CAMPIONATO  2009-10                                                                                                                                                                        HOME >>

 

JUVENTUS - GENOA                      3 - 2    (1 - 1)

Reti: 15' Rossi, 42' Amauri, 60' Del Piero, 62' Rossi, 77' Del Piero (rig).

JUVENTUS: Buffon, Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Caceres, Sissoko, Candreva (65' Marchisio), De Ceglie, Diego (80' Salihamidzic), Del Piero, Amauri (91' Giovinco). (Manninger, Grygera, Grosso, Paolucci). Allenatore: Zaccheroni.   
GENOA: Amelia, Papastathopulos, Dainelli, Bocchetti, Criscito (85' Aleksic), Rossi, Zapater, Mesto, Suazo (66' El Shaarawi), Acquafresca (46' Fatic), Sculli. (Scarpi, Polenta, Gucher, Bertoncini). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo. Angoli: 8-5 per la Juventus. Spettatori: 22.252

Ammoniti: Candreva, Zebina, Salihamidzic, Bocchetti, Rossi, Papastathopulos, Acquafresca.

 

      

 

      

 

      

 

      

 

GAZZETTA dello SPORT - JUVE, REGALO A ZAC. E' 3-2 SU RIGORE, GENOA FURIOSO. Zaccheroni cambia: prima vittoria. Amauri segna dopo 108 giorni, decide un fallo fuori area su Del Piero Il tecnico bianconero modifica a sorpresa la difesa: fuori Cannavaro e Grosso, Caceres esterno alto. di Luigi Garlando. Torino. Zac, si gira. Magari «svolta» è una parola grossa, ma di sicuro la vittoria sul Genoa (arrivata grazie a un rigore inesistente) gioverà all' anima gracile della Juve e non solo perché mancava dal 6 gennaio. Oltre ai tre punti, che rilanciano le ambizioni di Champions, sono tornate cose antiche: il gol di Amauri (mancava da 108 giorni), una doppietta decisiva che riaccende la stella di Del Piero, una rimonta orgogliosa. Raggiunta sul 2-2 al 18' della ripresa, per colpa di Buffon, l' ultimo dei sospettabili, la Juve ancora una volta avrebbe potuto deprimersi alla distanza e invece ha trovato la forza per il colpo di reni del 3-2 e alla fine ha ascoltato un coro che mancava da tempo: «Vi vogliamo così!». Cura Zac Zaccheroni ha già molti meriti. In attesa di poter migliorare la qualità della manovra, è già riuscito a trasmettere coraggio e fiducia. Qualche settimana fa difficilmente la Juve avrebbe rimontato l' 1-0 e sarebbe ripartita dopo il 2-2. Con la difesa a tre e con certe scelte (fuori Grosso e Cannavaro, Zebina rilanciato, Caceres esterno alto) Zac manda messaggi chiari: aria nuova per uscire dalla crisi, si prova, si cambia, l' almanacco non fa la formazione. Il Genoa si sente giustamente danneggiato. E' partito bene, ha sofferto nella ripresa, anche perché l' emergenza ha impedito a Gasperini i soliti innesti per il cambio di marcia. Alla prima sostituzione ha messo dentro un ' 92: El Shaarawi. Parte il Genoa Già saccheggiato da sette rinunce (tra infortunati e squalifiche), il Genoa perde anche Milanetto nel riscaldamento. La cosa induce Gasperini a rivedere il tutto: dentro Suazo e 4-4-2 atipico. Zaccheroni conferma la difesa a tre, rilanciando Zebina. Detto così, uno pensa: Genoa prudente, spaventato dall' emergenza, e Juve che prova a costruire in otto, decisa a ritrovare una vittoria che manca dal 6 gennaio. Sbagliato. Guardate gli esterni di centrocampo del Grifo: Sculli e Mesto, gente che spinge e vede la porta. E ora guardate gli esterni della Signora: Caceres e De Ceglie, terzini. Infatti è il Genoa che parte meglio, raccoglie angoli, stampa un palo con Rossi (10' ) e, con lo stesso Rossi (16' ), trova un gol meritato che dimostra come il nuovo assetto difensivo sia ancora in piena fase di digestione. Chiellini, in palese imbarazzo, si fa tagliare fuori da Acquafresca che assiste il gol. La Juve fatica a costruire. Diego arretra spesso, ma come dargli torto? Se non ci prova lui, chi? Candreva fa un compitino tremolante, senza una circolazione veloce della palla, gli esterni non trovano campo libero e le punte faticano a smarcarsi. Caceres che se ne va in tunnel alla Garrincha e arma l' incornata di Amauri è uno schema non proprio prevedibile, comunque è così che arriva il pareggio (' 42). La chiave Nella ripresa, Gasperini alza Sculli (fuori Acquafresca) e inserisce Fatic per sostenere il centrocampo, ma il Genoa non può fare a meno di arretrare davanti alla pressione della Juve che usa meglio le fasce, pur senza lucidità e sintonia d' orchestra. Decide il primo violino, Del Piero. Segna il 2-1 con una giocata che il popolo juventino sogna da quest' estate: triangolo con tacco di Diego (16' ). Dopo il pareggio di Rossi su papera di Buffon (18' ), Ale si procura e segna il finto rigore del successo (' 33). «Una furbata», l' ha definita Gasperini. Del Piero ha reagito livido. Il ricordo del recente, discutibile rigore strappato alla Lazio non ha aiutato la difesa del capitano. Meglio dedicare l' immagine finale a Buffon: s' inchina a mani giunte sotto la curva e chiede scusa per l' errore. Lui che da una vita fa miracoli ed è sceso in B. Giù il cappello e complimenti. A parte le bestemmie. MOVIOLA. JUVENTUS-GENOA 3-2 Al 9' Copelli ferma Acquafresca: fuorigioco. Al 17' Robert è in posizione regolare sul passaggio di Zapater: serve Rossi ed è 0-1. Straordinario Caceres sul cross per il pari di Amauri al 43' : calcia teso al centro prima che la palla varchi la linea di fondo. Al 32' st Mazzoleni assegna il rigore, ma Del Piero è toccato proprio fortuitamente da Papastathopoulos un metro prima dell' area: il tocco potrebbe anche essere causato dalla gamba di ritorno di Del Piero in corsa che incoccia sul ginocchio del genoano in rincorsa. La regola prevede l' imprudenza e può portare al fallo, ma da punizione fuori area. JUVENTUS 3 GENOA 2 PRIMO TEMPO 1-1 MARCATORI: M. Rossi (G) al 16' , Amauri (J) al 42' p.t.; Del Piero (J) al 16' , Rossi (G) al 18' , Del Piero (J) su rigore al 33' , s.t. JUVENTUS (3-4-1-2) Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres, Sissoko, Candreva (dal 20' s.t. Marchisio), De Ceglie; Diego (dal 35' s.t. Salihamidzic); Amauri (dal 47' s.t. Giovinco), Del Piero. PANCHINA Manninger, Grosso, Grygera, Paolucci. ALLENATORE Zaccheroni. GENOA (4-4-2) Amelia; Papasthatopoulos, Dainelli, Bocchetti, Criscito (dal 44' s.t. Aleksic); Mesto, Rossi, Zapater, Sculli; Suazo (dal 22' s.t. El Shaarawi), Acquafresca (dal 1' s.t. Fatic). PANCHINA Scarpi, Bertoncini, Gucher, Polenta. ALLENATORE Gasparini. ARBITRO Mazzoleni di Bergamo. AMMONITI Zebina (J), Salihamidzic (J), Bocchetti (G), Rossi (G), Papastathopoulos (G), Sissoko (J) per gioco scorretto, Candreva (J), Amauri (J), Acquafresca (G) per comportamento non regolamentare. NOTE Spettatori paganti 3.204, incasso 108.551; abbonati 19.048, quota abbonati 384.565,29. Tiri in porta 8-3 (un palo). Tiri fuori 5-3. In fuorigioco 4-2. Angoli 8-5. Recuperi: 2 p.t.; 3 s.t.

GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. di Luigi Garlando. JUVENTUS 6,5 BUFFON 5 Superman che si distrae in volo e si schianta contro un lampione. Papera inaspettata. Ma Del Piero rimedia. ZEBINA 5,5 Rilanciato da Zac, mostra la ruggine anche perché la difesa a tre gli allarga gli spazi di competenza. LEGROTTAGLIE 6 Pur non essendo sotto pressione, la difesa balbetta più di una volta. E non solo per la velocità di Suazo. CHIELLINI 6 Tagliato fuori nell' azione del primo gol di Rossi: rodaggio da difesa a tre. Con grinta rimonta la sufficienza. CACERES 7 Non solo il cross per Amauri. Aggredisce la fascia e si propone di continuo. Zac lo schiera alto e ha ragione. SISSOKO 6 Perde un paio di palloni pericolosi, alla Felipe Melo. Non è al top, ma sa rendersi utile. CANDREVA 5,5 Fa solo passaggi facili, servirebbe più profondità. E' a bordo campo quando il Genoa fa 1-0. MARCHISIO 6,5 Fa capire quanto sia importante recuperarlo. Innesca il rigore di Del Piero, pescandolo in verticale. DE CEGLIE 6 Galoppate preziose, ha la gamba che mancava all' ultimo Grosso. Ma lo si nota più nei recuperi che al cross. DIEGO 6,5 Ancora tanta volontà e poco genio. Poi il meraviglioso tacco che manda in gol Del Piero. Di questo ha fame il popolo bianconero. SALIHAMIDZIC s.v. La cosa migliore la fa da riserva: recupera al volo una palla uscita e accelera la ripresa del gioco che porta al gol di Amauri. AMAURI 6,5 Ci voleva quel gol. Perché mancava dal 28 ottobre e perché Trezeguet e Iaquinta stanno tornando. Lotta sempre. (Giovinco s.v.) DEL PIERO Al momento di sradicare il pallone a Criscito è insufficiente, poi decide con una doppietta. I campioni fanno così. All. ZACCHERONI 6,5 Alla terza restituisce una Juve vincente e con la forza di rimontare. Ora: il gioco. GENOA 6 AMELIA 5 Il cross di Caceres è annunciato e Amauri colpisce da troppo vicino per considerarlo incolpevole. PAPASTHATOPOULOS 5 Il fallo su Del Piero era fuori area, ma si pone nella condizione di subirlo. C' entra anche con il gol di Amauri. DAINELLI 5 Abbattuto in cielo da Amauri. Altre sbavature gravi. BOCCHETTI 5,5 Tra i più positivi in avvio. Coinvolto dalle incertezze del reparto. Chiude in ritardo su Del Piero, liberato da Diego. CRISCITO 5 Non riesce a fermare Caceres che assiste Amauri e si fa soffiare la palla da Del Piero che fa il 2-1. (Aleksic s.v.) MESTO 6,5 Buon presidio di fascia nel primo tempo, innesca il 2-2 col tiro-cross che Buffon regala al tap-in di Rossi. ROSSI Partita di un' intensità mostruosa. Due gol, un palo, ma anche recuperi in scivolata da libero Anni 70. ZAPATER 6,5 Dirige il buon avvio del Genoa. Fa partire l' azione del vantaggio. Si spegne con passare del tempo. SCULLI 6 Attacca Caceres nel primo tempo, ne rimane vittima in occasione del gol. Nella ripresa fa la punta. Generoso. SUAZO 5,5 Dà l' impressione di poter far male a difensori muscolari e allargati dalla difesa a tre. Solo l' impressione. EL SHAARAWI 6 Il bambino precettato dimostra l' emergenza in panca del Genoa. Non trema. Ci prova. ACQUAFRESCA 6 Redento dall' assistenza al vantaggio genoano. Per il resto la vede poco. Fa la doccia all' intervallo. FATIC 5,5 Non dà il soccorso atletico che Gasperini chiedeva. All. GASPERINI 6,5 Con i reduci, senza l' errore arbitrale, avrebbe strappato un punto. Complica il suo ritorno alla Juve litigando con Del Piero, futuro dirigente. TERNA ARBITRALE: MAZZOLENI 4 Fischia il rigore decisivo per un fallo fuori area. In curva razzi, feriti... Sembra Beirut. Neppure accenna a fermare il gioco. Di Liberatore 5; Copelli 5.

GAZZETTA dello SPORT - Gasperini: «Del Piero ha fatto la furbata» Ale: «Prima di dire certe cose ci pensi». Del Piero: «E' stata la mia miglior partita della stagione. Vittoria importante per la caparbietà con cui l' abbiamo voluta»L' allenatore del Genoa contro il capitano bianconero che replica: «Era un fallo netto e in campo nessuno ha protestato». di Luca Curino. Con una palla quasi persa e un rigore quasi inesistente Alessandro Del Piero ha riportato la Juventus alla vittoria dopo più di un mese. Del resto sono proprio i campioni che sanno capitalizzare il dubbio, l' incertezza in proprio favore e sulla prima delle due reti Ale è stato bravissimo a riconquistare il pallone, a chiedere l' uno-due a Diego e a infilare Amelia. Ha fatto saltare in tribuna perfino il figlio Tobias, col ciuccio in bocca. «Per come si è sviluppata l' azione - dirà dopo la gara - questo gol mi è piaciuto anche di più di quello alla Roma, che era stato un colpo individuale». Botta Peccato che alla fine la sua 39ª doppietta (ultima in campionato il 24 maggio 2009 a Siena, in assoluto un mese fa in coppa Italia al Napoli) venga svilita dalla polemica di Gian Piero Gasperini. «Sei un disonesto», gli ha gridato il tecnico del Genoa quando l' arbitro ha fischiato il rigore. Poi si è corretto un po' : «Quella di Del Piero è stata una furbata. Non una simulazione, ma una furbata. L' avesse fatta qualcun altro sarebbe stata valutata in modo diverso, ma evidentemente sono cose che fanno parte del repertorio di un grande giocatore. Tutti, però, hanno visto, altrimenti si potrebbe pensare che Papastathopoulos ha fatto davvero fallo». E risposta Quando glielo riferiscono, Del Piero prima ride, poi si rabbuia e con la faccia dura replica a tono: «Mi spiace molto che dica una cosa del genere, che non è vera, senza motivazioni. Il fallo era netto, tanto che né Papastathopoulos né altri genoani in campo hanno protestato: Gasperini avrebbe dovuto tenerne conto. Non commento quello che ha detto a caldo, ma poi a freddo bisogna pensare prima di parlare, prima di lanciare accuse infondate. Mi ha dato molto fastidio». Probabilmente anche perché solo due settimane fa contro la Lazio aveva guadagnato un altro rigore che «se l' avessero dato contro di noi mi avrebbe fatto arrabbiare parecchio». Uno che ha giocato 445 partite con la Juventus in campionato, record festeggiato giusto ieri, ha una reputazione da difendere. Caparbietà Del Piero non vuole passare né per furbo né per disonesto, semmai per quello che ha riportato in carreggiata la squadra di cui è capitano. «E' stata la mia miglior partita della stagione e questa vittoria vale tantissimo per la caparbietà con cui l' abbiamo strappata. Abbiamo pagato a caro prezzo gli errori commessi, beccando gol al primo tiro in porta. Abbiamo reagito, siamo passati in vantaggio e siamo stati subito raggiunti, ma con grande forza di volontà ci siamo ripresi i tre punti. Tutto questo mi lascia molto soddisfatto, anche perché successi del genere fanno morale e danno entusiasmo, qualcosa di cui avevamo molto bisogno». Speranza mondiale E' l' autostima di cui parlava Zaccheroni alla vigilia. «Abbiamo sofferto tanto e continuiamo a soffrire - ammette Ale -. Oggi non abbiamo certo risolto i nostri problemi, vista la situazione in cui ci siamo cacciati. Però spero che sia un segnale per noi stessi prima di tutto e poi anche per l' esterno». La sua autostima è intatta, addirittura corroborata dalla doppietta: «Certo che spero di andare al Mondiale. La voglia e la speranza sono tante e cresceranno se nei prossimi tre mesi riuscirò a giocare bene come oggi». I campioni sono quelli che riescono a risolvere i dubbi in proprio favore.

