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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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GENOA - SAMPDORIA 3 - 0 (1 - 0) Reti: 10' Milanetto (rig), 53' M.Rossi, 75' Palladino (rig).
GENOA:
Amelia, Biava, Moretti, Bocchetti, M.Rossi, Milanetto, Juric, Criscito, Palacio
(46' pt Papastathopoulos), Sculli (72' Floccari), Palladino (80' Crespo).
(Scarpi, Zapater, Modesto, Tomovic). Allenatore: Gasperini.
Arbitro: Rosetti di Torino. Ammoniti: Palacio, Biava, Papastathopoulos, Ziegler, Palombo, Ma.Rossi. Espulsi: 44' Biava, 55' Ma.Rossi, 88' Cacciatore. Angoli: 4-1 per il Genoa. Spettatori: 33.265 + non paganti. (15.875 paganti, abbonati senza sud 17.390).
AKAIAOI - Il Centunesimo derby della Lanterna è all' insegna del ritorno al passato (che naturalmente speriamo sia sempre più anche il futuro dei beneamati rossoblù). Sul terreno di gioco del Luigi Ferraris scendono in campo la squadra di Genova, il Genoa 1893 e gli ospiti dell'Andrea Doria o della Sampierdarenese. Di Sampdoria non si può parlare perché sembra che la fusione, in questa tenzone, non ci sia stata visto che una nullità del genere non è una squadra, figuriamoci due!! La differenza vista sul prato verde (strano ma vero) situato a Marassi è riportabile ai derby del passato tra la seta genoana e gli stracci ai confini della sopraelevata. Detto questo non si può non dedicare una parentesi, prima della descrizione delle fasi della partita, alla scenografia di Gradinata Nord e distinti e ai due momenti ilari che la Gradinata Sud ha dedicato all' avvenimento. Lo spettacolo, come al solito, al positivo lo materializzano i tifosi del Genoa, come si può osservare nelle due immagini che campeggiano sopra. Ogni parola sarebbe superflua e inutile piaceria. I tifosi della ciclistica, da buone rumente, durante l'anno si divertono a sparar belinate riempiendosi la bocca di Genova, noi, solo, qui, là, su e giù. Parte, come fatto sapere giorni prima, "Ma se ghe pensu" interpretato da un tenore, tutto lo stadio canta....meno che la Sud che fischia sonoramente. Si saprà dopo che si lamentavano del fatto che sui tabelloni luminosi non sia apparso il testo come nel Karaoke. Altri commentavano: "Minchia!! Non ch'aggio accapito n'belinze!". Vergognosi, i profughi di Scarpino, capiscono e rimediano facendosi perdonare. Al momento dell' ingresso in campo delle squadre pensano bene di accendere alcuni fumogeni che coprono interamente la Gradinata facendoli scomparire dalla vista, loro e quei quattro stracci cuciti dai colori che fan venir.. da cacciare! Grazie veramente. Dopo il raccoglimento per Baldini e pochi minuti per lasciar defluire i gas degli scureggioni blustrisciati, Rosetti di Torino dà il via alla gara. Il Genoa schiera il consueto quartetto difensivo (Amelia, Biava, Moretti e Bocchetti) mentre le novità compaiono negli altri reparti. Il centrocampo è finalmente quello dell' anno scorso con Rossi, Juric e Criscito. Manca Thiago ma c'è Milanetto in grande spolvero. Juric torna da due infortuni consecutivi da più di un mese, e la sua presenza si nota eccome. La sorpresa che Gasperini riserva a Del Neri è nel terzetto attaccante. Palacio a destra, Palladino a sinistra e Floccari, Crespo e Figueroa in paca o tribuna. Al centro gioca, con libertà d' azione, il Beppe Sculli. Clouseau risponde con la brillante idea di mandare in campo tre primavera di cui due in difesa: Cacciatore, il Rossi arlecchinato e Poli. Le ali che volano non ci sono, non le hanno comprate. Semioli, tre anni fa mi pare che abbia giocato qualche buona partita, è rotto quindi in campo vanno Mannini e Padalino a far numero. In attacco "culo basso sempre a terra" e uno con la maschera con su scritto che ciocca! L'inizio è veemente da parte del Grifone, la squadra periferica è in difficoltà. I difensori sono lenti e spaesati, il Genoa fa le prove sulle fasce e Cacciatore sembra uno che ha perso le lenti a contatto, Rossi II sembra invece uno che sta' cercando le lenti a contatto di Cacciatore. Uno, due tentativi e corner sventati con rimando sbrigativo zuriano in piena area su centro genovese e arriva il gol rossoblù all' 8'. Palla genoana nella propria metà campo, lancio lungo di Rossi I per Sculli che si trova tre metri fuori dallo spigolo destro dell' area ciclistica. Rossi II arriva quando Sculli ha già, di petto, smorzato il lancio facendo proseguire la palla in avanti per il taglio di Palacio. L'argentino è inseguito per metà campo da Ziegler che, dopo lo scambio con Sculli, lo mette giù quando è solo, diagonalmente, davanti a Castellazzi. Il portiere ospite si caccia sulla sua sinistra mentre Milanetto, sotto la Nord, lo uccella con un preciso rasoterra dall' altro lato. Accenni di giubilo! La squadra degli adepti di Trasta tenta di reagire, anche se "tentare" è parola grossa. All' 11' arriva la prima ammonizione, è per Palacio che in contrasto va su Padalino. Intanto il "nemico dei prati" comincia la sua recita e si registrano blocchi stradali di formiche che protestano per salvaguardare le proprie abitazioni. Palombo gli tocca svelto una punizione, lui se ne accorge tre minuti dopo, la palla sfila sul fondo: stava discutendo col guardalinee su alcune variazioni che intendeva fare sul vestito di nozze. 15' Criscito, sulla linea del fallo laterale destro, entra in scivolata su Cassano. L'intervento è duro ma è anche prima sulla palla e di conseguenza sul giocatore. Giustamente Rosetti fischia solo il fallo ma il divertente è che "baricentro basso" fa una capriola e dà una tranvata con la zona lombare sul terreno. Faccia da maccacco contro l'arbitro e proteste a iosa. 18' Altra punizione Zozzona, questa dalla sinistra. Ziegler mette verso il secondo palo, Cacciatore colpisce sbilenco di testa e manda due metri a lato per tre metri sopra la traversa. E' l'unico tiro verso Amelia.. cioè, verso la porta... cioè, verso la Sud, nel primo tempo. 19' Rossi I mette in moto Palacio sulla destra, l'argentino avanza, Rossi II guarda e parte il traversone tagliato verso il palo lontano dove sopraggiunge Sculli che di mezzo centimetro non riesce a deviare di testa e ad infilare a Castellazzi esterrefatto e sconsolato. 21' L'azione parte come per il gol, lancio sulla fascia, questa volta sinistra e rasoterra, dalla propria metà campo. Gastaldello dorme e lascia sfilare quindi Sculli, dietro le sue spalle, parte come un treno verso l'area. Arrivato a destinazione, in diagonale, taglia Castellazzi servendo rasoterra verso il montante lontano dove sopraggiunge Palacio. Ziegler, un fenomeno, si caccia anticipando il genoano e colpisce in pieno il palo dall' altro lato... scomposto ma efficace diremmo! Il Gunduria accenna qualche timida iniziativa su calcio di punizione, il Genoa riparte col Zuria sbilanciatissimo. Palladino che avanza non si accorge che Palacio, sull' altro versante all' ingresso dell' area di rigore, sembra un turista in un museo genovese la domenica (na:cioè solo). Quando parte il lancio fortunosamente la palla sbatte su un ciclista e l'azione sfuma. Cacciatore da 25 metri tenta il classico tiro della disperazione da fuori area, la palla debole e sbilenca fa tre o quattro metri e picchia su Bocchetti andando in fallo laterale. 28' Stavolta Cassano è sulla sua sinistra e viene contratto da Biava. Il genoano scivola spingendo il cacirro che termina a terra come fulminato. Rosetti tira fuori il cartellino giallo. 32' Punizione per la Zoria, Sculli col naso sanguinante, forse per uno scontro con Cazzano con cui si scambia dolci parole, deve uscire per farsi medicare. Battuta la punizione senza esito il Genoa sulla destra fila in contropiede e Rossi I quasi dal calcio d'angolo viene steso. Milanetto fa spiovere la sfera centralmente sulla linea dell' area piccola. Biava stacca perentorio su tutti, anche su Criscito, e con un colpo tra spalla e collo indirizza verso la rete dei sudici. Castellazzi all' indietro devia con una mano mandando il pallone a sbattere sulla traversa, quindi Gastaldello di testa libera in corner. 36' Palacio a centrocampo scambia all' indietro con Milanetto che nuovamente lancia lungo a cercare Sculli. Il genoano scatta in mezzo ai suoi custodi che lo inseguono inutilmente. Sculli entra in area completamente spostato sulla destra (più o meno all' altezza del dischetto) e davanti a Castellazzi uscitogli incontro in diagonale spara verso il palo lontano mandando la palla a lato di poco. Palladino, che si attendeva la sfera da appoggiare o accompagnare nel sacco, si dispera. 38' Arriva anche la prima ammonizione per la Ciclistica: Poli interviene su Criscito e viene sanzionato. 40' Palacio recupera in area e s'invola verso centrocampo, lo rincorre inutilmente Poli poi interviene Padalino dandogli una stecca. I due finiscono a terra ma lo svizzero è sopra l'argentino che praticamente si schiaccia un ginocchio. L'azione continua e Sculli vincendo un rimpallo lancia Palladino solo verso l'area cacirra, ma l'esterno non aggancia e l'azione termina. Palacio esce in barella, si rialza ma è evidentemente dolorante e zoppicante. 44' Rossi II si fa rimpallare la palla da Biava e per poco Palladino non ne approfitta per trovarsi solo davanti al portiere bruciacchiato. Palacio sembra pian piano riprendersi anche se ancora zoppicante ma proprio al 45' Cassano a centrocampo supera Biava che cadendo allunga la mano sulla palla bloccandola. Secondo giallo e espulsione per il difensore rossoblù. Gasperini provvede subito con Papastathopoulos al posto dell' esterno ex Boca jr. 46' Sculli dalla sinistra mette in porta un tiro-cross che Castellazzi si azzarda a valutare sul fondo, invece la palla è più verso la porta del previsto e va a rimbalzare sulla parte alta della traversa. Il secondo tempo riprende con il Genoa che avanza subito con Palladino, sulla destra, il cui traversone viene fermato in corner da Rossi II. La Zembaboria risponde timidamente con un tiro-passaggio dalla distanza di Poli ad Amelia. 52' Papastathopoulos riconquista palla da Cassano e a destra sulla riga del centrocampo triangola con Palladino. I due difensori strisciati che vengono fregati nel mezzo sono in apnea e il greco fila fino allo spigolo dell' area dove rasoterra centra a sinistra per l'accorrente Sculli. Gastaldello, sul dischetto del rigore, in scivolata anticipa il rossoblù mandando però a parabola il pallone verso la rete. Castellazzi si butta in avanti e con le gambe ribatte il pallone indirizzato nel sacco. 53' Rossi II, che ha steccato Palladino nell' azione precedente si becca il cartellino giallo posticipato. Si riprende e la palla sulla sinistra arriva a Juric che smista all' indietro per Milanetto. Il regista rossoblù in diagonale filtra tutta la retroguardia doriana e mette sui piedi di Rossi I che sullo spigolo dell' arietta piccola stoppa di destro e con lo stesso piede spara a rete. L'estremo periferico si butta alla disperata per coprire la porta ma la palla rimbalza a terra e gli passa in mezzo alle gambe terminando il suo viaggio nel portone di Garrone e Marotta. Giubilo deciso! Del Neri corre ai ripari. Si gira, guarda cosa c'è nella panchina e manda in campo Tissone e Pozzi al posto delle ali zoppe Mannini e Padalino. Il Genoa domina completamente in ogni parte del campo nonostante l'inferiorità numerica. Ma in pratica sul green il Genoa giostra in 10 mentre i periferici erano in 9 perché da annotare sul taccuino per i due appena sostituiti c'è appunto soltanto la loro uscita di scena. I due nuovi se non riescono nel miracolo di far peggio ci siamo quasi. 56' Ancora da centrocampo, Juric traversa a parabola tutto il terreno di gioco facendo finire la palla sulla destra, pochi metri fuori dall' area di rigore. Rossi scatta e anticipa Ziegler con un tocchetto che smarca Milanetto abbandonato a sé stesso in area. Siamo 3 contro 0, i genoani sul lato sinistro sono ben due mentre Milanetto con alle spalle il difensore, o quel che è, svizzero, all' accenno di uscita di Castellazzi tenta il pallonetto invece di servire i compagni e il portiere allungando il braccio destro riesce a ribattere la palla. Era un gol fatto. 59' Criscito avanza sulla sinistra saltando due avversari e centra all' indietro, Ziegler questa volta libera ma Del Neri capisce l'antifona e per evitare guai peggiori leva di mezzo l'abulico Poli inserendo il difensore Accardi. 59' Rosetti segnala un fallo a favore del Genoa, forse di Rossi II, Milanetto praticamente sul fischio allontana la palla e l'arbitro lo ammonisce. Gastaldello si attacca a Palladino che fila via, l'arbitro fischia di nuovo ma non ammonisce. 66' Azione fotocopia del 52', parte il nazionale greco, scambio a Bocchetti che, a centrocampo sulla linea del fuori, supera Rossi II che, nel momento di tornare palla all' ex AEK, lo stende. Ennesimo fallo tattico ma stavolta vola fuori il giallo e il Rossi multicolore plana negli spogliatoi. 10 contro 10. La Zanzoria tenta qualche sortita ma non arriva mai al tiro, in area Bocchetti, Criscito e Moretti tamponano prima che la sfera possa diventare giocabile dalle strisce pedonali. Pazzini che già cioccava probabilmente ora vede i santi appoggiati alla traversa. 71' Entra Floccari al posto di Sculli. 73' Papastathopoulos si becca il giallo per aver atterrato Fantazoo, ma il fallo c'era stavolta. 74' Rossi I porta avanti la sfera sulla linea dell' out destro e temporeggia, Ziegler e Accardi stanno a guardare e il rossoblù serve nel mezzo dei due Papastathopoulos che fila come un razzo verso l'area. L'eroe svizzero della giornata entra perfettamente a tempo e in pieno sulle gambe del genoano che frana rovinosamente a terra. Ziegler, con le mani, fa cenno all' arbitro del tuffo, l'arbitro fa cenno al zuriano dello scemo. Dal dischetto Palladino non spiazza il portiere ma con un rasoterra angolatissimo insacca sulla destra di Castellazzi che non ci arriva. Tripudio! Mano sulle orecchie Palladino festeggia attorniato dai genoani, arriva quel "logo" di Palombo e parte la scaramuccia. Rosetti alla fine ammonisce il capitano della Unione Velocipedistica Sampierdarenese mentre dalla Sud parte per qualche minuto un getto d'acqua (belin! con quello che costa!). 80' Gasperini decide di togliere Palladino ed inserisce al suo posto Crespo. 88' Cacciatore, sulla destra, tenta il traversone e becca in pieno Juric, quindi insegue la palla ormai preda del croato che la smista a Criscito. L'arlecchino non si ferma e dà una tranvata al genoano, ormai privo della sfera, che rimane a terra. Rosetti arriva di gran carriera e sventola al cacirro il rosso. I rossoblù festeggiano, entra anche il Presidente che fa la sua corsa verso la Nord come un tempo. Cazzano a vita!!!!
