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STAGIONE 2007/08 HOME >> |
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GENOA - TORINO 3 - 0 (0 - 0) Reti: 52' Di Vaio, 61' Borriello, 70' Sculli Genoa: Rubinho, Bovo, Lucarelli, Criscito, Rossi (81' Raggio Garibaldi), Milanetto, Konko, Fabiano (46' Di Vaio), Sculli, Borriello (78' Figueroa), Leon. (Scarpi, De Rosa, Vanden Borre, Wilson). All: Gasperini (in panca Caneo). Torino: Fontana, Motta (61' Rosina), Di Loreto, Dellafiore, Lanna (87' Rubin), Diana, Grella, Corini, Lazetic, Recoba (46' Ventola), Di Michele. (Ferrauto, Asamoah, Barone, Bjelanovic). Allenatore: Novellino. Arbitro: Orsato di Schio. Ammoniti: Lucarelli, Motta, Leon, Lanna, Milanetto, Di Michele, Recoba. Angoli: 9 a 3 per il Genoa. Spettatori: 25.751
TUTTOSPORT -
Il Genoa passeggia sui resti granata: è incubo serie B. Senza vergogna.
Il Toro crolla ancora: è la quinta sconfitta nelle ultime 6 partite. Prima del
via Novellino perde Sereni e Pisano. E dopo un primo tempo inconsistente, il
Toro si sbriciola nella ripresa sotto i colpi di Di Vaio, Borriello e Sculli. DI
GIANPIERO PORTA. GENOVA. Il Genoa vince il derby con Novellino, odiatissimo ex
doriano, e spalanca al Toro uno scenario da incubo: i granata con un margine
risicato sulla zona retrocessione dovranno giocarsi la salvezza con un
calendario di assoluta difficoltà. Tre a zero per i rossoblù a Marassi, e si può
dire che Corini e compagni abbiano limitato i danni. Incolume dopo un primo
tempo di assoluto attendismo, unica arma il lancio in contropiede per Di
Michele, il Torino è crollato nella ripresa non appena il Genoa ha capito che
per dilagare bastava premere solo un pochino il piede sull’acceleratore. Di
Vaio, Borriello e Sculli hanno maramaldeggiato nell’area avversaria e
bersagliato il povero Fontana, titolare in extremis perché Sereni, sofferente di
un problema muscolare, ha dato forfeit. Ma la staffetta forzata tra i pali non
ha avuto nessuna influenza sulla Waterloo granata. La squadra di Novellino,
cinque sconfitte nelle ultime sei partite, non ha mai dato l’impressione,
neppure per un attimo, di poter arginare l’ineluttabile. DELUSIONE Deludenti gli
attaccanti con Di Michele pasticcione e Recoba quasi indisponente per le sue
debolezze caratteriali pagate con un cartellino giallo che gli costerà la sfida
di domenica con la « sua » Inter, debole il centrocampo malgrado il prodigarsi
di Lazetic e Grella, ma Corini e Diana proprio non c’erano. E la difesa ha retto
sino al primo gol ( concedendo però 4- 5 punizioni dal limite, sempre calciate
sulla barriera da Leon e Bovo), quindi ha sonnecchiato sul raddoppio per poi
addormentarsi sul sigillo finale di Sculli. Un Toro davvero inguardabile e
preoccupante soprattutto per la nuova conferma dell’incapacità di rispondere a
situazioni di svantaggio. Sono lontani i tempi della folle rimonta sul Parma, la
squadra di oggi quando subisce un colpo subito si appresta psicologicamente a
incassarne un secondo. La totale distonia tra gli eccessi nervosi di Novellino
in panchina e il comportamento apatico del gruppo sembra evidente, anche se non
è assolutamente consequenziale collegare i ripetuti disastri agonistici alle
difficili relazioni interne. Comunque se così fosse sarebbe una fortuna perché
per risolvere la crisi, compatibilmente con un carnet di impegni difficilissimi
( Inter e Roma le prossime due rivali, poi Napoli, Livorno e Fiorentina)
bastebbe cambiare allenatore... BOMBER Problema che non ha il Genoa dove tutto
funziona alla perfezione. I meccanismi di Gasperini ( ieri, applauditissimo, in
tribuna perché squalificato, al suo posto in panchina il vice Bruno Caneo) sono
semplici e ben oliati, e Borriello si conferma formidabile terminale offensivo.
Il bomber con la rete di ieri ha anche superato Pruzzo nel conto dei gol siglati
in un campionato di A, è a quota 19 a una sola lunghezza dal recordman Trevisan
che nel 1942- 43 ( torneo a 16 squadre) realizzò 20 centri. Borriello ieri è
stato finalizzatore, ma anche uomo- assist, suo infatti il passaggio che ha
spalancato a Di Vaio la strada verso Fontana in occasione del primo gol rossoblù.
