STAGIONE 2009/10                                                                                                                                                                            HOME >>

 

GENOA - BOLOGNA                              3 - 4   (3 - 2)

Reti: 8' Suazo, 11' Buscè, 18' Sculli, 28' Adailton, 38' Suazo, 57 Adailton, 79 Adailton (rig).

GENOA:  Amelia; Papastathopoulos, Dainelli (80' Jankovic), Moretti; Mesto, Rossi, Zapater (76' Bocchetti), Criscito (70' Milanetto); Palacio, Suazo, Sculli. (Scarpi, Tomovic, Fatic, Lazarevic). Allenatore: Gasperini 

BOLOGNA: Viviano; Zenoni, Portanova, Moras, Lanna; Buscè, Guana, Mudingayi, Mingazzini (76' Casarini); Adailton (84' Gimenez); Zalayeta (80' Succi). (Colombo, Britos, Lavecchia, Savio). Allenatore: Colomba

Arbitro: Damato di Barletta. Angoli 8-2 per il Genoa. Ammoniti: Zapater e Lanna. Spettatori: 25.395

 

     

 

     

 

     

 

GAZZETTA dello SPORT - Adailton esagera Genoa sommerso. La squadra di Gasperini va tre volte in vantaggio, ma l' ex con una tripletta firma la rimonta del Bologna. di Filippo Grimaldi. Genova. Il simpatico siparietto finale (a sorpresa) di una gara pazza e bellissima si è consumato nel parcheggio del Ferraris ben dopo la fine della partita: «Ada, ma cosa m' hai combinato?», ha chiesto (sorridente) Enrico Preziosi incrociando l' ex attaccante genoano, felice per la prima tripletta in serie A ed il suo nuovo record di reti in una stagione: «Presidente, mi dispiace», ha risposto Adailton, prima di abbracciare il numero uno del Grifone. LA CHIAVE Lì si sono cancellate le tensioni di una partita incredibile, giunta al culmine con la concessione del rigore decisivo (e contestato) a favore del Bologna per un fallo di Papastathopoulos sull' onnipresente Adailton, commesso proprio sulla linea dell' area di rigore. Il brasiliano ha fatto centro per il definitivo quattro a tre, ed a quel punto il Genoa non ce l' ha più fatta a raddrizzare una partita gestita a lungo, ma alla fine buttata incredibilmente via. A conti fatti, le due squadre sono andate al tiro in media una volta ogni meno di tre minuti, e se nel totale mettiamo pure i tre legni (due traverse e un palo) colpiti dal Grifone, si comprende come le emozioni siano state praticamente senza fine. DIFESE IN TILT. Ma questo non è certo un dato del quale Gasperini (costretto a fare i conti con una sconfitta che allontana Sculli e compagni dalla zona-Europa) e Colomba possono, o intendono andare fieri. Il Genoa, soprattutto, è arrivato ora a quota 43 gol subìti. Solo il Siena ha fatto peggio, ed il numero è preoccupante, nonostante l' attacco viaggi al livello delle grandi. Ieri si è visto di tutto: errori, disattenzioni, qualche leggerezza di troppo, come l' errore di Dainelli che ha spianato la strada al due a due di Adailton. E' stato lui, insieme a Zalayeta, ad aprire la strada alla tripla rimonta degli emiliani, tornati a casa con il cuore fra le rose e tre punti pesantissimi sulla via della salvezza. CARAMBOLE. Il Genoa ha commesso principalmente due errori. Il primo: si è illuso di avere subito la partita in mano dopo il primo gol di Suazo, salvo poi farsi riacciuffare subito da Buscè, complice una deviazione involontaria di Criscito che ha costretto Amelia a una difficile respinta. Il secondo: il pericolo-giallo che grava su metà squadra ha forse inconsciamente spinto qualcuno (come Milanetto, nell' azione del rigore finale) ad evitare interventi a rischio. Il Bologna, invece, non ha mai pensato a difendersi, o ad amministrare il pari, forte di un buon pressing e della velocità dell' attacco, nonostante una difesa in continuo affanno. Com' è successo per il secondo vantaggio di Sculli (doppio errore di Lanna e Zenoni), al quale però ha risposto l' erroraccio di Dainelli sul due a due. Il Genoa ci ha riprovato con l' honduregno (3-2), ma in agguato c' era di nuovo lui, l' infinito Adailton. Tre pari, e poi il rigore decisivo. Chapeau. MOVIOLA. Al 33' Damato vede bene il punto del piede di Papastathopoulos su quello di Adailton: sulla linea d'area, quindi rigore del 3-4. CHE SHOW. Il brasiliano scatenato: firma un bel tris. 32' primo tempo. Il brasiliano Adailton, ex del Genoa, si scatena e realizza una tripletta. Comincia al 28' del primo tempo: s' invola sulla sinistra e batte Amelia con un bel pallonetto, è la rete del 2-2. Il Genoa torna in vantaggio, ma lui servito da Zenoni, non sbaglia il diagonale e agguanta il momentaneo 3-3. Poi chiuderà i conti su rigore. GENOA - BOLOGNA 3-4. PRIMO TEMPO 3-2. GENOA (3-4-3) Amelia; Papastathopoulos, Dainelli (Jankovic 35' s.t.), Moretti; Mesto, Rossi, Zapater (Bocchetti 30' s.t.), Criscito (Milanetto 26' s.t.); Palacio, Suazo, Sculli. ALL. Gasperini. PANCHINA Scarpi, Fatic, Lazarevic,Tomovic.  BOLOGNA (4-4-1-1) Viviano; Zenoni, Portanova, Moras, Lanna; Buscè, Mudingayi, Guana, Mingazzini (Casarini dal 31' s.t.); Adailton (Gimenez 39' s.t.); Zalayeta (Succi 34' s.t.). ALL. Colomba. PANCHINA Colombo, Britos, Lavecchia, Savio. MARCATORI Suazo (G) all' 8 e al 37', Buscè (B) all' 11' , Sculli (G) al 18' , Adailton (B) al 32' p.t.; Adailton (B) all' 11 e al 34' s.t. su rigore ARBITRO Damato di Barletta. ESPULSI nessuno. AMMONITI Zapater (G) e Lanna (B) per gioco scorretto. NOTE Spettatori paganti 1.106 per un incasso di 31.152; abbonati 24.289 per una quota di euro 324.353. Tiri in porta 11 (con due traverse e un palo) - 8. Tiri fuori 11 - 3. In fuorigioco 1 - 0. Angoli 8 - 2. Recuperi: 3' p.t.; 3' s.t.

