STAGIONE 2006/07

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Reti: 16' Leon, 40' Moro, 63' Di Vaio.

Genoa: Rubinho, Bega, De Rosa (81' Juric), Criscito, Rossi, Milanetto, Coppola, Fabiano (86' Greco), Leon (78' Stellini), Gasparetto, Di Vaio. All: Gasperini. (Scarpi, Galeoto, Carobbio, Botta).

Treviso: Avramov, Valdez, Viali, Lorenzi (67' Acquafresca), Mezzano, Camorani (75' Russotto), Moro, Guigou, Music, Quadrini, Fava (86' Beghetto). Allenatore: Ezio Rossi. (Cordaz, Petras, Fietta, Anderson)

Arbitro: Salati di Trento. Spettatori: 17.247. Espulso: 84' Valdez

 

     

 

     

 

AKAIAOI - Il Grifone parte alla ricerca dell' ottava vittoria consecutiva al Ferraris. Ultimi a strappare un risultato positivo sul campo "do Zena" i plurifortunati pugliesi del Bari che portarono a casa uno 0 a 0 nonostante almeno una decina di palle gol create dai rossoblù (rigore parato da Gillet compreso). Torna in gioco dopo 20 giorni di stop De Rosa mentre Gasperini opta per una coppia centrale formata da Coppola e Milanetto. Il Genoa inizia la gara attaccando sotto la Nord. 02' Minuto è già Leon subisce un fallaccio da espulsione da Camorani. L'arbitro non assegna neanche il fallo e Leon rimasto infortunato a terra dopo un po' riprende il gioco. 05' Azione confusa in area, batti e ribatti tra un veneto e Gasparetto e la sfera termina a Di Vaio. Botta al volo a centro area e deviazione di schiena in corner di un difensore. Sulla battuta Avramov esce a vuoto ma Salati fichia fallo. 09' Altro corner e altro fallo in mischia contro il Genoa. 13' Intervento scorretto di Camorani su Fabiano e finalmente esce il cartellino giallo. 15' Lorenzi si aggrappa a Di Vaio e l'arbitro concede la punizione. Palla sistemata ai 25 metri spostata sulla sinistra. Parabola a rientrare all' incrocio dei pali lontano di Leon e avramov impietrito osserva la palla insaccarsi. 18' Lancio di Leon per Di Vaio che stoppa la palla e fa partire un traversone teso a centro area dove Gasparetto anticipa di testa il suo controllore mandando la palla a sorvolare di poco la traversa. 19' Altro brutto intervento su Milanetto da parte di Camorani che è già ammonito. L'arbitro non sanziona il trevigiano. 23' Altro fallo biancoblù e Moro finisce ammonito. 25' Scambio al limite tra Di Vaio e Gasparetto. L'attaccante viene contrastato da un difensore ma la palla torna a Di Vaio che s'accentra superando un avversario ma il suo rasoterra eè troppo centrale e Avramov a terra agguanta la sfera. A questo punto la partita si spegne, il Genoa sembra pago del risultato mentre il Treviso pur provandoci non s'affaccia mai neanche lontanamente dalle parti di Rubinho. 37' Di Vaio all' improvviso dal limite fa partire una bordata che finisce di poco alta. 40' Prima azione degli ospiti con Moro che tenta dalla distanza ma Rubinho senza problemi devia in corner. Dall' angolo difesa genoana ferma, palla al centro e assist di testa di un biancoblù verso il palo sinistro dove Moro, solo soletto, ancora di testa incrocia imparabilmente per Rubinho.I primi minuti del secondo tempo vedono un Treviso più pimpante dei Grifoni ma dopo poco il Genoa torna a spingere alla ricerca del vantaggio. 50' Avanzata di Leon che viene steso da due avversari. La distanza dai pali della porta veneta è notevole ma Leon ancora magistralmente indirizza verso l'angolino basso alla sinistra di Avramov che quasi con un gesto pallavolistico fa impennare la palla in corner. 52' Questa volta il fallo è di Milanetto che viene ammonito. 58' Altra punizione dal limite, questa volta la sfera è sistemata sulla destra e la distanza dalla porta è la solita. L'Honduregno indirizza verso l'incrocio destro mandando la sfera a pochi centimetri dall' obbiettivo.63' Milanetto allarga a destra per Fabiano, il brasiliano pennella verso il palo lontano dove questa volta è Di Vaio a incrociare di testa imparabilmente alle spalle di Avramov. Di Vaio si sfila la maglia e viene ammonito. 67' E.Rossi mette in campo Acquafresca al posto di Lorenzi. 68' Gasparetto per Coppola che finta il tiro, si libera di un avversario e centralmente dal limite spara di poco alto sopra la traversa. 71' questa volta il brutto intervento è di Gasparetto su Viali ma l'arbitro non ammonisce il rossoblù. 75' Russotto sostituisce Camorani che più volte è stato vicino all' espulsione. 78' Stellini entra in campo per sostituire lo sfinito e claudicante Leon. 80' Fava si catapulta su Criscito e ha la faccia di chiedere il rigore. 81' Gasperini mette in campo Juric e toglie De Rosa anche lui un po' zoppicante. 82' Anche Russotto cerca il rigore ma stavolta questo ha la bontà di rialzarsi e fare finta di nulla. 83' Coppola ruba palla al limite e accentrandosi lascia partire una conclusione fotocopia del suo tentativo precedente. 84' Valdes mette a terra Gasparetto e viene ammonito per la seconda volta lasciando i compagni in 10. Susseguentemente Avramov allontana la palla e si becca anche lui il giallo. 86' Entrambe le formazioni esauriscono le tre possibili sostituzioni facendo entrare sul terreno di gioco l'ex Beghetto per Fava e Greco per Fabiano. 87' Brutto intervento di Viali su Gasparetto, nessuna sanzione. 89' Coppola recupera palla a centrocampo e dà il via al contropiede Genoano. Triangolazione al limite dell' area con Gasparetto e Coppola si ritrova solo sulla destra davanti a Avramov. Il Genoano in diagonale supera il portiere ma la sfera finisce per sbattere sul palo. 91' Ancora il Genoa ha l'occasione di chiudere i conti con Di Vaio. Fabiano sulla sinistra dal fondo mette rasoterra verso il rossoblù che sul versante opposto si trova solo davanti all' estremo trevigiano con due difensori che si sistemano ai lati della porta. L'attaccante sbaglia il diagonale o cerca di far passare la palla sotto al portiere che si ritrova la palla addosso e respinge.  Un anticipo di Rossi su Beghetto per non farsi mancare nulla e ottava vittoria consecutiva al Ferraris conquistata.