GAZZETTA dello SPORT - UN GENOA FANTASTICO 3-0 E SAMP STORDITA. Fanta Genoa Magie da derby corsa e sfottò Samp travolta. PALLADINO ESULTA E FA INFURIARE I BLUCERCHIATII rossoblù aprono e chiudono su rigore, in 10 raddoppiano con Rossi. Cassano ingabbiato. di Alberto Cerruti. GENOVA Milito non c' è più, ma il Genoa c' è sempre e continua a far festa nel derby anche senza di lui. Anzi stravince con il miglior punteggio della sua storia, aperto e chiuso dai rigori di Milanetto e Palladino a cavallo della rete di Rossi, ancora più netto dell' 1-0 e del 3-1 del campionato firmati dall' argentino. E mai come stavolta il 3-0 rispecchia la superiorità della squadra di Gasperini, il grande vincitore di una tipica sfida del nostro campionato, più nervosa che bella, più emozionante che spettacolare, in cui Rosetti si conferma un grande arbitro, in grado di tenere in pugno un derby ad altissima tensione, estraendo ben dieci 10 cartellini gialli, 2 dei quali poi diventano rossi, e 1 rosso diretto. Capace di battere il Genoa solo nel numero delle espulsioni, finendo in 9 contro 10, la Sampdoria non è mai in partita, salvata dalle mani di Castellazzi e non dai piedi di Cassano, ancora una volta al di sotto della sua classe nelle sfide importanti. La chiave Il Genoa stravince perché corre e lotta di più, con un pressing feroce in mezzo. E non traggano in inganno i due rigori, comunque chiari, perché nel primo tempo i rossoblù colpiscono anche un palo e due traverse. Con un particolare che spiega la loro continuità, perché il Genoa segna il primo gol in 11 contro 11, il secondo in 10 contro 11 e il terzo in 10 contro 10. Genoa travolgente Senza lo squalificato Mesto, Gasperini rilancia Palacio sulla destra del nuovo tridente in cui Palladino rimane a sinistra, con Sculli al centro e Floccari in panchina. E proprio su un' iniziativa dell' argentino, atterrato da Ziegler, il Genoa va in vantaggio con il rigore trasformato da Milanetto. Invece di patire la reazione della Samp, i rossoblù dominano grazie all' enorme lavoro dei due centrocampisti centrali Milanetto e Juric su Palombo e Poli. Ma soprattutto viene applicato alla perfezione il piano tattico di Gasperini perché il Genoa passa in continuazione dal 3-4-3 di base al 5-4-1, quando Palacio e Palladino scalano a centrocampo al posto di Rossi e Criscito risucchiati in difesa. Un auto-palo di Ziegler, su cross di Sculli; un colpo di testa di Biava deviato da Castellazzi sulla traversa; un diagonale di Sculli fuori di poco; e ancora la parte superiore della traversa pizzicata da un altro cross di Sculli sono 4 occasioni (a 0) da grande Genoa che invece di chiudere il primo tempo con un gol in più chiude con un uomo in meno per l' espulsione di Biava. Con Papastathopoulos al suo posto e il sacrificio di Palacio, la squadra passa al 3-4-2, con Rossi più arretrato. Proprio lui all' inizio della ripresa stende la Samp sfruttando un passaggio di Milanetto. E il resto è un festival del contropiede con l' ultima rete ancora su rigore di Palladino per un fallo di Ziegler su Papastathopoulos. Sampdoria inesistente Colpita al primo affondo, la Samp ha la colpa di non reagire e quella ancora più grave di non sfruttare la superiorità numerica a inizio ripresa. La voglia di chiudere il Genoa nella propria area si trasforma in un boomerang, perché la squadra si scopre concedendo ampi spazi. Difesa in bambola, centrocampo inesistente, con Cassano vanamente impegnato a evitare falli, anche se quando riesce a saltare l' avversario conclude male. Delneri sullo 0-2 cambia modulo, inserendo Pozzi e Tissone per Poli e Padalino, ma il 4-3-3 non produce nulla. E così arriva il terzo gol di Palladino e la seconda espulsione di Cacciatore. MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO. GOL!10' Milanetto trasforma il rigore assegnato per fallo di Ziegler su Palacio 35' Castellazzi devia sulla traversa un colpo di testa di Criscito 45' Fallo di mano di Biava. Secondo cartellino giallo e espulsione per il difensore. SECONDO TEMPO. GOL! 8' Raddoppio del Genoa con Rossi che s' inserisce dalla destra e batte Castellazzi 22' Samp in dieci per il secondo giallo a Rossi dopo il fallo su Bocchetti. GOL!30' Palladino trasforma il rigore dopo l' intervento di Ziegler su Papastathopoulos 43' Espulso Cacciatore per il fallo su Juric. GIUSTI I DUE RIGORI e le 3 espulsioni. Rosetti controlla un derby nervoso. di Francesco Ceniti. Rosetti esce alla grande da una gara difficilissima. Unico errore al 7' : manca il giallo a Rossi I che stende Cassano. Due minuti dopo, rigore per il Genoa: Palacio ruba il tempo a Ziegler che non riesce a «frenare», colpendo l' avversario. La Samp protesta per un presunto mani e un fuorigioco, ma l' assist di Sculli è di petto e la posizione di Palacio regolare. Al 27' dopo l' ennesimo fallo su Cassano, arriva l' ammonizione per Biava. Lo stesso difensore al 45' si fa saltare sempre da Cassano e ferma il pallone con una mano: secondo giallo inevitabile. Nella ripresa due cartellini anche per Rossi II (falli netti su Palladino e Criscito). Papastathopoulos al 29' affossato da Ziegler in area: rigore solare e giallo al doriano. Palladino segna il 3-0, poi esulta in modo provocatorio sotto la curva della Samp: mini-rissa e giallo a Palombo. Cacciatore al 43' dritto su Juric: rosso diretto. L' EUFORIA DI GASPERINI: «Coraggio, rischiamo Così ce l' abbiamo fatta». Preziosi: «Tre derby di fila vinti, roba mai vista» Palladino: «Festeggio sempre in questo modo». di Alessio Da Ronch. Enrico Preziosi vola. Chiamato a gran voce da capitan Rossi e dagli altri giocatori corre in campo, abbraccia tutti, esulta, pazzo di gioia. «Vincere tre derby di fila, una cosa mia vista, una cosa da record. Merito di Gasperini e di questi fantastici ragazzi». La gioia Gian Piero Gasperini si lascia scivolare addosso i complimenti, sembra impermeabile alla felicità. La sua analisi comunque regala la chiave del derby, che non si vince con la tattica o la tecnica, ma con il cuore: «Volete sapere come abbiamo impostato la partita? Con un imperativo: avere coraggio. In qualche occasione, ultimamente, non lo avevamo avuto. A Livorno, poi, mi era parso che qualcuno fosse già condizionato da questo derby. Per questo ho chiesto alla squadra di rischiare, di cercare di soffocare l' avversario e ripartire. Sapevamo che questo comportava dei pericoli, ma andava fatto e siamo riusciti a disputare la sfida sui nostri ritmi, con grande intensità». La mossa Una mossa tattica, a dire il vero, lui l' ha fatta, con Sculli centravanti e Floccari e Crespo in panchina. «Ma - spiega - non aveva radici tecnico-tattiche, semplicemente i tre che hanno giocato davanti erano i più in forma. Floccari e Crespo erano comunque pronti a entrare, due cambi in attacco li avrei fatti in ogni caso. Palladino non si discute, Palacio mi dava grandi garanzie tecniche, Sculli con la sua grinta in queste sfide diventa determinante. Eppoi avete visto come ci ha dato velocità e profondità. Vi confesso, comunque, che a inizio settimana avevo pensato anche a Figueroa, poi però ha avuto un problema al ginocchio». Lodi a Cassano L' allenatore del Genoa chiude con un complimento speciale a Cassano: «Vorrei fargli un elogio, per l' atteggiamento tenuto nel finale, quando ha anche fermato il gioco per un nostro infortunio. Non è semplice in certe situazioni tenere a freno i nervi». Palladino Raffaele Palladino è stato uno dei grandi protagonisti di questo derby genovese, entusiasmante in campo, assoluto vincitore del duello con Cassano. Dopo il gol è nato pure un equivoco, per la sua esultanza davanti ai tifosi blucerchiati, con la meno dietro l orecchio destro. «Ma quella è la mia tipica esultanza, l' ho fatta anche con il Siena e sempre in quel punto del campo». In effetti l' attaccante è solito salutare così i suoi fan personali, che solitamente si siedono lì con lo striscione Gruppo Palla. Ma la prova nel derby è più importante: «Vi confesso una cosa: è stata un serata incredibile».
GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. ROSSI INESAURIBILE, JURIC CHE RIENTRO. di Filippo Grimaldi. GENOA 8 Vittoria più netta nel gioco di quanto non dica il risultato. L' ALLENATORE Gasperini 8 Vince la sfida a centrocampo. S' inventa Sculli centravanti. Bravo e coraggioso a non chiudersi sull' 1-0. IL MIGLIORE. 8 MILANETTO Freddo nell' esecuzione del rigore, serve a Rossi l' assist del raddoppio. Gioca a tutto campo. Prestazione di eccezionale concretezza. 6,5 AMELIA Comanda la difesa con attenzione. Gara attenta, anche quando nella ripresa la Samp prova a riaprire la partita. 5,5 BIAVA Sfiora il raddoppio colpendo di testa la traversa, ma sulla sua prestazione pesa l' espulsione. Evitabile la seconda ammonizione. 6,5 MORETTI Dà ordine alla difesa. Evita di complicarsi la vita e si dimostra efficace negli anticipi. Mette il bavaglio a Pazzini. 6,5 BOCCHETTI Evita il patatrac su un tiro di Cacciatore. Spazza sempre l' area, con le buone o con le cattive. Costringe Rossi al secondo giallo. 7,5 M. Rossi Capitano senza età. Prestazione da favola, gol strameritato. Aggredisce Mannini e lo schianta. Chiude la contesa con una rete d' autore. 7 JURIC Rientro importante per il centrocampo rossoblù. Azzanna la Sampdoria e tiene alto il baricentro del gioco sino alla fine. 7 CRISCITO Ottimo senso della posizione, non dà spazio a Padalino. Gara generosa, senza sbavature. Nel finale dà tranquillità alla difesa. 6,5 PALACIO Si conquista il rigore con una progressione improvvisa che sorprende Ziegler, poi innesca micidiali contropiedi. Esce zoppicante. 7,5 SCULLI Una furia. Entra in tutte le azioni più pericolose del Genoa. Pecca di egoismo quando non serve l' assist a Palladino, poi coglie una traversa impossibile. 7,5 PALLADINO. Il gol, e non solo. Grande carattere, sotto gli occhi di Pezzotti, vice di Lippi. E' il cuore e la fantasia. Ispirato come non mai. CRESPO s.v. 6,5 PAPASTATHOPOULOS Sostituisce Biava nella fase cruciale della partita, asfissiante su Cassano. Gli manca il coraggio di chiudere il contropiede, ma si conquista il secondo rigore. 6 FLOCCARI Venti minuti di sostanza e intelligenza, per puntellare l' attacco quando il derby ormai è già in archivio. SAMPDORIA DISASTRO COLLETTIVO 4. Derby da dimenticare. Patisce il dinamismo del Genoa. L' ALLENATORE Delneri 4 La linea verde lo tradisce e lui non riesce più a correggere la rotta della Sampdoria. Perde il derby sulle fasce. IL MIGLIORE 7 CASTELLAZZI Conferma il suo eccezionale avvio di stagione deviando sulla traversa il colpo di testa di Biava con un riflesso straordinario. Si ripete su Milanetto. 4 CACCIATORE Patatrac. Perde la testa nel finale quando manda k.o. Juric. Ma tutta la sua prestazione è zeppa di ingenuità ed errori. Rischia anche l' autogol. 4,5 GASTALDELLO Scintille con Sculli all' inizio, ma non riesce mai a entrare in partita. Calo vistoso nel finale, ma è l' ultimo ad arrendersi. 4 M. ROSSI Sente la pressione della sfida e paga con l' espulsione una gara in cui patisce la velocità del tridente genoano. Paga l' inesperienza. 4 ZIEGLER Suicidio sul fallo da rigore che fa su Papastathopoulos, dopo la prima ingenuità che costa il penalty dell' 1-0. Rischia anche l' autogol, lo salva il palo. 4,5 PADALINO Corre, spinge, prova ad affondare i colpi, ma non è proprio serata. Dalle sue parti Criscito è una vera iradiddio, e lui si spegne. (TISSONE 5). 4,5 POLI Si affida alle sue doti migliori, corsa e dinamismo, ma l' irruenza eccessiva lo tradisce. Si fa scappare Rossi nell' azione del raddoppio genoano. 5,5 PALOMBO Quando vede che Poli non lo aiuta, cerca di fare da sé, ma i genoani gli sbucano da ogni parte. Il giallo gli costa il Milan. 4 MANNINI Era il viceré sampdoriano, ma incappa in una serata da cancellare. Sbaglia tutto, anche le cose semplici, in difficoltà anche sul piano atletico. 5 PAZZINI Il capocannoniere della Samp non riesce mai a rendersi pericoloso. Scambia spesso la posizione con Cassano, ma è tutto inutile. 5,5 CASSANO Braccato a tutto campo, cerca invano di far valere la sua classe. «Non posso giocare», urla a Rosetti. Ha il merito di costringere Biava al doppio cartellino giallo. 5 POZZI Mai in partita. Con lui Delneri si gioca il tutto per tutto. Ma la mossa non riesce, perché sbilancia la squadra e apre varchi dalle parti di Castellazzi. 5 ACCARDI Non riesce ad approfittare della maggiore freschezza atletica. Va a fondo con il resto della retroguardia blucerchiata. TERNA ARBITRALE: ROSETTI 7,5 Gestisce con autorità una gara difficilissima. Fiscale, ma giusto, nelle prime due espulsioni. Sul primo rigore segue l' indicazione di Calcagno. Ayroldi 7; Calcagno 7
TUTTOSPORT - E’ DELIRIO GENOA! Milanetto, Rossi e Palladino stendono la Samp, mai in partita. Due rigori, in mezzo il 2-0 in inferiorità numerica. La squadra di Gasperini colpisce pure due pali e una traversa. Cartellini rossi a Biava, al Rossi blucerchiato e a Cacciatori. di SANDRO BOCCHIO. GENOVA. E sono tre consecutivi. Anche questo fa male, come l’ultimo della scorsa stagione, perso con tre reti di scarto ma avendo almeno la possibilità del momentaneo 1- 1 con Campagnaro: stavolta la Sampdoria chiude senza neppure segnare. Allora fu il trionfo di Diego Milito, autore di una tripletta. Stavolta è l’elogio del collettivo, com’è il Genoa in fase realizzativa quest’anno: tre autori diversi per un derby dominato dal primo all’ultimo minuto, in cui la Sampdoria ( che dal 1964-65 non aveva una striscia così negativa) è stata letteralmente annichilita: sul piano del ritmo, sul piano della personalità e sul piano psicologico. È stato derby vero, fino in fondo: nello spettacolo sugli spalti, nelle botte che si sono viste sul campo ( tre espulsi), nell’offerta calcistica, pur se monodirezionale vista l’assenza blucerchiata. E rimane pur sempre derby d’alta classifica, per una Genova che vuol tornare piccola capitale del calcio italiano: i rossoblù hanno di nuovo il fiato sul collo della Sampdoria, che ora dista una sola lunghezza in classifica. SORPRESA Gasperini regala sempre una mossa a sorpresa nel Genoa e stavolta è Sculli, non tanto per la sua presenza quanto, piuttosto, per la posizione. Lo pone in mezzo all’attacco (con Crespo e Floccari confinati in panchina) con molteplici compiti: non dare un punto di riferimento fisso, infastidire Palombo, attaccare una difesa blucerchiata eccessivamente alta. Lui, di suo, ci mette anche doti da centravanti, come l’elevazione con cui - su lancio di Biava - prende il tempo a Rossi e serve Palacio con palla toccata tra petto e spalla: sull’argentino interviene malamente Ziegler per il rigore che apre il match. Milanetto spiazza Castellazzi e diventa l’undicesimo marcatore stagionale del Genoa. La partita è così facile facile per i rossoblù, non solo perché la Sampdoria appare tramortita (doppiamente: dal gol preso e dalle frequenze avversarie) e incapace di organizzare gioco. Anche perché quando Cassano riesce a sfuggire alle cure ( fin troppi rudi) di chi lo insegue, non trova sponde: né in area, né sulle fasce. Al punto che le palle- gol costruite dai blucerchiati si fermano a quota zero per incapacità di superare le due linee genoane tra centrocampo e difesa. Al contrario i rossoblù non sfruttano il contropiede come dovrebbero. Palladino non pesca Palacio come da manuale della ripartenza ( e Gasperini s’arrabbia di brutto) ma ci sono anche tre fra pali e traverse: Ziegler ( autopalo destro al 22’ per anticipare Rossi), Castellazzi smanaccia sulla parte alta un colpo di testa in collaborazione Criscito- Biava ( 35’), quindi vede un tiro-cross di Sculli finire sulla parte alta della traversa (48’). URAGANO Inerzia che potrebbe cambiare prima dell’intervallo quando Biava “ impazzisce” fermando la palla con la mano dopo essere stato saltato da Cassano: secondo giallo ( anche il primo provocato dal barese) e Genoa in dieci. Ma l’inferiorità numerica non muta la mentalità di Gasperini, che mette dentro Papastathopoulos e non modifica assetto, lasciando solo un uomo in meno in attacco. Un atteggiamento che paga clamorosamente dopo l’intervallo perché, in attesa di un vano risveglio della Sampdoria, arrivano i colpi di maglio del Genoa, tatticamente organizzato e atleticamente straripante. Il tempo di un tiro debole di Cassano per poi vedere i rossoblù infilarsi negli spazi quasi che fosse l’avversario a ritrovarsi in dieci. L’emblema è il contropiede dalla propria area orchestrato da Papastathopoulos che, dopo aver anticipato Cassano, si ritrova nei sedici metri opposti: il servizio per Sculli è liberato in qualche modo da Cacciatore (7’). Sentenza rinviata di un minuto, perché Milanetto apre per Rossi a destra ( Mannini dov’era?) per il comodo rasoterra del 2- 0. Del Neri prova a cambiare assetto: dentro Pozzi, per un tridente con Pazzini e Cassano, e Tissone a dare peso in mezzo. Tutto inutile perché il Rossi sampdoriano si fa a sua volta cacciare prendendo il secondo giallo dopo duro intervento su Bocchetti, mentre Ziegler conclude la serata di tormenti in area agganciando lo scatenato Papastathopoulos per il secondo rigore. Palladino batte Castellazzi e festeggia andando a zittire la curva blucerchiata, che reagisce da par suo insieme con la squadra (stavolta sì, più vivace). Rissa collettiva, giusto per non farsi mancare nulla, compresa l’ultima espulsione: Cacciatore dritto su Juric. E questa notte si ride solo in rossoblù. L’EUFORIA Gasperini: «Noi più forti di tutto» Preziosi: «Palladino oltre Cassano». Raffaele Palladino è stato uno dei protagonisti del derby: «Nemmeno nei sogni accadono gioie così. È la prima volta che mi emoziono per una partita di calcio. Il pubblico dà una carica incredibile. Per la classifica sono tre punti come gli altri che ci avvicinano alla Sampdoria. A livello mentale però la carica è enorme: in città la partita è sentitissima e averla vinta regala una soddisfazione enorme. Il gesto dopo il gol? Non volevo provocare i tifosi della Samp... È il mio modo di esultare, l’ho fatto anche con il Siena». SUPER GASP Ma il vero “uomo derby” rischia di diventare Gian Piero Gasperini che per la terza volta di fila ha battuto la Samp: «Una gara perfetta. Come mai? Probabilmente a Livorno molti ragazzi già pensavano a questa partita e hanno giocato frenati per paura di ammonizioni o cose così... Partite come questa danno motivazioni particolari: ho rivisto il Genoa di inizio stagione, anche perché abbiamo recuperato uomini importanti. Il tridente diverso? Ho valutato le condizioni dei miei attaccanti e ho optato per Palladino, Sculli e Palacio. Nel calcio di oggi i cambi ci sono sempre, soprattutto in attacco. Dopo l’espulsione di Biava avevo paura di un po’ di disordine, la Samp sa attaccare molto bene e invece abbiamo ritrovato compattezza. In fase difensiva siamo stati perfetti, mentre altre volte nel finale ci siamo fatti sorprendere. Un Genoa superiore in tutto. L’aggressività è la nostra caratteristica per soffocare il gioco altriui e per fare uscire le nostre qualità tecniche. I ragazzi hanno qualità tecniche e morali importanti». ESTASI Enrico Preziosi è raggiante: «La gioia del terzo derby vittorioso è impagabile. Non c’è mai stata storia. Gasperini ha messo in campo una squadra che s’è fatta valere. Il rapporto con il tecnico? Io non ho mai litigato e mai lo farò con i miei allenatori. Un conto è il confronto, un conto è litigare. Lunedì dopo Livorno c’è stata la solita telefonata tra di noi. Il confronto Palladino-Cassano? Cassano, se non ha spazi, tende a parlare con l’arbitro e a innervosirsi. Palladino è stato superiore in tutto. Il mio saltello di gioia? Lo faccio da anni». Un accenno al mercato. «Stiamo trattando Menegazzo, cercheremo di portarlo a casa». E Criscito: «Ci eravamo preparati alla grande sugli errori di Livorno. Siamo stati perfetti, poteva finire 6-0 per noi. E siamo stati bravi anche a rimanere freddi nel finale».
