STAGIONE 2006/07

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Reti: 44' Saverino (rig), 60' Guidetti, 75' Adailton (rig)

Genoa: Barasso, Biasi (61' Longo), De Rosa, Stellini, M.Rossi (90' Botta), Milanetto, Coppola, Fabiano, Adailton, Greco, Sculli. Allenatore: Gasperini. (Rubinho, Pedro Lopez, Tavares, Juric, Zeytulaev).

Spezia: Santoni, Giuliano, Fusco, Scarlato, G.Rossi, Ponzo, Saverino, Frara, Gorzegno; Guidetti (82' Maltagliati), Dionigi (68' Alessi poi 86' Nicola). All: Soda. (Rotoli, Grieco, Baù, Russo).

Arbitro: Celi di Bari. Espulso: 77' Giuliano. Spettatori: 21.800

 

     

  

     

 

AKAIAOI - Al Ferraris và in scena la partita tra le squadre di calcio del Genoa e la pallavolistica Spezia. Quello che succede sul campo genoano ha pochi precedenti, perlomeno tra le mura amiche, l'arbitro esordiente Celi (in Coppa Italia come mai era arrivato l'internazionale Rossetti?) ha permesso ai giocatori della squadra bianconera di fare tutto ciò che gli passasse per la mente senza prendere provvedimenti e la gara così si và ad inserire di diritto al terzo posto nella classifica delle partite misteriose dopo la partita di Bergamo (con le famose due reti annullate senza motivo) e quella di Verona dello stesso anno (tre reti annullate e un espulso perchè aveva subito un fallo da rigore). Per i giornalisti genovesi non è successo niente anzi, il Genoa ha giocato male e lo Spezia ha meritato di vincere. Veniamo al racconto di quella che è stata la gara diretta dal Celi di Bari che di sicuro avrà un grande avvenire (e di questo si può essere sicuri). La partita inizia come tante, al 02' Sculli mette la sfera per Milanetto che spara a rete ma Santoni è pronto alla presa mentre sul rovesciamento di fronte stessa cosa tenta Guidetti ma anche per Barasso la presa è semplice. Ecco adesso lo Spezia sparisce dal campo e l'arbitro pensa bene d'iniziare il suo capolavoro facendo giocare all' inglese e tenendosi ben stretto nel taschino il cartellino giallo. 05' Milanetto verticalmente mette in profondità per Sculli che tira direttamente a rete ma Santoni in tuffo respinge in corner. 09' Lancio lungo di De Rosa, un difensore salta malamente dando un assist perfetto per Greco che s'invola sulla fascia, quasi sul fondo rientrando lascia sul posto il suo marcatore e spara a rete ma Scarlato con la testa riesce a far impennare la palla sopra la traversa. 13' Scarlato abbatte Sculli ma per l'arbitro và bene così. 14' Ancora Greco sulla fascia si beve un difensore e in area sulla sinistra sfodera un tiro-cross che supera Santoni ma sul palo lontano Adailton solo soletto e a porta sguarnita non riesce in scivolata a mettere nel sacco. 16' Monologo rossoblù, questa volta è Stellini a galoppare verso l'area e a liberare Greco al tiro. L'attaccante perde l'attimo giusto, i difensori rientrano e il suo tiro viene ribattuto. 17' Ennesimo fallo su Adailton. Il brasiliano batte la punizione che viene respinta dalla barriera poi la sfera gli ritorna e il suo secondo tentativo viene deviato in corner. 19' Avanzata di Adailton che supera due avversari e viene fermato in angolo dal terzo. Sul corner svetta De Rosa ma centrale e facile è la parata per Santoni. 27' Ancora il brasiliano tenta con un tiro teso di sorprendere Santoni che però si fa trovare pronto. 33' Azione di Fabiano che serve Greco, l'attaccante silura in porta ma Santoni respinge in corner. 35' Adailton supera il suo controllore e sulla destra mette un perfetto traversone al centro. In area ci sono solo Sculli e Giuliano, l'arbitro è a tre metri, Giuliano si crede per un attimo di trovarsi a Tokyo e di essere Mimì che deve difendere l'onore delle ragazze della pallavolo e con un imperioso stacco con il pugno alzato toglie la sfera dalla testa di Sculli mettendola tra le braccia di Santoni (forse allo Spezia per manifesta inferiorità è stato concesso di schierare 2 portieri?). Sul rovesciamento di fronte De Rosa girandosi tocca fuori area tra petto, ascella e spalla la sfera e gli spezzini hanno la faccia di chiedere il rigore. 39' arriva la prima ammonizione, naturalmente è per Milanetto. 42' Dalla distanza parte il tiro di Frara, Barasso respinge la sfera ma a due metri dalla porta c'è Guidetti che pensa bene di arpionarla con la mano destra, posizionarsela per bene e spararla poi addosso al portiere rossoblù. La palla respinta da Barasso finisce nei piedi di un bianconero che ribatte a rete trovandosi di fronte Sculli che girandosi per proteggersi la tocca con la mano. Arbitro e guardalinee che si erano fermati un attimo per mettersi il collirio agli occhi fischiano il penalty che poi Saverino, sotto vergognoso silenzio-assenso di Guidetti, trasforma. 43' Fallaccio di Gorzegno su Rossi e l'arbitro si ricorda di poter anche ammonire i giocatori in maglia bianca. 44' Botta da fuori area di Milanetto, respinta di Santoni e ancora Coppola ribatte mettendo a lato. Un 1 a 0 minimo per i rossoblù finisce con uno 0 a 1 vergognoso. Nel secondo tempo il Genoa attacca a spron battuto ma confusionariamente. Al 53' un traversone di Fabiano viene messo di testa a lato di poco da Greco. 55' Scarlato che doveva già essere ammonito nel primo tempo si becca il giallo per un fallaccio su Rossi. 59' Gli spezzini automaticamente perdono tempo e sul taccuino finisce anche Frara che allontana la sfera. 61' Palla innocua quasi a centrocampo, Biasi cerca il facile stop ceffando la palla che finisce a Guidetti. Lo spezzino solo soletto inseguito inutilmente da Biasi s'invola verso la rete e arrivato in prossimità di Barasso piazza la palla nell'angolo destro. A questo punto, come da copione, l'arbitro fa quello che fanno le giacchette una volta nere da almeno 80 anni cioè far vedere d'essere imparziale consegnando crocchette ai cani bastonati. 62' Longo che doveva entrare proprio per Biasi scende in campo a frittata fatta. 63' Ammonizione per Dionigi che non avendola mai vista entra su Coppola per essere almeno ricordato nel taccuino dell'arbitro. 66' Rossi sulla destra viene smarcato in area e a tu per tu col portiere invece di tirare o mettere palla a Greco liberissimo al centro passa la palla all' indietro e l'azione sfuma. 70' Alessi appena mette i piedi in campo per sostituire Dionigi entra nello spirito della gara e si fa ammonire. 74' Ammonizione per G.Rossi per perdita di tempo. (a fine gara qualcuno ha intravisto Celi estrarre cartellini gialli a casaccio anche nei confronti di ignari tifosi spezzini rei di essersi tolti la maglia). 75' Sulla destra parte un traversone di Fabiano, a centro area solitari ci sono Longo e Scarlato. Lo spezzino furbescamente tiene la maglia del rossoblù facendo diventare il 5 un 10 (che freddura!) e non appena Longo si accinge a saltare per colpire di testa molla la presa spostandosi di lato facendo mancare appoggio e equilibrio al rossoblù che sbatacchia a terra. Naturalmente per i giornalisti il rigore concesso dal magnanimo Celi e dubbio. Eppure sono gli stessi brizzolati (senza far nomi) che poco tempo fa si erano battuti per farci sapere che se Adriano appoggia i palmi delle mani sulla schiena di Palombo che stramazza a terra fulminato è fallo. D'altronde che doveva fare, ormai la partita il Genoa non la vinceva più, non dava neanche la crocchetta, e poi Paganini alla D.Sportiva cosa faceva vedere il rigore su Sculli?. Adailton dagli undici metri spiazza Santoni e accorcia le distanze. Assedio finale. 76' Ammonizione per Fabiano che ostacola Guidetti. 77' Mossa di karate di Giuliano che prende in pieno petto Greco finendo anzi tempo negli spogliatoi. 82' Celi mette la cornice al quadro, la palla arriva dentro l'area a Sculli che spostato sul palo sinistro ad una distanza quasi da calcio di rigore spara a rete, Gorzegno fà finta di essere l'amica bionda della Mimì e con un peraltro mal riuscito ma efficacissimo bagher pallavolistico respinge clamorosamete la sfera. L'arbito a poca distanza non nota nulla di strano e lascia proseguire (forse in settimana hanno cambiato le regole del football inserendo quelle del Volley. Possibilissimo). 83' Santoni ammonito perchè fa l'unica cosa che sanno fare gli spezzini, perdere tempo. 84' Alessi che è entrato nel pieno spirito della gara s'infortuna e dopo un agonia di minuti invece di essere abbattuto Soda preferisce sostituirlo con Nicola. 89' Santoni interviene in tuffo per respingere un forte diagonale di Longo poi Adailton libera Sulli che mette nel sacco ma è purtroppo in fuorigioco. 90' Contropiede solitario di uno spezzino (si sono ricordati di esserci anche loro) e conclusione a girare da fuori area che termina di poco sopra la traversa. 92' Fabiano mette sulla mezza luna dove Longo fà filtrare per Stellini che stoppa di petto e gira a rete costringendo Santoni a superarsi e a respingere il tiro in tuffo. Giornalisti: No ma comunque il Genoa ha giocato male, lo Spezia una merda ma ha meritato di vincere. La Juve và in a perchè si vuole che la Juve vada in A. Il Napoli va in A perchè, Napoli, incassi e Matarrese vogliono che il Napoli vada in A. Il Genoa vedremo, l'importante è che alla DS sappiano da uno spezzino che il rigore di Celi al Genoa è magnanimo.