Preludio del trionfo dopo che il Toro era riuscito a chiudere sullo zero a zero
i primi 45’, con parecchi brividi in difesa ( Fontana è stato spesso costretto a
uscite rischiose per allontanare il pallone dall’area) e nessuna occasione
costruita in attacco. CROLLO Nella ripresa Caneo ha inserito Di Vaio al posto di
Fabiano, con Sculli più a centrocampo, e il Genoa è esploso. Al 6’ Leon ha
fallito una clamorosa pallagol calciando a lato da pochi metri con visibilità
piena, e un minuto dopo Di Vaio ha sbloccato la partita. Il Toro è scomparso e
al 16’ ha subito il raddoppio di Borriello su traversone di Leon, controllo e
rasoterra imprendibile per il 2- 0. Solo a questo punto Novellino ha mandato in
campo Rosina, tenuto ancora una volta in panchina perché il tecnico lo ritiene
troppo estraneo alle alchimie del suo carissimo 4- 4- 2. Il fantasista
ovviamente non ha potuto far nulla per evitare il tracollo. Che si concretizza
al 24’ con una punizione dalla trequarti di Milanetto sulla quale nessuno dei 5-
6 granata in area interviene, un gioco da ragazzi per Sculli insaccare di testa.
Un gol avvilente che scatena acidissimi cori della Nord contro il vecchio nemico
Novellino. Nel finale ancora un paio di occasioni per i rossoblù di completare
la goleada, Criscito alto di testa da pochi metri e un destro di Leon da fuori
area dirottato da Fontana con l’aiuto del palo. Poi solo feste genoane, con la
curva ultrà che intona anche un « Toro, Toro » ma senza ironia, stavolta è
soltanto un sincero incitamento a restare in A, eredità dell’antico gemellaggio.
TUTTOSPORT - PAGELLE GENOA Di Vaio dà la svolta Konko argina e spinge. RUBINHO 6 Un pomeriggio di tranquillità assoluta. BOVO 6 Poco lavoro nel suo settore. Cerca di rendersi utile calciando qualche piazzato, ma il piede lo tradisce. LUCARELLI 6 Ordinato. Qualche rudezza extra. CRISCITO 6 Efficace: disimpegni sempre precisi, nel finale sfiora il gol con un colpo di testa. ROSSI 6.5 Disinnesca lo spento Diana. RAGGIO GARIBALDI (37’ st) ng. KONKO 6.5 Argina e spinge. Poche invenzioni ma quantità costante. MILANETTO 6.5 Dal suo piede la punizione deviata da Sculli alle spalle di Fontana per il 3-0 finale. Molto movimento, tanti palloni toccati, pochi quelli sbagliati.FABIANO 6 Il meno brillante dei quattro di centrocampo, a volte soffre la spinta di Lazetic. DI VAIO (1’ st) 7 Il suo ingresso vivacizza l’attacco rossoblù. SCULLI 6.5 Meno continuo dei compagni di attacco, trova comunque l’inserimento giusto per andare in gol. BORRIELLO 7 Lotta, costruisce, fa segnare e segna. Suo il lancio per l’1-0, suo il raddoppio. Bomber vero che non simula mai: più volte strattonato, anche in area, resta (quasi) sempre in piedi. FIGUEROA (32’ st) ng. LEON 6 Continuo ma pasticcione. Chiede e ottiene di calciare quasi tutte le punizioni dal limite, ma non ne fa passare una. Sbaglia anche un gol clamoroso sullo 0-0. ALL. CANEO 7 Azzecca in pieno le mosse di... Gasperini. Arbitro. ORSATO 6 Tollera qualche strattonata di troppo in area granata su Borriello, ferma Di Michele per fuorigioco, ma la posizione dell’attaccante granata alla moviola è regolare. Inezie: la direzione è sufficiente. PAGELLE TORINO Si salva solo Fontana Diana irriconoscibile FONTANA 6 Non solo è incolpevole: è meritevole. Alla fine gioca lui: contrattura per Sereni. Il vice è concentrato e sicuro. Primo tempo perfetto. Ripresa: nessuna colpa sui gol. Ed è decisivo nell’evitare un punteggio tennistico. MOTTA 5.5 Prova a spingere e chiude bene. Non è tra i peggiori nemmeno quando il Toro comincia a crollare. ROSINA (17’ st) 5 Entra sul 2 a 0. Ci prova da trequartista, qua e là, andando al tiro da lontano. Ma non ci credeva più. DI LORETO 4.5 Gioca nonostante una caviglia malandata, mostra attaccamento e coraggio. Si scambia Borriello con Dellafiore, per un po’ non mostra cedimenti. Ma, nella ripresa, crolla: perde Di Vaio e Borriello sui primi 2 gol. DELLAFIORE 5 Anch’egli se la cava nel primo tempo. Nella ripresa non contiene Borriello nell’azione dell’1 a 0, poi soffre per gli sbandamenti complessivi. LANNA 5.5 La coscia ko di Pisano lo rilancia. Benino i compiti difensivi per 45’. Ed è tra gli ultimi a mollare. Ammonito, era diffidato: niente Inter. RUBIN (43’ st) ng Ritorno dolorosissimo, dopo 6 mesi out. LAZETIC 5Per un tempo mostra i denti sulla destra. Ma nella ripresa è travolto, anche quando verrà poi spostato a sinistra. Come Diana, lascia libero Sculli sul 3 a 0. GRELLA 5.5 Tra i combattivi, sempre: anche quando sbaglia, anche quando la squadra non esisteva più. Dà e piglia botte. Ma non può fronteggiare un esercito. CORINI 5.5 Discorso simile: non può essere accusato di averci messo poco cuore e ancor meno fiato. Fino a quando il Toro ha tenuto, il regista è riuscito abbastanza a mantenere gli equilibri. Poi il disastro collettivo. DIANA 4.5 Un fantasma. A sinistra è fuori posizione, ma pure a destra non va. Ha colpe pure lui sul gol di Sculli. RECOBA 4 Nervoso fino a farsi ammonire (niente Inter, era diffidato), inconcludente quando ha buoni palloni sul limite. VENTOLA (1’ st) 4.5 Non ha corsa né fiato. DI MICHELE 4 Sembra cercare il giallo che evita pure a lui la capolista, dopo una partita insulsa e senza grinta. ALL. NOVELLINO 4. 5 ko in 6 gare. Troppi giocatori sembrano non credere più in lui, se addirittura non gli giocano contro. E lui non riesce a cambiare il corso degli eventi.
