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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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GENOA - NAPOLI 4 - 1 (1 - 1) Reti: 41' Hamsik, 51' pt Floccari (rig), st 55' Mesto, 75' Crespo, 78' Kharja (rig)
GENOA:
Amelia; Biava, Moretti, Papastathopoulos; Rossi, Milanetto (78' Kharja),
Zapater, Criscito; Mesto, Floccari (58' Crespo), Sculli (46' Palacio). A
disposizione: Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic. Allenatore: Gasperini. Arbitro: Tagliavento di Terni. Angoli: 3-3. Spettatori: 32.245 (7.945 + 24.300 abbonati) Espulsi: 28' Criscito, 50' pt Campagnaro. 87' Aronica. Ammoniti: Maggio, Cannavaro, Contini, Sculli.
TUTTOSPORT
- MERAVIGLIA GENOA!
Cinque gol, due rigori, tre espulsi: che notte a Marassi. Napoli distrutto: i
rossoblù restano in vetta, Donadoni rischia. Strepitosa rete di Mesto su
“assist” di Amelia. I campani finiscono in nove e si scagliano contro
Tagliavento. GENOVA. Il Genoa risponde alla Sampdoria: batte il Napoli e
mantiene la vetta della classifica in coabitazione con i cugini (e con la
Juventus) a capo di una gara in cui ha confermato la propria inesauribile
energia fisica e mentale. Più forte di ogni avversità: sia essa l’inferiorità
numerica o lo svantaggio. Più forte anche di un arbitro, Tagliavento, che ha
rischiato di rovinare uno splendido spettacolo con una direzione fallimentare e
costellata di errori: questa volta vanno davvero ringraziati i giocatori se la
gara non è degenerata. Un Genoa, in definitiva, più forte di un Napoli che si è
dimostrato fragile (a parte il guizzo di Hamsik) nei suoi uomini migliori, nella
capacità di reazione e, infine, nella tenuta fisica. Per Donadoni, c’è da
giurarci, è già tempo di tensioni. COPERTO Che, del resto, il Napoli temesse
questo Genoa lo ha subito evidenziato “l’abiura” di Donadoni alla difesa con
tre uomini: Aronica, infatti, si è subito piazzato basso, e ben bloccato, sulla
sinistra per fermare Mesto, con Cannavaro “fisso” sull’esordiente Floccari e
Contini libero per le chiusure. Campagnaro, a destra, a completare la linea
pure lui in marcatura su Sculli. Insomma, Donadoni (che ha pure lasciato a
riposo in partenza Lavezzi e Gargano di rientro dalle Nazionali) ha rinunciato
alla superiorità a centrocampo per meglio coprirsi in difesa, con l’effetto di
concedere però troppo campo ai rossoblù che hanno avuto due clamorose occasioni
in avvio con Sculli (3’: solo in area ad angolare troppo il colpo di testa) e
con Criscito (16: gran botta da venti metri respinta da De Sanctis). Con più
ritmo, il Genoa, al netto delle imprecisioni di Milanetto in appoggio, ha
comunque preso in mano la partita concedendo al Napoli solo qualche palla
sporca: avrebbe potuto essere fatale quella al 17’ se Pià, dal dischetto, non
avesse calciato troppo bene esaltando i riflessi di Amelia. LA SVOLTA Ma più che
le tattiche ha potuto il permaloso (e disastroso) Tagliavento (chissà se userà
lo stesso metro con i campioni delle grandi squadre?) che ha espulso Criscito
(rosso diretto) perché lo ha insultato (neppure troppo platealmente) dopo un
fallo su Pià. Un giallo sarebbe stato più che sufficiente, vista anche la
sostanziale correttezza che, infatti, da lì in poi ha vissuto sopra le righe del
nervosismo. Ed è un peccato, davvero, che questo rischi di far passare in
secondo piano la prodezza con cui Hamsik ha portato in vantaggio il Napoli:
dribbling secco su Amelia colpo di biliardo dalla linea di fondo. Sì, certo: il
Genoa stava cercando di riorganizzarsi (e, guarda, un po’: Maggio ha trovato lo
spazio proprio nella zona in cui giocava Criscito), ma è la giocata di Hamsik
prescinde da ogni altra valutazione. A ristabilire l’equilibrio ci ha pensato,
di nuovo, Tagliavento che ha fischiato un rigore al Genoa (invertendo il fallo
di Sculli - a proposito: bravo Gasperini ad accentrarlo in inferiorità numerica
- su Campagnaro) Rigore, trasformato da Floccari, ed espulsione. LA RIPRESA Nel
senso che Tagliavento ha iniziato da dove aveva smesso: non ammonendo Contini,
già sanzionato, per un plateale fallo su Mesto. Così come è inventata
l’ammonizione a Maggio. Per fortuna ci pensano i giocatori a far dimenticare
tanta pochezza: il gol di Mesto, un tiro da 25 metri, è un gioiello che
abbaglia De Sanctis. E che spegne gli ardori di un Napoli troppo arrendevole:
Crespo e Kharja (netto, stavolta, il rigore di Aronica) fanno volare il Genoa. E
aprono la prima crisetta del Napoli. GENOA-NAPOLI 4-1 MARCATORI: pt 42’ Hamsik,
50’ Floccari rig.; st 10’ Mesto, 30’ st Crespo, 43’ Kharja rig. GENOA (3-4-3):
Amelia 7; Biava 6.5, Moretti 6.5, Papastathopoulos 6; Rossi 6, Milanetto 6 (32’
st Kharja 6), Zapater 6, Criscito 5; Mesto 8, Floccari 7 (13’ st Crespo 6.5),
Sculli 6.5 (1’ st Palacio 6.5). A disp. Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic. All.
Gasperini 7. STATISTICHE GENOA. Tiri: 13. Tiri in porta: 7. Fuorigioco: 0.