TUTTOSPORT- LE PAGELLE - GENOA. MILANETTO 7.5 Regista, incontrista e sempre lucido. Pure lui ruvido ma raramente sbaglia un pallone. M. ROSSI 7.5 Anima, cuore e goleador del Genoa. E’ ovunque. E il suo gran correre per la squadra gli fa perdonare qualche ruvidezza di troppo. PALLADINO 7 Decisivo nella ripresa e non solo per il gol sul secondo rigore. Bravo nel dettare i tempi. CRISCITO 6.5 Diligente, propositivo e sempre pronto a chiudere in supporto ai compagni. JURIC 6.5 Rientra ed è subito importante. Prezioso nel contrastare qualsiasi avversario gli capiti a tiro. MORETTI 6.5 Governa bene la difesa e non sbaglia mai. Prezioso nei raddoppi, fa ripartire l’azione. PAPASTATHOPOULOS ( 46’ pt) 6.5 Frena Cassano, poi si va a procurare un rigore su clamorosa ingenuità di Ziegler. Più che positivo. SCULLI 6.5 Gioca, e bene, in una posizione non sua. Esce stremato dopo aver dato tutto. AMELIA 6 Poco impegnato ma dà sicurezza alla difesa. BOCCHETTI 6 Qualche incertezza colmata dall’ardore agonistico, a volte eccessivo. PALACIO 6 Ha il merito di procurarsi il rigore che sblocca la partita. Ficcante e sempre pronto a ripartire in velocità. Sacrificato sull’altare dell’espulsione di Biava. BIAVA 5 In difficoltà su Cassano ma in attacco prende una traversa. Poi si fa ammonire, commette un altro fallo, di mano, e si fa espellere. Allenatore GASPERINI 7.5 Il derby l’ha vinto lui. Non solo nella preparazione psicologica della partita ma nella tattica. Mossa a sorpresa con Sculli centravanti, elastico difesa- centrocampo. E ritrova i ritmi del suo Genoa gladiatorio. SAMPDORIA. CASTELLAZZI 6 Incolpevole sui gol. Anzi, ne salva pure qualcuno. CASSANO 6 il più vivace. Prova a inventare ma non trova mai le sponde giuste. Marcato stretto, sballottato dagli avversari, spesso a terra non certo per volontà sua. ACCARDI ( 13’ st) 5.5 Entra a gara compromessa ma forse era da schierare dal primo minuto. Resta, forse, il miglior difensore dell’organico blucerchiato. PAZZINI 5.5 pochi palloni giocabili per lui. Incide quasi niente. Ma si batte. POLI 5.5 Lotta e tiene botta in mezzo al campo. Almeno lui le dà anche e non solo le prende. TISSONE ( 8’) 5.5 Prova a riannodare i fili di una partita impossibile da recuperare. CACCIATORE 5 Nel primo tempo tiene abbastanza bene Palladino. Poi va in difficoltà nella ripresa e nel finale si becca pure un rosso diretto per fallo su Juric. GASTALDELLO 5 Si trova come avversario diretto Sculli che centravanti vero non è e si perde un po’. M. ROSSI 5 Salva bene due contropiede pericolosi del Genoa. Fa il suo. PADALINO 5 S’arrabbatta senza trovare il guizzo giusto. PALOMBO 5 Ingabbiato pure lui, costantemente aggredito dagli opposti rossoblù non emerge mai. POZZI ( 8’ st) 5 Entra e non fa neanche confusione. MANNINI 4 Non pervenuto. Colpevole sul gol del Marco Rossi rossoblù che ammazza la Samp. ZIEGLER 4 Tira giù Palacio e provoca il primo rigore. Non contento ne provoca un altro sul difensore greco. Un disastro insomma. Allenatore DEL NERI 4 Perde di brutto il confronto tattico con Gasperini. Come contro la Juve, la Samp si scioglie ancor prima di cominciare. Non trova contromisure e non si capiscono alcune sue scelte. Arbitro ROSETTI 7 Azzecca le decisioni importanti grazie alla collaborazione con i suoi assistenti. Le espulsioni paiono tutte giustificate. Un difetto: tollera troppo il gioco duro
CORRIERE dello SPORT
- GENOA, DERBY TRIONFALE. E’ super Genoa La Samp crolla nel derby (3-0).
Stracittadina rovente, tre
espulsi, Cassano in ombra. La Sampdoria ha subito il raddoppio con l’uomo in
più. I ragazzi di Gasperini corrono il doppio. Gol di Milanetto, Marco Rossi e
Palladino. di Andrea Ramazzotti. GENOVA - Solo Genoa. Terzo derby vinto di fila,
dopo i due dello scorso anno. Stavolta senza i gol di Milito, ma con il gioco.
Tanto gioco. Annichilita la Sampdoria, mai in partita. Nulla da dire sul
verdetto finale: i rossoblù sono stati più squadra, hanno tirato di più in
porta, sono arrivati sempre primi sul pallone accorciando da 4 a 1 i punti di
distacco dai cugini in classifica. E' stata una notte da ricordare per Rossi e
compagni, tatticamente perfetti e carichi come molle fin dal 1', mentre sotto
gli occhi di Pezzotti, inviato dal ct Lippi, Cassano ha ingoiato una nuova
amarezza. La partita l'ha vinta Gasperini che non ha dato punti di riferimento
agli avversari e ha rinunciato a un centravanti di peso (Floccari o Crespo) per
puntare su Sculli, centrale del tridente con Palacio e Palladino. La mossa si è
rivelata decisiva sia perché Sculli ha svariato su tutto il fronte offensivo
attaccando gli spazi, sia perché Palacio, avvezzo all'aria dei derby dopo quelli
giocati con il Boca Juniors, ha annichilito Ziegler. E' stato l'argentino a dare
la prima svolta alla gara, inserendosi su una sponda di Sculli e costringendo
l'attardato Ziegler a commettere fallo da rigore. Milanetto ha portato il Genoa
in vantaggio, ma l'1-0 non ha frenato l'impeto dei rossoblù che hanno mostrato
più ritmo, più forza e più intensità. In campo c'era solo il Genoa e la
Sampdoria nei primi 45' ha assistito impotente alla recita degli avversari che
hanno colpito un palo (affannoso recupero di Ziegler e palla sul legno), due
traverse (testa di Criscito su punizione di Milanetto e tiro cross di Sculli nel
recupero) e fallito un paio di occasioni propizie. L'atteso Cassano ha subito
molti falli e, svariando soprattutto a sinistra, ha causato l'espulsione di
Biava, ma per lui il derby è stato di nuovo amaro. Troppi blucerchiati hanno
'steccato': Mannini è sembrato la controfigura del brillante giocatore visto in
questo inizio di stagione, Palombo è andato sottoritmo, Padalino ha fatto poco o
nulla, mentre la difesa ha imbarcato acqua a ripetizione. La Sampdoria non si è
svegliata neppure quando è rimasta in superiorità numerica, con un tempo da
giocare. Gasperini è stato costretto a togliere Palacio, a inserire
Papastathopoulos e di fatto a lasciare Palladino unica punta con Sculli generoso
maratoneta tra attacco e mediana più Rossi, da applausi, a coprire tutta la
fascia destra. Gli uomini di Del Neri ad inizio ripresa avrebbe potuto avere
più campo, ma la loro reazione si è limitata a due tiri da fuori facilmente
parati da Amelia. Lampi nel buio perché il Genoa ha ripreso immediatamente in
mano il match e, sfiorato il 2-0 (miracolo di Castellazzi sul tentativo di
autorete di Cacciatore), lo ha trovato con un'azione da applausi: assist di
Milanetto per il taglio di Rossi e conclusione vincente con Mannini e Ziegler
fuori posizione. I rossoblù hanno sfiorato il 3-0 con Milanetto e neppure le tre
sostituzioni di Del Neri (dal 9' al 13') hanno cambiato la storia della sfida.
La Sampdoria è rimasta in 10 per l'espulsione di Rossi e l'ennesimo disastro di
Ziegler (secondo fallo da rigore) ha concesso a Palladino il tris. L'esultanza
dell'ex juventino (mano all'orecchio sotto la curva avversaria) ha fatto
sfiorare la rissa, poi solo trionfo rossoblù. Determinante, secondo il tecnico
rossoblù, il recupero completo di alcuni giocatori chiave. GASPERINI: QUESTO E'
IL VERO GENOA. - Il sorriso di Gian Piero Gasperini, mentre nello spogliatoio
rossoblù infuria la festa. Tre derby vinti di seguito, tra la scorsa stagione e
questa. Al Genoa era successo una sola volta, dal 1962 al 1964. Cassano inveve è
a quota tre sconfitte consecutive e non ha gradito. All'attaccante barese non è
piaciuto il comportamento di Raffaele Palladino che, dopo il 3-0 su rigore, è
andato a esultare sotto la curva blucerchiata rispondendo a un coro poco carino
che gli era stato indirizzato qualche minuto prima. In campo Antonio ha detto
qualche parolina all'ex juventino, ma la razione più corposa di insulti è
arrivata negli spogliatoi, quando i due si sono incrociati. «Non ti devi
permettere di fare quella cosa » gli ha gridato, aggiungendo altre parole non
affettuose. Poi l'ex Roma e Real Madrid è stato portato via e il Genoa ha potuto
pensare solo alla sua festa, con cori e abbracci. Palladino, nonostante la lite,
è sembrato comunque al settimo cielo: «Nemmeno nei sogni accadono queste
giornate. E' una cosa indescrivibile e non mi ero mai emozionato così tanto.
Questa vittoria ci darà la spinta » . Peccato solo per l'esultanza che ha
rischiato di far degenerare la gara: «Quella è la mia esultanza - si è provato a
difendere -, la stessa che ho avuto contro il Siena. Non era diretta ai tifosi
della Sampdoria ». Di diverso avviso il capitano blucerchiato Angelo Palombo:
«Certi gesti fanno male e rischiano di fomentare la violenza. E se poi fuori la
gente si ammazza? Palladino è un bravo ragazzo, ma ha mancato di rispetto a noi
e ai nostri tifosi. La nostra prova? I rossoblù sono stati superiori e hanno
meritato di vincere». GIOIA - Felice anche Gasperini: « Essere il primo tecnico
che vince tre derby di fila fa piacere. Vuol dire che la squadra ha imparato
come giocare partite come questa. Siamo rimasti in inferiorità numerica dopo un
tempo e abbiamo vinto mostrando personalità » . Il Genoa ieri sera è andato a
dormire con il quinto posto in tasca. Oggi magari il Parma allungherà, ma
intanto i rossoblù sono a -1 dalla Samp, hanno un punto in più rispetto allo
scorso anno e soprattutto non hanno subito gol. Per la peggior difesa del
campionato una mezza impresa... «La verità è che abbiamo fatto i conti con molti
infortuni e un po' ne abbiamo risentito. La classifica è buona, ma non la
guardiamo perché la stagione è lunga e in questo momento non abbiamo un
obiettivo preciso. Viaggiamo alla giornata e speriamo di non avere più problemi
fisici. Adesso pensiamo all'Europa League e poi al Parma». Il presidente
Preziosi al termine del derby è andato a festeggiare sotto la curva
(spettacolare la coreografia di entrambe le tifoserie prima del fischio
d'inizio, con fuochi d'artificio), poi ha annunciato regali per la squadra ( «
Un premio partita? Non ne avevamo parlano, ma un pensierino ce lo faccio...» ) e
ai tifosi, con il probabile arrivo di Menegazzo del Bordeaux: «Lo stiamo
trattando e lui vuole venire» . Poi sul successo dei suoi uomini: « Nel primo
tempo abbiamo dato alla Sampdoria una lezione di calcio e credo che non ci sia
stata mai partita visto che abbiamo segnato il 2- 0 in dieci. Gasperini è stato
fantastico. Palladino? Ha fatto la differenza ed è stato superiore a Cassano che
però rimane un campione». Amaro Gigi Del Neri: «Potevamo dare molto di più e il
risultato non è giusto. Non abbiamo avuto una reazione, come era già successo
contro la Juve. Abbiamo sofferto la loro aggressività, ma rifarei tutte le
scelte ». Contro il Milan alla Samp mancheranno gli squalificati Palombo,
Rossi e Cacciatore. Genoa-Sampdoria 3-0 GENOA (3-4-3): Amelia 6; Biava 4,5
Moretti 7 Bocchetti 6,5; Marco Rossi 7,5 Milanetto 7,5 Juric 7 Criscito 6,5;
Palacio 6,5 ( 46' pt Papastathopoulos 6,5) Sculli 7 (26' st Floccari sv)
Palladino 7 ( 36' st Crespo sv). A disp. Scarpi, Modesto, Zapater, Tomovic.
