EUROPA LEAGUE 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - PARMA                               2 - 2   (1 - 1)   

Reti: 14' Palacio, 36' e 59' Biabiany, 66' Palladino

GENOA: Scarpi; Rossi, Moretti, Bocchetti, Criscito; Mesto (79' Tomovic), Milanetto, Juric; Palacio (46' Floccari), Sculli (85' Crespo), Palladino. (Amelia, Fatic, Zapater, Modesto). Allenatore: Gasperini.
PARMA: Mirante; Zaccardo, Panucci, Paci, Lucarelli; Antonelli (73' Castellini), Dzemaili, Morrone, Galloppa (83' Lunardini); Biabiany (61' Amoruso), Lanzafame. (Pavarini, Zenoni, Dellafiore, Budel). Allenatore: Guidolin.

Arbitro: Brighi di Cesena. Ammoniti: Mirante, Galloppa, Paci, Antonelli, Lanzafame, Bocchetti, Juric. Spettatori: 25.869

 

     

 

     

 

     

 

TUTTOSPORT - Genoa-Parma 2-2 spettacolo. Questioni legate al mercato scatenano vecchi rancori: volano schiaffi e insulti. Panucci-Preziosi, che rissa. Il difensore: «Ti stacco la testa!». Il presidente del Genoa litiga anche con Ghirardi. di Stefano Salandin. . Li hanno dovuti dividere colleghi e perfi­no carabinieri. Sono volati insulti, ma anche schiaffi e abbozzi di calcioni nel sedere. Però non ci saranno Daspo (squalifiche magari sì: gli ispettori dell’Ufficio Indagini hanno registrato tutto) perché i protagonisti dei litigi con rissa che hanno surriscaldato il dopo Genoa-Parma sono dirigenti (e che dirigenti) e giocato­ri. Enrico Preziosi contro Tommaso Ghirardi in tri­buna subito dopo il fischio finale. Poi ancora Preziosi contro Christian Panucci (con l’inserimento di Morrone  e del dg del Parma. Leonardi) negli spogliatoi e nel garage di Marassi. Il bello (o il brutto...) è che la partita non c’entrava niente: sono stati gli strascichi del mercato a scatenare vecchi rancori. I PRESIDENTI Fischia Brighi, e il presidente del Parma, Ghirardi, si alza per stringere la mano al “collega” del Genoa, Preziosi. La reazione è decisa: «Vattene che mi hai rubato dei soldi» sibila quest’ultimo, in modo che tutti sentano. «Ma cosa dici? Vergognati, sei tu che hai problemi con la giustizia» replica Ghirardi, con Preziosi che, bloccato, tenta di tirargli un calcione. Il motivo di tale astio tra i due va ricercato in recenti ruggini di mercato (il Genoa imputa al Parma di non aver rispettato i patti sul cartellino di Troest) per le quali ognuno ha la propria versione. PREZIOSI VS GHIRARDI «Quando lui era in Serie B, sa benissimo la mano che gli ho dato, perché lo consideravo un amico e non c’è stato lo stesso comportamento da parte sua. Poi è finita così la storia. Io avevo già rifiutato in passato di parlare, quindi lui avrebbe fatto bene dopo la partita ad andarsene senza tentare l’approccio che ho rifiutato la settimana scorsa. È stato abbastanza provocatorio da parte sua. L’esuberanza del dopopartita bisognerebbe lasciarla da parte. Io ero tranquillo, lui è venuto da me sapendo già che non gli avrei mai stretto la mano, quindi credo che questa sia stata la chiave di tutto». GHIRARDI VS PREZIOSI «Mi dispiace, Preziosi mi ha offeso in tribuna nel momento in cui sono andato a salutarlo. Probabilmente non ha digerito questo pa­reggio, però il fatto che lui dica che mi ha aiutato quando il Parma ha dato 4,5 milioni al Genoa l’anno della retrocessione mi sembra ridicolo. Certi comportamenti da noi massimi dirigenti non dovrebbero suc­cedere. Mi dispiace, avevo un bel rapporto con il pre­sidente Preziosi, ma questi insulti mi hanno ferito. Purtroppo io sono stato educato dai miei genitori e qualche volta sbaglio, non avrei dovuto salutarlo. Sono disgustato dall’accoglienza che abbiamo ricevuto». IMPARA L’ITALIANO Il terzo tempo, invece, si è combattuto tra il corridoio degli spogliatoi e il garage, con protagonisti Preziosi e Panucci. Qualcuno sostie­ne di aver visto volare un paio di schiaffi, certo è che il difensore era indiavolato: sono servite 5 persone, compresi alcuni carabinieri, per bloccarlo contro il muro mentre urlava verso Preziosi: «Impara a parla­re l’italiano. Ti stacco la testa come a uno dei tuoi gio­cattoli ». Anche in questo caso non è mancata la ver­sione (a Sky) del presidente rossoblù: «Uno scontro verbale un po’ goliardico. Panucci lamentava il fatto di non averlo ingaggiato a Genova, pensando di far parte dell’organico del Genoa. Io gli ho detto che di queste cose non me ne occupo, lui ha detto qualche parola di più. Ho avuto questo scambio, ma non credo che ci sia granché da dire. Ci hanno divisi? Lui è molto esuberante, io non mi tiro indietro, credo che sia uno scambio che non dovrebbe esserci, ma c’è stato, uno scambio acceso, niente di più. Io vorrei chiuderla lì. Il fatto che Panucci si lamenti del mancato ingaggio da parte del Genoa toglie qualche merito al Parma che sta facendo un grande campionato. Sta facendo bene anche lui, se lo goda e ci lasci in pace». CRONACA 1° TEMPO 14’ Palacio brucia sullo scatto Lucarelli e infila con un rasoterra alla destra di Mirante: 1-0. 37’ Contropiede: Biabiany da­vanti a Scarpi non sbaglia: 1-1. CRONACA 2° TEMPO 14’ Assist di Lanzafame, Biabiany è il più lesto a inserirsi: 1-2. 22’ Scambio Milanetto-Flocca­ri- Palladino: sinistro rasoterra dal limite a fil di palo: 2-2. LA MOVIOLA. Genoa: Milanetto, gol valido. GENOA-PARMA (Brighi) Due gli episodi dubbi a Marassi: annullato ingiustamente un gol a Milanetto per posizione di fuorigioco, ma il giocatore del Genoa, al momento del passaggio di Sculli, è dietro alla linea del pallone. Brighi sbaglia anche nel non concedere un penalty ai rossoblù per un evidente mani in area di Alessandro Lucarelli su cross di Tomovic. GENOA-PARMA 2-2 MARCATORI: pt 14’ Pala­cio, 37’ Biabiany; st 14’ Biabiany, 22’ Palladino GENOA (3-4-3): Scarpi 6; Rossi 5, Moretti 5, Boc­chetti 5.5; Mesto 6 (34’ st Tomovic ng), Milanetto 6.5, Juric 6, Criscito 5.5; Palladino 6, Sculli 6.5 (40’ st Crespo ng), Palacio 7 (1’ st Floccari 6.5). A disp. Amelia, Fatic, Modesto, Zapater. All. Gasperini 7 PARMA (4-5-1): Mirante 6.5; Zaccardo 6, Panucci 6, Paci 5.5, Lucarelli 5; Lanzafame 6.5, Dzemaili 6.5, Morrone 6.5, Gallop­pa 6.5 (38’ st Lunardini ng), Antonelli 6 (28’ st Ca­stellini 6); Biabiany 7.5 (17’ st Amoruso 5). A di­sp. Pavarini, Dellafiore, Zenoni, Budel. All. Guido­lin 7 ARBITRO: Brighi di Cese­na 4.5 NOTE: 25.869 spettatori per 369.335 euro. Ammo­niti: Bocchetti, Paci, Juric, Antonelli, Dzemaili (gioco falloso); Galloppa, Lanzafame, Mirante (comp. non reg.). Angoli: 5-1. Recupero: pt 0; st 5’

