CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

GENOA - VALENCIA                             1 - 2   (0 - 1)   

Reti: 46' pt Bruno, 50' Crespo, 49' Villa

GENOA: Scarpi, Biava, Moretti, Bocchetti, M.Rossi, Zapater (81' Floccari), Juric, Criscito, Palacio, Crespo, Palladino (29' Sculli). (Amelia, Tomovic, Mesto, Raggio Garibaldi, El Shaarawy). Allenatore: Gasperini.
VALENCIA: Moya, Miguel, Navarro, Alexis, Bruno, Joaquin (92' Alba), Albelda, Marchena (32' Maduro), Mata (78'  Hernandez), Banega, Villa. (Cesar, Del Horno, Baraja, Zigic). Allenatore: Emery.

Arbitro: Kelly (Irlanda). Ammoniti: Villa, Bruno, Banega, Albelda, Moya, Juric, Sculli, Bocchetti.

Note: all' 85' Villa calcia a lato un rigore. Angoli: 8-3 per il Genoa. Spettatori: 23.480 (7.784 paganti + 15.696 abbonati).

 

     

 

     

 

     

 

     

 

GAZZETTA dello SPORT - Genoa fuori dall' Europa Non basta il coraggio vince il Valencia di Villa. Decisivi gli errori di Scarpi: si fa beffare dal colpo di testa di Bruno e regala il 2-1 agli spagnoli al 95' . Inutile il gol di Crespo. di Filippo Grimaldi.  Addio Europa, ma non così. Non in questo modo. Il Genoa esce dall' Europa League fra gli applausi al termine della partita più incredibile che si potesse immaginare. Dopo lo svantaggio iniziale, il grande pressing alla ricerca del gol della vita e il rigore sbagliato da Villa prima che lo stesso bomber del Valencia chiudesse i conti all' ultimo secondo di gioco, sfruttando una paperissima di Scarpi, ancora una volta preferito ad Amelia. Vano assedio Doveva essere la partita che tutti sognano di giocare una volta nella vita, ma si è trasformata invece in una sofferta ed amara rincorsa in una vittoria inseguita, accarezzata, sfiorata più volte, ma che alla fine non è divenuta realtà. Ai sedicesimi di finale approda così il Valencia, e la squadra di Emery lo fa sfruttando anche molta buona sorte, sia in occasione del rocambolesco gol dell' uno a zero, sia nel destino avverso che accompagna il Grifone sin dai minuti prima del via. Al Genoa va infatti concessa l' attenuante di avere perso pochi minuti prima del via Milanetto (pur se recuperato e regolarmente indicato in campo nella distinta ufficiale) e poi anche Palladino, mezz' ora dopo il via, toccato duro alla caviglia sinistra e ora a rischio anche per la partita con il Bari di domenica prossima. La chiave Il gol di Bruno allo scadere del primo tempo avrebbe potuto cambiare di fatto gli equilibri della partita, rimessa in parità dallo strepitoso affondo di Crespo ad inizio ripresa. Ai rossoblù, tuttavia, è mancata la mentalità da gara perfetta, auspicata invano da Gasperini alla vigilia. Perché gli spagnoli si sono dimostrati nel primo tempo più squadra, con meno assilli (e meno errori) del Genoa, e non solo per la loro possibilità di non dover puntare a tutti i costi ad una vittoria. Hanno giocato con quella furbizia e quell' acume tattico che hanno fatto a tratti la differenza. Corsie esterne bloccate Nel primo tempo il Valencia ha chiuso le fasce, partendo forte con Villa, schierato per la prima volta titolare da Emery, e presentatosi per tre volte davanti a Scarpi, bravo in tutte le occasioni prima del patatrac finale. Al resto ha poi pensato la grande serata di Joaquin, lievemente calato alla distanza, ma comunque protagonista assoluto della serata per i continui affondi sulla fascia destra, che hanno costretto a lungo Criscito a compiti quasi esclusivamente di copertura. Così, sino all' uno a zero, ha avuto la meglio il 4-2-3-1 degli ospiti, andati in difficoltà soprattutto dopo il definitivo uno a uno di Crespo, bravo ad anticipare Navarro sull' uscita di Moya, anche se in assoluto il Grifone ha patito anche sul piano mentale la pressione della vittoria a tutti i costi. Vana rincorsa Onore agli uomini di Gasperini. Impossibile fare di più così, con le forze a disposizione del tecnico. Il Genoa ha avuto il suo momento migliore dopo il pari di Crespo, quando avrebbe meritato il secondo gol, mostrando quella marcia in più e quel coraggio rimasti inespressi nel primo tempo e che sono da sempre una sorta di marchio di fabbrica del Grifone di Gasperini. Valencia bravo e fortunato, dunque, perché per quasi tutta la ripresa si è visto solo il Genoa in campo. Peccato, perché questa avventura dei rossoblù si sarebbe meritata un ben altro finale. GASPERINI: «Amelia impari a comportarsi». Per Palladino stop di 40 giorni per un trauma distorsivo a un legamento. Il danno e la beffa. Perché la notizia più brutta per i rossoblù arriva negli spogliatoi, quando il tecnico Gasperini spiega che l' infortunio di Palladino è serio. «Trauma distorsivo al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro», così recita la prima diagnosi. Si parla di uno stop di circa quaranta giorni. Tornerà, dunque, solo a febbraio. Per il resto l' allenatore rossoblu fa gli applausi ai suoi, senza recriminare: «Un Genoa che ha giocato con grande equilibrio, qualità ed intensità, ma evidentemente viviamo un periodo non troppo fortunato». Un vero peccato, «perché usciamo a testa alta da questa competizione, avendo dimostrato di sapere reggere il confronto anche con avversari di rango come il Valencia. Eravamo riusciti a raddrizzare il risultato con merito, poi ci è mancato il colpo decisivo. Raccogliamo meno di quanto meriteremmo». La vicenda-Amelia Gasperini s' adombra solo quando tocca il tema degli arbitraggi («Non ne parlerò più, impensabile avere subito 58 cartellini gialli in campionato e 18 in tutte le gare di Europa League»), poi per la prima volta chiarisce la vicenda-Amelia: «Premetto. Mi spiace per Scarpi, non gli do nessuna responsabilità. Si può anche sbagliare. Amelia? Che impari proprio da gente come Rossi, Milanetto e Juric. Quando si calerà nel modo giusto di interpretare il calcio, forse giocherà. Mi hanno dato dell' arrogante per la mia scelta di lasciarlo fuori. Bene, restituisco l' accusa al mittente. Non sono un arrogante. Faccio solo scelte sulla base del comportamento delle persone». GENOA 1 VALENCIA 2 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Bruno (V) al 45' p.t.; Crespo (G) al 6' e Villa (V) al 50' s.t. GENOA (3-4-3) Scarpi; Biava, Moretti, Bocchetti; M. Rossi, Zapater (dal 36' s.t. Floccari), Juric, Criscito; Palacio, Crespo, Palladino (dal 29' p.t. Sculli). PANCHINA Amelia, El Shaarawy, Mesto, Tomovic. ALL. Gasperini. VALENCIA (4-2-3-1) Moya; Miguel, Navarro, Alexis, Bruno; Albelda, Marchena (dal 32' p.t. Maduro); Joaquin (dal 48' s.t. Jordi), Mata (dal 33' s.t. Pablo), Banega; Villa. PANCH. Cesar, Baraja, Zigic, Del Horno. ALL. Emery. ARBITRO Kelly (Irlanda). AMMONITI Villa (V), Juric (G), Saltor (V), Sculli (G), Banega (V), Albelda (V) per gioco scorretto., Moya (V) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 7.784, incasso di 288.037 euro; abbonati 15.696, quota di 387.550 euro. Tiri in porta 4-5. Tiri fuori 6-5. Angoli 6-1. In fuorigioco 3-0. Recuperi: 3' p.t., 5' s.t.

