CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - FIORENTINA                          2 - 1    (1 - 0)

Reti: 43' Palladino, 63' Marchionni, 73' Mesto

GENOA: Amelia, Papastathopoulos, Biava, Bocchetti, Rossi, Milanetto, Zapater, Modesto (80' Esposito), Sculli (72' Palacio), Crespo, Palladino (67' Mesto). (Russo, Tomovic, Raggio Garibaldi, Floccari). All: Caneo (Gasperini squalificato).
FIORENTINA: Frey, Comotto, Gamberini, Dainelli, Pasqual (82' Castillo) , Donadel (61' Zanetti), Montolivo, Jovetic (55' Marchionni), Mutu, Vargas, Gilardino. (Avramov, Kroldrup, De Silvestri, Gobbi). Allenatore: Prandelli.

Arbitro: Saccani di Mantova. Ammoniti: Jovetic, Bocchetti, Biava.

Angoli: 4 a 0 per la Fiorentina. Spettatori: 25.778 (paganti 1.489, abbonati 24.289)

 

     

 

     

 

     

 

GAZZETTA dello SPORT - Il Genoa risorge, la Fiorentina no. In vantaggio con un colpo di tacco di Palladino, è raggiunto da Marchionni, ma poi spunta Mesto. di Luca Calamai. GENOVA C' è anche una Genova che fa festa: è quella rossoblù. 2 a 1 contro la Fiorentina. Una vittoria che chiude un ciclo negativo e permette alla squadra di Gasperini (ieri squalificato) di sorpassare i viola e di risalire posizioni importanti. Decidono i gol degli esterni, il «segreto» del Genoa. Prima Palladino, poi Mesto. Tutto questo dentro una partita ricca di emozioni e di capovolgimenti di fronte. Il Genoa non è ancora il vero Genoa. Ma, nonostante infortuni e squalifiche, sembra aver ritrovato quell' idea tattica che sembrava aver smarrito. La Fiorentina, invece, ha scelto di complicarsi la vita puntando in partenza su un tridente inedito. Scelta che non ha pagato. Ora il bilancio parla di due punti nelle ultime quattro partite. Non è ancora il momento di parlare di crisi ma, certo, la squadra viola deve cambiare marcia. E, magari, a gennaio dovranno arrivare anche quei due rinforzi necessari a rimpolpare una rosa troppo limitata per il doppio binario Champions-campionato. La chiave Prandelli propone il tridente dei sogni: Jovetic-Mutu e Gilardino. E passa al 4-3-2-1 con Vargas arretrato sulla linea dei centrocampisti. Una Fiorentina così spregiudicata fatica a trovare equilibrio nonostante l' impegno, anche in copertura, di Mutu e Jovetic. La nuova formula esalta, invece, le qualità di Montolivo che, partendo da una posizione più avanzata, trova spazi preziosi. Al 15' supera in slalom tre avversari, si presenta davanti ad Amelia ma il sinistro è impresentabile. La palla si impenna e Bocchetti, con una spinta, impedisce a Montolivo di ribattere di testa. Per Saccani il contatto è regolare. Magia Palladino Il Genoa fatica a entrare in partita. Ma quando mette in moto la macchina, vola. Il finale di tempo è un inno al calcio. Comincia al 39' Palladino con un destro in corsa che Frey riesce con un capolavoro a levare di porta. Un minuto dopo rasoterra di Crespo, ancora Frey. Poi, al 43' , il gol. Una magia. Palladino scatta sul filo del fuorigioco su un delizioso invito di Sculli. Il colpo di tacco beffa l' incredulo Frey. Sembra il vecchio Genoa. Quello che aggredisce le corsie esterne e attacca anche con sei uomini. La risposta di Marchionni Al 10' del secondo tempo Prandelli dichiara chiuso l' esperimento tridente e ripropone Marchionni al posto di un mediocre Jo-Jo. La Fiorentina torna al 4-2-3-1. E ritrova le sue geometrie. Al 16' Montolivo colpisce la traversa su punizione. Un minuto dopo lo stesso Montolivo confeziona un cross perfetto per Gamberini: testa a botta sicura ma la palla centra in pieno il palo. Al 17' arriva il pareggio. Lo realizza Marchionni bravo a trovare il corridoio giusto dentro l' affollata area del Genoa. Gasperini, squalificato, suggerisce al suo vice Caneo due cambi: Mesto e Palacio per Palladino e Sculli. Due nuovi esterni d' attacco per provare a vincere. La mossa funziona. Al 28' un bel lancio dell' argentino taglia il campo e trova Mesto che batte Frey. IL FILM DELLA GARA Con Mesto è festa Genoa Jovetic finisce per terra 46' p.t. Stevan Jovetic, 20 anni, schierato nel tridente con Mutu e Jovetic. La mossa non ha funzionato e il montenegrino è uscito tristemente dal campo, beccandosi anche un giallo 28' s.t. Giandomenico Mesto, 27 anni, grande protagonista della sfida con la Fiorentina. Esulta dopo aver risolto il match per il Genoa con un gran tiro in corsa bruciando Pasqual. Crespo: «Meno gioco ma tanto carattere». Palladino: «Provo spesso colpi così». Comotto furioso. di Alessio Da Ronch. GENOVA «Era il momento di rimettere a posto le cose». Nelle parole di Crespo c' è il succo di una partita importante, se non fondamentale. Per il Genoa la sfida con la Fiorentina era il bivio determinante, non si poteva scegliere la via sbagliata. «Spesso si è parlato del Genoa per il suo gioco, stavolta sono stati fondamentali il carattere e la voglia di vincere e soffrire. Era il momento di stringere i denti e siamo riusciti a farlo». Palladino ha centrato il colpo della serata, con il gol di tacco: «Sapete che non mi piacciono le cose facili. E' stato istintivo, anche in allenamento provo colpi così». Bruno Caneo incassa la vittoria: «Gasperini mi ha detto bravo, io gli ho risposto: bravo tu, per il lavoro fatto in settimana. Lui è un mese avanti in queste cose. I cambi sono stati decisivi, abbiamo avuto un pò di fortuna, quella che troppe volte ci aveva voltato le spalle ultimamente». Enrico Preziosi ha la voce bassa, stanca, sofferta: «E' stata la partita del cuore, i ragazzi l' hanno voluta a tutti i costi. Siamo in difficoltà, non in crisi». Prandelli La sconfitta non abbatte certo Prandelli, che ha provato a lanciare il tridente superoffensivo: «Ho deciso di provare quando gli infortuni e le precarie condizioni di Marchionni me lo hanno imposto. Abbiamo fatto bene, Jovetic l' ho tolto non per demerito ma per una decisione tattica. Sono orgoglioso dei ragazzi. E' stata una delle migliori partite in trasferta. Per questo ho detto loro di non scoraggiarsi. Andando avanti così gli episodi gireranno a nostro favore». A Comotto gli episodi non sono piaciuti: «Abbiamo avuto l' impressione di essere la vittima sacrificale». GENOA 2 FIORENTINA 1 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Palladino (G) al 43' p.t.; Marchionni (F) al 18' ; Mesto (G) al 28' s.t. GENOA (4-3-3) Amelia; Papastathopoulos, Biava, Bocchetti, Modesto (dal 35' s.t. Esposito); Rossi, Milanetto, Zapater; Sculli (dal 27' s.t. Palacio), Crespo, Palladino (dal 23' s.t. Mesto). PANCHINA Russo, Tomovic, Raggio Garibaldi, Floccari. ALLENATORE Caneo (Gasperini squalificato). FIORENTINA (4-3-2-1) Frey: Comotto, Gamberini, Dainelli, Pasqual (dal 37' s.t. Castillo); Donadel (dal 16' s.t. Zanetti), Montolivo, Vargas; Jovetic (dal 10' s.t. Marchionni), Mutu; Gilardino. PANCHINA Avramov, Kroldrup, De Silvestri, Gobbi. ALLENATORE Prandelli. ARBITRO Saccani di Mantova. AMMONITI Biava e Bocchetti (G) per gioco scorretto, Jovetic (F) per simulazione. NOTE Spettatori 25.000 circa dei quali 1.489 paganti per un incasso di 45.248 e 24.289 abbonati per una quota di 324.909. Tiri in porta 8-6; tiri fuori 4-6; angoli 3-4; fuorigioco 2-4. Recuperi: primo tempo: 1' ; secondo tempo: 4' .

