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STAGIONE 2007/08 HOME >> |
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GENOA - SIENA 1 - 3 (0 - 3) Reti: 11' Frick, 20' Loria, 24' Frick, 89' Figueroa Genoa: Rubino, Konko (46' Santos), Bovo, Lucarelli, Rossi, Paro, Juric, Fabiano (27' Sculli), Leon, Borriello, Di Vaio (61' Figueroa). (Scarpi, Masiello, Coppola, Milanetto). Allenatore: Gasperini. Siena: Manninger, Bertotto, Loria, Portanova, Di Ceglie, Vergassola, Codrea, Galoppa, Locatelli (70' Jarolim), Frick (62' Corvia), Maccarone (82' Alberto). (Eleftheropoulis, Rossettini, A.Rossi, Forestieri). All: Beretta. Arbitro: Dondarini. Spettatori 22.700. Ammoniti: Frick, Lucarelli, Vergassola. Angoli: 14-3 per il Genoa
Titolo – Cesena II il ritorno Sottotitolo – Uno sclero a campionato? Ci sono abituato.
Dice il saggio: Il Genoa è un libro già stampato. Nessun genoano avrebbe scommesso una lira sulla vittoria del Siena ma dopo Juventus, Fiorentina, Inter, Palermo, Roma, Torino e Reggina beccando un elemosina in punti tutti sapevano che doveva arrivare una clamorosa figura di m.
I giocatori del Genoa si fanno letteralmente prendere a calci nel culo da quelli del Siena che prima di questa gara, guardando i risultati ottenuti, definire un gruppo di scappati di casa sarebbe un complimento. Nel Siena, una sola vittoria in 14 giornate, gioca un attaccante… vabbè un certo Frick che non segna una rete da Dicembre 2006. Siamo a Dicembre 2007 e la squadra toscana realizza 3 reti in 13 minuti di cui 2 marcati dal Liechtensteiese Frick. Il Grifo riesce nell’ impresa di giocare per tre volte con l’ultima in classifica (Livorno, Reggina e ora Siena) portando a casa un punto, bisognerebbe che le altre in lizza per la retrocessione chiedessero i danni al Genoa. Secondo minuto di gioco, il Genoa conquista un calcio d’angolo e forse perché è vicino il Natale i giocatori del Siena permettono a un rossoblu di colpire verso la rete. Si tratta di Di Vaio che colpisce di testa lo spiovente indirizzato verso il primo palo. La palla finisce a tre metri dal suddetto sorreggi traversa. Descrizione degli altri 13 calci d’angolo conquistati dal Genoa. Il Genoa quando è in difesa sui calci piazzati marca a zona (dopo aver beccato 35 mila reti si accorge che non è il caso e decide di marcare a uomo lasciando la zona solo per il 90’). Spiego meglio il concetto di marcare a zona per il Genoa, io guardo a due metri questo che tu guardi a due metri quello che poi tutti e due guardiamo a due metri quell’altro lì libero sul secondo palo che segna. Ma chi cacchio doveva guardare quello sul secondo palo? Borriello, Di Vaio o Figueroa. Forse Papa Waigo. Contropiede. Giocatore solo davanti a Rubinho e diagonale in porta. L’estremo respinge e la palla naturalmente finisce verso il secondo palo sui piedi dell’ attaccante avversario che la tocca piano in rete. Sfortuna, c’era l’altro invece che il nostro che giustamente era posizionato centralmente a marcare a due metri uno sbuffo di gesso del dischetto del rigore. Il Genoa gioca in difesa a tre con due difensori di ruolo fissi e due esterni di centrocampo che si danno il cambio nel senso che se dopo 25 minuti se uno non riesce a tenere l’avversario viene spostato avanti e ci prova l’altro. Il Genoa la stessa cosa la applica per l’attacco, durante i calci piazzati attacca a zona, la zona dal dischetto del rigore al limite dell’ area. Corner verso il palo lontano. Io guardo questo a due metri che guarda me e la palla, tu guardi quello a due metri che guarda te e la palla che tanto la prende quello sul palo lontano che la dà via tranquillamente perché sul secondo palo non c’è nessuno perché l’unico che ci và, De Rosa, è in panchina e l’altro è da qualche anno a Palermo. Corner verso il primo palo. Palla bassa, respinta del difensore solitario che nel frattempo fa ripetizioni d’inglese perchè è solo e sconsolato e si passa il tempo. Riprendiamo con la gara. 05’ Palla filtrante a sinistra, Galoppa avanza e mette in area. Maccarone indisturbato ceffa la stoccata al volo mentre Locatelli vede il suo tiro ribattuto in corner dal tuffo di Bovo. 08’ Fallo di Juric, dai 30 metri Codrea la mette in porta ma il tiro non è violento. Rubinho non si fida e respinge senza trattenere. 09’ Maccarone quasi sul fondo scherza Konko e accentrandosi si presenta davanti a Rubinho ma è chiuso da tre difensori che permettono la presa a terra al portiere. 10’ Lancio di Galoppa di 40 metri, la palla sfila tra Rossi e Bovo che marcano a due metri Frick unico senese nella metà campo genoana. Frick spara a rete da fuori area e Rubinho si fa letteralmente uccellare. 17’ Fallo su Leon, Borriello batte la punizione lanciando una sassata verso Manninger che pugni chiusi mette in corner. 20’ Angolo Siena. Palla a spiovere al centro dove naturalmente sono in 3 i genoani. Konko la ceffa, la sfera sbatte sulle gambe o chiappe di Borriello e termina davanti a Rubinho dove sono naturalmente 3 i bianconeri smarcatissimi. La prende Loria che è più solo di una Marmosa Andersoni emigrata a Rio de Janeiro e la infila per la seconda volta nella porta genoana. 22’ Maccarone fa quel che vuole e mette palla a Galoppa che incrocia mandando d’un soffio alto sopra la traversa. 