se dopo appena due minuti Castellazzi è pronto a respingere in volo un colpo di testa di Di Vaio, poi proprio Maggio comincia a mettere in apprensione la retroguardia genoana. Al 28´ sfrutta una magia di Cassano, che sale sul pallone, compie una rotazione di 360 gradi e inventa un lancio in profondità per l´inserimento di Maggio che si ritrova a tu per tu con Rubinho, pronto e tempista in una disperata uscita a terra che poteva rischiargli il rigore e l´espulsione. E ancora Maggio (15´ della ripresa) è perfetto nello scegliere il tempo dell´inserimento sulla solita geniale apertura di Cassano, sprecando però la clamorosa palla gol con un timido tiro di interno che Rubinho blocca a terra. È il preludio all´ennesima percussione sulla corsia esterna che provoca l´espulsione di Danilo. Al 34´ Maggio ancora lui, calcia addosso a Criscito da non più cinque metri dalla porta. A segno va al 43´ dopo due tentativi: il primo di testa è ribattuto da Rubinho, poi, sulla respinta, scarica un destro rabbioso che sbatte contro Lucarelli e finisce in rete. Il dopo partita è avvelenato dalla polemica a distanza di Mazzarri e Gasperini, i due allenatori che pure alla vigilia si erano proposti in una conferenza stampa congiunta. «Per quanto mi riguarda non ce ne saranno più - ha detto Mazzarri - Gasperini è bravo a fare teatro, poi però il derby l´ho vinto io. Lui ha la verità in tasca, ma mi pare che sia il primo anno che allena in A. Cassano? Se gli avessero fischiato il giusto non sarebbe stato nemmeno ammonito per proteste». Il tecnico del Genoa sostiene invece che andava espulso per aver mandato platealmente a quel paese l´arbitro Rizzoli: «Poi però ci sono giocatori cacciati per veniali trattenute. Sono convinto che se un mio giocatore si fosse rivolto all´arbitro con quel tono sarebbe stato espulso. Si deve fare chiarezza su cosa si può dire e cosa no all´arbitro, il metro dovrebbe essere uguale per tutti».

LA REPUBBLICA - Rossoblù tra rabbia e amarezza "Penalizzati dall´espulsione". di Luca Palmieri. Le recriminazioni: Dopo Figueroa avrei voluto mettere dentro anche Leon. Ma l´inferiorità numerica ha mandato all´aria tutti i miei piani. Gli applausi Complimenti a Cassano, un giocatore che fa la differenza. Buon per loro che ce l´hanno, noi pensiamo prima di tutto a salvarci. Il coro rossoblù è unanime, con la consapevolezza granitica di essere stati alla pari della Sampdoria. Tanta amarezza e la certezza che, senza l´espulsione di Danilo, la partita sarebbe finita in tutt´altra maniera. Il ritornello ossessivo del Genoa è aperto dal presidente Enrico Preziosi, che focalizza le sue dichiarazioni sull´uscita anticipata dal mancino brasiliano. «Un episodio che ha cambiato la gara. In una partita del genere un secondo cartellino ad un giocatore già ammonito per un fallo del genere è una decisione eccessiva. Da quel momento la partita si è messa in salita per noi. Abbiamo avuto le nostre occasioni anche in inferiorità numerica, ma la Samp ha potuto imporre il suo gioco e Gasperini dovuto inserire due difensori in più. La Samp ha vinto, ma noi non meritavamo assolutamente di perdere». La delusione di Preziosi è enorme, ma anche il fair play. Come emerge dalle parole su Cassano. «Un giocatore che fa la differenza, buon per la Sampdoria che ce l´ha. Pensiamo però a noi stessi, all´obiettivo salvezza. Siamo usciti a testa alta, sempre più convinti delle nostre possibilità». La convinzione è la stessa di Giampiero Gasperini. «Rispetto alla gara di andata si è visto tutto un altro Genoa. Abbiamo fatto la partita con personalità e grande determinazione, anche dopo l´espulsione siamo stati all´altezza. La prestazione è stata ottima, il risultato no». L´unica grande perplessità della lettura tattica della gara è legata alle perenni difficoltà nell´arginare Christian Maggio, autentica spina nel fianco. Il tecnico però non è d´accordo. «Con le squadre in parità numerica – dice – il giocatore della Samp non era quasi mai stato pericoloso. E teniamo conto comunque anche delle sue qualità. E´ stato sempre molto bravo ad approfittare della superiorità numerica che creava Cassano, attirando su di sé due o tre giocatori, e ad inserirsi». Il rammarico è legato anche ai cambi non effettuati: «Ho messo Figueroa, avrei potuto buttare dentro anche Leon…Ma l´espulsione ha cambiato tutte le carte in tavola». Tra i giocatori il simbolo dell´orgoglio rossoblù è Marco Borriello. Il bomber, generoso come sempre in campo, è stato il primo a difendere la prova dei suoi, battibeccando in diretta con Mazzarri su Sky. Ed anche dopo il botta e risposta con il tecnico blucerchiato non ha cambiato opinione. «Sono sicuro di avere ragione io – ha ribadito – perché il Genoa non meritava di perdere per quello che si è visto sul campo. E´ stata una partita equilibrata e l´espulsione di Danilo ha avuto un peso decisivo». Borriello ammette anche l´abilità della Samp ad approfittare della superiorità numerica: «Noi abbiamo cercato di ribattere colpo su colpo, costruendo occasioni anche in dieci. La Samp però è stata brava a capire il momento e a spingere sull´acceleratore. Il gol era quasi nell´aria. E purtroppo è arrivato». Complimenti anche ad Antonio Cassano, suo antico compagno di Under e possibile suo partner futuro nella nazionale maggiore: «Lui è un grandissimo talento ed anche contro di noi ha fatto una partita eccellente. E´ stato decisivo». L´amarezza, il boccone difficile da digerire della sconfitta nel derby potrebbero avere anche un peso, positivo, sul futuro del nuovo leader rossoblù. «I tifosi ci hanno applaudito alla fine, nonostante la sconfitta. Siamo in debito con loro, l´appuntamento con la vittoria nel derby è rimandato alla prossima stagione, dove faremo di tutto per dargli questa soddisfazione e cancellare l´attuale delusione…Io ci sarò? Il presidente ha detto di volermi riscattare, io voglio rimanere». Quindi…

