CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - ATALANTA                                2 - 0    (2 - 0)

Reti: 18' Palacio, 42' Crespo

GENOA: Amelia; Biava, Dainelli, Moretti; Rossi, Milanetto (70' Juric), Zapater, Criscito; Mesto, Crespo (70' Suazo), Palacio (77' Sculli). (Scarpi, Tomovic, Fatic, Polenta). Allenatore: Gasperini
ATALANTA: F.Coppola; Capelli (53' Chevanton), Talamonti, Manfredini, Bellini; Ferreira Pinto, Zanetti (53' Valdes), Guarente, Padoin; C.Doni, Tiribocchi (64' Acquafresca). (Consigli, Garics, Ceravolo, Peluso). Allenatore: Mutti.

Arbitro: Giannoccaro di Lecce. Ammoniti: Chevanton, C.Doni, Guarente, Biava, Dainelli, Moretti.

Angoli: 5 a 2 per l'Atalanta. Spettatori: 25.875

 

      

 

      

 

      

 

GAZZETTA dello SPORT - IL GENOA ARGENTINO AZZERA L'ATALANTA. Gasperini perde Suazo, ma ritrova Crespo e un super Palacio: 2-0 in 42' . I bergamaschi buttano via un tempo. di Filippo Grimaldi. Genova. Per necessità (forse), ma (anche) per indubbia virtù: alla resa dei conti poco importa, però. Conta la sostanza e questo Genoa camaleonte, che ha cambiato pelle all' improvviso, rischia di diventare più cattivo del primo Grifone targato Gasperini. Per informazioni, chiedere all' Atalanta, che paga un primo tempo sciagurato, senz' anima e senza gambe, e poi tenta (invano) di riacciuffare il pari nella ripresa, quando ormai il risultato è ampiamente compromesso. Arrivederci - per i nerazzurri - fra sei giorni di nuovo al Ferraris. Per uscire da una classifica sempre più critica, contro la Sampdoria servirà ben altra prestazione. C' erano sulla bilancia quei quattro punti conquistati da Chevanton e compagni nelle precedenti due gare, ma il campo dice che certe doti si dissolvono in fretta. E la colpa, attenzione, è tutta loro. La chiave Gasperini perde Suazo in extremis, lo sostituisce con Crespo (anche se l' idea gli era già balenata alla vigilia), ma soprattutto ritrova un Palacio che nel primo tempo, nel tridente offensivo, diventa l' uomo che fa saltare il banco contro un avversario a dir poco deboluccio. Nullo in attacco, dove Tiribocchi è inconcludente e Doni troppo nervoso (una protesta infinita: per due volte Giannoccaro lo grazia dal secondo cartellino giallo), leggero in mezzo al campo e in grave difficoltà davanti a Coppola. Così i rossoblù disputano i primi quarantacinque minuti da padroni assoluti, sfondano a sinistra con Criscito e Palacio (che mandano in tilt Capelli), mentre sull' altra fascia Rossi lavora per due. Uno-due Alla prima vera accelerazione, il Genoa va in vantaggio: lancio di Zapater per Palacio, Talamonti non chiude, Coppola resta a metà strada, ed il pallonetto dell' argentino è da applausi. Al secondo affondo, da una punizione di Milanetto arriva di testa il bis di Crespo, su assist di Mesto: pratica (quasi) risolta. La reazione Già, perché Mutti prova a raddrizzare la gara con Valdes e Chevanton, tanto che proprio quest' ultimo crea gli unici veri pericoli per Amelia, quando il tecnico ospite trasforma il modulo iniziale in un autentico 4-4-2, con Doni arretrato sulla linea di centrocampo. Ma bisogna correre per salvarsi, e l' Atalanta di ieri aveva poca, pochissima benzina nelle gambe. Rischiando poco, il Genoa - che come i nerazzurri aveva giocato mercoledì scorso nel recupero - rallenta un po' il ritmo, concede agli ospiti un paio di buoni affondi, ma poi alla resa dei conti le tre palle-gol più clamorose della ripresa arrivano sui piedi di Suazo (un palo esterno e due conclusioni parate da Coppola), entrato con Sculli a portare l' attacco finale del Genoa. Camaleonte, e vincente.  GASPERINI CANTA «Sì, sarà una bella primavera». Mutti dell' Atalanta salva poco «C' è solo da lavorare tanto». di Alessio da Ronch.  In fondo ogni cosa dipende sempre da come e quando la guardi. Dopo aver battuto l' Atalanta tutto, a Gian Piero Gasperini, appare più bello: «In casa - sottolinea - abbiamo sempre fatto bene e fuori ultimamente siamo stati sconfitti da Milan e Roma, due avversari difficili. In queste ultime partite, poi, non abbiamo subito gol contro Catania e Atalanta e contro il Bari ne abbiamo preso solo uno con la mano». Non è solo ottimismo: «Con più giocatori a disposizione, come adesso, posso fare delle scelte e magari tenere Suazo e Sculli buoni per il finale. Presto rientreranno anche Palladino, Jankovic e Kharja. Sì, la primavera potrebbe essere bella». Delusione Bortolo Mutti invece ha poco da salvare: «Carattere e determinazione, per il resto c' è da lavorare, soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva. Commettiamo ingenuità clamorose, come quella sul primo gol, che diventano determinanti. Nel secondo tempo, poi, abbiamo tenuto molto palla, come volevamo, ma a conti fatti abbiamo creato davvero pochissimo». GENOA 2 ATALANTA 0 GMARCATORI Palacio al 18' e Crespo al 42' p.t. GENOA (3-4-3) Amelia; Biava, Dainelli, Moretti; Rossi, Zapater, Milanetto (dal 25' s.t. Juric), Criscito; Mesto, Crespo (dal 25' s.t. Suazo), Palacio (dal 32' s.t. Sculli). PANCHINA Scarpi, Fatic, Polenta, Tomovic. ALL. Gasperini. ATALANTA (4-4-1-1) Coppola; Capelli (dal 7' s.t. Valdes), Talamonti, Manfredini, Bellini; F. Pinto, Zanetti (dal 7' s.t. Chevanton), Guarente, Padoin; Doni; Tiribocchi (dal 19' s.t. Acquafresca). PANCHINA Consigli, Garics, Peluso, Ceravolo. ALL. Mutti. ARBITRO Giannoccaro di Lecce. AMMONITI Doni (A) e Chevanton (A) per proteste, Moretti (G) per c.n.r., Guarente (A), Dainelli (G) e Biava (G) per gioco scorretto. NOTE paganti 1.586, incasso di 42.435 euro; abbonati 24.289, quota di 324.353 euro. Tiri in porta 6 (un palo)-5. Tiri fuori 4-7. In fuorigioco 5-0. Angoli 1-6. Recuperi: p.t. 0' , s.t. 4'

