CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - SIENA                              4 - 2   (3 - 0)   

Reti: 02' e 18' Crespo, 35' Palladino, 80' Paolucci, 82' Maccarone, 88' Floccari.

GENOA: Scarpi; M.Rossi, Moretti, Esposito, Criscito; Mesto, Milanetto, Modesto; Palacio (80' Floccari), Crespo (63' Sculli), Palladino (50' Papastathopoulos). (Russo, Bocchetti, Tomovic, Zapater). Allenatore: Gasperini.
SIENA: Curci; Rosi, Ficagna, Brandao, Del Grosso; Vergassola, Codrea (73' Paolucci), Ekdal (58' Fini); Jajalo (46' Reginaldo), Ghezzal, Maccarone. (Pegolo, Terzi, A.Rossi, Jarolim). Allenatore: Baroni.

Arbitro: Baracani di Firenze. Ammoniti: Ficagna, Maccarone, Rosi, Milanetto, Papastathopoulos, M.Rossi, Scarpi.

Angoli: 5-8 per il Siena. Spettatori: 25.289

 

     

 

     

 

     

 

TUTTOSPORT - Genoa olé da brividi. Dopo il Lilla i rossoblù regalano altre emozioni col Siena. Va sul 3-0, rischia il pareggio: Floccari scaccia la paura al 90'. di Sergio Baldini. GENOVA. Se nel baseball le partite vengono in­terrotte per manifesta inferiorità e nel calcio invece no, un motivo c’è: il Siena lo spiega bene a Marassi, anche se non riesce ad acciuffare il pareggio contro un Genoa perfetto e padrone del campo per un’ora, poi improvvisamente balbettante fino al gol di Floccari. Una rete che lo proietta ai piani alti della classifica, e la Sampdoria ora dista solo un punto. GENOA MICIDIALE Gasperini conferma il tridente che giovedì aveva infilzato il Lilla e in appena due minuti viene premiato: gran lancio di Milanetto per Mesto che taglia da destra a sinistra, cross girato di testa sul palo da Palacio e palla ribadita in rete da Crespo, con la difesa del Siena disattenta. Partita incanalata subito nella direzione giusta e il Genoa fa girare palla sot­to l’ottima regia di Milanetto, pungendo soprattutto a destra con Mesto e Palacio. Dopo un brivido per uno stop di piede troppo lungo di Scarpi, che poi chiude su Ghezzal, i rossoblù raddoppiano: Palacio va al tiro da fuori, Curci cerca di bloccare ma non trattiene il pallone, che rimbalza a centro area. Errori che possono capitare quando piove: i difensori del Siena non lo ricordano, Crespo sì e firma il quarto gol in campionato. Il Genoa gioca sul velluto, mentre nel Siena solo Maccarone e in parte Ghezzal creano qualcosa. Così, dopo un tiro alto di Crespo e un miracolo di Curci su Palladino, arriva il 3-0: Mesto fugge in contropiede e allarga a destra per Palacio, sul cui cross basso Palladino festeggia la convocazione in Nazionale che arriverà di lì a poche ore. Mancano 10’ all’intervallo e la partita sembra finita, tanto più che il Genoa meriterebbe un rigore per fallo su Palacio, invece un gol annullato a Vergassola per netto fuorigioco si rivela un presagio: il Siena non è morto. UNO-DUE Nell’intervallo Baroni inserisce Reginaldo per l’evanescente Jajalo mentre Gasperini concede un po’ di riposo a Palladino inserendo Papastathopoulos, che si presenta con uno stop sbagliato: e anche questo si rivelerà un altro presagio. Il Siena è più vivace e al 20’ Vergassola impegna per la prima volta Scarpi. Baroni ci crede e inserisce la quarta punta, Paolucci, per Codrea, passando a una specie di 4-2-4 con Reginaldo e Ghezzal esterni e il nuovo entrato e Maccarone al centro. Proprio Paolucci al 35’ si libera con un tunnel di Papastathopoulos e fugge sulla sinistra, battendo Scarpi con un diagonale preciso ma non irresistibile. Il Genoa fa appena in tempo a battere al centro che si ritrova a difendere su angolo: Papastathopoulos svetta sul cross ma gira la palla verso il centro, proprio sui piedi di Maccarone che al volo segna il 2-3. I rossoblù sono frastornati, oltre che stanchi dopo la partita con il Lilla, e al 40’ per poco il Siena non centra un clamoroso pareggio: il destro al volo di Rosi però finisce fuori di poco, mentre poco dopo le proteste per un mani in area genoana restano inascoltate, come quelle dei rossoblù per un analogo tocco di Rosi. La partita è un continuo capovolgimento di fronte e proprio al 90’ è Floccari, in sospetto fuorigioco, a scacciare i fantasmi da Marassi: servito da Milanetto controlla e batte di destro Curci. Il Siena, ultimo, può consolarsi solo con la bella reazione (ma servirà iniziare le partite con quello spirito), il Genoa può sognare. PALLADINO, DEDICHE AZZURRE. GENOVA. «Sarebbe un sogno», si illumina Raffaele Palladino di fronte alla prospettiva di una convocazione in azzurro. E’ un sogno: la conferma arriva poco dopo che l’autore del terzo gol del Genoa ha lasciato lo stadio. «La dedico alla società, ai tifosi e soprattutto al preparatore atletico Pilati: non credevo di poter tornare subito in forma dopo tanti mesi di stop, il merito è suo». I preparatori, però, non possono fare miracoli. Così il Genoa, nel secondo tempo, ha accusato un po’ di stanchezza: «Abbiamo avuto un momento difficile - spiega Palladino -, ma poi ci siamo ripresi e abbiamo dimostrato di essere una squadra solida. Venti punti sono tanta roba». Gli stessi dell’anno scorso, quando i rossoblù non giocavano in Europa: «Sono un punto da cui partire per migliorare - sprona Gasperini ­ a cominciare dai cali che abbiamo dopo le partite di coppa: non credo sia solo questione di stanchezza. Dovremo lavorarci, ma lo si fa molto meglio dopo una vittoria...». Se il sogno di Palladino si è avverato, qualcuno la Nazionale la insegue ancora: è Hernan Crespo che, dopo il gol al Lilla, ha proseguito con la doppietta al Siena: «Spero di imitare Palladino e riprendermi anch’io la Nazionale, ma dopo i due gol di oggi dovrò mostrare continuità. E spero che Maradona guardi la tv». L’ex compagno di Maradona - Marco Baroni, tecnico del Siena - Crespo se lo è invece dovuto vedere dal vivo. Ma dal vivo ha anche visto una reazione che alimenta speranze: «Dobbiamo ripartire dal secondo tempo, deve essere uno stimolo per lavorare in queste due settimane, in cui valutterò chi ha giocato meno, come Paolucci che ha avuto un grande impatto». GENOA-SIENA 4-2 MARCATORI: pt 2’ e 18’ Crespo, 34’ Palladino; st 35’ Paolucci, 37’ Maccarone, 45’ Floccari GENOA (3-4-3): Scarpi 5.5; Esposito 5.5, Moretti 6.5, Criscito 6.5; Mesto 7, Rossi 7, Milanetto 7.5, Modesto 6.5; Palacio 7 (35’ st Floccari 7), Crespo 7.5 (18’ st Sculli 6), Palladino 7 (5’ st Papastathopoulos 4.5). A disp. Russo, Bocchetti, Tomovic, Zapater. All. Gasperini 7 SIENA (4-3-3): Curci 5; Rosi 6, Ficagna 5, Brandao 4.5, Del Grosso 5.5; Vergassola 6, Codrea 5 (26’ st Paolucci 7), Ekdal 5 (13’ st Fini 6); Jajalo 4.5 (1’ st Reginaldo 6), Maccarone 7, Ghezzal 6. A disp. Pegolo, Terzi, Rossi, Jarolim. All. Baroni 6 ARBITRO: Baracani di Firenze 5 NOTE: spettatori paganti non comunicati, 24.289 abbonati per una quota di 324.909 euro. Ammoniti: Esposito, Rossi, Milanetto, Papastathopoulos, Rosi e Ficagna per gioco falloso; Scarpi per comportamento non regolamentare; Vergassola per proteste. Recupero tempo: pt 1’, st 4’ STATISTICHE GENOA: tiri 9, tiri in porta 7, angoli 5, fuorigioco 1, possesso palla 55% STATISTICHE SIENA: tiri 19, tiri in porta 6, angoli 8, fuorigioco 2, possesso palla 45%

