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STAGIONE 2007/08 HOME >> |
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GENOA - JUVENTUS 0 - 2 (0 - 2) Reti: 25' Grygera, 33' Trezeguet Genoa: Scarpi; Lucarelli, De Rosa (78' Figueroa), Criscito; Rossi, Konko, Milanetto (64' Vanden Borre), Fabiano; Leon, Borriello, Sculli (59' Di Vaio). (Lanza, Ghinassi, Raggio Garibaldi, Masiero). Allenatore: Gasperini. Juventus: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Grygera; Camoranesi, Sissoko (69' Nocerino), Zanetti (74' Tiago), Salihamidzic; Del Piero (78' Iaquinta), Trezeguet. (Belardi, Birindelli, Stendardo, Palladino). Allenatore: Ranieri. Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno. Angoli: 6-3 per la Juventus. Ammoniti: Legrottaglie, Sissoko, Sculli, Camoranesi, Criscito, Fabiano. Spettatori: 28.151.
Al Ferraris và in scena una delle partite storiche del calcio italiano, la rivalità tra la squadra rossoblu di Genova e quella bianconera di Torino ha inizio nel lontano 1903 con un secco 3 a 0 per la squadra di Spensley nella finale del campionato. Le partite seguenti sono contraddistinte da risse tra i giocatori, invasioni di campo, partite rinviate o rigiocate e tentativi di furto da parte bianconera, appoggiata dalla Figc con sede a Torino. Da quel calcio primi 900 siamo arrivati più o meno alla 130' partita giocata tra le due formazioni tra campionato, Coppa Italia e Dapples con 35 vittorie per il Genoa e 67 per la Juventus. Ieri il Genoa ha affrontato la squadra bianconera in piena emergenza, a mancare sono Rubinho, Paro, Wilson, Bovo, Santos, Juric e Danilo e le conseguenze sono palesi. Il Genoa non entra mai in partita, al 50' minuto arriva il primo tiro nello specchio della porta con Borriello che in scivolata entra in anticipo su Chiellini deviando il traversone dalla sinistra di Fabiano verso la porta. Buffon miracolosamente devia la palla sul palo e sventa così la minaccia. Il secondo tentativo genoano arriva al 94' Borriello scende sulla sinistra e arrivato sul fondo da dentro l'area sull' accenno di uscita di Buffon mette al centro dove ancora in scivolata Figueroa a porta spalancata ma contrastato da Grygera non riesce a deviare la palla in rete mettendola di poco a lato. Dopo 25' minuti di nulla assoluto da destra parte una punizione di Zebina, Rossi si perde Salihamidzic che stoppa male poi un rimpallo consente a Grygera di fulminare da poco fuori l'area a rete, Scarpi è nettamente sorpreso e pur sfiorando la sfera non riesce a rimediare. Al 34' dopo la noia più totale Chiellini lancia Grygera sulla sinistra che scende indisturbato bevendosi Rossi e Lucarelli, il ceko s'accentra tranki funky e con un tunnel appoggia la palla a destra al solitario Trezeguet che mette alle spalle di Scarpi la prima sfera toccata durante la partita. Tra la bolgia del Ferraris che si tramuta in 60 minuti di silenzio assoluto per onorare la morte dello spirito del Genoa si chiude il primo tempo che conta nel tabellino anche una svirgolata al 07' minuto di De Rosa su lancio in area del solito Grygera che per poco non si trasforma in autorete, al 19' un muro di Legrottaglie ammonito che ferma Leon che poi spedisce su punizione alto sopra la traversa e le ammonizioni di Sissoko, Sculli, Camoranesi e Criscito. Il secondo tempo non si gioca, la Juve c'ha da pensare al Napoli mentre il Genoa c'ha da far giocare le scarpette bianche di Di Vaio e i 10 minuti contrattuali a Figueroa non sia mai che chi spende i soldi del biglietto poi si lamenti. Uniche annotazioni oltre alle occasioni di Borriello e Figueroa due diagonali al 59' e all' 85' di Del Piero e Iaquinta abbondantemente a lato e al 60' un clamoroso fallo poco fuori dalla riga dell' area di rigore di Legrottaglie su Borriello che stava per stoppare la sfera. Al 71' Ammonizione anche a Fabiano.
Genoa - Scarpi 5.5 Poco reattivo sulla conclusione di Grygera, combina qualche pasticcio nei rinvii coi piedi. Lucarelli 5.5 Dirottato sulla destra se la vede con un Del Piero opaco. De Rosa 5.5 Alcune gravi sbavature e dormite tra cui un tentativo di autorete e la mancata chiusura sull' avanzata di Grygera (78' Figueroa sv Ma cosa cacchio lo convoca a fare? In dieci minuti il Genoa imbastisce un'azione gol e poi al 94' per poco non segna. Ma cosa cacchio lo convoca a fare, c'è Di Vaio e poi Borriello col ginocchio infiammato perchè cazzo lo ha fatto scomodare dalla poltrona di casa). Criscito 6 Trezeguet la tocca una sola volta e fà gol ma lui era andato a chiudere su Grygera perchè gli altri stavano a guardare. Rossi 5 Corre 100 volte sulla fascia a vuoto, non azzecca mai lo scambio in diagonale con Borriello, Grygera fà quello che vuole. Konko 6.5 Onnipresente, non si tira mai indietro nello scontro, unica pecca un rimpallo con Camoranesi che Scarpi deve deviare in corner. Milanetto 6 Ha da fare con Sissoko e alla fine si guadagna la pagnotta (64' Vanden Borre sv A centrocampo per l'infortunio a Milanetto. Tocca tre palle, non le gioca male, si vede che ha qualcosa da dare, ma è completamente fuori forma o almeno deve esserlo perchè non può essere normale avere la velocità del bradipo per uno che dovrebbe fare la fascia). Fabiano 7 E' uno dei pochi che si sbatte ottenendo anche qualche risultato. Qualche traversone ben messo, qualche calcio d'angolo conquistato, molti scontri all' arma bianca con Camoranesi. Leon 4.5 Tacco, piroetta avanzata e dopo il difensore gli porta via la palla. Una punizione calciata un metro sopra la traversa. Borriello 5 Il primo tempo è una tortura, prende palla due sole volte, punta l'uomo e cammina che sembra avere un paletto là. Nel secondo tempo probabilmente sente meno male al ginocchio e qualcosa combina. Sculli 5.5 Non inizia male poi vede che non gli riesce niente e s'innervosisce. Costantemente nella propria metà ma d'altronde la Juve scende solo sulla sinistra con Grygera e Salihamidzic (59' Di Vaio 4 Non ho mai visto un giocatore fare 30 minuti come li ha fatti lui, forse Eloi nei 90' minuti col Catania). Allenatore - Gasperini 4. Juventus - Buffon 6; Zebina 6, Legrottaglie 6.5, Chiellini 7, Grygera 7; Camoranesi 6.5, Sissoko 6.5 (69' Nocerino 6), Zanetti 6.5 (74' Tiago 5.5), Salihamidzic 6.5; Del Piero 5.5 (78' Iaquinta sv), Trezeguet 5. Allenatore - Ranieri 7. Arbitro - Morganti di Ascoli Piceno 6.
TUTTOSPORT
- GENOA-JUVENTUS 0-2 / La partita.
Sì, è Juve da Champions. E finalmente torna Trezegol dopo oltre un mese: è la
156ª rete in maglia bianconera. Grygera mattatore con un gol, un assist per
David e un salvataggio. Genoa con troppe assenze e troppo sbilanciata. Così
Salihamidzic e Iaquinta alla fine sfiorano il tris. di Vittorio Oreggia. GENOVA.