 

LA REPUBBLICA - Il genietto barese sale in cattedra e regala "perle" a ripetizione. Decisivo un gol di Maggio propiziato da un'iniziativa del fantasista. Genova, Cassano illumina il derby. Vince la Samp in zona Cesarini. GENOVA - Le prodezze di Cassano, l'espulsione di Danilo e il gol di Maggio (che prima ne aveva sbagliati due o tre) hanno deciso il derby della Lanterna numero 80. Il Genoa ha saputo lottare sia in undici che quando è rimasto in dieci, ma la Samp ha creato molto di più dei rossoblu in fase offensiva. La squadra di Gasperini ha perso la partita nella fase difensiva: a Cassano è stato permesso di fare due o tre cose eccellenti, Maggio è stato lasciato troppo solo. Mazzarri ha saputo far sfogare l'avversario per poi approfittare della superiorità numerica della sua squadra. Si è visto poco Borriello, si è visto molto Konko, nel Genoa. Gasperini, privo degli squalificati Santos e Sculli, ha schierato De Rosa centrale difensivo con Konko a destra e Milanetto dietro gli attaccanti Borriello e Di Vaio, preferito a Leon. Nella ripresa, in dieci, Gasperini ha rivoluzionato la propria squadra facendo entrare Bovo e Lucarelli e portando Konko in avanti. Mazzarri ha sostituito lo squalificato Gastaldello con Sala al centro della difesa. La tensione ha fatto abbassare il tasso tecnico delle due squadre che è emerso meglio nella ripresa. Diciamo che nel primo tempo il Genoa ha tentato di fare qualcosina in più, senza tuttavia affondare i colpi: al 2' su un traversone da sinistra, il redivivo Di Vaio ha girato di testa, costringendo Castellazzi a una deviazione sulla destra. Per una ventina di minuti la squadra di Gasperini ha tentato senza successo di rompere il ghiaggio, ma il suo cannoniere, Borriello, è finito nelle maglie fitte della difesa blucerchiata e non è riuscito a farsi luce. Qualche giocata di Cassano e un bel lancio per Maggio al 27' ha costretto Rubinho a una uscita spericolata sui piedi del doriano. Il portiere rossoblu ha strappato la palla a Maggio che è volato, inducendo i sampdoriani a invocare il rigore che a nostro avviso non c'era. In ogni caso, un primo tempo intenso ma scadente qualitativamente, giocato su un terreno di gioco veramente mal messo. Il livello della partita, soprattutto per l'agonismo profuso dalle due squadre, è lievitato nella ripresa. Dopo qualche tentativo di Figueroa, Bellucci e Maggio, la partita ha avuto la svolta decisiva: Maggio è andato via sulla destra, Danilo (già ammonito) lo ha atterrato da dietro ed è stato espulso. Sia pure in dieci, il Genoa ha cercato di passare prima con Figueroa senza fortuna e poi con un traversone da sinistra di Criscito deviato da Maggio: Figueroa non è intervenuto. Poi è andata avanti la Samp che ha avuto con Maggio al 33' una grande occasione: tiro su Rubinho; più tardi, Franceschini dal fondo sinistro ha servito Maggio che da due passi ha tirato su Rubinho che poco dopo ha preso anche un'altra palla al sampdoriano. Dopo alcune fasi concitate, Bovo ha salvato su Maggio davanti a Rubinho e poi al 42' è arrivato il gol decisivo. Splendidi dribbling di Cassano sul fondo sinistro: testa di Maggio da destra, palla respinta sulla linea di Rubinho e poi ancora a Maggio che, di destro, ha tirato infilando di forza fra due rossoblu. Il derby in pratica è finito qui, con la Samp vittoriosa, ma col Genoa che ha meritato l'onore delle armi.