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di Sergio Baldini. CRESPO 7.5 Gli anni passano, il senso del gol resta. MILANETTO 7.5 Regia ispirata per tutta la partita. FLOCCARI ( 35’ st) 7 Dieci minuti e segna: gran rete. MESTO 7 Il cross da cui nasce l’ 1- 0 e non solo. PALACIO 7 Provoca la doppietta di Crespo e mette sempre in apprensione la difesa del Siena. PALLADINO 7 Sacrificio, il gol e uno negato da Curci. ROSSI 7 Sbaglia un paio di controlli nel finale, ma è ovun­que per tutta la partita. CRISCITO 6.5 Amministra pallone, energie e avversari. MODESTO 6.5 Spinge, ma sbaglia qualcosa. MORETTI 6.5 Ottimo per un ora, poi soffre anche lui. SCULLI ( 18’ st) 6 Corre su tutta la fascia. ESPOSITO 5.5 Falloso e impreciso. SCARPI 5.5 Rischia al 14’ con uno stop di piede su cui si avventa Maccarone, non impeccabile su Paolucci. PAPASTATHOPOULOS ( 5’ st) 4.5 Paolucci lo salta sul pri­mo gol, sul secondo rinvia di testa sui piedi di Maccarone. Aenatore GASPERINI 7 Tutto a meraviglia per un’ora, poi il calo. SIENA. MACCARONE 7 Indomabile, riapre la partita. PAOLUCCI ( 26’ st) 7 Un gran numero sul gol. FINI ( 13’ st) 6 Buone geometrie. GHEZZAL 6 Lotta e sfrutta la sua velocità. REGINALDO ( 1’ st) 6 Porta vivacità in avanti. ROSI 6 Il meno tenero della difesa. VERGASSOLA 6 Impegna Scarpi e si batte. DEL GROSSO 5.5 Soffre Palacio e Mesto. CODREA 5 Dominato da Milanetto. CURCI 5 Non trattiene il tiro di Palacio, offrendo il 2- 0. EKDAL 5 Solo un inserimento. FICAGNA 5 Perde troppo sp\ esso l’uomo. BRANDAO 4.5 Troppe amnesie in area. JAJALO 4.5 Troppo molle. Allenatore BARONI 6 Ci crede inserendo 4 punte sul 3- 0. Arbitro BARACANI 5 Troppe incertezze.

 

