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EUROPA LEAGUE 2009-10 HOME >> |
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GENOA - LOSC LILLE 3 - 2 (1 - 0) Reti: 14' Palacio, 58' Crespo, 76' Frau, 84' Gervinho, 92' Sculli.
GENOA:
Scarpi; Tomovic, Biava, Bocchetti, Moretti; M. Rossi, Zapater, Modesto (78'
Papastathopoulos); Palacio (83' Figueroa), Crespo (81' Sculli), Palladino.
(Russo, Esposito, Mesto, Milanetto). Allenatore: Gasperini. Arbitro: Nijhuis (Olanda). Ammoniti: Moretti, Vandam, Sculli, Zapater, Beria, Landreau. Angoli: 5-4 per il Genoa. Spettatori: 18.587 (15.696 abbonati Europa League).
TUTTOSPORT
- GRANDE GENOA! Batte il Lilla 3 a 2 e riapre i giochi.
Grazie al pareggio del Valencia la qualificazione è apertissima. Sculli! E il
Genoa li fa Lilla. La prodezza al 93’ vanifica la rimonta francese. Apre Palacio,
raddoppia Crespo. Risposta di Frau e Gervinho prima del gran colpo. Preziosi:
«Lo avevo detto che ne facevamo tre!». di Sandro Bocchio. GENOVA. Se l’Inter è
pazza, il Genoa non è da meno. Come i nerazzurri, vince in maniera incredibile
nel finale contro il Lilla e si porta al secondo posto del girone, riaprendo
tutti i giochi per l’Europa che - pochi minuti prima - erano appesi al 2-2 che
lo Slavia Praga stava incredibilmente conquistando contro il Valencia. Ci pensa
Giuseppe Sculli a fare entrar nella storia una serata già resa epica dall’andamento
del match e dalle condizioni climatiche, vista la pioggia battente. Una partita
che i rossoblù sembravano aver messo in ghiaccio alla mezz’ora della ripresa, un
2-0 che riprendeva un filo interrotto con l’Europa. Un doppio vantaggio
trasformatosi in pochi attimi in un terrificante 2-2, che non avrebbe chiuso
definitivamente la porta dell’Europa League ma le avrebbe dato un primo giro di
chiave. E infine la rasoiata dell’attaccante entrato da pochi attimi (molto
contestata dai francesi per un fallo in area di Moretti che avrebbe impedito a
un difensore la chiusura), che eleva il Genoa al secondo posto, a una lunghezza
dal Lilla e a fianco del Valencia, avversario nell’ultima giornata che già si
propone come scontro diretto. Il presidente Enrico Preziosi era stato profeta
(«Avevo detto a tutti che avremmo segnato tre reti, ma non immaginavo di dover
soffrire così tanto...») ed è più gasato di una Perrier: «Ormai ci crediamo, ce
la giochiamo fino in fondo. Una vittoria meritata, andiamo a Praga per i tre
punti. Bravi Modesto e Tomovic, vorrei Palacio sempre in campo». DIFFICOLTA’
Modesto, Tomovic e Palacio, per l’appunto. Giusto per capire come il turnover
la faccia da leone: Gasperini per valutare appieno la rosa, Garcia perché nel
prossimo turno c’è un’avversaria in formissima come il Bordeaux. Così, nel primo
tempo, il Genoa ha il merito di segnare quasi subito ma soffre l’abilità
francese nel dialogare nello stretto e nel muoversi sul campo senza palla.
Inutilmente il tecnico rossoblù chiederà ai suoi di limitare i tocchi al minimo
sindacale e di far viaggiare i compagni. Come contraltare, però, ci sono le
occasioni (tante) costruite: non arrivano con la continuità del gioco ma per
bravura dei singoli. Però basta per fare la differenza, come nel caso di Zapater
che passa da uno sciagurato retropassaggio (Biava chiude in area su Vittek,
pescato da Touré, all’11’) all’assist che determina l’andamento della partita
tre minuti dopo: lo spagnolo pesca in area Palacio, abile a infilare Landreau
dopo tentativo nefasto di rinvio da parte di Emerson. Quanto basta per
permettere ai rossoblù di mettersi a presidio della propria area, cercando il
contropiede in velocità. Questi arrivano, anche se il campo pesante non aiuta a
restare lucidi: Palacio manda alto al 29’ e Crespo, ancor più clamorosamente,
calcia fuori tutto solo, liberato in area da un rimpallo. ERRORI Crespo che si
ripete clamorosamente nella ripresa, lisciando sottomisura dopo tiro deviato di
Zapater. Un errore che l’argentino scorda due minuti dopo, in una mischia
furibonda in area dopo angolo: Biava (!) respinge sulla linea un tiro di Moretti
e Crespo fa 2-0 riprendendo una sua ribattuta finita sul palo. Sembra l’avvio
sulla strada del trionfo, magari rifilando la terza rete come i francesi fecero
all’andata. Ma il Lilla, ridisegnato da Garcia, lancia i primi segnali. Si
comincia dalla testata di Touré, fuori di poco, e - dopo Palacio abile a
sfruttare un altro svarione di Emerson ma con palla a fil di palo - ecco il
patatrac: prima Scarpi non trattiene un colpo di testa di Frau, quindi Gervinho
s’avventa su una palla passata tra le gambe di Tomovic, con conclusione sporcata
dallo stesso laterale. Un 2-2 che giunge in otto minuti e che potrebbe tagliare
il fiato a chiunque, ma non a questo Genoa in ripresa. Anche perché Gasperini ha
l’asso nella manica da giocare. Sculli entra e dà subito profondità alla
squadra, con un assalto tremendista nel recupero: Landreau annulla la girata in
area di Papastathopoulos ma nulla può quando l’attaccante viene pescato solo
sulla destra da Palladino. Conclusione chirurgica e Genoa in paradiso: un 3-2
che fa godere ancor più di un eventuale 30 restituito. E che, soprattutto, dà