All. Gasperini 7,5. Falli commessi: 26 Fuorigioco procurati: 3 SAMPDORIA
(4-4-2): Castellazzi 6,5; Cacciatore 4,5 Gastaldello 5 Marco Rossi 4,5 Ziegler
4; Padalino 5 (9' st Tissone 5,5) Palombo 5,5 Poli 5 (13' st Accardi 5,5)
Mannini 4,5 (9' st Pozzi 5); Pazzini 5 Cassano 5,5. A disp. Fiorillo,
Stankevicius, Lucchini, Bellucci. All. Del Neri 5. Falli commessi: 21 Fuorigioco
procurati: 5 ARBITRO: Rosetti di Torino 7 Guardalinee: Ayroldi e Calcagno
Quarto uomo: Giannoccaro MARCATORI: 10' pt Milanetto (rig.), 8' st Rossi, 30' st
Palladino (rig.) ASSIST: Milanetto (G) ESPULSI: 45' pt Biava (G) per doppia
ammonizione (gioco falloso e comportamento non regolamentare), 21' st Rossi (S)
per doppia ammonizione ( entrambe per gioco falloso), 43' st Cacciatore (S) per
gioco falloso. AMMONITI: Palacio (G), Poli (S), Papastathopoulos (G), Ziegler
(S) per gioco falloso; Milanetto (G), Palombo (S) per comportamento non
regolamentare. NOTE: spettatori paganti 15.875 per un incasso ai botteghini di
504.957 euro, abbonati 17.390 per una quotapartita di 264.198 euro; recuperi: 2'
pt, 0' st; calci d'angolo: 4- 1 per il Genoa.
IL SECOLO XIX - IL DERBY A UN GENOA DEVASTANTE. GENOA PERFETTO LA SAMP AFFONDA. di Mauro Casaccia. Derby da record grazie al finto centravanti. GENOVA. Derby numero 101, sogno genoano che si avvera. Il gol di capitan Rossi come simbolo, per una gara dominata dal Grifone e vinta3 0, il risultato più largo nella storia. La stracittadina, si sa, è opera di Ionesco che si rinnova, panorama dell'Assurdo, trama cangiante,ma stavolta il segno è tutto rossoblù. Grifone che passa con Milanetto,colpisce tre legni due traverse e un "autopalo" e ha molte altre occasioni, però resta in dieci a fine primo tempo per il rosso a Biava.La Sampdoria soffre, prova a risalire, tuttavia non crea mai pericoli. Anche in inferiorità numerica è ancora Genoa. Rossi, l'uomo cuor di Grifone. Poi, anche Samp in dieci (fuori l'altro Rossi, chiuderà in 9 per l'espulsione di Cacciatore) e terzo sigillo di Palladino, col secondo rigore. Così La Partita,quella diversa da tutte le altre, si tramuta nel sogno del Grifone. Del Neri, a seguito della settimana della serenità e delle porte aperte, conferma la formazione annunciata. E Gasperini, a seguito delle porte serrate, conferma la volontà di sorprendere. Per il primo derby del dopo Milito, niente centravanti. O meglio, da Hidegkuti a Di Stefano fino a Totti, s'aggiorna la storia del falso centravanti: Sculli là davanti. Avvicinamento al derby a suon di pretattica in casa Genoa, remake calcistico de I soliti sospetti, Gasperini schiera Kayser Soze e si rifà alla celebre battuta di Kevin Spacey alias Roger "Verbal" Kint: «La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste, e come niente sparisce». Si può dire centravanti a scomparsa, con compito di creare spazio agli uno contro uno laterali di Palladino e Palacio,usare l'irruenza agonistica per far sponda (vedi l'10), nonché contrastare Palombo in avvio di costruzione blucerchiata. Funziona bene, finché il Genoa è in undici. Poi, funziona il temperamento rossoblù. Del Neri dalla sua ha un centravanti vero, verissimo, che senza alias è Pazzini, e un fantasista di nome Cassano. Uno con maschera per il naso, l'altro con protezione per il dito, entrambi con classe da far fluire libera. La fasciatura tuttavia è messa dal Grifone con l'arma dell'anticipo. Coreografia rossoblù nella Nord e nei Distinti, sbandierata e fuochi d'artificio nella Sud blucerchiata. Il fumo intenso ritarda l'inizio, cori forti nella nebbia. Grifone subito pericoloso sugli sviluppi di due palle rubate da Milanetto e all'8' è vantaggio. Palla lunga e il centravanti finto fa il centravanti vero: Sculli s'eleva e propone la sponda di petto per Palacio che brucia Ziegler ed entra in area, contatto con lo svizzero, l'arbitro dopo consulto rapido indica il dischetto. Silenzio,Milanetto, gol. È il 10'. A battuta lunga sampdoriana, la disposizione è cinque contro quattro, Moretti libero e un quartetto di contrapposizioni prevalenti: Rossi Mannini, centralmente Biava Pazzini e Bocchetti Cassano (ma i due blucerchiati si scambiano spesso posizione), Criscito Padalino. Mentre Cassano si lamenta con il guardalinee levando il parastinco e mostrando la caviglia destra, al 22', Juric verticalizza, la difesa della Sampdoria dorme e Sculli scappa: primo tocco che non stringe verso la porta, costrizione al cross invece che al tiro, allora assist al centro per l'accorrente Palacio, stavolta Ziegler anticipa ed è "autopalo". Gara molto frammentata, Rosetti manda fuori Sculli che perde sangue dal naso, a farsi medicare. Punizione Samp, contropiede Genoa. Altro fallo. Altre proteste. È il 34',battuta di Milanetto (presente in ogni raddoppio e lucido costruttore) e colpo di testa di Criscito: traversa. Passano tre minuti e il Genoa si divora il raddoppio,Sculli scappa sul filo del fuorigioco ma nell'occasione è poco centravanti, solo davanti a Castellazzi ignora Palladino al centro e indirizza male il diagonale di destro. Quindi un appetitoso contropiede non concretizzato per imprecisione, le occasioni sono tutte rossoblù. Poi, al 44', Genoa in dieci: Biava ferma con la mano a metà campo, punizione battuta più avanti ma palla in gioco, secondo giallo. Fuori Palacio, infortunato, entra Sokratis a non modificare l'assetto dietro. Per chiudere il tempo, ancora un po' di legno: traversone di Sculli che picchia sulla faccia superiore della traversa. Ripartenza e ancora Grifone. Coast to coast di Sokratis,palla in mezzo per Sculli anticipato da Cacciatore, altro "autotiro" e prodezza di Castellazzi. All'8' è la vecchia guardia rossoblù al potere: Milanetto inventa per Rossi che di destro realizza:2 0 che dà carne all'onirico genoano. Di più, Rossi ricambia per Milanetto,ma Castellazzi di reni risponde al cucchiaio del regista di Venaria. Del Neri prova a cambiare le carte inserendo Accardi e Pozzi e schierandola squadra con il 4 3 3, ma al 21' anche la Sampdoria resta in dieci: fallo su Bocchetti, secondo giallo al Rossi blucerchiato. Alla mezz'ora, sempre Grifone: Ziegler stende Sokratis in area, dal dischetto stavolta va Palladino, stesso risultato. È il 3 0, mano all'orecchio verso la Sud e mischione. Sokratis si fa male, Cassano sportivamente ferma la palla per favorire i soccorsi. Fine derby. E sogno Genoa. GENOA - SAMPDORIA 3-0. Reti: Milanetto (rig) 10’ PT; Rossi 8’, Palladino (rig) 30’ ST. GENOA(343): Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Juric, Milanetto, Criscito; Palacio (46’ pt Sokratis), Sculli (26’ st Floccari), Palladino (36’ st Crespo). A disp.: Scarpi, Tomovic, Modesto, Zapater. all. Gasperini SAMPDORIA(442): Castellazzi, Cacciatore, Gastaldello, Rossi, Ziegler, Padalino (10’ st Tissone), Poli (13’ st Accardi), Palombo, Mannini (11’ st Pozzi), Cassano, Pazzini. A disp.: Lucchini, Stankevicius, Bellucci. all. Del Neri ARBITRO: Rosetti di Torino NOTE: espulsi Biava (G) al 44’ pt e Rossi al 20’ st per doppia ammonizione, Cacciatore al 41’ st per gioco violento; ammoniti Palacio, Poli, Milanetto, Sokratis, Ziegler e Palombo; recuperi 2’ e 0; spettatori paganti 15.875, abbonati 17.390; commemorato Giuseppe Baldini
IL SECOLO XIX - LE PAGELLE. di Andrea Schiappapietra. AMELIA 6.5 Esordio nel derby genovese per il portiere rossoblù, uno dei nuovi arrivati in campo (oltre a lui ci sono Moretti e Palacio). Primo tempo sotto la Sud senza particolari problemi: dalle sue parti arriva solo una punizione, tesa ma centrale, di Palombo respinta con i pugni chiusi. Attento e puntuale nelle uscite anche nella ripresa. Finisce in gloria. BIAVA 5 Il ricordo dell'ultima stracittadina è, per il difensore bergamasco, un misto di gioia e dolore: la tripletta di Milito, certo, ma anche lo scontro, fortuito, con Franceschini che gli procurò la rottura di una costola e un pneumotorace. Conseguenza: stagione chiusa in anticipo. Soffre inevitabilmente un po' su Cassano e Pazzini che alternativamente si spostano dalle sue parti ma se la cava. Prende una prima ammonizione per un fallo sul barese poi, quando il primo tempo è ormai agli sgoccioli, commette un'ingenuità colossale: ferma il pallone con le mani a centrocampo, doppio giallo e Grifone in 10. Assurdo, per un giocatore della sua esperienza. MORETTI 7 Guida una difesa ultimamente spesso in difficoltà, la voglia di cambiare registro è tantissima. Impresa riuscita. Primi 45 minuti di relativa tranquillità, nonostante le mosse della coppia d'attacco blucerchiata. Bene anche nella ripresa, nonostante la temporanea inferiorità numerica. BOCCHETTI 7 A maggio rimediò nel derby a una serie di prestazioni negative (Lazio, Juventus, Bologna) contribuendo a bloccare Pazzini, con l'aiuto di Ferrari. La vigilia di quest'anno è molto simile, identico il risultato: molto male a Livorno, con quell'autostrada lasciata a Candreva in occasione del primo gol livornese, benissimo contro la Samp. Dalle sue parti incrociano sia Cassano sia Pazzini, nei primi 45 minuti regge abbastanza bene l'urto muovendosi con attenzione e concentrazione. Al 21' del secondo tempo va via sulla destra, Rossi lo butta giù e per il difensore blucerchiato arriva l'espulsione per doppia ammonizione. ROSSI 7.5 Se Milito è l'uomo simbolo delle ultime due vittorie rossoblù nella stracittadina, il capitano rappresenta l'anima, il cuore del Grifone, quello che ha vissuto l'inferno della C e ha guidato la risalita fino all'Europa. Si danna in copertura e in fase di spinta, copre le spalle a Palacio fino all'uscita dell'argentino per infortunio. All'8' della ripresa, servito da Milanetto, infila Castellazzi in uscita: 2-0 e corsa di gioia pura attraverso tutto il campo. MILANETTO 7.5 A Livorno la sua assenza in mezzo al campo si era fatta sentire: il regista è fondamentale per questo Genoa, viste anche le prestazioni di altissimo livello delle scorse settimane. L'anno scorso, all'andata, il tecnico rossoblù lo provò insieme a Thiago Motta e Juric: un esperimento ben riuscito. Molto è cambiato da allora, compreso lo schieramento dei blucerchiati. Subito nel vivo del gioco, trasforma con freddezza il rigore dell'1-0 al 10' del primo tempo. Non cala di intensità con il passare dei minuti, anzi continua ad innescare la fase offensiva genoana con lanci al millimetro. Come all'8' del secondo tempo, quando pesca Rossi per il gol del 2-0. Tre minuti più tardi la scena si ripete a parti invertite ma Omar prova il cucchiaio e Castellazzi si salva. Al 14' allontana il pallone e si prende il giallo. JURIC 7 Settimane di lavoro a marce forzate, una corsa contro il tempo, dopo due infortuni subiti in 3 mesi, per riuscire a recuperare proprio in vista della partita più importante. L'impresa, alla fine, è compiuta: il suo ingresso in campo insieme ai compagni è salutato da un boato di entusiasmo. Non risente della lunga assenza, randella a tutto campo senza risparmiarsi. CRISCITO 7 A Livorno era stato uno dei pochi a salvarsi, tra l'altro sotto gli occhi interessati di Marcello Lippi. Fronteggia Padalino, lo contiene, poi al 34' colpisce a botta sicura di testa, Castellazzi gli devia la conclusione sulla traversa. PALACIO 7 Nel suo curriculum c'era già il super derby