CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - CATANIA                            2 - 0    (1 - 0)

Reti: 36' Mesto, 71' Sculli

GENOA: Amelia, Papastathopoulos, Biava, Bocchetti, Mesto (78' Crespo), Milanetto, Juric, Palacio (42' Zapater), Suazo (82' Tomovic), Sculli. (Scarpi, Esposito, E.Moretti, Modesto). Allenatore: Gasperini
CATANIA: Andujar, Alvarez, Silvestre, Bellusci, Capuano, Carboni, Biagianti (60' Plasmati), Llama (75' Morimoto), Izco, Martinez, Mascara (31' Terlizzi). (Campagnolo, Potenza, Ledesma, F.Moretti). Allenatore: Mihajlovic.

Arbitro: Rosetti di Torino. Ammoniti: Bellusci, Carboni, Milanetto, Sculli, Criscito, Suazo.

Espulso: 28' Bellusci. Angoli: 5 a 2 per il Catania. Spettatori: 24.776

 

      

 

      

 

      

 

TUTTOSPORT - Il tecnico elogia i rossoblù dopo la vittoria col Catania « Questo Genoa ha carattere». GASPERINI «E ora un aiuto dal mercato». MIHAJLOVIC «Gara decisa dall’arbitro». L’allenatore rossoblù:«So che le trattative sono difficili, ma Preziosi ha intenzione di rinforzare ancora la squadra» «Floccari in gol? Quando è arrivato aveva problemi, ora è in forma. Gli siamo affezionati e Suazo è stata una scelta condivisa». di Antonino Milone. GENOVA. Voleva «una bella reazione», Gian Piero Gasperini, dopo un filotto - complice pure il mancato match col Bari prima di Natale - che aveva fruttato un solo punto in tre uscite. La sbornia del derby stravinto a fine novembre sulla Samp, evidentemente, aveva cullato molti, nell’illusione che il Genoa potesse eguagliare l’ultima stagione-boom. Ma il saggio tecnico di Grugliasco aveva più volte avvertito: «Guardate che quest’anno sarà molto difficile fare meglio. Non possiamo ripetere lo scorso campionato». Ieri, a beneficio di chi gli ricordava i 7 punti in meno («Forse ci manca un po’ di personalità», ha poi ammesso) rispetto a un anno fa, l’ha ripetuto, con dovizia di aggiunte da tenere in mente nel caso in cui le previsioni dovessero trovare riscontro a maggio. NESSUNA PAUSA Il bello o brutto della situazione è che i rossoblù sono attesi da un tour de force mica male: mercoledì c’è ancora il Catania negli ottavi di coppa Italia, domenica si va a Roma contro Toni e compagnia, poi c’è il recupero col Bari a Marassi, quindi la trasferta di Bologna e via così, senza pause. Ieri s’è pure fermato Palacio: distorsione alla caviglia, 15 giorni di stop la prognosi plausibile. «Un aiutino dal mercato? Vediamo cosa si può fare - ammicca Gasperini - Io so che Preziosi vuole rinforzare la squadra. Certo, l’arrivo di Suazo è stato un bel rinforzo. Se poi il presidente farà uno, due colpi, sarà anco­ra meglio. Però so che il mercato è difficile. Gabriel Milito? Lo apprezzo, ma dubito che il Barcellona voglia privarsene». RABBIA E’ quella del tecnico dei catanesi: «Fossimo rimasti in 11, non avremmo perso», lamenta Mihajlovic sull’espulsione di Bellusci, «episodio che ha deciso la gara». Poi il tecnico sarà allontanato per proteste: «C’era un fallo non fischia­to su Plasmati, l’ha ammesso anche il quarto uomo. E comunque io non ho offeso nessuno. Ero arrabbiato, ma verso la panchina. E mentre uscivo, Juric mi ha chiesto il motivo della mia espulsione. Non sapevo cosa dirgli». FELICITA’ Intanto il Genoa riprende a macinare punti, non subisce gol (rarità...) in attesa di tornare squadra anche in trasferta (dove non vince dal 4 ottobre, 3-1 a Bologna) e manda in rete ben 15 giocatori diversi. «Segno che la squadra ha un gioco e un’anima», sottolinea l’allenatore, prima di ammettere di aver affrontato «un avversario difficile. Ma con la giusta mentalità e anche un po’ di pazienza ce l’abbiamo fatta, sapendo gestire bene la superiorità numerica. So che possiamo migliorare, magari nella condizione, però devo dire che il nostro girone d’andata, aspettando il recupero col Bari, mi ha soddisfatto. E se qualcuno pensa ancora alla sconfitta col Milan, con tre rigori dubbi fischiati contro e un gol preso in fuorigioco, allora... ». Allora, meglio girare pagina. E passare ai complimenti ai singoli: «Suazo va sempre meglio, bene anche sugli esterni. Se poi Milanetto avesse fatto gol di testa, saremmo andati tutti a casa». NOVITA’ Buon Genoa, in sostanza, abile pure nello speri­mentare soluzioni innovative, come Zapater entrato per lo sfortunato Palacio e utilizzato in un’ipotesi di rombo, prima da vertice alto, poi basso. In fondo, lo spagnolo era stato preso proprio per questo scopo: agire da frangiflutti davanti a­la difesa. Ieri, talmente entusiasta della sua prova, si è lasciato scappare persino un «Non me ne vado dal Genoa», con un benservito alla Juve e alle altre pretendenti. Gasperini, nell’estasi da vittoria (tale da offuscare pure l’ennesima polemica società-Comune per il rinvio col Bari: la tifoseria ha preso apertamente le difese di Preziosi), ne ha pure per Floccari, ancora a segno con la Lazio: «Lui è arrivato con delle difficoltà fisiche, ma poi ha giocato molto nel Genoa. Non ha avuto fortuna ed evidentemen­te è andato via quando atleti­camente stava meglio. Gli siamo affezionati, però Suazo è stata una scelta condivisa». LA PARTITA Bellusci, il rosso dopo 28’. CRONACA 1° TEMPO 15’’ Genoa in affanno: Llama di sinistro spara alto 28’ Mesto per Suazo che salta Bellusci, costretto ad atter­rarlo: 2° giallo ed espulsione, Catania in 10. 36’ Gol del Genoa: cross di Criscito per Mesto dalla tre­quarti, colpo di testa dell’ester­no rossoblù, lasciato libero, che spiazza Andujar. 41’ Doppio slalom di Suazo, il cui destro viene ribattuto da Sculli in offside, poi Palacio segna ma il gioco era già fermo. CRONACA 2° TEMPO 10’ Il Genoa spreca in contro­piede: Suazo salta Capuano, poi serve Milanetto che non calcia ma serve Sculli, antici­pato. 13’ Sculli dribbla Alvarez e scarica su Andujar. 17’ Zapater di testa da solo davanti ad Andujar: palla sopra la traversa. 26’ Raddoppio del Genoa: cross di Mesto da sinistra, Suazo si porta via due difen­sori e colpo di testa vincente di Sculli. 41’ Mihajlovic, rosso per proteste. 43’ Andujar mura Criscito. Poi si ripeterà su Zapater. 48’ Doppio salvataggio di Terlizzi su Sculli e Juric. LA MOVIOLA. Manca un rigore al Genoa: l’entrata fallosa di Alvarez ( al 17’ st) su Sculli è in area e non fuori, come invece visto dal direttore di gara. Tanti dubbi (più no che sì) sull’espulsione di Bellusci ( 28’ pt): il primo fallo sembra commetterlo Suazo. GENOA-CATANIA 2-0 MARCATORI: pt 36’ Mesto; st 26’ Sculli GENOA (4-3-3): Amelia 6; Papastathopoulos 7, Biava 6, Bocchetti 5.5, Criscito 6.5; Mesto 7 (33’ st Crespo ng), Milanetto 7, Juric 6; Palacio 6.5 (42’ pt Zapater 6.5), Sua­zo 7 (38’ st Tomovic ng), Sculli 7. A disp. Scarpi, Esposito, E. Moretti, Modesto. All. Gasperini 6.5 CATANIA (4-3-3): An­dujar 6.5; Alvarez 5, Silvestre 5.5, Bellusci 5, Capuano 5; Izco 6, Carboni 5.5, Biagianti 5.5 (16’ st Plasmati 5.5); Ma­scara 6 (31’ pt Terlizzi 6), Martinez 6, Llama 5 (30’ st Morimoto ng). A disp. Campagnolo, Potenza, Ledesma, F. Moretti. All. Mihajlovic 6 ARBITRO: Rosetti di Torino 5. NOTE: 24.766 spettatori per un incasso di 337.783 euro. Espulsi: Bellusci (28’ pt) per somma di ammonizioni; Mihajlovic (41’ st) per proteste. Ammoniti: Bellusci, Sculli, Carboni, Milanetto e Criscito per gioco falloso; Suazo per simulazione. Angoli: 4-1 per il Catania. Recupero tempo: pt 1’, st 4’