 

TUTTOSPORT -  Derby allo Spezia che sfrutta gli errori dei rossoblù senza vittoria da 4 gare. Genoa, la crisi ora esiste . Saverino e Guidetti firmano il primo trionfo a Marassi. Soda: «Fatta la storia». Il gioco spettacolare di Gasperini non si vede più: soltanto 3 pareggi nell’ultimo mese. Gioia indescrivibile invece per i bianconeri che rientrano nello stadio un’ora dopo la fine per festeggiare con i tifosi. Il presidente Ruggieri: «La nostra una prova da uomini veri». di Sandro Bocchio. GENOVA. Alle sette di sera si ha la misura dell’impresa, di che cosa conti per lo Spezia questo 2-1 in casa del Genoa. Mai aveva vinto a Marassi, ci riesce al termine di una gara perfetta. Celebrazione da vivere nello spogliatoio e da condividere con quello spicchio di stadio ancora occupato dai tifosi ospiti, per motivi di ordine pubblico, a gara abbondantemente finita. Escono i giocatori uno a uno per festeggiare con la propria gente. Il boato alle sette, quando si presentano insieme Antonio Soda, lo stratega della panchina, e Giuseppe Ruggieri, il patron: bandiere che sventolano, cori che s’innalzano. Un brivido in più per il tecnico: «Questa gente è incredibile, abbiamo fatto la storia » . Una promessa in più per il presidente: « Non avevo fissato alcun premio, ci sarà una sorpresa in settimana... Avevo chiesto ai miei una prestazione da uomini veri». E ha ragione Ruggieri. Perché dello Spezia corsaro impressiona la determinazione con cui centra l’impresa. Una squadra che sembra sbandare, di essere lì per cadere nel primo tempo, che barcolla ma non molla. Fino a colpire, con cinismo e chirurgica determinazione non appena l’avversario abbassa la guardia. Una partita ottimamente impostata da Soda, con l’assetto del centroampo variato per contrastare le temute fasce avversarie: Ponzo e Gorzegno più larghi e avanzati del solito, atteggiamento che obbliga Marco Rossi e Fabiano a pensare maggiormente ai propri sedici metri che a quelli avversari. Quindi Milanetto preso nella morsa formata da Frara ( soprattutto) e Saverino. Risultato? Fonti del gioco rossoblù progressivamente prosciugate ma colpaccio che non sarebbe mai arrivato senza il contributo degli sbagli altrui. Quelli del Genoa sono clamorosi nel primo tempo, soprattutto nella persona di Greco. Meno male che aveva nello Spezia la vittima preferita: permette a Fusco di rientrare sul contropiede ( 10’), salta bene Scarlato ma non trova la porta in diagonale (14’, Adailton in ritardo), si fa contrare da Giovanni Rossi dopo aver colpevolmente perso tempo in area (15’), è sfortunato quando la conclusione è de­viata dalla testa di Scarlato (34’). Errori puntualmente pagati al 43’, nel momento in cui Sculli devia a braccio aperto un tiro di Saverino dopo azione confusa, frutto di una doppia parata di Barasso su Frara dalla distanza (così così) e Gui­detti dal breve (eccellente, proteste per possibile controllo di mano dello spezzino). Lo stesso Saverino fa 1-0 dal dischetto. E’ l’episodio che regala certezze allo Spezia, ancor più chiuso e determinato dopo l’intervallo senza dimenticare di colpire. E se nel primo tempo erano stati gli errori offensivi ad aiutare, nella ripresa giun­gono quelli difensivi. Gesto amatoriale di Biasi su lancio di Ponzo, con stop mancato e via libera a Guidetti: il piatto sinistro non perdona ( 16’). Una mazzata sulle speranze rossoblù, ravvivate dall’ingresso di Longo. Questi si piazza dietro le punte offrendo opportunità (Marco Rossi non tira al 20’) e trovando un rigore per presunto contatto con Scarlato, episodio che fa seguito a un richiesto «mani» di Giuliano nei pri­mi 45’. Adailton accetta la generosità di Celi e realizza al 30’. Segue logico assalto finale, con lo Spezia in dieci per l’espulsione di Giuliano: potrebbe fruttare il 2- 2 ( bravo Santoni su Stellini in area al 48’) ma anche l’ 1- 3 ( Frara alto di un nulla al 45’). Nulla cambia, per la gloria dello Spezia. E per un Genoa che vede una serie senza vittorie salire ormai a quattro gare.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE Greco e Sculli: giornataccia. GENOA: Barasso 6: non impeccabile sul tiro di Frara che origina il rigore, si riscatta subito dopo su Guidetti. Inutilmente, visto ciò che segue. Biasi 5: l’erroraccio di controllo per il raddoppio ospite: lo stop mancato è il telepass per il via libera a Guidetti. Longo (17’ st) 6.5: si piazza sulla trequarti con proposte intelligenti. De Rosa 6: protegge la propria area. Stellini 6: si spinge anche in attacco, trova Santoni pronto al 48’ st. M. Rossi 6: poco lucido nelle proposte offensive, si sacrifica in copertura. Botta (46’ st) ng. Milanetto 5.5: regia affannata per il costante ronzargli attorno di Frara. Coppola 6.5: corre fino all’ultimo nel tentativo di alimentare la manovra. Fabiano 5.5: invisibile in fascia, quando emerge non incanta. Adailton 5: giornata moscia, con un trotterellare senza costrutto sull’intero fronte avanzato. Greco 5: tutto nel primo tempo: tre occasioni divorate e un tiro deviato dalla pelata di Scarlato. Segue testardaggine palla al piede, l’astinenza incide sulla serenità. Sculli 5.5: si sbatte (almeno) in area altrui, provoca il rigore con intervento scomposto. All. Gasperini 6: i suoi costruiscono ma sba­gliano troppo, davanti e dietro. Appare tardivo l’inserimento di Longo. Spezia. Santoni 6.5: ringrazia gli errori di misura rossoblù. Uscite in sicurezza e una bella pezza su Stellini a tempo scaduto. Giuliano 5: difficoltà in fascia, la brutta entrata su Greco vale il giusto rosso. Fusco 6: qualche sbandata iniziale, specie nell’uno contro uno.  Scarlato 6.5: spazza via senza farsi problemi. G. Rossi 6: controlla la zona con dedizione. Ponzo 6.5: obbliga Fabiano a dedicarsi esclusivamente alla fase difensiva. Saverino 6.5: gestisce i palloni con intelligen­za e saggezza: il suo tiro crea il rigore poi realizzato in scioltezza. Frara 7: toglie il fiato a Milanetto, senza di­menticare le iniziative personali: il tiro su cui fatica Barasso nell’azione del rigore e il 3-1 sfiorato dalla distanza al 45’ st, quest’ultimo a di­mostrazione di una freschezza atletica invidiabile. Gorzegno 6.5: lo stesso lavoro proposto da Ponzo per obbligare Marco Rossi a limitare le scor­ribande. Dionigi 6: fatica in trincea per togliere sicu­rezze alla difesa rossoblù. Alessi (23’ st) ng. Nicola  (41’ st) ng. Guidetti 6.5: Barasso miracoloso nella ribattuta poco prima del rigore, lo spezzino è implacabile sull’errore di Biasi. Due occasioni, un gol e mezzo: Greco osservi e mandi a memoria. Mal­tagliati (38’ st) ng. All. Soda 7: squadra compatta, convinta e intelligente. Una goduria per un allenatore vede­re applicato sul campo quanto preparato in settimana. Arbitro. Celi 5: per 40’ non ammonisce, seguono dieci cartellini (otto nella ripresa), segno che in campo non se lo «filano». Giusti il rosso a Giuliano e il rigore spezzino, improbabile quello proGenoa. Ci sono altri episodi da rivedere in area. di Sandro Bocchio.

 

TUTTOSPORT - GASPERINI SI CONSOLA COSÌ: «SIAMO STATI SUPERIORI». Preziosi: «Il loro rigore non c’era». E promette rinforzi. GENOVA. Quando si perde in casa, i rimpianti sono sempre all’ordine del giorno. Diventano ancora più profondi e dolorosi se ciò accade in un derby e al ter­mine di una gara che si è convinti d’aver condotto al meglio. Questa l’opinione di Gianpiero Gasperini, da rispettare ma su cui innestare quello che è stato l’autolesionismo del Genoa: in area avversaria e nella propria metà campo. «Abbiamo perso male perché credo che siamo stati superiori e di molto - osserva l’allenatore rossoblù -. Nel primo tempo c’era un probabile rigore per un «mani» di Giuliano, poi abbiamo sbagliato sottoporta. Greco? Per me è stato bravo nel creare le occasioni e nei movimenti, purtroppo ha sempre colpito sporco. Abbiamo poi preso il 2­ 0 quando si stava provando a raddrizzare la partita ed ero convinto che ce l’avremmo fatta». L’erroraccio di Biasi («l’ho sostituito perché avevo deciso così, non per punizione: purtroppo è stato un segnale della giornata negativa...») è però diventato un refrain abi­tuale per la retroguardia genoana. Le reti prese con Verona, Crotone e AlbinoLeffe indicano che qualcosa non vada al meglio dietro: «Il problema è che gli sbagli non arrivano perché andiamo in difficoltà, tutt’altro. E’ difficile venirne fuori quando le gare s’incanalano così, ma sono contento per la nostra prova. Siamo stati lucidi, abbiano attaccato larghi, abbiamo dimostrato uno spirito forte». Lo stesso spirito evi­denziato dallo Spezia, per la gioia di Antonio Soda:  mai domo in panchina, rilassato in conferenza stampa. «Avevamo bisogno di una partita così per fare risultato a Marassi - ammette l’allenatore bianconero. Una gara di sacrificio ben preparata e ben giocata. I miei giocatori sapevano benissimo che cosa fare, sia durante le offensive del Genoa sia in fase di pos­sesso palla: avevo chiesto loro di stare il più alti pos­sibile e di far stancare i loro esterni. Una prova di de­dizione ma anche di grande bravura tattica. Li ringrazio tutti, non unicamente per la prima vittoria in casa del Genoa ma anche per tre punti importantissimi in chiave salvezza. Ho avuto paura in un solo momento, quando ci hanno fischiato contro quel rigore che i ragazzi mi hanno detto non esserci». Proprio sui rigori piange Enrico Preziosi («il loro non c’era», dice il presidente, cui ribatte il collega Giuseppe Ruggieri: «Per me era netto...»), senza dimenticare la dabbenaggine propria: «Pazzesco l’errore che ha regalato loro il 2-0. Dovevamo essere sul 4-1 per noi all’intervallo: troppi sbagli, ho capito che si stava mettendo male. Diventa sempre più diffici­le stare in alto. Lo avevo già deciso prima di questa partita, ora lo ribadisco: a gennaio torneremo sul mercato». Obiettivo attacco, la concorrenza è avvisata fin da ora.