GAZZETTA dello SPORT - Preziosi: «Mi hanno detto che si è scusato E la lealtà dov' è?». di Alessio Da Ronch. GENOVA «La terna è stata bravissima, merita un dieci, aveva ben tre motivi per dare questo rigore: era fuorigioco, non l' ha neppure toccato ed era fuori area. Mando anche un saluto speciale al guardalinee Copelli, lui sa perché». Enrico Preziosi la mette sull' ironico, in altre occasioni era riuscito a trattenersi ma stavolta proprio non può ingoiare il boccone, troppo amaro per farsene una ragione. Il suo Genoa aveva vissuto l' avvicinamento alla partita con la Juventus con una tensione particolare: ogni giorno un uomo in meno, se non due, malanni, infortuni, squalifiche, fino allo stop finale di Milanetto a pochi minuti dall' avvio della sfida. Per questo l' impresa che la squadra stava portando a termine all' Olimpico aveva qualcosa di eroico, sarebbe divenuta un urlo di battaglia, la candidatura ferma e sicura ad un posto in Europa, magari in Champions. Invece è arrivata la mazzata che rischia di mettere k.o. il morale dell' intero ambiente. Anche per questo, probabilmente la rabbia del presidente del Genoa non ha freni, sembra non avere fine. «Non è il primo episodio dubbio che riguarda la Juventus accaduto in questi ultimi tempi - continua Preziosi -, se devono per forza andare in Europa ce lo dicano, quanti biglietti servono: 25? 28? Glielo paghiamo noi un bel tour ai bianconeri». Il dito è puntato, con severità, anche contro Del Piero, l' uomo che si è procurato ed ha realizzato il rigore, e dalle parole di Preziosi emerge anche un particolare interessante: «Mi hanno detto che Del Piero a fine partita è venuto a scusarsi con i nostri giocatori. Quasi 450 partite in serie A non gli hanno insegnato la lealtà». Il capitano bianconero e la Juve però smentiscono la ricostruzione e spiegano che non hanno nulla di cui scusarsi.

 

IL SECOLO XIX - LA SIGNORA DEL FURTO. SCANDALO A TORINO. di Mauro Casaccia. Gioco, corsa e coralità contro campioni che cercano di ritrovarsi e prepotenza. Eccola, Juventus-Genoa. Eccoli, i gol di Rossi al termine di azione orchestrata e di Amauri e Del Piero su iniziative di singoli. Ma il fato premia chi crede all'incredibile: il monumento Buffon incappa in errore da principiante e il capitano rossoblù ne approfitta, con opportunismo da vipera d'area. La differenza la fa una gravissima svista: Sokratis tocca Del Piero che cade. Rigore del 3-2. Ma il contatto era fuori area. Destino sconfitto. «E' stata dura, perché il Genoa attacca da tutte le parti, come gli indiani», dice Zaccheroni. E pure gli indiani d'America furono traditi, nelle trattative con gli yankee. «Una furbata di Del Piero, che a loro è valsa tre punti». Pellerossoblù orgogliosi e meritevoli, ma sconfitti. La Vecchia Signora, prima di godere dell'erroraccio-vittoria, punta sul genio individuale, il Vecchio Balordo sulla coscienza collettiva di stampo bergsoniano per gestire la partita senza regista: per i bianconeri mancanza di mercato a cui Candreva non riesce a sopperire in pieno, per i rossoblù guaio aggiuntivo, a infermeria già colma, con lo stop del mascherato Milanetto nel riscaldamento: infortunio al polpaccio. Le formazioni ufficiali danno Suazo in panchina e il mascherato Milanetto a centrocampo; invece l'altoparlante annuncia che l'honduriano va in campo, per il regista solo tribuna. Di conseguenza, 4-4-2 e Rossi in mediana, principale custode del trequartista avversario Diego. Gasperini chiama le due punte, Acquafresca e Suazo, ad allargarsi. Il secondo obbedisce al 9' e, servito da Sculli, va via in tunnel a Zebina, punta Legrottaglie e ricava lo spazio per il tiro, rimpallo ghiotto per Rossi, a rimorchio: stop e destro di controbalzo dai 25 metri, Buffon battuto, palo pieno. Il Genoa mostra di poter penetrare anche centralmente, dove la Juventus risulta scoperta non appena Sissoko è attirato esternamente per portare il pressing. E' questa la dinamica chiave per il vantaggio del Grifone al 15'. Da sinistra a destra, come contro il Chievo. Sculli per Suazo, il quale addomestica bene col petto e invita all'avanzata Zapater; lo spagnolo aspetta il movimento a mezzaluna di Acquafresca e lo serve appena Chiellini lo ha mollato per farsi incontro; il torinese raggiunge il fondo e appoggia a ritroso per l'ennesima infilata di Rossi; destro a prendere in controtempo Buffon per l'1-0. La squadra di Zaccheroni, stordita, cerca la reazione aggrappandosi a calci piazzati e tiri da fuori. Il Genoa ben difende intorno a Dainelli e riparte con arguzia. Il problema è però energetico: cedere un po' di metri di campo, abbassando il baricentro, porta spesso i bianconeri nell'area rossoblù. Idee poco lucide, però mischioni temibili. E all'ennesimo traversone giunge il pareggio, di Amauri, che mancava alla rete da fine ottobre. Sviste in serie, per il Genoa, perché a destra Caceres va via in tunnel a Sculli e poi di rimpallo sulla scivolata troppo morbida di Criscito; Amelia fa il passo sbagliato verso l'uscita, il brasiliano batte in elevazione Sokratis e Dainelli sul secondo palo. Subito dopo la svista è di Mazzoleni: Zebina entra da sicario su Suazo, nemmeno l'ammonizione. Non sarà la peggiore. Acquafresca nell'intervallo resta negli spogliatoi: entra Fatic, esterno sinistro nel 4-4-2, con Sculli seconda punta. Il copione resta immutato: manovra a coinvolgimento globale del Genoa, spingardate dei singoli per la Juventus. Eventualmente, a coppie. Era stato Caceres-Amauri? Al 16' della ripresa è Del Piero-Diego: il 10 ruba palla a Criscito, scambia con il brasiliano che di tacco lo fa viaggiare in area, tocco freddo e vantaggio juventino. Ma dura poco, sbaglia pure Buffon: l'azione del Grifone ha sempre l'imprimatur della coralità, ma il traversone di Mesto è facile preda del portiere, sembra. Gli scappa e Rossi, sempre lui, ci crede fino in fondo. Doppietta del capitano. Esempio per i più giovani, la banda di '91 e '92 che compongono con Scarpi la panchina. Gasperini chiama El Shaarawy per sostituire Suazo, anch'egli non al meglio: prova promettente per il savonese. Ci sarà poi l'esordio di Aleksic. Zaccheroni inserisce il nazionale Marchisio, Salihamidzic e Giovinco. Anche in questo, stelle che non vogliono essere cadenti contro gruppo. Infine, su una verticalizzazione nel nulla, l'episodio decisivo. Il "tradimento": Del Piero e Sokratis s'incrociano, il 10 cade e Mazzoleni indica il dischetto. Rigore e gol, anche se Amelia intuisce. Contatto, ma fuori area. Il pari, con l'errore di Buffon, pareva destino. Il 3-2, con quello di Mazzoleni, batte pure il fato. Nessuno riesce a raddrizzarlo quando Zapater crossa da destra e la palla attraversa intoccata tutta l'area piccola. Così gli indiani genoani vennero ingannati e persero a Torino.