 

TUTTOSPORT - GLI EMILIANI IMPONGONO IL 2-2 AI ROSSOBLU’ Biabiany si scopre centravanti implacabile « Grazie Parma: per te cambio persino ruolo». 7 PRIME RETI IN SERIE A. Esulta pure Palacio. Magari non è una sua scelta, ma Jonathan Ludovic Biabiany è uno che si muove lungo percorsi tortuosi. Il suo cartellino: di proprietà dell’Inter ma sul quale il Parma vanta il diritto di riscatto della metà. Il passaporto: francese, ma di origini guadalupensi. Il ruolo e il destino: attaccante esterno che segna i primi due gol in Serie A - e nel Parma - da centravanti. Una freccia tra i difensori del Genoa. E buon per loro che è dovuto usci­re per crampi quando i rossoblù erano sbilanciati: «Non ho ancora una partita intera nelle gambe, a inizio secondo tempo ho faticato a ripartire... Sono contento: sapevo che prima o poi mi sarei sbloccato. Non sono una prima punta, ma mi adatto a quello che mi chiede Guidolin e cerco di imparare. Dediche? A mio fratello e alla mia fidanzata». Prima volta in campionato pure per Rodrigo Palacio, lesto a bruciare Lucarelli sullo scatto del gol: bello, anche lui come Biabiany, finché gli è durata la benzina. 6 PALLADINO SPRECONE «Ma ti perdoniamo». Raffaele Palladino avrà passato la serata a ripensare a cosa avrebbe potuto essere e non è stato. Sull’1­0 ha fallito due volte il raddoppio in contropiede e nel secondo ha davvero peccato d’egoismo: «Avremmo potuto chiudere la partita, peccato - ha commentato Gasperini - . Ma Raffaele è stato straordinario». Non solo per il gol del 2-2 (ricordandosi di esultare con la mano all’orecchio...) nel momento più delicato, ma anche per altre giocate. Senza quegli errori sareb­be stato il migliore. 7 GENOA INTENSO «Il pari sta stretto» Una partita di rara intensità, magari con qualche errore in appoggio, che non ha mai annoiato. Ma, al di 7là dei palpiti tifosi, va segnalato come nelle due squadre si veda in modo indiscutibile il lavoro dei tecnici. Il Genoa straordinario nella corsa e nei raddoppi, esaltante nelle folate offensive, ma fragile in fase difensiva: «Ma stavolta - spiega Gasperini - siamo stati bravissimi a rimettere in sesto la partita ». Il punto sta forse più stretto al Genoa, ancora schierato dal tecnico con Sculli centravanti: «Non è bocciatura per gli altri: vedo i giocatori tutti i giorni e scelgo in base al momento. Floccari ha fatto molto bene. Scarpi per Amelia? Un premio per Palermo e a Praga in coppa: non è un soprammobile da spogliatoio, ma un portiere valido». Ora Gasperini dovrà gestire il malumore di Amelia, ma evidentemente la cosa non lo preoccupa. E intanto ha raggiunto la Samp. 7 PARMA SORPRENDENTE Guidolin: «Bravi» Il Parma ha risposto con analogo ritmo ma con filo­sofia differente: densità a 7centrocampo e fraseggio più stretto. Bravo, Guidolin, a mutare l’assetto tattico: via la dife­sa a tre (in quattro per bloccare i due esterni offensivi rossoblù) e una sola punta, Biabiany, con Lanzafame e Galloppa pronti a supportarlo: «Una squadra moderna - ha detto il tecnico degli emiliani ­deve sapere mutare per non dare punti di riferimento e questo stiamo facendo. Sono soddisfatto perché abbiamo risposto al Genoa con le sue armi: prestazione molto bella e punta importante. Il quarto posto? Mi piacerebbe che il campionato finisse ora, ma la classifica è provvisoria». 4 BRIGHI è indeciso, Carrer non lo aiuta. Paga, l’arbitro, anche la topica dell’assistente Carrer che annulla il gol valido a Milanetto. Ma lui ci mette il suo non assegnando (sempre dalla parte di Carrer) un rigore per fallo di mano di Lucarelli e faticando a gestire una partita dai ritmi vertiginosi.

