|
|
|
EUROPA LEAGUE 2009-10 HOME >> |
|
GENOA - ODENSE BK 3 - 1 (1 - 0) Reti: 09' Moretti o Sorensen (aut.), 48' e 58' Figueroa, 60' Gislason o Mesto (aut). GENOA: Amelia, Biava, Moretti, Bocchetti (73' Papastathopoulos), Mesto, Milanetto (66' Zapater), Juric, Criscito, Palacio, Figueroa (84' Kharja), Sculli. In panchina: Scarpi, Rossi, Modesto, El Shaarawy. All: Gasperini. ODENSE BK: Carroll, Ruud, Haland, Christensen, Sorensen, Helveg (65' Utaka), Andreasen, Djemba Djemba, Absalonsen, Gislason, Demba Nyren (77' Cacà). In panchina: Kier, Troest, H. Hansen, E. Hansen, Fieldballe. Allenatore: Olsen Arbitro: Lannoy (Francia). Angoli: 5 a 1 per il Genoa. Ammoniti Biava, Bocchetti, Helveg, Sorensen, Christensen, Djemba Djemba e Utaka. Spettatori 21.889
AKAIAOI - Il Grifone è stata la prima squadra italiana, assieme alla Juventus, a partecipare alla Coppa Europa nel 1929. Di conseguenza non poteva mancare la sua presenza alla prima edizione dell' Europa League. Alla sua sesta presenza in una manifestazione Continentale di un certo valore (4 in Coppa Europa, 1 in Uefa e 1 in Europa League), il Grifone è costretto ad indossare, per regole abbastanza divertenti, una maglia stonata sul retro compensata da un colletto da favola (lo si aspettava da tempo, eppure non è difficile da fare). Il Genoa schiera una squadra mista tra nuovi e veterani: Amelia (scambiato con Rubinho al Palermo) in porta, difesa con Biava, l'ex Valencia Moretti e Bocchetti, centrocampo totalmente 2008-09 con Mesto, Milanetto, Juric e il novello nazionale Criscito, e per finire l'attacco, il settore più rimaneggiato e nuovo, con Palacio, Figueroa e Sculli. Perso Jankovic per almeno 6 mesi, con Palladino out non si sa ancora per quanto, al Genoa pre Europa League gli attaccanti cadono come mosche essendo fuori gioco, per lo meno per periodi diversi e decisamente minori, anche Crespo e Floccari. Le speranze di fare una buona incetta di reti sono quindi affidate a Figueroa, che torna dalla stagione nel Boca con poche speranze di rimanere, a "Beppe la trottola" Sculli e all' avulso, fuori schema, non si sa cosa l'hanno preso a fare Palacio. L'Odense schiera 11 giocatori (e questo è un dato di fatto). Nei bianco-blù, che sono già alla 5° giornata di campionato, il 38enne Helveg, ben conosciuto per i suoi trascorsi in Udinese e Milan, certamente unico atleta di spessore internazionale tra i danesi, anche se a fine carriera. Tra una balla e l'altra le squadre entrano in campo alle 20,45, i danesi visibilmente se la fanno sotto e cercano di tapparsi le orecchie per non sentire tutto quel frastuono. In effetti Helveg dimostra ancora il suo valore, sugli sviluppi di una sua azione la palla perviene a un danese che da 30 metri colpisce una luce sul tetto della Nord. 03' Palacio sulla destra inizia la giostra, avanzata e traversone in area che viene respinto di testa da un difensore. Si è capito subito che Palacio non l'avrebbero mai fermato, ed infatti anche quando, raramente, s'incespica l'argentino recupera subito la situazione coi danesi grandi e grossi a guardare. 05' Palacio ancora sulla destra pennella al centro, Figueroa prolunga di testa verso il secondo palo per Sculli a pochi passi dal portiere ma la palla picchia sulla schiena del suo controllore che poi sparacchia via. 07' Rilancio lungo della difesa, Palacio sulla riga di fuori stoppa di petto e avanza tranquillo col difensore che non sà più cosa fare. Traversone verso il palo lontano per Sculli che non arriva per poco alla deviazione della palla che sfila sul fondo. 09' Questa volta si parte dalla sinistra e si passa. Criscito filtrante per Biava che d'esterno mette ancora a sinistra in movimento Sculli. Il rossoblù porta avanti il pallone di testa e scarica in diagonale, Carroll respinge ma la sfera, che viene ribadita verso la rete di testa da Moretti, picchia su Sorensen e s'insacca nella rete sguarnita. Giubilo. 12' Figueroa per Sculli che viene steso da Helveg. Prima ammonizione della gara. 13' Triangolo a centrocampo tra danesi, Absalonsen all' improvviso calcia da quasi 30 metri, la palla supera Amelia e scendendo colpisce in pieno la traversa tornando in campo. Bocchetti di petto poi mette tra le braccia del portiere. 17' Palacio triangola dallo spigolo destro dell' area, diagonale a rete che viene respinto da un difensore. 18' Prima ammonizione per un rossoblù, tocca a Biava. 22' Azione prolungata dei bianco-blù, cross dalla sinistra ed in area stacco di Djemba che non riesce a imprimere potenza alla palla che termina senza problemi tra le braccia portate in avanti di Amelia. 24' Criscito infila per Sculli che supera l'avversario che perentoriamente lo stende al limite dell' area. Milanetto batte la punizione a girare sul primo palo facendo terminare la palla di poco a lato dal montante destro di Carroll. L'atletismo, lo stato di forma e qualche buona giocata di Helveg permettono ai danesi di non sfigurare in questo primo tempo e soprattutto in questa fase dove il gioco è un po' confuso e vi sono molti errori da una e dall' altra parte. 37' Palacio viene letteralmente placcato ma rialzatosi sguscia via lo stesso ma mentre sta per effettuare il cross l'arbitro fischia il fallo senza concedere il vantaggio. Battuta di Milanetto e colpo di testa di Sculli che termina al di sopra della traversa. 