 

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Alessio Da Ronch. GENOA 6,5 AMELIA 6 Poco lavoro, che sbriga senza problemi. BIAVA 6,5 Cerca l' anticipo, a volte con troppa foga, spesso alla perfezione. DAINELLI 6 Qualche svarione, ma solo su palloni poco pericolosi. MORETTI 6 Attento e determinato. ROSSI In questo momento è il migliore terzino destro del campionato. Dalla sua parte non passa uno spiffero. ZAPATER 6,5 Un po' impreciso in fase di costruzione del gioco, ma l' assist per Palacio è suo. MILANETTO 6 Un po' stanco, comunque lucido. JURIC 6 Entra per difendere e va all' assalto. Anima del Grifone. CRISCITO 7 Spazza via Ferreira Pinto. Alcuni suoi cross sono vere opere d' arte. MESTO 6 Quantità e velocità, sa rendersi utile a modo suo. CRESPO 6,5 Stecchisce Talamonti e Coppola da vero re dell' area di rigore. SUAZO 6 Una notte d' inferno non gli impedisce di mostrare le sue qualità nel finale di partita. PALACIO 7 Al rientro dopo un infortunio appare scintillante. Il pallonetto che porta all' 1 a 0 è solo una delle tante perle esibite nel primo tempo (Sculli s.v.). All. GASPERINI 7 Con qualche alternativa a disposizione dimostra subito di non aver perso coraggio e inventiva. ATALANTA 5 COPPOLA 5 L' uscita dell' 1 a 0 è una sorta di resa. CAPELLI 5 Mutti lo sceglie per arginare Palacio, ma l' argentino non si accorge nemmeno che c' è. VALDES 5 Entra e va a sbattere contro la ruspa Rossi. TALAMONTI 5 Fratelli coltelli, Palacio e Crespo gli fanno fare proprio una brutta figura. MANFREDINI 6 Vacilla solo davanti a Suazo. BELLINI 6 Il più attento in difesa. FERREIRA PINTO 5 Stanco, non fa neppure il solletico a Criscito. ZANETTI 6 Diligente. Buona spalla per Guarente. CHEVANTON Rapido. L' unico a creare qualcosa di pericoloso. GUARENTE 6,5 Qualità per il possesso palla dell' Atalanta. PADOIN 5 Non cerca guai e non produce nulla. DONI 6 Nervosissimo, ma anche determinatissimo. TIRIBOCCHI 5,5 Grande volontà, ma tiri zero. ACQUAFRESCA 6 Davanti alla platea che potrebbe presto essere sua. Cerca il guizzo, senza fortuna. All. MUTTI 5,5 Meglio la sua Atalanta coraggiosa che quella timida del primo tempo. TERNA ARBITRALE: GIANNOCCARO 6,5 Un po' plateale, a volte sembra un vigile, ma sbaglia poco. Cariolato 6; Fittante 5.

 

