STAGIONE 2007/08                                                                                                                                      HOME >>

 

GENOA - JUVENTUS                         0 - 2   (0 - 2)

Reti: 25' Grygera, 33' Trezeguet

Genoa: Scarpi; Lucarelli, De Rosa (78' Figueroa), Criscito; Rossi, Konko, Milanetto (64' Vanden Borre), Fabiano; Leon, Borriello, Sculli (59' Di Vaio). (Lanza, Ghinassi, Raggio Garibaldi, Masiero). Allenatore: Gasperini.

Juventus: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Grygera; Camoranesi, Sissoko (69' Nocerino), Zanetti (74' Tiago), Salihamidzic; Del Piero (78' Iaquinta), Trezeguet. (Belardi, Birindelli, Stendardo, Palladino). Allenatore: Ranieri. Arbitro: Morganti di Ascoli Piceno. Angoli: 6-3 per la Juventus.

Ammoniti: Legrottaglie, Sissoko, Sculli, Camoranesi, Criscito, Fabiano. Spettatori: 28.151.

 

Al Ferraris và in scena una delle partite storiche del calcio italiano, la rivalità tra la squadra rossoblu di Genova e quella bianconera di Torino ha inizio nel lontano 1903 con un secco 3 a 0 per la squadra di Spensley nella finale del campionato. Le partite seguenti sono contraddistinte da risse tra i giocatori, invasioni di campo, partite rinviate o rigiocate e tentativi di furto da parte bianconera, appoggiata dalla Figc con sede a Torino. Da quel calcio primi 900 siamo arrivati più o meno alla 130' partita giocata tra le due formazioni tra campionato, Coppa Italia e Dapples con 35 vittorie per il Genoa e 67 per la Juventus. Ieri il Genoa ha affrontato la squadra bianconera in piena emergenza, a mancare sono Rubinho, Paro, Wilson, Bovo, Santos, Juric e Danilo e le conseguenze sono palesi. Il Genoa non entra mai in partita, al 50' minuto arriva il primo tiro nello specchio della porta con Borriello che in scivolata entra in anticipo su Chiellini deviando il traversone dalla sinistra di Fabiano verso la porta. Buffon miracolosamente devia la palla sul palo e sventa così la minaccia. Il secondo tentativo genoano arriva al 94' Borriello scende sulla sinistra e arrivato sul fondo da dentro l'area sull' accenno di uscita di Buffon mette al centro dove ancora in scivolata Figueroa a porta spalancata ma contrastato da Grygera non riesce a deviare la palla in rete mettendola di poco a lato. Dopo 25' minuti di nulla assoluto da destra parte una punizione di Zebina, Rossi si perde Salihamidzic che stoppa male poi un rimpallo consente a Grygera di fulminare da poco fuori l'area a rete, Scarpi è nettamente sorpreso e pur sfiorando la sfera non riesce a rimediare. Al 34' dopo la noia più totale Chiellini lancia Grygera sulla sinistra che scende indisturbato bevendosi Rossi e Lucarelli, il ceko s'accentra tranki funky e con un tunnel appoggia la palla a destra al solitario Trezeguet che mette alle spalle di Scarpi la prima sfera toccata durante la partita. Tra la bolgia del Ferraris che si tramuta in 60 minuti di silenzio assoluto per onorare la morte dello spirito del Genoa si chiude il primo tempo che conta nel tabellino anche una svirgolata al 07' minuto di De Rosa su lancio in area del solito Grygera che per poco non si trasforma in autorete, al 19' un muro di Legrottaglie ammonito che ferma Leon che poi spedisce su punizione alto sopra la traversa e le ammonizioni di Sissoko, Sculli, Camoranesi e Criscito. Il secondo tempo non si gioca, la Juve c'ha da pensare al Napoli mentre il Genoa c'ha da far giocare le scarpette bianche di Di Vaio e i 10 minuti contrattuali a Figueroa non sia mai che chi spende i soldi del biglietto poi si lamenti. Uniche annotazioni oltre alle occasioni di Borriello e Figueroa due diagonali al 59' e all' 85' di Del Piero e Iaquinta abbondantemente a lato e al 60' un clamoroso fallo poco fuori dalla riga dell' area di rigore di Legrottaglie su Borriello che stava per stoppare la sfera. Al 71' Ammonizione anche a Fabiano.       

 

Genoa - Scarpi 5.5 Poco reattivo sulla conclusione di Grygera, combina qualche pasticcio nei rinvii coi piedi. Lucarelli 5.5 Dirottato sulla destra se la vede con un Del Piero opaco. De Rosa 5.5 Alcune gravi sbavature e dormite tra cui un tentativo di autorete e la mancata chiusura sull' avanzata di Grygera  (78' Figueroa sv Ma cosa cacchio lo convoca a fare? In dieci minuti il Genoa imbastisce un'azione gol e poi al 94' per poco non segna. Ma cosa cacchio lo convoca a fare, c'è Di Vaio e poi Borriello col ginocchio infiammato perchè cazzo lo ha fatto scomodare dalla poltrona di casa). Criscito 6 Trezeguet la tocca una sola volta e fà gol ma lui era andato a chiudere su Grygera perchè gli altri stavano a guardare. Rossi 5 Corre 100 volte sulla fascia a vuoto, non azzecca mai lo scambio in diagonale con Borriello, Grygera fà quello che vuole. Konko 6.5 Onnipresente, non si tira mai indietro nello scontro, unica pecca un rimpallo con Camoranesi che Scarpi deve deviare in corner. Milanetto 6 Ha da fare con Sissoko e alla fine si guadagna la pagnotta (64' Vanden Borre sv A centrocampo per l'infortunio a Milanetto. Tocca tre palle, non le gioca male, si vede che ha qualcosa da dare, ma è completamente fuori forma o almeno deve esserlo perchè non può essere normale avere la velocità del bradipo per uno che dovrebbe fare la fascia). Fabiano 7 E' uno dei pochi che si sbatte ottenendo anche qualche risultato. Qualche traversone ben messo, qualche calcio d'angolo conquistato, molti scontri all' arma bianca con Camoranesi. Leon 4.5 Tacco, piroetta avanzata e dopo il difensore gli porta via la palla. Una punizione calciata un metro sopra la traversa. Borriello 5 Il primo tempo è una tortura, prende palla due sole volte, punta l'uomo e cammina che sembra avere un paletto là. Nel secondo tempo probabilmente sente meno male al ginocchio e qualcosa combina. Sculli 5.5 Non inizia male poi vede che non gli riesce niente e s'innervosisce. Costantemente nella propria metà ma d'altronde la Juve scende solo sulla sinistra con Grygera e Salihamidzic (59' Di Vaio 4 Non ho mai visto un giocatore fare 30 minuti come li ha fatti lui, forse Eloi nei 90' minuti col Catania). Allenatore - Gasperini 4. Juventus - Buffon 6; Zebina 6, Legrottaglie 6.5, Chiellini 7, Grygera 7; Camoranesi 6.5, Sissoko 6.5 (69' Nocerino 6), Zanetti 6.5 (74' Tiago 5.5), Salihamidzic 6.5; Del Piero 5.5 (78' Iaquinta sv), Trezeguet 5. Allenatore - Ranieri 7. Arbitro - Morganti di Ascoli Piceno 6.

 

   

 

  

 

  

  

TUTTOSPORT - GENOA-JUVENTUS 0-2 / La partita. Sì, è Juve da Champions. E finalmente torna Trezegol dopo oltre un mese: è la 156ª rete in maglia bianconera. Grygera mattatore con un gol, un assist per David e un salvataggio. Genoa con troppe assenze e troppo sbilanciata. Così Salihamidzic e Iaquinta alla fine sfiorano il tris. di Vittorio Oreggia. GENOVA. Quando una delle vittorie più impor­tanti della stagione per utilità pratica (la tute­la del terzo posto in classifica, quindi della fon­damentalissima Champions League) e riper­cussioni psicologiche (l’inversione di una peri­colosa tendenza al ribasso dopo due sconfitte e un pareggio) scaturisce dal piede plebeo di Zde­nek Grygera, da metà luglio classificato non proprio a caso come gregario al quadrato, si­gnifica che probabilmente le congiunture astra­li si sono risistemate e la Juventus può guar­dare al futuro con preoccupazione minore rispetto a qualche settimana fa. Grygera, contro un Genoa violentato dalle assenze - e si è visto, in particolare nella tenuta del pacchetto difensivo - ha confezionato il primo gol, roba di lusso, un destraccio da più di venti metri (23 per la precisione), e ha scodellato a Trezeguet l’as­sist per il raddoppio, manco avesse il piedino di Del Piero, tutto nei primi 33 minuti, tutto sen­za che nessuno se lo immaginasse perché il connazionale e amico di Pavel Nedved, lui assente per squalifica, fino a ieri aveva messo insieme una serie infinita di prestazioni tremolanti. Da parametro zero, insomma. Ma a Ma­rassi no, a Marassi è stato chirurgico, al punto che Belardi, ospite della panchina, ha domandato a Claudione Ranieri se fosse quello “au­tentico” e non un acquisto dell’ultimo momento, tanto è parsa clamorosa la differenza. SERENITA’ Sul quesito posto dal portiere, chissà quali pensieri devono aver attraversato la testa dell’allenatore che per un intero gi­rone si è ostinato a insistere con Molinaro a sinistra, persino quando era evidente lo stato di bollitura dell’ex esterno senese, il quale avrà pure forza da vendere ma non funziona ancora con le pile alcaline di una famosa pubblicità in cui è protagonista un instancabile coniglio. Solo la febbre di Molinaro medesimo ha con­sentito che si dischiudesse, forse, un nuovo orizzonte. Constatazione, questa, che può suo­nare come un mezzo atto d’accusa per Ranieri, aggrappato a volte a concetti un po’ troppo cristallizzati, probabilmente stimolato dalle critiche piovutegli addosso dopo la caduta con la Fiorentina e i boatos su Lippi, Prandelli e compagnia cantante. In effetti, la vittoria con­tro il Genoa ha spezzato un filotto negativo e riconsegnato serenità a una squadra che si sta cercando e che comunque fatica a entusiasmare. REAZIONE Fino alla rete di Grygera, ma per la verità pure nei minuti successivi, i rossoblù hanno dato la sensazione di essere più a loro agio sotto il profilo della circolazione della palla e del dinamismo, indeboliti però dalle assenze che hanno obbligato Gasperini, ad esempio, a inventarsi Konko centrale accanto a Milanetto. Così, dinanzi alla serata un po’ eterea di Camoranesi e Del Piero, all’esserci e non esserci di Trezeguet, accettabile solo per la stoccata della sua rete, la prima dopo 41 giorni di vuoto, la numero 156 in carriera con la maglia bianconera, preziosa perché ha consentito di raggiungere Sivori e Charles, al minimalismo di Sissoko, il Genoa ha avuto margini per organizzare una tiepida reazione nella ripresa, che ha condotto al palo di Chiellini (una gomitata involontaria con deviazione provvidenziale di Buffon) e a un paio di altre situazioni rischiose. L’avvicenda­mento di Sculli con l’inguardabile Di Vaio e il cambio obbligato di Milanetto con Vanden Borre, non hanno prodotto scombussolamenti: Borriello, malandatissimo, è rimasto imprigionato nella morsa Chielllini-Legrottaglie, Leon nel secondo tempo ha mulinato calcio leggero come i cracker dietetici, Rossi a destra ha inciso pochino. Addirittura, la mossa della disperazione di gettare nella mischia il quarto attaccante (Figueroa) per un difensore (De Rosa), è stato peggio che raschiare il fondo del barile. Vecchia regola: non è dal numero di punte che si misura la pericolosità di una formazione. EMERGENZA Con il beneficio del contropiede e con molti spazi a disposizione, la Juventus ha pensato a gestire la partita, a costruire due palle-gol ( Salihamidzic- Iaquinta) e a non sprecare energie. Ne avrà bisogno, di energie, contro il Napoli, perché all’appello di Ranieri mancheranno gli squa­lificati Legrottaglie, Zebina, Camoranesi e l’infortunato Zanetti, che ha abbandonato il campo per uno stiramento alla coscia de­stra. Al suo posto è entrato Tiago, ma dai, mentre poco prima Nocerino aveva rilevato Sissoko, nervosissimo per un battibecco con Sculli. Preservarlo da un cartellino rosso è stata un’accortezza indispensabile considerato lo stato di emergenza generale. Emer­genza che forse spingerà il tecnico romano a perlustrare strade inedite e a scoprire uno come Grygera, terzino sinistro. Domanda: e adesso, chi lo schioda più di lì?