Angoli: 3. Possesso palla: 53,5%. NAPOLI (4-4-2): De Sanctis 6; Campagnaro 5,
Cannavaro 5, Contini 5, Aronica 5; Maggio 6, Pazienza 6, Cigarini 4.5 (13’ st
Gargano 6), Hamsik 6.5; Quagliarella 5, Pià 5 (13’ st Lavezzi 5). A disp. Iezzo,
Grava, Rinaudo, Bogliacino, Hoffer. All. Donadoni 5. STATISTICHE NAPOLI. Tiri:
15. Tiri in porta: 4. Fuorigioco: 0. Angoli: 3. Possesso palla: 46,5%. ARBITRO:
Tagliavento di Terni 3. NOTE: spettatori 32.245. Espulsi: pt 28’ Criscito per
proteste, 50’ Campagnaro per doppia ammonizione; st 42’ Aronica per fallo su
chiara occasione da rete su Palacio. Ammoniti: Contini, Cannavaro, Maggio per
gioco falloso. Angoli: 4-4. Recupero tempo: pt 5’; st 0.
CORRIERE SPORT
- l gol di Hamsik fa da sveglia al Genoa.
Il Napoli conclude in nove:
Tagliavento compie errori decisivi. di Rino Cesarano. GENOVA - Solo in
superiorità numerica il Napoli è riuscito a creare qualche problema ad un Genoa
che sembra una macchina tritatutto. Alla distanza, i rossoblu hanno confermato
di meritare la vetta della classifica, disintegrando l’avversario al termine di
una gara vibrante, con due espulsi, cinque ammoniti, condizionata dall’arbitro
ma legittimata da un Genoa spumeggiante, volitivo, arrembante. Che sarebbe stata
battaglia all’ultimo respiro, lo si sapeva: il Genoa avrebbe fatto di tutto per
restare in vetta alla classifica anche per agguantare la Sampdoria che di
pomeriggio era riuscita a restarvi; il Napoli, dal canto suo, voleva dimostrare
di essere pronto all’esame di maturità ed anche non deludere quei tremila tifosi
giunti al seguito. Ecco spiegate, forse, certe scelte di Gasperini ma non fino
in fondo quelle di Donadoni che, a sorpresa, rinunciava a Lavezzi e Gargano,
oltre a Dàtolo e Zuniga, neanche convocati. Come concedere al Genoa tanti
vantaggi gratuiti. Nel Napoli, intimorito fin dall’avvio, i meccanismi si sono
inceppati, la manova ha perso di fantasia e dinamismo e la squadra si è
sbriciolata alla distanza, arretrando subito Aronica sulla linea di difesa,
prestando il fianco spesso all’avversario. Nessuno però immaginava che la sfida
potesse scivolasse sui binari dell’agonismo più esasperato per le decisioni
avventate di un arbitro evidentemente condizionato dal clima così infuocato.
Così dopo 28', il Genoa si è ritrovato in 10 per l’espulsione di Criscito, reo
di aver mandato l’arbitro dove non avrebbe dovuto. Ed a quel punto, sono saltati
i nervi a tutti. Gasperini ha spostato Mesto a destra disponendosi con un 3-4-2.
Ma al 41', il Napoli riusciva a sfruttare la superiorità numerica con il solito
Hamsik (terzo gol consecutivo, quarto se si considera quello con la Slovacchia)
dopo una bella combinazione con Quagliarella. Appena pochi minuti, ecco la
seconda decisione arbitrale che lasciava perplessi: rigore a favore del Genoa
per presunta spinta di Campagnaro su Sculli ed espulsione del partenopeo. Dal
dischetto Floccari ed è pareggio, nonchè primo gol in maglia rossoblu. In parita
di uomini il Genoa, in campo con Palacio per Sculli, faceva prevalere
organizzazione di gioco, freschezza atletica e determinazione portandosi in
vantaggio con una fucilata di Mesto che sorprendeva De Sanctis. Solo a questo
punto Donadoni decideva di inserire Lavezzi e Gargano mentre Gasperini inseriva
Crespo. Ma era sempre il Genoa a trovare il terzo gol con Crespo, in tandem con
Palacio, e persino a fare poker su rigore con Kharja. GENOA (3-4-3): Amelia 6;
Biava 7 Moretti 6,5 Papastathopoulos 6; Marco Rossi 6,5 Milanetto 6,5 (32' st
Kharja 6) Zapater 6 Criscito 4; Mesto 6,5 Floccari 6 (13' st Crespo 6) Sculli
5,5 (1' st Palacio 6,5). A disp.: Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic. All.
Gasperini 7 Falli commessi: 13 Fuorigioco provocati: 0 NAPOLI (3-5-2): De
Sanctis 5,5; Campagnaro 5 P. Cannavaro 5,5 Contini 5; Maggio 5 Pazienza 5,5
Cigarini 5 (14' st Gargano 6 ) Hamsik 7 Aronica 5,5; Quagliarella 5,5 Pià 5 (14'
st Lavezzi 5,5). A disp.: Iezzo, Grava, Rinaudo, Bogliacino, Hoffer. All.