IL SECOLO XIX - IL GRIFONE ARGENTINO RIPRENDE A VOLARE. di Mauro Casaccia. CON PALACIO E CRESPO RITORNO IN ZONA EUROPA. GENOVA. Corto lungo e pallonetto, tunnel e cambio gioco, anticipo in pressione e verticalizzazione, punizione con movimento a coprire primo e secondo palo. La partita sulla lavagna, come fosse lezione a Coverciano, tra pregevolezze tecniche e tattiche. Soprattutto di sabor argentino,Trenza più Crespo, 2-0 Genoa sull’Atalanta. Antipasto gustoso,rientrano gli scassinatori di difese: mancano ancora Palladino e Jankovic, ma Palacio–l’uomo di lob e spizzata che decidono il match, nonché del tunnel e di altre giocate che lo adornano è tornato e si sente. Gasperini recupera l’ex Boca Juniors e in attacco ricrea il tandem sudamericano con Crespo, preferito in avvio a Suazo, tra scelta tecnica e mal di stomaco dell’honduregno. Con loro Mesto, all’aladestra,mentreZapater a centrocampo fa rifiatare Juric. Al centro della retroguardia rossoblù c’è Dainelli, che deve coordinare le scalate e le uscite in pressione di Biava eMoretti. Saranno fondamentali. Di là,Mutti opta per Tiribocchi davanti, fa esordire Zanetti inmediana e sposta Padoin sull’esterno sinistro, dove si svolge il dinamico duello con Rossi. Nella difesa della Dea, a destra c’è Capelli al posto di Garics, meno spinta e più copertura. Intento vano. «Volevo avere un uomo più difensivo su Palacio spiega Bortolo Mutti Invece Palacio ha segnato...». Equilibrio rotto, in frantumi il piano bergamasco di partecipazione totale alla copertura. Inprincipio, come contro i pugliesi mercoledì scorso, pochi varchi. Serve rotazione rapida della palla, dimostrazione al 6’: spazi chiusi a destra, Zapater va attraverso Milanetto e Moretti a sinistra, da Palacio tra le linee fino a Criscito sulla fascia, traversone teso che mette i brividi a Coppola. E funziona l’intesa argentina: la Trenza tende ad accentrarsi da trequartista, così apre la corsia mancina alle sovrapposizioni di Criscito e si trova nella posizione migliore per cercare la verticalizzazione su Crespo: al 12’ Talamonti ferma con spaccata in extremis lo spunto del numero 9. Roba da Seleccion, come il gol del 18’. Didattica di base, all’improvviso pare di stare in aula a Coverciano. Perfetta esecuzione del corto lungo, che è indicato in varie tesi del Master da allenatori, ad esempio quella di Daniele Arrigoni, come meccanismo tra i principali dello smarcamento. Dalla teoria alla pratica. Milanetto si alza aportare il pressing (ciò che di solito fa Juric) e costringe al rinvio, sulla palla recuperata in gioco aereo il regista si trova avanzato spalle alla porta, sponda breve per Zapater che propone il lancio in profondità, “l’imbucata”, per lo scatto di Palacio. Il resto è indecisione di Coppola che resta a metà del guado e giocata da campione dell’ex xeneixes (per la gioia dei tifosi arrivati da Baires nella Nord), palombella di piatto e 1-0. In particolare a sinistra il Grifone fa male, perché alla verve di Palacio si aggiunge la spinta intelligente di Criscito. Al 22’ il napoletano propone il cross con il contagiri, Crespo va più su di Manfredini e Talamonti ma il colpo di testa è fuori misura. Risposta nerazzurra al 28’: imbeccata di Guarente per Doni, provvidenziale la diagonale dello stesso Criscito (entrambe le fasi, ieri, eseguite con inappuntabile precisione) a chiudere in corner. Episodio a cui segue una decina di minuti di calcio spezzettato. E il terreno male in arnese non aiuta lo spettacolo. A riproporre bellezza pensa Palacio, al37’: recupera una palla sporca e la lucida con un tunnel di splendida facilità su Ferreira Pinto, avviando il contropiede che spedisce Mesto verso Coppola, Manfredini salva. Il match si conferma cosa argentina al 42’: punizione di Milanetto da destra, Palacio va incontro sul primo palo e spizzica sul secondo, dove Crespo stacca di prepotenza su Talamonti e incrocia la capocciata del 2-0. Le due offensive determinanti. Ma l’idea di attacco genoana è già contenuta nel modo di difendere. Una delle chiavi delmatch, infatti, è la pressione alta che Moretti e Biava riescono a mettere costantemente a Doni e Tiribocchi quando sono cercati per vie centrali. Lì, sul recupero palla, Milanettosi fa trovare prontissimo alla riapertura della manovra, per le folate di Mesto e Palacio. I due combinano in avvio di ripresa, il numero 8 scappa a destra e prova l’assist,Crespo è anticipato di poco davanti a Coppola. Mutti prova ad aumentare il peso offensivo dell’Atalanta con Chevanton e Valdes per Zanetti e Capelli, il modulo diventa 4132. Poi, anche Acquafresca (di ritorno in rossoblù) per Tiribocchi. Passo diverso, perciò Gasperini inverte Criscito e Moretti. E, per ritrovare aggressività e profondità, in parte smarrite causa stanchezza, chiama Juric e Suazo a sostituire Milanetto e Crespo. Ultimo sussulto bergamasco: Cheva si libera con finta di corpo al limite e calcia a giro,Amelia si distende a deviare con la punta del guantone. Palacio, sfinito, esce tra gli applausi del Ferraris. Dentro Sculli, il quale serve Suazo in area, girata repentina che tocca ilpalo e finisce fuori. I rossoblù tornano a crescere. L’honduregno scappa due volte in controfuga, il portiere atalantino evita il 3-0. Il Genoa controlla, si gode lepregevolezze, riassapora il settimo posto e respira nuovamente aria d’Europa.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. AMELIA 6.5 Per trequarti di partita resta in campo da spettatore poi, nel momento del bisogno, si fa trovare pronto. Al 22’ della ripresa la punizione battuta da Chevanton danza pericolosa in piena area, sembra incerto nell’uscita ma poi è bravo a recuperare allontanando di pugno: finisce per colpire Criscito che resta a terra dolorante. Al 31’ è reattivo sul tiro a girare dal limite di Chevanton: palla deviata in corner con la punta delle dita e sospiro di sollievo per la squadra rossoblù. Al 49’, infine, blocca a terra il diagonale senza pretese di Acquafresca. BIAVA 6.5 Attento e preciso in marcatura su Doni e Tiribocchi, non sbaglia un anticipo. L’arrivo diDainelli ha dato sicurezza a tutto il reparto difensivo e i risultati cominciano a vedersi. Dopo Catania, altra partita in casa senza subire gol. DAINELLI 7 Si lascia alle spalle i problemi fisici che lo hanno condizionato nelle prime partite in rossoblù e sfodera un’ottima prestazione. Puntuale sui palloni alti, è diligente nelle chiusure e bravo ad accorciare sugli attaccanti avversari andando in soccorso ai compagni. Non è Ferrari ma con la sua esperienza può essere molto utile al Grifone. MORETTI 6.5 Torna a sinistra e anche lui trae giovamento dalla presenza di Dainelli. Meno forte dal punto di vista fisico rispetto a Bocchetti, si dimostra più preciso in fase di rilancio. Dopo tanti mesi di difficoltà, arrivano segnali di rinascita anche dal difensore romano. ROSSI 7 Prezioso come sempre perché tampona sulla sua fascia di competenza e poi va a chiudere con diagonali perfette dando unamano ai compagni. Mette lamuseruola al talentuoso Padoin impedendogli di far male. Non molla un centimetro e anzi, negli ultimi minuti, va ancora a pressare Coppola al momento del rinvio. Cuore di capitano. MILANETTO 6.5 Regista ispirato e sempre nel vivo dell’azione, distribuisce palloni con sapienza e precisione. Avvia l’azione del vantaggio rossoblù con la sponda per il lancio di Zapater, da una sua punizione nasce il raddoppio di Crespo. É uno dei diffidati e ultimamente ha giocato sempre: staffetta con il “gemello” Juric. (25’ st JURIC6 Pericoloso al 37’ quando ruba palla, s’infila in area e poi conclude alto. Prova ad innescare un paio di volte Suazo). ZAPATER 6.5 Juric non è al top della condizione e quindi Gasperini decide di dargli un turno di riposo. Per lo spagnolo, un’occasione importante e la possibilità di riscattare le ultime insufficienti prestazioni. Parte un po’ contratto, infilando qualche errore di troppo ma poi, al 18’, pesca con un lancio di prima Palacio che va a infilare Coppola con un pallonetto. Si rinfranca e così cresce di livello e intensità. CRISCITO 7 Prestazione sontuosa per il mancino napoletano. Al 6’mette dentro un bel cross, teso e insidioso su cui Coppola è costretto a intervenire in uscita con i pugni per allontanare il pericolo. Va via sulla fascia una, due, tre volte mettendo alle corde Capelli e riducendo il raggio d’azione di Ferreira Pinto. Nella ripresa si limita a controllare senza mai andare in difficoltà. MESTO 6.5 Si butta negli spazi creati da Crespo e Palacio lo cerca più volte con il lancio a tagliare in due la difesa bergamasca. Al 38’ è lo stesso Valdanito a lanciarlo verso la porta ma Bellini fa bene la diagonale e riesce a chiuderlo in corner. Bravo, al 5’ della ripresa, a pescare Palacio sulla corsa ma il cross basso dell’argentino è respinto da Manfredini in scivolata. Lippi lo ha apprezzato contro il Bari: se mantiene questo rendimento può fare un pensierino al Mondiale. CRESPO 7 Si batte senza risparmiarsi anche se fatica a trattenere il pallone e a far salire la squadra. In area, però, è sempre un pericolo: al 15’ riceve palla, prova a girarsi ma Manfredini è bravo a chiudergli lo spazio per il tiro. Il feeling tutto argentino con Palacio promette spettacolo e infatti, al 42’, va a segno di testa su un pallone prolungato in area dallo stesso Palacio. Prova d’orgoglio dopo le tanti voci di mercato: voleva dimostrare di poter essere ancora utile al Genoa, ci è riuscito. (25’ st SUAZO 6.5 Debilitato dall’influenza, cerca con insistenza il primo gol al Ferraris. Prima si scontra duramente con Manfredini a centrocampo: testa contro testa ed entrambi a bordo campo per esseremedicati. Due minuti dopo riceve palla in area, la difende e si gira all’improvviso: rasoterra velenoso che supera Coppolama finisce per colpire solo il palo esterno. Sfortunato al 47’ quando se ne va in contropiede, taglia il campo da una parte all’altra e poi vede Coppola bloccare con grande difficoltà il suo destro rasoterra. Si ripete un minuto più tardima il portiere bergamasco gli blocca ancora una volta la strada). PALACIO 7.5 Recuperato proprio in extremis, parte alla sinistra nel tridente composto da Crespo e Mesto. All’11’ duetta con il connazionale lanciandolo nel corridoio ma Talamonti è bravo a respingere in scivolata. Splendida l’azione che porta il Genoa in vantaggio: sponda di Milanetto per Zapater che lancia el Trenza di prima intenzione, pallonetto di sinistro sull’uscita di Coppola e palla in rete. Presente anche nell’azione del raddoppio di Crespo: è lui infatti a prolungare sul secondo palo per Valdanito. Non ha tanta benzina nelle gambe e quindi cala comprensibilmente nella ripresa. Uomo del match, esce tra gli applausi di tutto il Ferraris. (32’ st SCULLI 6 Non è al meglio della condizione e infatti parte dalla panchina. Una volta dentro non rinuncia a lottare e per poco non mette il sigillo sulla partita: prova il pallonetto su Coppola in uscita ma il portiere nerazzurro è bravo a chiudergli lo spazio in uscita). ATALANTA Dopo due prestazioni molto positive, Mutti sbaglia lamossa che inevitabilmente condiziona la partita:mette Capelli su Palacio per cercare di contenere l’argentino ma il difensore bergamasco viene travolto. Tiribocchi era un po’ stanco: forse Chevanton dal primo minuto avrebbe potuto essere più incisivo. Coppola 5.5, Capelli 5 (8’ st Valdes 5), Talamonti 5,Manfredini 6, Bellini 6, Ferreira Pinto 5.5,Guarente 6, Zanetti 5 (8’ st Chevanton 6), Padoin 5.5,Doni 5.5, Tiribocchi 5 (19’ st Acquafresca 5.5). L’ARBITRO GIANNOCCARO DI LECCE 6.5 Controlla bene una partita a tratti spigolosa: nel complesso non commette errori gravi, adotta lo stessometro di giudizio in ogni situazione. Soprattutto nel primo tempo, alcuni fuorigioco segnalati dall’assistente Fittante, in particolare a Crespo, lasciano un po’ di dubbi.

