CAMPIONATO 2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

INTER - GENOA                              0 - 0

INTER: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Muntari (58' Cordoba), Stankovic (75' Quaresma), Balotelli, Sneijder, Pandev (58' Eto'o), Milito. (Toldo, Materazzi, Mariga, Arnautovic). All: Baresi. (Mourinho squalificato)
GENOA: Amelia, Papastathopoulos, Bocchetti, Moretti, Rossi, Zapater, Milanetto, Criscito, Mesto, Suazo (53' Jankovic, poi 67' Palladino), Sculli (63' Palacio). (Scarpi, Tomovic, Kharja, Juric). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Banti di Livorno. Ammoniti: Criscito, Samuel, Balotelli.

Angoli: 3 a 2 per l'Inter. Spettatori: 51.795

 

     

 

     

 

     

 

GAZZETTA dello SPORT - INTER ZERU FUGA. Mou fallisce il match point contro un bel Genoa e resta a +4 sul Milan Pure la Roma (-7) ancora in gioco. Confusa e lenta l' Inter tiene aperti i giochi Delle ultime esibizioni, questa per i nerazzurri è la peggiore sul piano del gioco e delle occasioniNel primo tempo Gasperini ingabbia Sneijder, nell' ultimo quarto d' ora Mourinho tenta inutilmente le 4 punteUn buon Genoa blocca i nerazzurri sullo 0-0 Il Milan resta a - 4. di Nicola Cecere. MILANO Il mago di provincia, Gian Piero Gasperini, mette in scacco lo Special: il campionato è salvo. Ibernata dal rigurgito dell' inverno, svuotata di energia dal mercoledì internazionale, ma soprattutto bloccata dalla sagacia tattica dell' allenatore del Genoa, la più inespressiva Inter della stagione concede il perdono a Milan e Roma proprio nella serata a lei più favorevole: partita a San Siro dopo il pareggio delle rivali. Risultato esatto. Non c' è trucco, non c' è inganno e, per una volta, mancano addirittura elementi di aspra polemica. I rossoblù hanno meritatamente incartato la corazzata di Moratti vendicando in parte la lezione subita all' andata. Avessero osato di più, magari sarebbe venuta fuori la sorpresona. Ma il pareggio è comunque una bella impresa. L' Inter ne viene fuori delusa, ma deve prendersela essenzialmente con la mediocrità della propria esibizione. Difficoltà Non che la striscia recente degli uomini di Mourinho sia stata brillante: il dato oggettivo incoraggia senz' altro chi sta dietro in classifica. Negli ultimi cinque turni c' è il solitario successo di Udine circondato da quattro pareggi. Dopo la Samp, esce indenne da San Siro l' altra genoana. Ma delle esibizioni più recenti questa è sicuramente la peggiore sul piano del gioco e delle occasioni: altro rilievo non confortante soprattutto in vista della Champions, più che della trasferta a Catania dal caro nemico Sinisa. Lo sciopero Mourinho non ha applicato il turnover, in panca c' era Eto' o rilanciato nella seconda parte. L' Inter si è scongelata nel quarto d' ora finale, quando il tecnico ha tolto uno dei due centrocampisti superstiti, Stankovic, per immettere Quaresma, inneggiato dal popolo ma risultato non incisivo. Al pari di un Eto' o che ha tentato qualcosina senza fortuna e che è apparso perlomeno voglioso di incidere. Il resto del reparto offensivo, cioè lo spremuto Pandev e quel Balotelli senza ritmo, è come se avesse scioperato. Il tributo versato alle nazionali, probabilmente. La chiave La bravura di Gasperini nel gestire il confronto sta nel trappolone in cui ha attirato il cervello avversario, Sneijder. Nei primi 20' Bocchetti lo seguiva pure a centrocampo, sganciandosi con la protezione degli altri due centrali, e quando l' olandese svariava a sinistra trovava Papastathopoulos a contrastarlo prima che il trequartista potesse arrivare in zona pericolosa. Visto che il giochino funzionava, Gasperini lo ha applicato finché le mosse in reazione dell' allenatore nerazzurro non hanno obbligato il Genoa a rinculare: nel secondo tempo i rossoblù hanno costruito solo un' azione offensiva degna di tale definizione. La superiorità Mourinho si è giocato, come altre volte in passato, il tutto per tutto con un azzardo tattico al limite dell' autolesionismo. Quattro punte in contemporanea più Sneijder per l' ultimo quarto d' ora di pressione. Fin lì l' Inter era rimasta invischiata nella ragnatela rossoblù costruita su un elemento razionale: se a centrocampo creiamo superiorità numerica, possiamo gestire il pallone. E infatti contro la coppia Stankovic-Zanetti ecco i quattro palleggiatori genoani capaci di rientrare e distendersi come una fisarmonica. L' Inter per pareggiare i conti avrebbe dovuto portare i terzini Maicon e Zanetti venti metri più avanti tenendoceli fissi. Oppure Pandev e Balotelli, le ali, avrebbero dovuto spremersi in costanti rientri. Essendosi verificata solo saltuariamente sia l' una che l' altra condizione, ecco che non serve giocare con quattro punte se il pallone lo gestiscono gli altri. Tre-quattro tiracci da fuori area e stop: ha vinto la noia. A dare un' emozione l' incursione di Milito al 51' chiusa da un sinistro fuori «aiutato» dal mestiere di Moretti. Ma evidentemente nemmeno il Principe aveva cuore di dare un dispiacere ai suoi antichi sudditi. INTER - GENOA 0 - 0. INTER 8 (4-2-3-1) Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti; Stankovic (dal 30' s.t. Quaresma), Muntari (dal 13' s.t. Cordoba); Balotelli, Sneijder, Pandev (dal 13' s.t. Eto' o); Milito. PANCHINA Toldo, Materazzi, Mariga, Arnautovic. ALLENATORE Mourinho. ESPULSI nessuno. AMMONITI Samuel per gioco scorretto, Balotelli per proteste. PALLONI GIOCATI 954. POSSESSO PALLA 50,6%. TIRI IN PORTA 3. TIRI FUORI 8. GENOA (5-4-1) Amelia; Rossi, Papastathopoulos, Bocchetti, Moretti, Criscito; Mesto, Zapater, Milanetto, Sculli (dal 17' s.t. Palacio); Suazo (dall' 8' s.t. Jankovic; dal 23' s.t. Palladino). PANCHINA Scarpi, Tomovic, Juric, Kharja. ALLENATORE Gasperini. ESPULSI nessuno. AMMONITI Criscito per gioco scorretto. PALLONI GIOCATI 1204 POSSESSO PALLA 49,4%. TIRI IN PORTA 3. TIRI FUORI 2. PRIMO TEMPO 16' Mesto esplode il destro da fuori area, Julio Cesar sorpreso se la cava. 28' Zanetti anticipa di un soffio Mesto al momento del tiro da due passi. 40' Primo tiro dell' Inter, lo firma Stankovic da lontano ma è centrale. SECONDO TEMPO 6' Milito si fa largo in area e da pochi passi manda fuori il sinistro su disturbo di Moretti. 31' Diagonale dal limite di Maicon di poco a lato. 37' Cannonata di Sneijder dai trenta metri di poco fuori. ARBITRO Banti di Livorno. NOTE spettatori complessivi 51.795, incasso di 1.334.343,70 euro. Angoli 3-2. Fuorigioco 3-1. Recuperi: primo tempo 3' , secondo tempo 4' .