Donadoni 5 Falli commessi: 18 Fuorigioco provocati: 0 ARBITRO: Tagliavento di
Terni 3 Guardalinee: Rossi e Grilli Quarto uomo: Stefanini MARCATORI: 41' pt
Hamsik (N), 50' pt Floccari (G, rig), 10' st Mesto (G), 29' st Crespo (G), 43'
st Karja (G, rig). ESPULSI: 29' pt Criscito (G) per espressione irriguardosa nei
confronti dell’arbitro; 49' pt Campagnaro (N) per doppia ammonizione e 42' st
Aronica (N). AMMONITI: Contini (N), Cannavaro (N), Campagnaro (N), Maggio (N),
Sculli (G) ASSIST: Quagliarella (N), Palacio (G) NOTE: paganti 7.945, incasso di
€ 196.007 (abbonati 24.300). Angoli 44. Rec: 5' pt, 0' st
IL SECOLO XIX - Una notte da Grifoni e ora si vola altissimo. di Mauro Casaccia. L’ARBITRO E IL NAPOLI FANNO PAURA, POI IL TRIONFO. Genova. La partita in rosso, ecco il titolo per il film Genoa Napoli. Anche quest'anno. Nella scorsa stagioneal Ferraris il Grifone finì in nove e vinse 3-2, stavolta finisce in dieci, contro nove azzurri, e festeggia alla grande: 41. Primo momento "red" al 28' pt, espulsione di Criscito: Tagliavento punisce un insulto del mancino rossoblù e Genoa in dieci per almeno un'ora. Pare ci sia stato, quindi corretto. Ma ciò non toglie la necessità di uniformità, affinché un "vaffa" non pesi più di altri "vaffa". Nel pomeriggio, Marco Giampaolo si era scagliato contro «i Totti o i De Rossi, un certo malcostume per cui si insulta l'arbitro per 90'». Non si può dar torto al tecnico del Siena. Poi, si torna al Ferraris, dove il "vaffa" pesa eccome, perché il Genoa non trova immediato accorgimento per risistemarsi e il Napoli passa con l'infilata di Hamsik, abile a saltare Amelia in uscita. Secondo momento "red" al 49', quando il contatto in area Campagnaro Sculli è sanzionato con secondo giallo per il difensore e rigore che Floccari trasforma. Poi, Mesto. È l'uomo in più della ripresa, mentre Amelia è l'insolito assistman: dopo il lancio per Sculli, il portiere pesca con precisione Mesto che, al 10' della ripresa, converge da sinistra e trova laperla con destro potente. Niente "red", ma è momento "hot", quello che decide il match. Con l'aggiunta del terzo lancio vincente di Amelia al 29' st: tango Crespo Palacio e rete del bomber di Florida. Per finire, altro "red", ad Aronica per fallo da ultimo uomo su Palacio: il rigore tocca a Kharja, Genoa quattro. Per continuare a volare lassù. Diventa anche sudamericana, la partita che non lo era: Palacio, Crespo, Gargano, Lavezzi e Bogliacino cominciano dalla panchina, Figueroa e Denis vanno in tribuna, Datolo e Zuniga sono rimasti a Napoli. E va bene che Donadoni rispolvera il brasiliano Pià al fianco di Quagliarella e schiera Campagnaro in difesa. Così è salvo, per un po', il duello a distanza tra combattenti dallo stesso soprannome, Toro contro Toro,con Zapater. Gasperini, invece, ai suoi argentini d'attacco preferisce, in principio, Floccari centravanti e Mesto all'ala destra, a puntare l'esterno d'emergenza partenopeo Aronica. Per completare il tridente, Sculli. la vecchia guardia che conosce a memoria i meccanismidi gioco è punto di forza: in mezzo al campo,Milanetto. Il Napoli tiene la linea difensiva molto bassa e aspetta, il Grifone fa girar palla e cerca il varco con i tagli verso il centro di Sculli e Mesto e le sovrapposizioni di Criscito e Rossi: al 9' il capitano rossoblù sfonda ma Contini lo stende: giallo.Gasperini allarga le braccia e chiede ai suoi ampiezza, per allargare le maglie azzurre. L'intentosi traduceal 15'quando Floccari si gira bene sulla trequarti e apre d'esternoper la discesa di Criscito: sinistro potente su cui De Sanctis s'allunga a deviare. Con in tribuna Ciso Pezzotti, collaboratore del ct Marcello Lippi, parata da Nazionale. Allora, risposta di Amelia: sforbiciata sporca di Quagliarella che diventa assist, destro di Pià e respinta del portiere rossoblù. I ritmi si alzano, gli animi si scaldano e s'arriva al "vaffa" di Criscito punito con il rosso diretto: Gasperini porta Sokratis a destra e sposta Mesto a sinistra a centrocampo, varando il 342. Diga che dura poco. Prima Amelia arriva in uscita bassa su Campagnaro e rimedia un pestone (prima ammonizione per l'argentino), al 41' ci riprovama Hamsik è in anticipo su Quagliarella, lo salta all'esterno e trova l'angolo per insaccare l'1-0. Il Grifone però non demorde, ha la rabbia del rinvio lunghissimo di Amelia al 4' di recupero della prima frazione e quella di Sculli che corre anchese la palla sembra persa,procurandosi il contatto con Campagnaro. Dubbi e contestazioni, è rigore e secondo giallo per l'argentino: penalty trasformato con freddezza da Floccari, 1-1 e parità numerica. Si riparte con Palacio al posto di Sculli e Tagliavento che sbaglia: Mesto sfugge aContini che lo atterra, è già ammonito,l'arbitro lo risparmia. Azione simile, 5' dopo,Mesto rifugge e Maggio lo stende: stavolta ammonizione, ad aggravare la decisione precedente. Resta il fatto che Mesto a inizio ripresa è imprendibile e Amelia sul lancio lungo conserva il piede caldo: al 10' st pesca lungo l'esterno di Monopoli, che si sposta verso il centro ed esplode il destro all'incrocio lontano.Vantaggio Grifone. La partita si sudamericanizza: dopo Palacio, dentro Crespo, Lavezzi e Gargano. Il primo al 21' st scappa impendibile a destra, cross e colpo di testa di Zapater su cui De Sanctis è prodigioso. Amelia risponde? Sì, al 25', supunizione di Quagliarella. Non bastasse, il portiere aggiunge come messaggio a Lippi un altro lancio "da rete", per gli argentini rossoblù: Crespo protegge palla, Palacio dribbla e lo serve di rimando, il bomber piazza il piattone sul palo lontano. Ce n'è ancora: Kharja va via a sinistra e crossa basso e teso, Aronica stende Palacio e va fuori. Il francomarocchino realizza dal dischetto. Davanti ai tennisti di Davis: Genoa, gioco partita incontro.
