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GENOA - SLAVIA PRAHA                         2 - 0    (2 - 0)

Reti: 04' Zapater, 38' Sculli

GENOA: Amelia; Tomovic, Moretti, Bocchetti; Rossi, Kharja (80' Milanetto), Zapater (82' Mesto), Criscito; Sculli, Crespo (82' Figueroa), Palacio. Adisposizione: Scarpi, Papastathopoulos, Esposito, El Shaarawi. Allenatore: Gasperini.
SLAVIA PRAHA: Vaniak; Krajcik, Suchy, Vomacka, Celustka; Vasiljevic (79' Graicjar), Ragued, Janda, Belaid (71' Volesak), Hlousek; Senkerik (46' Naumov). A disposizione: Romanovs, Trapp, Ivanovic, Trubila). Allenatore: Jarolim.

Arbitro: Moreira de Sousa (Portogallo). Angoli: 7-7. Note: nessun ammonito. Spettatori: 22.000 circa.

 

      

 

      

 

      

 

      

 

TUTTOSPORT - Genoa senza limiti. Magia di Zapater, gol di Sculli. I rossoblù affossano i cechi. GENOVA Il Genoa che non perde mai ha iniziato alla perfezione pure il cammino nel girone di Europa League: una vittoria netta contro lo Slavia Praga nella gara che i rossoblù non dovevano asso­lutamente fallire. E non solo perché era quella dell’esordio. Un successo, tra l’altro, che fa crescere in Amelia e compagni la convinzione di “poter stare” anche in Europa con assoluta dignità e competitività. Oltre alla corsa, difatti, il Genoa ha confermato una volta in più di possedere elementi di assoluta caratura tecnica, con Zapater e Moretti su tutti. Di più: la squadra di Gasperini ha provato a salire un altro gradino verso la maturità, quello che passa attraverso la capacità di ge­stire la partita, una volta in vantaggio, senza dover per forza correre come indemoniati. LA GEMMA L’inizio, tra l‘altro, non avrebbe potuto essere migliore, con il vantaggio rossoblù dopo appena 3 mi­nuti e mezzo: Zapater ha ri­petuto il “colpo” che già gli era riuscito contro la Roma calciando in maniera perfetta, a giro, la punizione dal li­mite conquistata da Bocchetti. Lo Slavia Praga, che già aveva l’aria smarrita di chi si accorge di essere andato alla festa sbagliata, si è depresso ancora di più e ha rischiato il crollo sotto le folate di Palacio e di Sculli. A rimetterlo in carreggiata, guarda un po’, ci ha pensato proprio il Genoa che, gigioneggiando con Tomovic, ha liberato al tiro Senkerik. L’errore dell’attaccante ceco è stato da matita blu, ma se non altro ha avuto il merito di dare morale ai suoi che ritrovano ritmo e misura. LE CERNIERE In verità il 4­4-2 molto classico dello Slavia ha prodotto qualche ap­prensione solo sulla trequarti rossoblù, là dove Moretti era chiamato a qualche chiusura spericolata per evitare pericolose “infilate”. Per contro, invece, ha sofferto maledettamente per il gioco sulle fasce con cui il Genoa sa avanzare a folate: funzionano benissimo le due “cerniere” rossoblù. Quella con Sculli e Criscito più incline alla conclusione (al 27’ pericoloso tiro dell’attaccante), mentre quella formata da Palacio e Rossi - con la sporadica ma efficace collaborazione di Tomovic - più portata a cercare il fondo per arrivare al cross: un paio, molto belli, su cui non sono arrivati Crespo e Sculli. Questione di centimetri e di tempo: quello che ha poi trovato lo stesso Sculli al 39’ su un ottimo cross a giro, ancora di Tomovic LA GESTIONE Se ci mettete pure un gran tiro di Zapater (31’) parato con difficoltà da Vaniak, allora è più che mai acclarata la supremazia del Genoa. La cui unica pecca, a voler essere severi, è appunto quella di non aver ancora imparato a gestire adeguata­mente il possesso palla per addomesticare il ritmo della gara. Quasi fosse condannato (per carità: una dolce condanna, fin che dura il fiato) a gio­care sempre con il demonio in corpo. E, infatti, nell’inter­vallo Gasperini ha evidente­mente chiesto una maggiore tranquillità nella manovra, proprio per evitare sprechi eccessivi di energie nel controllo di una partita che solo per demeriti proprio avrebbe potuto riaprirsi. Quindi sono rimasti più “bloccati” tanto Criscito quanto Rossi, mentre Kharja ha provato a sali­re un poco alle spalle di Cre­spo. Anche così, peraltro, le occasioni maggiori (un tiro di Rossi, una traversa di Zapa­ter e alcuni contropiede po­tenzialmente pericolosi ma abortiti in avvio) sono comunque state del Genoa. Che, per contro, ha sofferto veramente solo lo spazio di una manciata di minuti a cavallo della mezz’ora, quando lo Slavia ha provato a reagi­re buttando palloni nell’area rossoblù. Volentorosi, ma nulla più, i cechi che hanno lasciato Marassi tra gli applau­si del pubblico: quasi un omaggio al ricordo di Skuharavy, in tribuna tra i suoi compatrioti, ma a tifare per il Genoa. ZAPATER: «LE PUNIZIONI? MI ALLENO TANTO A PEGLI...» Preziosi: «Che bravi!» Il presidente è felice: «Abbiamo un gioco che non ho visto mercoledì a San Siro». Gasperini: «Bene così, vincere la prima è molto importante». Il Genoa inizia nel migliore dei modi il girone di Europa League, risparmiando anche preziose energie per il campionato. E’ la quarta vittoria di fila dei rossoblù a dimostrazione che possono fare davvero tanta strada in ogni competizione. Il presidente ha visto una vittoria senza troppi problemi della sua squadra, che le ha permesso di portarsi in testa al girone complice il pari tra Lille e Valencia. «E’ sempre importante - afferma ­partire con il piede giusto, anche se poi i conti veri si fanno alla fine. La vittoria è stata comunque chiara e meritata: siamo stati bravi. Dello Slavia mi è piaciuta soprattutto la sportività, come sono andati sotto i loro tifosi alla fine nonostante la sconfitta. Vorrei che invece i nostri supporter evitassero l’uso dei petardi, che in Europa rischiano di costare una squalifica». Sulle ambizioni del Genoa Preziosi non si sbilancia. «Non siamo fenomeni ma un gruppo di ottimi giocatori. E abbiamo un gioco che non ho visto mercoledì a San Siro». PARERI TECNICI Gasperini ha potuto far rifiatare un po’ la squadra in vista della partita di domenica a Verona. «E’ stata una partita impegnativa ­dice il tecnico - anche se i gol segnati nel primo tempo sono stati molto importanti. Il risultato di Lille ci manda subito in testa, ma quello che contava era solamente la nostra vittoria». Il tecnico ha preannunciato per domenica un turnover piuttosto ampio, come da consuetudine, ed ha dichiarato una certa sorpresa per il pallone adottato («Decisamente più leggero del solito, all’inizio eravamo in difficoltà»). Il giudizio sulla squadra è invece eccellente: «Abbiamo ancora margini di miglioramento come tecnica e interpretazione della partita, pensiamo alle occasioni dello Slavia quasi tutte nate da nostri disimpegni errati. Come spirito però è un gruppo eccezionale e vogliamo fare bene in ogni competizione». Qualche recriminazione per il tecnico dello Slavia, Karel Jarolim: «Il primo gol, nato da una punizione che ci ha lasciato qualche dubbio, è stato decisivo come l’errore sotto porta compiuto da Senkeric. La partita è girata lì e comunque il Genoa è una squadra forte». TORO REALE Per la seconda volta, Alberto Zapater è stato decisivo su calcio di punizione. Il centrocampista spagnolo aveva già segnato contro la Roma, questa volta ha spianato la strada verso il successo. «E dire - ammette ­che quella non è la mia specialità. Ma mi alleno molto a Pegli e i miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti: questi risultati sono frutto di tanto lavoro e un pizzico di fortuna». Zapater è per tutti il Toro da quando Diego Maradona lo chiamò così osservando una sua prestazione con la Spagna Under 20. «Un soprannome che mi inorgoglisce, per chi l’ha coniato, e che mi dà tanta carica. Sono molto contento di come stanno andando le cose qui, ma non vogliamo assolutamente fermarci». GENOA-SLAVIA PRAGA 2-0 MARCATORI: pt 4’ Zapater, 39’ Sculli GENOA (3-4-3): Amelia 6.5; To­movic 6.5, Moretti 7, Bocchetti 6.5; Rossi 6.5, Zapater 7.5 (41’ st Mesto ng), Kharja 6.5 (36’ st Milanetto ng), Criscito 6.5; Palacio 6.5, Crespo 6.5 (36’ st Figueroa ng), Sculli 7. A disp. Scarpi, El Sharaawy, Papastathopoulos, Esposito. All. Gasperini 7. STATISTICHE GENOA: tiri 9, tiri in porta 6, angoli 7, fuorigioco 5, possesso palla 57%. SLAVIA PRAGA (4-4-2): Vaniak 6; Krajcik 5, Suchy 6, Vomacka 5.5, Celustka 5; Vasiljevic 5.5 (34’ st Grajciar ng), Ragued 6, Janda 5.5, Belaid 5.5 (25’ st Volesak ng); Hlousek 5, Senkerik 5 (1’ st Naumov 5.5). A disp. Romanovs, Trapp, Trubila. All. Jarolim 5.5 ARBITRO: Moreira De Sousa (Portogallo) 7 NOTE: Genoa con il lutto al braccio in memoria dei militari morti a Kabul. Spettatori 20.629 per euro 565.242,00. Ammoniti: nessuno. Recupero tempo: pt 0’; st 3’. STATISTICHE SLAVIA PRAGA: tiri 8, tiri in porta 2, angoli 7, fuorigioco 4, possesso palla 43%.