 

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. GENOA 6,5. SCARPI 5. Erroraccio nel finale su Villa, che gli apre la strada al raddoppio. Prima, tre interventi decisivi sullo stesso attaccante. Concorso di colpa sul gol dello 0-1. BIAVA 6 Diligente, cerca sempre di chiudere sugli affondi di Banega. Tampona nella ripresa sui rari affondi degli spagnoli. Finale da grande trascinatore. MORETTI 6,5. Serata di superlavoro, soprattutto nel primo tempo, ma nel complesso se la cava senza commettere errori. BOCCHETTI 5,5. Un pò in affanno sul pressing degli spagnoli. Ingenuo quando aggancia Joaquin in area. M. ROSSI Un vero capitano. Generosissimo, lucido ed efficace sino alla fine. Innesca alcune delle azioni più pericolose del Genoa. ZAPATER 6. Sostituisce in extremis Milanetto. Mette la sfida sul piano dell' agonismo, ma a tratti fatica (Floccari s.v.). JURIC 6,5. Tanta aggressività, non altrettanto raziocinio, anche se si conferma il solito ruba palloni a tutto campo. CRISCITO 6 Per un tempo più difensore che cursore, sugli affondi di Joaquin. Sbaglia sul primo gol spagnolo, quando manca l' anticipo di Bruno. PALACIO 6,5. Una palla-gol nel primo tempo. Molto movimento, però è precipitoso e spreca troppo. CRESPO 6,5. Gol pesantissimo: non basta. In avvio Alexis lo bracca, e lui non trova spazi utili per affondare i colpi. Cresce nella ripresa, quando si carica sulle spalle l' intero attacco rossoblù. PALLADINO 6. Improvvise accelerazioni, poi si arrende. Sfortunato. Rischia un lungo stop. La sua uscita dal campo si fa sentire. SCULLI 6. Rileva Palladino, entra subito in partita, anche se alla distanza gli manca il guizzo del k.o. All. GASPERINI 6,5. Serataccia. Lui prova a correggere la rotta in corsa, ma senza fortuna. Dimostra comunque di aver un gruppo competitivo. VALENCIA 6,5. Moya 6; Miguel 6, Navarro 5,5, Alexis 6,5, Bruno 7; Albelda 6,5, Marchena 6 (Maduro 6,5); Joaquin 7 (Jordi s.v.), Mata 6 (Hernandez s.v.), Banega 6,5; Villa 7. All. Emery 6,5. KELLY 5 Fiscale sul rigore. Douglas 5,5; Mc Grath 5,5. Assistenti di porta: Buttimer 6; Doyle 6.

 

