CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - JUVENTUS                         2 - 2    (1 - 1)

Reti: 06' Iaquinta, 31' Mesto, 75' Crespo, 86' Trezeguet

GENOA: Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto (67' Kharja), Zapater , Modesto (62' Papastathopoulos); Mesto, Floccari (46' Crespo), Sculli. (Scarpi, Esposito, Palacio, Palladino). Allenatore: Gasperini
JUVENTUS
: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Marchisio (76' Giovinco), Felipe Melo, Poulsen; Camoranesi, Amauri (82' Trezeguet), Iaquinta. (Chimenti, Caceres, Zebina, Salihamidzic, De Ceglie). Allenatore: Ferrara.

Arbitro: Saccani di Mantova. Ammoniti: Bocchetti, Felipe Melo, Iaquinta, Rossi.

Angoli: 9 a 3 per la Juventus. Spettatori: 31.882 (24.289 abbonati + 7.593 paganti)

 

      

 

      

 

      

 

TUTTOSPORT - PARI SHOW, ma a Iaquinta viene negata una rete valida. I bianconeri agganciano l’Inter in testa alla classifica. Mesto risponde a Iaquinta, poi Crespo porta in vantaggio il Genoa: Trezeguet realizza il 2-2. GENOVA. C’è una notizia grande e grossa che arriva dallo stadio Luigi Ferraris, quartiere Marassi, e che si diffonde sulle frequenze del campionato fino a Milano, casa Inter. Quest’anno la Ju­ventus possiede cuore e carattere, può barcollare, sì, ma non molla mai. E il pa­reggio che ha strappato al Genoa, a quattro minuti appena dalla capitolazione, con la testata miracolosa di Trezeguet, ne ha fornito ampia dimostrazione. Un po’ perché giocare in casa della squadra di Gian Piero Gasperini è cosa difficilissima, un po’ perché, dopo essere stata raggiunta e superata, la Juventus ha dovuto anche subire il danno di un gol buono annullato (a Iaquinta) per una segnalazione pataccata dell’assistente Papi, in linea con la mediocrità dell’arbitro Saccani. Del resto, il designatore li accoppia proprio per questo. Un’altra squadra, o per lo meno la squadra della scorsa stagione, si sarebbe afflosciata sul­le sue disgrazie, con il bene­ficio del mugugno, mentre il gruppo di Ciro Ferrara ha trovato la rabbia per reagire e per continuare a provarci addirittura nel recupero, trascinata da una forza interiore che sarà un bene prezioso per il futuro. John Elkann, il padrone, dalla tribuna ha apprezzato. IDEE EFFERVESCENTI Ora il campionato è già (quasi) un testa a testa, Ju­ventus e Inter, come voleva­si dimostrare fin dall’estate. Quanto alla sfida di ieri sera, giustamente temuta, c’è stata in particolare molta intensità. Garantita dalla frenesia del Genoa e dalla propensione alle ripartenze della Juventus, ridisegnata all’occorrenza con quel polipo di Felipe Melo davanti alla difesa e una Maginot di tre trequartisti, più le punte, Amauri e Iaquinta. Non l’abiura del “ rombo” ma una correzione funzionale alle esigenze di servizio. Lo spettacolo, invece, è stato spesso in bilico perché tanto corre­re e tanto far girar la palla a metà campo non ha prodot­to nulla di epocale se non l’intensità di cui sopra. Che non è una colpa ma che in fondo è una forma sincopata di divertimento. In assoluto, Genoa e Juventus sono due squadre con una compattezza non casuale e non fine a se stessa, con idee effervescenti e con equilibri quasi sempre rispettati. Una volta passati in vantaggio con l’azione più bella della partita - cross all’indietro di Marchisio dalla sinistra, finta diabolica di Camoranesi e diagonale chirugico di Iaquinta al minuto 6 - i bianconeri avrebbero potuto disegnare la loro prestazione in maniera diversa, sfruttando meglio gli spazi concessi da un avversario vota­to all’attacco ventre a terra e per un pezzo controllato benino sulla fasce e bene centralmente. Al contrario è stata scelta la gestione del match, ponendo così il Ge­noa nella condizione di riprendersi e di riprendere le coordinate del gioco che lo hanno portato a scomodissimi paragoni con il Barcellona. La lievitazione di Sculli sulla sinistra e la crescita di Zapater nel mezzo hanno generato il paregggio (31’) in capo a un traversone proprio di Sculli e a una capocciata precisa di Mesto, che ha bru­ciato in elevazione Grosso. Mesto che raccontano sia sotto osservazione azzurra, come da presenza di Marcel­lo Lippi in tribuna. GENEROSITA’ Camoranesi per lunghi tratti è stato l’anima della Juventus, non è il fratello gemello di Diego ma ad ogni modo possiede dosi industriali di qualità. Perché la storia dell’italiano di Tandil è arcinota: se ha voglia è bravissimo, uno dei più bravi, se non ha voglia viene da menarlo. Ieri ne aveva voglia e in mezzo ai piedi quadrati di Poulsen e al dinamismo ragionato di Marchisio ha fatto una bella figura. Piuttosto, ha continuato a girare alla larga dal gol Amauri, la cui generosità si spegne troppo lontano dalla porta: non è ancora un problema, però potrebbe diventarlo. Dall’altra parte, un problema lo è già Floccari, inizialmente preferito a Crespo, incapace di impensierire Legrottaglie o quel che ri­mane di Chiellini, sbadato come non mai. Molto più attivi Sculli e Mesto, molto più utile alla causa del Zena il laborioso Milanetto, ottimo portatore d’acqua. Là a destra è mancato un po’ Rossi, che ha giocato ad annullarsi con Grosso e ha dovuto sbat­tersi per arginare in prima battuta Marchisio, in impennata di rendimento nella seconda parte del match. CORAGGIO Appena si è abbassato il ritmo, la Juventus ha ripreso a esercitare una superiorità territoriale, che si è materializzata con un’i­niziativa di Marchisio e con una zuccata di Camoranesi su calcio d’angolo. In un quarto d’ora Gasperini ne ha sostituiti tre e la scelta di inserire Crespo al posto di Floccari va vista come un atto di coraggio per cambiare il corso dell’incontro. Che al 26’, su un destro dal limite di Sculli deviato sopra la traversa da Buffon, ha rischiato davvero di capovolgersi. Situazione che si è materializzata alla mezz’ora, dinanzi al cross dirottato in area da Mesto e girato in gol da Crespo, uno abbonato a castigare la Juve, lasciato libero di colpire da Legrottaglie. Poco prima però l’arbitro Saccani aveva annullato una rete a Iaquinta, per un fuorigioco inesistente segnalato dall’assistente Papi. Giusto invece il gol annulato a Chiellini (39’), per una posizione di offside di Trezeguet. Che poi si è vendicato al 41’, con la stoccata del pareggio. GENOA-JUVENTUS 2-2 MARCATORI: pt 6’ Iaquinta, 31’ Mesto; st 30’ Crespo, 41’ Trezeguet GENOA (3-4-3): Amelia 6; Biava 6, Moretti 6, Bocchetti 5.5; Rossi 6.5, Zapater 6, Milanetto 6 (22’ st Kharja ng), Modesto 5.5 (17’ st Papastathopoulos 5.5); Sculli 6.5, Floccari 5 (1’ st Crespo 6.5), Mesto 7. A disp. Scarpi, Esposito, Palacio, Palladino. All. Gasperini 6.5 - STATISTICHE GENOA: tiri 11, tiri in porta 3, fuorigioco 4, angoli 3, possesso palla 49%. JUVENTUS (4-1-3-2) Buffon 6.5; Grygera 5.5, Legrottaglie 5.5, Chiellini 6.5, Grosso 5.5; Felipe Melo 6.5; Marchisio 7 (31’ st Giovinco ng), Camoranesi 6.5, Poulsen 5; Amauri 5.5 (37’ st Trezeguet 7), Iaquinta 7. A disp. Chimenti, Caceres, Salihamidi­zic, De Ceglie, Zebina. All. Ferrara 6.5 - STATISTICHE JUVENTUS: tiri 17, tiri in porta 8, fuorigioco 4, angoli 8, possesso palla 51% . ARBITRO: Saccani di Mantova 4.5 NOTE. 31.882 spettatori per un incasso di 621.611. Espulso: il vice allenatore della Juventus, Maddaloni (42’ st) per proteste. Ammoniti: Bocchetti e Rossi per gioco falloso, Felipe Melo e Iaquinta per proteste. Recupero tempo: pt 3’, st 4’. 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. Special One è Marchisio. Iaquinta super: ora i gol sono 5. Camoranesi dà spettacolo. Ma che furia Sculli. MESTO 7 Sarà pure mesto, certo intristi­sce gli avversari. Ecco, mette allegria vederlo scattare come un centometrista. Accende l’azione rossoblù. Energia inesau­ribile e piedi educati. Aggiunge il gol di testa con uno stacco imperioso. Poi continua a bersi Grosso nella ripresa e solo Marchisio, rientrando, copre il buco. Ma così l’azzurro accumula tossine, tradotte in crampi. E Mesto, comunque, mette il cross per l’illusorio 2- 1 genoano. CRESPO ( 1’ st) 6.5 Inizialmente rispetto al fantasma di Floccari, tiene perlomeno palla, quando non s’incespica. E fa salire il Genoa. Poi, al 30’, il guizzo da panterone, seppur spelacchiato. Prende il tempo a Legrottaglie e gira in modo impeccabile di testa. ROSSI 6.5 Copre e spinge sulla destra, capitano e anima della squadra. Esemplare per impegno. E rimane pure lucido. SCULLI 6.5 Semina scompiglio sulla corsia sinistra. Sottomette Grygera. I suoi cross sono rasoiate, come la conclusione che scocca accentrandosi al 26’ del secondo tempo. Ma il solito Buffon alza sopra la traversa. MILANETTO 6 Vecchia volpe della regia. Senso geometrico innato fino a che reggono le gambe. AMELIA 6 Punito al primo tiro, quando la sua difesa collassa. Poi resta praticamente senza lavoro. Nella ripresa, invece, si mette in mostra con due interventi. In particolare, l’uscita su Iaquinta. BIAVA 6 Non si accoppia con Iaquinta in occasione del gol. Poi ci mette l’anima. Spesso esce a testa alta e prova ad aprire il gioco. ZAPATER 6 Lezioso nel primo tempo, più concreto nei secondi 45’, quando allarga il campo rossoblù. MORETTI 6 Il più lucido tra i tre difensori, il più pulito. Quando c’è lui, Amauri non si diverte. BOCCHETTI 5.5 Maniscalco, con muscoli debordanti. Solo muscoli. Nel groviglio con Amauri fa pari, quando deve uscire su Camoranesi soffre, dannatamente. E nella ripresa si becca pure un giallo. MODESTO 5.5 Un destino nel cognome. Fa tutto benino, si sbatte, sa dove mettersi. PAPASTHATOPOULOS ( 17’ st) 5.5 Porta energia, aiuta in difesa, dove si piazza a destra. FLOCCARI 5 Non ne azzecca una, schiacciato nella morsa Legrottaglie- Chiellini. Allenatore GASPERINI 6.5 Oltre ad aver creato questo giocattolo di moto perpetuo e del iperorganizzato, azzecca pure i cambi. Floccari è inesistente? Bene, entri Crespo. Milanetto esausto? C’è Kharja. Eppoi Papastathoupoulos. Meriterebbe una grande, ammesso che questo Genoa non lo sia già. JUVENTUS. IAQUINTA 7 Segna sempre lui, siamo a quota 5 stagionali e ora si è sbloccato pure fuori casa. Magistrale nel liberarsi, sciupa un po’ due occasioni. Gli viene annullato un gol dubbio. Emblema del carattere bianconero. MARCHISIO 7 Deve pure coprire la fascia sinistra, laddove il Genoa è in soprannumero. Quando si beve Mesto e affonda mostra di essere un creativo, cross rasoterra all’indietro verso il limite dell’area mentre Amauri tiene impegnati i centraloni genoani: 1- 0. Nella ripresa illumina e chiude sino a sfiancarsi. TREZEGUET (37’ st) 7 Garanzia. Entra e segna. Magari golletto, perché quella palla basta spingerla. Ma lui c’è, ed è gol pe­santissimo. BUFFON 6.5 Primo tempo inoperoso. Salverebbe in uscita su Floccari se questi non fosse beccato in fuorigioco. Sull’incornata di Mesto, invece, non potrebbe nulla nemmeno l’uomo ragno. CAMORANESI 6.5 Già il velo per Iaquinta­gol sarebbe da mostrare ai ragazzini per la perfetta sincronia. Ma c’è ben altro nel­la partita di Mauro German. Tocchi deliziosi, aperture al volo, un costante domi­nio sulla destra. Campione ritrovato e stramotivato. Cala nel secondo tempo. CHIELLINI 6.5 Torreggia, si spinge in avanti. Prolunga di testa per Trezegol. FELIPE MELO 6.5 Messo da Ferrara a presidiare la difesa. Copre la zona e spezza mille iniziative avversarie. Nel rilancio non è brillante. Ma si vede che non è al meglio, con quel fascione protettivo alla cosciona sinistra.. AMAURI 5.5 A volte pecca d’egoismo per smania di gol. Fa a spallate con i marcantoni rossoblù. Non salta mai l’uomo. Arruffato e disperso, deve ritrovarsi. GRYGERA 5.5 Piedi di legno, i suoi rilanci sono sempre campanili. si guadagna un cerotto in testa perché si butta con la consueta caparbietà. Che, però, contro questo Sculli non basta. GROSSO 5.5 Perde Mesto sul pari genoano, non spinge. Però salva al 10’ 27” in sci­volata sul tiro a botta sicura del solito Mesto. Continua a patire Mesto, non è al massimo. Deve coprire di più. LEGROTTAGLIE 5.5 Si aggrappa a Floccari, talvolta in ogni senso. E lo elide. Continua nella ripresa. Ma commette errore fatale, battuto dal venerando Crespo. POULSEN 5 Aggredisce, copre. Peccato che ogni volta tocchi la palla quella vada per i fatti suoi. Mediocre, quando non dannoso. Prova soltanto a fare Allenatore FERRARA 7 Preparazione del match impeccabile, con l’ideona di Felipe Melo libero a zona davanti alla difesa e i tre centrocampisti a togliere il respiro agli avversari. Mastro Ciro assorbe le ingiustizie sui fuorigioco. Azzecca il cambio disperato. Non riesce invece a tenere l’amico- assistente Maddaloni, espulso per proteste. Ma ha trasmesso carattere al gruppo.