38' Triangolazione veloce tra Sculli e Figueroa che restituisce palla al rosso-blù. L'esterno genoano viene anticipato alla disperata da un difensore quando è praticamente solo davanti al portiere. Fallo di Biava su Sorensen, dai trenta metri la battuta che termina sulla barriera. 42' Traversone dalla sinistra, dal lato opposto un difensore ceffa di testa e la palla che picchia sul petto di Palacio. L'argentino raggiunge lo stesso la palla che sta per finire sul fondo ma il suo diagonale da posizione impossibile termina altissimo. 44' Azione di Figueroa che sulla sulla sinistra arriva sul fondo. L'ex Boca rientrando lascia sul posto il controllore e mette palla a Criscito che porta a spasso il suo avversario e la fa spiovere al centro. Sculli imperioso anticipando un compagno stacca con la capoccia verso il palo sinistro ma il portiere con un braccio miracolosamente para schiacciando poi la palla a terra. Paratona! 44' Ammonizione per Bocchetti per un fallo a centrocampo su Djemba. Nei primi 15 minuti della ripresa i danesi sembrano appena usciti da uno scontro con un tir, il Genoa li schiaccia nella loro 3/4, come conquistano palla ne hanno due addosso e la riperdono subito. Il Genoa attacca sotto la Nord e conquista una punizione sulla sinistra. Juric la mette al centro dove Figueroa balza in alto e con una potente deviazione di testa mette alle spalle del portiere il secondo pallone. Entusiasmo misto ad enfasi. 48' Lancio per Palacio che avanza, tocco sulla destra per Mesto che spara in porta ma il portiere devia in angolo alzando sopra la traversa. Sulla battuta la palla viene respinta di testa da un difensore e termina a sinistra ad un rossoblù che subisce fallo. Palla bassa al centro per Figueroa che sbilanciato calcia alto sopra la traversa. 50' Triangolazione Palacio-Sculli, tiro di quest' utimo che termina di poco a lato ma con leggera deviazione di un difensore. 52' Palla a Sculli che da sinistra entra in area superando un avversario che tocca la sfera, questa s'impenna e Sculli alzando la gamba anticipa un secondo avversario e la spedisce sopra la traversa. L'arbitro fischia fallo per gioco pericoloso. 55' Fallo su Figueroa e giallo per Christensen. 57' Scambio Figueroa-Palacio con tiro cross verso sinistra, la palla è deviata e Sculli non riesce a raggiungerla per correggerla nel sacco. L'angolo battuto da Juric spiove sulla testa di Sculli che indirizza verso il palo lontano. La palla picchia all' incrocio, torna in campo e viene deviata da Biava verso la porta, il portiere respinge ma la palla picchia ancora su Biava e finisce a sinistra dove indisturbato da un passo Figueroa saetta in rete. Estasi. L'Odense ha passato un brutto quarto d'ora e non sembra riprendersi quando due minuti dopo il 3 a 0 parte in contropiede, Demba Nyren con un colpo di tacco al limite dell' area libera sulla destra Ruud che arriva indisturbato sul fondo e mette palla davanti alla porta. Gislason tocca a rete, Biava e Mesto si ostacolano sulla linea e, finendo a terra entrambi, non riescono a liberare o meglio Biava in scivolata toglie la palla dalla riga che però picchia su Mesto. Tre a uno. Scaramellamento. 61' Lungo lancio di Milanetto che pesca Figueroa incontrollato spostato sulla sinistra. Fuga del genoano che appena entrato in area, sull' accenno di uscita del portiere, cerca di piazzare sul primo palo mandando la palla a lato di poco. 62' Ripartenza del Genoa dalla propria area, palla a Mesto che scappa via e da dietro Sorensen lo sgambetta. Ammonizione per il danese. 64' Primo cambio della partita, entra Utaka a sostituire il valente ma stanco Helveg. 65' Risponde Gasperini innestando a centrocampo Zapater al posto di Milanetto. 69' Azione di Figueroa per Sculli a sinistra, cross per Palacio ma Carroll è attento e para in uscita. 72' Bocchetti, saltando per colpire di testa, appoggia male un piede e lascia il campo zoppicante. 73' Entra Papastathopoulos in difesa con Rossi che, già pronto ad entrare prima del guaio a Bocchetti, torna a sedersi in panchina. Secondo cambio per Olsen, Nyren lascia il campo per Cacà senza K. 77' Pasticcio di Sculli arricchito da un altro della difesa e Cacà, davanti ad Amelia, per poco non raggiunge la palla che sfila sul fondo. 78' Amelia in uscita subisce fallo da un danese e perde palla poi si rituffa sopra e la blocca. Rilancio lungo del portiere genoano, palla a Palacio che arriva quasi sul fondo e tira, la palla ribattuta da un bianco-blù termina dall' altro lato e dopo un triangolo ancora di Palacio con Sculli questo messo davanti al portiere và al tiro che viene ribattuto dall' estremo difensore, palla ancora in gioco, cross sul dischetto del rigore e tiro in girata alto sopra la traversa di Figueroa. 81' Palacio apre a destra per Mesto che in corsa effettua un tiro cross che termina sul fondo. 85' Ultima sostituzione per i rosso-blù: entra Karja ed esce fra le ovazioni Figueroa. 86' Brutta entrata di Utaka su Juric, gliene viene ancora a lui e si becca l'ammonizione. 90' Altro fallo su Criscito ed ammonizione per Djemba. Si conclude la partita, il Genoa nel primo quarto d'ora del secondo tempo ha dato spettacolo, nel proseguio della frazione la maggior preparazione atletica dell' Odense s'è fatta sentire ma i danesi più di far girare un po' la palla non hanno costruito un gran chè davanti ad Amelia. Nessun problema, a meno di menischi collettivi, si profila per il ritorno in Danimarca dove più che caldo dovrebbe fare fresco. Adeguatevi!