TUTTOSPORT - IN CASA ROSSOBLU' Gasperini: « Con la Juve la sconfitta ci può stare perché è una delle grandi» Il tecnico: «La salvezza dobbiamo conquistarcela contro altre squadre, non contro chi punta ai massimi traguardi». Preziosi: «Uno squadrone così lo affronti ad armi pari solo se tutto ti va bene» di Anselmo gramigni. Genova. Una batosta che non fa troppo male, per il Genoa. « Perché una sconfitta con la Juve ci può stare e perché il nostro obiettivo è la salvezza che dobbiamo conquistarci contro altre squadre, non certo contro chi punta ai massimi traguardi » . Gian Piero Gasperini l’ha presa bene, insomma. Il suo Genoa, privo di cinque giocatori tra infortunati e squalificati « che peraltro sono tra coloro che vanno in campo più spesso » , non ha sfigurato. Si è battuto, ha lottato e non è stato aiutato dalla fortuna. Basti pensare al primo gol subito, quello di Grygera, che ha sorpreso Scarpi, oppure al palo colpito da Borriello, contrassegnato dalla maxi paratona del solito Buffon. « Una squadra come la nostra fa punti contro una grande solo se tutto fila liscio. Gli episodi ci hanno da­to contro e poi conosciamo la forza della Juve. Noi siamo comunque rimasti in gara e se quella palla colpita da Borriello entrava, avremmo potuto ancora dire la nostra. Voglio sottolineare che i miei ragazzi, nel complesso, mi sono piaciuti. In alcune individualità c’è stata un’alta espressione di gioco. E poi mi ha conforta­to la nostra mentalità. Con questo modo di interpretare le gare centreremo l’obiettivo che ci siamo prefissi » . PREZIOSI DOCET Già, la salvezza. Tema su cui insiste anche il presidente En­rico Preziosi, pure lui un po’ avvilito per la sconfitta ma consapevole della diversità dei valori in campo. « La classifica si sta accorciando, dobbiamo mantenere elevata l’attenzione per non farci tirare giù. Abbiamo subìto un gol in maniera sfortunata, poi la gara si è complicata. La Juve è la... Juve, se la buona sorte non ti dà una mano è difficile sopraffarla. Uno squadrone del genere lo affronti ad armi pari solo se tutto ti va bene » . Tra parentesi, nella tribuna d’onore, le dirigenze delle due società erano fianco a fianco. Evento raro da ammirare in uno stadio italiano. « Abbiamo degli ottimi rapporti con la Juve, normale accoglierli bene. Una norma di cortesia che dovrebbe essere adottata ovunque » . Gli strali del presidente si concentrano invece su due giocatori: « Bene la squadra, nel complesso. Vogliosa, dinamica, combattiva. Peccato per Borriello che ha preso il palo. Ma non mi sono piaciuti Leon, troppe le palle sbagliate, e Di Vaio, poco convinto » . ANCORA GASPERINI Preoccupa Milanetto, uscito anzitempo per una botta alla caviglia destra. « Speriamo non sia cosa grave ­spiega Gasperini -. Si parla di trauma contusivo, dopo gli esami del caso ne sapremo di più » . E sarebbe un brutto colpo dover rinunciare anche a Milanetto dopo aver perso Paro. Con i due cervelli del centrocampo rossoblù out, la gara di Firenze si complicherebbe ancor di più, « Ci attende un ciclo di ferro. Dopo la Fiorentina avremo l’Inter, poi Palermo e Roma con in mezzo la Reggina. Il rischio di raccogliere poco con le grandi è reale, ma eventualmente andremo a far punti con le squadre alla nostra portata. Sono fiducioso e tranquillo, questo Genoa mi dà ampie garanzie. E poi dietro ci sono giovani che meritano attenzione » . Uno sguardo ancora in casa Juve, tanto per sottolineare come « l’umiltà è una delle forze dei bianconeri. E’ sempre stato così » e per sfogliare un album dei ricordi tutt’altro che sbiadito. « Quando lavoravo nelle giovanili bianconere spesso venivo utilizzato anche come osservatore all’estero. Ho accumulato un bagaglio di esperienze da cui ora posso attingere nelle mie scelte. Ricordo che andai a visionare anche Van der Vaart di cui ora si parla tanto. Un bel giocatorino... Anche se per la verità io consigliai un di­fensore eclettico allora poco conosciuto, un certo Chivu...»

 

TUTTOSPORT - Le pagelle GENOA Konko brilla fuori ruolo Sculli e Borriello spenti. SCARPI 5.5 Incerto sul bolide di Grygera, che forse non vede partire. Su Trezeguet può nulla. LUCARELLI 5 E’ dalla sua parte che la Juve sfonda. DE ROSA 5.5 Rischia un clamoroso autogol all’8’, ma il suo destro sbilenco finisce di poco alto. Incerto anche nei rilanci. FIGUEROA(34’ st) ng. CRISCITO 5.5 In bianconero o rossoblù, finisce sempre con il concedersi qualche amnesia di troppo. In questo caso tiene in gioco Trezeguet in occasione del raddoppio. ROSSI 6 Applicato, sembra poter prevalere nel duello su Salihamidzic. Impressione ribaltata dai fatti nella ripresa. KONKO 6.5 Schierato da interno per necessità, conferma l’abilità nella corsa e la capacità di supportare gli attaccanti. E’ una delle rivelazioni del Genoa e la Juve ha qualche motivo di rimpianto per averlo lasciato partire in cambio di Criscito in estate. MILANETTO 6 Bravo a far girare palla nonostante il pressing di Sissoko. Esce per un’entrata di Camoranesi. VANDEN BORRE (19’ st) 6 Entra a partita compromessa, ma spinge molto. FABIANO 5 Tocca molti palloni, ma quasi tutti li dà agli av­versari. Anche in fase di contenimento latita, favorendo la crescita di un Camoranesi inizialmente non troppo ispirato. SCULLI 5.5 Parte forte, insidiando anche Buffon con un destro da fuori. Altrettanto rapidamente sparisce, lasciando troppo iso­lato Borriello. DI VAIO (14’ st) 5 Un doppio dribbling su Zebina (arretrando però) fotografa esattamente il suo match velleitario. BORRIELLO 5.5 Primo tempo da comprimario, probabilmente a causa del problema al ginocchio che lo ha condizionato in settimana. Ma il gol di Trezeguet lo risveglia e al 6’ della ripresa obbliga Chiellini a una deviazione disperata che solo un grande Buffon argina. Serve un bell’assist a Figueroa, che spreca. LEON 6 Ottimo per mezz’ora, durante la quale ha creato molti potenziali pericoli giocando tra le linee. Ottimo un assist dalla sinistra per Borriello, che in altre circostanze probabilmente lo avrebbe sfruttato. Anche lui ha subito emotivamente il doppio svantaggio, calando nella ripresa. Le poche cose pericolose del Genoa però hanno trovato origine nelle sue iniziative. ALL. GASPERINI 5.5 Ha dovuto fronteggiare molte assenze e la voglia di rivalsa bianconera. Compito improbo, infatti il suo Genoa a gioco lungo si è dimostrato volenteroso e nulla più. Bravo Brazzo Chiellini Super BUFFON 6.5 straordinario per reattività nell’arginare Chiellini... Quanto ai genoani, non arrivano mai a impensierirlo. ZEBINA 6 primo tempo aggressivo in fase di spinta. Dopo il doppio vantaggio limita le apparizioni e, soprattutto, gli attaccanti rossoblù. LEGROTTAGLIE 6.5 Trova in Leon un avversario velocissimo nell’entrare in partita, tanto che per frenarlo finisce presto ( 20’) sul taccuino dell’arbitro. Il che gli varrà un turno di riposo, forzato, contro il Napoli. Curiosamente, da quel punto in poi non sbaglia più nulla, a dimostrazione che non difetta davvero di forza mentale. CHIELLINI 6.5 Il duello con Borriello è impari, perché il bomber rossoblù è limitato dall’infiammazione al ginocchio destro che ne aveva messo in forse la presenza. Infatti riesce quasi sempre ad anticiparlo. Anche quando, con un inedito colpo di gomito, rischia l’autogol. GRYGERA 8 dopo un lungo anonimato, si riscopre protagonista in un ruolo non suo. Piazzato a sinistra, parte con qualche timidezza, tanto che Ranieri lo invita ad avanzare in più occasioni. Lezio­ne recepita in fretta, visto che è lui a cambiare il corso del match con un devastante destro dal limite ( 25’). A quel punto ci prende gusto e, attingendo a un insospettabile repertorio, serve anche un preciso assist per il bis di Trezeguet. A Molinaro la febbre sarà aumentata... CAMORANESI 6 rispetto alle ultime esibizioni limita le puntate al centro, probabilmente per non sguarnire troppo la fascia sulle ripartenze rossoblù. A soffrirne è la manovra, anche se a i gol arrivano ( con azioni partite da sinistra, però). Già ammonito, meriterebbe il rosso per l’entrata che mette ko Milanetto. Nella ripresa, tuttavia, aumenta SISSOKO 6 Ranieri gli chiede di limitare l’entu­siasmo a tutto vantaggio del raziocinio, ma è una questione di attitudini. Toglietegli il gusto del pres­sing e il maliano non avrà più ragion d’essere come calciatore. Però a volte eccede davvero, tanto da beccarsi prima un giallo e poi le rampogne dei compagni di squadra per l’aggressività pericolosa ( a quel punto). NOCERINO ( 24’ st) 6 20’ di lotta in fase di contenimento. Che è poi quanto gli si chiede. ZANETTI 6.5 Lucido nel dettare i tempi e anche nei panni di consigliere, infatti per evitare guai a Sissoko, che vede a rischio d’espulsione, chiama la sostituzione. Preambolo alla sua, dovuta a uno stiramento che aggrava la situazione generale in chiave Napoli. TIAGO ( 29’ st) ng. SALIHAMIDZIC 6.5 Il più abile nel ribaltare l’a­zione, anche se manca un po’ di lucidità al mo­mento di rifinire il lavoro. TREZEGUET 6 Era davvero ora che tornasse al gol e il vaticinio di Ranieri trova conferma nei fat­ti. In un solo colpo il bomber bianconero recupera la testa della classifica cannonieri e l’antico entusiasmo. Nella ripresa non sfrutta un paio di contropiede allettanti. DEL PIERO 5.5 I difensori rossoblù gli riservano un trattamento ad hoc: entrata ad altezza caviglie ogni volta che arriva primo sulla palla. Il risultato è che non incide mai. IAQUINTA 6 ( 33’ st) Gioca poco, forse troppo poco. Perché gli basta un quarto d’ora per dimostrarsi, al solito, molto pericoloso. ALL. RANIERI 6.5 Azzecca mosse non banali ( Grygera e Salihamidzic a sinistra a formare un’inedita coppia) e rimette la Juve in carreggiata dopo una settimana complessa. Arbitro MORGANTI 6: gestisce con i cartellini una partita dura, a tratti cattiva. Ne risparmia uno in più, che poteva starci, a Camoranesi.