 

TUTTOSPORT - LA SVOLTA. Successo che mancava da un mese e mezzo Suazo ok pure senza gol. GENOVA. Non sarà la svolta, però la cura sembra funzio­nare. Il Genoa torna a vincere dopo un mese e mezzo (mancava dal 28 novembre, derby con la Samp), non subisce gol (è una notizia) e “rimanda” il Catania a miglior sorte, magari tra 48 ore in coppa Italia. Il nuovo idolo della Nord. 7 SUAZO. L’honduregno prestato dall’Inter è già il nuovo idolo dei tifosi, ieri ricca di un sostenitore doc: Marco Rossi, squalificato ma per nulla al mondo lontano dalla sua squadra. Dopo l’inutile gol di San Siro, l’attaccan­te gioca un’altra gara da circoletto rosso. Progressioni da gazzella, scatti a bruciare l’avversario e una collaborazione al gioco collettivo, utile pure a collezionare punizioni e cartellini ai danni degli avversari. Grande, Suazo, allorché si porta a spasso due difensori e libera campo a Sculli per il raddoppio. Come col Milan: schema vincente. L’ammonizione per simulazione gliela perdoniamo. «Per noi è un bel valore aggiunto», l’omaggio di Gasperini. 7 Il capocannoniere che non t’aspetti. MESTO Stranezze del calcio: il Rossi di giornata inizia male. Il pressing di Llama lo fa andare fuori giri, sinché non avvia l’azione che porterà al secondo giallo di Bellusci con un assist di testa per Suazo. Il lampo più accecante quando l’esterno raccoglie un cross di Criscito e spiazza Andujar con una testata da attaccante, complice pure la dormita ospite: rete numero 5 per il capocannonie­re rossoblù. Nella ripresa, poi, il traversone per il capoccione di Sculli. L’attaccante che sa fare tutto. 7 SCULLI Secondo tempo da urlo per l’attaccante, centrale o esterno a seconda delle evenienze. La fascia sinistra è territorio di sua proprietà, lì dove né Alvarez né Silvestre in raddoppio possono nulla. A coronamento, ecco il replay di San Siro - terzo gol in campionato - in fedele fotocopia: anticipo secco sul difensore e stacco imparabile. Colpa di Terlizzi se non concede il bis nel recupero. Quel doppio giallo da polemica. 5 ROSETTI Molto ruota intorno alla doppia ammonizione di Bellusci, “reo” di una trattenuta insistita su Suazo e di un’ostruzione che inganna. Perché è l’attaccante genoano ad appoggiare per primo la mano destra sulla spalla sinistra del difensore. Dubbia, poi, la punizione concessa al 17’ st in luogo di un rigore allorché Sculli è atterrato da Alvarez a un “filo” dalla linea d’area. Catania, una carenza che pesa 5 PUNTA Il Catania non è dispiaciuto. Però in attacco la mancanza di una punta si sente. Lontano Vantaggiato e sfumato Cruz, il Catania all’argentina (ieri erano in 5 su 11, più un uruguaiano) deve trovare correttivi. Le mosse di Sinisa («Non parlo di mercato, alleno chi ho a disposizione»), dal 4-3-3 al 4-4-1 con Martinez e Plasmati alternatisi nel ruolo di centravanti, non bastano. Domenica contro la Samp mancheranno Bellusci e Carboni. Non consola il fatto che non siano attaccanti...

 