 

IL SECOLO XIX - Il Genoa perdona, lo Spezia no Il Grifone crea undici occasioni da gol ma segna solo su rigore. Saverino: «E' la vittoria della cattiveria». di Giovanni Ciolina. Genova. Il Genoa gioca una buona partita, crea occasioni, ma le sciupa malamente. E alla fine paga (1-2). Con una sconfitta che fa male per la classifica e malissimo al morale. Una battuta a vuoto che al contrario lancia lo Spezia nello storia. Mai l'Aquilotto bianconero aveva gustato il sapore della vittoria al Ferraris. Da 71 anni non segnava a Genova. In un colpo solo la truppa di Soda centra il duplice obiettivo al termine di una gara piacevole, intensa e finita con un giocatore espulso (Giuliano) e nove ammoniti. «E' una vittoria del gruppo, del collettivo. «La vittoria della cattiveria», racconta Davide Saverino. Negli occhi ha la luce di chi sa di averla fatta grossa, di aver inciso con Guidetti una data storica nei cent'anni di vita dello Spezia. E il Grifone? Torna nel suo rifugio a leccarsi le ferite di una sconfitta difficile da spiegare. «Bisogna andare a cercare i cavilli per spiegare la sconfitta - spiega Alessandro Gaucci - Quando sono andato negli spogliatoi ho fatto i complimenti alla squadra perché mi è piaciuta per carattere e determinazione». In effetti Rossi e compagni creano sette palle gol nel primo tempo e almeno quattro nella ripresa, ma il gol arriva solo su rigore, concesso per un fallo che peraltro lascia qualche dubbio. Manca il cinismo al Grifo, manca quella capacità di trasformare in oro colato le occasioni, oltre ad avere una capacità della quale Gasperini farebbe volentieri a meno: complicarsi la vita. Il gol del raddoppio di Guidetti è frutto di un «errore pazzesco» di Biasi, rimarca il presidente Preziosi. Certo il gesto tecnico è tanto goffo, quando deleterio, ma è comprendibile. «Purtroppo da troppo tempo si stanno ripetendo» sibila il tecnico nel dopo gara. Ed è proprio questo l'aspetto su cui Gasperini lavorerà in queste settimane. «Gara tatticamente perfetta. I miei giocatori sapevano tutto del Genoa, gli avevo spiegato tutto»è la spiegazione del tecnico ospite Antonio Soda. Avendo vinto ha ragione lui. E' suo il testa a testa con Gasperini. Anche Gasperini aveva spiegato ai suoi tutto dello Spezia, anche quei lanci lunghi sui due attaccanti che l'allenatore torinese voleva anticipare. E ci ha lavorato a lungo negli ultimi giorni. Il risultato sul campo non è perfetto. I tre difensori rossoblù ci danno poco o quasi mai. Ma Spezia gioca una gara pressoché perfetta sotto tutti i profili «da uomini prima ancora che da atleti» spiegherà il presidente Pino Ruggieri, dopo aver ricevuto l'ovazione dei duemila ancora rinchiusi nella gabbia benché la sfida si sia chiusa da quasi due ore. «Portaci, portaci in Europa» volano gli Aquilotti. «Sono tifosi così - aggiunge Ruggieri - Mi chiedevano la stessa cosa anche quando eravamo in C. Certo che quello che ha fatto la squadra è grandioso. Un colpo grosso al quale in settimana penserò a ripagare». Premio in vista, quindi, per Guidetti e compagni, ma intanto è festa grande in quello spicchio del Ferraris ormai vuoto. Ci sono solo loro. E li senti come mai fino a quel momento. «Tanti auguri papà»è il coro per Ferdinando Giuliano. Sale le scalette del sottopasso anche Davide Dionigi. Il termometro della passione torna a salire. L'attaccante si inchina. Applausi. Gioia, Festa. Umore totalmente opposto in casa genoana, anche se la Gradinata Nord saluta con un applauso il mesto ritorno negli spogliatoi della squadra, segno che impegno e prestazione sono stati apprezzati. Purtroppo il risultato dà torto al Grifone che a gennaio tornerà sul mercato per rinforzare ulteriormente una squadra già valida. Attacco e difesa i due settori nei quali si profilano gli interventi chirurgici del presidente Preziosi. Innesti che non devono suonare come bocciature della rosa attuale, nonostante gli errori. Greco, uno degli osservati speciali gioca un primo tempo di grande intensità e di buone giocate, pur faticando a trovare la porta. Se fino a un mese fa i sette metri e spiccioli della porta erano larghi come lo stretto di Messina, ora Lupo li vede ancora troppo piccoli per gioire. Ma più che sulle fasce, il Genoa non riesce più a giocare tra le linee negli ultimi trenta metri, dove lo Spezia intasa il traffico e l'imprevedibilità del Genoa si dissolve. Nonostante il gran lavoro di Ponzo a destra e Gorzegno il Grifone riesce ugualmente a sfondare sulle corsie laterali, nmaggiormente a sinistra grazie agli inserimenti di Stellini, Coppola e Sculli. Rossi, invece, fatica maggiormente sulla sponda opposta. Alla fine comunque la festa è bianconera, storica, e al Genoa non restaz che meditare vendetta già da venerdì a Bologna.