la possibilità di restare tra le piccole grandi d’Europa. GENOA-LILLA 3-2
MARCATORI: pt 14’ Palacio; st 13’ Crespo, 31’ Frau, 39’ Gervinho, 48’ Sculli
GENOA (4-3-3): Scarpi 5.5; Tomovic 6.5, Biava 6.5, Moretti 6, Bocchetti 6;
Rossi 6.5, Zapater 5.5, Modesto 6.5 (34’ st Papastathopoulos ng); Palacio 7 (39’
st Figueroa ng), Crespo 6 (36’ st Sculli 7), Palladino 7. A disp. Russo,
Esposito, Mesto, Milanetto. All. Gasperini 6.5 LIONE ( 4- 3- 3): Landreau 6.5;
Vandam 5.5, Rami 6.5, Beria 5, Emerson 5; Dumont 6, Balmont 6.5 (17’ st Cabaye
ng), Obraniak 6; Aubameyang 5.5 (17’ st Gervinho 7), Vittek 6, Touré 5.5 (28’ st
Frau 7). A disp. Butelle, Salisbur, Souare, Souquet. All. Garcia 6.5 ARBITRO:
Nijhuis (Olanda) 6.5 NOTE: 18.587 spettatori per un incasso di 492.559 euro.
Ammoniti: Dumont per proteste; Zapater e Vandam per gioco falloso. Angoli: 5-4
per il Genoa. Recupero tempo: pt 0’, st 3’
GAZZETTA dello SPORT - IL GENOA FA E DISFA. MA CI PENSA SCULLI. Da 2-0 a 2-2 prima del gol della punta al 47' della ripresa I rossoblù raggiungono così il Valencia al secondo posto. di Filippo Grimaldi. Genova. Un Genoa da pazzi: paradiso, inferno e ritorno. Notte di sofferenza e di passione, che racconta di un Grifone che non muore mai, bravo a non perdere la rotta quando arriva - inattesa - la reazione di un Lilla sotto di due gol e solo all' apparenza domato. Una squadra esagerata nel bene e nel male, quella rossoblù, che alla fine ringrazia la prodezza di Sculli, giunta al 47' . Sogno Francesi k.o. e Valencia così raggiunto al secondo posto del gruppo B, a un solo punto dalla capolista battuta ieri sera a Marassi. Il sogno Europa League è più vivo che mai. «Sapevo che avremmo segnato tre gol, ma quanta sofferenza», sospira il presidente Enrico Preziosi. Ed ha ragione, anche se finisce con quattro minuti di applausi, perché questa è la gara della rinascita per i ragazzi di Gasperini. Un Genoa da corsa, che - non per caso - perde la bussola quando nel finale decide di non osare più. La chiave Il Lilla paga (anche) l' atteggiamento un pò presuntuoso in avvio, quando parte con un pressing pazzesco, ma dopo il primo gol rossoblù non riesce più a rialzare la testa. Chi sbaglia paga. Garcia fa lo spavaldo e pensa - errore madornale - che il Grifone, quello vero, sia quello timoroso visto all' opera in Francia. Non è così: Gasperini inverte Moretti e Bocchetti, mentre i rossoblù ci mettono anima e piedi buoni. E, al primo affondo vero, Palacio va a segno, complice un erroraccio di Beria. Da lì in poi la gara è in discesa sino alla mezz' ora della ripresa, grazie al bis firmato da Crespo, che prima coglie il palo, poi firma il raddoppio. Assist vincente Sfida chiusa? Macché. Frau e Gervinho, titolari in campionato, riportano a sorpresa il Lilla in parità, fino all' ultimo assist di Palladino per Sculli. Vincente. Fermi e contusi L' unica nota amara della serata è arrivata quattro ore prima dell' inizio della gara, a causa di alcuni tafferugli scoppiati nelle strade sopra proprio sopra la stazione ferroviaria di Brignole. Due sostenitori genoani coinvolti sono stati identificati dalla polizia, mentre altrettanti tifosi francesi, rimasti contusi negli scontri, sono stati refertati al pronto soccorso dell' ospedale Galliera. LE PAGELLE. di Alessio Da Ronch. GENOA 6,5 SCARPI 5,5 Attento su Cabaye, esce fuori tempo sul gol di Frau. TOMOVIC 5 Due volate da centometrista, alcune ingenuità pesanti, una porta al 2-2. BIAVA 6 Soffre per dieci minuti, poi si ritrova. Non si arrende davvero mai. BOCCHETTI 6,5 I francesi la mettono sul fisico. Poverini, lui li schianta come birilli. MORETTI 6 Parte esterno, ma gioca quasi tutta la partita centrale, con intelligenza. ROSSI 7 Trita Obraniak, il pericolo pubblico numero uno, come se fosse un documento scomodo da far sparire. Missione compiuta. ZAPATER 6,5 Qualche errore evitabile, ma tanti passaggi rapidi e incisivi, primo tra tutti quello per l' uno a zero di Palacio. MODESTO 6 Energico e utile per un' ora, poi schianta fisicamente. PAPASTATHOPOULOS 5,5 Entra per fare diga e inchiodare Gervinho, l' ivoriano però lo beffa. PALACIO Riecco l' uomo che faceva impazzire la bombonera, scatti, tiri, dribbling e un gol. Una carta importante per Gasperini (Figueroa s.v.). CRESPO 6 In una serata un cui non gli riesce praticamente nulla segna un gol e colpisce un palo. Centravanti nato. SCULLI 6,5 Praticamente tocca due palloni, ma ha sangue freddo e cattiveria, così manda k.o. il Lilla. PALLADINO 7 Uomo cassaforte, prende la palla e se la porta a spasso. Agli avversari non resta che attendere che la passi a qualcun altro. Quando la squadra affoga la prende per mano e la conduce alla vittoria. ALL. GASPERINI 6,5 Ritrova il suo Genoa da battaglia, forse un pò troppo timoroso quando passa alla difesa a 5. LILLA 5,5 Landreau 7; Vandam 6, Rami 5, Beria 5, Emerson 5; Dumont 6, Balmont 6 (Cabaye 6), Obraniak 5; Aubameyang 5,5 (Gervinho 6,5), Vittek 5, Tourè 6 (Frau 6,5). All. Garcia 5. GLI ARBITRI: NIJUIS 6,5 Sbaglia poco. Lobbert 6; Droste 6. Ass. di porta: Van Boekel 6; Janssen 6.