 

CORRIERE SPORT - La notte di Grygera Tutto in 8’: prima fa gol poi confeziona l’assist per Trezeguet Juve da Champions. DI Luciano Bertolani. GENOVA - La Juve doveva dare una risposta e l’ha data alla sua ma­niera: due gol a Marassi e vittoria che in un certo senso annulla la sconfitta rimediata domenica scorsa a Torino dalla Fiorentina. Grygera e Trezeguet hanno steso il Genoa con due gol in rapida successione nel primo tempo, ma è stata la prestazione rabbiosa e ricca di pathos dei bianconeri furenti a rubare l’occhio e la scena. Missione compiuta dunque: Fiorentina ricac­ciata a quattro punti e Champions League sempre più vicina. Altro che coppa Uefa! Malgrado qualche sofferenza patita nei primi venti minuti, si è visto subito che la Juventus aveva qual­cosa di speciale: determinazione feroce e altissima concentrazione. Enrambe le cose figlie legittime della sconfitta che la Fiorentina aveva subito qualche ora prima a Siena. Insomma, i bianconeri hanno capito di essere di fronte a una svolta: ricacciare Prandelli a quattro punti e annullare la vittoria del Milan ad Empoli lasciando inalterato il vantaggio di cinque punti. Sicchè quando il Genoa è stato costretto a calmare i bollenti spiriti con i quali aveva cominciato la partita, la Juve, trascinata da Sissoko e fisicamente a posto, ha infilato ai rossoblù due gol molto pesanti nello spazio di appena otto minuti. Uno dei protagonisti della serata è stato senza dubbio Grygera: restituito al suo ruolo naturale di esterno di sinistra, il giocatore ceko è esploso. Gol dell’1-0 con un destro di controbalzo e otto minuti più tardi assist per la replica di Trezeguet che ha messo il sigillo sul primo tempo. Per la cronaca David non segnava da 42 giorni tanto è vero che Ranieri, in sede di vigilia, aveva avvertito la necessità di suonargli la sveglia. Il francese non segnava dal 27 gennaio scorso (doppietta a Livorno), ma ieri sera ha dimostrato di essersi lasciato alla spalle il brutto momento. A di là del gol che gli ha consentito di riagguantare il genoano Borriello in testa alla classifica dei cannonieri, Trezeguet è sempre stato nel cuore della par­tita distinguendosi anche nel pressing sui difensori avversari e in preziose sponde. Ma la Juventus non ha costruito la sua vittoria soltanto sulla straordinaria carica agonistica. La squadra non si è mai tirata indietro quando si è trattato di organizzare il gioco e ripartire e in questa fase ha brillato in modo particolare Sissoko. Con il sostegno di Camoranesi, Zanetti e soprattutto Salihamidzic, il franco maliano non ha perso un colpo garantendo al gruppo velocità di gioco, dinamismo e rapidi cambi di marcia oltre naturalmente a un considerevole numero di palloni catturati agli avversari. Milanetto, che si doveva occupare di Sissoko e Marco Rossi che giostrava dalle parti dello scatenato Grygera, sono stati alla resa dei conti i genoani caduti in maggior sofferenza. In apertura di ripresa il Genoa ha tentato di raddrizzare la sua rotta di navigazione, ma si è trovato di fronte una Juventus assai tonica e determinata a continuare la partita sullo stesso canovaccio del primo tempo. Buffon ha deviato sul palo una palla toccata con il gomito da Chiellini ( involontario e casuale) dopo una incursione di Borriello ed è stato questo l’unico brivido regalato dai ragazzi di Gasperini a Marassi. La Juve ha continuato a martellare, ma non ha trovato giustezza e precisione in fase realizzativa. La partita si è comunque mantenuta vibrante e spigolosa sino alla fine. Sono fioccate ammonizioni a raffica e qualche errore di valutazione da parte di Morganti che ha “perdonato” Camoranesi meritevole del secondo giallo lasciando cor­rere anche in alcune altre circostanze. Ranieri comunque pagherà un dazio molto pesante a questa splendida vittoria: domenica con il Napoli (posticipo serale) dovrà fare a meno di Legrottaglie, Camoranesi e Zebina che saranno squalificati a causa dei cartellini gialli rimediati ieri sera. Temendo altre san­zioni arbitrali (la lista dei diffidati bianconeri era nutrita), Ranieri nel finale ha cambiato i due centrali di centrocampo Sissoko e Zanetti dando spazio a Tiago e Nocerino. Ma ormai i giochi erano fatti.

CORRIERE SPORT - Pronto riscatto bianconero. Ranieri: Grande Juve . «Volevamo vincere e abbiamo vinto. Quando la squadra resta compatta nel suo assetto, può battere chiunque» DI Luciano Bertolani . GENOVA - Juve in emergenza. Contro il Napoli Ranieri non avrà Cristiano Zanetti infortunato, ma non avrà neppure Camoranesi, Legrottaglie e Zebina, i quali - già diffidati - sono stati ammoniti e di riflesso saranno squalificati. E’ stato questo l’unico aspetto negativo della splendida serata che la Juve ha vissuto ieri sera a Marassi imprimendo una svolta im­portante alla sua corsa verso la qualificazione in Champions. Forse anche per questo è sembrata una stonatura la “piccosità“ che Ranieri ha manifestato in sala stampa evidentemente con l’intenzione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa dopo le critiche ricevute la passata domenica per la sconfitta contro la Fiorentina e le petizioni (digerite male evidentemente) organizzate dai siti bianconeri per il ritorno di Lippi. Ha detto Claudio: « Polemiche io non le ho fatte, ma abbiamo perso contro la Fiorentina ed è scoppiata barac­copoli. Ma lo sapevo perché il calcio italiano è un baraccone. Ci sono state critiche e voci sul mio futuro e la società ha fatto bene a mettere i punti sulle “i”. Non ne avevo bisogno, ma ha fatto bene lo stesso. Comunque andiamo avanti » . La Juve doveva dare una risposta e l’ha data alla grande. L’ha data anche Ranieri che, al contrario di quello che era avvenuto contro la Fiorentina, questa volta ha indovinato l’idea della partita, la scelta degli uomini e le strategie dei cambi. Ha aggiunto il tecnico: « Volevamo vincere e abbiano vinto. Io speravo in una partita di questo tipo perchè so che, quando la squadra resta compatta nel suo assetto, è in grado di creare problemi a qualsiasi avversario » Ricacciata la Fiorentina a quattro punti, rintuzzato anche l’assalto del Milan vittorioso ad Empoli, Adesso la Champions sembra più vicina. Ranieri non è sembrato in linea con certi calcoli: « Mancano undici partite e ci saranno ancora alti e bassi. Non dobbiamo fare corsa sugli avversari ma su noi stessi. Se restiamo compatti mantenendo la determinazione cen­treremo l’ obiettivo che ci siamo prefissi. Oggi ho azzeccato perché ho vinto la partita. Se l’avessi perduta ci sarebbero stati processi e critiche. Questo è il carrozzone del nostro calcio » . Ancora risentito Claudio. C’è voluto un po’ di tempo per riportarlo sulla terra. « Dobbiamo sempre giocare al massimo, quando non ci riusciamo capita anche di perdere. Ma la squadra ha reagito bene, Trezeguet non si è mai tirato indietro e ha trovato il gol dopo oltre quaranta giorni. Glielo avevo detto: è ora che torni a segnare » . Particolarmente felice la mossa di schierare Grygera e Salihamidzic sul settore sinistro, scelta che ha mandato in crisi Sculli e Marco Rossi tenuti sempre bassi e in prati­ca fuori dal gioco. Commento velato di sarcasmo da parte di Ranieri: « Ci ho messo otto mesi a capire che Grygera è un esterno sinistro. Domenica giocherà probabilmente Tiago che vedo in progresso». GASPERINI - Infine una battuta di Gasperini: « Abbiamo messo in difficoltà la Juventus, ma ci è mancata un po’ di qualità. Le cinque assenze hanno pesato. Però il Genoa mi è piaciuto » .