Quando una delle vittorie più importanti della stagione per utilità pratica (la
tutela del terzo posto in classifica, quindi della fondamentalissima Champions
League) e ripercussioni psicologiche (l’inversione di una pericolosa tendenza
al ribasso dopo due sconfitte e un pareggio) scaturisce dal piede plebeo di
Zdenek Grygera, da metà luglio classificato non proprio a caso come gregario al
quadrato, significa che probabilmente le congiunture astrali si sono
risistemate e la Juventus può guardare al futuro con preoccupazione minore
rispetto a qualche settimana fa. Grygera, contro un Genoa violentato dalle
assenze - e si è visto, in particolare nella tenuta del pacchetto difensivo - ha
confezionato il primo gol, roba di lusso, un destraccio da più di venti metri
(23 per la precisione), e ha scodellato a Trezeguet l’assist per il raddoppio,
manco avesse il piedino di Del Piero, tutto nei primi 33 minuti, tutto senza
che nessuno se lo immaginasse perché il connazionale e amico di Pavel Nedved,
lui assente per squalifica, fino a ieri aveva messo insieme una serie infinita
di prestazioni tremolanti. Da parametro zero, insomma. Ma a Marassi no, a
Marassi è stato chirurgico, al punto che Belardi, ospite della panchina, ha
domandato a Claudione Ranieri se fosse quello “autentico” e non un acquisto
dell’ultimo momento, tanto è parsa clamorosa la differenza. SERENITA’ Sul
quesito posto dal portiere, chissà quali pensieri devono aver attraversato la
testa dell’allenatore che per un intero girone si è ostinato a insistere con
Molinaro a sinistra, persino quando era evidente lo stato di bollitura dell’ex
esterno senese, il quale avrà pure forza da vendere ma non funziona ancora con
le pile alcaline di una famosa pubblicità in cui è protagonista un instancabile
coniglio. Solo la febbre di Molinaro medesimo ha consentito che si
dischiudesse, forse, un nuovo orizzonte. Constatazione, questa, che può suonare
come un mezzo atto d’accusa per Ranieri, aggrappato a volte a concetti un po’
troppo cristallizzati, probabilmente stimolato dalle critiche piovutegli addosso
dopo la caduta con la Fiorentina e i boatos su Lippi, Prandelli e compagnia
cantante. In effetti, la vittoria contro il Genoa ha spezzato un filotto
negativo e riconsegnato serenità a una squadra che si sta cercando e che
comunque fatica a entusiasmare. REAZIONE Fino alla rete di Grygera, ma per la
verità pure nei minuti successivi, i rossoblù hanno dato la sensazione di essere
più a loro agio sotto il profilo della circolazione della palla e del dinamismo,
indeboliti però dalle assenze che hanno obbligato Gasperini, ad esempio, a
inventarsi Konko centrale accanto a Milanetto. Così, dinanzi alla serata un po’
eterea di Camoranesi e Del Piero, all’esserci e non esserci di Trezeguet,
accettabile solo per la stoccata della sua rete, la prima dopo 41 giorni di
vuoto, la numero 156 in carriera con la maglia bianconera, preziosa perché ha
consentito di raggiungere Sivori e Charles, al minimalismo di Sissoko, il Genoa
ha avuto margini per organizzare una tiepida reazione nella ripresa, che ha
condotto al palo di Chiellini (una gomitata involontaria con deviazione
provvidenziale di Buffon) e a un paio di altre situazioni rischiose.
L’avvicendamento di Sculli con l’inguardabile Di Vaio e il cambio obbligato di
Milanetto con Vanden Borre, non hanno prodotto scombussolamenti: Borriello,
malandatissimo, è rimasto imprigionato nella morsa Chielllini-Legrottaglie, Leon
nel secondo tempo ha mulinato calcio leggero come i cracker dietetici, Rossi a
destra ha inciso pochino. Addirittura, la mossa della disperazione di gettare
nella mischia il quarto attaccante (Figueroa) per un difensore (De Rosa), è
stato peggio che raschiare il fondo del barile. Vecchia regola: non è dal numero
di punte che si misura la pericolosità di una formazione. EMERGENZA Con il
beneficio del contropiede e con molti spazi a disposizione, la Juventus ha
pensato a gestire la partita, a costruire due palle-gol ( Salihamidzic- Iaquinta)
e a non sprecare energie. Ne avrà bisogno, di energie, contro il Napoli, perché
all’appello di Ranieri mancheranno gli squalificati Legrottaglie, Zebina,
Camoranesi e l’infortunato Zanetti, che ha abbandonato il campo per uno
stiramento alla coscia destra. Al suo posto è entrato Tiago, ma dai, mentre
poco prima Nocerino aveva rilevato Sissoko, nervosissimo per un battibecco con
Sculli. Preservarlo da un cartellino rosso è stata un’accortezza indispensabile
considerato lo stato di emergenza generale. Emergenza che forse spingerà il
tecnico romano a perlustrare strade inedite e a scoprire uno come Grygera,
terzino sinistro. Domanda: e adesso, chi lo schioda più di lì?
TUTTOSPORT - Le pagelle GENOA Konko brilla fuori ruolo Sculli e Borriello spenti. SCARPI 5.5 Incerto sul bolide di Grygera, che forse non vede partire. Su Trezeguet può nulla. LUCARELLI 5 E’ dalla sua parte che la Juve sfonda. DE ROSA 5.5 Rischia un clamoroso autogol all’8’, ma il suo destro sbilenco finisce di poco alto. Incerto anche nei rilanci. FIGUEROA(34’ st) ng. CRISCITO 5.5 In bianconero o rossoblù, finisce sempre con il concedersi qualche amnesia di troppo. In questo caso tiene in gioco Trezeguet in occasione del raddoppio. ROSSI 6 Applicato, sembra poter prevalere nel duello su Salihamidzic. Impressione ribaltata dai fatti nella ripresa. KONKO 6.5 Schierato da interno per necessità, conferma l’abilità nella corsa e la capacità di supportare gli attaccanti. E’ una delle rivelazioni del Genoa e la Juve ha qualche motivo di rimpianto per averlo lasciato partire in cambio di Criscito in estate. MILANETTO 6 Bravo a far girare palla nonostante il pressing di Sissoko. Esce per un’entrata di Camoranesi. VANDEN BORRE (19’ st) 6 Entra a partita compromessa, ma spinge molto. FABIANO 5 Tocca molti palloni, ma quasi tutti li dà agli avversari. Anche in fase di contenimento latita, favorendo la crescita di un Camoranesi inizialmente non troppo ispirato. SCULLI 5.5 Parte forte, insidiando anche Buffon con un destro da fuori. Altrettanto rapidamente sparisce, lasciando troppo isolato Borriello. DI VAIO (14’ st) 5 Un doppio dribbling su Zebina (arretrando però) fotografa esattamente il suo match velleitario. BORRIELLO 5.5 Primo tempo da comprimario, probabilmente a causa del problema al ginocchio che lo ha condizionato in settimana. Ma il gol di Trezeguet lo risveglia e al 6’ della ripresa obbliga Chiellini a una deviazione disperata che solo un grande Buffon argina. Serve un bell’assist a Figueroa, che spreca. LEON 6 Ottimo per mezz’ora, durante la quale ha creato molti potenziali pericoli giocando tra le linee. Ottimo un assist dalla sinistra per Borriello, che in altre circostanze probabilmente lo avrebbe sfruttato. Anche lui ha subito emotivamente il doppio svantaggio, calando nella ripresa. Le poche cose pericolose del Genoa però hanno trovato origine nelle sue iniziative. ALL. GASPERINI 5.5 Ha dovuto fronteggiare molte assenze e la voglia di rivalsa bianconera. Compito improbo, infatti il suo Genoa a gioco lungo si è dimostrato volenteroso e nulla più. Bravo Brazzo Chiellini Super BUFFON 6.5 straordinario per reattività nell’arginare Chiellini... Quanto ai genoani, non arrivano mai a impensierirlo. ZEBINA 6 primo tempo aggressivo in fase di spinta. Dopo il doppio vantaggio limita le apparizioni e, soprattutto, gli attaccanti rossoblù. LEGROTTAGLIE 