 

TUTTOSPORT - Di Vaio tiene il Genoa in scia. Più faticoso del previsto il posticipo con il Treviso ma continua l’effetto Marassi. Il bomber regala i tre punti dopo il vantaggio di Leon e il pareggio di Moro. I rossoblù salgono al secondo posto superando il Napoli ma senza brillare: serata storta di Milanetto e Rossi e veneti bene organizzati. Espulso Valdez. di Giovanni Tosco. GENOVA. Compie il proprio dovere, il Genoa, e adesso attende la replica del Napoli, almeno per una notte riportato alle spalle. Contro un Treviso schierato in manie­ra accorta, i rossoblù hanno faticato non poco, complice anche la serata di scarsa ispirazione di uomini importanti come Milanetto e Marco Rossi. A risolvere hanno provveduto, ancora una volta, i bomber arrivati a gennaio: Leon ha sbloccato la partita al 16’ con una punizione splendida ( calciata dai venti metri, si è infilata nel­l’angolo alto alla sinistra dell’immobile Avramov), Di Vaio al 19’ della ripresa ha riaggiustato la situazione piombando di testa su un cross di Fabiano, dopo che Moro nel finale del primo tempo aveva firmato l’ 1- 1 con un tocco ravvicinato su azione d’an­golo. Nel finale, quando il Treviso si è ovviamente aperto per provare a evitare il quarto risultato negativo consecutivo, il Genoa ha avuto le opportunità per rendere più ricco il bottino, ma Coppola è stato impreciso e sfortunato ( diagonale sul palo al 44’) e Di Vaio, solo in area, ha concluso addosso al portiere nel recupero. Pur sofferto, il successo è meritato e conferma il micidiale rendimento casalingo dei liguri, all’otta­va vittoria in altrettante ga­re giocate a Marassi nel 2007. Si è interrotta a 581 minuti l’imbattibilità di Rubinho, che davanti al proprio pubblico non subiva gol dal 19 gennaio, ma il fatto che la rete di Moro sia ininfluente rende tutto più leggero. Certo, in questo appassionante testa a testa per il secondo posto molto dipenderà da come risponderà il Napoli, ma continuare a sfruttare il fattore campo ( martedì qui sarà di scena il Verona) permetterà al Genoa di giungere al confronto diretto dell’ultima giornata con le carte in rego­la per la promozione. Ezio Rossi è stato abile a chiudere le fasce e spegnere le fonti del gioco rossoblù con un 4- 4- 1- 1 prudente ed efficace, a maggior ragione di fronte a una squadra poco mobile e poco ispirata. Il Treviso non si è disunito neppure una volta passato in svantaggio, e tutto som­mato la situazione di parità con cui è arrivato all’intervallo non faceva una grinza. Proprio quando il tecnico stava per inserire una se­conda punta, Acquafresca, accanto all’isolato Fava, il Genoa si è riportato su: decisiva la mossa effettuata da Gasperini, che ha invertito le posizioni di Leon e Di Vaio. L’ex bomber del Monaco, salito a quota 7 nella classifica dei cannonieri, partendo da destra ha sorpreso Mezzano nell’azione decisiva, liberando l’intero stadio dalla paura di un mezzo passo falso che avrebbe potuto rivelarsi pesante nella corsa verso la serie A. Gli innesti di Acquafresca e Russotto ( col passaggio al 3­4- 1- 2) non sono serviti a rianimare il Treviso, che anzi si è esposto al contropiede avversario, rischiando in almeno quattro circostanze di incassare il terzo gol e finendo in dieci per l’espulsione di Valdez. Attesi martedì dalla trasferta di Mantova, i veneti cominciano a guardare con apprensione la classifica, anche se avranno poi due impegni casalinghi da sfruttare per avviarsi a un finale di stagione sereno.