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STAGIONE 2006/07 |
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Reti: 19' Nedved, 39' Chiellini, 46' pt Di Vaio, 66' Trezeguet Juventus: Buffon, Birindelli (58' Boumsong), Legrottaglie, Zebina, Chiellini, Camoranesi (67' Marchionni), Giannichedda, Marchisio, Nedved, Trezeguet, Del Piero (91' Zalayeta). All: Deschamps. Genoa: Rubinho, Masiello, Stellini, Criscito, Rossi (48' Leon), Milanetto (76' Galeoto), Juric, Fabiano, Botta (40' Coppola), Gasparetto, Di Vaio. All: Gasperini. Arbitro: Morganti di Ascoli. Spettatori: 21.953
AKAIAOI - SUI GRANDI SCHERMI DI TORINO: RITORNO AL FURTO Non c'è che dire, il film proiettato in prima visione al Delle Alpi di Torino ha riscosso certamente il successo sperato dalla troup Cobolli-Deschamps. Una settimana all' insegna delle lacrime quella dei vestiti a carcerati che naturalmente apre una breccia nel cuore di chi di dovere. Per non far mancare le piccole star che richiamano sempre il pubblico alla buona proprio in mattinata si viene a sapere che non si sa con quale riscontro giuridico un pm federale (napoletano) ha chiesto 3 punti di penalizzazione per quattro spicci di plusvalenze fatte nel passaggio di giocatori tra Genoa e Como avvenuta nel 2003-04. La farsa di Torino si compie nei primissimi minuti di gioco. Dopo una rete annullata a Del Piero lesto a deviare un servizio di Nedved che però aveva ricevuto palla in netto fuorigioco è Di Vaio a impensierire Buffon con un colpo di testa che finisce di poco alto sopra la traversa. A questo punto scatta la solidarietà verso la squadra bianconera in lacrime, Milanetto con una palla filtrante taglia la difesa juventina mettendo Gasparetto, spostato sulla sinistra, in grado di battere Buffon con un perfetto diagonale. L'addetto agli effetti speciali segnala impalato con la bandiera sollevata un fuorigioco inesistente visto che le immagini provano (ma non c'era bisogno di moviola) che Gasparetto nel momento del passaggio s'inserisce perfettamente tra due bianconeri che lo tengono in gioco. Pochi minuti e un traversone viene deviato inavvertitamente in area dal buon Morganti, Gasparetto davanti a Buffon si precipita per colpire la palla di testa e Legrottaglie in ritardo da dietro lo spinge facendolo franare a terra. Per l'arbitro è tutto regolare. Come da copione al primo tentativo la Rubentus passa. Giocata in area Di Del Piero che frega Masiello e dal fondo mette palla indietro per Nedved che indisturbato infila nel sacco. Alcuni minuti e Trezeguet partito da centrocampo dopo aver ricevuto un rinvio del buon Buffon si presenta solitario davanti a Rubinho. Il portierone brasiliano non si fa fregare dal francese e gli stoppa il pallonetto, la palla finisce a Del Piero che s'allarga per scartare Rubinho ma Trezeguet gli ruba palla calciando malamente sul fondo a porta sguarnita. Subito dopo su calcio d'angolo uno smarcatissimo Chiellini di testa infila la porta genoana per la seconda volta. Ah, per non saper ne leggere ne scrivere Chiellini non doveva essere in campo visto le 3 giornate di squalifica (non) prese per un calcione rifilato ad un avversario. La Juve ha pianto e quindi niente prova televisiva. Il Genoa sul finire del primo tempo accorcia, lancio sulla destra e Rossi al volo rimette al centro. Sul secondo palo Fabiano indirizza a rete di testa ma Buffon, se pur corto e malamente, respinge la sfera. Di Vaio così di potenza e precisione infila in diagonale all' incrocio sinistro della porta bianconera. Il secondo tempo si può riassumere così, dopo pochi minuti Birindelli entra gamba tesa su Fabiano che stramazza a terra. Rosso diretto.... manco ammonito. Stellini viene ammonito per uno scontro spalla a spalla in volo mentre Chiellini rifila una gomitata in piena faccia a Gasparetto....rosso....manco ammonito. Zebinà con un colpo di tacco colpisce alla testa Gasparetto che era finito a terra. Morganti non vede niente, l'importante è che il guardalinee veda e segnali i fuorigioco inesistenti dei genoani. Nel frattempo Zebinà avanza e mette palla a Trezeguet ancora una volta liberissimo in scivolata mette fuori tempo Rubinho che deve raccogliere la palla nella rete per la terza volta. Masiello mette in fuorigioco l'avversario mentre Stellini rimane in posizione e il patatrac è fatto. Nel finale il Grifo và vicino alla rete con un colpo di testa di Di Vaio che risulta troppo centrale per impensierire Buffon che accartocciandosi agguanta la palla e ancora con un bolide da fuori area dell' attaccante rossoblù che il portierone bianconero devia oltre la traversa. Dopo tutto questo le maschere (giornalisti) discutono della riuscita del film con gli spettatori interessati, "bisogna dire che la Juve è di un altro pianeta", "ha vinto meritatamente", "Juve straripante".... ma andate a ...... E qui chiudo.
CORRIERE DELLO SPORT - Genoa, arrivederci in serie A I rossoblù reggono per 18’ (annullato un gol regolare), poi i bianconeri straripano. Juve bella e spietata: Nedved e Chiellini stendono il Grifone, poi rispunta Trezegol. di Guido Vaciado. Torino. La Juventus ha travolto il Genoa con lo stesso risultato di Lecce. Ma le analogie con quella partita non si fermano al punteggio, perché sette giorni dopo è uguale anche la Juventus: convincente, brillante, cinica nell’imporre la sua superiorità. E se in Puglia gli errori arbitrali erano stati sfavorevoli, mentre ieri il disastroso Morganti di Ascoli ha sbagliato a favore della Juve, i bianconeri hanno comunque dato spessore e valore alla vittoria con una prestazione che si specchia fedelmente nelle proporzioni della vittoria. Più si avvicina la A ( e quello di ieri è stato un passo importante, forse fondamentale), più la Juventus si sente nella massima serie e si esprime con un gioco all’altezza. E più si avvicina la A, più la Juventus riavvicina i suoi tifosi, sempre più caldi e più numerosi, ma soprattutto innamorati della squadra, che finisce per la seconda volta in una settimana sotto la curva a fine partita. E c’è pure più gusto rispetto al controverso 0-0 di martedì nella gara con il Rimini, perché da celebrare c’è una magnifica vittoria. Visto da qui, sembra davvero lontano il lungo e tormentato inverno, durante il quale la squadra di Deschamps ha vissuto sempre ai confini della crisi. Ora funziona tutti o quasi. Perfino Trezeguet ritrova il gol ( non certo una prestazione brillante, però), mentre Nedved si diverte, Del Piero riesce