IL SECOLO XIX
- SuperMarco vola a 19. Di Vaio e Sculli completano il tris. di
Giovanni Ciolina. Genova. Borriello è l'uomo immagine del Genoa, il trascinatore
della squadra, il terminator di un campionato che lo vede sempre più solo al
comando della classifica cannonieri, ma soprattutto nell'immaginazione
collettiva è l'icona di una corsa all'Europa che sembra conoscere un falsopiano
invitante. «Portaci, portaci, portaci in Europa, Gasperini portaci in Europa»
intona la gente rossoblù in preda ad euforia da risultato, ma anche e
soprattutto convinta dal gioco proposto da Gasperini sulla bontà di un progetto.
Un progetto che non può prescindere da certe pedine. Ieri al Ferraris c'erano
gli osservatori del Manchester City, club britannico interessato a Konko, «ma se
possiamo cercheremo di tenerlo» ha puntualizzato il presidente Preziosi. E,
intanto, il Genoa si coccola un attaccante che non sembra porsi limiti in queste
cinque giornate che mancano alla fine. Mercoledì sera il bomber napoletano
seguirà con particolare attenzione la sfida di Torino tra Juventus e Parma,
nella speranza di un Trezeguet con le polveri bagnate. La classifica marcatori è
ovviamente il traguardo primario di Borriello, oltre alla convocazione per
l'Europeo, ma SuperMarco è ad un passo dal diventare il bomber principe in
maglia rossoblù nella serie A a girone unico. A parte il mercato e gli
aggiustamenti societari, il Grifone si concentra sul campo e sulla volata finale
della stagione che, se apparentemente non ha significati particolari, potrebbe
nascondere piacevoli sorprese. Un finale di stagione che passa dalla vittoria
senza attenuanti ottenuta con il Torino. Un 3-0 che non ammette repliche, rende
felice il popolo genoano e, almeno per il momento, non sembra mettere a
repentaglio la panchina di Walter Novellino. «Ogni giorno mi sento in
discussione» taglia corto l'ex tecnico della Sampdoria. Al Ferraris il Genoa
gioca con una semplicità ed una concretezza disarmante, in grado di annientare
qualsiasi avversario. Siena, Empoli, Parma, Lazio e Atalanta non possono certo
dormire sonni tranquilli.
IL SECOLO XIX
- Un, due, tre il Grifo ci crede.
GIOCO E GOL: DI VAIO, BORRIELLO E SCULLI STENDONO IL TORO. di giovanni Ciolina.
GENOVA. Un,due, tre: et voilà, la magia è fatta. Borriello, Di Vaio e Sculli
sono le stelle che incantano la platea. Le firme. Nel pomeriggio del Ferraris ci
sono anche due prime da annotare: l’esordio in carriera di Silvano Raggio
Garibaldi, 19 anni, prodotto del settore giovanile, e di Bruno Caneo, da
condottiero in prima. «La maggior difficoltà è stata la non abitudine a farmi
sentire dai giocatori in campo,ma oggi abbiamo giocato una bella partita» sono
state le sue parole. Un, due, tre: la magia è fatta e l’Europa è più vicina,
anche se i sei punti di distacco dall’Udinese sono «uno scarto importante»,
sottolinea Marco Di Vaio. Ma è proprio il romano a concimare i sogni rossoblù di
piombare in Uefa con il gol che sblocca la sfida con il Torino. Ed è una rete
tanto lineare nella costruzione, quanto difficile nell’esecuzione (era più
facile tirare addosso al portiere in uscita che saltarlo con un pallonetto).