 

TUTTOSPORT - QUI GENOA. Preziosi: «Rammarico per il pari nel finale». Il presidente: «Non giudico arbitro e assistenti, è difficile decidere in una frazione di secondo». Mesto: «Buon punto contro una super Juve. La Nazionale? Io penso soltanto a lavorare». GENOA. E’ un Enrico Preziosi combattuto quello che si presenta davanti ai cronisti a partita appena conclusa: «Il rammarico è avere subito il pareggio proprio nel finale, ma c’è anche soddisfazione per avere giocato alla pari con un’ottima Juve. Le decisioni arbitrali? Non giudico, è difficile decidere in una frazione di secondo». L’ALTRO BOMBER Stavolta un gol, da centravanti puro. Stacco aereo imperioso, capocciata violenta e palla nel’angolo là dove neanche un “mostro” come Gigi Buffon può arrivare. Giandomenico Mesto veste ancora gli inediti panni del bomber e avvia la riscossa rossoblù. E questa prodezza non è che l’ennesima ciliegina su una torta-prestazione di assoluto valore tecnico e agonistico. PENSIERI AZZURRI In tribuna, insieme con il suo principale collaboratore Narciso Pezzotti, c’era Marcello Lippi, il ct della nostra Nazionale. Spettatore molto interessato alle prestazioni degli azzurri in campo ma anche alle eventuali novità, tradotto in eventuali papabili, che la sfida tra Genoa e Juve poteva offrire alla propria causa. Non è un mistero infatti che da qualche tempo Lippi abbia mostrato un certo interesse proprio per Mesto, oltre che per Sculli, che peraltro cono­sce già benissimo. E l’ex giocatore della Reggina, in questo avvio di stagione, sta facendo di tutto per mettersi in mostra sfornando brillanti prestazioni una dietro l’altra. E anche gol. Come quello contro il Napoli, dieci giorni fa a Marassi, quando dal cilindro inventò un proiettile tremendo che annilichì De Sanctis, altro portiere nel giro azzurro. Mesto a fine partita ammicca: «Non ci penso, le convocazioni arrivano dopo gli al­lenamenti, il lavoro. Comunque sono contento, il pareggio è un buon risultato contro una Juve fortissima». L’UMILTA’ AL POTERE E’ giocatore umile Mesto. Concreto, infaticabile. Ieri, con Marco Rossi, ha creato grossi problemi alla difesa bianconera, formando una “catena” di destra che a molti ha ricordato quella formata da Ruotolo ed Eranio ai tempi gloriosi del Genoa di Osvaldo Bagnoli. Grosso, anche per questione di passo, era in perenne difficoltà e non è un caso che sull’azione del gol, l’ex giocatore del Lione si sia fattto cogliere impreparato. Mesto, con i ritmi asfissianti che questo collettivo costruito e plasmato da Gasperini sa proporre, è diventato una spina nel fianco dell’assetto difensivo bianconero ed è da quel settore che la Juve ha subito i maggiori colpi, cioè i due gol. Nota a margine che però tanto vuol dire: Mesto e Marco Rossi (Amelia escluso) sono stati i soli giocatori a non esse­re quasi richiamati all’ordine dal tecnico rossoblù.