a incidere anche se sotto tono, Camoranesi magari non fa il Maradona come a Lecce, ma pur limitandosi a fare il Camoranesi va benissimo. Non solo: Deschamps pesca un Legrottaglie che conferma lo stato di forma e di concentrazione, uno Zebina trascinante, un Giannichedda in vena di sbattersi ovunque per catturare palloni, un Marchisio formato inizio stagione ( cioè quello buono). Gira tutto, insomma. E quand’è così, quando cioè i campioni hanno gli stimoli giusti, dati dall’ambiente dell’avversario di prestigio, è perfino troppo facile. Nonostante l’inizio tutt’altro che comodo. Al pronti via, la Juventus scatta bene e segna pure, ma al 2’ la rete di Del Piero (nata da un prezioso duetto con Nedved) viene giustamente annullata per fuori gioco. Poteva essere una sberla e invece diventa un buffetto, che sveglia il Genoa. Il gruppo di Gasperini, a quel punto, si impadronisce degli spazi e li occupa con maggiore logicità, manovrando con piglio e lasciando poca iniziativa alla Juventus. Così al 9’ e all’ 11’ si verificano i due fattacci: prima Gasperetto segna un gol, ricevendo un ottimo passaggio di Fabiano e se lo vede annullare per un inesistente fuori gioco; poi, nel mezzo di un’azione confusa che vede perfino l’arbitro deviare il pallone involontariamente nell’area bianconera, Chiellini spintona Gasparetto e il rigore ci potrebbe pure stare. Il problema del Genoa è che dura venti minuti scarsi, poi la verve con la quale aveva reagito allo sprint Juve si esaurisce e i bianconeri interpretano alla perfezione il ruolo della grande squadra spietata. Al 18’ Del Piero aggancia in area una corta respinta dopo un cross di Chiellini, il movimento di Alex è delizioso, controlla, si allunga sul fondo per evitare l’avversario e mette il pallone nel mezzo, dove Stellini, Juric e Masiello stazionano colpevolmente immobili, quasi frastornati, a quel punto accorre saettante Nedved che mette in rete con rabbiosa violenza: 1- 0. La Juventus non gestisce il vantaggio, ma continua la pressione, divertendo e divertendosi: al 25’ Birindelli ha una buona occasione, al 35’ ce l’avrebbe Trezeguet, lanciato da Marchisio, ma fallisce malamente il pallonetto. Il guaio peggiore, però, lo combina sulla prosecuzione dell’azione, quando Del Piero riesce a riprendersi il pallone e, proprio mentre si sta liberando per il tiro, si vede arrivare il francese che gli ruba la palla, manda fuori e, per di più, innesca il fuori gioco. Il francese si muove molto, ma è tanto determinato quanto fantozziano ( sfortuna compresa) nell’approcciarsi alle azioni più pericolose. I compagni lo cercano, soprattutto Nedved e Camoranesi che dalle rispettive fasce trainano il gioco. E forse l’oriundo campione del mondo cercava proprio la testina dell’amico franco argentino, quando al 38’ batte il corner che porta al 2- 0. A incornare con perfetto tempismo, arrivando da dietro, è però Chiellini. Il doppio vantaggio fa scendere leggermente la tensione nella Juventus e riaccende l’orgoglio genoano che spinge la squadra di Gasperini a chiudere il tempo con altri 7/ 8 minuti intensi e il gol del 2-1 proprio al 47’: Fabiano riceve a sinistra un cross di Rossi e tira, Buffon respinge corto, la difesa juventina s’appisola e lascia che il pallone giunga sui piedi dell’ex Di Vaio che calcia perfettamente e infila l’amico Buffon. Purtroppo per il Genoa, il primo tempo finisce lì e nel secondo si ripresenta in campo pure la Juve, di nuovo padrona del campo. Ai rossoblù, invece, si sbriciola il centrocampo che aveva retto nel primo tempo: fotografia esemplare è l’azione del terzo gol, con Zebina travestito da Messi che galoppa per quaranta metri, prima di appoggiarla a Trezeguet che, finalmente, azzecca la porta e si sfoga in un’esultanza liberatoria. E’ il 21’, il risultato va sul 3- 1 e, anche se il ritmo bianconero resta alto, di lì alla fine si registra poco, a parte un paio di belle parate di Buffon su Di Vaio e, alla fine, la festa juventina. Anzi, la festA.
TUTTOSPORT - PAGELLE GENOA Leon non aiuta Gasperini Rubinho 6,5: un paio di interventi importanti. Non ha colpe sui tre gol bianconeri. Si conferma un buon portiere anche se non ancora all’altezza dei suoi connazionali Dida e Julio Cesar. Magari tra qualche anno... Masiello 5,5: un po’ appesantito. Quando giocava nelle giovanili della Juventus era più agile, addirittura scattante. Ieri è parso la sbiadita coppia del giocatore che Fabio Capello faceva allenare con i grandi campioni juventini. Stellini 5,5: troppo irruente, a volte addirittura precipitoso. E mai al posto giusto. Basta vedere i tre gol bianconeri che sono stati realizzati tutti e tre dentro l’area di rigore. Criscito 6: bravino. Forse, però, ha sentito la partita più degli altri. Fatto sta che è risultato il meno peggio dei suoi anche se in altre circostanze aveva giocato meglio. Tant’è che la Juve lo ha riscattato spendendo tanti soldi. Botta 6: un tempo discreto. Ha giocato concentrato, cercando qualche affondo. E’ uno che, comunque, si prende le sue responsabilità. Coppola ( 40’ pt) 6: ha vivacizzato l’attacco, soprattutto nella ripresa. Dopo il suo ingresso la squadra ha fatto subito gol. Solo un caso? Rossi 6: ha difeso ( bene) più che attaccato. Leon ( 3’ st) 5: un mezzo disastro. Invece di rafforzare la squadra l’ha indebolita. Milanetto 5,5: sembrava in giornata straordinaria. I suoi primi venti minuti sono stati eccezionali. Poi, invece, è calato sino a scomparire. Galeoto ( 31’ st) ng: è entrato tardi e in pochi se ne sono accorti.. Juric 6: ha servito a Di Vaio un paio di palloni invitanti. Cerca sempre di costruire invece che distruggere. E’ un giocatore di qualità. Fabiano 6: l’inizio è confortante, il finale da dimenticare. Di Vaio 6,5: segna un grande gol. Di rabbia e di classe. Mette sempre in apprensione la difesa bianconera. Non se la prendano i rossoblù ma è lui l’unico giocatore da serie A. Gasparetto 6: gli annullano per fuorigioco un gol che ai più è sembrato regolare e qualche minuto dopo viene abbattuto in area da Chiellini. Rigore? Ci sta. Nei primi minuti ha fatto il bello e il cattivo tempo ma alla distanza è calato. All. Gasperini 6: con la squadra che ha a disposizione sta facendo sin troppo. Se il Genoa raggiungerà la serie A il merito sarà soprattutto suo. Arbitro. Morganti 5: non si è dimostrato all’altezza. Ha sbagliato tanto. Gol annullati e rigori non dati. Una giornata da dimenticare e anche i suoi collaboratori non lo hanno aiutato.