di Buenos Aires, giocato con la maglia del Boca Juniors contro i rivali storici del River Plate. Senza troppa fortuna, a dire il vero. Gasperini opta per uno schieramento con due esterni in grado di saltare l'uomo e Sculli "finto" centravanti. Al 9', lanciato da una sponda di Sculli, entra in area, cade sull'intervento falloso di Ziegler: rigore, che poi Milanetto trasforma. Due minuti più tardi si becca un giallo per fallo a centrocampo. Al 22' Ziegler lo anticipa e colpisce il palo della sua porta. S'infortuna alla caviglia, resta in campo ma alla fine si deve arrendere, anche perché nel frattempo Biava è stato espulso e serve l'ingresso di un difensore. (46' pt SOKRATIS 7 Subito il duello con Cassano, poi Palladino lo lancia e si fa 30 metri di corsa, guarda in mezzo per Sculli ma Cacciatore si salva calciando su Castellazzi. Al 28' Rosetti lo punisce con l'ammonizione per un fallo a centrocampo sull'attaccante barese. Al 29' si butta dentro l'area, Ziegler lo falcia ed è rigore: Palladino fa 3-0). SCULLI 7 E' la mossa a sorpresa di Gasperini: il tecnico aveva parlato di 6 giocatori in corsa per la maglia di centravanti, l'attaccante calabrese vince la volata staccando tutti gli altri. Il ruolo non è proprio un inedito per lui: aveva iniziato così nei primi anni di professionismo, a questa soluzione era ricorso lo stesso tecnico rossoblù a Milano con l'Inter, in Coppa Italia l'anno scorso. L'obiettivo è quello di non dare punti di riferimento alla difesa di Del Neri. Dopo neanche un minuto di gioco Criscito lo lancia sulla sinistra, immediato cross in mezzo respinto con affanno dalla difesa blucerchiata. Al 22' se ne va sul filo del fuorigioco e crossa in mezzo, Ziegler salva su Palacio calciando sul palo. Al 37' sfugge di nuovo alla difesa blucerchiata ma poi tira fuori da ottima posizione, con Palladino solo in mezzo all'area. Gara, comunque, di grande sacrificio ed efficacia. (26' st FLOCCARI 6.5 Dentro per dare il cambio a Sculli ormai boccheggiante, si rende utile andando a pressare i portatori di palla blucerchiati). PALLADINO 7.5 "L'uomo" dell'elastico parte dal primo minuto, a differenza di Livorno. E' in gran forma, caricato dal ritorno in Nazionale: difficile farne a meno. Danza su tutto il fronte d'attacco, mette alle corde la difesa blucerchiata e poi fa festa insaccando il rigore del 3-0 al 30' della ripresa. Esce con il Ferraris rossoblù in piedi ad applaudirlo: gara superba. (35' st CRESPO sv Spiccioli di gara). MOLTI SBAGLIANO, ROSETTI NO. L'arbitro più bravo del mondo ha fatto il suo mestiere con la consueta elastica severità. Niente da dire sul rigore per il tocco di Ziegler che scaraventa a terra un Palacio lanciato come un treno: infondate le proteste blucerchiate per un presunto "mani" di Sculli nel passaggio: era un colpo di petto. Poi l'arbitro ha cominciato a mostrare gialli: Palacio (fallo su Ziegler), Biava (su Cassano), Poli (su Criscito), poi tanti altri. Il Genoa non faceva complimenti a Cassano che un paio di volte ha esagerato la caduta ma altre volte è stato rudemente contrastato, al punto da lamentarsi con il quarto uomo: «Così non posso giocare!». Ma Rosetti non si è commosso. Con un Genoa padrone del campo e della porta (un gol e tre pali) lo sciocco fallo di mano di Biava (giallo poi rosso) ha cambiato gli schemi del secondo tempo ma non il copione. Rosetti non ha perso la briglia, poi l'altra ingenuità di Marco Rossi (il sampdoriano) ha rimesso in parità i numeri della truppa. Dopo il secondo rigore (anche questo ineccepibile), la partita è diventata corrida. Ma non per colpa di Rosetti. Voto: 7.
IL SECOLO XIX - PREZIOSI: «UNA LEZIONE DI CALCIO, GODIAMOCELA». Il Presidente rossoblù: «Abbiamo dato spettacolo, notte da sogno». di Claudio Mangini. Genova. Saltella, mentre lo stadio è un onda rossoblù. Saltella e batte le mani, ritmando le parole del "Cantico per il Grifone", lo storico inno. Stringe mani, scambia baci, abbracci. Poi resta semplicemente a guardare: i suoi ragazzi che corrono sotto la Nord, che raccolgono un applauso che è uno scroscio, una cascata di affetto. Distillato, allo stato puro. Poi, i suoi ragazzi arrivano sotto la tribuna. Lo puntano con il dito, come dire «grazie a te». E poi, i gesti delle mani si fanno quasi imperiosi. Come a dire: «Vieni giù, vieni qui con noi». Ed Enrico Preziosi, a quel punto, scende veloce i gradoni, entra in campo, abbraccia prima il figlio Fabrizio, poi Rossi e Milanetto, quelli della vecchia guardia. Quelli che c'erano anche quando il vento tirava contro. «Io credo che abbiamo dato una lezione di calcio, oggi», dice Enrico Preziosi, ed è passato poco da quell'ingresso in campo, da quella corsa sotto la Nord, da quel saltello e da quel gesto _ le mani tese, in avanti, aperte: vi abbraccio -, da quella piccola trasgressione che gli costerà una multa. Ma si può mettere in preventivo anche di pagare una multa, per bere fino in fondo il calice della felicità, per fare un "3" con le mani, che è il gesto di chi ha vinto, di chi li ha fatti tre gol, e non solo promessi. Chissamai se li aveva promessi, Cassano, ma ora sembra un'eternità. Una vittoria schiacciante: «Nel primo tempo loro non sembravano neanche in partita, sembrava ci fosse una manifesta superiorità. Poi, nella ripresa, siamo rimasti in 10 e le cose sembrava che si facessero più difficili. Invece, è andata come avete visto». Non per caso. «È nelle corde del nostro allenatore giocare così. Abbiamo dato spettacolo, credo che se ne siano accorti tutti». Pausa, un battito di ciglia, uno sguardo allo stadio che ancora ribolle e trasmette quelle che una volta si dicevano buone vibrazioni. Si, vibrazioni, farfalle nella pancia, emozioni forti. Il calcio qualche volte le regala: un brivido intenso, forte, la gioia pura e infantile di sentirsi uniti sotto la stessa bandiera. «Sì, una delle cose più belle da quando sono nel calcio».Dice così, Preziosi: nel calcio, non nel Genoa. E la mossa Sculli? Un azzardo: quanto lo hanno pensato quando la notizia ha cominciato a circolare, poco dopo le 17. Quanto lo hanno pensato leggendo le formazioni o ascoltandole dallo speaker dello stadio. «Lui, Gasperini, sa come metterle in campo le squadre. Sa quello che fa». Alla faccia delle voci che qualche volta, e periodicamente, battono tam tam di contrasti di idee, di diversità di punti di vista. «Si discute. E Gasperini ha un modo d'intendere il calcio che è questo. Visto che non eravamo in crisi, anche se qualcuno lo pensava e lo diceva?». «Io sono molto felice per questo». Un presidente nella storia: tre vittorie di fila, non c'era riuscito nessuno: «Sono felice di questo e sono felice che i tifosi si divertano. È la cosa a cui tengo di più». È una notte speciale. «Lo Slavia? No, ragazzi, stasera godiamoci la festa. Sarà una notte lunga, una grande festa. Almeno per una notte godiamoci quello che abbiamo fatto. E poi,sia chiaro, il caso non c'entra: quello che stiamo facendo è frutto di programmazione, lavoro». E loro, gli altri, gli sconfitti? Cassano che aveva lodato due giorni fa? «Cassano stasera ha fatto solo il lamentoso. È fatto così: quando le cose non gli riescono si lamenta». Di nuovo Genoa, per chiudere: «Questo è il derby più bello. È una notte speciale».
IL SECOLO XIX
- Gasp se la ride. "Perchè Sculli? Era bello carico".
di Mauro Casaccia. Attacco a sorpresa nel Grifo. "E siamo stati bravi anche
dietro". GENOVA. Ferraris come la Bombonera, derby al Genoa come se fosse al
Boca Juniors. E Rodrigo Palacio può dire: «La partita ideale». Lo pensa anche
Gian Piero Gasperini, che l'ha costruita con le scelte maturate in settimana e
con la condotta nei 90' della stracittadina numero 101. Quella che dà al tecnico
di Grugliasco la terza vittoria consecutiva nei derby della Lanterna, record. Ed
eguaglia il massimo passivo inferto dai rossoblù ai blucerchiato, come nel 52
del 1948, in una Coppa Cassano. Coincidenza, visto che questa è la Sampdoria di
Fantantonio. A cui Gasperini rende merito nell'ora del trionfo, togliendosi pure
un sassolino rimasto nella scarpa due anni: «Grande partita e ora festeggiamo.Ha
ragione Del Neri quando dice che il derby a Genova vuol dire tanto. Ma non
vorrei sembrare antipatico nei confronti di un avversario che finora ha fatto
benissimo. Anzi, voglio fare un apprezzamento particolare a Cassano, il quale ha
messo palla fuori nel finale. Era giustificato un certo nervosismo, però lui è
stato molto corretto. Qualche anno fa dopo un derby perso io ero stato un po'
sbeffeggiato e non voglio fare lo stesso. Ma, ora, facciamo festa». Gasperini
vince facendo la mossa, l'uomo scelto per il ruolo di centravanti è Beppe
Sculli: «Ho provato più situazioni, per tutta la settimana. Ho pensato a
Figueroa, a inizio settimana, poi Lucho ha peraltro avuto un problema al
ginocchio chenongli avrebbe consentito di giocare. Ho visto in ottima condizione
Palacio, oltre a Palladino, e Rodrigo dà grandi garanzie tecniche. In più,
Sculli in queste partite ha una grande carica e sa essere determinante, ci dà
velocità e profondità. Così è nata la decisione». Vincente, visto che il Genoa
non ha mai concesso opportunità alla Sampdoria e ha creato tantissimo,già nel
primo tempo chiuso sull'1 0. «E c'era un po' di rammarico, potevamo segnare di
più, soprattutto con alcune ripartenze che non siamo riusciti a concludere. Poi
è arrivata l'espulsione di Biava e queste gare possono cambiare in un attimo».
Non è stato così. Sempre e solo Grifone pericoloso in avanti, Amelia protetto a
dovere pure in inferiorità numerica. «Siamo stati bravi anche nella nostra fase
giustamente più criticata, quella difensiva. Ottima concentrazione per tutta la
gara,mentre talvolta lo facciamo solo a sprazzi,magari ci bastano cinque minuti
per concedere gol all'avversario». Un momento di piccolo sbandamento soltanto al
momento del rosso a Biava, come confessa Salvatore Bocchetti: «Ci siamo un po'
guardati.. ma nella ripresa ci siamo messi a quattro e tutto è andato a posto.
Grande merito del mister. Spesso queste partite sono decise da episodi, invece
noi abbiamo dominato ». Ritorno a Gasperini, dunque: «Va detto che abbiamo
recuperato capacità di contrasto e recupero palla, con Criscito,Rossi e Juric.Temevo
per la tenuta di Ivan, dopo un lungo stop, ma lui è un leone. Si scaldava
Zapater? Non per far uscire Juric, piuttosto un attaccante. Sono contento per la
prestazione difensiva, serve per il futuro». E il futuro è Praga, quinta
giornata del girone di Europa League, mercoledì contro lo Slavia. Già questa
mattina il Genoa torna ad allenarsi, alle 11 al Signorini di Pegli, con
annunciata festa dei tifosi. «Per noi è importante avere un nucleo solido, avere
meno assenze rispetto a questo inizio di stagione. Se è così, possiamo
giocarcela con tutti. Ora il pensiero va alla coppa, anche se sappiamo che la
gara con il Valencia sarà comunque fondamentale. Perciò devo pensare a cosa fare
a Praga, poi c'è il Parma, partita a cui tengo anche perché loro sono nella
parte alta della classifica».Con i ducali mancheranno Sokratis e Biava, i quali
vanno insqualifica.Da valutare la condizione di Sculli, il quale ha riportato
una escoriazione piramidale al naso. Prima, però, la festa.