 

IL SECOLO XIX - Gasperini - Del Piero: la furbata. Torino. La furbata da tre punti non è una bella giocata, è una caduta fuori area di Del Piero che viene trasformata in rigore. «È stato bravo», commenta sarcasticamente mister Gasperini. «Quell'episodio ha determinato il risultato e lascia grande amarezza, perché avremmo meritato molto di più». Il n° 10 della Juve ieri raggiungeva le 445 presenze bianconere, superando Boniperti. E a fine gara ha contestato l'appunto del tecnico rossoblù: «Furbata? In che senso? Mi spiace che la pensi così, il fallo era netto. Fuori area? Io in un'occasione così guardo solo la palla, non mi preoccupo di chi sta dietro o di dove mi trovo. Mi dà molto fastidio ciò che ha detto Gasperini, lancia un'accusa infondata e dovrebbe motivare. Sono perplesso». Non è l'unico. Oltre al dubbio sul fuorigioco e sul contatto, c'è la certezza che l'episodio fosse fuori dai 16 metri. Il fantasista di Conegliano nel post-partita si è difeso anche così: «Né Sokratis né altri si sono lamentati in campo». Ma i giocatori rossoblù hanno confidato che nel tunnel verso gli spogliatoi lo stesso Del Piero s'è avvicinato per chiedere scusa, come se fosse consapevole dell'erroneità della decisione di Mazzoleni. È la seconda volta, in poche giornate, che ottiene un rigore più che dubbio. Anche quello assegnatogli con la Lazio era inesistente. Quanto a ieri, resta l'interrogativo se la segnalazione sia arrivata dall'assistente Copelli (al quale, a fine gara, sono andati a chiedere spiegazioni Amelia & C.) o se, come pare dai gesti di Mazzoleni, sia stata scelta dell'arbitro, che seguiva da dietro la coppia Del Piero-Sokratis e non poteva avere esatta cognizione del punto dove sarebbe avvenuto il contatto (qui la dinamica non è del tutto chiara). E va aggiunto quanto Gasperini fa notare nel rivedere le immagini: «Fa rabbia, era fuori area. E sembra quasi che ci sia un rallentamento di Del Piero, per aspettare il tocco dell'avversario, addirittura anche "Papa" deve rallentare. Pare proprio una furbata». Il tecnico del Grifone prova a spostare l'attenzione sulla prestazione dei suoi, giudicata molto positiva, sebbene il pensiero continui a ritornare al fatto che ha impedito di tornare a Genova con punti. «Abbiamo tenuto bene il campo, ci siamo difesi sempre in maniera ottimale e la Juve non ha quasi mai tirato in porta. Bravi anche sui calci piazzati, che all'andata ci misero molto in difficoltà». Modulo quasi obbligato, il 4-4-2. «Abbiamo giocato a due punte perché non c'era altro. I due davanti a fine primo tempo non stavano bene, non riuscivano più ad aiutare il centrocampo, perciò ho messo Sculli a dare una mano. Poi c'è stato quell'episodio, che lascia molto rammarico». Si va nuovamente al rigore fantasma. «In altri tempi sono stato tacciato di alibi, ma anche queste cose spiegano la diversità di rendimento fuori casa». C'erano state rimostranze soprattutto a Cagliari e Roma con la Lazio, ma Torino è qualcosa di più. Anche Zaccheroni ha ammesso che la decisione è stata sbagliata: «È fuori, anche se il giocatore cade in area ed era difficile da vedere dove avvenisse il contatto. Quanto al tocco, l'ho visto anche dalla panchina». Sokratis non era d'accordo in campo e resta dell'idea di non aver scontrato Del Piero anche dopo il match. Due compagni gli danno conforto. Bocchetti: «Il contatto è avvenuto fuori area. Tra l'altro Sokratis ci ha detto di non aver neanche toccato Del Piero. Fuorigioco? Sono andato a chiederlo al guardalinee ma ha detto che Del Piero era partito in linea. Poche proteste? Visto quello che è successo in passato, avevamo paura che ci buttasse fuori». E Zapater: «Meritavamo almeno il pari. Il fallo era fuori, forse c'era anche fuorigioco. A volte l'arbitro ti aiuta altre volte ti toglie qualcosa». La prende con filosofia lo spagnolo. E, per chiudere, prova a farlo anche Gasperini: «Abbiamo perso una partita che non meritavamo di perdere. Peccato, sarebbe stato un punto importante. Fuori casa il Genoa non è neanche fortunato».

 

IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. AMELIA 5. DISATTENTO Pronto sulle conclusioni dalla distanza di Candreva e Diego in avvio di gara, va a vuoto su un paio di uscite poi sbaglia il tempo sul cross di Caceres e Amauri può pareggiare indisturbato. Nulla può sul 2-1 di Del Piero, per un pelo non arriva sul rigore del 3-2 che gli sfiora le mani. SOKRATIS 5,5. ALTALENANTE Al 2' va via a Chiellini e crossa, Zebina per un soffio su Acquafresca. Al 42' non riesce a bloccare Amauri che pareggia di testa. Va vicino al gol di testa al '6 della ripresa. Ha mezzi straordinari, ogni tanto qualche ingenuità. Forse tocca Del Piero ma il fallo è nettamente fuori area. DAINELLI 6 ORDINATO Puntuale quando c'è da intervenire di testa in area e da allontanare il pallone quando si apre qualche falla in mezzo. Sul gol di Amauri divide la responsabilità con Sokratis. Prova a dare il suo contributo in avanti, anche se ancora una volta non riesce a colpire con precisione. BOCCHETTI 6. CONCRETO Meglio dell'amico Criscito, perché difficilmente si fa sorprendere. Tiene la posizione, spazza quando c'è da spazzare. Sabato rientra Moretti dalla squalifica: la sfida per un posto da titolare è lanciata. C'è anche una convocazione al Mondiale in Sudafrica da conquistare. CRISCITO 5. DELUDENTE Gara sottotono per l'esterno napoletano, tradito forse anche dall'emozione di giocare contro la sua ex squadra. Ha responsabilità nei primi due gol della Juve: poco deciso nell'intervento su Caceres nel primo tempo, si perde in area Del Piero nella ripresa. MESTO 6,5. UTILE Ci prova al 12mo ma la palla viene deviata in corner. Va a Corrente alternata ma al 18mo della ripresa segue l'apertura di Suazo tira da posizione defilata. Era più giusto crossare ma Buffon si fa sorprendere perde il pallone dalle mani e capitan Rossi è pronto al tocco da due passi. ZAPATER 6,5. CORAGGIOSO Dentro per l'infortunio di Juric, con l'infortunio di Milanetto nel prepartita finisce per essere l'unico centrale di ruolo. Più pimpante rispetto alle gare precedenti, duella alla pari con Sissoko, ed è bravo ad innescare Acquafresca nell' azione del provvisorio 1-0. SCULLI 6. GENEROSO Parte più arretrato rispetto al solito. Non è al massimo ma copre la fascia con grande attenzione: per poco non innesca Suazo, si perde Caceres nell'azione del pareggio Juve. Si danna l'anima nella ripresa, quando fa anche la punta: senza grandi risultati ma con la solita carica. ACQUAFRESCA 6. FRAGILE Ha il merito di servire a Rossi, con un cross basso verso il centro, il pallone del vantaggio rossoblù. Vita dura con Legrottaglie e Chiellini, non manca qualche colpo proibito. Si prende a spintoni con Candreva, giallo per entrambi. Sostituito nell'intervallo. SUAZO 6,5. PIMPANTE L'attaccante honduregno non è al meglio della condizione, va in campo dall'inizio a sorpresa per i problemi fisici di Milanetto. Ha qualche buono spunto, anche perché la Juve concede spazi. Al 22' st protegge palla e avvia la combinazione che porta al pareggio. FATIC 5.5 (dal 1' st per Acquafresca). Qualche spunto discreto sulla sinistra ma anche diverse ingenuità. EL SHAARAWY 6 (dal 22' st per Suazo) Buon impatto sulla partita: ha voglia ma è ancora un po' acerbo. ALEKSIC sv (dal 43' st al posto di Criscito) Dentro nel finale di partita per il suo esordio in rossoblù. IL MIGLIORE. ROSSI 8. STRAORDINARIO Al 9’ scarica una gran botta dal limite, palla che si stampa poco sotto l’incrocio. Puntuale, sei minuti più tardi, all’appuntamento con il cross basso di Acquafresca per l’1-0. Il Grifo va sotto? Passa un minuto e il capitano è lì, nell’area piccola, ad approfittare dell’errore di Buffon in presa su tiro di Mesto. Due gol, un palo e non solo: tanta sostanza, tante chiusure in soccorso ai compagni in difficoltà. Se tiene questo ritmo Lippi non potrà non tenere conto della sua candidatura per il Sudafrica. L'ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo 4. Clamoroso l'errore sul rigore assegnato alla Juve: il fallo di Sokratis su Del Piero forse c'è (tanti dubbi) ma è fuori area. Colpa anche dell' assistente Copelli che non vede. Una decisione che incide pesantemente sul risultato finale.

 

IL SECOLO XIX - Doppia caduta di stile Juve. di Giampiero Timossi. FUORI DI TESTA, fuori dall'area. Juventus-Genoa finisce così. Domenica di rabbia e di inganno. Perché accade quello che non ti aspetti. E quello che non ti aspettavi più. Non ti aspetti che un gentiluomo come Alessandro Del Piero scelga l'istinto più banale, almeno per un campione. Seguite la traiettoria, grazie: da fuori a dentro l'area. Se Sokratis lo abbia toccato non appare comunque rilevante, il tuffo resta tuffo, le conseguenze sono note: rigore, 3-2, tutti a casa. La Juve di Zaccheroni esce dalla rianimazione, torna in corsa per l'Europa: questione di prestigio e (soprattutto) di quattrini. Il Genoa a Torino è arrivato malconcio, ma entra in campo gagliardo. Passa in vantaggio con Rossi, subisce il 2-1 bianconero, rimette le cose in equilibrio con la prima doppietta del capitano rossoblù. Vabbè, fate finta di nulla. Perché dovete ancora fare i conti con il signor Mazzoleni (arbitro) e con il suo collaboratore, tal Copelli, già noto alle cronache per qualche alzata (di bandierina) con svista. Ci pensano loro: perché se Del Piero esagera, sono loro a decidere che quel fallo c'è ed è pure in area. Bene, verranno smentiti da una maratona di immagini e pernacchie. Il loro errore non fa solo inviperire tutti i tifosi del Genoa, fa dell'altro: tutti dicono che un errore così rende bugiardo l'intero campionato, traccia un solco tra Champions ed Europa League. Lo ammette più di un tifoso juventino (sms esemplare "finalmente si torna a rubare come ai bei tempi!"), lo dicono a Milano, Napoli, Palermo e via così. Parla chi sperava che la Juve si rianimasse solo con la cura dell'onesto Zac. Senza favori arbitrali di antico lignaggio. Sì, lo dicono pure i tifosi della Sampdoria. Loro vogliono godersi la loro domenica di felicità, e il quarto posto. Sorridono per le loro grazie, ma non per le disgrazie altrui. Perché i sampdoriani non dimenticano l'arbitro Mazzoleni. Ricordano quel sacrosanto rigore negato a Pazzini, quella "svista" che impedì di battere il Parma. Uniti nella lotta, almeno una volta. Altro di buono non c'è nella domenica dello scippo.

 

IL SECOLO XIX - La rabbia del presidente «sleale comportarsi così». Torino. Gian Piero Gasperini parla di furbata di Alessandro Del Piero. Il numero 10 juventino rispedisce al mittente dicendo che non si devono lanciare accuse senza motivare. In realtà, la motivazione si può facilmente ricavare dalle immagini televisive, che dimostrano l'inesistenza del rigore determinante assegnato ai bianconeri. E, a spiegare ulteriormente le ragioni della rabbia rossoblù, ci sono le parole del direttore generale Fabrizio Preziosi, ieri incredulo in tribuna: «Si prende atto degli errori, ma sono successe cose clamorose. La conduzione di gara generale e soprattutto il penalty. Il rammarico è che campioni come Del Piero dovrebbero essere anche esempio di lealtà. Credevo che Mazzoleni lo ammonisse per simulazione. Gli arbitri chiedono aiuto in situazioni difficili, in tutti gli incontri che facciamo, clamoroso che ciò non arrivi da Del Piero. Al termine della partita è andato a chiedere scusa ai nostri giocatori, nel tunnel: fa pensare che non sia nel giusto. E la cosa più difficile è dare conforto ai ragazzi, dopo una giornata così: mi hanno detto che in campo passava la voglia di giocare».  L'incontenibile delusione in casa Genoa deriva dal fatto di aver giocato un grande match, in condizioni di difficoltà per le tante assenze. Ma il ritorno è a bocca asciutta. Di più, con un pessimo gusto sul palato. «Non avevamo mai giocato così bene fuori casa», continua il direttore generale del Grifone. «Voglio fare i complimenti ai nostri giocatori. Nonostante tutti i problemi, eravamo davvero messi male, abbiamo dato l'anima. E mi preme ringraziare soprattutto quanti non avrebbero dovuto giocare, ma sono riusciti comunque a scendere in campo, con delle infiltrazioni. Questi giocatori non si sono tirati indietro. Parlo di Rossi, di Sculli e anche di Milanetto, che ci ha provato fino all'ultimo». Fabrizio Preziosi allarga il discorso alla conduzione generale della gara: «Una cosa pazzesca. Falli uguali con decisioni diverse, ammonizioni da una parte e non dall'altra. Cadute sistematiche degli juventini, ad esempio Amauri ogni volta che perdeva palla. Oppure il diverso giudizio sul cartellino giallo dato a Rossi e, in circostanze analoghe, quello non assegnato a Sissoko. Cose che poco hanno a che fare con lo sport. Inoltre i giocatori mi hanno detto che nemmeno si potevano chiedere spiegazioni a Mazzoleni, perché mandava via». Si potrebbero aggiungere altri casi, come la roncolata rifilata da Zebina a Suazo sul finire del primo tempo. E molto ancora, in una partita giocata bene, contro quella che resta una grande squadra, ma persa dal Genoa per decisioni errate. Non meno furente il presidente Enrico Preziosi. «È un furto con scasso - ha tuonato - alla terna arbitrale do un bel dieci: per me il rigore era fuorigioco e il fallo non c'era. E mi meraviglio che Del Piero abbia deciso di festeggiare così le 445 partite con la maglia bianconera. Si è scusato con i giocatori per quel rigore inesistente ma non lo ha fatto pubblicamente. Capisco che vogliono mandare a tutti i costi la Juve in Europa ma mi pare che accadano cose contro di noi già viste nell'ultimo campionato. Tra l'altro mi pare che il guardialinee sia lo stesso che l'anno scorso ha annullato una miriade di gol a Milito per fuorigioco inesistenti».