 

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Alessio Da Ronch. GENOA 6 AMELIA 6,5 Incassa quattro gol, ma non ha colpe, anzi su due aveva pure compiuto delle prodezze. PAPASTATHOPOULOS 6 Macchia una bella prestazione con un rigore davvero ingenuo. DAINELLI 5 L' errore del 2 a 2 è davvero imperdonabile per un difensore del suo valore. Per la prima volta da quando è rossoblù appare in difficoltà (Jankovic s.v.) MORETTI 6 Non cerca mai di strafare e forse per questo non sbaglia mai. MESTO 5 Mingazzini lo soffoca. La colpa grane però è non chiudere su Adailton nell' azione del 3 a 3. ROSSI 7 Una forza della natura, difende, imposta, crea occasioni. Finisce stremato. ZAPATER 6,5 Contrasti furenti, tocchi sapienti. BOCCHETTI 6 Sicuro in un momento difficile. CRISCITO 5,5 Sbadato sull' 1 a 1, non riesce a diventare padrone della fascia come di solito. MILANETTO 5 Non entra in partita e non intuisce il pericolo quando nasce l' azione del 4 a 3. PALACIO 6,5 Travolge Lanna, mette in crisi tutto il Bologna, ma fallisce due gol per lui piuttosto semplici. SUAZO Spazza via Moras, ma non il Bologna. SCULLI 6,5 Pericolosissimo, non precisissimo. GASPERINI 5 Per una volta le sue mosse a partita in corso non funzionano. BOLOGNA 6 VIVIANO 7,5 Strepitoso su Palacio, bravo sempre. ZENONI 5 Non capisce mai dove va Sculli. PORTANOVA 6 Soffre Suazo, ma non cede. Sfrutta bene il fisico soprattutto nelle mischie. MORAS 5,5 Perde Dainelli sull' 1 a 0, Suazo sul 3 a 2. Nei mischioni finali si rifà parzialmente. LANNA 5 Sembra trasparente. Palacio pare attraversarlo come farebbe un fantasma con un muro. BUSCE' 6,5 Mette in affanno Criscito, e non è poco, in più trova il modo di fare un gol. MUDINGAYI 6 Poche idee, tanti muscoli. GUANA 5,5 Bravo e lucido solo nei minuti finali. A lungo però appare impreciso. MINGAZZINI 6,5 Stoppa Mesto e mette qualche bella pezza su Palacio correndo in soccorso di Lanna. CASARINI 6 Freddo nel finale caldo. ADAILTON Così grande non s' era visto mai. Gioca da fuoriclasse ogni pallone che tocca, non solo i tre che manda nella rete alle spalle di Amelia. (Gimenez s.v.) ZALAYETA 6 Passo lento, cervello fino. Si rende utile facendo respirare la squadra (Succi s.v.) COLOMBA 7 Testardo, più il suo Bologna fa acqua e più insiste a difesa delle sue idee. La vittoria è soprattutto sua. TERNA ARBITRALE: DAMATO 6 Sul rigore dimostra abilità e carattere. Un po' distratto e poco severo invece in varie altre occasioni. Marzaloni 6-Galloni 6

 