GAZZETTA dello SPORT - Che gran Figueroa. Il Genoa fa festa. Battuto l' Odense anche grazie a una carambola di Sorensen. Per i danesi un' autorete di Biava. di Filippo Grimaldi. Genova d Come nelle favole. Alla fine Lucho Figueroa ha vinto la sua sfida. Perché il Genoa se l' è preso per davvero: da eterno precario ad eroe in una notte, doppietta d' autore e Genoa con il cuore fra le rose in vista di un passaggio dell' ultimo preliminare che non pare certo impossibile, dopo il tre a uno di ieri sera. Proprio lui, vice-Crespo e vice-Floccari, protagonista (insieme a Palacio ed all' onnipresente Moretti) nella notte che ha segnato il ritorno in Europa del Grifone dopo diciassette lunghissimi anni, sotto gli occhi dell' Osvaldo (Bagnoli), l' uomo che portò i rossoblù alla semifinale di Coppa Uefa nel ' 92. Altri tempi. Stavolta c' è Lippi in tribuna, che si studia Amelia, Criscito e Bocchetti, insieme a ventiduemila tifosi che riassaporano emozioni lontane nel tempo. La chiave La strada è ancora lunga, ma questo Genoa possiede le stesse caratteristiche, sul piano tattico e del temperamento, della squadra dell' anno scorso. Un Grifone in altalena: prima arrembante, cattivo, cinico, quando nei minuti iniziali sfonda sulle corsie esterne, manda in tilt Absalonsen grazie agli affondi di Palacio, che crea i varchi per gli inserimenti proprio di Figueroa. Che (non per caso) avvia l' azione del primo gol, con un tiro respinto da Carroll e ripreso da Moretti in carambola con Sorensen (9' ). Lì, paradossalmente, pagando forse un po' d' inesperienza internazionale, la squadra si è disunita, e l' Odense ha provato ad approfittarne. Paura e riscatto Con un ritmo più basso, Helveg e compagni si sono riorganizzati. Pressing su Milanetto, apparso a tratti un po' in difficoltà, e frequenti incursioni dalle parti di Mesto. Con risultati, fortunatamente, mediocri: la traversa colpita da Absalonsen, complice un' incertezza di Amelia, un paio di affondi di Djemba-Djemba, fino al secondo (e decisivo) assedio dei rossoblù in avvio di ripresa, grazie al micidiale istinto di Figueroa. La squadra di Gasperini va anche vicino al quarto gol con Sculli (traversa). E' qui che il Genoa ha avuto un' altra pausa, più frutto della fatica che di una reale disattenzione: e l' Odense, stavolta, ne ha approfittato per andare a bersaglio con un tocco sfortunato nella propria porta di Biava. Buona la prima, il resto verrà. «Dedico i due gol alla mia famiglia». di a.d.r. GENOVA L' esordio dei sogni. Il Genoa vince, mette quasi al sicuro la qualificazione e scopre di potersi fidare di Palacio e Figueroa. «Che bello - commenta il centravanti argentino - devo ringraziare i tifosi, che hanno sempre creduto in me. Dedicato alla mia famiglia». «Certo - replica il presidente Preziosi - era meglio il 3 a 0, ma anche così resto fiducioso. Il mercato? Sinceramente non riesco a capire dove potremmo rinforzarci». Gasperini è strafelice: «Anche perché avete visto Figueroa, uno che quando sta bene, in area sa cosa fare: ha le caratteristiche ideali del centravanti. Ottima prova di Palacio, che ci ha dato davvero qualcosa in più». Criscito sottolinea la prova dell' esterno argentino: «Impressionante come si muove tra le linee. Ora via con la Roma». Moretti si prende il gol: «Io ho colpito, la palla ha toccato un difensore, ma non so dirvi se la deviazione è stata significativa. Per me il gol è mio». GENOA - ODENSE 3 - 1 Primo tempo 1-0 MARCATORI Sorensen aut. (O) al 9' p.t., Figueroa (G) al 3' e all' 11' , Biava aut. (G) al 13' GENOA (3-4-3) Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti (dal 29' s.t. Papastathopoulos); Mesto, Milanetto (dal 21' s.t. Zapater), Juric, Criscito; Palacio, Figueroa (dal 39' s.t. Kharja), Sculli. PANCHINA Scarpi, M. Rossi, Modesto, El Shaarawy. ALL. Gasperini. ODENSE (4-4-2) Carrol; Helveg (dal 20' s.t. Utaka), Christensen, Haland, Sorensen; Ruud, Andreasen, Djemba-Djemba, Absalonsen; Demba-Nyren (dal 32' s.t. Caca), Gislason. PANCHINA Kier, H. Hansen, E. Hansen, Troest, Feldballe. ALL. Olsen. ARBITRO Lannoy (Francia). ESPULSI nessuno. AMMONITI Helveg (O), Biava (G), Bocchetti (G), Sorensen (O) e Djemba-Djemba (O) per gioco scorretto, Andreasen (O) per proteste. NOTE paganti 21.889, incasso di 708.280 euro. Tiri in porta 10 (con una traversa)-2 (con una traversa). Tiri fuori 11-6. In fuorigioco 1-1. Angoli 3-1. Recuperi: 2' p.t. 5' s.t.
GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Alessio Da Ronch. GENOA 6,5. AMELIA 6 Incolpevole sul gol, in altre occasioni invece non appare proprio perfetto. BIAVA 6 Chissà se è l' emozione o la voglia di strafare. Fatto sta che combina qualche pasticcio inconsueto, però rimedia quasi sempre. MORETTI 7 Sa sempre cosa fare e dove andare. Sembra nato per guidare la difesa del Genoa. BOCCHETTI 6 Fa a spallate con Demba-Nyren e vince il duello. Quando ha la palla, però, pare un po' emozionato. Esce per infortunio alla caviglia. Brutto guaio per il Grifo. PAPASTATHOPOULOS 6 Entra in un momento non semplice, senza sbavature. Lui non trema mai. Si piazza a destra e chiude ogni varco con sicurezza. Bene anche nelle mischie. MESTO 6 Assalta bene, rincula a fatica e Absalonsen sa far male quando parte in velocità. MILANETTO 6 Un po' sotto ritmo, fatica a tratti a trovare sbocchi alla manovra e non è sempre puntuale nelle chiusure, ma prende per mano la squadra in una serata importante. ZAPATER 6,5 Come Papastathopoulos non si fa condizionare. Fa tutto con calma e piazza pure qualche passaggio da urlo. JURIC 6 Fatica un po' all' inizio, quando più che un guerriero al Genoa serve un punto di riferimento. Quando il gioco si fa duro però... CRISCITO 6,5 resta di sale alla partenza dell' azione del gol danese, per il resto domina la fascia. PALACIO Finta a destra e via a sinistra. La difesa danese lo capisce dopo un' ora di gioco e allora lui finta a sinistra e va a destra. In novanta minuti non lo prendono proprio mai. FIGUEROA 7 Era l' idolo dei tifosi senza giocare mai, evidentemente la Nord di calcio ne capisce. Un gol di testa ed uno di rapina, tante sponde e tanto cuore. E pensare che aveva la valigia pronta. (Kharja s.v.) SCULLI 6,5 Entra in Europa con il coltello tra i denti e Helveg ne esce sforacchiato. Come tutta la difesa danese. Apre il primo varco del successo rossoblù. ALL. GASPERINI 6,5 I tanti problemi della vigilia non ne cancellano le convinzioni. Va avanti per la sua strada, che conduce lontano. ODENSE 5,5. Carroll 6; Helveg 5 (Utaka 5), Christensen 5,5, Haland 5, Sorensen 4; Ruud 6,5, Andreasen 5, Djemba-Djemba 5, Absalonsen 6,5; Demba-Nyren 6 (Caca 5,5), Gislason 6,5. All.: Olsen 6. TERNA ARBITRALE: LANNOY 6,5 Il primo errore evidente arriva a un quarto d' ora dalla fine. Non male. Dansault 6-Ugo 6.