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. ZAPATER 7.5 Un altro gol su punizione “ a giro”, dopo quello alla Roma, confermano le eccellenti doti balisti­che. Il resto racconta di una grandissima capacità di man­tenere posizione e distanze tra i reparti. E’, sempre più, l’uomo d’equilibrio di un Genoa che a volte rischia di farsi trascinare dal proprio entusiasmo. Nella ripresa colpi­sce pure una traversa e palesa un accenno di calo fisico. MORETTI 7 Al centro del terzetto, è bravo nel rimediare agli errori dei colleghi di reparto, ma anche ad “ accorciare” quando manca il filtro del centrocampo. SCULLI 7 Un avvio di grande impeto, con alcune conclusio­ni pericolose e un paio di tiri, ma soprattutto con accelerazioni che mettono alla frusta la difesa ceca. Segna sen­za troppa eleganza ma con grande tempismo e fa arrabbiare Gasperini perché sbaglia, un paio di volte, il tempo del contropiede finendo in fuorigioco. AMELIA 6.5 Sbaglia un rinvio di piede ( dopo gli assist con­tro il Napoli...), fa a lungo da spettatore è reattivo alla mezz’ora della ripresa, quando lo Slavia accenna a un tentativo di reazione soprattutto con cross e angoli. Le sue uscite sono tempestive e preziose. BOCCHETTI 6.5 Alcune chiusure di grande sostanza confermano le sue indubbie potenzialità. Peccato che, non raramente, commetta l’errore di “ specchiarsi” nella sua bravura. CRESPO 6.5 Tanto lavoro, ma pochissime palle pulite per la conclusione. Oddio, in un paio di occasioni manca veramente il classico “ pelo” affinché possa girare in rete. A volte penalizza un poco la manovra per la sua tendenza a “ scappare” negli spazi CRISCITO 6.5 Parte con un grande vigoria in fase di spinta, poi lascia la scena al collega di linea Sculli e si applica in un diligente e produttivo lavoro di coperura della sua zona. KHARJA 6.5 Raggio di azione molto ampio, con alcune ottime aperture e una buona visione di gioco. La ricostruzione fisica del “ dopo- Ramadan” procede, ma la sensazione è che la posizione “ bassa” cui lo costringe il sistema di Gasperini penalizzi un poco la sua inventiva. Non a caso, nel secondo tempo il tecnico lo prova come vertice alto del centrocampo alle spalle di Crespo. PALACIO 6.5 Non ha la capacità di corsa che sanno garantire molti altri suoi compagni ( e anche per questo alle sue spalle gli piazzano un motorino come Rossi), ma è sicuramente tra quelli con la maggiore carature tecnica. Peccato che a volte dia l’impressione di essere un poco “ freddino” nel momento topico dell’azione. ROSSI 6.5 La straordinaria generosità fa sì che gli vengano perdonati anche alcuni errori in appoggio. O conclusioni sbilenche come il tiraccio che propone al 12’ del secondo tempo. TOMOVIC 6.5 Un brutto errore di disimpegno in avvio (buon per lui che gli attaccanti dello Slavia sono davvero poca roba) e qualche altro pasticcetto, ma la sensazione è che sia un ottimo materiale su cui lavorare. Piazza alcuni cross molto interessanti: di uno ne approfitta Sculli per il raddoppio. E il laterale serbo cresce moltissimo nella ripresa. Allenatore GASPERINI 7 Soliti ingredienti per cominciare col piede giusto l’avventura europea anche nella fase a gironi. Ma, stavolta, chiede anche ai suoi di provare a gestire il risultato nella ripresa. Un ulteriore passo verso la maturazione. SLAVIA Avvio annichilito dall’aggressività del Genoa e dall’atmosfera di Marassi. La squadra di Jarolim si rianima dopo un quarto d’ora, ma finché i rossoblù mantengono il ritmo appena appena altino, non sembra mai davvero in grado di impensierire Amelia. Carente soprattutto nella fase offensiva, dove gli evidenti limiti tecnici penalizzano la manovra. Arbitro MOREIRA DE SOUSA 7 Gestisce bene un partita molto corretta (nessun ammonito), e l’esperimento dell’assistente di porta gli viene in soccorso solo una volta, al 28’ del secondo tempo, quando lo Slavia recrimina (pochissimo in verità) per un presunto mani di Criscito. Non c’era e l’assistente, ben piazzato e immobile, serve anche a inibire le proteste.

 