 

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Matteo Dalla Vite. GENOA 7 AMELIA 7 Su Montolivo, poi su JoJo e Gila, Gamberini. PAPASTATHOPOULOS 5,5 E' assente in troppe situazioni di pericolo. BIAVA 7 Rudezza, ma quella di chi (di riffa o di raffa) funziona. BOCCHETTI 6,5 Va anche in avanti. Due sbavature ma mai decisive. MODESTO 5,5 Partitina: si perde Marchionni nell' 1-1. (Esposito s.v.) ROSSI 7 Non smette mai di infilare il piede e di correre. Incessante. MILANETTO 6,5 Nei riavvii si trova Mutu addosso, ha rapidità di lettura ma non di movimenti: però ha sempre idee da dare. ZAPATER 6 Due punizioni strampalate, legna in mezzo, mai scarico. SCULLI 6 Sa far male, ma si ferma su Pasqual-assist. PALACIO 6 La palla spacca-match, quella del 2-1, . CRESPO 5,5 Stremato, non sta bene, ma fa sempre le stesse cose. PALLADINO Il tacco dell' 1-0, epico. E poi? Tagli letali, insistenza, spunti, tiri, elettricità costante: non lo tieni. MESTO 7 Pasqual lo guarda: 2-1 appena entrato. All. CANEO 7 L' emergenza ma soprattutto la resistenza nei momenti duri e le ripartenze. FIORENTINA 5 FREY 6 Palladino lo strega, Mesto pure e il resto è salvataggi. COMOTTO 5,5 Palladino lo mette dentro al flipper. GAMBERINI 5,5 Va in bambola su Palladino, prende il palo e poi Amelia gli fa il miracolo. DAINELLI 5,5 Rognoso ma legnoso sulla magìa di Palladino: con Gamberini è sbilanciato sul 2-1. PASQUAL 5,5 Avvia l' 1-1 ma non blocca Mesto-gol. (Castillo s.v.) MONTOLIVO 7 Quasi gol, merita un rigore. Traversa, forza sensata. DONADEL 6,5 Perno centrale davanti alla terza linea. ZANETTI 6 Quando entra c' è l' equilibrio che mancava. VARGAS 6,5 Da interno non rende, da esterno sì. JOVETIC 5 Simula in area? Non bene. E' in differita. MARCHIONNI 7 Entra ed è gol. Ma non solo: crea la superiorità , mette in mezzo i cross che servivano. MUTU 5,5 Il primo a pressare sui centrocampisti, vigore e voglia, va al tiro ma è sfiancato dai rientri. GILARDINO 5 Più spalle alla porta che no, non solo per colpe sue. All. PRANDELLI 5 Mette dopo coloro (Marchionni e Zanetti) con cui doveva iniziare. Il Trio meraviglia subito? Scelta bizzarra, fumosa. TERNA ARBITRALE: SACCANI 5 Bene sulla simulazione di Jovetic, malino su Gilardino, molto male sulla spinta che riceve Montolivo. Calcagno 5,5 Ayroldi 5,5.

 