CORRIERE SPORT - Le pagelle. Borriello, un leone Konko non sfigura Chiellini implacabile Trezeguet ritrovato. DI Andrea Ramazzotti. GENOA 6 Borriello - Con il ginocchio destro dolorante, troppo isolato in avanti, ma lot­ta come un leone. 6 Konko - Rientra dalla squalifica ed è più in­traprendente di Milanetto. Non sfigura in mezzo al campo. 6 Vanden Borre - All’esor­dio con il Genoa, ci prova, ma non sfon­da. 5,5 Lucarelli - Incrocia Del Piero. Riesce a limitarlo anche se non dà la sensazione di essere a proprio agio. 5,5 Scarpi - Incerto sul violento tiro di Grygera, nel finale rischia il pasticcio. 5,5 Criscito - Ex di turno, si vede passare sotto le gambe l’assist per il 2- 0 di Trezeguet. Soffre. 5,5 De Rosa - Sfiora l’autogol e nel primo tempo “balla” parecchio. 5,5 Fabiano - Un bel cross per Borriello, ma contro Camoranesi è dura. 5,5 Gasperini ( all.) - Con cinque assenze di peso, dopo il derby perde anche con la Juve. Il sogno Europa si allontana. 5 Rossi - Più che l’esterno sinistro di centrocampo, fa il terzino per limitare Salihamidzic. I problemi arrivano quando da quella parte scende anche Grygera. 5 Milanetto - Schiacciato, quasi intimorito, da Sissoko che gli toglie il respiro e lo cancella. Esce infortunato. 5 Leon - Inizia bene arretrando nella propria metà campo per prendere palla e poi lanciarsi negli spazi. Dura troppo poco. 5 Di Vaio - Entra e non combina niente. 5 Sculli - In attacco si vede solo per un debole diagonale. In fase difensiva non copre mai su Grygera. Male. JUVENTUS 7,5 Grygera - Sostituisce Molinaro e gioca per la prima volta terzino sinistro. Con un gol ed un assist è il migliore in campo. Nella prima mezz’ora decide il match. 7,5 Ranieri ( all.) - Dopo le critiche per le sue scelte in Juve- Fiorentina, indovina tutte le mosse (Grygera terzino, Salihamidzic a centrocampo) e fa un passo importante verso la Champions. 7 Chiellini - Ferma Borriello. Implacabile sbagliando poco. 7 Sissoko - Non sempre lucido, ma corre per due ed a centrocampo fa la differenza. 7 Salihamidzic - Vice Nedved, non fa rimpiangere il ceco. Tiene in scacco Rossi affondando spesso. 6,5 Buffon - Una parata da Supergigi sull’involontaria deviazione di Chiellini su cross di Fabiano. 6,5 Legrottaglie - “ Cura” Borriello quando lo incrocia. Ammonito e diffidato salterà il match con il Napoli. 6,5 Camoranesi - Gara di carattere e sostanza. Non molla mai. Già ammonito, commette un brutto fallo su Milanet­to e meriterebbe il rosso. Diffidato, salterà comunque Juve- Napoli. 6,5 C. Zanetti - Dà geometria alla manovra e si fa valere in fase di interdizione. Esce infortunato al retto femorale destro. Brutta perdita. 6,5 Trezeguet - Sconfigge la sinusite e torna a segnare dopo 42 giorni di astinenza. Si riprende il trono dei bomber. Ritrovato. 6 Del Piero - Si batte, ma non gioca molti palloni e combina pochino. Non entusiasta del cambio. 6 Zebina - Qualche affondo, ma soprattutto lavoro oscuro in difesa. Anche lui salterà Juve-Napoli per squalifica. 6 L’arbitro Morganti - Grazia Camoranesi e Sissoko che rischiano la seconda ammonizione. Per il resto bene

 

IL SECOLO XIX - Cinica Juventus. di Giovanni Ciolina. Sbatte su Buffon e il palo il tentativo di rimonta rossoblù. GENOVA. La Juventus torna a vincere dopo tre turni di astinenza. E lo fa alla sua maniera: spietata. La Signora Omicidi si ritrova sul prato del Ferraris, come poche volte era riuscita quest’anno. E fa 1.300, come le vittorie del club torinese nella sua storia. I killer del Grifone portano l’effige di Zdenek Grygera e David Trezeguet. Consueto il contributo di reti del francese. Inusuale quello del terzino ceko che il tecnico bianconero Ranieri schiera sulla sinistra per tenere a bada Sculli. Trezegol si rivela temibile soprattutto quando a lungo sembra avulso dal gioco, non ne azzecca una. E’ in quel momento che si deve avere paura. Così è anche per il Genoa. E’ sufficiente che la difesa mostri una piccola crepa sulla destra per invitare Grygera all’affondo. Trezeguet trasforma in moneta sonante, il primo e unico guizzo del primo tempo e forse dell’intero match. Ma è Grygera la vera sorpresa della serata. Da lui arriva la prima picconata ad una gara bella, vibrante, intensa, maschia, all’inglese come decide di fischiare anche il signor Morganti, ma equilibrata. E soprattutto con gli unici pericoli che arrivano dalle parti di Gianluigi Buffon, portiere della Juve, ma dal cuore rossoblu. Proprio qui sta la soluzione del caso. Il destro del ceco dal limite è tanto casuale( nell’origine dell’azione)quanto potente. Una botta terribile in grado di violentare l’equilibrio visto in campo per i primi 25 minuti. E il Grifone, che fino a quel momento fa la partita, si ritrova all’angolo, stordito come un pugile che sente di avere in mano l’avversario e all’improvviso si ritrova al tappeto, abbattuto da un colpo che non capisce neppure da che parte arrivi. Anche perché il Genoa non merita lo svantaggio e proprio questa considerazione deve servire per il futuro.Certo ci sono da verificare gli esiti della sfida (Milanetto ad esempio è uscito zoppicando), ma a Firenze, domenica prossima, il Grifone venderà sicuramente cara la pelle. Gasperini chiama a raccolta i suoi reduci e trova la risposta che attende: attenzione, grinta, cuore e coraggio. Nelle sue ”richieste” della vigilia il tecnico rossoblù si dimentica però di auspicare un po’ di fortuna. Rischia di perdere Sculli dopo neppure 20’ per un colpo all’inguine, Di Vaio si scalda, ma il soldatino stringe i denti e resta in campo. Rinuncia a Milanetto dopo un’ora per un colpo duro di Camoranesi e fa esordire il belga Vanden Borre. Se la coppia difensiva bianconera è granitica, De Rosa è in grande difficoltà con la velocità di Trezeguet e va spesso in affanno. Si arrangia con l’esperienza e in un paio di occasioni si salva in scivolata. Ranieri invece chiede un grande sacrificio a Alex Del Piero facendolo giocare su tutto il fronte offensivo per non dare punti di riferimento ai difensori rossoblù e soprattutto andare a cercare tra le linee l’ossigeno vitale per alimentare la fiamma del suo estro. Il Genoa non sta certo a guardare. Il 343 studiato da Gasperini è una sorta di fisarmonica, capace di ripiegare a difesa della porta di Scarpi,ma anche di rilasciare una musica celestiale al momento della ripartenza. Come al 14’ quando il ruggito della Nord spinge una folata offensiva di Konko e Leon che in tre passaggi, e con il supporto di Fabiano a sinistra, porta l’honduregno al tiro cross sul quale Borriello non riesce a mettere lo zampino. L’invenzione di Grygera cambia però il canovaccio della sfida e trasforma nella fascia sinistra (la destra genoana)nella chiave della sfida.Non sono certo i demeriti del Grifo a creare spazi,piuttosto la capacitàdella squadra ospite di spingere su quel versante, aprendovarchi soprattuttocon ilmovimento diDel Piero e la grande diligenza di Salihamidzic. Il gioco dell’ex del Bayern Monaco si vede poco, forse,ma costringe Rossi a rinculare sovente in copertura, limitando le sue incursioni. Il Genoa, da parte sua, si affida ai due polmoni di centrocampo per organizzare la manovra: Konko e Milanetto. Omar parte con il freno tirato, ma esce alla lunga e coordina la manovra rossoblu,mentre il marsigliese da vita ad un duello entusiasmante con Sissoko. L’ex del Liverpool dispensa alla Juve forza fisica e grande presenza in ogni parte del campo. Konko è il migliore dei suoi, senza purtroppo riuscire ad arginare i due guizzi bianconeri. Egià, perché, i due gol sono gli unici spunti offensivi bianconeri. Questo non vuole dire che la Juve abbia fatto da comparsa. È solo tornata la Signora Omicidi e anche questo è un grande pregio. IlGenoa invece anche nella ripresa spinge sull’acceleratore nonostante un avvio sotto la pioggia battente.Ma se il coraggio non manca ai rossoblù (neppure a Gasperini che nel finale gioca con 4 attaccanti: Borriello, Figueroa, Leon e Di Vaio) è la dea bendata che si dimentica di fare capolino a Marassi. E allora? La deviazione volante di Borriello in anticipo su Chiellini su cross di Fabiano sbatte sul palo e torna in campo. Nonostante i cambi, il Grifone si spegne nel finale, sopraffatto dala fatica e dalla delusione. Ai meriti della Juventus, a complicare il compito del Genoa ci si mette anche la pioggia che rende il campo pesante e intorpidisce i muscoli rossoblu. Così nel finale è la Juventus a rendersi pericolosa al 40’ con Iaquinta calciare dal limite e pochi istanti dopo con Camoranesi che chiama alla prodezza Scarpi. La Nord, nonostante la sconfitta canta e ringrazia la squadra. Certo avrebbe preferito un risultato positivo, ma la prova della squadra rossoblù è da applausi ugualmente.

 

