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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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GENOA - BARI 1 - 1 (0 - 1) Reti: 04' Barreto (con la mano), 53' Milanetto
GENOA:
Amelia,
Papastathopoulos (47' pt Crespo), Dainelli (62' Biava), Bocchetti, Rossi,
Milanetto, Juric, Criscito, Mesto, Suazo, Sculli (74' Moretti). (Scarpi,
Zapater, Ragusa, Tomovic). Allenatore: Gasperini Arbitro: Saccani di Mantova. Ammoniti: Barreto, Belmonte, Bonucci, Gazzi, S.Masiello, Bocchetti, Dainelli, Rossi, Sculli. Angoli: 12 a 0 per il Genoa. Note: Recupero del 20/12/09, giocata alle 18. Spettatori: 24.863 (solo residenti in Liguria).
GAZZETTA dello SPORT - Il Genoa frena la corsa del Bari. Barreto in gol, ma i rossoblù pareggiano. Bari da Champions? Il Genoa non ci sta. Il gol contestato di Barreto fa sognare Ventura Poi escono i rossoblù: palo di Juric, Gillet super. GENOVA A chi giova questo pareggino? Di sicuro non al Bari, se è vero che al momento di mandare in campo Kamata, Ventura gli sussurra testuale una frase, «Vai vai, che qui ci giochiamo la Champions», utile a dare una connotazione chiara e ben definita al campionato dei pugliesi, presente e prossimo venturo. Sissignori, Barreto e compagni puntano al bersaglio grosso, ma la differenza - rispetto alla serata super con l' Inter - sta proprio nella prestazione. Ritmo Questo punto, su un fronte e sull' altro, smuove appena la classifica, ma almeno il Genoa cancella qualche paura di troppo affiorata nel primo tempo, grazie ai venti minuti iniziali nei quali i rossoblù hanno alzato il ritmo in maniera indiavolata. Proprio questi rappresentano la parte più divertente della gara, l' unica che di sicuro avrà fatto sorridere il c.t. Lippi e Pezzotti, davanti al vero Grifone targato Gasperini. Non è molto, ma abbastanza dopo un primo tempo quasi anemico, almeno da parte degli ospiti. Genoa e Bari, lo dice la loro storia recente, sanno offrire un calcio decisamente migliore. La chiave Tutto ruota intorno al nono centro stagionale di Barreto in apertura, contestatissimo dai padroni di casa. Le immagini mostrano l' attaccante che, sulla punizione di Parisi deviata dalla barriera e carambolata su Papastathopoulos, accompagna il pallone in rete con il braccio destro (con Saccani che considera involontario il tocco). Con un gol di vantaggio, questo Bari incerottato ha provato ad abbassare il ritmo, giocando con 9 uomini dietro al pallone, e riuscendo nell' impresa sino a quando il Genoa ha pensato a rimontare senza scoprirsi troppo, trovando qualche buona occasione sulla destra con Mesto, bravo ad approfittare delle difficoltà di Salvatore Masiello, in campo al posto dell' infortunato Parisi (ginocchio k.o.). L' assedio L' ingresso di Crespo ha trasformato ad inizio ripresa il Genoa in un 4-2-4 (Rossi e Criscito esterni difensivi, Juric e Milanetto unici centrocampisti) e il Bari è andato in crisi, patendo il pressing asfissiante rossoblù. Morale della storia: dopo il pari di Milanetto su punizione (sciagurata deviazione di Almiron e Gazzi in barriera), un super Gillet ha salvato il pari, con bravura (strepitoso su Mesto e Suazo) e un po' di fortuna (palo di Juric su punizione). Non è molto, ma verranno tempi migliori. LA MOVIOLA. Più ricca Genoa-Bari, con i liguri che protestano per il gol di Barreto al 4' . Punizione di Parisi, palla deviata dalla barriera, con Papastathopoulos che prova a spazzarla via in calcio d' angolo. Il pallone però colpisce il gomito destro di Barreto e finisce in rete. La punta del Bari (che non è in fuorigioco, la sua posizione di partenza è alle spalle del greco) sul calcio di Papastathopoulos si gira per coprirsi e Saccani considera involontario il tocco. Al 35' , invece, protesta di Rossi che, appena entrato in area, viene strattonato da Koman, che gli frana poi addosso. Può starci il calcio di rigore per il Genoa. Ammonizioni giuste per Bonucci, Dainelli e Rossi. GENOA 1 BARI 1 GENOA (3-4-3) Amelia; Papastathopoulos (dal 47' p.t. Crespo), Dainelli (dal 17' s.t. Biava), Bocchetti; Rossi, Milanetto, Juric, Criscito; Mesto, Suazo, Sculli (dal 29' s.t. Moretti). ALLENATORE Gasperini. PANCHINA Scarpi, Zapater, Ragusa, Tomovic. MARCATORI Barreto (B) al 4' p.t., Milanetto (G) all' 8' s.t. NOTE pag. 574, 16.821 euro; abb. 24.289, 324.353 euro. Tiri in porta 8 (un palo)-2. Fuori 10-4. Fuorig. 1-4. Ang. 9-0. Rec.: 3' p.t., 3' s.t.. BARI (4-4-2) Gillet; Belmonte, A. Masiello, Bonucci, Parisi (dal 13' p.t. S. Masiello); Alvarez (dal 16' s.t. Kamata), Almiron, Gazzi, Koman; Meggiorini (dal 26' s.t. Castillo), Barreto. ALLENATORE Ventura. PANCHINA Padelli, Diamoutene, Donati, Allegretti. ARBITRO Saccani di Mantova. ESPULSI nessuno. AMMONITI Gazzi (B) per comportamento non regolamentare, Sculli (G) e Belmonte (B) per proteste, Bonucci (B), Dainelli (G), Rossi (G), Barreto (B), Bocchetti (G), S. Masiello (B) per gioco scorretto.
GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Alessio da Ronch. GENOA 6 AMELIA 6 Poco lavoro, attento sui rilanci. PAPASTATHOPOULOS 6 Inizia con personalità, esce per infortunio. CRESPO 6 Si sacrifica come ala, fatica ma con lui è sicuramente un altro Genoa. DAINELLI 6 Non sta bene ma è utile nel gioco aereo. BIAVA 6 Attento nel finale difficile. BOCCHETTI 5,5 L' errore iniziale che porta alla punizione gol inquina una bella prova. ROSSI 6,5 Bene su Koman, benissimo su Kamata. MILANETTO 6,5 Fortunato sul gol, ma merita un pò di buona sorte. JURIC 5,5 Soffre il passo di Almiron. CRISCITO Vero padrone, inchioda pure il veloce Alvarez. MESTO 6 Tante buone partenze, non trova però il guizzo vincente. SUAZO 5,5 Sempre insidioso, ma anche parecchio impreciso. SCULLI 6 Stringe i denti e gioca acciaccato. Anima rossoblù. MORETTI 6 Gli tocca un finale senza schemi. Non affonda. All. GASPERINI 6,5 Riesce a sopperire all' emergenza totale e dimostra in questo modo di aver risorse per rilanciare il Genoa. BARI 6 GILLET Quattro parate e tanta lucidità in ogni situazione. BELMONTE 6 Bene su Sculli, stranamente un pò a disagio contro Crespo. A. MASIELLO 6,5 A volte disordinato, ma sempre utile. BONUCCI 6 Qualche volta troppo narciso, ma se la cava. PARISI s.v. Sfortunatissimo. Subito k.o. S. MASIELLO 6 Va un pò in affanno su Mesto, ma poi prende le misure. ALVAREZ 5,5 Trova Criscito a frenare la sua velocità. KAMATA 5 Lui va a sbattere su Rossi e non ne azzecca una. ALMIRON 6,5 Uomo ovunque, con abilità e personalità. GAZZI 6,5 cresce con il passare dei minuti, anche se qualche volta perde le misure. KOMAN 6 Timido ma disciplinato. BARRETO 6 Fortunato sul gol, non fa molto altro. MEGGIORINI 6 Illude il Bari con un ottimo inizio, poi svanisce. CASTILLO 5 Ventura gli regala poco tempo, lui non lo sfrutta. All. VENTURA 6,5 Che coraggio. Sfida il Genoa e Suazo a viso aperto: 4 difensori per 4 attaccanti. TERNA ARBITRALE: SACCANI 5 In più di un' occasione le sue decisioni lasciano davvero perplessi. Marzaloni 6-Galloni 6
IL SECOLO XIX
- MANI, MELINA E CATENACCIO. IL BARI RESISTE ALL' ASSEDIO.
di Mauro Casaccia. Ospiti subito avanti con Barreto. Il pari di Milanetto.
Genova. Un golletto di Barreto a mo' di flipper, con tanto di tocco di mano,
all'inizio, veloce quanto Alvarez. E poi catenaccio e melina, vecchie armi per
la novità del calcio italiano, il Bari. Genoa d'assalto, generoso, e la sorte
restituisce: punizione di Milanetto, faccia di Almiron e pareggio. Il calcio
spumeggiante dei pugliesi poco si vede perché il Grifone fa il Grifone, assedia
a pieno organico per quasi tutta la gara. Sbatte però sul miracoloso Gillet e
sul palo colpito da Juric. Può rammaricarsi per l'1-1, ma lo spirito è
ritrovato. Giro di boa a 28 punti. E adesso c'è l'Atalanta, di nuovo al
Ferraris, per riprendere il treno Europa. A inizio gara, tra i due idoli della
Nazionale honduregna un abbraccio e uno scappellotto rifilato dalla Pantera al
Mosky, da Suazo ad Alvarez. Due dei migliori sprinter del campionato italiano e
del calcio in generale (per Der Spiegel il giocatore più veloce del mondo è C.