GAZZETTA dello SPORT - Gran Genoa nel segno di Zapater. Battuto lo Slavia: lo spagnolo segna e si conferma l' erede di Thiago Motta. Di Sculli il secondo gol. di Filippo Grimaldi. GENOVA Cambia lo spartito, ma non la musica. Mettiamoci avanti con il lavoro, era stato il messaggio di Gasperini ai suoi ragazzi terribili. Tradotto: cominciare bene il girone per guardare avanti senza assilli, anche perché il pari di ieri sera fra Lille e Valencia lascia i giochi apertissimi e complica, semmai, il cammino europeo dei rossoblu. Fra due settimane a Crespo e compagni toccheranno proprio gli ostici spagnoli al Mestalla, dunque il vecchio Grifone si è messo subito a fare due conti. E pazienza se Gasperini è assai poco abituato - anzi, per nulla - a speculare sul risultato: lo imponeva il calendario, ed i tre punti di ieri sera sono dunque più pesanti per la classifica che per il morale di una squadra che gioca a memoria e pare non conoscere ostacoli. Un Genoa, però, più cinico del passato: meno forsennato ed arrembante in attacco, ma alla fine ugualmente disinvolto al momento di colpire uno Sparta Praga non proprio irresistibile, solo a tratti lucido, e mai concreto dalle parti di Amelia. LA CHIAVE. Facile parlare adesso, quando dopo centouno secondi dal via quell' iradiddio di Zapater, ieri con un vestito tatticamente più simile a quello di Thiago Motta che non di Juric, ha indovinato il gol su punizione, conquistata da un affondo del rientrante Bocchetti, già ad alti livelli. I cechi hanno faticato a reagire, il Genoa si è preso forse qualche pausa di troppo, ma alla fine sfruttando un Tomovic davvero efficace in fase offensiva, le progressioni di Marco Rossi, oltre alla gran mole di gioco del Toro di Saragozza, ha bloccato sul nascere una possibile reazione ospite. Morale: cechi davvero pericolosi solo all' 8' , quando su un errore di Tomovic, Senkerik ha fallito l' uno a uno. Gol sbagliato, gol subìto: dopo la doppia occasione di Sculli e Zapater, è toccato al primo firmare il definitivo due a zero. CAMALEONTE ROSSOBLU' Per evitare guai, Gasperini ha cambiato abito alla squadra nella ripresa, spostando Rossi a fare la guardia sull' unica fonte di gioco dei cechi, Belaid, invano alla ricerca di spazi sulle corsie esterne, e passando al 4-2-3-1, con Criscito più arretrato. Amelia ci ha provvidenzialmente messo la sua mano sinistra al 30' , ma lo Sparta (penalizzato dalle assenze, quella di Smicer su tutte) è rimasto all' asciutto. Così come, alla fine, sono rimasti a guardare i due nuovi assistenti di porta, mai chiamati in causa dall' arbitro portoghese. ELOGIO DEL COLLETTIVO Gruppo, sacrificio, spirito di squadra. Una buona lezione, quella offerta dal Genoa, che sarà stata apprezzata pure dal capitano azzurro di Davis, Barazzutti, ieri spettatore insieme al ligure (e genoano) Fognini. Oggi a loro (con Gasperini ed i suoi ragazzi a fare il tifo in tribuna) toccherà la Svizzera, ma quella sarà tutta un' altra storia. PREZIOSI SE LA GODE, ma avverte «Non esageriamo con l' euforia». Genova «Il mio gol? Fortuna e lavoro, tanto lavoro e un pò di fortuna». In fondo nelle parole di Zapater c' è tutto il Genoa. Gasperini si gode il primo posto in classifica: «L' 1-1 di Lille-Valencia ci lancia al primo posto e ce la godiamo, anche perché abbiamo margini di miglioramento, in particolare a centrocampo, dove dobbiamo sistemare meglio le distanze e velocizzare il gioco con più qualità». Il presidente Preziosi è entusiasta: «C' è persino il rischio di esagerare con l' euforia, ma tutti i successi di questo avvio di stagione sono stati meritati. Sinceramente adesso penso al Chievo, loro ci faranno vedere i sorci verdi». a.d.r. GENOA - SLAVIA PRAGA 2 - 0. PRIMO TEMPO 2-0. MARCATORI Zapater al 3' e Sculli al 39' p.t. GENOA (3-4-3) Amelia; Tomovic, Moretti, Bocchetti; M. Rossi, Kharja (dal 36' s.t. Milanetto), Zapater (dal 40' s.t. Mesto), Criscito; Palacio, Crespo (dal 36' s.t. Figueroa), Sculli. PANCHINA Scarpi, El Shaarawy, Papastathopoulos, Esposito. ALLENATORE Gasperini. SLAVIA PRAGA (4-4-2) Vaniak; Krajcik, Suchy, Vomacka, Celutska; Vasiljevic (dal 34' s.t. Grajciar), Ragued, Belaid (dal 26' s.t. Volesak), Janda; Senkerik (dal 1' s.t. Naumov), Hlousek. PANCHINA Romanovs, Trapp, Trubila. ALLENATORE Jarolim. ARBITRO De Sousa (Por). GUARDALINEE Dos Santos-Nogueira (Por). ASSIST. DI PORTA Costa-Santos (Por). NOTE paganti 20.356, incasso di 566.242 euro. Tiri in porta 7 (con una traversa) - 3. Tiri fuori 7 - 6. Angoli 6 - 6. In fuorigioco 3-1. Recuperi: 0' p.t., 3' s.t.

 

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Alessio Da Ronch. GENOA 6,5 AMELIA 6,5 Chiamato in causa due volte sole in novanta minuti risponde alla grande. Regala sicurezza, sia nelle uscite basse che in quelle alte. TOMOVIC 6 Gioca a rovescio: terzino da brividi, ma ala con i fiocchi. Forse paga un po' l' emozione. Gravissimo l' errore con cui apre un varco per Senkeric, ma suo in ogni caso l' assist del 2 a 0. MORETTI 7 Un veggente: capisce dieci secondi prima degli altri dove va a finire la palla. Imperioso e letale per gli avversari. BOCCHETTI 7 Ti aspetti un convalescente, pronti via e conquista la punizione dell' uno a zero. Domina in difesa e resta in campo per novanta minuti. Un robot che non lascia neppure lo spazio per respirare a Hlousek. ROSSI Il manuale dell' esterno perfetto. Ogni movimento sembra telecomandato. E non c' è verso di ricordare un errore. Se Lippi avesse bisogno di un terzino destro... ZAPATER 7 Il Toro butta giù la difesa ceca al primo tentativo. Il problema per lo Slavia è che quella è solo la prima di una lunga serie di incornate. Cala soltanto nel finale. (Mesto s.v.) KHARJA 5,5 Sembra ancora intento a studiare il compito, grigio, senza un inserimento in avanti, né un lampo dei suoi in fase di rifinitura. Non riesce mai a velocizzare il gioco e soprattutto a innescare le ali. (Milanetto s.v.) CRISCITO 6 Quasi quasi non suda nemmeno per controllare Vasiljevic nel primo tempo e Janda nel secondo. PALACIO 6 Meno continuo di altre volte, ma i suoi sono sempre lampi di classe. Ogni volta che parte lascia il segno. CRESPO 5,5 Si schianta spesso contro Vomacka, si spreme, ma non riesce ad incidere come vorrebbe. Quando ruba il tempo al difensore non arriva l' assist giusto. (Figueroa s.v.) SCULLI 6,5 Non avrà il talento del fuoriclasse al quale basta una giocata per decidere, ma schianta ogni avversario a suon di scatti e incursioni in avanti. All. GASPERINI 6,5 Il suo turnover intelligente colpisce ancora. Regala spazio a chi ha giocato meno senza scontarlo sul risultato. SLAVIA PRAGA 5 Vaniak 5,5; Krajcik 5, Suchy 5,5, Vomacka 6, Celustka 6; Vasiljevic 5 (Grajciar s.v.), Ragued 6,5, Belaid 6 (Volesak 6), Janda 5; Senkerik 4,5 (Naumov 6), Hlousek 5,5. All. Jarolim 5. TERNA ARBITRALE: DE SOUSA 6,5 Partita facile, la controlla bene con il movimento. Guardalinee: DOS SANTOS 5-NOGUEIRA 6. Assistenti di porta: COSTA 6-MOREIRA 6.