TUTTOSPORT - Tripletta del brasiliano nel folle 4-3 del Bologna sul Genoa. Vendetta Adailton  «Mi dispiace per i miei ex tifosi». Preziosi: «Disgraziato!». Rabbia Gasperini: «Abbiamo perso una grande occasione». Colomba esulta: «Il nostro trionfo è figlio di grande carattere». di Luca Borioni. GENOVA. Cronaca dalla zona mista. Adailton, in fuga verso l’uscita, viene bloccato dal presidente Preziosi. E’ un intervento da cartellino giallo: « Digraziato! », urla in un raptus il patron del Genoa. Il brasiliano sorride e fila via in contropiede, come sempre. Un incubo per i genoani. Preziosi lo aveva ceduto al Bologna nell’estate del 2008 e, ieri, l’ormai 33enne attaccante ha celebrato il suo trionfo proprio qui, a Marassi, in una nuvola di ven­to e pioggia. Ha siglato la sua prima tripletta italiana e arrivando a quota 8 gol in campionato, ha battuto il record di 7 reti che aveva stabilito quando giocava nel Verona, tanto tanto tempo fa. Imprevedibile protagonista di una domenica vicina alla primavera e al tempo stesso ancorata all’inverno. Più propizia alla salvezza del Bologna che alle aspirazioni europee del Genoa. Da una parte e dall’altra, con ribaltamenti incredibili per tutti i novanta minuti. VELENI L’epilogo è amaro per il Genoa e la battuta finale di Preziosi (che, dotato di monitor personale in tribuna, affermava con sicurezza: «Non era rigore!») na­sconde le tensioni ma non le cancella. Con tanto di razzo che, al fischio finale, piomba dalla gradinata direttamente in campo, a un metro dalla panchina del Bologna. Forse l’obiettivo era fissato dalle parti della terna arbitrale, in quel momento schierata a centrocampo e duramente contestata soprattutto da Moretti a nome dei genoani. Eppure un’analisi serena dimostra che Damato ha fatto il suo dovere, a cominciare dall’episodio decisivo, il fallo da rigore di Papastatophoulos sullo stratosferico Adailton: esattamente sulla linea dell’area genoana, linea che - da regolamento - fa parte a pieno titolo dell’area stessa. La rabbia però emerge, incontrollabile. E sono fischi per Adailton, l’ex che si fa giustizia da solo, ma rispettoso del pubblico e leale fino in fondo. « I tifosi dovrebbero capire che quando in campo c’è spettacolo, questo andrebbe apprezzato a prescindere... - spiega nel dopo gara il brasiliano -. Ma mi rendo conto che cosa provano i genoani. Per loro sarebbero stati tre punti importanti per una possibile qualificazione europea. Capisco il dispiacere, provocato da un gio­catore che qui ha trascorso una stagione fantastica. Io in campo ho avuto rispetto per questo pubblico e continuerò ad ammirarlo. A chi dedico la tripletta? Alla mia fidanzata Emilia. Non sta bene, adesso, da tanto mi chiedeva tre reti e sono felice di averla accontentata... ». IMPREVEDIBILE A un certo punto il Genoa dominava la partita. Azioni veloci e corali, da una fascia all’altra, con raddoppi di marcatura continui. E il Bologna che sembrava sul punto di collassare, con buchi a destra nella fase difensiva e dall’altra parte in quella offensiva. Sculli efficace nel solito collegamento tra centrocampo e prima linea, Suazo veloce e potente negli attacchi frontali, Zapater lucido in regia. Genoa esaltante sotto le raffiche di pioggia e vento, fino a metà ripresa, più o meno in coincidenza proprio con l’uscita di Zapater e l’ingresso di Milanetto, inizialmente parcheggiato in panchina ( avrebbe dovuto giocare con la maschera protettiva al volto, troppo difficile farlo in quella bufera per novanta minuti). Forse a quel punto il Genoa ha perso concretezza, si è lasciato sfilare la partita. «Ci siamo fatti male da soli», dice infatti Gasperini ana­lizzando il risultato. « Abbiamo perso una grande occasione». E invece Colomba brinda: «Non so se si tratta della vittoria più bella. Se guardo agli altri risultati che abbiamo ottenuto, vedo tutte prestazioni di carattere. Quella stessa peculiarità che mi con­traddistingue da sempre, anche quando ero calciatore » . Così il tecnico rivendica la paternità del successo. E non ha torto: Adailton ha giocato come un fuoriclasse («un campione da serie A», lo ha definito Colomba), ma il Bolo­gna ha tenuto in piedi la partita in ogni momento, anche quando pareva che il Genoa potesse correre via. E ora la salvezza - grazie anche agli altri risultati ­sembra alla portata. Incredibile domenica di vento, pioggia, prodezze e sorprese. LA PARTITA Dainelli, un errore fatale. CRONACA 1° TEMPO 8’ Suazo appoggia in gol, di destro, una ribattuta di Viviano su conclusione di Dainelli. 11’ Buscé sotto porta firma il pareggio dopo un rinvio sbilenco di Criscito su tiro di Adailton. 18’ Lanna svirgola e Zenoni ribatte sul piede di Sculli che segna il 2-1. 28’ Dainelli sbaglia, Adailton non perdona. 38’ Suazo sfonda centralmente e infila Viviano: nuovo vantaggio Genoa. CRONACA 2° TEMPO. 7’ Zapater coglie la traversa dalla distanza. 12’ Adailton trenta metri in fuga: ancora pareggio. 18’ Papastathopoulos prende il palo. 34’ Adailton atterrato da Papastathopoulos: il brasiliano trasforma il rigore decisivo. GENOA-BOLOGNA 3-4 MARCATORI: pt 8’ Suazo, 11’ Buscè, 18’ Sculli, 28’ Adailton, 38’ Suazo; st 12’ Adailton, 34’ Adailton rig. GENOA (3-4-3): Amelia 5.5; Papastathopoulos 5.5, Dainelli 5 (35’ st Jankovic ng), Moretti 6; Mesto 5, Rossi 6.5, Zapater 6.5 (30’ st Bocchetti ng), Criscito 6 (26’ st Milanetto 6); Palacio 6, Suazo 7, Sculli 6.5. A disp. Scarpi, Fatic, Lazarevic, Tomovic. All. Gasperini 6 BOLOGNA (4-4-1-1): Viviano 6.5; Zenoni 5.5, Portanova 6, Moras 6.5, Lanna 6; Buscè 6.5, Guana 6, Mudingayi 6, Min­gazzini 5 (30’ st Casarini ng); Adailton 8.5 (39’ st Gimenez ng); Zalayeta 7 (35’ st Succi ng). A disp. Colombo, Britos, Lavecchia, Savio. All. Colomba 7 ARBITRO: Damato di Barletta 7. NOTE: 25.395 spettatori, incasso di 355.441 euro. Ammoniti Zapater e Lanna. Angoli: 8-2 per il Genoa

 

TUTTOSPORT - SHOW A MARASSI Suazo non basta Zalayeta devastante. Sul 3-3, al 34’ st, Damato azzecca la delicata decisione: fallo da rigore di Papastathopoulos su Adailton. L’attaccante uruguaiano del Bologna ha fisico pazzesco e tecnica sopraffina. GENOVA. Se il risultato cambia con la frequenza di un gol ogni dieci minuti, ogni interpretazione è lecita. Genoa e Bologna hanno commesso errori e prodezze in egual misura, il campo scivolo­so ha aggiunto una percentuale d’imprevedibi­lità. Il mix finale ha prodotto una partita incredibile. Quando l’arbitro non sbaglia. 7 DAMATO In presa diretta l’intervento di Papastathopoulos su Adailton era sembrato fuori area, invece il replay dimostra che ha avuto ragione l’arbitro di Barletta: fallo sulla linea, ovvero rigore. L’episodio, decisivo, corona una prova impeccabile. Poche ammonizioni e interventi misurati nonostante il terreno da battaglia. Amministra la partita con lucidità e senza timori. Non tutto è da rifare, nel calderone arbitrale. Forza e qualità: solito mix. 7 ZALAYETA Ogni tanto si rivede l’attaccante di livello internazionale, quello dei giorni migliori. Succede quando abbina alla natura­le prestanza fisica le doti tattiche, quella visione globale che gli permette di prevedere le giocate e di aprire varchi, magari con un colpo di tacco smarcante. Tiene palla, tiene botta, sposta l’asse del gioco e crea pericoli. Quando fa così, puntual­mente esalta il compagno di reparto. In questo caso: uno straordinario Adailton.  La politica del gruppo. 7 COLOMBA In tensione per tutta la partita, che lui stesso definisce « funambolica » . Tal­mente preso dagli eventi che, esultando davanti alla panchina per il gol decisivo di Adailton, si procura un leggero stiramento. Ma ha ragione a essere felice: questa vittoria può rappresentare una tappa fondamentale per il Bologna. E il tecnico alla fine vede premiata la sua politica, perché più che le scelte tattiche ( in verità discutibili: a destra Zenoni soffre enormemente Sculli in fase difensiva, mentre a sinistra Mingazzini è del tutto fuori contesto) a pesare è la forza del gruppo, da lui affinata di partita in partita.