TUTTOSPORT - Tre punti di rabbia rossoblù Il Genoa infuriato per il gol annullato, il rigore negato e il rischio di penalizzazione. Preziosi: « Stufi di questa giustizia». Gasperini: « Se fossimo andati in vantaggio...» TORINO. Il Genoa esce a testa alta dall’Olimpico ma serpeggiano malumori per due episodi chiave della partita, il rigore negato e il fuorigioco inesistente, entrambi di Mirko Gasparetto, e per il caso plusvalenze che ha scosso la vigilia rossoblù. E proprio sul coinvolgimento della società e del presidente nel giro di trasferimenti gonfiati con il rischio di una penalizzazione di tre punti, è intervenuto Enrico Preziosi esternando tutta la sua rabbia: « Penso che il Genoa debba essere rispettato, non voglio neppure pensare che una giustizia sportiva possa comportarsi in questo modo, ci deve essere chiarezza. Il giudice di Napoli non può chiedere tre punti di penalizzazione. Il Genoa e il Napoli devono giocarsi la promozione soltanto sul campo, sarà dura ma possiamo farcela. Sono rammaricato perché si tirano fuori argomenti che nulla a che vedere con il calcio. Il pubblico genoano è stufo e stanco di sentir parlare di cavilli burocratici » . Il rischio della penalizzazione ha scosso anche la squadra. Il tecnico Gian Piero Gasperini coinvolge il sistema calcio e dà un ultimatum: « Non siamo responsabili di una cosa accaduta tre anni fa. Io dico, indipendentemente da questa vicenda, che è ora di mettere un punto. Altrimenti non si capisce più nulla, è uno stillicidio... Non per il Genoa ma per il calcio. E’ ora che ci facciamo sentire. Qui si cambia ogni settimana. Non è questione di aver timore di questa presunta penalizzazione, ci penserà la società, noi siamo responsabili di quello che facciamo in campo. Però in generale, direi: basta. Fermiamoci un attimo, facciamo un punto e poi si pensi a giocare... » . Pensiero condiviso dal capitano Cristian Stellini: « Non conosciamo la situazione quindi non commento. Però con il Genoa succedono sempre cose strane. A me non sembra che ci siano margini per essere condannati. E’ importante essere più forti e orgogliosi di tutte le disavventure e saper reagire » . L’analisi di Gasperini torna poi sull’aspetto meramente tecnico ed evidenzia lucidità e schiettezza. « I nostri primi venti minuti sono stati i migliori. Alla fine del tempo ho tolto Botta non perché fossi pentito della mia scelta: ha caratteristiche che anche all’andata erano state utili, ha corsa e dinamismo, mi serviva in quella fase. Nella ripresa c’era bisogno di un jolly. Inizio quindi buono, il gol della Juve ci ha tagliato le gambe. Poi di lì sono aumentate le difficoltà. Abbiamo avuto il merito di riaprire la partita e di restare in corsa fino al terzo gol » . Argomento d’attualità, gli episodi contestati: « Peccato. Resto convinto che contro questa Juve ci sarebbe stato ben poco da fare in ogni caso, però trovare il vantaggio in quel momento ci avrebbe permesso mantenere aperta la partita. Non era fuorigioco? Ho ha avuto quella sensazione già in campo, Gasparetto partiva da dietro... Ma è antipatico parlare degli arbitri... » . Nessuna polemica, solo un’analisi obiettiva: « Avremmo dovuto giocare ancora meglio dice Gasperini -, perché la Juve sta bene in questo momento, si vede la differenza tecnica e noi non eravamo brillantissimi. Per competere, considerando anche il gap fisico, devi metterla sul piano atletico. Ma a tratti siamo andati bene » . Il tecnico a un certo punto ha giocato la carte Leon. Esito deludente: « Anche per lui non era facile contro questi avversari, uno contro uno, sono forti, tosti, non vai via facilmente come contro gli altri. Immaginavo che avrebbe avuto qualche difficoltà però dovevo buttarlo dentro mentre la partita era ancora sul 2- 1. Avere attaccanti alternativi in panchina è importante, soprattutto quando si deve giocare tre gare in otto giorni. Guardate la Juve... » . Anche Rossi non era al meglio: « Ha avuto una brutta settimana, un lutto, si è allenato poco » . Ora sembra un duello con il Napoli: « Ci ha superati, ha ottenuto vittorie importanti in trasferta e perso qualche volta in casa. La serie B è questa, non quella che gioca la Juve. I bianconeri sono qui per caso, hanno un tale potenziale che sono fuori categoria. Ha ragione il Napoli quando dice che avere una squadra come la Juventus ci porta via un posto per la promozione. E noi dobbiamo fare attenzione anche al Bologna e al Rimini perché nelle ultime giornate ci sono sempre risultati a sorpresa » . Prima di congedarsi il torinese Gasperini lascia spazio all’amarcord: « Ricordo quando con le giovanili della Juve ci si allenava al Combi, proprio dietro alla Scirea Sud dell’Olimpico. Ho visto crescere ragazzini come Palladino, Mirante e Paro e adesso me li trovo di fronte » . A parlare delle sviste arbitrali è il protagonista, Gasparetto, che si presenta in mixed zone con l’occhio sinistro gonfio, segno tangibile di un calcio in faccia rimediato in una mischia in area: « Il rigore era sacrosanto. Stavo saltando, ero sulla palla, ho sentito soltanto che qualcuno mi spingeva da dietro e così sono caduto » . Non ha dubbi neppure sull’altro episodio. « Il fuorigioco era inesistente, sono partito da una posizione regolare » .
CORRIERE SPORT - LE PAGELLE. Del Piero, alta scuola Nedved straordinario Super Coppola Di Vaio pericoloso. JUVENTUS 7,5 Nedved - Straordinario. Grande partita, grande temperamento e il gol che sblocca la situazione. 7 Del Piero - Numero di alta scuola e assist per il gol di Pavel. Altre giocate di grande livello. Unico difetto: qualche pallone perso di troppo. 7 Marchisio - Forse la più bella sopresa per Deschamps. Il ragazzino mostra una maturità soprendente. Dal punto di vista tattico è eccellente, dal punto di vista tecnico è bravo. 7 Chiellini - Torna esterno sinistro e lascia il segno: un gol di testa per il 2-0. Per il resto è attento e grintoso. 7 Deschamps ( allenatore) Presenta una Juve tonica, decisa e votata all’offesa. Bravo quando risponde alle mosse di Gasperini togliendo Birindelli per inserire Boumsong. 6,5 Legrottaglie - Anche lui una lieta sopresa. Una partita buona sia in marcatura che nell’impostazione. 6,5 Giannichedda - Roccioso, deciso. Recupera un numero esagerato di palloni. 6,5 Zebina - Assist per il gol di Trezeguet che chiude i giochi. Parte al centro e conclude da esterno destro. 6 Boumsong - Reduce da infortunio, gioca l’ultima mezzora in luogo di Birindelli. Puntuale. 6 Marchionni - In campo nel cuore della ripresa al posto dell’acciaccato Camoranesi. Fa la sua parte. 6 Camoranesi - Questa volta più che preziosità tecnice e stilistiche regala temperamento e buona sostanza. 6 Trezeguet - Un’altra giornata di sofferenza. Sbaglia un pallonetto facile. Nel proseguio dell’azione “ruba” a Del Piero una palla che il capitano avrebbe infilato agevolmente. Doppio errore perchè, oltre a sbagliare il tiro è anche in off side. Riabilita la sua prestazione con il gol. 5,5 Buffon - Un errore in occasione del gol di Di Vaio. Però nega all’ex laziale il secondo punto. 5,5 Birindelli - Fatica sull’out destro e Deschamps lo toglie d’impaccio. GENOA 7 Coppola - Gasperini lo mette dentro cinque minuti prima della fine del primo tempo al posto del grigio Botta. Cambia il Genoa che trova subito il gol del 2-1. Ottima la sua partita. 6,5 Di Vaio - Un gol bello e difficile. Impegna una seconda volta Buffon nella ripresa. 6,5 Milanetto - Sempre dentro il gioco con grande mestiere e acume tattico. 6,5 Juric - Bravo. E’ giocatore esperto, duttile e pericoloso. Parte al centro, conclude sulla corsia esterna. 6,5 Gasperini (allenatore) Presenta un buon Genoa e lo cambia saggiamente in corsa. 6 Rubinho - Incolpevole sui gol. 6 Stellini - Se la cava, ma Trezeguet non è in giornata. 6 Criscito - Lo aspettavano tutti dopo l’annuncio del suo trasferimento alla Juve a luglio. Partita sufficiente ma anonima. 6 Gasparetto - Morganti gli annulla un gol valido e gli nega un rigore per fallo di Chiellini. Lotta con ardore. 5,5 M. Rossi - Nedved la fa da padrone e lui deve arrendersi al ceko. 5,5 Fabiano - Partita grigia anche se il gol genoano nasce da un suo colpo di testa non trattenuto da Buffon. 5 Botta - Non entra in partita. 5 Leon - In campo pochi minuti dopo l’inizio della ripresa al posto di M. Rossi. Non incide. 5 Masiello - Travolto da Chiellini e da Trezeguet in occasione dei gol. 4 L’arbitro Morganti - Nel primo quarto d’ora non ne azzecca una: regolare il gol annullato a Gasparetto per off side; rigore non concesso al Genoa per fallo di Chiellini su Gasparetto; rigore non concesso alla Juve per un mani in area di Masiello.