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. De Rosa, rientro senza sbavature. Genoa. Rubinho 6: non arriva sul tocco ravvi­cinato di Moro. Nelle altre circostanze c’è. Bega 6: esce spesso a chiudere su Quadrini, cliente tutt’altro che agevole. De Rosa 6.5: al rientro dopo un mese, è quasi sempre preciso negli anticipi su Fava. Juric (36’ st) ng. Criscito 7: sbaglia nulla, alimentando l’azione. M. Rossi 5.5: tatticamente disciplinato ma poco brillante. Coppola 6.5: fulminante in avvio e nella ripresa, quando per 3 volte sfiora la rete, colpendo an­che un palo. Milanetto 5.5: detta i tempi, però è impreciso. Fabiano 6: bravo soprattutto nella fase di copertura, effettua il cross per il 2-1 di Di Vaio. Greco (41’ st) ng. Leon 6: il gol è un gioiello, e nella ripresa sfiora il bis. Ma troppe sono le giocate accademiche. Gasparetto 5.5: lavora di sponda, raramente con successo. Di Vaio 7: guadagna la punizione dell’1-0 e firma il 2-1 con un colpo di testa da bomber di razza, 7° sigillo stagionale. Sciupa nel finale il bis. All. Gasperini 6.5: il Genoa non brilla, ma conta vincere. Inverte le posizioni di Leon e Di Vaio e arriva il 2-1. Treviso. Avramov 5.5: sul capolavoro di Leon non prova nemmeno a tuffarsi. Nel finale salvato dal palo su Coppola, bravo su Di Vaio. Valdez 6: contiene la rapidità di Di Vaio prima e Leon poi. Espulso per doppia ammonizione. Viali 6.5: efficace sulle palle alte. Lorenzi 6: rischia il cartellino dopo 2’ (l’arbitro opta per una simulazione di Leon), poi sbroglia diverse situazioni delicate. Acquafresca (22’ st) 5.5: non incide. Mezzano 5.5: dalla sua parte il Genoa non sfonda, però pesa la “dormita” sul 2-1. Camorani 5.5: sostituisce lo squalificato Gissi con determinazione ma eccessi di nervosismo. Russotto (30’ st) ng. Moro 7: aggredisce Milanetto annebbiandogli le idee. Provoca l’angolo sul quale è il più rapido a deviare per l’1-1, primo gol stagionale. Guigou 6: gestisce molti palloni, cala nella ripresa. Music 5.5: attento in fase difensiva, non spinge. Quadrini 6: si muove tra le linee con disinvoltura, sacrificandosi nella fase di non possesso palla. Fava 5.5: spesso isolato in avanti, fatica a liberarsi dei difensori genoani. E’ però suo il tocco di testa che permette a Moro di pareggiare. Beghetto(41’ st) ng. All. E. Rossi 6: sceglie la via della prudenza, con un 4-4-1-1 che ha il merito di chiudere gli spazi al Genoa. Sconfitta più che onorevole. Arbitro. Salati 5.5: dopo 2’ non ammonisce Lorenzi per un’entrata su Leon, convinto che l’honduregno si tuffi (ma allora deve estrarre il cartellino per lui). Nella ripresa grazia Gasparetto per un fallo da “giallo” che l’avrebbe portato alla squalifica. Giusta l’espulsione di Valdez.