6.5 Trova in Leon un avversario velocissimo nell’entrare in partita, tanto che per frenarlo finisce presto ( 20’) sul taccuino dell’arbitro. Il che gli varrà un turno di riposo, forzato, contro il Napoli. Curiosamente, da quel punto in poi non sbaglia più nulla, a dimostrazione che non difetta davvero di forza mentale. CHIELLINI 6.5 Il duello con Borriello è impari, perché il bomber rossoblù è limitato dall’infiammazione al ginocchio destro che ne aveva messo in forse la presenza. Infatti riesce quasi sempre ad anticiparlo. Anche quando, con un inedito colpo di gomito, rischia l’autogol. GRYGERA 8 dopo un lungo anonimato, si riscopre protagonista in un ruolo non suo. Piazzato a sinistra, parte con qualche timidezza, tanto che Ranieri lo invita ad avanzare in più occasioni. Lezione recepita in fretta, visto che è lui a cambiare il corso del match con un devastante destro dal limite ( 25’). A quel punto ci prende gusto e, attingendo a un insospettabile repertorio, serve anche un preciso assist per il bis di Trezeguet. A Molinaro la febbre sarà aumentata... CAMORANESI 6 rispetto alle ultime esibizioni limita le puntate al centro, probabilmente per non sguarnire troppo la fascia sulle ripartenze rossoblù. A soffrirne è la manovra, anche se a i gol arrivano ( con azioni partite da sinistra, però). Già ammonito, meriterebbe il rosso per l’entrata che mette ko Milanetto. Nella ripresa, tuttavia, aumenta SISSOKO 6 Ranieri gli chiede di limitare l’entusiasmo a tutto vantaggio del raziocinio, ma è una questione di attitudini. Toglietegli il gusto del pressing e il maliano non avrà più ragion d’essere come calciatore. Però a volte eccede davvero, tanto da beccarsi prima un giallo e poi le rampogne dei compagni di squadra per l’aggressività pericolosa ( a quel punto). NOCERINO ( 24’ st) 6 20’ di lotta in fase di contenimento. Che è poi quanto gli si chiede. ZANETTI 6.5 Lucido nel dettare i tempi e anche nei panni di consigliere, infatti per evitare guai a Sissoko, che vede a rischio d’espulsione, chiama la sostituzione. Preambolo alla sua, dovuta a uno stiramento che aggrava la situazione generale in chiave Napoli. TIAGO ( 29’ st) ng. SALIHAMIDZIC 6.5 Il più abile nel ribaltare l’azione, anche se manca un po’ di lucidità al momento di rifinire il lavoro. TREZEGUET 6 Era davvero ora che tornasse al gol e il vaticinio di Ranieri trova conferma nei fatti. In un solo colpo il bomber bianconero recupera la testa della classifica cannonieri e l’antico entusiasmo. Nella ripresa non sfrutta un paio di contropiede allettanti. DEL PIERO 5.5 I difensori rossoblù gli riservano un trattamento ad hoc: entrata ad altezza caviglie ogni volta che arriva primo sulla palla. Il risultato è che non incide mai. IAQUINTA 6 ( 33’ st) Gioca poco, forse troppo poco. Perché gli basta un quarto d’ora per dimostrarsi, al solito, molto pericoloso. ALL. RANIERI 6.5 Azzecca mosse non banali ( Grygera e Salihamidzic a sinistra a formare un’inedita coppia) e rimette la Juve in carreggiata dopo una settimana complessa. Arbitro MORGANTI 6: gestisce con i cartellini una partita dura, a tratti cattiva. Ne risparmia uno in più, che poteva starci, a Camoranesi.
CORRIERE SPORT
- La notte di Grygera
Tutto in 8’: prima fa gol poi confeziona l’assist per Trezeguet Juve da
Champions. DI Luciano Bertolani. GENOVA - La Juve doveva dare una risposta e
l’ha data alla sua maniera: due gol a Marassi e vittoria che in un certo senso
annulla la sconfitta rimediata domenica scorsa a Torino dalla Fiorentina.
Grygera e Trezeguet hanno steso il Genoa con due gol in rapida successione nel
primo tempo, ma è stata la prestazione rabbiosa e ricca di pathos dei bianconeri
furenti a rubare l’occhio e la scena. Missione compiuta dunque: Fiorentina
ricacciata a quattro punti e Champions League sempre più vicina. Altro che
coppa Uefa! Malgrado qualche sofferenza patita nei primi venti minuti, si è
visto subito che la Juventus aveva qualcosa di speciale: determinazione feroce
e altissima concentrazione. Enrambe le cose figlie legittime della sconfitta che
la Fiorentina aveva subito qualche ora prima a Siena. Insomma, i bianconeri
hanno capito di essere di fronte a una svolta: ricacciare Prandelli a quattro
punti e annullare la vittoria del Milan ad Empoli lasciando inalterato il
vantaggio di cinque punti. Sicchè quando il Genoa è stato costretto a calmare i
bollenti spiriti con i quali aveva cominciato la partita, la Juve, trascinata da
Sissoko e fisicamente a posto, ha infilato ai rossoblù due gol molto pesanti
nello spazio di appena otto minuti. Uno dei protagonisti della serata è stato
senza dubbio Grygera: restituito al suo ruolo naturale di esterno di sinistra,
il giocatore ceko è esploso. Gol dell’1-0 con un destro di controbalzo e otto
minuti più tardi assist per la replica di Trezeguet che ha messo il sigillo sul
primo tempo. Per la cronaca David non segnava da 42 giorni tanto è vero che
Ranieri, in sede di vigilia, aveva avvertito la necessità di suonargli la
sveglia. Il francese non segnava dal 27 gennaio scorso (doppietta a Livorno), ma
ieri sera ha dimostrato di essersi lasciato alla spalle il brutto momento. A di
là del gol che gli ha consentito di riagguantare il genoano Borriello in testa
alla classifica dei cannonieri, Trezeguet è sempre stato nel cuore della
partita distinguendosi anche nel pressing sui difensori avversari e in preziose
sponde. Ma la Juventus non ha costruito la sua vittoria soltanto sulla
straordinaria carica agonistica. La squadra non si è mai tirata indietro quando
si è trattato di organizzare il gioco e ripartire e in questa fase ha brillato
in modo particolare Sissoko. Con il sostegno di Camoranesi, Zanetti e
soprattutto Salihamidzic, il franco maliano non ha perso un colpo garantendo al
gruppo velocità di gioco, dinamismo e rapidi cambi di marcia oltre naturalmente
a un considerevole numero di palloni catturati agli avversari. Milanetto, che si
doveva occupare di Sissoko e Marco Rossi che giostrava dalle parti dello
scatenato Grygera, sono stati alla resa dei conti i genoani caduti in maggior
sofferenza. In apertura di ripresa il Genoa ha tentato di raddrizzare la sua
rotta di navigazione, ma si è trovato di fronte una Juventus assai tonica e
determinata a continuare la partita sullo stesso canovaccio del primo tempo.
Buffon ha deviato sul palo una palla toccata con il gomito da Chiellini (
involontario e casuale) dopo una incursione di Borriello ed è stato questo
l’unico brivido regalato dai ragazzi di Gasperini a Marassi. La Juve ha
continuato a martellare, ma non ha trovato giustezza e precisione in fase
realizzativa. La partita si è comunque mantenuta vibrante e spigolosa sino alla
fine. Sono fioccate ammonizioni a raffica e qualche errore di valutazione da
parte di Morganti che ha “perdonato” Camoranesi meritevole del secondo giallo
lasciando correre anche in alcune altre circostanze. Ranieri comunque pagherà
un dazio molto pesante a questa splendida vittoria: domenica con il Napoli
(posticipo serale) dovrà fare a meno di Legrottaglie, Camoranesi e Zebina che
saranno squalificati a causa dei cartellini gialli rimediati ieri sera. Temendo
altre sanzioni arbitrali (la lista dei diffidati bianconeri era nutrita),
Ranieri nel finale ha cambiato i due centrali di centrocampo Sissoko e Zanetti
dando spazio a Tiago e Nocerino. Ma ormai i giochi erano fatti.