TUTTOSPORT - GENOA, LA VENDETTA E' DOLCE. Prandelli rischia il tridente ma perde ancora: inutile la rete di Marchionni. Decidono Palladino (di tacco) e Mesto Battuta la Fiorentina che l’anno scorso lasciò i liguri fuori dalla Champions. Preziosi è felice solo per il risultato: «Abbiamo vinto con il cuore, non con il gioco. Per ora va bene così». di Anselmo Gramigni. GENOVA. Risorge il Genoa, sprofonda la Fiorentina. «Abbiamo vinto con il cuore, non con la tattica o il bel gioco. E per ora va bene così», dice un Preziosi finalmente contento dopo i patimenti delle ultime settimane. Decide una fiondata di Mesto dopo che Marchionni aveva risposto all’acuto di un ottimo Palladino. I rossoblù possono così rifiatare e guarda­re al futuro con maggiore serenità. Era troppo importante questa partita. Per la Fiorentina invece una serataccia che segue il brutto pomeriggio col Napoli. Due sconfitte di fila dure da assorbire soprattutto alla luce dell’involuzione di Mutu e Jovetic, pallide ombre dei campioni che erano fino a non molto tempo fa. TIMORI INIZIALI Un po’ a sorpresa Prandelli schiera il tridente atipico con Jovetic e Mutu larghi e poco dietro a Gilardino. E una difesa con tre novità ri­spetto a domenica scorsa, dentro infatti Comotto, Dainelli e Pasqual. Gasperini, ieri appostato in tribuna con il celluare incollato alle orecchie, s’adegua e schiera una difesa a quattro con Papastathopoulos a destra, i due centrali Biava e Bocchetti e Modesto a sinistra. Fuori Mesto a centrocampo e Zapater in mez­zo a sinistra. Crespo rileva Floccari davanti. Avvio con la tremarella per en­trambe le squadre reduci da cocenti sconfitte. Paura in campo. Su ambo i fronti, molti i passaggi sbagliati per ec­cesso di frenesia come se il pallone scottasse tra i piedi. La prima occasione è del Genoa, al 7’. Palladino da sinistra mette al centro e Sculli di testa manda fuori di un soffio. Al 14’ Amelia tocca Gilardino in area e la Fiorentina reclama un rigore che poteva anche starci. Un minuto dopo clamorosa palla gol sciupata da Montolivo che solo, in area, si fa ri­battere la ocnclusione da Amelia. Piano piano, il genoa si scrolla di dosso la paura, prende coraggio e appare più convin­to. Al 38’ miracolo di Frey su Palladino. Al 42’ ancora Frey protagonista ribatte prima una conclusione di Crespo e poi una fiondata di Modesto. E’ il prologo del gol che arriva al 43’. Azione insistita sul fronte destro, gran palla di Sculli per Palladino che di tacco fulmina il portiere da poco più di tre metri. Non c’è fuorigioco. RISVEGLIO VIOLA Fiorentina troppo brutta per essere vera e Prandelli porta adeguati correttivi. Fuori Jovetic e Donadel dentro Marchionni e Zanetti. E la gara cambia subito. Prima Montolivo e poi Gamberini colpiscono i legni di Amelia. Al 17’ arriva il pari con Marchionni servito dentro l’area da Pasqual. A questo punto cambia pure Gasperini: dentro Mesto per Palladino e Palacio per Sculli. E proprio Mesto riporta avanti i rossoblù al 27’ con un diagonale su assist di Palacio al suo primo pallone toccato. Viola sorpresi e di nuovo un po’ imballati, confusamente in avanti ma il Genoa è pericoloso in contropiede. Montolivo e Mutu impauriscono Amelia. Ma i rossoblù portano a casa tre punti preziosi. Per Prandelli, molto su cui riflettere. GENOA-FIORENTINA 2-1 MARCATORI: pt 43’ Palladino; st 17’ Marchionni, 27’ Mesto GENOA (4-3-3): Amelia 6.5; Papastathopoulos 5, Biava 6, Bocchetti 6, Modesto 6 (34’ st Esposito ng); M. Rossi 7, Milanetto 6.5, Zapater 6.5; Sculli 6.5 (27’ st Palacio 6), Crespo 5.5, Palladino 7 (22’ st Mesto 6.5). A disp. Russo, Tomovic, Raggio Garibaldi, Floccari. All. Caneo (Gasperini squalificato) 6.5 FIORENTINA (4-3-2-1): Frey 7; Comotto 5, Gamberini 6, Dainelli 6, Pasqual 6 (37’ st Castillo ng); Donadel 5 (16’ st Zanetti 6), Montolivo 6, Vargas 6.5; Jovetic 4.5 (9’ st Marchionni 7), Mutu 4.5; Gilardino 5. A disp. Avramov, Kroldrup, De Silvestri, Gobbi, Castillo. All. Prandelli 5 ARBITRO: Saccani di Mantova 5 NOTE: spettatori 25.778 per un incasso di 370.157 euro. Ammoniti: Biava, Bocchetti (gioco scorretto), Jovetic (simulazione). Recupero tempo: pt 1’; st 4’

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Anselmo Gramigni. GENOA. PALLADINO 7 Inventa un gran bel gol e crea, sempre, pericoli alla difesa ospite. ROSSI 7 Uomo ovunque. Costante e presente in ogni occa­sione. Non si ferma proprio mai. AMELIA 6.5 Buona prestazione del portiere, che è stato autore di almeno due parate decisive. MESTO ( 22’ st) 6.5 Vivacizza l’attacco rossoblù, segna e torna a coprire. MILANETTO 6.5 Dà ordine alla squadra senza risparmiarsi mai. SCULLI 6.5 In particolar modo nel primo tempo è incontenibile. ZAPATER 6.5 Ha dato sostanza al servizio di un Genoa in ripresa. BIAVA 6 Fatica, suda e riesce rinsaldare la difesa. Prova positiva. BOCCHETTI 6 Qualche incertezza da parte sua, poi però tanti buoni interventi. MODESTO 6 Non è in serata brillante, ma fa il suo senza strafare. PALACIO ( 27’ st) 6 Gioca poco, ma si fa notare, eccome. Prezioso l’assist per il gol di Mesto. CRESPO 5.5 Ne prende poche. E’ evidente che non è al meglio della forma. PAPASTATHOPOULOS 5 Troppe le incertezze nelle fasi cal­de della gara. Alenatore GASPERINI 6.5 Il Genoa si rianima e ritrova un po’ di se stesso. FIORENTINA FREY 7 Protagonista positivo anche stavolta. Incolpevole sui gol. MARCHIONNI ( 9’ st) 7 Segna e mette in costante difficoltà la difesa di casa. VARGAS 6.5 E’ sempre un brutto cliente per chiunque. Tra i viola più positivi. DAINELLI 6 Al rientro regge bene l’impatto. GAMBERINI 6 Meglio da attaccante che da difensore. Colpisce pure un palo. MONTOLIVO 6 Mezzo punto in meno per il gol fallito nel primo tempo. Però è tra coloro che ci provano con più con­tinuità. PASQUAL 6 Salva una partita piuttosto scialba confezionando l’assist per Marchionni. ZANETTI 6 ( 16’ st) Il suo ingresso dà lucidità e incisività. Regala idee al centrocampo viola. COMOTTO 5 Patisce Palladino e poi Palacio. DONADEL 5 Si vede poco, giù di forma. GILARDINO 5 Tanto impeto ma poca concretezza. JOVETIC 4.5 Prova deludente del talentino viola. non rie­sce mai a rendersi incisivo e si innervosisce. MUTU 4.5 Si vede solo nel finale con un tiro fuori di poco. per il resto una prova a dir poco deludente. Allenatore PRANDELLI 5 Cerca di rimediare a una formazione priva di nerbo. Ma i cambi paiono tardivi. Seconda sconfitta di fila, non è crisi ma poco ci manca. Arbitro SACCANI 5 Gestione ordinata, però mancano due rigori alla Fiorentina (Bocchetti su Gilardino e su Montolivo)

 