IL SECOLO XIX - Il Grifone usa la testa e si prende i tre punti. di Mauro Casaccia. AVVIO INCERTO, MA IL CATANIA (IN 10) SI ARRENDE. GENOVA. Una questione di testa, battere il Catania. E non solo per le due capocciate, di Mesto e Sculli, che hanno dato al Genoa la vittoria per 2-0. «Gara difficile per la disposizione del Catania; serviva pazienza, fiducia. Gestire bene la superiorità numerica, avere la mentalità giusta». Per passare complice l’espulsione di Bellusci alla mezz’ora, conquistata da Suazo e contestata da Mihajlovic dalla prima parte di gara, che pareva appartenere alla teoria dei sistemi caotici, all’attacco razionale del secondo tempo,offensiva intelligente, continua, senza però troppo rischiare. I rossoblù ripartono. In tutti i sensi, di testa. Grifone un po’ confusionario in avvio, sull’aggressiva pressione dei siciliani; Grifone attento e convinto dopo, sbloccato moralmente una volta in vantaggio, nonostante la perdita per infortunio dello scassina difese Palacio (si parla di stiramento dei legamenti della caviglia, circa 20 giorni di stop). In tutto questo, c’è ovviamente anche la testa di Gasperini: partenza con il 433, poi cambio tattico verso il 4231 prima Palacio, poi Zapater e infine Milanetto in zona trequartista prima di tornare al modulo iniziale. E c’è la testa dei giocatori. Esempio? Minuto 39’ della ripresa, già sul 2-0 ma in perenne caccia della terza rete, lo spirito che vuole il tecnico rossoblù: Martinez piroetta, braccato da Zapater, e Juric fa capire perché è maestro di pressing: comprende che l’avversario ha testa bassa, è senza passaggio e non può che coprire palla rientrando all’interno, perciò si lancia al raddoppio e riesce a rapinare palla. Il croato usa la testa sapientemente, coordina insieme a Milanetto, traduce in concreto le indicazioni di Gasperini: «Tenere il campo “largo”, con l’uomo in più in mezzo. Da qualche parte dovevano pagare...». Il Catania ha pagato. In pratica,gli etnei hanno avuto una sola occasione per pareggiare. Al 24’ del secondo tempo Martinez sfonda centralmente, buon per il Genoa che non vede Plasmati libero e prova un improbabile conclusione di esterno destro, rimpallata da Biava. Neanche a dirlo, un minuto dopo il Grifone va al raddoppio che chiude i giochi: Mesto crossa teso da destra, Sculli d’anticipo a centro area, gira imprendibilmente per Andujar, sul secondo palo. Di testa, chiaro. Zuccata piazzata, come quella che aveva aperto le marcature, nel primo tempo. Al 32’ Gasperini aveva chiamato il cambio di disposizione di cui si è detto: accentra Palacio dietro a Suazo e alza Mesto a destra, posizione in cui poco dopo diventa decisivo. Il Catania difende a otto, ma la pressione rossoblù costringe nell’area e al 36’ il traversone di Criscito è pennellato per l’inserimento di Mesto, palla a incrociare, nel sacco. Di testa, certo. In entrambe le reti, la stessa dinamica: allargare il gioco e colpire con cross e inserimento. Idea vincente che il Genoa ha portato avanti con perseveranza, dopo la mezz’ora iniziale di gran caos e l’espulsione spartiacque di Bellusci. Lì, al 28’, conta più che la testa la testardaggine, di Suazo,nell’inseguire la giocata determinante. Dopo una serie di controlli e sponde sbagliate, la punta controlla un lancio profondo conla coscia, velocissimo tocca col destro a scavalcare Bellusci e si lancia verso Andujar. Attaccante e difensore cadono,il giovane centrale del Catania becca il secondo cartellino giallo. Il primo era stato per una trattenuta, su fuga sempre di Suazo. Mihajlovic, uno che anche da giocatore aveva capa tosta, ritiene l’episodio decisivo: «Ha cambiato il corso della partita. La prima ammonizione c’era, la seconda no, è Suazo che fa fallo su Bellusci.Tra l’altro il quarto uomo lo ha anche segnalato a Rosetti, ma l’arbitro aveva già estratto il rosso e non so perché non abbia cambiato decisione». Per il serbo, testardo pure Rosetti. Che, nel finale, espelle il tecnico degli etnei. Miha aggiunge: «Penso che in undici contro undici non avremmo perso. Ma con questo non voglio trovare scuse, il Genoa ha meritato la vittoria». Sempre lì, con la testa. Trovando tranquillità e fiducia. Ritrovando l’identità d’assalto, senza tuttavia smarrire gli equilibri di copertura. Alla fine, il passivo avrebbe potuto essere anche più pesante per Biagianti e soci. Occasioni in ordine sparso. Due volte Andujar ha piazzato i pugni giunti a respingere le conclusioni di Criscito e Sculli. Il numero 14 è stato atterrato sul lato corto dell’area, sarebbe stato rigore, ma Rosetti ha optato per la punizione dal limite. Suazo, dopo essere andato via di potenza sulla trequarti, ha sfiorato il palo con un destro piazzato. Ancora, Zapater recupera palla e lancia Sokratis (prestazione eccellente del greco, al rientro), da lui a Suazo, palla dall’altra parte per Milanetto, assist al centro per Sculli respinto in extremis. Punizione con schema:Zapater finta il tiro e apre a sinistra per Bocchetti, tunnel e passaggio filtrante in mezzo, spaccata molteplice senza che nessuno riesca a deviare. Infine, manovra flipper con questi “rimbalzi”: Milanetto Crespo Milanetto Crespo Sculli. Respinta quasi sulla linea di Terlizzi. È il 47’ del secondo tempo, è Genoa - Catania 2-0. I tre punti che servivano. Gasperini: «Un toccasana». Dopo il Milan, il Grifone rialza la testa.