CAMPIONATO  2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - NAPOLI                       4 - 1    (1 - 1)

Reti: 41' Hamsik, 51' pt Floccari (rig), st 55' Mesto, 75' Crespo, 78' Kharja (rig)

GENOA: Amelia; Biava, Moretti, Papastathopoulos; Rossi, Milanetto (78' Kharja), Zapater, Criscito; Mesto, Floccari (58' Crespo), Sculli (46' Palacio). A disposizione: Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic. Allenatore: Gasperini.
NAPOLI: De Sanctis; Campagnaro, P.Cannavaro, Contini; Maggio, Pazienza, Cigarini (58' Gargano), Hamsik, Aronica; Quagliarella, Pià (58' Lavezzi). A disposizione: Iezzo, Grava, Rinaudo, Bogliacino, Hoffer. Allenatore: Donadoni.

Arbitro: Tagliavento di Terni. Angoli: 3-3. Spettatori: 32.245 (7.945 + 24.300 abbonati)

Espulsi: 28' Criscito, 50' pt Campagnaro. 87' Aronica. Ammoniti: Maggio, Cannavaro, Contini, Sculli.

 

      

 

      

 

      

 

TUTTOSPORT - MERAVIGLIA GENOA! Cinque gol, due rigori, tre espulsi: che notte a Marassi. Napoli distrutto: i rossoblù restano in vetta, Donadoni rischia. Strepitosa rete di Mesto su “assist” di Amelia. I campani finiscono in nove e si scagliano contro Tagliavento. GENOVA. Il Genoa risponde alla Sampdoria: batte il Na­poli e mantiene la vetta della classifica in coabitazione con i cugini (e con la Juventus) a capo di una gara in cui ha confermato la propria inesauribile energia fisica e mentale. Più forte di ogni avversità: sia essa l’inferiorità numerica o lo svantaggio. Più forte anche di un arbitro, Tagliavento, che ha rischiato di rovinare uno splendido spettacolo con una direzione fallimentare e costellata di errori: questa volta vanno davvero ringraziati i giocatori se la gara non è degenerata. Un Genoa, in definitiva, più forte di un Napoli che si è dimostrato fragile (a parte il guizzo di Hamsik) nei suoi uomini migliori, nella capacità di reazione e, infine, nella tenuta fisica. Per Donadoni, c’è da giurarci, è già tempo di tensioni. COPERTO Che, del resto, il Napoli temesse questo Genoa lo ha subito evidenziato “l’abiura” di Donadoni alla dife­sa con tre uomini: Aronica, infatti, si è subito piazzato basso, e ben bloccato, sulla sini­stra per fermare Mesto, con Cannavaro “fisso” sull’esordiente Floccari e Contini libero per le chiusure. Campa­gnaro, a destra, a completare la linea pure lui in marcatura su Sculli. Insomma, Donadoni (che ha pure lasciato a riposo in partenza Lavezzi e Gargano di rientro dalle Nazionali) ha rinunciato alla su­periorità a centrocampo per meglio coprirsi in difesa, con l’effetto di concedere però troppo campo ai rossoblù che hanno avuto due clamorose occasioni in avvio con Sculli (3’: solo in area ad angolare troppo il colpo di testa) e con Criscito (16: gran botta da venti metri respinta da De Sanctis). Con più ritmo, il Genoa, al netto delle imprecisioni di Milanetto in appoggio, ha comunque preso in mano la partita concedendo al Napoli solo qualche palla sporca: avrebbe potuto essere fatale quella al 17’ se Pià, dal dischetto, non avesse calciato troppo bene esaltando i riflessi di Amelia. LA SVOLTA Ma più che le tattiche ha potuto il permaloso (e disastroso) Tagliavento (chissà se userà lo stesso metro con i campioni delle grandi squadre?) che ha espulso Criscito (rosso diretto) perché lo ha insultato (neppure troppo platealmente) dopo un fallo su Pià. Un giallo sarebbe stato più che sufficiente, vista anche la sostanziale correttezza che, infatti, da lì in poi ha vissuto sopra le righe del nervosismo. Ed è un peccato, davvero, che questo rischi di far passare in secondo piano la prodezza con cui Hamsik ha portato in vantaggio il Na­poli: dribbling secco su Amelia colpo di biliardo dalla linea di fondo. Sì, certo: il Genoa stava cercando di riorganizzarsi (e, guarda, un po’: Maggio ha trovato lo spazio proprio nella zona in cui giocava Criscito), ma è la giocata di Hamsik prescinde da ogni altra valutazione. A ristabilire l’equilibrio ci ha pensato, di nuovo, Tagliavento che ha fischiato un rigore al Genoa (invertendo il fallo di Sculli - a proposito: bravo Gasperini ad accentrarlo in inferiorità numerica - su Campagnaro) Rigore, trasformato da Floccari, ed espulsione. LA RIPRESA Nel senso che Tagliavento ha iniziato da dove aveva smesso: non ammonendo Contini, già sanzionato, per un plateale fallo su Mesto. Così come è inventata l’ammonizione a Maggio. Per fortuna ci pensano i giocatori a far dimenticare tanta po­chezza: il gol di Mesto, un tiro da 25 metri, è un gioiello che abbaglia De Sanctis. E che spegne gli ardori di un Napoli troppo arrendevole: Crespo e Kharja (netto, stavolta, il rigore di Aronica) fanno volare il Genoa. E aprono la prima crisetta del Napoli. GENOA-NAPOLI 4-1 MARCATORI: pt 42’ Hamsik, 50’ Floccari rig.; st 10’ Mesto, 30’ st Crespo, 43’ Kharja rig. GENOA (3-4-3): Amelia 7; Biava 6.5, Moretti 6.5, Papastathopoulos 6; Rossi 6, Milanetto 6 (32’ st Kharja 6), Zapater 6, Criscito 5; Mesto 8, Floccari 7 (13’ st Crespo 6.5), Sculli 6.5 (1’ st Palacio 6.5). A disp. Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic. All. Gasperini 7. STATISTICHE GENOA. Tiri: 13. Tiri in porta: 7. Fuorigioco: 0. Angoli: 3. Possesso palla: 53,5%. NAPOLI (4-4-2): De Sanctis 6; Campagnaro 5, Cannavaro 5, Contini 5, Aronica 5; Maggio 6, Pazienza 6, Cigarini 4.5 (13’ st Gargano 6), Hamsik 6.5; Quagliarella 5, Pià 5 (13’ st Lavezzi 5). A disp. Iezzo, Grava, Rinaudo, Bo­gliacino, Hoffer. All. Donadoni 5. STATISTICHE NAPOLI. Tiri: 15. Tiri in porta: 4. Fuorigioco: 0. Angoli: 3. Possesso palla: 46,5%. ARBITRO: Tagliavento di Terni 3. NOTE: spettatori 32.245. Espulsi: pt 28’ Criscito per proteste, 50’ Campagnaro per doppia ammonizione; st 42’ Aronica per fallo su chiara occasione da rete su Palacio. Ammoniti: Contini, Cannavaro, Maggio per gioco falloso. Angoli: 4-4. Recupero tempo: pt 5’; st 0.