IL SECOLO XIX - Il tecnico: «In trasferta servelo spirito che abbiamo in casa». «L'obiettivo è recuperare l'organico e la nostra qualità di gioco». Pure lontano dal Ferraris: «Pressing e coraggio». Genova. È il 94', sul 2-0 rossoblù, Bellini insegue palla sull'out sinistro, non lontano dall'area di Coppola. E si ritrova braccato da Rossi e Mesto, con Juric a rimorchio. Quella dell'ultimo minuto di Genoa-Atalanta è immagine simbolo dello spirito rossoblù: «Che questa squadra ha sempre». Il dopo-gara di Gian Piero Gasperini è rivendicazione: di quanto di buono fatto, anche recentemente, nonostante le molte assenze, nonostante alcune critiche. Ed è progetto per il futuro, partendo dalla stessa fotografia: «Stiamo recuperando la nostra caratteristica di alzare molto il pressing. Devo dire che lo abbiamo fatto spesso bene in casa, ad esempio contro il Bari o il Valencia. Ora dobbiamo avere il coraggio di portarla anche in trasferta, a partire da Napoli». Il Grifone vuol provare a ridurre lo stacco che esiste tra la sua versione casalinga e quella lontano dal Ferraris. Di fronte un calendario che proporrà, perlopiù, gare interne sulla carta più facili e partite esterne contro le formazioni più quotate. «Il Genoa in casa è sempre questo, anche con Bari e Catania è stato questo. Non dimentichiamo che il Catania sta facendo ottime cose, è in gran forma, e noi lo abbiamo messo in difficoltà più di tutti, anche in Coppa Italia. Quella partita l'avremmo recuperata, se non fosse successo tutto ciò che è successo... Semmai abbiamo avuto problemi nelle trasferte, anche se Milan e Roma si stanno confermando molto forti». E ora? «Classifica cortissima e avremo trasferte dure. Andiamo avanti gara dopo gara, è presto per pensare diversamente. Più che i tanti impegni, per noi il guaio è stato avere molte assenze. Adesso badiamo a recuperare tutto l'organico e la nostra qualità di gioco. Perché ora mi sembra che vadano tutti a mille, ma dobbiamo prepararci per la primavera, quando la situazione sarà diversa». Graduatoria brevissima («Anche a 30 o 31 punti ci si guarda dietro, questo è un campionato così...»), tutto possibile, i piazzamenti si decideranno allo sprint negli ultimi mesi di torneo e il Genoa vuole arrivarci al meglio. In primis, recuperando gli infortunati. Palacio è tornato ieri: «Ha fatto molto bene, come Crespo. Avevo visto Hernan in forma e Suazo ha avuto dei problemi, la scelta è nata da tutte e due le cose. Ho potuto far entrare dopo Suazo e Sculli, anche questa è una nostra caratteristica». Usare le sostituzioni come arma, che di recente era venuta meno causa infortuni. Stesso discorso a centrocampo, dove Juric ha riposato e poi ha dato il cambio a Milanetto: «Ora numericamente siamo messi bene in tutti i reparti. In mezzo sono tre per due maglie, giocando una volta a settimana va bene. Omar sta facendo un campionato straordinario e Kharja sta recuperando». Tante ragioni per sorridere. Gasperini aggiunge: «Non abbiamo subito gol? Neanche con il Catania e con il Bari è stato di mano... In più, abbiamo il miglior attacco in casa». Effetto Ferraris. Adesso Napoli, per provare a portarlo in trasferta.