 

CORRIERE SPORT - Trezeguet! E la Juve s’aggrappa all’Inter. Botta e risposta Iaquinta-Mesto, poi l’ex interista Crespo David fa 2-2. Annullato un gol regolare ai bianconeri. Un Genoa gagliardo e un arbitro decisivo Ma arriva il punto che accende il torneo. di Luciano Bertolani. GENOVA - Dopo aver subito l’ingiustizia di un gol buono annullato a Ia­quinta e dopo aver incassato pochi secondi più tardi un gol di Crespo, la Juve ha messo le cose a posto con Trezeguet il quale, mandato in campo al posto di un fumoso Amauri, ha infilato al Genoa la rete di un meritato 2-2 che consente a Ferrara di restare primo in classifica anche se in compagnia di Mourinho. E’ stata una partita aspra, sempre vivace e combattuta che ha ruotato attorno al pesante errore di Saccani e soprattutto dei suoi guardalinee. Per la cronaca uno di questi ultimi, Faverani, aveva sostituito all’ultimo momento il malato Niccolai. Allora diciamola tutta: Genoa e Juve hanno offerto una gara molto intensa e ricca di suspense che avrebbe avuto bisogno di una terna arbitrale migliore. Ferrara aveva avuto l’intuizione giusta nella preparazione della partita. Temendo giustamente il grande gioco sulle fasce del Genoa, ha rinunciato a schierare Camoranesi trequartista ( in luogo di Giovinco in panchina) e ha fatto la scelta opposta: ha piazzato Felipe Melo davanti alla linea dei difensori e ha affidando il centrocampo a tre uomini di elevato spessore: Camoranesi, Poulsen e Marchisio. Sia l’italo-argentino che il giovane azzurro avevano ovviamente il compito di tamponare le corsie esterne dando una mano a Grygera e Grosso. La Juventus è passata al pri­mo assalto con un gran gol di Iaquinta, il terzo in campionato, dopo un bel cross di Marchisio e un magico velo di Camoranesi. Per la cronaca è stato il sesto gol dell’attaccante azzurro sotto la gestione Ferrara. Sul vantaggio della Juve il Genoa ha costruito la prima parte della sua partita e bisogna dire che ha organizzato assai bene la sua rimonta. Gasperini si è accorto subito che la Juventus andava un po’ in difficoltà nel settore sinistro perché l’ottimo Mesto aveva messo in affanno Grosso sin dal primo minuto e da quella parte la squadra ligure ha cominciato a martellare un avversario che però non sembrava perdere un colpo. Ottimo il comportamento del settore centrale della difesa bianconera, sufficientemente robusta la linea del centrocampo anche se ovviamente la squadra di Ferrara non era mai pronta a rapide ripartenze perché Camoranesi aveva il suo da fare a tenere la posizione sull’out destro dove spesso si infilavano Modesto e Sculli. Insomma, un gran gioco da parte del Genoa ma scarsi pericoli davanti a Buffon. Stessa cosa sul fronte opposto: la Juve per quanto solida, compatta e ben disposta alla battaglia, non aveva sempre quella qualità e quella rapidità necessarie a ribaltare il gioco. Con Diego e Del Piero ovviamente non sarebbe successo. Il Genoa ha trovato il pareggio sull’unica azione pericolosa che era riuscito a costruire, ma è stato decisivo, oltre al cross di Sculli e al colpo di testa dell’ottimo Mesto, l’errore di Grosso chiaramente fuori tempo sul colpo di testa del suo avversario diretto. Il pareggio i rossoblù se lo sono meritato, ma evidentemente non soddisfava le loro ambizioni. Gasperini infatti nella ripresa ha presentato Crespo in luogo di Floccari con il chiaro intento di tentare di prendersi tutti e tre i punti. Ferrara invece non ha battuto ciglio presentando gli stessi uomini. Dopo un miracolo di Buffon su Sculli, la partita si è infiammata: c’è stato un gol annullato a Iaquinta per un offside inesistente e sul capovolgi­mento di fronte, pochi secondi più tardi, è arrivato il gol di Crespo che ha messo in rete un cross dello scatenato Mesto che aveva ancora una volta travolto Grosso. La Juve ha incassato il colpo e l’ingiustizia con grande rabbia e ha cercato la reazione. Ciro ha mandato in campo Giovinco e Trezeguet in luogo di Marchisio e Amauri per avere forze fresche e Chiellini con un tocco disperato si è inventato un altro gol anche questo annullato da Saccani, ma stavolta giustamente. Sembrava finita per la Juve, Marassi stava per esplodere di gioia ma non aveva fatto i conti con la classe e il fiuto di Trezeguet che alla prima occasione ha piazzato il suo gol: cross di Grosso tocco di Chiellini e palla in rete. La riserva Treze­guet che ha annunciato il suo addio alla Juve a fine stagione ha già fatto due gol pesanti, il titolare Amauri non segna dallo scorso anno... Genoa-Juventus 2-2 GENOA ( 3- 4- 3): Amelia 6; Biava 6 Moretti 5,5 Bocchetti 6; M. Rossi 7 Milanetto 6,5 (22' st Kharja 5,5) Za­pater 6 Modesto 5 (17' st Papastatho­poulos 6); Mesto 7,5 Floccari 5 (1' st Crespo 7) Sculli 6,5. A disposizione: Scarpi, A. Esposito, Palladino, Pala­cio. Allenatore: Gasperini 6,5 Fuorigioco fatti 4 Falli commessi 17 JUVENTUS ( 4- 1- 3- 2): Buffon 6,5; Grygera 5,5 Legrottaglie 6 Chiellini 6,5 Grosso 5; Felipe Melo 6; Camoranesi 6,5 Poulsen 5,5 Marchisio 7 (32' st Giovinco sv); Amauri 5,5 (37' st Trezeguet 7) Iaquinta 6,5. A dispo­sizione: Chimenti, Salihamidzic, Ca­ceres, Zebina, De Ceglie. Allenatore: Ferrara 6,5 Fuorigioco fatti 3 Falli commessi 20 ARBITRO: Saccani di Mantova 5 Guardalinee: Faverani e Papi Quarto uomo: Giannoccaro MARCATORI: 6' pt Iaquinta (J), 31' pt Mesto (G), 30' st Crespo (G), 41' st Trezeguet (J) ASSIST: Marchisio ( J), Sculli ( G), Mesto (G), Chiellini (J) AMMONITI: Iaquinta (J), Bocchetti (G), Felipe Melo (J), M. Rossi (G) per gioco falloso NOTE: spettatori paganti 7.593 per un uncasso di 296.702,00 ( abbonati 24.289 per una quota partita di 324.909.00). Allontanato al 42' st Maddaloni, vice di Ferrara. Calci d’angolo 7-3 per. Recuperi: 3' nel pt; 4' nel st