 

IL SECOLO XIX - GENOA, IN VOLO CON DUE GOL D'AUTORE Leon e Di Vaio. Il Genoa vola. Il Grifone soffre ma piega il Treviso e sorpassa il Napoli. È l’ottava vittoria consecutiva a Marassi. di Giovanni Ciolina. GENOVA. Il Treviso prova a travestirsi da Pulcinella, ma lo scherzo non gli riesce e finisce sull’Ottovolante. Con il cuore che sobbalza in gola a ogni discesa. Il manovratore è d’eccezione: Marco Di Vaio. Alla prima palla giocabile l’ex monegasco lascia il segno: il settimo stagionale: cinico, spietato,decisivo. Il Grifone vince l’ottava gara consecutiva nella tana del Ferraris,ma fatica terribilmente contro un Treviso che non fa certo cose trascendentali,ma gioca un calcio lineare, pulito. Il Genoa passa forse nel suo momento peggiore,ma in questa fase della stagione non si deve andare troppo per il sottile. Bisognava vincere e i tre punti sono in saccoccia. Adesso aspettiamo il sabato della festa e non importa se l’imbattibilità interna del Grifo cade dopo 581’. «Serve il guizzo degli attacchi,quel colpo a sorpresa che può decidere la sfida». Così parlava Gasperini alla vigilia della sfida: accontentato.Il salto mortale arriva nella notte delle stelle grazie a un capolavoro su punizione di Leon. Il secondo dopo quello di Napoli, anche se questa volta un minimo di collaborazione è giusto darla anche ad Avramov. Il portiere copre il palo della barriera e si vede beffare dall’altra parte. Bravo Leo, comunque. In settimana l’honduregno prova le battute dal limite e Danilo Russo si oppone al meglio. Al gol capolavoro, simile a quello fatto al Treviso, la gente del Pio XII. I compagni anche e lui replica in maniera goliardica. Questa volta dopo il gol si concede al popolo esultante. Marassi esplode; è una bolgia anche perché passare in vantaggio dopo 16’ non è cosa da poco. In particolare se l’avversario è un Treviso annunciato con un 3 4 3 e che invece si presenta con un rituale 4 4 2 che la dice lunga sull’intenzione della banda Rossi di non offrire il fianco all’avversario e possibilmente, agire di rimessa. Camorani a destra e Guigou in mezzo reggono l’urto del Grifone che prende la gara di petto e si butta a testa bassa sull’avversario. La prima volata è un turbine per Lorenzi che non trova di meglio che abbattere Leon sotto gli occhi di Salati che segnala di proseguire. Con il passare dei minuti,però, la ragnatela studiata da Ezio Rossi infastidisce un Grifo che non riesce a prendere le misure giuste con un Milanetto che qualche volta stecca e sulla destra non riesce a trovare gli spunti giusti con Rossi. O meglio il massese va avanti a corrente alternata e il bosniaco Music riesce a tenerlo a bada senza dannarsi neanche troppo. Già a Torino il motore del rossoblù aveva dato segni di cedimento. E senza i suoi colpi d’ala e di classe il Grifone non riesce a cambiare ritmo. Si cerca un po’ troppo il lancio lungo, invece di provare ad aggirare la barricata dei veneti con il risultato di finire spesso nell’imbuto centrale tanto caro a Guigou e Moro. E così alla prima disattenzione difensiva arriva il gol ospite. Una sorta di maledizione, una scudisciata incredibile sul fondoschiena del pennuto rossoblù. E sotto certi aspetti imprevedibile, perché fino a quel momento il Treviso non combina nulla. O poco di più. Sicuramente il tocco di testa di Moro è tanto sporco quanto efficace. E sotto certi aspetti è storico per il Treviso che non segnava in trasferta dal23 febbraio. Ancora più duratura la striscia del Grifo che purtroppo si ferma a 581’. Marassi diventa una ghiacciaia. Il compito del Genoa si fa duro anche perché la serata non è delle migliori. Anzi. E come d’incanto l’euforia del primo tempo diventa oppressione, critica, mugugno. Nelle secche il Genoa si trova male. Gasparetto fa la guerra con Viali e Lorenzi e spesso ne esce con le ossa rotte. Leon è croce e delizia: l’attaccante dimostra vena sui calci da fermo, ma sbaglia troppo in fase di impostazione di gioco. Gasperini inverte la sua posizione con Di Vaio, ma il risultato stenta ad arrivare. E la Nord tuona. Spinge il Grifone all’arrembaggio e la prima crepa la crea un’incursione di Coppola. Sufficiente per aprire la strada alla immediata spallata, decisiva, alla ripresa del gioco. Lo tsunami arriva con l’uomo che più di tutti sembra essere entrato nel cuoredella gente genoana: Marco Di Vaio, al settimo gol stagionale. E’ il 19’. Il cross di Fabiano è invitante, l’inzuccata perfetta. Marassi esplode al gol del romano che ha l’effetto di una barretta energizzante nelle gambe e nella testa dei rossoblù. Rossi prova a cambiare inserendo Acquafresca per Lorenzi e il Treviso va al 3 4 3. E poi ancora Russotto per Camorani. Cambia anche Gasperini, ma il finale è elettrizzante e con il Genoa in superiorità per l’espulsione di Valdez. Purtroppo Coppola e Di Vaio falliscono il kappao.O meglio la botta della tranquillità. Per il Piranha è una sorta dimaledizione. Il gol non arriva. Lui ci prova in tutti i modi.Da fuori (tre volte)e in incursione alla marine. Manuel non aveva fatto i conti con il palo. E gli occhi rivolti al cielo e lemani giunte ad implorare un po’ di assistenza divina sono il segnale di un momento non certo facile per il romano. Ma con quel Juric bisogna inchinarsi e aspettare. Il Genoa è secondo, ora tocca al Napooli inseguire.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE Coppola fa il muro Di Vaio decisivo Criscito impeccabile. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Nulla può fare sulla deviazione ravvicinata di Moro che riporta la gara in equilibrio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo la difesa stava salendo e il centrocampista si è trovato libero e solo al suo cospetto. Per il resto normale amministrazione. BEGA 6 Gode di una certa libertà, perché gli attaccanti avversari bazzicano poco dalle sue parti. Ne approfitta per raddoppiare, a turno, su Music, Fava e persino su Quadrini quando si decentra a sinistra. Si concede tuttavia qualche sbavatura negli appoggi. DE ROSA 6,5 E' stato costretto ad un lungo stop per problemi muscolari, ma nessuno se ne accorge: gioca con il consueto piglio combattivo in fase difensiva, e sui calci piazzati si spinge anche a saltare in area avversaria. Tiene Fava, genoano mancato nel gennaio 2006: il capitano trevigiano quasi mai si rende pericoloso (35' st JURIC sv: va a fare il quinto difensore di sinistra con licenza di offendere). CRISCITO 7,5 Quadrini è in realtà un centrocampista esterno; da seconda punta svaria molto e tende pure ad accentrarsi. Così, oltre a tenerlo a bada e a raddoppiare su Camorani, l'azzurrino si permette anche qualche sortita in più oltre le linee nemiche, con imperiose percussioni sulla sinistra che mettono in difficoltà i veneti. Donadoni in tribuna osserva con estremo interesse: impeccabile. Marco ROSSI 6 Più in fase di copertura sul bosniaco Music (ex di Preziosi a Como) che in quella di costruzione. Non rinuncia però a qualche sgroppata: quando scende in velocità trova quasi sempre il modo di arrivare sul fondo. In pratica, comunque, fa il terzino aggiunto, specialmente dopo gli ingressi di Acquafresca e Russotto. COPPOLA 7 In campo un po' a sorpresa, al posto di Juric che in questo momento è fra i più in forma. Duella con Moro non concedendogli spazio; il centrocampista trevigiano va in gol solo perché sul calcio d'angolo va in tilt il tentativo di metterlo in fuorigioco. Con un coast- to-coast sfiora il raddoppio prima della zampata di Di Vaio, poi va vicino alla terza rete (due volte) con una gran botta e colpisce anche un palo. Cattiveria al servizio della squadra. MILANETTO 6 Corre molto ed è ovunque. Tocca però un numero inferiore di palloni rispetto al suo standard, e commette qualche sbavatura di troppo: errori di distrazione e leggerezza in impostazione e negli appoggi che non fanno parte del suo bagaglio. Anche in giornata no, resta comunque un punto di riferimento. FABIANO 6 Tiene il tignoso Camorani, genoano mancato agli albori dell'era-Preziosi: l'ex salernitano e leccese è ruvido e falloso, ma è abile a fare l'elastico fra attacco e centrocampo permettendo a Ezio Rossi di passare in corso d'opera dal 4-4-2 al 4-3-3 e viceversa. Ha il freno a mano tirato: limita le discese sul binario sinistro facendo mancare un importante sostegno in fase offensiva. Trova però un guizzo importantissimo servendo a Di Vaio la palla del 2-1. Avanza in fase di spinta quando Gasperini passa alla difesa a cinque (40' st GRECO sv: per il siciliano pochi minuti più da tornante di sinistra che da attaccante puro). LEON 6 Dal punto di vista meramente tecnico, è sicuramente uno dei giocatori più forti della serie B. La conferma quando al 16' calcia una punizione che sblocca il risultato con una traiettoria balisticamente perfetta (ma Avramov ha le sue colpe perché quello era il suo palo). Ha però il torto di voler sempre giocare per vie centrali, di seguire a tutti i costi l'istinto, facendo talvolta arrabbiare anche i compagni. Si incaponisce a portare palla anche quando c'è chi è meglio piazzato: ha grandi mezzi, ma deve crescere tatticamente (33' st STELLINI sv: con il suo ingresso la difesa passa a cinque per contenere la reazione veneta). GASPARETTO 6,5 Finisce il mezzo fra Viali e soprattutto a Lorenzi, però riesce a liberarsi dalla morsa con la consueta aggressività, e all'occorrenza anche rientrando per dettare ai compagni il passaggio. Fa da boa, spalle alla porta, favorendo gli inserimenti dalle retrovie. E va a fare anche un pressing altissimo sul portatore di palla avversario cercando di indurre i veneti all'errore in fase di impostazione. Spesso deve andarsi a guadagnare la sfera quando dalle retrovie arrivano rilanci sporchi. DI VAIO 6,5 Mette in difficoltà Valdez alternando triangolazioni a saltarlo come un birillo a tagli centrali per cercare il tiro. Dialoga costantemente con i compagni, e aiuta anche in fase di ripiegamento. Nella ripresa, nella quale gioca prevalentemente a destra, sembra sonnecchiare, Mezzano pare aver trovato il modo di anestetizzarlo. Invece sul cross di Fabiano sbuca lesto come un rapinatore d'area e batte Avramov segnando una rete importantissima. Nel finale sbaglia il gol della sicurezza. TREVISO Avramov 6,5; Valdez 5, Viali 6,5, Lorenzi 6 (23' st Acquafresca 6), Mezzano 6,5; Camorani 6 (29' st Russotto sv), Guigou 6,5, Moro 6, Music 5,5; Quadrini 5, Fava 5,5 (40' st Beghetto sv). ARBITRO Salati di Trento 5: al 2' Lorenzi entra duro sulla gamba di Leon, però lui fa segno che non è fallo; fischia invece fallo a De Rosa, toccato in stacco da Avramov. Grazia anche Camorani che, già ammonito, atterra Milanetto da dietro. Alterna momenti nei quali dirige all'inglese lasciando correre tutto ad altri nei quali arbitra all'italiana, in modo fiscale. Si lamenta anche il Treviso