TUTTOSPORT - Il Valencia passa a Marassi grazie a due incertezze del portiere rossoblù. Scarpi elimina il Genoa. Crespo pareggia il gol di Bruno ma nei minuti finali gli spagnoli sbagliano un rigore e segnano con Villa. di LUCA BORIONI. GENOVA. Uno dopo l’altro, i giocatori del Genoa vanno a consolare Scarpi. Villa ha appena firmato il gol del 2-1 (e quindi la de­finitiva eliminazione genoana) grazie al pal­lone intercettato sull’incauto rilancio del portiere, e alla fuga solitaria dell’attaccante verso la porta vuota. Buffetti e pacche sulle spalle per Scarpi che anche sul primo gol, colpo di testa e spiovente sotto la traversa, era sembrato fuori posizione. Ma non è certo lui il responsabile dell’uscita di scena europea del Genoa, anche se l’ex titolare Amelia (ed ex azzurro, però forse più abituato al clima internazionale) ha seguito la partita dalla panchina, conseguenza di vedute contrastanti con Gasperini. EQUILIBRIO Il Valencia ha cercato di imporre un gioco più manovrato, ma a volte si è lasciato travolgere dalla velocità del Genoa. E’ stata una partita ad alto ritmo, an­corata a un sostanziale equilibrio per quasi tutto il primo tempo, fino in fondo, mentre spirava un vento sempre più gelido. Fino al primo minuto di recupero della prima frazione. Quando una folata maligna, un colpo di nuca (rasata) del difensore Bruno in azio­ne d’attacco prende quota e sorvola l’area, va in picchiata oltre le mani tese di Scarpi e precipita in rete. E’ il gol del vantaggio valenciano, più glaciale della temperatura che contraddistingue questa serata di Europa League. REAZIONE Il Genoa accusa pesantemente il colpo, subito dopo rischia anche sulla punizione decentrata di Villa. L’equilibrio è rotto. E non è che i rossoblù, in precedenza, avessero realmente spostato dalla loro parte l’ago della bilancia: avversari sempre attenti. Premesse ottime, con l’antico spirito british del Ferraris (botti e fumogeni a parte) a trasmettere una carica coinvolgente e ed entusiasmante ai giocatori. Genoa nella formazione più motivata del momento e con Scarpi in porta ancora al posto di un insofferente Amelia, costretto alla panchina. Palacio e Juric avvicinano la porta di Moya con due girate in area. E in generale, spingono molto. In avanti Crespo attacca centralmente, Palladino crea da sinistra, però l’inventiva dell’ex juventino si spegne dopo mezz’ora per un problema muscolare (si teme per il menisco se non i legamenti del ginocchio sinistro). In precedenza, l’esterno era stato fermato dopo un dribbling, per un tocco di mano segnalato da uno dei collabo­ratori dell’arbitro aggiunti dall’Uefa dietro la linea di porta: utile. Esce Palladino, entra Sculli e il Genoa accentua l’aggressività sui contrasti, mentre il Valencia mantiene un assetto più ordinato e gli spunti offensivi di Mata, Joaquin (appoggia fuori a porta vuota dopo rimpallo) e Villa (incursione frenata da Scarpi in avvio) ispirano una certa preoccupazione. E’ una squadra di qualità e si vede, seppure Banega resta in secondo piano. FINALE Al ritorno in campo l’equilibrio viene subito ristabilito da un grande gol di Crespo (preferito da Gasperini al meno esperto Floccari): controllo con il destro dopo ampio spiovente, gol con lo stesso piede. Moyà bruciato sul tempo. Genoa di nuovo aggressivo. Una sequenza di calci d’angolo in favore, ma non bastano. Gasperini butta in mischia anche Floccari, Genoa fatalmente sbilanciato. E il Valencia imperversa in contropiede: il neoentrato Pablo Hernandez taglia l’area genoana con un magnifico assist per Joa­quin, toccato appena da Bocchetti: lo spagnolo va giù, l’irlandese Kelly concede il rigore. Tutti fermi, tutti impietriti: e Villa cal­cia abbondantemente e inopinatamente fuori. Ma all’ultimo respiro, chiuderà i conti beffardamente. Peccato, Genoa. GASPERINI A TESTA ALTA «E io sto con Scarpi». di LUCA PALMIERI. GENOVA. Gian Piero Gasperini non ha nulla da rimpro­verare al Genoa. I suoi ragazzi hanno dato tutto contro un avversario del livello del Valencia. E così l’allenatore rossoblù è uscito, nonostante l’eliminazione, ancora più rafforzato nelle sue convinzioni, tecniche e tattiche. GIOCO DA EUROPA «Dobbiamo essere orgogliosi - dice Gasperini - perché abbiamo dimostrato la qualità del no­stro gioco, che può essere valido anche a livello internazionale. Le occasioni le abbiamo avute, non siamo riusciti a concretizzarle ma non abbiamo nulla da rimproverarci. In campionato non dobbiamo avere contraccolpi, abbiamo sempre dato il massimo e il presidente si è detto disposto a intervenire dove serve». Alcune decisioni dell’arbitro Kelly non hanno convinto ma il tecnico non vuole lamentar­si: «In Europa è diverso, in Italia invece ci sono situazioni che non mi vanno bene. Se il Genoa ha subito 58 cartellini gialli fin qui, vuol dire che c’è qualcosa che non va. E comunque, lo prometto, non parlerò più di arbitraggi». Gli errori decisivi di Scarpi non fanno invece rimpiangere a Gasperini la sua “scelta tecnica”. «I compagni lo hanno abbrac­ciato a fine gara e io idealmente faccio lo stesso. Mi spiace per gli errori, ma per fare prestazioni come quella del Genoa stasera c’è bisogno di persone così. Amelia impari da Milanetto e Juric: quando lo avrà fatto giocherà. Forse». TAFFERUGLI A fine partita, in un piazzale nei pressi dello stadio, sono scoppiati alcuni incidenti tra tifosi del Genoa e un pullman di supporter valenciani mescolati, pare, con interisti. Tra i due gruppi è iniziato un folto lancio di bottiglie e ad avere la peggio è stato l’autista del mezzo, che era sceso dal pullman ed è rimasto leggermente ferito, por­tato poi al pronto soccorso dell’ospedale San Martino. GENOA-VALENCIA 1-2 MARCATORI: pt 46’ Bruno; st 6’ Crespo, 50’ Villa GENOA (3-4-3): Scarpi 5; Biava 6, Moretti 6, Bocchetti 6; Rossi 6.5, Zapater 5.5 (37’ st Floccari ng), Juric 6.5, Criscito 6; Palacio 5.5, Crespo 6.5, Palladino 6 (29’ pt Sculli 5.5). A disp. Amelia, To­movic, Milanetto, Al Shaarawy, Mesto. All. Gasperini 5.5 VALENCIA (4-2-3-1): Moyà 6; Miguel 6.5, Navarro 6, Alexis 6, Bruno 6.5; Marchena 6.5 (33’ st Madu­ro ng), Albelda 6; Joaquin 6.5 (47’ st Alba ng), Ba­nega 5, Mata 6 (33’ st Pablo Hernandez 6); Villa 6.5. A disp. Cesar, Del Horno, Baraja, Zigic. All. Emery 6 ARBITRO: Kelly (Irlanda) 6 NOTE: spettatori 23.480 per un incasso di euro 675.587. Ammoniti Villa, Moyà per comportamen­to non regolamentare; Juric, Bruno, Sculli, Bane­ga, Albelda per gioco falloso. Villa ha fallito un ri­gore al 39’ st.

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. di LUCA BORIONI. GENOA. CRESPO 6.5 Si impegna, fa molto movimento e segna un gol di portata europea: ma non basta. JURIC 6.5 Nel vivo del gioco, con vigore e senso tattico. Si fa vedere in fase di contenimento, chiude bene gli spazi e nel primo tempo sfiora anche un gol. ROSSI 6.5 Attacca e difende, è sempre un buon esempio. Nel finale si dedica soprattutto a contenere le avanzate spagnole. BIAVA 6 Cerca sempre d’intervenire in anticipo, spesso e volentieri ci riesce. BOCCHETTI 6 Quasi sempre concentrato, tra Joaquin e Villa. CRISCITO 6 Puntuale, attento, non si sbilancia e non rischia. Quando esce Palladino perde un punto di riferimento sulla sua fascia. MORETTI 6 In attacco un colpo di testa che Moya blocca a terra, in difesa comanda le operazioni senza perdere mai la calma. PALLADINO 6 Partenza incoraggiante, ma si fa male. Rischia due mesi di stop. PALACIO 5.5 Impegno e un po’ di qualità, con qualche er­rore di precisione. Rimane un acquisto azzeccato a metà. SCULLI ( 29’ pt) 5.5 Impatto energico, poi si perde. ZAPATER 5.5 Lo spagnolo, amico di Villa, non incide: presidia la sua zona, ma non riesce a far girare palla. SCARPI 5 Infilato dalla parabola spiovente e inaspettata di Bruno, sbaglia l’appoggio all’ultimo secondo e consente a Villa di vincere la partita. Allenatore GASPERINI 5.5 Scarpi-Amelia, ecco il dubbio amletico innescato dall’allenatore e che pesa sull’esito della partita. VALENCIA. BRUNO 6.5 Lotta sulla sua corsia e trova il gol in mischia. JOAQUIN 6.5 Si infila negli spazi, sfiora un gol e conqui­sta un rigore. MARCHENA 6.5 Centrale di centrocampo che fa valere personalità e concretezza. MIGUEL 6.5 Ottima presenza sulla fascia di competenza. VILLA 6.5 Avvio frenetico, finale schizofrenico. Ma è sempre pericoloso. ALBELDA 6 Non si tira indietro. ALEXIS 6 Affianca il compagno con efficacia. MATA 6 Rifinitore dell’ultimo tocco, va a intermittenza. MOYÀ 6 Battuto dalla rapidità di Crespo, per il resto amministra. NAVARRO 6 Mantiene sempre la posizione. PABLO HERNANDEZ ( 33’ st) 6 Entra e inventa l’assist per Joaquin nell’azione del rigore valenciano. BANEGA 5 Prova a gestire il gioco, ma resta ai margini. Allenatore EMERY 6 Trasmette calma alla squadra, alla fine ha ragione. Arbitro KELLY 6 Decide bene, mai lontano dall’azione, mai influenzato dal ritmo vorticoso della gara.