CORRIERE SPORT - LE PAGELLE. Sculli energico Marchisio è straordinario. Grosso balbetta. di Andrea Ramazzotti. GENOA. 7,5 Mesto - Un gol e un assist. Pro­va da applausi contro Grosso, il terzino della Nazionale, e sotto gli occhi del ct azzurro Lippi. 7 Crespo - Rispetto a Floccari porta più vivacità. Gioca parecchi palloni, subisce qualche fallo e segna il 2-1, un gol da 3 punti. 7 M. Rossi - Spinge con intensità sulla destra e quando Marchisio inizia ad attaccare, lo francobolla. 6,5 Milanetto - Gioca diversi palloni e non ha paura a inserirsi. Dili­gente. 6,5 Sculli - Nel primo tempo dà energia e rit­mo alla squadra. Sulla sinistra attacca e difende con generosità. Nella ripresa un lampo che obbliga Buffon al miracolo. 6,5 Gasperini ( allenatore) - Disegna un Genoa vivo e, per primo in Italia, ferma la Juve. 6 Amelia - Attento sulle conclusioni da fuori area, non può niente sui gol. 6 Biava - Se la cava con mestiere. 6 Bocchetti - Prima difensore, poi esterno di centrocampo a sinistra: qualche sbavatura, ma molta corsa. 6 Zapater - Smista parecchi palloni sulle fasce e verticalizza poco. Gli manca la pennellata, non la consueta lucidità. 6 Papastathopulos - Entra e si piazza in difesa per limitare l’irruenza di Iaquinta. 5,5 Moretti - Nell’inedito ruolo di difensore cen­trale duella di fisico con Amauri. Finale molto sofferto. 5,5 Kharja - Venti minuti senza cambiare il match. 5 Modesto - In evidente difficoltà contro Cam­ranesi che taglia verso il centro. Sostituzione inevitabile. 5 Floccari - Non attac­ca gli spazi e semplifica il compito di Legrottaglie e Chiellini. JUVENTUS. 7 Trezeguet - Firma il gol del definitivo 2- 2 da uomo d’area. 163 reti nella Juve parlano da sole. 7 Marchisio - Si inserisce in zona gol con continuità e arriva anche al tiro con sicurezza. Inesauribile e prezioso. 6,5 Camoranesi - Il velo sulla rete di Iaquinta è un movimento da insegnare nelle scuole calcio, ma è tutto il suo primo tempo da applausi. Parte largo a destra e taglia verso il centro. Inevitabile calo nella ripresa. 6,5 Buffon - Una parata ( decisiva) su Sculli. Sui gol è incolpevole. 6,5 Iaquinta - La rete dell’ 1- 0, ma non solo. Esemplare è il lavoro in fase difensiva, svol­to macinando chilometri su chilometri. Pro­prio partendo da die­tro, sfrutta i movimenti di Amauri per inse­rirsi in zona gol. 6,5 Chiellini - Lì in mezzo dà sicurezza. Sbaglia poco e di testa serve l’assist del 2-2 a Trezeguet. 6,5 Ferrara ( allenatore) - Evita la prima sconfit­ta da allenatore. Ora gli servono Diego e Del Piero. 6 Legrottaglie - Tiene bene contro Floccari e lo anticipa con continuità. Perfetto per 70', perde Crespo che fa 2­1. 6 Felipe Melo - Si piazza davanti alla linea a quattro difensiva e gio­ca da regista arretrato. Benino, ma senza acuti. 5,5 Poulsen - Protetto alle spalle da Felipe Melo, non è mai nel vivo del gioco. Lento e impacciato, combina poco. 5,5 Grygera - Nel primo tempo soffre Sculli e non lo chiude sul cross dell’ 1- 1. Nella ripresa respira, ma, intimorito, non spinge. 5,5 Amauri - Sfrutta la sua fisicità per liberarsi, ma spesso sbaglia l’ultima giocata. 5 Grosso - Pennella alcune buone punizioni, ma ha una parte di colpa su entrambe le reti rossoblù. L’arbitro Saccani 5 - Il gol annullato a Iaquinta per fuorigioco era buono. Grave errore.

 

IL SECOLO XIX - CONTRO LA JUVE PARI E SPETTACOLO. di Mauro Casaccia. IL GENOA RIMONTA E SOGNA. MA C’È TREZEGUET. GENOVA. Crespo, quando vede bianconero, si sa, non perdona. Suo il sigillo per il 2-1, che non basta a battere la Juventus – sarà 2-2 in extremis ma lascia altre due conferme. La prima: la squadra di Ferrara è forte, molto forte. La seconda: il Genoa non teme i colossi e sa farli soffrire, è capace di farli crollare o almeno vacillare, è lì e può stare lì, appassionatamente, nelle zone alte. Gara d’impeto, di furia e di qualità ai mille all’ora. Calcio bello. Ai blocchi s’alza prima la Vecchia Signora. Camoranesi, che suona il basso elettrico e s’intende di musica, detta i ritmi come “regista laterale” o “fantasista esterno”. La Juventus in avvio sembra disposta con un 4-1-4-1 che facilmente produce il tridente, Iaquinta largo a sinistra e l’italo argentino di Tandil a destra. Disposizione che permette un pressing molto alto. Da provare ad aggirare sulle fasce laterali, dove Gasperini sceglie nel 3-4-3 Rossi a destra, con Mesto davanti, e Modesto a sinistra, con Sculli qualche metro più su. Quella bianconera, però, è disposizione molto cangiante, soprattutto grazie alle due ali. Il “fantasista laterale” si butta in mezzo,Marchisio s’allarga a sinistra, Iaquinta taglia in mezzo e arriva a rimorchio, lasciando Amauri come boa attira difesa rossoblù. È quanto accade al 6’,Juventus già in vantaggio con bella manovra: come si diceva, Marchisio va via a sinistra, cross a pelo d’erba all’altezza del limite, dove Camoranesi fa velo a favore di Iaquinta che incrocia il diagonale all’angolino. Reazione rossoblù all’11’, Milanetto sfonda centralmente e allarga per Mesto, l’attimo per caricare il destro è fatale perché consente a Grosso di lanciarsi in scivolata e ribattere il tiro secco. Vampata d’orgoglio, in realtà la botta presa ha generato un po’ di stordimento e si vede un minuto dopo: respinta della retroguardia rossoblù catturata da Floccari nella sua metà campo, c’è solo Zapater con lui, nessun altro lancia la controfuga come è solito fare il Grifone; inevitabile il retropassaggio del centravanti, a cui segue un tocco corto per Milanetto, nel mezzo del traffico del pressing juventino, palla persa e pericoloso scatto di Iaquinta, poi chiuso. In mediana è battaglia senza posa, che al 20’ coinvolge Milanetto e Sculli, Camoranesi e Poulsen, fino al “frontale” tra Zapater e Melo. Lo spagnolo nella prima parte è tra i più lucidi del Genoa, che anche prendendo rischi, molti, comunque non rinuncia alla costruzione dell’azione dalle retrovie. Però è nella fisicità complessiva e nella solidità a centrocampo che la Juve in principio fa la differenza. I rossoblù, quando scavallano oltre Melo,negli ultimi trenta metri, si fanno temibili. Situazione sempre più frequente col passare dei minuti. Fase che comprende anche uno strano siparietto quando Amauri finisce a terra e il Genoa riparte, Modesto se ne accorge e butta palla fuori, lo stadio esplode nelle proteste, Camoranesi si avvicina all’esterno rossoblù e gli dice: «Tu gioca, vai avanti». Come dire, alziamo i ritmi. La Juve è passata andando a mille all’inizio. Il Genoa si riprende e intorno alla mezz’ora la supera in frequenze,subito dopo un brivido. Al 30’ punizione di Grosso da posizione centrale, il movimento dei saltatori bianconeri libera Amauri, solo in mezza all’area, la“strofinata” di testava fuori. Vecchio adagio che resiste: gol sbagliato, gol subito. Un minuto dopo, altra manovra meravigliosa, questa volta genoana: Sculli va via nello stretto a sinistra, cross scavato col mancino,Mesto all’altezza del dischetto sale in cielo, sovrastando Grosso, e colpisce che pare Pruzzo. Buffon inchiodato, è l’11. Di nuovo in parità, si va avanti abomba,partita che è una centrifuga. La ripresa comincia con la staffetta che sarà vincente, fuori Floccari, dentro Crespo. E con gli stessi, clamorosi, ritmi. Sotto lo sguardo di Marcello Lippi in tribuna, Marchisio conferma i grandi progressi e riparte a spron battuto con due perle. Prima a sinistra va via a Rossi, impresa da eroi ieri, e batte di destro costringendo Amelia alla presa bassa; poi, centralmente scodella l’assist per Iaquinta sul filo del fuorigioco, l’attaccante quasi non ci crede e viene contenuto dal portiere rossoblù, il quale con il piede devia il tiro in corner. È una Juve che riprende a crescere e a prendere campo. Camoranesi diventa sempre più attaccante puro, nel tridente. Allora Gasperini cambia qualcosa: entra Sokratis per Modesto, in pratica difesa a quattro con il greco a destra e Bocchetti a sinistra. Il 433 solidifica e il tecnico cerca anche di dargli freschezza inserendo Kharja al posto di Milanetto. Il Genoa riparte, sfruttando Mesto e Sculli belli larghi. Al 26’ l’azione inizia a destra,dal primo,torna indietro su Bocchetti, va a destra dal numero 14 che converge ed esplode un gran destro, Buffon devia. Due minuti, rete di Iaquinta annullata per fuorigioco dubbio (un’altra sarà annullata nel finale a Chiellini per offside di Trezeguet), e la sacra regola vale ancora: Mesto fugge a destra, traversone col contagiri. E Crespo contro la Juve è un’arma letale. L’argentino anticipa Legrottaglie sul primo palo e di testa gira all’incrocio. Il Ferraris impazzisce, ma per la vittoria non basta. Di là è entrato Trezeguet, altro bomber di razza, che al 41’, da punizione (dubbia, anche qui male l’arbitro) con torre di Chiellini e distrazione generale rossoblù, infila Amelia di testa. Pareggio. E, comunque, calcio bello.