CORRIERE SPORT - Juve, gol e spettacolo Partita di gran livello tecnico. In gol Nedved, Chiellini e Trezeguet. di Luciano Bertolani. TORINO - La Juventus raramente fallisce certe partite. Anche il Genoa, che pure ha dato filo da torcere alla squadra di Didier, è stato costretto alla resa dai gol di Nedved, Chiellini e Trezeguet malgrado avesse dato la sensazione di poter riaprire la partita alla fine del primo tempo quando Di Vaio era riuscito a segnare il gol del 2-1 nato da una incertezza (forse la prima della stagione) di Buffon. Niente da fare, la Juventus di ieri era troppo determinata e convinta sicchè nel cuore del tempo Trezeguet è riuscito a piazzare il colpo definitivo malgrado una giornata di grande sofferenza personale. Adesso i bianconeri hanno distanziato il Genoa ( terzo) di otto punti mentre il Napoli, grazie alla vittoria di Frosinone, è rimasto a sette lunghezze. Considerando il calendario e lo stato di forma dei bianconeri sempre più convinti e determinati, la vittoria sul Genoa ci è sembrata il passo decisivo verso la serie A anche se su questo argomento Deschamps non sarà d’accordo. La Juventus ha offerto la migliore immagine di se stessa nel primo tempo nel corso del quale, oltre a colpire due volte Rubinho con Nedved e Chiellini, ha prodotto grande calcio e un elevato numero di palle gol. Ha rubato invece l’occhio - ma in senso negativo l’arbitro Morganti che probabilmente ha battuto un record mondiale: nel breve spazio del primo quarto d’ora è stato capace di annullare a Gasparetto un gol regolare ( sarebbe stato il vantaggio genoano) per un fuorigioco che non c’era, di negare un rigore ai rossoblù per un intervento scorretto di Chiellini ai danni di Gasparetto e di negare un rigore alla Juventus per un fallo di mani di Masiello in area di rigore. Uno sfasamento totale a cui l’arbitro di Ascoli Piceno ha messo rimedio soltanto parzialmente perchè anche dopo la sua direzione di gara è stata macchiata da grossolani errori. Il successo della Juventus ha parecchi padri, ma su tutti è emerso Nedved che, oltre al gol e a una partita di buon livello tecnico, ha incarnato assai bene il ruolo di leader assoluto della compagnia. Pavel è sembrato un ragazzino: tonico dal punto di vista fisico, tenace, risoluto, tatticamente determinante, ha suonato la carica sin dalle prime battute dando anima e forza alla squadra. Accanto a lui un grande Del Piero (fantastico assist per il primo gol dopo un numero di alta classe) e il sorprendente Marchisio che ha evidenziato una maturità tattica e un potenziale tecnico di altissimo livello. Il Genoa ha avuto il merito di giocare la partita alla pari. Penalizzato da Morganti in avvio, ha prodotto un buon gioco anche se raramente si è avvicinato a Buffon. L’unica volta che lo ha fatto - con un colpo di testa di Fabiano - ha avuto la fortuna di trovare il portiere campione del mondo un po’ distratto. La capocciata del brasiliano è stata poco più di una telefonata, ma Gigi ha respinto in modo sgraziato il pallone e Di Vaio ha avuto l’opportunità di segnare un gran gol. Un infortunio quello di Buffon, ma il portiere azzurro è riuscito a riscattarsi almeno parzialmente quando ha deviato in angolo una gran botta di Di Vaio. In quel momento la partita era già fissata sul 3- 1, ma un eventuale punto genoano avrebbe riparto i giochi per la seconda volta con tutti i rischi del caso per la squadra di Deschamps. Gasperini, vecchio cuore bianconero (è stato a lungo allenatore della primavera) se l’è comunque giocata bene. Sul 2-0, a cinque minuti dalla fine del tempo, ha dato spazio a Coppola e la mossa ha creato qualche difficoltà alla Juventus che ha incassato subito la rete di Di Vaio e che nella seconda parte dell’incontro non è più riuscita ad essere brillante e briosa come nella prima frazione di partita. Bravo anche Didier quando ha tolto Birindelli che soffriva sulla destra per inserire Boumsong al centro spostando Zebina sull’esterno.
CORRIERE SPORT - Preziosi e Gasperini d’accordo: «Annulato un gol regolare e rigore non concesso» Ma il Genoa non ci sta. di Aurelio Benigno. TORINO - Il Genoa pensa di aver subito un torto. Anzi, ne é praticamente sicuro. Bastava osservare il volto del presidente Enrico Preziosi quando al triplice fischio un monitor di un’emittente nazionale gli mostra il fallo da rigore subito da Gasparetto e pure la rete del centravanti rossoblù annullata per un presunto fuorigioco. Sbianca di colpo, tiratissimo riesce solo a sussurrare una frase che la dice tutta: «La Juventus é forte, ma...» Poi gira le spalle e se ne va seguito dal suo staff. Si cerca di fermarlo e dopo aver parlato della vicenda Como e Juventus e sulla possibile penalizzazione, ecco che ritorna sulla partita: «Sì, dicevo che la Juve é già forte di suo, ma quei due episodi potevano cambiare il volto di una partita che il Genoa aveva, appunto, cominciato molto bene. Se pensate che si poteva comunque andare in vantaggio...scusate se é poco». Decisamente più serena, anche se solo apparentemente, é l’analisi di Giampiero Gasperini, che deve giocoforza cercare equilibri di correttezza e soprattutto di sportività: «Dalla panchina ho visto Gasparetto partire nettamente dietro ero sicuro della sua regolarissima posizione. Sul rigore anche, perché si é visto nettamente la spinta ai danni di Gasparetto, era evidentissima » . Ma qui Gasperini si ferma e fa anche bene: «I falli e i fuorigioco si possono dare ma non occorre sempre costruire polemiche antipatiche e stucchevoli. Si parla ormai troppo di arbitri e di errori e poco di calcio, cerchiamo di invertire la rotta». Il tecnico rossoblù, ex juventino da giocatore e dal allenatore delle giovanili dove ha vinto tutto quello che c’era da vincere, infatti, comincia a parlare della partita senza polemiche o recriminazioni. Comincia a spiegare la scelta di aver escluso Coppola per poi averlo fatto entrare una volta andato in svantaggio: «Mi sembrava di aver scelto il moduolo e gli uomini giusti perché fino al loro gol il Genoa aveva giocato meglio. Pensavo di giocarmela fino al momento di poter inserire qualche jolly a partita in corso per poter assestare magari il colpo vincente. Purtroppo il loro gol ci ha tagliato le gambe per cui ho dovuto cambiare subito l’assetto facendo entrare Coppola e infatti siamo rientrati in partita. Certo é che se fossimo andati in vantaggio noi qualcosa sarebbe cambiato di sicuro. Invece...». Ed eccolo Gasparetto, circondato da microfoni e taccuini ai quali regala un vero e proprio sfogo: «La spinta c’é stata e l’hanno vista tutti, meno che uno, anzi, meno che quattro. Avevo il pallone sulla testa mi sono sentito spingere di colpo alle spalle. Se non sono rigori quelli...» . Ancor più inferocito Gasparetto quando deve descrivere l’azione del gol annullato per fuorigioco: «Ho fatto attenzione a non andarci in fuorigioco seguenndo bene l’azione e infatti sono arrivato da dietro andando al tiro. Non ero in fuorigioco».