 

IL SECOLO XIX - PARI CON RABBIA RISSA SFIORATA. di Mauro Casaccia. PANUCCI, PREZIOSI E GHIRARDI: SCONTRO DOPO LA GARA. GENOVA. Aggiornare il detto: chi di contropiede non ferisce, di controcontropiede perisce. Biabiany, due volte. Il Genoa, in vantaggio con Palacio, spreca le occasioni per allungare e si fa sorpassare dal Parma. Poi, a sua volta sa risalire con Palladino e va vicino al successo con rete regolare annullata a Milanetto per fuorigioco e rigore negato per tocco di mano di Lucarelli su cross di Tomovic. Missione quarto posto fallita (raggiunta invece la Sampdoria a quota 24), ma ne esce un 2-2 ad alta intensità, bello. Mentre fuori c’è molto di brutto,con le violente risse verbali. Primo round: Enrico Preziosi e Tommaso Ghirardi. Secondo round: il presidente rossoblù e Christian Panucci. Tornando al match dentro al campo, Francesco Guidolin azzecca la battuta: «Abbiamo giocato da Genoa, ritmo alto e verticalizzazioni, ciò che loro fanno benissimo». Grifone contro Grifone, ics. Palacio recupera e così il tridente è quello del derby, con Sculli centravanti di movimento. Esclusione di Amelia a sorpresa, dopo Praga Gasperini conferma Scarpi tra i pali. Guidolin sceglie Antonelli per Castellini a sinistra, davanti Biabiany al posto di Amoruso, confermando l’idea di un Parma votato alla ripartenza rapida. Inoltre Lanzafame molto largo a destra, per sfuggire a Bocchetti e impegnare Criscito. Insomma, gialloblù abbottonati con un 451, di centravanti classici non ce n’è. L’aggiustamento del Grifone è abbassare Criscito in difesa, con accentramento di Mesto e passaggio al 433, per avere parità numerica in mediana. Esempio dell’intenzione ducale al 3’: palla sradicata da Morrone al limite dell’area su tentativo di sterzata di Palladino, uscita rapida dalla retroguardia con partenza a ventaglio di cinque uomini, lancio lungo di Galloppa per Lanzafame, ma Bocchetti trova tempismo perfetto nella scivolata a chiudere. Passano tre minuti e l’azzurro non è altrettanto preciso, si fa scavalcare da Dzemaili su verticalizzazione di Zaccardo, trattenuta evidente, giallo e punizione dal lato corto destro per il Parma. La dinamica è utile perché al 14’ accade qualcosa di molto simile dall’altra parte. Da rimessa laterale, Guidolin chiama la squadra a stringere, idea giusta che diventa fatale nell’occasione. Criscito batte, Palladino contrastato restituisce “sporco”, forbice frontale dello stesso Criscito che manda Palacio all’uno contro uno con Lucarelli, riedizione del duello Bocchetti Dzemaili, pure stavolta l’offendente sorpassa, destro letale della Joya, sotto la Nord è 10. Quindi, lo spreco rossoblù. Al 23’, contropiede magistrale: punizione centrale di Panucci, al limite dell’area genoana Milanetto respinge di testa verso il lato sinistro, Sculli cattura palla, impegna Paci e con tunnel fa filtrare in verticale per Palladino, frenata col tacco e cambio campo lungo per Mesto, stop di petto, avanzata e traversone dall’altra parte, ancora Palladino col piattone destro in mezzo per la rete di Sculli. Annullato, posizione irregolare del numero 10 sul cross di Mesto. Minuto 27, ancora bella roba: Mesto a destra, non trova il varco e appoggia dietro per Milanetto, Rossi scatta senza palla e fa spazio a Palacio sulla stessa fascia, Lucarelli puntato e ancora saltato, cross respinto che Milanetto gira a sinistra oltre la linea gialloblù, stavolta Palladino è in gioco ma il destro è un po’ telefonato e Mirante in uscita può accartocciarsi sul pallone. I problemi per ilGrifone nascono su passaggio errato e ripartenza avversaria. Oda contropiede non finalizzato e controcontropiede Il Genoa si distende in maniera (quasi) devastante al35’: respinta di Bocchetti, Sculli va in caccia di testa e con suolata geniale Milanetto allarga per Palladino, il 10 è tentato dal servizio al centro per Palacio, poi sceglie la conclusione e Mirante respinge. Allora, controcontropiede che porta al pari: verticalizzazione centrale di Galloppa che trova larghe le maglie rossoblù sullo scatto di Biabiany, il giovane parigino di origine guadalupese è glaciale davanti a Scarpi e lo perfora tra le gambe. Partita non chiusa, partita riequilibrata. Ripresa senza l’acciaccato Palacio, entra Floccari come punta centrale e Sculli è restituito alla fascia. Distrazione difensiva rossoblù, Antonelli è solo davanti a Scarpi ma colpisce in maniera inguardabile. Al 14’ Palladino penetra centralmente e conclude secco, Mirante respinge e né Milanetto né lo stesso 10 trovano il tapin. Nuovo controcontropiede, Galloppa per Lanzafame, servizio di in area per Biabiany che porta in vantaggio il Parma. Reazione del Genoa veemente e al 21’ pure lucida, sfolgorante: Palladino da destra, chiuso, torna da Rossi, da lui a Milanetto, esterno destro a trovare Floccari incontro, sponda perfetta per lo stesso numero 10 che con mancino rasoterra trova angolo e 22. Mano all’orecchio, Ferraris che urla forte. Mancano la rete tolta a Milanetto al 25’ (arriva da dietro sul tocco di Sculli), lamano di Lucarelli, i cambi per avere forze fresche con cui tenere alta l’intensità, un’occasione grande per Sculli (sinistro fuorimisura), una controoccasione enorme per Zaccardo (colpo di testa alto).Ancora un contropiede e un controcontropiede, Genoa contro Parma/Genoa finisce 2-2. Detto aggiornato, in campo, in bel modo.