 

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Andrea Elefante. INTER STANKOVIC CI PROVA, PANDEV SI SPEGNE. INTER 5 Poco affamata e cattiva, sotto ritmo per 75' : troppo. Due cambi per provarci Eto' o e Cordoba per dare più incisività in attacco, e dinamismo con Zanetti a centrocampo 5,5 Baresi (Mourinho squalificato) Questa è una chance buttata, ma ancor più che la classifica, forse preoccupa un' Inter ingabbiata, monocorde, a tratti persino molle, che si accende appena un po' soltanto alla fine, quando c' è troppo traffico per vedere la fuga. 6,5 Samuel Rientra dopo la squalifica e non ha perso sicurezza: aiuta Zanetti sugli inserimenti avversari sulla destra, è sempre al posto giusto in mezzo e alla fine prova anche a sfondare, ma fallisce il blitz di testa. Un giallo ingiusto gli farà saltare Catania. 6 Julio Cesar Non prende gol in casa da due mesi, ma stavolta è una magra consolazione. Deve solo opporsi due volte a Mesto e una a Sculli, senza brividi. 5,5 Maicon Sculli più che mordere fatica: avrebbe strada, anzi fascia, abbastanza libera ma la percorre con uno contro uno e cross mai velenosi. Sfiora l' 1-0 nel finale. 6 Lucio Una sentenza su Suazo: lo ferma e riparte. Sempre lucido, tranne quando in uscita porta palla per qualche metro di troppo: ma rischia davvero soltanto una volta. 6 Zanetti Triruolo. Ci mette un po' a prendere le misure all' asse Rossi-Mesto, poi si assesta. Quando avanza a centrocampo fa per due e copre bene le spalle a Maicon. 6 Stankovic Prova a fare ordine, ma con quel po' po' di pressing del Genoa è dura. E' il primo che almeno prova a tirare verso Amelia e a mostrare la porta a Milito (Quaresma s.v.) 5,5 Muntari Tradisce qualche incertezza quando Zapater sguscia qua e là, meglio quando aiuta dietro. Ma sbaglia, sbaglia troppo per arrabbiarsi così al cambio. 5 Balotelli A destra, poi a sinistra, poi ancora a destra, ma non è lui: qualche pallone difeso, qualche fallo subìto e poco più, senza mai trovare lo spunto che uccide. 5,5 Sneijder Non gli danno il tempo di ragionare e spende 45' a cercare la posizione e un varco. Un po' meglio nella ripresa, ma raccoglie due botte da fuori e poco più. 4,5 Pandev A scartamento ridotto e si vede subito. Si sposta presto a destra, ma le cose non migliorano: si spegne regolarmente sugli anticipi di Moretti e Criscito. 5 Milito Bocchetti lo conosce a memoria e poi lo frega l' emozione: di solito è di ghiaccio, stavolta si scioglie anche le due volte che potrebbe fare il killer. 5,5 Eto' o Alla seconda esclusione di fila. Ha così voglia del gol che gli manca dal 20 dicembre che forse ruba anche un pallone a Lucio: peccato lo spedisca in cielo. 6 Cordoba Laterale sinistro, la missione è spegnere le voglie e la freschezza di Palacio, appena entrato: ma quello bada più ad aiutare, dunque non servono straordinari. GENOA. BOCCHETTI SUPER, ZAPATER MOTO PERPETUO. GENOA 7 Una vittoria nelle ultime 15 trasferte, ma questo punto vale poco meno. Si difende in cinque Il Genoa difende a 5: Bocchetti e Papastathopoulos si alternano nell' uscire su Sneijder e nel marcare Milito. 7 Gasperini Mai vinto con l' Inter, ma senza Acquafresca e Dainelli uno 0-0 a San Siro è come se. Imparata la lezione di Marassi: è un Genoa corto, aggressivo, che corre con intelligenza e non si scopre. Per le chance gol, ripassare in gara meno insidiosa. 7,5 Bocchetti Straordinario per concentrazione e tempismo, è il primo a dare sicurezza agli altri: fa benissimo l' elastico fra Milito e Sneijder, di testa è insuperabile e sceglie sempre i tempi giusti nell' anticipo. Appena due errorini nella ripresa, ma veniali. 6 Amelia Gara numero 200 in A e di sicuro ha faticato molto di più altre volte. Qualche tiro da fuori, uno appena più complicato di Eto' o, un' uscita nel finale e stop. 6,5 Rossi Si appiccica a Pandev, poi quando capisce che non servono le manette si mette anche a scendere. Attento fino alla fine, Quaresma fa più fumo che altro. 7 Papastath. Tampina Sneijder e gli toglie aria, prende Milito quando lo molla Bocchetti, non molla un colpo anche quando l' area diventa un fortino. 7 Moretti Simbolo del 5 contro 4 scelto da Gasperini, è l' uomo in più, quello dell' aiuto e del raddoppio. Gli tocca tamponare l' azione più pericolosa di Milito: lui c' è. 7 Criscito Si abbassa su Balotelli o Pandev e lo fa sempre bene, e bene usa anche la libertà sulla sinistra nel primo tempo. Ripresa più dedicata alla fase difensiva. 6,5 Mesto Che partenza: gioca per due, alterna inserimenti e faccia a faccia con Zanetti, scalda anche le mani a Julio Cesar. Forse è stanco quando ha la chance dell' 1-0. 6,5 Zapater Moto perpetuo, recupera oppure sporca palloni su palloni, riciclandoli appena può per ripartire. Più intensità che qualità, ma raramente fa la scelta sbagliata. 6,5 Milanetto Anche lui sbuca dappertutto: chilometri di fatica per tenere corta la squadra e dettare i tempi del pressing che consuma le idee dell' Inter. 6 Sculli Preferito a Palacio: più che incidere non fa straripare Maicon, ma è anche sempre il primo ad aiutare sui portatori di palla nerazzurri. 6 Suazo Molto, anzi troppo solo, e di fronte c' è il muro Lucio-Samuel: prova a mettere il turbo, ma non ha spazi né chance Jankovic s.v. Deve uscire dopo 15' . 6 Palladino Gasperini aveva scelto Jankovic per far respirare la squadra, ma deve provarci lui, che prima punta non è: fa quel che può per tenere su palloni. 6 Palacio Quando entra ha poche chance per vedere la porta: di fronte c' è Cordoba, ma soprattutto c' è da aiutare anche dietro, soprattutto di testa, e lui si sacrifica. TERNA ARBITRALE: BANTI 6 Non convince davvero solo il giallo a Samuel. Nel contatto Papastathopoulos-Balotelli giudica la reciprocità nello strattonamento: sarebbe stato un rigore molto fiscale. Maggiani 6; Niccolai 6

 

GAZZETTA dello SPORT - «Con più lucidità il mio Genoa poteva vincere». Gasperini analizza il match: «Ci è mancato lo spunto davanti. E che sfortuna con Jankovic». di Alessio Da Ronch. ALESSIO DA RONCH MILANO Ci voleva un Genoa speciale per impreziosire una serata da record. Gasperini corona la sua 145sima partita consecutiva alla guida del Grifone, primato storico, con un pareggio di lusso, senza subire gol sul campo dell' Inter. Ci voleva un appuntamento importante e, magari, buona memoria. Il clamoroso 0-5 dell' andata a Marassi era rimasto conficcato nella gola di tutti i rossoblù come un gigantesco nocciolo di pesca. Faceva male, restava lì nonostante lo scorrere del tempo. «Per questo tenevamo in modo particolare a far bene - confida subito Milanetto -, quel risultato non lo abbiamo mai digerito. Non eravamo il vero Genoa. Noi siamo quelli di stasera, in grado di giocarcela su tutti i campi, forse al limite ci è mancata un pochino di cattiveria in avanti. In ogni caso cercheremo di conquistare un posto in Europa fino all' ultimo, come abbiamo fatto lo scorso anno». Grande difesa Ricordi, volontà, determinazione. E qualcosa in più. Gasperini è sempre riuscito a mettere in difficoltà l' Inter di Mourinho a San Siro, anche giocando in inferiorità numerica, soffrendo invece in casa. Ebbene, per la serata speciale l' allenatore rossoblù ha studiato una tattica speciale: difesa copertissima, da situazione di emergenza, con un centrale in più, Bocchetti, che «usciva» tempestivamente su Sneijder. «Contro questo tipo di squadre - conferma Gasperini - ci arrocchiamo un po' di più, ma cerchiamo in ogni caso di offendere, ripartendo ad ogni occasione. Abbiamo fatto una buona gara, che ci conferma che siamo in un buon periodo. Questa prova aumenta ancor di più il rammarico per il suicidio con il Bologna, perché abbiamo fatto una lunga striscia positiva con quel buco in mezzo. E quei punti ci mancano molto. Giocando così, però, possiamo recuperare e reinserirci nella lotta per un posto in Europa». Difetti Qualche difetto, naturalmente, lo coglie anche in una sera così. «Fossimo stati più lucidi in avanti, avremmo potuto anche vincere. Ma siamo anche stati sfortunati con il problema di Jankovic che ci ha bruciato un cambio. Speriamo davvero che sia stato solo uno spavento per lui e non un problema più serio. Teniamo anche conto che di fronte avevamo difensori come Lucio e Samuel. Quello che deve restare è il fatto che l' Inter non è mai riuscita a giocare al suo ritmo, magari perché sarà un po' stanca, ma di sicuro in questo c' è il merito del Genoa. Restiamo in una buona posizione di classifica e una volta recuperati i tanti assenti contiamo di poterci giocare le nostre chance per conquistare un posto in Europa». Chiude Amelia, che ha rischiato di non giocare: «In realtà avevo un problema all' inguine e sono rimasto in dubbio fino all' ultimo. In partita però mi ha solo dato un po' di fastidio e non mi fermo certo per questo. Mi aspettavo di subire molti più tiri stasera, ma il merito è della squadra. Grandissima».