Fondamentale, però, nell’economia del match. CON L’10, il canovaccio della gara
cambia. Completamente. Il Torino va in bambola e crolla sotto i colpi di
Borriello e Sculli. Finisce 3-0 e i granata si ritrovano a 4 punti dalla zona
bollente, con le sfide a Inter e Roma che bussano alle porte. Non c’è da stare
tranquilli per un Novellino contestatissimo al Ferraris, nonostante la
riconferma del presidente Cairo e che alla fine parlerà «di sfortuna » per
giustificare la sconfitta. «Non facciamo un funerale, perché domenica abbiamo
una gara importante » aggiungerà il tecnico granata. Opposto, e non può essere
differente, l’umore in casa rossoblù dopo novanta minuti giocati con grande
intensità e qualità. Anche stavolta il Genoa tiene in mano a lungo il pallino
del gioco. Rossi e compagni regalano soprattutto l’impressione ai 26 mila del
Ferraris di divertirsi nello svolgimento del gioco. Un, due, tre: la magia è
fatta. E sul palco si alternano un po’ tutti i protagonisti. I Grifoni giocano
su livelli ben sopra la sufficienza, ma se Gasperini ha il merito di mandare in
campo una squadra che sembra giocare a memoria, lo scugnizzo di San Giovanni a
Teduccio è il mago di giornata. In grado di far sparire il pallone dalla vista
del marcatore di turno (Dellafiore, più che Di Loreto) e farla ricomparire poco
dopo. E’ così al 36’ del primo tempo, quando in piena area di rigore, riesce a
presentarsi davanti a Fontana con un gioco di prestigio,ma poi la sfera gli
finisce sul destro e quel piedone gli serve più a scendere dal bus che a
togliere le ragnatele dagli incroci dei pali. Super Marco prova il gol alla
Toni, di esterno sinistro, ma l’esecuzione non è perfetta. Piovono applausi
ugualmente, ma se avesse fatto gol, Marassi sarebbe venuto giù. Per fortuna al
6’ della ripresa il ferro del mestiere è quello giusto e il pallone che arriva a
Di Vaio nel cuore dell’area avversaria ha i giri contati. Borriello rifinisce,
Di Vaio concretizza. Nove minuti e sono 19: gol da rapinatore d’area. Trevisan è
più vicino, ad una lunghezza. E poi quale sarà il traguardo di Super Marco?
Portare il Genoa in Uefa? Nessuna preclusione, sognare non fa male. IL
CAMALEONTE rossoblù, infatti, è in grado di sopperire alle assenze interne (Juric
e Danilo),ma anche di adattarsi all’avversario. Ne sa qualcosa il Torino, che si
trova le fasce bloccate da Rossi e Fabiano che ingessano Diana e Lazetic. Senza
sbocchi sulle fasce il Torino fatica in mezzo dove Konko parte su Grella e lo
cancella, mentre Milanetto guarda a distanza Corini. Il risultato è un Genoa che
prende campo e mette alle corde l’avversario. Gli unici rischi per i rossoblù
arrivano dai tagli di Diana quando va a muoversi tra le linee e lancia Di
Michele e Recoba (a tratti irritante). Il gioco di squadra si completa però con
il movimento del terzetto difensivo che applica spesso e con successo il
fuorigioco. La svolta arriva nell’intervallo con l’inserimento di Di Vaio e
l’arretramento di Sculli sulla linea dei centrocampisti. Comincia quindi una
partita a scacchi che vede gli esterni granata scambiarsi fascia, Konko andare
sull’esterno e Rossi accentrarsi, ma l’ingresso in campo di Rosina è il culmine
della strategia. Con i tre attaccanti avversari, il Genoa passa a quattro in
difesa (Konko), Di Vaio comincia ad aggirarsi dalle parti di destra e Sculli
ritorna a sinistra. Insomma,pochi minuti di mosse e contromosse che non hanno
effetti sul risultato finale, ma che confermano la bontà del gruppo genoano. Lo
spirito di gruppo e di sacrificio dei rossoblù diventa l’arma in più, l’arma
vincente dell’armata gasperiniana. E domenica a Siena, si annunciano altri
cambi. Le squalifiche di Milanetto e Lucarelli impongono varianti, ma il Gasp
potrebbe incassare i rientri di Juric, Danilo e, forse, Santos. È un’altra
partita. Il camaleonte Genoa è giusto si goda una domenica da leoni.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Come un libero, all’antica, è bravo all’8’ della ripresa a uscire e spazzare suVentola che aveva approfittato di uno scivolone di Lucarelli. Per una domenica fa da apettatore o poco più, sbriga comunque la routine con sicurezza. BOVO 7,5 È un ex con il dente avvelenato, e non solo fa bene il suo lavoro in fase difensiva nonostante in attacco il Torino non lasci punti di riferimento,ma aiuta anche a sostenere l’azione offensiva sia con le sue avanzate sia facendo ripartire la manovra dalla propria trequarti come un regista arretrato.Non solo: conquista anche una cospicua quantità di palloni. Pulito e preciso in ogni occasione. LUCARELLI 6,5 Alcuni suoi anticipi sono imperiosi; comanda la difesa con personalità. Poi Orsato lo ammonisce al primo fallo: diffidato, salterà la trasferta di Siena. Svetta di testa e anche di piede arriva