IL SECOLO XIX - Cinica Juventus. di Giovanni Ciolina. Sbatte su Buffon e il palo il tentativo di rimonta rossoblù. GENOVA. La Juventus torna a vincere dopo tre turni di astinenza. E lo fa alla sua maniera: spietata. La Signora Omicidi si ritrova sul prato del Ferraris, come poche volte era riuscita quest’anno. E fa 1.300, come le vittorie del club torinese nella sua storia. I killer del Grifone portano l’effige di Zdenek Grygera e David Trezeguet. Consueto il contributo di reti del francese. Inusuale quello del terzino ceko che il tecnico bianconero Ranieri schiera sulla sinistra per tenere a bada Sculli. Trezegol si rivela temibile soprattutto quando a lungo sembra avulso dal gioco, non ne azzecca una. E’ in quel momento che si deve avere paura. Così è anche per il Genoa. E’ sufficiente che la difesa mostri una piccola crepa sulla destra per invitare Grygera all’affondo. Trezeguet trasforma in moneta sonante, il primo e unico guizzo del primo tempo e forse dell’intero match. Ma è Grygera la vera sorpresa della serata. Da lui arriva la prima picconata ad una gara bella, vibrante, intensa, maschia, all’inglese come decide di fischiare anche il signor Morganti, ma equilibrata. E soprattutto con gli unici pericoli che arrivano dalle parti di Gianluigi Buffon, portiere della Juve, ma dal cuore rossoblu. Proprio qui sta la soluzione del caso. Il destro del ceco dal limite è tanto casuale( nell’origine dell’azione)quanto potente. Una botta terribile in grado di violentare l’equilibrio visto in campo per i primi 25 minuti. E il Grifone, che fino a quel momento fa la partita, si ritrova all’angolo, stordito come un pugile che sente di avere in mano l’avversario e all’improvviso si ritrova al tappeto, abbattuto da un colpo che non capisce neppure da che parte arrivi. Anche perché il Genoa non merita lo svantaggio e proprio questa considerazione deve servire per il futuro.Certo ci sono da verificare gli esiti della sfida (Milanetto ad esempio è uscito zoppicando), ma a Firenze, domenica prossima, il Grifone venderà sicuramente cara la pelle. Gasperini chiama a raccolta i suoi reduci e trova la risposta che attende: attenzione, grinta, cuore e coraggio. Nelle sue ”richieste” della vigilia il tecnico rossoblù si dimentica però di auspicare un po’ di fortuna. Rischia di perdere Sculli dopo neppure 20’ per un colpo all’inguine, Di Vaio si scalda, ma il soldatino stringe i denti e resta in campo. Rinuncia a Milanetto dopo un’ora per un colpo duro di Camoranesi e fa esordire il belga Vanden Borre. Se la coppia difensiva bianconera è granitica, De Rosa è in grande difficoltà con la velocità di Trezeguet e va spesso in affanno. Si arrangia con l’esperienza e in un paio di occasioni si salva in scivolata. Ranieri invece chiede un grande sacrificio a Alex Del Piero facendolo giocare su tutto il fronte offensivo per non dare punti di riferimento ai difensori rossoblù e soprattutto andare a cercare tra le linee l’ossigeno vitale per alimentare la fiamma del suo estro. Il Genoa non sta certo a guardare. Il 343 studiato da Gasperini è una sorta di fisarmonica, capace di ripiegare a difesa della porta di Scarpi,ma anche di rilasciare una musica celestiale al momento della ripartenza. Come al 14’ quando il ruggito della Nord spinge una folata offensiva di Konko e Leon che in tre passaggi, e con il supporto di Fabiano a sinistra, porta l’honduregno al tiro cross sul quale Borriello non riesce a mettere lo zampino. L’invenzione di Grygera cambia però il canovaccio della sfida e trasforma nella fascia sinistra (la destra genoana)nella chiave della sfida.Non sono certo i demeriti del Grifo a creare spazi,piuttosto la capacitàdella squadra ospite di spingere su quel versante, aprendovarchi soprattuttocon ilmovimento diDel Piero e la grande diligenza di Salihamidzic. Il gioco dell’ex del Bayern Monaco si vede poco, forse,ma costringe Rossi a rinculare sovente in copertura, limitando le sue incursioni. Il Genoa, da parte sua, si affida ai due polmoni di centrocampo per organizzare la manovra: Konko e Milanetto. Omar parte con il freno tirato, ma esce alla lunga e coordina la manovra rossoblu,mentre il marsigliese da vita ad un duello entusiasmante con Sissoko. L’ex del Liverpool dispensa alla Juve forza fisica e grande presenza in ogni parte del campo. Konko è il migliore dei suoi, senza purtroppo riuscire ad arginare i due guizzi bianconeri. Egià, perché, i due gol sono gli unici spunti offensivi bianconeri. Questo non vuole dire che la Juve abbia fatto da comparsa. È solo tornata la Signora Omicidi e anche questo è un grande pregio. IlGenoa invece anche nella ripresa spinge sull’acceleratore nonostante un avvio sotto la pioggia battente.Ma se il coraggio non manca ai rossoblù (neppure a Gasperini che nel finale gioca con 4 attaccanti: Borriello, Figueroa, Leon e Di Vaio) è la dea bendata che si dimentica di fare capolino a Marassi. E allora? La deviazione volante di Borriello in anticipo su Chiellini su cross di Fabiano sbatte sul palo e torna in campo. Nonostante i cambi, il Grifone si spegne nel finale, sopraffatto dala fatica e dalla delusione. Ai meriti della Juventus, a complicare il compito del Genoa ci si mette anche la pioggia che rende il campo pesante e intorpidisce i muscoli rossoblu. Così nel finale è la Juventus a rendersi pericolosa al 40’ con Iaquinta calciare dal limite e pochi istanti dopo con Camoranesi che chiama alla prodezza Scarpi. La Nord, nonostante la sconfitta canta e ringrazia la squadra. Certo avrebbe preferito un risultato positivo, ma la prova della squadra rossoblù è da applausi ugualmente.
IL SECOLO XIX - Preziosi deluso: «Battuti da un gol fortunoso». Il patron critica Leon e Di Vaio e chiede subito una vittoria: «La classifica si è accorciata e la quota salvezza si è alzata». di Giovanni Ciolina. Genova. «Perdere in casa, anche se contro la Juventus, non fa mai piacere». Ma l'aspetto che preoccupa maggiormente il presidente Enrico Preziosi sono «le condizioni di Milanetto», uscito dal campo zoppicante e furente con Camoranesi e la cui presenza in campo domenica a Firenze è in dubbio. Anzi è quasi scontata l'assenza del centrocampista, per via del trauma contusivo al malleolo destro sul quale sono ancora visibili i segni dei tacchetti avversari. Un'eventuale assenza che andrebbe a compensare il rientro dalla squalifica di Ivan Juric, ma che renderebbe sempre evidente l'emergenza. Il patron rossoblù non perde comunque il sorriso neppure dopo il kappao contro la terza in classifica, «arrivato per colpa di un gol fortunoso che ha segnato la partita». Il presidente non usa giri di parole nell'indicare la strada da seguire in futuro: «Ora serve una vittoria, perché la classifica si è accorciata e la quota salvezza si è alzata»è la considerazione di Preziosi improntata alla realtà e soprattutto mirata a quell'obiettivo stagionale «che deve rimanere tale». «Non mi importa se rimaniamo nella colonna sinistra della graduatoria Â?- taglia corto - è un po' come i complimenti: fanno piacere, però ne avrei fatto volentieri a meno e soprattutto li avrei cambiati con qualche punto in più». Quella botta di Grygera a meta di primo tempo è un boccone amaro per il presidente genoano, un ossicino che si è infilato nella gola dei tifosi e infastidisce soprattutto alla luce del palo centrato da Borriello (grande parata di Buffon a dire il vero) «che avrebbe potuto cambiare la partita. Quanto meno avrebbe potuto mettere in apprensione la Juventus», dice il presidente. Invece il gol rossoblù non è arrivato, come non è arrivato l'apporto atteso da parte di Leon «che non mi è piaciuto. Ha perso troppi palloni». Preziosi tira le orecchie anche a Marco Di Vaio che, secondo il patron genoano «non ha apportato la qualità che ci si aspettava, anche se non è facile entrare in campo contro la Juventus sullo 0-2». L'arrivo a Marassi della Juventus è coinciso con l'esordio in rossoblù di Anthony Vanden Borre e le premesse non sono parse oscure. Anzi, come ha sottolineato Enrico Preziosi «è presto per esprimere giudizi. Aspettiamo, anche se fisicamente è parso un giocatore importante». Da rivedere, quindi, e gli avvenimenti delle ultime settimane potrebbero segnare molto presto il ritorno in campo del centrocampista belga. Forse già Firenze, tra sette giorni, città dalla quale è arrivato due mesi fa, in comproprietà dalla Fiorentina.