GAZZETTA dello SPORT - Specialità Genoa vittorie batticuore. Col Siena dal 3-0 al 3-2, poi ci pensa Floccari a chiudere i conti. di Sebastiano Vernazza.  GENOVA. Non c' è Genoa senza sofferenza. Giovedì contro il Lilla vittoria arpionata all' ultimo minuto, ieri contro il Siena rischiato il pari beffa in fondo a una partita in apparenza chiusa. Da 3-0 a 3-2, fino al liberatorio 4-2 di Floccari. La più bella l' ha detta un vecchio tifoso all' uscita dal Ferraris: «Prendo le pastiglie per il cuore perché seguo il Genoa da cinquant' anni». Sette punti nelle ultime tre giornate e sesto posto, un gradino sotto la zona Champions: il Genoa si è rimesso in carreggiata. I punti sono 20, gli stessi di un anno fa, quando c' erano Thiago Motta e Milito, e l' onore-onere dell' Europa non si faceva sentire. Non è poco. La chiave Tra difesa e attacco, sei esterni di ruolo nell' undici iniziale del Genoa: Marco Rossi, Criscito, Mesto, Modesto, Palacio e Palladino. Sei più uno, perché Moretti - il centrale difensivo - è utilizzabile come fluidificante. Messaggio chiaro: «Le fasce il nostro habitat». Milanetto unico regista-mediano, ai suoi fianchi Modesto e Mesto tendevano ad aprirsi verso i lati. Un allargamento continuo, che avrebbe richiesto un diverso atteggiamento del Siena, diciamo un rigido 4-4-2. Marco Baroni, il nuovo allenatore, ha scelto di specchiarsi nel Genoa, si è disposto con analogo 4-3-3 ed è andato al massacro. In particolare, Siena sventrato sul suo fianco sinistro, dove per 45 minuti ha imperversato Palacio. Genoa Palacio è entrato nei primi tre gol. Ha colpito il palo di testa e sul rimbalzo Crespo ha segnato l' 1-0. Ha tirato da fuori e sulla maldestra respinta di Curci altro tocco vincente di Crespo. Ha servito a Palladino la palla del 3-0. Ci ha messo un po' Palacio a entrare nei meccanismi di Gasperini, ma è valsa la pena di aspettare perché l' argentino ex Boca è il classico giocatore «che salta l' uomo», il primo dribbling gli riesce 9 volte su 10. La partita di ieri ha confermato che il Genoa sa attaccare, ma non gestire i frutti dei suoi sforzi. Il Siena è uscito dal coma in cui versava perché ha trovato l' humus giusto nelle insicurezze difensive genoane. La rete di Paolucci è una coproduzione tra Papastathopoulos e Scarpi, quella di Maccarone è figlio di un' amnesia collettiva a linea schierata. La difesa del Genoa resta la più battuta del torneo, 22 i gol presi. Siena Può bastare un quarto d' ora ben fatto per cancellare gli orrori di un tempo intero, il primo? Sì, a patto che si ricominci da lì, dalla voglia mostrata in coda al pomeriggio. Non per caso la sveglia è suonata quando è entrato Paolucci, centravanti accantonato da Giampaolo e rispolverato da Baroni. Inutile perdersi in proteste per il gol di Floccari, che ha spezzato il tentativo di rimonta e che andava annullato per fuorigioco di rientro. Meglio ripartire da Paolucci e da Maccarone, che ha segnato la centesima rete in competizioni ufficiali con maglie di squadre italiane. GENOVA Sofferenza e soddisfazione. Due parole magiche per il Genoa. «E' inutile - ammette il presidente Preziosi - siamo fatti così, dobbiamo per forza soffrire, ma siamo stati grandi». Per Gasperini contano il risultato e i punti in classifica: «Perché - spiega - questi 20 punti, gli stessi conquistati lo scorso anno a questo punto della stagione, valgono molto di più, per gli impegni avuti e per i tanti infortuni sofferti». Dall' allenatore anche un chiarimento. Sul secondo gol del Siena si è rivolto ai giocatori mimando con le mani, stringendo le dita tese, il gesto dei chiacchieroni: «E' così, non era il momento di far chiacchiere ma di giocare». Pochi discorsi li hanno fatti Crespo e Palladino, entrambi pronti mandare messaggi importanti a suon di gol. «Mi auguro che il c.t. dall' Argentina veda i miei gol in televisione», dichiara Crespo riferendosi a Maradona. Il Siena invece incassa la sconfitta con serenità: «Nel secondo tempo - confida il tecnico Baroni - abbiamo avuto una reazione importantissima e chi è entrato ha mandato segnali decisivi. Ci giocheremo le nostre chance salvezza». Un pizzico di veleno nelle dichiarazioni di Paolucci: «L' arbitro - dice - è stato condizionato dall' ambiente. Su un fallo di Rossi, che avrebbe meritato il secondo giallo e l' espulsione, è stato invece ammonito Milanetto». a.d.r. GENOA - SIENA 4-2 PRIMO TEMPO 3-0 MARCATORI Crespo (G) al 2' e al 17' , Palladino (G) al 34' del p.t.; Paolucci (S) al 35' , Maccarone (S) al 37' e Floccari (G) al 45' del s.t. GENOA (4-3-3) Scarpi; M. Rossi, Esposito, Moretti, Criscito; Mesto, Milanetto, Modesto; Palacio (dal 35' s.t. Floccari), Crespo (dal 18' s.t. Sculli), Palladino (dal 5' s.t. Papastathopoulos). IN PANCHINA Russo, Bocchetti, Tomovic, Zapater. ALLENATORE Gasperini. SIENA (4-3-3) Curci; Rosi, Ficagna, Brandao, Del Grosso; Vergassola, Codrea (dal 27' s.t. Paolucci), Ekdal (dal 13' s.t. Fini); Jajalo (dal 1' s.t. Reginaldo), Maccarone, Ghezzal. IN PANCHINA Pegolo, Terzi, A. Rossi, Jarolim. ALLENATORE Baroni ARBITRO Baracani di Firenze. AMMONITI Scarpi (G) per comportamneto non regolamentare; Papastathopoulos (G), M. Rossi (G), Milanetto (G), Ficagna (S) e Rosi (S) per gioco scorretto; Maccarone (S) e Del Grosso (S) per proteste NOTE Spettatori 26mila circa. Paganti non comunicati (un fulmine ha mandato fuori uso il sistema informatico); abbonati 24.289, quota di 324.909 euro. Tiri in porta: 6 (un palo)-7. Tiri fuori: 1-8. In fuorigioco: 1-3. Angoli: 5-8. Recuperi: p.t. 1' , s.t. 4' .

 

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Sebastiano Vernazza. GENOA 6,5 SCARPI 5,5 Rischia troppo con i piedi. Maluccio sul gol di Paolucci. M. ROSSI 6,5 Corre e cuce. ESPOSITO 6 In crescita. MORETTI 6 Per un' ora tappa ogni falla. Nel finale si agita un pò. CRISCITO 6 Al 70 per cento, causa lungo stop. Comunque utile. MESTO 6,5 Forza e corsa. MILANETTO 7 Imposta e tampona. MODESTO 5,5 A metà del guado, tra mediana e fascia. Incerto. PALACIO 7 L' apriscatole del match. Per un tempo è padrone. FLOCCARI 6,5 Difende palla come sa, segna con un gran tiro. CRESPO 7 Ha il radar: se una palla è vagante, la sbatte dentro. SCULLI 6 Al servizio del gruppo. PALLADINO 6,5 Va sul concreto e festeggia l' azzurro con un bel gol. PAPASTATHOPOULOS 5 Troppo morbido su Paolucci (1-3). All. GASPERINI 7 Genoa d' alta quota. Se sistema la difesa, se la gioca per la Champions. SIENA 5,5 CURCI 5,5 Il secondo gol è suo. ROSI 5 Così così in fase difensiva, si mangia un gol clamoroso. FICAGNA 5 Nei momenti clou, sta a guardare quelli che fanno gol. BRANDAO 5,5 Un filo meno sbadato di Ficagna. Giusto un filo. DEL GROSSO 5 Palacio lo porta a spasso per l' intero primo tempo. VERGASSOLA 6 Corsa e orgoglio. CODREA 5 Non gli viene un' idea. PAOLUCCI 6,5 Perché è stato tenuto nel freezer? EKDAL 5,5 Non incide. FINI 6 Peso e mestiere. JAJALO 5 Anonimo, senza guizzi. REGINALDO 5,5 Qualche volata. MACCARONE Suo il gol più bello del pomeriggio, un sinistro come Dio comanda. GHEZZAL 5,5 Si dà da fare, ma al dunque non è cattivo. All. BARONI 5,5 Primo tempo orribile, il Siena si sveglia nel finale Baracani 5 Non vede due rigori, uno per il Genoa e uno per il Siena. Rosi 5; Pugiotto 6 TERNA ARBITRALE:

 

IL SECOLO XIX - Goleada e brividi, poi il Grifo cala il poker. di Mauro Casaccia. «DORMITA» PERICOLOSA SUL 3-0. CI PENSA FLOCCARI. GENOVA. Attenzione alle coronarie, gioca il Genoa. Brividi anche nella giornata che pareva più tranquilla, 3-0 dopo 35’, giornata diventata maledettamente complicata in tre minuti, tra l’80’ e l’83’, col Siena che risale sul 3-2. Poi Floccari, uomo che non vive il suo periodo migliore, per la rete che scaccia i fantasmi e chiude i conti. Quattro gol e quattro pillole nella sfida che lancia il Grifone a quota 20 punti. Con Gian Piero Gasperini che, pur contrariato per la gestione del secondo tempo, può dire: «Questi venti punti valgono molto di più». Più di quelli,sempre al dodicesimo turno, nello scorso campionato. C’è pure la coppa. Chiarisce Omar Milanetto, ieri strepitoso: «Venti punti e in corsa in Europa. Siamo super contenti». Pillola uno, quella meno buona: anche sul 3-0 i tecnici si incazzano. A ragione. Al 41’ pt, quando il Siena fraseggia troppo comodamente in area rossoblù e la rete di Vergassola, dopo parata di Scarpi, è annullata per fuorigioco, Gasperini mima dalla panchina: «Stiamo dormendo». Chiede intensità, sempre e comunque. Dopo il 3-2 di Maccarone, l’allenatore s’incazza nuovamente. Se prima era premonizione, ora è certezza. Stavolta fa il gesto del chicchiericcio con le mani. Spiegherà: «Perdevamo più tempo a parlare che a giocare». Così il Genoa ha rischiato, prima dell’happy end. Con Floccari, pillola due. L’ex atalantino trova il gol della serenità, nel finale improvvisamente incasinato. Al 45’ st,Milanetto (ammonito, salterà il Livorno) serve la punta, entrata in campo da 11’ al posto di Palacio. I senesi protestano per il fuorigioco: Floccari è abile a fare un passo indietro al momento giusto, tronco in perfetta linea, forse spunta il piede. Comunque, girata in un lampo e destro per il 4-2. Ad aggirare la manona protesa di Curci e il momento personale difficile. Quello da cui sembra essere uscito Palacio. Pillola tre, argentina, da condividere con Crespo. Il numero 8 c’è sempre nei primi tre gol: il palodi testa nel primo, il tiro respinto da Curci nel secondo, l’assist a Palladino nel terzo. Il 9 torna a realizzare una doppietta dopo tre anni. L’ultima volta era stata il 24 settembre 2006, in Inter Chievo 4-3. Mister Gol ha 34 anni ma spirito giovane e solito fiuto. L’allenatore senese Baroni, ex difensore campione d’Italia con il Napoli di Maradona (il ct che Crespo vuole convincere), a fine gara: «In area facciamo fatica ad avere il senso dell’avversario, siamo troppo attratti dal pallone».Attrazione fatale, se di là c’è Valdanito. La manovra al minuto 2 si sviluppa da sinistra, Criscito per Milanetto e palla scodellata dolcemente in area per il taglio da destra di Mesto, controllo e cross in girata al centro, dove Palacio ha il guizzo per deviare di testa, palo. E come contro i francesi giovedì, lì in area serve la zampata in tap in. Ecco Crespo. Poi, al 17’: Palacio si libera ai 25 metri e scarica il destro, Curci imperfetto, palla a ballonzolare a pochi metri dalla porta, cibo ghiotto per avvoltoi d’area. Crespo e 2-0. Al minuto 34, pratica che pare chiusa: progressione irresistibile di Mesto, insensibile pure a un calcione da dietro, esterno destro ad allargare per Palacio, testa alta per guardare il movimento in area. Descrizione delle linee rossoblù: Crespo finta di fermarsi e poi si butta sul primo palo; Mesto cerca il secondo; fra i due, da sinistra, va incontro Palladino. Assist per quest’ultimo, rasoterra, e girata di destro per il 30. Soprattutto quel che segue è interessante: Crespo chiama Palacio a esultare congli altri, dicendo «è tuo»; Milanetto arriva da dietro di gran carriera e smuove il numero 8 con festosa spallata. Il Trenza ha colpi straordinari, gli servono fiducia e convinzione, le sta trovando, i compagni lo aiutano. Già introdotta, parlando del 3-0, la pillola quattro. Ingrediente tattico: l’esterno/mezzala. In avvio, stesso tridente “spinto” del match con il Lille; dietro rientra Criscito come difensore sinistro, con Esposito e Moretti centrali (fuori Bocchetti), Rossi recupera e va a destra. A centrocampo, sebbene sia sempre disposizione fluida come da prassi del tecnico di Grugliasco, c’è Milanetto perno centrale ed è riproposta l’idea che sta funzionando bene negli ultimi tempi: l’esterno/mezzala. Mesto e Modesto hanno compiti di accentramento in fase di copertura, si allargano prontamente in ripartenza, oppure s’infilano nel mezzo se c’è il varco, come fa Mesto in occasione del gol di Palladino.Modesto,poi,nella ripresa fa anche ilmediano puro. Oltre alle tre reti, il Genoa ha pure altre occasioni nel suo spettacolare primo tempo (ad esempio, colpo di reni di Curci su sinistro ravvicinato di Palladino), mentre qualche brivido percorre il Ferraris su disimpegni difensivi che mettono in imbarazzo Scarpi (quasigol di Ghezzal). Poi la ripresa che sembra aver poco da dire e invece rimette tutto in discussione. I cambi ridanno smalto al Siena, mentre il Genoa parole di Milanetto «spegne la luce». Al 35’ Paolucci fila via a Sokratis e Rossi,sinistro da posizione defilata che passa sotto le braccia di Scarpi. Dueminuti, sviluppi di un corner, Maccarone troppo solo esplode un imprendibile colpo al volo. Altri due, conclusione di Rosi che termina a lato, 3-3 sfiorato. Allora Floccari. Obiettivo raggiunto: quota 20. E una conferma: il Grifone è per cuori forti.