sempre prima degli altri.Una dellemigliori prestazioni in rossoblù. CRISCITO 6,5 Resta disoccupato perché dalla sua parte le punte del Toro non si vedono quasi mai.Ne approfitta per qualche sgroppata a sulla fascia. Si allarga a sinistra con il Torino a quattro punte, per prendere Lazetic al quale non la fa vedere mai.Una garanzia. ROSSI 7 Jolly anche lui come Konko, nel primo tempo le sue sovrapposizioni spingono ilGenoa in avanti, nella ripresa si accentra accanto aMilanetto per affrontare Grella. Con un taglio dei suoi propizia la rete del raddoppio. Capitano coraggioso. (36’ st RAGGIO GARIBALDI 6,5: esordio in serieAcon grande personalità; chiede subito palla senza timore. Conquista palloni e gioca facile, senza cercare di strafare, con intelligenza. Non tradisce emozione: è già un pezzo cheGenoa del futuro). KONKO 7 Semplicemente un mostro: in mezzo al campo ha tempi, corsa e intelligenza. Recupera palla, cuce gioco, ripiega a sostegno della difesa e spinge in avanti: è il prototipo del calciatore moderno e universale. In trubuna per lui c’erano gli osservatori del Manchester City: avrebbero voluto staccare un cospicuo assegno e portarlo subito in Inghilterra,ma il francese almeno per ora non si muove. Nella ripresa si allarga per contenere Lazetic spostato a sinistra, poi si abbassa come esterno difensivo quando il Toro schiera quattro fra punte e mezze punte, a quel punto si trova ad affrontare prevalentemente DiMichele. Che non può nuocere. MILANETTO 7,5 Ha il cuore Toro ma gioca con il cervello e con i piedi; il suo dirimpettaio è Corini, che in quanto a fosforo ne ha da vendere, però Hannibal riesce a dirigere il traffico e a far girare la palla con grande lucidità. È un esempio: si muove con la grazia di un ballerino, ma sa essere cattivo il giusto quando occorre. A inizio stagione c’era chi diceva che non poteva giocare in serie A, invece accende la luce in una squadra che diverte. A Siena sarà squalificato. FABIANO 6,5 Dovrebbe marcare Lazetic, invece costringe il serbo a fare quasi il terzino con le sue continue sgroppate. È in giornata positiva, sorprende la sua sostituzione, anche se poi i fatti dimostrano che hanno ragione Gasperini e Caneo. (1’ st DIVAIO 7: entra per dare maggior peso all’attacco, e impiega solo 7’ a lasciare il segno; bravo Borriello a smarcarlo,ma scarta il portiere con un tocco di classe e deposita in fondo al sacco. È il premio dopo un periodo buio). SCULLI 6,5 Sull’altare dell’equilibrio tattico si sacrifica molto, anche se fatica a trovare sbocchi offensivi.Nella ripresa arretra sulla linea dei centrocampisti prendendo in consegna Lazetic e poi Diana quando Novellino inverte i suoi esterni alti. È bravo ad avventarsi come un falco sulla punizione di Milanetto per battere Fontana per la terza volta, anche se nell’occasione la difesa del Torino si apre come il Mar Rosso di fronte aMosè. È un soldatino che è sempre una garanzia. BORRIELLO 7 Si batte conDi Loreto e Dellafiore cercando con insistenza il gol. Si vede che tiene particolarmente a segnare contro Novellino,ma su di lui i difensori granata raddoppiano sempre quando addirittura non portano tre giocatori, rendendogli difficoltoso girarsi per sparare in porta. Poi si traveste da uomo assist e smarca DiVaio per il vantaggio.Ottiene infine il premio per la sua caparbietà con una rasoiata di sinistro: vendetta consumata. La Nord, a gran voce, gli chiede ripetutamente di non andare via: è un amore ricambiato, anche se il suo destino dipende da numerosi fattori, e non solo dalla sua volontà. (32’ st FIGUEROA 6,5: gioca solo pochi minuti, però ha alcuni tocchi che strappano applausi a scena aperta.Ha anche l’occasione per segnare,ma è poco fortunato). LEON 6,5 È come i grandi artisti: quando non è ispirato non se ne fanno i soldi.Questa volta, invece, la musa lo porta a fare giocate di alta classe e numeri da giocoliere. Parte basso per ripartire in velocità, e spesso cerca Borriello per assecondare la sua sete di gol. Con l’ingresso diDiVaio si porta a destra. Poi centra anche il palo con un siluro di sinistro. Alcune sue accelerazioni seminano il panico nella difesa, ed è suo il cross per la rete del 2-0. TORINO Fontana 6;Motta 6 (16’ Rosina 5,5),Di Loreto 6Dellafiore 6, Lanna 5,5 (42’ st Rubin ng); Lazetic 5, Corini 5,5,Grella 5,5,Diana 5; Recoba 4,5 (1’ st Ventola 5),DiMichele 5. ARBITRO Orsato di Schio 5,5: al 13’ il Genoa reclama un rigore su Borriello che è trattenuto da Dellafiore per la maglietta, poi Fontana interviene sulla palla. Più tardi ammonisce Lucarelli al primo fallo.Grazia invece Recoba che, già ammonito, tira una stecca allo stesso Lucarelli.Nel finale ci sarebbe anche un rigore su Figueroa, ma lascia correre
IL SECOLO XIX
- Lo stadio esonera Novellino, Cairo lo salva.