IL SECOLO XIX - Un colpo di genio nella notte di riscossa. di Mauro Casaccia. PALLADINO, MAGIA DI TACCO. FIORENTINA BATTUTA. Genova. Genio e centimetri. La splendida follia di Raffaele Palladino. Minuto 43, dopo che Frey ha già parato tutto. Come batterlo? Semplice, con un capolavoro. Scatto sul filo del fuorigioco, buono per qualche centimetro, perfezione dello stop di petto, pazza lucidità del colpo di tacco di contro balzo che spiazza il portierone francese. Dritto nel museo degli artisti del pallone, con Rabah Madjer, Gianfranco Zola, Roberto Bettega e gli altri maestri che hanno costruito meraviglie con la parte meno usata ma più "affascinante" del piede del calciatore. Ieri, del destro di Palladino. Dopo due pali clamorosi la Fiorentina trova il pareggio con Marchionni. Ma anche Gasperini inventa, a mo' della stagione scorsa: cambio di esterni. Dentro Palacio e Mesto, assist del primo e quarta rete stagionale del secondo, nel poco spazio buono tra palo e piedi del portiere. Genio, centimetri. E tanto, tantissimo cuore. Così il Genoa vince e riparte. La Viola parte molto alta, con predominio territoriale. Il Grifone ripiega e carbura in progressione: nei primi 6' quattro palloni lunghi su cui Crespo fa a spallate con Dainelli, senza successo. Quindi la circolazione di palla prende vivacità e arriva a Palladino che comincia a inventare, da sinistra rientro sul destro e traversone tagliato su cui Sculli spizzica di testa: Frey immobile, palla che sul secondo palo esce di un centimetro. E i centimetri sono argomento morale oltre che fisico. «Possiamo scalare le pareti dell'inferno un centimetro alla volta». Così diceva Al Pacino alias Tony D'Amato. Era "Ogni maledetta domenica", non un dannato mercoledì. Era football americano, non football e basta. Ma vale lo stesso, per i Miami Sharks come per il Genoa Grifone. Tutto per un centimetro. L'urlo forte della Nord e di tutto il Ferraris chiama a dar battaglia. Il centimetro, però, al 7' non dà il vantaggio ai rossoblù. Avanti. Con proteste viola, al 14', per un'uscita bassa di Amelia sulla quale Gilardino finisce a terra, pallone toccato. Un minuto dopo, Bocchetti parte palla al piede dalla sua difesa ma Montolivo lo rapina, retroguardia rossoblù sbilanciata, Montolivo dribbla al limite e si presenta in solitudine davanti al portiere, che sta su togliendogli centimetri liberi e riesce a respingere la conclusione mancina del romeno. Nell'attacco viola Jovetic giostra perlopiù a destra, incrociando Modesto, ma spesso tende ad accentrarsi, mentre Mutu agisce dietro alla punta e cerca spazi nel quadrilatero Biava-Bocchetti-Zapater-Milanetto. Perciò Gasperini, col telefonino, comanda un cambiamento a destra: nella fase difensiva Sokratis va quasi a cercare a uomo Mutu, coperto a destra da Rossi (autore di alcune provvidenziali chiusure in diagonale). Con qualche brivido, la difesa del Genoa tiene, ma resta spesso bassa, metri e non centimetri; in avanti gli sbocchi sono pochi, l'accompagnamento da dietro non è rapido e Crespo fatica (ma alla lunga darà tanto con generosità). In principio ripartenze rossoblù troppo morbide, la Fiorentina è sempre lì. Esempio chiaro al 29': Milanetto trova Crespo in verticale, niente fuorigioco, sul traversone l'area viola è deserta. Il Genoa, comunque, cresce. Al 35', su splendida veronica di Palladino, manca il cartellino a Dainelli, ma nasce l'occasione numero due: schema su punizione, Zapater trova lo stesso numero 10 a centro area, destro al volo, Frey respinge alla Garella, con movimento a forbice delle gambe. Lì il Grifone s'infiamma. Ancora, spizzicata di Sculli al 42', palla a Crespo che esplode il destro, Frey respinge; di più, Modesto penetra e calcia di sinistro, di nuovo Frey. Allora arriva il capolavoro di Palladino: il 10 inizia l'azione, allarga a destra per Sculli che perde il tempo per il tiro ma lo recupera per il cross, Palla è in gioco per questione di centimetri, in mezzo all'area, e inventa la matta prodezze, forse l'unico modo per battere il portiere francese: stop di petto e colpo di tacco di contro balzo. Gesto meraviglioso. Di là, il genietto Jovetic inventa invece una bruttura, su un rimpallo va via a Modesto, ma sbaglia lo stop e davanti ad Amelia si lascia cadere: Saccani vede, simulazione e ammonizione. Chiusura con capannello intorno all'arbitro, ancora. Ripresa che inizia con gomitata di Dainelli a Sculli, prosegue con la mossa di Prandelli: Marchionni per Jovetic. Al 12' ancora Rossi astuto e generoso, Crespo fermato per fuorigioco dubbio. Centimetri. Poi, punizione toccata per Montolivo, al 16', botta tremenda dai 25 metri e palo. Centimetri. Ancora, Montolivo crea a sinistra e crossa, testa di Gamberini da mezzo metro, palo. Centimetri. Ma al 18' la Fiorentina sfonda ancora e con il sinistro di Marchionni che passa tra le gambe di Biava raggiunge il pareggio. Mesto per Palladino, splendido ma stanchissimo, e poi Palacio per lo sfinito Sculli. E i due nuovi entrati, da rimessa laterale, al 29' costruiscono il 2-1: l'argentino da sinistra di prima intenzione, da destra il numero 20 s'inserisce e infila Frey, in quei pochi centimetri. La Viola preme, il Grifone resiste eroicamente, Amelia salva su Dainelli e Montolivo. Quattro maledetti minuti di recupero, non finisce mai, quasi sembra la sfida della scorsa stagione. Ma non lo è: stavolta vince il Genoa. GENOA - FIORENTINA 2-1. Reti: PALLADINO 43’ PT; MARCHIONNI 17’, MESTO 28’ ST. GENOA(343): Amelia, Sokratis, Biava, Bocchetti, Rossi, Milanetto, Zapater, Modesto (35’ st Esposito), Sculli (27’ st Palacio), Crespo, Palladino (23’ st Mesto). In panchina: Russo, Tomovic, Raggio Garibaldi, Floccari. all. Caneo (squalificato Gasperini). FIORENTINA(4231): Frey, Comotto, Gamberini, Dainelli, Pasqual (37’ st Castillo), Donadel (16’ st Zanetti), Montolivo, Jovetic (10’ st Marchionni), Mutu, Vargas, Gilardino. In panchina: Avramov, Gobbi, Kroldrup, De Silvestri. all. Prandelli. ARBITRO: Saccani di Mantova. NOTE: ammoniti Biava, Bocchetti per gioco scorretto, Jovetic per simulazione; recupero 1’ e 4’; spettatori paganti 1489 (incasso 45248), abbonati 24289 (quota gara 324909 euro)