 

TUTTOSPORT - PIU' GENOA CHE INTER. Grande Genoa stoppa la fuga dell’Inter. I nerazzurri si fanno sotto solo nel finale. Il Milan resta a -4 .Terzo pari nelle ultime 4 gare. Mourinho, urlante dalla tribuna, non è riuscito a trovare alternative vincenti al gioco dei liguri. di Alberto Pastorella. MILANO. E’ tornato l’incubo del pareggio, per l’Inter. Dopo averne collezionati tre consecutivi, che avevano consentito i recuperi di Milan e Roma, ieri la capolista si è fatta di nuovo bloccare in casa dal Genoa. Nessun gol ad una delle peggiori difese della serie A, non è un gran segnale. E buon per Mourinho che l’anticipo dell’O­limpico, sabato sera, si era concluso senza che il Milan fosse riuscito a concretizzare la sua superiorità. Tra l’altro, chi aveva ancora negli occhi la spettacolarità di Roma-Milan, si è dovuto accontentare di una par­titaccia molto tattica, giocata come se fosse una sfida a scacchi, vivacizzata solo nel finale dal solito forcing alla Mou­rinho, con cinque attaccanti o pseudo tali in campo a cercare di sbloccare il risultato. Ma per un’ora si è vista solo una squa­dra difendere con ordine, il Genoa, e l’altra attaccare con disordine, l’Inter. FALSO TRIDENTE Consapevole delle proprie lacune quando gioca lontano da Marassi, il Genoa di Gasperini ha scelto di giocare la partita con molta cautela, grande ordine e un profilo tattico ben preciso. I tre difensori, sulla carta, schierati dal tecnico ligure in realtà erano più spesso quattro che cinque. Nel senso uno dei tre, quasi sempre, aveva l’ordine di andare a contrastare il portatore di palla, quindi il più delle volte Sneijder, abbandonando la linea difensiva dove, contemporaneamente, piombavano i due esterni, teoricamente, di centrocampo ovvero Rossi sulla destra e Criscito sulla sinistra. In tal modo, si rallentava il gioco dell’Inter, pressando subito il playmaker, ma al tempo stesso si manteneva una superiorità numerica nella zona più arretrata, visto che c’erano quattro genoani contro le tre punte nerazzurre. Al tempo stesso, anche le ipotetiche tre punte genoane, in realtà, erano un infoltimento del centrocampo, con il solo Suazo autorizzato a non rientrare oltre la metà campo. SUBITO ADDOSSO In effetti, la tattica di non concedere tempo per pensare al giocatore nerazzurro in possesso palla si proponeva anche più avanti, quando a far gioco erano i di­fensori nerazzurri, e ancor di più quando toccava a Stankovic o a Muntari gestire le ripartenze. L’assenza di Mourinho in panchina, forse, potrebbe anche essere stata pagata dalla squadra, nel senso che ben imbrigliati dagli avversari, i nerazzurri non hanno trovato alternative valide e vincenti. Tant’è vero che per tutto il primo tempo si è visto più Genoa che Inter: non tanto in sede di occasioni, visto che la difesa di Lucio e Samuel, specie se opposta al modesto Suazo, non poteva che aver vita facile, ma certamente a livello di gioco. Rossi e Mesto, sulla destra, sono arrivati più volte in zona cross, ma spesso hanno rinunciato, sapendo che l’honduregno, in mezzo ai corazzieri nerazzurri, mai avrebbe potuto svettare. Ma Suazo non è mai nemmeno riuscito a metterla sul piano della corsa, quella che una volta gli risultava devastante. Così Julio Cesar ha dovuto bloccare un paio di tiri da lontano e controllare gli sviluppi di un paio di calci d’angolo. Nulla di più, come detto, l’Inter, che facendo pari e patta in sede di occasioni, non ha nemmeno espresso qualche spraz­zo di gioco come invece offerto dal Genoa. CAMBIO TUTTO La girandola dei cambi nella ripresa ha effettivamente dato uno sviluppo diverso al match. Meno ordinato, più confusionario. Il Genoa ha tolto anche il suo unico attaccante centrale, Suazo, per dare spazio a Jankovic, la cui partita è però durata una manciata di minuti a causa di un infortunio, Ma sono stati soprattutto i cambi di Mourinho, dal suo palco a indirizzare il secondo tempo verso tutto un altro spettacolo. Pian piano ha avanzato il baricentro, prima coprendosi con Cordoba al posto di Muntari, ma poi dando spazio a Etot’o e Quaresma, concludendo, come detto, in pratica con cinque attaccanti. Un forcing che ha dato qualche frutto, come un tiro di Milito fuori di poco, un paio di conclusioni di Sneijder dalla distanza, qulche mischia in area e anche un intervento so­spetto di Bocchetti su Balotelli. Nulla di clamoroso, sia chiaro, nulla per dichiarare una se­conda guerra mondiale agli ar­bitri. Piuttosto, bisognerebbe soffermarsi sul perché l’Inter abbia affondato i conti solo nel finale, quasi pensando che an­che senza giocare il match, co­munque sarebbe dovuto arrivare il gol. Adesso il campiona­to propone due trasferte per nulla facili, e in mezzo la sfida al Chelsea, Ma inutile fare pronostici: quando la cirsi sembra in agguato, come ad Udine, l’Inter si tira fuori con le sue mani. Quando invece la strada sembra in discesa, come contro il Genoa rimaneggiatissimo di ieri, è sempre l’Inter a farsi male con le proprie mani.

 