 

IL SECOLO XIX - LE PAGELLONE. di Claudio Mangini. GENOA. AMELIA 6,5 Amelia, il portiere che ammalia, inventa una magia quando va a far sparire il pallone dai piedi di Iaquinta in area di rigore a inizio di ripresa. Per il resto, fa il suo. Senza problemi. BIAVA 6 Fatica, e che si deve fare quando l'avversario di turno, quasi sempre, è Iaquinta, in grande forma? Si arrangia con il mestiere, anche con qualche fallo di troppo. MORETTI 6,5 Pulito, sicuro, non va in affanno contro Amauri. Cerca l'anticipo. Quando non gli riesce, ci mette la punta di un piede. E poi calibra il lancio lungo. BOCCHETTI 6 Lotta e fatica, contro Camoranesi, versione pericolo pubblico. Si propone anche dalla metà campo in su. Lippi, in tribuna, osserva. ROSSI 7 Marchisio lo beffa dando il via all'azione che porta in vantaggio la Juventus. Ma una buccia di banana ci sta, contro una Juventus che costruisce un'azione da manuale. Poi cresce, minuto dopo minuto e costringe spesso Grosso a fare il difensore, riuscendo così a disinnescare il potenziale pericolo rappresentato dalle proiezioni offensive del terzini mondiale. Al 46' un taglio difensivo (implacabile) per il quale è costretto a un coast to coast in orizzonte da destra a sinistra. Anche in questo caso, missione compiuta. E poi, c'è anche nella furibonda volata del 2-1. MILANETTO 6,5 Ottimo l'avvio: bello, dopo dieci minuti, lo slalom che fa sbandare la difesa juventina. E poi, Omar è in serata sì: concentrato, anche cattivo. Entra a tacchetti roventi pure su Felipe Melo, mica un agnellino. E poi offre sponda a Zapater. (dal 22' st Kharja 6 In crescendo: entra e fa la sua parte). ZAPATER 7 Si vede e si sente. Soprattutto, lo sentono i compagni. Lui è il punto di riferimento per Bocchetti quando esce dall'azione difensiva e cerca chi possa mettere la palla in banca. Prezioso anche nei duetti con Sculli davanti. Ma prezioso pure in fase difensiva: nel finale di primo tempo, quando la Juve arremba e cerca il sorpasso, lo trovi in area a ramazzare palloni. Prezioso ed efficace. Ma dubbi non ce ne sono più, il Genoa ha trovato un nipotino di Thiago Motta: qualcosa di meno, (forse) in zona tiro, qualcosa di più (sicuramente) in copertura. Fra gli attori protagonisti della recita che frutta il 2-1. MODESTO 6 Parte faticando e cercando la posizione per incidere in chiave offensiva. Preziosa, geometricamente perfetta ma, soprattutto, fondamentale per la causa la diagonale che va a sbrogliare un'azione offensiva bianconera da allarme rosso nel finale del primo tempo. (dal 16' Sokratis 6 Subito in partita. Splendido un recupero). SCULLI 7,5 L'avvio è il solito: punge sulla sinistra, si propone e regala il solito apporto continuo. Cresce, minuto dopo minuto. Lui è un piccolo grande gioiello in banca: chissà se Lippi, presente in tribuna, ha deciso di regalargli la chance che Beppe meriterebbe. Il cross che vale l'1-1 è telecomandato. Fa arroventare le dita a Buffon quando si coordina per il gran tiro da 25 metri a metà ripresa. FLOCCARI 5,5 Lavora sporco. Offre un punto di riferimento per i compagni, difende e cerca palla anche tra i piedi degli avversari. Non è ancora in condizione, supplisce con una gara di sacrificio. (dal 1' st Crespo 7 Comincia con uno scatto da ragazzino, cerca spazi e offre sponde. Poi gioca tanto per la squadra, anche in chiave difensiva. Quando il gioco si fa duro, ci si mette anche a lui a lavorare umilmente a conquistare palloni nella battaglia. Decisivo quando si fa trovare puntuale a completare un'azione gioiello: 2-1, lo stadio esplode, Hernan è un altro beniamino. MESTO 7,5 Uno stacco da grande bomber, che lascia infinitamente più in basso, nel cielo di Marassi, Marchisio che dovrebbe contrastarlo. Vogliamo fare paragoni con il passato: quello stacco sotto la Nord ricorda certe perle in elevazione di Roberto e Tomas, sì, proprio loro, Pruzzo e Skuhravy, bomber di professione. Gol da applausi. Cresce ancora nel secondo tempo: avvia e rifinisce l'azione del 2-1. Prestazione super. JUVENTUS. BUFFON 7 Lui è un monumento. E' in forma: non può evitare il gol. Per il resto incute rispetto. Salva la sua porta con una grandissima parata su botta di Sculli. GRYGERA 5 Beppe Sculli deve aver visto in televisione i match di Mohamed: vola e punge, anzi galoppa e, minuto dopo minuto, manda sempre più in difficoltà il suo antagonista diretto. Che rivedrà in sogno - pardon in un incubo - quell'accelerazione con cross vincente per il pareggio. LEGROTTAGLIE 5,5 Fa il suo, con calma olimpica ma senza carità cristiana al centro. Meglio con Floccari, Crespo è un vecchio cliente furbo e scafato: lo brucia nell'azione del sorpasso rossoblù. CHIELLINI 6,5 Concede poco a Floccari: è tosto, solido, ruvido e concreto. Decisivo, sul 2-2- GROSSO 5 La sue notti magiche alla tedesca sembrano lontane. Patisce le arrembanti iniziative di Marco Rossi, gioca una partita senza lampi e avare d'iniziative in chiave offensiva. E si fa superare di una spanna da Mesto in occasione del gol dell'1-1. POULSEN 6 Biondo angelico nei capelli, corre e rumina un calcio senza lampi di genialità ma ruvido quanto serve per le esigenze della Signora. FELIPE MELO 6 Un altro spiritello niente male, quanto a bontà in campo. Si sente, ma non emerge. MARCHISIO 7 Comincia molto bene, dà l'avvio all'azione del vantaggio. Non molla mai, nella ripresa va anche a cercare la conclusione personale dopo settanta metri di progressione sulla fascia sinistra. (dal 32' st Giovinco sv). CAMORANESi 7 E' la mina vagante che mette in difficoltà il Genoa in avvio di partita. Spesso esterno di destra, ma qualche volta addirittura in posizione di centrale davanti alla difesa. La variabile che fa impazzire spesso la retroguardia del Genoa. Mette lo zampino nell' 1-0. AMAURI 6 Fa paura, c'è sempre. Ma non sembra in grande forma: gli manca un attimo, uno scatto vincente per diventare protagonista. (dal 37' st Trezeguet 6 Entra e fa male). IAQUINTA 7 Terzo gol in avvio di campionato (con sole quattro presenze). Puntuale e micidiale. Atleticamente solido: un bisonte a cui non è facile mettere freno. Non molla mai, la mette dentro, e sarebbe 2-1 se non ci fosse la bandierina del guardalinee alzata. ARBITRO Saccani di Mantova 5 Lascia giocare molto, qualche volta addirittura troppo. Commette alcuni errori, più qualche sbavatura nella valutazione dei duelli a distanza ravvicinata. Annulla il gol del possibile 2-1 juventino per fuorigioco con qualche margine di dubbio. Giusta la segnalazione su Trezeguet. Sembra molto dubbia la punizione da cui nasce il pari finale della Juventus.