IL SECOLO XIX - INFERNO E RITORNO IL GENOA È IN CORSA. di Mauro Casaccia. SEGNA 2 GOL, SI FA RAGGIUNGERE. POI SCULLI AL 94’. Genova. Serata europea, invito al ballo argentino, con finale da Grifone firmato Beppe Sculli. Obbligo di vittoria per il Genoa contro il Lille e il successo vitale è arrivato. Alla sudamericana, Palacio e Crespo per i gol del doppio vantaggio. Alla rossoblù per carattere e voglia di dar battaglia, fino alla fine. Perché c'è pure il mezzo harakiri, la sofferenza. Negli ultimi 15' Frau accorcia, sfruttando campo bagnato e l'indecisione di Scarpi, e Gervinho pareggia, con tocco di Tomovic che inganna il portiere. Serve cuore, ecco il ritorno del Grifo ed ecco Sculli, al 92'. In una parola: furore. Tre punti per la rivincita del Metropole e soprattutto per la classifica, che ora sorride. Gasperini rinuncia a Milanetto e Sculli, inserendo Tomovic a presidiare la fascia destra, con Rossi riproposto interno in mediana, e Palacio nel tridente "spinto" con Crespo e Palladino (Floccari in tribuna). Garcia, che già ha lasciato a casa a riposare Mavuba e Hazard, porta in panchina Cabaye e lo sostituisce con Touré, assente fin dal 20 agosto con il Genk: Lille rimodellato con una sorta di 4-2-3-1, Obraniak più centrale alle spalle di Vittek. Il tecnico francese, dopo le dichiarazioni sulla debolezza difensiva rossoblù e forte del 3-0 di quindici giorni fa, con le sue scelte sembra dimostrare di sottovalutare un poco il Grifone. Spocchia alla Domenech, il ct blue che con l'Italia ha un conto aperto (dichiarazioni tipo: «Il calcio italiano è vecchio, avaro, contro lo spettacolo») e che spesso è stato accusato di fare convocazioni e formazioni affidandosi ai segni zodiacali. L'ultimo lillois chiamato in Nazionale, a marzo scorso, è stato il franco-marocchino Rami, capricorno. Avesse mai ragione Raymond, l'oroscopo di ieri del difensore centrale? La Luna è nemica, quindi muovetevi con cautela e rivedete alcune strategie sul lavoro, cercate di evitare coloro di cui vi fidate di meno. Non deve fidarsi del cancro Crespo, dell'ariete Palladino e dell'acquario Palacio, che hanno la Luna nella casella giusta, oltre all'appoggio di Marte e Giove. Il calcio è un'altra cosa, ma ieri l'astrologia pare averci azzeccato. L'oroscopo all'ex Boca Juniors diceva: il vostro estro più eclettico oggi ha modo di esprimersi in maniera brillante. E la Trenza già al 15' va ad accordarsi con le stelle. Nel clima da apocalisse del Ferraris - pioggia battente, terreno scivoloso, fischi assordanti e cori subito alti - comincia forte il Lille. All'11' traversone da destra di Aubameyang, Obraniak al tiro d'incontro al'altezza del dischetto ma è fondamentale la diagonale di Rossi. Ancora un minuto è Vittek è lanciato in solitaria verso Scarpi, prodigiosa la scivolata di Biava a salvare tutto. Lille molto corto, in ripiegamento solo Vittek sopra la linea del pallone. Ma tale accortezza non serve di fronte alla prima creazione rossoblù, che vale il vantaggio: al 15', Zapater scavalca morbidamente la difesa francese, l'acquario Palacio è puntuale all'appuntamento, resiste alla carica del malgascio Beria e di destro batte Landreau. Stellare, poi, è un aggancio volante di Palacio, prima dell'appoggio a premiare l'inserimento di Rossi, abile e generoso a sdoppiarsi nel lavoro di contenimento su Obraniak e di ripartenza. Il sudamericano si dimostra in serata felice, prima va a rapinare palla al torello Balmont, però il passaggio filtrante di Palladino non va a buon fine, poi duetta con Crespo e si propone al tiro, destro potente ma alto. Ancora Grifone pericoloso al 37', Palladino di tacco favorisce la sovrapposizione di Modesto, cross teso, Emerson devia con brivido davanti alla porta sguarnita. Trascorrono 40'' e l'occasione è pure più ghiotta: manovra iniziata nuovamente da Palacio, flipper in area e sfera comoda per Crespo, la cui battuta davanti a Landreau esce però oltre il palo lontano. Per il numero 9 non sembra serata: all'11' il contropiede rossoblùè magistrale, palla sradicata da Rossi, velo astuto di Palladino, fuga dell'ottimo Modesto e cross, due rimpalli e l'argentino, a pochi metri da Landreau, svirgola. Invece - il capricorno Rami lo sa - non ti fidar del cancro, di un centravanti col fiuto di Crespo: minuto 13, corner, mischione e sfera che non vuol entrare, respinta sulla linea e palo, fino al tocco decisivo di Valdanito. Garcia prova a dare una scossa con Gervinho e Cabaye per Balmont e Aubameyang. Subito un'occasione: Dumont da destra, Touréè solo ma di testa indirizza fuori. Di là, pregevolezza volante di Palladino e sventagliata di Modesto, Emerson aggancia favorendo Palacio che non ci pensa due volte e spara il destro a incrociare, fuori d'un niente. Nel Lille anche Frau per Touré, tutto per tutto, e il nuovo entrato al 31', da corner, realizza di testa con Scarpi che non riesce a trattenere e si porta palla in rete, il 2-1. Gasperini opta per le forze fresche: Sokratis al posto di Modesto, Sculli per Crespo e Figueroa per Palacio. La blindatura non regge, Gervinho da sinistra converge e, con deviazione di Tomovic, fa 2-2. Genoa all'assalto, Palladino sfonda a sinistra ma Rami respinge, Landreau para su Sokratis. Finita? Macché. Sculli fa venir giù il Ferraris al 47', sinistro di prepotenza e via, nudo sotto la Nord. A mettere a posto le cose con le stelle. Roba da Grifo