di Giuliano Gnecco. Cori contro l'ex tecnico blucerchiato: «C'è chi ride e chi
piange, io non piango». Il presidente: «Fiducia totale». Genova. La vendetta è
un piatto che va consumato freddo: da quel Ravenna-Genoa che fu il capolinea
delle speranze di tornare in A senza attendere tempi biblici, sono trascorsi 11
anni. Adesso i tifosi rossoblù sperano che questa vittoria porti all'esonero di
Walter Alfredo Novellino. La vendetta, appunto. Anche per gli anni trascorsi in
blucerchiato. Oltre ai fischi nei confronti di Monzon, hanno fatto chiaramente
comprendere il loro desiderio con il coro «Novellino esonerato, Novellino
esonerato» ripetuto più volte. Rimbalzato anche nel settore granata. Urbano
Cairo, presidente granata, è netto: «C'è fiducia totale nei confronti del nostro
allenatore». Novellino, da parte sua sottolinea: «Ogni giorno mi sento in
discussione, però non mi sento esonerato». Poi, con un sorriso ironico rivolto
ai tifosi che lo contestavano, aggiunge: «Il pallone è rotondo, nella vita non
si sa mai. La vita è fatta così: c'è chi piange e chi ride. Però io non piango.
Siamo solo incappati nella nuvola di Fantozzi». Novellino legge la partita in un
modo tutto suo: «Il Torino non è in crisi - assicura - Anche oggi abbiamo avuto
due o tre occasioni che non abbiamo saputo sfruttare. Poi il gol del 2-0 ci ha
tagliato le gambe. E sul terzo gol eravamo sette di noi: gli attaccanti vanno
marcati. Però non creiamo un clima da funerale, che non c'è». Come dirà un
autocritico Corini: «La situazione è difficie, ma non drammatica. La squadra è
sempre stata a disposizione del tecnico, dobbiamo tenere la A. Dopo potremo fare
delle riflessioni». Cioè la resa dei conti. Nel primo tempo Monzon ha avuto
anche alcuni plateali scontri verbali con Recoba, poi sostituito: «Non diciamo
cazz..., non ho avuto alcuno scontro verbale. Qui si ingigantisce tutto. Mi
aspettavo di più da Ventola, che desse maggiore profondità. Ma, poveretto, era
da tanto che non giocava. Nel primo tempo abbiamo giocato bene, abbiamo solo
sbagliato a non sfruttare le nostre occasioni». Ma anche nel primo tempo la
partita l'ha fatta il Genoa, e Rubinho è rimasto disoccupato. Poi c'è chi
provoca: «La migliore notizia per il Torino sono le ammonizioni di Recoba e Di
Michele, così"salteranno" l'Inter». Monzon abbocca: «Sono cattiverie. La nostra
crisi è solo di risultati. Anche con l'Empoli, pur perdendo in casa, abbiamo
giocato bene. Giocassimo sempre come nel primo tempo non avremmo problemi; solo
a Cagliari abbiamo giocato male». Ma la a classifica è sempre meno rassicurante;
le prossime due gare sono con Inter e Roma. La possibilità di fare zero punti è
concreta. «Non mi sento esonerato», ribadisce Novellino. «Fiducia», assicura
Cairo. Ma il tandem Zaccarelli-Scienza è pronto. «Novellino esonerato!», cantava
lo stadio. La vendetta.
LA REPUBBLICA
- Ottovolante Genoa, tre squilli verso l´Europa.