 

IL SECOLO XIX - Zapater confessa la sua felicità: «qui sto bene, da giocatore e da uomo». Allontanate le voci di mercato. Genova. Il suo italiano migliora, la sua pagella anche. Alberto Zapater non è ancora tornato ai livelli d'inizio campionato ma il diagramma non lascia dubbi: valori in salita. Se l'italiano è discreto ma ancora imperfetto, si va per concetti semplici. E semplicità, spesso, è sinonimo di efficacia. «Avevamo bisogno di una vittoria. Troppe partite tutte uguali, negli ultimi tempi: un risultato così serviva, fa bene». Cerca le parole, trova quelle per farsi capire molto bene. Zapater protagonista in campo è una buona notizia per lui e per il Genoa. Zapater assist man significa conferma di un ritrovato stato di forma. «Ma il gol non lo abbiamo segnato in due, io e Palacio. Perde la squadra, vince la squadra». Concetto che sembra uno slogan. Che funziona. Zapater al centro delle voci di mercato era un fastidio. «Perché le notizie girano e internet lo vedono in tutto il mondo. Mi chiamavano dalla Spagna e mi chiedevano. E io so come vanno le cose del calcio e so che la stagione non è finita. Ma so cosa dico: il mio bilancio è già positivo. Io qui sono felice, sto bene. E sta bene anche la mia fidanzata. È il mio primo anno lontano da casa, lontano dalla Spagna. Bueno, no? Se anche dovessi farlo adesso il bilancio, sarebbe molto positivo. Perché qui, a Genova e nel Genoa, sono felice come calciatore e come uomo». Insomma, lasciategli proseguire la sua avventura, ad Alberto Zapater, per continuare a essere un uomo sereno. E il futuro del Genoa? «Qui ci sono giocatori di talento. E noi dobbiamo giocare partita a partita, si dice così, no?». Veramente si dice partita per partita, ma non conta. «Bueno, partita per partita, andiamo a Napoli e giochiamo per vincere. Bueno, no?».

 

LA REPUBBLICA - GENOA, UNO SHOW ARGENTINO. L´Europa ritorna a un passo. di Gessi Adamoli. Gasperini: "Abbiamo ritrovato la nostra identità". Colpo doppio. Domani a Pegli arriva Acquafresca, negli ultimi giorni di mercato è ancora caccia a un centrocampista centrale E intanto a Napoli rientrerà Palladino. Dopo che i punti ottenuti in casa sono diventati 24, contro i solo 7 conquistati lontano dal Ferraris, il commento del presidente Preziosi è quasi scontato: «Adesso dobbiamo lavorare per avere una maggiore personalità in trasferta, dobbiamo farci rispettare anche quando giochiamo fuori casa». Messaggio ricevuto. «In trasferta dobbiamo e possiamo fare meglio - ammette Gasperini - Contro l´Atalanta la squadra mi è piaciuta, ha dimostrato di aver recuperato le sue caratteristiche migliori, come quella di alzare il pressing. Ora dobbiamo avere il coraggio di giocare con questo piglio e questa personalità anche in trasferta». La verifica domenica prossima contro il lanciatissimo Napoli, una partita che il Genoa potrà preparare nelle condizioni ottimali, essendo saltato l´impegno infrasettimanale di Coppa Italia con la Roma (ma quando mai potrà ricapitare un´occasione simile?). Sarà disponibile anche Palladino e questo aumenterà sensibilmente il tacco tecnico della squadra rossoblù. Dopo una sola vittoria (considerando anche Europa League e Coppa Italia) in nove partite (contro il Catania in 10) il Genoa è tornato al successo. Una vittoria piena e convincente che lo proietta nelle zone alte della classifica con la possibilità di aspirare ad un posto in Europa. Anche perchè la rosa a disposizione di Gasperini si arricchirà ancora di uno, forse due pezzi pregiati. Se infatti sembra scontato l´arrivo di Acquafresca, in settimana Preziosi potrebbe anche chiudere per un centrocampista. Riguardo i suoi desideri per quanto concerne il mercato, Gasperini è ermetico: «Su Acquafresca decida la società così come è stato per Floccari, posso solo dire che lo stimo molto. Ci sono già Crespo e Suazo, avere tre giocatori di quel calibro potrebbe essere eccessivo. Il centrocampista? Considerato che siamo rimasti in corsa per una sola competizione potremmo anche rimanere così». Sulla partita con l´Atalanta c´è il marchio argentino di Palacio e Crespo. In perfetta par condicio ha segnato sia l´ex idolo dei tifosi del Boca Juniors che quello del River Plate, i due club di Buenos Aires divisi da fierissima rivalità. Crespo ha giocato non solo perché nella notte Suazo era rimasto vittima di un attacco virale. «L´avevo visto bene in settimana - confida Gasperini - Suazo invece, oltre ad essere stato male, sarebbe stato alla sesta partita in 18 giorni, lui che nell´Inter praticamente non era mai stato utilizzato». L´Atalanta, che deve fare i conti con una classifica ingrata, è rimasta in partita solo 18´. Sul lancio di Zapater per Palacio, Capelli e Talamonti si sono aperti e Coppola è uscito in maniera maldestra, offrendo all´attaccante argentino del Genoa la possibilità di andare a rete con una morbida palombella. Prima del riposo è arrivato il raddoppio di Crespo. Un gol dei suoi: grande stacco sulla punizione dalla destra di Milanetto allungata di testa da Mesto, mentre il solito Talamonti faceva la bella statuina. Nella ripresa Mutti le ha provate tutte, passando anche ad un audace 4-2-4 con Padoin arretrato sulla linea dei difensori, Doni (ammonito salterà la partita di domenica con la Sampdoria) a fare il centrocampista insieme a Guarente e Ferreira Pinto, Tiribocchi, Chevanton e Valdes in attacco. La mossa della disperazione è stata far entrare il prossimo rossoblù Acquafresca (è atteso domani al Pio) al posto di Tiribocchi. Un tourbillon di mosse che non ha prodotto risultato alcuno, Amelia infatti non è stato mai chiamato ad interventi particolari. Merito di quel pressing - proprio come sottolineato da Gasperini - che ha tagliato sul nascere i rifornimenti agli attaccanti atalantini.