 

IL SECOLO XIX - GENOA MICIDIALE STESO LO SLAVIA. di Mauro Casaccia. NUOVO CAPOLAVORO DI ZAPATER. POI SCULLI FA 2-0. GENOVA. Calcio piazzato e calcio totale. “Lo scherzo, L’identità e La vita” è altrove, per dirla con i libri di Milan Kundera, lo scrittore di Brno diventato praghese. Il primo è nella beffarda punizione a giro di Alberto Zapater che rompe il ghiaccio al 3’. Il secondo e il terzo sono nella filosofia pallonara del Genoa, che emerge nel corso della circolazione di palla rossoblù, quando è il difensore ad esempio Bocchetti, più volte a lanciarsi nello spazio per dare superiorità numerica, in un tourbillon di cambi di posizione. Al 39’ tocca a Tomovic, all’ala destra, per il traversone del raddoppio di Sculli. Il Genoa “olandese” (non solo, ci sono pure la Spagna e «altre scuole europee», dice Gasperini) funziona in Italia e funziona in Europa. Buona la prima, 2-0 allo Slavia Praga, il girone di Europa League comincia con la vittoria desiderata che aiuta – parole dell’allenatore del Grifone «ad andarsela a giocare ovunque». La prossima, al Mestalla di Valencia. Il 3-4-3 rossoblù è un punto di partenza che diventa sempre qualcos’altro, mutevolezza continua, ruoli che hanno vita altrove. Chiaro fin da subito: Bocchetti, al rientro, mostra d’essere pienamente recuperato e pronto all’assalto. È lui ad anticipare con la punta al limite e conquistare la punizione che Zapater trasforma in oro con il destro a giro sul primo palo, complice l’intervento a “manomolle” del veterano Vaniak. Dopo la Roma, il ragazzo di Ejea de los Caballeros da calcio piazzato fa secco anche lo Slavia Praga. Calci da fermo, c’è differenza anche su come le due squadre si difendono, questione d’identità. Esempio dell’11’: punizione laterale per lo Slavia (fallo di Tomovic su Hlousek), il Genoa si contrappone con tutti i dieci uomini di movimento schierati sul limite dell’area di rigore e Zapater respinge. In altre occasioni, su corner, Crespo è lo stopper che va a svettare e allontanare la minaccia. Ciò che funziona, insieme al buon pressing, comandato da Zapater (al 15’ rapina palla in scivolata e per poco in scivolata bis non riesce a lanciare Crespo in solitaria verso Vaniak). Come sottolinea il tecnico di Grugliasco, però, «ci sono aspetti di gioco che possiamo e dobbiamo migliorare». L’avvio è un po’ troppo lezioso nel disimpegno da dietro, con più d’una imprecisione e più d’un rischio. E inizialmente manca l’intesa con Crespo, il quale almeno tre volte scatta in profondità, mentre i compagni lo cercano sul movimento d’incontro come chiede Gasperini. Assestamento. A metà prima frazione,Crespo va incontro e riceve da Suchy una stecca al malleolo, il difensore ceco è redarguito da De Sousa. Comunque, il collegamento con il centravanti va via via migliorando. Jarolim rende merito alla Praga misteriosa e mescola le carte: uomini da 4-5-1, ma lo schieramento è il classico 4-4-2. Hlousek si piazza in avanti insieme a Senkerik, Janda scivola a sinistra e lascia la mediana alla Tunisia, con il duo Ragued Belaid. Sfida nord africana a centrocampo con il marocchino Kharja e con lo spagnolo Zapater, l’uomo della falta, della punizione in rossoblù, dello scherzo. Dopo il vantaggio, il Genoa sente l’odore della preda e spinge, al 6’ Crespo è fermato in fuorigioco che non c’è, al 7’ Palacio da destra dribbla verso il centro e spedisce di poco fuori col sinistro a chiudere. Di là,però, lo Slavia ha subito una grande occasione: erroredi Tomovic, troppo debole il retropassaggio per Moretti, si avventa Hlousek che dà al centro per Senkerik, tutto solo, sinistro sballato. Vampata con altro capovolgimento, Palacio apre per Sculli a sinistra, cross su cui Crespo in volo non arriva per pochi centimetri. A proposito di Tomovic, il serbo accusa qualche difficoltà in copertura, compreso un “buco” su lancio profondo per Senkerik al 27’, mentre è bravo nell’inserimento in alternanza con Rossi (omaggio al calcio totale e alla vita altrove), vedi il traversone a giro del 32’ su Sculli per poco non arriva. Prologo del raddoppio. Lo Slavia Praga mostra buone doti di palleggio e intorno al 35’ Gasperini si sbraccia perché non vuole che la sua retroguardia si abbassi troppo, aumentando i metri utili per il fraseggio ceco. Inoltre, va a comandare di moltiplicare le inversioni di ruolo, come quelle tra Tomovic e Rossi sulla fascia destra. È tutt’altro che un caso, quindi, che 4’ dopo il difensore serbo sia in posizione di ala, lavori palla sul fondo e trovi lo spiraglio per il traversone: Crespo va d’anticipo senza toccare palla,la difesa ceca è immobile e alle spalle dell’argentino sbuca Sculli per il 2-0. Ripresa con copione simile, capita che Sculli ePalacio siano i terzini,Criscito e Tomovic le ali (serbo nuovamente molto pericoloso al cross al 22’). Invariata è la capacità di furto in pressing di Zapater, anche in area dello Slavia, come al 18’. Lo spagnolo, su angolo di Palacio (guadagnato dopo una splendida sventagliata di Criscito), colpisce anche la parte superiore della traversa con deviazione mancina. Qualche grattacapo dai corner cechi, niente di più. Qualche cambio, dentro Figueroa, Milanetto e Mesto per dosare le energie. Genoa alla Kundera, vince con insostenibile leggerezza e, per gradire, si gode il primo posto anche nel girone d’Europa League.