 

IL SECOLO XIX - LE PAGELLE BARASSO 7 Frara prova a beffarlo con uno spiovente da sinistra ma non abbocca, fa un passo indietro e devia. Esce bene anche sulla testa di Guidetti per anticipare la punta avversaria. Monumentale quando chiude la porta in faccia prima a Frara, poi - con riflessi felini - soprattutto su Guidetti, colpevolmente lasciato solo in agguato in area piccola. Ottima l'uscita nel finale, a esorcizzare quello che è sempre stato considerato il suo tallone d'Achille. BIASI 4,5 Si traveste da Bega, nel senso che difende e poi riparte cercando di non far mancare il proprio apporto in fase offensiva: spesso è addirittura più avanti di Adailton. Incrocia i tacchetti con Dionigi. Poi si traveste da Bacis, quello dello scorso anno al Picco, e regala a Guidetti la palla del 2-0 (16' st LONGO 6,5: entra subito nel vivo del gioco. Poi va a procacciarsi un fallo da rigore). DE ROSA 6,5 Quando esce palla al piede dall'area è imperioso, però spesso poi si intestardisce in un dribbling di troppo e finisce per perdere palla. È tempista e pulito nelle chiusure. Ha grande temperamento pure quando la situazione si fa rovente. STELLINI 6 Dalla sua parte trova prevalentemente Guidetti, ma ingaggia pure un duello a base di esperienza con Dionigi. Sa anche spingere. Poi commette qualche ingenuità di troppo, ma va a sfiorare il pari nel recupero. M. ROSSI 5,5 Ha il freno a mano tirato, più preoccupato di guardare Gorzegno che di offendere. In tutto il primo tempo si limita a un paio di guizzi senza neppure fare troppo male. Nella ripresa? Arriva in area piccola e invece di giustiziare Santoni, cerca di servire in mezzo dove la difesa può disinnescare il pericolo (46' st BOTTA sv troppo tardi per incidere). MILANETTO 5 Rompe il ghiaccio al 1' con una conclusione da fuori che chiama Santoni alla presa centrale, concede il bis proprio nel recupero della prima frazione con una bomba in diagonale dalla distanza. Se la vede con Frara, giovane interessante in moto perpetuo e dotato di grande aggressività. Un po' ne patisce la dinamicità e ha difficoltà a ragionare. COPPOLA 6 Lo scorso anno, al Picco, Saverino fu l'uomo decisivo, almeno quanto Guidetti; questa volta Ringhio non lo lascia respirare. All'occorrenza mostra i denti pure a Frara, sebbene a volte faccia molta confusione. FABIANO 6,5 Non calcia la palla: la accarezza. I suoi cross sono telecomandati ed è bravo a servire in profondità il compagno smarcato. Finisce a fare il terzino. ADAILTON 6,5 Su punizione centra la barriera, ma dal dischetto è implacabile. Serve a Sculli da sotto una palla deliziosa, e obbliga Santoni a parare in tuffo un sinistro dal limite. Poi? Cambia marcia, lascia sul posto Giovanni Rossi per andare sul fondo e telecomandare in area una palla che meriterebbe sorte migliore. Fa soprattutto il trequartista. GRECO 5,5 Approfitta di un errore difensivo per involarsi verso Santoni, poi perde l'attimo per portarsi la palla sul sinistro favorendo l'intervento riparatore di Fusco. Temporeggia invece di concludere di prima, consentendo ai difensori di chiudere. È in progresso rispetto alle ultime prestazioni, ma ha smarrito il tocco magico. SCULLI 6,5 Ci prova di testa, come a Brescia, ma Santoni gli risponde d'istinto. Peròè soprattutto nelle vesti di assist-man che dà il meglio. È comunque fra i più continui e generosi: non si arrende mai. ARBITRO Celi di Bari 4,5: indossa la maglia del portiere dello Spezia; nei dilettanti sarebbe costretto a cambiarla. Lascia proseguire quando gli Aquilotti reclamano un mani in area di De Rosa; poi concede il rigore alla seconda protesta. Anche Sculli si lamenta, però per Celi è regolare. Salvo concedere un rigore più controverso a Longo e non vedere un mani di Gorzegno. Espelle Giuliano per un intervento deciso: l'impressione è che a un certo punto la gara gli sia sfuggita di mano. Finisce per scontentare tutti. di Giuliano Gnecco.

 