 

LA REPUBBLICA - Genoa argentino "Ritrovato il gioco". I rossoblù battono 2-0 l'Atalanta e restano in scia del sesto posto. Decidono i gol nel primo tempo di Palacio e Crespo. Gasperini: ''Adesso recuperiamo gli infortunati". Mutti: "Pagato due disattenzioni". di Antonio Farinola. GENOVA - Il Grifone torna a volare. Al Ferraris decidono i gol nel primo tempo di Palacio e Crespo con cui il Genoa batte l'Atalanta per 2-0. Un successo importantissimo in vista del discorso "Europa". I tre punti, infatti, permettono agli uomini di Gasperini di restare a distanza di sicurezza da Palermo e Napoli e di avvicinare una Juventus sempre più in crisi. E domenica il primo scontro diretto per l'Europa contro il Napoli travolgente di Mazzarri. GIOCO RITROVATO - Torna, quindi, al successo il Genoa di Gasperini che, dopo il K. O. dell'Olimpico contro la Roma e il pari interno nel recupero contro il Bari, porta a casa una vittoria decisiva non solo in vista del sesto posto. Dopo le palesi difficoltà difensive e di gioco emerse nella seconda parte del girone d'andata, i rossoblu hanno ritrovato la freschezza dei giorni migliori e l'equilibrio giusto fra i tre reparti. Il Genoa ha dato così continuità all'ottima prova mostrata contro il Bari e domenica al San Paolo dovrà affrontare il primo vero test di questa nuova metamorfosi: il Napoli di Mazzarri imbattuto in campionato da ben 14 giornate.  SOGNI SALVEZZA - Notte fonda, invece, in casa Atalanta. Dopo il 3-0 alla Lazio che aveva ridato speranza all'ambiente, Bortolo Mutti deve incassare il primo stop della sua gestione in nerazzurro. Doni e compagni non hanno però demeritato contro questo Genoa, pagando le uniche due distrazioni di un primo tempo lento e troppo macchinoso. Certo la classifica dà molte apprensioni agli orobici, ma le sconfitte di Livorno e Udinese permettono di fare sogni tranquilli in vista di tempi migliori. La corsa è ancora aperta, ovviamente, e la reazione avuta nel finale di gara contro i liguri lascia ben sperare per il futuro. TROVATO IL BEL GIOCO - "Un ottimo successo che ci dà morale  -  ha spiegato Gasperini a fine partita -. E' una vittoria importante in cui oltre ai tre punti è arrivato anche il bel gioco. Domenica incontreremo un Palermo in ottima forma. Giochiamo fuori casa dove quest'anno stiamo trovando molte difficoltà. Stiamo giocando molto bene in questo momento e per questo sono fiducioso. Adesso è importante recuperare gli infortunati. Crespo via a gennaio? Sono solo voci esterne all'ambiente. A noi non importano, noi andiamo avanti per la nostra strada lavorando per il meglio". MUTTI - "Abbiamo preso gol evitabili e lì la partita si è messa decisamente in salita  -  confessa Mutti -. Credo che nella gestione della gara abbiamo poco da rimpiangere. La squadra non si è mai disunita cercando di fare la sua gara. Lo svantaggio ci ha costretti a rischiare prendendo poi il raddoppio. Doni nervoso? Cristiano sente molto la sua responsabilità di capitano e la situazione in classifica. A volte, però, deve rendersi conto che rischia di mettere in difficoltà tutta la squadra". GENOA-ATALANTA 2-0 (2-0). GENOA (3-4-3): Amelia; Biava, Dainelli, Moretti; Rossi, Milanetto (25' st Juric), Zapater, Criscito; Mesto, Crespo (25' st Suazo), Palacio (32' st Sculli). (Scarpi, Tomovic, Fatic, Polenta). All: Gasperini. ATALANTA (4-4-2): Coppola; Capelli (8' st Chevanton), Talamonti, Manfredini, Bellini; Ferreira Pinto, Zanetti (8' st Valdes), Guarente, Padoin; Doni, Tiribocchi (19' st Acquafresca). (Consigli, Garics, Ceravolo, Peluso). All: Mutti. ARBITRO: Giannoccaro. MARCATORI: 18' pt Palacio (G), 42' pt Crespo (G). NOTE: Ammoniti: Doni (A), Moretti (G), Chevanton (A), Guarente (A), Dainelli (G), Biava (G). Recupero: 0', 4'.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Zapater, la rivincita del guerriero. Dainelli registra la difesa, standin ovation per Milanetto, Criscito domina la sua fascia. GENOA. AMELIA 6. Regge il muro difensivo e soprattutto il filtro a centrocampo, l'Atalanta allora ci può provare solo con conclusioni da fuori (specialmente Chevanton). Così il suo lavoro è soprattutto con i piedi, dove però dimostra minore precisione di altre volte. BIAVA 6,5. E' soprattutto lui che esce dalla linea difensiva e va a pressare alto Doni, il trequartista dell'Atalanta. Ammonito per un fallo tattico, nel finale la sua irruenza lo porta a rischiare anche il secondo giallo. CRISCITO 6,5. Alcuni spunti interessanti conclusi con cross invitanti. Poi Gasperini lo sposta in marcatura su Acquafresca, suo prossimo compagno al Genoa. DAINELLI 6,5. Ora a Firenze, dopo i 3 gol rimediati nella trasferta di Palermo, lo rimpiangono e affiora già qualche polemica sull'opportunità di averlo ceduto. Rinfrancato, cancella l'esordio choc di Roma contro Toni. Si muove con grande padronanza, dimostrandosi assolutamente a proprio agio nel ruolo di regista difensivo. Insieme a Moretti ripropone in rossoblù, quasi 20 anni dopo, un'altra versione dei famosi "lenti a contatto". Efficaci e di grande mestiere proprio quasi gli originali ovvero Signorini e Collovati. MORETTI 6. A causa dell'assenza di Bocchetti per squalifica, è utilizzato sul fronte di centro sinistra del reparto arretrato rossoblù, dopo essersi adattato per tutto il girone d'andata a fare il centrale. Quando nell'Atalanta entra Acquafresca, Gasperini lo porta sull'esterno, nel suo ruolo naturale, spostando Criscito in difesa. ROSSI 6,5. Copre tutta la fascia, fa il difensore (soprattutto quando Mutti fa entrare Valdes) ma è anche pronto a sovrapporsi a Mesto. ZAPATER 6,5. Ha indubbiamente delle qualità, soprattutto come incontrista, ma aveva e ha tuttora bisogno di tanta fiducia, dopo un'incoraggiante avvio di stagione si è infatti un po' perso. Un aiuto gli arriva dall'assist che confeziona per Palacio, così la palla non 'brucia' più e lui è sempre con il braccio alzato per cercare di farsela dare dai compagni. Buon segno. MILANETTO 6,5. Quando esce il pubblico gli regala una standing ovation così come si conviene ai grandi. E il metronomo della squadra: cuce il gioco e detta i tempi, anche se qualche passaggio è un po' troppo prevedibile. MESTO 6. Una partita senza grandi acuti, però, per una volta, ordinata. La solita quantità a centrocampo. CRESPO 6,5. Parte finendo 2 volte in fuorigioco nei primi 3 minuti e mezzo, al 23' sono 5 gli offside che gli vengono fischiati, ma finirà con il prendere anche la misura per farsi pizzicare sempre oltre la linea dei difensori avversari. Ma è soprattutto in area di rigore, nonostante gli anni e gli acciacchi, ad essere sempre micidiale. Continua ad avere voglia di gol, così è straripante in elevazione sullo statico Talamonti e segna il gol del 2 a 0, esultando, sotto la Nord, in maniera inequivocabile: «Qui, io resto qui...». Del resto recentemente oltre a Atalanta e Siena (Malesani che l'aveva avuto a Parma l'ha chiamato personalmente), ha rifiutato anche Amburgo e West Ham. PALACIO 7. Non l'ha mai fatto, ma si impegna a partire da dietro così come gli chiede Gasperini (recupera anche una palla in scivolata), ma naturalmente il meglio di sé lo dà quando può operare negli ultimi 20 metri. Il gol, che sblocca il risultato dopo 18 minuti e permette al Genoa di giocare una partita in discesa, è stilisticamente perfetto: un morbido lob in corsa che non dà scampo a Coppola. SUAZO 6. E' messo fuori combattimento da un attacco virale nella notte. Entra a 20 minuti della fine, quando ci sarebbero gli spazi per sfruttare la sua straordinaria velocità, ma la squadra non lo supporta in questo senso. Quando prende il palo esterno non è un azione di contropiede, solo nel recupero ha l'opportunità di bruciare sullo scatto i difensori atalantini ma Coppola si oppone. JURIC SV. Un onesto contributo in interdizione quando l'Atalanta cerca di proporre una specie di forcing. SCULLI SV. Dopo l'infortunio all'anca rimediato a Roma, mercoledì contro il Bari aveva giocato solo grazie ad un'infiltrazione, questa volta Gasperini gli consente di tirare il fiato utilizzandolo solo nel finale. ATALANTA. COPPOLA 5.5, MANFREDINI 6, CAPELLI 5, TALAMONTI 4.5, BELLINI 6, GUARENTE 6.5, DONI 6, FERREIRA PINTO 5, ZANETTI 5.5, PADOIN 6, TIRIBOCCHI 5.5, VALDES 6, CHEVANTON 6, ACQUAFRESCA 5.5.

