CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - CHIEVO                             1 - 0   (0 - 0)   

Rete: 63' Rossi

GENOA: Amelia; Papastathopoulos, Dainelli, Moretti; Rossi, Milanetto, Juric (60' Fatic), Mesto; Palacio (67' Bocchetti), Acquafresca, Sculli (75' Palladino). (Scarpi, Tomovic, Zapater, Suazo). Allenatore: Gasperini.
CHIEVO: Sorrentino; Sardo, Mandelli, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni (72' Bentivoglio), Marcolini (78' Ariatti); Pinzi; Pellissier, Bogdani (77' Abbuscato). (Squizzi, Frey, Morero, De Paula). Allenatore: Di Carlo.

Arbitro: Ciampi di Roma. Ammoniti: Luciano, Marcolini, Yepes, Sorrentino, Palacio e Moretti.

Angoli 5-4 per il Genoa. Spettatori: 24.977

 

     

 

     

 

     

 

GAZZETTA DELLO SPORT - Il Genoa si esalta con il signor Rossi. Un acuto del capitano regala l' aggancio alla Juve Il Chievo gioca alla pari, nel finale Yepes sfiora l' 1-1. di Andrea Schianchi. GENOVA Fare il capitano significa comportarsi come Marco Rossi, classe 1978, uno che di copertine ne ha avute poche ma di chilometri, in carriera, ne ha macinati parecchi. La vittoria sul Chievo, che porta il Genoa ad altezza Juve, in attesa della sfida di domenica a Torino, è figlia di questo ragazzo che in campo si spolmona, si sbatte, lotta, ringhia e, se gli capita (come gli è capitato ieri), fa pure gol. Chiedergli di più sarebbe ingeneroso. Il diagonale «scaccia-nuvole», al minuto 18 del secondo tempo, è il classico episodio che fa svoltare una partita fino a quel momento in equilibrio. Che la firma sia del capitano non è soltanto una casualità, ma la prova che a volte il destino ci vede benissimo e bacia in fronte chi più merita. La chiave Penalizzata da un campo inguardabile («il prato è vergognoso, neanche da oratorio» tuona il presidente Preziosi in polemica con il Comune di Genova), la sfida è un ingarbuglio di moduli. Di Carlo dispone il Chievo con un arrembante 4-3-1-2 e ordina un pressing asfissiante, soprattutto nella metà campo avversario. Ciò manda in tilt il piano di Gasperini che proprio con i difensori vuole cominciare l' azione e invece non ci riesce perché sono sempre marcati. Il problema del Genoa è che, in fase di non possesso palla, ha ben cinque uomini (Marco Rossi, «Papa», Dainelli, Moretti e Juric) per frenare solo tre avversari (Bogdani, Pellissier e Luciano quando si allarga destra): decisamente troppi, anche perché in questo modo si soffre a centrocampo. Ritmo Chievo Il pressing degli uomini di Di Carlo porta due volte vicino al gol: Luciano e Pellissier sprecano (15' e 27' p.t.). Ma è soprattutto la confusione che regna in casa Genoa a favorire il controllo della gara da parte dei veneti. Mandelli e Yepes stoppano le velleità di Acquafresca (una sola conclusione, salvata sulla linea da Mandelli al 10' p.t.) e Milanetto, sempre tampinato da Pinzi, non trova i tempi giusti. Qualità Genoa Alla lunga viene fuori la maggiore qualità tecnica del Genoa che, oltre al gol, colpisce una traversa con Milanetto (32' s.t.). Ma, nel finale, ciò che colpisce del Grifo è la capacità di soffrire di fronte a un avversario che si butta all' attacco anche con i difensori. Di Yepes, al 40' s.t., l' ultima occasione per il pareggio. PAGELLE. di Filippo Grimaldi. GENOA 6,5 AMELIA 6,5 Due interventi decisivi su Luciano e Pellissier. PAPASTATHOPOULOS 6,5 Non sbaglia nulla. Che progressi. DAINELLI 6,5 Si conferma l' uomo che mancava alla difesa. MORETTI 6 Mette il bavaglio a Bogdani. Si fa ammonire: salterà la Juve. MESTO 6 Sgroppate sulla fascia e un lavoro inesauribile. Serve l' assist per il gol. MILANETTO 5,5 Una clamorosa traversa, ma pure qualche errore di troppo. JURIC 5,5 Generoso, anche se con meno lucido del solito. FATIC 5 Impacciato, incerto. Non entra mai in partita. M. ROSSI Fa l' esterno, il terzino, il centrocampista. E un gol da attaccante vero. Serve altro? PALACIO 6 Quando affonda sulla fascia, è dura fermarlo. BOCCHETTI 6 Prezioso nel momento-chiave della gara. ACQUAFRESCA 5,5 Molta volontà, non altrettanta efficacia. SCULLI 6 Sfortunato. Gli manca solo il gol. PALLADINO 6 Venti minuti di ottima qualità. All. GASPERINI 6,5 Sta ritrovando il Genoa migliore. CHIEVO 6 SORRENTINO 6,5 Dimostra un buon riflesso su Dainelli nella ripresa. SARDO 6,5 Tampona ogni varco dalla sua parte. MANDELLI 5,5 Una sola macchia: arpiona Moretti e rischia il rigore. YEPES 6,5 Un baluardo in difesa, nel finale cerca il gol. MANTOVANI 6 Fa un buon lavoro in copertura. LUCIANO Che bel motore. Appena si apre un varco, lui s' infila. RIGONI 6 Grande temperamento, ma non basta. BENTIVOGLIO 5,5 Non riesce a incidere nella rincorsa verso il pari. MARCOLINI 6 Buona sostanza. Bel gesto con l' arbitro sull' ammonizione (Ariatti s.v.). PINZI 6 Spreca il pallone dell' uno a uno. Si sbatte, ma non è giornata. BOGDANI 6 Corre moltissimo, senza trovare l' occasione per colpire. ABBRUSCATO 5 Non riesce a incidere. PELLISSIER 5,5 Ha due ottime occasioni da gol e le spreca entrambe. All. DI CARLO 6 Cade in piedi. Il Chievo ha cuore e corsa da vendere. TERNA ARBITRALE: CIAMPI 5,5 Posizione dubbia di Sculli sul gol. Al Genoa manca un rigore. Bernardoni 6-Alessandroni 6. GENOA 1 CHIEVO 0 (3-4-3) Amelia; Papastathopoulos, Dainelli, Moretti; Mesto, Milanetto, Juric (dal 15' s.t. Fatic), M. Rossi; Palacio (dal 22' s.t. Bocchetti), Acquafresca, Sculli (dal 30' s.t. Palladino). PANCHINA Scarpi, Tomovic, Zapater, Suazo. ALLENATORE Gasperini. GIUDIZIO 77 MARCATORE M. Rossi al 18' s.t. AMMONITI Palacio e Sorrentino per proteste; Moretti per c.n.r.; Luciano, Marcolini, Yepes per gioco scorretto. (4-3-1-2) Sorrentino; Sardo, Mandelli, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni (dal 26' s.t. Bentivoglio), Marcolini (dal 33' s.t. Ariatti); Pinzi; Bogdani (dal 24' s.t. Abbruscato), Pellissier. PANCHINA Squizzi, Morero, Frey, De Paula. ALLENATORE Di Carlo. ARBITRO Ciampi di Roma NOTE paganti 688 per un incasso di 19.303 euro; abbonati 24.289 per una quota di 324.353 euro. Tiri in porta 4 (1 traversa)-3. Tiri fuori 4-7. Angoli 4-6. In fuorigioco 0-2. Recuperi 2' p.t.; 5' s.t.