IL SECOLO XIX - Grifo, senza cinismo è dura Greco ha dimenticato il gol Gasperini: «Meritavamo la vittoria. E' mancata la capacità balistica». di Giuliano Gnecco. Genova. Il virus è antico, accompagna il Grifone da inizio stagione. La convivenza è stata fin qui relativamente pacifica, ma alla lunga era prevedibile che portasse a conseguenze negative. Il Genoa manca di cinismo: è questo il virus; finché tutto girava alla perfezione quasi non ci se ne accorgeva, però ora che la fortuna ha voltato le spalle si nota eccome: basta guardare la classifica. «Bisogna avere capacità balistiche nel concludere, oggi non le abbiamo avute», ammette Gian Piero Gasperini. Si può anche semplificare, si può anche personificare: «Greco, che comunque è in miglioramento costante, prima era un cecchino incredibile, oggi ha tirato in maniera molto sporca», aggiunge il tecnico. Anche se non è certo Greco il problema. Fabiano obietta: «È solo questione di suerte, la vittoria sarebbe stata meritata: usciamo a testa alta». Vero. Peròè anche vero che quando una squadra costruisce tanto come ha fatto il Genoa e non riesce poi a concretizzare, è un segnale d'allarme, è un sintomo del fatto che qualcosa non va. «Bisogna lavorare per trovare la continuità sul gol - conferma Manuel Coppola - Cinismo? È mancata la cattiveria, dobbiamo lavorare sodo. Dobbiamo essere tranquilli e restare al pezzo». È un Grifone troppo buono, che non sa infierire. A inizio stagione era dovuto ai troppi leziosismi, alla consapevolezza della propria forza, alla certezza che intanto prima o poi il gol sarebbe arrivato. Anche se è un atteggiamento mentale sbagliato, anche se induce a non essere freddi sotto porta neppure in allenamento, quando invece chi non è cattivo in settimana non lo è neppure in partita. Per dire: Inzaghi, che con tutti i suoi difetti è comunque uno dei migliori rapinatori d'area, non perdona neppure a Milanello. E ora che la condizione è leggermente calata, ora che neppure la fortuna più assiste, nei sedici metri è tutto più difficile. «Spero riprendano a segnare adesso - è l'augurio di Paolo Ponzo, che ha giocato nella Primavera del Genoa - In effetti abbiamo sofferto e siamo stati fortunati, ma per vincere serve anche quello». Davide Saverino rivendica: «È vero, il Genoa ha avuto più occasioni, peròè stata la vittoria nostra, del collettivo, del carattere. È stata una partita bella e spettacolare». Tuttavia il Grifone ha parecchio da recriminare, senza nulla togliere alla Spezia che ha giocato una onesta partita: «Ha fatto il suo - concede Gasperini - Però credo che il Genoa sia stato superiore, di molto. Per intensità, per numero di conclusioni, per episodi, questo non è un risultato che rispecchia la gara». Vero, ci sono state alcune avverse decisioni arbitrali: «Guidetti si è aggiustato la palla con un braccio, e sul colpo di testa di Sculli c'è stata una grande parata di Giuliano», nota il tecnico. Certe partite si risolvono su calci piazzati e lo Spezia è stato bravo a non concedere falli dal limite. Peròè anche vero che anche i numeri sottolineano il momento difficile: «Abbiamo creano un numero importante di occasioni e tiri - ricorda Gasperini - Ci sono stati momenti nei quali ne costruivamo tre e facevamo due gol. Ora è un momento così». A peggiorare la situazione c'è una serie di gollonzi incassati: «È capitato con l'AlbinoLeffe, a Verona, oggi, con il Crotone - rimarca il tecnico - Prima del 2-0 potevamo recuperare, forse vincere. Era già previsto che uscisse Biasi, aspettavamo che uscisse la palla: era un segno della giornata così». Non basta? Da domani inizia la settimana dei processi: martedì quello penale su Genoa-Venezia, sabato quello sportivo a Sculli: «Abbiamo uno spirito forte», ricorda il tecnico.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi: Dobbiamo riflettere per riprendere a correre di Giovanni Ciolina. Genova. Gli onori delle armi non piacciono ad Enrico Preziosi. «Ne avrei fatto volentieri a meno, vincendo la partita» si lascia scappare prima di abbandonare la tribuna d'onore. Il presidente accusa il colpo. «Quando sbagli troppo, paghi e dopo i tanti errori offensivi mi sono sentito la sconfitta arrivare addosso». Nonostante la battuta a vuoto la classifica del Genoa non è cambiata molto. Solo il Napoli sorpassa il Grifo, ma la graduatoria si accorcia con Rimini, Juventus e Cesena appassionatamente abbracciati al Genoa nella terza piazza. «Adesso è più difficile rimanere in alto» sibila Preziosi che poi chiede ai suoi di «riflettere sulla sconfitta per riprendere a correre». «La partita l'abbiamo fatta noi - commenta Manuel Coppola - e non abbiamo meritato di perdere così». E sotto certi aspetti ha ragione anche se il periodo non è certo di quelli radiosi. Tre punti in quattro partita non rappresentano sicuramente una piantina vigorosa in grado di avere radici solide e profonde per arrivare ai piani alti della graduatoria «ma abbiamo il dovere di tenere botta e andare avanti senza pensare alla gara con lo Spezia». Anche perché il calendario riserva ora due impegni difficili, in altrettanti anticipi televisivi a Bologna e a Marassi con la Juventus. «Pensiamo ad una gara alla volta»è la teoria di Rodiguez