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 5,5 La bomba di Grygera gli piega lemani, anche se era sulla traiettoria.Un errore non da lui, sebbene la palla sia sbucata dal muro difensivo. Si fa sorprendere a inizio ripresa sul tiro sporco diDel Piero, che esce di un soffio. Si riscatta nel finale. LUCARELLI 6 Dopo Criscito a Cagliari, un altro mancino dirottato a destra per far fronte all’emergenza. Prende in consegna Del Piero: lo juventino è più agile, lui ci mette la fisicità. È bravo al 42’ a fermare il contropiede che avrebbe potuto portare la Juve sullo 0-3. Dietro tiene. DE ROSA 5,5 Al 7’ rinvia scomposto un innocuo traversone di Grygera rischiando di ingannare Scarpi per un’autorete che avrebbe avuto del clamoroso. Si fa perdonare subito dopo anticipando Trezeguet che stava sgusciandogli via alle spalle.Alla mezzora cerca il gol in acrobazia sull’angolo di Leon,ma non riesce a schiacciare la palla che schizza alta. Non sempre all’altezza dei suoi standard (32’ ST FIGUEROA NG: entra per giocarsi il tutto per tutto e nel recupero sfiora il gol). CRISCITO 6 Si piazza su Trezeguet, che marcava spesso anche in allenamento quando giocava nella Primavera bianconero; mettere la museruola al francese significa anche fare un favore a Borriello. Invece l’attaccante centra il bersaglio, anche se nell’occasione non era solo lui a doverlo tenere. Non perde la calma mai. ROSSI 6 Monta di guardia su Salihamidzic, anche se spesso scambia la posizione con Sculli. Copre e spinge, correndo senza sosta per cercare di dare sempre la superiorità numerica al Grifone.Alterna cose positive a altre meno, però è sempre generosissimo. KONKO 6,5 In mezzo gli spazi sono angusti e il pressing asfissiante, ma ne esce sempre a testa alta anche se il suo dirimpettaio è un guerriero come Cristiano Zanetti. A lungo in mezzo giganteggia, poi dopo lo svantaggio perde fiducia, rinfrancandosi nella ripresa. MILANETTO 6 Sissoko è un demonio, ma lui entra in campo con il kit completo dell’esorcista: Hannibal adora meditare prima di agire, ma quando c’è da combattere non si estrae dalla pugna. Lucido fino allo 0-1, poi si appanna un po’. L’intervallo però gli giova permettendogli di scuotersi: cuore Toro, tiene particolarmente a questa gara. Invece un fallo di Camoranesi lo costringe a uscire (19’ ST VANDEN BORRE 5: si piazza a centrocampo, dove giocava Milanetto, senza averne però le caratteristiche e la visione di gioco. In realtà non riesce a trovare la posizione, e tocca pochi palloni) FABIANO 6 Camoranesi non è fra i clienti più facili, lui prova a metterlo in difficoltà cercando di attaccarlo per obbligarlo a fare ciò chemeno rientra fra le sue corde: difendere. Risultato: l’ italoargentino si vede poco,mentre si intravede il Fabiano della scorsa stagione. Ha il torto di sbagliare la diagonale sul raddoppio di Trezeguet: unica macchia. Poi nel finale si abbassa nella difesa a quattro. SCULLI 6 Fa un pressing continuo, su Grygera ma non solo. Ripiega anche molto, accorciando fin sulla linea dei difensori. Nel finale di primo tempo, quando i compagni sembrano in confusione come un pugile suonato, è l’unico a crederci e a non mollare la presa, anche se talvolta pasticcia. Poi, anche lui reduce da infortunio, deve alzare bandiera bianca (14’ ST DI VAIO 5,5: fa, come Sculli, la doppia fase, abbassandosi spesso in difesa. In questo modo però non riesce a graffiare la sua ex squadra). BORRIELLO 6 Stringe i denti nonostante l’infortunio che lo ha tenuto in dubbio per tutta la settimana. Però si trova contro due muri di gomma come Legrottaglie e Chiellini, e per giunta è anche servito poco.Non gli difetta comunque lo spirito battagliero. Da centravanti vero la deviazione volante su traversone di Fabiano al 6’ della ripresa: Buffon e il palo gli impediscono di riaprire la gara. LEON 4,5 Si presenta al 6’ con una punizione dalla trequarti: invece dimettere nel mucchio prova la conclusione, debole e imprecisa. Al 12’ prova il tirocross da sinistra quando in mezzo c’era Borriello ben piazzato: anche stavolta la palla si spegne sul fondo.Al 20’ invece la sua punizione è alta di un soffio.Non è in serata: sbaglia molto e fa confusione. JUVENTUS BUFFON 7 Gioca contro il suo cuore e il suo futuro (ancora piuttosto remoto), però da grande professionista accantona i sentimenti e fa il suo dovere nonostante ilmal di schiena. Comunque deve limitarsi all’ordinaria amministrazione, poi è straordinario a dire no d’istinto a Borriello a inizio ripresa. ZEBINA 6 Concede a Leon troppo spazio, anche se poi l’honduregno non ne approfitta. Si vede poco anche in fare offensiva, sebbene sia lui sul finire del primo tempo ad orchestrare il contropiede che avrebbe potuto chiudere i conti con largo anticipo. LEGROTTAGLIE 6,5 Con la Fede ha ritrovato anche la fiducia nei propri mezzi e affidabilità. Con Chiellini schiaccia Borriello in un sandwich letale. CHIELLINI 6,5 Laterale sinistro di nascita, ormai è promosso centrale anche quando sulla fascia non ci sono molte alternative.Gioca di potenza sull’anticipo, ed è difficile da superare. GRYGERA 7 Pur essendo un centrale, o al limite un esterno destro, Ranieri non si fida ametterlo inmezzo, e lo decentra a sinistra per sostituire Molinaro. Lui ripaga sbloccando il risultato. Poi un suo taglio propizia la rete dello 0-2. CAMORANESI 6 Qualche sprazzo, ma si riscatta nel finale. Ranieri lo sposta a sinistra sperando che da quella parte trovimigliore fortuna. Nella ripresa torna a destra. SISSOKO 7 Ha corsa, gambe, intelligenza tattica. Sbuca all’improvviso in qualsiasi parte del campo. Quando serve non ha paura a usare anche lemaniere brusche, se il fine lo richiede. Già ammonito, rischia il rosso e Ranieri lo toglie (23’ ST NOCERINO NG: cambio per restare in undici). ZANETTI 6,5 Non è un regista,ma alle doti di combattente accomuna anche una visione di gioco non disprezzabile. Con Konko ingaggia un duello rusticano vecchio stile. Esce per problemi muscolari (28’ ST TIAGO NG: incolore, insapore, inodore). SALIHAMIDZIC 6 C’era una volta un esterno alto, prolifico anche in zona gol, che era il beniamino dei tifosi del Bayern Monaco, mica del Roccapepa. Ranieri lo ha reinventato jolly: talvolta sulla linea difensiva e stasera persino a sinistra. Alterna accelerazioni a pause. TREZEGUET 6,5 Sornione e rapace: sembra sempre avulso dal gioco, sembra un corpo estraneo.Ma quando la palla arriva in area si avventa inmodo famelico, facendosi trovare pronto. Incarna perfettamente lo spirito cinico della Signora Omicidi. DEL PIERO 5 Si vede quasimeno di Trezeguet; ha qualche guizzo, si incrocia spesso con il francese,ma combina poco (32’ ST IAQUINTA 6: fa più lui in pochiminuti che Del Piero nel resto della gara). ARBITRO MORGANTI DI ASCOLI 5: èm esso in condizioni di difficoltà non per colpa sua: fanno bene gli arbitri a rivendicare anche il diritto a sbagliare, però Collina poteva evitare dimetterlo in imbarazzo. Nel senso che lo scorso anno a Torino, sullo 0-0, negò una rete regolarissima a Gasparetto e poi non concesse un rigore solare sullo stesso attaccante. Mandarlo aMarassi proprio per questa partita – dopo quel precedente – significa potenzialmente esporlo alle critiche. Perché in caso di errori pro Juve lo si accuserebbe di sudditanza psicologica, pro Genoa di voler compensare gli errori del passato.Grazia a Sissoko il secondo giallo, consente a Zebina e Camoranesi colpi proibiti, salvo ammonire Fabiano quando cerca di ripagare l’italoargentino con la medesima moneta.
IL SECOLO XIX
- Gasperini «Ecco perché sono ottimista».
Nonostante la sconfitta, il tecnico vede solo un problema serio: l’ultimo
passaggio. di Giuliano Gnecco. GENOVA. Fragilità psicologica: per ora è solo un
accenno,ma non è la prima volta che suona il campanello d’allarme su questo
fronte, ed è bene porvi rimedio prima che si trasformi in un morbo endemico.