 

IL SECOLO XIX - GRINTA DA GRIFO, MA NON BASTA. Assediato il Valencia. Poi due errori costano l'Europa. di Mauro Casaccia. Genova. D'impeto, d'orgoglio, di foga. Fino all'ultimo a cercare il gol che renda la notte magica, dopo essere andato sotto ed essere risalito con Crespo. Grifone di grinta, d'agonismo, di cuore. Non arriva la rete qualificazione, contro una Valencia che vale la Champions League eppure viene a lungo costretto nella sua area, schiacciato dalla spinta rossoblù. Rigore sbagliato da Villa, assalto totale, niente da fare. Lo sbaglio di Scarpi nel finale dà la vittoria agli spagnoli. Avventura finita. Ma, anche senza Milanetto e perdendo Palladino, il Genoa nel ghiaccio bollente del Ferraris va vicino all'impresa da favola. E, con una grande prestazione, all'Europa dice arrivederci in bel modo. L'attacco valenciano è roba da far spavento. Silva è infortunato e Pablo Hernandez va in panchina, tanto per far capire quanta abbondanza e qualità ci siano. Nel 4-2-3-1, il quartetto offensivo: dedicata a Joaquin è la "Peña Valencianista la Finta y el Sprint", club personalizzato che ne esalta le qualità principali; Mata, il quale si era iscritto all'Univeridad Politecnica de Madrid, facoltà di giornalismo, con autocritica da cronista ha detto di «non essere tanto bravo di testa e nel tiro di destra», ma il suo sinistro basta e avanza; Banega, detto El Tanguito, nato a Rosario come Messi, già compagno di Palacio nel Boca Juniors (28 presenze a soli 19 anni, nel 2007), muso da topolino, orecchie a sventola e piedi di velluto; infine, Villa che è Villa e non c'è niente da aggiungere, formidabile. Gli spagnoli sono messi un po' meno bene dietro, ma da lì arriverà la "beffa" del gol di Bruno. Tra i pali, dopo la prestazione tutt'altro che esaltante con il Real Madrid, il Cesar cede il posto a Moya, Miguel Angel e non Carlos, guantoni e non racchetta. Per provare a passarlo verso la rete, Gasperini sceglie Crespo come centravanti, accompagnato da Palladino e Palacio. Scarpi in porta, mentre Milanetto è dato nell'undici, nelle formazioni ufficiali, ma non c'e, neanche in panchina, in campo va Zapater. Soprattutto, c'è il pubblico che chiama all'assalto dal fischio d'avvio. La prima occasione, al 3', è però per il Valencia: Miguel da destra per Villa, El Guaje vince un paio di rimpalli e conclude in spaccata, Scarpi è reattivo. Copione affine al 9', anche se la conclusione è da più lontano. Gli spagnoli prendono subito a fare più possesso palla, il Grifone cerca rapina e ripartenza rapida. Sulle prime non funziona granché la verticalizzazione immediata, meglio quando i rossoblù escono veloci dalla densità valenciana al centro e si aprono sugli esterni. Così, con Palladino che premia l'avanzata di Criscito e palla in profondità per Palacio spostato a sinistra, s'arriva al 15' al corner della prima opportunità genoana: Rossi dal limite si coordina ottimamente, il destro fila alto. Il rischio, invece, come anticipato da Zapater, è offrire il fianco al contropiede dei bianconeri, ieri biancoarancioni: al 20' è uno contro uno pericoloso tra Villa e Moretti, ma vince il difensore e l'attaccante è pure ammonito per la trattenuta seguente. Il cartellino successivo è per Juric, con siparietto: stecca a Joaquin e l'azione prosegue, al termine Kelly va a cercare l'autore del fallo e incolpa Zapater. «Io? No». Albelda fa la spia, il croato ammette con pacchetta d'assenso all'arbitro irlandese. Al 27' Palacio riceve in area e crea spazio a Biava, conclusione respinta alla cieca da Moya, quindi ribattuto anche il tiro di Rossi. Nell'azione Palladino s'infortuna al ginocchio (girato in un contrasto, l'attaccante viene portato negli spogliatoi in barella: si parla di 40 giorni di stop): tocca a Sculli. Moretti a ogni pausa fa stretching, sente dolore all'inguine sinistro. Ed Emery perde Marchena per un colpo alla schiena, entra Maduro. Il Valencia torna a pungere, Joaquin scatta sul filo del fuorigioco, tocco di punta sull'uscita bassa di Scarpi, fuori. Risposta con la percussione di Rossi, traversone morbido su cui Crespo non arriva. Ancora, Sculli prolunga di testa, Crespo d'anticipo su Moya e Navarro, ma alza troppo il pallonetto d'esterno. Invece è vincente la palomba di testa di Bruno, con Scarpi incerto, da piazzato di Joaquin. Al primo di recupero, l'1-0 che può gelare. No, il Genoa riparte a pressione, caricato dal Ferraris. Crespo incita il pubblico e al 5' lo esalta: sul rilancio lungo della difesa spagnola, Moretti ribatte d'anticipo di testa, l'argentino scatta col tempo giusto, aggancia meravigliosamente, con la colla, e d'astuzia perfora Moya per l'1-1. Ecco la bolgia, aggressività, pressing altissimo, furia agonistica rossoblù. Rossi, simbolo straordinario, sradica palla a Villa, folata genoana e Navarro in extremis respinge la conclusione di Crespo. Poi, Zapater, palla rubata, Palacio rientra da destra ma il sinistro è fuori misura. Rossi ancora, esplode un tiro fulminante, Bruno s'immola a deviare a rischio dell'incolumità. Dal corner, Biava di testa, Alexis dice no quasi sulla linea. Assalto. Palacio va via a Bruno, meriterebbe il secondo giallo che non arriva. L'8 inventa per Sculli, Miguel chiude. Tutto per tutto, Rossi mediano, Floccari per Zapater. Il Valencia perde tempo ed è immagine che molto spiega. Poi, il rigore per contatto Joaquin-Bocchetti in area, tra le proteste genoane: Villa calcia fuori. E di nuovo Genoa all'assalto, fino all'ultimo respiro. Quando arriva l'errore di Scarpi, rinvio sballato che manda El Guaje al 2-1 spagnolo. Portiere consolato dai compagni, l'Europa è finita, ma con applausi. GENOA - VALENCIA 1-0 Reti: BRUNO 45' PT, CRESPO 5' ST, VILLA 49' ST. GENOA (3-4-3): Scarpi, Biava, Moretti, Bocchetti, Rossi, Zapater (36' st Floccari), Juric, Criscito, Palacio, Crespo, Palladino (29' pt Sculli). A disposizione: Amelia, Tomovic, Mesto, Raggio Garibaldi, El Shaarawy. all. Gasperini. VALENCIA (4-4-1-1): Moya, Miguel, Navarro, Alexis, Bruno, Joaquin (47'st Alba), Albelda, Marchena (32' pt Maduro), Mata (33' st Hernandez), Banega, Villa. A dispos.: Cesar, Del Horno, Baraja, Zigic. all. Emery. Arbitro: Kelly (Irlanda). note: ammoniti Villa, Juric, Bruno, Sculli, Banega, Albelda per gioco scorretto, Moya per comportamento non regolamentare; Villa sbaglia un calcio di rigore al 40' st; recupero 3' e 4', corner ; spettatori paganti 7.784 (incasso 288.037 euro), abbonati 15.696 (quota gara 387.550 euro).