Fabiano che attribuisce alla sorte «alla cattiva sorte» la sconfitta nel derby. «Usciamo a testa alta e con una sconfitta immeritata» aggiunge il mancino brasiliano che sicuramente non è a proprio agio di fronte a telecamere e taccuini, soprattutto quando c'è da commentare una gara difficile da decifrare e soprattuto da digerire. «Dobbiamo pensare a rimanere nelle attuali condizioni di classifica»è il pensiero di un Gaucci tanto arrabbiato per il kappao quanto sereno per la prestazione dei ragazzi. Ed ecco che, benché sommerso, nella truppa rossoblù torna a fare capolino il pensiero di dover rimanere agganciati alle prime della classe fino a Natale per poi provare a spiccare il volo in primavera. Per il Grifone rossoblù il futuro immediato è quindi legato ad un volo radente, senza pericoli. «Il momento decisivo comincia da gennaio» ha sempre sostenuto il presidente Enrico Preziosi e la teoria è tanto più valida oggi che la vetta non è più genoana. Ed anzi si allontana. Prima di arrivare a quella data ci sono però sei turni da affrontare e possibilmente superare con il maggior numero di punti possibili. Tra gli ostacoli ci sono le trasferte di Bologna, Treviso e Trieste a complicare il cammino. Già da Bologna, però, Gasperini potrà contare sul prezioso rientro in difesa di Criscito, oltre ad attendere il recupero di Bega. Ma non solo. Rossi sta recuperando poco alla volta dall'infortunio di due settimane fa e lo stesso Milanetto è alle prese con i problemi al tendine della gamba destra. Insomma il momento di appannamento è sicuramente coinciso con gli infortuni di alcuni elementi e la consueta roulette delle squalifiche che comincia a sbancare il banco.

 

LA REPUBBLICA - Genoa ko, Spezia sbanca Marassi Dal punto di vista tattico perfetta prova aquilotta. di Gessi Adamoli. Gasperini aveva anticipato che avrebbe spiegato a febbraio il perché del novembre nero del Genoa. Nemmeno lui, però, nonostante sia ben conscio del momento di appannamento della sua squadra, avrebbe immaginato lo scivolone casalingo contro lo Spezia, anche se poi ha cercato di far credere che il Genoa era tornato ad esprimersi sui livelli di inizio stagione. Una piccola bugia per cercare di evitare che venga messa sotto processo una squadra che nelle ultime quattro partite ha raccolto solo due punti e che in classifica è stata superata oltre che dal Piacenza anche dal Napoli ed è stata raggiunta da Juventus, Rimini e Cesena. È vero che il Genoa ha tirato 19 volte verso la porta di Santoni e che certamente non avrebbe meritato di perdere (anche perché il rigore che ha permesso allo Spezia di sbloccare il risultato non avrebbe dovuto essere fischiato, prima del mani di Sculli c´era stato infatti quello di Guidetti), ma la squadra brillante di avvio di stagione sembra essersi smaterializzata. Sicuramente le attenuanti non mancano, a cominciare dalle assenze: fuori Bega e Criscito e dentro Rossi e Milanetto ma in condizioni non certo ottimali. Lo Spezia ha interpretato nella maniera migliore le indicazioni di Soda: partita di contenimento, anche ruvida all´occorrenza. E così il gol del vantaggio, che arriva allo scadere del primo tempo, dopo i tanti e infruttuosi tentativi genoani, è come manna che piove dal cielo. È la sagra dell´errore: sbaglia Barasso respingendo in maniera goffa, anche se poi è bravissimo a ribattere la conclusione da distanza ravvicinata di Guidetti. E qui a sbagliare è l´arbitro perché l´attaccante dello Spezia si aggiusta il pallone con la mano. Vede, invece, il signor Celi di Bari (al primo anno di serie B e non adatto ad una partita dai toni così roventi) la mano di Sculli sulla conclusione peraltro da distanza molto ravvicinata. In precedenza (35´) era stato il Genoa a reclamare il calcio di rigore, quando sul cross di Adailton, Giuliano era andato con il braccio alzato a contrastare Sculli in elevazione. Il Genoa fatica a ritrovarsi e c´è un´azione conclusa con un tiraccio di Adailton che è l´emblema del suo disagio: squadra lunga, solo le tre punte in avanti e gli altri otto giocatori sotto la linea del centrocampo. Una squadra confusa e demoralizzata finisce per farsi harakiri al 16´: Biasi sbaglia uno stop elementare e regala un´autostrada verso la porta di Barasso a Guidetti, che evidentemente ipnotizza i difensori del Genoa avendo l´anno scorso a Spezia usufruito di un clamoroso errore di Bacis. Gasperini prova a ridare equilibrio alla sua squadra con Longo per il frastornato Biasi e intanto Soda provvede a coprirsi ancora di più inserendo Alessi, un trequartista, per Dionigi. Il Genoa (30´) riapre la partita con Adailton su rigore (trattenuta, minima, di Scarlato a Longo) e dal 32´ può usufruire dell´uomo in più (espulso Giuliano per un brutto fallo su Sculli). Soda così rafforza le barricate: dentro Maltagliati, uno stopper, per Guidetti. E quando Alessi dovrà uscire per infortunio (al suo posto l´ex Nicola), lo Spezia non avrà più nessuno là davanti: di fatto un eloquente 4-5-0. Il finale è un assalto a Fort Apache: un tiro di Sculli è respinto in bagher da Gorzegno, ma Celi non vede. Al 93´ l´ultima occasione è per Stellini che in mischia batte a rete da posizione favorevole, ma Santoni ribatte.