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. GENOA. MESTO 8 Un gol da far vedere al bar quando andrà in pen­sione. In mezzo a tantissimo lavoro, peraltro. AMELIA 7 Para e fa gli assist: due lanci, due gol. FLOCCARI 7 Ancora un poco macchinoso, ma l’esordio è molto confortante. Dà profondità e riferimenti al Genoa. BIAVA 6.5 Meglio da centrale. CRESPO ( 13’ ST) 6.5 Un pallone, un gol. Pefetto. MORETTI 6.5 Solita grande attenzione. PALACIO ( 1’ ST) 6.5 Bravo a “ portar su” palla. SCULLI 6.5 Inesauribile... furbacchione. KHARJA ( 32’ ST) 6 Ramadan finito. MILANETTO 6 Sbaglia tanti appoggi, ma si danna come un matto. PAPASTATHOPOULOS 6 Sorpreso solo dall’accelerazione di Maggio. ROSSI 6 Si sacrifica molto quando il Genoa resta in 10. ZAPATER 6 Un metronomo che non perde i giri. CRISCITO 5 Inizia bene, poi gli scappa una parola di troppo. Ma si è visto di peggio senza che portasse a danni. Allenatore: GASPERINI 7 I suoi non mollano mai e lui cerca sempre la soluzione logica. NAPOLI. HAMSIK 6.5 La perla del gol e belle accelerazioni. Pecccato che, poi, non sfrutti la libertà di cui gode. DE SANCTIS 6 Sorpreso dallo, splendido, tiro di Mesto. Bravissimo sul resto. GARGANO ( 13 ST) 6 Se non altro ci mette grinta. MAGGIO 6 L’assist per il gol e molte corse. PAZIENZA 6 Concede molto poco a Zapater. ARONICA 5 Pasticcia alla fine. CAMPAGNARO 5 Paga, incolpevole, il passato doriano. CANNAVARO 5 Duro lavoro su Floccari, male su Crespo. QUAGLIARELLA 5 Un solo tiro, da fermo... LAVEZZI ( 13’ ST) 5 Corre a testa bassa. CONTINI 5 Goffo sul terzo gol, Inadeguato. CIGARINI 4.5 Lento, azzimato, scolastico. Inutile. PIÀ 5 S’impegna, sì. Ma incide poco. Allenatore DONADONI 5 Non perché non ha sostituito Campagnaro, ma perché il suo Napoli cala sulla corsa e nella lotta. Arbitro TAGLIAVENTO 3 Difficile immaginare di peggio. Ringrazi i giocatori se non è finita in vacca.

 

CORRIERE SPORT - l gol di Hamsik fa da sveglia al Genoa. Il Napoli conclude in nove: Tagliavento compie errori decisivi. di Rino Cesarano. GENOVA - Solo in superiorità numerica il Napoli è riuscito a creare qualche problema ad un Genoa che sembra una macchina tritatutto. Alla distanza, i rossoblu hanno confermato di meritare la vetta della classifica, disintegrando l’avversario al termine di una gara vibrante, con due espulsi, cinque ammoniti, condizionata dall’arbitro ma legittimata da un Genoa spumeggiante, volitivo, arrembante. Che sarebbe stata battaglia all’ultimo respiro, lo si sapeva: il Genoa avrebbe fatto di tutto per restare in vetta alla classifica anche per agguantare la Sampdoria che di pomeriggio era riuscita a restarvi; il Napoli, dal canto suo, voleva dimostrare di essere pronto all’esame di maturità ed anche non deludere quei tremila tifosi giunti al seguito. Ecco spiegate, forse, certe scelte di Gasperini ma non fino in fondo quelle di Donadoni che, a sorpresa, rinunciava a Lavezzi e Gargano, oltre a Dàtolo e Zuniga, neanche convocati. Come concedere al Genoa tanti vantaggi gratuiti. Nel Napoli, intimorito fin dall’avvio, i meccanismi si sono inceppati, la manova ha perso di fantasia e dinamismo e la squadra si è sbriciolata alla distanza, arretrando subito Aronica sulla linea di difesa, prestando il fianco spesso all’avversario. Nessuno però immaginava che la sfida potesse scivolasse sui binari dell’agonismo più esasperato per le decisioni avventate di un arbitro evidentemente condizionato dal clima così infuocato. Così dopo 28', il Genoa si è ritrovato in 10 per l’espulsione di Criscito, reo di aver mandato l’arbitro dove non avrebbe dovuto. Ed a quel punto, sono saltati i nervi a tutti. Gasperini ha spostato Mesto a destra disponendosi con un 3-4-2. Ma al 41', il Napoli riusciva a sfruttare la superiorità numerica con il solito Hamsik (terzo gol consecutivo, quarto se si considera quello con la Slovacchia) dopo una bella combinazione con Quagliarella. Appena pochi minuti, ecco la seconda decisione arbitrale che lasciava perplessi: rigore a favore del Genoa per presunta spinta di Campagnaro su Sculli ed espulsione del partenopeo. Dal dischetto Floccari ed è pareggio, nonchè primo gol in maglia rossoblu. In parita di uomini il Genoa, in campo con Palacio per Sculli, faceva prevalere organizzazione di gioco, freschezza atletica e determinazione portandosi in vantaggio con una fucilata di Mesto che sorprendeva De Sanctis. Solo a questo punto Donadoni decideva di inserire Lavezzi e Gargano mentre Gasperini inseri­va Crespo. Ma era sempre il Genoa a trovare il terzo gol con Crespo, in tandem con Palacio, e persino a fare poker su rigore con Kharja. GENOA (3-4-3): Amelia 6; Biava 7 Moretti 6,5 Papastathopoulos 6; Marco Rossi 6,5 Milanetto 6,5 (32' st Kharja 6) Zapater 6 Criscito 4; Mesto 6,5 Floccari 6 (13' st Crespo 6) Scul­li 5,5 (1' st Palacio 6,5). A disp.: Scarpi, Tomovic, Esposito, Fatic. All. Ga­sperini 7 Falli commessi: 13 Fuorigioco provocati: 0 NAPOLI (3-5-2): De Sanctis 5,5; Campagnaro 5 P. Cannavaro 5,5 Con­tini 5; Maggio 5 Pazienza 5,5 Cigarini 5 (14' st Gargano 6 ) Hamsik 7 Aronica 5,5; Quagliarella 5,5 Pià 5 (14' st Lavezzi 5,5). A disp.: Iezzo, Grava, Rinaudo, Bogliacino, Hoffer. All. Donadoni 5 Falli commessi: 18 Fuorigioco provocati: 0 ARBITRO: Tagliavento di Terni 3 Guardalinee: Rossi e Grilli Quarto uomo: Stefanini MARCATORI: 41' pt Hamsik (N), 50' pt Floccari (G, rig), 10' st Mesto (G), 29' st Crespo (G), 43' st Karja (G, rig). ESPULSI: 29' pt Criscito (G) per espressione irriguardosa nei confronti dell’arbitro; 49' pt Campagna­ro (N) per doppia ammonizione e 42' st Aronica (N). AMMONITI: Contini (N), Cannavaro (N), Campagnaro (N), Maggio (N), Sculli (G) ASSIST: Quagliarella (N), Palacio (G) NOTE: paganti 7.945, incasso di € 196.007 (abbonati 24.300). Angoli 4­4. Rec: 5' pt, 0' st

CORRIERE SPORT - LE PAGELLE. di Antonio Giordano.Biava lotta a tutto campo Palacio accelera, Mesto c’è. Contini non vede Crespo Quagliarella in solitudine. GENOA. 7 Biava - Replica a Pià, poi a Lavezzi: un gigante. Sia in fase difensiva sia in proiezione offensiva. 7 Gasperini (all.) - Rimodella con pennellate: un talento della panchi­na che attacca sempre, pur nel­l’inferiorità. Lo special two. I suoi giocatori raddoppiano e triplicano in marcatura a tutto campo. Chiedere a Quagliarella. 6,5 Moretti - Deve stringere su Quagliarella, s’attacca pure alla sua maglia. 6,5 Rossi - E’ l’ombra di Hamsik. Lo perde in uno svolazzo slovacco, ma lì non si può far granché. 6,5 Milanetto - Fa l’educatore con Sculli: premio signorilità alla serata. Si scuote alla distanza. 6,5 Palacio - Mette velocità, anche se fa arrabbiare all’inizio Gasperini perché invece di accentrarsi se ne sta sulla sfascia. Ma nell’uno- due per Crespo ci mette il suo assist da regista offensivo. 6,5 Mesto - Parte piromane a destra, continua da pompiere a sinistra: poi tira fuori l’eurodestro che ribalta la partita. Che botta! 6 Zapater - C’è caos nel mezzo e lui smarrisce i punti di riferimento. 6 Floccari - Gli consegnano una palla di fuoco sul dischetto: lui, glaciale, la manda dentro e segna il primo gol con la maglia rossoblù. 6 Papastathopoulos - Iniziative sparse in fase propulsiva, attenzione dignitosa nelle chiusure. 6 Amelia - Fa quel che deve su Pià, su Quagliarella. 6 Crespo - Vecchi è bello: zampata da istrione e prima rete in rossoblù. Il suo Genoa è davanti all’Inter. 6 Kharia - Gloria dagli undici metri, per partecipar alla festa. 5,5 Sculli - Una coppa di bromuro per il giovanotto che cerca di far giustizia da sé su Campagnaro. Esce per evitargli rossi annunciati. 4 Criscito - Derby da napoletano rovinato con una parolaccia. NAPOLI. 7 Hamsik - Ventidue anni e una carriera da Lampard davanti: tre gare, tre reti. Sontuoso. 6 Gargano - Impatto bruciante, ma quando il Napoli è stanco. 5,5 De Sanctis - Esci, esci: e come a Palermo rimane incollato sulla linea di porta. Reattivo su Milanetto; su Mesto, mah! 5,5 Cannavaro - Va al corpo a corpo con Floccari, contenendo con sufficienza. Poi deraglia con il gruppo. 5,5 Pazienza - Disfa il palleggio altrui andando a pressare Zapater ovunque. 5,5 Aronica - L’atteggiamento di chi ne ha viste tante. Il rigore gli sembra indispensabile. 5,5 Lavezzi - Accelera e sbatte a sfida semi- compromessa. 5,5 Quagliarella - Fa lavoro sporco, ma in solitudine. 5 Contini - Oddio che combina: e dà a Crespo le chiavi della partita. 5 Maggio - Perde Criscito, perde pure Mesto... 5 Cigarini - Scolastico, scegliendo il basso profilo. 5 Pià - Esce dal cilindro, galleggiando faticosamente. 5 Donadoni (all.) - Rischia Gargano e Lavezzi fuori, tarda a ( ri) mescolare il Napoli. 5 Campagnaro - E’ vittima, più che colpevole: e nella sfida sottile con la psicologia di Tagliavento finisce a pezzi. L’arbitro 3 Tagliavento - Per un vaffa, ci vuole il rosso. Ma poi il rigore su Sculli o è una topica o è compensazione: fate voi, perché lui fa danni ad occhio nudo, graziando Contini, Sculli. Lui no, non può essere graziato dopo una serata del ge­nere.