I rossoblù giocano a memoria e
mandano all´inferno "l´odiato" Novellino Borriello ancora una volta determinante
un assist ed un gol bellissimo Occasioni già nel primo tempo, nella ripresa il
Grifone dilaga sui granata. di Gessi Adamoli. Ancora una volta ha ragione
Gasperini: il Genoa ormai gioca a memoria e può anche fare a meno della sua
presenza in panchina. Così, insieme a Tullio Gritti, uno dei suoi collaboratori,
segue la partita in tribuna, in una postazione solitamente riservata alle
telecamere, e quando lo stadio scandisce in coro il suo nome, il tecnico in
castigo da quell´anomalo avamposto agita le mani per salutare e ringraziare
tutti. Nella Nord c´è uno striscione: "Pippo ti aspettiamo". È per Spagnolo, il
supertifoso ricoverato al Galliera: non sembra possibile che il Genoa giochi e
non ci sia lui allo stadio. Bella e spettacolare, la squadra rossoblù finisce
per schiantare il Torino anche se l´intenzione non era certo quella di inferire
su un avversario storicamente gemellato. Non è un amico invece chi siede sulla
panchina della squadra granata, con Walter Novellino i tifosi del Genoa hanno un
vecchio conto da regolare. Si deve tornare indietro di 11 anni, alla fatale
partita di Ravenna che costò al Genoa la promozione in serie A. I tifosi, si sa,
hanno memorie d´elefante e nel calcio, più che mai, vale il detto che la
vendetta è più un piatto che va servito freddo. A rendere tutto più semplice è
la pochezza della squadra granata. Certo le numerose assenze (Sereni, Pisano,
Stellone, Comotto, Natali, Zanetti e Franceschini) possono sicuramente aver
pesato, ma l´impressione è che, al di là di chi scenda in campo, il Toro sia un
gruppo allo sbando. È così bastato aumentare un po´ la pressione per travolgere
la tenue resistenza della squadra granata. Peraltro il Genoa avrebbe potuto già
sbloccare il risultato nel primo tempo se l´arbitro Orsato non avesse ignorato
una vistosa e prolungata trattenuta in area di Dellafiore ai danni di Borriello
(15´). Il bomber rossoblù si è poi costruito una favorevolissima opportunità,
ma, dopo aver vinto di forza il duello con Dellafiora e aver lasciato in
surplace Di Loreto non si è fidato di calciare con il destro e ha voluto a tutti
i costi battere a rete con il piede preferito, partorendo però una goffa
conclusione di esterno sinistro fuori dallo specchio della porta (38´). Nella
ripresa il Genoa si è presentato in campo senza Fabiano, toccato duro nel primo
tempo. Con poche soluzioni a sua disposizione, Gasperini ha scelto di fare
entrare Di Vaio e arretrare Sculli al posto del mancino brasiliano. Una prima
spallata alla porta del Toro l´ha data Leon che, smarcato da Di Vaio, da
posizione favorevolissima non ha inquadrato la porta (5´). Nemmeno sessanta
secondi però ed è arrivato il gol con Di Vaio che, imbeccato da un pregevole
assist di Borriello, ha anche scartato il portiere. Il raddoppio al quarto d´ora:
il sinistro di Borriello, che va a cercare il palo lontano, non dà scampo a
Fontana. Per il Toro è notte fonda, Novellino, che aveva sostituito
l´impalpabile Recoba con Ventola, prova ad aggrapparsi a Rosina con il quale i
rapporti sono tesissimi al punto da relegarlo in panchina nonostante una
situazione di grande emergenza. Le tre punte del Torino costringono anche il
Genoa a ridisegnarsi tatticamente e chissà se è tutta farina del sacco di Caneo,
il sostituto in panchina di Gasperini... Prima si passa al 4-4-2 con Konko
retrocesso sulla linea dei difensori e Sculli e Leon esterni di centrocampo. Poi
al 4-4-1-1: Di Vaio (a destra) e Sculli (a sinistra) stanno larghi a
centrocampo, mentre Leon fa il trequartista dietro a Borriello. Sculli chiude
definitivamente il match, andando a segno di testa (proprio come gli era
capitato a Napoli): sbuca sul secondo palo dopo che Leon aveva fatto spiovere
una punizione in area e la difesa del Torino era rimasta di pietra. Il finale è
accademia: Figueroa, che rileva Borriello, fa intravedere sprazzi di grande
talento e il giovane Raggio Garibaldi bagna l´esordio in serie A. Va anche detto
che ieri a Marassi c´erano due rappresentanti della procura federale, tra i
quali uno dei vice di Palazzi. Hanno incontrato i dirigenti rossoblù e hanno
parlato dei recenti deferimenti. Perfino da coloro che nel processo sportivo
sosteranno il ruolo della pubblica accusa è arrivata la conferma che al massimo
il Genoa rischierà una multa.
LA REPUBBLICA
- La vittoria di Marassi rilancia
la squadra di Gasperini per la Uefa.