Prevenire è meglio che curare. Perché il Genoa ha fatto la partita, a tratti a
chiuso la Juventus nella propria metà campo. Cingendola d’assedio, dando
l’impressione con la sua agilità e i suoi schemi di poter mandare al tappeto una
Signora intimidita che vacillava sempre più. Poi il gol incassato al primo
tentativo:un incidente di percorso, un punto dal quale ripartire come se non
fosse successo nulla. Così fanno le squadre mature. Invece il Grifone si è
disunito, ha perso forza,autostima,coraggio. Come un pugile suonato. Il tempo di
fare mente locale, di ritrovarsi, di riacquisire sicurezza, che Trezeguet aveva
già fatto suonare il gong e calare il sipario. Su questo aspetto, che ha deciso
la gara con la Juventus, Gian Piero Gasperini dovrà lavorare soprattutto in
prospettiva futura, nell’ottica di un Genoa che nella prossima stagione vorrà
guardare all’Europa. «Siamo partiti bene – sottolinea il tecnico tossoblù –. È
mancato il colpo anche se abbiamo avuto situazioni importanti. Poi è arrivato
questo gol della Juventus al primo tiro,ma il Genoa ha fatto cose importanti.
Due episodi hanno condizionato la gara. Eppure ho visto cose positive: la
squadra è in buone condizioni, potevamo recuperare questa gara. Il loro uno due
ci ha tolto un po’ di sicurezza, ci ha fatto perdere un po’ le distanze». EPPURE
Gasperini da questa sconfitta trova elementi positivi: «Stavamo bene, ho visto
alcune prestazioni davvero importanti. A parte i due gol, non ricordo parate di
Scarpi, o occasioni da rete importanti per la Juventus. Ci difendevamo bene, e
ripartivamo bene. È mancata solo un po’ di qualità nell’ultimo passaggio, perché
creavamo situazioni importanti, che poi sfumavamo». È un’altra piaga che il
Genoa si trascina dietro da almeno un paio d’anni. Ieri ha inciso anche la
prestazione opaca di Leon, ma per il futuro immediato si potrò cercare di curare
questo male con Wilson e Masiero. «Con la bella stagione avremo bisogno anche
dei giovani, del loro entusiasmo ed energia, per centrare l’obiettivo. Ha
esordito Vanden Borre, che ha 20 anni ed è un buon giocatore.Poi ci sono Masiero
e altri che ci daranno una mano». L’obiettivo: «Dopo il Napoli mi sono
sbilanciato dicendo che eravamo salvi se non ci suicidavamo – ricorda Gasperini
–. Poi abbiamo perso cinque giocatori. Eppure resto ottimista: non troveremo
sempre la Juventus. Vero, ora il calendario ci propone Fiorentina, Inter,
Palermo e, dopo la Reggina, la Roma. Però giocando sempre come abbiamo fatto
stasera penso che potremo mettere insieme quei punti che ancora ci servono,
senza contare che ne abbiamo sempre dieci di vantaggio sulla zona calda. Se non
li faremo nelle prossime tre partite, li faremo nelle successive otto, perché ho
visto una squadra in salute. Stiamo bene. Ho avuto l’impressione che anche nel
finale, se avessimo riaperto la partita, potevamo anche raddrizzarla. Sono
particolarmente soddisfatto della mentalità e della condizione. Sappiamo che
nelle prossime tre partite potrà peggiorare la nostra classifica, tuttavia non
siamo preoccupati perché anche se stasera mancavano cinque giocatori che vengono
impiegati spesso, ho avuto indicazioni positive ». Si è infortunato Milanetto:
«Ha una contusione alla caviglia, vedremo. Figueroa è stata un po’ la mossa
della disperazione». Eppure l’argentino, nonostante la condizione scadente degli
ultimi giorni, nel finale ha ”rischiato” di lasciare il segno. Però adesso
inizia a preoccupare il centrocampo: se Milanetto non dovesse farcela a
recuperare per domenica a Firenze, sarebbe un bel problema nonostante il rientro
di Juric. In sintesi: il Genoa – cabala a parte – è salvo. Però rischia di
ottenere la matematica certezza della permanenza in A più avanti del previsto a
causa delle assenze che stanno togliendo alla squadra tasselli importanti. Poi
ci sono limiti sui quali lavorare per crescere adesso e anche in prospettiva: la
capacità di reagire alle difficoltà, e il tocco decisivo per smarcare il
compagno davanti al portiere. Non si può chiedere sempre a Borriello di estrarre
il coniglio dal cilindro.
LA REPUBBLICA - Gasperini non fa drammi "Usciamo a testa alta". Il tecnico: l´uno-due è stato devastante, ma la squadra non ha mai mollato. «Siamo partiti bene, abbiamo mancato l´opportunità di rifinire sotto rete. Poi, quando, sul loro primo tiro, è arrivato il gol tutto è diventato più difficile». Giampiero Gasperini accetta la sconfitta e sottolinea quella che ritiene sia stata una buona prestazione: «Ci siamo comunque espressi bene e sono stati due episodi a risultare determinanti, perché fino al loro raddoppio non ricordo parate di Scarpi o comunque occasioni importanti per la Juventus. Ci è mancata sicuramente un po´ di qualità ma se ci fosse girata bene qualche situazione avremmo potuto puntare a un risultato positivo». Gasperini si riferisce soprattutto al palo colpito: «Se avessimo segnato la partita si sarebbe riaperta, quel quarto d´ora iniziale della ripresa mi stava dando delle buone sensazioni. Invece è andata male, ma ho comunque visto dei giocatori che hanno dimostrato grandi qualita» Uno sguardo al futuro? «Non sempre incontreremo squadre cone la Juve, anche se i prossimi impegni sono difficili. Ora recupereremo qualcuno e, comunque, abbiamo ottenuto in passato un buon bottino di punti per restare lontani dalla zona pericolosa». «Era una partita dov´ero curioso di verificare la nostra reazione - dice l´allenatore della Juve, Ranieri - Abbiamo davvero offerto una bella prestazione, e parlo di tutti, riuscendo a contenere le avanzate del Genoa. Se poi sono riuscito a capire solo dopo otto mesi che Grygera è un buon terzino sinistro va benissimo così. Il Genoa ha giocato bene, però sapevo che ha movimenti predeterminati che ripete. Siamo stati compatti, abbiamo pressato alto per farli sbagliare ed essere subito pericolosi nella loro area e i risultati si sono visti. In questa maniera possiamo mettere in difficoltà chiunque».
LA REPUBBLICA
- Grygera-Trezeguet, riscatto Juve.
Vittoria in casa del Genoa (2-0): crisi allontanata, terzo posto rafforzato. di
Maurizio Crosetti. Più veloci e tonici del pur velocissimo e tonicissimo topo
apparso nel primo tempo sulla panchina bianconera, e poi cacciato a calci (se ci
fosse stato ancora Capello, forse l´avrebbe fatto entrare al posto di Del
Piero), i bianconeri battono 2-0 il Genoa, ritrovando l´assetto e il conforto
della classifica: più quattro sulla Fiorentina, più cinque sul Milan. La Juve
trabocca subito dalla partita, come una bibita gasata a lungo scossa prima di
essere aperta: vittoria numero 1.300 in serie A da quando esiste il girone
unico. Ma quasi tutto il merito di questa ricorrenza, dopo il misero punto in
tre partite che aveva rallentato di molto i sogni bianconeri, appartiene a una
seconda linea che mai si era rivelata così smagliante, anzi fin qui pareva assai
smorta. Trattasi di Zdenek Grygera, aitante terzino sinistro della Repubblica
Ceka che ha pensato bene di sostituire in tutto il suo connazionale
squalificato, Nedved. Gol fulminante per l´uno a zero, assist (con tunnel!) per
il raddoppio di Trezeguet. Un pezzo dell´altra Juve dà dunque una grossa mano a
Ranieri. A questo punto, vale forse la pena di scoprire l´eroe per una notte.