TUTTOSPORT - LE PAGELLE. Ancora super Lucio. Balotelli soffre ma gioca con la febbre. Bocchetti da Nazionale. di Stefano Pasquino. INTER. LUCIO 7 Tappa i buchi e fa ripartire l’azione col piglio del Su­per eroe. Graziato da Banti per un intervento a gomito alto su Moretti. SAMUEL 6.5 Con un avversario come Suazo e (soprattutto) un Lucio così al fianco, se la caverebbe pure Beppe Baresi. Ammonito, salterà la trasferta di Catania per squalifica. SNEIJDER 6.5 Nonostante la gabbia che Gasperini gli costruisce intorno, è l’ultimo ad arrendersi. Ci prova prima su punizione, quindi da fuori, mettendo i brividi ad Amelia. CORDOBA (13’ st) 6 Per imbrigliare Palacio, occorre tutta la sua velocità. JULIO CESAR 6 Con un’uscita un po’ così mette i brividi a San Siro. Il resto è normale amministrazione (respinta di pugni su destraccio di Mesto e un paio di uscite facili). QUARESMA ( 30’ st) 6 Ripescato per l’ultimo quarto d’ora quasi due mesi dopo Bari (16 gennaio) ha il merito di dare un po’ di peperoncino all’Inter. Ha però il difetto di strafare, facendo pure spazientire i loggionisti nerazzurri. ZANETTI 6 Nel primo tempo Mesto lo costringe alla difensi­va e a una partita di onesto gregariato. Lievita nella ripresa e alla fine guida l’assalto a Forte Apache. BALOTELLI 5.5 E’ sceso in campo con 38,5 di febbre per un virus intestinale. Capisce le difficoltà della squadra e con grande intelligenza tattica, fa di tutto per conquistare un po’ di punizioni dal limite. Negli ultimi venti minuti gioca da fermo per un problema muscolare. ETO’O ( 13’ st) 5.5 Entra nel momento peggiore, ci prova da lontano ( parata a terra di Amelia) e in mischia (alto). Da uno col suo pedigree, ci si aspetterebbe molto di più. MAICON 5.5 Davanti a sé trova un fortino. Per espugnarlo, servirebbe il vero Maicon, non la sua fotocopia sbiadita. Per vedere una cosa buona, occorre pazientare fino al 31’ st quando ci prova con un gran diagonale che termina a lato.  MILITO 5.5 Il Principe, per la prima volta avversario del “ suo” Genoa, si vede a San Siro solo nella ripresa quando tira due volte, senza però riuscire a centrare la porta. STANKOVIC 5.5 Là in mezzo fa una fatica terribile, il che condiziona la manovra di un’Inter molto involuta.  MUNTARI 5 Sbaglia tanto e in più non riesce a dare quel di­namismo che gli chiede Mourinho. Ci prova di sinistro. Fini­sce in panca ma non gradisce la sostituzione, allontanando con una manata il team manager Butti. PANDEV 5 Vaga per il campo senza mai entrare in partita. È il fantasma del giocatore che tra gennaio e febbraio ha tenuto in piedi l’Inter, forse paga i sei mesi passati in naftalina a Roma. Per lui i primi amarissimi fischi di San Siro. Allenatore  MOURINHO 5.5 In tribuna si sbatte come un leone in gabbia, pilotando Baresi grazie a una serie di “ staffettisti”. Per vincere le prova tutte ( compresa la solita ammucchiata di punte nel finale), non ci riesce e dà un assist ai sogni rimonta milanisti. GENOA. BOCCHETTI 7.5 Là in mezzo, non fa passare neanche gli spifferi, calamitando tutti i pericoli tra i suoi tentacoli. In più, in cooperazione con Papastathopoulos, “ esce” dalla linea difensiva per limitare il raggio d’azione di Sneijder. Continuando così, un posto sull’aereo per il Sudafrica, non può non essere suo. CRISCITO 7 Nel primo tempo è semplicemente devastante. Dominatore assoluto della fascia sinistra sia quando si tratta di rinculare su Maicon (ma pure su Balotelli) sia quando si tratta di far ripartire l’azione. Cala alla distanza. PAPASTATHOPOULOS 7 Dicono che piaccia all’Inter e fa di tutto per meritarsi i gradi di uomo mercato. Là dietro è un gigante, e - come se non bastasse - nel secondo tempo va addirittura a fare l’attaccante nell’area nerazzurra per centrare il colpo grosso. MILANETTO 6.5 Il suo moto perpetuo in mezzo al campo è fedele fotografia della super partita del Genoa, soprattutto in fase di copertura. MORETTI 6.5 È il meno appariscente dei tre moschettie­ri della difesa, riesce comunque a portare a casa la pellaccia. ROSSI 6.5 Gioca ordinato e classico come un professore, ma nell’unico pallone che sbaglia, per poco non manda in porta Quaresma. AMELIA 6 Festeggia la duecentesima partita in serie A con una serata di tutta tranquillità (bravo comunque a dire di no a Eto’o e a dare sicurezza a tutta la difesa). Difficile chiedere di meglio. MESTO 6 Vince il duello con Zanetti. E, alla fine, risulta pure l’attaccante più pericoloso del Genoa.  PALACIO (17’ st) 6 Dà sprint e coraggio alla fase offensiva. Nella tonnara finale, trova l’umiltà per dare una mano anche in difesa. SCULLI 6 È programmato per mettere a cuccia Maicon. Ci riesce senza peraltro dover ricorrere agli straordinari. Punge però troppo poco quando si tratta di attaccare e il Genoa ne risente. ZAPATER 6 Parte piano, lievitando alla distanza. Nel finale, nonostante l’Inter parta alla carica, non perde mai la bussola riscattando gli scempi della gara di andata. SUAZO 5 Tra Lucio e Samuel non becca una palla. E dire che qualche estate fa era riuscito a far litigare Milan e Inter... Misteri del calciomercato. PALLADINO ( 22’ st) 5.5 Entra nel momento meno indicato, ma da un giocatore della sua classe, ci si aspetterebbe di meglio. Allenatore GASPERINI 7 Come nell’ultima sfida di campionato a San Siro, stravince la partita a scacchi con Mourinho e porta a casa uno 0-0 che profuma di vittoria. Arbitro BANTI 6 Arbitra “ all’europea”, lasciando molto correre ma usando un metro di giudizio notarile verso entrambe le squadre. Unico neo di una direzione pressoché impeccabile, la mancata ammonizione a Lucio per un gomito alto su Moretti. Materia per i moviolisti due episodi a favore dell’Inter: un pestone a Milito e una trattenuta in area di Papastathopoulos su Balotelli al 43’ st

 