 

L'ECO DI BERGAMO - GENOA-ATALANTA FINISCE 2-0. Primo ko per mister Mutti. Il Genoa non è il Bologna e l'Atalanta ha perso 2-0. Se nel recupero di mercoledì scorso in trasferta i bergamaschi avevano rimontato nella ripresa il 2-0 del primo tempo contro i felsinei, a Marassi il doppio ritardo dei primi 45' non è stato recuperato e i nerazzurri hanno incassato il primo ko della gestione Mutti dopo i quattro punti conquistati in due giornate. Il match non è stato mai in discussione. L'Atalanta ha avuto un approccio dignitoso, ma già al 18' è stata infilata da un duetto Zapater-Palacio e il 2-0 di Crespo al 42' ha scavato la fossa. Nella ripresa, Mutti ha optato per uno schieramento offensivo inserendo Valdes, Chevanton e Acquafresca (per Tiribocchi) e la squadra ha attaccato con grande agonismo, ma senza efficacia. In pratica, i bergamaschi hanno costruito soltanto una seria palla-gol in 94' con Chevanton al 31' st (formidabile botta e risposta con Amelia), un rendimento insufficiente per sperare di poter pareggiare contro un Genoa aggressivo e ispirato come nelle giornate di vena. Manfredini è stato monumentale in difesa, Doni ha lottato, insufficiente Tiribocchi, mentre Chevanton ha dato maggior verve e incisività. La situazione in classifica non è mutata molto. L'Atalanta è sempre penultima con 17 punti e la quart'ultima posizione è a -3, anche se a quota 20 è rimasta soltanto l'Udinese (Lazio 21 con il Livorno e Bologna 23). Domenica 31 i bergamaschi saranno ancora di scena a Marassi, ma contro la Sampdoria. E non ci sarà Doni, destinato alla squalifica. CRONACA. Atalanta in campo a Marassi contro il Genoa nella seconda giornata di ritorno e con il penultimo posto sul groppone. Mister Mutti lancia subito nella mischia Zanetti, all'esordio in nerazzurro, per il ko di De Ascentis e schiera Capelli terzino destro con Garics in panchina. In attacco confermato Tiribocchi con Doni a supporto e Chevanton riserva. Sorpresa nel tridente del Genoa: non ci sono Suazo e Sculli, ma Crespo e Palacio. PRIMO TEMPO. 6': traversone da sinistra di Criscito e Coppola vola per allontanare la minaccia. 12': da Palacio a Crespo, anticipato in area da Manfredini. 16': Crespo controlla in area e si gira, ma davanti a sé ha un muro di atalantini, pallone respinto. 18' GOL: assist di Zapater sulla sinistra per Palacio che fredda Coppola con uno stupendo pallonetto. 20': Coppola esce di piede su Mesto. 25': ammonito Doni che era diffidato, così salterà il match contro la Sampdoria. 28': lancio di Guarente per Doni che tira da posizione angolata, ma Moretti è su di lui e devia in angolo. 29': conclusione imprecisa di Zanetti. 33': ammonito Moretti. 42' GOL: punizione da destra di Milanetto, ponte aereo di Palacio e perentoria incornata dell'intramontabile Crespo. 43': cross da destra di Ferreira Pinto smanacciato da Amelia. 45': fine primo tempo, Genoa-Atalanta 2-0. SECONDO TEMPO. 6': salvataggio in scivolata di Manfredini in area bergamasca. 8': entrano Valdes e Chevanton per Capelli e Zanetti. Padoin indietreggia in difesa. 14': ammonito Chevanton. 16': incursione di Talamonti in area genoana con bordata a sorvolare la traversa. 19': entra Acquafresca per Tiribocchi. 22': punizione di Chevanton, Acquafresca anticipato dal portiere a due passi dalla porta. 24': ammonito Guarente. 25': entrano Juric e Suezo per Milanetto e Crespo. 27': tentativo impreciso di Chevanton dalla lunga distanza. 29': ammonito Dainelli. 31': bellissima esecuzione di Chevanton e straordinaria risposta in angolo di Amelia. 33': entra Sculli per Palacio. 34': zuccata Manfredini-Suazo, fortunatamente senza conseguenze. 36': rasoterra di Suazo che colpisce il palo esterno alla destra di Coppola. 37': incursione di Juric a sinistra, mira da dimenticare. 38': ammonito Biava. 41': Sculli in area, tempestivo intervento di Coppola. 44': punizione di Chevanton, palla altissima. 45': 4' di recupero. 47': Coppola neutralizza una bordata bassa di Suazo. 49': Coppola salva ancora su Suazo. 49': diagonale di Acquafresca, parata di Amelia.