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. Genoa. Scarpi 4.5 Nella serata più importante della storia recente del Grifone il portierone di Jesolo festeggia la presenza numero 100 con la maglia del Genoa. Maglia con cui ha giocato in tutte le categorie, tra serie A, B, C1 e Coppa Italia: quest'anno anche la soddisfazione dell'esordio, a 36 anni, nelle coppe europee. Lo fa però nel modo peggiore, con due errori che costano la sconfitta alla squadra rossoblù. Subito protagonista dopo 3 minuti con una deviazione decisiva in corner su Villa, poi un'uscita coraggiosa al limite dell'area con i pugni e una respinta in tuffo al 10' di nuovo sul centravanti della nazionale spagnola. Al 45' però si fa sorprendere dal colpo di testa a palombella di Bruno: errore molto grave che manda sotto un Genoa già in difficoltà. Due minuti dopo respinge in qualche modo la punizione di Banega. Sul rigore di Villa azzecca l'angolo ma il pallone va fuori, ma poi fa la frittata sbagliando il rinvio che porta al 2-1 del Valencia. Biava 7 Dalla sue parti incrociano Mata Al 27' per poco non segna da due passi, dopo una mischia in area valenciana, stesso esito nella ripresa quando si vede respingere il colpo di testa da Alexis appostato sulla linea. Gara di grande spessore. Moretti 6.5 Ritrova per la seconda volta i suoi ex compagni di squadra, con cui ha condiviso un'avventura durata 5 stagioni. Subito brividi dietro con un Villa scatenato. Al 20' sbaglia il rinvio, il centravanti se ne va in contropiede ma lui è bravo a fermarlo al limite dell'area: Villa lo scalcia poi da dietro e si becca il giallo. Ha il merito di lanciare Crespo in occasione del gol del pareggio rossoblù, proprio in avvio di secondo tempo. Non è al top della forma ma si batte con coraggio. Bocchetti 6 Gara come al solito dai due volti: così e così nel primo tempo soprattutto in fase di costruzione, molto meglio nella ripresa quando sfrutta al meglio la sua arma migliore, vale a dire l'anticipo. Ingenuo al 39' quando spinge Joaquin in area: è rigore ma Villa sbaglia. Rossi 7.5 Gara dalle mille emozioni per il capitano della rinascita rossoblù. Inizia carico come una spingarda, al 15' raccoglie una respinta corta al limite dell'area, sugli sviluppi di un corner, calcia forte e teso e la palla va alta di un soffio. Al 41' se ne va sulla destra e crossa preciso in mezzo, Crespo riesce solo a sfiorare di testa. Uomo ovunque, al 25' spara un bolide di sinistro da fuori area a colpo sicuro che colpisce in pieno Bruno il quale resta a terra. Prestazione da grandissimo. Zapater 6 L'impresa di recuperare Milanetto fallisce proprio all'ultimo e allora in mezzo tocca al Toro di Saragozza. In difficoltà nelle ultime partite, in particolare a Livorno e Roma, lo spagnolo è chiamato al pronto riscatto. Va un po' meglio, recupera qualche pallone prezioso poi esce nel finale quando c'è da provare l'assalto. (36' st Floccari sv Entra nel convulso finale e non ha il tempo di concludere granché. Ma è in forma). Juric 7 Aveva saltato la gara del Mestalla per infortunio, non poteva perdersi quella del Ferraris, che lui stesso alla vigilia aveva definito «la più importante della mia carriera». Orfano di Milanetto, rincorre ogni pallone senza mai risparmiarsi provando anche a dettare i tempi alla squadra. Cosa che non sempre gli riesce ma il croato non si abbatte e continua a remare con tanta generosità. Criscito 6 Joaquin è un brutto cliente ma il biondo napoletano macina chilometri, cercando di contenerlo con l'aiuto di Bocchetti. In più, si propone in avanti costringendo Miguel spesso sulla difensiva. Nella ripresa, ad esempio, dopo 8 minuti va a crossare ma Moya anticipa Sculli in presa. Pesano però il fallo da cui scaturisce il primo gol e la marcatura poco attenta su Bruno nella stessa circostanza. Palacio 6.5 Prova più volte lo spunto: al 37', ad esempio, se ne va sulla destra, punta il fondo poi prova un tiro-cross che si perde sul fondo. Quando esce Palladino si sente ancora più responsabilizzato, al 20' del secondo tempo ha la palla del vantaggio: lanciato da Scull, punta Bruno e poi si accentra, sinistro svirgolato che finisce sul fondo. Crespo 6.5 Gasperini abbandona la formula del finto centravanti e torna all'antico: bocciato, almeno per il momento, Floccari, ecco di nuovo in campo l'argentino. L'idea è chiara: puntare sull'esperienza di Valdanito, che in carriera di partite così ne ha giocate a decine. Di palloni non ne arrivano tanti ma cerca di battersi, anche i risultati non sono il massimo. Al 41' riesce solo a sfiorare di testa poi al 44' è bravo ad anticipare Moya in uscita, su assist di Sculli, ma il pallonetto esce di un metro. Ha un avvio di ripresa travolgente: prima uno scatto sulla destra a prendersi il corner poi, al 5', arpiona alla grande un rilancio di Moretti, controllo e tocco ad infilare Moya in uscita. Palladino 6 Avvio incoraggiante, sa di essere il più forte dal punto di vista tecnico del Genoa e quindi cerca di dettare sempre il passaggio ai compagni. Al 28', però, è costretto a chiedere il cambio per un problema al ginocchio sinistro, causato da un contrasto a centrocampo. Esce con le mani nei capelli ma tra gli applausi di tutto lo stadio. La speranza rossoblùè che non si tratti di nulla di grave, anche se le prime sensazioni non sono positive. (29' pt Sculli 5.5 Non riesce ad entrare in partita, anche nel convulso finale quando occorrerebbe il suo contributo. La grinta c'è ma non è sufficiente). Valencia La squadra spagnola non perde in Europa dal 6 novembre 2007 quando, in Champions League, venne sconfitto in casa 0-2 dal Rosenborg: lo score sale a 8 vittorie e 10 pareggi. Cerca di controllare la partita, con qualche sofferenza. Moya 5.5, Miguel 6, Navarro 6, Alexis 6, Bruno 5, Joaquin 6.5 (47' st Alba sv), Albelda 6, Marchena 6 (32' pt Maduro sv), Mata 5.5 (33' st Hernandez sv), Banega 6.5, Villa 6.5. L'arbitro Kelly (Irlanda) 5 Classe 1975, internazionale dal 2002. Episodio curioso al 25' Juric falcia Joaquin, l'azione prosegue poi il direttore di gara si sbaglia dirigendosi verso Zapater: sono i giocatori del Valencia ad indicargli Juric. Sbaglia al 28' della ripresa a non ammonire Bruno per trattenuta su Palacio: era già sul suo taccuino, sarebbe stato espulso. Errore che condiziona la gara. Qualche dubbio sul rigore.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Amelia fuori per colpa sua». «IMPARI DA JURIC E MILANETTO. POI GIOCHERÀ». GENOVA. Fine partita, fine Europa, qualificazione sfumata. «Ma a testa alta, grande prestazione del Genoa», dice Gian Piero Gasperini. Vittoria sfiorata.Poi l’1 a 2 arrivato su errore di Scarpi. Al triplice fischio, il portiere è consolato da tutti i suoi compagni.E il tecnico: «Lo abbraccio anch’io, mi dispiace, non gli do responsabilità. Per prestazioni come quella di stasera servono persone così». E si va alla scelta del portiere, con l’accantonamento di Amelia, arrivato ieri a quattro gare consecutive. Gasperini ha spiegato: «Scelta tecnica».Dopo il Valencia aggiunge qualcosa di più, con toni anche duri: «Se Amelia non ha giocato è per responsabilità sua, impari da Rossi, Milanetto, Juric e così via». Riferimento quindi allo spirito in campo.«Se lo farà e sarà anche bravo tecnicamente giocherà, altrimenti no. Qualcuno mi ha dato dell’arrogante e del presuntuoso per questa scelta, rispedisco al mittente e ribalto il discorso,dico che faccio solo scelte tecniche e di persone». Domenica c’è il Bari, prima della sosta.Conferma di Scarpi o rientro di Amelia, dalle parole di ieri la prima opzione resta la più probabile. C’è l’ipotesi che Amelia, se ancora fuori, chieda magari di cambiare squadra a gennaio, ma l’intenzione in rossoblù resta quella di ricomporre, come ha sottolineato anche Enrico Preziosi, trattandosi di questione di campo. L’agente del portiere, Carlo Pallavicino, ieri a 24oredisport.com, ha dichiarato: «Assolutamente nessun diverbio con Gasperini, c’è grande stima reciproca, è solo scelta tecnica. Ma se la questione persisterà ci guarderemo intorno». Ora il Bari. Dal gioco ilGenoa vuole ripartire, dall’atteggiamento mostrato contro il Valencia. «Ci ributtiamo sul campionato – continuaGasperini che è durissimo, si può arrivare come niente quinti o tredicesimi. Inoltre il presidente ha detto che c’è intenzione di supportare. Questa squadra sta dando tutto e deve andare a testa alta.Prestazioni come quella di stasera (ieri, ndr) restano. Andiamo avanti con umiltà e poca spocchia, come sempre, cercando di far pesare il fattore Ferraris.ConParma,Lazioe Valencia abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo, andiamo ad affrontare il Bari che ha dimostrato di essere molto brillante, non è facile ma adesso ripartiamo». Infine, sugli arbitri: «Gara intensa,ma 3 ammoniti per noi, 18 in tutto in Europa. Con la Lazio, 5 gialli e un rosso…In Italia, 58 ammonizioni in 16 partite. Questi sono inumeri, io non lamento gli episodi ma la gestione. In Europa la sensazione è sempre diversa, per il Genoa in Italia è spesso troppo difficile giocare, specie in certe trasferte. Qui mi fermo, non parlerò più di arbitri». Tocca a Juric: «Una delusione grandissima, siamo andati vicini a vincere, fino all’ultimo pensavo che potessimo farcela. Peccato, perché abbiamo preso due gol che capitano una volta all’anno. Errori di Scarpi? Alessio è grande uomo e un grande giocatore, quello che è accaduto stasera non cambia nulla. L’arbitro ci è stato sfavorevole, Bruno doveva essere espulso per fallo su Palacio. Evidentemente il Valencia conta più di noi ma ci sta,perché da tanti anni è in Europa». E Crespo: «C’è amarezza ma usciamo da questa avventura a testa alta, orgogliosi di quanto abbiamo fatto. Per molti di noi era la prima volta in Europa: è stato come andare a Disneyland, ci siamo divertiti giocando in grandi stadi. Se fai il calciatore, sogni sempre di vivere emozioni come queste: mi dispiace per i tifosi che ci hanno sostenuto sempre. Ora ripartiamo dal campionato, con l’obiettivo di tornare in coppa anche ilprossimo anno: questa eliminazione ci darà la spinta per raggiungere grandi traguardi».