IL SECOLO XIX - Preziosi deluso: «Battuti da un gol fortunoso». Il patron critica Leon e Di Vaio e chiede subito una vittoria: «La classifica si è accorciata e la quota salvezza si è alzata». di Giovanni Ciolina. Genova. «Perdere in casa, anche se contro la Juventus, non fa mai piacere». Ma l'aspetto che preoccupa maggiormente il presidente Enrico Preziosi sono «le condizioni di Milanetto», uscito dal campo zoppicante e furente con Camoranesi e la cui presenza in campo domenica a Firenze è in dubbio. Anzi è quasi scontata l'assenza del centrocampista, per via del trauma contusivo al malleolo destro sul quale sono ancora visibili i segni dei tacchetti avversari. Un'eventuale assenza che andrebbe a compensare il rientro dalla squalifica di Ivan Juric, ma che renderebbe sempre evidente l'emergenza. Il patron rossoblù non perde comunque il sorriso neppure dopo il kappao contro la terza in classifica, «arrivato per colpa di un gol fortunoso che ha segnato la partita». Il presidente non usa giri di parole nell'indicare la strada da seguire in futuro: «Ora serve una vittoria, perché la classifica si è accorciata e la quota salvezza si è alzata»è la considerazione di Preziosi improntata alla realtà e soprattutto mirata a quell'obiettivo stagionale «che deve rimanere tale». «Non mi importa se rimaniamo nella colonna sinistra della graduatoria Â?- taglia corto - è un po' come i complimenti: fanno piacere, però ne avrei fatto volentieri a meno e soprattutto li avrei cambiati con qualche punto in più». Quella botta di Grygera a meta di primo tempo è un boccone amaro per il presidente genoano, un ossicino che si è infilato nella gola dei tifosi e infastidisce soprattutto alla luce del palo centrato da Borriello (grande parata di Buffon a dire il vero) «che avrebbe potuto cambiare la partita. Quanto meno avrebbe potuto mettere in apprensione la Juventus», dice il presidente. Invece il gol rossoblù non è arrivato, come non è arrivato l'apporto atteso da parte di Leon «che non mi è piaciuto. Ha perso troppi palloni». Preziosi tira le orecchie anche a Marco Di Vaio che, secondo il patron genoano «non ha apportato la qualità che ci si aspettava, anche se non è facile entrare in campo contro la Juventus sullo 0-2». L'arrivo a Marassi della Juventus è coinciso con l'esordio in rossoblù di Anthony Vanden Borre e le premesse non sono parse oscure. Anzi, come ha sottolineato Enrico Preziosi «è presto per esprimere giudizi. Aspettiamo, anche se fisicamente è parso un giocatore importante». Da rivedere, quindi, e gli avvenimenti delle ultime settimane potrebbero segnare molto presto il ritorno in campo del centrocampista belga. Forse già Firenze, tra sette giorni, città dalla quale è arrivato due mesi fa, in comproprietà dalla Fiorentina.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. SCARPI 5,5 La bomba di Grygera gli piega lemani, anche se era sulla traiettoria.Un errore non da lui, sebbene la palla sia sbucata dal muro difensivo. Si fa sorprendere a inizio ripresa sul tiro sporco diDel Piero, che esce di un soffio. Si riscatta nel finale. LUCARELLI 6 Dopo Criscito a Cagliari, un altro mancino dirottato a destra per far fronte all’emergenza. Prende in consegna Del Piero: lo juventino è più agile, lui ci mette la fisicità. È bravo al 42’ a fermare il contropiede che avrebbe potuto portare la Juve sullo 0-3. Dietro tiene. DE ROSA 5,5 Al 7’ rinvia scomposto un innocuo traversone di Grygera rischiando di ingannare Scarpi per un’autorete che avrebbe avuto del clamoroso. Si fa perdonare subito dopo anticipando Trezeguet che stava sgusciandogli via alle spalle.Alla mezzora cerca il gol in acrobazia sull’angolo di Leon,ma non riesce a schiacciare la palla che schizza alta. Non sempre all’altezza dei suoi standard (32’ ST FIGUEROA NG: entra per giocarsi il tutto per tutto e nel recupero sfiora il gol). CRISCITO 6 Si piazza su Trezeguet, che marcava spesso anche in allenamento quando giocava nella Primavera bianconero; mettere la museruola al francese significa anche fare un favore a Borriello. Invece l’attaccante centra il bersaglio, anche se nell’occasione non era solo lui a doverlo tenere. Non perde la calma mai. ROSSI 6 Monta di guardia su Salihamidzic, anche se spesso scambia la posizione con Sculli. Copre e spinge, correndo senza sosta per cercare di dare sempre la superiorità numerica al Grifone.Alterna cose positive a altre meno, però è sempre generosissimo. KONKO 6,5 In mezzo gli spazi sono angusti e il pressing asfissiante, ma ne esce sempre a testa alta anche se il suo dirimpettaio è un guerriero come Cristiano Zanetti. A lungo in mezzo giganteggia, poi dopo lo svantaggio perde fiducia, rinfrancandosi nella ripresa. MILANETTO 6 Sissoko è un demonio, ma lui entra in campo con il kit completo dell’esorcista: Hannibal adora meditare prima di agire, ma quando c’è da combattere non si estrae dalla pugna. Lucido fino allo 0-1, poi si appanna un po’. L’intervallo però gli giova permettendogli di scuotersi: cuore Toro, tiene particolarmente a questa gara. Invece un fallo di Camoranesi lo costringe a uscire (19’ ST VANDEN BORRE 5: si piazza a centrocampo, dove giocava Milanetto, senza averne però le caratteristiche e la visione di gioco. In realtà non riesce a trovare la posizione, e tocca pochi palloni) FABIANO 6 Camoranesi non è fra i clienti più facili, lui prova a metterlo in difficoltà cercando di attaccarlo per obbligarlo a fare ciò chemeno rientra fra le sue corde: difendere. Risultato: l’ italoargentino si vede poco,mentre si intravede il Fabiano della scorsa stagione. Ha il torto di sbagliare la diagonale sul raddoppio di Trezeguet: unica macchia. Poi nel finale si abbassa nella difesa a quattro. SCULLI 6 Fa un pressing continuo, su Grygera ma non solo. Ripiega anche molto, accorciando fin sulla linea dei difensori. Nel finale di primo tempo, quando i compagni sembrano in confusione come un pugile suonato, è l’unico a crederci e a non mollare la presa, anche se talvolta pasticcia. Poi, anche lui reduce da infortunio, deve alzare bandiera bianca (14’ ST DI VAIO 5,5: fa, come Sculli, la doppia fase, abbassandosi spesso in difesa. In questo modo però non riesce a graffiare la sua ex squadra). BORRIELLO 6 Stringe i denti nonostante l’infortunio che lo ha tenuto in dubbio per tutta la settimana. Però si trova contro due muri di gomma come Legrottaglie e Chiellini, e per giunta è anche servito poco.Non gli difetta comunque lo spirito battagliero. Da centravanti vero la deviazione volante su traversone di Fabiano al 6’ della ripresa: Buffon e il palo gli impediscono di riaprire la gara. LEON 4,5 Si presenta al 6’ con una punizione dalla trequarti: invece dimettere nel mucchio prova la conclusione, debole e imprecisa. Al 12’ prova il tirocross da sinistra quando in mezzo c’era Borriello ben piazzato: anche stavolta la palla si spegne sul fondo.Al 20’ invece la sua punizione è alta di un soffio.Non è in serata: sbaglia molto e fa confusione. JUVENTUS BUFFON 7 Gioca contro il suo cuore e il suo futuro (ancora piuttosto remoto), però da grande professionista accantona i sentimenti e fa il suo dovere nonostante ilmal di schiena. Comunque deve limitarsi all’ordinaria amministrazione, poi è straordinario a dire no d’istinto a Borriello a inizio ripresa. ZEBINA 6 Concede a Leon troppo spazio, anche se poi l’honduregno non ne approfitta. Si vede poco anche in fare offensiva, sebbene sia lui sul finire del primo tempo ad orchestrare il contropiede che avrebbe potuto chiudere i conti con largo anticipo. LEGROTTAGLIE 6,5 Con la Fede ha ritrovato anche la fiducia nei propri mezzi e affidabilità. Con Chiellini schiaccia Borriello in un sandwich letale. CHIELLINI 6,5 Laterale sinistro di nascita, ormai è promosso centrale anche quando sulla fascia non ci sono molte alternative.Gioca di potenza sull’anticipo, ed è difficile da superare. GRYGERA 7 Pur essendo un centrale, o al limite un esterno destro, Ranieri non si fida ametterlo inmezzo, e lo decentra a sinistra per sostituire Molinaro. Lui ripaga sbloccando il risultato. Poi un suo taglio propizia la rete dello 0-2. CAMORANESI 6 Qualche sprazzo, ma si riscatta nel finale. Ranieri lo sposta a sinistra sperando che da quella parte trovimigliore fortuna. Nella ripresa torna a destra. SISSOKO 7 Ha corsa, gambe, intelligenza tattica. Sbuca all’improvviso in qualsiasi parte del campo. Quando serve non ha paura a usare anche lemaniere brusche, se il fine lo richiede. Già ammonito, rischia il rosso e Ranieri lo toglie (23’ ST NOCERINO NG: cambio per restare in undici). ZANETTI 6,5 Non è un regista,ma alle doti di combattente accomuna anche una visione di gioco non disprezzabile. Con Konko ingaggia un duello rusticano vecchio stile. Esce per problemi muscolari (28’ ST TIAGO NG: incolore, insapore, inodore). SALIHAMIDZIC 6 C’era una volta un esterno alto, prolifico anche in zona gol, che era il beniamino dei tifosi del Bayern Monaco, mica del Roccapepa. Ranieri lo ha reinventato jolly: talvolta sulla linea difensiva e stasera persino a sinistra. Alterna accelerazioni a pause. TREZEGUET 6,5 Sornione e rapace: sembra sempre avulso dal gioco, sembra un corpo estraneo.Ma quando la palla arriva in area si avventa inmodo famelico, facendosi trovare pronto. Incarna perfettamente lo spirito cinico della Signora Omicidi. DEL PIERO 5 Si vede quasimeno di Trezeguet; ha qualche guizzo, si incrocia spesso con il francese,ma combina poco (32’ ST IAQUINTA 6: fa più lui in pochiminuti che Del Piero nel resto della gara). ARBITRO MORGANTI DI ASCOLI 5: èm esso in condizioni di difficoltà non per colpa sua: fanno bene gli arbitri a rivendicare anche il diritto a sbagliare, però Collina poteva evitare dimetterlo in imbarazzo. Nel senso che lo scorso anno a Torino, sullo 0-0, negò una rete regolarissima a Gasparetto e poi non concesse un rigore solare sullo stesso attaccante. Mandarlo aMarassi proprio per questa partita – dopo quel precedente – significa potenzialmente esporlo alle critiche. Perché in caso di errori pro Juve lo si accuserebbe di sudditanza psicologica, pro Genoa di voler compensare gli errori del passato.Grazia a Sissoko il secondo giallo, consente a Zebina e Camoranesi colpi proibiti, salvo ammonire Fabiano quando cerca di ripagare l’italoargentino con la medesima moneta.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini «Ecco perché sono ottimista». Nonostante la sconfitta, il tecnico vede solo un problema serio: l’ultimo passaggio. di Giuliano Gnecco. GENOVA. Fragilità psicologica: per ora è solo un accenno,ma non è la prima volta che suona il campanello d’allarme su questo fronte, ed è bene porvi rimedio prima che si trasformi in un morbo endemico. Prevenire è meglio che curare. Perché il Genoa ha fatto la partita, a tratti a chiuso la Juventus nella propria metà campo. Cingendola d’assedio, dando l’impressione con la sua agilità e i suoi schemi di poter mandare al tappeto una Signora intimidita che vacillava sempre più. Poi il gol incassato al primo tentativo:un incidente di percorso, un punto dal quale ripartire come se non fosse successo nulla. Così fanno le squadre mature. Invece il Grifone si è disunito, ha perso forza,autostima,coraggio. Come un pugile suonato. Il tempo di fare mente locale, di ritrovarsi, di riacquisire sicurezza, che Trezeguet aveva già fatto suonare il gong e calare il sipario. Su questo aspetto, che ha deciso la gara con la Juventus, Gian Piero Gasperini dovrà lavorare soprattutto in prospettiva futura, nell’ottica di un Genoa che nella prossima stagione vorrà guardare all’Europa. «Siamo partiti bene – sottolinea il tecnico tossoblù –. È mancato il colpo anche se abbiamo avuto situazioni importanti. Poi è arrivato questo gol della Juventus al primo tiro,ma il Genoa ha fatto cose importanti. Due episodi hanno condizionato la gara. Eppure ho visto cose positive: la squadra è in buone condizioni, potevamo recuperare questa gara. Il loro uno due ci ha tolto un po’ di sicurezza, ci ha fatto perdere un po’ le distanze». EPPURE Gasperini da questa sconfitta trova elementi positivi: «Stavamo bene, ho visto alcune prestazioni davvero importanti. A parte i due gol, non ricordo parate di Scarpi, o occasioni da rete importanti per la Juventus. Ci difendevamo bene, e ripartivamo bene. È mancata solo un po’ di qualità nell’ultimo passaggio, perché creavamo situazioni importanti, che poi sfumavamo». È un’altra piaga che il Genoa si trascina dietro da almeno un paio d’anni. Ieri ha inciso anche la prestazione opaca di Leon, ma per il futuro immediato si potrò cercare di curare questo male con Wilson e Masiero. «Con la bella stagione avremo bisogno anche dei giovani, del loro entusiasmo ed energia, per centrare l’obiettivo. Ha esordito Vanden Borre, che ha 20 anni ed è un buon giocatore.Poi ci sono Masiero e altri che ci daranno una mano». L’obiettivo: «Dopo il Napoli mi sono sbilanciato dicendo che eravamo salvi se non ci suicidavamo – ricorda Gasperini –. Poi abbiamo perso cinque giocatori. Eppure resto ottimista: non troveremo sempre la Juventus. Vero, ora il calendario ci propone Fiorentina, Inter, Palermo e, dopo la Reggina, la Roma. Però giocando sempre come abbiamo fatto stasera penso che potremo mettere insieme quei punti che ancora ci servono, senza contare che ne abbiamo sempre dieci di vantaggio sulla zona calda. Se non li faremo nelle prossime tre partite, li faremo nelle successive otto, perché ho visto una squadra in salute. Stiamo bene. Ho avuto l’impressione che anche nel finale, se avessimo riaperto la partita, potevamo anche raddrizzarla. Sono particolarmente soddisfatto della mentalità e della condizione. Sappiamo che nelle prossime tre partite potrà peggiorare la nostra classifica, tuttavia non siamo preoccupati perché anche se stasera mancavano cinque giocatori che vengono impiegati spesso, ho avuto indicazioni positive ». Si è infortunato Milanetto: «Ha una contusione alla caviglia, vedremo. Figueroa è stata un po’ la mossa della disperazione». Eppure l’argentino, nonostante la condizione scadente degli ultimi giorni, nel finale ha ”rischiato” di lasciare il segno. Però adesso inizia a preoccupare il centrocampo: se Milanetto non dovesse farcela a recuperare per domenica a Firenze, sarebbe un bel problema nonostante il rientro di Juric. In sintesi: il Genoa – cabala a parte – è salvo. Però rischia di ottenere la matematica certezza della permanenza in A più avanti del previsto a causa delle assenze che stanno togliendo alla squadra tasselli importanti. Poi ci sono limiti sui quali lavorare per crescere adesso e anche in prospettiva: la capacità di reagire alle difficoltà, e il tocco decisivo per smarcare il compagno davanti al portiere. Non si può chiedere sempre a Borriello di estrarre il coniglio dal cilindro.