IL SECOLO XIX - GENOA KO CON RABBIA di Giuliano Gnecco. È andata come doveva andare: per evitare la sconfitta in casa della Signora sarebbe stata necessaria un’impresa. È andata come si temeva: il Napoli ha espugnato Frosinone, rimontando il vantaggio ciociaro e trovando il successo nel finale con una rete fortunosa di Trotta. Segno del destino e di una giornata storta: sull’1-1 Dedic ha colpito un palo per il Frosinone. Risultato: i campani mettono la freccia e operano il sorpasso. Fin qui tutto normale: prima che venisse agitato lo spettro dei 3 punti di penalizzazione era messa in preventivo la possibilità di essere da ieri sera alle spalle del Napoli. Possibilità che,calendario alla mano, non faceva troppa paura. In preventivo c’era anche il rischio che le lacrime versate in settimana dalla Juve per presunti torti arbitrali intenerissero il direttore di gara.Ma anche se questa evenienza era paventata, lascia comunque l’amaro in bocca vedere i timori diventare realtà. La Signora neppure questa volta ha avuto il rigore reclamato nelle ultime settimane. Non ce n’è bisogno perché Morganti di Ascoli Piceno si limita ad annullare per fuorigioco (inesistente) una rete di Gasparetto e a negare allo stesso centravanti la massima punizione per una spinta di Chiellini. Da non sottovalutare: si era ancora sullo 0-0 e con il Grifone in vantaggio qualcosa poteva cambiare. Precisazione: la Juve è più forte, avrebbe vinto lo stesso. Ma sotto di una rete (o due?) avrebbe potuto sbilanciarsi, lasciare spazio al contropiede. E magari su queste basi poteva essere edificata l’Impresa. Ironia del destino: i tifosi bianconeri urlano «Ladro! Ladro!» all’arbitro quando fischia una punizione al Genoa. Piangere serve. Lo stesso Deschamps, con onestà intellettuale, ammetterà: «Non ho rivisto gli episodi, però tutti mi dicono che in entrambi il Genoa è stato danneggiato. Mi spiace: altre volte è toccato a noi, questa volta a loro. Vorrei che le partite si giocassero senza queste influenze esterne». Adesso, per riprendere il cammino, il Grifone ha due partite al Ferraris: venerdì in anticipo con il Treviso e il 1° maggio nel recupero contro il Verona. Confidando che al danno non si aggiunga la beffa di una penalizzazione. Per una storia vecchia di anni.
IL SECOLO XIX - Juve più forte solo nei gol. Il Grifone può recriminare. Nedved, Chiellini, Trezeguet. «Il bianco che abbraccia il nero», come recita l’inno della Juventus, si concretizza sul prato dell’Olimpico.Il Bianco, o meglio il Biondo (Nedved) apre le danze;David Trezeguet, il brunetto, chiude il discorso e questa volta il Grifone deve tornare a casa con un sacco pieno di rammarico e rabbia. La fuga non riesce. Anzi, nel tentativo di prendere il volo il pennuto rossoblù non fa i conti con un cacciatore che lo impallina: l’arbitro Morganti (o meglio, l’assistente Lion) vede un fuorigioco inesistente di Gasparetto e annulla il gol del vantaggio. Un giro di lancette (10’)e Legrottaglie spinge Gasparetto, con l’incursore che finisce a terra. «E’ rigore netto, non so chi mi abbia spinto, ma sono finito a terra» spiega l’attaccante. L’arbitro non è della stessa idea. Non si tratta di semplici piagnistei. Sono episodi cardine di una sfida al vertice, decisioni che possono cambiare l’andamento di un campionato. Rabbia, delusione ma il risultato è lo stesso. Il Genoa torna a casa con un 3-1 bruciante,ma con l’applauso della propria gente ed è qualcosa di importante. Perché il Grifo perde ma non demerita. Limitare il commento della sfida agli episodi è necessario, ma limitativo. Nell’arco della gara la vittoria juventina ci può stare, grazie all’apporto di alcuni campioni che possono cambiare l’esito della sfida in ogni momento. David Trezeguet ne è l’esempio: nel primo tempo (36’) divora un contropiede clamoroso facendosi deviare il pallonetto da Rubinho e ostacolandosi con Del Piero, ma il gol del 3-1 è un misto di classe, tecnica, forza fisica. Trezegol arpiona con la punta del piede destro un pallone vagante servitogli da Zebina e prende il tempo a Masiello e Rubinho. Nel tabellino finisce anche Marco Di Vaio,ma la sua prodezza non cambia la classifica. Anzi, serve ancora di più a creare rammarico e delusione per una sconfitta che se ci può anche stare, sicuramente ha il fardello di due decisioni che potevano cambiare le sorti del match. «Potevamo anche perdere nella stessa misura – sibila Gasparetto –ma intanto cominciamo con l’andare in vantaggio». E sarebbe stata altra musica. Il Genoa prende atto del risultato finale, del sorpasso da parte del Napoli, ma soprattutto fa tesoro delle buone cose messe in mostra contro la capolista. «Alla fine il passivo è pesante», ammette Cristian Stellini ma è il Grifo a fare a lungo la partita. Gasperini propende per una formazione più coperta con Botta, spada destrorsa del tridente, al posto di Leon, mentre in mezzo rinuncia a Coppola. E le scelte sembrano pagare. Nedved si trova sulle sue orme la tigna Rossi che non perde un istante mentre è Fabiano a doversi prendere cura di Camoranesi. Il risultato è un Genoa grintoso, forse con qualche difficoltà nelle ripartenze, ma che ben presto conquista spazi vitali. Certo i fenomeni bianconeri non sono marcabili in maniera semplice e basta una disattenzione,un rimpallo,per spalancare la porta.Ne sa qualcosa Stellini che si vede rimpallare sulla gamba una palla vagante, con Del Piero che riesce a servire Nedved. «E’ stato fin troppo facile fare gol ed è stato grandissimo Ale», racconta il biondo ceko. E così la trama ragionata mostra qualche buco. Il Genoa non si perde d’animo di fronte allo svantaggio. Continua a giocare con la grande grinta di Juric e il sacrificio difensivo di Di Vaio, ma la Vecchia Signora diventa cinica. Attende e riparte con il pugnale in mano.Alla luce del sole quando la palla viaggia verso Nedved, mimetizzata quando il pallone gira dalle parti di Del Piero. Trezeguet fa harakiri,Criscito si immola su Nedved, poi arriva il 2-0. Il carattere e la forza del gruppo rossoblù permettono alla squadra genoana di rimanere in gara. Gasperini cambia: dentro Coppola e fuori Botta, con Rossi che avanza e Juric che va a prendersi cura di Nedved. Il tecnico di Grugliasco si gioca la carta Leon. Comincia la girandola di sostituzioni,ma proprio nel momento del massimo sforzo arriva il gol che tira giù la serranda della sfida. Trezeguet chiude i conti ma il Grifone ferito nel fisico ma non nel morale,guarda ai prossimi due impegni casalinghi con Treviso e Verona. La serie A in versione diretta è ancora lì, a portata di mano.Non deve essere la sconfitta di Torino a far saltare i nervi anche se la ferita brucia.