IL SECOLO XIX - Gasp euforico: «Samp prima? Me ne frego». di Claudio Mangini. PREZIOSI: «CI SIAMO RINFORZATI SCEGLIENDO OTTIMI GIOCATORI». GENOVA. Prima si gode l’inno, il doppio omaggio dei giocatori alle gradinate, gli abbracci di chi gli sta vicino, quel senso di leggerezza che unisce. Dai pensieri cupi di una partita maneggiata dall’arbitro con la grazia di un elefante tra le vetrina di una gioielleria alla sensazione di volare alto. E, nella notte di fine estate, puoi anche respirare quel profumo inebriante dell’erba del campo. Enrico Preziosi non sbanda, giura. Non passa dal pessimismo all’ottimismo. Non ha fatto, assicura, pensieri brutti. «Non ho capito quell’espulsione. Non ho capito del tutto neppure il primo rigore. Mi spiace che la partita, a un certo punto, abbia preso quella piega. Ma non ho mai avuto paura. Sono sempre stato convinto che ne saremmo venuti a capo». Una partita vissuta dal primo all’ultimo secondo, picchi d’intensità che il Genoa, ormai, ha abituato a regalare. Un Genoa che culla quali obiettivi, oggi lo può dire? A metà settimana Enrico Preziosi aveva rifiutato il pronostico, sotto gli stucchi di Vialla Rostan, a Pegli. E ora, sotto il cielo di Marassi? «Dico che, tolte le prime due, ce la giochiamo alla pari con tutte…». Onore al merito. «Di un gruppo equilibrato. Io non sono un fenomeno, ma credo di avere delle capacità. Abbiamo scelto giocatori che si stanno rivelando ottime scelte, come Zapater, Palacio, come gli altri.Questo è un gruppo compatto, valido. Quando recupereremo Juric, Bocchetti che ormai è dietro l’angolo e Palladino, saremo a posto. E poi, abbiamo ilnostro allenatore, che è uno dei migliori d’Italia, uno dei migliori d’Europa…». Poi, un omaggio al pubblico: «Ci seguono, hanno fiducia, sono con noi. Lo dicono i numeri – 24 mila abbonati abbondanti, non sono numeri da poco , credono in questo Genoa. Noi andiamo avanti. Non pensiamo a un ciclo, pensiamo alla prima partita dietro l’angolo».E, intanto,per la casa dei tifosi, lo stadio,avanza la polemica. Preziosi tira una riga: «Ho sentito dichiarazioni azzardate da parte di un assessore, io credo che serve serenità per riprendere un dialogo costruttivo. La strada è solo questa». E Genova guarda tutti dall’alto. Gian Piero Gasperini il discorso lo riprende da lì, dal primato condiviso. Immancabile , davanti a una tv, la domanda, e Gasperini,come Criscito,rischia di scivolare su un’esclamazione gergale: «Veramente, a noi, della Sampdoria non ce ne frega un... niente». Poi rimedia: «C’è una sana rivalità». «Un doppio primo posto che fa bene alla città. Quarantacinquemila abbonati fra le due squadre è un numero significativo, e un confronto in alto fa bene». Una partita segnata da quell’episodio, l’espulsione di Criscito.«Che mi ha fatto arrabbiare, perché vedevo che la serata era promettente, giocavamo bene, facevamo le cose con agilità e velocità. Mi ero arrabbiato. Ma poi, negli spogliatoi, il ragazzo ha ammesso di aver detto quella parola di troppo. Ma di averla detta istintivamente, perché aveva sentito male, non era per l’arbitro ». Il Genoa ha sofferto, è andato in svantaggio, ha raddrizzato la partita, l’ha ripresa saldamente inmano. «Volevo chiudere il primo tempo 0-0 anche in inferiorità numerica. Invece, è venuto quel gol. Ma per noi poteva starci anche un rosso, con quel fallo su Amelia…E, comunque,poi abbiamo ripreso il discorso interrotto… ».E ora c’è anche chi parla, addirittura, di scudetto. «E se ne assume la responsabilità – sorride Gasperini. Io dico che si sta bene lassù,ma che le iperboli sono esagerate. Adesso dobbiamo preparare bene la partita di giovedì, fondamentale per la qualificazione europea». Poi, un grazie con il sorriso anche ai complimenti del presidente Preziosi: «Io fra i più bravi d’Europa? Anche di questo chi lo dice si assume la responsabilità ». È una notte di sorrisi. «Adesso dobbiamo portare avanti il nostro lavoro, partita per partita, e intanto abbiamo la possibilità di recuperare i nostri giocatori, Bocchetti, Jankovic,Juric. E presto potremo provare in difesa tutti questi ragazzi – come Esposito,Tomovic–che,perora, hanno avuto meno occasioni». Sorrisi, sipario. Appuntamento a giovedì.
IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Claudio Mangini. GENOA. AMELIA 6,5 Lui ha grandi ambizioni.Una: riprendersi la Nazionale. In tutti imodi, anche, al 13’, uscendo di piede dieci metri fuoiri area, per spazzare, con un calcio da rugbysta verso una H immaginaria il pallone. E la Nord, che a Rubinho rimproverava scarse qualità di calciatore, alza un applauso convinto. Poi, quattro minuti dopo, fa ilmiracolo su Pià che coglie una ribattuta e spara da dentro l’area. A colpo sicuro, con ci fosseAmelia, versione fattucchiera. Campagnaro lo manda ko, dueminuti dopo subisce gol: esce sui piedi diHamsik che lo infila con un palla radente.Nel secondo tempo, riprende su un ottimo standard: bella una respinta a pugni su punizione del pericolo numero uno,Quagliarella. BIAVA 6 Mica facile, la serata, con Pià e Hamsik che puntano la sua zona. Lui, appena ha l’occasione, va a dareman forte davanti. Poi, Tagliavento cambia la partita lasciando il Genoa in dieci e lui èmandato da Gasperini a fare il centrale difensivo. MORETTI 6,5 Cerca l’anticipo, entra pulito. Comincia un’eccellente partita da centrale. Poi, quando il Genoa resta in dieci è spostato a sinistra. Sbaglia su Quagliarella, quando lancia Hamsik per l’assist gol. SOKRATIS 6 Il Napoli ha giocatori che puntano la porta in velocità, lui ha spesso sulla sua stradaQuagliarella. Serata non impeccabile. Vameglio quando Gasperini, con il Genoa già costretto in dieci, lo sposta a destra.Da notare una bella proiezione offensiva ametà ripresa. ROSSI 7 Vola, dopo appena ottominuti, infilando ilNapoli sulla sua fascia e Contini non può che interrompere il suo spunto ruvidamente: ammonito. Fa la solita partita di quantità e generosità. Spinge e torna a coprire. In una notte difficile, che simette troppo presto in salita, serve il suo cuore da capitano. Perfette – e provvidenziali – tre diagonali che interrompono pericolose geometri, nel secondo tempo. Il solito, impareggiabile baluardo del centrocampo. MILANETTO 5,5 C’è e non c’è, nel senso che un geometra onestro e preciso come lui, che qualche volta, si trasforma in architetto raffinato, soffre e va in apnea contro una squadra arrembante come il Napoli. Spesso impreciso negli appoggi, conclude con una percentuale d’errore insolitamente alta per lui (dal 32’ del st KARJA6,5: entra ed è capace di guadagnare e segnare il secondo rigore). ZAPATER 6,5 «Non abbiamo comprato fuoriclasse, ma buoni giocatori – ha detto qualche giorno fa il presidente Preziosi –ma uno diventerà un fuoriclasse: Zapater». La serata la comincia con un cross filante e maligno per Sculli: assist dopo 130”, nientemale. Lavora, prevalentemente, da mezzo sinistro e innesca a ripetizione Criscito e Sculli. Poi, nella bolgia della fase centrale di gara, si vedemeno. Ma riemerge nella ripresa, anche in fase conclusiva, come quando conclude pericolosamente di testa su spunto da destra di Palacio. CRISCITO 4,5 Il Napoli, per lui, non è un’avversaria come le altre. «Napoli è lamia città,ma io tifo Genoa al 100 per cento – ha detto alla vigilia. Il mio fratellino e la mia famiglia saranno in tribuna. Loro faranno il tifo permema anche un po’ per la squadra della nostra città». Ma la sua serata è rovinata dopo 28minuti: fallo su Quagliarella e rosso diretto, pare per un ”vaffa” di troppo. Sbaglia l’arbitro,ma neanche lui fa la cosa giusta. MESTO 7,5 Preferito a Palacio, fa e (qualche volta) sbaglia.Ma cimette sempre una determinazione e una carica furibonda. Bella la sua conclusione al 35’: sciabolata, di poco a lato. In dieci, arretra e va a fare “il Criscito”, diventando protagonista assoluto. Sempre con generosità, sempre in velocità, ma anche con qualità.Da brividi (per la difesa del Napoli) la sua incursione all’8’ del secondo tempo: costringe Maggio all’ammonizione a un palmo dall’area di rigore.Ma è questione di una manciata di secondi. Sullo sviluppi dell’azione, è lui che trova la coordinazione e fa seccoDe Sanctis da fuori. Da applausi.Di più: Marassi romba, il Grifone riprende a volare alto. FLOCCARI 6,5 Fa il Milito. Si propone, cerca la conclusione e spesso regge il gioco, facendo un lavoro utile per i compagni di reparto e per la squadra. Una punta che può anche fare reparto da solo, in certimomenti,ma che nelGenoa è assistito ameraviglia. Due belle girate. Poi, batte un rigore non facile, e non sbaglia. (dal 13’ s.t. CRESPO7: Entra, si batte, non gioca troppi palloni. Ma, quando Palacio gli regala un assist in profondità, lui trova l’unica prospettiva di conclusione che trasforma un’ottima idea in gol. Spegne ilNapoli e conferma che il passare degli anni non fa veniremeno il fiuto del grande bomber). SCULLI 7 «Gli uomini cambiano, il Genoa di Gasperini no», ha detto in settimana. Lui è un perno fondamentale di un meccanismo di precisione. E ha cuore. Comincia arrembando, spedendo fuori di un niente il cross di Zapater dopo meno di treminuti. Si batte come un leone in inferiorità e va a guadagnarsi, con una buona dose di astuzia, il rigore che vale l’11. (dal 1’ s.t. PALACIO 7 Non ha bisogno di carburare: entra e inizia a puntare la difesa delNapol, diventando un pericolo costante. Prima prova lo spunto vincente cercando la testa di Zapater, e lo spagnolo sfiora il gol, poimette in moto Crespo ed è 3-1). NAPOLI De Sanctis 6; Campagnaro 5, P. Cannavaro 5, Contini 5,5; Maggio 5,5, Pazienza6, Cigarini 5,5 (dal 13’ s.t.Gargano6), Hamsik 7, Aronica 5,5;Quagliarella 7,5, Pià6,5 (dal 13’ s.t. Lavezzi 6,5). ARBITRO TAGLIAVENTO di Terni 4. Il dialogo? Belle parole. Espelle Criscito dopo neanche mezz’ora e rovina la partita, oltre a commettere un’ingiustizia. Al genoano scappa una parola – non bella, non elegante – di troppo: sbaglia. Ma questo è arbitraggio vecchio stile. Il grave è che non fa solo un danno al Genoa,ma fa alzare a limite di guardia il livello di tensione della partita. Poi perdona Campagnaro, giudicando non cattivo l’intervento che lascia fuori partita Amelia per dueminuti.Gioca a fare il Lo Bello anche dopo, quando Sculli entra sporco e lui fischia fallo, poi punisce il mugugno con l’ennesimo giallo. Cartellino troppo facile, sbandierato con una frequenza inversamente proporzionale alla sua personalità. Forse usa anche la legge di compensazione, quando assegna il secondo giallo a Campagnaro, riportando la partita in parità numerica. A inizio ripresa grazia Contini, già ammonito.
IL SECOLO XIX
- CORO ROSSOBLU': «Questa è la vittoria del gruppo».
Crespo: «Abbiamo anche dimostrato
una grande maturità». Kharja: «Tripla soddisfazione». Floccari: «Sarà un super
derby». di Mauro Casaccia. Genova. Tre partite di campionato: 9 punti, 8 gol e 8
marcatori diversi. C'erano già difensori e centrocampisti, ieri si sono aggiunti
i centravanti. Quelli di rientro, quelli della staffetta che per Gasp non è
compromesso, ma metodo: Floccari e Crespo, gol uno e tre. In mezzo, Mesto. Dopo,
Kharja. I quattro moschettieri genoani nel 4-1 contro il Napoli, ma il "tutti
per uno" è ben più ampio. Il coro rossoblù: «Questa è la vittoria del gruppo».