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. SCARPI 5 Rischia tantissimo al 14' quando, dopo un retropassaggio, controlla male il pallone e per poco non ne approfitta Ghezzal: il portiere rossoblùè rapido a intervenire in scivolata e chiudergli lo specchio della porta. I compagni lo cercano spesso con passaggi all'indietro, soffre un po' svirgolando qualche rinvio ma alla fine se la cava. Meglio quando c'è da usare le mani: come al 21' del secondo tempo, quando è reattivo sulla botta dal limite di Vergassola. Non perfetto in un paio di uscite, ha un bel po' di responsabilità sul tiro di Paolucci che consente al Siena di accorciare le distanze: si tuffa con un attimo di ritardo e il pallone gli sfila alle spalle. Un gol evitabilissimo. ROSSI 6.5 La Nord gli dedica un lungo striscione per celebrare il traguardo raggiunto e superato delle 200 presenze in rossoblù: "In questo calcio di mercenari la lealtà non si misura con le parole. Grazie Marco". Ha ancora un po' di dolore alle costole ma si batte con grande generosità. Difende con ordine, andando ad aiutare i compagni in marcatura. Nei momenti di sofferenza è uno di quelli che si caricano sulle spalle la squadra aumentando gli sforzi, nonostante la fatica. ESPOSITO 6 Prestazione tutto sommato sufficiente per l'ex difensore del Lecce. Concede qualcosa, come quando perde palla al limite dell'area o non va a chiudere su Paolucci in occasione del primo gol senese, ma stavolta appare un po' più sicuro rispetto alle sue precedenti apparizioni. MORETTI 6 La difesa rossoblù si conferma la peggiore del campionato con 22 reti subite in 12 partite. Il primo tempo è incoraggiante, da brividi invece i secondi 45 minuti. L'ex Valencia, dal canto suo, se la cava con l'esperienza ma è evidente che sul reparto arretrato ci sia molto da lavorare: Maccarone fa una prodezza ma il centravanti della squadra avversaria non può essere lasciato così libero di colpire in piena area. CRISCITO 6 Si rivede in campo dopo i due infortuni muscolari e il breve intermezzo al Metropole di Lille: gioca sulla linea dei difensori, si scambia continuamente di posizione con Modesto, sulla falsariga di quello che accade dall'altra parte con Mesto e Rossi. Al 31' va a crossare per Crespo, salvataggio alla disperata di Brandao. Sta meglio fisicamente e lo dimostra al 15' della ripresa con un gran recupero su Reginalodo che gli era andato via sulla fascia. Lippi lo richiama in Nazionale. MESTO 6.5 Mette in mezzo la palla da cui scaturisce il vantaggio rossoblù dopo appena un minuto, al 24' lancia in verticale Crespo che alza troppo la mira, al 28' respinge quasi sulla linea un tiro a Scarpi battuto. Prestazione positiva, anche se è evidente che il suo rendimento è migliore quando può giocare nel tridente. MILANETTO 7.5 Bravo ad innescare subito l'attacco rossoblù con un lancio nel cuore dell'area per Mesto: palla rimessa in mezzo e, dopo il palo di Palacio, ecco la zampata vincente di Crespo. Ogni azione del Genoa passa per i suoi piedi, taglia e cuce l'azione rossoblù con tempismo ed efficacia. Innesca Floccari in occasione del gol del definitivo 4-2. Era diffidato, si prende il cartellino giallo che gli farà saltare il Livorno ma gli consentirà di essere in campo nel derby. Esemplare, come lo definisce Gasperini. MODESTO 6 Al 30' dialoga sulla sinistra con Crepo e mette in mezzo un cross basso per Palladino: Curci si esalta in tuffo e manda in corner. Si vede spesso e difficilmente sbaglia la giocata. Efficace l'asse con Criscito sulla sinistra, anche se entrambi calano parecchio nel secondo tempo. PALACIO 7.5 Giovedì si era sbloccato con il primo gol in rossoblù segnato al Lille in Europa League. Per poco non si ripete dopo neanche un minuto: colpo di testa su assist di Mesto, palo, ma per fortuna sua e del Genoa c'è Crespo appostato e pronto a ribadire in rete. La scena si ripete al 17': El Trenza riceve palla sulla trequarti, si gira, fa due passi e tira, Curci non trattiene il pallone reso viscido dalla pioggia e Valdanito è pronto a infilarlo. Suo l'assist anche per il terzo gol rossoblù, firmato Palladino. Esce dal campo tra gli applausi di tutto lo stadio. Buon per il Genoa, che ha in mano un grande giocatore. Tecnicamente è fortissimo: aveva solo bisogno di un po' di tempo per ambientarsi e trovare il ritmo giusto in un campionato duro come quello italiano. Maluccio da punta centrale. (34' st FLOCCARI 7 Dentro quando la partita sembra senza storia, segna il gol della tranquillità al 45', con il Siena che era riuscito a rimontare fino a 3-2. Un bella iniezione di fiducia per l'attaccante calabrese, visto che stava attraversando un periodo non facile). CRESPO 7 In 17 minuti porta il Genoa in fuga: non ripete gli errori sottoporta commessi giovedì in Europa League, conclude al meglio due azioni che avevano visto il suo connazionale Palacio protagonista e dimostra di essere, problemi fisici permettendo, ancora un grande attaccante. In area è letale come pochi altri centravanti. (18' st SCULLI 6 Dopo la splendida notte di coppa, riparte dalla panchina e si rivela utile sulla fascia destra). PALLADINO 6.5 È in forma e si vede non solo quando c'è da fare la giocata, ma anche quando è necessario andare a coprire sulle ripartenze senesi. Non si limita alla ricerca dell'assist, vuole il gol: ci va vicino al 30', su cross di Mesto, e trova la respinta di Curci, ci riesce 4 minuti più tardi appoggiando comodamente in rete un pallone messo in mezzo da Palacio. Può così festeggiare a dovere il ritorno in Nazionale. Altra buona prestazione, ultimamente le ha giocate tutte e quindi viene sostituito. (5' st SOKRATIS 5 Sbaglia qualche intervento appena entrato, poi si assesta anche se finisce per prendere un giallo per un inutile fallo a centrocampo. Si fa scappare Paolucci nell'azione che riporta in gioco il Siena. Ha grandi mezzi ma si deconcentra troppo facilmente). SIENA Le cessioni di Kharja, Portanova e Galloppa (non adeguatamente sostituiti) hanno reso debolissima una squadra che l'anno scorso, con Giampaolo in panchina, aveva ben impressionato. Primo tempo pessimo, ottima la ripresa con l'ingresso di Reginaldo, Fini e Paolucci. Curci 5.5; Rosi 5, Ficagna 5, Brandao 5.5, Del Grosso 5; Vergassola 5.5, Codrea 5 (26' st Paolucci 6.5), Ekdal 5 (12' st Fini 6.5); Jajalo 5 (1' st Reginaldo 6), Maccarone 6.5, Ghezzal 5.5. L'arbitro: Baracani di Firenze 5.5 Primo tempo senza sussulti, i problemi cominciano nel secondo tempo quando la gara si accende il direttore di gara fiorentino dà l'impressione di perderne un po' il controllo. Il Siena protesta per la mancata espulsione di Rossi, nell'occasione in cui invece viene ammonito Milanetto: qualche dubbio resta. Nel complesso, non entusiasma.