CORRIERE SPORT - Milano e Roma non hanno ancora ingranato a pieno: la capitale del calcio è altrove. Genova per loro parla di scudetto. Samp e Genoa a punteggio pieno affiancano la Juventus Davvero un momento magico per la città della Lanterna. Genova per loro. Insieme in testa, con la Juve. A punteggio pieno. Sognando lo scudetto e giocando un gran calcio. Genoa e Samp non erano mai state così belle insieme e dolcemente spudorate. Prima c’erano Mancini e Vialli, ma non i rossoblù. Poi Aguilera e Skuhravy, ma non gli altri. Ora insieme ai bianconeri c’è la città più inglese d’Italia, con due tifoserie appassionate, che fanno 45 mila abbonati, due squadre che giocano all’attacco e vincono in un campionato che regala piccole follie, dove non ci sono difese imbattute, e dietro Inter e Juve tutto è possibile. Mai così tanto talento sparso, mai così tanti gol: Cassano, Floccari, Pazzini, Crespo. Del Neri, a Bergamo con un uomo in meno, ha tolto Pazzini e messo dentro Pozzi, un altro attaccante. A Firenze, contro il Cagliari, Prandelli, uno dei migliori, ha tolto fantasisti e centrocampisti offensivi per difendere l’uno a zero. A Genova, no. Giocano all’inglese, sognano lo scudetto e non arrossiscono. Come il Genoa di Crespo che dice «l’appetito vien mangiando» dopo i quattro gol al Napoli in una serata incandescente. Era da più di settant’anni che il Genoa non partiva così forte. E tra due settimane ci sarà Genoa-Juve. A Marassi. Bello. QUI GENOA La sfida di Crespo «Scudetto? L’appetito viene mangiando» - Un colpo da biliardo. Così Hernan Crespo ha messo la sua firma sul primato del Genoa, in testa con la Samp e la Juve a punteggio pieno. Un colpo di destro, con De Sanctis in uscita. Palla all’angolino, carambola morbida e rete del tre a uno. Adesso l’argentino è felice: «Ringrazio il preparatore atletico perché ci fa correre - dice subito - Cosa chiedo a questo campionato? A giocare, a segnare, a vincere qualcosa, sarebbe bello, sarebbe qualcosa di straordinario por­tare a casa qualche trofeo anche quest’anno. Noi primi? L’appetito vien mangiando, vedremo. L’Inter è dietro, certo, ci tengo perché ho molti amici lì, è stata una bella esperienza ma adesso la mia realtà è il Genoa». Gasperini spiega l’espulsione di Criscito: «Sono arrabbiato, perché quando si manda a quel paese l’arbitro è giusto uscire, ma il ragazzo mi ha spiegato che si riferiva al colpo che aveva ricevuto non a Tagliavento». Anche se le immagini non gli danno ragione. Ma alla fine non è stata decisiva. Come è dolce la notte del Luigi Ferraris, un'altra vittoria, il Grifone cala il tris: un giro di carte da urlo per la squadra rossoblu. Il Genoa e Genova se la godono alla grande, primi della classe insieme alla Juve. Nessuno pensava, ma qualcuno sogna­va: perché il progetto genoano è di quelli vincenti. Da un campionato all'altro, rimane un filo rosso(blu) che decora con un fiocco questa partenza sprint. Ma è vietato sbilanciarsi o pensare in grande. Due settimane in testa alla classifica ma guai a lasciarsi andare in pensieri che, al momento, possono sem­brare ancora proibiti. «Al momento non pos­so dire quali siano i nostri obiettivi considerando che abbiamo cambiato moltissimo. Dopo questo prima tranche di gare ravvicinate potremmo avere le idee più chiare. Al momento dobbiamo lavorare tantissimo per crescere dal punto di vista tecnicotattico». Così aveva parlato Giampiero Gasperini alla vigilia della sfida con il Napoli. Parole piuttosto chiare, con la convinzione che questo Genoa sta crescendo ma anche l'umiltà di vivere alla giornata. Senza andare oltre le righe, evitando di guardare oltre la prossima partita. Ecco il segreto di un Genoa che ha raccolto consensi ed entusiasmo in questi mesi: la quota degli abbonamenti ha supera­to abbondantemente il tetto delle 24mila unità, significa record assoluto per la squadra rossoblu nella sua storia. La Genova calcistica ha quella faccia un po' così, di quella che si ritrova davanti a tutti e sente di starci bene: al ballo dei vip del campionato anche la Superba ha meritato di esserci, non è stata mica una spolverata di buona sorte ha tracciare la strada. E' la politica dei piccoli passi, il Genoa avanza lentamente ma con sicurezza nel suo cammino. «Vogliamo vincere perché ci potrebbe dare maggiore convinzione nei nostri risultati anche se un passo falso non comporterebbe assolutamente nulla» , disse il numero uno rossoblu Enrico Preziosi qualche giorno fa. Appunto, un passo alla volta e il Grifone apre le ali e vola lontano sul punto più alto della classifica. L'anno scorso fu la squadra di Gasperini, Milito e Thiago Motta, oggi il Genoa si coccola sempre il suo abile stratega in panchina ma ha cambiato impostazione. Si guarda al presente, ma si lavora ancora per il futuro. Il Genoa si piazza sul gradino più alto del podio, e meglio non potrebbe iniziare la settimana che porterà Amelia e soci all'esordio nel girone di Europa League: giovedì appuntamento al Luigi Ferraris contro lo Slavia Praga, anche in questo caso sarà un pieno allo stadio.