Anche il marocchino è reduce da infortunio e con Ramadan in corso, finisce il 19
settembre: «In effetti, un po' di energie le toglie. Ma oggi è tripla
soddisfazione: gol, vittoria, primo posto». Houssine, come le due punte,
ringrazia l'opera dei preparatori atletici. Alessandro Pilati incassa e gira ai
due colleghi: «Io, Trucchi e Barbero siamo felici di condividere con loro questa
vittoria». E la condivisione è il segreto dell'eccezionale avvio di stagione del
Grifone, spiega Crespo, il quale riserva comunque a un compagno una citazione
particolare: «Il successo è figlio del lavoro di tutti, del carattere mostrato
in inferiorità numerica, della voglia messa in campo: il Genoa corre e non molla
mai. Partita incredibile. Il mio gol? È andata bene. Grazie a Palacio, assist al
bacio». Quanto a Mesto, allarga il discorso anche oltre la squadra, a tutto
l'ambiente, tifosi compresi: «Ero in debito, dallo scorso anno. E adesso
pensiamo allo Slavia Praga». Crespo, amico di Federer, scambia la maglia con la
racchetta di Fognini, tifoso genoano. Floccari la maglietta indossata ieri sera
se la ricorderà a lungo: il primo gol della sua seconda vita in rossoblù. «Sono
passati tanti anni e adesso questo momento grandioso. C'era un po' di tensione
sul dischetto, era un rigore pesante, la gara si era messa in salita». Primo
posto, alla pari con Juventus e Sampdoria: «Siamo contenti del nostro inizio,
però badiamo solo a far bene. Il derby si sente nell'aria, specie ora che
entrambe stanno facendo bene. Ma pensiamo a una gara per volta». Staffetta pure
in mixed zone per tornare a Crespo: «Sono contento, abbiamo dimostrato maturità
di atteggiamento. Dobbiamo solo continuare a imparare ciò che ci chiede
Gasperini. E teniamo i piedi per terra, anche se va detto che queste partite
fanno ben sperare e aiutano a lavorare bene».
LA REPUBBLICA - Ottovolante Genoa, è show infinito a Marassi. di Lorenzo Mangini. Grande rimonta dei rossoblù, che con una ripresa perfetta restano in vetta. Primo tempo condizionato dall´arbitro, poi Gasperini azzecca tutto. Dalla notte bianca alla notte rossoblù. Il Genoa aggancia Sampdoria e Juventus al vertice del campionato. Il Napoli si conferma meglio di un babà, cinque volte sconfitto dal ritorno in serie A del Grifone, ma a Marassi è sempre festa. Al ballo e´ stato invitato per la prima volta Floccari, dopo l´acquisto estivo dall´Atalanta. L´erede di Milito entra in gioco già al 2´ e scaglia la sua prima ed ultima palla verso la porta al 50´, ma è il rigore del pari e quindi non poteva iniziare meglio. Si fa apprezzare soprattutto come riferimento centrale, sempre o quasi spalle alla porta. Certamente Gasperini si conferma cauto nei cambiamenti, finora punta prevalentemente su elementi collaudati. A parte Floccari, solo Amelia, Moretti, Zapater tra i nuovi arrivi trovano spazio subito. E´ il contrario della panchina, dove il solo Scarpi rappresenta una vecchia conoscenza. Anche gli interpreti del classico 3-4-3 sembrano quasi un inno alla prudenza, con Mesto e Sculli come esterni offensivi. In mezzo, tocca a Milanetto sostituire, seppur con caratteristiche diverse, il "guerriero" Juric, mentre Criscito resta laterale ad incrociare i tacchetti con Maggio. Nel trio davanti ad Amelia, Sokratis parte a sinistra, forse l´unico azzardo ed, infatti, al 27´ Gasperini cambia tutto, spostando Biava centrale e Moretti a sinistra, un minuto prima dell´espulsione di Criscito, che scatena la corrida. Inizia un´altra gara, più combattuta che giocata, fatta soprattutto di episodi. Le due squadre potrebbero tornare a uomini pari già al 37´, ma Tagliavento grazia Campagnaro per la scarpata malandrina ad Amelia. Il destino dell´ex sampdoriano si compie tredici minuti più tardi: abbatte Sculli, provoca il dubbio rigore e termina la gara con la seconda ammonizione. E´ la svolta della gara. In un attimo, il Napoli perde un uomo ed il vantaggio, facendosi prendere in contropiede dal potente e preciso rilancio di Amelia, un piccolo disastro. Il Genoa ringrazia, il vento, anche tattico, cambia e Gasperini si gioca la carta Palacio, a destra, con Mesto che va ad attaccare Maggio, arretrato a formare il quartetto difensivo campano, nella corsia opposta. Gasperini, come gli capita spesso, indovina tutto, ed il Genoa vola con le sue ali. Mesto potrebbe far espellere Contini e poi trova l´incrocio con un bolide di destro, su un altro rilancio perfetto di Amelia, in versione assist man. La scena passa a Palacio che regala un cioccolatino a Zapater al 21´, De Sanctis si supera, manda in porta Crespo al 30´ ed al 42´ conquista rigore ed espulsione di Aronica.
LA REPUBBLICA
- Genoa, un poker per la vetta.
Rossoblu in vetta con Samp e Juve dopo il successo sul Napoli. Finisce 4-1,
segnano nell'ordine Hamsik, Floccari, Mesto, Crespo, Kharja. Contestato
l'arbitraggio di Tagliavento di LUIGI PANELLA. GENOVA - Ritmo altissimo, bel
gioco, follie arbitrali. Serata movimentata al Ferraris, dove il Genoa batte il
Napoli 4 a 1 e si tiene stretta la vetta, in coabitazione con i cugini doriani e
la Juve. Successo sostanzialmente giusto, penalizzante però nella forma per il
Napoli. Troppo pesante il punteggio per i partenopei, che però hanno il torto di
non gestire la situazione nel momento tatticamente più favorevole per poi
crollare di schianto nella ripresa. Pessima direzione dell'arbitro Tagliavento,
che riesce nell'impresa di trasformare una bella partita in una faida.