 

TUTTOSPORT - ROSSI, CARTOLINA ALLA JUVE. Il Genoa soffre ma piega il Chievo: la vittoria vale il 7° posto. Gol da centravanti e aggancio ai bianconeri: domenica lo scontro diretto. Di Carlo, il tecnico sconfitto: «Sì, questo Genoa può dare fastidio alla Juve». Preziosi attacca il sindaco: «Campo vergognoso». di Luca Palmieri. GENOVA. Il Genoa voleva a tutti i costi la vittoria contro il Chievo per rilanciarsi in zona Europa. La squadra di Gian Piero Gasperini l’ha ottenuta, soffrendo co­me nelle aspettative, con un gran gol di Marco Rossi nella ripresa. Partita tatticamente di ottima qualità, grazie a due formazioni in grado di mettere in campo alla lettera le indicazioni dei rispettivi allenatori con corsa, determinazione e qualità. I tre punti sono anche il miglior viatico per la sfida che attende domenica il Genoa, impegnato sul campo di una Juventus agganciata in classifica al settimo posto. L’uomo in più 8 ROSSI Il capitano del Genoa è l’uomo in più della squadra di Gasperini in questa stagione. Sempre straordinario sul piano della corsa e impeccabile sia nei ripiegamenti difensivi sia nelle sortite offensive, Rossi si permette anche il lusso di se­gnare il secondo gol stagionale, dopo quello nel derby con la Sampdoria. Una rete im­portantissima e anche di clas­se sopraffina: al 18’ della ripresa l’esterno controlla da vero centravanti l’appoggio di Mesto, si gira e con il destro trova l’angolino basso in dia­gonale, l’unico spiraglio in un’area affollatissima. A qua­si trentadue anni, Marco Rossi sta vivendo probabilmente la miglior stagione della car­riera e la sua seconda vita calcistica è uno dei segreti di un Genoa sempre in alto. Come lui solamente il trentaquattrenne Omar Milanetto, regista impeccabile e mai così decisivo ad alti livelli. Il Genoa, che sta acquistando giovani di livello internazionale, se li tiene stretti, tanto che il capitano, protagonista della scalata dalla serie C, è stato blindato con un contratto praticamente a vita. 7 Imbattibile da 357’ AMELIA Fino a qualche settimana fa era il punto debole dei rossoblù: troppi i gol subiti, soprattutto nelle gare in trasferta. Nel 2010 però la musica è decisamente cambiata e adesso Marco Amelia, rientrato alla grande dopo un periodo in panchina, ha chiuso la propria porta da ben tre gare consecutive. L’ultima rete subita dal Genoa ri­sale al 20 gennaio, al 3’ del primo tempo del recupero contro il Bari (oltretutto con un tocco di mano di Barreto): da quel momento 357 minuti di imbattibilità per il portiere romano. Tra i fattori decisivi l’arrivo dalla Fiorentina di Dario Dainelli, che ha dato sicurezza, con la sua esperienza ad alto livello, all’intero reparto. Sistemi perfetti 7 ALLENATORI Se la partita è stata bella, me­rito ai sistemi di gioco dei due tecnici. Se il 3-4-3 di Gasperini a Genova è ormai una garanzia, ha strappato applausi anche il 4-3-1-2 pro­posto da Di Carlo: il Chievo è stato bravissimo a occupare tutti gli spazi, non facendosi mai prendere in contropiede dall’aggressività di un Genoa in grado di mettere in difficoltà a Marassi qualsiasi av­versario, e a ripartire in velo­cità con azioni insidiosissime. A fare la differenza è stato solamente il gran gol di Rossi e la maggior caratura tecnica del Genoa. «Il pareggio sareb­be stato più giusto - afferma Di Carlo - ma faccio i complimenti anche al Genoa. I rossoblù mi piacciono, perché, come noi, hanno un’identità ben precisa. E credo che possano mettere in difficoltà la Juve domenica prossima». 6 «Futuro campione» ACQUAFRESCA Arrivato dieci giorni fa, il centravanti ha giocato ieri la prima da titolare dopo l’esordio a gara in corso a Napoli. Acquafresca ha fatto bene soprattutto nel primo tempo, sfiorando anche il gol, poi è un po’ calato, ma ha dimostrato di potersi riprendere a Genova il tempo perduto a Bergamo. «L’importante per me è aver finalmente giocato novanta minuti». Per lui ha parole di zucchero anche il presidente Preziosi: «Si è inserito subito bene perché è un ragazzo intelligente e un futuro campione. Sono certo che ci darà grandi soddisfazioni». Impresentabile 4 IL PRATO Davvero impresentabile, anche con alcuni interventi in corsa che hanno reso la zona di centrocampo più verde delle altre parti del campo. Giocare a calcio su un terreno così è as­sai difficile e può diventare un handicap per il Genoa e per la Samp, entrambe rientrate nel gruppo di squadre che lottano per l’Europa. Il presidente Preziosi, che già aveva rapporti difficili con il sindaco Marta Vincenzi, è furibondo con l’amministrazione comunale. «Il campo è in condizioni vergognose - dice - e il sindaco, prima di parlare di altre cose, dovrebbe venire a vedere le partite. Fino a quando non lo metteranno a posto, non avrò più nessun incontro con loro». LA PARTITA. Super Amelia e si rivede Palladino. CRONACA 1° TEMPO 10’ Acquafresca entra in area e batte in diagonale: su­pera Sorrentino ma Mantovani respinge sulla linea. 15’ Rigoni smarca Luciano, il cui tiro è ribattuto da Amelia. 28’ Diagonale a botta sicura di Pellissier, Amelia salva di piede. CRONACA 2° TEMPO 18’ Rossi riceve in area da Mesto, controlla e batte Sor­rentino con un diagonale a fil di palo. 32’ Gran tiro da fuori area di Milanetto, traversa piena. GENOA- CHIEVO 1-0 Marcatori: st 18’ Rossi. GENOA ( 3- 4- 3): Amelia 7; Papastathopoulos 7, Dainelli 7, Moretti 6; Rossi 8, Milanetto 6.5, Juric 5.5 ( 15’ st Fatic 5.5), Mesto 6.5; Palacio 6.5 (22’ st Bocchetti 6), Acquafresca 6, Sculli 6 (30’ st Palladino 6). A disp. Scarpi, Tomovic, Zapater, Suazo. All. Gasperini 7. CHIEVO ( 4- 3- 1- 2): Sorrentino 6; Sardo 6.5, Mandelli 6.5, Yepes 7, Mantovani 6.5; Luciano 6.5, Rigoni 6 (26’ st Bentivoglio 6), Marcolini 6 (33’ st Ariatti ng); Pinzi 6.5, Pellissier 6, Bogda­ni 6 (23’ st Abbruscato 5.5). A disp. Squizzi, Frey, Morero, De Paula. All. Di Carlo 7. ARBITRO: Ciampi di Roma 6.5 NOTE: 24.977 spettatori per un incasso di 343.656 euro. Ammoniti: Luciano, Marcolini, Yepes e Moretti per gioco falloso; Palacio per comportamento non regolamentare; Sorrentino per proteste. Angoli: 5-4 per il Genoa. Recupero tempo: pt 2’, st 5’.