24’ Maccarone spostato in area a destra giochetta con Lucarelli che alla fine sbraga. Il Bianconero superato l'avversario allunga la palla verso l’angolo lontano. Rubinho si stende e devia, naturalmente Rossi è sul dischetto del rigore mentre Frick rilascia autografi a turisti di Andorra e la mette dentro. Sono le 15 e 24 e la disfatta di Isandhlwana è replicata (Zulu Dawn lo facevano spesso su Italia 7). Come gli inglesi il Genoa snobba gli avversari, la loro voglia di fare risultato, la loro esperienza, la loro concretezza. Gasperini con presunzione come già fatto a Reggio non si adatta all’ avversario votato esclusivamente al contropiede continuando nello schema che prevede io la do a te che tu la dai a me che la do a quell’ altro che la crossa in gradinata. Il Genoa, invece di gettarsi con gli avanti a testa bassa nel cuore della difesa bianconera proteggendo coi centrocampisti la difesa, pensa alla manovra. Quelli te l’infilano e il Genoa pensa ad andare sulle fasce per poi crossare nel bisagno o nei piedi dei difensori del Siena che sono sempre in 3 su Borriello perché Fabiano, Leon, Di Vaio e poi Sculli giocano sulle fasce a 20 metri dalla zona calda. Unica azione centrale del Genoa nel secondo tempo è al 90’, lancio centrale per Borriello che al limite dell’ area la stoppa e con calma serve a sinistra il libero Figueroa che la spara in porta. Difesa senese in coma. Caso strano. Sul 3 a 0 Konko serve in area Maccarone e per poco Vergassola non fa il quarto mentre entra Sculli per Fabiano. Un esterno di centrocampo per un esterno di centrocampo perché Sculli è più un contenitore che un propositivo. Di Vaio speriamo sia l’ultima sua comparsa in rossoblu. Il Genoa gioca con una difesa a 3 con 2 difensori che fanno casino con un centrocampista. I terzini aggiunti sono i centrocampisti esterni e Di Vaio. A destra il Genoa gioca con due centrocampisti esterni, uno dovrebbe difendere e l’altro offendere. Se uno offende si apre una voragine pericolosa dietro perché quello che rimane non è un difensore così rimangono a difendere tutti e due e fanno casino entrambi perché non sanno posizionarsi a dovere sull’ avversario. Il Genoa gioca costantemente in 10 perché utilizza due giocatori per ricoprire un ruolo con due giocatori che non fanno un difensore. A sinistra terzino Di Vaio e si gioca in 9. Insomma difendono tutti ma nessuno sa difendere perché non sono difensori e tutti fanno casino. In attacco non attacca nessuno, nelle ripartente l’importante è andare sul fondo poi se si arriva sul fondo si torna indietro, tanto in area non c’è nessuno perché Di Vaio è ancora a centrocampo a chiedersi come cacchio è arrivato a giocare a 40 metri dalla porta avversaria. Curiosità. 1-Se Rubinho lancia la palla dall’ altra parte del campo senza passarla a quello che la passa all’ altro che la gira a quello là Gasperini gli fa pulire il cesso con lo spazzolino da denti? 2-Se un giocatore del Genoa tenta di tirare in porta da fuori area Gasperini gli ritira le figurine doppie? 3-Ma il Genoa non aveva 22 giocatori, due per ruolo. Che fine hanno fatto Coppola, Milanetto, De Rosa e Masiello? A quattro giornate dalla fine del girone di ritorno ci troviamo con 18 giocatori perchè 23 o 24 non li vuole in rosa, non li vuole allenare. E meno male che tra un pò c'è il mercato altrimenti ne fa desaparecidos altri 3 o 4 e giocano lui e Caneo. Meno male che Gasperini ha allenato solo il Crotone così la lista dei giocatori che gli stanno simpatici e quella che gli stanno sui coglioni è molto ristretta. Così il mercato lo gestisce di nuovo Preziosi speriamo consigliato da Gaucci. Akaiaoi
Pagelle - Rubinho 4: Se uno durante la settimana ha il torcicollo gioca Scarpi. Evidentemente qualcuno non ha capito che col Siena deve giocare chi è in grado di dare il meglio per salvare il paniere alla squadra. Più volte si mostra insicuro come sulla punizione di Codrea. Sulla prima rete mette la firma, sui due restanti patatrac le colpe sono di altri. Konko 3: Gioca una partita indecente, Maccarone lo manda nel pallone più completo tanto che in possesso di palla s’addormenta pure in area dove serve gli avversari credendo di giocare ancora nel Siena. La sindrome dell' ex colpisce ancora. (Santos 5.5: Entra e commette fallo. Subito dopo nonostante sia il più fresco si fa irridere dalla velocità di un avversario, mi pare Maccarone. Per fortuna dopo gioca una partita decente). Bovo 5: A un certo punto sembra voler prendere paletta e secchiello per costruire un castello di sabbia in piena area tanto la partita è andata. Lanci e rinvii sballati, confusione a iosa sul primo gol è complice con Rossi di una disattenzione imperdonabile pure da Frick. Lucarelli 3: Doveva marcare Frick cosa vuoi dargli. Vabbè dai facciamo 4 perché ha salvato l’onore della squadra che se no usciva dal campo illibata da ammonizioni nonostante un 1 a 3 col Siena. Quando è su Maccarone confeziona perle come in occasione del terzo gol. E' anche lui, per poco, ex Siena. Rossi 5: Ha una crisi d’identità, da infilarlo in rete è passato a vedersi castrato dall’ allenatore. Dalle foto delle reti di Frick probabilmente rimane sfuocato fuori campo. Prima a destra poi in difesa poi a centrocampo ma checcacchio deve fare? Paro e Juric 4: Ci sono partite in cui il Genoa può giocare con Paro e Juric. Contro il Siena il Genoa non può giocare con Paro e Juric perché gli attaccanti devono sfondare al centro e non ai cazzo di lati. Servono lanci e copertura alla difesa. Col Siena si gioca Milanetto-Juric, Milanetto-Coppola o al limite Milanetto-Paro, Paro-Coppola. Come si è giocato? Juric dalla disperazione viene dirottato sulla sinistra per lasciare Locatelli a Rossi spostato al centro. 350 mila cambi di posizione per perdere 1 a 3 col Siena. Fabiano 5: Non si è capito se ha giocato bene o male perché ha pagato per tutti dopo 25 minuti. Ma ha giocato per fare i cross? Ha giocato per fare il terzino? Per andare sul fondo e servire chi? Come cacchio è stato impiegato? Ah siamo l’Olanda del calcio totale. Quindi lui impersonificava Suurbier, Rijsbergen, Haan, Krol, Jansen, Neeskens, Van Hanegem, Rep, Cruijff o Rensenbrink. Quando esce gli attaccanti passano a fare i raccattapalle, i centrocampisti a reggere la bandiera del corner e i difensori a rifare le righe del campo che se piove non si sà mai. (Sculli 6: Non si capisce bene che cacchio di ruolo abbia comunque entra sul 3 a 0 e la partita finisce 3 a 1 quindi non peggiora niente. Per lo meno ha la grinta e la voglia di rifilare qualche calcione ai senesi. Leon 5.5: Traversone al centro, non c’è nessuno e il difensore respinge. Riprende palla e con un altro traversone cerca d’abbattere il difensore, tanto in area non c’è nessuno, ma il difensore testardo respinge. La palla gli ritorna per la terza volta e sconsolato la mette in braccio