PANCHINARI ECCELLENTI - I moduli restano immutati, di interpreti ne cambiano
parecchi. Gasperini opta per la versione più prudente del tridente: c'è Floccari
(preferito a Crespo) in avanti, con Sculli e Mesto sugli esterni. Donadoni
giudica troppo stressanti i viaggi intercontinentali e lascia in panca Lavezzi e
Gargano: in avanti c'è Pià a fare coppia con Quagliarella. In particolare, il
tecnico partenopeo mostra di temere la corsia destra del Genoa, scegliendo da
quella parte un difensore adattato come Aronica. IL BEL GIOCO - Il primo tempo
va diviso in due parti. La prima, quella del bel calcio. Ritmo altissimo,
occasioni da ambo le parti. Genoani pericolosi con un colpo di testa ravvicinato
ma impreciso di Sculli e con una gran botta dalla distanza di Criscito
neutralizzata da De Sanctis. Il Napoli parte con personalità e si vede negare il
gol dall'istinto di Amelia, pronto su una botta ravvicinata di Pià. POI
TAGLIAVENTO... - La seconda parte la caratterizza l'arbitro Tagliavento, che
nella lista degli episodi sfodera una serie negativa. Nell'ordine. Carattere
permaloso (il che ci può stare) sul 'vaffà di Criscito che lo contesta: rosso e
Genoa in dieci. Indulgenza fuori luogo: Campagnaro non toglie la gamba su Amelia
in uscita e se la cava con un bonario giallo. Il portiere è ancora timoroso
quando Hamsik, perfettamente lanciato da Quagliarella, lo evita e porta avanti
il Napoli. La decisione compensativa: con lo stadio trasformato in corrida,
Tagliavento rimette 'le cose a postò fischiando un rigore molto dubbio per
intervento di Campagnaro (espulso) su Sculli. A Floccari non tremano le gambe ed
arriva il pari. IL SILURO DI MESTO - Anche nella ripresa il fischietto ternano
merita un capitoletto: Contini, già ammonito, sdraia platealmente Mesto ma viene
graziato. Detto questo, possiamo parlare di un Genoa trasformato rispetto ad un
pur discreto primo tempo. Gasperini, che in dieci adotta il 3-4-2 invertendo
molti ruoli (incisivo lo spostamento di Papastathopoulos a destra), inserisce
subito Palacio e successivamente Crespo. La svolta però la offre Mesto con un
siluro dalla distanza che lascia di stucco De Sanctis. CROLLO NAPOLETANO -
Donadoni gioca le carte Lavezzi e Gargano: il pocho qualche problema alla difesa
genoana lo crea, anche se la miglior chance è sulla testa di Maggio, che non
trova la porta da pochi passi. Si era però già sul 3-1, siglato da Crespo con un
colpo da biliardo dopo un'azione condotta in tandem con Palacio. Gara pressoché
chiusa, con sigillo finale di Kharja, al quale viene assegnata la battuta del
secondo rigore della serata. E' lo stesso Kharja che inizia l'azione con un a
fuga a sinistra: sul suo cross Aronica stende Palacio dando la possibilità a
Tagliavento di sventolare l'unico rosso veramente legittimo della serata.
Genoa-Napoli 4-1 (1-1). GENOA (3-4-3): Amelia 6.5, Biava 7, Moretti 6.5,
Sokratis 6.5, Rossi 7, Milanetto 6 (32' st Kharja 6.5), Zapater 6.5, Criscito
4.5, Mesto 7, Floccari 6,5 (13' st Crespo 7), Sculli 6 (1' st Palacio 6.5). (73
Scarpi, 40 Tomovic, 16 Esposito, 13 Fatic). All.: Gasperini 7. NAPOLI (3-5-2):
De Sanctis 6, Campagnaro 5, Cannavaro 6.5, Contini 5, Maggio 5.5, Pazienza 5.5,
Cigarini 5 (13' st Gargano 5), Hamsik 6.5, Aronica 6, Quagliarella 6.5, Pià 5.5
(13' st Lavezzi 6.5). (1 Iezzo, 2 Grava, 77 Rinaudo, 18 Bogliacino, 9 Hoffer).