 

IL SECOLO XIX - Gasp: tenuto il passo di una grandissima. di Mauro Casaccia. FERRARA RECRIMINA SU ARBITRAGGIO E SFORTUNA. GENOVA. «Due gol alla Juventus, peraltro belli, sono tanta roba. Dopo essere stati sotto, abbiamo dimostrato qualità e personalità, contro una squadra come la Juventus che sotto il profilo tecnico e fisico, insieme all’Inter, è una spanna sopra a tutte le altre in Italia. Noi abbiamo saputo mascherare bene questa differenza». Ecco Gian Piero Gasperini. Ed Enrico Preziosi: «Il pareggio preso così, un po’ fa rimanere male. Non commento gli arbitraggi, ma forse il fallo della punizione del 2-2 andrebbe rivisto. Episodi a parte, abbiamo giocato alla pari con la Juve, è motivo di soddisfazione. Abbiamo fatto una partita strepitosa». Una partita che rimanda a un’altra, la prossima. Anzi, le prossime: «L’Udinese – dice il tecnico – ma poi anche Valencia e Bologna. Non so se faremo turnover, ma qui nessuno è tagliato fuori, tutti sono coinvolti, questa è la politica del Genoa e la mia filosofia. Non la cambio». Quindi, rimando anche alla gara precedente: il Chievo. «Credo – continua Gasperini che qualche critica di troppo dopo Verona possa essere legata al fatto che la Sampdoria sia davanti; ma se fosse così, dopo quattro giornate, sarebbe veramente provinciale. E fastidioso. Io in questa cosa non ci casco. Una questione stucchevole». E ripete alcuni concetti chiave: «Cosa dobbiamo fare? Valorizzare i giovani o vincere lo scudetto, andare in finale di coppa? Stasera all’inizio mi sembrava anche che non ci fosse l’entusiasmo a cui siamo abituati allo stadio, poi li abbiamo trascinati ». Lo sciopero contro la Tessera del tifoso ha influito sul clima. Poi: «L’ho detto già mesi fa, la chiarezza degli obiettivi non c’è. Si è fatto un macello sul turnover, ma quando abbiamo vinto niente era. Io il turnover continuerò a farlo. Giocare solo in 13 o 14 non è nelle mie idee, i giocatori comprati dal Genoa sono da considerare tutti validi. Abbiamo fatto molto per andare nel girone di Europa, e ora? In campionato non dobbiamo certo pensare a scudetto o Champions, però se allarghiamo la rosa possiamo fare bene in entrambe le competizioni». In merito, Preziosi afferma: «Anche noi abbiamo ragionato al nostro interno sul fatto che valga o meno fare una scelta di obiettivi, ma io nelle scelte tecniche non sono mai entrato per principio. Qualcuno ha criticato le decisioni di Gasperini, però io non metto naso e va bene così, lui è tra i migliori tecnici in assoluto». In tribuna c’era Marcello Lippi: «Credo che abbia seguito con attenzione Sculli e Mesto». Il secondo ha segnato e propiziato il raddoppio di Crespo, il primo ha proposto il traversone dell’11. Le due azioni di cui Ciro Ferrara dice: «Due cross concessi e due gol presi, anche se erano reti molto belle. Contro il Livorno Buffon aveva fatto tante parate, stasera niente. L’arbitro ci ha messo del suo. La Juve meritava di vincere, è stata superiore al Genoa che in casa è forte, la migliore Juve di questa stagione. Anche se io alleno da poco…». Battuta che reintroduce il “duello” a distanza con Gasperini: la poca gavetta al Milan e alla Juve di Leonardo e Ferrara, con poca gavetta. Ciro si fa più volte sibillino: «Con un pizzico di esperienza in più da parte mia avremmo potuto vincere, colpa mia…». Gasperini prima sottolinea: «La vedo diversamente, penso meritassimo noi, il pareggio è buono ma è la Juve a poter tirare un sospiro di sollievo». Quindi cerca di chiudere la querelle: «Mi riferivo al fatto che studiare tanto e andare sui campi a lungo oggi conta meno. Guardiola? Quella è una situazione diversa, ha lavorato con la Primavera. Ma vorrei troncare qui, diventa una cosa offensiva per Ferrara, stavo solo descrivendo una situazione».L’aggiunta, però, è significativa, visto che il tecnico bianconero aveva tirato in ballo l’invidia: «Io non ho nessuna invidia. Qui sto bene, il Genoa è casa mia. Vorrei fermare il tempo a questi anni bellissimi».

 

IL SECOLO XIX - Zapater: «Accontentarmi? No, io volevo vincerla». Biava: «Ricordiamoci che i bianconeri finora erano a punteggio pieno». Sculli: «Ho giocato bene, ora sogno la Nazionale». Genova. Loro, i protagonisti, hanno un goccio d'amaro in bocca. Sculli e Mesto, una partita speciale. La gioia accarezzata, poi il 2-2. Beppe Sculli lo dice: «Quando vinci a cinque minuti dalla fine, è un dispiacere non portare a casa il risultato pieno, ma il calcio è questo. Gli episodi? In campo è difficile valutare. No, non ho avuto nessuna sensazione particolare in campo. Mi hanno detto che, forse,la punizione da cui è nato il 2-2 poteva non esserci ma io non mi ero reso conto di nulla. Vedremo alla televisione ma, tanto, ormai, il risultato è questo». Giandomenico Mesto lo dice in un altro modo, ma il succo è lo stesso: «Se avessimo portato a casa i tre punti, nessuno credo avrebbe potuto obiettare nulla. Speravo nella vittoria, siamo stati bravi a rimettere in equilibrio la partita, siamo stati a passare in vantaggio. Ma poi è arrivato quel gol?». Poca voglia di fare polemica. Un concetto che vale per tutti: «La Juventus aveva sempre vinto. Siamo stati bravi noi a fermarla. Accontentiamoci», è Beppe Biava a vedere il bicchiere mezzo pieno, a dare al Genoa quello che è del Genoa: il merito di aver affrontato alla pari una delle regine del campionato. Interviene Alberto Zapater: «Loro, Juventus e Inter, sono un gradino sopra tutte le altre». E allora il dibattito può ripartire da quel gol del 2-2 che il presidente Preziosi ha definito evitabile: «un pallone lento?». Ancora Biava: «Noi cercavamo di tenere la linea alta, perché loro entravano e ci creavamo molti pericoli. Così è nato quel gol. E, certo, fosse arrivato da un pallone all'incrocio, sarebbe stata tutta un'altra cosa. Invece, è arrivato così e dispiace ancora di più». Fosse fuorigioco, dispiacerebbe ancora un po' di più. C'era? Non c'era? Quel gol andava annullato? Ancora Biava, in linea con Sculli: «Io non mi sono accorto di un fuorigioco, ma certe cose, dal campo, quando sei concentrato, neanche le vedi. Certo, così fosse, sarebbe un dispiacere perfino maggiore. Peccato: ci stava portarci a casa la vittoria, ci stavamo facendo il gusto. Ma, signori, questa è la Juve?». Chi va controcorrente è Alberto Zapater. Lo dice chiaro, chiarissimo. «A me questo risutato non piace. Io volevo vincere. Ci stava fare risultato pieno. Ce lo stavamo meritando, contro una delle due squadre più forti del campionato». Complimenti a Sculli. E parola a Sculli: «Sto bene, corro, non sento la fatica. No, non mi fa paura questa serie di partite. Andiamo a Udine, poi a Valencia. Noi ci siamo, faremo la nostra parte». Complimenti a Mesto. E parola a Mesto: «Io faccio quello che serve alla squadra. Lo fa Beppe dall'altra parte. Lo fanno Jankovic e Palladino quando giocano. In questa squadra si fa quello che serve alla causa. Io mi adeguo, non è un problema modificare un po' la mia posizione in campo». In tribuna c'era Marcello Lippi. Secondo Preziosi, quei due, cioè loro, li ha guardati «con molta attenzione». Ci credete? Ci sperate? Sculli: «Io un pensierino lo faccio. La Nazionale è un sogno, vorrei che si avverasse. So che c'era Lippi. Io ho fatto la mia partita. Sì, buona partita, lo dite voi, credo che sia così: un assist può essere importante come un gol. Aspetto, chissà, se Lippi mi chiamasse, sarei l'uomo più felice del mondo». L'assist lo ha raccolto Mesto, che poi si è trasformato, a sua volta, in uomo assist per Crespo. «L'azzurro? No, non ci penso. L'azzurro arriva a forza di prestazioni. Io faccio la mia parte -».