al portiere. Due tentativi sui quali è bravo Manninger nella ribattuta. Borriello 8: Protegge palla, rincorre gli avversari, si sbatte, tenta e ritenta di combinare qualcosa pure sulla fascia. Cosa cazzo ci fa sulla fascia non lo so e non lo sa neanche lui. Con Sculli è l’unico giocatore del Genoa a cui girano i coglioni di perdere così in casa col Siena. Sfortunato nell' occasione in cui Konko ceffando la palla la lascia sbattere sul deretano dell' attaccante rossoblù in difesa. Di Vaio 4: Puttanaeva!!! E ho già scritto molto. (Figueroa 6: Vaga per il campo aspettando che qualcuno si degni a dargli una palla decente. Forse per Gasperini deve fare l’esterno e controllare che il segnalatore nella bandierina del guardalinee funzioni. Borriello lo serve e lui fa gol. Meno male che Gasperini negli spogliatoi chiarisce che è solo un caso, è la prima e ultima volta che si cercano le vie centrali, lui le chiama palla lunga e pedalare). Gasperini 2: Prendere 11 giocatori e li sposta prima a destra, poi al centro, poi a sinistra, poi in difesa poi in attacco poi in gradinata poi negli spogliatoi poi a prendere il tè. Arbitro: Dondarini 6.5: C'è da dire che non è stato difficile arbitrare sta cosa. Nel primo tempo c'è stato su un traversone una ribattuta corpo braccio di un senese ma un rigore è un altra cosa. Nel secondo tempo due interventi in area su Borriello, nel primo l'attaccante s'ingamba da solo nel secondo si sbaccia col difensore. Akaiaoi
SPERIAMO PORTI BENE COME A CROTONE
TUTTOSPORT - Genoa shock, blitz Siena. I toscani approfittano delle distrazioni in avvio della difesa rossoblù (1-3). Gasperini non cerca scuse: «La nostra gara più brutta». Preziosi: «Arrabbiatissimo». I liguri già sotto di tre gol al 24’ del primo tempo. Il tecnico: «Si può perdere, ma non così». Intanto la società valuta il ritiro anticipato per preparare la gara di Empoli. di Giovanni Tosco. Genova. Troppo brutto per essere vero. Potremmo anche interpretare così la sconcertante prestazione del Genoa, sconfitto dal Siena con un inequivocabile 3- 1 (ma la partita era virtualmente finita al 24’ del primo tempo, quando i toscani erano sopra di tre gol) e fischiato dall’intero stadio: il fatto è che i rossoblù non vincono da otto giornate e che, se è prematuro allarmarsi per una classifica comunque non allegrissima, certe battute d’arresto autorizzano riflessioni e preoccupazioni che vanno ben al di là degli errori con cui è stata spianata la strada al Siena, tornato al successo dopo sette partite grazie a Mario Frick, autore di una doppietta, e Simone Loria. L’attaccante del Liechtenstein ha sfruttato prima un lungo lancio di Galloppa sul quale Rossi soprattutto e Bovo si sono fatti cogliere fuori posizione, quindi un assist di Maccarone, abile a dribblare in area Lucarelli e servire il compagno solo soletto a due passi da Rubinho: in mezzo, il centrale difensivo s’è trovato la palla tra i piedi sugli sviluppi di un’azione d’angolo che è l’emblema del pomeriggio genoano, con le incertezze in serie di Paro, Di Vaio e Konko. Anziché reagire in maniera rabbiosa, la squadra di Gasperini è andata in totale confusione, tanto che le sostituzioni (subito Sculli per Fabiano, all’inizio della ripresa Santos per Konko e poco dopo Figueroa per Di Vaio) e i conseguenti cambiamenti tattici hanno prodotto pochissimo e sempre a seguito di iniziative isolate. Così, il Siena nella ripresa ha controllato senza affanni la gara, concedendosi l’unica incertezza a un minuto dalla fine, quando Figueroa s’è tolto la soddisfazione di segnare il primo gol nel nostro campionato. Troppo brutto, questo Genoa, per indurre a cercare alibi o scusanti. Non lo fa Enrico Preziosi: «Non so cos’è successo ma è una sconfitta pesante. Abbiamo lasciato troppo campo al Siena, che ha tirato tre volte in porta ma ha fatto tre gol. C’è molto da riflettere sulla solidità della nostra difesa. Sono molto arrabbiato perché contro una diretta concorrente per la salvezza non si doveva perdere». Il presidente difende Gasperini («Prima tutti a esaltarlo, ora non è il caso di crocifiggerlo...»), non s’addentra nei temuti discorsi di mercato ( « Giocando così, non basterebbe neppure prendere Maradona...») e comprende appieno l’atteggiamento tenuto dai tifosi: «Si aspettavano ben altra partita...». Non lo fa Preziosi, dunque, e non lo fa Gian Piero Gasperini: « Un patatrac enorme, per il quale non ci dobbiamo attaccare a niente: si può perdere, ma non così. La gara s’è incanalata male e non siamo riusciti in alcun modo a riaggiustarla, però questa è una prestazione che ci fa tornare indietro, la peggiore di sempre. Sapevamo che era una sfida importante per raccogliere punti: presi i primi due gol in quel modo, abbiamo perso lucidità e serenità. Ci siamo smarriti, sono saltati i meccanismi in fase difensiva e in avanti e non abbiamo fatto nulla di quello che di solito fa il Genoa». Il tecnico non ritiene sbagliato l’approccio ( « I giocatori erano convinti, motivati»), respinge le critiche sulla scelta di schierare Konko, o in alternativa Rossi, sulla linea dei difensori, lasciando in panchina Santos e Masiello e in tribuna De Rosa («Adesso è facile muovere questi appunti, però tante volte abbiamo giocato così e le cose sono andate benissimo » ) e non nasconde un pizzico di apprensione: «Se non fai punti la classifica peggiora per forza... E con certe prove è difficile fare risultato...». Mentre la società valuta se mandare la squadra in ritiro anticipato in vista della trasferta di Empoli, ipotesi più che probabile, la piccola consolazione di giornata arriva dal gol di Lucho Figueroa. «Sono contento per lui, anche se ormai il Genoa non c’era più...», taglia corto Gasperini. L’argentino, a sua volta, può essere soddisfatto solo in parte: «Fare gol è sempre importante, però sognavo che la mia prima rete in Italia avvenisse in maniera diversa e che servisse a vincere... So che non sarà facile trovare spazio per me, visto come sta giocando Borriello: ma adesso conta che la squadra si rialzi e guardi avanti».