IL SECOLO XIX - Sculli: «Due occasioni sbagliate e loro non ci hanno perdonato». di Marcello zinola. Genova. Un quarto d'ora di bambola sul doppio ko bianconero, un po' di preoccupazione per l'emergenza che si è creata "in mezzo" dove, dopo Paro, anche Milanetto rischia di saltare la Fiorentina. Peppe Sculli non ha dubbi: un sano realismo sulla superiorità fisica della Juve e qualche rimpianto su alcune occasioni buttate via. «Sapevamo delle qualità morali e fisiche, oltre che tecniche, della Juve. Però a parte quella bambola dopo il gran gol di Grygera, nel secondo tempo siamo tornati noi e avremmo potuto provare a riaprire la partita sul palo di Borriello. Non dico che si recuperava, ma li avremmo tenuti più sotto pressione anche se poi abbiamo giocato sino alla fine, e in alcune fasi anche molto bene. E proprio allo scadere il duetto Borriello-Figueroa avrebbe meritato il gol». Ve la siete giocata comunque contro una grande. Brucia di più la sconfitta di Cagliari. «No, no, le sconfitte bruciano tutte, i punti bisogna farli per raggiungere la salvezza. Bisogna che facciamo i punti prima possibile e ci mettiamo a posto. Adesso abbiamo la Fiorentina, non sarà facile, ma con la nostra mentalità possiamo provarci dappertutto». Perdendo però un po' di pezzi. «Lo so, ma chi gioca gioca e ce la mette sempre tutta. Oggi mancava anche Juric per squalifica, Paro che ha finito la stagione, Omar si è fatto male, ma ci sono soluzioni diverse e poi credo che possiamo salvarci senza aspettare l'ultima giornata». Le difficoltà con le grandi nascono ancora dalla scarsa abitudine alla A? «No, bisogna sempre pensare positivo e dopo 27 partite non c'è emozione da "sordio". Il problema è che due, tre occasioni le abbiamo avute e contro squadre come la Juve, se non riesci a farle, prima o poi un gol lo prendi. Ma non ci possiamo rimproverare nulla questa sera».

 

LA REPUBBLICA - Gasperini non fa drammi "Usciamo a testa alta". Il tecnico: l´uno-due è stato devastante, ma la squadra non ha mai mollato. «Siamo partiti bene, abbiamo mancato l´opportunità di rifinire sotto rete. Poi, quando, sul loro primo tiro, è arrivato il gol tutto è diventato più difficile». Giampiero Gasperini accetta la sconfitta e sottolinea quella che ritiene sia stata una buona prestazione: «Ci siamo comunque espressi bene e sono stati due episodi a risultare determinanti, perché fino al loro raddoppio non ricordo parate di Scarpi o comunque occasioni importanti per la Juventus. Ci è mancata sicuramente un po´ di qualità ma se ci fosse girata bene qualche situazione avremmo potuto puntare a un risultato positivo». Gasperini si riferisce soprattutto al palo colpito: «Se avessimo segnato la partita si sarebbe riaperta, quel quarto d´ora iniziale della ripresa mi stava dando delle buone sensazioni. Invece è andata male, ma ho comunque visto dei giocatori che hanno dimostrato grandi qualita» Uno sguardo al futuro? «Non sempre incontreremo squadre cone la Juve, anche se i prossimi impegni sono difficili. Ora recupereremo qualcuno e, comunque, abbiamo ottenuto in passato un buon bottino di punti per restare lontani dalla zona pericolosa». «Era una partita dov´ero curioso di verificare la nostra reazione - dice l´allenatore della Juve, Ranieri - Abbiamo davvero offerto una bella prestazione, e parlo di tutti, riuscendo a contenere le avanzate del Genoa. Se poi sono riuscito a capire solo dopo otto mesi che Grygera è un buon terzino sinistro va benissimo così. Il Genoa ha giocato bene, però sapevo che ha movimenti predeterminati che ripete. Siamo stati compatti, abbiamo pressato alto per farli sbagliare ed essere subito pericolosi nella loro area e i risultati si sono visti. In questa maniera possiamo mettere in difficoltà chiunque».

 

LA REPUBBLICA - Grygera-Trezeguet, riscatto Juve. Vittoria in casa del Genoa (2-0): crisi allontanata, terzo posto rafforzato. di Maurizio Crosetti. Più veloci e tonici del pur velocissimo e tonicissimo topo apparso nel primo tempo sulla panchina bianconera, e poi cacciato a calci (se ci fosse stato ancora Capello, forse l´avrebbe fatto entrare al posto di Del Piero), i bianconeri battono 2-0 il Genoa, ritrovando l´assetto e il conforto della classifica: più quattro sulla Fiorentina, più cinque sul Milan. La Juve trabocca subito dalla partita, come una bibita gasata a lungo scossa prima di essere aperta: vittoria numero 1.300 in serie A da quando esiste il girone unico. Ma quasi tutto il merito di questa ricorrenza, dopo il misero punto in tre partite che aveva rallentato di molto i sogni bianconeri, appartiene a una seconda linea che mai si era rivelata così smagliante, anzi fin qui pareva assai smorta. Trattasi di Zdenek Grygera, aitante terzino sinistro della Repubblica Ceka che ha pensato bene di sostituire in tutto il suo connazionale squalificato, Nedved. Gol fulminante per l´uno a zero, assist (con tunnel!) per il raddoppio di Trezeguet. Un pezzo dell´altra Juve dà dunque una grossa mano a Ranieri. A questo punto, vale forse la pena di scoprire l´eroe per una notte. Leggiamo dal sito ufficiale della Juventus: «Zdenek Grygera è nato il 14 maggio 1980 a Pollepy u Holesova. Suo papà si chiama Svatopluk e lavora in banca. Sua mamma Alena è direttrice di una scuola elementare. Ha anche una sorella che si chiama Andrea». In campo perché Molinaro ha una provvidenziale influenza, il figlio della direttrice e di babbo Svatopluk sblocca la partita dopo 25 minuti, sbattendo in porta con enorme violenza una palla vagante: la sua prima volta, da quand´è a Torino. Da subito la Juve aveva deciso di riprendere il controllo di se stessa dopo le sventole ricevute dalla Fiorentina: molti muscoli, suprema attenzione, parecchia voglia di correre e palloni toccati come si deve. Si apprezza un passaggio volante col tacco di Del Piero a Trezeguet (9´), poi il gol del ceko e a seguire il comodo raddoppio (32´): l´azione è di esclusiva proprietà del baldo Grygera («il suo è un modo di vestire semplice e sportivo. Predilige jeans e maglietta, che trova decisamente più comodi per i giorni in cui si deve allenare. Alla sera, quando esce con gli amici, opta per un abbigliamento più elegante che si intoni con il motivo della serata. E´ un grande appassionato di orologi: appena può ne acquista di nuovi», rivela ancora il sito internet bianconero). Il terzino d´attacco si accentra al limite dell´area, pensa di tirare, prosegue invece verso destra, vede libero Trezeguet e lo serve, così il francese torna al gol che gli mancava dal 27 gennaio (doppietta a Livorno). Il centravanti raggiunge inoltre Borriello in testa alla classifica dei marcatori, che aveva momentaneamente abbandonato. Se il Genoa non rientra in partita, il merito è della manona di Gigi Buffon che al 51´ manda sul palo una palla schizzata dalle sue parti, complice Borriello. Il diluvio fa scenografia, c´è pure troppo agonismo e Camoranesi merirebbe il secondo giallo quando azzoppa Milanetto e lo obbliga ad uscire, però l´arbitro Morganti è buonista. Al 72´ l´unica pessima notizia per la Juve, quando la coscia di Zanetti fa crac al termine della millesima corsa: al suo posto Tiago buonanima. Poi Ranieri richiama Del Piero: non lo sostituisce il topo panchinaro ma Iaquinta, eppure il capitano esce parlando da solo e scuotendo parecchio la testa, non proprio il ritratto della felicità. Forse perché quel ruolo raggiante è già occupato da Zdenek Grygera. Il quale, scopriamo ancora dal sito della Juventus, è pure un raffinato buongustaio: «Ha sempre apprezzato la cucina italiana, e già quando abitava ad Amsterdam era solito andare a cena nei ristoranti italiani nel centro della città. Una tradizione che qui ha deciso di continuare. Non beve molto vino, anche se è rimasto piacevolmente sorpreso dalla Barbera e dal Barolo». Se ne sarà fatto un bicchierino, alla fine, per festeggiare.