 

IL SECOLO XIX - Di Vaio: ripago chi mi ha atteso Leon: il gol visto in Honduras Scarpi fa sorridere il compagno dopo la sostituzione. Lui telefona subito a casa: «Ci sono 46 gradi, temevo per i miei». di Giovanni Ciolina. Genova. E sette. Come le camicie che ha sudato il Genoa per portare a casa i tre punti «e caricare sulle spalle del Napoli la tensione di dover vincere a tutti i costi». Marco Di Vaio, 30 anni, è il nuovo idolo della Nord che lo chiama, lo invoca e dopo il gol lo acclama. Peccato per l'ammonizione «ma la gioia era tanta che non ho resistito a festeggiare. Ho commesso una leggerezza, ma mi sembra una regola assurda quella che limita di gioire al momento più importante per un attaccante». Il feeling che si è creato con l'ambiente è sicuramente la molla che ha scatenato il riscatto del bomber: «Sentirsi addosso la fiducia della gente, del tecnico, dei compagni, di tutto l'ambiente è fondamentale per rendere al massimo. Spero di continuare su questa strada». Con la maglia del Grifone ad ogni modo Di Vaio sembra essere rinato. «Vorrei ricominciare da qui. E poi non sono mica da buttare». Sorride l'ex monegasco mentre giocherella con una bottiglia d'acqua che tiene tra le mani. Il suo sogno resta quello di tornare ad indossare la maglia azzurra, ma la presenza in tribuna di Donadoni «era sicuramente per Criscito o qualche altro giovane di belle speranze. In questo momento sono ancora tanto distante». Nel frattempo si accontenta del Genoa e «di proseguire ad aiutare il gruppo anche perché l'unico modo per ripagare della fiducia. Certo che trovare la continuità di gioco e di segnature mi rende felice». Non servono le parole per dimostrarlo. «Adesso ci aspetta un'altra battaglia con il Verona, ma non possiamo permetterci passi falsi casalinghi. Il Treviso ci ha provato, non ci ha fatto giocare, ma non si è mai reso pericoloso». Concetto che esprime anche Adailton, l'assente illustre: «Bravo Leo e peccato per Manuel (Coppola,ndr): avrebbe meritato il gol. Direi che la vittoria sia comunque meritata per il gioco messo in mostra. Vittoria importante per la classifica, ma quanta sofferenza in tribuna». Tra i molti volti sorridenti c'è anche quello di Leon. «Il mio gol lo hanno visto in Honduras- dice tutto d'un fiato - Ho chiamato subito a casa, lì c'è un adisgrazia della natura, ci sono 45-46 gradi ed ho temuto per i miei genitori». Quando invece è uscito, Scarpi vecchia volpe gli ha fatto un gesto indicanogli "sorridi": la polemica della gara con il Bologna è cancellata, «tutto a posto» dirà ai microfoni di Sky.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini esalta il Genoa «Abbiamo cuore e tecnica» L'allenatore: «Tocca agli altri inseguire». Polemica con Rossi del Treviso. di Giuliano Gnecco. Genova. La battuta: «Volevate non soffrire? Tranquilli, c'è ancora da soffrire». Gian Piero Gasperini sorride: «Quando si vince è sempre meglio giocare in anticipo», anche perché oggi il Napoli giocherà sotto pressione. «Questa è la fase più difficile per tutti; anche il Piacenza che in casa le vinceva tutte ha subito qualche battuta d'arresto. Il Napoli al San Paolo ha fatto qualche passo falso. Questo momento è importante per tutti: c'è chi gioca per la salvezza, chi per i play-off. Tutti hanno qualcosa per cui giocare». È difficile per tutti, però pur non giocando secondo i suoi standard, il Genoa ha battuto anche il Treviso: «Abbiamo fatto bene all'inizio - premette Gasperini - Poi sull'1-o abbiamo avuto troppa fretta nel cercare subito gli attaccanti con lanci lunghi per il contropiede. Abbiamo permesso al Treviso di prendere l'inerzia del gioco. Avevamo difficoltà a rubare palla. Sull'1-1 era difficile, ci voleva un grande Genoa. Alla fine credo che il risultato sia molto giusto». Ezio Rossi polemizza: «C'era un intervento di Gasparetto da espulsione diretta. L'arbitro ci ha penalizzato e condizionato nella gestione dei cartellini. Sabato con la Juve il Genoa è stato penalizzato, stavolta è toccato a noi. Pesce grande mangia pesce piccolo: è il calcio d'altri tempi, e continua a esserlo». Gasperini non raccoglie, anche perché a inizio partita sono stati graziati Lorenzi e Camorani: «Forse doveva andare fuori subito qualcuno dei loro. Quando si attaccano gli arbitri bisogna anche guardare alle cose a favore. Noi evitiamo. Il Genoa ha dimostrato qualcosa in più del carattere: abbiamo dato un gran segnale di forza tecnica e mentale. Siamo un gruppo compatto: De Rosa è uscito per crampi, però penso che anche martedì, se ci sarà da fare qualche cambio, chi giocherà farà bene». Forse il Genoa non ha brillato anche perché Milanetto era sottotono. Gasperini sorride: «Milanetto ha sbagliato; per fortuna, vuol dire che è umano: è stato normale, non può essere sempre sopra le righe. Non per tutti i 90', però a tratti ho visto comunque un Genoa molto bello». Già stamani