IL SECOLO XIX - Preziosi: «il caso portiere non esiste. Due gol stupidi, ma Scarpi non si discute». Genova. Enrico Preziosi è infreddolito. Stira un paio di sorrisi dopo la serata di quello che poteva essere e non è stato. «Potevamo farcela, potevamo vincere. Meritavamo di più. Siamo stati condannati da due episodi». Non entra nel merito della questione Amelia. Ha già detto: «Una questione di Gasperini. Comunque non è un caso, è il nostro portiere». Su Scarpi che non è impeccabile in occasione del vantaggio valenciano e poi regala il gollonzo a tempo scaduto, dice: «Peccato, abbiamo sciupato tutto nel finale - dice - peccato sia finita in questo modo». Alessio Scarpi, altre volte, ha raccolto le lodi del presidente. «Ho visto come i compagni sono andati a consolarlo, dopo l'errore. Ma del gruppo - ribadisce Preziosi - non ho mai avuto dubbi. Il gruppo è solido, compatto, unito Abbiamo preso due gol stupidi. Peccato. Ma questo non cambia il valore di Scarpi. E ora testa al campionato: domenica abbiamo una partita importante. Da lì dobbiamo ripartire». Andare avanti, dice. E andare avanti significa riprovarci, riconquistare il semaforo verde per l'Europa. «E' quello che dobbiamo fare. È andata male, ma non abbiamo demeritato. Sul piano del gioco siamo andati bene. Da parte nostra c'è stata anche una certa supremazia, ma credo che loro abbiano avuto anche un pizzico di fortuna, mancata a noi. Loro sono più forti, noi abbiamo preso la partita in mano ma abbiamo onorato il gioco fino all'ultimo». Un Valencia esperto, furbo e smaliziato. «Il loro portiere perdeva tempo ogni volta che aveva la palla tra le mani. Le squadre esperte fanno anche così». Ma non è contro il Valencia che il Genoa ha buttato la qualificazione. «Lo spartiacque, la partita che doveva andare in un altro modo era quella di Lille», dice il presidente.