IL SECOLO XIX
- Sera da Grifo. E alla fine sembra l'Oviedo.
Lo striscione "Bienvenue en enfer" biglietto da visita per gli avversari. Niente
tutto esaurito. In tribuna Amelia con figlio. Genova. Bienvenue en enfer,
benvenuti all'inferno. Lo striscione bianco con scritta blu compare nella Nord
pochi istanti prima che l'arbitro olandese Hendrkus Nijhuis fischi l'inizio. E
in quel momento il vecchio Ferraris può davvero mettere paura. Un paio di tuoni,
nell'ultima mezz'ora, hanno regalato una colonna sonora da storia gotica. Piove
a dirotto e l'acquazzone fa uno strano effetto-nebbia. Poi si comincia e, nel
giro di pochi secondi, la pioggia si placa: continua a cadere insistente, ma non
più a cascata. Un fondale bagnato per la partita col Lille, che dovrà accendersi
per riscaldare i cuori e riaprire la corsa ad handicap alla qualificazione in
Europa. Tutto in una partita. E il cliché abusato è una stagione in novanta
minuti. No, non è così. Ma quanto vale una notte di calcio dopo una stagione di
sacrifici per conquistarselo, il passaporto per andare a recitare sui
palcoscenici del vecchio Continente? Strana, l'aria che si respira. Un lungo
prologo, la gestazione di una gioia da assaporare tutti insieme. Con perfino una
specie di rissa da saloon sopra Brignole, in una strada che non è di passaggio,
per una scazzottata che sa di appuntamento fissato in anticipo. Marassi respira
un'aria di attesa. Agenti con gli scudi antisommossa appoggiati per terra,un
paio di braccia muscolose che si alzano per calare la griglia copri parabrezza
del furgone blindato. Il piazzale davanti alla gradinata Sud, alle 17,50, è
spazzato dalla tramontana e non ancora dalla pioggia. Ma è una serata in cui
l'umido entra nelle ossa. Ci vorrebbe un camino e un cognac per scaldarsi. Già,
il cognac: francese. Oppure, basterebbe una vittoria sui francesi che la vigilia
l'hanno preparata e recitata con la solita spocchia dei cugini presuntuosi.
Marassi si riempie adagio per il rito di mezza settimana: il Tempio lo chiamano,
ormai, i tifosi, questo vecchio stadio che amano come solo i luoghi delle
vecchie, buone abitudini si possono amare. Eppure, non è una vigilia bollente. O
meglio, non è ancora una vigilia bollente, quella del conto alla rovescia verso
il primo pallone giocato. Fischi, per preparare la partita. Fischi quando,
esattamente alle 18,18 i lillois entrano in campo. Rituale scontato. Applausi
d'affetto quando, sette minuti dopo, è il Genoa a calpestare il palcoscenico
verde e scivoloso del Ferraris. E poi, fischi che continuare a entrare nelle
orecchie e a rimanerci. Chissà quante migliaia di fischietti devono esserci, in
gradianata. Il "Cantico per il Grifone" porta note di allegria. Lo stadio ora
offre un colpo d'occhio che fa bene al cuore: colma la Nord, piena la Sud a
parte i gradoni più bassi esposti alla pioggia. Buono anche il colpo d'occhio
fra distinti e tribune. Enrico Preziosi arriva quando al via mancano quattro
giri di cronometro e riceve sorrisi di fiducia. Marco Amelia, alle prese con
problemi muscolari a una coscia, sale in tribuna quando si gioca da un paio di
minuti. Lui, la moglie e Giulio Cesare, il bimbo nato pochi giorni fa - piumino
completamente rosso - in braccio alla mamma. Si scalda, l'atmosfera. Ora i
fischi quasi non li senti più. Un Genoa disegnato con qualche interprete a
sorpresa, quello in campo. Ma è un Genoa che fa di tutto per non far sentire
l'umido ai suoi tifosi. Anche quando l'intervento che strappa l'applauso
convinto è una scivolata sull'erba bagnata ad arpionare il pallone da i piedi di
Vittek allontanando il pericolo. Minuto numero 12. Neanche due minuti: è il
13'50" quando Palacio piega le mani al portiere francese Landreau e la palla
prende una parabola arcuata, rallenta e si adagia in rete. Uno a zero. E Marassi
ora bolle. Ora i cori della Nord asciugano la pioggia e sempre più spesso
coprono il sottofondo dei fischetti. Il Genoa è in partita, il Grifone vola come
nelle notti che poi si possono raccontare, al "Forza Genoa" scandito da nord
risponde "Grifo olé" dalla muraglia opposta. Rossi non le manda a dire a
Obraniak che, malignamente, lo accarezza sulle costole ferite. Il Lille non ci
sta a recitare da vittima designata e si affaccia spesso in avanti. Il Genoa
fende il campo con contropiede ben costruiti. Si lotta, si soffre. Ora, dopo un
intervallo che fa sognare un vin brulé più che un Couvoisier, i fischietti,
quasi, non si sentono più. Ora si sente un "Genoa Genoa" che sa di antico.