TUTTOSPORT - LE PAGELLE - Galloppa e Frick, che spettacolo. Disastro Konko, Leon non incide. di Giovanni Tosco. GENOA. Rubinho 5.5: subisce il primo gol di Frick sul proprio palo. Konko 4: disastroso sia sulla linea difensiva, sia quando Gasperini lo porta in mezzo al campo nel tentativo di contenere l’aggressività del Siena. Santos (1’ st) 6: entra quando ormai il destino è segnato, ma si dimostra attento. Bovo 4.5: chiude tardi sull’1-0 di Frick, per poi dimostrare troppa insicurezza. Lucarelli 5: “scherzato” da Maccarone nell’azione del 3-0. Rossi 4.5: si fa prendere in contropiede sul lancio che vale il vantaggio toscano. Soffre sulla fascia. Lotta nella ripresa, spostato al centro. Paro 5: soffre l’aggressività dei centrocampisti senesi. Dovrebbe mantenere l’ordine, ma è un Genoa che si affida quasi esclusivamente a spunti individuali. Juric 5: travolto dal micidiale avvio bianconero, viene spostato da Gasperini sulla fascia sinistra nel tentativo di recuperare il triplo svantaggio. Fabiano 5.5: poco propositivo, viene sostituito per esigenze tattiche. Sculli (27’ st) 5.5: fatica a entrare in partita. Nella ripresa cerca di costruire qualcosa di pericoloso, senza fortuna. Leon 5.5: dalla distanza spaventa Manninger, ma troppo spesso le sue sono iniziative fine a se stesse. Borriello 6: lotta dall’inizio alla fine con caparbietà. Non è giornata neppure per lui (impegna Manninger solo su punizione), però ha il merito di crederci sempre e dà a Figueroa l’assist del 3-1. Di Vaio 5: vince il ballottaggio con Sculli, tuttavia offre solo un paio di sussulti all’interno di una prestazione anonima. Figueroa (16’ st) 5.5: nel finale la soddisfazione del primo gol in Italia. Fino a quel momento non si vede mai All. Gasperini 5: tre punti in otto partite. E stavolta non c’è neppure la soddisfazione di una prova adeguata alle attese. SIENA. Manninger 6.5: puntuale ogni volta in cui viene chiamato in causa. Su Borriello e Leon gli interventi più difficili. Bertotto 6.5: contiene con bravura Di Vaio. Paga l’unica incertezza con la rete di Figueroa, ma è ininfluente. Portanova 6.5: in collaborazione con Loria impedisce a Borriello di lasciare il segno. Loria 7: tempestivo nelle chiusure, ha il merito di firmare la rete (terza stagionale) del raddoppio. De Ceglie 6.5: presidia con attenzione la fascia di competenza e sfiora il gol. Vergassola 6.5: recupera palloni e avvia le ripartenze in maniera costante. Codrea 6.5: faro in mezzo al campo, convincente anche nella protezione della difesa. Galloppa 7.5: personalità e determinazione. Splendido il lancio che consente a Frick di firmare l’1-0. Locatelli 6.5: rapido ed efficace nella fase offensiva, dà un prezioso contributo in copertura. Jarolim (25’ st) 6: porta una ventata di freschezza quando c’è bisogno. Frick 7.5: non segnava da quasi un anno. Stavolta realizza una doppietta bella e importante, ripagando la fiducia ricevuta da Beretta. Corvia (17’ st) 6: prova qualche contropiede ma soprattutto aiuta a difendere la vittoria. Maccarone 6.5: abile nel creare spazi ai compagni, lascia sul posto Lucarelli con un dribbling secco e consente a Frick di chiudere i conti. Alberto (37’ st) ng. All. Beretta 7: prepara la gara alla perfezione, chiedendo alla squadra di pressare alto e occupare gli spazi. Il Genoa gli dà una mano, ma la vittoria è in buona parte merito suo. Arbitro Dondarini 5.5: un po’ tirchio con i cartellini, specie nei momenti di nervosismo. Due episodi dubbi in area senese, entrambi su Borriello.
IL
SECOLO XIX -
Ventitré minuti per affondare.
ROSSOBLÙ TRAVOLTI SENZA REAGIRE. di Giovanni Ciolina. GENOVA. Testa
bassa e mani levate in segno di resa, ma soprattutto di scuse nei
confronti della Nord. Marco Borriello, accompagnato dai compagni «a
prendere di petto» la tifoseria, è l’immagine del Genoa che esce dalla
gara del possibile scatto verso una salvezza tranquilla con una
sconfitta pesantissima (3-1) ancora di più dei tre gol subiti in 23
minuti dal Siena. Non resta che alzare le braccia e prendere coraggio
dal ritorno al gol di Figueroa per fare blocco e fermare quell’Empoli
dello scatenato Pozzi: 4 gol ieri al Cagliari. Non ci sono scusanti: il
Grifone gioca la peggiore partita dell’era Gasperini in rossoblù e si
ritrova invischiato nella bagarre di quelle acque che non ti permettono
di vedere il fondo e che nascondono eventuali trappole. Empoli domenica
prossima e il Parma a Marassi sabato 22 dicembre sono già appuntamenti
da sangue e arena. E soprattutto da vincere per mettere in forziere
serenità e tranquillità, oltre che per archiviare al più presto la
brutta prova con i ragazzi di Mario Beretta. Una condizione che i
rossoblù avrebbero voluto evitare e che potrebbe portare in settimana la
squadra ad anticipare la partenza per la Toscana. Nessun ritiro
punitivo, ma sicuramente una pausa di riflessione per fare il punto
della situazione e tornare a correre come una volta. Tre punti in otto
gare sono troppo pochi. TUTTO DA RIFARE. Tre gol, dalla pur volenterosa
formazione bianconera, sono invece effettivamente troppi. «È quasi tutto
sbagliato. È quasi tutto da rifare. Riferito alla gara con il Siena» è
la sintesi di Gian Piero Gasperini nell’immediato dopogara. Corretto,
giusto: da estendere a tutte le componenti in gioco. Allenatore
compreso. Detto questo, l’impressione negativa che Rossi e compagni
regalano nel pomeriggio genovese non deve assolutamente trasformare in
un manipolo di brocchi una squadra che fino a due settimane spingeva a
parlare di coppe varie. E di azzurro per qualcuno (Bovo). Che le cose
rischino di mettersi male lo si intuisce fin dal primo momento, quando
il Genoa si schiera con Konko in difesa al fianco di Bovo e Lucarelli, e
con Fabiano pronto a ripiegare. Una scelta che già in altre occasione
aveva dato risultati positivi, ma il problema eventualmente è nello
schieramento del Siena e soprattutto di quel Thomas Locatelli schierato
a mo’ di trequartista alle spalle di Fricke Maccarone. In effetti è un
Siena a tridente che merita una difesa a quattro del Genoa. Tardivo (e
inutile) lo spostamento di Konko a prendersi cura di Locatelli, con
Rossi arretrato in difesa. A posteriori le manciate di corsa, carattere
e qualità di Locatelli rendono ancora più gustoso il sottofondo a base
di sacrificio di Maccarone. E per il Genoa è presto notte fonda. I gol
sono disattenzioni, regali,ma non è il Genoa delle scorse settimane.