 

CORRIERE MERCANTILE - BEL GENOA AD UN SOFFIO DALL' IMPRESA. La Juventus rimonta negli ultimi minuti (2-2). BOCCHETTI in marcatura strettissima su Camoranesi: è la mossa di Gasperini riuscitissima. grande. ROSSI momento straordinario anche tecnicamente si concede cose straordinarie. SCULLI da nazionale. La merita. Un assist, un gol negatogli da super Buffon. di Gianni Massinissa. Splendida partita, di grande intensità. La Juve deve stringere i denti, soffre, va anche sotto, recupera in modo abbastanza occasionale, sospira di sollievo, perché se l'è vista brutta. Tutto merito di un Genoa sempre più convinto, aggressivo con il suo pressing a tutto campo, fortissimo quando va sugli esterni, vedi la seconda rete, ma anche la prima è un estratto esemplare del calcio. Poi Trezeguet conferma il suo velenoso fiuto del gol e pareggia, ma il risultato tutto sommato ci sta. Due gol annullati ai bianconeri, per fuorigioco, l'assistente non ha avuto esitazioni. Aggancio dunque in vetta alla classifica, Inter e Juve a braccetto, ma questo Genoa, non quello di Verona, può mettere in difficoltà anche le grandi. Non va dimenticato. Camoranesi sta ritrovando la vena di qualche tempo fa: mancando Diego, che dà fantasia alla manovra juventina, tocca a lui il compito di inventare. Lo fa dopo pochi minuti, geniale la sua finta sul traversone basso di Marchisio, si apre urr varco dove Iaquinta conferma il suo felice momento: niente da fare per Amelia, Juve in vantaggio e la partita prende la piega che il Genoa mai avrebbe voluto, costretto ad attaccare. Lo fa con lodevole spirito, con carattere e insistenza, ma di fronte ha una squadra che è anche solida, quadrata, forte fisicamente. Soffrono i rossoblù sulle palle alte e poi la manovra offensiva manca della abituale rapidità. II Genoa deve fare i conti poi con un autentico scudo, Feiìpe Melo, che davanti alla difesa cattura palloni in quantità industriale, l'elemento di maggiore sostanza nel meccanismo della Juve. Milanetto, che in teoria dovrebbe giovarsi della libertà d'azione concessagli dalla posizione del brasiliana, cerca di mettere ordine e ispirare l'azione ma non brilla per iniziativa. Piuttosto imprecisa inoltre l'azione del Genoa. Quando però va sulle fasce la squadra di Gasperini diventa pericolosa e spietata. Buffon immobile sul perfetto colpo di testa di Mesto, su perfetto cross di Sculli a centro area: pareggio. E inizia un'altra partita, intensissima, a ritmo molto elevato, con continui capovolgimenti di fronte senza nessun risparmio di energie. La Juve ha un centrocampo di alta fisicità, và in affanno però quando si alzano i toni e Camoranesi, che deve fare la differenza, ha sì spunti temibili, ma deve anche arginare uno strepitoso Bocchetti, abile a proporsi in avanti con puntualità e ferocia. Funziona poi egregiamente il pressing del Genoa, che impedisce ai bianconeri di poter ragionare e organizzare la manovra offensiva. Amauri è un armadio mobilissimo, ma Moretti si batte con mestiere e sollecitudine, Iaquinta crea più di un grattacapo a Biava, ma tutto sommato la difesa regge. Piuttosto per caratteristiche e rapidità congenita, ci si aspetterebbe un contributo più consistente da parte di Floccari, ma la condizione è quella che è, cioè non ottimale e ne risente tutta la manovra offensiva del Genoa, che non ha il suo terminale riconosciuto. D'altronde, solo giocando può ritrovare brillantezza e tono, e quindi bisogna aspettarlo con pazienza. Nella ripresa lascia il posto a Crespo, che usa il mestiere con profitto e si offre generosamente a fare da centravanti boa. Decisamente meglio. E un gol spettacolare, da vero centravanti. Piuttosto va sottolineata la prova di Rossi e Sculli, inarrestabili quando partono. Grosso è in difficoltà e non si vede, Grygera ha il suo daffare per arginare l'azione. Nella ripresa Camoranesi si accentra molto di più, Bocchetti lo segue dappertutto, è il duello più avvincente della contesa, certamente Lippi può essere soddisfatto della prova e della crescita del genoano, sempre più autoritario. Anche Sculli continua a imperversare, Buffon deve fare uno dei suoi interventi miracolosi per alzare in angolo una botta da fuori. Splendido. Iaquinta segna ma l'assistente ha la bandierina alzata: annullato. Passa un minuto e il Genoa va in vantaggio con Crespo: imperiosa la sua testata sul cross di Mesto (gol e assist), da manuale del calcio, così come l'azione. Ferrara inserisce Giovinco, ma toglie Marchisio che della Juve era stato forse il migliore, certamente il più ispirato e dinamico. I raddoppi e il pressing furioso del Genoa funzionano a meraviglia, i rossoblù lottano e sono assistiti da quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci: secondo gol annullato, stavolta a Chiellini, ancora per fuorigioco. Proteste della Juve,. Irremovibile l'assistente arbitrale. Passa un minuto e Trezeguet sfrutta una dormita generale della difesa genoana, dopo un azione alquanto occasionale. Incredibile. Irriducibili i bianconeri, ma hanno faticato non poco, e comunque il Genoa ha giocato una grande partita, cuore, corsa e grande coraggio. Come nei giorni migliori. MESTO SUPER che partita davanti al C.T. Giandomenico Mesto subissato dall' abbraccio dei compagni. L'esterno ha vissuto il miglior momento da quando veste la maglia rossoblù. Davanti al C.T. Lippi una prestazione che non si può certamente dimenticare.

 

CORRIERE MERCANTILE - Il Presidente. PREZIOSI SERENO «RISULTATO OK MA QUEL GOL...». Sorridente e rilassato ribadisce la perfetta identità di vedute con l'allenatore. Al fischio finale, si concede una sigaretta, poi si avvicina ai cronisti con lo sguardo sin troppo disteso. Enrico Preziosi metabolizza in fretta quel gol bianconero nel finale che suscita più di una perplessità: «Rete in fuorigioco? Non so, ma io preferisco le decisioni di arbitro e collaboratori di linea. Certo, mi è parso che la punizione che l'aveva originato non ci fosse, ma aggiungo che questo gol si poteva evitare: dalla fascia è giunta una palla lenta...». «Dispiace soprattutto perchè siamo stati raggiunti a qualche minuto dal termine, ma credo che, esaminando la gara, il 2 a 2 sia un risultato corretto. Il Genoa ha raccolto un punto contro una grande squadra ed io sono soddisfatto. Ho visto la giusta determinazione". Inevitabile un ritorno sul turn over di Verona. «Io non ho mai discusso, e mai discuterò le scelte dell' allenatore. Può essere che per una volta certe sue decisioni non trovino d'accordo un po' di gente. tutto qui». Il presidente guarda già oltre. "Non facciamo in tempo ad allenarci che già dobbiamo scendere in campo a Udine. Tempo per recuperare ce nè poco, ma dopo Verona qualche titolare ha fatto il pieno di energie e in Friuli tornerà Criscito. Io comunque non sono preoccupato. Ambizioni? Ho parlato di metà a sinistra della classifica". Marcello Lippi in tribuna. «Dite che avrà visto come gioca Mesto? Lui e Sculli meritano già da un pò di tempo attenzione». p.l.g.

 