 

IL SECOLO XIX - Gasp: «Bene i punti, male per i troppi errori». di Mauro Casaccia. Quota 20, come un anno fa. «Ma questi valgono di più. Milanetto? Esemplare». Poi l'autocritica: «Sul 3-0 dovevamo fare meglio». Genova. Al 21' della ripresa la Nord urla forte il coro per Gianluca Signorini, venerdì erano sette anni dalla scomparsa del Capitano. Poco dopo, dalla Sud, parte il lungo applauso ai tifosi senesi, seguito da canzoni di comune scherno alla Fiorentina. A tifare sugli spalti, insieme, bambini rossoblù e bianconeri: progetto dell'Associazione club genoani, stavolta in collaborazione con la scuola calcio del Siena. Visita della città in mattinata, pranzo, poi la partita. Che, a quel punto, a metà del secondo tempo, sembrava già archiviata. E che invece ha fatto soffrire il Genoa fino alla fine. «Abbiamo dato un po' di pathos...», scherza Gasperini. Poi spiega: «Abbiamo perso un'occasione importante per crescere. Quando ti trovi sul 3-0 come noi non puoi fare certi errori. C'erano le condizioni giuste per migliorarci a livello tattico e non solo. Invece abbiamo rischiato. Poi, buona la reazione per il 4-2». Autocritica simile di Moretti: «Vittoria importante, che ci rilancia in classifica, ma peccato per come è andata. Quando subisci due gol così in 3' è evidente che hai delle colpe». E Mesto: «Un black out, forse ci siamo un po' rilassati. Subiamo troppi gol, dobbiamo lavorare su questo aspetto». Ventidue gol fatti, altrettanti subiti. Allora Gasperini, più in profondità nell'analisi: «Capita di calare nel finale nelle gare della domenica, dopo aver giocato al giovedì. Non so se sia questione fisica o di concentrazione. E in vantaggio di tre reti, magari, subentra un po' di involontaria presunzione. C'erano state avvisaglie nel primo tempo». Si era arrabbiato molto, sul 3-0. «Però va detto che, dopo una vittoria così, anche l'analisi in settimana sarà più tranquilla e potremo trarne dati positivi. Bene che ci sia la sosta, prima del prossimo giro, fino a Natale». Il derby, le due sfide decisive di Europa League. E 20 punti in saccoccia. «Questi punti valgono molto, più degli stessi ottenuti l'anno scorso. Abbiamo fatto buone cose sotto il profilo dell'efficacia. Adesso dobbiamo e possiamo migliorarci ancora, sia sotto l'aspetto tecnico che dal punto di vista qualitativo. Il nostro progetto? Varia spesso. Quando cambi 10-12 giocatori ogni anno, ci vuole qualche mese a ripartire e a inserire tutti i giocatori. Stiamo facendo passi importanti». Bilancio globale, un complimento particolare: «Milanetto grandissimo. Esemplare». Ammonito (proteste senesi, sostenendo che il fallo fosse di Rossi, già caricato da un giallo e quindi da espellere), sarà squalificato. Apposta? «Io queste cose non le chiedo». Per chiudere, un altro singolo. Moretti afferma: «Mettiamola così: abbiamo rilanciato Floccari, facendogli segnare un gol importante». E Gasperini: «Dovevo scegliere tra lui e Zapater. Ho messo Sergio perché avevo l'impressione che faticassimo a tenere, ci serviva essere pericolosi». È servito.

 