 

IL SECOLO XIX - Applausi dalla Nord «Grazie comunque». di Claudio Mangini. All'inizio cori e qualche petardo di troppo. Fino a quando lo speaker fa sapere che si rischia la sospensione della gara. Genova. La tramontana è gelida, non c'è che un rimedio: scaldare i cuori. Marassi, 17 dicembre 2009, appuntamento con la storia in una notte di grande gelo. Prendere la direzione giusta, al bivio fra la strada dei sogni e il viottolo di un'onorevole uscita di scena contro una regina del calcio europeo. Il gelo non devi sentirlo, in notti così. Enrico Preziosi, nella tribuna degli omini Michelin - tutti gonfi nei piumini, tutti goffi sotto copricapi che un po' ti isolano dal mondo - ha i capelli al vento e un sobrio cappotto di cachemire blu. Una gradinata intera, la Sud, salta. E salta che ti passa, il freddo. Salta che può essere una festa se il Genoa gioca da Grifo. E l'immagine della gradinata più vicina al mare, con i tubi blu che amplificano l'applauso, è quello di un'onda. Quello della Nord è un tuffo all'inferno: fumi e botti per provare a spaventare quelli che arrivano dalla Spagna e hanno provato a fare uno scherzaccio al Real dei nomi e degli ingaggi galacticos. Tre a due una manciata di giorni fa. Fumi che avvolgono mezzo stadio, da nord spira il vento e porta la nebbia verso centrocampo. Quattro minuti in cui, dalla gradinata, in pochi riescono a vedere qualcosa. E i botti , che fanno tremare le fondamenta del vecchio Ferraris, si sa, non piacciono nemmeno al presidente. Ma continua, l'effetto fucina, fino a quando - 12'50"? lo speaker annuncia serio: «Si prega di sospendere l'esplosione dei petardi, pena la sospensione della gara». Obbedienti, sulla Nord, all'ultimatum: niente più botti, cori e slogan per scaldarsi, per dare una mano. Canta che ti passa. E corri che ti passa. Beppe Biava, Sasà Bocchetti e Alberto Zapater, che non figurava nella formazione di partenza, ma c'è - Spagna contro Spagna - il freddo non lo sentono: maniche corte e via. Come Beppe Sculli, che entra al posto di Palladino, infortunato dopo un contrasto, via in barella. Marco Rossi le maniche le ha giù, ma è su ogni pallone, cerca la porta e morde, lui che è il paradigma della genoanità: mollare mai, dai giorni bui a sogni in grande nelle notti d'Europa. Un Grifone rampante, come quello che campeggia nei Distinti poco prima dell'inizio. Gigantesco, animato. Vivo come quello in campo, che ha solo una strada per colmare il gap che c'è tra tasso di classe complessivo superiore e chi ha la voglia matta di salire un gradino con l'orgoglio, la volontà. Mica facile. Ma Gasperini l'ha detto alla vigilia: «Possiamo farcela». Mica facile, anche se in tribuna c'è il portafortuna Gian Battista Pastorello. Mica facile, anche se aggredisci ogni pallone come fa Ivan Juric. Ma poi devi inginocchiarti a raccogliere un pallone che non sembra imprendibile. «C'è una differenza di valori - dice Claudio Onofri, capitano di cuore Grifo, prima della partita - ma in certe partite puoi colmarli, puoi riuscirci». Già, se non regali certi gol. «Non ha staccato, Scarpi - dicono tutti nell'intervallo - è rimasto impalato e chissà che ne pensa Amelia in panchina». Ma non è il momento dei rimpianti, quando hai quarantacinque minuti per riportare una sfida nella storia. Quarantacinque minuti per provarci. Un boato per salutare il rientro in campo di quelli in maglia rossoblù. Un botta e risposta, fra la Nord e la Sud, la stereofonia dei sentimenti. Un boato quando il Grifo guadagna il primo corner del secondo tempo. Il boato dei ventitremila ancora più assordante quando Hernan Crespo, che con i tifosi ha trovato in fretta un'intesa speciale, ha l'intuizione e la freddezza giuste. Uno a uno, le mani al cielo. Urlate, aiutateci, chiede l'argentino: la sfida per la storia dura ancora almeno quaranta minuti. E «forza Genoa», urla la Nord. «Forza Grifone», fa eco la Sud. E il Genoa ora arremba. Esalta e si esalta, non c'è altro modo. Da Lille nessun regalo, ma chi se l'aspettava? Meno venti, quindici, dieci. Generosamente. Il Genoa ci prova ancora, fi no alla paperissima di Scarpi. Applausi e bandiere che sventolano. Per dire grazie comunque. Grazie del cuore.

 

LA REPUBBLICA - Arrivederci Europa. Al Genoa non riesce il miracolo. Genoa battuto, è fuori. I rossoblù perdono per 2-1 in casa contro il Valencia in una gara in cui era necessaria la vittoria. Gasperini: “Siamo stati sfortunati” di ARMANDO OSSORIO. I rossoblù perdono per 2-1 in casa contro il Valencia in una gara in cui era necessaria la vittoria. Gasperini: “Siamo stati sfortunati, resta la buona prestazione”. GENOVA - Si spegne contro il Valencia il sogno dei tifosi rossoblù di ripetere la galoppata europea di 18 stagioni fa: il Genoa ci mette cuore e ardore agonistico ma deve arrendersi nella serata di Marassi alla maggiore esperienza degli uomini di Unai Emery. Una mano importante agli spagnoli la dà Alessio Scarpi: il portiere dei liguri, bravo in due occasioni su Villa nel primo tempo, si lascia beffare all'intervallo dal colpo di testa non irresistibile di Bruno Saltor. Il Genoa era sceso in campo con grande aggressività, va detto, ma non è riuscito mai ad impegnare seriamente il portiere Moya. Brividi per il Valencia solo su una bordata da fuori di Marco Rossi e su un delizioso pallonetto di Crespo. CRESPO RIACCENDE IL GENOA - Proprio il 'Valdanito' in avvio di ripresa restituisce la speranza al Grifone, stoppando un pallone rinviato da quaranta metri da Moretti e trasformandolo in oro trafiggendo Moya. Ci crede il Genoa e continua a spingere anche se spesso manca di efficacia e si scopre al contropiede spagnolo. Il Valencia non sa approfittare dei maggiori spazi a disposizione ed è ancora Bruno Saltor l'uomo copertina dei 'pipistrelli' quando si sacrifica respingendo di testa il siluro calciato da Marco Rossi e verosimilmente diretto al 'sette'. Sarebbe stato un eurogol, invece è l'ultima occasione nitida per i rossoblù che non hanno più le forze per assaltare il fortino ospite. VILLA CHIUDE I CONTI - Negli ultimi minuti, nonostante l'ingresso della quarta punta per i rossoblù (un Floccari che non fa in tempo a entrare in partita), è il Valencia a guadagnare metri e occasioni da rete. Forse generoso il penalty concesso a Joaquin per fallo di Bocchetti ma Villa restituisce il regalo al mittente mancando lo specchio della porta dagli undici metri. Il centravanti delle 'Furie Rosse' non è altrettanto magnanimo in pieno recupero, quando il rinvio suicida di Scarpi gli serve su un piatto d'argento il pallone da trasformare nell'1-2 finale, punizione troppo severa per un Genoa generoso e sempre in partita. I rossoblù lasciano l'Europa League ma le motivazioni non vanno cercate nella gara di questa sera. GASPERINI: SIAMO STATI SFORTUNATI - Visibilmente dispiaciuto Gian Piero Gasperini, che sull'-1 aveva avuto da sperare nel miracolo: “Abbiamo avuto la possibilità di portare a termine un'impresa che sarebbe stata meritata - dichiara il tecnico rossoblù - siamo dispiaciuti, purtroppo è andata così: il momento non è fortunato, ci resta la buona prova offerta. Non è facile giocare contro avversari di questa caratura ma nel'arco dei novanta minuti abbiamo preso il sopravvento, tenendo un buon ritmo e senza commettere molti falli. Partite come questa ci lasciano comunque una buona esperienza”. Gian Piero Gasperini non appare deluso, la prestazione della sua squadra in fondo è stata quella che si attendeva: "Abbiamo giocato come speravamo di fare, con intelligenza, equilibrio e intensità. E' un periodo non fortunatissimo e anche questa sera si è visto". Ma la sconfitta non ridimensiona il Genoa. "Usciamo a testa alta e l'esperienza è stata positiva - prosegue Gasperini -. Questa avventura ha dimostrato che il nostro modo di giocare può andare bene anche in Europa". Alla fine sulla partita pesano soprattutto due episodi, l'errore di Scarpi sul primo gol e la mancata espulsione del difensore Bruno. "L'episodio del primo gol poteva cambiare la partita ma siamo stati bravi a recuperare e poi sull'uno a uno li abbiamo schiacciati. Non siamo passati perchè non siamo riusciti a segnare". GENOA-VALENCIA 1-2 MARCATORI: Bruno Saltor (V) al 45', Crespo (G) al 51', Villa (V) al 94' GENOA: Scarpi; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Zapater (Floccari dall'82'), Juric, Criscito; Palacio, Crespo, Palladino (Sculli dal 29'). Allenatore: Gasperini. VALENCIA: Moya; Miguel, Navarro, Alexis, Bruno Saltor; Joaquin (Alba dal 92'), Albelda, Marchena (Maduro dal 32'), Mata (Hernandez dal 78'); Banega; Villa. Allenatore: Emery. ARBITRO: Kelly (IRL) AMMONITI: Banega (V), Juric (G), Bruno Saltor (V), Sculli (G), Bocchetti (G), Albelda (G), Moya (V).