TUTTOSPORT - GENOA, L'EUROPA TI SORRIDE. I rossoblù festeggiano con un successo il ritorno nelle coppe dopo 17 anni. Due gol di Figueroa e autorete: 3-1 all’Odense. Si riparla di Mancini: Preziosi nega. Assenze e gran caldo condizionano la gara dei liguri, che escono alla distanza. Grande prova dell’argentino. Per Bocchetti una distorsione alla caviglia. di STEFANO SALANDIN. GENOVA. Il Genoa battezza il ritorno in Europa, 17 anni dopo, con un 3-1 che lascia abbastanza tranquilli in vista del ritorno in Danimarca in programma giovedì. Successo meritato, al netto di un primo tempo piuttosto opaco ma legittimato da una ripresa gagliarda e finalmente giocata con ritmi e movimenti ritrovati. L’Odense, che pure è squadra organizzata e niente affatto sprovveduta per quanto lenta in difesa e acerba in attacco, non dovrebbe costituire un ostacolo all’accesso al girone di Europa League. Con regalo annesso: Preziosi sta lavorando al prestito di Amantino Mancini dall’Inter, anche se ufficialmente smentisce. VECCHIO E NUOVO Che poi l’Europa sia arrivata (o meglio, tornata) in una notte torrida e umidiccia, questo non è un dettaglio perché, almeno un poco, i rossoblù hanno dovuto tenere conto della canicola costringendosi a limitare la velocità d’esecuzione e le ripartenze. Così come non è un dettaglio che Gasperini abbia deciso, almeno a centrocampo, di privilegiare la “vecchia guardia”: Criscito, Mesto, Juric e, soprattutto, Milanetto casomai qualcuno si fosse scordato il percorso dai dolori della C1 agli onori dell’Europa. E poi sebbene Crespo e Floccari debbano starsene a guardare traditi dai muscoli - c’è anche il nuovo incarnato da Moretti, preciso e attento al centro della difesa, e da Palacio: il più abile a puntare l’avversario per saltarlo in dribbling. SPAZI CHIUSI Costretti nel primo tempo a tener palla nei piedi, con pochi movimenti in attacco, i rossoblù sono risultati spesso prevedibili, sebbene il gol fortunoso (decisiva, dopo la parata dell’ottimo Carroll su Sculli, la deviazione danese sul tiro di Moretti ) potesse mutare l’inerzia della gara. Invece niente: i danesi hanno continuato con il loro titic-titoc che ha prodotto solo una traversa (al 13’ tiro da fuori area di Absalonsen con Amelia un po’ allegro a “battezzare” fuori), ma che ha consentito anche di prendere pochissimi rischi. Escluso un colpo di testa di Sculli neutralizzato con una parata da favola di Carroll. LAMPI E DORMITE Ma si vedeva, eccome, che il limite stava nella testa dei ragazzi di Gasperini. Tanto è vero che è bastato un avvio di ripresa appena più frizzante e rapido per sbriciolare la legnosa coppia centrale danese. Con i due gol di Figueroa (il primo con perfetto stacco di testa, il secondo a risolvere un mischione dopo traversa di Sculli) ma anche con una serie di triangolazioni (finalmente) rapide che hanno messo in crisi gli avversari. E peccato davvero per la sciagurata dormita (errore in “uscita” di Criscito e difesa presa in contropiede) che ha portato al gol di Gislason. Oddio, qualche sbavatura, là dietro, ancora si vede con un Bocchetti (uscito in barella per una distorsione alla caviglia) molto impreciso (difficile che Lippi sia stato soddisfatto...) ma con un Morettti che si sta adattando bene al ruolo di centrale nello schieramento a tre. IL FIGLIOL PRODIGO Capita, poi, che la notte d’Europa incoroni re colui che neppure avrebbe dovuto giocare: quel Lucho Figueroa amatissimo dai tifosi (cori e striscioni “a prescindere” prima dei gol, figuratevi dopo...) ma poco considerato da Gasperini. Sì, lui non è precisamente l’ideale per gli schemi del Gasp: va sulla palla più che negli spazi, cerca poco l’appoggio largo e magari non fa tantissimo pressing alto, però si danna l’anima e “vede” la porta al momento giusto. E poi è inutile stare a discutere più di tanto: il calcio si diverte spesso così. Tornato dal prestito dal Boca, il ragazzo aveva già le valigie pronte, salvo dover rimandare la partenza per gli infortuni di Floccari prima e Crespo poi. La sensazione, adesso, è che lui le disferà definitivamente, quelle valigie. E che i suoi due colleghi potranno guarire con più calma, ma pure con qualche apprensione da “concorrenza” in più. EMOZIONI A MARASSI. Bagnoli in tribuna al fianco di Lippi. di Luca Palmieri. GENOVA. La voglia di Europa è tutta nei quasi 25mila di Marassi, quella di unicità è invece testimoniata dalle coreografie, come al solito spettacolari, che accolgono le squadre in campo. Anche i danesi dell’Odense, pur con la loro robusta esperienza di coppe, un sussulto di ammirazione devono averlo provato di fronte alla gradinata Sud che diventa una bandiera con i colori del Genoa e ai cori incessanti della Nord. Quella del ritorno in Europa è stata anche la grande serata di Osvaldo Bagnoli, il condottiero dell’Uefa 1991-92 tornato a Marassi su invito di Gian Piero Gasperini. L’ex, accompagnato dal suo erede, è tornato in mattinata a visitare il campo di Pegli. Lo schivo Bagnoli non aveva più varcato i cancelli del Pio XII - ora intitolato al suo capitano Gianluca Signorini - dai tempi in cui era alla guida del Genoa. E il pensiero del settantaquattrenne ex tecnico è andato proprio ai quei due anni stupendi che avevano portato i rossoblù prima al quarto posto e poi in Europa, proprio come oggi. A due passi da Bagnoli in tribuna Marcello Lippi, venuto ad osservare i tanti azzurrabili genoani: il ct, un passato da giocatore della Samp, era vicino al presidente Enrico Preziosi, che l’ha invitato ad assistere al match al suo fianco. GENOA-ODENSE 3-1 GENOA (3-4-3): Amelia 6; Biava 6.5, Moretti 7, Bocchetti 5.5 (29’ st Papastathopoulos ng); Mesto 6.5, Milanetto 6.5 (21’ st Zapater 6), Juric 6, Criscito 6; Palacio 7, Figueroa 7.5 (39’ st Kharja ng), Sculli 7. A disp. Scarpi, Rossi, Modesto, El Shaarawy. All. Gasperini 7 ODENSE (4-4-1-1): Carroll 7; Helveg 6 (20’ st Utaka 6), Christensen 5, Haland 5, Sorensen 5.5; Ruud 6, Andreasen 5.5, DjembaDjemba 6.5, Absalonsen 6; Gislason 6; Demba 6 (32’ st Caca ng). A disp. Kier, H. Hansen, E. Hansen, Troest, Feidballe. All. Olsen 6 ARBITRO: Lannoy (Francia) 6.5 MARCATORI: pt 9’ aut. Sorensen; st 3’ e 11’ Figueroa, 13 Gislason NOTE: 21.889 spettatori per un incasso di 708.208 euro. Ammoniti: Ruud, Biava, Bocchetti, Sorensen, Djemba-Djemba per gioco falloso. Angoli: 5-1 per il Genoa. Recupero tempo: pt 1’; st 5’.