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. AMELIA 6 Dopo la serata da incubo di San Siro, una domenica di tutta tranquillità per il portiere di Frascati, con il Genoa che finalmente torna a non subire gol. Solo qualche brivido all’inizio: quindici secondi appena e il destro di Llama dal limite dell’area per poco non lo sorprende fuori dai pali.Al 19’ ci prova dalla distanza Izco, il pallone sfila sul fondo. Ripresa di assoluta tranquillità, senza alcun intervento da annotare. SOKRATIS 7 Gara di grande spessore per il difensore greco, appena rientrato da un infortunio muscolare. Copre con grande tranquillità sugli inserimenti di Llama, dà unamano in avanti a Mesto. Recupero prezioso per la retroguardia del Grifone. BIAVA 7 Martella prima Martinez e poi Plasmati anticipandoli sempre con puntualità disarmante. Chiude tutti i varchi, si fa sentire anche di testa. Gara maiuscola e difesa rossoblù che si fa vedere di nuovo solida, dopo la grandinata subita a Milano mercoledì scorso. Ha superato i problemi muscolari che lo avevano tormentato nelle scorse settimane, ora è di nuovo in forma. BOCCHETTI 6.5 Aparte qualche imprecisione nell’impostazione, gioca un’ottima gara concedendo pochissimo agli attaccanti siciliani. Si fa vedere anche in avanti. Al 10’ del secondo tempo, ad esempio, s’inserisce sugli sviluppi di una punizione battuta da Zapater, crossa basso dalla sinistrama Sculli non ci arriva per un soffio. CRISCITO 6.5 Non brillantissimo come in altre prestazionima ha il merito, al 36’ del primo tempo, di pennellare l’assist per Mesto che, di testa, porta di testa in vantaggio il Genoa. Aiuta Bocchetti in fase difensivama il Catania davanti è davvero poca cosa. Controlla la fascia sinistra senza rischiare nulla. MESTO 6.5 Al 4’ se ne va sulla destra e crossa per Sculli che, ostacolato, non riesce a indirizzare il pallone verso la porta diAndujar. Fa un po’ di confusione inmezzo al campo, anche perché non riesce a trovare la corretta collocazione nello schieramento tatticoma al 36’ è puntuale all’appuntamento con il cross di Criscito per il suo quinto gol stagionale: colpo di testa piazzato che non lascia scampo adAndujar. (33’ st CRESPOsv Un quarto d’ora da punta centrale senza avere grosse opportunità permettersi in mostra. Di sicuro mercoledì in Coppa Italia, di nuovo contro il Catania, avrà molto più spazio). MILANETTO 7.5 Nel momento di maggiore difficoltà, prende in mano la squadra, le dà ritmi, gioco e tranquillità. Sceglie sempre la soluzione giusta, difficilmente spreca un pallone. Un regista fondamentale per il gioco delGenoa, quando è assente si sente. Al 44’ del secondo tempo va vicinissimo al gol di testa: palla che sorvola la traversa su cross di Criscito, suo abituale compagno di stanza in ritiro. JURIC 6.5 Non è spumeggiante come al solitoma inmezzo si fa sempre sentire e garantisce il giusto equilibrio alla squadra. Si vede che con Milanetto c’è grande sintonia, naturale dopo quattro stagioni trascorse in campo fianco a fianco: i loro movimenti sono sempre coordinati, . Per poco nonmanda in gol Zapater: punizione battuta dalla sinistra del croato, colpo di testa alto dello spagnolo da ottima posizione. PALACIO 6 L’argentino non è al top e si vede fin dai primi minuti: parte dalla destra, tende ad accentrarsi ma raramente riesce a essere determinante. Lo stesso accade quando Gasperini passa al 4231 e l’ex Boca Juniors passa alle spalle di Suazo. Esce per infortunio nel finale di primo tempo: distorsione alla caviglia, ne avrà per almeno una ventina di giorni. (42’ pt ZAPATER 6 Un po’meglio rispetto alle ultime prestazioni. Al 17’ del secondo tempo alza di testa, da pochi passi, una punizione di Juric dalla sinistra. Ci prova dalla distanza al 24’, palla che sfila sul fondo non distante dalla porta.Nel complesso, il bilancio è positivo. SUAZO 6.5 Nella primamezz’ora non si vede molto, anche perché di palloni giocabili ne arrivano pochi,ma ha il grande merito di costringere Bellusci ai due falli che gli costano altrettanti cartellini gialli e la conseguente espulsione. Nella ripresa, al 9’, alimenta il contropiede rossoblù e poi pesca Milanetto solo in area, tocco per Sculli che non riesce a concludere. Al 15’ va a prendersi palla sulla trequarti , avanza e poi fa partire un destro che passa a pochi centimetri dal palo, con la Nord pronta a esplodere. Ci riprova al 28’, con una bella girata in piena area,ma la mira è centrale