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. Amelia 6.5 Nelle ultime 11 trasferte, tra campionato e Champions, la squadra viola non era riuscita a segnare una sola volta: a Lione, il 16 settembre scorso, vinsero i francesi 1-0. Nelle altre 10 partite, Gilardino e compagni ne avevano fatti 16 di gol. Si fa trovare pronto, al 16', sul rasoterra di Jovetic e sugli sviluppi prende anche una botta per la quale è necessario l'intervento dello staff medico. Al 21' si ripete con un'uscita puntuale sui piedi del montenegrino e al 36' blocca senza problemi un colpo di testa da pochi passi di Gilardino. Tempestivo dopo 30 secondi della ripresa ancora su Jovetic. I pali lo salvano su Montolivo e Gamberini, non sulla botta al volo di Marchionni. Splendido riflesso al 29' sulla deviazione di Dainelli. Sokratis 6 Alterna numeri da gran difensore a ingenuità evitabilissime. Va a chiudere ora su Mutu ora su Jovetic. Mette in difficoltà Rossi con un retropassaggio ma poi rimedia Amelia. Si batte senza paura, rischia parecchio sul colpo di testa di Castillo. Biava 6.5 L'assenza per squalifica di Moretti propone il bergamasco nel ruolo di regista difensivo: una soluzione già provata in estate con risultati altalenanti per le doti di marcatore puro dell'ex Palermo. Randella Gilardino a centrocampo, poi chiude su Mutu che lo salta ed è il primo giallo della partita. Al 4' della ripresa strappa applausi per un perfetto anticipo in scivolata su Gilardino di nuovo a centrocampo. Bocchetti 6 Al 15' rischia di combinarla grossa provando a sfondare palla al piede centralmente: risultato, contropiede della Viola e parata di Amelia che salva il risultato. Spazza l'area risolvendo diverse situazioni complicate ma al 13' della ripresa fallisce un appoggio. Sufficienza stiracchiata. Rossi 7.5 Acclamato dai tifosi, il capitano mette al servizio della squadra cuore e polmoni, in un match tra l'altro da lui molto sentito, visto come si è lasciato con l'ambiente viola. Al 30' si mette in evidenza per una splendida diagonale difensiva in chiusura su Jovetic. Chissà che Lippi non si convinca definitivamente a dargli una chance in azzurro, dato anche che ieri in tribuna c'era il fido Pezzotti. Ingaggia un gran duello con una furia come Vargas, poi si sposta a sinistra ed è ovunque. Milanetto 6.5 Quattro partite negli ultimi 13 giorni: a quasi 34 anni Omar è uno dei giocatori rossoblù ad avere il maggior numero di minuti giocati in questa stagione. In pochi avrebbero scommesso sul fatto che potesse avere un rendimento così costante anche se, come è logico, la stanchezza comincia a farsi sentire. Il primo tempo è tutto sommato buono, da incorniciare la palla servita a Palladino al 38', su punizione, che per poco non si trasforma in assist vincente. Bene anche nel secondo tempo. In diffida, evita il giallo. Zapater 6 Non è al massimo della forma, nell'ultimo mese il suo rendimento è stato parecchio deludente ma l'assenza di Juric costringe Gasperini a non avere altra scelta. In effetti non è in condizione, lo dimostra la punizione calciata alle stelle dalla posizione da cui aveva fatto centro con la Roma. I compagni lo rincuorano, come tutto lo stadio. Ci riprova al 20' del secondo tempo ma il risultato è identico. Non si sottrae alla battaglia. Modesto 6 Si rivede in campo dopo la tribuna di Lille e la panchina di Cagliari. Parte sulla linea dei centrocampisti, arretra come Rossi su quella dei difensori quando la Fiorentina attacca. Si batte e cerca sempre di proporsi, anche se gli errori non mancano. Cresce piano piano e al 42' impegna con una sventola di sinistro dalla distanza Frey che respinge con i pugni rischiando tantissimo. Non argina Jovetic, che però poi si lascia cadere prendendosi un giallo per simulazione. Non male anche nella ripresa, fino al cambio. (35' st Esposito sv). Sculli 6 Festeggia la presenza numero 100 con la maglia del Grifone: in rossoblù ha infatti esordito il 27 agosto 2006 in un Genoa-Modena 3-1 (dopo i tempi supplementari) di Coppa Italia. I tifosi gli dedicano uno striscione ("100 partite da guerriero, Beppe Sculli Grifone vero") e lui, per poco, non azzecca la seconda rete in campionato al primo affondo del Genoa: cross di Palladino, l'esterno calabrese sbuca tra i centrali viola e sfiora il palo di testa a Frey battuto. Al 34' si accentra dalla destra e spara di sinistro, impattando i tabelloni pubblicitari. Al 43' rallenta il contropiede ma poi pesca benissimo Palladino in piena area e in posizione regolare: è 1-0. Sbaglia però facendosi scappare Pasqual in occasione del pareggio viola. Sostituito da Gasperini, si gode il grande applauso del Ferraris. (27' st Palacio 6 Neanche il tempo di entrare che taglia a fette la difesa viola con un cross dalla sinistra, Mesto è pronto alla deviazione vincente. Il problema è che poi perde troppi palloni quando c'è da fa partire il contropiede). Crespo 6 L'ultima da titolare, in trasferta a Udine, non era andata benissimo. Al Ferraris, pur entrando dalla panchina, si era esaltato con Napoli e Juventus. L'avvio di gara non è entusiasmante, anche perché non riesce a tenere palla e Saccani non gli fischia una punizione a favore che sia una. Al 12' della ripresa Rossi lo lancia ma viene fermato per un fuorigioco molto dubbio. Al 24' approfitta di una palla vagante in area e tira ma è troppo decentrato. Voto di stima, per l'impegno che ci mette. Palladino 7.5 Quando ha la palla tra i piedi il Grifone cambia marcia. Lo si vede al 6' quando centra un pallone invitante che Sculli manda fuori di un soffio. Si propone continuamente per ricevere rifornimenti, anche se i risultati non sono sempre quelli sperati. Al 38' tira a botta sicura su punizione di Milanetto ma Frey è bravissimo a respingere di piede. Fa esplodere il Ferraris al 43' con un controllo e gol di tacco in piena area che lascia di stucco Frey. (23' st Mesto 7.5 Ormai è diventato un cannoniere: firma il quarto gol stagionale facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Decisivo). FIORENTINA Frey 7, Comotto 5, Gamberini 6, Dainelli 6, Pasqual 6 (37' st Castillo sv), Donadel 6 (16' st Zanetti 6), Montolivo 6, Jovetic 5 (10' st Marchionni 6.5), Mutu 5, Vargas 6, Gilardino 5.5. Per la gara del riscatto, dopo la sconfitta casalinga con il Napoli, Prandelli deve fare i conti con le assenze di Natali e Santana. Punta sul tridente formato da Jovetic e Mutu alle spalle di Gilardino: esperimento fallito. L'arbitro Saccani di Mantova 5.5 Con il Genoa aveva un bilancio di 5 vittorie, 7 pareggi e 6 sconfitte, con già due incroci in questa stagione: 1-0 a Bergamo, contro l'Atalanta, il 30 agosto, 2-2 in casa con la Juventus il 24 settembre. Designato dopo le polemiche per gli errori commessi da Gava a Cagliari, deve affrontare una partita che si conferma abbastanza difficile. Troppi i falli non fischiati a favore di Crespo, che in avanti viene tartassato da Dainelli e Gamberini. Bravo a vedere la simulazione di Jovetic nell'area rossoblù. Tanti dubbi sul fuorigioco fischiato a Crespo al 12' del secondo tempo. Ma fa bene a non fischiare fuorigioco sul gol di Palladino.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi: «Sono stremato dalle emozioni». di Mauro Casaccia.CANEO, IL VICE GASP: TRE PUNTI D’ORO CI SERVONO A RECUPERARE MORALE. GENOVA. La partita fondamentale, la partita verità, la partita spartiacque. Diventa la «partita del cuore», anche «la partita da vincere e l’abbiamo fatto». Enrico Preziosi parla lento, quasi stremato come il generoso Crespo («Non ne poteva più») e tutti i compagni, al triplice fischio di Saccani. «Le emozioni mi bloccano, ma la penso come i tifosi che anche stasera sono stati fantastici.La nostra forza, questo Ferraris. Abbiamo sofferto molto, io ho sofferto tanto dopo Cagliari, ero preoccupato per questa difficile gara,perché una sconfitta poteva pesare sul morale e creare questioni sul valore di questa squadra, che invece ha un buon organico. Siamo in difficoltà, ma non certo in crisi e questo successo ci serviva. Sono contento per i ragazzi, non meritano di uscire dallo stadio umiliati. È stata una partita di cuore più che di tecnica o tattica e la vittoria ci serviva per ripartire».Genoa ripartito. Con amuleto, perché Bruno Caneo in panchina porta bene. «Sì,mi sa che portiamo buono…la verità è che ho ricattato i ragazzi chiedendo loro di vincere, se non lo facevano non sarei venuto qui in conferenza…». Con Gian Piero Gasperini, che era in tribuna squalificato, gioioso scambio di battute a fine gara. «Che mi ha detto? Bravo. E io l’ho detto a lui, perché aveva preparato bene la gara. Prima, mi aveva detto soltanto di far giocare la squadra come sempre, chiunque vada in panchina mentalità e gioco restano. Abbiamo superato la Fiorentina, Gian Piero lo aveva detto, lui vede le cose con un mese d’anticipo…». Vittoria d’orgoglio, determinazione, grinta, impreziosita dalla perla di Palladino. «Avevamo preso delle scoppole, come con l’Inter – continuaCaneo – per i ragazzi è stato declassante. Questa vittoria serviva per riprendere a giocare conlenostre proposte e per recuperare morale.Ce l’abbiamo fatta contro una grande squadra, rischiando un po’, ma non può essere altrimenti. E i tre punti ci danno fiducia per il futuro». Anche perché l’amuleto, vedi i due pali colpiti dai viola, ha annullato certe sfortune degli ultimi tempi. Nell’assalto finale, per i rossoblù sembrava di rivivere l’incubo del 3-3 di febbraio. «Abbiamo temuto il film del campionato scorso, loro sono forti di testa emettevano questa palla alta al limite dell’area, ma è andata». E, come nella passata stagione, le sostituzioni hanno dato slancio vincente al Genoa. «I cambihanno funzionato, hanno dato nuova energia alla squadra. Non abbiamo potuto sostituire Crespo che alla fine “tirava il collo”, ma lui è generoso e determinato, ha aiutato fino in fondo». Si torna là, alla partita del cuore. Che, come rileva Claudio Onofri, commentatore per Sky, ha un simbolo: «Successo che vale doppio. Abbiamo premiato Marco Rossi come migliore in campo, lui si è pure stupito, ma Rossi è come i tifosi intendono ilGenoa».Mai mollare, fino allo sfinimento. Preziosi a chiudere: «Abbiamo rimediato alla sconfitta di tre giorni fa a Cagliari, che era difficile da digerire. Degli arbitri non dico nulla, parla il campo. E con il cuore abbiamo vinto».