Leggiamo dal sito ufficiale della Juventus: «Zdenek Grygera è nato il 14 maggio
1980 a Pollepy u Holesova. Suo papà si chiama Svatopluk e lavora in banca. Sua
mamma Alena è direttrice di una scuola elementare. Ha anche una sorella che si
chiama Andrea». In campo perché Molinaro ha una provvidenziale influenza, il
figlio della direttrice e di babbo Svatopluk sblocca la partita dopo 25 minuti,
sbattendo in porta con enorme violenza una palla vagante: la sua prima volta, da
quand´è a Torino. Da subito la Juve aveva deciso di riprendere il controllo di
se stessa dopo le sventole ricevute dalla Fiorentina: molti muscoli, suprema
attenzione, parecchia voglia di correre e palloni toccati come si deve. Si
apprezza un passaggio volante col tacco di Del Piero a Trezeguet (9´), poi il
gol del ceko e a seguire il comodo raddoppio (32´): l´azione è di esclusiva
proprietà del baldo Grygera («il suo è un modo di vestire semplice e sportivo.
Predilige jeans e maglietta, che trova decisamente più comodi per i giorni in
cui si deve allenare. Alla sera, quando esce con gli amici, opta per un
abbigliamento più elegante che si intoni con il motivo della serata. E´ un
grande appassionato di orologi: appena può ne acquista di nuovi», rivela ancora
il sito internet bianconero). Il terzino d´attacco si accentra al limite
dell´area, pensa di tirare, prosegue invece verso destra, vede libero Trezeguet
e lo serve, così il francese torna al gol che gli mancava dal 27 gennaio
(doppietta a Livorno). Il centravanti raggiunge inoltre Borriello in testa alla
classifica dei marcatori, che aveva momentaneamente abbandonato. Se il Genoa non
rientra in partita, il merito è della manona di Gigi Buffon che al 51´ manda sul
palo una palla schizzata dalle sue parti, complice Borriello. Il diluvio fa
scenografia, c´è pure troppo agonismo e Camoranesi merirebbe il secondo giallo
quando azzoppa Milanetto e lo obbliga ad uscire, però l´arbitro Morganti è
buonista. Al 72´ l´unica pessima notizia per la Juve, quando la coscia di
Zanetti fa crac al termine della millesima corsa: al suo posto Tiago buonanima.
Poi Ranieri richiama Del Piero: non lo sostituisce il topo panchinaro ma
Iaquinta, eppure il capitano esce parlando da solo e scuotendo parecchio la
testa, non proprio il ritratto della felicità. Forse perché quel ruolo raggiante
è già occupato da Zdenek Grygera. Il quale, scopriamo ancora dal sito della
Juventus, è pure un raffinato buongustaio: «Ha sempre apprezzato la cucina
italiana, e già quando abitava ad Amsterdam era solito andare a cena nei
ristoranti italiani nel centro della città. Una tradizione che qui ha deciso di
continuare. Non beve molto vino, anche se è rimasto piacevolmente sorpreso dalla
Barbera e dal Barolo». Se ne sarà fatto un bicchierino, alla fine, per
festeggiare.
LA REPUBBLICA - Grygera e Trezeguet chiudono la pratica nel primo tempo. I bianconeri tornano alla vittoria e scaccia ogni ombra di crisi. Juve umile e aggressiva Genoa battuto in casa.. GENOVA - Zdenek Grygera trascina la Juventus fuori dalla "crisetta" delle ultime settimane: è lui il giocatore decisivo che permette ai bianconeri di vincere in casa del Genoa e di mettere alle spalle un periodo negativo tra la sconfitta di Reggio, il pari nel derby con il Toro e il ko interno con la Fiorentina. I bianconeri riprendono la loro corsa verso la Champions League battendo il Grifone con l'uomo che non ti aspetti: Zdenek Grygera. Al 25' un destro che non lascia scampo a Scarpi dopo una corta respinta della difesa genoana. Otto minuti più tardi ancora Grygera protagonista: si accentra dalla sinistra e offre uno splendido assist a Trezeguet che, con un preciso piatto destro, firma il 2-0, interrompendo un digiuno di gol che durava da sei partite (l'ulimo gol al Livorno il 27 gennaio scorso). Una vittoria meritata quella della Juventus che si schiera con il 4-4-2. Molinaro ko, al suo posto Grygera. A centrocampo Salihamidzic preferito a Palladino, in avanti la coppia Del Piero-Trezeguet. Gasperini, cresciuto nel settore giovanile della Juve, conferma il solito 3-4-3 con l'ex Criscito in difesa e in avanti il tridente Sculli-Borriello-Leon. Il Genoa parte bene, aggressivo e concentrato, non è da meno la Juventus che al 25' sblocca il risultato con il gran destro di Grygera e, da quel momento in poi, diventa padrona del campo. Sissoko e Zanetti a centrocampo sono insuperabili, Grygera è in giornata di grazia e al 33' serve la palla del 2-0 a Trezeguet. Partita chiusa, il Genoa per tutto il primo tempo non riesce a costruire una sola palla gol. Lo fa nella ripresa, al 6', contrasto Borriello-Chiellini, bravo Buffon a opporsi e a salvare la porta con l'aiuto del palo. La Juve controlla, il Genoa non punge e anzi sono i bianconeri ad andare più vicini al gol. Finisce 2-0, Ranieri e i suoi rispondono alle critiche tornando alla vittoria e portandosi a +4 sulla Fiorentina.
DATASPORT.IT - Apre Grygera e raddoppia Trezeguet, la Juve va. La Juventus è tornata a vincere. La Juventus vince 2-0 a Marassi contro il Genoa nel posticipo della 27.a giornata di campionato. La Vecchia Signora torna cosi` al successo dopo le due sconfitte, contro Reggina e Fiorentina, e il pareggio nel derby contro il Torino. I bianconeri, complice la sconfitta dei viola di Cesare Prandelli, consolidano il terzo posto tenendo a cinque punti il Milan, vittorioso 3-1 a Empoli. Claudio Ranieri conferma Chiellini-Legrottaglie centrali di difesa, mentre i rossoblu` recuperano Borriello, capocannoniere del campionato. Entrambe le squadre iniziano in avanti, con il pressing alto della Juventus e la conclusione di Sculli, che chiama in causa Buffon. Al 6’ Leon ci prova dalla distanza, ma la palla termina di molto a lato. La Juventus ingrana al 9’ con Del Piero che di tacco libera Trezeguet, il francese entra in area, ma la difesa rossoblu` si salva. Un’occasione per il Genoa arriva al 13’ con Leon che parte in contropiede, ma sbaglia il passaggio con Borriello e Sculli liberi in mezzo. Il Genoa indietro si chiude molto bene e la Juventus ha difficolta` nel farsi vedere in attacco. Al 21’ Leon manda alto un calcio di punizione, fischiato dall’arbitro per fallo di Legrottaglie. I bianconeri passano in vantaggio al 25’ con un gran tiro di Grygera, che si avventa su una respinta della difesa genoana e batte Scarpi. Passano 7’ e Grygera serve a Trezeguet il pallone del 2-0: il francese, infatti, non sbaglia e segna il sedicesimo gol in campionato. Nella ripresa al 51’ il Genoa va vicino ad accorciare le distanze con Borriello che, su cross dalla sinistra, arriva sul pallone, ma Buffon devia sul palo con una grande parata. Al 60’ e` il turno di Del Piero con una conclusione dal limite, palla sul fondo. Passano 5’ e il Genoa si fa vedere con un colpo di testa a girare di Di Vaio che finisce a lato. La difesa rossoblu` si salva al 68’ su un’incursione di Del Piero, liberato da Cristiano Zanetti. Al 78’ tra le fila della Juventus entra Iaquinta per Del Piero e tra quelle del Genoa Figueroa per De Rosa: Gian Piero Gasperini disegna cosi` un 4-4-2, con di Vaio e Leon sulle fasce, con il neo entrato argentino in attacco accanto a Borriello. Proprio l’attaccante dei Grifoni all’80’ riesce a colpire di testa, con la palla che termina a lato. All’86’ Iaquinta impensierisce con un bel tiro, che e` deviato in angolo dalla difesa dei Grifoni. Scarpi subito dopo salva su Camoranesi, ma la gara finisce 2-0 per la Juventus, che risorge dopo tre partite senza vittoria. Genoa: Gasperini `Troppi errori in attacco`- Nonostante la sconfitta, Gian Piero Gasperini si mostra fiducioso nelle corsa alla