Ronaldo, punta massima di 33,6 km/h, Bolt per il suo record ha toccato i 44,7).
I 100 metri dell'esterno del Bari sono oggetto di leggenda, fantasticando su
tempi da scia di Bolt in qualche meeting a Tegucigalpa. Qualche mese fa in una
telecronaca è stato azzardato che il suo crono sarebbe 10''07. Tuttavia, al
Mondiale 2009 di atletica a Berlino, quello del 9''58 dell'alieno Usain, il
rappresentante dell'Honduras Palacios si era fermato nella batteria dei quarti
con 10''24. El Mosky s'attesta in realtà sul 10''90, la Pantera sugli 11''.
Comunque, altrettanto speedy è il gol del Bari, che nasce da iniziativa dell'ala
centroamericana. È il 3', Alvarez servito a destra, palla in mezzo per
Meggiorini che viene steso al limite. Da lì, il gol a fortunosa carambola: tocco
per la botta di Parisi, deviazione, Sokratis calcia verso l'esterno e colpisce
Barreto con la sfera che finisce in rete. Flipper dell'1-0. Il Genoa protesta
per il tocco di mano, Saccani lo trascura. In emergenza attacco, Sculli stringe
i denti, ma nella corsa si vede che è menomato. All'11' Mesto, uno che sui 100
metri sta al livello degli honduregni, fugge a destra e crossa teso, il numero
14 non trova l'impatto giusto. Nell'azione s'infortuna Parisi ed entra Salvatore
Masiello. Per attaccare la retroguardia pugliese schierata, oltre alla velocità
pura, conta quella di cervello nel far girare la sfera per creare varchi. Come
ha tradotto Nils Liedholm: "E' la palla che deve sudare". Tra i rossoblù ci
prova in primis Milanetto. Il 77 imposta e si butta dentro, al 15' Suazo è lesto
a servirlo in area, il regista non riesce a scavare la conclusione e Gillet, il
portiere più basso della A, che fa della reattività il punto di forza - in
uscita respinge. Grifone all'assalto, Bari tutto rintanato all'indietro, il
nuovo all'antica, catenaccio e contropiedi (pochi). I biancorossi si sono
presentati al Ferraris con la migliore difesa del campionato, la partecipazione
collettiva alla fase di copertura, con raddoppi continui e talvolta anche 9
uomini più il portiere nella propria area, fa da spiegazione. Il Genoa prova su
punizione, il destro di Mesto al 27' è bloccato a terra dal portiere belga
(fischiato presto perché perde molto tempo a ogni rinvio). Quello di Ventura è
un 4-4-2 che si trasforma facilmente, alzando Alvarez e Koman, in 4-2-4. Le ali
sono prese da Rossi e Criscito, mentre Sokratis si accentra a controllare, con
Bocchetti, Barreto e Meggiorini, consentendo a Dainelli di staccarsi. E i
pugliesi dimostrano personalità nella gestione del possesso Â? comandato da un
altro che sa far sudare la palla, Almiron - prendendo anche qualche rischio per
non buttar via la sfera. Inoltre, la rivelazione del campionato rispolvera la
melina, in versione spinta. Ma è catenaccio variato: la squadra si allunga in
sessanta metri per creare il buco centrale dove Almiron va a ricevere. Al 36' il
Genoa riesce a interrompere il fraseggio e Rossi si catapulta nei sedici metri,
strattonatina galeotta di Koman e capitano rossoblù a terra, Saccani fa
proseguire: il fallo c'è, forse inizia fuori area. Ai rossoblù, si sapeva date
le assenze in avanti, manca l'elemento che salti l'avversario. Allora Gasperini
al 46', al posto dell'infortunato Sokratis, sceglie un uomo d'area: dentro
Crespo. Anche il Grifone passa a una sorta di 4-2-4. E nel secondo tempo riparte
subito forte, collezionando corner (quattro di fila) e mischie, il Bari resiste.
Poi, al 7', la velocità di Suazo: due uomini saltati di netto, l'ultimo, Bonucci,
lo stende, Saccani non espelle. Ma chi di flipper colpisce di flipper perisce:
Milanetto a giro, deviazione di Almiron in barriera e 1-1. L'assedio rossoblù
prosegue, Gillet le prende tutte: nella stessa azione, all'11', respinge su
Mesto, Suazo e ancora Mesto. Ventura cambia velocista, Kamata per Alvarez. La
fuga peròè ancora di Suazo, Crespo anticipato. Dainelli zoppica, dentro Biava.