 

IL GIORNALE - Rubinho para quasi tutto l’impossibile Ma che fatica far segnare Maggio. di Massimiliano Lussana. Genova. GENOA: 7,5 RUBINHO. Para tutto il possibile e, fino a tre minuti dalla fine, anche l’impossibile. Cassano fa parte di una terza categoria: oltre l’impossibile. 8 KONKO. Il migliore del Genoa. Ovunque ti giri, lo vedi. Quando «uomo-ovunque» non è una metafora. 6 DE ROSA. Non punge. 7 CRISCITO. Cerca sempre la giocata elegante. E, a tratti, è troppo bello per essere vero. Vero difensore, intendo. 6 ROSSI. Cuore Rossi(blù) (dal 21’st. BOVO 7. Quando entra, con la squadra in dieci, fa per due). 5,5 PARO. Paro(dia) del giocatore dalle giocate geometriche di qualche settimana fa. 5 MILANETTO. Prova vivente che la moviola in campo c’è già (dal 19’ st. LUCARELLI 7,5. Vedi Bovo, in più quasi segna. Difficile pretendere altro). 5 JURIC. Stanco. 5,5 DANILO. L’espulsione è eccessiva, lui è ingenuo. 4,5 BORRIELLO. La peggiore prestazione dell’anno in rossoblù. Ci aveva abituato bene. 6 DI VAIO. Ritrovato. (dal 4’ st. Figueroa 7. Di testa sono tutte sue. Entra e quasi segna. Quel che si dice un gran tocco di Figueroa). Allenatore GASPERINI 7. La sfortuna non è colpa sua, Cassano nemmeno. Azzecca i cambi. SAMPDORIA: 8 CASTELLAZZI. Più che Castellazzi, fortezza. Invalicabile. 7,5 CAMPAGNARO. Come all’andata è il cugino di Campagna(ro). Straordinario in difesa, ottimo in fase di costruzione. Anima sua. 6 SALA. Non fa danni. È una notizia. 6,5 ACCARDI. Elegantone. 4 MAGGIO. Un voto così basso al match-winner? Si spiega con il numero di gol falliti davanti alla porta, quando era più difficile sbagliarli che segnarli. A tratti, sembrava un refuso di mangio (gol). 6 DELVECCHIO. Più ordinato del solito. Che non vuol dire ordinato (dal 23’ st. VOLPI 5. Falloso e ormai avulso da questa squadra, di cui era il capitano fino a un mese fa). 6,5 PALOMBO. Non è stratosferico come nelle ultime partite, ma senza Volpi in campo migliora come il vino. 6,5 FRANCESCHINI. Dove serve, c’è (dal 38’ st. BONAZZOLI 5,5. Ex). 5,5 PIERI. Di solito, oscuro faticatore. Ieri, più oscuro che faticatore. 4,5 BELLUCCI. Ha cantato e portato la croce tutto l’anno. Ieri, nessuna delle due. 9 CASSANO. Sarebbe dieci se non fosse irritante quando parla e protesta anzichè giocare (dal 45’ st. ZIEGLER senza voto). Allenatore: MAZZARRI 7. La fortuna non è una colpa, avere in squadra Cassano nemmeno, aver costruito una squadra su misura di Antonio è un merito. Arbitro: RIZZOLI 6. Troppo severo con Danilo, troppo dolce con Cassano.