 

IL SECOLO XIX - Il signor Rossi è diventato l'esorcista di Buffon. Un altro gol da centravanti, stavolta d'opportunismo, con puntatina astuta che ha costretto il maldestro (per una volta) Buffon all'imprecazione e all'acrobatica argomentazione sulla similarità tra "dio" e "zio". Per fortuna del portierone, la norma sarà in vigore dal 1° marzo. E l'estremo difensore di Juve e Nazionale è stato trafitto anche in un'altra occasione da Marco Rossi, a furia di reti e grandi prestazioni candidato d'obbligo per un posto da suo compagno nell'estate sudafricana. Nel 1° tempo, in quel caso alla Rivera versione Italia-Germania 4-3, a Messico '70. Sempre di Mondiali si parla. «No, Rossi non ha sbagliato la conclusione, mi ha proprio spiazzato». Ride. Il n° 7 del Genoa, a fine gara, non può farlo. Sebbene sia stato ancora una volta il migliore in campo. Sebbene abbia confermato di avercela con la Vecchia Signora: prima doppietta in serie A e terza realizzazione ai danni della Juve, sua vittima preferita. Il pomeriggio dei capitani, ieri, all'Olimpico di Torino. Rossi da una parte e Del Piero dall'altra, due gol a testa. Ma il secondo del bianconero è nato dal rigore concesso per fallo avvenuto fuori area. Ebbene, il capitano della Juve ha peccato quando è andato a giustificare la correttezza decisione, meglio avrebbe fatto ad ammettere. Coraggioso invece si era mostrato in precedenza, nella rete di pregevole fattura del 2-1: «Bel recupero di palla su Criscito, ho scambiato con Diego e colpito di punta». Quel penalty di furbata a sporcare la sua prestazione. Senza macchia, al contrario, quella del capitano del Genoa. «Rossi neanche avrebbe dovuto giocare, aveva un problema al ginocchio, ci è riuscito solo grazie a un'infiltrazione», racconta Fabrizio Preziosi. Schierato in mediana, ha corso a perdifiato per 90', ha messo la museruola a Diego ed è stato più pericoloso del brasiliano in avanzata, quasi da trequartista. La prima marcatura con piattone di precisione, la seconda credendo anche all'impossibile, sperando nell'incertezza della divinità con guantoni, Buffon. È arrivata. «Rossi ha seguito l'azione, la palla mi è scappata e sono bastati quei 20 centimetri perché lui ci arrivasse con la punta», dice il portiere. Il quale, con mezzo sorriso, narra pure della bestemmia: «Quell'errore è il primo della stagione, ma è arrivato in un momento delicato, ero amareggiato e mi sono sfogato». La spiegazione "etnologica": «Sono toscano, con padre friulanoÂ? Sono pure credente, ma qualche volta...». Infine, l'acrobazia: «Uno può avercela con il Signor Dino. Oppure: in famiglia ho uno zio che fa un po' il porcellino». Sembrano le letture del labiale che dava la Gialappa's Band. Comunque sia, ieri Buffon ha avuto problemi con il Signor Rossi. Il trascinatore genoano. Il tuttofare che si sta specializzando in gol. Anzi, sta riprendendo confidenza con quello che era il suo mestiere da ragazzino, quando faceva la punta. Ora fa di tutto. Nella Juve, l'arte d'arrangiarsi ovunque è soprattutto di Salihamidzic. L'ex Bayern, che a 15 anni è scappato dal suo Paese devastato dalla guerra e aveva a lungo lavorato come cameriere, ieri è stato decisivo anche come raccattapalle: scaldandosi a bordo campo, in occasione della rete di Amauri, ha acchiappato rapidamente palla e ha permesso a chi batteva la rimessa laterale di servire in rapidità Caceres. A Rossi questo non è ancora capitato. Niente ruolo da raccattapalle, perché lui, indispensabile genoano, va sempre in campo.

 

IL SECOLO XIX - La linea "verde" del Grifo cinque ventenni in panchina. Torino. Tra infortuni a raffica e la squalifica di Moretti, Gasperini si è trovato nella condizione di dover portare a Torino tre giovani della Primavera come Polenta, El Shaarawy, e Bertoncini, oltre ai due nuovi acquisti Robert Gucher e Danijel Aleksic (entrambi classe '91). Alla fine tutti si sono accomodati in panchina (l'unico ad andare in tribuna è stato il terzo portiere Frison), dal momento che Milanetto si è fermato nel riscaldamento per un problema al polpaccio e Suazo è stato schierato dal primo minuto. A fare loro compagnia, il veterano Scarpi e il "giovane vecchio" Fatic (classe '88). Una panchina dall'età media di poco superiore ai 20 anni: se non è un record, poco ci manca. Nonostante la delusione per la sconfitta arrivata tra le polemiche per il rigore assegnato alla Juve, è stata una domenica da ricordare per molti di loro. Aleksic ha fatto il suo esordio nel campionato italiano con la maglia del Genoa: giusto cinque minuti, troppo poco per riuscire a mettersi in mostra. Seconda apparizione in serie A, invece, per il savonese El Shaarawy, che la sua "prima" l'aveva vissuta nel dicembre 2008 a Verona. Bertoncini e Gucher alla fine non sono entrati in campo: per entrambi è la prima convocazione in serie A. L'austriaco compirà 19 anni in settimana aveva confidato di sognare la panchina all'Olimpico come regalo di compleanno. Accontentato.