Mesto moltiplica le accelerazioni, il Grifone cerca la vittoria e si prende
anche dei rischi, difendendo spesso quattro contro quattro. Il ritmo,
inevitabilmente, un po' cala. Ma Juric e soci continuano a provarci: al 26' il
croato calcia a giro la punizione dal limite, palo esterno. La stanchezza si fa
sentire e le squadre si spezzano in due. Criscito propone il traversone da
sinistra e Suazo va di testa, Gillet abbranca. Bocchetti, ammonito per fallo
sull'ottimo Almiron, salterà il match con l'Atalanta. Il Bari nel finale prova a
rimettere il naso fuori, ma più che altro, nella sfida dei velocisti, bada a
rallentare il gioco. Il Genoa ha un ultimo sussulto con Suazo, ancora di testa,
su cross di Crespo. Niente da fare, palla sul fondo e partita al fondo in
parità.
IL SECOLO XIX - Gasperini: abbiamo dominato a lungo, meritavamo di più. di Mauro Casaccia. Ventura: «Le perdite di tempo? Se vuoi la palla devi venire a prenderla». Critiche bipartisan sul pessimo stato del Ferraris. GENOVA. La squadra che ha offerto il miglior calcio nelle ultime stagioni e quella che più ha meravigliato nel campionato in corso. Genoa e Bari. Ne è uscito un pareggio intenso, bello no. Gasperini rivendica: «Abbiamo dominato a lungo, loro hanno anche fattomolta melina, come si chiamavauntempo. Non s'è visto bel gioco? Bisogna essere in due». Battuta pepata, a cui serve l'aggiunta relativa al fondo del Ferraris. «Difficile giocare bene dice Crespo il campo è in condizioni indegne. Si fatica a controllare il pallone, che salta ovunque».Sintonia con Ventura: «Ho trovato il terreno in condizioni pessime, sembra ci sia un coniglio nel pallone.Un problema, specie per noi che cerchiamo di uscire dalla difesa palla al piede. Questo si è aggiunto alla forza del Genoa». Al cui tecnico si torna: «Fondo su cui è difficile giocare, ha penalizzato più noi. Ed è stato appena rifatto». Visioni comuni sul terreno, opposte su chi sia stato maggiormente penalizzato, da parte dei due allenatori. O si può chiamare «libera interpretazione », il concetto a cui Gasperini fa riferimento quando parla del gol di Barreto, contestato per tocco di mano,e pure quando analizza il girone di andata, chiuso a 28 punti. Sull'10 barese: «L'arbitro ha interpretato l'involontarietà, la casistica è varia. Capita anche su rigori assegnati o meno e così via. Posso dire che noi ultimamente siamo sfortunati in tanti episodi, oltre che per le molte defezioni. E quella rete ci ha creato delle difficoltà,ma la squadra reagisce, di questi ragazzi sono soddisfatto ». Accenno già sul bilancio: «Qui, libera interpretazione come per il fallo di mano. Si guarda all'anno scorso, ma si può anche guardare adue anni fa, con Borriello e Konko, quando girammo con 25 punti, adesso siamo andatimeglio». Poi, inmerito all'utilizzo degli attaccanti, il tecnico del Genoa si indispettisce: «Due punte? Io gioco con tre. Per chi vuole fare l'allenatore,c'è il corso.Ognuno la pensi come vuole, non è presunzione, presuntuoso è chi vuole insegnarmi le cose. A seconda dei momenti, se ci sono le condizioni si può giocare con due punte e io l'ho fatto.Ma solo incerte condizioni, che tengo per me, per il resto gioco con tre attaccanti di base. E poi, stasera (ieri, ndr) ci siamo anche messi a quattro punte. Non sono integralista, facciamo tanti cambiamenti nei vari momenti. Suazo adatto a Gasperini? Ma cosa vuol dire?Lui da centravanti nel tridente ha fatto una caterva di gol, dipende dal supporto che la punta centrale riceve. Invece, per essere fissi a due punte serve un altro allenatore». Per lunghi tratti, ieri, inedito confronto tra squadre schierate quasi con il 424. D'assalto quello del Genoa, di copertura e ripartenza quello del Bari.Gasperini: «Squadra difficile da affrontare, non sono più una sorpresa e dopo lo svantaggio era dura. Ha giocato meno bene del solito? Merito del Genoa, abbiamo pressato molto alto. Con la difesa a quattro abbiamo avuto più slancio ma anche rischiato, resta il rammarico per non aver preso tre punti, però la squadra è tosta e ci crede, viaggia. Per come la vedo io, non siamo in difficoltà, siamo in emergenza. Fra un po' di giorni recupereremo vari giocatori e la rosa sarà capace di ovviare meglio alle assenze». Infine, Ventura: «Il Genoa ha giocato col cuore in mano, facendo molto pressing,ma siamo stati bravi. Per noi è un buon punto. Le perdite di tempo?Situazione curiosa, il pubblico fischiava e voleva che rilanciassimo, ma se la vuoi devi venire a prenderla».