IL GIORNALE - Cassano contro tutti: mi ami o mi odi. di Marco Zucchetti. Genova - Il primo derby della storia giocato a febbraio e vinto da Maggio ha il profumo del talento sfrontato di Antonio Cassano. Ci sono voluti 178 minuti, tra andata e ritorno, per far capire a Genova che nel calcio bisogna fare gol. Ma proprio quando sembrava che a Marassi metterla dentro fosse proibito quanto parcheggiare sul sagrato del duomo, ecco spuntare il nemico giurato di ogni proibizione. È infatti un parto del ribelle barese l'assist per Christian Maggio, di professione esterno, per caso sciagurato divoratore di tre occasioni e per diletto goleador. Insomma, stavolta lo spettacolo fu avvincente e la suspense ci fu davvero. Senza ironie sul fatto che fu proprio il genoano De Andrè a comporre la "Canzone del Maggio". Merito dello spettacolo è in gran parte del Pibe di Bari, protagonista mimico e tecnico della partita. Qualcuno scommetteva sull'accoppiata cartellino-gol. Per il giallo bastano 12 minuti: fallo di mano non sanzionato e relativa sceneggiata con insulti a Rizzoli. Eccessiva e immotivata. Cassano fa le bizze, reclama, ridacchia sarcastico, rischia il rosso. «Lo avesse fatto un mio giocatore, sarebbe finito fuori - reclama Gasperini -. Bisogna capire se mandare platealmente a quel paese l'arbitro è consentito. Il Genoa ha giocato in dieci per falli meno gravi». Cassano ghigna con il ceffo furfante di chi sfoggia colpe birichine e talenti lampanti. Sa di avere nei piedi la manna, non si sente «secondo a nessuno». Cassano non segna, ma fa segnare e sognare con assist che sembrano manicaretti. A costo di quelle polemiche che si porta addosso indelebili e cafone come i tatuaggi: «Il Genoa ha solo menato. Ma più mi insultavano, più venivo fuori. O mi odiano o mi amano». Già, lui è fatto così. È quello che chiede il cambio perché è stanco, ma anche «perché volevo l'ovazione e volevo divertirmi un po' da fuori: il gavettone per Mazzarri era già pronto». Mazzarri che nel dopo partita si pente della conferenza stampa congiunta di venerdì con Gasperini: «Faceva il brillante, ora gli brucia». Basta un derby per scavare fossati nelle aiuole malaticce del fair play. Il Genoa dei Tre Marchi (Rossi, Borriello e Di Vaio) conduce le danze con qualche deliziosa piroetta, spaventando subito Castellazzi con Di Vaio. La Samp invece aspetta e ringhia. Ma i rossoblù in avanti mancano di sincronia e il gioco è sterile. La ripresa funziona da contrappasso per l'accidiosa gara d'andata e con la rivoluzione di Maggio la Samp si ritrova padrona dell'incontro. L'esterno comincia a fallire gol a ripetizione e costringe Danilo alla seconda ammonizione: Genoa in dieci e Gasperini che caccia nella mischia tutti i difensori che ha. Terzo tempo all'incontrario con una semi-rissa e terzo Maggio da incubo con l'ennesimo gol sbagliato. Ma quando il numero sette sembra quasi una barzelletta, ecco Cassano che balla il tip-tap nell'area affollata e mette in mezzo. Stavolta la carambola è buona, e Maggio da faticatore si trasforma in goleador e si prende la ribalta. D'altronde a maggio si festeggiano i lavoratori. Ma a febbraio, mese del Carnevale, si festeggia Cassano, l'ultimo buffonesco fuoriclasse in grado di dividere Genova e l'Italia.

 

     

 

 

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