IL SECOLO XIX - NEL SEGNO DI FIGUEROA. DOPPIETTA DELL’ARGENTINO. CON L’ODENSE È 3-1. GENOVA. È Europa rossoblù e il Genoa è orange. Ultimo gol Uefa, Maurizio Iorio il 15 aprile 1992 ad Amsterdam contro l’Ajax, la rete della speranza vanificata dal pareggio di Dennis Bergkamp.Adesso l’Olanda è uno stile, è nel modo di intendere il gioco del Grifone di Gasperini. Suggestioni da calcio totale, evidenti al 9’ del primo tempo, il gol da cui si ricomincia. Va bene, sono gli sviluppi di un calcio piazzato ed è normale che i difensori salgano a saltare. Poi, però, restano lì e da fantasisti e attaccanti d’area si comportano. La difesa dell’Odense respinge, i rossoblù proseguono l’aggressione e la palla viaggia in verticale verso Biava il trequartista, che d’esterno/tacco destro s’inventa la palomba a servire Sculli sulla corsa, palleggio ad aggiustare sfera e coordinazione, gran sinistro dell’attaccante respinto da Carroll, al tap in c’è il riflesso di Moretti il centravanti (più il tocco determinante di Sorensen). Inizia così l’Europa del Genoa, il sogno rossoblù. E la favola non può mancare. Al 2’ della ripresa, quando la Nord è lo sfondo, Figueroa risponde all’amore sconfinato di cui i genoani lo hanno riempito, nonostante sfortune, infortuni e difficoltà. Sulla punizione di Juric capisce che quella è la sua palla, il suo attimo fuggente. Colpisce di rabbia e cuore. È il Genoa, di sentimenti si nutre. Allora il bis di Lucho in mischia, all’11’ st. L’Europa, però, è anche duro realismo. Ti rilassi ed è castigo. Due minuti ed è 3-1, Gislason in “trafficata” spaccata. Stesso risultato dell’Oviedo al Ferraris, diciottoanni fa. Concui tra una settimana il Grifone va in Danimarca, a nutrire sogni e favole. Gasperini sceglie Palacio per l’attacco, insieme a Figueroa (Crespo neanche in panchina) e Sculli. Dietro al numero 8, sulla fascia destra, Mesto preferito a Rossi, così la fascia da capitano va al braccio di Milanetto, in mediana con Juric all’insegna della vecchia guardia al potere. I nuovi, tra infortuni e scelte tecniche, nell’undici iniziale sono tre: Amelia tra i pali, Moretti al centro della difesa e, appunto, Palacio all’ala. Pronti via, l’argentino indovina la profondità per la sovrapposizione di Mesto, primo pericolo portato dal Grifone e incoraggiamento per l’ex idolo della Bombonera, che nel bollente Ferraris mostra di sentirsi a proprio agio. Ancora lui al 6’, insegue un rinvio lungo di Mesto, addomestica col petto, rientra sul sinistro e pennella un traversone su cui Sculli non arriva d’un soffio, quindi il tango di un uno due con Figueroa che è una bellezza. Inoltre, Palacio conquista fiordi punizioni, come quella da cui scaturisce il vantaggio rossoblù. L’Odense reagisce subito: al 13’ Absalonsen, dai trenta metri, stampa il destro potente sulla traversa. Nella fase difensiva genoana non tutto funziona al meglio e i biancoblù si ritrovano un paio di palle buone davanti ad Amelia. Gasperini chiama: «Più circolazione di palla». IlGenoa in parte riesce a riprendere il controllo dell’andamento delmatch, però si espone sempre a qualche pericolosa ripartenza. Palacio continua a bruciare il diretto avversario Sorensen sul primo passo del dribbling, crea apprensioni ai danesi e prende falli (manca ancora qualcosa nella sincronia di movimento con i compagni, ma i progressi sono evidenti). Al 38’, Palla ferma, Milanetto prova a fotocopiare da Villarreal la traiettoria per il movimento a mezzaluna di Sculli a centro area: colpo di testa alto. Dopo l’avvio a destra, il Genoa prende a spingere da sinistra. Azione insistita tra Figueroa e Criscito, il mancino va al traversone e Sculli di testa anticipa anche Bocchetti, miracolo di Carroll che para a terra. Anche qui, due difensori all’offensiva, come da calcio totale. Ancora di calcio piazzato il Genoa colpisce in avvio di secondo tempo: Lucho fa venir giù la Nord come quella volta che Tomas volò contro l’Oviedo. Un minuto dopo, la manona di Carroll toglie a Mesto la gioia del 3-0, su contropiede gestito da Palacio. Poi è di nuovo Figueroa, predatore d’area, dopo corner di Juric, traversa di Sculli, parata di Carroll sul tocco di Biava. Festa, esultanza. E calo di tensione. Al 13’ st Demba Nyren fa viaggiare Ruud, palla in mezzo, retroguardia rossoblù malmessa, Gislason anticipa Mesto e accorcia. Olsen osa, punta sulla velocità del nigeriano Utaka al posto di Helveg (poi anche la fantasia di Caca), Gasperini risponde con Zapater per Milanetto, a dar man forte a Juric che corre già per tre. Si fa male Bocchetti alla caviglia sinistra e tocca a Sokratis. I tre dietro cambiano disposizione: il greco a destra, Moretti a sinistra, Biava al centro. I rossoblù avvertono la stanchezza più dei danesi, messi meglio sotto il profilo della condizione atletica. Ma resistono e ribattono, sfiorando il quarto gol con Palacio, Sculli e Figueroa, il quale crolla con i crampi. Lucho esce, acclamatissimo, Kharja entra. Altra trasformazione rossoblù: Sculli centravanti, il marocchino esterno offensivo sinistro. Il Genoa sa soffrire, lotta, riparte, controlla, non corre altri rischi. Anche sogni e favole vanno gestiti con intelligenza, affinché non diventino condanna. Giovedì, appuntamento in Danimarca.
IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Andrea Schiappapietra. GENOA. AMELIA 6 Prima apparizione al Ferraris per il portiere di Frascati, arrivato dal Palermo nello scambio che ha portato Rubinho in Sicilia. Al 13' per poco non si fa sorprendere dalla saetta improvvisa di Absalonsen dai venti metri che colpisce in pieno la traversa. Si riscatta al 22' quando blocca in presa sicura un colpo di testa di Demba-Nyren. Rischia qualcosa al 34' della ripresa con una presa in 3 tempi. BIAVA 6.5 Dopo 17 minuti si becca il secondo giallo della partita dal francese Lannoy per un intervento in ritardo nella trequarti avversaria. Non si risparmia e punta sempre sull'anticipo, anche se il cartellino preso lo costringe a un po' di prudenza in più. All'11' della ripresa calcia sugli sviluppi di un corner, Caroll respinge ma Figueroa è il più lesto di tutti a ribattere. Con l'uscita di Bocchetti va a fare il centrale. MORETTI 7 Dopo più di un mese di esperimenti Gasperini ha scelto l'erede di Matteo Ferrari, partito alla volta di Istanbul allettato dall'offerta del Besiktas. Tocca all'ex difensore di Fiorentina, Juventus e Valencia, che mai prima d'ora in carriera aveva ricoperto questo ruolo. Al 9', in ogni caso, si fa trovare al posto giusto nel momento giusto per la deviazione sulla respinta corta di Carroll dopo la sventola di Sculli, anche se l'ultimo tocco è di Sorensen. Con l'ingresso di Sokratis scala a sinistra. BOCCHETTI 6 Provato con alterni risultati da centrale difensivo, dimostra di essere più a suo agio sul centrosinistra. Di testa si batte alla grande, anche se concede a Demba-Nyren uno stacco abbastanza pericoloso, in fase di appoggio ricade ancora nei vecchi errori, con qualche imprecisione di troppo. Il gol dei danesi arriva con una fuga dalla sua parte, anche se poi i compagni di squadra non riescono a chiudere. Esce per un problema alla caviglia. 28' st SOKRATIS sv Entra a freddo per l'infortunio a Bocchetti e va a piazzarsi sul centrodestra). MESTO 6.5 Vince il consueto ballottaggio con Rossi sulla destra e sulla fascia sgomma andando a chiudere (da sottolineare una volata per tamponare, nel primo tempo, dopo un errore in appoggio di Bocchetti) e ad affondare, come ai tempi della Reggina. Al 16' duetta alla grande con Figueroa al limite dell'area ma il suo tiro a botta sicura viene respinto. Al 5' del secondo tempo costringe Carroll alla grande parata con una botta dalla destra. MILANETTO 6 Il tecnico rossoblù si affida, per quanto riguarda la linea mediana, all'usato sicuro. Ecco la coppia centrale della promozione in A e della tranquilla salvezza di due stagioni fa: le geometrie di Milanetto unite alla corsa, alla grinta e all'intelligenza tattica di Juric. Il regista prova a piazzare la punizione: accade al 25', il pallone non va lontano dal palo. Djemba-Djemba è un brutto cliente e infatti tra i due sono subito scintille. Anche Andreasen non è male e quindi fatica a entrare nel vivo del gioco. Qualche segnale positivo nella ripresa. (21' st ZAPATER 6 Randella in mezzo: è quello che serve negli ultimi minuti). JURIC 6.5 Corre per quattro e in questo caso si tratta di una necessità, perché il Genoa, soprattutto nella seconda parte della prima frazione, va un po' in affanno in mezzo al campo. Dopo 2 minuti della ripresa pennella per la zuccata di Figueroa. CRISCITO 6 La convocazione in Nazionale e i complimenti di Lippi hanno rappresentato una grande iniezione di fiducia e il riconoscimento dell'ottima stagione disputata l'anno scorso, da quando Gasperini gli ha trovato un nuovo ruolo. Dalle sue parti incrociano Helveg e Ruud, Mimmo non parte in maniera troppo convincente e va un po' in difficoltà. Negli ultimi dieci minuti del primo tempo, però, piazza in mezzo due cross insidiosissimi. Qualche responsabilità sul gol. PALACIO 7,5 Dalla bolgia della Bombonera a quella del Ferraris, l'argentino dimostra di esaltarsi davanti alle grandi platee. Accompagnato dagli applausi di approvazione di tutto lo stadio, prima (5') pesca Figueroa in area ma il colpo di testa del connazionale non è efficace, poi prova a lanciare Sculli con un cross che taglia tutta l'area ma si rivela un filo lungo. Svaria su tutto il fronte offensivo, alla ricerca continua della giocata vincente. Al 42' non controlla benissimo un cross al bacio di Criscito e finisce per concludere alto. Bene anche in avvio di secondo tempo: con due fughe prima lancia Mesto e poi costringe Sorensen al fallo da giallo. FIGUEROA 8 Floccari è ko per almeno un mese, Crespo non è al meglio e quindi conviene non rischiarlo. Gli infortuni martellano l'attacco rossoblù e allora la soluzione è il ritorno di Lucho al centro dell'attacco, dopo l'annata trascorsa in Argentina. Il delantero si batte senza timore, nella morsa di due brutti clienti come Haland e Christensen. Fa la sponda per gli inserimenti degli esterni (ad esempio per Mesto al 16' del primo tempo), cerca la conclusione con il sinistro. L'avvio della ripresa è esaltante: si procura una punizione dalla sinistra, poi va a staccare sul sinistro tagliato di Juric e la Nord esplode in un «Lucho, Lucho». La doppietta arriva all'11' con un tocco di rapina in piena area piccola. Al 17' va vicino alla tripletta ma la sua fuga sulla sinistra si conclude con un tiro sul fondo. Hattrick sfiorato al 35': sinistro deviato in corner. Standing ovation quando esce. (39' st KHARJA sv) SCULLI 7.5 Un altro della vecchia guardia su cui si può sempre contare. L'esterno calabrese, si sa, preferisce stare a destra, ma anche dall'altra parte sa fare male. Vedere, per credere, cosa combina al 9': fuga e sassata che piega le mani al portiere, la carambola Moretti-Sorensen porta in vantaggio il Grifone. Al 37' stacca di potenza su punizione di Milanetto ma la mira non è precisa. Occasionissima per il raddoppio al 44': cross di Criscito, colpo di testa nell'angolino che Carroll blocca a terra. Mette lo zampino sul terzo gol firmato da Figueroa. Al 34' esalta ancora il portiere danese. ODENSE Carroll 6, Ruud 6, Haland 5.5, Christensen 6, Sorensen 5, Helveg 6 (20' st Utaka 5.5), Andreasen 5.5, Djemba Djemba 6.5, Absalonsen 6, Gislason 6.5, Demba Nyren 6 (32' st Cacà 6). L'arbitro Lannoy (Francia) 6.5 Tiene in pugno la partita distribuendo cartellini e facendosi sempre trovare nel vivo dell'azione. Con i club italiani aveva due precedenti: Livorno-Espanyol 1-2 (Coppa Uefa 2006-07 con Amelia a difendere la porta amaranto) e Villarreal-Fiorentina 1-1 (Coppa Uefa 2007-08). Stavolta arriva la prima vittoria
IL SECOLO XIX
- Gasperini: «Buona la prima».