e il portiere del Catania può bloccare a terra. Si fa ammonire per simulazione al 37’, poi esce tra gli applausi. (38’ st TOMOVIC sv Pochi minuti di passerella per il serbo, da segnalare una bella discesa sulla destra al 45’ conclusa però con un cross finito direttamente sul fondo). SCULLI 7 Primo tempo così così, secondo tempo da protagonista per l’attaccante calabrese. In più, il gol della tranquillità genoana con uno splendido colpo di testa. Il primo tentativo rossoblù della partita è il suo: al 4’, colpo di testa probabilmente deviato che finisce sul fondo. Al 23’ si prende il giallo per una gomitata a Bellusci durante uno stacco di testa. Al 2’ della ripresa ci riprova di testama il pallone è smorzato da Silvestre. Al 10’ riesce solo a sfiorare un cross dalla sinistra di Bocchetti. Al 25’, finalmente, va a segno: cross dalla destra diMesto, colpo di testa ad anticipare il difensore e Andujar battuto. Al 47’ supera il portiere siciliano con un colpo sottoma la difesa siciliana si salva. CATANIA Buon avvio di gara dei siciliani, rilanciati da Mihajlovic con due vittorie nelle ultime due partite,ma l’espulsione di Bellusci cambia completamente gli equilibri in campo e il gol diMesto lancia il Genoa.Nella ripresa i rossoblù diventano definitivamente padroni del campo e per i rossoazzurri si fa notte fonda. Mercoledì nuovo appuntamento al Ferraris: Mihajlovic ha già annunciato che darà spazio alle seconde linee. Poi, domenica, ecco la Sampdoria. Andujar 6,Alvarez 5.5, Silvestre 5.5, Bellusci 4.5, Capuano 6, Carboni 6,Mascara 5.5 (31’ pt Terlizzi 5), Biagianti 5 (15’ st Plasmati 5), Izco 5, Llama 6 (30’ st Morimoto sv), Martinez 5. L’ARBITRO ROSETTI DI TORINO 6 Corretta la decisione sulla doppia ammonizione comminata a Bellusci, per il resto gestisce con attenzione una gara tutto sommato tranquilla. Protagonista nella ripresa quando espelle il tecnico del Catania, Sinisa Mihajlovic, per proteste.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Finalmente siamo sopra gli altri». «La partita? Sono molto contento, anche perché non abbiamo preso gol. Ma solo a marzo sapremo dove potremo arrivare». Genova. Trovare la dimensione, aveva chiesto Gasperini dopo le cinque sberle di Milano. E dopo la vittoria sul Catania? «Questa sera sono molto contento». La dimensione esatta del Genoa in questo campionato si conoscerà più avanti («Verso marzo si potrà capire»), ma i tre punti ottenuti ieri fanno sorridere il tecnico di Grugliasco, che abbozza un primo bilancio a fine girone di andata: «Abbiamo 27 punti e una gara ancora da giocare in casa, seppur non facile, con il Bari. Non pensiamo a ripetere la scorsa annata, straordinaria, rifare certe cose non è facile. Dal mio punto di vista abbiamo fatto un buon girone di andata. In più, per la prima volta in questo torneo siamo davanti, è una piccola cosa, ma vista la rivalità cittadina...». Confronto con la Sampdoria e graduatoria in genere. «La valutazione dipende dalle aspettative, ma io stasera sono molto più contento». Ancora una volta il Ferraris ha fatto bene al Grifone. E obiettivo rossoblù, nelle prossime uscite, sarà migliorare anche il rendimento esterno: «Ci mancano un po' di risultati in trasferta. Talvolta è stata colpa nostra, in altri casi siamo andati vicini al successo, ma abbiamo trovato condizioni difficili». Riferimento anche alla gara di San Siro, persa 5-2 mercoledì scorso: «Con il Milan è stata una sconfitta pesante, ma abbiamo anche avuto contro tre rigori dubbi e un gol in fuorigioco. Oggi posso dirlo, no?». Inoltre, quello fuori casa è problema comune a tante formazioni: «Molte hanno queste difficoltà, il fattore campo sta pesando». Così è stato anche ieri, buon per il Genoa. «Abbiamo fatto bene e soprattutto non abbiamo preso gol. Vittoria importante, utile per il morale e per la classifica». E successo non semplice, come ha dimostrato l'avvio di gara. «È stata una partita difficile, come d'altronde mi aspettavo, avendo rivisto le gare del Catania contro Juventus e Bologna. Bisognava avere pazienza e la mentalità giusta. Lo spunto di Suazo ci ha aiutato. Il fallo da ultimo uomo ci ha permesso di sfruttare per la prima volta la superiorità numerica, dopo che in cinque casi eravamo stati noi quelli in inferiorità. Abbiamo fatto pesare l'uomo in più. C'era la convinzione e la voglia di vincere». Qualità che sono cresciute via via, complici gli urlacci del tecnico dalla panchina: «Ma io sono sempre agitato... C'erano dei rischi. Dovevamo evitare certi errori, perdere male palla nella costruzione offrendo spazio in contropiede». Cosìè stato. Poi, qualche battuta sui singoli. Suazo? «Ha migliorato la squadra, può darci tanto». Sokratis? «Papa ha fatto molto bene, come tutti». Sculli? «Ha già fatto molti gol così, di testa è forte». Gasperini contento, chiusura con battuta. Milanetto? «Se faceva gol di testa andavamo via tutti...».