IL SECOLO XIX - PREZIOSI: SENZA SOFFERENZA NON SAREBBE GENOA. «Noi bravi a reagire e a chiudere il match». di Claudio Mangini. GENOVA. Lo champagne ci sta sempre bene. Anche senza bollicine. Color champagne è il cappotto che indossa il presidente Preziosi. Non un cappottone anti vento: un soprabito elegante,che mette in mostra una bella cravatta. Freddo? No. Il patron strizza un po’ gli occhi, scuote appena la testa, sorride compiaciuto. «Avrei dovuto prendere un’altra società per non soffrire», esordisce.Ma lo dice con il tono di chi le emozioni forti se le gode. Già, fosse filato via tutto liscio, magari, avrebbe avuto anche il tempodi accorgersi che tirava una brutta tramontana. Invece, emozioni che scaldano. «Io non pensavo certamente che la partita fosse chiusa dopo ventiminuti. Sono contento per Crespo, Palacio, per Floccari. C’è stato unmomento un po’ così, poi abbiamo reagito e abbiamo chiuso la partita». Quattro giorni, due partite. Coppa e campionato. Vittorie volute e cercate, conquistate e perdute, riconquistate. Sofferte. Ma il Genoa di oggi è altra cosa rispetto a quello di un mese fa:più solido e padrone. «Quando le cose non vanno bene, si fa infretta adare giudizi sommari. E superficiali. Si parlava di crisi ed era assurdo. È assurdo farlo appena c’è qualche difficoltà. Io dubbi non ne avevo: in campionato abbiamo fatto sette punti nelle ultime tre partite, ora siamo in una posizione di classifica tranquilla e positiva, siamo saldamente nella parte sinistra della classifica. Va bene così». Ha già fatto i conti. Prima di parlare, ha ascoltato il riepilogo dei risultati dall’altoparlante, mentalmente deve aver già tirato giùla classifica, mentre i giocatori, tenendosi per mano, insieme al pupazzone delGrifo, sono andati a raccogliere gli applausi delle due gradinate. «In campionato abbiamo venti punti, inCoppa siamo in corsa, il bilancio è positivo. Ma non ho mai avuto dubbi. Ci sono stati degli infortuni che hanno pesato e a un certo punto hanno influito sul nostro rendimento. Ma io sono sempre stato convinto delle nostre scelte». «Quando ci sono dei valori, inuna squadra prosegue Preziosi emergono. Può succedere di avere delle difficoltà in un certo periodo, ma se ci sono determinate qualità, alla fine, vengono fuori». Chi ha dubitato, sbagliava. Chi si è fatto prendere dalla paura, peggio. «Questo è un gruppo compatto aggiunge Preziosi e la solidità di un gruppo è un valore aggiunto. Che si somma a quelli del campo». Contro il Siena, menzioni speciali toccano ai vecchi: un grande Rossi, un Milanetto in condizioni di forma smaglianti. Anime e cuori, ma anche muscolidella squadra.E se arrivano gli inglesi o gli spagnoli o i russi a chiederveli?, domanda qualcuno. «Se arrivano i russi,mi chiedonoMilanetto e mi offrono una montagna di soldi,magari ci posso pensare», sta al gioco il patron rossoblù. Poi torna serio. «Milanetto ha fatto una partita strepitosa,e questo vuol dire che si sta gestendo in modo eccezionale.Ha qualche anno più degli altri,ma se in campo offre questo rendimento, vuol dire che fa vita da atleta e riesce a tirar fuori il meglio da se stesso». Va avanti tra considerazioni serie e battute col sorriso sulle labbra, Enrico Preziosi. «L’avevo detto a tutti, un giorno prosegue: ragazzi, mi raccomando, vita da atleti». Chissà se l’ha detto con lo stesso sorriso o se, nei giorni del Grifo meno reattivo e vincente, a qualcuno è arrivata anche una tirata d’orecchi. Sia come sia. IlGenoa di oggi è quello che piace a lui.Magari, gli andrebbe pure meglio se gli regalasse qualche emozione in meno. Ma cosìè,e in fondo c’è un’altra battuta dedicata. Ai due gol di Crespo, ma non solo. «Hernan sta facendo bene, ma Floccari sta tornando il giocatore che conosciamo». E, se servisse uno slogan, eccolo: fidatevi del Genoa.

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa vola, poi soffre ma Floccari ci mette una pezza. A Marassi i rossoblù dominano a lungo e vanno sopra di 3 gol. Negli ultimi venti minuti, stanco e falloso, viene colpito due volte. Il 4-2 arriva al novantesimo. Genova. Bello e concreto per 70 minuti, stanco e spaventato negli ultimi 10, poi il gol della sicurezza di Floccari. Il Genoa, incanta, poi soffre, stringe i denti, ma alla fine porta a casa i tre punti, centra l'obiettivo e batte 4-2 un Siena sempre più in crisi di risultati, ma che tutto sommato a Marassi non ha giocato male.  La differenza l'ha fatta Hernan Crespo. Uno che di gol se ne intende, li ha fatti in tutte le squadre in cui ha giocato e continua a farli. Finora ne aveva messi a segno due in campionato, oggi ha raddoppiato la cifra in 18 minuti. Prima ha sbloccato il risultato al 2' ribadendo in rete il colpo di testa di Palacio respinto dal palo. Al 18' si avventa come un falco sulla difettosa respinta di Curci e mette dentro il 2-0. Ha scelto bene Gian Piero Gasperini che lo conferma al centro dell'attacco preferendolo a Floccari.  Indovina anche le scelte dei due esterni offensivi Palacio e Palladino: dalle conclusioni del primo nasce la doppietta di Valdanito, ma anche nel terzo gol l'argentino è decisivo perché è lui a servire l'assist per il 3-0 siglato da Palladino al minuto 35. Nonostante le assenze, i 90 minuti di giovedì scorso con il Lilla ancora sulle gambe e il campo pesante, il Genoa gioca bene. Torna dal primo minuto Criscito, in mezzo c'è Rossi al fianco di Milanetto.  Il Siena di Baroni, ultimo e alla disperata ricerca di punti, si presenta con il 4-3-1-2. Jajalo alle spalle di Maccarone e Ghezzal, Ekdal con Codrea e Vergassola a centrocampo. Il Siena ha il torto e la sfortuna di trovarsi sotto già dopo 80 secondi, ma Crespo è un tipo che non perdona e la difesa toscana si concede una dormita inspiegabile e cosa ancora più grave ci mette un po' a svegliarsi, tanto che Crespo all'11' va vicino al raddoppio. Il Siena si rende pericoloso solo grazie ai "piedi" di Scarpi che sbaglia due agganci e, soprattutto nel primo caso, rischia di mandare in gol Ghezzal.  Al 18' arriva il raddoppio: Palacio tira da fuori, Curci non trattiene e Crespo lo punisce ancora: 2-0. Il Genoa diverte e si diverte, Milanetto e Rossi corrono e costruiscono, Palacio e Crespo si cercano e si trovano, Palladino è in grande forma e, al 31', sull'assist di Modesto inventa una deviazione al volo che esalta, questa volta, i riflessi di Curci.  Poco prima ci aveva provato Jajalo, ma la sua conclusione aveva trovato Mesto pronto alla respinta. Al 35' il 3-0, lo firma Palladino ancora su cross di Palacio, ma ancora una volta la difesa del Siena è colpevole. Chiusura di tempo orgogliosa del Siena che ci prova con Ghezzal (sulla respinta di Scarpi, Vergassola mette dentro ma è in fuorigioco) e Ficagna, ma va negli spogliatoi sotto di tre gol. Un macigno per i bianconeri, troppa grazia per il Genoa che nella ripresa, comprensibilmente, rallenta. Anche Gasperini cerca di dare fiato a chi ha speso di più in queste ultime gare: al 5' fuori Palladino dentro Papastathopoulos, al 18' entra Sculli per Crespo. Genoa più prudente e meno spregiudicato. Il Siena rischia di subire il poker, ma l'arbitro non concede il rigore a Palacio per il fallo di Del Grosso. Maccarone è l'ultimo ad arrendersi. E' proprio lui, al 22', a servire un bel pallone a Vergassola, bello il destro del capitano, bravo Scarpi a respingere. Dopo un gol sfiorato da Rosi al 34', Baroni si gioca la carta Paolucci: è il jolly giusto perché è proprio lui, al 35', a segnare un gran gol di sinistro riaprendo la gara. Serve subito la seconda rete ai toscani e, al 37', Maccarone trova una splendida girata di sinistro per il 3-2. Genoa stanco e spaventato, Siena galvanizzato, ancora Rosi va vicino al 3-3, poi la mazzata definiva: al 45' è perfetto il destro di Floccari che, in posizione dubbia, batte Curci e chiude un match dal finale rovente. Il Genoa vola a quota 20, il Siena resta ultimo con soli 6 punti, davvero pochi.