IL SECOLO XIX - GENOA PARI ALL' INTER. di Mauro Casaccia. La sfida di Milano. A San Siro finisce 0-0 Rossoblù sempre in partita gara tattica Mourinho costretto a rivedere l'assetto per tentare di vincere. Ma il Grifo non sbaglia un colpo. MILANO. Nils Liedholm disse: «La partita perfetta è quella che finisce 0-0». Non vale se vuoi emozioni, ieri rarefatte. Ma il Barone era fine stratega e, sulla lavagna, il Genoa in casa della capolista non sbaglia nulla. Imbriglia il miglior attacco della serie A, tiene bene il campo e va pure più vicino dei nerazzurri al gol partita. Colpaccio rinviato, però ilGrifone se ne torna dal Meazza con un punto che per il morale vale molto. E, tatticamente, non è pareggio: Gian Piero Gasperini batte José Mourinho. Serata di incontri e reincontri, almeno lì le emozioni sono tante. Enrico Preziosi e Massimo Moratti chiacchierano nel parcheggio sotterraneo di San Siro. Il presidente rossoblù saluta anche Thiago Motta, ko per un problema muscolare, in borghese da rapper. In campo, per il sopralluogo, abbracci tra DiegoMilito e Gasperini, poi con gli ex compagni in rossoblù e AlbertoZapater, amico di Saragozza. David Suazo, invece, rivede gli ex soci di Inter. L’honduriano è il terminale offensivo del Genoa, modellato dal tecnico di Grugliasco con la massima muscolarità per reggere l’urto fisico nerazzurro: fuori Palacio,le ali sonoMesto e Sculli. Mourinho,dal cantosuo,opta per l’offensivismo del 4231: Pandev preferito a Eto’o, insieme a Balotelli e Sneijder a sostegno del Principe.Bocche da fuoco puntate su Amelia, il quale supera l’ultimo provino e va tra i pali. Mentre in panchina trovano posto altri quattro recuperati: Kharja, Juric, Palladino e Jankovic. Mancano soltanto Dainelli e Acquafresca, nella sua travagliata stagione il Grifone non ha mai avuto l’infermeria così poco frequentata (ma l’attaccante serbo accuserà un nuovo problema poco dopo l’ingresso sul terreno di gioco). Poco affollato è pure il Meazza. Per decisione dell’Osservatorio, niente trasferta per i genoani. Molti striscioni “liguri”, ma tutti per i nerazzurri: Savona e Genova, Albissole, Alassio, PietraLigure, Quiliano, Spotorno, Andora, Loano e Finale Ligure. Dove giovedì il Grifone ha perso Dainelli. Al centro della difesa Moretti, con inserimento di Bocchetti. All’ultimo momento Gasperini ha chiamato Milanetto (il quale gioca senza maschera, gli dà eccessivo fastidio), la prima idea eraRossi inmediana conMesto sulla fascia destra e Palacio in campo. Come detto, più muscoli. E disposizione ibrida, contro l’attacco “tre più uno” dell’Inter: l’uno puòessere,aseconda dei casi, il più avanzato Milito oppure il trequartista Snejider. Nel Genoa la difesa è “quattro più uno”. Sokratis e Moretti centrali, Rossi e Criscito sulle fasce, con l’aggiunta di Bocchetti che parte da libero d’un tempo,però spesso esce a prendereil numero 10 olandese a tutto campo, guardia dedicata (talvolta si dà il cambio con Sokratis). Poi, inserimenti da dietro. La prima conclusione del match, al 7’, è rossoblù: su una respinta corta della retroguardia dell’Inter, Criscito addomestica e cerca il controbalzo mancino, non c’è abbastanza esterno. E l’azzurro, al primo fallo, su Balotelli, viene ammonito da Banti. Il Grifone trova spazi tra le linee, quando lamediana StankovicMuntari è attirata dal giropalla: così, al 16’Mesto ha il varco giusto per il destro, Julio Cesar respinge con i pugni. L’idea nerazzurra è invece di percussione centrale, con unodue stretti, ma la capolista tiene ritmi bassissimi e nella prima parte il meccanismo di copertura delGenoa funziona ottimamente.Come funzionano, nonostante qualche successiva imprecisione di appoggio (profondità a Suazo o cambio di fascia per Criscito), i tagli di Mesto da destra verso il centro, che Zanetti fatica a seguire. Per vedere la prima conclusione dell’Inter bisogna addirittura attendere il 40’, destro da 30 metri di Stankovic, Amelia blocca in serenità. Appena unamanciata di conclusioni dalla distanza, di qua e di là. Tanti errori di controllo e di passaggio. Ilmiraggio dell’intervallo, il sogno di un sussulto. Qualche fischio per i padroni di casa. Tatticamente, il primo tempo è della squadra di Gasperini. Mourinho (in tribuna per squalifica, in panchina c’èBaresi) prova la variante psicologica: in genere i nerazzurri fanno attendere gli avversari in campo alla ripresa del gioco, confidando che ciò serva a intimidire (hanno già preso parecchie multe per questo motivo); stavolta, invece, escono prima dal tunnel, come dire che intendono accelerare. Resta solo un’intenzione, finché al 6’ ilGenoa concede il contropiede: Milito è servito in area, vorrebbe la consueta sterzata, Moretti lo sbilancia (intervento con dubbio di “rigorabilità”) e il tiro dell’argentino è fuori. Dall’altra parte, cambia il centravanti: fuori Suazo, Jankovic punta centrale.Ealla conclusione, in sganciamento, va Sokratis: destro a scendere, carezza alla parte superiore della rete.Cambiapure l’Inter:Eto’o rileva un impalpabile Pandev, CordobasostituisceMuntari e va a fare il terzino sinistro, con Zanetti in mediana. Fuori anche Sculli (nella prima frazione, botta alla caviglia sinistra), dentro Palacio. San Siro fischia, il Genoa per alcuni minuti schiaccia l’Inter nella sua area, sebbene manchi la pericolosità. E l’attacco si trasforma ancora, quando Jankovic deve fermarsi: centravanti numero 3, Palladino. I nerazzurri accennano qualche scossa su palle perse dalGrifone. Infine, Mourinho schiera il quinto uomo d’offesa, Quaresma al posto di Stankovic. Il pubblico sembra farsi beffe della Trivela quando sfugge di tacco a Sokratis, comunque l’appoggio è buono per Maicon, diagonale che esce di non molto. La corazzata non riesce a penetrare e prova ancora da fuori, conEto’o,Amelia blocca a terra,e con Sneijder, a lato. Penetra il Genoa, ma Mesto è contrastato in extremis e Julio Cesar si salva. Dove non arriva con il gioco,l’Inter prova di prepotenza,da corner e calci piazzati. Quando manca un minuto al90’, mattonella per Sneijder. Niente da fare, la difesa del Genoa nella notte di SanSiro è insuperabile.Ed è la partita perfetta diLiedholm, tattica spinta che flagella le emozioni. Anche così, per i rossoblù, un punto che fa sentimento.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Andrea Schiappapietra. Amelia 6.5 TRANQUILLO Vigilia con brivido per il portiere, alle prese con un risentimento muscolare: il recupero arriva in extremis. Dopo un paio di uscite sicure, al 40' blocca senza problemi un destro di Stankovic. Nella ripresa, al 31', Maicon sfiora il palo e gli fa correre i brividi lungo la schiena. Papastathopoulos 7 MAESTOSO Il greco è stato protagonista, nonostante ottime prestazioni, degli ultimi episodi sfortunati che hanno frenato la rincorsa del Genoa all'Europa. Non si abbatte e affronta la gara di San Siro con il consueto coraggio. Battaglia con Milito, al 9' della ripresa sfiora di destro la traversa. Moretti 7 EFFICACE Manca Dainelli per infortunio e quindi tocca all'ex giocatore del Valencia prendere in mano la difesa. Lo fa nella maniera migliore, non rischiando nulla e chiudendo su ogni pallone. Si fa male nel finale di gara ma resiste sino alla fine della partita dimostrando grande coraggio. Il migliore: Bocchetti 7.5 MONUMENTALE Si riprende una maglia da titolare e va a chiudere in marcatura alternativamente su Sneijder e Milito cercando (e trovando quasi sempre) l'anticipo. Dirige la difesa da centrale di gran razza, rintuzzando nella maniere migliore possibile le offensive della capolista a caccia dei tre punti. A parte un "buco" a metà primo tempo, non sbaglia nulla, blocca ogni iniziativa nerazzurra in acrobazia e riparte a testa alta, senza paura. Davvero una sicurezza. Rossi 7 CORAGGIOSO Inizialmente dalle sue parti incrocia Pandev, per cui resta basso per francobollarlo a dovere. Dopo una ventina di minuti la coppia Mourinho-Baresi inverte il macedone con Balotelli e per il capitano la battaglia si fa ancora più dura. Riesce a cavarsela alla grande. Milanetto 6.5 PREZIOSO Il regista getta la maschera e affronta la battaglia a viso aperto: parecchi i palloni che passano dai suoi piedi ma nei primi 45 minuti non gli riesce il lancio illuminante per Suazo. Mette al servizio della squadra rossoblù tutta la sua esperienza contribuendo all'ottimo pareggio. Zapater 7 MARTELLANTE Il Toro di Saragozza si butta nell'arena di San Siro con il piglio giusto, affonda il tackle e s'inserisce bene in avanti, anche se sparacchia sul fondo, dal limite dell'area, un pallone invitante. Efficace anche nella ripresa, a protezione dell'area. Davvero una buona prestazione la sua. Criscito 7 DILIGENTE Reduce da un periodo di scarsa forma, va piazzarsi su Balotelli . Dopo sette minuti spreca tirando sul fondo una corta respinta della difesa nerazzurra. Dalle sue parti, poi, passa Pandev. Impegno e l'abnegazione sino alla fine per il prezioso pareggio del Grifo. Mesto 6.5 INTERMITTENTE Qualche errore di troppo in avvio ma al 16' spara una bordata dai 20 metri che per poco non sorprende Julio Cesar. Forse la migliore occasione del Genoa. Fa i movimenti giusti, allargandosi o accentrandosi con tempismo ma poi sbaglia in rifinitura e fa infuriare il Gasp. Suazo 5.5 SOLITARIO Torna da ex in uno stadio in cui, in nerazzurro, ha avuto poca fortuna. Ha voglia di dimostrare il suo valore ma nella prima frazione si vede poco, anche perché i compagni non riescono a innescarlo. Ci prova ma nella ripresa viene sostituito da Jankovic. Sculli 6.5 SOLIDO Gasperini opta per un tridente corsa e muscoli, per cui l'attaccante calabrese affianca Mesto e Suazo, con Palacio in panchina. Prende una botta nel primo tempo ma si riprende e al 48' va al tiro: palla facile per Julio Cesar. Frena Maicon, grintoso come sempre. Palacio 6.5 BRILLANTE (dal 17' st per Sculli) Aggiunge un po' di pepe all'azione del Grifone in casa della capolista. Jankovic sv (dal 7' st al posto di Suazo) Va a fare la punta centrale: vita dura, si fa male dopo dieci minuto ed è costretto a uscire Palladino sv (dal 22' st al posto di Jankovic). Gli avversari Inter: Julio Cesar 6, Maicon 6, Lucio 6.5, Samuel 6.5, Zanetti 6, Stankovic 5 (30' del secondo tempo Quaresma sv), Muntari 5 (12' del secondo tempo Cordoba 6), Balotelli 5.5, Sneijder 5, Pandev 5 (12' del secondo tempo Eto'o 5), Milito 5.5 L'arbitro Arbitro: Banti di Livorno 6.5 La sua designazione aveva creato qualche malumore alla vigilia: tra i precedenti con il Grifone, quel 3-2 a Roma nel 2008 che aveva fatto infuriare Gasperini. Dirige con attenzione, senza fare errori

 

IL SECOLO XIX - Amelia: «La Nazionale? Sono tagliato fuori». di Andrea Schiappapietra. Il portiere rossoblù :«So come ragiona Lippi, non mi illudo più» Sokratis: «Milito è un grande giocatore ma stasera era un po' solo, sono riuscito a contenerlo bene» Milano. Dopo la beffa, la prova d'orgoglio. Settimana lunghissima per la squadra rossoblù, reduce dall'incredibile sconfitta incassata al Ferraris con il Bologna. Tutti a pensare all'occasione persa per fare un balzo in classifica, con la prospettiva di andare a San Siro contro un'Inter pronta a chiudere il campionato. La reazione? «Una delle nostre migliori prestazioni, sotto tutti i punti vista: tecnico, tattico, agonistico», sottolinea Marco Amelia, che è sceso in campo con uno stiramento all'inguine. «Avevo male ma ci ho giocato sopra: per fortuna mi hanno impegnato poche volte».Dai quattro gol presi dal Bologna al bunker contro i nerazzurri. «Questo risultato è più merito nostro che frutto dei demeriti dell'Inter», racconta il portiere rossoblù. Che aggiunge: «La cosa più importante è che ogni settimana lavoriamo sugli errori commessi, per cercare di non caderci più: non possiamo fare altro che continuare così». Questo dice Amelia, uno che ora vuole solo pensare al Genoa. Insomma, alla Nazionale non crede più: «Sono tagliato fuori, rispetto le scelte di Lippi, so come la pensa». Il portiere del bunker saluta e se ne va. Parlano i suoi compagni, gli altri del bunker a San Siro. «Avevamo preparato la partita molto bene, il mister ci aveva detto di accorciare sempre su Balotelli, Sneijder, Pandev», spiega Sokratis Papastathopoulos, uno dei migliori in campo. «Milito è un grande giocatore ma stasera era anche un po' solo in avanti: sono riuscito a contenerlo bene», dice il difensore greco, proprio mentre il Principe passa alle sue spalle e si complimenta con lui. Gara dura per l'argentino, contro la squadra a cui è legato da grandissimo affetto. «Per Diego non era facile giocare contro il Genoa. Lo conosco bene, siamo amici e ci sentiamo ogni settimana», ammette Alberto Zapater. «Il Bologna è stata una grandissima occasione persa ma contro il Cagliari, dopo questa splendida prestazione, dobbiamo tornare a vincere». Grande serata per Sasà Bocchetti, di nuovo protagonista dopo un periodo difficile. «Ho sofferto a stare in panchina ma il merito di quello che abbiamo fatto a San Siro è di tutta la squadra: abbiamo conquistato un punto molto pesante, ora diamo continuità battendo il Cagliari». Tra le notizie positive, il ritorno in panchina di Juric. «Ci giochiamo tutto nelle prossime tre partite, contro Cagliari, Fiorentina e Palermo», annuncia il croato. Chi invece ha poco da sorridere è Bosko Jankovic: «Ho sentito male nella parte esterna: non è come l'altra volta ma mi sono fermato per prudenza. Vediamo nei prossimi giorni».