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Giocando così non ci sono rimpianti». di Mauro Casaccia. Il rossoblù: «Contento della prestazione. Il gol annullato? Era regolare». Guidolin: «Siamo riusciti a imitare il Genoa» Genova. Guardare l'avversario e trovarsi invece davanti allo specchio, talvolta, può sorprendere. La mossa Guidolin, presentare un Parma ben chiuso dietro e in ripartenza simile al Genoa, «usando le loro armi, andare ai cento all'ora, combinazioni veloci e ricerca della profondità». Non è bastato a vincere, per i gialloblù, ma è servito a mettere in difficoltà gli uomini di Gasperini. Bel Genoa, non abbastanza cinico quando c'era da infierire. Il risultato, comunque, è stato un match godibile. Nel quale il tecnico rossoblù, dopo l'arrabbiatura di Praga («Dobbiamo sempre giocare per vincere, non per il pareggio») ha rivisto lo spirito che vuole nei suoi: «Sull'1-0 abbiamo sbagliato, c'erano le occasioni per chiudere il discorso, è mancata un po' di fatalità per dare alla gara un andamento diverso. Poi, sotto, contro un avversario in salute, s'è fatta difficile, ma siamo stati bravi a riprenderla, con volontà di risalire, e a cercare la vittoria. Il fuorigioco di Milanetto? Non c'era, però sono episodi sul filo». Il succo è in quanto Gasperini ha dichiarato alla squadra, al rientro negli spogliatoi: «L'ho detto ai ragazzi: quando giochi in questo modo, non bisogna avere rimpianti. Abbiamo giocato con qualità, sono contento così». Della prestazione del Grifone è contento anche Enrico Preziosi, sebbene il presidente qualche rimpianto lo abbia: «Loro hanno fatto due tiri e due gol, noi abbiamo fallito quattro o cinque occasioni. Buona gara di pressing, dovevamo chiudere nel primo tempo, però la prestazione è stata ottima. Il Parma è stato bravo, gara intensa, ma noi meritavamo». E la classifica, pur in assenza di sorpasso verso il quarto posto, è buona. Ora la trasferta a Roma con la Lazio, prima della partitissima con il Valencia: «Abbiamo da giocarci l'Europa, col Valencia sarà una partita importantissima, ma senza dimenticare che in campionato siamo lì, in alto. Se abbiamo 24 punti, su può pensare a tornare in Europa. Siamo su due fronti. Ci davano in crisi, adesso sono tornati momenti positivi». Sia Genoa sia Parma soddisfatti della prestazione, più i gialloblù che i rossoblù del pareggio. In rapida successione, Dzemaili: «Un punto importante per noi, contro una grande squadra come il Genoa». E l'ex blucerchiato Mirante: «Soddisfatto. Ed è sempre uno stimolo giocare al Ferraris, con tifoserie calde ma sportive come quelle di Sampdoria e Genoa». Quindi, l'autore della doppietta, Biabiany: «Potevamo vincere, ma vale anche per loro. È stata una partita aperta». La pensa come il suo allenatore: «Per noi un risultato importante - ha detto Guidolin - Abbiamo guardato in faccia ili nostro avversario e lo abbiamo sfidato a viso aperto. Per un'ora abbiamo fatto ciò che va fatto contro di loro, abbiamo giocato da Genoa: corso tanto, ad alto ritmo, verticalizzando molto. Le cose che la squadra di Gian Piero fa benissimo. Loro all'inizio erano meno disinvolti di altre volte, nonostante il vantaggio, e noi abbiamo capito che era la strada giusta. Poi, hanno avuto più possesso palla e territorialità, ma credo che il nostro punto sia meritato». Inoltre, Guidolin s'è soffermato sulla dimensione del Genoa: «A me piace molto, ha mentalità, gioca indifferentemente a 3 o 4 dietro. C'è un progetto che va avanti da anni, con serietà. Diciamo che ci sono 6 o 7 squadre che stanno studiando da grandi, dietro alle solite 3, e il Genoa è una di queste». Tocca poi a Gasperini analizzare la graduatoria, nella quale ci sono dieci squadre in pochi punti, alle spalle di Inter, Juventus e Milan. «La classifica è veramente corta, c'è grande equilibrio. Credo che da questo gruppo probabilmente Fiorentina e Roma possano uscire, ma sarà lotta ogni domenica». Quindi il tecnico rossoblù ha analizzato la prova di alcuni singoli, come Bocchetti: «Se ci fate caso, è l'unico che ha giocato 3 gare intere nell'ultima settimana. Alterna cose ottime e cose meno buone, ma è giovane». Preziosi concorda: «Bocchetti? È stato bravo su tante palle, poi qualche distrazione». Quindi, il marcatore dell'1-0, Palacio: «Bel gol e buone iniziative - spiega Gasperini - però poi faticava nella battaglia a ritmi notevoli». Reduce da infortunio, l'argentino. Invece Palladino, autore del 2-2, ha confermato la crescita, nonostante due errori sotto porta: «Straordinario. Prima, in un'occasione è stato bravo Mirante, nell'altra ha cambiato idea... Forse il raddoppio avrebbe tagliato le gambe al Parma». Infine, Sculli, all'inizio riproposto come centravanti: «È la scelta del momento, perché lui, Palladino e Palacio in questa fase garantiscono di più. Poi, Floccari è entrato e ha fatto bene. Ho la fortuna di poter scegliere»