 

IL SECOLO XIX - GENOA TESTE DI LEGNO. di Mauro Casaccia. Col Bologna due traverse,un palo e anche troppi errori harakiri rossoblù Rossi e soci tre volte avanti, ma non riescono a gestire il vantaggio: "suicidio" nei 4 gol incassati. GENOVA. Piccoli suicidi tra amici rossoblù. Storia alla Arto Paasilinna, nel pomeriggio a scrosci violenti del Ferraris, clima finlandese. Amico era ed è, anche se adesso avversario, Adailton. Il quale, alla fiera del gol di ieri (5 reti nei primi 35’,una ogni 7’), ne infila tre. L’ex Genoa decide il match, tutto gli riesce. «Avresti pure potuto far smettere di piovere?». «Forse...».Arti divinatorie con il pallone per il brasiliano, assoluto protagonista del 3-4 per il Bologna di bianco vestito. Colore del lutto in Giappone, quello che s’indossa per l’harakiri, il suicidio rituale dei samurai. Letteralmente, il taglio del ventre, sede dell’anima. Ieri, compiuto dal Grifone. Tre volte in vantaggio, mille occasioni create, una traversa e un palo. Ma anche tanti errori clamorosi e, infine, sconfitta bruciante. La cerimonia comincia con bagno purificatore, la pioggia intensa infradicia il campo (che sembra tenere bene, anche se i controlli di palla sono assai difficoltosi) e il vento che soffia verso Sud rende complicato il dosaggio dei lanci. Serve prendere immediata confidenza col terreno viscido, bravo Suazo a capire subito le capriole del pallone, che invece ingannano i difensori emiliani. Così conquista un corner e, sugli sviluppi, dopo tocco di Dainelli e parata, la Pantera dà la zampata dell’10. È l’8’. Tutto in discesa? Macché. Secondo atto dell’harakiri è il banchetto offerto agli amici, in cui il samurai dimostra serenità e rilassatezza. Troppo morbido è il Genoa tre minuti dopo: sempre da angolo, la deviazione sdrucciolevole e improvvida stavolta è di Criscito, verso la propria porta, Amelia ha un guizzo prodigioso, tuttavia Buscé è libero di ribadire da un metro in rete. E l’offerta non è finita. È scambio reciproco, poco dopo. Il tallone di Franco (Colomba) è sulla sinistra emiliana, dove Lanna non riesce a tenere Palacio nell’uno contro uno (nella ripresa il tecnico del Bologna rimedierà con i raddoppi sistematici di Mingazzini). Là i rossoblù colpiscono. Minuto 18, da Sokratis profondità per lo scatto dell’argentino, che sterza e rientra, la rimonta su di lui offre una palla danzante in area; Sculli va d’impeto e tira, Zenoni in scivolata cerca di contrare, il risultato è una conclusione sporca che prende in contropiede Viviano per il nuovo vantaggio dei rossoblù. Però, 10’ e un altro regalo goloso. Impresa non facile, beccare gol da innocua rimessa laterale a proprio favore a metà campo: passaggio all’indietro per Dainelli, che manca lo stop e consente la fuga ad Adailton, abile nel proteggere con il corpo la sfera sul ritorno dell’ex viola e freddissimo nello scavalcare l’uscita di Amelia con tocco sottomancino. Quindi, nel rituale giapponese c’è la composizione di poesie e haiku. Il Grifone in fase offensiva crea moltissimo, con qualità. «In quello abbiamo fatto benissimo, creando molto, perciò è ancora maggiore il rammarico. Abbiamo commesso errori che a questo livello si pagano cari », dirà Gian Piero Gasperini con amarezza. I versi calcistici più belli cominciano con un quasi gol, al 35’: triangolo Suazo Sculli, il secondo penetra a sinistra e conclude, Viviano si oppone e la palla schizza a centro porta, Palacio in spaccata cerca di spingerla nel sacco ma l’equilibrio è precario e il tocco finisce incredibilmente sopra la traversa. Tre minuti dopo, terzo vantaggio, l’haiku capolavoro: azione di penetrazione centrale, palla a terra,in velocità. Non può che portarla avanti capitan Rossi, che va di uno due prima con Sculli e poi con Suazo. Puntatina finale per il numero 9, che s’avventa per infilare di piattone destro Viviano. Poi, la ripresa, il momento per il Genoa di prendere il tanto, sottile pugnale, e punirsi. La posizione del samurai: corpo poggiato sulle ginocchia, fondoschiena sui talloni e punte rivolte all’indietro. La posizione del Grifone: assalto come se fosse sotto 0-3, anziché avanti 3-2. Ciò che a Enrico Preziosi farà dire: «In quel momento avremmo dovuto gestire meglio la gara». Occasioni in serie infinita, compreso il legno di Zapater con destro a giro da fuori area. La rete della sicurezza non arriva e il Grifone si espone a contropiedi devastanti. Lo squarcio del samurai va da sinistra a destra e poi in alto, il jumonji. Il Bologna colpisce da dietro in avanti, da destra al centro:Criscito spinge e perde palla nell’area di Viviano, la ripartenza emiliana è sul suo lato e non c’è chiusura; da Zenoni ad Adailton, Mesto si oppone blandamente e manca il fallo tattico (grave carenza che si ripeterà sul 3-4); il brasiliano mette il sinistro all’angolino. Genoa di nuovo all’arrembaggio, Palacio costringe Viviano al miracolo con aiuto del legno. Dal corner, Sokratis colpisce il palo. Ancora, Palacio scodella morbidamente e la deviazione aerea di Sculli finisce a lato d’un niente. Si capisce che il pomeriggio nippo finlandese è stregato, per la squadra di Gasperini. Che poi completa il suicidio, al 34’ st. Attacca e becca il contropiede, con Milanetto (entrato al posto di Criscito) che sbaglia a non spendere il cartellino giallo su Mudingayi. Adailton è l’amico che interpreta il kaishakunin, l’aiutante, e con la katana finisce l’opera. Coast to coast, una volta saltato Dainelli, verticalizzazione per Zalayeta, Amelia parama l’uruguyano lascia palla lì con un tacco involontario; Ada è a rimorchio, contatto con Sokratis: fantasma di Del Piero, per i rossoblù è fuori area, per Damato è dentro e sembra vedere bene, la linea fa parte dei 16metri. Questi non sono i 25 juventini di mourinhana definizione. Dal dischetto, tripletta dell’ex. Né Sculli con destro dal limite, né Amelia in avanzata su corner salvano il Grifone. Sconfitta clamorosa e pesante. Dal quarto posto virtuale all’alt che tarpa le ali. «Occasione sprecata per fare un campionato diverso », dice Preziosi. Un bengala dalla Nord rischia di colpire un operatore in campo, finale in bruttezza per la partita dell’harakiri genoano.