 

IL SECOLO XIX - Una notte da Grifoni e ora si vola altissimo. di Mauro Casaccia. L’ARBITRO E IL NAPOLI FANNO PAURA, POI IL TRIONFO. Genova. La partita in rosso, ecco il titolo per il film Genoa Napoli. Anche quest'anno. Nella scorsa stagioneal Ferraris il Grifone finì in nove e vinse 3-2, stavolta finisce in dieci, contro nove azzurri, e festeggia alla grande: 41. Primo momento "red" al 28' pt, espulsione di Criscito: Tagliavento punisce un insulto del mancino rossoblù e Genoa in dieci per almeno un'ora. Pare ci sia stato, quindi corretto. Ma ciò non toglie la necessità di uniformità, affinché un "vaffa" non pesi più di altri "vaffa". Nel pomeriggio, Marco Giampaolo si era scagliato contro «i Totti o i De Rossi, un certo malcostume per cui si insulta l'arbitro per 90'». Non si può dar torto al tecnico del Siena. Poi, si torna al Ferraris, dove il "vaffa" pesa eccome, perché il Genoa non trova immediato accorgimento per risistemarsi e il Napoli passa con l'infilata di Hamsik, abile a saltare Amelia in uscita. Secondo momento "red" al 49', quando il contatto in area Campagnaro Sculli è sanzionato con secondo giallo per il difensore e rigore che Floccari trasforma. Poi, Mesto. È l'uomo in più della ripresa, mentre Amelia è l'insolito assistman: dopo il lancio per Sculli, il portiere pesca con precisione Mesto che, al 10' della ripresa, converge da sinistra e trova laperla con destro potente. Niente "red", ma è momento "hot", quello che decide il match. Con l'aggiunta del terzo lancio vincente di Amelia al 29' st: tango Crespo Palacio e rete del bomber di Florida. Per finire, altro "red", ad Aronica per fallo da ultimo uomo su Palacio: il rigore tocca a Kharja, Genoa quattro. Per continuare a volare lassù. Diventa anche sudamericana, la partita che non lo era: Palacio, Crespo, Gargano, Lavezzi e Bogliacino cominciano dalla panchina, Figueroa e Denis vanno in tribuna, Datolo e Zuniga sono rimasti a Napoli. E va bene che Donadoni rispolvera il brasiliano Pià al fianco di Quagliarella e schiera Campagnaro in difesa. Così è salvo, per un po', il duello a distanza tra combattenti dallo stesso soprannome, Toro contro Toro,con Zapater. Gasperini, invece, ai suoi argentini d'attacco preferisce, in principio, Floccari centravanti e Mesto all'ala destra, a puntare l'esterno d'emergenza partenopeo Aronica. Per completare il tridente, Sculli. la vecchia guardia che conosce a memoria i meccanismidi gioco è punto di forza: in mezzo al campo,Milanetto. Il Napoli tiene la linea difensiva molto bassa e aspetta, il Grifone fa girar palla e cerca il varco con i tagli verso il centro di Sculli e Mesto e le sovrapposizioni di Criscito e Rossi: al 9' il capitano rossoblù sfonda ma Contini lo stende: giallo.Gasperini allarga le braccia e chiede ai suoi ampiezza, per allargare le maglie azzurre. L'intentosi traduceal 15'quando Floccari si gira bene sulla trequarti e apre d'esternoper la discesa di Criscito: sinistro potente su cui De Sanctis s'allunga a deviare. Con in tribuna Ciso Pezzotti, collaboratore del ct Marcello Lippi, parata da Nazionale. Allora, risposta di Amelia: sforbiciata sporca di Quagliarella che diventa assist, destro di Pià e respinta del portiere rossoblù. I ritmi si alzano, gli animi si scaldano e s'arriva al "vaffa" di Criscito punito con il rosso diretto: Gasperini porta Sokratis a destra e sposta Mesto a sinistra a centrocampo, varando il 342. Diga che dura poco. Prima Amelia arriva in uscita bassa su Campagnaro e rimedia un pestone (prima ammonizione per l'argentino), al 41' ci riprovama Hamsik è in anticipo su Quagliarella, lo salta all'esterno e trova l'angolo per insaccare l'1-0. Il Grifone però non demorde, ha la rabbia del rinvio lunghissimo di Amelia al 4' di recupero della prima frazione e quella di Sculli che corre anchese la palla sembra persa,procurandosi il contatto con Campagnaro. Dubbi e contestazioni, è rigore e secondo giallo per l'argentino: penalty trasformato con freddezza da Floccari, 1-1 e parità numerica. Si riparte con Palacio al posto di Sculli e Tagliavento che sbaglia: Mesto sfugge aContini che lo atterra, è già ammonito,l'arbitro lo risparmia. Azione simile, 5' dopo,Mesto rifugge e Maggio lo stende: stavolta ammonizione, ad aggravare la decisione precedente. Resta il fatto che Mesto a inizio ripresa è imprendibile e Amelia sul lancio lungo conserva il piede caldo: al 10' st pesca lungo l'esterno di Monopoli, che si sposta verso il centro ed esplode il destro all'incrocio lontano.Vantaggio Grifone. La partita si sudamericanizza: dopo Palacio, dentro Crespo, Lavezzi e Gargano. Il primo al 21' st scappa impendibile a destra, cross e colpo di testa di Zapater su cui De Sanctis è prodigioso. Amelia risponde? Sì, al 25', supunizione di Quagliarella. Non bastasse, il portiere aggiunge come messaggio a Lippi un altro lancio "da rete", per gli argentini rossoblù: Crespo protegge palla, Palacio dribbla e lo serve di rimando, il bomber piazza il piattone sul palo lontano. Ce n'è ancora: Kharja va via a sinistra e crossa basso e teso, Aronica stende Palacio e va fuori. Il francomarocchino realizza dal dischetto. Davanti ai tennisti di Davis: Genoa, gioco partita incontro.

 