All.: Donadoni 6. Arbitro: Tagliavento di Terni 4 Reti: nel pt 41' Hamsik, 49'
Floccari (rigore); nel st 10' Mesto, 29' Crespo, 43' Kharja (rigore). Angoli: 3
a 3 Recupero: 5' e 0' Ammoniti: Maggio, Cannavaro, Contini per gioco scorretto;
Sculli per proteste. Espulsi: 28' pt Criscito per proteste, 49' pt Campagnaro
per doppia ammonizione; 40' st Aronica per fallo in area su Palacio. Spettatori:
32.245
IL MATTINO di Napoli - Il Napoli crolla a Genova, sott'accusa l'arbitro e le scelte di Donadoni. di Francesco Marolda. GENOVA (13 settembre) - Ha in pugno la partita, il Napoli, ma poi se la fa sfuggire trasformado un possibile successo in terribile batosta. Una sconfitta, quella rimediata nella notte genovese, che però si chiama inesperienza, immaturità, prima ancora che incapacità di tener testa a un avversario capace sì di nove punti in tre partite, ma che in definitiva non si mostra migliore degli azzurri. Sorpresa, in avvio. Anzi due sorprese. Perché lasciati a casa Datolo e Zuniga, Donadoni rinuncia a Lavezzi e anche a Gargano. Formazione inedita quella che s'oppone al Genoa. E ad essere sinceri fa storcere il muso. Crea perplessità la scelta dell'allenatore azzurro che fa accomodare il Pocho e l'uruguaiano accanto a lui e che libera sul prato Pazienza e Pià. Sembrano un'esagerazione quelle assenze importanti. E lo sono. Sono un regalo al Genoa. Certo, il Napoli interpreta con attenzione il copione che s'è dato. Un copione che racconta d'una squadra che si difende bene, che chiude gli spazi all'avversario, che amministra egregiamente la corsia di sinistra con Aronica fresco di ripescaggio su quel lato ma che in cambio di questo finisce col pesare poco o niente in prima linea. Rare, insomma, le occasioni per far gol sia dall'una che dall'altra parte. Le migliori capitano a Sculli (4') che di testa manda a lato e a Pià (17') che spara sul portiere un destro facile da gol. Il resto? Il resto è nervosismo. Sì, altro che partita tra squadre e tifo gemellati. Altro che serata di tranquillità. Il Napoli e il Genoa, infatti, se le danno e la cosa peggiore è che Tagliavento, l'arbitro, non trova mai la via dell'autorevolezza per geestire la partita. Agita cartellini gialli e scontenta tutti, Tagliavento. E chi sta in campo ne approfitta. Esagera, però, Mimmo Criscito, il quale dopo un fallo su Maggio lo manda clamorosamente a quel paese - diciamo così - e l'arbitro non può fare a meno di buttarlo fuori. E qui, ovviamente, cambia la partita. In dieci il Genoa finisce col soffrire ancor di più e infatti capitola su una bella combinazione Quagliarella-Hamsik (41') con lo slovacco che disegna uno scatto, un dribbling e un destro incrociato che fa fuori Amelia. Con un uomo e un gol in più sembra in discesa la gara degli azzurri. Ma il Napoli tradendo la lezione dell'allenatore ancora una volta non «legge» la partita. Cosicché, invece di restare «freddo», invece di ragionare e amministrare gioco e palla accetta il gioco duro, cerca e replica alla rissa (e Campagnaro rimedia il primo giallo), perde pure la lucidità. Figlio d'un errore clamoroso, infatti, il rigore che al 51' porta il Genoa al pari: palla in area, palla morta, ma Campagnaro invece di buttar via il pallone aspetta l'uscita di De Sanctis che non esce e Sculli è lesto ad inserirsi e a franare in area di rigore. Tagliavento vede una spinta che neppure c'è ma tanto basta per portare la palla sul dischetto e poi da dischetto in porta. Con Campagnaro che becca pure il secondo giallo e se ne va. Uno a uno e in dieci contro dieci. Così si ricomincia. Ma dura poco l'equilibrio. Dieci minuti e Mesto lasciato tutto solo inventa un destro a giro da lontano che sorprende tutti e anche De Sanctis. Partita e risultato ribaltati, insomma, con Donadoni che corre ai ripari mettendo finalmente in campo Gargano e ovviamente il Pocho. Però è tardi. Troppo tardi. E non è finita. Perché sbilanciato com'è a caccia del pareggio, il Napoli becca alla mezz'ora il contropiede del tre a uno. E a far gol stavolta è il vecchio Crespo. Poi arrivano anche l’espulsione di Aronica per fallo su Palacio in area e il conseguente rigore realizzato da Kharja. La morale della gara? Mai rinunciare a mettere subito in campo la migliore formazione che si può. Gasperini: « Il "vaffa" di Criscito non era rivolto all'arbitro Tagliavento». Il «vaffa» di Criscito non era rivolto all'arbitro Tagliavento. A rivelarlo è il tecnico del Genoa Giampiero Gasperini. «All'inizio ero molto arrabbiato con Criscito, lui è sempre uno corretto. Poi lui mi ha detto che ha preso scarpata che gli ha fatto molto male e che il "vaffa" non era diretto all'arbitro» ha detto l'allenatore davanti alle telecamere della Domenica sportiva. Dopo questo 4-1 il Genoa si gode il primato. «Si sta bene quassù specie dopo partita di questa sera - prosegue Gasperini - Si era messa male ma abbiamo sempre avuto fiducia di vincere, sapevamo di avere qualcosa di più del Napoli. Avevamo nelle gambe e nella testa la convinzioni di essere superiori al Napoli. La squadra sta crescendo molto, fare partite che il pubblico apprezza molto fa piacere». Il Genoa già pensa in grande e il presidente Enrico Graziosi già parla di Champions. «L'anno scorso ci siamo andati vicini. Il nostro obiettivo è migliorare quello che abbiamo fatto l'anno scorso. Gasperini? Lo considero uno dei migliori allenatori d'Europa». Il Genoa dopo le cessioni di Milito e Thiago Motta ha cambiato molto: «Un inizio così non ce lo aspettavamo» ammette Preziosi. La Champions? «Non lo so - conclude Gasperini - Non lo sappiamo neanche noi dove possiamo arrivare. Speriamo, viaggiamo alla giornata. È ancora presto per pensare alla Champions». Gasperini sorpreso dall' esclusione del Pocho. La decisione di Donadoni ha sorpreso anche Gasperini, l’allenatore che ha trascinato il Genoa in testa alla classifica. Commentando i raddoppi di marcatura su Quagliarella, il tecnico osserva in sala stampa: «Per la verità, avevamo studiato certi accorgimenti prevedendo la presenza di Lavezzi in campo. Invece, non c’era. È un campione, ha grandi qualità ed è chiaro che occorre controllarlo in maniera particolare». Poi, per evitare il rischio di scivolare in una polemica sulla scelta del collega di lasciare il Pocho e Gargano fuori, una puntualizzazione: «Si sa, ci sono le partite delle nazionali, i viaggi, la stanchezza...». Gasperini non boccia il Napoli dopo averlo affondato con quattro gol a Marassi: «Per qualsiasi squadra sarebbe stato oggi difficile affrontare il Genoa. Stiamo bene, lo abbiamo dimostrato dopo il gol subìto, senza farci condizionare abbiamo reagito e trovato il gol del pareggio». Una battuta sull’espulsione di Criscito per un insulto all’arbitro Tagliavento: «Giusto il rosso quando si verificano certi episodi, però il giocatore mi dice che c’è stato un malinteso: si riferiva al colpo che aveva subìto». Genova con due squadre in testa alla classifica, Marassi è il regno della felicità. «Scudetto? Non corriamo troppo...». f.d.l.
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