 

IL SECOLO XIX - Grinta Crespo: «Siamo una squadra di guerrieri». L'argentino: «Vittoria del carattere». Palladino: «Il gol di tacco? È stato un gesto istintivo, l'ho fatto senza pensarci». Genova. «È la vittoria del carattere, che dimostra la forza morale di questa squadra». Tocca a Hernan Crespo tratteggiare in poche, chiare parole il significato del risultato ottenuto sulla Fiorentina. Perché ora che il Grifone è riuscito a mettersi alle spalle la negatività degli ultimi tempi, è opportuno sottolinearlo: «Stavamo vivendo un momento molto duro - spiega l'argentino - avevamo bisogno di una prestazione che ripagasse la fiducia della gente, che ci è stata sempre vicina. Volevamo con tutte le nostre forze un'impresa che dicesse al campionato: il Genoa c'è, continua a lottare. Ci siamo riusciti contro una squadra forte come la Fiorentina e questo ci riempie d'orgoglio». Rossoblù di nuovo ad alto livello e in corsa per la qualificazione in Europa League. «La forza della squadra, l'anno scorso, era la spinta data nella ripresa. Nessuno in questa società, tra giocatori, a parte qualche eccezione, dirigenti e staff tecnico era abituato a giocare ogni 3 giorni. Siamo stanchi e quindi dobbiamo stringere i denti. Con la Viola contava fare punti, il bel gioco arriverà più in là: per quello c'è tempo». I falli fischiati da Saccani sono stati pochi: «Devi accettare queste decisioni - scuote la testa Crespo -, tante volte sono stati bravi i difensori ma altre avevo subìto interventi fallosi». Sul taccuino di Narciso Pezzotti, inviato di Marcello Lippi al Ferraris, sono sicuramente finiti Rossi, Mesto e Palladino: tutti e tre, in modi diversi, autori di prestazioni straordinarie. «Lo sapete che di gol facili non ne faccio - sorride il Palla parlando del colpo di tacco che ha portato in vantaggio il Genoa - è stato un gesto istintivo, non ci ho pensato due volte. In allenamento, tra l'altro, ci provo spesso». Poi la gioia per la vittoria portata a casa dopo tante sconfitte. «Questo è il Genoa, un grande gruppo che gioca con il carattere: se viene a mancare diventa una squadra mediocre». La staffetta con Mesto si è rivelata alla fine decisiva. «E' una stagione in cui mi sta andando tutto per il verso giusto - confida l'esterno pugliese, al quarto gol stagionale -. Sono felice per la rete, che ci ha permesso di mandare un segnale molto forte. In campo ci siamo aiutati l'uno con l'altro, Crespo gioca con l'entusiasmo di un ragazzino». Finale per Mimmo Criscito, sceso negli spogliatoi per fare i complimenti ai compagni: «Probabilmente torno con il Lille», annuncia. Piano piano il Grifo si ritrova

 