la squadra tornerà in campo ad allenarsi, perché martedì con il Verona ci sarà un'altra tappa della lunga sfida a distanza contro il Napoli: «Sappiamo che se facciamo la nostra strada arriviamo fino in fondo. Se poi il Napoli le vincerà tutte, gli diremo: bravi». Sul Verona è già sintonizzato Julio Cesar Leon, che per il gol ha ricevuto un sms di complimenti dall'Honduras». Questa volta l'honduregno non ha fatto una piega quando è stato richiamato in panchina: «Quando sono uscito, Scarpi mi ha detto di sorridere - rivela - Con Gasperini non c'è mai stato alcun problema, sono polemiche alimentate dall'esterno». Veramente dopo la partita con il Vicenza e le bizze dopo il cambio, il tecnico non era stato tenero nei suoi confronti: «A Reggio Calabria nessuno ha mai avuto niente da dire nei miei confronti». Il presidente Enrico Preziosi non ha assistito alla prova dei suoi ragazzi per motivi di lavoro, come chiarisce il vice presidente Giambattista Pastorello. «La vittoria è sicuramente un bel regalo per il presidente - conclude - la dedichiamo a lui. L'ultima volta che l'ho sentito mi ha detto che gli interessa solo raggiungere gli obiettivi prefissati alla vigilia. Con il Treviso abbiamo sofferto, ma abbiamo anche meritato il successo». Oggi alle 11 si torna a faticare a Pegli. Il Verona è vicino.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, sofferenza e vittoria Due magie piegano il Treviso Rossoblù in vantaggio su punizione di Leon. Dopo il pareggio di Moro, un colpo di testa di Di Vaio decide un match spigoloso. di Gessi Adamoli. Missione compiuta, ma quanta sofferenza. Il Genoa non gioca bene, sembra aver smarrito la brillantezza e l´autorità delle ultime partite, ma, sia pure a fatica, batte il Treviso e ora passa la palla al Napoli che, questo pomeriggio al San Paolo, sarà obbligato a fare risultato pieno con il Cesena. Questa volta, anche se martedì la serie B sarà di nuovo in campo (a Marassi è atteso il Verona), è un mini turnover. E il solo Juric il sacrificato alla logica dell´alternanza, mentre De Rosa, risolti i problemi muscolari, si riprende il suo posto da titolare. La partita che il Genoa deve vincere a tutti i costi (e sono le peggiori), dopo 16´ potrebbe diventare in discesa grazie ad una magia su punizione di Leon che toglie il Genoa da un imbarazzo palpabile, perché la partenza del Treviso era stata tosta sia dal punto di vista agonistico e muscolare che anche da quello del palleggio, peraltro senza sbocchi offensivi. Insomma, un bel muro a protezione della porta del serbo Avramov. Ma il catenaccio del Treviso salta alla prima spallata: punizione capolavoro di Leon, palla calciata a girare ma anche con potenza ed è difficile attribuire delle responsabilità ad Avramov. Il Genoa avrebbe dunque la possibilità di giocare sul velluto, dovendo ora il Treviso scoprirsi per cercare il pareggio, ma non sembra disporre della necessaria cattiveria agonistica. C´è subito un lampo (18´): cambio di campo millimetrico di Leon in favore di Di Vaio, grande aggancio dell´ex attaccante del Monaco e cross per la testa di Gasparetto che però non trova la porta. Ben presto, però, la carica del Genoa si spegne, anche perché non c´è l´abituale regia di Milanetto che, in serata negativa, sbaglia tantissimi passaggi e fatica ad entrare nel vivo del gioco. La squadra rossoblù allenta la pressione e pian piano il Treviso cresce, anche se trova un gol assolutamente casuale: assist sporco di Fava di testa su corner di Guigou, sul quale Moro si inventa un colpo di testa a parabola con la palla che si infila all´incrocio dei pali lontano. Tutto da rifare ed i primi venti minuti della ripresa rivelano il disagio di una squadra, che non riesce a riprendere in mano il bandolo del gioco, anche perché Milanetto continua ad essere latitante. Ci prova due volte Leon su punizione, ma non è il Genoa brillante delle quattro vittorie consecutive. Gasperini capisce che deve intervenire per ridisegnare tatticamente una squadra che non riesce a coprire il campo con la consueta autorità. E proprio mentre sta per entrare Galeoto, Fabiano si inventa un cross alla brasiliana, testa di Di Vaio e Genoa di nuovo in vantaggio. Si risiede Galeoto, sembra debba entrare Juric e invece è il turno di Stellini. C´è da difendere con i denti il vantaggio, a uscire è Leon. Per lui c´è un´autentica standing ovation e così l´irascibile honduregno non si arrabbia come le altre volte per la sostituzione. Poi dentro anche Juric per De Rosa (crampi) e Greco per uno stremato Fabiano. Per tre volte (24´, 38´ e 44´) Coppola può chiudere il match, ma due volte calcia sopra la traversa e quando sembra gol fatto, centra in pieno il palo. Di Vaio al 46´ solo davanti ad Avramov calcia addosso al portiere e così, anche se il Treviso dal 39´ è in 10 per l´espulsione di Valdez (doppia ammonizione) c´è da soffrire sino al 94´.