Tomovic strappa applausi in un intervento difensivo e due minuti dopo si propone
in avanti con un'autorevolezza che poche volte ha contrassegnato le sue prove.
Il rovesciamento di fronte vede prima Crespo impreciso nel momento decisivo, poi
l'argentino piomba come un falco a finalizzare la mischia dentro un flipper
immaginario. Uno, due,rimbalzi. Poi la zampata decisiva sotto la Nord. Che
esplode. E Palacio, ancora, ispiratissimo, sfiora il tris. Che scatena un boato
che non è un tuono, ma affetto puro. Sembra iniziata la festa, invece è una
pausa-incubo. Una presa difettosa di Scarpi regala il gol al Lille. Una
deviazione sfortunata significa pareggio. I cori di gioria rimangono strozzati
in gola ai tifosi rossoblù. Che però riprendono a incitare, quando vedono i loro
ragazzi gettarsi in avanti. Il fendente di Sculli a tempo quasi scaduto provoca
un boato che ricorda quello di Genoa-Oviedo, gol di Skuhravy nel finale. Peccato
per chi non c'era: 15.696 miniabbonamenti, più 2891 biglietti staccati fanno
18.587 paganti. Colpa della pioggia e dell'orario da negozi ancora aperti. Ma
questo Genoa meritava di più.
IL SECOLO XIX
- Gioia Preziosi: «Tre gol, l’avevo scommesso».
di Claudio Mangini. CRESPO: «LA MIA RETE È PER LA NORD». SCULLI: «HO TIRATO
SENZA PENSARE». Genova. Se ha sofferto, non lo dà a vedere, il presidente
Preziosi. Se ha sofferto, ha stretto i denti in campo, capitan Marco Rossi:
quando si è accasciato a terra, nel primo tempo, è perché ha sentito di nuovo
una fitta da togliere il fiato. Un riacutizzarsi della frattura alle costole.
Domenica, contro il Siena, non ci sarà. Enrico Preziosi sorride, stringe mani,
arriva un bambino e gli chiede un bacio. Ha un'ottima cera, il patron. «Io
l'avevo detto che avremmo segnato tre gol». La serenità della fiducia, della
convinzione nella propria squadra. «Avevo anche scommesso con Luca Barabino»,
dice il presidente e il responsabile delle giovanili della societàè lì accanto a
lui felice come una pasqua: se dovrà pagare una cena, ha tutta l'aria che lo
farà molto volentieri. «Noi questo risultato - prosegue Preziosi - lo abbiamo
meritato. Loro hanno avuto due occasioni e hanno segnato due gol. Noi potevamo
segnare anche più gol. Abbiamo costruito molto, abbiamo meritato. Il risultato
ci sta tutto». Onore al merito, anzi ai meriti. «Dei tifosi, che ci sono sempre,
si sentono, fanno la loro parte: giocare in casa ci dà sempre qualcosa in più:
Ma la squadra ha dimostrato che questo risultato lo voleva con grandissima
determinazione. C'era la voglia di ottenerlo, l'impegno. Loro, ripeto, sono
stati anche fortunati. Noi abbiamo meritato la vittoria. I ragazzi ci hanno
messo la volontà. Giusto così». Onore al merito dei giocatori. Con una dedica a
qualcuno in particolare. «A Modesto, che ha giocato tre giorni fa e ha fatto
un'ottima partita. Anche Tomovic ha giocato molto bene. Lo vedrete il prossimo
anno, come migliorerà, come crescerà questo ragazzo. Aveva bisogno di un po' di
tempo, per ambientarsi, farà sempre meglio». Per Marco Rossi, il capitano, solo
una parola, eloquente. «Un grazie». Per Palacio parole che pesano: «Ha talento,
lo vorrei vedere sempre in campo uno come lui». E per Scarpi, parole d'affetto:
«Lui è un grande, come uomo e come giocatore». Poi, dal particolare, di nuovo al
generale. «Abbiamo il dovere di crederci fino in fondo. Abbiamo meritato di
vincere, siamo in corsa, vogliamo andare avanti». Lo pensaanche Hernan Crespo,
che comincia dal pubblico. «Sono stati splendidi. Dopo l'errore sotto la Nord,
hanno continuato a incitarmi, a farmi sentire fiducia e affetto. Il gol è per
loro». Un gol che pesa. Tre gol che valgono tre punti e tengono in corsa il
Genoa. «Più che per la mia rete, sono felice per il risultato. Questo risultato
è importante, prezioso. Noi ci tenevamo, credo che lo abbia capito chiunque
abbia visto questa partita. Sappiamo che dovremo lottare tanto, ma la strada
giusta è questa. Credo che abbiamo dimostrato quanto ci teniamo». Stringere i
denti, lottare. Marco Rossi con quelle costole che hanno fatto nuovamente crac.