«Abbiamo commesso tre errori mai visti in difesa. C’è molto da pensare
sulla validità della nostra difesa» è l’amara considerazione del
presidente Enrico Preziosi. Limitativo, forse, ridurre le cause di una
debacle al rendimento del reparto arretrato. Il Genoa che vuole
Gasperini non può prescindere da una condizione basilare: la condizione
fisica e la corsa. GRIFONE SULLE GINOCCHIA. I rossoblù fanno del
movimento, del pressing, la loro arma vincente e quando viene meno il
meccanismo si inceppa. Un pregio, ma anche un limite, quandole cose non
vanno per il verso giusto. E così Juric e proprio “Abdu” Konko
rappresentano i due elementi maggiormente in difficoltà. Il croato
comincia su Locatelli e fatica parecchio. Eccessivamente per un
trottolino che finora aveva assicurato una incoraggiante continuità.
Senza i polmoni del centrocampo tutta la squadra va in difficoltà contro
un rombo senese (Codrea vertice basso, Vergassola a destra e Galloppa a
sinistra, Locatelli in avanti) che non risparmia grinta e cuore. Se il
Grifo riduce i giri del motore il gioco si fa prevedibile e soprattutto
senza quelle accelerazioni sulle fasce in grado di creare problemi a
Roma, Fiorentina e Palermo. Un metodo che intravedi invece in quelli del
Siena che si portano a casa un primo tempo veramente perfetto e con
Mario Frick nei panni di mattatore: doppietta e tanti applausi.
«Finalmente mi sono sbloccato ammette ma è la squadra ad aver fatto una
grande impresa a vincere a Marassi: campo difficile». Frick, Maccarone e
Locatelli sono gli uomini copertina del Siena al quale il Grifone oppone
solo Borriello (merita la sufficenza non fosse solo per l’impegno
mostrato) e Lucho Figueroa. L’argentino gioca mezz’ora e riesce a
mettere a segno il primo gol vero in rossoblù dopo due anni di assenza
per infortunio. TOLLERANZA. Non gioca una partita magistrale, ma nei
confronti di Marco Di Vaio sarebbe necessaria una maggiore riconoscenza.
Fischiarlo a priori è un atteggiamento ingeneroso nei confronti di un
elemento che non sta facendo bene, ma che l’anno scorso ha dato tanto e
ora, soprattutto, si sacrifica in un gioco di copri e riparti che non è
nel suo dna e sicuramente lo penalizza negli ultimi trenta metri.
Discorso che si può estendere ad altri elementi che stanno tirando la
corretta. Serve compattezza in questo momento, da parte di tutti. Che
non significa mancanza di critiche, ma neanche gioco al bersaglio. Ad
Empoli, e in questa settimana, serve una dimostrazione di maturità
collettiva.
IL SECOLO XIX - Preziosi apre il "processo" «Bisogna voltare pagina». «Mercato? Ci andremo. Ma oggi non si vinceva neanche con Maradona». di Giovanni Ciolina. Genova. Come un pugile raggiunto da una serie di diretti al volto resta seduto al suo posto. Con le mani cerca di ricostruire i passaggi a vuoto della sua squadra, nella speranza di riuscire a capire il perché (aiutato dal vice Pastorello) del 3-1 subito dal Siena. Ed anche per lui è impresa ardua. Difficile e soprattutto amara. Enrico Preziosi è furibondo. E' sufficiente guardarlo in viso per rendersene conto, ma si guadagna l'unica sufficienza di giornata in pagella - insieme a Borriello e Figueroa - per la capacità di mantenere calma e serenità in un momento non certo facile. Questo non vuol dire disinteresse. Casomai attaccamento morboso ad una creatura che sente sua come non mai e che vorrebbe veder volare sopra le nuvole che in una domenica dicembrina portano tempesta. Se in pubblico il patron rossoblù riesce a mantenere l'equilibrio, nel confronto con la squadra nel dopo partita sicuramente deve aver usato toni sicuramente più convincenti per rendere ben chiaro il suo umore: o meglio malumore. Mai Preziosi avrebbe pensato di vivere una domenica del genere e sicuramente mai vorrà riviverla. Siena come un episodio, quindi, ma «dopo una gara del genere i processi sono naturali. Una sconfitta sulla quale c'è molto da pensare» puntualizza Preziosi che prende atto della situazione e spedisce al mister il compito «di capire i motivi della sconfitta». Nei confronti di Gasperini, però, al momento non c'è nessun attacco diretto «anche perché con questa squadra abbiamo centrato tre vittorie consecutive. Non discuto le scelte del mister». Il presidente Preziosi però va subito al nodo della questione e individua «nell'approccio» uno dei nodi della battuta a vuoto. «Nessuno si aspettava una debacle del genere. Nè noi, nè i tifosi, ma l'augurio è che ci faccia meditare sull'approccio alla partita. Ci siamo fatti fregare al primo tiro ed ora è necessario cambiare pagina». Svolta: è questa la richiesta del patron rossoblù che rimane interdetto quando prova a darsi una ragione sul passaggio a vuoto: «Siamo entrati in campo male, non riesco a spiegarmi il perché ed abbiamo commesso un sacco di errori. Potevamo pareggiare, ma è stato bravo Manninger. Ma è stata poca roba, non certo situazioni in grado di far pensare ad una virata decisa». Volto tirato dalla tensione, Preziosi si augura «che questa gara ci dia la sveglia e soprattutto non lasci strascichi psicologici». Una speranza estesa a tutto il popolo rossoblù. Molti appassionati hanno lasciato Marassi ben prima del fischio finale. In effetti le tre sberle rifilate alla difesa genoana da Frick e Loria hanno il sapore ancora più amaro e inatteso di un tracollo che arriva «in una domenica che pensavamo del rilancio». Che a gennaio il Grifone tornasse sul mercato era cosa risaputa, ma a questo punto il rilancio sembra scontato. «Faremo quello che abbiamo detto»è la laconica puntualizzazione del presidente rossoblù«anche se con il Siena non avremmo vinto neppure avessimo preso Maradona». Parole pensati che fanno da preambolo all'affondo presidenziale e capace di mettere in dito nella piaga con l'effetto che ha una manciata di sale su una ferita aperta: «Ci vuole mentalità». Punto e a capo. «Bisogna voltare pagina»è la parola d'ordine di Preziosi dopo una sconfitta che rischia di lasciare il segno. «Nessun processo in atto, ma c'è molto da pensare» ribadisce prima di tuffarsi nel pancione del Ferraris seguito dai più stretti collaboratori. Poi il faccia a faccia con la squadra, il tecnico, con l'ambiente, prima di salutare e dare appuntamento a domenica prossima.