 

LA REPUBBLICA - Disastro Scarpi, Rossi è perfetto. Leone Crespo, Zapater cala alla distanza. Biava e Juric non mollano mai, Palacio è bello ma a volte poco concreto. Scarpi 4 L'errore che regala a Saltor il gol del vantaggio ha dell'incredibile. La palla resta in aria per un'eternità. Scarpi osserva, valuta, ma non si alza da terra. A fine partita il bis che condanna definitivamente il Grifone. Biava 6,5 Mata è un avversario rognoso ma il difensore raramente va in crisi. E, nel secondo tempo, è uno dei più determinati nel dare carica. Tampona e spinge. Moretti 6 Si fa notare soprattutto per l'assist che mette Crespo in condizioni di segnare la rete del pareggio che avrebbe potuto dare una svolta alla partita. Villa fa paura, ma viene controllato con efficacia. E, quando segna, lui proprio non ne può nulla. Bocchetti 6,5 Ha fisico e talento. Quando rimane concentrato è uno dei migliori difensori italiani. Accade stasera, e il risultato è davanti agli occhi di tutti. Il buffo arbitro irlandese gli fischia un rigore non indispensabile. Rossi 7 Il solito. Inizia a destra ed finisce al centro, quando Gasperini si gioca la carta Floccari. Avanti e indietro un milione di volte, ha il compito, non facile, di arginare il contropiede spagnolo. Stupisce tutti quando calcia da fuori area un poderoso missile al volo (e di sinistro). Abbatte un avversario: sarebbe stato il gol del 2-1. Zapater 6 Le formazioni ufficiali lo danno in panchina, ma, in extremis, è costretto a prendere il posto di Milanetto. Ma, stavolta, non il compito di regia: meno palloni toccati, più lavoro di fisico, il suo forte. Crolla solo alla distanza. Dal 37'st Floccari sv . Juric 6,5 Il centrocampo è nelle sue mani. Per lui, abituato a correre, è un evento e straordinario, ma se la cava con ordine. Nessuno gli chiede invenzioni ma almeno di dettare i tempi. Ci prova e spesso ci riesce, ma dà il meglio quando si ritrova a combattere. Criscito 6 Preciso, governa con attenzione la sua fascia. Se giocasse ancora difensore sarebbe promosso con lode. Ma Gasperini gli chiede anche di attaccare gli spazi. Non lo fa con costanza. Nell'assalto finale si fanno notare più Bocchetti e Biava di lui. Palacio 6 Ha la fortuna di trovare dalla sua parte Saltor, che si distinguerà per il gol, ma è decisamente l'anello debole del Valencia. L'attaccante lo capisce in fretta e costringe l'avversario all'ammonizione. Ci starebbe anche la seconda ma Kelly non è d'accordo. Nel finale manca di concretezza. Crespo 6,5 Si batte come un leone, anche se, soprattutto nel primo tempo, la vede raramente. Segna un gol da antologia, con controllo fulmineo e tiro immediato. Palladino 6 Sembra l'unico in grado di impensierire la difesa del Valencia con qualche invenzione. Per mezz'ora ci prova, con risultati intermittenti, poi è costretto ad arrendersi. Dal 29' pt Sculli 6 : solita grinta, ma anche un po' di confusione. Fa rimpiangere proprio la fantasia del napoletano)

LA REPUBBLICA - Preziosi sereno "Nessun processo ce la siamo giocata". di Luca Palmieri. Giampiero Gasperini ha solo complimenti per la squadra. «Siamo usciti a testa alta – dice – e in campionato non ci deve essere contraccolpo perché abbiamo sempre dato il massimo. Sono rammaricato per le tante occasioni create e non concretizzate, ma dobbiamo essere orgogliosi, perché abbiamo dimostrato che il nostro gioco può essere competitivo anche in Europa». Solamente applausi anche per Scarpi, colpevole in entrambi i gol: «La squadra l´ha abbracciato a fine gara ed io idealmente faccio altrettanto. Mi spiace perché ha sbagliato, ma se si vogliono fare prestazioni come questa occorrono persone così. Se Amelia vuole giocare impari da Juric e Milanetto: in quel caso, forse, giocherà». Anche Enrico Preziosi è dispiaciuto ma non arrabbiato dopo l´eliminazione europea. «Ce la siamo giocata – dice il presidente – e non ho nulla da rimproverare ai ragazzi. Il Valencia è superiore al Genoa, ma in campo tutta questa superiorità non si è vista, anzi».

 

 

     

 

     

 

     

 

 

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