 

IL SECOLO XIX - Criscito, uomo assist: «Missione compiuta». «Dopo San Siro era importante tornare a vincere» dice il difensore. Mesto: «Ora dobbiamo convincere anche fuori» Genova. Obiettivo vittoria a tutti i costi? Missione compiuta. Negli spogliatoi di San Siro, dopo le cinque sberle subite dal Milan, i giocatori rossoblù avevano sottolineato la necessità immediata di tornare a far punti: a cominciare dalla gara con il Catania. Cosìè stato. «Abbiamo ottenuto una vittoria importante - sottolinea Mimmo Criscito - Un risultato che abbiamo cercato con tutte le nostre forze dopo la sconfitta di Milano. Siamo partiti bene, ma il Catania è stato bravo a chiudere tutti gli spazi. Sicuramente l'espulsione di Bellusci ci ha dato una mano e la partita si è messa in discesa. Abbiamo dimostrato di essere un'ottima squadra». Il campionato è molto equilibrato, ci sono almeno una decina di squadre in 4-5 punti. «Dobbiamo continuare così - sottolinea il difensore napoletano - cercando di evitare nuovi passi falsi, soprattutto in trasferta». Mercoledì si torna in campo con la Coppa Italia, di nuovo contro il Catania. «Per noi questa competizione è molto importante - ricorda Criscito - Ci teniamo a fare bene e ad andare avanti». Da un preciso cross del mancino napoletano è nato il gol che ha sbloccato la partita: colpo di testa di Mesto che non ha lasciato scampo ad Andujar. «Sono contento per la rete - racconta l'esterno brindisino, arrivato a quota 5 nella classifica marcatori - che ha dato la svolta alla partita. Abbiamo centrato la vittoria in un momento in cui non riuscivamo ad esprimerci al meglio. I problemi erano più che altro nella nostra testa, oggi (ieri per chi legge, ndr) siamo riusciti ad esprimerci come volevamo». É arrivato anche il sorpasso in classifica sulla Sampdoria. «Siamo felici del nostro momento - continua Mesto - ora dobbiamo cercare di migliorare quelli che sono i nostri difetti, come ad esempio il rendimento in trasferta». Tra le diverse note positive della vittoria ottenuta sul Catania, anche la prestazione di Sokratis, rientrato dopo lo stiramento che si era procurato all'Olimpico contro la Lazio. «Mi sento bene adesso - ammette il greco - sono soddisfatto di quello che la squadra è riuscita a fare, soprattutto del fatto che non abbiamo subito gol». I tifosi hanno sostenuto a gran voce la squadra e l'hanno applaudita a lungo. Alla fine, la Nord ha esposto uno striscione: "Grazie Genoa per averci fatto sognare, con te in Europa vogliamo tornare".