IL SECOLO XIX - Milito "sbaglia" spogliatoio. Anche la mira non è la solita. di Luca Uccello. La notte del principe Stretto tra i ricordi e la marcature dei soliti amici rossoblù MILANO. La prima volta del Principe Diego Milito. Una notte fredda, vento dalla Nord e con un brivido d'emozione per un recente passato impossibile da dimenticare. Non lo può dire, la società nerazzurra gli ha cucito la bocca, ma si capisce dal suo sguardo nel vedere quella maglia rossoblù di fronte a lui. La prima volta da avversario ha un sapore strano, forse inatteso. Nessuna bandiera, striscione o croce della Genova rossoblu. Diego guarda in alto, verso il terzo anello. Non vede niente, non c'è nessuno: settore ospiti chiuso. Inutile protestare, col Genoa a Milano la storia è sempre la stessa. La prima volta del Principe contro il suo Genoa è fatto di carezze, sorrisi e qualche lacrima di commozione. Sua e di Thiago Motta. Raccontano il suo ingresso nello spogliatoio rossoblu, «come se non me ne fossi mai andato via da qui?». Si siede, parla con chi gli sta di fianco, forse aspetta una maglia da portare via con sé. Poi si alza abbraccia uno per uno. E per tutti ha una parola, qualcosa da dire, da ricordare negli anni di Genoa. Scherza con Massimo Cavallari, l'uomo delle scarpe magiche e dei suoi tacchetti misti. Un rapporto speciale. I minuti passano, non vorrebbe andarsene, prima di scendere in campo e fare sul serio abbraccia forte il Gasp. In campo, la prima volta di Milito è emozionante, emozionata. Punta centrale tra vecchi amici: Criscito, Bocchetti, Sokratis. Corre un po' di qua, per andare poi di là. La sua partita comincia dopo quasi quindici minuti di gioco: triangolazione con Sneijder, ma la difesa tiene. Passano cinque minuti, traversone in mezzo all'area di rigore di Maicon, Diego salta in anticipo e il pallone se ne va. Occasione al 28', ma Papa nell'area piccola di testa lo anticipa. Davanti non fa male, succede anche lui. Primo fallo subito al minuto 34, nella propria metà campo in copertura da Sculli. Non certo la sua posizione. Al 41' prova ad andare, ancora Papa il greco copre Amelia. Finisce il primo tempo, si riparte. Al 6' della ripresa la sua grande prima occasione. Ci arriva lungo e la tira fuori, esterno della rete. La seconda al 22'. Supera Bocchetti in velocità, ma la palla è alta. Ci riprova ma Bocchetti questa volta lo chiude prima. Poi chiede (quasi) scusa per aver creato un pericolo contro chi lo ha lanciato nel grande palcoscenico. Il Genoa, gioca, fa la partita. Lui rimane là, da solo in avanti tra qualche maglia rossoblu, tanti ricordi, qualche rimpianto. Alla prossima Principe.

 

LA REPUBBLICA - Il Genoa ferma l'Inter: solo pari. La squadra di Mourinho gioca bene solo i 30' finali ma non bastano per vincere. Pareggio senza gol, resta a 4 ounti il vantaggio sul Milan. di LUIGI PANELLA. Il Genoa ferma l'Inter: solo pari. MILANO - La linea immaginaria della palla. L'ha osservata, curata, studiata con estrema attenzione il Genoa: applicazione tattica assoluta, tutti dietro di essa con grande concentrazione nelle fasi di attacco dell'Inter. E' questo il segreto del meritato 0-0 strappato dai liguri al Meazza. Un punto che fa comodo ai rossoblu e fa comodo anche al campionato: niente fuga decisiva in vetta, Milan che resta a -4, insomma, i giochi per lo scudetto non sono ancora chiusi. Maluccio l'Inter: imbrigliati nel primo tempo dal Genoa, i nerazzurri sono cresciuti nella ripresa senza però esibire mai una manovra in scioltezza. Il tutto sotto le sguardo arrabbiato di Josè Mourinho che, squalificato, ha seguito la partita da un palchetto in stile monarca, per poi scendere nel finale ad infuriarsi a bordo campo. SPETTACOLO SULLA CARTA... - Il capitolo tattico lascia immaginare chissà quale spettacolo pirotecnico. Mourinho usa la soluzione più offensiva possibile, con due punte (Balotelli e Pandev) sulla trequarti insieme a Sneijder a sostegno di Milito. Alla lavagna, baldanzoso anche Gasperini, con il tridente offensivo, anche se nella versione più prudente con Mesto a destra. INVECE SI VA SOTTO RITMO - Nel primo tempo però, i fuochi d'artificio restano nell'immaginario collettivo. Ci sono poche occasioni, c'è poco ritmo, l'unico motivo di interesse è nel seguire la partita a scacchi iniziata da Gasperini. Di fatto, la totale chiusura degli spazi organizzata dal tecnico rossoblu (in realtà la mediana presenta spesso 6 persone), ha sull'Inter un effetto ipnotico: i nerazzurri riescono a battere verso la porta solo con Stankovic, che peraltro non spaventa Amelia. Più insidioso un destro dalla distanza di Mesto, che trova reattivo Julio Cesar. Lo stesso esterno del Genoa si conferma intraprendente, chiamando Zanetti ad una sapiente diagonale per sventarne un'incursione. IL FORTINO DEL GENOA - Nella ripresa, per la prima metà l'Inter aumenta leggermente il ritmo senza incidere granchè. Milito è il più pericoloso con un paio di incursioni in area concluse però in maniera imprecisa. Gasperini, causa un infortunio a Jankovic pochi minuti dopo la sua entrata, di fatto spreca tutti i cambi per i giocatori della fase offensiva. Una situazione che toglie energie agli uomini di interdizione che vanno in affanno soprattutto nell'ultimo quarto d'ora. Doppia la soluzione interista: il tiro da fuori, con Maicon e Sneijder che mancano di poco il bersaglio, e la mischia in area. Tutti dentro negli ultimissimi minuti, ma il fortino ligure resiste. GASPERINI: ''POTEVAMO ANCHE VINCERE'' ? Gasperini è ovviamente soddisfatto del punto preso: ''Abbiamo fatto una buona gara che viene in un buon periodo, di crescita. Fossimo stati più lucidi in avanti, potevamo cercare di vincere''. Un punto importante, in considerazione della tradizione non buona dei rossoblu in trasferta: ''Abbiamo perso parecchi punti fuori casa, nella prima parte della stagione, ma pagavamo gli sforzi di Europa League''. PER L'INTER PARLA BRANCA - Squalificato Mourinho, la voce ufficiale dell'Inter è il direttore dell'area tecnica, Marco Branca: ''Il punto conquistato va letto anche nell'ottica dei molti nazionali che abbiamo e cha hanno giocato da titolari le gare internazionali e sono tornati abbastanza stanchi''. L'assenza: ''Ovviamente, dal punto di vista della personalità il nostro tecnico è molto importante''. Nessun caso Muntari, arrabbiato dopo la sostituzione: ''E' un buon ragazzo, ovviamente era dispiaciuto di uscire'' Inter e Genoa 0-0 Inter (4-2-3-1): Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti, Muntari (13' st Cordoba), Stankovic (30'st Quaresma), Balotelli, Sneijder, Pandev (13' st Eto'o), Milito. (1 Toldo, 23 Materazzi, 17 Mariga, 89' Arnautovic). All.: Baresi. Genoa (3-4-3): Amelia, Papastathopoulos, Bocchetti, Moretti, Rossi, Zapater, Milanetto, Criscito, Mesto, Suazo (8' st Jankovic, 22' st Palladino), Sculli (17' st Palacio). (73 Scarpi, 40 Tomovic, 5 Kharja, 28 Juric). All.: Gasperini. Arbitro: Banti di Livorno. Angoli: 3-2 per l'Inter. Recupero: 3' e 4'. Ammoniti: Criscito e Samuel per gioco falloso, Balotelli per comportamento non regolamentare. Spettatori: 50 mila circa.