 

IL SECOLO XIX - Assalto all'Europa grazie a Marco Van Rossi. Mauro Casaccia. Genova. La differenza sta nel respiro, stretto quello del Chievo, largo quello del Genoa. Non è questione di fiato, ne hanno tanto entrambe. È affare spaziale. Alla fine vince l'ampiezza rossoblù, con il mantenimento dell'imbattibilità di Amelia (miglior striscia della serie A, ora è a 356') e la rete, sotto la Nord, di Rossi, l'uomo che un respiro mai lo risparmia. La bandiera in gioventù, ruolo centravanti, adorava Van Basten, santino-poster a cui dare la buonanotte in ogni serata massese. Marco, il nome accomuna insieme alla prodezza di ieri: torsione su Yepes e Marcolini, diagonale radente sul palo lontano. Di Carlo si complimenta: «Gol straordinario, con Marcolini a un metro, ma la A è questa, un metro o un attimo fanno la differenza». Partita da conquista del centimetro, dura, ostica. Portata a casa di spada. Con la sciabolata del capitano. Si diceva, a proposito di strada percorsa, il Chievo inspira orizzontalmente, sulla dimensione corta del campo, ed espira su quella lunga, verticalizzando; il Genoa usa polmone diverso, inspira in verticale (avanzata compatta, portando su il baricentro) ed espira in orizzontale, nel tentativo di aprire le maglie e ottenere varchi sulle fasce. Non ne trova molti. Finché, dopo un'ora, Palacio ricava per Mesto uno spazietto a destra e Rossi decide. È l'1-0 e sono tre punti, aggancio alla Juventus prossima avversaria, direzione Europa. In precedenza l'occasione migliore per i rossoblù era stata con Acquafresca, il destro sporcato da Yepes batte Sorrentino ma non Mandelli, il quale salva a due passi dalla porta. I veronesi agiscono in contropiede, verticalità spinta, e due volte Amelia evita il peggio, con prodigiosi interventi (il secondo garelliano, col piedone) su Luciano e Pellissier. Gasperini aggiusta la disposizione con Rossi a destra e difesa a 4, Mesto centrocampista interno. Squadra di Di Carlo votata a chiusura affollata e ripartenza veloce, servono inserimenti da dietro per Rossi & Co. Altra carta necessaria è la creazione di superiorità numerica con il dribbling: chiamata per Palacio, che al 22' fugge in serpentina e propone il traversone basso da destra, movimento perfetto di Acquafresca ad anticipare sul primo palo, Mandelli si immola in scivolata e gli nega la prima felicità. Interessante nell'ottica del respiro collettivo anche la disposizione che Di Carlo chiede ai suoi sui rilanci lunghi di Sorrentino: Bogdani si sposta per dettare il "lato forte", dove intende andare a spizzicare il lancio, e tutta la formazione scala in orizzontale, addensando la fascia indicata e sgombrando l'altra, zona morta. Altro appunto, atleticamente il duo mediano del Grifone, Juric e Milanetto, patisce la fisicità di Rigoni sostenuta dall'accentramento di Marcolini e Luciano, nonché dall'arretramento di Pinzi, falso trequartista che conserva mentalità e asprezza da incontrista. Si ripete, il Chievo fa forza sulla densità. Il Genoa cerca invece di produrre rarefazione. Continua la partita a soffietto, con un quasi rigore su Palacio e mischia di proteste. Alla ripartenza il Genoa aumenta la pressione, Chievo costretto a portare sempre più la propria corposità in area, dalle parti di Sorrentino. E la diga gialloblù crolla al 63': Mesto da destra, Rossi crea l'imprendibile 1-0. I maghi delle sostituzioni cambiano sei carte, quelle consentite. Gasperini blinda la retroguardia e sfrutta forze fresche sulle fasce, Di Carlo aumenta la propensione offensiva della mediana. Per fiaccare definitivamente il respiro altrui, il Genoa prova con arma poco consueta: il tiro da fuori. Al 77' il numero 77 calcia potente dai 25 metri, la traversa trema. I rossoblù pagano lo sforzo e arretrano, non trovano la lucidità per il raddoppio in contropiede. E i veronesi sfiorano un paio di volte il colpo della ics. Niente da fare, la resistenza rossoblù a difesa del gioiello del capitano fa volare il Grifone.