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Claudio Mangini. GENOA. AMELIA 6.5 Lui c’è: sicuro a terra, bravissimo con i piedi quando deve uscire diventando libero aggiunto. O come quando innesca l’azione offensivamettendo inmoto gli esterni, Criscito e Rossi. O come quando esce, senza paura. TOMOVIC 6.5 Due volte in ritardo nei primi dieci minuti. Pericolosamente. Nella prima occasione, Hlousek va al tiro calibrando una traiettoria morbida che sfiora la traversa. Nella seconda, è costretto alla trattenuta sempre sul numero 9 avversario, che agisce da seconda punta. Il terzo errore arriva poco prima della mezz’ora, quando dà via libera a Senkerik che crossa il centro creando una situazione spinosa. Ma in proiezione offensiva, il serbo diventa l’uomo in più. Bellissimo il cross tagliato, da perfetta ala destra, al 32’: Sculli ci arriva con un attimo di ritardo. Il bis al 39’, e stavolta la geometria si chiude come un meccanismo di precisione. Dalla mezz’ora del primo tempo, inverte la posizione con Rossi andando ad agire (molto bene) preferibilmente da laterale destro. Nella ripresa bene anche in fase difensiva: bello un suo recupero nel finale su “buco” di Bocchetti che aveva liberato Naumov. MORETTI 6.5 Anticipa, di testa domina. Molto bravo in fase puramente difensiva, spesso va a cercare anche la conclusione sotto la porta avversaria. Arrivato con credenziali di difensore di sinistra, sta offrendo un rendimento elevatissimo come centrale. BOCCHETTI 6.5 Dall’Odense allo Slavia, torna e riprende dall’Europa. In mezzo, una distorsione alla caviglia sinistra e un po’ di sofferenza a bordocampo. Il biglietto da visita è un punizione dal limite, conquistata dopo treminuti, che vale il gol dell’10. Qualche sbavatura dentro una prestazione decisamente positiva. Ritrovato, e con ulteriorimargini di crescita. ROSSI 7.5 C’è sempre, davanti e, soprattutto, dietro quando i suoi disimpegni arrivano puliti e puntuali, senza lasciaremai la sensazione di essere in affanno.Da applausi la ripartenza, come l’avrebbe chiamata Sacchi, che avvia al 32’ del primo tempo. Aproposito, un giocatore così, duttile, versatile e tatticamente prezioso all’Arrigo sarebbe piaciuto moltissimo. ZAPATER 7.5 Killer cercasi su calcio piazzato: l’avviso, appeso nello spogliatoio l’anno scorso come un cartello “Wanted” nel Far West, aveva trovato una risposta volenterosa a fine stagione con un paio di centri firmati Olivera. Ma lo spagnolo promettemolto bene.Un gol contro la Roma, il bis ieri, in apertura, a far pendere subito la partita dalla parte giusta, anche se con la complicità del portiere dello Slavia, Vaniak. Alla mezz’ora riceve al limite e batte preciso a fil di traversa: palla alzata in corner. E poi, tanto lavoro di qualità. Che, giorno dopo giorno, fa avvertire sempremeno la mancanza di Thiago Motta, uno dei due pilastri della stagione scorsa. E pure di quantità e sacrificio, come quando, nella ripresa va a rubare palla in pressing nella difesa avversaria. La chicca: un colpo di tacco per servire al centro che accarezza la traversa. Esce applaudito dal coro della Nord, che ha già un beniamino in più. (dal 40’ st MESTO sv Entra per dare fiato a Palacio, tiene con ordine la sua posizione). KHARJA 6 Lotta nel mezzo, trova spesso a sbarrargli la strada il tunisino Ragued, in un derby del ramadan. Ha qualche difficoltà a trovare la posizione, ma cresce con il passare deiminuti. (dal 36’ st MILANETTO sv Stesso discorso fatto per Mesto). CRISCITO 7 Deve togliersi la voglia, dopo la squalifica di due giornate con cui l’hanno punito per il rosso contro il Napoli. E Mimmo spinge e va, ormai sempre più affidabile nel ruolo di centrocampista esterno. Ma è anche efficacissimo in fase di copertura: pulito ed efficace. PALACIO 6 Era uno dei rebus della vigilia: Palacio sìPalacio no? Gasperini pensa al secondo tempo con il Napoli e lo inserisce nello schieramento di partenza. L’argentino parte tosto e carico, con le sue accelerazioni, addirittura con un taglio da destra a sinistra che porta a spasso un bel po’ di difesa biancorossa. Un pericolo costante quando accelera e punta la difesa avversaria o l’accelerazione per liberare un compagno Crespo o Zapater. Cresce nella ripresa quando propone con sempre maggiore continuità cross dalla destra. CRESPO 6 Il turn over assegna a Floccari un turno di riposo e lavori forzati in allenamento. Tocca aHernan, dopo la zampata del 3-1 contro il Napoli. E lui regge il gioco, prende calci, distribuiti con la stesa generosità da Vichy e Vomacka,ma non trova grandi opportunità in fase conclusiva. Bella l’apertura per Sculli, sulla sinistra, poco dopo il quarto d’ora della ripresa: il numero 14 scatta con un istante di anticipo e finisce in fuorigioco, arrabbiandosi. E Gasperini dice: «Aveva ragione l’arbitro». (dal 36’ st FIGUEROA sv L’eroe della prima partita in Europa di questa stagione, doppietta contro i danesi dell’Odense, partecipa con disciplina alle esigenze di turn over volute daG asperini. Doveva lasciare Genova, si fa sempre trovare pronto). SCULLI 7 Sempre presente.Affidabile, continuo nel proporsi. Splendido il suo diagonale di destro al 26: arriva da sinistra, si accentra e fa partire il tiro che brucia lemani al portiere avversario. Al 39’, il cross di Tomovic lo trova puntuale all’appuntamento vincente, per il 20. Rendez vous perfetto. Una delle anime delGenoa: duttile, generoso, versatile. SLAVIA PRAGA Vaniak 5.5; Krajcik6; Suchy 5; Vomacka 5.5; Celustka 5.5; Vasilijevic6 (dal 33’ stGrajciar sv); Ragued6; Janda 6; Belaid 6 (dal 25’ st Volesak sv);Hlousek6.5; Senkerik 5.5 (dal 1’ st Naumov 5.5). ARBITRO DE SOUSA(Portogallo) 6 Si vede, e si sente poco. In una gara non cattiva e, complessivamente, facile da dirigere, fa il suo. Partita corretta, senza neanche un ammonito. Ma in questi casi, oltreché dei giocatori, un po’ di merito è anche di chi riesce a far scivolare via la partita sul velluto.Gli arbitri da area sembrano invasori di campo buoni e con poca voglia di camminare: una passeggiatina in area ogni tanto. Qualche lavoro in più sugli altri campi, ieri sera sono capitati un paio di gol fantasmi, ma risolti facilmente dai direttori di gara.Quindi, certamente quelli d’area servono,ma costano. Non farebbe (meglio) lo stesso lavoro un impianto video a bordo campo?

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: dobbiamo ancora crescere. di Mauro Casaccia e Claudio Mangini. PREZIOSI: «SIAMO PRIMI, MA NON ESALTIAMOCI». GENOVA. La scena del dopopartita. Sette rossoblù vanno con gli allunghi, esercizio suppletivo per Mesto, Modesto, Milanetto, Sokratis, Figueroa, El Shaarawy ed Esposito. Tutta la squadra dello Slavia Praga, invece, si siede in silenzio davanti allo spicchio dei loro tifosi, prima di alzarsi, applaudirli e ricevere in cambio il convinto battimani del Ferraris. EnricoPreziosi parla del secondo momento: «Grande sportività, in Italia abbiamo da imparare. Quanto al matche al primo posto, godiamoci il momentoma senza esaltarci, verranno anchemomenti duri.E pensiamo già al Chievo, squadra tosta che ci farà vedere i sorci verdi». Gian Piero Gasperini spiega il primo momento con l’esigenza di dosare energie e allenamenti: «Non vogliamo scegliere una competizione piuttosto che un’altra e, specie in difesa, dobbiamo allargare le presenze». Turnover scientifico, gioia non calcolabile: «Primi anche nel girone? Non conta, ma intanto ce la godiamo». E s’è goduto la sfida Angelo Di Livio, inviato del ct Marcello Lippi per Criscito e Bocchetti. Non solo, tanti altri rossoblù sul taccuino azzurro. Tra questi, Floccari, Mesto, Biava, Moretti e Rossi. Il tecnico rossoblù, nella sua analisi, sottolinea ciò che ha funzionatomeno per evidenziare dove il Grifone possa ulteriormente crescere: «La squadra a sprazzi ha fatto bene e ha avuto grande attenzione,segnale che non si fa condizionare dai buoni risultati. Nella ripresa abbiamo amministrato. Però, a esempio, Palacio non è stato cercato molto perché mancavano le misure giuste a centrocampo. Questa squadra ha ancora possibilità dimigliorarsi». Nell’attesa, è prima in campionato e prima nel girone B di Europa League: «Ne siamo contenti – afferma Preziosi – ma sappiamo che è facile esaltarsi come poi è facile deprimersi. Il rischio di troppa euforia esiste, sebbene le vittorie ottenute siano state meritate. Andiamo avanti partita per partita, senza fare programmi a lunga scadenza. Noi non siamo fenomeni, ma un’ottima squadra». E Inter-Barcellona (mercoledì il presidente rossoblù era a San Siro)? «Partita statica.Certo, il Barcellona non è lo Slavia, con tutto il rispetto, ma là sono mancate trame di gioco che da noi si vedono». Poi, due appunti. Quello del presidente è sui botti esplosi nella Nord: «Proprio non li capisco, tanto più che in Europa oltre alle multe si rischiano le squalifiche». Quello del Gasp è sul pallone unico Uefa:«Molto più leggero di quelli a cui siamo abituati, ha creato qualche difficoltà ai giocatori». Non ad Alberto Zapater su calcio piazzato. «Lavoro e fortuna – è la sua spiegazione. Questa vittoria era importante in prospettiva: domenica giochiamo in trasferta. Questo risultato è buono per noi, per i compagni, per i tifosi. E,attenzione,nessuna partita è facile, tantomeno in Europa». Poi, una confessione: «Mi hanno fatto piacere quelle bandiere della Spagna. Ne ho vista una nella gradinata Nord e una nella Sud.Mi hanno commosso».Lo ha commosso e inorgoglito un’altra cosa: «Le parole di Maradona. Sentir parlar bene di te da Diego è davvero speciale». Questione di feeling anche per Hernan Crespo. «Ogni giorno che passa, mi trovo meglio qui. Sono contento della scelta. Mi sento amato e rispettato». Dal particolare al generale: «Questa è una prova di maturità. Abbiamo giocato con autorevolezza, non c’era niente di scontato; I miei rientri? Il singolo è al servizio della squadra». Beppe Sculli la pensa così: «Era la prima partita in Europa, era importante. Ora possiamo pensare al Chievo. La squadra ha una rosa ampia, ci sono soluzioni a disposizione. Il mio gol? Conta il risultato, ma per un attaccante il gol – dopo un bel po’ di tempo che non arrivava–è qualcosa che aiuta a lavorare conserenità». Moretti: «Sta andando tutto bene, mi sembra molto naturale giocare da centrale». Sasà Bocchetti ha un segreto… di sinistra: «Dietro sono mancino io, lo è Moretti. Lo è pure Mimmo Criscito. Sarà per questo che ci troviamo così bene».E Criscito ha solo un rimpianto: «Ci avrei tenuto a giocare contro la Juve, speravo in uno sconto.Mi scuso ancora, è la prima squalifica in quattro anni. Ma io non sono cattivo, è stata una reazione istintiva».Oggi appuntamento mattutino a Pegli. Poi, tutti invitati alla Davis: sfide internazionali, c’è sempre qualcosa da imparare per il Genoa europeo.