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. SCARPI 6 La sorpresa della partita: Gasperini sceglie di affidarsi di nuovo al veterano rossoblù, che si era ben comportato in coppa contro lo Slavia e in campionato con il Palermo.Attento nelle uscite e sulla conclusione centrale di Morrone, deve arrendersi al contropiede di Biabiany che arriva tutto solo e lo infila sotto le gambe.Nella ripresa viene infilato di nuovo dal giovanissimo attaccante di scuola interista, poi trema nel finale sul colpo di testa di Zaccardo che sfiora la traversa. ROSSI 5.5 Gioca da difensore sulla destra e la sua rapidità dovrebbe essere un’arma in più per contrastare il contropiede del Parma. Si dà parecchio da fare con la consueta carica agonistica, sbroglia alcune situazioni pericolosema, ad inizio secondo tempo, sbaglia l’intervento su Antonelli che si ritrova tutto solo in area e fallisce incredibilmente da pochi passi. Qualche responsabilità anche sul raddoppio di Biabiany. Nel finale, con l’ingresso di Tomovic, sale a centrocampo: per poco non serve a Crespo una palla solo da spingere in rete. MORETTI 5 La difesa torna di nuovo a ballare pericolosamente. Biabiany, in particolare, la mette più volte alle corde, i due gol segnati non sono casuali. Nel primo tempo l’ex interista s’infila centralmente lasciando sul posto tutti. Nella ripresa l’ex difensore del Valencia si fa beffare da Lanzafame che lo supera con un pallonetto per lo stesso Biabiany, libero di colpire tutto solo in mezzo all’area. BOCCHETTI 5 Inizia benema al 6’ si fa saltare da Dzemaili ed è costretto ametterlo giù proprio al limite dell’area prendendosi il giallo.Ogni tanto spegne la luce, soprattutto quando c’è da gestire il pallone. In preoccupante flessione: serve una scossa. MESTO 6 Efficace quando c’è da pressare e andare a recuperare palla, fa però troppo spesso confusione con passaggi sbagliati o controllandomale il pallone. Può daremolto di più a questa squadra, sulla fascia sa spingere come pochi. (34’ st TOMOVIC 6 Un quarto d’ora per far salire Rossi sulla lineamediana. Vameglio quando c’è da proporsi, fatica un po’ quando invece deve coprire. Ad esempio, si fa scappare Castellini che poi mette dentro e Zaccardo per poco non fa 32 con un colpo di testa da pochi passi. Brighi gli nega un rigore: sul suo cross Lucarelli respinge il pallone dimano). MILANETTO 7 Padrone del centrocampo nonostante il pressing di Morrone, serve un pallone bellissimo in contropiede a Palladino che però spreca non servendo Palacio e facendosi parare la conclusione da Mirante. Avvia l’azione del pareggio segnato dallo stesso Palladino nella ripresa. Fa anche il gol del 32 ma Brighi annulla per un fuorigioco inesistente. JURIC 6.5 Solita partita di lotta e di governo, anche se quello del Parma è un centrocampo molto forte e c’è da soffrire parecchio. Si prende il giallo al 9’ della ripresa per una trattenuta a centrocampo. CRISCITO 6.5 Lancia Palacio al 14’ per il gol del vantaggio rossoblù, aiuta Bocchetti, un po’ in difficoltà, in copertura con una serie di diagonali difensive puntuali. Ci prova al 16’ del secondo tempo con un sinistro dalla distanza, conclusione da dimenticare. Nel finale di partita commette qualche errore, ma nel complesso prova positiva. PALACIO 7 Era uscito dal derbymalconcio, con una lieve distorsione al ginocchio che lo aveva costretto a lavorare a parte per tutta la settimana. Lo staffmedico fa ilmiracolo ed eccolo in campo dal primominuto.Al 14’ si “beve” sullo scatto l’ex rossoblù Lucarelli, controlla e fulmina di destro Mirante. Attende inutilmente l’assist di Palladino al 35’, non è almeglio della condizione e infatti cala con il passare deiminuti. Nell’intervallo, infatti, arriva il cambio con Floccari. (1’ st FLOCCARI 6.5 Nellamorsa di Panucci e Paci, dà battaglia sfruttando la sua forza fisica anche se non sempre riesce a essere efficace. Bella la sponda al 19’ per Sculli che però calcia altissimo in piena area, si ripete sul gol di Palladino). SCULLI 6 Mossa che vince non si cambia e così, dopo lo scaccomatto aDel Neri, Gasperini ripropone il “finto” centravanti. All’11’ se ne va sulla sinistra, lanciato da Palladino, emette bene in mezzo per Palacio che controllama non riesce a concludere.Al 12’ fa assist di tacco in piena area, scatenando gli applausi