 

IL SECOLO XIX - «Partita ostica e sofferta, i tre punti sono più preziosi». di Mauro Casaccia. Il tecnico Gasperini elogia i suoi e il Chievo: «Una squadra di valore». Genova. Non gode chi si accontenta. «Complimenti a entrambe le squadre, perché ci hanno provato fino all'ultimo», dice l'elegante sconfitto Di Carlo. E piùè difficile, più si gode. «Partita ostica, sofferta, perciò ancor più prezioso è il successo», afferma l'onesto vincente Gasperini. Tre punti, all'inizio del mese della desiderata accelerata, con tre gare su quattro in casa. Una, col Chievo, è andata; le altre due, Udinese e Bologna dopo la trasferta di domenica all'Olimpico con la Juventus, agganciata ieri. Sfida sempre particolare per il tecnico di Grugliasco: «La classifica non rispecchia i veri valori, quelli dei bianconeri sono superiori, ma è merito nostro avere 35 punti. E farne a Torino sarebbe un grande passo». Il collega gialloblù, che di recente a battuto la Vecchia Signora, ora spinge il Vecchio Balordo: «Il Genoa ha ritmo e intensità nei 90', è forte, ha la mentalità che piace a me. La Juve, invece, deve ancora trovarla...». I rossoblù sperano che tardino ancora. Pensieri d'impresa. Gasperini detta la linea: «Vogliamo stare agganciati al gruppo, per cercare lo sprint nell'ultimo mese e mezzo». Ieri la prima pedalata robusta. Data da capitan Rossi, che nel tempo libero si "riposa" montando la bici e divorando le salite intorno a Massa. «Se non fossi diventato calciatore, magari avrei fatto il ciclista». Bene, c'è lui a dettare le frequenze per il Grifone. Alte. Ancora Di Carlo: «Il Genoa riesce a tenere questa intensità elevata. Rossi c'era, oggi, vero? Forse ci stava il pareggio, ma il gran gol ha fatto la differenza». Gasperini concorda: «Gara equilibrata, il Chievo è squadra di valore e poteva segnare nel primo tempo, noi abbiamo fatto un secondo tempo migliore. Poi, nel finale, potevamo gestire meglio. Ma ci sono tanti segnali buoni e sotto l'aspetto atletico giocare una volta alla settimana aiuta, anche per sopperire a difficoltà tecniche, nostre e dovute al campo. Inoltre abbiamo carattere, abnegazione, spirito». Doti da conservare, mentre si recupera il pieno organico e la forma ottimale di alcuni elementi. «Come Palladino, non è facile rientrare e avere subito la condizione. O Suazo, che deve risolvere alcuni acciacchi. Anche Juric e Bocchetti torneranno al meglio». A Torino rientrerà Criscito, fuori Moretti per squalifica. Da verificare la botta alla testa per Milanetto, sembra niente di grave, mentre per Jankovic è prevista una visita al ginocchio in settimana: «Ma non manca molto al suo rientro». Niente ritorni sul passato: «Se ci fosse stato Dainelli dall'inizio della stagione? Se mia nonna avesse le ruote...». Sguardo al futuro: «L'Inter fa un altro campionato, dopo ci sono Milan, Roma e Juventus. Magari il Napoli può inserirsi, poi è bagarre. Noi, Sampdoria, Palermo, Fiorentina, Cagliari... Anche dietro squadre forti, è un campionato equilibrato e difficile, ogni partita è sul filo del rasoio».