Trattativa Inter per Mancini. Il dopo partita. «Ora pensiamo al campionato».
Oggi responso sull'infortunio a Bocchetti. Genova. Il Genoa si gode l'esordio
con vittoria in Europa League: «Il risultato poteva essere più rotondo Â? dice
Enrico Preziosi - però va bene così, sono molto fiducioso». E sùbito il pensiero
corre a chi ci sarà o meno domenica contro la Roma, per infortunio, e a chi
potrebbe arrivare presto in rossoblù, altro colpo di mercato. Qualche speranza
per il recupero di Hernan Crespo: «Difficile Â? spiega Gian Piero Gasperini - ma
vediamo». Mancherà Salvatore Bocchetti, uscito in stampelle: «Aspettiamo domani
(oggi, ndr) Â? continua il tecnico Â? però non è cosa che si risolve in pochi
giorni. Si tratta di una distorsione alla caviglia, si è gonfiata molto». Per il
difensore si prospetta uno stop di almeno un mese. E, soprattutto, da Milano
rimbalza la notizia dell'accordo raggiunto con l'Inter per l'approdo in rossoblù
di Amantino Mancini in prestito. Il presidente del Genoa, sul mercato, afferma:
«Non si può comprare tanto per comprare, sarebbe stupido dover poi mandare in
tribuna gente come Palladino o Crespo. Non capisco dove possiamo migliorarci,
abbiamo già dato, con tanti regaliÂ? Potrebbe succedere soltanto per qualcosa di
clamoroso». Mancini, nonostante l'ultima stagione opaca in nerazzurro,
appartiene alla categoria del clamoroso. Trattativa avviata, problemi legati
all'ingaggio molto oneroso, ma già oggi, oppure dopo il match con la Roma, ci
potrebbe essere un'evoluzione positiva. Interrogato sul mercato, Gasperini
rilancia: «Pensiamo alla Roma». A proposito della sfida con i giallorossi, il
match con i danesi, giocato a grandi ritmi, potrebbe pesare sulla prestazione
dei rossoblù? «Di certo faremo un po' di turnover, ove sarà possibile - spiega
il tecnico - perché in alcuni reparti abbiamo degli infortuni. Partite di questo
tipo, comunque, sono molto utili per entrare in condizione». Il gol subìto sul
3-0 ha un po' riaperto i giochi, anche se il vantaggio del Genoa resta
consistente. «C'è un po' di dispiacere - sottolinea Gasperini - soprattutto
perché in quel momento avevamo in mano il match e forse ci siamo fatti prendere
un po' dall'euforia. L'atteggiamento peròè quello giusto, quello che ci permette
di imporre sempre il nostro gioco». Anche Moretti torna sulla rete di Gislason.
«E' un peccato, dovremo imparare a non commettere queste ingenuità perché in
Europa non si può regalare nulla. Il risultato, comunque, ci garantisce un certo
vantaggio. Effetto Marassi? Nel riscaldamento ero un po' nervoso, era parecchio
che non vivevo un'attesa così». Note positive sono arrivate dall'argentino
Palacio, sempre protagonista delle azioni più pericolose. «Mi è piaciuto, ha
buone qualità ed è un ragazzo positivo - confida Gasperini - si applica molto.
Ha tenuto i novanta minuti, può dare una svolta al nostro gioco in attacco».
Dell'argentino Preziosi dice: «Palacio tecnicamente è fortissimo, in breve si
abituerà ai meccanismi del nostro gioco». Al presidente rossoblù, invece, non è
piaciuto il fondo del Ferraris: «Non mi sembra sia stato fatto granché in questo
senso». Protagonista della serata Lucho Figueroa: come nel copione dei migliori
film. «Questa doppietta rappresenta una grande soddisfazione personale ma sono
felice anche per il Genoa e per i miei compagni - racconta il delantero - ci
tenevo a dimostrare che sto bene: continuo ad allenarmi e a farmi trovare pronto
ogni volta che ci sarà bisogno, poi il futuro non dipende da me». Ancora
Gasperini: «Lucho ha fatto un gol bellissimo, il secondo non l'ho praticamente
visto. Se sta bene, ha le caratteristiche del miglior attaccante. D'altro canto,
l'anno scorso, se non fosse arrivato Milito, sarebbe stato lui il nostro
centravanti titolare». Un po' di delusione per il tecnico avversario, Lars Olsen,
che sperava, sotto sotto, di riuscire a sorprendere il Genoa. «Non siamo rimasti
sorpresi dal gioco del Genoa - ammette - ma dalla bravura dei giocatori rossoblù
sulle palle inattive. Utaka in panchina? In questi anni non avevamo mai giocato
contro una difesa a 3 ed ero curioso di vedere come avrebbero reagito con una
punta sola con Gislason alle spalle. Le speranze di qualificazione restano: sono
sicuro che loro possono farci gol ma sono altrettanto certo che noi riusciremo a
fargliene almeno due».