IL SECOLO XIX - Gasp euforico: «Samp prima? Me ne frego». di Claudio Mangini. PREZIOSI: «CI SIAMO RINFORZATI SCEGLIENDO OTTIMI GIOCATORI». GENOVA. Prima si gode l’inno, il doppio omaggio dei giocatori alle gradinate, gli abbracci di chi gli sta vicino, quel senso di leggerezza che unisce. Dai pensieri cupi di una partita maneggiata dall’arbitro con la grazia di un elefante tra le vetrina di una gioielleria alla sensazione di volare alto. E, nella notte di fine estate, puoi anche respirare quel profumo inebriante dell’erba del campo. Enrico Preziosi non sbanda, giura. Non passa dal pessimismo all’ottimismo. Non ha fatto, assicura, pensieri brutti. «Non ho capito quell’espulsione. Non ho capito del tutto neppure il primo rigore. Mi spiace che la partita, a un certo punto, abbia preso quella piega. Ma non ho mai avuto paura. Sono sempre stato convinto che ne saremmo venuti a capo». Una partita vissuta dal primo all’ultimo secondo, picchi d’intensità che il Genoa, ormai, ha abituato a regalare. Un Genoa che culla quali obiettivi, oggi lo può dire? A metà settimana Enrico Preziosi aveva rifiutato il pronostico, sotto gli stucchi di Vialla Rostan, a Pegli. E ora, sotto il cielo di Marassi? «Dico che, tolte le prime due, ce la giochiamo alla pari con tutte…». Onore al merito. «Di un gruppo equilibrato. Io non sono un fenomeno, ma credo di avere delle capacità. Abbiamo scelto giocatori che si stanno rivelando ottime scelte, come Zapater, Palacio, come gli altri.Questo è un gruppo compatto, valido. Quando recupereremo Juric, Bocchetti che ormai è dietro l’angolo e Palladino, saremo a posto. E poi, abbiamo ilnostro allenatore, che è uno dei migliori d’Italia, uno dei migliori d’Europa…». Poi, un omaggio al pubblico: «Ci seguono, hanno fiducia, sono con noi. Lo dicono i numeri – 24 mila abbonati abbondanti, non sono numeri da poco , credono in questo Genoa. Noi andiamo avanti. Non pensiamo a un ciclo, pensiamo alla prima partita dietro l’angolo».E, intanto,per la casa dei tifosi, lo stadio,avanza la polemica. Preziosi tira una riga: «Ho sentito dichiarazioni azzardate da parte di un assessore, io credo che serve serenità per riprendere un dialogo costruttivo. La strada è solo questa». E Genova guarda tutti dall’alto. Gian Piero Gasperini il discorso lo riprende da lì, dal primato condiviso. Immancabile , davanti a una tv, la domanda, e Gasperini,come Criscito,rischia di scivolare su un’esclamazione gergale: «Veramente, a noi, della Sampdoria non ce ne frega un... niente». Poi rimedia: «C’è una sana rivalità». «Un doppio primo posto che fa bene alla città. Quarantacinquemila abbonati fra le due squadre è un numero significativo, e un confronto in alto fa bene». Una partita segnata da quell’episodio, l’espulsione di Criscito.«Che mi ha fatto arrabbiare, perché vedevo che la serata era promettente, giocavamo bene, facevamo le cose con agilità e velocità. Mi ero arrabbiato. Ma poi, negli spogliatoi, il ragazzo ha ammesso di aver detto quella parola di troppo. Ma di averla detta istintivamente, perché aveva sentito male, non era per l’arbitro ». Il Genoa ha sofferto, è andato in svantaggio, ha raddrizzato la partita, l’ha ripresa saldamente inmano. «Volevo chiudere il primo tempo 0-0 anche in inferiorità numerica. Invece, è venuto quel gol. Ma per noi poteva starci anche un rosso, con quel fallo su Amelia…E, comunque,poi abbiamo ripreso il discorso interrotto… ».E ora c’è anche chi parla, addirittura, di scudetto. «E se ne assume la responsabilità – sorride Gasperini. Io dico che si sta bene lassù,ma che le iperboli sono esagerate. Adesso dobbiamo preparare bene la partita di giovedì, fondamentale per la qualificazione europea». Poi, un grazie con il sorriso anche ai complimenti del presidente Preziosi: «Io fra i più bravi d’Europa? Anche di questo chi lo dice si assume la responsabilità ». È una notte di sorrisi. «Adesso dobbiamo portare avanti il nostro lavoro, partita per partita, e intanto abbiamo la possibilità di recuperare i nostri giocatori, Bocchetti, Jankovic,Juric. E presto potremo provare in difesa tutti questi ragazzi – come Esposito,Tomovic–che,perora, hanno avuto meno occasioni». Sorrisi, sipario. Appuntamento a giovedì.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Claudio Mangini. GENOA. AMELIA 6,5 Lui ha grandi ambizioni.Una: riprendersi la Nazionale. In tutti imodi, anche, al 13’, uscendo di piede dieci metri fuoiri area, per spazzare, con un calcio da rugbysta verso una H immaginaria il pallone. E la Nord, che a Rubinho rimproverava scarse qualità di calciatore, alza un applauso convinto. Poi, quattro minuti dopo, fa ilmiracolo su Pià che coglie una ribattuta e spara da dentro l’area. A colpo sicuro, con ci fosseAmelia, versione fattucchiera. Campagnaro lo manda ko, dueminuti dopo subisce gol: esce sui piedi diHamsik che lo infila con un palla radente.Nel secondo tempo, riprende su un ottimo standard: bella una respinta a pugni su punizione del pericolo numero uno,Quagliarella. BIAVA 6 Mica facile, la serata, con Pià e Hamsik che puntano la sua zona. Lui, appena ha l’occasione, va a dareman forte davanti. Poi, Tagliavento cambia la partita lasciando il Genoa in dieci e lui èmandato da Gasperini a fare il centrale difensivo. MORETTI 6,5 Cerca l’anticipo, entra pulito. Comincia un’eccellente partita da centrale. Poi, quando il Genoa resta in dieci è spostato a sinistra. Sbaglia su Quagliarella, quando lancia Hamsik per l’assist gol. SOKRATIS 6 Il Napoli ha giocatori che puntano la porta in velocità, lui ha spesso sulla sua stradaQuagliarella. Serata non impeccabile. Vameglio quando Gasperini, con il Genoa già costretto in dieci, lo sposta a destra.Da notare una bella proiezione offensiva ametà ripresa. ROSSI 7 Vola, dopo appena ottominuti, infilando ilNapoli sulla sua fascia e Contini non può che interrompere il suo spunto ruvidamente: ammonito. Fa la solita partita di quantità e generosità. Spinge e torna a coprire. In una notte difficile, che simette troppo presto in salita, serve il suo cuore da capitano. Perfette – e provvidenziali – tre diagonali che interrompono pericolose geometri, nel secondo tempo. Il solito, impareggiabile baluardo del centrocampo. MILANETTO 5,5 C’è e non c’è, nel senso che un geometra onestro e preciso come lui, che qualche volta, si trasforma in architetto raffinato, soffre e va in apnea contro una squadra arrembante come il Napoli. Spesso impreciso negli appoggi, conclude con una percentuale d’errore insolitamente alta per lui (dal 32’ del st KARJA6,5: entra ed è capace di guadagnare e segnare il secondo rigore). ZAPATER 6,5 «Non abbiamo comprato fuoriclasse, ma buoni giocatori – ha detto qualche giorno fa il presidente Preziosi –ma uno diventerà un fuoriclasse: Zapater». La serata la comincia con un cross filante e maligno per Sculli: assist dopo 130”, nientemale. Lavora, prevalentemente, da mezzo sinistro e innesca a ripetizione Criscito e Sculli. Poi, nella bolgia della fase centrale di gara, si vedemeno. Ma riemerge nella ripresa, anche in fase conclusiva, come quando conclude pericolosamente di testa su spunto da destra di Palacio. CRISCITO 4,5 Il Napoli, per lui, non è un’avversaria come le altre. «Napoli è lamia città,ma io tifo Genoa al 100 per cento – ha detto alla vigilia. Il mio fratellino e la mia famiglia saranno in tribuna. Loro faranno il tifo permema anche un po’ per la squadra della nostra città». Ma la sua serata è rovinata dopo 28minuti: fallo su Quagliarella e rosso diretto, pare per un ”vaffa” di troppo. Sbaglia l’arbitro,ma neanche lui fa la cosa giusta. MESTO 7,5 Preferito a Palacio, fa e (qualche volta) sbaglia.Ma cimette sempre una determinazione e una carica furibonda. Bella la sua conclusione al 35’: sciabolata, di poco a lato. In dieci, arretra e va a fare “il Criscito”, diventando protagonista assoluto. Sempre con generosità, sempre in velocità, ma anche con qualità.Da brividi (per la difesa del Napoli) la sua incursione all’8’ del secondo tempo: costringe Maggio all’ammonizione a un palmo dall’area di rigore.Ma è questione di una manciata di secondi. Sullo sviluppi dell’azione, è lui che trova la coordinazione e fa seccoDe Sanctis da fuori. Da applausi.Di più: Marassi romba, il Grifone riprende a volare alto. FLOCCARI 6,5 Fa il Milito. Si propone, cerca la conclusione e spesso regge il gioco, facendo un lavoro utile per i compagni di reparto e per la squadra. Una punta che può anche fare reparto da solo, in certimomenti,ma che nelGenoa è assistito ameraviglia. Due belle girate. Poi, batte un rigore non facile, e non sbaglia. (dal 13’ s.t. CRESPO7: Entra, si batte, non gioca troppi palloni. Ma, quando Palacio gli regala un assist in profondità, lui trova l’unica prospettiva di conclusione che trasforma un’ottima idea in gol. Spegne ilNapoli e conferma che il passare degli anni non fa veniremeno il fiuto del grande bomber). SCULLI 7 «Gli uomini cambiano, il Genoa di Gasperini no», ha detto in settimana. Lui è un perno fondamentale di un meccanismo di precisione. E ha cuore. Comincia arrembando, spedendo fuori di un niente il cross di Zapater dopo meno di treminuti. Si batte come un leone in inferiorità e va a guadagnarsi, con una buona dose di astuzia, il rigore che vale l’11. (dal 1’ s.t. PALACIO 7 Non ha bisogno di carburare: entra e inizia a puntare la difesa delNapol, diventando un pericolo costante. Prima prova lo spunto vincente cercando la testa di Zapater, e lo spagnolo sfiora il gol, poimette in moto Crespo ed è 3-1). NAPOLI De Sanctis 6; Campagnaro 5, P. Cannavaro 5, Contini 5,5; Maggio 5,5, Pazienza6, Cigarini 5,5 (dal 13’ s.t.Gargano6), Hamsik 7, Aronica 5,5;Quagliarella 7,5, Pià6,5 (dal 13’ s.t. Lavezzi 6,5). ARBITRO TAGLIAVENTO di Terni 4. Il dialogo? Belle parole. Espelle Criscito dopo neanche mezz’ora e rovina la partita, oltre a commettere un’ingiustizia. Al genoano scappa una parola – non bella, non elegante – di troppo: sbaglia. Ma questo è arbitraggio vecchio stile. Il grave è che non fa solo un danno al Genoa,ma fa alzare a limite di guardia il livello di tensione della partita. Poi perdona Campagnaro, giudicando non cattivo l’intervento che lascia fuori partita Amelia per dueminuti.Gioca a fare il Lo Bello anche dopo, quando Sculli entra sporco e lui fischia fallo, poi punisce il mugugno con l’ennesimo giallo. Cartellino troppo facile, sbandierato con una frequenza inversamente proporzionale alla sua personalità. Forse usa anche la legge di compensazione, quando assegna il secondo giallo a Campagnaro, riportando la partita in parità numerica. A inizio ripresa grazia Contini, già ammonito.