IL SECOLO XIX - PREZIOSI NON CI STA "UN GOL DA ANNULLARE". di Claudio Mangini. Genova. «È andata così», dice Enrico Preziosi, dopo l'abbraccio con don Vincenzo Matarrese. Abbraccio stretto, da parte del presidente del Bari che si è avvicinato al collega genoano. Un abbraccio e qualche parola nell'orecchio per mettere la parola fine al giochino delle frecciate sulla partita della neve. È andata così, ma è un così che a Preziosi piace poco. Arrabbiato? «Diciamo dispiaciuto. Perché il loro gol è venuto su un chiaro fallo di mano e io, di questo, sono dispiaciuto. Il nostro portiere non ha fatto una parata. Il Bari è bravo a difendersi, difendono anche in dieci. Noi, per quel gol, abbiamo dovuto risalire la corrente, recuperare. Ma quello era un gol inesistente, gol così vanno annullati. Gillet, invece, è stato determinante, questo qualcosa significa». Si definisce «soddisfatto del gioco, di quello che abbiamo espresso». E le polemiche di Matarrese? «Le polemiche le lascio fare a lui. Noi abbiamo pensato a giocare - afferma il presidente -, abbiamo provato a vincere, abbiamo giocato forse meglio di loro. Ma alla fine è arrivato un pareggio e ci accontentiamo, perché tutti sanno in che condizioni siamo arrivati a questa partita». Preziosi entra nel merito: «Dainelli è andato in campo zoppicante, eravamo senza esterni, e senza esterni, si sa, il nostro gioco muore. Mesto ha fatto una grande partita. Ma oggi, del gioco, sono soddisfatto; anche se avremmo meritato di raccogliere qualcosa di più sul piano del risultato». A Roma no, a Roma il Genoa non gli era piaciuto. E ai giocatori lo aveva detto, con una strigliata, lunedì a Pegli. «Perché le partite vanno giocate e combattute, sempre. Del risultato non mi preoccupo. Io, nella mia tabellina, avevo scritto zero punti alla vigilia. Ma è stato il come a non piacermi. Stasera no, è arrivato un punto ma dopo una partita giocata e con difficoltà oggettive per mettere insieme la formazione. Ora pensiamo all'Atalanta. Giocheremo per prendere il massimo». A proposito, nell'Atalanta gioca Robert Acquafresca. Che, nel recupero contro il Bologna, è stato in campo per una manciata di minuti. «Speriamo che non lo portino nemmeno in panchina, non lo facciano giocare. Così ce lo riprendiamo noi». Nel Bari ha brillato, per l'ennesima volta, il mezzo genoano Bonucci. Un obiettivo per fine stagione? «Bonucci piace tutti, è un giocatore molto interessante». Una pagella per Suazo: «Bene nel secondo tempo, ha anche dato palloni importanti. Nel primo tempo, così così». Una pagella anche per l'arbitro: «Io non entro nel merito, ma faccio un discorso generale. Ieri sera ho visto Manchester City-Manchester United, ma l'arbitro non so nemmeno se fosse in campo. Avrà fischiato un fallo. Ecco, la differenza è questa. E il problema è il solito: da noi gli arbitri sono protagonisti, dalle altri parti neanche ti accorgi che ci sono». Poi, parentesi chiusa, dalla tribuna all'antistadio, Preziosi torna a parlare di mercato. Per dire che «è chiuso così. Non compriamo perché non vogliamo che nostri giocatori importanti finiscano in tribuna. Stiamo per recuperare Kharja, Palladino, Palacio e Jankovic. Va bene così». Fatta salva, evidentemente, la possibilità di far rientrare alla base Acquafresca. Modesto s'è accasato a Bologna, la conferma definitiva è arrivata ieri direttamente dalla società felsinea: lo presentano oggi. Mudingayi resta un'ipotesi remota, anche se non del tutto da cancellare dai taccuini. E Crespo? Hernan si mette nelle mani della società: «Io sono qui per restare, a Genova mi trovo bene. Ma decidono i dirigenti. Se non mi vogliono, se hanno altri piani, vedremo. Io sono a disposizione». La palla torna al patron. «Mi piace che Crespo dica che vuol restare. Io non mando via nessuno. Sono contento delle sue parole e mi aspetto che faccia la sua parte e dia il suo contributo da qui a fine stagione». E dal mercato, allora, si può tornare a parlare della partita. E il cerchio si chiude, perché parlare di partita significa anche parlare di quel gol che per Preziosi andava annullato. E per Hernan? «Mi viene in mente un episodio di qualche giorno fa, in Bari-Inter. Tocco di mano di Samuel e rigore per il Bari, era la stessa situazione, ma la valutazione è stata differente?». Una partita che, per Crespo, il Genoa avrebbe meritato di vincere. «Parlo del periodo in cui sono stato in campo: abbiamo giocato, premuto, fatto la partita. Ma abbiamo raccolto solo un punto». Lo dicono tutti, in casa Bari, che il pareggio va bene così. Lo dice anche il presidente Matarrese. «Abbiamo ritrovato il feeling in trasferta. L'ultima volta era successo proprio qui, contro la Sampdoria. Il mister ci teneva a vincere, anch'io ci tenevo a vincere. Ma il pareggio va bene, anche perché teniamo il Genoa a un punto».