IL SECOLO XIX - Gasperini: Genoa troppo lento. E sgrida la difesa Il rammarico: il Genoa avrebbe perso comunque, perché la Juve è più forte. di Giuliano Gnecco. Però fa male perdere così,con un gol valido annullato e un rigore non concesso (entrambi gli episodi sullo 0-0). Gian Piero Gasperini è contrariato ma si comporta da gentleman: «Non mi serve neppure rivederlo; ho visto subito, quando Fabiano gli ha dato la palla, che Gasparetto era in posizione regolare. Peccato, però non voglio entrare nel merito degli episodi, è antipatico». Però niente alibi, neppure quello della spada di Damocle della penalizzazione: «Non credo, siamo responsabili di fronte alle nostre prestazioni – ammette Gasperini–A certe cose penserà la società, io penso a ciò che sta facendo quest’anno la squadra. Però, a prescindere dal Genoa, ritengo sia il caso di mettere un punto e basta: è uno stillicidio. Non si sa che campionato si giochi, è ora di farsi sentire, perché ogni settimana ne esce una nuova. Io non ho timori,però è un discorso generale: piuttosto fermiamoci un attimo, poi riprendiamo a giocare». Con il senno di poi, non sarebbe stato meglio Coppola dall’inizio? «Non la penso così, i primi 20’ sono stati i migliori. Botta ha fatto molto bene in altre occasioni, anche all’andata. Questa volta non è riuscito a mettere a disposizione corsa e dinamismo. Confidavo però di avere qualche cosa da giocarmi anche nel secondo tempo: in questo tipo di gare è fondamentale. Abbiamo tenuto in piedi la gara fino al 31. Abbiamo iniziato bene, sapevamo che sarebbe stata difficile. Dovevamo andare più forte di loro; non era facile, stanno bene, mentre noi non eravamo brillantissimi, forse per le tre partite in pochi giorni. C’è un gap fisico che dovevamo colmare sotto l’aspetto atletico, e non l’abbiamo fatto. Il primo e il terzo gol sono brutti per la facilità con la quale li hanno segnati». Ha deluso anche Leon, che non ha mai impensierito la Signora:«Nell’uno contro uno sono tosti. Non era facile andare via, sapevamo che avrebbe avuto delle difficoltà. Ci mancavano alternative importanti in panchina, soprattutto in attacco: guardate chi avevano loro in panchina,mentre noi per le vicende di Adailton e Sculli eravamo un po’ contati.Rossi è uscito perché ha passato una brutta settimana, era in difficoltà atletica, non era brillante nella corsa». Ora il Napoli è davanti: «Ci stava, sarà una bella corsa, questa è la B. Bisognerà stare attenti anche a Bologna e Rimini. In questo periodo aumentano le trappole, i risultati a sorpresa. Sulla carta però il calendario ci consente di stare attaccati al Napoli».
IL SECOLO XIX - Preziosi alza la voce: un rigore e un gol valido di Giovani Ciolina. Lascia lo stadio pochi minuti dopo il fischio finale. EnricoPreziosi è un presidente infuriato, un po’ per le ultime vicende giudiziarie che hanno rovinato ed inacidito la vigilia, ma anche perché «nei primi dieci minuti di gioco ci sono stati negati un gol validissimo e un rigore altrettanto netto. Intanto saremmo passati in vantaggio...». Come dargli torto. Con il senno di poi è facile fare commenti e previsioni, ma a Torino un conto è andare avanti,un'altro mettersi a rincorrere. Le immagini di Sky mostrano Preziosi attonito al gol di Trezeguet, ma la rabbia lascia subito spazio al futuro: «Le gare con Treviso e Verona a Marassi che sono i nostri prossimi obiettivi. Dobbiamo fare il pieno di punti e basta. Non ci sono storie». Il sorriso che accompagna l’attesa della sfida nel parterre dello stadio Olimpico, nel dopo gara lascia ovviamente spazio alla delusione. Nella giornata storta si aggiunge anche un piccolo inconveniente alla figlia e alla moglie nel momento di lasciare lo stadio. Uno steward solerte ritarda ad aprire il cancello,ma rimedia e il problema è risolto. Avesse fatto così anche l’arbitro Morganti, forse adesso il Genoa non sarebbe a piangere su quello che poteva essere e non è stato. Nessun latte versato, per carità «anche perché non era questa la partita in cui dovevamo fare i punti, ma…». Intanto c’è quella richiesta di penalizzazione per il Genoa nell’inchiesta sul doping amministrativo che non lascia tranquilli. L’argomento innervosisce Preziosi: «Non ho voglia di parlare». Il patron glissa anche sulle dichiarazioni riportate in agenzia su un’intervista rilasciata a RadioMarte, emittente napoletana. «Sciocchezze» commenta Preziosi sui riferimenti al pm Palazzi. Ma intanto la mannaia pende sopra la testa genoana. Una mannaia che può concretizzarsi in tre punti di penalità al massimo. Sull’argomento la squadra ha un’opinione unica: «A noi interessa il campo e pensiamo a giocare. Le notizie sulla presunta ulteriore penalizzazione non hanno influito per nulla sulla nostra prestazione». A parole è così. Chissà nell’inconscio.
IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6,5 Al 36’ chiude lo specchio a Trezeguet (che ci mette anche del suo) impedendogli di raddoppiare. Concede spazio allo spettacolo nel volo plastico a bloccare la conclusione di Marchionni. In occasione dei gol poteva davvero fare poco di più. MASIELLO 5 Del Piero e Trezeguet si scambiano la posizione, lui non perde la tramontana. Commette però due ingenuità fatali: ne vengono fuori il gol di Nedved (errore su Pinturicchio) e del franco argentino. Non interviene su Chiellini per il 20. Gli viene meglio la fase di costruzione: sente troppo la partita. STELLINI 6 Mette i brividi con un colpo di tacco ai limiti della propria area di rigore. Per il resto mostra poche sbavature: è preciso e puntuale; non si lascia intimidire neppure dai nomi degli avversari. Prova anche a spingere, tanto per vie centrali quando sulla fascia. CRISCITO 6,5 Dalla sua parte non si passa: non ci riesce Trezeguet, non ci riesce Del Piero. È sempre concentratissimo. Il migliore della difesa: non lo condiziona il fatto che il suo cartellino appartiene alla Signora. «L’ho visto anche troppo», dirà Deschamps, smanioso di vederlo con un’altra maglia. ROSSI 6 Inizia su Nedved, che però riesce a sbucare in zona tiro quando stringe per vie centrali. Poi avanza nel tridente, e nella rete di Di Vaio c’è molta farina del suo sacco. Non è la partita nella quale può spingere con continuità, tuttavia è bravo a inserirsi negli spazi dopo avere svolto il suo compito in fase difensiva. Fatica dal punto di vista fisico ( 3’ ST LEON 4,5: invece di stare largo, si incapponisce ad accentrarsi finendo in un imbuto dal quale non riesce ad uscire. Sbaglia molti passaggi, si fa rubare palla, non riesce a trovare l’intesa con i compagni. Perde pure gli uno contro uno, che dovrebbero essere la sua specialità). MILANETTO 6 I due mediani bianconeri non lo fanno respirare. Ha una gran voglia di fare uno sgambetto alla Signora, lui che è un Cuore Toro; riesce così a non farsi mai colpire sotto la linea di galleggiamento, anche se ovviamente non riesce a farla da padrone come nelle ultime uscite. Riesce a non perdere la lucidità. ( 31’ ST GALEOTO S.V.: si mette sulle piste di Nedved e prova a spingere). JURIC 7 Aggredisce Giannichedda, prima di allargarsi a destra per incrociare su Nedved come all’andata. Prova anche il tocco morbido su punizione: senza fortuna. Termina in mezzo al campo. Bravo a coprire, bravo a sradicare palloni agli avversari, bravo persino a costruire. In alcuni momenti lotta solo contro due avversari. Il temperamento si vede quando, dopo aver portato via palla a Del Piero in ripiegamento, redarguisce Masiello che temporeggiava. FABIANO 6 Cerca di fare le due fasi con qualche sbavatura. Sulla sua incornata nel recupero Buffon compie un prodigio: è il prologo al gol di Di Vaio. Nel primo tempo commette troppo errori; cresce nella ripresa. Ma pur non brillando, non soffre Camoranesi. BOTTA 5 Dovrebbe fare l’elastico fra centrocampo e attacco, però finisce per perdere più palloni di quelli che conquista. Non ci mette il solito dinamismo; lui che è bravo ad aggredire, lascia che siano gli avversari – Chiellini in particolare – a farlo con lui. L’uomo per tutte le stagioni, quello che non tradisce mai, stavolta è in difficoltà. ( 40’ PT COPPOLA 6: con il senno di poi... Incide molto più del compagno sulla gara; lotta con Marchisio e Giannichedda, corre avanti e indietro. Guerriero). GASPARETTO 6 É bravo a dettare il passaggio a Fabiano e a battere Buffon: l’arbitro gli strozza l’esultanza in gola per un fuorigioco inesistente. Fa molto movimento, fa tanto pressing. E non si ferma neppure quando Zebina si pulisce i tacchetti sulla sua faccia. DI VAIO 6 Per tutto il primo tempo è in difficoltà: Birindelli lo marca a uomo, e spesso deve ripiegare per dare una mano alla difesa. In pieno recupero trova il modo di riaccendere le speranze. E pure nella ripresa finisce per essere il più pericoloso. L’ARBITRO: MORGANTI DI ASCOLI 4,5: doveva essere una garanzia, dopo la partita di Spezia. Dopo neppure 2’ fa capire chi può e chi non può; Del Piero mette dentro a gioco fermo, ma non scatta il giallo come ai comuni mortali. Poi annulla per fuorigioco inesistente una rete di Gasparetto: è una cantonata grande così, con la complicità dell’assistente. Quando poi Chiellini sposta in area lo stesso Gasparetto che sta per calciare in porta (spalla contro schiena), lascia correre. Nella ripresa ammonisce Stellini al primo fallo. Va tutto bene però quando Zebina rifila una tacchettata in faccia a Gasparetto. Non lo aiutano neppure gli assistenti, che sbandierano fuorigioco non appena Legrottaglie alza il braccio. La Juve avrebbe vinto comunque perché è più forte,ma dà fastidio vedere che non è finita la sudditanza psicologica. O forse piangere serve.
IL GIORNALE - Genoa sconfitto dalla Juve Ora c’è la corsa col Napoli di Luca Russo. A testa alta e persino con qualche recriminazione. Il Genoa esce dallo stadio Olimpico di Torino con una sconfitta che sembrerebbe pesante nel risultato, 3-1 per la Juventus, ma non nel gioco. La squadra di Gasperini, forse un po' appesantita dalle tre gare in otto giorni, non ha brillato per forza fisica, ma ha cercato comunque di imporre la sua manovra di fronte ad una quaterna mondiale composta da Trezeguet e Del Piero in attacco e da due esterni come Camoranesi e Nedved senza dimenticare Buffon tra i pali. Ne è uscita fuori una partita a tratti brillante con il doppio vantaggio bianconero (19'pt Nedved, 38'pt Chiellini) e la rincorsa rossoblù (46'pt Di Vaio). L' inizio ripresa è sembrato sorridere al grifone capace di maggiore spinta poi però un contropiede bianconero finalizzato da Trezeguet (19'st) e la Vecchia Signora ha chiuso i discorsi. Il Genoa è uscito a testa alta dunque, ma anche con qualche recriminazione per un fuorigioco inesistente fischiato a Gasparetto poi in gol e un rigore non fischiato sempre al pennellone rossoblù quando il risultato diceva ancora 0-0. Ma non era questa la partita che il Genoa doveva vincere per la corsa al secondo posto. Dopo cinque vittorie consecutive è arrivata una sconfitta preventivabile come il sorpasso del Napoli ora secondo. È lui l'avversario sul quale fare la corsa e che all'ultima giornata arriverà nel catino del Ferraris. RUBINHO 6.5. Para il parabile. Sulle tre reti bianconere appare incolpevole. MASIELLO 5.5. Parte abbastanza bene, poi lo strapotere tecnico avversario con Del Piero e Trezeguet e il suo incedere pesante gli fanno perdere un po' la bussola, vedi primo e terzo gol della Juventus. STELLINI 6. Sul primo gol la sensazione è che qualche colpa ce l'abbia anche lui. Lineare nel resto dell'incontro. CRISCITO 6.5. All'ingresso in campo pensi che in quello che sarà il suo stadio e contro quelli che saranno i suoi compagni si possa emozionare. E invece per lui il bianconero per ora è un'accoppiata di colori come un'altra. Ci prova Del Piero non va, ci prova Trezeguet non va e anche la freschezza di Marchionni non lo inganna. ROSSI 6. Quando può accelera, prima da esterno di centrocampo poi da attaccante quando esce Botta, ma si vede che non è in gran forma. Dal 4'st Leon 5.5. Parte con il piglio giusto poi non si intende con Milanetto e Juric e il suo contributo non si percepisce più. JURIC 6.5. Ancora una volta mette in campo qualità e quantità. L'uomo fidato di Gasperini non tradisce recuperando palloni e offrendo assist pericolosi. MILANETTO 6.5. La sua presenza in campo è fondamentale in questo Genoa quando c'è da dare tranquillità e soprattutto quando c'è da impostare. FABIANO 6. È l'autore dell'incursione che offre a Di Vaio il pallone che riapre la partita, ma in generale non brilla con la sua solita propulsione. BOTTA 5. Non è la sua partita e a parte la solita volontà il resto manca. Sul corner sul quale la Juve raddoppia Chiellini che segna sarebbe il suo. Gasperini capisce che è in difficoltà e lo toglie prima di andare negli spogliatoi. Dal 40' pt Coppola 6, determinazione e cattiveria, ma anche approssimazione. GASPARETTO 6. Sempre presente nella manovra offensiva del Genoa. Segna in posizione regolare, ma gli annullano il gol. Cade in area bianconera strattonato da Chiellini, ma per l'arbitro è tutto regolare. DI VAIO 6.5. Parte male sembra leggero, poi cresce via via sempre di più. Alla fine del primo tempo segna il gol rossoblù ed è uno degli ultimi a mollare.