 

GAZZETTA del LUNEDì - GENOA DERUBATO. LA JUVE RITORNA AI VECCHI TEMPI... Un rigore farsa regala la vittoria ai bianconeri dopo un match tiratissimo. Milanetto ko nel riscaldamento. Entrano El shaarawy e Aleksic. di Pierluigi Gambino. Nel momento in cui Zaccheroni, allenatore di una Juventus mai scesa così in basso, inserisce in corso d'opera l'azzurro Marchisio e Salihamidiz, fior di giocatori, Gasperini affida le chances di una disperata rimonta a un diciassettenne, El Shaarawy, e ad un neppure diciannovenne, Aleksic. Altro non passava il convento in questa gara delle illusioni perdute, che un Genoa passabile a livello di ricambi avrebbe tranquillamente condotto in porto, restando in orbita europea e scongiurando la fuga in avanti di Madama. Non basta una doppietta dell' indomito Marco Rossi per salvare un Grifone incerottato e generoso, danneggiato pesantemente, nel finale, dall' arbitro Mazzoleni, che cade nella trappola tesagli da Del Piero e premia un suo clamoroso ruzzolone, ancora fuori area, con un penalty inventato. Gasperini perde nel riscaldamento anche Milanetto, ed è costretto, per fare undici, ad inserire Suazo, con Mesto arretrato a centrocampo e Rossi dirottato al centro, al fianco di Zapater. In avanti Acquafresca è centravanti, ma spesso si allarga a destra scambiandosi con l'honduregno. Zaccheroni  a sorpresa sceglie Zebina per completare il trittico difensivo. SOLO GENOA. L'avvio vede una Juventus rattrappita e titubante, che non riesce a costruire gioco, mentre il grifone copre con attenzione ogni zona del campo. Criscito, mediano in fase di possesso, si accentra come centrale aggiunto appena i bianconeri riconquistano palla. Bocchetti, dal canto suo, si incolla ad Amauri, mentre Sokratis e Rossi cercano di sbarrare la strada a Del Piero e Diego. La manovra bianconera è lenta, confusionaria e prevedibile, contrariamente a quella genoana che ha un canovaccio e cerca di seguirlo. Già dopo 9 minuti i rossoblù potrebbero trovarsi in vantaggio grazie ad uno spunto irresistibile di Suazo, che offre palla a Rossi, liberissimo al limite. Sventola del capitano, e incrocio timbrato, a Buffon strabattuto. Il pericolo scampato impaurisce ulteriormente la Juve, sempre più pasticciona. Inevitabile che  a capo di un' altro contrattacco il Grifo raccolga il frutto della sua superiorità tattica: è geniale l'apertura in verticale di Zapater per Acquafresca, che serve l'accorrente Rossi, abile  a realizzare dagli otto metri. I bianconeri patiscono il colpo, ma verso metà tempo iniziano a farsi più intraprendenti e almeno a livello territoriale esercitano un certo dominio. Provano un po' tutti la conclusione, a volte imprecisa, a volte comoda per un Amelia abbastanza attento. La pressione, però, si accentua col passare dei minuti: il Grifo, precedentemente spavaldo, si rinserra al limite della propria area e non riesce più a congelare il pallone. Piovono in area parecchi palloni, ma la Maginot sembra reggere ad onta di un paio di svarioni di Amelia (corner regalato ed uscita avventurosa a centro area), forse ancora scosso da un colpo ricevuto in precedenza da Legrottaglie. DISTRAZIONE. Speranza effimera, frustrata al 41' dal gagliardo Caceres, che sull' out di destra da prima vince di prepotenza un ruvido tackle con Criscito e poi crossa a giri contati sul secondo palo, dove Amauri incorna perentoriamente, ponendo fine ad un personale digiuno che si protraeva da ottobre (ultimo gol contro la Samp). Il portiere rossoblù, superato dalla traiettoria, non appare esente da responsabilità. Gasperini nell' intervallo avvicenda Acquafresca con Fatic, che si piazza sull' out di sinistra. BOTTA E RISPOSTA. La retroguardia rossoblù, orchestrata da Dainelli, fa ottima guardia e non soffre più di tanto. L'errore però è in agguato, e lo compie a tre quarti di campo Criscito, entrando mollemente sul pallone, e lasciandosi rubare palla da Del Piero, la cui accelerata, con uno-due chiesto e ottenuto da Diego, finisce davanti ad Amelia per un comodo tocco vincente. Gara in archivio? Neppure per sogno. Passa un minuto e la Juve concede mezzo campo al venefico Suazo che non aspettava altro. Il centroamericano avanza, offre a destra per Mesto: il cross è agevole preda di Buffon, il quale si lascia sfuggire, come una saponetta, la sfera, ribadita nel sacco da Rossi. SCANDALO. La Juve si affloscia, ma il Genoa è sempre più provvisorio, con il diciassettenne El Shaarawy che rileva Suazo, ormai sfinito. Tra i locali si rivede post infortunio il nazionale Marchisio, ma la gara non decolla e procede a strappi, senza un filo conduttore, apparendo avviata al più salomonico dei pareggi. Ma appena superata la mezz'ora accade il patatrac: Del Piero si incunea nel corridoio giusto e Sokratis sembra controllarne lo slancio, ma nella corsa il capitano avversario, che sembra andare  a cercare un contatto per altro lievissimo, finisce a terra appena fuori area. Mazzoleni va in confusione, e per la Juve è il secondo rigore regalato dopo quello contro la Lazio. INGIUSTIZIA. Mazzoleni cade nel tranello di Alex. Alessandro Del Piero ha appena completato il suo spettacolare ruzzolone, Sokratis professa la sua totale innocenza. Ma per l'arbitro Mazzoleni l'episodio che non avrebbe meritato neppure una punizione dall' limite dell' area si trasforma nel calcio di rigore che lo stesso Del Piero segnerà, decidendo la partita. Per i tanti tifosi rossoblù sugli spalti, e per quelli che hanno seguito la partita  a casa, la spiacevole sensazione di essere stati derubati.

 

GAZZETTA del LUNEDì - BOCCHETTI "L'arbitro non cambia mai idea...". I giocatori. Quanto rammarico. Torino. " Ce l'abbiamo messa tutta e ci abbiamo creduto fino in fondo. Senza quell' episodio del rigore, avremmo raggiunto il pareggio, visto che la Juventus ci ha messo raramente in difficoltà". Sasà Bocchetti schiuma rabbia, non si dà pace ed offre la sua chiave interpretativa  alle timide proteste della squadra rossoblù dopo il fischio arbitrale: "A che sarebbero servite? Quando un arbitro prende una decisione, non torna mai sui suoi passi. Se avessimo detto qualcosa, saremmo stati sicuramente buttati fuori. A noi succede sempre così..".  Lui, comunque, si era mosso. "Vero, sono stato il primo ad avvicinarmi al guardalinee Copelli: gli ho chiesto se non fosse offside e lui mi ha risposto che del Piero era partito in linea...". Il difensore cerca di passare oltre. "Meglio già concentrarsi sulla gara con l'Udinese di sabato prossimo. E considerare che se l'arbitro ha sbagliato, anche noi possiamo avere commesso qualche errore. Sicuramente eravamo entrati in campo con lo spirito giusto. Anche la marcatura su Diego, il più temuto degli juventini era stata azzeccata: gli avevamo impedito di rendersi pericoloso accorciando sempre su di lui. Peccato aver subito il pareggio di Amauri nei minuti finali del primo tempo: se fossimo andati negli spogliatoi sull' 1 - 0, avremmo avuto tempo di riordinare le idee. Invece abbiamo addirittura perso la partita, e per noi si tratta di una cocente delusione". Da Bocchetti ad Alberto Zapater, che papale così commenta il fattaccio. "Sokratis non ha toccato Del Piero, che probabilmente era partito in fuorigioco ed era fuori area al momento del presunto contatto. Che dire di più? Purtroppo il calcio è questo: a volte gli arbitri ti aiutano, a volte ti "rubano" qualcosa. Certo, ci si rimane male: uno lavora tutta la settimana e fatica in campo e alla fine non si trova nulla in mano".  Lo spagnolo è un inno al rammarico: "il pareggio sarebbe stato strameritato e ci avrebbe riempito di fiducia in vista delle partite successive. Proveremo a consolarci pensando alla buona prestazione offerta nonostante ci mancassero parecchi elementi: primi fra tutti Mlanetto. Con ciò, stavamo controllando facilmente la partita e non so come la sconfitta sarebbe potuta arrivare in un' altra maniera. Credo che i tifosi siano rimasti soddisfatti di quanto abbiamo offerto".