LA REPUBBLICA - Tra Genoa e Juve pari spettacolo. Apre Iaquinta, al quale viene annullata una rete apparsa regolare, Mesto e Crespo sorpassano, Trezeguet sigilla il 2-2 finale permettendo ai bianconeri di appaiare l'Inter in vetta. di ARMANDO OSSORIO. Tra Genoa e Juve pari spettacolo. GENOVA - La corsa della Juventus rallenta sul prato di Marassi: merito del Genoa, squadra che ha saputo riprendere il discorso bruscamente interrotto dalla sconfitta di Verona, sia sul piano del gioco sia su quello dell'intensità. Al termine di una partita di grandi contenuti tecnici, entrambi gli allenatori potranno vedere il bicchiere mezzo pieno. Gli uomini di Gasperini hanno confermato di potersela giocare con chiunque e hanno saputo approfittare delle poche chances concesse dalla Juventus. Ciro Ferrara, dal canto suo, può sorridere per una squadra che, pur demoralizzata dal gol di Crespo e pressoché esausta ha trovato lo spunto giusto per portare a casa il pari. IAQUINTA ALZA IL SIPARIO - Ferrara mette Camoranesi sulla linea degli attaccanti, per insidiare la difesa a tre dei rossoblù; sull'altro fronte c'è Floccari e non Crespo, scelta che si rivelerà infelice ma non irrimediabile. Al primo tiro in porta è già gol, con Iaquinta chirurgico finalizzatore di un'azione splendida, avviata da Marchisio (migliore in campo senza ombra di dubbio). Il Genoa ci mette un po' a reagire, mentre Amauri fallisce due ghiotte palle gol di testa. Prosegue il digiuno del brasiliano, da troppo tempo a secco. RISULTATO ROVESCIATO - Se Floccari soffre la fisicità dei centrali bianconeri, Mesto si fa trovare in posizione da centravanti alla mezz'ora e con la sua zuccata sigla il pari. Crescono i rossoblù, legittimando il pari prima dell'intervallo. In avvio di ripresa Gasperini corregge il tiro mandando in campo Crespo ma è di nuovo la Juventus a imporre il proprio gioco, con Iaquinta che divora la chance buona per la doppietta. Proprio nel miglior momento dei bianconeri, Crespo fa un gol dei suoi: anticipo su Legrottaglie sul primo palo e il cross di Mesto si trasforma in oro, proprio un minuto dopo una rete annullata a Iaquinta per fuorigioco. DECISIVO TREZEGUET - I bianconeri restano tramortiti per qualche minuto, stanchi e sfiduciati, ma negli ultimi dieci minuti radunano le forze residue. Da segnalare un'altra rete annullata per fuorigioco, stavolta a Chiellini, ma due minuti dopo arriva quella buona: il neo-entrato Trezeguet sfrutta la torre proprio del centrale della Nazionale e sotto misura batte Amelia di testa. Il pari non ha subito ulteriori attentati e tutto sommato è giusto così: finisce con Inter e Juventus appaiate in testa alla classifica, comincia un altro campionato. GASPERINI SI ACCONTENTA "Dato il massimo" Dice il tecnico rossoblu: "Posso solo applaudire i ragazzi. Abbiamo contrastato benissimo una Juve più forte e più alta. E per poco non segnavamo anche il 3°. Bene così" Gasperini si accontenta "Dato il massimo". - "Possiamo ritenerci soddisfatti, abbiamo dato il massimo". Gian Piero Gasperini, non ha particolari rimpianti per il 2-2 con la Juventus, malgrado il Genoa sia stato raggiunto solo a 4' dalla fine. "Non era facile contrastare una squadra come la Juventus che davanti è molto forte. Abbiamo cercato di tenere i giocatori più alti nelle zone nevralgiche dell'area ma non era facile lo stesso", sottolinea. "Noi all'inizio davamo molti centimetri a loro, poi ho cercato di alzare la squadra con Crespo, Kharja, Papasthatopoulos. E per poco non centravamo il nostro obiettivo". BUONA GESTIONE - Il tecnico dei grifoni applaude i suoi anche per la gestione della gara dopo il 2-1 . "Loro alla fine avevamo tre attaccanti dichiarati e nonostante ciò noi siamo riusciti ad uscire bene nella zona sinistra, prima con Mesto, poi con Bocchetti e nel finale con Papasthatopoulos. Potevamo fare anche il 3° gol". LE DIFFICOLTA' DI FLOCCARI E KHARJA - Gasperini, poi, sottolinea come la difficoltà di alcuni giocatori, come Floccari, sia dovuta alla lunga assenza dai campi di gioco per infortunio. "Sia Floccari sia lo stesso Kharja sono reduci da grandi infortuni, addirittura Floccari dalla passata stagione. Bisogna cercare di farli giocare perché per me sono determinanti: non posso fare giocare sempre 12/13 giocatori così sarà per Palladino per Juric con tante partite da giocare". LE CRITICHE POST-CHIEVO - Sulle critiche, infine, subite dopo la sconfitta con il Chievo, Gasperini, non alimenta la polemica. "Le critiche un po' vanno accettate, anche se c'è chi la realtà del Genoa la conosce meno bene di noi - dice -. Noi dobbiamo giocare moltissime partite con una rosa di 20/21 giocatori, considerando anche alcuni giovani nel reparto difensivo che dobbiamo fare giocare per poi trovarli pronti quando servirà". J. ELKANN: CONTENTO DELLA GUIDA DI FERRARA Genova per presentare la Volvo Ocean Race, il vicepresidente della Fiat John Elkann ha commentato l'inizio di campionato della Juventus: "Sono molto contento dei risultati e di come Ferrara sta guidando la squadra - ha dichiarato l'erede di casa Agnelli - però credo che dobbiamo rimanere con i piedi per terra, c'è ancora tanta strada da fare. Da tifoso sono contento di essere qui per poter assistere al match di stasera, sarà una partita fondamentale. Il bello del campionato è che è lungo e vede impegnate tante squadre forti, come le due della stessa Genova. Una nota positiva per noi, però, è l'incredibile recupero di Buffon". GENOA-JUVENTUS 2-2. MARCATORI: Iaquinta (J) al 6', Mesto (G) al 31', Crespo (G) al 75', Trezeguet (J) all'86'. GENOA: Amelia 6; Biava 6,5, Moretti 6, Bocchetti 6; Rossi 6, Milanetto 6 (Kharja 5,5 dal 67'), Zapater 6,5, Modesto 6 (Papastathopoulos 6 dal 62'); Mesto 7, Floccari 5 (Crespo 7,5 dal 46'), Sculli 6,5. Allenatore: Gasperini JUVENTUS: Buffon 6,5; Grygera 6, Legrottaglie 6, Chiellini 6,5, Grosso 6; Marchisio 7,5 (Giovinco 6 dal 76'), Melo 5,5, Poulsen 5.5; Camoranesi 7, Amauri 5 (Trezeguet 7 dall'82'), Iaquinta 6,5. Allenatore: Ferrara ARBITRO: Saccani di Mantova. AMMONITI: Bocchetti (G), Melo (J), Rossi (G).

LA REPUBBLICA - Ma il Genoa fa tremare Ferrara Trezeguet agguanta il pari: 2-2. di Emanuele Gamba. Dopo 5 giornate è già duello tra le favorite annunciate. Nel posticipo bianconeri costretti a rimontare dopo i gol di Iaquinta, Mesto e Crespo Annullate due reti e il tecnico napoletano recrimina: "Dovevamo vincere". E´ stata la migliore Juve della stagione, eppure sta qui a rodersi le unghie per questo pareggio che la incolla all´Inter e non le rende giustizia, oltre che merito: ha preso il Genoa per il collo, ne ha disattivato il sistema di gioco, ha occupato il campo come se dovesse installare un presidio militare ma alla fine il bottino è un punto misero. Stavolta è mancata la freddezza degli attaccanti (Amauri nel primo tempo, Iaquinta nel secondo), che non hanno avallato la superiorità bianconera. In pratica, il Genoa ha cavato due gol da due azioni (e due azioni agli assatanati di Gasperini le si possono concedere) e la Juve altrettanto da un dominio fisico e soprattutto tattico incessante. Il pareggio è poi arrivato per vie tortuose, perché un attimo prima del 2-1 era stato annullato un gol regolare a Iaquinta (un altro a Chiellini), che avrebbe cambiato la storia della notte. «Ma avremmo meritato di vincere al di là di questo, è stata la più bella partita da quando alleno», ha masticato amaro Ferrara. «E´ solo colpa della mia inesperienza» è stata la frecciata a Gasperini, che aveva appena detto che «la Juve deve solo tirare un sospiro di sollievo. Tutti capaci a lamentarsi degli arbitri, nessuno che dica che la punizione del 2- 2 non c´era». Ferrara aveva preparato benissimo la gara, inchiodando il Genoa alla partita che non avrebbe mai voluto giocare. Il ritorno al 4-4-2 (poi corretto in un 4-3-1-2 spurio nella ripresa) ha restituito compattezza e accorciato la distanza tra i reparti, la difesa è stata alzata per impedire i movimenti del tridente rossoblu ma è stato soprattutto quel pressing alto, asfissiante e martellante che ha sterilizzato i pensieri genoani alla sorgente: Camoranesi, il più ossessivo nella caccia al pallone, andava ad aggredire Bocchetti fino ai sedici metri, e così Iaquinta dall´altra parte con Biava e Poulsen con Milanetto, cioè sui tre giocatori con i quali di solito il Genoa avvia la manovra. Così gli uomini di Gasperini sono andati in tilt, almeno fino a quando l´allenatore non ha invertito le posizioni di Zapater e Milanetto. Ma è sembrato incredibile che la partita sia rimasta bloccata a lungo sull´1-1, perché la Juve aveva dominato da cima a fondo, piantando le tende nella metà campo altrui, soprattutto quando la palla ce l´aveva il Genoa, aggredito appena fuori dell´uscio. E quando i rossoblù riuscivano a guadagnare un po´ di campo, il contropiede juventino mandava sempre l´attaccante contro un solo difensore, quindi in una situazione di estremo pericolo per i liguri. Ma le punte non hanno saputo affondare i colpi. La ripresa bianconera è stata meno prepotente, ma sarebbe stato impossibile mantenere certi rischi in eterno. Ferrara ha sguinzagliato Camoranesi dietro le punte, ma è stato soprattutto Marchisio a scoperchiare la difesa genoana prima che Iaquinta s´incartasse per due volte davanti ad Amelia. L´unica azione da Genoa del Genoa (Mesto-Crespo) ha fruttato il vantaggio. La Juve non poteva però perdere, alla fine ha segnato Trezeguet in mezzo ai sonni della difesa rossoblù.

 

      

 

      

 

      

 

 

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