salvezza. Anche perche` il Genoa ha fornito una buona prestazione contro la Juventus. ‘Devo dire che siamo partiti bene - ha detto Gasperini - ma dopo abbiamo commesso degli errori in fase di rifinitura in attacco. Loro hanno segnato e la partita si e` fatta piu` difficile. Siamo stati penalizzati da due episodi che hanno inciso molto in una gara in cui, nel complesso, ci siamo espressi bene. Probabilmente, se fossimo riusciti a fare gol nei primi dieci minuti del secondo tempo, la gara avrebbe preso una piega diversa’. La sconfitta non modifica i piani del Genoa da qui alla fine della stagione. ‘La squadra e` in buone condizioni e infatti abbiamo ottenuto quei punti che ci tengono lontani dalla zona retrocessione. La salvezza non e` ancora conquistata, pero` ho molta fiducia perche` vedo che stiamo facendo ottime cose’. LE PAGELLE di Genoa-Juventus. (M. Fontana, DTS) GENOA Scarpi 7 Se la Juventus non dilaga il merito e` tutto suo. Lucarelli 5.5 La retroguardia rossoblu` non e` di certo a tenuta stagna. E in parte la colpa e` anche sua. De Rosa 5 Dovrebbe guidare la retroguardia, e` il piu` incerto di tutti e alla fine viene anche sostituito. Criscito 5.5 Non il peggiore, ma per arrivare alla sufficienza manca qualcosa. E dalla sua parte passa Trezeguet al momento dello 0-2. Fabiano 6 Per un tempo riesce a soffocare Camoranesi, nella ripresa concede di piu`. Ma quanto meno ci prova con un buon cross sul quale Borriello colpisce il palo. Vanden Borre 5 Ha mezz`ora per mettersi in luce. Non lo vede nessuno. Konko 5 Non e` un mediano. Gasperini lo schiera li` e lo dimostra. Confusionario, falloso e poco utile. Leon 5 Dovrebbe dare la scossa. Ci prova ma e` troppo evanescente e non mette in difficolta` Legrottaglie quando si trova a sinistra, Chiellini quando passa a destra. Rossi 5 Dalla sua parte potrebbe mettere in difficolta` Grygera. Ma i ruoli si invertono. Milanetto 5 La regia alla moviola non serve per una gara come questa. Troppo lento, poco reattivo. Sculli 5.5 Ci prova e fino a quando l`infortunio non lo mette ko e` uno dei migliori. Borriello 6 Gli arrivano due palloni giocabili, in un`occasione colpisce il palo dimostrando che non e` serata. Non sua ma degli altri. Di Vaio 6 Prova a vivacizzare la gara. Ma i buoi sono gia` scappati. Figueroa Lucho s.v. Sfiora il gol nel finale. Ma ha poco tempo per meritarsi un voto. JUVENTUS Buffon 7 Corre un solo pericolo, salva con una parata incredibile. Legrottaglie 6.5 Serata perfetta. Peccato per quell`ammonizione. Zebina 6 Non pare sicurissimo, pero` non fa danni e concede solo un cross a Fabiano. Chiellini 6.5 Serata di assoluta tranquillita`. Grygera 7.5 Segna un gol, regala un assist. E questo solo nei primi 33`. Poi si limita a difendere. Nel complesso una gara da incorniciare per quello che e` senza dubbio il migliore in campo. Tiago s.v. Non fa disastri. Ed e` gia` una notizia. Per il voto e` ancora poco. Sissoko 6.5 Solito dinamismo smisurato. E anche meno ingenuita` in fase di impostazione. Nocerino 6 Ringhia nel finale riportando su la Juventus un po` in difficolta` nel cuore della ripresa. Camoranesi 7 Parte in sordina, pian piano carbura sino a un finale gigantesco. Zanetti 6.5 Regia pulita in una serata non semplice solo per i primi 20`. Poi un infortunio lo mette ko. Salihamidzic 6 Schierato in un ruolo non suo si limita al compitino. Ma va piu` che bene. Iaquinta s.v. Gioca poco piu` di 10 minuti, ma sfiora il gol in una occasione. Sicurezza. Trezeguet 7 Tre tiri e un gol. Il francese e` tornato con la solita stoccata. Del Piero 6 Primo tempo da comparsa, ripresa da protagonista. Peccato che su due ripartenze una vada in fumo per colpa sua e l`altra termini a lato sempre su suo tiro
LA STAMPA
- SUCCESSO DEI BIANCONERI
IN CASA DEL GENOA. Juve rivincita alla ceca. Sorpresa Grygera: decisivo con gol
e assist. di Marco Ansaldo. Il calcio alle volte è come Manuela Arcuri che, ha
spiegato, dà sempre ai propri uomini una seconda occasione. Bisogna però saperla
cogliere. A una settimana dalla prestazione contro la Fiorentina, archiviata tra
le più catastrofiche del ceco, Zdenek Grygera ha quindi acchiappato la
possibilità di riscattarsi e, con lui, la Juve che da quella sconfitta aveva
tratto un ridimensionamento tale da spingere Ranieri a parlare di zona Uefa come
del traguardo fissato per contratto. Due a zero a Marassi, dove non aveva vinto
contro il Genoa in serie B. Tre punti che ristabiliscono le distanze in
classifica dai viola. Tutto come prima. O quasi. Certamente la cannonata con cui
Grygera ha distrutto le mani di Scarpi dopo 25 minuti è stata quasi un botto di
Capodanno, un annuncio di festa dopo i dubbi e gli interrogativi della
settimana. Qui la Juve si giocava molto. Non è casuale che in tribuna ci fosse
una parata di dirigenti, da Blanc a Montali, come non si era vista altre volte:
c’era da vedere, da capire, forse da rasserenare. Ranieri se l’è giocata con
prudenza. Alla lettura delle formazioni quell’asse di sinistra, con Grygera
dietro e Salihamidzic davanti, drizzava i capelli a chiunque invece era lì che
la Juve costruiva la vittoria nel primo tempo: il bosniaco andava a incidere in
una zona poco protetta della difesa genoana schierata con tre uomini e il ceco
diventava sorprendentemente l’uomo del match, segnando la rete dell’1-0 con un
tiro di indefinibile potenza dal limite dell’area e determinando con un’azione
personale il raddoppio di Trezeguet, otto minuti dopo. Nell’azione, Grygera si
liberava per il passaggio e metteva la palla sul piede del francese che tornava
al gol dopo due mesi, la 197esima rete in coppia con Del Piero, una più di
quanti ne fecero Sivori e John Charles. Il Genoa a quel punto è franato. Aveva
cominciato benino, con una geometria più brillante della Juve in attacco, alla
ricerca di Borriello ma non solo, e al 13’ un’azione stupenda per velocità a
pulizia si perdeva perchè il cross di Leon era un metro più lungo del dovuto.
Incassata la doppietta marchiata da Grygera, i genoani ci mettevano tutto il
primo tempo per riprendersi dallo choc. La Juve contava su un centrocampo
aggressivo, il solito Zanetti (poi stirato, salterà il Napoli. Come lui
Legrottaglie, Zebina e Camoranesi, squalificati) più Sissoko, che tra gli
acquisti ci sembra quello con la più brillante prospettiva, soprattutto se gli
insegneranno ad affinare i piedi calciando contro il muro come si faceva una
volta. Il dinamismo e la presenza fisica dell’africano invece ci sono già,
andranno soltanto disciplinati per evitare un’espulsione a partita. Il Genoa,
imbottito di ex ragazzi bianconeri e con molte assenze, è rimasto schiacciato da
una squadra che correva come se dovesse scappare dalle proprie ombre fiorentine:
pure Trezeguet moltiplicava i propri movimenti, Camoranesi e Del Piero si
adattavano come gregari di una manovra più piena del solito. La mancata svolta
cadeva dopo cinque minuti della ripresa. Se la palla colpita dallo scivolone di
Borriello, nell’unica situazione davvero pericolosa, non fosse stata sbattuta
sul palo da Buffon forse il Genoa avrebbe trovato la forza per rimontare e
magari la Juve si sarebbe persa in nuove incertezze, come una settimana fa. Non
era così. Superato lo spavento i bianconeri erano ancora padroni della
situazione: Ranieri cambiava il centrocampo (Sissoko, a rischio della seconda
ammonizione, Zanetti per infortunio) però questa volta non si assisteva al
cedimento. Scarpi si salvava bene da un rimpallo malandrino di Camoranesi sulla
respinta sballata da Konko. Dopo due sconfitte e un pareggio, un po’ di luce.
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