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. AMELIA 7 Decisivo. Al 14' salva in uscita su Luciano scattato sul filo del fuorigioco. Bravo al 27', con una respinta di piede su girata improvvisa di Pellissier in contropiede. Attento e puntuale anche nella ripresa, soprattutto nel finale con un paio di uscite fondamentali per salvare la vittoria rossoblù. SOKRATIS 7.5 Granitico. Partita sontuosa per il "Papa" greco che, con la partenza di Biava, si è conquistato il posto da titolare. Sempre tranquillo nelle chiusure, finisce per concedere poco e niente all'attacco del Chievo. Fisicamente è mostruoso, se elimina qualche ingenuità diventerà un grande difensore. DAINELLI 7 Insuperabile. Da quando è arrivato, Roma a parte, la difesa del Grifone è diventata solidissima. É il centrale che mancava in questa squadra: bravo anche a lanciare i compagni (vedi Mesto dopo appena 2'). In avvio di ripresa va vicino al gol di testa: colpisce bene ma la mira è troppo centrale. MORETTI 6.5 Sicuro. Prima fa il terzo a sinistra, poi si defila sulla fascia con il passaggio alla difesa a quattro. Non ha la corsa di Criscito ma se la cava anche contro Luciano. Al 14' st allontana il pallone dopo esser stato graziato da Ciampi per un fallo di mano: cartellino giallo che gli farà saltare la gara con la Juventus. MESTO 7 Travolgente. Molto attivo sulla destra: qualche errore ma soprattutto, al 18' st, l'assist per il gol di Rossi. Al 34' pt si trova la palla buona sul sinistro in piena area ma la mira è imprecisa. Dopo il cross dell'1-0, al 29' st, va vicino a ripetersi con Sculli ma il colpo di testa del calabrese è fuori bersaglio. MILANETTO 7 Magistrale. Pimpante fin dai primi minuti, al 20' ha la palla sul destro dal limite dell'area ma il pallone gli scappa via. Nella ripresa, al 16', ci riprova ma il suo sinistro al volo viene respinto. Al 32' è sfortunato perché il suo tiro dalla distanza va a scendere proprio sulla traversa a Sorrentino battuto. JURIC 5.5 Impreciso. Capitan Uncino non sta attraversando un gran periodo di forma, logica conseguenza dell'età e degli infortuni subiti quest'anno. Dopo due panchine consecutive, torna titolare: ringhia su tutti quelli che passano dalle sue parti ma finisce per sbagliare parecchi appoggi. PALACIO 6.5 Altalenante. Avvio un po' in sordina per El Trenza, anche se al 9' innesca l'azione che porta Acquafresca vicinissimo al gol. Al 22' crossa basso e il centravanti non arriva alla deviazione. Al 44' va giù in area e Ciampi, dopo le proteste del Chievo, finisce per ammonirlo. ACQUAFRESCA 6.5 Emozionato. Prima da titolare al Ferraris. Al 9' ha subito la palla del vantaggio: assist di Sculli che lo lancia in piena area, tiro che supera Sorrentino in uscita ma, quasi sulla linea, è bravo Mandelli a salvare. Costringe Yepes al fallo da giallo. Bilancio positivo anche se la condizione non è ancora al top. SCULLI 6 Stanco. Non è al massimo e lo si vede dal fatto che difficilmente riesce a trovare lo spunto giusto per rendersi pericoloso. Generoso nell'andare a fare legna in fase difensiva, sfiora il gol del raddoppio di testa, su cross di Mesto, 30 secondi prima di essere sostituito dall'amico Palladino. FATIC 5.5 (dal 15' st per Juric) Mossa che coglie un po' tutti di sorpresa: va a posizionarsi a sinistra, commette qualche errore di troppo. BOCCHETTI 6 (dal 21' per Palacio): Utile nel finale, quando il Chievo preme alla ricerca del pareggio. PALLADINO 6 (dal 30' per Sculli) Di nuovo in campo dopo oltre un mese. Il migliore: ROSSI 8 Straordinario. Capitano coraggioso, perché tappa tutte le falle e poi si butta in avanti per regalare al Grifone una vittoria decisiva per tornare a sentire profumo d'Europa. Avvio di partita a sinistra, al posto dello squalificato Criscito. Dopo un quarto d'ora Gasperini decide di passare a 4 e lo sposta a fare l'esterno destro. Puntuale nelle diagonali, è bravissimo, al 18' della ripresa, a controllare un cross di Mesto e a girarlo alle spalle di Sorrentino.Lo si trova ovunque e alla fine la Gradinata Nord gli tributa il meritato trionfo. Gli avversari CHIEVO: Sorrentino 6, Sardo 6, Mandelli 6.5, Yepes 6.5, Mantovani 6, Luciano 6.5, Rigoni 6.5 (25' st Bentivoglio 6), Marcolini 6(33' st Ariatti sv), Pinzi 6, Pellissier 6.5, Bogdani 5 (23' st Abbruscato 5) L'arbitro Ciampi di Roma 5.5 Direzione di gara con qualche errore. Al 28' st Moretti va giù in area strattonato da Sardo: poteva starci il rigore. Ammonisce Palacio per simulazione nel primo tempo ma la decisione arriva solo dopo le violente proteste dei veronesi.

 

IL SECOLO XIX - Super Amelia mette le mani sulla vittoria Ed è record. di Andrea Schiappapietra. La novità Il portiere imbattuto da tre gare «Merito di tutta la squadra». Genova. I numeri parlano chiaro: terza gara di fila (Atalanta, Napoli e Chievo) senza subire gol e Amelia, grazie alla tripletta subita da De Sanctis, ha, al momento, la striscia di imbattibilità più lunga della serie A con 356 minuti. L'ultima rete incassata risale al 4' del primo tempo della gara con il Bari (tocco di mano di Barreto). Segnali di rinascita, dopo un lungo e difficile periodo in cui la retroguardia del Grifone era diventata addirittura la seconda più battuta di tutto il campionato. Il dato resta, peggio ha fatto ancora solo il Siena (46) ma è ormai evidente che il lavoro fatto in questi mesi sta dando i suoi frutti. «All'inizio abbiamo avuto tante difficoltà, subivamo troppo. Poi, con tanto allenamento e impegno, qualcosa è cambiato: il merito di quanto stiamo ottenendo è di tutti, a cominciare dagli attaccanti che danno una grossa mano in fase difensiva. Da un po' di tempo non incassiamo gol ma in serie A è difficile resistere a lungo», spiega Marco Amelia, autore di almeno due parate decisive (su Luciano e Pellissier), contro la squadra veronese. «Luciano aveva davanti a sè tutta la porta e quindi credo che in buona parte sia demerito suo. Su Pellissier mi è andata bene, sono riuscito a respingere di piede. Sono contento che le mie parate siano state utili per portare a casa una vittoria che ci rilancia: loro sono stati bravi, noi bravissimi. Prendere questi tre punti era molto importante per il nostro futuro, alcune dirette concorrenti hanno perso e quindi ci siamo avvantaggiati nei loro confronti», sottolinea il portiere rossoblù che, al momento del gol di Rossi, è esploso in una straordinaria esultanza. «L'inizio della partita - continua Amelia - è stato difficile ma poi siamo stati bravi a far prendere alla gara la piega giusta». I problemi con Gasperini sembrano ormai lontani. «C'è stata qualche incomprensione ma sono rimasto tranquillo e ora i risultati stanno arrivando». Il Grifone torna a respirare aria di Europa e domenica prossima c'è la trasferta di Torino, contro una Juventus in crisi e agganciata a quota 35. «Da adesso in poi i punti diventeranno sempre più pesanti. La Juve rappresenta un esame molto importante per il nostro futuro. Loro stanno attraversando un momento di difficoltà, noi sappiamo quali sono i loro punti deboli e dobbiamo lavorare in settimana proprio su questi aspetti per cercare di approfittarne». Il cambio di marcia della retroguardia rossoblùè scattato, guarda caso, anche con l'arrivo di Dario Dainelli, il centrale che mancava. «Non a caso è stato per anni capitano della Fiorentina. Ci sta aiutando tanto in questo periodo. Stanno facendo molto bene anche Sokratis e Moretti, per non parlare di Bocchetti: non è facile entrare in campo nel finale, con il Chievo che preme per arrivare al pareggio, e riuscire dare un contributo decisivo», conclude Amelia.