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. Amelia 6 BERSAGLIATO. Si allunga sulla deviazione di Dainelli ma nulla può sul tocco da due passi di Buscè che pareggia i conti. Incolpevole anche su Adailton che al 28' ruba palla a Dainelli e si presenta tutto solo per il gol del 2-2. Miracoloso sul contropiede di Zalayeta ma poi c'è il rigore di Adailton. Papastathopoulos 5.5 SFORTUNATO. Strappa applausi a scena aperta con le sue sgroppate: ferma alla grande Zalayeta e poi riparte alimentando gli assalti del Grifone. Prende anche un palo sugli sviluppi di un corner ma poi commette su Adailton il fallo da rigore che decide la partita. Il contatto è proprio sulla riga dell'area. Dainelli 5 PASTICCIONE. ll primo gol di Suazo nasce da un suo colpo di testa respinto corto da Viviano. Grave l'errore commesso al 28': controllo sbagliato, complice il pallone reso viscido dalla pioggia, fuga di Adailton e pareggio. Nella ripresa la difesa cade ancora, la responsabilità è anche sua. Moretti 5.5 TRABALLANTE. Parte bene, con un paio di anticipi da grande difensore ma poi finisce per affondare con il resto della retroguardia. Nella ripresa va vicino al gol di testa su cross di Dainelli. Negli ultimi minuti, con l'uscita di Criscito, passa a fare l'esterno sinistro ma i risultati non sono granché. Mesto 5 ASSENTE. Attacca dal lato di Lanna, insieme a Palacio dovrebbe metterlo alle corde ma i risultati si vedono solo nella prima parte della gara. Ha qualche buono spunto ma cala pesantemente alla distanza: il Genoa attacca in maniera generosa ma confusa, non riesce più a proporsi in modo efficace. Rossi 6.5 GENEROSO. Milanetto resta in panchina, Gasperini si affida ancora agli inserimenti centrali del suo capitano, l'arma vincente delle ultime gare. Si rivela prezioso anche stavolta: lancia in maniera splendida Suazo per il gol del 3-2, prova anche a segnare ma il suo bolide viene respinto. Si batte con coraggio Zapater 6 TIMIDO Rischia in più di un'occasione perché ritarda un po' troppo il passaggio ma al 7' è bravissimo dal limite dell'area: tiro a girare che supera Viviano ma si stampa incredibilmente sulla traversa. Ha un buon piede, dovrebbe provarci con maggiore convinzione. Criscito 5 DELUDENTE. Maldestro nella deviazione di ginocchio che costringe Amelia alla parata da cui nasce la rete di Buscè. Sulla fascia va a corrente alternata: non sta attraversando un grande momento di forma, la convocazione in Nazionale arrivata in serata deve essere uno stimolo per la rinascita. Palacio 6 INTERMITTENTE. Avvia l'azione del 2-1 con una fuga sulla destra ma al 34' fallisce in scivolata la deviazione a porta sguarnita dopo la respinta corta di Viviano su tiro di Sculli dalla sinistra. Il portiere del Bologna gli nega poi la gioia del gol, nella ripresa, con un miracolo su girata da due passi. Sculli 6.5 SPRECONE Inizia mettendo alle corde Zenoni, poi è decisivo al 18' con il tiro che riporta avanti il Grifo. Suazo lo lancia al 34' e il suo sinistro mette in crisi Viviani. Vicino al gol al 17' st con un colpo di testa fuori di un soffio su assist di Palacio: occasione sprecata. Ci riprova al 40' ma la botta dal limite finisce sul fondo a fil di palo Milanetto 5 (dal 26' st al posto di Criscito) Mascherato per la frattura allo zigomo, ha un Impatto deludente sulla partita. Bocchetti sv(dal 29' st al posto di Zapater) Dentro nel quarto d'ora più difficile Jankovic sv(dal 37' st al posto di Dainelli) Combina poco, a parte una girata respinta. Il migliore: Suazo 7 TRAVOLGENTE. I suoi primi gol al Ferraris arrivano nella domenica più sfortunata per il Genoa. Prontissimo alla deviazione vincente, dopo soli otto minuti, sulla corta respinta di Viviano. Si muove bene, anche se il campo zuppo per la pioggia non favorisce la sua corsa e i suoi spunti: il lavoro di recupero fatto nelle scorse settimane con lo staff dei preparatori rossoblù sta facendo vedere i suoi effetti. Bellissimo il gol del 3-2: nasce da una combinazione che vede come protagonisti Sculli e Rossi, il capitano serve l'honduriano che fa secco Viviano. Gli avversari. Bologna: Viviano 6, Zenoni 5.5, Portanova 5.5, Moras 5.5, Lanna 5, Buscè 6.5, Guana 6.5, Mudingayi 6.5, Mingazzini 6 (30' st Casarini sv), Adailton 8 (39' st Gimenez sv), Zalayeta 6.5 (35' st Succi sv). L'arbitro Arbitro: Damato di Barletta 6 Qualche decisione riguardo alla gestione dei cartellini, soprattutto nel primo tempo, non convince ma è bravo a vedere il fallo da rigore di Sokratis su Adailton: il contatto avviene proprio sulla linea dell'area genoana.