LA REPUBBLICA - IL GENOA SORPASSA I VIOLA. Prandelli: "Ko ingiusto". I rossoblù (con Caneo in panchina al posto dello squalificato Gasperini) tornano a vincere piegando 2-1 a Marassi la Fiorentina: decidono i gol di Palladino e Mesto dopo il momentaneo pari di Marchionni di GIANLUCA STROCCHI. GENOVA - Tra due formazioni vogliose di riscatto, nonostante le tante assenze e i cerotti, è il Genoa a festeggiare il ritorno al successo. Dopo tre battute d'arresto (fra campionato ed Europa League) i rossoblù piegano 2-1 la Fiorentina al termine di un match vibrante e giocato su ritmi altissimi fin dalle prime battute, a volte anche a scapito di precisione e lucidità. Rimane dunque tabù il campo di Marassi - sponda genoana - per i viola, la cui ultima affermazione risale addirittura al 19 settembre 1982, con il 3-0 firmato dai gol di Antognoni, Pecci e Bertoni, poi 12 incontri disputati con 5 vittorie rossoblù e 7 pareggi. E anche il tecnico Cesare Prandelli, che inizialmente schiera insieme per la prima volta il trio Jovetic - Mutu - Gilardino, deve rimandare la prima vittoria con le sue squadre contro i Grifoni. I GOL ARRIVANO DALLA PANCHINA - In un primo tempo in cui sono Frey e compagni a farsi preferire sul piano del gioco, con anche alcune nitide chance per sbloccare la gara, sono invece gli uomini di Gasperini (in tribuna squalificato) a colpire prima dell'intervallo con un colpo di tacco di Palladino su assist di Sculli. Veemente è la reazione della Fiorentina in avvio di ripresa e notevole è l'impatto di Marchionni, inserito da Prandelli al posto di un impalpabile Jovetic. Proprio l'ex Juve sigla l'1-1. Ma altrettanto azzeccate si rivelano le mosse dell'allenatore del Genoa, visto che il duo di neo entrati Palacio-Mesto confeziona la rete che vale 3 punti pesantissimi. Anche perché i viola trovano sulla loro strada un Amelia formato saracinesca, ma anche due legni che negano a Montolivo e Gamberini un 2-2 che non sarebbe stato uno scandalo. Invece sono i rossoblù a far festa, con il sorpasso ai rivali in classifica, volando a quota 16 e spazzando i timori di crisi, mentre la squadra di Prandelli dovrà ritrovare solidità difensiva e magari anche un pizzico di buona sorte. PRANDELLI: IL RISULTATO CI PENALIZZA - Nel dopo gara il tecnico della Fiorentina è visibilmente rammaricato, ma difende a spada tratta i suoi. "I ragazzi stanno giocando tantissimo e ogni volta provano a dare qualcosa in più - sottolinea Prandelli - per cui non posso rimproverare nulla a loro. Anzi, dopo aver raggiunto il pari, pensavamo anche di poter vincere questa sfida e alla fine la sconfitta ci penalizza non poco. Nel calcio però a volte capitano partite come questa, bisogna farsene una ragione. Però sono sicuro che giocando con questa mentalità i risultati arriveranno. Il tridente? Santana e Jorgensen sono fuori e Marchionni non poteva tenere 90', per cui ho optato per quegli uomini, inserendo poi Marco quando l'andamento dell'incontro lo richiedeva. Giochiamo bene, è un momento così, ma non penso di rivedere qualcosa. I ragazzi devono pensare di continuare su questa strada". GENOA - FIORENTINA 2-1- GENOA (3-4-3): Amelia 7, Sokratis 5.5, Biava 6, Bocchetti 5.5, Rossi 6.5, Milanetto 6, Zapater 6, Modesto 6.5 (35' st Esposito sv), Sculli 6 (27' st Palacio 6), Crespo 5,5, Palladino 6.5 (22' st Mesto 6.5). A disp. Russo, Tomovic, Raggio Garibaldi, Floccari). All.: Gasperini (squalificato, in panchina Caneo) 6.5. . FIORENTINA (4-3-3): Frey 7, Comotto 6.5, Gamberini 5.5, Dainelli 6, Pasqual 6 (37' st Castillo sv) , Donadel 6 (16' st Zanetti 6), Montolivo 7, Jovetic 5 (10' st Marchionni 6.5), Mutu 5.5, Vargas 5.5, Gilardino 6. A disp. Avramov, Kroldrup, De Silvestri, Gobbi. All.: Prandelli 5,5. ARBITRO: Saccani di Mantova 6,5 RETI: nel pt 43' Palladino; nel st 18' Marchionni, 28' Mesto. AMMONITI: Biava, Bocchetti per gioco scorretto; Jovetic per simulazione. NOTE: terreno in buone condizioni, angoli 4-0 per la Fiorentina; recupero: 1' e 4'. Spettatori: 26.000

 