 

IL SECOLO XIX - «Sono il capitano e ora so esultare». di Mauro Casaccia. L’incontenibile gioia di Rossi sotto la Nord. «Gol pesante, ma adesso c’è la Juve». GENOVA. Corsa con dribbling degli abbracci. No, non è la descrizione del gol, è il dopo. Scatto verso metà campo, poi la deviazione della ragione che emergedall’euforia e spinge verso la frana di gioia della Nord, doppio saltello per la coordinazione, pugni chiusi che neanche Ricky Gianco, per tutto e per sempre.Pugnichiusie uppercut mancino caricato, quindi esploso al vento rossoblù. Storia di un’esultanza, dell’esultanza. Perché è Marco Rossi, genoano a vita con la firma fino al 2013 confermata da Enrico Preziosi. E ora sì, Milanetto e Sculli,che lo inseguivano con tutti gli altri,non potranno più dire dell’amico capitano: «Non sa esultare». Lo fa, bene, e lo rifà, al 105’. Ok, Ciampi ha già fischiato la fine. Ma la partita non è finita, per come la intende il Ferraris del Grifone. «Marco Rossi sotto laNord». Il numero 7 ha già parlato in tv, man of the match,roba che per lui, ragazzo che adora i silenzi delle Alpi Apuane, è rarità da ma non the moon. Quindi infilail tunnel per gli spogliatoi, però il grido monta,è richiamo di emozioni.Rossi torna indietro, a ficcare gliocchi nella gente che, sempre lo stesso ritmo, gli confida forte:«Marco Rossi uno di noi». Pugni chiusi,ancora, alla Ricky. E tu sei qui conme, dice la canzone. Lo dice anche il Genoa, tutto, con Preziosi:«Offerta da 10 milioni di euro per lui, dallo Zenit? Sì,ma non c’è problema,nessuna possibilità che se ne vada.Èil nostro capitano e ha firmato il rinnovo, chiuderà la carriera connoi».Desiderio condiviso, club e giocatore. Ha deciso così Rossi, così vede il calcio e il mondo: i soldi contano fino a un certo punto, valgono di più i sentimenti, scelte di vita. Da far prevalere comunque, testardo d’un massese. Ieri, per il piccolo schermo, queste parole: «Gol pesante, ci ha permesso di portare a casa una vittoria importante per la zona Europa. E domenica ci aspetta una partita difficilissima (Juventus, ndr). Non subiamo reti? Siamo migliorati tanto. Siamo una squadra che attacca molto e ci sta prendere dei rischi,ma siamo migliorati e miglioreremo ancora». Poi via, di nuovo sotto laNord. Nella pancia del Ferraris non dice più, lascia che si dica di lui. Gasperini: «Straordinario, fa tutti i ruoli e ha pure realizzato un gol da attaccante vero». Lo era, in gioventù.Ma tutti i ruolino. Il 7 racconta: «Mai il portiere, mi chiedo come fanno a prendere tutte quelle botte per terra».Eoraha preso gusto a far recuperare palla nella rete. Per sentire la musica del Ferraris. Rossi è appassionato di album anni ’80 e ’90: «Solo quella. E italiana, l’inglese non lo capisco.Devo sentire le parole, specie se sono canzonid’amore. Sono un sentimentale.». S’è capito, da esultanza e firma e tutto il resto. Ilmotivo diGianco è del ’67,ma va bene lo stesso. Pugni chiusi, sotto la gradinata. Uomo per tuttii ruoli, tranne il portiere Rossi ha preso a far male ai portieri. Gasp: «Gioca in ogni ruolo». E lui: «Non in porta però, con tutte le botte che si prendono a terra». Potere alle emozioni, con cori e musica Il Ferraris, pure a gara finita, canta per il 7. Il quale ama la musica anni '80 e '90: «In italiano, per capire le parole, sono un sentimentale...»

 