I gol di Di Vaio, Borriello e Sculli inguaiano il gruppo Novellino. Per il Genoa
tre reti in 17' e ora il Toro rischia sul serio. GENOVA - Il Genoa batte
nettamente il Torino (3-0) e si rimette in corsa per la qualificazione alla
Coppa Uefa, inguaiando definitivamente la formazione di Novellino che adesso è
seriamente invischiata nella lotta per non retrocedere. Dopo un primo tempo
abulico e senza grandi sussulti, nella ripresa l'ingresso di Di Vaio dà nuova
vitalità alla formazione di casa che inizia a giocare alla grande e soprattutto
a segnare. Tre reti in poco più di un quarto d'ora (Di Vaio, Borriello e Sculli
gli autori delle reti) stendono gli ospiti che devono guardarsi alle spalle
anche in virtù di un calendario non certo facile (le prossime due sono contro
Inter e Roma). Gasperini conferma il tridente con Sculli, Leon e Borriello,
mentre Novellino inserisce Recoba dietro a Di Michele con un centrocampo più
robusto e Rosina inizialmente in panchina. La squadra di casa, sostenuta dal
pubblico, parte forte alla ricerca della rete anche se i granata sono messi bene
in campo e tutto diventa difficile. Ne viene fuori una gara, almeno nella prima
frazione, giocata per lo più a centrocampo con il Genoa che cerca di attaccare e
il Torino che si affida al contropiede. Nei primi 45' le occasioni da rete sono
ridotte al lumicino e bisogna attendere il 31' per vedere il primo tiro in
porta, ad opera di Motta al termine di un contropiede, anche se la conclusione
termina alta. Recoba è nervoso, protesta e si fa ammonire e così salterà la
sfida con l'Inter e il finale è di marca rossoblu: al 37' Borriello solo si gira
ma mette a lato di sinistro, mentre al 40' serve Marco Rossi in buona posizione
ma il centrocampista mette all'esterno della rete. Nell'intervallo, i due
tecnici optano per un cambio ciascuno: nel Genoa dentro Di Vaio e fuori Fabiano,
nel Torino dentro Ventola per Recoba. La mossa, però, premia la squadra di
Gasperini che in 17' (dal 7' al 24') segna tre reti. Al 7' tocca al neo entrato
Di Vaio mettere alle spalle di Fontana dopo un lancio di Borriello (poco prima
Leon aveva sbagliato clamorosamente una rete); al 16' è la volta del
capocannoniere del torneo Borriello mettere alle spalle del portiere con un
diagonale tagliente, quindi la 24' è Scullli a segnare il 3-0 depositando da due
passi. Sull'1-0 Rubinho è bravo su Ventola, mentre sul 2-0 Novellino tenta la
carta Rosina (al posto di Lazetic). I granata sono al tappeto, ma cercano di
reagire e segnare almeno una rete rischiando di prendere la quarta con Criscito
e nel finale con Leon il cui colpo di testa si stampa sulla traversa.
LA STAMPA
- Toro da incubo, il Genoa si diverte.
I rossublu si impongo per tre a zero. Succede tutto nella ripresa: in rete Di
Vaio, Sculli e Boriello. Fontana evita altri gol: per i granata è crisi. GENOVA.
Il Genoa batte nettamente il Torino (3-0) e si rimette in corsa per la
qualificazione alla Coppa Uefa, inguaiando definitivamente la formazione di
Novellino che adesso è seriamente invischiata nella lotta per non retrocedere.
Dopo un primo tempo abulico e senza grandi sussulti, nella ripresa l’ingresso di
Di Vaio ha dato nuova vitalità alla formazione di casa che ha iniziato a giocare
alla grande e soprattutto a segnare. Tre reti in poco più di un quarto d’ora (Di
Vaio, Borriello e Sculli gli autori delle reti) hanno prima stordito e poi steso
gli ospiti che devono guardarsi alle spalle anche in virtù di un calendario non
certo facile (le prossime due sono contro Inter e Roma). Gasperini conferma il
tridente con Sculli, Leon e Borriello, mentre Novellino inserisce Recoba dietro
a Di Michele con un centrocampo più robusto e Rosina inizialmente in panchina.
La squadra di casa, sostenuta dal pubblico, parte forte alla ricerca della rete
anche se i granata sono messi bene in campo e tutto diventa difficile. Ne viene
fuori una gara, almeno nella prima frazione, giocata per lo più a centrocampo
con il Genoa che cerca di attaccare ed il Torino che si affida al contropiede.
Nei primi 45’ le occasioni da rete sono ridotte al lumicino e bisogna attendere
il 31’ per vedere il primo tiro in porta, ad opera di Motta al termine di un
contropiede, anche se la conclusione termina alta. Recoba è nervoso, protesta e
si fa ammonire e così salterà la sfida con l’Inter ed il finale è di marca
rossoblu: al 37’ Borriello solo si gira ma mette a lato di sinistro, mentre al
40’ serve Marco Rossi in buona posizione ma il centrocampista mette all’esterno
della rete. Nell’intervallo, i due tecnici optano per un cambio ciascuno: nel
Genoa dentro Di Vaio e fuori Fabiano, nel Torino dentro Ventola per Recoba. La
mossa, però, premia la squadra di Gasperini che in 17’ (dal 7’ al 24’) segna tre
reti. Al 7’ tocca al neo entrato Di Vaio mettera alle spalle di Fontana dopo un
lancio di Borriello (poco prima Leon aveva sbagliato clamorosamente una rete);
al 16’ è la volta del capocannoniere del torneo Borriello mettere alle spalle
del portiere con un diagonale tagliente, quindi la 24’ è Scullli a segnare il
3-0 depositando da due passi. Sull’1-0 Rubinho era stato bravo su Ventola,
mentre sul 2-0 Novellino aveva tentato la carta Rosina (al posto di Lazetic). I
granata sono al tappeto, ma cercano di reagire e segnare almeno una rete
rischiando di prendere la quarta con Criscito e nel finale con Leon il cui colpo
di testa si stampa sulla traversa.
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