 

LA REPUBBLICA - Le pagelle. Disastro in difesa, Fabiano non perde lo sprint. Barasso 5,5: da una sua non è impeccabile respinta nasce il rigore che porta lo Spezia sull´1-0. Senza colpe sul secondo gol, nel recupero va a cercare gloria in avanti su corner. Biasi 5: un mancino puro costretto a giocare a destra. Ma in occasione dell´errore sul secondo gol spezzino non ha attenuanti: quello stop lo sbaglia con il sinistro, il suo piede preferito. Dal 17´ st Longo 6,5: si guadagna il rigore, nel finale va anche al tiro da fuori e mette un po´ di ordine in mezzo al campo. De Rosa 6,5: cerca di puntellare una difesa che soffre con Biasi e Stellini al posto di Bega e Criscito. Stellini 5: alterna giocate importanti, come una discesa alla Breitner (14´ p.t.), a black out improvvisi. Avendo giocato pochissimo, è lontano da una condizione fisica accettabile. M. Rossi 6,5: ha una caviglia a pezzi, ma stringe i denti, nel finale un paio di sovrapposizioni mettono in crisi la difesa dello Spezia. Dal 46´ st Botta sv. Milanetto 6: con quel ginocchio malandato fa quello che può. Coppola 6: corre e lotta, non si risparmia certo. Fabiano 6,5: tra i pochi avere lo sprint di inizio stagione. Adailton 6: freddissimo in occasione del rigore, ma è l´unico lampo della sua giornata. Greco 5: protagonista di involuzione clamorosa. E Gasperini al momento non ha alcuna alternativa. Sculli 6: grande impegno, gli fischiano (con eccesso di fiscalità) un rigore contro e non gliene danno uno a favore.

 

LA REPUBBLICA - Preziosi tra rabbia e polemica "Perso per un errore pazzesco" I commenti. Gasperini: "Ci gira tutto storto". La felicità di Saverino: "Non dormivo da una notte" . di Raffaella Griggi. Guardate gli occhi di Preziosi a fine partita, dicono tutto: «E´ stata una sconfitta immeritata. Lo Spezia ha fatto solo due tiri in porta e due gol». Origliate negli spogliatoi di Marassi, «Abbiamo commesso un errore pazzesco in difesa», è l´amarezza del presidente rossoblù mentre i bianconeri di Soda festeggiano con lo stesso baccano del 6 aprile scorso al "Picco". Prendetelo da parte, in realtà le parole di Preziosi sono anche una critica, neanche troppo velata ai tanti sprechi del Genoa sotto porta e a una difesa esposta alla sonnolenza e a soluzioni avventurose: «Nel primo tempo poteva finire 4-0 per noi, avevo capito che si metteva male...». Poi aggiunge una spigolosa spiegazione sull´episodio che ha portato Saverino a segnare dal dischetto: «Sinceramente non ho capito perché l´arbitro ha assegnato quel rigore. Comunque ora dobbiamo pensare a fare punti, è difficile stare lassù quando le altre vincono». Non entra in polemica il numero uno dello Spezia Ruggieri. Emozioni forti, felicità allo stato puro, non potrebbe essere diversamente quando vinci un derby (anche se non considerato tale dai genoani), anzi due, nel giro di sette mesi, proprio a Marassi, dove non faceva risultato nessuno da 29 partite: «Preziosi dice che non meritiamo i tre punti? Mah...il calcio è questo, quando sbagli tanto, succede che l´avversario punisce. Il rigore dato a noi era netto, insomma ci poteva stare. Il loro non l´ho visto, guardavo da un´altra parte. Avevamo bisogno anche di un po´ di fortuna per riprendere morale, al di là del fatto che abbiamo disputato una bella gara anche in dieci e soffrendo. E soprattutto grazie a Soda, il vero protagonista della giornata». Spiega quella che alla vigilia poteva risultare una mission impossible, il tecnico bianconero: «Non sono venuto a Genova per difendermi come qualcuno sosteneva. I miei giocatori sapevano in ogni secondo cosa fare, qualcosa per i nostri avversari invece non ha funzionato. Abbiamo chiuso gli esterni e abbiamo fatto gioco anche a centrocampo. In più avevamo lo spirito, la voglia, e tatticamente siamo stati perfetti, non abbiamo sbagliato niente, ma ora non dobbiamo montarci la testa, sono tre punti per la salvezza». Ingredienti tecnici e amarezza per Gasperini, mentre ancora verso le 19 si sentono i cori degli ultrà, confinati nel settore ospiti: «Chi non salta un genoano è» e Saverino, ammette che era da una settimana che non dormiva dall´emozione, («Ho cambiato all´ultimo, volevo incrociarlo, invece ho tirato alla destra del portiere, è un sogno»). «C´è qualche rimpianto, lo Spezia ha fatto la sua partita, ma il Genoa è stato superiore di molto per l´intensità di gioco. Purtroppo facciamo fatica a buttare dentro la palla, ma oggi la prestazione c´è stata. Un pareggio poteva starci...è un momento così»

 