LA REPUBBLICA
- Pugliesi avanti con un gol "di mano" del brasiliano, nella ripresa il pari
dell'ex bresciano.
Barreto chiama Milanetto risponde. Genoa e Bari pareggiano 1-1 nel recupero
della 17/a giornata. Ventura: "Punto guadagnato dopo le fatiche con l'Inter".
Gasperini: "Buona reazione dopo una rete viziata". di Antonio Farinola. GENOVA -
Pari e patta tra le polemiche. Finisce 1-1 il recupero della 17/a giornata di
serie A tra Genoa e Bari, ma il Grifone può recriminare per un fallo di mano di
Barreto in occasione del gol biancorosso messo a segno proprio dal brasiliano.
Grintosa la reazione dei liguri che ha portato al pareggio di Milanetto e a
sfiorare a più riprese il vantaggio. BARI SENZA FORZE - Fosse stato un incontro
di boxe il Bari di Ventura avrebbe perso ai punti senza il benché minimo dubbio.
I pugliesi, forse troppo stanchi dopo le fatiche del San Nicola contro la
capolista o, semplicemente, meno in palla rispetto al solito, hanno subito gli
avversari nella seconda parte del primo tempo e per tutta la ripresa. Poco male,
perché questa squadra torna a conquistare punti in trasferta e lo fa là dove lo
aveva fatto l'ultima volta, al Ferraris contro la Sampdoria. Un 1-1 che lascia
l'amaro in bocca guardando la classifica (con una vittoria il Bari avrebbe
raggiunto il Palermo al sesto posto), ma che tutto sommato può andar bene alla
squadra di Ventura vera rivelazione di questa prima metà di campionato e che,
non dimentichiamolo, ha come obiettivo primario la salvezza. VERSO IL VERO GENOA
- Il rammarico resta, invece, per il Genoa di Gasperini. I rossoblù hanno
ritrovato la voglia di lottare e di riprendere in mano il pallino del gioco
nonostante lo svantaggio, ma continuano a faticare sotto porta. Quattro punti
negli ultimi quattro incontri, con 4 gol fatti contro i 9 subiti, vanno davvero
stretti a una squadra abituata negli ultimi anni a ben altre statistiche. Nota
positiva della serata, da non sottovalutare, la difesa. Nonostante la rete
incassata i tre del reparto arretrato si sono dimostrati compatti e concentrati
rendendo praticamente nullo Meggiorini e rallentando in più occasioni le
sgroppate di Alvarez, Kamata e Barreto. Con l'Atalanta, domenica, la prova del
nove. PUNTO GUADAGNATO - Il tecnico del Bari, Giampiero Ventura, si dice sereno
dopo il pareggio col Genoa. Un punto guadagnato o tre persi? Per lui è
"sicuramente un punto guadagnato. Il nostro obiettivo è la salvezza e giocare
pareggiare sul campo di una squadra come il Genoa non può che darci morale. Nel
primo tempo nonostante l'aggressività del Genoa abbiamo mostrato grande
personalità - dice ai microfoni di Sky Sport -. Nella ripresa non abbiamo
interpretato bene i primi venti minuti, poi non abbiamo rischiato nulla. E' un
punto che va bene, altre volte meritavamo di più e abbiamo preso meno. Questa
volta il Genoa ha assolutamente meritato di non perdere non potevamo pretendere
di più. Era difficile per noi venire qui dopo la partita con l'Inter, sia perché
abbiamo sprecato molte energie psico-fisice, sia perché ci son stati tre giorni
di elogi e c'era la possibilità che qualcuno fosse mentalmente scarico. Quel che
è certo è che eravamo un po' stanchi. Giocare ogni tre giorni è difficilissimo e
infatti il rammarico, quando è stata rinviata questa partita, era perché avremmo
dovuto giocare tre volte in una settimana. Questo ci penalizza, non abbiamo
tutti questi ricambi e non c'è neanche l'abitudine. Anche per questo il pari mi
fa felice. Il terreno ha sfavorito il gioco del Genoa? Ha sfavorito anche noi
che di solito usciamo con il fraseggio". BUONA REAZIONE - Soddisfatto del gioco,
meno del risultato Gian Piero Gasperini. "E' un buon passo - ammette a Sky Sport
-. Non abbiamo raggiunto il risultato che probabilmente meritavamo. Ci è mancato
solo quello, perché la prestazione è stata buona come altre volte in casa.