della Nord,ma Palladino è distante e non può intervenire. Avvia lui stesso, al 23’, l’azione che porta al suo gol poi annullato per fuorigioco di Palladino. Al rientro in campo dopo l’intervallo e con l’ingresso di Floccari al posto di Palacio passa a sinistra, al 19’ ci prova di testama lamira non è quella giusta. Pescato in fuorigioco al 35’, su assist di Palladino,ma aveva comunque calciato fuori da ottima posizione. Serve a Milanetto la palla del 32ma arriva la segnalazione di fuorigioco dell’assistente e Brighi annulla.Gara generosa. (39’ st CRESPO sv Non ha il tempo di incidere sulla partita). PALLADINO 7 Al 23’mette inmezzo per Sculli che segnama Brighi annulla per fallo dello stesso attaccante napoletano. Al 27’ raccoglie un rimpallo in area si trova a tu per tu con Mirante che è bravissimo a chiudergli lo specchio in uscita. Un po’ troppo egoista al 35’ quando, splendidamente lanciato da Milanetto, non serve Palacio inmezzo e spreca tirando sul portiere avversario. Si danna l’anima per farsi perdonare, quando il Grifone va sotto è il primo ad andare incontro a Milanetto per farsi dare il pallone, prova a inventare la palla giusta per i compagni. Finchè, al 21’, trova l’angolo giusto con un sinistro dal limite dell’area, poi esulta portandosi il dito all’orecchio come nel derby. PARMA Ottima prestazione da parte della squadra di Guidolin, che si chiude bene, aspetta ilGenoa e poi lo colpisce in contropiede. Da sottolineare la prestazione di Biabiany (doppietta), Lanzafame e Galloppa. Mirante 6.5, Zaccardo 6, Panucci 6.5, Paci 6 Lucarelli 5, Lanzafame6.5 (28’ st Castellini 6), Morrone 6.5, Dzemaili 6.5, Galloppa 7 (38’ st Lunardini sv),Antonelli 5.5, Biabiany 7.5 (16’ st Amoruso 5.5). L’ARBITRO: BRIGHIDICESENA 5 Parte bene, tenendo in pugno la partita con decisioni corrette e puntuali. Viene però tradito dall’assistente Carrer, quello sotto la tribuna, che segnala il fuorigioco sul gol di Milanetto: almomento dell’assist di Sculli il regista rossoblù è dietro la linea del pallone. C’era anche un rigore per un tocco di mano di Lucarelli su cross di Tomovic.

 

IL SECOLO XIX - Criscito: bravi a reagire dopo lo svantaggio. di Andrea Schiappapietra. Il difensore rossoblù non recrimina sul gol annullato a Milanetto: «Gli errori degli arbitri ci stanno». Floccari: «Creato di più». Genova. Dispiacere per il mancato sorpasso in classifica a Parma e Samp, soddisfazione per la buona prestazione offerta contro una squadra in gran forma. Si può sintetizzare così lo stato d'animo dei giocatori rossoblù, che in campo hanno dovuto faticare parecchio per tenere a bada la squadra di Guidolin. «Anche quando siamo andati sotto - sottolinea Mimmo Criscito, anche stavolta uno dei migliori in campo - abbiamo continuato a spingere per cercare di vincere. Loro erano bravi a chiudersi e a colpire in contropiede. Siamo riusciti a ottenere il pareggio ma, alla fine, non il gol del 3-2». Dalle immagini tv si è visto nettamente che Milanetto, al momento dell'assist di Sculli, era dietro la linea del pallone. «Non me ne ero accorto in campo - spiega Criscito -. Peccato, sarebbe stata una vittoria molto importante, anche se è ancora troppo presto per parlare di classifica. In ogni caso, gli errori degli arbitri ci stanno, sbagliamo tanto anche noi. Per quanto ci riguarda, siamo in buona posizione ma dobbiamo continuare a pensare partita dopo partita». Aspetti positivi e negativi della prestazione del Genoa? «È da apprezzare la reazione della squadra dopo lo svantaggio ma sicuramente potevamo chiudere la gara quando eravamo in vantaggio nel primo tempo. Alla fine, poi, eravamo un po' stanchi, ma quando si gioca ogni tre giorni è normale che sia così», ammette il difensore rossoblù. Sergio Floccari è entrato nella ripresa al posto di Rodrigo Palacio, si è battuto bene giostrando da centravanti ed ha fatto la sponda per Palladino in occasione della rete del pareggio rossoblù. Nel finale, poi, con l'ingresso di Crespo è tornato a fare l'esterno nel tridente, come già era successo a Praga. «Mi sento bene - racconta l'ex attaccante dell'Atalanta - credo che tutta la squadra abbia giocato una buona gara. Anzi, credo che, a conti fatti, il Genoa abbia creato qualcosa di più. La classifica è molto buona e se continuiamo in questo modo possiamo andare lontano».