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 5 Subito reattivo all’8’ sulla punizione a sorpresa – dalla distanza – dell’ ex Codrea, poi sulla fucilata di Frick che sblocca il risultato si fa uccellare sul proprio palo. Sul raddoppio di Loria può poco, visto che la difesa gli si apre davanti come il Mar Rosso. Sul terzo gol arriva, invece, sulla sventola di Maccarone, ma non riesce ad allontanare la palla. KONKO 4,5 Si fa fumare in dribbling stretto da Maccarone, che gli va via: ci pensa Rubinho a sbarrare la strada all’attaccante. Un altro erroraccio – un retropassaggio sbagliato –mette inmoto BigMac che propizia il gol dello 0-3. Anche sul 2-0 nella zona di Loria c’è lui. Con l’uscita di Fabiano avanza in mediana su Locatelli, che non vede. Al 33’ incespica di nuovo nella propria area, e il Siena va vicino al quarto gol con Vergassola. In totale confusione: irriconoscibile, come tutto il Genoa (1’ st SANTOS 5,5: va a fare il centrale, e ci mette i centimetri. Dietro è fra i meno peggio, però anche lui talvolta si prende rischi assurdi cercando controlli avventurosi). BOVO 5 Dotato di tecnica sopraffina, questa volta anche lui svirgola e spazza con alcuni campanili da oratorio. Con l’ingresso di Santos si decentra come terzo di destra difensivo. Un passaggio sbagliato per distrazione innesca Corvia che non infierisce solo perché non ha il piede felice. L’errore più grande lo confeziona sul primo gol: Rossi si distrae e perde Frick,ma alle spalle del compagno è lui che dovrebbe chiudere. Una giornata da dimenticare pure per lui. LUCARELLI 5 Si fa ingannare dalla finta di Maccarone, che può servire a Frick la palla della doppietta personale: nell’occasione ritarda anche l’intervento su Big Mac, che ha troppo spazio per avanzare, controllare e pensare. Rispetto al consueto è anche meno propositivo in fase di impostazione. Si spinge sui calci piazzati a cercare fortuna in area avversaria, ma non ne trova neppure un briciolo. M.ROSSI 5 Inizia bene, cercando il fondo in sovrapposizione. Poi però si lascia scappare Frick che non perdona e va a segnare: è l’inizio del tracollo. Arretra in difesa nel riassetto dopo l’uscita di Fabiano. Da marcatore si rinfranza. Nella ripresa avanza invece fare il mediano (con un occhio e anche più su Locatelli) accanto a Paro: spegne la luce al fantasista toscano, però non riesce a trovare lo spazio per gli inserimenti in avanti che, partendo da dietro, sono il piatto forte. PARO 5 La voglia non manca, lo spirito pure. I risultati invece sì: alla fine perde il duello a distanza con Codrea, che in verità non fa moltissimo ed è parecchio distante dal giocatore straordinario visto giovanissimo in rossoblù prima dell’infortunio. Si trova spesso a navigare solo in mezzo, in un mare in tempesta. Con il Genoa che affonda ha il solo merito di non abbandonare la nave, perché in realtà si vede poco in fase difensiva e ancora meno in quella offensiva nella quale pure si spinge a provare la botta. JURIC 5 Fa il pendolo: in marcatura su Locatelli in fase difensiva, per poi distendersi in avanti. Si decentra come centrocampista di sinistra nel 3313 (in fase offensiva) quando esce Fabiano. Fa invece l’esterno vero nella ripresa con il ritorno al modulo classico. In verità, questa volta è parecchio confusionario: non riesce a contrastare efficacemente Locatelli, non riesce a sdoppiarsi come in passato aveva invece saputo faremolto bene, non trova i tempi negli inserimenti e sbaglia pure gli appoggi. FABIANO 5 Fa il compitino, badando soprattutto a coprire su Vergassola ma all’occorrenza scala pure su Maccarone o Frick, quando capita da quella parte. In fase offensiva, un passo abbondante indietro rispetto a Torino (27’ pt SCULLI 5,5: va a fare l’esterno di destra nel tridente, attento però a coprire in fase difensiva. Nel secondo tempo si abbassa sulla linea dei centrocampisti, con il ritorno al 343, pronto però a sostenere l’attacco. Lui solitamente piuttosto ordinato, si fa condizionare dal marasma e fa parecchia confusione. Ha però il grande pregio di metterci almeno un cuore così). LEON 5,5 Prova il numero e trova un bel sinistro, ma alla mezz’ora Manninger – poco stile, molta sostanza – gli dice no. Quando Gasperini, sullo 0-3, risistema la squadra, lo accentra a fare il trequartista dietro le tre punte (nel secondo tempo tornerà ad allargarsi). Non è fortunato neppure nella ripresa quando spara la botta e Manninger frustra ancora i suoi tentativi. Va a corrente alternata, però almeno non si nasconde come a Reggio Calabria: prova fino alla fine a inventarsi qualcosa. BORRIELLO 6,5 Non è un caso se è l’unico a ricevere un coro personalizzato («C’è solo Marco Borriello»): lotta su ogni palla come fosse quella decisiva, combatte spesso da solo contro Portanova e Loria. Oltre all’anima mette pure qualità non supportata dalla fortuna nelle giocate. Solo