 

IL SECOLO XIX - «Grande occasione sprecata, i tre punti persi peseranno...». di Marcello Zinola. Il presidente. Preziosi: «Sfortuna ma anche troppi errori, loro sono stati più "cattivi"» GENOVA. A caldo (si fa per dire, visto il clima) Enrico Preziosi è convinto «che il rigore non ci sia».Lo dice nelle prime battute in Tribuna Stampa. Poi il Preziosi "2" della zona mista è quello che ha rivisto le immagini e dice: «Il fallo era sulla linea, se l'arbitro avesse dato una punizione nessuno si sarebbe scandalizzato». Anche lui parafrasa il vecchio Boskov e ricorda che «è rigore quando arbitro fischia e l'arbitro ha fischiato». Il regolamento dice che la "linea" fa parte dell'area di rigore. E Preziosi - sorride, chiede e si autodomanda: «Sto invecchiando?» - non alza i toni. La strategia societaria è chiara. Se si "tocca il tempo" lo si fa in sedi non pubbliche. E l'analisi corre via sulla partita con un Preziosi che evidenzia due volte il concetto, in apertura e chiusura di chiacchierata con i vari media, quasi a volerlo fissare a futura memoria: «Non si può dire che sia stata una domenica fortunata, ma abbiamo sprecato una grandissima occasione e questi tre punti peseranno sul prosieguo del campionato». Il timore (non solo di Preziosi) nemmeno tanto nascosto è che questa battuta d'arresto, frutto anche un po' della supponenza e leziosità messa in campo dal Genoa, sia un po' come quella dello scorso campionato (3-3) con la Fiorentina che pesò in modo decisivo sulla destinazione europea. Preziosi difende le cose buone: «I legni colpiti, l'ottima azione del terzo gol, la doppietta di Suazo che ha disputato un grande primo tempo, poi, toccato duro, è un po' calato nella ripresa». Ma non si nasconde dietro a scuse. Il rigore: «Se ne può discutere all'infinito, era sulla riga e a me non sembrava nemmeno un fallo da rigore, ma abbiamo sprecato troppo». Il maltempo: «Certo, ma c'era anche per loro che hanno avuto più cattiveria di noi e ci hanno creduto di più». Il campo di gioco: «Tutto sommato mi sembra che abbia tenuto bene, era scivoloso e pesante alla fine, ma valeva anche per loro». Sorride amaro quando dice: «Tre legni, due paratone, due occasioni sprecate, il rigore. Loro hanno fatto quattro azioni e quattro gol. Ma due gol li abbiamo regalati, abbiamo subito il contropiede quando avremmo dovuto essere noi a ripartire». La sfortuna nella valutazione di Preziosi emerge solo sino a un certo punto. E torna, appunto, il rammarico per i tre punti persi: «Saremmo stati quarti aspettando la Juve del posticipo, ci avrebbe dato entusiasmo. Ripeto, questi tre punti peseranno nel prosieguo del campionato». È vero che il calcio è imprevedibile, ma la programmazione ha bisogno anche di certezze e la sconfitta con il Bologna costringe, almeno nel medio termine a rivedere (per ora) qualcosa: «Non possiamo nasconderci dietro la "colpa" dell'arbitro. Abbiamo commesso errori che non si devono più ripetere come quello della difesa troppo scoperta». Un Genoa che è stato punito troppo severamente? «Loro ci hanno messo in difficoltà e ci hanno puniti per il nostro atteggiamento spavaldo dopo i gol del vantaggio». Il resto della truppa sfila via senza parlare: «Ci si vede domani». «No ragazzi». Criscito saluta un amico, Jankovic e Mesto passano rasenti ai tabelloni come furetti. Sculli attraversa la zona mista ma fa segno di no con la mano e l'espressione del suo volto spiega il perché preferisca non parlare. Idem Milanetto. A loro il Gasp e il presidente qualcosa avranno detto.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini, rischio giallo «Mancati due falli tattici». di Mauro Casaccia. Il tecnico. Nei gol del sorpasso, ansia da cartellino decisiva. Genova. Fratello fallo tattico dove sei? Marco Rossi, nel dopo-gara, non sa darsi pace. Lui è cacciatore di palloni e sa che la ripartenza avversaria, specie quando si attacca come il Grifone, lasciando spesso la possibilità di controffensiva a parità numerica, va fermata anche a costo di rimediare un cartellino giallo. Invece il meccanismo mentale indotto dalle tante diffide di casa Genoa, oltre a peccati di lucidità, è costato la partita. Perché il terzo e il quarto gol, quelli del sorpasso del Bologna, potevano essere evitati con salvifico falletto. «Non credevo che influisse, ma sui due gol nella ripresa si poteva spendere il fallo e non lo abbiamo fatto», ha detto Gian Piero Gasperini. Mesto su Adailton in occasione del 3-3, Milanetto su Mudingayi (nei pressi dell'area di Viviano) nell'azione del 3-4. No fallo tattico, no party. Nel calcio, tante volte, il fallo tattico è stato additato come antisportivo. In realtà, con giusta e commisurata sanzione, fa semplicemente parte del gioco. Se poi si punta sull'arrembaggio, basandosi su intensità e aggressività come fa la squadra di Gasperini, deve essere in certe situazioni religione. Perciò, nell'assenza di fallo tattico, sta la principale blasfemia calcistica dei rossoblù ieri. Non a caso Martins Adailton, interrogato sulla cavalcata poco disturbata che ha portato al quarto gol del Bologna, ha sottolineato: «Dainelli mi ha aggredito ma l'ho saltato subito e ho trovato tanto campo davanti. Con il Genoa può capitare, evitata la pressione, di avere spazi. Di solito loro chiudono lì l'azione, subito, rubando palla in pressing o con il fallo, invece non ci sono riusciti». E Rossi e compagni rimpiangono quei falli mancati. Massimo Lucchesi, diplomato Uefa di seconda categoria consulente di molti club, in un libro sull'analisi tattica degli schemi del 3-4-3 ha scritto: «I falli tattici sono supporti fondamentali in fase difensiva. Sono uno strumento di notevole rilevanza ad esempio nel basket e non vedo perché nel calcio non debba essere sfruttata la possibilità di interrompere l'azione avversaria quando le condizioni di campo ci vedono in difficoltà». Non vede perché nemmeno Gasperini. Tuttavia, ieri è andata diversamente e il Genoa ha pagato caro. Il tecnico: «Abbiamo regalato moltissimo, dopo aver creato tanto, con slancio e qualità. C'è stato magari un po' di calo nel finale, il campo era pesante, ma sembrava potessimo vincere bene. Invece nel primo tempo abbiamo concesso due gol evitabilissimi. E poi gli altri due». Quelli del non fallo. «Peccato, c'è tanto rammarico. Abbiamo perso l'opportunità per il balzo. E buttato al vento una possibilità notevole di crescita».