 

L'ECO DI BERGAMO - CRESPO: «ARRIVA ACQUAFRESCA? Io penso a giocare e segnare». Il fiuto del gol uno come Hernan Crespo non può perderlo. In carriera di reti ne ha fatte a valanga e lui è convinto che se gliene daranno l'occasione continuerà a farli. E l'ha dimostrato ancora. Suo il gol del 2-0 che chiude Genoa-Atalanta. «Sono contento di essere tornato a giocare dopo parecchio tempo, volevo dimostrare la mia gran voglia di far bene - spiega Crespo ai microfoni di Sky Sport -. Siamo contenti di questa vittoria, siamo in zona Europa League, ma il nostro obiettivo è assestarci nella parte sinistra della classifica, poi è lecito sognare, intanto prendiamoci questa vittoria». Secondo le voci di mercato è in arrivo un altro attaccante, Robert Acquafresca, in campo nella ripresa proprio nell'Atalanta, un rivale in più per Valdanito. «Indipendentemente da chi arriva, chi resta o chi va via, io continuo a comportarmi da professionista serio cercando di rendermi utile quando mi danno la possibilità di giocare». Stavolta Gasperini lo ha chiamato in causa e lui, puntuale, ha fatto il suo mestiere, cioè segnare. MUTTI: «PRIMO GOL DA EVITARE. Ha condizionato tutto il match». Prima sconfitta sulla panchina dell'Atalanta per Bortolo Mutti. Dopo la netta vittoria sulla Lazio all'esordio e il 2-2 infrasettimanale in casa del Bologna, è arrivato il primo stop. I nerazzurri si sono arresi sul campo del Genoa. «All'inizio abbiamo fatto bene - ha commentato Mutti -, abbiamo preso un gol evitabile al 18' e da lì la partita si è messa in salita per noi, un episodio che dovevamo evitare. Poi nella gestione della gara non abbiamo rimpianti perché abbiamo fatto bene, la squadra non si è mai disunita, ha cercato di fare la sua partita, ma il calcio a volte è così. Ripeto, secondo me quel gol ci ha penalizzato, il Genoa è molto bravo a ripartire negli spazi e in qualche occasione abbiamo rischiato grosso». Stavolta capitan Doni non è riuscito a ripetere le prestazioni fornite contro Lazio e Bologna ed è sembrato fin troppo nervoso. «Cristiano - ha continuato Mutti - sente molto la responsabilità di tirar fuori la squadra da questa situazione di classifica, dà l'anima in campo e a volte si lascia coinvolgere troppo, deve frenarsi un attimino perché rischia di penalizzare la squadra, oggi è stato ammonito, era diffidato e salterà la prossima in casa della Samp, poi ha rischiato anche il rosso, ma è un ragazzo troppo importante a livello caratteriale per noi». PAGELLE. COPPOLA 5 Responsabilità sul primo gol genoano. Un paio di apprezzabili interventi nel finale. CAPELLI 5 Schierato a sorpresa in sostituzione di Garics sulla destra, ma autore di una prestazione insufficiente (8' st VALDES 5 Gigioneggia senza costruire quasi nulla). MANFREDINI 6,5 Il migliore della difesa e il migliore dei nerazzurri, se il Genoa non dilaga è merito suo. Molti interventi temperstivi in situazioni complicate. TALAMONTI 5 Un passo indietro rispetto alle maiuscole prove da quando in panchina c’è Lino Mutti. Sul 2-0 è soverchiato da Crespo. BELLINI 6 L’esterno di Sarnico se la cava sempre, ma sulla fascia ha faticato le incrusioni avversarie. FERREIRA PINTO 5,5 Il brasiliano non brilla. Scarse le folate incisive lungo la fascia. ZANETTI 5 Agonismo e determinazione, ma anche molti errori. Era all'esordio, è un'attenuante (8' st CHEVANTON 6 È lui ad accendere un po' la luce in attacco, sfiora un gran gol). GUARENTE 5,5 Da salvare soltanto sotto l’aspetto della quantità. Anche per lui un rendimento inferiore alle attese. PADOIN 6 Uno dei pochi atalantini a guadagnare la sufficienza, si salva sia a centrocampo, sia in attacco. DONI 6 Lotta come un leone, si vede che vuole trascinare i compagni, ma non inventa giocate decisive. Si becca un'ammonizione pesante, sarà squalificato. TIRIBOCCHI 5 Forse avrebbe bisogno di tirare il fiato, ha perso un po' di reattività (19' st ACQUAFRESCA 5 L'ennesima prova impalpabile).

 

      

 

      

 

      

 

 

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