 

LA REPUBBLICA - Panucci perde la testa ''Preziosi, ti spacco...''. Tensione alle stelle nel post partita di Genoa-Parma. Il difensore emiliano attacca il presidente rossoblù, che litiga anche con Ghirardi: ''Impara a parlare italiano''. Lo fermano i Carabinieri. Sul campo il match finisce 2-2. Vantaggio dei padroni di casa con Palacio, sorpasso di Biabiany, pareggio finale di Palladino di ANTONIO FARINOLA. GENOVA - Il veleno sta nella coda. Genoa e Parma regalano spettacolo sul campo, quattro gol e tante emozioni. Ma il post partita è da dimenticare. Storie di affari mancati, di favori non resi. Così succede che Preziosi e Ghirardi si pizzicano attraverso le tv e Panucci per poco non viene alle mani con il presidente rossobù. PANUCCI PERDE LA TESTA - Partiamo dal diverbio Panucci-Preziosi. Il difensore del Parma incrocia il numero uno del Genoa nei parcheggi interni del Ferraris e dopo un breve scambio di battute reagisce in maniera violenta. "Ti spacco la testa, ti faccio una testa così, io non sono un ragazzino, impara a parlare italiano" dice Panucci. Per fermare l'ex giocatore della Roma serve l'intervento di alcuni compagni e due carabinieri. Preziosi resta immobile, poi fornisce la sua versione dei fatti: ''C'è stato uno scontro verbale con Panucci, lui si lamentava del mancato ingaggio al Genoa di questa estate e io gli ho risposto che di certe cose non me ne occupo. A questo punto lui si è risentito ed ha detto cose non belle. E' stato un dialogo molto acceso, e credo che da parte di Panucci essersi lamentato di questo non sia stato un bel comportamento nei confronti della sua attuale squadra". IL BATTIBECCO CON GHIRARDI - Prima di 'affrontare' Panucci, Preziosi aveva 'duettato' in tribuna d'onore con il collega Ghirardi rifiutando il suo saluto: ''Non lo saluto e non lo saluterò mai - le parole del presidente rossoblù -. Mi hai rubato dei soldi, non ti far vedere". A far arrabbiare il numero uno del Genoa il 'caso Troest'. Il difensore danese, ha spiegato il patron del Genoa, fu prestato lo scorso anno dal Genoa al Parma, che lo volle in comproprietà con l'accordo di pagarlo una volta tornato in serie A. Invece, quest'estate Ghirardi cambiò idea, dice Preziosi, e si andò alle buste. "Mi è costato un milione di euro - ha detto Preziosi - non voglio avere niente a che fare con Ghirardi". "Quando dice che mi ha aiutato quando il Parma ha dato 4,5 milioni al Genoa nell'anno della retrocessione mi pare ridicolo - spiega il massimo dirigente gialloblù -. Mi sembra che l'aiuto l'abbia dato io a lui e non lui a me. È stata una bella partita, con un grande pubblico sugli spalti, certi comportamenti non ci dovrebbero essere. Io avevo un bel rapporto con Preziosi, ma questi insulti mi hanno ferito". LA PARTITA - Il 2-2 è un risultato che permette ai crociati di Guidolin di guadagnare il quarto posto solitario e al Grifone di Gasperini di agganciare i cugini blucerchiati in quinta posizione. Molti i rimpianti dei rossoblu per le tante occasioni sprecate, ma anche per le molteplici distrazioni difensive che stanno condizionando questa prima parte di campionato. PROBLEMI IN DIFESA - Continuano le noie difensive per la squadra di Gasperini che quest'anno non è ancora riuscita a trovare il giusto equilibrio tra le linee. La mancanza di serenità in uomini come Bocchetti, Criscito e Moretti, che fino allo scorso anno erano il valore aggiunto di questo Genoa sta costando caro alla classifica rossoblu. Una serenità che manca evidentemente anche in altri componenti dello spogliatoio, vedi per esempio l'esclusione di Amelia dalla formazione titolare, ufficialmente per "premiare il buon lavoro fatto in allenamento da Scarpi", ufficiosamente per qualche diverbio con l'allenatore. Difesa a parte, il Grifone visto contro il Parma è apparso in ottima salute sia fisica che psicologica. Dato importante in vista del decisivo impegno in Europa League contro il Valencia tra due settimane. CERTEZZA PARMA - Ottima anche la prova del Parma di Francesco Guidolin. Gli emiliani hanno sofferto molto la velocità di Rossi e compagni, ma hanno dimostrato ancora una volta di essere in forma strepitosa e di poter competere con tutti anche in prospettiva Europa. Che sia o no Champions poco importa, visto che questa squadra solo un anno fa era in lotta per la promozione in serie B. Non resta, quindi, che complimentarsi e applaudire l'ottimo lavoro svolto dal tecnico e il suo staff. GENOA SPRECONE - Primo tempo equilibrato tra Genoa e Parma che passano i primi 10' a contendersi la palla a centrocampo. Poi al quarto d'ora un lampo di Palacio, su errore di Lucarelli, accende il match e il Ferraris. Morrone risponde con una conclusione dai 20 metri che Scarpi blocca a terra in scioltezza, ma è Palladino ad avere sui suoi piedi il gol del raddoppio. L'attaccante prima calcia addosso a Mirante, poi si lascia ipnotizzare dall'estremo crociato sprecando egoisticamente un contropiede corale dei propri compagni di squadra. E come spesso accade nel calcio: gol sbagliato, gol subito. Nell'azione seguente, infatti, Biabiany, servito in profondità da Galloppa, infila sotto le gambe Scarpi chiudendo di fatto la prima parte di gara. SENZA RESPIRO - Secondo tempo decisamente più scoppiettante con il Parma che potrebbe subito raddoppiare se Biabiany, smarcato davanti a Scarpi, non cercasse un improbabile passaggio per Lanzafame rimasto arretrato. Al quarto d'ora è il Genoa a sfiorare il gol con Palladino che dal limite impegna Mirante. Sul capovolgimento di fronte è nuovamente Biabiany a infilare Scarpi per la gioia degli emiliani. La reazione rossoblu è violenta e immediata. Prima Criscito scarica alto dal limite, poi Sculli di testa non inquadra la porta, infine Palladino libera un sinistro rasoterra che si infila tra Mirante e il palo per il 2-2. Il monologo dei padroni di casa continua anche dopo il pareggio, ma Sculli, in ben due occasioni, manda in curva il pallone del possibile sorpasso. Nel finale Zaccardo spreca di testa su traversone da sinistra di Castellini. Proteste al 90' per un rigore non concesso al Genoa per fallo di mano in area di Lucarelli e per un gol regolare annullato a Milanetto. SPRECATO TANTO - "Sono molto soddisfatto della prestazione, perché abbiamo giocato contro un'ottima squadra, in grande salute, che vale tutti i punti che ha in classifica - ha detto Gian Piero Gasperini -. E' un peccato per le tante occasioni sprecate e per il gol annullato a Milanetto. Io ero nella panchina più lontana, non potevo vedere, ho intuito che avesse sbandierato fuorigioco, poi la sensazione è che non ci fosse perché Milanetto arrivava da dietro, però, credo che il motivo fosse quello. Ciò che ha visto l'assistente era fuorigioco, ma non c'era. È così, è un peccato, è un po' il segno della giornata, perché anche sull'1-0 abbiamo avuto delle clamorose opportunità e abbiamo preso gol. Se ho litigato col presidente Preziosi a fine partita? Non è assolutamente vero". OBIETTIVO SALVEZZA - Umiltà e soddisfazione nelle parole di Francesco Guidolin. "Prima che iniziasse la stagione sapevamo che potevamo lottare alla pari con squadre più forti di noi, ma non ci aspettavamo di essere a questo punto della stagione in zona Champions. Continuiamo a pensare che il nostro obiettivo resta la salvezza, visto che ci sono un sacco di squadre più blasonate di noi subito dietro. Poi vedremo, se riusciremo a restare lassù anche nel girone di ritorno inizieremo a pensarci sul serio all'Europa. Biabiany? E' stato bravo nell'adattarsi al ruolo di prima punta. Poteva essere utile per la sua potenza e la sua velocità e così è stato". GENOA-PARMA 2-2 (1-1) GENOA (4-3-3): Scarpi; Rossi, Moretti, Bocchetti, Criscito; Mesto (dal 34' st Tomovic), Milanetto, Juric; Palacio (dal 1' st Floccari), Sculli (dal 40' st Crespo), Palladino. (Amelia, Fatic, Zapater, Modesto). All: Gasperini. PARMA (4-4-2): Mirante; Zaccardo, Panucci, Paci, Lucarelli; Antonelli (dal 28' st Castellini), Dzemaili, Morrone, Galloppa (dal 38' st Lunardini); Biabiany (dal st 16' Amoruso), Lanzafame. (Pavarini, Zenoni, Dellafiore, Budel). All: Guidolin. ARBITRO: Brighi. MARCATORI: Palacio (G) al 14' p. t., Biabiany (P) al 36' p. t. e 14' s. t.; Palladino (G) al 21' s. t. NOTE - Angoli 5-1 per il Genoa. Ammoniti: Bocchetti, Galloppa, Paci, Juric, Antonelli, Lanzafame per gioco scorretto. Recuperi: p. t. 0', s. t. 5'.