 

IL SECOLO XIX - CORO ROSSOBLU': «Questa è la vittoria del gruppo». Crespo: «Abbiamo anche dimostrato una grande maturità». Kharja: «Tripla soddisfazione». Floccari: «Sarà un super derby». di Mauro Casaccia. Genova. Tre partite di campionato: 9 punti, 8 gol e 8 marcatori diversi. C'erano già difensori e centrocampisti, ieri si sono aggiunti i centravanti. Quelli di rientro, quelli della staffetta che per Gasp non è compromesso, ma metodo: Floccari e Crespo, gol uno e tre. In mezzo, Mesto. Dopo, Kharja. I quattro moschettieri genoani nel 4-1 contro il Napoli, ma il "tutti per uno" è ben più ampio. Il coro rossoblù: «Questa è la vittoria del gruppo». Anche il marocchino è reduce da infortunio e con Ramadan in corso, finisce il 19 settembre: «In effetti, un po' di energie le toglie. Ma oggi è tripla soddisfazione: gol, vittoria, primo posto». Houssine, come le due punte, ringrazia l'opera dei preparatori atletici. Alessandro Pilati incassa e gira ai due colleghi: «Io, Trucchi e Barbero siamo felici di condividere con loro questa vittoria». E la condivisione è il segreto dell'eccezionale avvio di stagione del Grifone, spiega Crespo, il quale riserva comunque a un compagno una citazione particolare: «Il successo è figlio del lavoro di tutti, del carattere mostrato in inferiorità numerica, della voglia messa in campo: il Genoa corre e non molla mai. Partita incredibile. Il mio gol? È andata bene. Grazie a Palacio, assist al bacio». Quanto a Mesto, allarga il discorso anche oltre la squadra, a tutto l'ambiente, tifosi compresi: «Ero in debito, dallo scorso anno. E adesso pensiamo allo Slavia Praga». Crespo, amico di Federer, scambia la maglia con la racchetta di Fognini, tifoso genoano. Floccari la maglietta indossata ieri sera se la ricorderà a lungo: il primo gol della sua seconda vita in rossoblù. «Sono passati tanti anni e adesso questo momento grandioso. C'era un po' di tensione sul dischetto, era un rigore pesante, la gara si era messa in salita». Primo posto, alla pari con Juventus e Sampdoria: «Siamo contenti del nostro inizio, però badiamo solo a far bene. Il derby si sente nell'aria, specie ora che entrambe stanno facendo bene. Ma pensiamo a una gara per volta». Staffetta pure in mixed zone per tornare a Crespo: «Sono contento, abbiamo dimostrato maturità di atteggiamento. Dobbiamo solo continuare a imparare ciò che ci chiede Gasperini. E teniamo i piedi per terra, anche se va detto che queste partite fanno ben sperare e aiutano a lavorare bene».
 
IL SECOLO XIX - Coppa davis e grifoncini: festa al Ferraris. oltre il match. Genova. Profumo di coppe a Marassi, e non solo fra le due sfidanti: il Genoa che, fra quattro giorni, affronterà lo Slavia in Europa League, il Napoli che sogna la ribalta internazionale. Profumo di Davis, con Potito Starace e Fabio Fognini, seduti fianco a fianco: napoletano e tifoso azzurro il primo, genoanissimo il secondo. A fine partita, lo scambio di regali: la maglia rossoblù numero 9 al tennista di Arma di Tagia, la sua racchetta a Crespo. Ma è anche la sera della passerella per i Grifoncini che in settimana hanno conquistato la Supercoppa Primavera. Entrano in campo quando sono passate le 20 da una manciata di minuti. In tribuna, su un tavolo coperto da un velo di raso bianco, fanno bella mostra i trofei: Viareggio 2007, Coppa Italia 2008 e Supercoppa. Giro di campo: l'allenatore Luca Chiappino e il responsabile del settore giovanile Michele Sbravati davanti... Dietro, tutti i ragazzi, con Stefano Raggio Garibaldi, il portiere decisivo ai rigori, in prima fila. In sottofondo We are the champions. Stadio in piedi. Sullo schermo, immagine sui momenti più belli della final

 