IL GIORNALE - «Più rispetto per il Grifone». «Penso che il Genoa debba essere rispettato non voglio nemmeno pensare che una giustizia sportiva si comporti così». Mentre scende gli scaloni dell'Olimpico di Torino il presidente rossoblù Enrico Preziosi interviene sulla richiesta di penalizzazione di tre punti da parte del vice procuratore federale sulla vicenda del doping amministrativo quando ancora era proprietario del Como. «Mi piace credere che tutto sia limpido e chiaro. Un giudice di Napoli non può chiedere una cosa del genere per il Genoa - ha aggiunto il presidente che ha invece smentito di voler ritirare la squadra in caso di penalizzazione - Genoa e Napoli devono giocarsela sul campo. Sarà dura, ma possiamo farcela. Più che arrabbiato sono rammaricato perché tirano fuori cose che non hanno a che vedere con il calcio. Il pubblico genoano non ne può più di cavilli burocratici». In difesa del Genoa è intervenuto ieri anche il candidato sindaco della Cdl Enrico Musso il quale, pur rimarcando di non volere entrare nel merito della giustizia sportiva, ha sottolineato come la ventilata penalizzazione colpisca non solo una squadra in un momento assai delicato del suo cammino sportivo, ma tutto l’ambito cittadino. «Le istituzioni locali - ha concluso Musso - devono difendere una delle società più antiche del calcio e mettersi al fianco di migliaia e migliaia di tifosi». Tornando a Torino, in sala stampa sull'argomento è intervenuto in maniera vigorosa il tecnico rossoblù Gian Piero Gasperini. «È una questione di carattere amministrativo che non ci riguarda direttamente - ha dichiarato - però è l'ora di mettere un punto fermo sulla vicenda per il calcio, non solo per il Genoa». Sulla partita invece aggiunge: «A tratti abbiamo anche fatto bene, spiace per esempio vedersi annullato un gol regolare, ma non voglio recriminare. Noi oggi forse siamo mancati un po' brillantezza di fronte ad una squadra superiore sotto ogni punto di vista. Comunque la nostra corsa è sul Napoli. Chi recrimina e molto è Mirco Gasparetto. «Sono stato strattonato da Chiellini, ho segnato in posizione regolare - ha sottolineato - il tutto mentre si era sullo 0-0». L'ultima parola spetta al capitano Cristian Stellini. «Quello del doping amministrativo è un reato compiuto da tutti - ha detto - non capisco come alla fine a pagare e con questa tempistica possa essere solo il Genoa. In ogni caso noi dobbiamo pensare a lottare e continuare a giocare. Resisteremo anche in questa occasione». E il verdetto della Commissione Disciplinare sulla vicenda Como è atteso all'inizio della prossima settimana.
LA STAMPA - Juve di un altro pianeta Avvio sofferto, poi non c'è storia. I bianconeri vedono la Serie A. Genoa contro l'arbitro. Deschamps: "Capisco, è capitato anche a noi". di Fabio Vergnano. TORINO Un pieno di energia, effetto vitamina. I tre punti che la Juventus ha strappato al Genoa sono come uno zabaione di sei uova dopo la maratona di New York. Spingono la squadra di Deschamps ancora più su, verso una promozione che soltanto uno svenimento generale potrebbe ormai impedire. «Fa parte di un altro campionato - allarga le braccia il tecnico rossoblù Gasperini -. La vera B è quella che ci giochiamo noi, Napoli, Bologna, Rimini e così via». Fino al gol di Nedved non è stato proprio così. Per venti minuti la Juve ha sofferto, rischiando perfino il ko se l’arbitro Morganti e l’assistente Lion non avessero confezionato un doppio pastrocchio ai danni del Genoa. Prima la rete regolare di Gasparetto annullata per un fuorigioco inesistente, poi il fallo da rigore di Chiellini sullo stesso attaccante. Deschamps dice che la ruota gira: «Mi spiace per il Genoa che ha subito un torto, ma è capitato spesso anche a noi di essere danneggiati. Io aspetto sempre l’arbitro che veda bene». Purtroppo Morganti ha influito parecchio su questa bella sfida al vertice. Se la Juve si fosse trovata in svantaggio dopo 11 minuti, avrebbe faticato molto di più a prendere in pugno la partita. E questo lo ammette anche Gasperini che da gentiluomo dice soltanto che «è antipatico parlare sempre di arbitri». Giusta osservazione. Ma resta il fatto che in A o in B non c’è partita in cui la classe arbitrale non si faccia notare. Gasparetto di dispera: «Se ci avesse dato il rigore su di me avremmo vinto». Forse si allarga troppo. Resta ancora una volta la sensazione di poca limpidezza. Non certo sulla vittoria della Juve, che è sacrosanta e meritata. Ma anche Nedved ha qualcosa da dire: «Gli errori degli arbitri in certi casi sono evidenti, l’importante che siano sempre in buona fede. Certo a volte noi non aiutiamo i direttori di gara». Polemiche a parte, resta la vittoria vitaminica. La seconda contro una big, dopo quella sul Napoli. Un successo nato dalla forza dei bianconeri, a tratti nettamente superiori all’avversario che era reduce da cinque vittorie consecutive, ma che alla distanza ha dovuto arrendersi. La prima picconata è arrivata da Nedved che ha sfruttato un gioco di gambe e di idee di Del Piero e ha conficcato la palla in rete con un piattone. Un gol che ha scatenato la suburra bianconera, ma non è da lì che sarebbe partito il petardo che ha ferito un tifoso genoano e provocato attimi di grande tensione: la ricostruzione successiva della Digos parla di un probabile scoppio all’interno del settore rossoblù. Il secondo attentatore si è materializzato al 38’ sempre del primo tempo e aveva l’inconfondibile nasone di Chiellini, lesto a spedire in porta un corner di Camoranesi, calciato con l’effetto e l’angolazione giusta. Poteva finire lì. Invece nel calcio c’è sempre un ex con il dente avvelenato. Di turno ieri c’era Di Vaio, che ha raccolto una respinta precaria di Buffon e ha scaricato un gran tiro. Rete bella, ma rimasta inutile. Infatti si attendevano nella ripresa i rossoblù alla ricerca del pareggio, invece si è vista ancora tanta Juve per nulla disposta ad accontentarsi. Incontenibile Nedved sulla fascia e nelle continue percussioni centrali, la Juve ha tenuto elevati i ritmi e alta la guardia difensiva. Bene Legrottaglie, attento Zebina, autore della giocata che ha tolto al Genoa le ultime illusioni di pareggio. Il difensore è partito alla carica da metà campo, ha vinto un paio di contrasti, si è presentato quasi incredulo di tanta grazia in area genoana. Nei paraggi stazionava Trezeguet, che doveva farsi perdonare il macroscopico errore del primo tempo (goffo tentativo di cucchiaio su Rubinho) e non falliva l’opportunità. Era dal 4 marzo con il Piacenza che David non timbrava il cartellino. E’ vero che si sfianca lavorando molto per la squadra, ma alla gente piace così. Preciso e spietato. (Juve) Buffon 5,5; Birindelli 6 (14’ st Boumsong 6), Zebina 6,5, Legrottaglie 6,5, Chiellini 6,5; Camoranesi 6 (22’ st Marchionni 6), Marchisio 6, Giannichedda 6, Nedved 7; Trezeguet 6, Del Piero 6 (47’ st Zalayeta sv). ALL.Deschamps 7. (Genoa) Rubinho 6; Masiello 5,5, Stellini 5, Criscito 6; Rossi 6 (4’ st Leon 5), Juric 6, Milanetto6( 32’ st Galeoto sv), Fabiano 5,5; Botta 5 (40’ pt Coppola 5,5), Gasparetto 5,5, DiVaio 6. ALL. Gasperini 6
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