IL SECOLO XIX - Belli e brutti contro vince il colpo di genio. di Paolo Giampieri. Ma se il gioco si fa essenziale ecco Milanetto. GENOVA. Dicono che sono le squadre più belle del campionato, lo dicono in tanti. Dicono che Del Neri ha ridato geometria e fantasia alla Sampdoria. Di Gasperson al Genoa, si dice gran bene da sempre. Dicono che è un derby spettacolare per le tifoserie, che è civile. Per questo, dicono in tanti, non solo in questa regione, è il derby più bello d’Italia. Bello. Allora andiamo a cercarla, attraverso GenoaSampdoria numero 101, questa bellezza diffusa. Andiamo a vedere se esiste davvero anche in una partita in cui i nervi e il cuore talvolta la oscurano. Stavolta la troviamo, sotto varie forme. È bello e da pazzi,al sesto minutodi gioco, squadre ancora sullo zero a zero, il colpo di tacco di Mannini.Già un colpo di tacco in un derby… Lui lo fa al limite dell’area propria, pressato da maglie rossoblù. Tacco per Palombo, e l’estetica permette alla Sampdoria di sbrogliare l’azione. Un minuto dopo, Cassano attende un pallone spiovente con un’idea già in mente: stoppare e andare via a Marco Rossi rossoblù, che gli sta dietro. Lo stop è di esterno destro, la palla schizza dove deve, anche Rossi è rapido, ma a fare fallo, interrompendo in maniera scorretta il momento estetico alto. Rosetti non ammonisce, vidimando l’interruzione del momento estetico. Al 9’ minuto la partita svolta. Ziegler fa fallo da rigore su Palacio e dal dischetto va a battere Milanetto. Il centrocampista rossoblù prende una rincorsa a passettini: brutta.Ma il tiro riconcilia, perché il bello coincide perfettamente con il funzionale.Manuale del rigore perfetto. Le possibilità migliori sono sostanzialmente quattro: angolini alti e angolini bassi. Se si imbrocca l’incrocio il tiro è imparabile, però è più difficile perché bisogna calcolare direzione più altezza. Il tiro rasoterra, che comporta qualche rischio in più perché la palla può essere intercettata dal portiere, ha il pregio, per chi calcia, di comportare un solo calcolo: la direzione.La scelta di Milanetto è bella e giusta. Bello è il suo tiro, se bello è un quadro di Mondrian. Linee dritte ed essenziali, c’è la base dell’organizzazione delle attività umane. Milanetto, uomo saggio perché grande appassionato di vini, enologo, adoratore dei rossi strutturati toscani e della barbera piemontese, pensa forse aunfilare amezza costa e tira dritto e basso: gol. Al 35’ la bellezza prende la sembianza lieve del salto. Il calcio è uno dei pochi sport che impongono coordinazione perfetta: spostamenti verticali, laterali e, nel contempo, impatto con la palla. Per questo i calciatori sono quasi sempre portati per tutti gli sport. Il salto di Criscito è bellissimo per tempismo ed efficacia: il salto di Castellazzi è bellissimo per le stesse ragioni. La palla, deviata dal portiere, termina sulla traversa. Al 35’ entra in scena di nuovo Cassano. Alla sua maniera, con un tacco perfetto per Mannini.Quando la palla passa dalle sue parti, la bellezza prende la forma dell’armonia. Il corpo è un corpo danzante, il tocco è lieve. Il gioco è facile, l’essenziale è superato. Il bello è armonia e sorpresa. Il tacco di Cassano libera bene Mannini, che però deve fare i conti con il ritorno dell’essenziale: Milanetto, e palla fuori. Al 37’ la cosa brutta la fa Sculli.Contropiede fulminante del Genoa, sono due rossoblù contro nessun doriano, sembra il gol del 3 - 1 di Milito dello scorso anno. Sculli ha Palladino sulla propria sinistra, le leggi, le belle leggi del calcio vogliono, in tal caso, il passaggio obbligatorio. Invece Sculli tenta il tiro, ma la palla va fuori. Per una cosa del genere, a Germania 2006, Lippi non fece più vedere il campo a Pippo Inzaghi. È bello che una partita che sembra, con l’espulsione di Biava alla fine del primo tempo, girarsi a favore della Sampdoria, si trasformi in un trionfo del Genoa. All’8’ l’essenziale Milanetto libera Marco Rossi in un’azione di contropiede. Due a zero con pochi passaggi, lineari, giusti nella loro bellezza. Tre minuti dopo, quando Milanetto, ancora davanti a Castellazzi, ancora in contropiede, tenta la strada del bello per vie che non sono sue, gli va male. Stavolta è Rossi a servigli palla,il 77 prova una palletta beffarda, ma Castellazzi riesce a deviare quel tanto che basta per far finire la palla sulla traversa. C’è solo il Genoa, in campo, con la testa. La Sampdoria prova con il cuore ma perde l’orientamento del bello, trovandolo, saltuariamente, soltanto con Antonio Cassano. Il Genoa invece va a folate dritte. Ziegler conclude la sua serata brutta con un nuovo fallo da rigore, questa volta su Sokratis. A calciare va Palladino l’esteta, quello del colpo di tacco bellissimo a Frey. Calcerà di rabona? No, dal dischetto del rigore sceglie la via della semplicità, quella che gli ha mostrato poco prima Milanetto. Tiro forte a sinistra, sulla destra di Castellazzi che stavolta intuisce ma non può vincere il tempo. Lasso breve, impiega la palla dagli undici metri, calciata forte, a raggiungere la linea di porta. È cosa brutta il modo in cui finisce la partita. Palladino, dopo il gol, provoca la rabbia di Palombo, che segnala all’arbitro un’esultanza non ortodossa sotto la gradinata Sud, quella doriana. Si sfiora la rissa. Poi Cacciatore si fa buttare fuori ( poco prima era accaduto a Marco Rossi doriano, che aveva riportato la parità numerica in campo) per un’entrataccia su Juric. Cose brutte, non c’era bisogno.
IL SECOLO XIX - Palladino: "Mai un'emozione così grande". di Andrea Schiappapietra. Genova. Come spesso gli capita in campo con il pallone tra i piedi, Raffaele Palladino azzecca il colpo migliore. Lo fa scegliendo l'aggettivo giusto per un derby che resterà nella storia per bellezza della prestazione rossoblù e dimensione del risultato: «Abbiamo giocato la partita perfetta», sentenzia Don Raffaè, visibilmente felice e quasi commosso. «Poche volte mi è capitato nella vita di emozionarmi davvero, stasera mi è capitato per la prima volta nel calcio: partite così ci sono solo nei sogni», confida l'attaccante napoletano. Scontato dire che in pochi, forse nessuno, alla vigilia e dopo la sconfitta di Livorno, si sarebbero aspettati una vittoria così. «In questo derby abbiamo dimostrato di avere carattere, non sono tante le squadre che ce l'hanno. Nel nostro Dna c'è una grande personalità, stasera tutti abbiamo dato il cento per cento. Venivamo dalla beffa di Livorno, sapevamo che la Samp era più forte di quella dell'anno scorso ed era anche più avanti in classifica: ce l'abbiamo messa tutta, ce l'abbiamo fatta». Dopo il rigore del 3-0 messo a segno sotto la Sud, i giocatori della Samp se la sono presa per l'esultanza del numero 10 rossoblù, giudicata offensiva. Si è scatenata una rissa, sedata con fatica dall'arbitro Rosetti. «Ho esultato portandomi il dito all'orecchio, lo avevo fatto anche con il Siena - sottolinea Palladino - è il mio modo di festeggiare, non c'era alcuna volontà di offendere. Mi dispiace, anzi, che tifosi e giocatori della Samp se la siano presa, pensavo solo alla mia gioia». E adesso? «Ci godiamo questa serata ma, ai fini della classifica, vale tre punti. Ripartiamo da questi, consapevoli che anche quest'anno stiamo disputando un grandissimo campionato». Uno dei temi della partita era quello della sfida a distanza con Cassano, anche in prospettiva azzurra. «Io penso solo a ciò che faccio io. Anzi approfitto dell'occasione per dedicare questa vittoria alla mia famiglia». Ma Bocchetti sibila: «Palladino ha vinto la sfida con Cassano, anzi voglio fargli i complimenti per quello che ha fatto stasera». Nello spogliatoio rossoblù il tema ricorrente è: «gara preparata in maniera perfetta». Concetto rafforzato da Emiliano Moretti: «Ognuno di noi si è fatto trovare nelle migliori condizioni possibili. Per quanto riguarda la fase difensiva, sapevamo che fermando Cassano saremmo riusciti a bloccare il loro gioco. Ci siamo riusciti e anche quando siamo rimasti in 10 abbiamo sofferto poco, la gara si è messa in discesa».
CORRIERE MERCANTILE - GENOA, UN TRIS DA SBALLO. SAMP BRUTTA E FURIOSA. Ai rossoblù la stracittadina numero 101. di Pierluigi Gambino. Derby a senso, giocato solo dal Genoa, mentre la Samp sta a guardare dall' inizio alla fine, annichilita dalla superiorità avversaria. Raramente una stracittadina si è dipanata in modo così uniforme e sbilanciato. Gasperini stravince la sfida tattica con il dirimpettaio Del Neri, frastornato e incapace di adottare le contromosse più efficaci per arginare lo strapotere dei rivali. Stavolta non è il derby di un campione, ma di una squadra, armonica ed efficace, che corre il triplo e mantiene la lucidità. Ma, soprattutto è stato il temperamento a fare la differenza, Gara spigolosa, aspra, infiorata da scorrettezze (innumerevoli quelle ai danni di Cassano) e nervosa, sopratutto nel finale, dopo un' esultanza di Palladino interpretata da Palombo e dai doriani come un'irrisione. SORPRESA - Mentre Del Neri resta fedele alle scelte consuete, riproponendo il 4-4-2 di sempre, Gasperini a sorpresa lascia fuori tutto il pacchetto di centravanti scegliendo Sculli come elemento di raccordo tra le estreme Palacio e Palladino. Marco Rossi gioca sulla linea dei difensori e si occupa principalmente di Mannini con Milanetto incollato a Palombo. Il Grifone entra subito in partita palesando ben altra determinazione. Rossoblù assatanati oltreché sistemati a dovere sul terreno di gioco, mentre i blucerchiati appaiono intimiditi da tanta vivacità e perdono le abituali coordinate. Appena conquistata palla, i genoani cercano l'imbeccata per gli attaccanti più veloci dei loro guardiani. Sulla destra, Cacciatore soffre, ma riesce a mettere il bavaglio ad un Palladino piuttosto sciupone, ma sul versante opposto Ziegler non la vede mai di fronte ad uno scatenato Palacio. Dopo 8 minuti un lungo lancio dalle retrovie pesca Sculli abilissimo - di petto - a servire proprio l'argentino, che sfugge allo svizzero, goffo nella rincorsa conclusa con uno sgambetto evidentissimo in piena area. Milanetto dal dischetto infila nell' angolino. La riscossa blucerchiata si racchiude nelle intenzioni di un motivatissimo Cassano, maltrattato frequentemente dai rossoblù, che si alternano sulla marcatura, sia nella scorrettezza. Rosetti interviene con decisione, ammonendo da prima Palacio e poi Biava: e quest' ultimo sarà un "giallo" pesantissimo. Fantantonio fa il diavolo a quattro, ma Pazzini è anticipato regolarmente e Mannini è un non pervenuto. Poli, braccato da Juric, non entra in partita e il gioco latita: normale che Amelia dorma sogni tranquilli. Il primo tempo è, a livello di pericolosità, un monologo rossoblù. I gendarmi blucerchiati ansimano e pasticciano a più non posso. A metà frazione Sculli, fuggito sulla sinistra, costringe Ziegler a un clamoroso autopalo. Poi, al 35', è Criscito, su punizione da destra di Milanetto, a timbrare in pieno la sbarra e due minuti più tardi Sculli, ancora in contrattacco, fallirà il raddoppio angolando troppo il diagonale invece di servire Palladino, solissimo. Del Neri invece di correre ai ripari, inserendo un difensore lievemente meno vulnerabile, si limita ad invertire la posizione delle ali Padalino e Mannini, con risultati modesti. E allora provvede Cassano, che in pieno recupero spinge nella trappola Biava, già ammonito e reo di una manata volontaria a centrocampo che gli costa la doccia anticipata. Gasperini rimedia inserendo Sokratis e sacrificando l'indiavolato Palacio. La ripresa si apre con la Samp protesa a cercare il pareggio, ma sempre appesa alle invenzioni del suo fuoriclasse, i cui compagni giocano un calcio troppo scolastico per impensierire la difesa genoana. Il contrattacco è ancor più l'arma sciorinata da un Genoa in inferiorità numerica ma non certo a disagio. Cacciatore, nel tentativo di anticipare Palladino, sfiora l'autopalo (Castellazzi provvidenziale), ma sul successivo affondo è ancora il Genoa, al 7', a passare all' incasso grazie ad un millimetrico lancio di Milanetto per Rossi, che si presenta davanti al portiere blucerchiato e lo uccella sotto la traversa. Del Neri immediatamente cerca di scuotere una Samp assopita ricorrendo a Pozzi, una punta, e a Tissone, un centrocampista centrale, sacrificando Mannini e Padalino inconcludenti. Al quarto d'ora terzo cambio tra i blucerchiati: fuori Poli e dentro Accardi, quel difensore che avrebbe dovuto inserire ben prima. La Samp tenta qualche pallida iniziativa, ma senza la necessaria convinzione. E' squadra sfilacciata, senza un canovaccio, e il Genoa controlla agevolmente. A metà tempo l'equilibrio numerico è ristabilito dalla seconda ammonizione inflitta al rossi blucerchiato, reo di un fallo su Bocchetti. Il Genoa con Floccari in campo al posto di Sculli, attende sornione i blucerchiati e al 33' chiude la partita ancora su sacrosanto penalty, conquistato da Sokratis, atterrato nettamente dal disastroso Ziegler. Segna dagli undici metri Palladino, che va ad esultare sotto la sud scatenando una rissa gigante che Rosetti amministra ammonendo Palombo. E nel finale non potrà esimersi dallo spedire fuori Cacciatore, autore di un' entrataccia su Juric.