 

LA REPUBBLICA - Bega combatte, Criscito perfetto Milanetto fermo sulle gambe. Rubinho 6: sul colpo di testa a «colombella» di Moro non può intervenire. Poi poco lavoro. Bega 6: un combattente, non sempre lucido nel disimpegno. De Rosa 6: nel finale s´arrende ai crampi. Dal 36´ Juric sv. Criscito 7: non sbaglia un intervento. Rossi 6: grande sacrificio in copertura. Milanetto 5: fermo sulle gambe, sbaglia tantissimi passaggi. Coppola 7: eccezionale nella quantità. Fabiano 6,5: basta il cross per il gol di Di Vaio a nobilitare la sua partita. Dal 41´ st Greco sv. Leon 6,5: un gran gol ma troppi dribbling. Dal 33´ st Stellini sv. Gasparetto 7: sgomita, lotta, tiene palla. Di Vaio 6,5: segna un gol e se ne mangia un altro.

 

IL GIORNALE - Il Genoa fatica, stringe i denti e riesce a liquidare il Treviso La serie B è tutta un quiz, c'è poco da fare o dire. Bisogna adeguarsi e stop. Il Treviso insegna, meglio prendere appunti per il futuro. Anche se non è stato il solito Genoa, troppa voglia di spaccare il mondo e poca lucidità. Non poteva essere facile, aveva avvertito tutti Gasperini. Almeno nel primo tempo è stato un Grifone con il freno a mano tirato. Ma per fortuna c'era Leon che aveva quel piede telecomandato dopo 16' minuti. Di Vaio creava, lui realizzava con una traiettoria potente che inchiodava Avramov. Gol splendido. Poteva essere lo slancio giusto per il Genoa che, però, si fermava. Mancava all'appello soprattutto Milanetto e la squadra rossoblu soffriva tremendamente. Difficilmente si presentava dalle parti di Avramov, non bastava il solo Coppola (clamoroso il suo palo nei minuti finali!) a centrocampo che lottava per due. Il Treviso? Controllava e aspettava il momento giusto per colpire. Vedi al 41'. Angolo, spizzicata di Fava, Moro anticipa Rossi e segna. Il Genoa, nella ripresa, sembrava più tonico. Doppia punizione di Leon, doppio brivido per Avramov. Poi, al 19' Di Vaio saliva in cielo sul cross di Fabiano, il Genoa faceva ciao ciao al Treviso. RUBINHO 6 - Non può fare nulla sul colpo di testa ravvicinato di Moro, per il resto si fa trovare pronto. BEGA 6 - Riprende il suo posto dopo la squalifica, sbaglia pochissimo. Grande sostanza. DE ROSA 6,5 - Rientra dopo alcune settimane di stop, guida il reparto con autorità. Sempre puntuale negli anticipi. (dal 37' st JURIC). CRISCITO 7 - Caricato dopo i complimenti del ct azzurro Donadoni (che proprio ieri sera era in tribuna al Luigi Ferraris), vuole confermare ancora una volta il suo ottimo stato di forma. M.ROSSI 6 - E' sempre mister generosità anche se ogni tanto gli manca un pizzico di lucidità. Si fa anticipare da Moro in occasione del pareggio veneto. COPPOLA 7 - Affianca Milanetto nel cuore del gioco rossoblu, un mastino che toglie il respiro agli avversari: non sbaglia un pallone. Potrebbe anche segnare, sfiora il gol per un soffio in due occasioni. MILANETTO 5 - Partenza sprint, poi un lungo break. Non è il solito faro della manovra rossoblu, troppi errori in fase di appoggio. FABIANO 6 - Deve fronteggiare Camorani che spinge tantissimo, non può accendere il turbo come gli capita spesso. Ma si riscatta quando offre a Di Vaio il pallone del 2-1. (dal 41' st GRECO). LEON 7 - Lui il pallone lo accarezza, gli altri lo calciano. Un giocoliere. E' la sua serata, lo capisci subito. 16': quella punizione che finisce all'incrocio dei pali è deliziosa. Nella ripresa altri due piazzati che fanno tremare Avramov. (dal 33' st STELLINI). GASPARETTO 6 - Con i suoi centimetri mette spesso e volentieri in crisi la difesa del Treviso, e quando può prova la conclusione. DI VAIO 7 - Subito molto attivo, si fa vedere nell'area veneta dopo 5 minuti. Si muove tantissimo anche se non è facile trovare spazi. Ha il merito di guadagnare il piazzato da cui nasce il gol di Leon. Nella ripresa prende l'ascensore per superare di testa Avramov. GASPERINI (ALL.) 6,5 - E' un Genoa non al massimo sotto il profilo fisico, sono stati poco brillanti i rossoblu. Ma ci hanno messo il cuore, in questo momento serve anche questo.

 

AKAIAOI