LA REPUBBLICA - Ottovolante Genoa, è show infinito a Marassi. di Lorenzo Mangini. Grande rimonta dei rossoblù, che con una ripresa perfetta restano in vetta. Primo tempo condizionato dall´arbitro, poi Gasperini azzecca tutto. Dalla notte bianca alla notte rossoblù. Il Genoa aggancia Sampdoria e Juventus al vertice del campionato. Il Napoli si conferma meglio di un babà, cinque volte sconfitto dal ritorno in serie A del Grifone, ma a Marassi è sempre festa. Al ballo e´ stato invitato per la prima volta Floccari, dopo l´acquisto estivo dall´Atalanta. L´erede di Milito entra in gioco già al 2´ e scaglia la sua prima ed ultima palla verso la porta al 50´, ma è il rigore del pari e quindi non poteva iniziare meglio. Si fa apprezzare soprattutto come riferimento centrale, sempre o quasi spalle alla porta. Certamente Gasperini si conferma cauto nei cambiamenti, finora punta prevalentemente su elementi collaudati. A parte Floccari, solo Amelia, Moretti, Zapater tra i nuovi arrivi trovano spazio subito. E´ il contrario della panchina, dove il solo Scarpi rappresenta una vecchia conoscenza. Anche gli interpreti del classico 3-4-3 sembrano quasi un inno alla prudenza, con Mesto e Sculli come esterni offensivi. In mezzo, tocca a Milanetto sostituire, seppur con caratteristiche diverse, il "guerriero" Juric, mentre Criscito resta laterale ad incrociare i tacchetti con Maggio. Nel trio davanti ad Amelia, Sokratis parte a sinistra, forse l´unico azzardo ed, infatti, al 27´ Gasperini cambia tutto, spostando Biava centrale e Moretti a sinistra, un minuto prima dell´espulsione di Criscito, che scatena la corrida. Inizia un´altra gara, più combattuta che giocata, fatta soprattutto di episodi. Le due squadre potrebbero tornare a uomini pari già al 37´, ma Tagliavento grazia Campagnaro per la scarpata malandrina ad Amelia. Il destino dell´ex sampdoriano si compie tredici minuti più tardi: abbatte Sculli, provoca il dubbio rigore e termina la gara con la seconda ammonizione. E´ la svolta della gara. In un attimo, il Napoli perde un uomo ed il vantaggio, facendosi prendere in contropiede dal potente e preciso rilancio di Amelia, un piccolo disastro. Il Genoa ringrazia, il vento, anche tattico, cambia e Gasperini si gioca la carta Palacio, a destra, con Mesto che va ad attaccare Maggio, arretrato a formare il quartetto difensivo campano, nella corsia opposta. Gasperini, come gli capita spesso, indovina tutto, ed il Genoa vola con le sue ali. Mesto potrebbe far espellere Contini e poi trova l´incrocio con un bolide di destro, su un altro rilancio perfetto di Amelia, in versione assist man. La scena passa a Palacio che regala un cioccolatino a Zapater al 21´, De Sanctis si supera, manda in porta Crespo al 30´ ed al 42´ conquista rigore ed espulsione di Aronica.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, un poker per la vetta. Rossoblu in vetta con Samp e Juve dopo il successo sul Napoli. Finisce 4-1, segnano nell'ordine Hamsik, Floccari, Mesto, Crespo, Kharja. Contestato l'arbitraggio di Tagliavento di LUIGI PANELLA. GENOVA - Ritmo altissimo, bel gioco, follie arbitrali. Serata movimentata al Ferraris, dove il Genoa batte il Napoli 4 a 1 e si tiene stretta la vetta, in coabitazione con i cugini doriani e la Juve. Successo sostanzialmente giusto, penalizzante però nella forma per il Napoli. Troppo pesante il punteggio per i partenopei, che però hanno il torto di non gestire la situazione nel momento tatticamente più favorevole per poi crollare di schianto nella ripresa. Pessima direzione dell'arbitro Tagliavento, che riesce nell'impresa di trasformare una bella partita in una faida. PANCHINARI ECCELLENTI - I moduli restano immutati, di interpreti ne cambiano parecchi. Gasperini opta per la versione più prudente del tridente: c'è Floccari (preferito a Crespo) in avanti, con Sculli e Mesto sugli esterni. Donadoni giudica troppo stressanti i viaggi intercontinentali e lascia in panca Lavezzi e Gargano: in avanti c'è Pià a fare coppia con Quagliarella. In particolare, il tecnico partenopeo mostra di temere la corsia destra del Genoa, scegliendo da quella parte un difensore adattato come Aronica. IL BEL GIOCO - Il primo tempo va diviso in due parti. La prima, quella del bel calcio. Ritmo altissimo, occasioni da ambo le parti. Genoani pericolosi con un colpo di testa ravvicinato ma impreciso di Sculli e con una gran botta dalla distanza di Criscito neutralizzata da De Sanctis. Il Napoli parte con personalità e si vede negare il gol dall'istinto di Amelia, pronto su una botta ravvicinata di Pià. POI TAGLIAVENTO... - La seconda parte la caratterizza l'arbitro Tagliavento, che nella lista degli episodi sfodera una serie negativa. Nell'ordine. Carattere permaloso (il che ci può stare) sul 'vaffà di Criscito che lo contesta: rosso e Genoa in dieci. Indulgenza fuori luogo: Campagnaro non toglie la gamba su Amelia in uscita e se la cava con un bonario giallo. Il portiere è ancora timoroso quando Hamsik, perfettamente lanciato da Quagliarella, lo evita e porta avanti il Napoli. La decisione compensativa: con lo stadio trasformato in corrida, Tagliavento rimette 'le cose a postò fischiando un rigore molto dubbio per intervento di Campagnaro (espulso) su Sculli. A Floccari non tremano le gambe ed arriva il pari. IL SILURO DI MESTO - Anche nella ripresa il fischietto ternano merita un capitoletto: Contini, già ammonito, sdraia platealmente Mesto ma viene graziato. Detto questo, possiamo parlare di un Genoa trasformato rispetto ad un pur discreto primo tempo. Gasperini, che in dieci adotta il 3-4-2 invertendo molti ruoli (incisivo lo spostamento di Papastathopoulos a destra), inserisce subito Palacio e successivamente Crespo. La svolta però la offre Mesto con un siluro dalla distanza che lascia di stucco De Sanctis. CROLLO NAPOLETANO - Donadoni gioca le carte Lavezzi e Gargano: il pocho qualche problema alla difesa genoana lo crea, anche se la miglior chance è sulla testa di Maggio, che non trova la porta da pochi passi. Si era però già sul 3-1, siglato da Crespo con un colpo da biliardo dopo un'azione condotta in tandem con Palacio. Gara pressoché chiusa, con sigillo finale di Kharja, al quale viene assegnata la battuta del secondo rigore della serata. E' lo stesso Kharja che inizia l'azione con un a fuga a sinistra: sul suo cross Aronica stende Palacio dando la possibilità a Tagliavento di sventolare l'unico rosso veramente legittimo della serata. Genoa-Napoli 4-1 (1-1). GENOA (3-4-3): Amelia 6.5, Biava 7, Moretti 6.5, Sokratis 6.5, Rossi 7, Milanetto 6 (32' st Kharja 6.5), Zapater 6.5, Criscito 4.5, Mesto 7, Floccari 6,5 (13' st Crespo 7), Sculli 6 (1' st Palacio 6.5). (73 Scarpi, 40 Tomovic, 16 Esposito, 13 Fatic). All.: Gasperini 7. NAPOLI (3-5-2): De Sanctis 6, Campagnaro 5, Cannavaro 6.5, Contini 5, Maggio 5.5, Pazienza 5.5, Cigarini 5 (13' st Gargano 5), Hamsik 6.5, Aronica 6, Quagliarella 6.5, Pià 5.5 (13' st Lavezzi 6.5). (1 Iezzo, 2 Grava, 77 Rinaudo, 18 Bogliacino, 9 Hoffer). All.: Donadoni 6. Arbitro: Tagliavento di Terni 4 Reti: nel pt 41' Hamsik, 49' Floccari (rigore); nel st 10' Mesto, 29' Crespo, 43' Kharja (rigore). Angoli: 3 a 3 Recupero: 5' e 0' Ammoniti: Maggio, Cannavaro, Contini per gioco scorretto; Sculli per proteste. Espulsi: 28' pt Criscito per proteste, 49' pt Campagnaro per doppia ammonizione; 40' st Aronica per fallo in area su Palacio. Spettatori: 32.245

LA REPUBBLICA - "Eravamo convinti di battere il Napoli" Giampiero Gasperini loda il carattere della squadra dopo il 4-1 ai partenopei. Sull'espulsione di Criscito: "Sono andato negli spogliatoi arrabbiatissimo, anche se lui mi ha dato un'altra versione" "Eravamo convinti di battere il Napoli" GENOVA - Giampiero Gasperini si gode il primato del Genoa dopo il rotondo successo sul Napoli: "Avevamo la convinzione forte di far bene, di vincere la gara. Usciamo molto soddisfatti. Scudetto? Vi lascio dire, potete dire tutto quello che volete...". Sull'espulsione di Criscito: "Sono entrato negli spogliatoi arrabbiatissimo con il giocatore, se era vero che aveva mandato l'arbitro a quel paese non ci sarebbe stato dubbio, andava punito. Lui - continua - mi ha detto che c'è stata un'incomprensione, ha preso una brutta botta e la parola era riferita a questa. E' un ragazzo rispettoso, poi può succedere. Ma se è riferito all'arbitro è giusta l'espulsione". Il Genoa non ha mollato nel momento dell'inferiorità numerica: "Io speravo di finire il primo tempo in pareggio. La squadra è nuova e non era mai stata in inferiorità numerica, però sapevamo che loro erano caricati di falli in difesa, noi avevamo un passo superiore e la fiducia di poter vincere. La rivalità con la Samp? Non ce ne frega nulla...- assicura Gasperini - mi sembra presto dopo tre giornate, anche se la rivalità cittadina è importante e fa bene a tutta la città. Ho tanti amici doriani, è una sana rivalità". Genoa diverso ma ugualmente efficace rispetto alla scorsa stagioe: "Ci stiamo conoscendo bene e dovendo giocare tante partite avere tanti giocatori permette di tenere tutti dentro, sulla corda. Questa squadra ha una mentalità importante. Su piano tecnico e qualitativo siamo migliorati, possiamo crescere molto. Chi sceglie i giocatori? Il presidente ha molte idee e risorse, non solo economiche, ma di conoscenza. Siamo in 3-4 a scegliere, c'è anche l'allenatore anche se quest'anno mi han dato meno retta...".