 

IL SECOLO XIX - L'amarezza di Suazo: «Pagati gli episodi» Il bomber. Genova. Segnare una doppietta e non portare a casa neanche un punto. Magra soddisfazione per David Suazo, che realizza i suoi primi gol al Ferraris ma non può festeggiare. «Il calcio è questo: loro sono stati bravi a ottenere il massimo dalle quattro occasioni che hanno creato. Noi abbiamo giocato una grande partita, ma gli episodi ci sono costati cari», ammette l'attaccante honduriano, che sottolinea un aspetto positivo. «Anche stavolta abbiamo dimostrato di essere in crescita, di avere la giusta intensità». I tre punti con il Bologna avrebbero fatto fare un bel balzo in classifica. «C'è rammarico perché vincendo ci saremmo rilanciati verso i quartieri alti della classifica. Il rigore? Non l'ho ancora rivisto, la prima impressione è che fosse fuori ma non ne sono certo». Domenica si a San Siro, contro l'Inter: «Darò il massimo», assicura l'honduriano, che non ha dimenticato i brutti mesi trascorsi in nerazzurro. Menarini e Baraldi spostati in zona stampa «ci stava il pari, noi bravi e fortunati» Pioggia in tribuna. Genova. Temporale furioso, l'erba del Ferraris è viscida e traditrice, ma il terreno rizollato tiene abbastanza bene e supera l'esame pioggia. La combinazione con il vento intenso, però, rende la vita complicata sugli spalti. E anche nella parte inferiore della Tribuna gli spettatori si infradiciano. Tanto che la presidentessa emiliana Francesca Menarini e il direttore generale Luca Baraldi vengono spostati all'asciutto in zona stampa. Il dg del Bologna, a fine gara, commenta la vittoria della sua squadra, pesantissima nella corsa per la salvezza: «Siamo stati anche fortunati, forse il pareggio sarebbe stato più giusto. Ma il Bologna ha dimostrato carattere».

 

LA REPUBBLICA - Bologna, che sorpasso, l'ex si abbatte sul Genoa. Rimonta dei rossoblu che per tre volte si sono trovati in svantaggio, poi sorpasso nel finale. Tre gol di Adailton rilanciano la squadra di Colomba. Il tecnico petroniano: "Ora la salvezza". Gasperini: "Ci siamo fatti male da soli". di DIEGO COSTA. GENOVA  - Brividi sotto la pioggia a Marassi per l'incredibile, pirotecnico successo esterno del Bologna di Colomba ai danni del Genoa. Rinviato per il Grifone  il viaggio sull'Eurostar, nonostante un gran prodigarsi in avanti. Il Genoa infatti gioca un match "formato penelope": fa e disfa la tela, fino a essere autolesionista. Tre volte in vantaggio, la squadra ligure sotto una pioggia battente. Il Bologna non è quello di Catania, Colomba ne ha cambiato l'anima. Trova così la forza per risollevarsi, come non era capitato con la Juventus.  Arriva così, dopo 14 anni, il ritorno alla vittoria dei felsinei a Marassi. Allora segnò Nervo, ora vince... il nerbo.  Protagonista è l'ex, Adailton, autore della sua prima tripletta in Italia. Tre gol senza esultare. Dedicati a Emilia, la fidanzata che presto sposerà. Un romanzo giallo-rosa insomma, questo match palpitante che alla fine premia chi rimonta ma dovrebbe concedere punti anche a chi cede. Il Genoa prova a fuggire subito con Suazo, dopo 8', in tap in su corta respinta di Viviano. Gol visti e rivisti quelli che subisce il Bologna. Ma 2' dopo si capisce che il Grifone è tanto bello davanti quanto orribile dietro: angolo, Criscito sfiora l'autogol "di anca", Amelia ci mette una pezza ma Buscè sotto misura fa 1 a 1. Sospinto da Marco Rossi, il Genoa si rifà sotto: sui lati Palacio e Sculli fanno quello che vogliono con Lanna e Zenoni. Non è quindi un caso se proprio dai lati matura il secondo gol ligure, l'argentino che fila via costringendo Lanna a fare quello che un difensore non dovrebbe fare mai: rimettere la palla in mezzo all'area. Il resto lo fa la reattività di un esterno che meriterebbe di essere preso in considerazione in chiave azzurra. Gol rocambolesco, ma frutto di una caparbietà che è virtù continua di Sculli. Ma le difese evidentemente  hanno idee annacquate: Dainelli su un'innocua rimessa laterale, perde palla e serve Adailton, volata e primo gol del brasiliano sull'uscita di Amelia, toccato sulla nuca dall'attaccante in modo fortuito. Il portiere perde i sensi per pochi istanti, ma poi resta al suo posto. Il campo è inzuppato, il vento e la pioggia non concedono pause, ma il match è vibrante. Ancora Genoa, scambio stretto Rossi-Suazo, Moras e Viviano non riescono a fermare il rapido dell'Honduras che entra in stazione: diagonale e 3 a 2. Così finisce un primo tempo emozionantissimo. Ma la ripresa è simile. Gasperini ha il torto di accorgersi che i suoi  si sbilanciano enormemente in avanti e di intervenire tardivamente. Del resto, come si fa a fermare la marea rossoblù che sospinta ora da Palacio, ora da Zapater, ora ancora da Sculli e Mesto crea mille occasioni? I tiri dello spagnolo dal limite, dell'argentino dopo una giravolta in area e dell'ala, in mischia, di testa, vengono respinti dal palo. Il Bologna ha spazio per le repliche e, al contrario, è chirurgico: Adailton prima segna il 3 a 3 dopo scambio stretto chiuso con un sinistro nell'angolino basso; poi addirittura chiude il match conquistando un rigore su magistrale manovra in contropiede. Il brasiliano l'avvia con un tunnel al limite della sua area, la sospinge lanciando Zalayeta davanti a Amelia, il tocco sotto dell'uruguagio trova la respinta del portiere, la palla finisce sui piedi di Adailton abbattuto sulla linea dell'ala di rigore da Papastathopoulos. Adailton segna tra mille proteste. Ricordiamo che il Genoa a Marassi aveva subito il "furto" di Del Piero, il rigore inesistente e decisivo di Genoa - Juventus. Colpe che il Bologna non ha. Né Damato che ha diretto in modo equanime. PAROLA AI TECNICI - "Abbiamo sempre creduto in noi, abbiamo voluto quel qualcosa in più che ci serve per raggiungere al più presto la salvezza". Così Franco Colomba commenta la vittoria. "Una gara particolare, siamo andati sotto ma con il Genoa ti può capitare, non abbiamo mai perso la testa. Abbiamo regalato qualcosa e il Genoa a noi. Il campo poteva portare a qualche svarione. Ci abbiamo creduto sino alla fine senza accontentarci del pareggio. Era giusto provarci, una gara del genere, con tre punti, poteva portarci ad una posizione di classifica importante. La salvezza è in cassaforte? La mia carriera mi insegna a dire che ci credo solo quando vedo la matematica. Teniamo botta, ancora il cammino è lungo".  Dal lato opposto parla Gasperini: "E' stata una gara particolare. C'è il rammarico per aver giocato la migliore partita fino ad ora, per qualità, intensità e lucidità. Ci siamo fatti fare tre gol praticamente da soli con una partita costantemente in attacco. Abbiamo gettato al vento la possibilità di avere una classifica importante, di sfruttare un momento in cui la squadra stava giocando benissimo. Ci siamo fatti male da soli, la squadra per certi aspetti ha fatto bene ma perdere con 4 gol subiti è sicuramente pesante da digerire". GENOA (3-4-3) : Amelia; Papastathopoulos, Dainelli (80' Jankovic), Moretti; Mesto, Rossi, Zapater (76' Bocchetti), Criscito (70' Milanetto); Palacio, Suazo, Sculli. All. Gasperini. BOLOGNA (4-4-1-1) : Viviano; Zenoni, Portanova, Moras, Lanna; Buscè, Guana, Mudingayi, Mingazzini (76' Casarini); Adailton (84' Gimenez); Zalayeta (80' Succi). All. Colomba Arbitro: Damato di Barletta Marcatori: 8' e 38' Suazo, 11' Buscè, 18' Sculli, 28', 57 e 79 (rig.) Adailton. Note. Pioggia battente, vento forte, terreno moklto scivolosos. Ammoniti Zapater (proteste) e Lanna (gioco falloso). Recupero: 3' e 3'.   