 

LA REPUBBLICA - L´Inter non ha voglia di lottare col Genoa occasione sprecata. Gianni Piva. Eto´o fuori, la squadra si sveglia solo alla fine ed è 0-0. Un´Inter brutta e presuntuosa fa un bel regalo al Milan che era uscito dall´Olimpico con le mani tra i capelli, certo di veder scappare i rivali. Invece la squadra di Mourinho si è svegliata e ha fatto qualche sforzo per cercare la vittoria solo nel quarto d´ora finale, senza mai avere la meglio di un Genoa che questo pareggio ha meritato, custodito e difeso con cuore, umiltà e ottima organizzazione. Per la capolista una pessima serata: sbagliato l´approccio mentale, deludente l´impegno dei singoli e il lavoro del centrocampo, dove l´assenza di Cambiasso è stata pesantissima.  Dopo il pareggio dell´Olimpico tutti, il Genoa per primo, davano per scontata un´Inter affamata e caricata a mille, ma nulla di tutto questo si è visto. Anzi. L´armata di Mourinho, che ha tenuto Eto´o in panchina puntando sul terzetto Balotelli-Milito Pandev, si è presentata in pantofole, con scarsissima vena. Ai genoani, passata la sorpresa, non è rimasto che mettersi al lavoro e costruire una partita via via sempre più consistente e promettente. Di spazio per muoversi molto, anche perché l´avversario stava bello largo, con pochissimo movimento e molta supponenza nelle giocate, tutte molto prevedibili e quindi anticipate senza troppi affanni. Per una squadra che da oltre cinque mesi non vince in trasferta si è materializzata la possibilità di cercare qualcosa in avanti, dopo aver chiuso porte e strade gradite ai nerazzurri. Sneijder seguito come un´ombra da Milanetto, Rossi e Mesto da una parte, Criscito e Sculli dall´altra a spingere alternandosi, senza concedere spazio ai laterali dell´Inter: nessuna sorpresa se solo un felice e tempestivo recupero di Zanetti ha tolto a Mesto una occasione formidabile al 30´. Insomma dell´Inter nessuna notizia, ma tante giocate scontate, senza ritmo e soprattutto senza movimento di chi non aveva palla, rendendo impossibili sbocchi e aperture. Milito solo e marcatissimo su palloni ricevuti sempre spalle alla porta, Pandev sprofondato tra avversari solleciti e Balotelli isolato, poco ispirato e clamorosamente impreciso.  Inevitabile che la ripresa veda i nerazzurri accelerare le manovre, il Genoa più sollecito nel pressing, aumento dei contrasti e delle lamentele. Comincia Milito cadendo vicino alla porta, poi c´è un´ammonizione a Samuel che spinge Suazo col petto. Dalle panchine decidono di cambiare, comincia il Genoa: fuori Suazo e dentro Jankovic, poi Palacio per Sculli. Dalla tribuna Mourinho ordina: fuori l´inanimato Pandev e dentro Eto´o, poi fuori Muntari che non gradisce e dentro Cordoba che fa il terzino con Zanetti che si sposta in mezzo. I ritmi salgono e sale con decisione il Genoa rinvigorito dagli errori e dagli affanni dell´Inter che fatica ritrovandosi sempre marcata stretta a tutto campo. Palladino deve sostituire Jankovic che zoppica. L´Inter si presenta in area solo al 24´, tiro di Milito alto. Ora una certa pressione comincia ad esercitarla, il Genoa si raccoglie, stringe i denti, non lascia spazi e tempo agli avversari. Alla mezz´ora l´ultima mossa di Mourinho, furente in tribuna: fuori Stankovic e dentro Quaresma. Lambiscono i pali i tiri di Sneijder e Maicon, ma al 35 J. Cesar deve uscire a precipizio su Mesto, mentre dall´altra parte ci si ammucchia con frenesia, tra corner, mischie e inutili lamentele.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. Pandev assente, Muntari infuriato. Bocchetti insuperabile. INTER JULIO CESAR 6 Reattivo quando serve, cioè sul destro dal limite di Mesto. Un'uscita tremebonda su cross basso di Palacio. MAICON 5 Viaggia a metà tra l'indolenza e l'apatia, con la debole scusante della presenza assidua di Sculli. In effetti, quando decide di scuotersi, raggiunge agevolmente la tre quarti avversaria, dalla quale fa spiovere qualche cross, fino al diagonale che spaventa Amelia al 32' st. LUCIO 6 Associando il mestiere alla potenza, rifila un paio di manate poco in linea col galateo calcistico e si avventura in una velleitaria discesa, stroncata sul nascere. Tuttavia chiude Suazo e gli vieta per lo più l'accesso al pallone. SAMUEL 6 Rispetto al compagno brasiliano, l'argentino esibisce maggiore inclinazione al rinvio senza arzigogoli:. Ammonito dal severo Banti, bisticcia con lui per la relativa squalifica. ZANETTI 6.5 Lo studio dell'eclettismo del capitano dell'Inter conosce capitoli sempre nuovi e affascinanti. Qui, nella nota versione di terzino sinistro, si manifesta soprattutto come difensore aggiunto. Due diagonali perfette e una provvida chiusura su Mesto ne confermano la capacità di plasmare se stesso alle esigenze della squadra .A un certo punto Mourinho lo avanza a centrocampo. MUNTARI 5.5 Gli tocca uno tra i compiti più ingrati: muovere il pallone verso gli attaccanti. Il problema è che prima bisognerebbe sottrarlo, il pallone, al pressing del Genoa. Per caratteristiche lui sarebbe il più adatto a farlo. Non essendo ubiquo, però, si deve limitare alle rincorse e ai tackle. Rimpiazzato a inizio ripresa, non la prende benissimo. Dal 12' st Cordoba 6: terzino sinistro impetuoso e talvolta pasticcione. STANKOVIC 5.5 La sua conversione da mezz'ala classica in mediano di lusso non può riuscire in pieno. Il piede è prensile, il tocco di prima sarebbe abbastanza illuminato. Solo che deve inseguire gli altri e non è nelle sue corde. Un tentativo dalla distanza. Dal 30' st Quaresma 6: beccato dal pubblico alla prima finta, reagisce con orgoglio. BALOTELLI 5 Sotto osservazione perenne, a maggior ragione dopo la campagna per portarlo al Mondiale partita in settimana, patisce la marcatura quasi fissa e i costanti raddoppi. Inizia a destra, poi trasloca a sinistra, dove trova il corridore Rossi. S'innervosisce e prova a pencolare al centro. L'esito è sempre lo stesso: una notte senza lampi, con qualche utile e umile ripiegamento. Ma aveva la febbre. SNEIJDER 6 Sapendolo il fulcro del gioco interista, Gasperini gli appiccica subito Bocchetti, che lo riduce all'asfissia come i medianacci di un tempo. In cerca di ossigeno, arretra o si defila sulla sinistra. Un tiro appena fuori bersaglio nel finale. PANDEV 4.5 Si scambia la posizione con Balotelli, ma è molto meno mobile del compagno e non combina granché, meritando la sostituzione. Dal 12' st Eto'o 5.5: non aveva fatto sfracelli col Camerun contro gli azzurri e si ripete, ma è ben più vivo di Pandev (una girata centrale). MILITO 5.5 Gasperini sa che un suo solo tocco o una sponda possono essere letali e per questo ordina che venga circondato dagli ex amici. La mossa riesce quasi sempre: un sinistro a lato, una fuga e un destro alto sono le sole eccezioni. GENOA. AMELIA 6 Mai più avrebbe immaginato di giocare a San Siro contro l'Inter e limitarsi all'ordinaria amministrazione. PAPASTATHOPULOS 6,5 Un ex decatleta passato al calcio, difende e subito si propone accompagnando la ripartenza, sfiora anche il gol con una conclusione dal limite. Rude e duro, cerca di non esagerare con l'ex compagno Milito. BOCCHETTI 7 Ha il compito di uscire dalla linea difensiva, scalando alto su Sneijder. E quella sul trequartista dell'Inter diventa di fatto una marcatura ad uomo. Compito che assolve in maniera perfetta. MORETTI 6 Insieme a Papastathopoulos stringe Milito in una morsa continua. ROSSI 6,5 E' l'anima del Genoa: difende, attacca, riparte. Pandev, Balotelli e Quaresma: l'Inter dalla sua parte le prova tutte ma non passa. MILANETTO 6 Cuce la manovra da regista vecchio stampo. ZAPATER 6 Portatore d'acqua senza lampi. CRISCITO 6,5 Prima dalla sua parte c'è Balotelli, poi Mourinho ci sposta Pandev. L'ordine di Gasperini non è solo quello di difendere, ma anche di ripartire. MESTO 6,5 Svaria a tutto campo, una sorta di scheggia impazzita che mette in imbarazzo la difesa interista. Così prima Julio Cesar è costretto a salvarsi con i pugni, poi Zanetti è provvidenziale a chiudere in diagonale sul passaggio in profondità di Rossi. SUAZO 4,5 Non becca palla, anche se tatticamente la partita sembrerebbe la più adatta alle sue caratteristiche di contropiedista. Inevitabile la sostituzione. Dall'8' st Jankovic sv : preoccupante il nuovo stop dopo l'operazione ai legamenti crociati del ginocchio. Dal 22' st Palladino 6 : entra quando il Genoa ha ormai rinunciato ad attaccare. SCULLI 6 Prevista la staffetta, anche se probabilmente, su quella fascia sinistra, pensava di dover faticare di più. Ma Maicon per oltre un'ora ha fatto solo presenza. Dal 17' st Palacio 6 : tiene palla più che cercare l'affondo. Arbitro Banti 6,5 Dirige serenamente, senza incappare in errori gravi.