Abbiamo dominato a lungo la partita, cercando di vincerla. Certo che partire
subito 1-0 sotto su un gol un po' viziato non è facile - ribadisce contrariato
-. L'arbitro ha visto il mani e lo ha interpretato in modo involontario, c'è una
casistica varia. L'arbitro l'ha interpretata così e il gol ci poteva mettere in
difficoltà. La palla va verso la tribuna e con la mano Barreto la butta in
porta. Si può discutere finché si vuole, è una libera interpretazione. C'è stata
buona reazione, anche tecnica. Abbiamo pressato altissimo il Bari per tutta la
partita, una squadra che allungava i tempi d'inizio del gioco, che faceva
passare il tempo più che giocare. Abbiamo alzato il pressing e non ricordo
azioni particolari dei pugliesi. Fossimo andati in vantaggio noi si sarebbe
potuto vedere un'altra partita, ma per una bella partita bisogna giocare in
due". GENOA-BARI 1-1 (0-1) GENOA (3-4-3): Amelia; Papastathopoulos (dal 47' p.
t. Crespo), Dainelli (dal 17' s. t. Biava), Bocchetti; Rossi, Milanetto, Juric,
Criscito; Mesto, Suazo, Sculli (dal 29' s. t. Moretti). (Scarpi, Zapater,
Ragusa, Tomovic). ALLENATORE Gasperini. BARI (4-4-2): Gillet; Belmonte, A.
Masiello, Bonucci, Parisi (dal 13' p. t. S. Masiello); Alvarez (dal 16' s. t.
Kamata), Almiron, Gazzi, Koman; Meggiorini (dal 26' s. t. Castillo), Barreto.
(Padelli, Diamoutene, Donati, Allegretti). ALLENATORE: Ventura. ARBITRO: Saccani
di Mantova. MARCATORI: Barreto (B) al 4' p. t., Milanetto (G) all'8' s. t. NOTE
- Ammoniti Gazzi (B) per comportamento non regolamentare, Sculli (G) e Belmonte
(B) per proteste, Bonucci (B), Dainelli (G), Rossi (G), Barreto (B, Bocchetti
(G), S. Masiello (B) per gioco scorretto. Angoli 9-0. Recuperi: p. t. 3'; s. t.
3'.
IL GIORNALE - Il Genoa è vivo ma deve accontentarsi del pari. di Diego Pistacchi. Il campionato recupera la partita persa sotto il gelo delle gradinate di Marassi. Il Genoa recupera soprattutto la fiducia. E non era facile per come si era messa. Quattro minuti e il Bari è in vantaggio con un gol di Barreto che ribatte in rete una palla sporca rinviata dopo una punizione. Tutto lo stadio vede il fallo di mano, lo stesso attaccante guarda preoccupato Saccani che però giudica involontario il «muro»: 0-1 e il Ferraris riparte dai cori contro l'arbitro con cui aveva chiuso il mercoledì di Coppa Italia. La squadra reagisce, anche se lo stadio si illumina solo al 17’ quando finalmente si accendono tutti i riflettori, scongiurando nuove ipotesi di complotto da parte dell’assessore Anzalone. Il pubblico vede così confortanti segnali di ripresa e qualche buona azione. Sembra che il Bari corra più del Genoa, in realtà sono gli uomini di Gasperini a fare più chilometri e anche a buona velocità. Ma i galletti fanno correre, e molto bene, il pallone. Risultato: fanno sempre paura e tengono in pugno il match. Ventura schiera una squadra vecchia maniera, capace di concedere poco o nulla, di ricorrere spesso al fallo tattico e a quel calcio spettacolo che un tempo si chiamava melina. Si chiude meravigliosamente e riparte con un palleggio notevole, non ruba nulla e strappa applausi. Nel recupero di primo tempo poi si fa male anche Sokratis e Gasperini mette Crespo accanto a un Suazo troppo solo. La mossa funziona subito al rientro in campo. Suazo se ne va e viene steso al limite: fallo da rosso, ma anche Saccani grazia Bonucci. Sulla punizione la fortuna aiuta finalmente il Genoa e una deviazione su tiro di Milanetto mette fuori causa Gillet: 1-1. I rossoblù ritrovano tutto: gol, gioco, grinta. E una Nord travolgente. Solo un miracoloso Gillet evita il raddoppio per tre volte in dieci secondi. E quando non ce la fa lui ci pensa il palo a «risarcire» subito il Bari quando Juric inventa una punizione magica. Quando è ormai padrone del campo il Genoa però finisce la benzina. E alla fine è capace a non rischiare la beffa. PAGELLE. sv AMELIA Di mano la toccano gli altri. Lui mai. 6.5 SOKRATIS Sokratis appare tra i più in forma, ma sul finale di primo tempo è costretto a uscire (46' pt Crespo 6 ha il merito di creare spazi in attacco). 