Beppe Biava che la fitta l'ha sentita a un ginocchio. «Ma ho tenuto duro, volevo
farcela, dare il mio contributo. Spero di recuperare nel periodo di sosta del
campionato». Una delle note più positive della serata europea è stata la
prestazione di Francesco Modesto, che ha confermato i progressi fatti nelle
ultime settimane dopo quasi un anno di difficoltà. I guai cominciarono per un
durissimo intervento di Maggio durante la gara con il Napoli. «L'infortunio si
rivelò più grave del previsto, ci ho messo un po' per riprendermi ma ora sto
bene e finalmente sto dimostrando il mio valore», conferma. Vittoria agganciata
proprio a un passo dalla fine. «Il mister ce lo aveva detto in settimana: conta
solo vincere, i tre punti si possono ottenere anche al 90', al 92'. Cosìè
stato». Sculli si è rivelato uomo decisivo, con quel gol quando ormai tutto
sembrava compromesso: «Ho visto il pallone che arrivava, Palladino è stato bravo
a metterla in mezzo - racconta l'attaccante - ho controllato la palla e ho
tirato subito, senza pensarci troppo, perché sapevo di essere vicinissimo alla
porta. Quando l'ho vista entrare non ho capito più nulla: mi sono tolto la
maglia, non sentivo freddo ma solo un gran caldo. Stasera il Genoa ha dimostrato
ancora una volta di saper reagire, con tutte le sue forze».
CORRIERE MERCANTILE - PAZZO GENOA PIEGA IL LILLE NEL RECUPERO. Partita emozionante al Ferraris (3-2). Da 2-0 a 2-2, poi Sculli riapre il discorso qualificazione. di Gianni Massinissa. Palacio sblocca il risultato. Raddoppio, sembra fatta ma i francesi riescono a pareggiare. Poi arriva l'incredibile epilogo. Pazzo, fantastico, irriducibile, generoso, emozionante Genoa. Avanti di due gol, sembra un discorso chiuso e invece il Lille rimonta. Sembra ornai pareggio, che significherebbe anche addio ai sogni di continuare l'avventura in Europa League, e invece Sculli nei recupero riesce a fare il miracolo: gran gol, vane le proteste dei francesi, che chiedono una posizione di fuorigioco. Incredibile ma vero. Il Grifone non si piega mai e riesce a conquistare la vittoria che lo riporta in corsa quaitìcazione, al di là del Valencia schízofrenico, che pareggia 2-2 a Praga per un sussulto (ancora) di autolesionismo. Serata indimenticabile per phatos, emozioni, e per la prestazione tutta cuore dei rossoblu, un'impresa certamente grande, in condizioni difficili. Serata che era iniziata bene. Palacio trova finalntentc il suo momento di gloria, puntuale il suo inserimento sul lungo lancio di Zapater, il tocco di destro: Genoa in vantaggio nella partita che deve vincere a tutti i costi per sperare di rimanere ancora in Europa. Non c'è Milanetto, Rossi si sdoppia a fare interdizione e spingere. Inesauribile come sempre, lo schieramento del Lille costringe Tomovic ad arretrare sulla linea di difesa. I Frartcesi giocano con tre attaccanti molto mobili, che si scambiano spesso di posizione, i rossoblù si affidano spesso alle iniziative di Palladino e alla sua agilità contro la fisicità e la maggior prestanza del Lille. Ritmo altissimo, parytita di grande intensità, senza pause, sotto la pioggia, su un terreno che diventa progressivamente insidioso. II Genoa gioca con cuore e coraggio, sfrutta le ripartenze con efficacia, nel finale della prima frazione Crespo ha una occasionissinta per raddoppiare ma sbaglia clamorosamente: palla a lato, disperazione. Poteva essere il gol della sicurezza, avrebbe messo la partita sui binari ideali in largo anticipo. L'attaccante si ripete negativamente nella ripresa, sbaglia da due passi, ma si rifà poi, dopo una mischia incredibile, palla che balla a due passi dalla linea bianca, finisce anche sul palo prima del tocco dell' argentino. Bisogna stringere i denti, fare di necessità virtù, lottare su ogni pallone. Il Genoa lo fà con quello slancio tipico di certe partite, quando alla tecnica occorre privilegiare l'agonismo e l'ardore. Corsa e cuore, d'altronde, anche alla luce delle indisponibilità a centrocampo, non si può pretendere la qualità. Zapater gioca centrale, corre e lancia, Palacio trova una certa libertà d'azione e la sfrutta