 

IL SECOLO XIX - Il popolo dei mini-abbonamenti è in tripudio. Ferraris addobbato come per una grande festa (con striscione sulla "proprietà" dello stadio). E dopo soli 5 minuti scatta l'entusiasmo. Genova. Fuori, i gesti della festa. Dentro, il gusto dell'Europa. Fuori, i tifosi dello Slavia finiscono nello spiazzo ingabbiato davanti alla gradinata Sud. E i ragazzi biondi in maglia biancorossa provano a convincere i poliziotti in servizio: «Souvenir», è la parola magica. Che raramente ottiene l'effetto desiderato: far spalancarla cancellata per andare a fare rifornimento di gadget della partita: la sciarpa dedicata all'evento, con i colori delle due squadre - in vendita a 5 euro - e poi maglie con i colori rossoblù, per poter dire "Io c'ero". Se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna. E, allora, a offrire mercanzia arriva un gruppo di ambulanti mordi e fuggi. Accento rigorosamente napoletano. Tante sciarpe e tanti venditori, pochi acquirenti al di là delle sbarre. E, allora, vola qualche gomitata come quando l'area di rigore è troppo affollata. Vittorio, angelo custode della squadra stadio della Digos, scorta i giornalisti fin agli ingressi della tribuna. Dentro, tanto rossoblù: striscioni a go-go, dallo storico "Forza vecchio cuore rossoblù", che abbraccia la gradinata Nord intera, a un "Benvenuti al Ferraris lo stadio del Genoa 1893" nei Distinti, che esprime un'opinione molto chiara sulla vicenda-stadio. E poi, c'è tanto oro e bordeaux, nel gigantesco cerchio simbolo della Uefa e, sotto, la tribuna, appoggiato sul prato, il tappeto con la scritta "Uefa Europa League". Respirarla, l'aria d'Europa. Esserci a giocare sfide che vanno oltre il campionato. Esserci sugli spalti: ventimila è un numero tondo, un numero che significa due terzi di stadio. Sono tanti quelli dei mini abbonamenti: fidelizzati all'Europa, li definirebbe un esperto di marketing. Meglio: innamorati di Genoa. "Figgi do Zena Supporters Genoa", ecco si può dire così, partendo dal genovese per farsi capire da tutti: una gigantesca croce di San Giorgio al centro dei Distinti, accompagnata, quando le squadre entrano in campo , da uno sfavillio di cartoncini luccicanti rossi e blu. Prima, a rompere il ghiaccio e a conquistarsi il primo applauso della Nord era stato Marco Amelia: un galoppo che precede il riscaldamento. I compagni, dietro. Quelli dello Slavia nella metà campo Sud, e naturalmente un saluto ai loro tifosi (quattrocento, divisi tra gabbia ospiti e tribuna) per cominciare. Due minuti all'inizio: due botti che fanno irrigidire la mascella a Enrico Preziosi: «Ci fanno prendere un'altra multa», dice a chi gli sta vicino. Juric, Palladino e Russo si accomodano in tribuna. I sei arbitri - mezza squadra di calcio - si scambiando le ultime raccomandazioni. Un minuto di silenzio per le vittime dell'attentato di Kabul. Poi, solo calcio. Solo Europa. E ne passano neanche 5, di minuti, e quelli dell'Europa possono già fare festa.

 

LA REPUBBLICA - Genoa delle meraviglie Slavia Praga dominato I rossoblu vincono 2-0 all'esordio della fase a gironi. Pratica archiviata nel primo tempo con le reti di Zapater e Sculli. di Antonio Farinola. Basta parlare di "sorpresa". Questo Genoa che batte 2-0 lo Slavia Praga dopo aver dominato il primo tempo e controllato l'avversario nella ripresa, non è più una Cenerentola del calcio. La macchina perfetta costruita da Gasperini è a tutti gli effetti una realtà. Il primo posto in serie A e, da stasera, il primato solitario nel Girone B di Europa League non sono più spiegabili con la semplice favola. REALTA' SOLIDA - Alzi la mano chi ad agosto avrebbe scommesso su un inizio di stagione così arrembante dopo la partenza nel mercato estivo di due pedine fondamentali come Milito e Thiago Motta. E, invece, ancora una volta il tecnico di Grugliasco ha fatto ricredere gli scettici e ammutolito i critici. Certo, di prove per dimostrare di essere diventata una "grande" squadra ce ne saranno, ma per questa sera il Genoa si gode il doppio primato italo-europeo e la consapevolezza di vivere sempre di più all'interno di un sogno. TURN OVER - Se ancora ce ne fosse bisogno un'ulteriore dimostrazione di forza di questa squadra sta nel fatto che pur non giocando i cosiddetti titolari il risultato resta sempre invariato: gioco rapido e copertura difensiva a 360°. Gasperini, infatti, per l'occasione lascia in panchina Milanetto, Mesto e Papastathopoulos. Al loro posto Kharja, Tomovic e Palacio, con Bocchetti in campo (al rientro dopo l'infortunio, ndr) al posto dello squalificato Biava. In attacco fiducia all'esperienza di Crespo. DOMINIO GENOA - Primo tempo a senso unico quello visto al Ferraris con i padroni di casa in vantaggio dopo soli 4' con una pennellata dal limite dell'area di Alberto Zapater. Poco dopo, però, lo Slavia Praga va vicino al pareggio se non fosse per la scarsa mira sotto porta di Senkerik lasciato colpevolmente solo in area da Bocchetti. Il pericolo scampato sveglia i padroni di casa che riprendono subito in mano il pallino del gioco. Prima Bocchetti schiaccia sul fondo su azione d'angolo, poi Vaniak è costretto alla grande parata sia su un tiro dal limite di Sculli, sia su una conclusione dai 20 metri di Zapater. Il portiere ceco, però, non può nulla al 39' quando ancora Sculli finalizza un cross dalla destra di Tomovic.  GARA CONTROLLATA - Nella ripresa il Genoa parte lento e lo Slavia Praga prova ad approfittarne. Dopo un tiro-cross di Rossi è Naumov, subentrato a Senkerik, a rendersi pericoloso con un inserimento stoppato da un'uscita kamikaze di Amelia. Poi alla mezzora è ancora l'attaccante macedone a sfiorare il gol con una conclusione ravvicinata respinta con la faccia da Criscito. Con la formazione ceca votata all'attacco le praterie per gli uomini di Gasperini si fanno invitanti, ma le gambe non rispondono. Così gli ospiti provano a colpire con un rasoterra di Janda dal limite che sfiora il palo alla sinistra di Amelia. Al triplice fischio finale del direttore di gara scatta l'ennesima festa rossoblu. GASPERINI: E' STATO IMPORTANTE SEGNARE SUBITO. Gasperini, tecnico del Genoa, si gode la vittoria sullo Slavia Praga e segnala difficoltà per i palloni più leggeri: "E' stato importante segnare subito, abbiamo giocato una buona gara ma era difficile con questo pallone, più leggero rispetto a quello che usiamo di solito". Per il tecnico "nel primo tempo ci sono stati un pò di errori di gioventù che ci possono stare, non è facile giocare sempre con la stessa intensità". Il 65% di possesso palla per lui andava sfruttato meglio: "Abbiamo tenuto tanto palla - dice - ma va tradotto in qualcosa di più fluido ed efficace". Zapater parla della punizione vincente: "E' un colpo di fortuna - dice - ma non solo, dietro c'è anche tanto lavoro". Lo spagnolo spesso prolunga l'allenamento proprio con le prove delle punizioni. GENOA-SLAVIA PRAGA 2-0 (primo tempo 2-0) MARCATORI: Zapater al 4', Sculli al 39' p. t. GENOA (3-4-3): Amelia; Tomovic, Moretti, Bocchetti; Rossi, Kharja (dal 36' s. t. Milanetto sv), Zapater (dal 38' s. t. Mesto), Criscito; Sculli, Crespo (dal 37' s. t. Figueroa), Palacio. (Scarpi, Papastathopoulos, Esposito, El Shaarawi). All.: Gasperini. SLAVIA PRAGA (4-5-1): Vaniak; Krajcik, Suchy, Vomacka, Celustka; Vasiljevic (dal 34' s. t. Graicjar), Ragued, Janda, Belaid (dal 26' s. t. Volesak), Hlousek; Senkerik (dal 1' s. t. Naumov). (Romanovs, Trapp, Ivanovic, Trubila). All.: Jarolim. ARBITRO: Moreira de Sousa (Portogallo). NOTE: spettatori 25mila circa. Angoli: 7-7. Ammoniti: nessuno. Recupero: 0' p. t.; 3' s. t.