 

LA REPUBBLICA - IL GENOA RIPARTE, CATANIA AFFONDA. I rossoblù tornano alla vittoria battendo 2-0 gli etnei con un gol per tempo: a segno Mesto e Sculli. Decisiva l'espulsione di Bellusci, rosso anche per Mihajlovic. Gasperini: "Rimesso a posto la nostra classifica". GENOVA - Torna a sorridere Gian Piero Gasperini. Il Genoa batte il Catania 2-0, ritrova la vittoria dopo oltre un mese e mezzo di astinenza e torna a sperare in un posto in Europa. Mesto e Sculli, con un gol per tempo, archiviano la pratica etnea rilanciando così le ambizione continentali del Grifone. A decidere sull'equilibrio della gara, però, l'espulsione di Bellusci alla mezzora, vera tegola per la squadra di Mihajlovic. EUROPA A DISTANZA DI SICUREZZA - Dimenticato il clamoroso 5-2 di San Siro subito contro il Milan, Milanetto e compagni tornano a rivivere l'euforia della vittoria. I rossoblu non vincevano dallo scorso 28 novembre quando, sempre al Ferraris, avevano annichilito la Sampdoria per 3-0. Da allora un pareggio, due sconfitte e tanti gol subiti: ben otto. Davvero troppi per una squadra come il Genoa che fino allo scorso anno ci aveva abituati a ben altre prestazioni. Successo a parte, la nota lieta della gara odierna arriva proprio dal reparto difensivo dove, sempre dal derby di novembre, non era riuscito a chiudere un match imbattuto. Oggi, complice un Catania amputato dall'espulsione di Bellusci, la "terna" arretrata rossoblu è stata in grado di respingere ogni tentativo di sfondamento da parte di Mascara e compagni. Il sesto posto non è più un miraggio e, con una gara ancora da recuperare, potrebbe essere ben presto una realtà. BELLUSCI 'LANCIA' IL GENOA - Male, invece, la "terza" per Sinisa Mihajlovic che, dopo le vittorie su Juventus e Bologna, sperava in altri tre punti fondamentali per la corsa alla salvezza. Decisiva l'espulsione alla mezzora del primo tempo di Bellusci. Fino ad allora, infatti, il Catania era riuscito a contrastare il Genoa in tutte le parti del campo, mettendolo a tratti in difficoltà con i movimenti di Llama  e Mascara. Difficile dire dove arrivino i meriti del Grifone e dove i demeriti degli etnei, perché fin quando la gara è stata giocata in parità numerica, la sensazione era quella di una squadra, il Catania, compatta e poco propensa a lasciare spazio al Grifone. La rivincita tra tre giorni, quando sempre al Ferraris i rossazzurri sfideranno gli uomini di Gasperini per gli ottavi di finale di Coppa Italia. CLASSIFICA RIAPERTA - E' un Gasperini tranquillizzato dalla vittoria quello che si presenta in sala stampa. "Abbiamo conquistato tre punti importanti che rimettono a posto la classifica e il morale - confessa -. Considerato che abbiamo da recuperare la partita col Bari, tutto è ancora alla nostra portata. Suazo ha giocato bene, anche oggi dopo esordio, gli è mancato il gol, un giocatore che ci dà un valore aggiunto. Molte squadre hanno differenza di rendimento tra gare casalinghe e in trasferta - sottolinea il tecnico dei rossoblù - in casa abbiamo un rendimento maggiore, spesso fuori per noi è più difficile. Non pensiamo di poter ripetere il campionato dell'anno scorso, che è stato notevole. Quest'anno non sarà facile ripetersi, quello fatto finora lo ritengo positivo". AMARO MIHAJLOVIC - Deluso Sinisa Mihajlovic allontanato dal campo da Rosetti per proteste. "Ho protestato e poi sono stato espulso. Sinceramente non so per quale motivo. Mi sono arrabbiato per un fallo su Plasmati, non ho offeso nessuno, dopo sette-otto minuti mi hanno cacciato fuori. Non ho offeso l'arbitro - ammette -. Fatto sta che finché siamo stati in 11 in campo non abbiamo sofferto per nulla gli avversari. Pensavamo anche di vincere perché siamo arrivato a Genova con la voglia di vincere. E' normale, però, che quando ti trovi in 10 contro il Genoa, al Ferraris non è facile per nessuno. E' stata una gara falsata dall'espulsione di Bellusci. Con un uomo in meno è dura - ha ribadito il tecnico dei siciliani -, abbiamo ora la gara di Coppa Italia nuovamente con il Genoa, speriamo di passare il turno. Sempre a Genova giocheremo contro la Samp e cercheremo di fare risultato". GENOA-CATANIA 2-0 (1-0) GENOA (4-3-3): Amelia; Papastathopoulos, Biava, Bocchetti, Mesto (dal 33' st Crespo); Milanetto, Juric, Criscito; Palacio (dal 42' st Zapater), Suazo (dal 38' st Tomovic), Sculli (Scarpi, Esposito, Moretti, Modesto). All.: Gasperini. CATANIA (4-3-3): Andujar; Alvarez, Silvestre, Bellusci, Capuano; Carboni, Biagianti (dal 15' st Plasmati), Llama (dal 30' st Morimoto sv); Izco, Martinez, Mascara (dal 30' pt Terlizzi). (Campagnolo, Terlizzi, Potenza, Ledesma, Moretti, Morimoto, Plasmati). All.: Mihajlovic. ARBITRO: Rosetti di Torino MARCATORI: Mesto al 36' p. t.; Sculli al 26' s. t. NOTE: Ammoniti: Criscito, Sculli, Carboni, Milanetto per gioco scorretto; Suazo per gioco non regolamentare. Espulsi: Bellusci (28' pt) per doppia ammonizione; Mihajlovic (41' st) per proteste. Angoli: 5-2 per il Catania. Recuperi 1' pt e 4' st.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Papastathopoulos, un gigante. di Gessi Adamoli. AMELIA 6 Poco lavoro (l'unica conclusione pericolosa del Catania, dopo appena 12 secondi, finisce di poco sopra la traversa) e grande disinvoltura quando viene chiamato all'opera con i piedi. PAPASTATHOPOULoS 7 Un gigante. Efficace in fase difensiva (soprattutto nel gioco aereo) e sempre pronto a proporsi in appoggio. BIAVA 6,5 Marcatura aggressiva, cercando spesso l'anticipo, prima su Martinez e poi su Plasmati. BOCCHETTI 6 In ripresa, anche se ha commesso ancora qualche leggerezza. MESTO 6,5 Cava dal cappello a cilindro un gol e un assist. Il bilancio diventa così più che positivo anche in una giornata non particolarmente brillante. Dal 33' st CRESPO sv. MILANETTO 7 Regista ispirato, sfiora anche il gol di testa ("a quel punto ce ne saremmo dovuti andare via tutti...", scherza Gasperini). JURIC 6 Tanta quantità, ma anche qualche passaggio sbagliato più del solito. CRISCITO 6 Pennella sulla testa di Mesto la palla dell'uno a zero, per il resto va a corrente alternata. PALACIO 6 Non sta bene, Gasperini è indeciso sino all'ultimo se schierarlo. Quando il Catania resta in 10, lo toglie da esterno e lo porta trequartista alle spalle di Suazo. Poco prima di dover alzare definitivamente bandiera bianca gli è annullato un gol per fuorigioco. Dal 42' pt ZAPATER 6: in ripresa dopo le ultime sconcertanti prestazioni. Va vicino al gol di testa e con una conclusione da fuori area e una rete certamente l'avrebbe aiutato a ritrovare un po' della fiducia smarrita. Poi, però, quando sbaglia la misura di un'apertura si becca una sfuriata di Gasperini che, al posto del lancio lungo, avrebbe voluto che cercasse il dialogo corto. SUAZO 6,5 Costringendo Bellusci a due interventi da cartellino giallo fa diventare in discesa una partita che il Genoa stava faticando ad interpretare. Quando accelera diventa imprendibile: sta al Genoa metterlo nelle condizioni tattiche di diventare devastante, più che a lui di inserirsi nei meccanismi tattici del Genoa. Dal 37' st TOMOVIC sv. SCULLI 7 Fa una lavoro massacrante lungo la corsia di sinistra, ma sono anche i "tagli" in area, riuscendo spesso a rubare il tempo al suo avversario diretto, ad essere fondamentali. E il gol che chiude la partita (di testa su cross di Mesto) porta proprio il marchio di fabbrica del gioco di Gasperini.