LA REPUBBLICA - Troppe assenze nei rossoblù, Juve spietata chiude il match nel primo tempo Pochi rifornimenti per Borriello, un palo a inizio ripresa avrebbe potuto cambiare il corso dell´incontro. di Luca Palmieri. Il Genoa si arrende all´emergenza ed ad una Juventus che, nel momento del bisogno, è tornata spietata come nella sua miglior tradizione. La squadra di Gasperini non esce però bocciata: la sensazione è infatti che il 2-0 finale sia troppo pesante e che, con meno assenze e un Borriello senza problemi, la partita avrebbe potuto prendere altra piega. Non ci sono sorprese nelle due formazioni, con la Juventus che conferma il 4-4-2 e il Genoa il tradizionale 3-4-3. Gasperini adotta qualche variante tattica nella sua difesa: con due mancini a giocare in marcatura, è Alessandro Lucarelli questa volta ad andare a destra mentre Criscito, che si era sacrificato nella posizione non naturale a Cagliari, torna a sinistra. Il tecnico decide poi di mandare in campo, come sembrava probabile già alla vigilia, tutti e tre i giocatori rimasti in dubbio nel corso della settimana. Scontata la presenza del capocannoniere del campionato Marco Borriello (e, nonostante i problemi al ginocchio, sarà tra i migliori) quasi quella di Sculli, alla fine anche Fabiano, uscito malconcio da Cagliari, viene preferito a Danilo. L´inizio di gara è decisamente favorevole al Genoa, che cerca di imporre un ritmo decisamente alto e sorprendere la Juve. L´uomo chiave per i colori rossoblù sembra poter essere Julio Leon, che mette subito in difficoltà i bianconeri ma difetta nella fase conclusiva, come quando al 15´ si presenta in area ma sbaglia la misura nel cross basso per Borriello o al 19´ quando si procura una punizione da ottima posizione ma calcio alto. I bianconeri sembrano faticare ma la Juve, pur con meno campioni del passato, conserva una delle sue principali e storiche qualità, il cinismo. E così al 25´, al primo affondo, i torinesi passano: il ceco Grygera, terzino destro spostato a sinistra da Ranieri per l´assenza di Molinaro, calcia in porta di prima intenzione su una corta respinta della difesa. Un tiro violentissimo, che però sorprende Scarpi sul primo palo. Il Genoa non fa in tempo ad abbozzare una reazione, con Gasperini che metteva già a scaldare Di Vaio, che arriva il raddoppio juventino. Ancora Grygera va in percussione sulla sinistra e serve Trezeguet, in linea con la difesa rossoblù, che batte Scarpi e aggancia Borriello nella classifica cannonieri. Nella ripresa Buffon compie subito un miracolo deviando sul palo un tentativo di Legrottaglie di anticipare Borriello che rischiava di trasformarsi in autorete. Poteva essere l´occasione della svolta e nulla riesce a cambiare Gasperini, tentando di dare più peso all´attacco con Di Vaio al posto di Sculli. Anche perché il tecnico è costretto a rinunciare a Milanetto, infortunato dopo una brutta entrata di Camoranesi che meritava il secondo giallo (Morganti però sorvola, tra le giuste proteste rossoblù): il regista è sostituito da Vanden Borre. Senza più fosforo, Gasperini prova la carta del disperato arrembaggio: negli ultimi dieci minuti sono in campo ben quattro punte, con Leon e Di Vaio larghi e Borriello e Figueroa (entrato al posto di un difensore, De Rosa) centrali ma lo 0-2 resta (occasione clamorosa per l´argentino all´ultimo secondo). In una serata dedicata al calcio, i tifosi genoani hanno avuto modo di ricordare Fabrizio Cannonero, il portuale morto sul lavoro la scorsa settimana. Due gli striscioni a lui dedicati, uno nei distinti ("Il lavoro e l´ipocrisia hanno spento il tuo sorriso…ciao Fabri") ed uno nella Nord, che accomunava le tanti morti bianche di questi ultimi mesi

 

LA REPUBBLICA - Grygera e Trezeguet chiudono la pratica nel primo tempo. I bianconeri tornano alla vittoria e scaccia ogni ombra di crisi. Juve umile e aggressiva Genoa battuto in casa.. GENOVA - Zdenek Grygera trascina la Juventus fuori dalla "crisetta" delle ultime settimane: è lui il giocatore decisivo che permette ai bianconeri di vincere in casa del Genoa e di mettere alle spalle un periodo negativo tra la sconfitta di Reggio, il pari nel derby con il Toro e il ko interno con la Fiorentina. I bianconeri riprendono la loro corsa verso la Champions League battendo il Grifone con l'uomo che non ti aspetti: Zdenek Grygera. Al 25' un destro che non lascia scampo a Scarpi dopo una corta respinta della difesa genoana. Otto minuti più tardi ancora Grygera protagonista: si accentra dalla sinistra e offre uno splendido assist a Trezeguet che, con un preciso piatto destro, firma il 2-0, interrompendo un digiuno di gol che durava da sei partite (l'ulimo gol al Livorno il 27 gennaio scorso). Una vittoria meritata quella della Juventus che si schiera con il 4-4-2. Molinaro ko, al suo posto Grygera. A centrocampo Salihamidzic preferito a Palladino, in avanti la coppia Del Piero-Trezeguet. Gasperini, cresciuto nel settore giovanile della Juve, conferma il solito 3-4-3 con l'ex Criscito in difesa e in avanti il tridente Sculli-Borriello-Leon. Il Genoa parte bene, aggressivo e concentrato, non è da meno la Juventus che al 25' sblocca il risultato con il gran destro di Grygera e, da quel momento in poi, diventa padrona del campo. Sissoko e Zanetti a centrocampo sono insuperabili, Grygera è in giornata di grazia e al 33' serve la palla del 2-0 a Trezeguet. Partita chiusa, il Genoa per tutto il primo tempo non riesce a costruire una sola palla gol. Lo fa nella ripresa, al 6', contrasto Borriello-Chiellini, bravo Buffon a opporsi e a salvare la porta con l'aiuto del palo. La Juve controlla, il Genoa non punge e anzi sono i bianconeri ad andare più vicini al gol. Finisce 2-0, Ranieri e i suoi rispondono alle critiche tornando alla vittoria e portandosi a +4 sulla Fiorentina.

 

DATASPORT.IT - Apre Grygera e raddoppia Trezeguet, la Juve va. La Juventus è tornata a vincere. La Juventus vince 2-0 a Marassi contro il Genoa nel posticipo della 27.a giornata di campionato. La Vecchia Signora torna cosi` al successo dopo le due sconfitte, contro Reggina e Fiorentina, e il pareggio nel derby contro il Torino. I bianconeri, complice la sconfitta dei viola di Cesare Prandelli, consolidano il terzo posto tenendo a cinque punti il Milan, vittorioso 3-1 a Empoli. Claudio Ranieri conferma Chiellini-Legrottaglie centrali di difesa, mentre i rossoblu` recuperano Borriello, capocannoniere del campionato. Entrambe le squadre iniziano in avanti, con il pressing alto della Juventus e la conclusione di Sculli, che chiama in causa Buffon. Al 6’ Leon ci prova dalla distanza, ma la palla termina di molto a lato. La Juventus ingrana al 9’ con Del Piero che di tacco libera Trezeguet, il francese entra in area, ma la difesa rossoblu` si salva. Un’occasione per il Genoa arriva al 13’ con Leon che parte in contropiede, ma sbaglia il passaggio con Borriello e Sculli liberi in mezzo. Il Genoa indietro si chiude molto bene e la Juventus ha difficolta` nel farsi vedere in attacco. Al 21’ Leon manda alto un calcio di punizione, fischiato dall’arbitro per fallo di Legrottaglie. I bianconeri passano in vantaggio al 25’ con un gran tiro di Grygera, che si avventa su una respinta della difesa genoana e batte Scarpi. Passano 7’ e Grygera serve a Trezeguet il pallone del 2-0: il francese, infatti, non sbaglia e segna il sedicesimo gol in campionato. Nella ripresa al 51’ il Genoa va vicino ad accorciare le distanze con Borriello che, su cross dalla sinistra, arriva sul pallone, ma Buffon devia sul palo con una grande parata. Al 60’ e` il turno di Del Piero con una conclusione dal limite, palla sul fondo. Passano 5’ e il Genoa si fa vedere con un colpo di testa a girare di Di Vaio che finisce a lato. La difesa rossoblu` si salva al 68’ su un’incursione di Del Piero, liberato da Cristiano Zanetti. Al 78’ tra le fila della Juventus entra Iaquinta per Del Piero e tra quelle del Genoa Figueroa per De Rosa: Gian Piero Gasperini disegna cosi` un 4-4-2, con di Vaio e Leon sulle fasce, con il neo entrato argentino in attacco accanto a Borriello. Proprio l’attaccante dei Grifoni all’80’ riesce a colpire di testa, con la palla che termina a lato. All’86’ Iaquinta impensierisce con un bel tiro, che e` deviato in angolo dalla difesa dei Grifoni. Scarpi subito dopo salva su Camoranesi, ma la gara finisce 2-0 per la Juventus, che risorge dopo tre partite senza vittoria. Genoa: Gasperini `Troppi errori in attacco`- Nonostante la sconfitta, Gian Piero Gasperini si mostra fiducioso nelle corsa alla salvezza. Anche perche` il Genoa ha fornito una buona prestazione contro la Juventus. ‘Devo dire che siamo partiti bene - ha detto Gasperini - ma dopo abbiamo commesso degli errori in fase di rifinitura in attacco. Loro hanno segnato e la partita si e` fatta piu` difficile. Siamo stati penalizzati da due episodi che hanno inciso molto in una gara in cui, nel complesso, ci siamo espressi bene. Probabilmente, se fossimo riusciti a fare gol nei primi dieci minuti del secondo tempo, la gara avrebbe preso una piega diversa’. La sconfitta non modifica i piani del Genoa da qui alla fine della stagione. ‘La squadra e` in buone condizioni e infatti abbiamo ottenuto quei punti che ci tengono lontani dalla zona retrocessione. La salvezza non e` ancora conquistata, pero` ho molta fiducia perche` vedo che stiamo facendo ottime cose’.