un grande Manninger al 17’ può impedirgli di segnare con una straordinaria botta su punizione. Alla fine, con l’ingresso di Figueroa, fa pure l’esterno, ed è lui a dare una palla d’oro per il gol di Figueroa. Mezzo voto in meno perché sul gol di Loria, insieme a Konko, c’è lui. DI VAIO 4,5 I fischi che accompagnano la sua uscita sono impietosi, ma rendono l’idea. Chi dice che non si sbatte è in malafede, perché in realtà quando serve rincula anche a marcare nella propria area. Però non graffia più (16’ st FIGUEROA 6: voto di incoraggiamento per il ritorno alla rete. L’uomo della Provvidenza da tutti invocato a lungo non tocca biglia; è fatto così, il meglio lo dà nei sedici metri. Infatti, appena Borriello gli appoggia una palla giocabile, fa subito centro: è la nota più lieta in una giornata nera come la pece). SIENA Manninger 7; Bertotto 7, Portanova 7, Loria 7,De Ceglie 7; Vergassola 7, Codrea 6,5,Galloppa 6,5; Locatelli 7,5 (25’ st Jarolim6) ; Frick 8 (17’ st Corvia 6),Maccarone 7 (37’ stAlberto ng). ARBITRO Dondarini di Finale Emilia 5: sul cross di Fabiano, al 13’ Bertotto respinge con un braccio in area,ma si prosegue; un minuto dopo sempre Bertotto “abbraccia” Borriello nei sedici metri, però l’arbitro concede il vantaggio (che non si concretizza). Va tutto bene anche quando Loria si aggrappa alla maglia di Borriello vanificando un tentativo di contropiede. Si tappa gli occhi pure quando al 3’ della ripresa, di nuovo Loria stende Borriello in area.Al 30’ anche Bertotto può sgambettare impunemente il centravanti rossoblù. È uno dei peggiori arbitri in circolazione: anche se non ha inciso sul risultato, la colpa non è sua: è di chi lo manca in giro.
IL SECOLO XIX - «La peggior partita da un anno e mezzo». di Giuliano Gnecco. Gasperini non cerca alibi: «La responsabilitàè solo nostra. È saltato ogni meccanismo: non deve succedere mai più». Genova. Più che una partita, un incubo. Sembrava di tornare indietro nel tempo, all'ultima uscita del Siena al Ferraris: solo le conseguenze - almeno - non sono così drammatiche. «È stata bruttissima, abbiamo fatto un patatrac enorme e inaspettato - ammette Gian Piero Gasperini - Sapevamo che era una partita importante, dopo una serie di gare difficili. Abbiamo preso subito due gol, e siamo andati allo sbaraglio. È stata la peggior partita di sempre; è successo, bisogna ripartire. Eppure c'erano i presupposti giusti, i giocatori erano convinti. Sullo 2-0 sono saltati tutti i meccanismi nel gioco offensivo e difensivo. Non siamo stati capaci di trovare niente di quanto di solito facciamo». Le colpe? Gasperini non cerca alibi: «La responsabilità è nostra, fine. Prima abbiamo commesso errori grossolani che in A si pagano, poi non siamo stati capaci di fare una prestazione dignitosa. Ai giocatori è subentrata la frenesia. È mancata sicurezza. L'impegno non è mancato da parte di nessuno, è mancata l'organizzazione di gioco. Tutti hanno cercato di dare il massimo, ma erano giocate singole. È compito mio recuperare le fila del tutto». Il pubblico non ha gradito. Anche se ha sostenuto la squadra. «Ci hanno fischiato alla fine, giustamente - confida il tecnico - La gente ci è sempre stata vicina. Poi se fai certi erroracci non puoi avere pretese». Inciso: a fine partita la Nord ha chiamato la squadra sotto la Gradinata per contestarla; i giocatori hanno avuto la dignità e il coraggio di accettare l'invito: i fischi si sono trasformati nel coro «non vi lasceremo mai». È nella prima metà del primo tempo che il Grifone è stato colpito e affondato: «È saltato ogni meccanismo, abbiamo avuto 15' di confusione - nota Gasperini - È una cosa molto brutta, non deve più succedere mai più». E adesso anche la classifica inizia ad essere meno stabile: «Raccogliendo pochi punti, a lungo era destinata a peggiorare - ricorda l'allenatore - Però siamo lì a giocarci le gare, anche se con certe prestazioni è difficile fare risultato». Per certi versi il secondo tempo è stato ancora più preoccupante del primo, perché - nonostante ci fosse la volontà - è mancata la reazione, è mancato il tentativo di gettare il cuore oltre l'ostacolo e quanto meno cingere d'assedio il Siena. In sintesi: l'impressione è che in molti giocatori sia subentrata la rassegnazione, anche se comunque si sono impegnati per decoro e orgoglio. Poi, una coincidenza: il Genoa soffre gli scontri diretti. Ha perso ha Reggio Calabria, ha pareggiato in casa con il Livorno e ha avuto un tracollo - troppo brutto il Grifone per essere vero - contro il Siena. Gasperini dissente: «Abbiamo battuto il Cagliari, abbiamo pareggiato a Torino», ricorda. La prova del nove: da qui a Natale ci sono altri due scontri diretti. Domenica a Empoli, il sabato successimo in casa con il Parma. È già fallito al primo tentativo l'obiettivo di raccogliere non meno di sette punti in tre partite; il nuovo obiettivo minimale va rivisto: servono almeno quattro punti. Se poi si fosse possibile raccoglierne sei, i conti quasi tornerebbero. Alla Bartali: è tutto sbagliato, tutto da rifare? «No - ribatte Gasperini - È quasi tutto sbagliato e quasi tutto da rifare. Ma oggi. Abbiamo sbagliato una partita, ma abbiamo spesso raccolto risultati e giocato bene». La cosa più positiva? Il ritorno al gol di Figueroa, in progresso costante dopo il lungo infortunio: «Sì, per lui è una bella soddisfazione - osserva Gasperini - ma oramai non c'era niente del Genoa. Eramo tutte palle lunghe e pedalare: non è questa la strada». Quella giusta va ritrovata già da domenica a Empoli. Una sfida da non perdere.