 

LA REPUBBLICA - Moretti, sicurezza da veterano Kharja finisce presto la benzina. GENOA. Amelia 6,5 Mostra grande coraggio uscendo sui piedi di Naumov lanciato a rete. Tomovic 6 All´inizio due clamorosi svarioni difensivi, compensati da due splendidi cross per Sculli che sul secondo va in gol. Meglio in attacco che in difesa. Moretti 6,5 Una sicurezza, sembra giochi difensore centrale da sempre. Bocchetti 6,5 Al rientro pretende un po´ troppo da una condizione ancora non al top. Rossi 7 E´ ovunque: tampona in difesa, raddoppia a centrocampo. Zapater 7 Un altro capolavoro balistico su punizione. E cattura tanti palloni. Kharja 5,5 Finisce presto la benzina, colpa del ramadan. Criscito 6,5 Gioca con una semplicità eccezionale. Palacio 6 Parte a razzo. Poi ricama senza lasciare il segno sulla partita. Crespo 6 Non gioca solo in area di rigore, ma va anche a farsi dare la palla negli spazi per permettere alla squadra di salire. Sculli 6,5 Un gol e tanta fatica. SLAVIA PRAGA: Vaniak 5; Krajcik 6, Suchy 6, Vomacka 6, Celustka 5,5; Vasilijevic 5 (34´ st Grajciar sv), Ragued 6, Belaid 5 (26´ st Volesak 6), Janda 5,5; Senkerik 5 (1´ st Naumov 6), Hlousek 5.

 

LA REPUBBLICA - Preziosi: "Gara intelligente ma basta petardi in campo". di Luca Palmieri. Enrico Preziosi è soddisfatto per la vittoria, ottenuta senza neanche troppo dispendio di energie. «E´ importante – dice il presidente – partire con il piede giusto, anche poi i conti veri si fanno alla fine. Un successo meritato, importanti i due gol già nel primo tempo». Preziosi ha apprezzato anche gli avversari, meno i petardi lanciati dai tifosi rossoblù. «La loro sportività è stata splendida, un esempio. Bisogna invece finirla con i botti, perché, se in Italia ti multano, in Europa ti squalificano il campo». Sorride anche Gasperini, che ha programmato un ampio turnover per la partita di domenica a Verona. «Sul piano tecnico – afferma – possiamo ancora crescere parecchio, ma lo spirito che ha questa squadra è eccellente. Qualche errore c´è ancora, come dimostra il fatto che le azioni dello Slavia sono quasi tutte nate da nostri disimpegni sbagliati, ma la vittoria è netta e convincente».

 

CORRIERE MERCANTILE - SUPER GENOA OFFRE UN ALTRO SPETTACOLO. di Gianni Massinissa. Battuto lo Slavia nella prima gara del girone. Palacio quando si accentra diventa irresistibile. Ottime giocate, ma anche sacrificio al servizio della squadra. Moretti è diventato ormai il regista della difesa. Pulito, testa alta, puntuale negli interventi, non spreca un rilancio. Rossi il simbolo del Genoa che piace anche in Europa. Moto perpetuo, batterie mai scariche. Chiamatelo Duracell. Il fascino dell'Europa chiana, il Genoa risponde "presente". Qualche sbavatura in difesa, ma prestazione tutto sommato autoritaria, una crescente personalità soprattutto in chiave offensiva, dove non si fa conto solo sugli attaccanti, ma la manovra di aggiramento funziona ottimamente e Sculli, a sinistra , è un valore aggiunto (splendida la sua rete, al volo). Finisce 2-0, primato nel girone, e la Nord urla: vi vogliamo così, testimonianza di alto gradimento della prova esibita dai rossoblù. Apre lo spagnolo che ha grinta e cuore, raddoppia Sculli. Stavolta manca il gol di un difensore, ma va benissimo così. La magia su calcio di punizione di Zapater sblocca subito il risultato e ha l'effetto immediato di impedire allo Slavia di rintanarsi nella sua area di rigore, secondo i piani dell'allenatore Jarolim, che aveva preparato un atteggiamento molto prudente, anche se in avanti di fatto agiscono in due ed è prorio Senkerik, molto mobile, a divorarsi il pareggio, dopo un errore di Tomovic: palla alta, quando era tutto solo davanti ad Amelia. Incredibile. Un campanello d'allarme, indietro il Genoa accusa più di una sbavatura nella fase iniziale, perché Tonrovic appare in costante affanno, per fortuna Rossi, recupera posizione e un sacco di palloni, determinante nel suo sacrificio là dove occorre. Un po'esagerata la voglia di giocare sempre la palla, anche quando sarebbe auspicabile allontanare la minaccia senza tanti fronzoli, ma questa è la filosofia del Grifone targato Gasperini, improntata costantemente a proporre. Quando riparte, il Genoa fa male e Palacio ha tante occasioni per mettere in mostra il suo bagaglio tecnico, chiamato peraltro anche a recuperi immediati sulla trequarti, in un compito che non è il massimo per le sue caratteristiche, ma assolto con lodevolissima abnegazione. Sculli e poi Zapater impegnano il portiere dello Slavia con siluri da fuori, il Genoa ricorre anche a questa soluzione per minacciare la porta avversaria. Col trascorrere dei minuti Tomovic acquista fiducia e, quando si propone in avanti, diventa efficacissimo: bravo nei cross, diventa un grimaldello per aprire la retroguardia dei cechi, e Sculli si fa trovare puntuale sulla palla arrivata dal fondo. Fanno due. Molto apprezzabile l'iniziativa sulla fascia destra, dove il serbo e Rossi si scambiano spesso di posizione, formando una catena funzionale al massimo. L'immagine offerta dal Genoa è quella di una squadra molto forte quando attacca, palla a terra, con scambi veloci, contro cui lo Slavia non riesce a opporre valido ostacolo. In difesa qualche impaccio, ma va tenuto conto che manca l'esperienza di Biava e l'età media bassa può comportare inevitabili ingenuità. L'Europa League comunque conferma la maturità della squadra, una evidente consapevolezza dei propri mezzi, evidenziata dalla tranquillità con cui i rossoblù, fanno girare la palla, sempre alla ricerca dcll'uomo libero e dello smarcamento. Splendida, nella ripresa, la triangolazione tra Kharja e Crespo, che mette Rossi davanti alla porta: il diagonale finisce fuori, ma gli applausi sono scroscianti da parte del pubblico. Zapater coglie la parte alta della traversa, il Genoa è tutto proiettato in avanti per niente appagato del doppio vantaggio, a conferma della mentalità offensiva e di una condizione fisica invidiabile. Zapater mostra personalità e carattere, suggerisce la posizione ai compagni, si fa trovare sempre puntuale, mentre Rossi tappa tutti i buchi, autentico trascinatore. Le sostituzioni dopo la mezzora sostanzialmente non cambiano il quadro della gara. L'ingresso di Figueroa è accolto con l'abituale boato della Nord. Così come l'uscita dal campo di Zapater, che impersona lo spirito combattivo, la generosità tanto cara alla tifoseria genoana. Qualche licenza difensiva non lascia conseguenze, Tomovic ribadisce la sua crescita con alcuni recuperi provvidenziali: la sensazione è che abbia bisogno di giocare per trovare brillantezza, ma il giocatore c'è. La fase finale scorre via senza patemi, lo Slavia prova a segnare ma è impreciso e si segnala solo sugli angoli. Amelia peraltro fa buona guardia. Rossi finisce sulla fascia sinistra, coronamento di una serata per lui fantastica. Un bell' avvio di girone, una vittoria rassicurante. E adesso la trasferta di Chievo per difendere il primato in campionato. Gasperini farà turnover, sta di fatto che questo Genoa è un collettivo a prova di defezioni. Chi gioca fa sempre la sua parte, più che bene.