 

LA REPUBBLICA - Preziosi: "Che sofferenza ma la squadra c´è sempre". (l. m.). Il presidente Enrico Preziosi è soddisfatto, malgrado qualche brivido nel finale. «Con il Genoa c´è sempre da soffrire. Per stare tranquillo avrei dovuto prendere un´altra squadra. Abbiamo abbassato la tensione dopo il ventesimo della ripresa ed abbiamo subito pagato. Bene Crespo, bene Floccari, anche a ruoli invertiti». Alla sosta i rossoblù arrivano con lo stesso bottino dello scorso anno. Preziosi non ha dubbi. «E´ la conferma che la rosa è valida, avevamo bisogno di tempo, ma il gruppo è compatto ed i valori vengono sempre fuori, malgrado una serie incredibile d´infortuni. Possiamo onorare tutti gli impegni. Il segreto è fare vita da atleti, l´esempio è Milanetto. Non ci siamo mai sentiti in crisi, abbiamo sbagliato solo la gara con l´Inter. Con gli ultimi sette punti abbiamo consolidato una posizione tranquilla, nella parte sinistra della graduatoria». FELICITA' PALLADINO: "Il sogno si avvera". Gasperini incontentabile: "Un grave errore mollare sul 3-0. Dobbiamo ancora crescere". Tre è il numero perfetto del Genoa: tre punti con il Siena, tre vittorie in serie in casa, tre nazionali. Gasperini può andare soddisfatto alla sosta. «Sono contento per questi venti punti e le convocazioni in azzurro sono un premio per i giocatori, ma anche per tutto il nostro ambiente». Il tecnico, però, non si accontenta. « Dobbiamo ancora migliorare, sul 3-0 si doveva giocare meglio ed invece ci siamo fermati. Non è stato un problema di stanchezza, questo alibi può valere per Criscito, che era fuori da cinquanta giorni. Parlavamo troppo e sul 3-2 l´ho detto ai giocatori che non era il momento di discorsi». Floccari ha chiuso la gara. «Avevo il dubbio - confessa Gasperini - con Zapater, ma volevamo rimanere pericolosi in avanti, a costo di soffrire qualcosa in mezzo. E´ andata bene».E´ stata la giornata degli attaccanti, autori delle quattro reti. Quella di Palladino si colora d´azzurro. «E´ un sogno bellissimo - confessa il napoletano -, la prima volta da quando indosso la maglia del Genoa. I problemi iniziali di ambientamento e di salute sono ormai alle spalle. Sento la fiducia di tutto l´ambiente, ma sono consapevole di poter migliorare ancora molto, come tutto il gruppo. Siamo un´ottima formazione, il momento è positivo, possiamo far bene». Festa doppia anche per Criscito: rientro vincente e convocazione. «Abbiamo sofferto troppo nel finale. Personalmente ho recuperato dall´infortunio e sono pronto per l´Italia, una grande soddisfazione da condividere con tutti i compagni». La maglia dell´Argentina è ancora un sogno per Crespo, ma il bomber non molla. «Maradona vede sicuramente i miei gol, ma spero che possa venire anche a Marassi. L´intesa con i compagni è ormai ottima». Infine un giallo: Baracani avrebbe ammonito Milanetto, che sarà squalificato, al posto di Rossi, che sarebbe stato espulso. Paolucci, che ha subito il fallo, non ha dubbi.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Milanetto illumina, Mesto alterno. Rossi ancora uomo ovunque. Esposito in crescita, talento Palacio. Floccari entra e dà la zampata decisiva. Scarpi 5,5 Brividi per alcuni controlli di piede e non si può certo dire che il gol di Paolucci fosse irresistibile. Quello di Maccarone arriva dopo un calcio d'angolo causato da una sua uscita a vuoto. Rossi 7 E' ovunque. Massimo Donelli in tribuna d'onore commenta: «Ma quanti Marco Rossi ci sono in campo?». E la Nord gli regala un lungo striscione: in questo calcio di mercenari la fedeltà non si misura con le parole. Esposito 6 È la mossa a sorpresa di Gasperini che contro il tridente del Siena sceglie di giocare a quattro. Appare più rinfrancato rispetto ad altre titubanti prestazioni. Moretti 6 Si schiera sul centrosinistra dello scacchiere difensivo genoano e non come unico centrale, nel ruolo che ricopriva prima di passare al Genoa, sembra molto più a suo agio. Criscito 6,5 Pulito, preciso, elegante. Insomma, il solito Mimmo. Mesto 6 Decisivo il "taglio" in area che porta al primo gol di Crespo, poi, però, va a corrente alternata. Milanetto 7 Regista con grande senso delle geometrie. Più invecchia e più diventa buono: è come quei grandi vini piemontesi che lui, da buon torinese, sa apprezzare. Modesto 6 Non tradisce Gasperini che lo preferisce a Bocchetti, arretrando Criscito in difesa. Palacio 7 Mette in mostra il suo talento, nonostante il campo pesante e propizia i primi tre gol. Dal 34' st Floccari 6,5: tocca una sola palla, ma è quella che chiude il match. Crespo 7 Al posto giusto nel momento giusto: ha il fiuto del gol dei grandi bomber. Dal 18' st Sculli 6: è un periodo che Gasperini lo preferisce far partire dalla panchina. Entra con il piglio giusto. Palladino 6,5 È il suo momento: un gol e la convocazione in azzurro. Dal 5' st Papastathopoulos 6: gli scappa Paolucci che segna il gol del 3-1. Non è sereno quando gioca dalla parte della panchina.

 

 

     

 

     

 

     

 

 

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