LA REPUBBLICA - SUPER GENOA, SAMP TRAVOLTA. Gasperini: "Prova entusiasmante" Gasperini loda i suoi giocatori, che travolgono i doriani in una gara senza storia. Finisce 3-0 per i rossoblu: apre il rigore di Milanetto, chiude quello di Palladino, raddoppio di Rossi. Tre gli espulsi. Del Neri: "Squadra giovane, pagata l'inesperienza" di LUIGI PANELLA. GENOVA - Se una squadra che nel complesso ha già più qualità dell'avversaria, corre il doppio e 'picchia' anche di più, è conseguenziale che non ci sia partita. Situazione verificatasi nel derby della Lanterna edizione 101, letteralmente dominato dal Genoa, al suo terzo successo consecutivo sui cugini: un 3-0 fedele riproduzione di quello che si è visto in campo. Rossoblu super, Sampdoria irriconoscibile: una sconfitta maturata immediatamente per la squadra di Del Neri, costretta dal pressing a tutto campo degli avversari a far impostare il gioco a difensori dai piedi poco educati. SCULLI PRIMA PUNTA - Uno sguardo alla tattica. Alla lettura delle formazioni, più scontata la Sampdoria: classico 4-4-2 dinamico sugli esterni, con Pazzini e Cassano di punta. Gasperini 'inventà di più. La novità è nel tridente offensivo, con Sculli punta centrale, supportato dagli esterni da Palladino e Palacio. L'aria frizzante che si respira sugli spalti ci mette poco ad arrivare al campo. Ne vengono pervasi soprattutto i giocatori del Genoa, praticamente perfetti. LA CORSA DEL GENOA - Ponendo in secondo piano i giochi tattici, la differenza nella prima frazione la fa lo stato mentale ed atletico. La Samp di fatto non scende in campo: non contiamo più di tre passaggi in fila tra i doriani, ossessionati da un pressing genoano micidiale. Cassano è l'unico che crea qualcosa, ma giocare con la marcatura triplicata non è facile. Il taccuino quindi è zeppo di appunti pro Genoa, a cominciare dal rigore - fallo di Ziegler ad interrompere combinazione Sculli-Palacio - e trasformazione di Milanetto. NON C'E' PARTITA - Da quel momento in poi, le chance per il raddoppio si sprecano. Due legni: Ziegler fa quasi autogol ma salva sotto misura su Palacio, Criscito di testa scuote la traversa dopo deviazione di Castellazzi. In più c'è una traversa accarezzata da Sculli con un tiro cross sbagliato. Inoltre tante possibilità fallite per il classico ultimo passaggio o per egoismo: Sculli ad esempio calcia in diagonale invece che servire una comoda palla a Palladino. CI PROVA BIAVA, MA... - Prova a 'riequilibrarè la sfida Biava: già ammonito per fallo su Cassano, estrae di fatto il secondo giallo dalla tasca di Rosetti commettendo un ingenuo fallo di mano. Cambiano le gerarchie del campo? Assolutamente no. Gasperini mette Papastathopoulos (fuori Palacio) schierando un 3-4-2 che in corso d'opera sarà continuamente modificato, ma l'inferiorità numerica è annullata dai ritmi folli dei genoani. I COLPI DI GRAZIA - Nei primi venti minuti della ripresa i due colpi di grazia al match: Rossi, pescato da Milanetto, batte Castellazzi con un destro ravvicinato, quindi l'omonimo della Samp si becca il secondo rosso della serata. La Samp, in precedenza sbilanciata da Del Neri con l'ingresso di Pozzi, non punge mai. Il Genoa affonda in contropiede e Ziegler completa la sua serata da incubo, provocando un altro rigore per fallo su Papastathopoulos: Palladino è freddo e non sbaglia. La Samp chiude in nove (espulso anche Cacciatore), e qualche tifoso genoano chiude bagnato, colpa di un idrante venuto in possesso dei sostenitori doriani. GASPERINI: "PROVA ENTUSIASMANTE" - Dal ko di Livorno al super derby, il tecnico del Genoa spiega la metamorfosi: "Le motivazioni del derby sono diverse, a Livorno ho visto giocatori frenati pensando a questa partita. Una prova entusiasmante, abbiamo recuperato quasi tutti gli effettivi ed i risultati di sono visti". La scelta del tridente con Sculli centrale: "Alla fine gli attaccanti hanno giocato tutti...". Sull'espulsione di Biava: "Mancava tempo, c'era da preoccuparsi, ma la squadra ha ritrovato quella solidità difensiva che ultimamente era mancata". Derby molto derby, con parecchi falli: "Noi cerchiamo un calcio offensivo, ma anche l'intensità della manovra per non far giocare gli avversari. Il nostro obbiettivo, centrato, era quello di avere coraggio" DEL NERI: "PAGATA L'INESPERIENZA" - Il tecnico della Samp, Gigi Del Neri, riconosce i meriti del Genoa: "A parte gli episodi dei rigori, grande partita del Genoa, noi abbiamo tenuto bene solo per dieci minuti, poi non ce l'abbiamo fatta. La squadra comunque è giovane, paga lo scotto di queste gare di cui però bisogna fare tesoro". Sul diverso impatto fisico: "Caratteristica del Genoa è una maggiore aggressività, anche se un fallo di Milanetto su Cassano ha condizionato la partita. Ma ripeto, Genoa migliore e meritevole della vittoria". A proposito di Cassano: "Marcature su lui sono strette, non giudico l'arbitro per come ha arbitrato gestito la gara di un singolo". Genoa-Sampdoria 3-0 (1-0). Genoa (3-4-3): Amelia, Biava, Moretti, Bocchetti, Rossi, Milanetto, Juric , Criscito, Palacio (46' pt Sokratis), Sculli (26' st Floccari), Palladino (35' st Crespo). (73 Scarpi, 21 Zapater, 23 Modesto, 40 Tomovic). All.: Gasperini. Sampdoria (4-4-2): Castellazzi, Ziegler, Rossi, Gastaldello, Cacciatori, Mannini (9' st Pozzi), Poli (13' st Accardi), Palombo, Padalino (9' st Tissone), Cassano, Pazzini. (90 Fiorillo, 6 Lucchini, 11 Bellucci, 23 Stankevicius). All.: Del Neri. Arbitro: Rosetti di Torino Recupero: 2 e 0. Angoli: 3 a 1 per il Genoa. Reti: pt, 10' Milanetto (rigore); st, 8' Rossi, 30' Palladino (rigore). Ammoniti: Sokratis, Ziegler, Palacio per gioco scorretto; Palombo per comportamento non regolamentare. Espulsi: Biava, 45' pt, per doppia ammonizione; Rossi (Sampdoria), 8' st, per doppia ammonizione, Cacciatori, 43' st, per fallo su Juric. Spettatori: 36.000
LA REPUBBLICA - POTERE GENOA. Giampiero Gasperini e le sue scelte sono uno dei fattori per il più netto successo del Genoa nella storia del derby. «Godiamoci questa partita – esordisce il tecnico - perché è entusiasmante. E' stata una vittoria di corsa, ma anche di tecnica». L'allenatore rossoblù spiega anche la sua soluzione offensiva che ha sorpreso quasi tutti ed è stata l'arma vincente: «In settimana ho valutato le condizioni dei miei attaccanti, mi sembrava di avere in ottima forma Palladino, Sculli e Palacio ed ho scelto loro tre. Per Floccari e Crespo, che pure stavano bene, ci sarebbe stato comunque spazio a gara in corso perché nel calcio d'oggi le sostituzioni riguardano soprattutto gli elementi d'attacco». Gasperini è ovviamente anche soddisfatto della prova difensiva. «L'espulsione di Biava – dice - un po' mi ha preoccupato, anche perché la Samp è ottima squadra. Ma questa volta, rispetto al nostro tallone di Achille in questo campionato, abbiamo difeso bene. E lo abbiamo fatto per tutti i novanta minuti, dal momento che in passato ci è capitato di tenere bene e poi prendere un paio di gol in pochi minuti ». Per finire un pensiero a Preziosi: «Non vedo l'ora di abbracciarlo così si mettono da parte tutte le cose che dicono del rapporto tra di noi» In campo uno dei protagonisti è stato Raffaele Palladino, a conferma di un momento di forma super. «Nemmeno nei sogni – afferma quasi commosso l'attaccante napoletano - succedono delle cose così. Questo pubblico dà i brividi, forse non mi sono mai emozionato così per una partita di calcio. Il successo cambia poco per la classifica, ma per il morale, per la città e per noi è tutta un'altra storia». Palladino tenta anche di giustificarsi per il gesto dell'orecchio rivolto alla Sud dopo il rigore del tre a zero: «Quella è la mia esultanza, l'ho fatto l'altra volta contro il Siena, questa volta mi è capitata sotto i tifosi della Samp, non era una provocazione nei loro confronti»
LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Milanetto in cattedra, furia Juric, Criscito e Palacio dilaganti. di A. Puppo. AMELIA 6 Sembra un paradosso in un derby, ma è quasi impossibile dargli un voto. Palloni dalle sue parti non se ne vedono. BIAVA 5,5 Impeccabile fino all'espulsione, si concede anche qualche divagazione in avanti. Ma, dopo la prima ammonizione la leggerezza, istintiva quanto pleonastica, che lascia il Genoa in 10 sarebbe potuta risultare imperdonabile. MORETTI 6,5 La difesa traballante si trasforma in un bunker. Ma il centrale per cui Preziosi sta cercando un alternativa, se la cava alla grande e con poche rudezze. BOCCHETTI 6,5 Ingaggia un duello fisico con Pazzini e ha nettamente la meglio. ROSSI 7,5 Il tabellino dice che, almeno per un po', di Marco Rossi in campo ce ne siano due. Falso, quelli con la maglia rossoblù devono essere almeno un paio. MILANETTO 7 Ha in pugno il centrocampo per novanta minuti. Ma oltre ad orchestrare con sapienza, corre anche come il suo scudiero Juric. Perfetto dal dischetto. Aspettando Menegazzo, o chi per lui, la regia è in buone mani. JURIC 7 Ad ogni rovescio del Genoa molti lo invocavano come il salvatore della patria. Non ha il phisique du role, ma è certo che se il centrocampo blucerchiato è annichilito, buona parte del merito è anche suo. CRISCITO 7 Chi si aspettava di vederlo costretto, per scelta o necessità, a giocare sulla linea dei terzini, si è dovuto ricredere. Padrone della fascia sinistra. PALACIO 7 Gioca solo un tempo per la necessità di Gasperini di riequilibrare la squadra dopo l'espulsione di Biava. Ma sono 45 minuti da incorniciare. Guadagna il rigore, offre spunti di classe cristallina. Dal 45' pt Papastathoupulos 7: si ritrova a marcare a uomo Cassano e lo fa con la consueta grinta ma anche con molta attenzione. Travolgente il suo inserimento da cui nasce il rigore del 3-0. SCULLI 7 E l'arma in più che Gasperini regala al suo Grifone. E l'attaccante, che nelle ultime stagione si era trasformato in mediano, lo ripaga alla grande. Un solo peccato, d'egoismo, quando non serve a Palladino la palla del secondo gol. Dal 26 st Floccari sv. PALLADINO 7 A tratti irresistibile. Se le cava alla grande anche da punta centrale e trasforma con freddezza il rigore del ko. Dal 35’st Crespo sv.
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