adeguatamente, su quella fascia il Lille va spesso in affanno. La rinuncia a Milanetto, costretto fin qui agli straordinari e quindi affaticato, toglie al Genoa geometria e senso tattico, ma contro il Lille occorreva una squadra da combattimento. E' quello che il Genoa fa vedere, e comunque quando si dispiega in avanti, crea molti pericoli per la difesa dei francesi, che in retrovia non sembrano particolarmente solidi e compatti. Il raddoppio di Crespo trasmette maggiore tranquillità, Palacio sfiora il terzo gol con un diagonale splendido, palla che sfiora il palo distante. Purtroppo è solo un' illusione. Inizia il thriller. Il Lille, che sembrava steso, non si rassegna molto meno ficcante rispetto alla versione casalinga ma insistente più continuo, e Fran appena entratoriapre la sfida. Con l'ingresso di Sokratis la difesa rossoblù passa a cinque: non basta. Gervinho pareggia. Decisivi i due giocatori subentrati. Non è finita: Sculli rende giustizia. INESAURIBILE. Rossi ovunque ormai non stupisce. Centrocampo anomalo, per necessità. Gasperini risparmia Milanetto, accentra Zapater, chiede a Rossi di fare ... di tutto e di più, sapendo che sarà accontentato. Il capitano lo trovi da tutte le parti, e spesso in pressing sugli aitanti francesi riesce a scardinare palla. Magnifico. Ormai per lui non ci sono più aggettivi, riduttivo ed ingeneroso chiamarlo semplicemente jolly. E' al top della carriera, sorprende per la sua freschezza atletica, con tutti quei chilometri che percorre ogni volta. Manca in pratica il vero esterno di metà campo e lui si inventa, ala, tornante, mezzala. Tuttofare ma con personalità. Trascinatore. ANCHE GOLEADOR. Chiamatelo provvidenza. Sa fare di tutto, anche i gol. E che gol! Quando Gasperini lo fa entrare al posto di Crespo, ne rileva i compiti piazzandosi in attacco, al centro. Non è la prima volta che Sculli viene impiegato in quel ruolo, d'altronde è nato attaccante, nelle giovanili della Juventus giocava di punta e segnava anche con una certa frequenza. L'esplosione e la conversione ad attaccante esterno, di sacrificio, è stata opera di Gasperini. Sculli in quel ruolo è diventato una splendida realtà, tanto da chiedersi per quale motivo Lippi non lo abbia preso in considerazione, visto che in quel ruolo non è che in Italia ci sia tanta abbondanza. Partita ormai andata, pare. Ma il Genoa ci prova ed è premiato: ci pensa Sculli, è festa grande.
CORRIERE MERCANTILE - LE PAGELLE. Palladino, un autentico spettacolo. di Pierluigi Gambino. SCARPI 6. Ordinaria amministrazione per oltre un'ora. Sul primo gol ospite, più sfortunato che colpevole. TOMOVIC 6,5. Schierato a sorpresa, ingaggia col pericoloso Tourè un duello rusticano. Sua la casuale deviazione del pareggio ospite. BIAVA 6. Salva lo 0-0 a inizio gara, poi entra nell' azione del raddoppio. Alla lunga cede anche lui. MORETTI 6. Pratico, essenziale, sobrio, chiude ogni varco con puntualità, pur cedendo chili e centimetri agli avversari. BOCCHETTI 6. Aubameyang è un pessimo cliente, ma il napoletano ne contiene l'irruenza. Nel finale soffre come i compagni. ROSSI 6. Bersaglio preferito dei francesi, prende più botte dell' orso. Non si spezza e fa legna su Dumont. ZAPATER 6. Parte con un erroraccio, poi offre a Palacio la palla del vantaggio. Pregevole nei lanci lunghi. MODESTO 6,5. Altra recita maiuscola di concerto con Palladino. Rari i suoi errori, numerose le pregevolezze. PALACIO 6,5. Primo gol in rossoblù, un' altro divorato, ma anche giocate pericolose ed un diagonale fuori di un amen. CRESPO 6. Non è partita adatta alle sue corde. A lungo disastroso, assesta la zampata rapace in una delle rare occasioni. PALLADINO 7,5. Migliore in campo di tre spanne. Le sue finezze frastornano la retroguardia del Lille. Suo il cross vincente. SOKRATIS ng. Sostituisce Modesto e va a sistemarsi nel cuore della difesa, dove occorre anche intercettare i cross. SCULLI 6,5. Subentra nel finale a Crespo e regala il successo al Genoa con una rasoiata nell' angolino. FIGUEROA ng. Prende il posto di Palacio e non riesce, dopo il 2-2, a rendersi pericoloso nel serrate rossoblù.