LA REPUBBLICA - ROSSI LANCIA IL GENOA. "Tre punti pesanti". Una prodezza del capitano consente ai rossoblù di piegare un solido Chievo e ridare corpo alle ambizioni europee. Gasperini: "E ora la Juve". Preziosi attacca il sindaco: "Campo da oratorio". Di Carlo: "Peccato per le occasioni non concretizzate". di Gianluca Strocchi. GENOVA  -  Tre punti pesanti, che consentono di rilanciare le proprie ambizioni di un posto in Europa. Sono quelli che artiglia il Genoa, superando di misura il Chievo al 'Ferraris'. Non è stato comunque semplice per i rossoblù avere ragione della formazione di Mimmo Di Carlo, già capace di mettere sotto anche avversarie più quotate (chiedere informazioni alla Juve): una squadra compatta, che sa stare bene in campo e che corre, abile a ripartire in contropiede. C'è voluta una prodezza individuale di Marco Rossi (2° gol stagionale per il capitano e 5° centro in serie A), il capitano e una delle bandiere del Grifone, per far esplodere Marassi e decidere un incontro fino a quel momento bloccato. E' da poco passato il quarto d'ora della ripresa quando Rossi controlla alla perfezione un cross dalla destra di Mesto e in un fazzoletto si gira, indirizzando da posizione decentrata un diagonale basso nell'angolo opposto che non consente scampo a Sorrentino. AMELIA CHIUDE LA PORTA - In precedenza, nella prima frazione di gara, la squadra di Gian Piero Gasperini era andata vicinissima al vantaggio al 10', quando Mandelli salvava sulla linea di porta la conclusione di Acquafresca (al debutto dall'inizio dopo lo scampolo a Napoli) che aveva scavalcato il portiere in uscita. L'unico altro brivido per la porta clivense era stato un destro di Mesto di poco a lato. Invece il Genoa deve ringraziare Amelia, determinante nel tenere inviolata la sua porta nel 1° tempo con due interventi. Al quarto d'ora l'estremo difensore rossoblù si oppone a Luciano, quindi al 27' deve metterci il piede su una conclusione di Pellissier liberato da Luciano, uno dei migliori in campo. MANTOVANI SFIORA 1-1, MILANETTO IL 2-0 - Lo spirito del Chievo viene fuori anche una volta in svantaggio, visto che i veronesi sfiorano l'1-1 con un colpo di testa di Mantovani fuori di un niente. E' invece la traversa (32' st) a negare il raddoppio a Milanetto, il cui destro dal limite si stampa sul legno. Ma il popolo genoano può comunque far festa (7 punti nelle ultime tre gare), in attesa della sfida di domenica con la Juve, un incrocio da non sbagliare sulla strada che porta all'Europa, tenendo conto che poi i rossoblù sono attesi da due impegni casalinghi per completare il mese di febbraio. GASPERINI: TRE PUNTI IMPORTANTI  -  Gian Piero Gasperini sa che si tratta di un'affermazione pesante, proprio perché sofferta. "Alla fine abbiamo vinto noi - ammette il tecnico rossoblù -. E' stata una partita difficile e Rossi ha fatto un gran gol che ha sbloccato l'equilibrio. Sono tre punti di fondamentale importanza e siamo contenti di ciò che abbiamo fatto fino ad ora, visto che siamo a quota 35". Domenica il Genoa affronterà la Juve a pari punti, la squadra che rappresenta il passato e magari anche il futuro di Gasperini. "Nel passato ha significato molto per me e adesso significa molto il Genoa. Andiamo a Torino cercando di continuare la nostra striscia, anche se non sarà facile". PREZIOSI: CAMPO PESSIMO, SINDACO VENGA A VEDERE - Lancia invece stilettate al sindaco di Genova il presidente del Genoa Enrico Preziosi commentando lo stato del terreno di gioco a Marassi. "Peccato per il campo - commenta Preziosi - Genova non può avere un campo così. Neanche all'oratorio si gioca in queste condizioni. Il sindaco, invece di parlare di altro, venga a vedere le partite". Parole dure e a chi domanda se è previsto un incontro in futuro la risposta è ancora più secca: "Fino a quando non mettono a posto lo stadio io non incontro nessuno". DI CARLO: LA PRESTAZIONE C'E' STATA - Si tiene stretta la prestazione, anche se non suffragata dal risultato, invece Domenico Di Carlo. "E' stata una partita giocata ad alti ritmi da entrambe le formazioni  -  commenta il tecnico del Chievo  -  nella quale anche noi abbiamo avuto le nostre opportunità. Direi almeno due-tre grandi occasioni, in particolare nel primo tempo sono state super le parate di Amelia che ci ha negato un possibile vantaggio. Poi è arrivata quella prodezza di Rossi a rompere una situazione di sostanziale equilibrio, che probabilmente si sarebbe protratta ancora". E così la compagine veronese deve archiviare un altro viaggio senza soddisfazioni di classifica. "Sì, è vero, sta un po' cambiando il trend rispetto a inizio stagione, quando riuscivamo a raccogliere più punti anche fuori casa. Comunque credo che tornerà presto il momento in cui faremo bottino pieno anche in trasferta. L'importante è che il Chievo continui con questo spirito e con questa intensità, magari con un pizzico di concretezza in più  -  conclude Di Carlo  -  e allora potremo raggiungere l'obiettivo salvezza". GENOA-CHIEVO 1-0 (0-0). GENOA (3-4-3): Amelia; Papastathopoulos, Dainelli, Moretti; Rossi, Milanetto, Juric (15' st Fatic), Mesto; Palacio (22' st Bocchetti), Acquafresca, Sculli (30' st Palladino). A disp. Scarpi, Tomovic, Zapater, Suazo. All: Gasperini. CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino; Sardo, Mandelli, Yepes, Mantovani; Luciano, Rigoni (26' st Bentivoglio), Marcolini (33' st Ariatti); Pinzi; Pellissier, Bogdani (32' st Abbuscato). A disp. Squizzi, Frey, Morero, De Paula. All: Di Carlo. ARBITRO: Ciampi di Roma. MARCATORI: 18' st Rossi. AMMONITI: Yepes, Sorrentino, Palacio e Moretti per comportamento non regolamentare; Luciano e Marcolini per gioco scorretto. NOTE: giornata soleggiata, terreno in discrete condizioni; angoli: 5-4 per il Genoa; recupero: pt 2' e st 5'. Spettatori: 25.000 circa.

 