5.5 DAINELLI Non è ancora il leader della difesa. Attenuanti generiche e specifiche riconosciute. (17' st Biava 6.5 entra e dalle sue parti il Bari non passa) 6 BOCCHETTI Parte male sotto gli occhi di Lippi. Cresce insieme alla squadra. 6 ROSSI Sente i chilometri già fatti e prova a non darlo a vedere. 6 MILANETTO Meno brillante del solito, ma sempre presente su ogni palla. 5.5 JURIC La forma migliore non è questa. Si arrangia comunque. 6.5 CRISCITO Controlla la sua fascia senza mai andare in affanno. 6 SCULLI Stringe i denti e in campo la sua voglia matta sconfina anche nel nervosismo (29' st Moretti 6 Cambio forzato, torna in campo per tenere le posizioni). 6.5 SUAZO Nell'azione del pareggio c'è tutto Suazo. Incontenibile, ingenuo, impreciso e sprecone. Comunque decisivo. 7 MESTO Il migliore fin dal primo tempo. Devastante nel secondo. Finché ha benzina. 6.5 All. GASPERINI Non era facile dopo la mazzata in avvio. Rimodella la squadra e ci azzecca. 5 Arbitro SACCANI. Nove cartellini per una partita corretta sono un’assurdità. Tanto più se alla fine sono quasi divisi in parti uguali e non esce dal taschino l’unico rosso sacrosanto.
IL GIORNALE - Gasp: «Penalizzati da un gol dubbio». «Un buon passo avanti». Poche parole dette un po’ a malincuore per la mancata vittoria, ma che trasmettono soddisfazione per la prestazione del Genoa che, soprattutto nel secondo tempo, ha saputo dimostrare di essere ancora la squadra aggressiva vista fino alla sosta natalizia. Così Giampiero Gasperini alla fine dei novanta minuti del recupero della 17esima giornata. La partita pareggiata contro il Bari è roba dolceamara: «Meritavamo più di un pareggio, ma la prestazione della squadra è stata buona - spiega il tecnico -. Alla fine è mancato il risultato». A chi gli chiede se sia l’insicurezza il punto debole che non ha permesso al Genoa di esprimersi ad alti livelli, Gasperini ha dato una risposta chiara: «In casa abbiamo sempre giocato con spigliatezza e determinazione. La sicurezza, semmai, ci è mancata qualche volta in trasferta». Il gol su tocco di mano di Barreto è stata una doccia gelata per i rossoblù, un ostacolo decisivo verso la vittoria: «È stata una partenza ad handicap per una rete viziata. Se era involontario non lo so, ma non è questo il punto: c’è una casistica discrezionale tra gli arbitri e ogni episodio viene interpretato. In questo caso la lettura del direttore di gara ci ha danneggiato». La pensa allo stesso modo il presidente Enrico Preziosi: «Il loro gol era viziato nettamente da un fallo di mano; per fortuna che siamo riusciti a recuperare. Abbiamo giocato meglio, Gillet ha fatto la differenza». Poi il Gasp se l’è presa con i giornalisti che chiedevano conto di alcune scelte tecniche: «Mi sembra presuntuoso non il mio atteggiamento ma quello di chi mi viene a dire cosa devo o non devo fare - attacca il tecnico - . Sono io l’allenatore e gioco in un certo modo. Penso sia difficile convincermi su come devo giocare». Per Giampiero Ventura il «derby» finisce con un punto che serve alla classifica e all’umore della squadra rivelazione: «Non potevamo pretendere di più. Nel primo tempo abbiamo giocato tenendo testa al Genoa, dominandone l’aggressività - spiega il mister genovese -. Nella ripresa siamo calati lasciando campo e abbiamo sofferto». I pugliesi si sono presentati con la stessa squadra che sabato scorso ha fermato l’Inter : «Per noi giocare ogni tre giorni è controproducente: non siamo attrezzati e abituati». Sia Ventura sia Gasperini la pensano allo stesso modo sul prato di Marassi: «Un campo su cui è difficile giocare a calcio». Crespo ha fatto chiarezza sulla sua posizione in questi giorni di mercato: «Sono a disposizione della società. Se tecnico e dirigenti mi vogliono resto qui, altrimenti vado via».
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