 

LA REPUBBLICA - Genoa, dopo match a nervi tesi È scontro tra Panucci e Preziosi. di Luca Palmieri. "Ti spacco la testa..." Tensione pure col patron ospite Ghirardi. Il presidente rossoblù non stringe la mano al suo collega: "Con la comproprietà di Troest mi ha rubato dei soldi". Spettacolo in campo, scintille negli spogliatoi. Il presidente Enrico Preziosi è protagonista di un duro scontro con il collega emiliano Tommaso Ghirardi prima e con Christian Panucci poi. Screzi di mercato che hanno lasciato il segno ed hanno portato ad un parapiglia incredibile, perlomeno quello con il difensore savonese, che sognava di terminare la carriera con il Genoa ed invece ha chiuso definitivamente il suo rapporto con i colori rossoblù, con una quasi rissa con il suo massimo dirigente. Il primo, imprevisto, battibecco è quello tra Preziosi e Ghirardi. Si "erano tanto amati" i due presidenti, che lo scorso anno erano anche intervenuti assieme telefonicamente ad una trasmissione sul mercato durante una loro cena. Ma adesso la frattura è divenuta insanabile e così, quando Ghirardi si avvicina a Preziosi per stringerli la mano a fine partita viene respinto con durezza. «Vattene e vergognati, mi hai rubato dei soldi». Tra i due si sfiora lo scontro fisico, con il presidente del Parma che poi si allontana imprecando e Preziosi che spiega cosa è accaduto. «Il suo comportamento è stato provocatorio – dice – perché aveva provato a riavvicinarsi a me già la scorsa settimana e gli avevo fatto capire che non era cosa. Non l´ho salutato e non lo saluterò più perché lo scorso anno, dopo la retrocessione, lo avevo aiutato dandogli alcuni giocatori. In cambio avevo anche accettato la comproprietà del difensore danese Troest, con la promessa che l´anno seguente se lo sarebbe ripreso, dandomi quindi i soldi. Si è rimangiato tutto e siamo andati alle buste per il giocatore. Con me ha chiuso». Per la storia il Parma lasciò in busta solo 410mila euro e la società rossoblù (che ne mise750mila) fu costretta a tenersi il giocatore, salvo poi girarlo in prestito in Spagna al Recreativo Huelva. Il caldo pomeriggio non si è però chiuso lì, perchè tra il presidente del Genoa e Panucci si è andati addirittura oltre. Il difensore la scorsa estate era infatti convinto di essere riuscito a coronare il sogno di chiudere la carriera in rossoblù, e non ha dimenticato. Il no estivo era stato di Gasperini, ma quando Panucci ha incrociato Preziosi negli spogliatoi c´è stato subito un acceso botta e risposta. A cominciare, secondo chi era presente, è stato il difensore, e tra i due sono volate parole grosse e forse qualcosa di più. La situazione è degenerata e le urla di Panucci hanno iniziato ad invadere l´area antistante dove erano in corso le interviste ai giocatori. A fermare il difensore sono state le forze dell´ordine, che però non sono riusciti a placarne la furia. Panucci ha infatti continuato ad inveire nei confronti di Preziosi con violentissime minacce («Ti stacco la testa come a uno dei tuoi giocattoli», tra le altre) a cui il presidente ha replicato con un gelido sorriso e qualche insulto. A cercare di calmare Panucci sono intervenuti anche altri compagni di squadra, che poi, come sovente succede, hanno finito per spalleggiarlo, a partire da Morrone, nella rabbia e negli improperi. A rimandare tutti negli spogliatoi, sfiorando però quasi lo scontro fisico con Preziosi in un´atmosfera sempre più surriscaldata, il direttore generale del Parma Pietro Leonardi. Il presidente ha poi spiegato l´accaduto a Sky: «Panucci si lamentava del mancato ingaggio al Genoa di questa estate e io gli ho risposto che di certe cose non me ne occupo. A questo punto lui si è risentito ed ha detto cose non belle. E´ stato un dialogo molto acceso, e credo che da parte di Panucci essersi lamentato di questo non sia stato un bel comportamento nei confronti della sua attuale squadra». Il rischio per entrambi è però di una pesante squalifica, dal momento che gli ispettori federali hanno annotato tutto e hanno poi sentito i protagonisti dell´episodio facendosi raccontare la loro versione dei fatti.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini "Potevamo vincere 3-0". Non è finita come diciannove anni fa quando, dopo aver vinto uno storico derby, la settimana dopo il Genoa a Marassi aveva steso anche il Parma. Una grande occasione sprecata perché la vittoria avrebbe proiettato la squadra rossoblù da sola al quarto posto. «Ma quando si gioca così - sostiene Gasperini - non bisogna aver rimpianti. Abbiamo sbagliato tante occasioni, loro con due tiri hanno segnato due gol. Ma se il primo tempo fosse finito 3 a 0 per noi, nessuno avrebbe avuto da ridire. Poi siamo stati bravi nel recuperare perché abbiamo addirittura rischiato di perdere. Il gol annullato a Milanetto? Dalla panchina ho subito avuto la sensazione che fosse valido. Scarpi? Aveva fatto bene mercoledì in Coppa, meritava di giocare. È ancora un buon portiere, non un soprammobile».

 

LA REPUBBLICA - Disastro Bocchetti, Milaneto sempre ispirato. SCARPI 6 Gasperini lo ha preferito ad Amelia (che non ha gradito e non poteva essere altrimenti). Un premio alla professionalità del trentaseienne dodicesimo o forse invece un messaggio per Amelia? Ma con Scarpi o Amelia cambia poco: il Genoa subisce due gol come, tranne rare eccezioni, ormai sembra la regola fissa di questo campionato. Peraltro Biabiany gli si presenta due volte solo davanti e Scarpi davvero non può farci nulla. ROSSI 6,5 Arretrato sulla linea dei difensori per le contemporanee assenze di Biava, Papastathopoulos e Esposito, offre la solita partita generosissima. Una sola sbavatura, dopo 26 secondi della ripresa: il suo liscio regala una palla gol che Antonelli (figlio di "Dustin", vecchia gloria rossoblù) fortunatamente cicca clamorosamente. MORETTI 6 Pulito e preciso, ma va protetto. Invece quando il francesino Biabiany mette il turbo, in occasione del primo gol, gli manca l'adeguata copertura di Bocchetti, troppo largo. BOCCHETTI 4,5 Distratto in fase difensiva e pasticcione quando si tratta di importare. È davvero un momento no, se continua su questo trend finisce che si gioca la Nazionale. Gasperini a fine partita si è prodotto in una difesa d'ufficio nei suoi confronti: «È l'unico degli elementi della rosa ad avere giocato tre partite in una settimana. È anche ancora molto giovane e ci sta allora che alterni cose ottime a qualche sbavatura». MESTO 5 Se non ha spazi dove lanciare la sua corsa, non riesce ad essere determinante. Dal 34' st TOMOVIC sv. MILANETTO 6,5 Guidolin, tanto più che imposta una partita soprattutto difensiva, non fa l'errore di certi suoi colleghi che lo lasciano senza marcatura e gli mette Morrone alle calcagna. Nonostante la presenza asfissiante del mediano del Parma, riesce ad inventare un passaggio di prima smarcante per Palladino che però spreca sparando due volte addosso a Mirante. Particolare da non trascurare, gli viene annullato il gol del 3 a 2. JURIC 6,5 Macina i soliti chilometri ma è meno brillante di altre occasioni, dopo la lunga assenza evidentemente deve ancora rodarsi. CRISCITO 6 Come Mesto fa fatica a trovare spazi dove affondare, ma se non altro è meno confusionario. PALACIO 6,5 Un gol di precisione ma anche di forza (spalla contro spalla ha la meglio su Lucarelli). Non ha però ancora recuperato completamente la botta subita al ginocchio nel derby e Gasperini dopo un tempo lo sostituisce. Dal 1' st FLOCCARI 5,5: si dà un gran da fare, ma combina poco. Non tira una volta in porta e non è bello per chi di mestiere fa il centravanti. SCULLI 6 Riproposto centravanti proprio come nel derby. L'unica differenza sono gi spazi. La Sampdoria ne aveva concessi in abbondanza, il Parma invece li chiude tutti, con nove giocatori sistematicamente dietro la linea della palla. Dal 40' st Crespo sv. PALLADINO 7 Una miscela di talento e di tecnica, però nel primo tempo, in due occasioni, si mangia il gol che avrebbe chiuso la partita. Segna il gol del pareggio, quello più difficile con un rasoterra dal limite dell'area

 

     

 

     

 

     

  

 

AKAIAOI