LA REPUBBLICA - Il Grifone combatte e vince decide una magia di Rossi. di Luca Palmieri. Gasperini: "Può ancora succedere di tutto" Obiettivo puntato sulla Juve: "Se siamo pari il merito è nostro. Loro sono uno squadrone, ma andiamo a Torino sereni e consapevoli del nostro valore" Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Sofferta, come nelle previsioni della vigilia, ma per questo ancora più importante. I tre punti contro il Chievo permettono infatti al Genoa di tornare in piena corsa per l´Europa, al settimo posto, e, vista la sconfitta del Napoli a Udine, a soli tre da quel quarto che rappresenta un sogno da non dichiarare. La squadra rossoblù arriva anche alla sfida di domenica prossima in casa della Juventus a pari punti con i bianconeri, che restano in difficoltà anche dopo l´arrivo in panchina di Zaccheroni. «Se abbiamo trentacinque punti - dice Gasperini - il grande merito è nostro, ma la Juventus resta uno squadrone, anche se sta passando un momento difficile. Andremo a Torino sereni e consapevoli che la classifica non rappresenta il vero valore dei nostri avversari. Se poi arrivasse anche un risultato positivo, sarebbe davvero bellissimo». Mai infatti lo juventino Gasperini ha fatto punti a Torino contro i bianconeri e per lui ci sarà anche la sfida tra 3-4-3 con Zac. «Lui - scherza il tecnico - giocava già così qualche anno fa, al massimo posso essere io ad avergli rubato qualcosa. Sono sicuro che con lui i bianconeri si riprenderanno, anche se spero solo tra qualche settimana». La partita di ieri ha invece visto la sfida tra due squadre ottimamente disposte sul piano tattico, con il Chievo di Mimmo Di Carlo che ha messo in difficoltà il Genoa, soprattutto nel primo tempo, con un pressing feroce e rapidi contropiedi (decisivo Amelia prima su Luciano e poi su Pellissier). Nella ripresa invece il Genoa ha preso coraggio ed ha trovato il successo con una splendida marcatura di Marco Rossi al 18´: il capitano è stato bravissimo, in piena area, a controllare un cross di Mesto, girarsi rapidamente e trovare l´angolino basso alla destra di Sorrentino. Per il capitano non ci sono più parole, neanche per Gasperini. «Il gol di Rossi - ammette il tecnico - ha cambiato una partita molto difficile, contro una squadra di valore. Nel primo tempo siamo stati più in difficoltà, mentre nella ripresa abbiamo fatto decisamente meglio». Note positive dalla prima da titolare di Acquafresca, che ha sfiorato il gol in avvio per poi calare fatalmente un po´ nella ripresa. («E´ un futuro campione, ci darà grandi soddisfazioni», profetizza il presidente Preziosi) e soprattutto, dalla difesa che ha chiuso la terza partita senza prendere gol. Amelia è imbattuto da 357´, Gasperini si gode la ritrovata compattezza e ride quando gli viene chiesto cosa sarebbe successo se Dainelli fosse arrivato prima. «Sono soddisfatto - dice - e voglio spendere una parola per Papastathopoulos. Mi è piaciuto molto. E´ un giovane che sta crescendo tanto ed aveva giocato già quindici partite, anche quando c´era Biava». Dopo il vantaggio, il Genoa è passato al 4-3-3 con l´inserimento di Bocchetti ed ha rischiato qualcosa solamente nel finale, dopo che Milanetto aveva colpito una clamorosa traversa con uno splendido tiro dalla distanza. Si è rivisto in campo anche Palladino, che, smaltita l´influenza, potrebbe avere una maglia da titolare contro la Juventus. Tutte note positive per Gasperini, che si prepara alla rincorsa verso un posto in Europa. «Il campionato è molto equilibrato, può ancora succedere di tutto e possono ancora rinvenire squadre che sono dietro. Dovremo mantenere il più possibile questa classifica per poi giocarci tutto nel rush finale».

 

LA REPUBBLICA - PAGELLE. Amelia: doppio miracolo. Palacio si sacrifica. AMELIA 7 Nel primo tempo salva il risultato quando la difesa del Genoa si fa prendere in contropiede e prima Luciano e poi Pellisier gli si presentano soli davanti. Nella ripresa Yepes di testa lo grazia. ROSSI 7 Parte laterale sinistro ma passa presto terzino destro. Segna anche un gol alla Milito: spalle alla porta stoppa la palla, si gira evitando il difensore avversario e manda la palla nell'angolo lontano. Curiosamente la porta nella quale ha segnato più spesso è quella della Sud, sotto la Nord aveva fatto un gol soltanto (nella partita maledetta con il Venezia). Il gol di ieri gliel'aveva predetto suor Francesca, la suora di clausura super tifosa che giovedì era andata a trovare in convento. PAPASTATHOPOULOS 7 Ha uno strapotere fisico e atletico, ma anche una tecnica discreta. L'essere stato promosso titolare, dopo la partenza di Biava, l'ha certamente responsabilizzato ma gli ha anche dato maggiore sicurezza. DAINELLI 6,5 In difesa è una garanzia, peccato però per l'occasione da rete non concretizzata: il suo colpo di testa da posizione più che favorevole finisce tra le braccia del portiere. MORETTI 6 Da esterno sinistro presidia soprattutto la zona difensiva, ma si concede anche alcune efficaci sortite offensive. Ammonito salterà il big match con la Juve. MESTO 6,5 L'assist a Rossi è quasi involontario. Ma sulla fascia il suo è contributo importante, sia in fase di spinta che di contenimento. MILANETTO 6 Gioca con sulla testa la spada di Damocle della squalifica. Ha avuto giornate più ispirate. JURIC 5 Fuori condizione, non riesce a riprendersi dagli infortuni che l'hanno costretto a lungo ai box. Ma Gasperini assicura che presto torneranno anche per lui giorni belli. Dal 15' st Fatic 5: assolutamente inadeguato, al momento, per la serie A. PALACIO 6,5 Arretrata molto per dare alla manovra di partenza del Genoa un pizzico di fantasia. ACQUAFRESCA 6 Parte forte, andando due volte vicino al gol e facendo tanto movimento. Meno bene nel secondo tempo, quando ha patito una condizione atletica non ancora ottimale. SCULLI 6 Il solito combattente indomito. Dal 30' st Palladino sv. CHIEVO. SORRENTINO 6. Imparabile il tiro di Rossi, la traversa lo salva sulla botta da 20 metri di Milanetto. MANDELLI 6,5. Salva due volte su Acquafresca, prima sulla linea sostituendosi a Sorrentino, poi 'murando' la conclusione del centravanti genoano. MANTOVANI 5,5. Spesso in difficoltà su Palacio. YEPES 6. Il centrale di Di Carlo finisce la partita addirittura facendo il centravanti e di testa si mangia un gol fatto, consegnando la palla tra le braccia di Amelia. SARDO 6. Si concentra soprattutto sulla fase difensiva, rinunciando alle sue abituali sortite offensive. PINZI 6. Di Carlo lo sistema tra le linee sperando (invano) che trovi il guizzo vincente. Poi nel finale lo arretra a centrocampo, inserendo Bentivoglio dietro le due punte. MARCOLINI 6. Una partita di fatica e di sostanza. RIGONI 5,5. Non entra in partita, ma il problema non è la maschera (che butta via dopo una ventina di minuti). LUCIANO 5. Non incide sulla partita, non riuscendo nemmeno a sfruttare il fatto che Moretti abbia un passo molto meno rapido del suo. BOGDANI 5,5. Ripiega spesso, finendo per essere un centrocampista aggiunto. Se è apprezzabile l'impegno e lo spirito di sacrificio, nemmeno una volta però riesce a essere pericoloso in fase offensiva. PELISSIER 5. Non pervenuto, una delle sue prestazioni più abuliche. ARIATTI SV. BENTIVOGLIO SV. ABBRUSCATO 5. Nullo anche il suo contributo offensivo e rispetto al compagno non dà alcun contributo in fase di interdizione

 

     

 

     

 

     

 

     

 

 

AKAIAOI