 

IL GIORNALE - INTER - GENOA 0 - 0. Il suo tridente fa cilecca e l’Inter si prende i fischi. Balotelli inconsistente, i nerazzurri hanno concluso poco, risvegliandosi solo nel finale. Ma il Genoa regge bene. di Claudio De Carli. Milano. Noia mortale, si può dire senza offendere i campioni d'Italia? Succede, magari è anche merito di Gasperini e del suo Genoa ma onestamente l'Inter ha fatto talmente poco da apparire irriconoscibile e meritarsi qualche fischio. Si avvicina l'impegno di Champions e l'aria che tira è la medesima che si respirava prima dell'incontro di andata col Chelsea. Massimo Moratti era talmente fiducioso prima della gara da prendere col sorriso le provocazioni di chi gli riportava i commenti di Adriano Galliani: «Ha detto che Roma e Milan sono le squadre che esprimono il miglior calcio d'Italia? Be’, tutto è opinabile ma forse si è dimenticato qualcuno. Comunque complimenti al Milan per il bel pareggio conquistato su un campo difficile». L’Internonaveva l'occasione di chiudere il campionato, madi dargli una bella botta. Ha fatto poco, non lo avrebbe meritato prima di lasciare la città e fiondarsi sulle isole,Catania e poi Palermo,inmezzol'impegno in Inghilterra. Nel finale ha chiuso il Genoa fra i paletti, capirai, quelli ne avevano prese cinque all'andata e avrebbero acceso un cero per la metà, non credevano ai loro occhi, hanno strameritato il punto e giocato a viso aperto. Adesso è tutto come prima: distacco immutato ma il Milan ha passato indenne la trasferta di Roma e questo per i nerazzurri non è bello. Non sappiamoquanto valga nella testa del presidente, di Mourinho e dei giocatori questa Champions dei dettagli. Di sicuro ci sono tanti tifosi che al campionato tengono una cifra e ieri sera sono usciti arrabbiati e scontenti. Sono due punti persi, due punti che non avrebbero cambiato la vita di questa stagione ma se a conti fatti mancherà qualcosa, qualcuno può pensare a questo inutile Inter-Genoa, due portieri senza voto, Milito, Pandev, Eto’o e Balotelli con zero tiri in porta, imitati dall'ex Suazo, un'epidemia. LE PAGELLE. INTER. sv JULIO CESAR Assiste a uno spettacolo deprimente, respinge con i pugni un destro di Mesto dai trenta metri, ne blocca un altro di Sculli. 5,5MAICON Quando decide di non giocare è uno spettacolo. Si mette a braccia conserte ad osservare come si fa quando si è in pensione e c'è un cantiere sotto casa. 6 LUCIO Fra i più attivi, esce un paio di volte e la perde clamorosamente. Molto meglio dietro quando di riffa o di raffa chiude tutto senza fare complimenti. 6 SAMUEL Diffidato si fa ammonire per un fallo inutile e cercato: salta Catania venerdì sera e si presenta fresco a Stamford Bridge per il ritorno. Sul campo lascia sfogare Suazo,quando gli arriva a tiro lo prende e lo spegne. 6 ZANETTI Butta via l'acqua sporca e resta invischiato in questo clima da vecchi amici che s'impadronisce della partita. Non scende, non assale, aspetta che qualcuno gli arrivi addosso o cada per impadronirsi del pallone. 5,5 STANKOVIC Un po' di casino, molta lotta, è comunque suo il primo tiro in porta dell'Interal39' del primo tempo,centrale, Amelia resta fermo e blocca. 5,5 MUNTARI Qualche pallone perso male, un paio di cose decenti, nel complesso non sfigura perché gli altri fanno peggio. Il peggio lui lo dà quando viene sostituito e in modo sgarbato rifiuta di essere accompagnato nello spogliatoio (dal 13’ st Cordoba sv). 5 PANDEV Preferito a Eto'o non giustifica la scelta. Non ne azzecca una,nonfalapunta e non è mai pericoloso. Tenta un triangolo con Balotelli e non gli riesce (13’ Eto'o sv). 5,5 SNEIJDER Corre, tocca mille palloni, ne sbaglia la metà e non si deprime, riprende a giocare. In una partita normale sarebbeda sette,mase alla fine l'Inter non si vede dalle parti di Amelia, la sua prestazione diventa opaca come il resto della squadra. 5,5 BALOTELLI Niente numeri, niente cinema e anche poco calcio. Super mario contribuisce a rendere la partita un impegno di calendario. 5,5MILITO Anestetizzato dai ricordi e dai vecchi amici che lo invitano a fare il bravo. Riceve il primo pallone decente a inizio ripresa, entra in area e spara col sinistro contro i fotografi ma non prende neppure loro. All.Baresi6:Fafreddoeresta in piedi tutta la partita. GENOA. sv AMELIA Il super attacco del campionato lo risparmia, qualche schizzo da lontano, Stankovic che ci prova, Milito neppure quello, Balotelli e Pandev assenti ingiustificati. 6 PAPASTATHOPOULOS Passa inosservato ma gioca una partita intensa in cui si nota per la puntualità anche se sulla maglia c’è scritto Sokratis. 6 MORETTI Grande partita di dedizione, non molla mai il bidone, tiene la difesa del Genoa bloccata e quando si concede una sortita dopo pochi minuti e invade la metà campo dell’Inter si illude e basta, arriva Lucio come un tram e lo spalma a quaranta metri da Julio Cesar. Non ci riproverà più. 6 BOCCHETTI Anche lui molto tonico ma non è vero che il Genoa dietro gioca a tre, sono capaci di fare una superdiga anche di sei o sette e tutti da bravi collaborano e danno una mano al muro. Ieri sera una passeggiata. 5,5 ROSSI Sulla fascia, abbastanza anonimo. 5,5 MILANETTO Tutte le squadre che decidono di metterla sulla lotta dovrebbero avere un Milanetto in campo. Palla al piede, un disastro. 5 ZAPATER Non c’era bisogno di andare in Spagna a prenderlo. 6,5 CRISCITO Bravo, costringe Balotelli a cambiare fascia. Fra i più attivi, calcia in porta, si propone. 5,5 SCULLI Casino, qualche chiusura, davanti poco (dal 16’ st Palacio sv. Preziosi lo ha cercato per otto mesi, ieri sera i compagni per i minuti che ha fatto in campo). 5,5 SUAZO Grande Suazo, quello che se n’è andato dall’Inter. 5,5 MESTO Tira in porta un paio di volte, innocuo. All.: Gasperini 6,5. Sono soddisfazioni. Arbitro: Banti 6. Inutile, come la partita.

 

     

 

     

 

     

  

 

AKAIAOI