LA REPUBBLICA - Palacio entra e illumina Zapater non perde un colpo. di Luca Palmieri. Criscito imperdonabile, Crespo da applausi sul 3-1. AMELIA 6,5: alterna buoni riflessi a qualche svago. Decisivo però con i suoi rilanci di piede. BIAVA 6.5: solidità e poche sbavature. Ottimo nei minuti finali quando si esibisce in un paio di interventi in scivolata esemplari. MORETTI 7: eleganza e sicurezza in ogni momento del match. Nel secondo tempo dirige le operazioni da dietro come Gasperini richiede. PAPASTATHOPOULOS 7: cresce con il passare dei minuti e si esalta nel fortino finale. ROSSI 7: uomo ovunque, corsa e cuore di capitano, pronto fino all´ultimo minuto a scatti mozzafiato. MILANETTO 6: gestisce con equilibrio i ritmi della partita. Dal 32´ st Kharja 6.5: sembra fisicamente fuori condizione ma lo scatto bruciante che procura il rigore nel finale è strepitoso. E si concede anche il lusso della trasformazione. ZAPATER 6,5: Juric può recuperare con calma, il suo ruolo è in buone mani. CRISCITO 4: l´arbitro è fiscale ma la reazione verbale che gli costa il rosso gi à alla mezz´ora del primo tempo è imperdonabile. MESTO 7: perde palloni importanti ma inventa un gol impossibile e diventa l´eroe della serata. FLOCCARI 6,5: al debutto in una partita ufficiale dimostra di avere la mobilità giusta per esaltarsi nella manovra rossoblù. E trasforma con freddezza il rigore dell´1-1. Dal 12´ st Crespo 6,5: freddezza da campione per il gol del 3-1. SCULLI 6,5: più spento del solito ma ha la scaltrezza di gettarsi sulla palla vagante che procura l´espulsione di Campagnaro e il rigore del pareggio, episodio decisivo. Dal 1´ st Palacio 7: sua la discesa e l´assist per Crespo che chiudono la partita

 

IL MATTINO di Napoli - Il Napoli crolla a Genova, sott'accusa l'arbitro e le scelte di Donadoni. di Francesco Marolda. GENOVA (13 settembre) - Ha in pugno la partita, il Napoli, ma poi se la fa sfuggire trasformado un possibile successo in terribile batosta. Una sconfitta, quella rimediata nella notte genovese, che però si chiama inesperienza, immaturità, prima ancora che incapacità di tener testa a un avversario capace sì di nove punti in tre partite, ma che in definitiva non si mostra migliore degli azzurri. Sorpresa, in avvio. Anzi due sorprese. Perché lasciati a casa Datolo e Zuniga, Donadoni rinuncia a Lavezzi e anche a Gargano. Formazione inedita quella che s'oppone al Genoa. E ad essere sinceri fa storcere il muso. Crea perplessità la scelta dell'allenatore azzurro che fa accomodare il Pocho e l'uruguaiano accanto a lui e che libera sul prato Pazienza e Pià. Sembrano un'esagerazione quelle assenze importanti. E lo sono. Sono un regalo al Genoa. Certo, il Napoli interpreta con attenzione il copione che s'è dato. Un copione che racconta d'una squadra che si difende bene, che chiude gli spazi all'avversario, che amministra egregiamente la corsia di sinistra con Aronica fresco di ripescaggio su quel lato ma che in cambio di questo finisce col pesare poco o niente in prima linea. Rare, insomma, le occasioni per far gol sia dall'una che dall'altra parte. Le migliori capitano a Sculli (4') che di testa manda a lato e a Pià (17') che spara sul portiere un destro facile da gol. Il resto? Il resto è nervosismo. Sì, altro che partita tra squadre e tifo gemellati. Altro che serata di tranquillità. Il Napoli e il Genoa, infatti, se le danno e la cosa peggiore è che Tagliavento, l'arbitro, non trova mai la via dell'autorevolezza per geestire la partita. Agita cartellini gialli e scontenta tutti, Tagliavento. E chi sta in campo ne approfitta. Esagera, però, Mimmo Criscito, il quale dopo un fallo su Maggio lo manda clamorosamente a quel paese - diciamo così - e l'arbitro non può fare a meno di buttarlo fuori. E qui, ovviamente, cambia la partita. In dieci il Genoa finisce col soffrire ancor di più e infatti capitola su una bella combinazione Quagliarella-Hamsik (41') con lo slovacco che disegna uno scatto, un dribbling e un destro incrociato che fa fuori Amelia. Con un uomo e un gol in più sembra in discesa la gara degli azzurri. Ma il Napoli tradendo la lezione dell'allenatore ancora una volta non «legge» la partita. Cosicché, invece di restare «freddo», invece di ragionare e amministrare gioco e palla accetta il gioco duro, cerca e replica alla rissa (e Campagnaro rimedia il primo giallo), perde pure la lucidità. Figlio d'un errore clamoroso, infatti, il rigore che al 51' porta il Genoa al pari: palla in area, palla morta, ma Campagnaro invece di buttar via il pallone aspetta l'uscita di De Sanctis che non esce e Sculli è lesto ad inserirsi e a franare in area di rigore. Tagliavento vede una spinta che neppure c'è ma tanto basta per portare la palla sul dischetto e poi da dischetto in porta. Con Campagnaro che becca pure il secondo giallo e se ne va. Uno a uno e in dieci contro dieci. Così si ricomincia. Ma dura poco l'equilibrio. Dieci minuti e Mesto lasciato tutto solo inventa un destro a giro da lontano che sorprende tutti e anche De Sanctis. Partita e risultato ribaltati, insomma, con Donadoni che corre ai ripari mettendo finalmente in campo Gargano e ovviamente il Pocho. Però è tardi. Troppo tardi. E non è finita. Perché sbilanciato com'è a caccia del pareggio, il Napoli becca alla mezz'ora il contropiede del tre a uno. E a far gol stavolta è il vecchio Crespo. Poi arrivano anche l’espulsione di Aronica per fallo su Palacio in area e il conseguente rigore realizzato da Kharja. La morale della gara? Mai rinunciare a mettere subito in campo la migliore formazione che si può. Gasperini: « Il "vaffa" di Criscito non era rivolto all'arbitro Tagliavento». Il «vaffa» di Criscito non era rivolto all'arbitro Tagliavento. A rivelarlo è il tecnico del Genoa Giampiero Gasperini. «All'inizio ero molto arrabbiato con Criscito, lui è sempre uno corretto. Poi lui mi ha detto che ha preso scarpata che gli ha fatto molto male e che il "vaffa" non era diretto all'arbitro» ha detto l'allenatore davanti alle telecamere della Domenica sportiva. Dopo questo 4-1 il Genoa si gode il primato. «Si sta bene quassù specie dopo partita di questa sera - prosegue Gasperini - Si era messa male ma abbiamo sempre avuto fiducia di vincere, sapevamo di avere qualcosa di più del Napoli. Avevamo nelle gambe e nella testa la convinzioni di essere superiori al Napoli. La squadra sta crescendo molto, fare partite che il pubblico apprezza molto fa piacere». Il Genoa già pensa in grande e il presidente Enrico Graziosi già parla di Champions. «L'anno scorso ci siamo andati vicini. Il nostro obiettivo è migliorare quello che abbiamo fatto l'anno scorso. Gasperini? Lo considero uno dei migliori allenatori d'Europa». Il Genoa dopo le cessioni di Milito e Thiago Motta ha cambiato molto: «Un inizio così non ce lo aspettavamo» ammette Preziosi. La Champions? «Non lo so - conclude Gasperini - Non lo sappiamo neanche noi dove possiamo arrivare. Speriamo, viaggiamo alla giornata. È ancora presto per pensare alla Champions». Gasperini sorpreso dall' esclusione del Pocho. La decisione di Donadoni ha sorpreso anche Gasperini, l’allenatore che ha trascinato il Genoa in testa alla classifica. Commentando i raddoppi di marcatura su Quagliarella, il tecnico osserva in sala stampa: «Per la verità, avevamo studiato certi accorgimenti prevedendo la presenza di Lavezzi in campo. Invece, non c’era. È un campione, ha grandi qualità ed è chiaro che occorre controllarlo in maniera particolare». Poi, per evitare il rischio di scivolare in una polemica sulla scelta del collega di lasciare il Pocho e Gargano fuori, una puntualizzazione: «Si sa, ci sono le partite delle nazionali, i viaggi, la stanchezza...». Gasperini non boccia il Napoli dopo averlo affondato con quattro gol a Marassi: «Per qualsiasi squadra sarebbe stato oggi difficile affrontare il Genoa. Stiamo bene, lo abbiamo dimostrato dopo il gol subìto, senza farci condizionare abbiamo reagito e trovato il gol del pareggio». Una battuta sull’espulsione di Criscito per un insulto all’arbitro Tagliavento: «Giusto il rosso quando si verificano certi episodi, però il giocatore mi dice che c’è stato un malinteso: si riferiva al colpo che aveva subìto». Genova con due squadre in testa alla classifica, Marassi è il regno della felicità. «Scudetto? Non corriamo troppo...». f.d.l.

 

      

 

      

 

      

 

 

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