LA REPUBBLICA - E' la notte di Figueroa. Il Genoa parte bene. Al Ferraris i grifoni superano 3-1 l'Odense trascinati dall'argentino (doppietta). Di Moretti l'altra rete rossoblu, mentre il gol di Gislason complica il ritorno di Armando Ossorio. GENOVA - Nonostante l'emozione per parecchi protagonisti al debutto europeo, il Genoa premia gli oltre ventimila tifosi giunti ad assistere al match con l'Odense, 17 anni dopo l'ultima apparizione nelle coppe. Era la squadra di Pato Aguilera quella, stasera il protagonista a sorpresa è un altro sudamericano: l'argentino Lucho Figueroa, tirato in ballo per il forfait di Crespo, si prende gli applausi di Marassi e consegna a Gasperini un doppio vantaggio preziosissimo in vista del match di ritorno. EQUILIBRIO IN CAMPO - Il Genoa parte subito forte, nonostante sulle fasce alcuni automatismi siano ancora da rivedere: emerge Sculli, inesauribile nella spinta offensiva e spesso pericoloso in zona gol. La rete del vantaggio arriva per merito suo, è una conclusione della punta calabrese a scatenare la serie di rimpalli che vale l'1-0, firmato da Moretti. L'Odense non ci sta e dopo poco colpisce la traversa con Absalonsen. Non resta inattivo Roy Carroll, portiere dei danesi: Sculli e Palacio lo impegnano severamente. REAZIONE RABBIOSA - Gli ospiti chiudono il primo tempo in netta crescita, ma nell'intervallo Gasperini è bravo a motivare i suoi e i risultati si vedono presto. Juric dopo 3' mette in area un pallone teso che Figueroa insacca con uno stacco imperioso da pochi passi. Passano pochi minuti ed è ancora l'argentino ad appoggiare in rete un pallone che balla pericolosamente in area danese dopo un batti e ribatti. Sembra il preludio a un finale in scioltezza, con il Genoa a controllare il risultato. La dea bendata, che aveva aiutato i rossoblù soprattutto in occasione del primo gol, passa dalla parte dei danesi in occasione del gol di Gislason, propiziato da un mezzo pasticcio di due difensori genoani, che si intralciano a vicenda nel tentativo di rinviare sulla linea. BUON VIATICO - L'Odense cerca in tutti i modi di accorciare ulteriormente le distanze ma ai danesi manca soprattutto la lucidità col passare dei minuti ed è il Genoa ad avvicinarsi di più al quarto gol. Non ci saranno altre reti, ma il 3-1 è un buon punto di partenza per il ritorno in Danimarca, tra sette giorni: da affrontare con attenzione, ma con la convinzione che il Grifone può arrivare lontano se mostrerà la stessa personalità di questa serata d'agosto. Nota stonata l'infortunio a Bocchetti, da verificare le condizioni della caviglia del difensore, uscito anzitempo dal campo. GENOA-ODENSE 3-1 Marcatori: Moretti al 9', Figueroa al 48' e al 56', Gislason al 58' GENOA: Amelia; Biava, Amelia, Bocchetti (Papastathopoulos dal 74'); Mesto, Milanetto, Juric (Zapater dal 66'), Criscito; Palacio, Figueroa (Kharja all'85'), Sculli. Allenatore: Gasperini ODENSE: Carroll; Ruud, Haland, Christensen, Sorensen; Helveg (Utaka dal 65'), Djemba-Djemba, Andreasen, Absalonsen: Gislason, Demba-Nyren (Caca dal 77'). Allenatore: Olsen. Arbitro: Lannoy (Fra). Ammoniti: Helveg (O), Biava (G), Bocchetti (G), Christensen (O), Sorensen (O), Utaka (O), Djemba Djemba (O)
LA REPUBBLICA
- Tutti per Lucho, la Nord ha un
idolo. di Lorenzo
Mangini. Dediche personalizzate e cori, lui risponde a suon di gol. I tifosi.
Osvaldo Bagnoli ha unito passato e futuro prima rivedendo Pegli per la prima
volta e poi sedendo in tribuna Rieccolo, Marassi torna colorato e vestito a
festa, rigorosamente di rossoblù, ma stavolta in salsa europea. Un evento da non
perdere. L´ultima volta risaliva addirittura al 1° aprile 1992. Si parlava di
Coppa Uefa, l´antesignana della Europa League. S´impose l´Ajax 3-2. Era una
semifinale. Ora il primo obiettivo è passare il turno ed arrivare ai gironi a
quattro. Il primo ostacolo è sempre difficile. Il 3 ottobre 1991 fu necessario
addirittura aspettare l´89´ per centrare la qualificazione contro l´Oviedo. Poi
iniziò la cavalcata con Dinamo e Steaua Bucarest, Liverpool ed infine gli
implacabili Lancieri. «Cfc Genoa in Europa portaci con te» era questa la scritta
sullo striscione che copriva entrambi i livelli della Gradinata Nord in
occasione dell´ultima gara del campionato, ormai una sorta di passerella, con il
Lecce. Quasi una continuazione con quello visto contro l´Ajax nel 1992: «Una
storia, una fede, un amore infinito» e, forse, neppure con questi presupposti,
si poteva osare tanto e pensare di passare in quatto anni dal Pizzighettone in
C1 all´Europa League. Ora i lombardi sono in serie D, il Grifone vola alto.
L´incubo è lontano. «Grazie ancora per questa notte magica forza ragazzi»
celebra la Sud, ma il palcoscenico continentale diventa l´occasione per chiarire
l´opinione sulla questione stadio, lo striscione di Figgi do Zena nei distinti
non lascia dubbi. «Benvenuti al Ferraris, lo stadio del Genoa 1893». Non ci sono
dubbi anche per trovare l´eroe ideale per la gente, nella Nord l´unica dedica
personalizzata è un «dai Lucho», che spicca sotto allo striscione classico
«forza vecchio cuore rossoblù», che campeggia nella parte superiore. Se il Genoa
ha impiegato quattro anni, l´argentino, in meno di quattro settimane si è
ritrovato da sicuro partente e poi terza scelta a protagonista. Così anche il
suo ingresso si trasforma in una passerella personale. I cori lo accomunano, non
a caso, a Marco Rossi, l´unico dei sopravvissuti del gruppo della serie C. E
lui, che è un sentimentale, risponde a chi lo acclama nella maniera migliore: a
suon di gol. Osvaldo Bagnoli è, invece, l´ideale trait d´union tra le due
avventure. In mattinata è tornato per la prima volta a Pegli, ha incontrato
Gasperini e Fabrizio Preziosi, in serata ha trovato posto in tribuna.
|
|
AKAIAOI |