LA REPUBBLICA
- Il Genoa annichilisce. Preziosi "Non ci basterebbe Maradona".
Naufragio col Siena, il bel gioco non c´è più. Il presidente assolve il
tecnico ma chiede di cambiare Il presidente mette nel mirino i difensori
"Servono subito le contromisure" L´intensità e la freschezza atletica
venute meno alla base del tracollo. di Gessi Adamoli. Rimane annichilito
Enrico Preziosi, proprio come i 23 mila tifosi presenti ieri allo
stadio, nel vedere sprofondare il Genoa davanti al Siena ultimo in
classifica. Non c´è traccia della squadra che aveva ottenuto tre
vittoria di fila e che praticava il calcio più divertente della serie A.
Il gioco non c´è più e comincia anche ad esserci una classifica che non
permette più di rimanere tranquilli. Si aspetta gennaio per puntellare
una squadra che aveva illuso, andando probabilmente oltre quelle che
erano le proprie possibilità. «Sì, però giocando così non vinciamo
nemmeno se dovesse arrivare Maradona» osserva sconsolato il presidente
genoano. Non vuole gettare la croce addosso a Gasperini: «Non sarebbe
serio, tutti l´abbiamo sempre considerato come il principale artefice
dei nostri successi. Ma ora, dopo una sconfitta di queste proporzioni, è
inevitabile che scatti il processo. Io dico che occorre al più presto
invertire la rotta e che bisogna meditare per trovare le contromisure
più idonee. E certamente occorre interrogarsi sulla validità della
nostra difesa, anche se c´erano in campo questi giocatori quando abbiamo
ottenuto le tre vittorie di fila con Udinese, Napoli e Cagliari». Rossi,
Konko, Bovo e Lucarelli sono in finiti in balìa degli attaccanti
avversari. Maccarone, Locatelli e Frick sembravano irresistibili,
assolutamente immarcabili. Ma la punta del Liechtenstein, autore di una
doppietta (la prima in serie A), non segnava da un anno: l´ultimo gol
all´Atalanta il 17 dicembre 2006. Ad esaltare gli attaccanti del Siena è
stata una difesa maldestra e pasticciona. Frick ha aperto e chiuso le
marcature. Prima (11´) ha sfruttato un lancio in profondità di Galloppa
(uno degli schemi più ricorrenti del Siena), sfruttando un errore di
posizione di Rossi ma anche di Bovo che non ha fornito al compagno la
necessaria copertura. E anche Rubinho non è stato esente da colpe,
perché sul bolide di Frick, che ha calciato in corsa di sinistro,
neanche fosse Gigi Riva, sembrava in parata ma la palla gli ha sfiorato
le mani. Poi (24´) ha chiuso il match deponendo nella porta sguarnita
una corta respinta di Rubinho dopo che Maccarone si era preso gioco di
Lucarelli. In mezzo (20´) il gol di Loria che su corner si è avventato
su una palla morta dopo che Konko aveva sbagliato il rinvio. Gasperini
sullo 0-3 ha tentato di ridisegnare tatticamente il suo Genoa, ma senza
ottenere risultati tangibili: è uscito Fabiano, è entrato Sculli che si
è sistemato nella posizione di Leon, il quale è andato a fare il
trequartista dietro le punte, mentre a centrocampo Juric si è spostato a
sinistra e Konko è andato a pressione su Locatelli. Tutto inutile, come
pochi benefici ha portato, all´inizio della ripresa, l´ingresso di
Santos che ha fatto il centrale in difesa con Bovo spostato sul
centro-destra e Rossi avanzato al posto di Konko a marcare a uomo su
Locatelli. Il gol di Figueroa, che ha confermato il suo opportunismo in
area di rigore, è infatti arrivato all´ultimo minuto. Dietro
l´involuzione del Genoa non c´è un problema tattico; alla base dei
successi che avevano fatto della squadra rossoblù la rivelazione del
campionato c´erano intensità agonistica e freschezza atletica. Ora il
Genoa, che non vince dal 7 ottobre (a Marassi con il Cagliari) non va
più forte degli avversari, anzi capita, come ieri, che vada più piano. E
così non riesce a sciorinare il calcio che Gasperini gli impone. Non si
è giocato palla a terra, non ci sono state sovrapposizioni sulle fasce,
ma si è continuato a buttare palloni "alti e molli" nell´area del Siena
(42 cross in totale) ad esaltare le doti aeree di Portanova e Loria.
Alla fine il Genoa ha così unicamente collezionato una lunghissima serie
(15) di inutili calci d´angolo. Contro il Siena, che il Genoa nella sua
storia non è mai riuscito a battere, è finita proprio come l´ultima
volta: fu 1-3 infatti anche il 24 maggio 2003 e quel giorno il Siena
centrò matematicamente la promozione in serie A, mentre il Genoa
scivolava verso la serie C da cui venne però ripescato.
LA REPUBBLICA - Gasperini e la confusione totale "Sono saltati tutti i meccanismi" di Luca Palmieri. «È stato un patatrac totale, inaspettato. Avevamo l´occasione per tornare a fare tre punti ed invece è arrivata la peggiore partita di sempre». L´ammissione è di Giampiero Gasperini. Qualche sua dichiarazione in settimana aveva fatto intravedere possibili preoccupazioni per la sfida al Siena, ma il tecnico nega: «C´erano tutti i presupposti per una domenica diversa. I giocatori erano convinti di poter vincere e fare una bella prestazione. Abbiamo commesso errori gravissimi in difesa e, dopo il 2-0, sono saltati tutti i meccanismi. C´è stata un´ora di totale confusione, dove ci sono stati solamente tentativi individuali e si è smarrito completamente il gioco di squadra. È la prima partita così, speriamo sia anche l´ultima». Il tecnico difende invece le sue scelte ed anche le precedenti prestazioni contro squadre di bassa classifica. «Partire con tre difensori puri? Adesso è facile dirlo, anche perché gli errori hanno riguardato tutti. Per quanto riguarda le prestazioni contro squadre che lottano per la salvezza, vorrei ricordare la vittoria contro il Cagliari e il pareggio in casa del Torino. Ma anche a Reggio Calabria, nonostante la sconfitta, la prestazione era stata buona, assai differente da questa». Eloquente anche il commento al gol di Figueroa: «Una soddisfazione per lui, dopo un´assenza così lunga. Ma il gol è arrivato quando non c´era più il Genoa in campo, solo palle lunghe buttate in avanti».
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