IL GIORNALE - Lo Spezia espugna il Ferraris. Il Grifone perde gli artigli gli Aquilotti spiccano il volo. Genoa sconfitto 1-2: gli spezzini incendiano vagone. di Giovanni Porcella. Lo Spezia infrange il tabù del Ferraris e batte meritatamente il Genoa per due a uno. Poco prima i tifosi spezzini avevano incendiato un vagone a Brignole. Dopo la partita, invece, pur scortati a bordo di bus in stazione, hanno dato vita ad una sassaiola contro i rivali genoani in via Archimede. Gli autobus, tuttavia, sono partiti senza difficoltà. I rossoblù perdono il match nel primo tempo quando Greco sbaglia all'11' e soprattutto al 16' su passaggio di Stellini il gol che poteva cambiare il match. Da segnalare una grande occasione di Adailton al 14' che non riesce ad arpionare l'assist dello stesso Greco. Lo Spezia al 30' mette il naso fuori dall'area di rigore e al 43' passa in vantaggio su rigore con un fallo di mano di Sculli in area di rigore. La massima punizione viene trasformata da Saverino. Nella ripresa il Genoa si addormenta completamente e al 16' Biasi sbaglia il più facile dei controlli dando via libera a Guidetti che non lascia scampo a Barasso, i rossoblù sono storditi, non hanno la forza di recuperare anche se l'ingresso di Longo al posto del frastornato Biasi da un po' di carica al Grifone. Al 25' su una delle tante mischie in area (nove calci d'angolo alla fine) si conquista un rigore per fallo di Scarlato su Longo: Adailton non fallisce e riapre il match. Lo Spezia rimane addirittura in inferiorità numerica per espulsione di Giuliano, ma il Genoa non ne approfitta. Solo nei minuti finali Santoni deve respingere un paio di conclusioni di Longo e di Stellini. Troppo poco per meritare di più anche se la fortuna non ha certo aiutato la squadra di Gasperini che per ora dovrà meditare di cambiare qualcosa.

 

IL GIORNALE - PAGELLE - I miracoli di Barasso Greco è l’ombra di sé. Barasso 6: incolpevole sui gol. Sfortunato nel rigore di Saverino, prima aveva compiuto due miracoli su Frara e Guidetti. Biasi 4: un suo liscio consegna allo Spezia il gol di Guidetti che è valsa la sconfitta del Genoa. Peccato perché fino a quel momento aveva fatto la sua parte dignitosamente, ma una papera del Genoa non è giustificabile. De Rosa 6.5: nel primo tempo sono pregevoli due sue chiusure di Dionigi. Poi anche lui cerca di fare la sua parte impostando il gioco ma senza una punta di riferimento è difficile. Stellini 6: dopo aver fatto la pace con Gasperini dimostra di essere ancora all'altezza della situazione anche se commette qualche errore di troppo in impostazione. Nel finale si getta all'assalto del fortino dello Spezia ma non trova lo spazio giusto. Rossi 6: Soda lo imbavaglia per bene e le sue incursioni sono ridotte al minimo. Soltanto nei minuti conclusivi ritorna a creare scompiglio nella difesa ma ormai è tardi. Milanetto 5.5: grande volontà ma troppi passaggi scontati. Positivo anche in fase di recupero ma non ha mai messo in condizioni il compagno di andare in rete a parte un'illuminante apertura per Sculli nel primo tempo. Coppola 5.5: si batte come un leone ma è perfino presuntuoso quando prova a tirare in porta. Fabiano 5.5: Anche lui come Rossi, raramente trova un varco accettabile e la sua prestazione risulta fumosa. Impreciso anche nei traversoni. Adailton 6: freddo in occasione del rigore, per il resto si dà molto da fare ma è meno lucido di altre partite. Non ha mai saltato il diretto avversario e così spesso è stato costretto a girare al largo dell'area bianconera. Sculli 5: prestazione incolore senza mordente, uno dei giocatori che è mancato di più e la sua flessione è preoccupante. Greco 4: nel primo tempo a volte è stato sfortunato e certe critiche erano immeritate ma la ripresa ha consegnato un giocatore che si è intestardito troppo nei dribbling e nei tiri da lontano che non gli sono mai riusciti. Greco è l'ombra di se stesso. Longo 6: entrato al posto di Biasi ha dato un po' di freschezza alla squadra ma in quel marasma non ha potuto fare molto. Gasperini 5: tatticamente perde il confronto con Soda ma non è spiegabile l'atteggiamento molliccio della squadra. SPEZIA - Scarlato, Soda e Frara han fatto la differenza. Santoni 7: una partita perfetta che conferma le straordinarie doti del portiere bianconero non sbaglia un'uscita e nel finale convulso salva la sua porta e il successo con balzi prodigiosi su Longo e Stellini. Giuliano 5,5: l'unica macchia di una partita intelligente è stato l'intervento da far west su Greco che ha lasciato la sua squadra in 10 insomma, ha rischiato di rovinare tutto. Fusco 7: non ha sbagliato il tempo di un intervento ed ha guidato tutta la squadra con sicurezza. Scarlato 7,5: forse ha sbagliato in occasione del rigore su Longo ma in difesa la differenza l'ha fatta lui con almeno quattro salvataggi da giocatore di altra categoria. La sua pelata ha svettato sul match. Gorzegno 6,5: il ragazzo ha qualità fisiche non indifferenti e acume tattico di qualità prestazione più che positiva. Ponzo 6,5: ha lottato con grinta ma riservandosi anche molta lucidità. Saverino 6,5: è stato il geometra del centrocampo ed in più ha mantenuto la calma in occasione del rigore che ha aperto la strada allo Spezia. Frara 7,5: dalla metà campo in sui è stata una costante spina nel fianco della difesa rossoblù. In più, in fase difensiva, ha dato una mano fondamentale nei momenti di difficoltà. Rossi 6: Soda non era sicuro di farlo giocare ma vista anche l'indisponibilità dell'ultima ora di Varricchio il giocatore bianconero ha ripagato la fiducia di tutti con una gara accorta. Dionigi 6: tanto mestiere e tanta volontà al servizio di tutti i compagni. Guidetti 7: ha superato il momento di crisi e lo ha dimostrato proprio a Marassi: un gol da opportunista e la sensazione di poter segnarne un altro da un momento all'altro. Soda 7,5: ha ingabbiato la fantasia del Grifone sacrificando anche un giocatore di classe come Alessi che, tra l'altro, quando ha dovuto entrare nel finale si è infortunato dopo pochi minuti. È stato un perfetto stratega. Celi 6: ha diretto all'inglese e questo può anche non dispiacere ma a volte ha sbagliato interpretazione della gara; tutto sommato però non ha influito sul risultato della gara.

 

AKAIAOI