 

IL GIORNALE - Il Genoa vola in coppa Roma e Lazio affondano. La favola del Grifone continua anche in Coppa, per la Roma invece un altro boccone amaro, la Lazio esce sconfitta dall’Olimpico. Il primo turno dell’Europa League regala un’altra soddisfazione al Genoa, vera rivelazione di quest’inizio di stagione. Un successo mai in discussione quello ottenuto sullo Slavia Praga, blindato già nel primo tempo. Quattro minuti e lo spagnolo Zapater bissa il gol segnato alla Roma in campionato. I rossoblù rischiano di subire il pareggio, poi riprendono in mano il match dando una severa lezione ai cechi sul piano del gioco e della corsa. Il tridente d’attacco Palacio-Crespo-Sculli crea molti pericoli alla porta dello Slavia, fino a quando l’attaccante calabrese sfrutta il perfetto cross dalla destra di Tomovic. Il 2-0 chiude virtualmente la partita anche se i genoani sfiorano più volte il terzo gol. La vittoria consente alla squadra di Gasperini di issarsi al primo posto del gruppo B (nell’altro incontro 1-1 tra Lilla e Valencia). L’altra faccia della serata agrodolce delle italiane è quella di Claudio Ranieri, che colleziona la prima sconfitta sulla panchina giallorossa. Troppo brutta per essere vera: squadra svagata nel reparto di retroguardia, imprecisa sotto porta e incapace di dare continuità al gioco, così la Roma rimedia una figuraccia a Basilea. Il destro di Carlitos che sblocca il match all’11’ nasce da un errato disimpegno in difesa, la replica è tutta nella traversa di Totti su punizione e nel colpo di testa di poco a lato di Burdisso. Nonostante la ripresa regali una Roma più propositiva (fuori gli spenti Menez e Baptista, dentro Vucinic), gli svizzeri prima colpiscono una traversa con la sforbiciata di Streller, poi raddoppiano con Almerares. GENOA SCHIACCIASASSI TRAVOLGE LO SLAVIA PRAGA. Europa League Avanti in Coppa: partita e pagelle del Genoa. di Diego Pistacchi. Gol di Zapater, che ha rischiato anche di andare a segno di tacco, e di quell' attaccante di razza che è Sculli. Luci e ombre per Tomovic, comunque promosso. Solo conferme per Amelia, un pò sottotono Criscito. Due a zero. Missione compiuta. Epppure sembra quasi che stavolta il Gasp abbia sbagliato tutto. A forza di dire ai suoi di stare attenti, di non fidarsi, di non sottovalutare lo Slavia Praga, finisce per trovarsi con una squadra subito un po' troppo preoccupata. E dire che il terzo minuto deve ancora iniziare quando Palacio va giù al limite dell'area e la palla calciata da Zapater su punizione va giù sotto il sette. Uno a zero e via a divertirsi. Invece no. La difesa è incerta, lo Slavia non ne approfitta nonostante un paio di svarioni pericolosi. E allora il centrocampo rossoblù cresce, crea occasioni per Crespo e Sculli. Ma ci vuole Tomovic in versione Palladino per mettere sul piattone di Sculli la palla del 2-0 al 39'. Il secondo tempo è solo accademia. Qualche volta anche troppo. Da ricordare soprattutto il colpo di tacco di Zapater su calcio d’angolo che coglie la traversa da posizione impossibile. Tra due giorni c’è il Chievo e i giocatori si adeguano. I ventunomila di Marassi hanno tempo per festeggiare senza guardare il cronometro fino all’ultimo minuto. Un po’ di tempo se lo riservano per un commovente applauso - contraccambiato - agli avversari dello Slavia che escono in uno stadio stile inglese. Nell’altro incontro del girone Lilla e Valencia hanno pareggiato 1-1. E il Genoa è capolista anche qui. AMELIA 6.5. Solo conferme. Il pubblico ormai sembra solo aspettarsi una parata di tacco. TOMOVIC 6,25. Tu chiamala se vuoi, l'emozione. Per non regalarne troppe anche al pubblico, Gasperini gli mette subito alle spalle Rossi. Lui va davanti, s'inventa il raddoppio per Sculli e si scuote. 4,5 (al difensore) più 8 (all'esterno) diviso 2, uguale 6.75. MORETTI 6. Non c'è che dire: la difesa va a tutta… Moretti. All'inizio troppa schiuma che non dà belle sensazioni. BOCCHETTI 7. Si ripresenta con un "taglio" alla Thiago Motta. Di capelli, s'intende. Ma la sostanza che garantisce depenalizza il paragone. ROSSI 7. Quando il mister lo chiama vicino uno si immagina che voglia dire di sfilare i guantoni ad Amelia e provare un po' a frare cambio. Nel caso i più preoccupati sarebbero gli attaccanti avversari. KHARJA 7. Dategli una bistecca a mezzogiorno, chissà che non vi sollevi l'Europa. Dal 36’ del secondo tempo Milanetto s.v. ZAPATER 7.5. Se davvero è andata così, il voto dovrebbe essere ancora una volta diviso con Diego Milito che l'ha consigliato. Gli fosse entrato anche il gol di tacco finito sulla traversa... altro che Diego. Al 40’ del secondo tempo Mesto s.v. CRISCITO 6. Dopo il "vaffa" potrebbe aver esagerato con la camomilla. Le due giornate che ieri non sono state ridotte devono aver lasciato il segno. PALACIO 6.5. Pronti, via. E si procura la punizione del primogol. Ha il merito di tenere su il Genoa finché la squadra non si scrolla di dosso qualche timore di troppo. CRESPO 6.5. Perché affaticarsi quando bastano classe ed esperienza? Al 36’ del secondo tempo Figueroa (s.v.) solo per l’ovazione. SCULLI 7. Ci prova e ci riprova. La butta dentro da attaccante di razza. Come gli opportunisti che non fanno niente tutta la partita aspettando l'attimo giusto. E non è il suo caso.

 

      

 

      

 

      

 

 

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