 

LA REPUBBLICA - Suazo ottimista "Siamo grandi l´Inter ci tema". di Lorenzo Mangini. Un gol da consumato opportunista, un bis con una rasoiata d´antologia: David Suazo ha ritrovato una doppietta, la sua prima in rossoblù. Gli mancava dal 16 febbraio 2008, quando, con la maglia dell´Inter, stese il Livorno al «Meazza». «Sono ovviamente contento, ma è un peccato il risultato. Siamo stati condannati dagli episodi. Ho visto un grande Genoa, decisamente in crescita rispetto alle ultime prestazioni, ma il calcio è così. Il Bologna ha raccolto il massimo dalle sue quattro occasioni, chi segna ha sempre ragione». Rimane un grande rammarico per i punti lasciati per strada: «Una vittoria sarebbe stata importante per centrare i nostri obiettivi. Dobbiamo ripartire cercando di migliorare i singoli episodi». Sul rigore è sintetico: «Dal campo sembrava fuori». Ora c´è l´Inter, la sua ex squadra. «Con la determinazione messa in mostra con il Bologna possiamo fare bene». Marassi ha regalato una domenica magica ad Adailton: «È la mia prima tripletta in serie A. Mi dispiace per i fischi al momento della sostituzione. Si parla tanto di modello inglese, ma i tifosi dovrebbero imparare ad applaudire un avversario, quando regala spettacolo, comportandosi correttamente. Il Genoa rimarrà comunque sempre nel mio cuore».

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Dainelli regala, Criscito fuori forma, Sculli lotta. GENOA. Amelia 6 Ha ragione Gasperini quando sostiene che il portiere del Genoa sia stato impegnato pochissimo. Per altro sul contropiede che gli porta Zalayeta tutto solo davanti, lui una pezza ce la mette anche, ma la palla resta lì e ci scappa il fallo da rigore. Papastathopoulos 6 Duro, decisivo, aggressivo e incessante anche nell'accompagnare l'azione offensiva, proprio come gli chiede Gasperini. Sul primo gol di Suazo è lui che sul corner, svetta di testa nel mucchio in area. In occasione del rigore (davvero millimetrico) non riesce a frenarsi, forse anche a causa del terreno zuppo d'acqua e tocca Adailton. Dainelli 5 Un errore regala ad Adailton e al Bologna il gol del 2 a 2 che solo in teoria fa pari con il tocco che propizia il primo gol di Suazo, sulla palla "spizzata" da Papastathopoulos. Dal 35' st Jankovic sv. MORETTI 6 Opera nella posizione di centro-sinistra, poi diventa esterno quando Gasperini, nel finale, opta per la difesa a quattro. MESTO 5 Combina poco in fase offensiva ed è un "birillo" quando Adailton lo punta e va segnare il 3 a 3. Zapater 6 Rallenta la manovra, gioca pochissimo di prima. Dal 30' st Bocchetti sv: a forza di fare la riserva nel Genoa ha perso la Nazionale. Rossi 6 Normale invece che stratosferico. CRISCITO 5 Lippi gli continua a dare fiducia e l'ha convocato in Nazionale, anche se non attraversa un momento particolarmente felice. Dal 25' st Milanetto 5: buttato nella mischia a freddo e con una mascherina protettiva, non riesce ad entrare in partita. PALACIO 6,5 Va regolarmente via a Lanna e ispira il gol di Sculli. Cala nel finale, ma, con un terreno così, ci sta. SUAZO 7 Meno male che non era adatto al gioco di Gasperini. Ora che sta bene (quasi) fisicamente fa la differenza: non solo è inarrestabile quando parte in velocità, ma sa anche giocare spalle alla porta difendendo la palla e ha un piede sensibile per il fraseggio stretto. Sculli 6 Un gol e la solita mole di lavoro. BOLOGNA. Viviano 6, Portanova 6, Lanna 6, Moras 5.5, Zenoni 5.5, Mudingayi 6, Mingazzini 5.5, Guana 6, Buscè 7, Zalayeta 7, Adailton 8, Casarini sv, Succi sv, Gimenez sv.

 

     

 

     

 

     

 

 

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