LA REPUBBLICA - Mesto entra e decide, rossoblù al quinto posto. di Lorenzo Mangini. Cuore e coraggio, Viola domata e il Grifone torna a volare alto Bocchetti e Papastathopoulos essenziali e senza fronzoli, Sculli regala l´assist dell´1-0 ma si distrae sul provvisorio pari della Fiorentina. Match equilibrato e con molte occasioni. La squadra di Gasperini rischia ma non si arrende mai. Ed alla fine viene premiata. Grinta, voglia di rivincita e corsa. Una serata da Genoa. Il grido d´amore della Gradinata Nord è una scossa di adrenalina, al diavolo Inter, Lille e Cagliari, stazioni di un rosario di sconfitte anomalo nell´ultimo quadriennio ricco solo di promozioni, «parte sinistra» della classifica e sogni europei. Il simbolo del riscatto diventa Giuseppe Sculli, "Cento partite da guerriero... Beppe Sculli grifone vero". In campo a destra, al posto di Mesto, finito a sorpresa in panchina, dopo 7´ sfiora il palo di testa su assist di Palladino. La sua staffetta con Mesto diventa la carta vincente della serata. La grinta è il propellente necessario per superare gli infortuni in serie, dai lungodegenti Jankovic e Kharja a Criscito e Juric, le ultime vittime di questa sorta di strage silenziosa. La voglia di rivincita non poteva mancare con la Fiorentina. Il ricordo del 3-3 dello scorso anno, con Mutu uno-due-tre, confezionato a tempo scaduto, è ancora troppo vivo. In campo lo si nota subito, Bocchetti e Sokratis fanno capire che non è serata per svolazzi. E´ squalificato Moretti trova posto solo in tribuna Gasperini, strascichi sgraditi dell´amara domenica sarda, ma la voglia di riscatto conta più dei singoli protagonisti. Due anni fa il tecnico di Grugliasco esultò dalla tribuna per un rotondo 3-0 sul Torino e l´incantesimo non si spezza. In campo c´è´ Crespo al centro dell´attacco e Modesto a sinistra. Biava è il sostituto di Moretti. L´argentino e´ spesso solo a lottare con il duo Gamberini e Dainelli e non può fare miracoli. Prandelli parte con Jovetic e Mutu in appoggio a Gilardino, quasi un tridente, a cui si aggiunge l´arrembante Vargas. La prima unghiata è, però, di Montolivo al 15´ dopo una percussione centrale, nata da una palla persa, ma Amelia respinge. Il Genoa non si scopre e punta sulle ripartenza, l´estetica, per una volta, passa in secondo piano. Tocca così al guizzante Palladino al 39´, su dosata punizione di Zapater, a costringere Frey alla miracolosa respinta di piede. Il 42´ potrebbe essere il minuto di Valdanito, ma ancora Frey respinge e poi l´argentino manca il tap in. La gioia è rimandata di un minuto. Sculli, ancora lui, si inventa assist man e Palladino, in posizione regolare, non lascia scampo stavolta al portiere francese con un tocco debole, ma dosato. La Viola cerca subito la replica, Jovetic si lascia cadere in area, a contatto con Modesto, ma non è serata di regali. Saccani lascia correre tutto o quasi e così la gara diventa battaglia, più calcio fiorentino che football. Non succede nulla nella ripresa fino al 16´, quando Montolivo e Gilardino timbrano un doppio palo, il piatto di Marchionni al 18´ confeziona il pari. Entra Mesto e gli bastano otto minuti per lasciare il segno. Il Genoa si chiude in un bunker, Esposito entra e si appiccica a Mutu, ma Prandelli risponde con un altra punta, Castillo, subito pericoloso. Amelia dice no a Dainelli al 30´, che, al 42´, sfiora il palo con un sinistro da brividi. Il Genoa c´è, il gruppo è solido e si avvicina a novembre, mese decisivo, con il morale alto. La vendetta sportiva con la Fiorentina è servita.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Biava difende il fortino, Rossi perfetto. Zapater in crescita, Milanetto detta i tempi, Modesto generoso a centrocampo. AMELIA 6,5 Reattivo e fortunato, quando pali e traverse lo salvano. Nel finale decisivo in almeno due circostanze. PAPASTATHOPOULOS 6,5 Le disattenzioni delle ultime partite sembrano un ricordo. Caneo si sgola dalla panchina per arginare le sue istintive sgroppate BIAVA 7 L´ammonizione per il fallo su Mutu non lo condiziona. Quando c´è da difendere il fortino, come al solito, si esalta. BOCCHETTI 6,5 Anche per lui vale lo stesso discorso di Sokratis. Più attento, si concede poche distrazioni e privilegia la sostanza. ROSSI 7 Il solito capitano, messo alle calcagna di Vargas lo limita con attenzione. E non finisce mai la benzina. ZAPATER 6 Sbaglia ancora qualche pallone di troppo, ma la condizione fisica sembra stia tornando. Combatte, come gli si chiede. MILANETTO 6,5 Si propone e cerca di dettare i tempi anche quando il Grifone è alle corde. Ammirevole il suo pressing nel finale. MODESTO 6,5 Gasperini punta ancora sull´ex reggino. Finisce in debito d´ossigeno, ma resiste. (Dal 35.st. ESPOSITO s.v.) SCULLI 6 Regala l´assist dell´1-0 a Palladino. Grave la sua disattenzione sul gol del pareggio viola. (Dal 27´ st PALACIO 6: Con l´invenzione per il gol di Mesto si guadagna lo stipendio). CRESPO 6 Spesso si ritrova da solo e fa valere il mestiere. Ammirevole il suo rientro al 90´. PALLADINO 7 Il gol è una follia in una grande serata. E´ l´uomo che può fare la differenza. (Dal 22´ st MESTO 7). Entra e segna: sembra avere un passo diverso da compagni e avversari.

 

IL GIORNALE - Genoa d’assalto, vittoria scacciacrisi. Superata la Fiorentina. I rossoblù, caricati da mister Gasperini, dopo essere passati in vantaggio vengono raggiunti dai viola ma reagiscono e mettono a segno il punto decisivo. Palladino e Mesto goleador e fra i migliori in campo. di Diego Pistacchi. L’ordine perentorio che arriva dal mister Gasperini viene eseguito: la rabbia trasformata in cattiveria agonistica. Il Genoa che sfida la Fiorentina a Marassi trova anche un pubblico che sembra aver studiato al Pio in settimana. Dunque: 2-1, crisi addio, e tre preziosissimi punti. Inizio a cento all’ora. Già al 7’ è Sculli che sfiora il palo alla sinistra di Frey che si «scongela» solo per tirare un sospiro di sollievo. Ma la Fiorentina fa paura al quarto d'ora quando il numero uno rossoblù Amelia, sempre attentissimo nel corso dell’incontro, salva su Montolivo autore di un'azione travolgente da centrocampo. Ma negli ultimi dieci minuti del primo tempo Milanetto prende in mano la bacchetta e il Genoa prende coraggio. Il gol sembra una maledizione quando Frey fa qualcosa che definire miracolo è riduttivo sulla girata da sei metridi Palladino. Ma la sfida tra i due non è finita e qualche minuto dopo per il portierone non c'è scampo. 1-0 all'intervallo nonostante uno svarione di Modesto che lascia Jovetic solo davanti ad Amelia. Ma l'attaccante fa anche peggio. La ripresa è inevitabilmente più confusa e la Fiorentina accelera al 16’: due pali consecutivi per merito di un superlativo Montolivo (tiro diretto e assist per Gamberini) e infine il gol di Marchionni che fa passare la palla in una selva di gambe. Il Genoa non si arrende e i nuovi entrati Palacio e Mesto fanno 2-1. Il resto è battaglia e contropiedi. GENOA. AMELIA 6.5 Non ha più voglia di fare collezione di palle in rete. PAPASTATHOPOULOS 6.5 Il più tranquillo della difesa. BIAVA 5.5 Soffre e si arrangia. Ma con certi attacchi non si può andare per il sottile. BOCCHETTI 6 Sembra più preoccupato quando il pallone è nei suoi piedi che in quelli del suo «cliente» Gilardino. ROSSI 6 Meno travolgente del solito in avanti, ma dalle sue parti c'è sempre Vargas a fare paura. MILANETTO 7 Corre meno, il Genoa vola. ZAPATER 6 Riparte con umiltà dall'inizio. E i risultati arrivano. MODESTO 6 Quando scende crea gli spazi. Rischia di regalare il pari a Jovetic. (dal 35’ st ESPOSITO sv). SCULLI 6.5 L'assist a Palladino è sublime. Poi il resto (dal 27’ st PALACIO 6.5. Entra e serve l'assist). CRESPO 6 Si batte, cerca falli, sbaglia su una respinta corta di Frey. PALLADINO 7.5 È in gran forma e anche per questo gli viene chiesto di ispirare la manovra più che di rifinirla. Ma quando ha la palla buona solo Frey s'inventa un capolavoro d'arte moderna. Lui non ci sta e lo beffa di tacco. (dal 22' st MESTO 7. Entra e segna) All.: CANEO 7 Si agita meno del Gasp. E piano piano anche la squadra è meno agitata. FIORENTINA. Frey 7.5, Comotto 5, Gamberini 6, Dainelli 6, Pasqual 6 (36’ st Castillo sv), Donadel 6.5 (16’ st Zanetti 6.5), Montolivo 7, Jovetic 5 (10’ st Marchionni 7), Mutu 5, Vargas 6, Gilardino 6.5, All. Prandelli 6.5.

 

     

 

     

 

     

 

 

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