LE PAGELLE di Genoa-Juventus. (M. Fontana, DTS) GENOA Scarpi 7 Se la Juventus non dilaga il merito e` tutto suo. Lucarelli 5.5 La retroguardia rossoblu` non e` di certo a tenuta stagna. E in parte la colpa e` anche sua. De Rosa 5 Dovrebbe guidare la retroguardia, e` il piu` incerto di tutti e alla fine viene anche sostituito. Criscito 5.5 Non il peggiore, ma per arrivare alla sufficienza manca qualcosa. E dalla sua parte passa Trezeguet al momento dello 0-2. Fabiano 6 Per un tempo riesce a soffocare Camoranesi, nella ripresa concede di piu`. Ma quanto meno ci prova con un buon cross sul quale Borriello colpisce il palo. Vanden Borre 5 Ha mezz`ora per mettersi in luce. Non lo vede nessuno. Konko 5 Non e` un mediano. Gasperini lo schiera li` e lo dimostra. Confusionario, falloso e poco utile. Leon 5 Dovrebbe dare la scossa. Ci prova ma e` troppo evanescente e non mette in difficolta` Legrottaglie quando si trova a sinistra, Chiellini quando passa a destra. Rossi 5 Dalla sua parte potrebbe mettere in difficolta` Grygera. Ma i ruoli si invertono. Milanetto 5 La regia alla moviola non serve per una gara come questa. Troppo lento, poco reattivo. Sculli 5.5 Ci prova e fino a quando l`infortunio non lo mette ko e` uno dei migliori. Borriello 6 Gli arrivano due palloni giocabili, in un`occasione colpisce il palo dimostrando che non e` serata. Non sua ma degli altri. Di Vaio 6 Prova a vivacizzare la gara. Ma i buoi sono gia` scappati. Figueroa Lucho s.v. Sfiora il gol nel finale. Ma ha poco tempo per meritarsi un voto. JUVENTUS Buffon 7 Corre un solo pericolo, salva con una parata incredibile. Legrottaglie 6.5 Serata perfetta. Peccato per quell`ammonizione. Zebina 6 Non pare sicurissimo, pero` non fa danni e concede solo un cross a Fabiano. Chiellini 6.5 Serata di assoluta tranquillita`. Grygera 7.5 Segna un gol, regala un assist. E questo solo nei primi 33`. Poi si limita a difendere. Nel complesso una gara da incorniciare per quello che e` senza dubbio il migliore in campo. Tiago s.v. Non fa disastri. Ed e` gia` una notizia. Per il voto e` ancora poco. Sissoko 6.5 Solito dinamismo smisurato. E anche meno ingenuita` in fase di impostazione. Nocerino 6 Ringhia nel finale riportando su la Juventus un po` in difficolta` nel cuore della ripresa. Camoranesi 7 Parte in sordina, pian piano carbura sino a un finale gigantesco. Zanetti 6.5 Regia pulita in una serata non semplice solo per i primi 20`. Poi un infortunio lo mette ko. Salihamidzic 6 Schierato in un ruolo non suo si limita al compitino. Ma va piu` che bene. Iaquinta s.v. Gioca poco piu` di 10 minuti, ma sfiora il gol in una occasione. Sicurezza. Trezeguet 7 Tre tiri e un gol. Il francese e` tornato con la solita stoccata. Del Piero 6 Primo tempo da comparsa, ripresa da protagonista. Peccato che su due ripartenze una vada in fumo per colpa sua e l`altra termini a lato sempre su suo tiro

 

LA STAMPA - SUCCESSO DEI BIANCONERI IN CASA DEL GENOA. Juve rivincita alla ceca. Sorpresa Grygera: decisivo con gol e assist. di Marco Ansaldo. Il calcio alle volte è come Manuela Arcuri che, ha spiegato, dà sempre ai propri uomini una seconda occasione. Bisogna però saperla cogliere. A una settimana dalla prestazione contro la Fiorentina, archiviata tra le più catastrofiche del ceco, Zdenek Grygera ha quindi acchiappato la possibilità di riscattarsi e, con lui, la Juve che da quella sconfitta aveva tratto un ridimensionamento tale da spingere Ranieri a parlare di zona Uefa come del traguardo fissato per contratto. Due a zero a Marassi, dove non aveva vinto contro il Genoa in serie B. Tre punti che ristabiliscono le distanze in classifica dai viola. Tutto come prima. O quasi. Certamente la cannonata con cui Grygera ha distrutto le mani di Scarpi dopo 25 minuti è stata quasi un botto di Capodanno, un annuncio di festa dopo i dubbi e gli interrogativi della settimana. Qui la Juve si giocava molto. Non è casuale che in tribuna ci fosse una parata di dirigenti, da Blanc a Montali, come non si era vista altre volte: c’era da vedere, da capire, forse da rasserenare. Ranieri se l’è giocata con prudenza. Alla lettura delle formazioni quell’asse di sinistra, con Grygera dietro e Salihamidzic davanti, drizzava i capelli a chiunque invece era lì che la Juve costruiva la vittoria nel primo tempo: il bosniaco andava a incidere in una zona poco protetta della difesa genoana schierata con tre uomini e il ceco diventava sorprendentemente l’uomo del match, segnando la rete dell’1-0 con un tiro di indefinibile potenza dal limite dell’area e determinando con un’azione personale il raddoppio di Trezeguet, otto minuti dopo. Nell’azione, Grygera si liberava per il passaggio e metteva la palla sul piede del francese che tornava al gol dopo due mesi, la 197esima rete in coppia con Del Piero, una più di quanti ne fecero Sivori e John Charles. Il Genoa a quel punto è franato. Aveva cominciato benino, con una geometria più brillante della Juve in attacco, alla ricerca di Borriello ma non solo, e al 13’ un’azione stupenda per velocità a pulizia si perdeva perchè il cross di Leon era un metro più lungo del dovuto. Incassata la doppietta marchiata da Grygera, i genoani ci mettevano tutto il primo tempo per riprendersi dallo choc. La Juve contava su un centrocampo aggressivo, il solito Zanetti (poi stirato, salterà il Napoli. Come lui Legrottaglie, Zebina e Camoranesi, squalificati) più Sissoko, che tra gli acquisti ci sembra quello con la più brillante prospettiva, soprattutto se gli insegneranno ad affinare i piedi calciando contro il muro come si faceva una volta. Il dinamismo e la presenza fisica dell’africano invece ci sono già, andranno soltanto disciplinati per evitare un’espulsione a partita. Il Genoa, imbottito di ex ragazzi bianconeri e con molte assenze, è rimasto schiacciato da una squadra che correva come se dovesse scappare dalle proprie ombre fiorentine: pure Trezeguet moltiplicava i propri movimenti, Camoranesi e Del Piero si adattavano come gregari di una manovra più piena del solito. La mancata svolta cadeva dopo cinque minuti della ripresa. Se la palla colpita dallo scivolone di Borriello, nell’unica situazione davvero pericolosa, non fosse stata sbattuta sul palo da Buffon forse il Genoa avrebbe trovato la forza per rimontare e magari la Juve si sarebbe persa in nuove incertezze, come una settimana fa. Non era così. Superato lo spavento i bianconeri erano ancora padroni della situazione: Ranieri cambiava il centrocampo (Sissoko, a rischio della seconda ammonizione, Zanetti per infortunio) però questa volta non si assisteva al cedimento. Scarpi si salvava bene da un rimpallo malandrino di Camoranesi sulla respinta sballata da Konko. Dopo due sconfitte e un pareggio, un po’ di luce.

LA STAMPA - Genoa fumo, Juventus arrosto. Il 2 a 0 con cui i bianconeri consolidano il terzo posto è frutto delle reti di Grygera e Trezeguet. La gran buona volontà e l’impegno dei rossoblu non sono bastati: il bistrattato Grygera prima con una irresistibile bomba, poi con un’apertura per Trezeguet pronto ad andare a rete, hanno «fatto» il risultato a favore di una Juventus che veniva da un periodo infelice (due sconfiite e un pareggio nelle ultime tre partite). Trezeguet, tornando a segnare dopo sei partite di digiuno, ha raggiunto Borriello a quota 16 gol in vetta alla classifica dei cannonieri. Ma soprattutto Ranieri, avendo ritrovato una squadra concreta, è riuscito ad allontanare da sè le critiche. Il terzo posto della Juventus è stato rafforzato, mentre il Genoa ha visto allontanarsi la zona Uefa. Gasperini, privo dello squalificato Juric, del portiere titolare Rubinho, di Santos ecc., ha confermato Scarpi (qualche errore) in porta e ha recuperato Konko (generoso) a centrocampo, dove ha preferito Fabiano (così così) a Danilo. Dopo le rampogne piovutegli addosso, Ranieri -ancora senza lo squalificato Nedved, mentre il febbricitante Molinaro è rimasto a casa - ha recuperato Chiellini (bene) in difesa, schierando il criticato Grygera (è stata la sua serata) a sinistra; a centrocampo Salihamidzic (bene) sulla sinistra e Palladino in panchina, insieme con Nocerino e Iaquinta (entrati nella ripresa con profitto). La squadra rossoblu ha cominciato abbastanza bene, buttandosi in avanti per cercare di mettere alle corde la Juventus, reduce da un trittico poco felice (un punto). Per 25’ si è andati avanti freneticamente; si è lottato piuttosto duramente a centrocampo, con pochi spunti tecnici di pregio. La Juventus si è attestata nella propria metà campo facendo sfogare i rossoblu che sostanzialmente hanno creato poco e quel poco ad opera di Leon: un tiro cross sul quale Sculli non è arrivato al 12’ e una punizione alta al 20’. Dopo il discreto inizio, il volenteroso e rimaneggiato Genoa ha cominciato a subire la pressione juventina. Al 25’, da una mischia al limite sinistro dell’area rossoblu è sortito un pallone che Grygera, con un formidabile destro, ha mandato in rete: un missile che ha piegato una mano di Scarpi che era sulla traiettoria. Veramente un tiro di grande potenza che ha lasciato di stucco i genoani e gli stessi tifosi bianconeri; la partita dei rossoblu ha cominciato a prendere una brutta china. Dopo un colpo di testa alto di De Rosa su angolo, la Juve è passata ancora al 32’. È stato nuovamente Grygera a partire da sinistra e a pescare Trezeguet sul fronte destro (in linea con i difensori rossoblu): per il francese, spezzare il lungo digiuno con un tiro rasoterra è stato facile. Il Genoa, sul secondo gol, ha avuto un cedimento e solo al 48’ ha effettuato un labile tentativo di testa con Borriello che nel corso del primo tempo non ha inciso, forse anche perchè non al meglio fisicamente. Nella Juve si è visto un buon Sissoko a centrocampo, il buon lavoro di Camoranesi, mentre la difesa e il centrocampo bianconeri hanno ben contenuto la (velleitaria) offensiva rossoblu. Nella ripresa, sotto una pioggia torrenziale, la Juve con un tiro di Salihamidzic (imbeccato da Sissoko) ha sfiorato il palo alla sinistra di Scarpi. Poi Konko ha tentato da fuori area, mandando fuori. Al 6’ Fabiano da sinistra ha innescato Borriello che ha deviato verso la porta bianconera: Buffon ha parato con l’ausilio del palo alla sua sinistra. Una bella reazione, quella dei rossoblu. Gasperini al 14’ ha inserito Di Vaio al posto del malconcio Sculli. Un tentativo in diagonale di Del Piero (fuori), l’infortunio a Milanetto (in campo Vanden Borre, mediocre), un tiro di Leon (deviato), l’ingresso di Nocerino al posto di Sissoko, un infortunio muscolare a Zanetti (Tiago in campo), un tiro alto di Borriello e una gran marmellata a centrocampo, hanno permesso al cronometro di girare fino al 33’ quando sono entrati Figueroa (De Rosa) e Iaquinta (Del Piero). Un errore di Scarpi (Iaquinta non ne ha approfittato appieno), un colpo di testa (alto) di Borriello, qualche errore di Di Vaio, un tiro di Iaquinta deviato, un tiro di Camoranesi salvato da Scarpi, un tentativo fallito di poco da Figueroa, ma sostanziamente più nulla. Fra le squadre più longeve del nostro calcio la Juventus ha meritato di più

 

AKAIAOI