LA REPUBBLICA - GENOA DA BATTICUORE. "Ora ce la giochiamo". I rossoblu battono 3-2 il Lille e salgono al secondo posto nel gruppo B. Grifone avanti con Palacio e Crespo, nel finale la rimonta di Frau e Gervinho. In pieno recupero il gol partita di Sculli. Gasperini: "Il pari sarebbe stato ingiusto". di Antonio Farinola. GENOVA - Dal Paradiso all'Inferno e poi di nuovo in Paradiso. Il Genoa vince 3-2 contro il Lille nella 4/a giornata del Gruppo B di Europa League e torna a sognare una qualificazione che al 90' sembrava essere sfuggita incredibilmente di mano. Il Grifone vola, quindi, al secondo posto del girone a pari punti col Valencia fermato in trasferta dallo Slavia Praga. Sulla carta gli uomini di Gasperini sarebbero terzi in virtù della sconfitta contro gli spagnoli, ma a due giornate dalla conclusione e, con lo scontro diretto con gli iberici ancora da giocare, tutto è ancora possibile. NOTTE MAGICA - L'urlo del Ferraris al triplice fischio del direttore di gara accompagna gli uomini di Gasperini fin dentro gli spogliatoi. Il meraviglioso successo in casa contro il Lille non solo ha tirato fuori il cuore e la grinta di questa squadra, ma ha mostrato ancora una volta la forza di un gruppo giovane e voglioso di mettersi in mostra. La vittoria contro i francesi è quanto mai meritata e arriva a coronamento di una gara votata all'attacco e comandata dall'inizio fino alla fine, eccezion fatta del black out che ha permesso al Lille di segnare due reti. DIFESA CHE BALLA - In una serata quasi perfetta non possono mancare le critiche a una difesa ancora una volta perforata dagli attaccanti avversari. I 20 gol subiti in appena undici giornate di campionato e le 8 reti incassante in coppa dopo neanche 4 turni sono un dato allarmante su cui Gasperini deve lavorare. Le troppe disattenzioni, comprese quelle di questa sera, stanno rischiando di rovinare una stagione seconda solo a quella dello scorso anno. E' ancora presto per emanare sentenze, ma se si vuole continuare a essere protagonisti su entrambi i fronti il tecnico di Grugliasco dovrà trovare pesto una soluzione. ORA CE LA GIOCHIAMO - Soddisfatto Gasperini. "Abbiamo fatto di tutto per soffrire, ma vincere così è qualcosa di incredibile. Vogliamo ancora giocarci le nostre carte e ci godiamo questo successo. Noi siamo questi, vorremmo sempre giocare in questo modo, ma le partite sono tante ed è difficile rendere sempre al meglio. Sul 2-2 ho provato tanta rabbia - confessa il tecnico -, perché il pareggio non sarebbe stato giusto - spiega il tecnico rossoblù - avevamo avuto qualche difficoltà nei primi dieci minuti ma poi abbiamo giocato bene. Il pareggio non sarebbe stato un risultato veritiero". Entusiasta per la vittoria anche il presidente Preziosi. "L'avevo detto che avremo segnato tre gol. Dovevamo chiuderla prima ed invece loro con due sole occasioni hanno fatto due reti, ma la squadra non ha mollato mai, dimostrando una grande volontà. Adesso abbiamo il dovere di crederci fino in fondo". GENOA - LILLE 3-2 (1-0) GENOA (4-3-3): Scarpi; Tomovic, Biava, Bocchetti, Moretti; M. Rossi, Zapater, Modesto (dal 34' s.t. Papastathopoulos); Palacio (dal 39' s.t. Figueroa), Crespo (dal 36' s.t. Crespo), Palladino. (Russo, Esposito, Mesto, Milanetto). All: Gasperini. LILLE (4-3-3): Landreau; Vandam, Beria, Emerson; Dumont, Balmont (dal 17' s.t. Cabaye), Obraniak; Aubameyang (dal 17' s.t. Gervinho), Vittek, Tourè (dal 28' s.t. Frau). (Butelle, Salibur, Souare, Souquet). All: Garcia. ARBITRO: Nijhuis (Ola). MARCATORI: Palacio (G) al 12' p.t., Crespo (G) al 13', Frau (L) al 31', Gervinho (L) al 39', Sculli al 47' s.t. NOTE - Ammoniti Moretti (G), Vandam (L) e Sculli (G) per comportamento non regolamentare, Zapater (G) e Beria (L) per gioco scorretto, Landreau (L) per proteste. Angoli: 5-4 per il Genoa. Ammoniti: Moretti, Zapater, Vandam. Recupero: 0'; 3'.
LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Rossi inesauribile, Palladino illumina. SCARPI 6 Inoperoso sino alla mezz'ora della ripresa, prima del micidiale uno-due francese. Su Frau riesce a intervenire ma non a trattenere. TOMOVIC 6,5 Sempre più autoritario e convincente. BIAVA 7 Una garanzia. E' sempre sul pezzo, come un operaio alla catena di montaggio. MORETTI 6,5 Intelligente, come quel fallo di mano provvidenziale che, sfuggito all'arbitro e segnalato da uno degli arbitri d'area, gli costa l'ammonizione. BOCCHETTI 6 A Di Livio, lo 007 di Lippi che lo segue, offre una prestazione con una sola sbavatura, ma non ancora ai livelli di eccellenza di quelle dello scorso anno. ROSSI 7 Più interno a prendere quasi ad uomo Obraniak, che sulla fascia. Solita eccezionale generosità. ZAPATER 6 Fa il play maker, ma è anche il giocatore che deve andare a pressare alto su Balmont, il centrocampista con il quale il Lille cerca di far partire tutte le sue azioni. Corre, pressa, tampona e, occupando la posizione che abitualmente è di Milanetto, gli tocca anche provare a fare gioco. Normale che nella quantità, ci scappino anche degli errori. MODESTO 6 Sulla corsia di sinistra qualcosa di più che il compitino. PALACIO 7 Per 12' sembra capitato in campo per caso. Un automa, quasi estraneo al gioco. Poi la rete (la prima con la maglia del Genoa) e la trasformazione a conferma che per un attaccante il gol è sempre la medicina migliore. Dal 39' st Figueroa sv. CRESPO 5 Fa i movimenti giusti, da attaccante vero, ma con una velocità di esecuzione a scartamento ridotto. E prima di quello del 2 a 0, si era divorato un gol nel primo tempo ed uno ancora più clamoroso nella ripresa. Dal 36' st Sculli 7: non è un caso che il gol partita lo segni chi se lo va a cercare con rabbia. PALLADINO 7 E' il giocatore più in forma. Giocoliere inarrestabile nonostante il terreno infido, ma anche disciplinato nel ripiegare quando è il Lille a essere in possesso di palla.
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