LA REPUBBLICA - Mesto: "La Samp sorpassata? Ora i tifosi sono più contenti". di Lorenzo Mangini. Giandomenico Mesto è il capocannoniere del Genoa. La rete con il Catania gli ha permesso di staccare Floccari, Crespo e Palladino. «Mi è andata bene, era in posizione abbastanza defilata, ma ho fatto centro lo stesso. Abbiamo così sfruttato subito la superiorità numerica, ma non pensiamo che sia stato facile. Il Catania è una formazione tosta e ben organizzata. Ad uomini pari non lasciava assolutamente spazi». Il 2-5 di Milano è stato messo alle spalle. Il Genoa ha iniziato bene il suo «tour de force». «Avevamo qualche problema psicologico, ma la gara è stata affrontata nel modo giusto. Non dobbiamo, però, illuderci; mercoledì in Coppa Italia sarà dura, ma vogliamo assolutamente andare avanti». Finisce il girone di andata ed il Genoa si ritrova, per la prima volta quest´anno, davanti alla Sampdoria. Mesto minimizza. «Saranno contenti i tifosi. Contano, però, soprattutto i nostri risultati. Per fare un salto di qualità serve cambiare marcia in trasferta». Mesto ha completato la sua giornata con l´assist per il gol di Sculli. L´altro passaggio vincente lo ha firmato Criscito: «Vittoria importante - conferma Mimmo - dopo l´amarezza di Milano. Il Catania si è confermato formazione ostica, ma abbiamo trovato due gol pregevoli e sono arrivati tre punti pesanti. In casa, del resto, sbagliamo poco. Ora vogliamo ripeterci mercoledì». Promuove a pieno voti Suazo: «È un campione, fa la differenza. Ci aiuterà tanto».

 

      

 

      

 

      

 

 

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