 

CORRIERE dello SPORT - LE PAGELLE. Caceres spinge, Sissoko efficace, Zapater è forte, Aquafresca flop. di Luciano Bertolani . JUVENTUS. 7,5 Del Piero - Un’altra ottima partita e un messaggio a Ferrara che non lo faceva giocare mai. La prima doppietta in campionato consente alla Juve di tornare a vincere e al capitano di toccare quota 269 gol in bianconero. Superato Boniperti per presenze (445 contro 444). 6,5 Caceres - Il difensore centrale uruguagio dopo una positiva esperienza come esterno difensivo, si distingue anche come centrocampista esterno. Ottima spinta. 6,5 Sissoko - Solido, efficace. Regala stabilità. 6,5 Amauri - Non segnava da 109 giorni (doppietta alla Sampdoria il 28 ottobre scorso) e rompe il digiuno. Non è ancora lui, ma il gol gli farà bene. 6,5 Zaccheroni (all.) - Conti­nua nel suo progetto di gioco con la difesa a tre (traballante), quattro uomini a centrocampo e Diego trequartista die­tro alle punte. Il gioco non c’è ancora, ma un po’ di equilibrio affiora anche se il Genoa se ne sta rintanato. Buona la mossa di inserire Marchisio. 6,5 Marchisio - Entra al po­sto di Candreva nell’ultima mezzora e la Juve trova una marcia in più. 6 Diego - Delizioso il colpo di tacco che libera Del Piero per il primo gol. Ma gioca spesso a calcetto. 6 Zebina - Tiene la posizione, non rischia. 6 Legrottaglie - Sufficiente. 6 Chiellini - Bene in marcatura un po’ meno in appoggio. 5,5 Candreva - Partita grigia. Vaga senza trovare posizione ed equilibrio. 5 De Ceglie - Deludente, non sembra in forma. 5 Buffon - Errore da principiante quando non trattiene un innocuo cross di Mesto permettendo a Marco Rossi di realizzare il gol del 2-2. GENOA. 7 Rossi - Grande partita ingentilita dalla doppietta. E anche un palo. Non è roba di tutti i giorni. 6,5 Mesto - Partita convincente e solida. 6,5 Zapater - Ecco un centrocampista importante. Ha il dono della continuità, regala belle sensazioni. Splendido l’avvio dell'azione del primo gol. 6 Fatic - Entra nella ripresa al posto di Acquafresca. Lavora sufficientemente bene. 6 Suazo - Tre o quattro volte parte alla sua maniera ma non trova la giusta collaborazione in compagni che sono bloccati in difesa del risultato. 6 Bocchetti - E’ certamente il migliore della difesa. 6 Gasperini ( all.) - Malgrado i sette titolari assenti, presenta una squadra capace di fare due gol alla Juve. Il Genoa si difende quando è in vantaggio e si difende quando raggiunge il pareggio, ma non è colpa del tecnico che invece (inascoltato) spinge i suoi all’assalto. 6 El Shaarawi - Sostituisce Suazo a metà ripresa. Sufficiente. 5,5 Amelia - Non proprio immacolato in occasione del gol di Amauri. Doveva uscire. 5,5 Dainelli - Impreciso, arruffone in più di un’occasione. 5,5 Criscito - Un paio di nefandezze in copertura, poca spinta. 5,5 Sculli - Poco presente ma ci mette l’anima. 5 Papastathopoulos - Al di là del fallo da rigore che è fuori area, è poco convincente. 5 Acquafresca - Unico squillo l’assist comodo per il primo gol di Rossi. L’arbitro. 4 Mazzoleni - Merita di essere sospeso. Un rigore del genere non viene concesso neppure all’oratorio. E’ anche vero che il guardalinee Copelli, evidentemente insonnolito quanto lui, non lo aiuta. Oltre all’errore che segna il match altre nefandezze sul piano della valutazione dei falli.

 

CORRIERE dello SPORT - LA MOVIOLA. Mazzoleni, che regalo! Non è rigore su Del Piero. Graziati Zebina e Bocchetti. di Edmondo Pinna. Sviste determinanti ai fini del risultato Turno da dimenticare. Pomeriggio nero per Mazzoleni, fa confusione con i cartellini, il rigore del 3-2 è un regalo e decide il risultato finale. Partiamo da qui: Marchisio lancia Del Piero (in gioco), fuori dall’area dietro di lui passa Papastathopoulos. C’è un contatto fra il piede sinistro del bianconero e il destro del genoano, decisamente fortuito ma volontarietà o involontarietà in questo caso c’entrano poco. C’entra, invece, che il contrasto avvenga almeno un metro fuori dall’area, Mazzoleni esita (aspetta l’imbeccata dall’assistente Copelli?), poi dà il rigore. Che, appunto, non c’era. E si dimentica di ammonire Papastathopoulos. Gli altri episodi: scontro fortuito fra Amelia - Amauri. Regolare lo 0-1 di Marco Rossi: Zebina e Chiellini tengono in gioco Acquafresca sull’assist di Zapater. Manca il giallo per Zebina (sarà ammonito ad inizio ripresa). Petardi (tanti) dentro lo stadio, all’Olimpico di Roma durante il derby la partita fu sospesa (lì c’era Rizzoli). Contatto Papastathopoulos - Amauri, si trattengono: non è rigore. Graziato Bocchetti: già ammonito, entra da dietro su Del Piero, sarebbe stato secondo giallo. Ok la rete del 2-2: regolare Mesto sull’assist di Suazo, poi Rossi anticipa Buffon prima che lo stesso abbia di nuovo le mani sul pallone.

 

LA REPUBBLICA - LA JUVE VINCE CON UNA FURBATA. Del Piero rialza la Juve. Ma il rigore è un regalo. Nel giorno in cui diventa primatista di presenze in bianconero (445), il capitano trascina i compagni al successo contro il Genoa siglando una doppietta. Sul risultato pesa, però, il fallo inesistente fischiato dall'arbitro. Zaccheroni: "Ci siamo liberati di un peso". Gasperini: "Da parte di Alex mi è sembrata una furbata". di Jacopo Manfredi. TORINO - Nel giorno in cui diventa il primatista assoluto di presenze in bianconero (445 contro le 444 di Boniperti), Alex Del Piero, da buon capitano, decide praticamente da solo di prendere per mano la Juve e di trascinarla fuori dal periodo buio. Con una doppietta mette la firma decisiva nel 3-2 al Genoa, guidando i compagni alla vittoria dopo 5 giornate e facendoli tornare a brindare davanti al proprio pubblico dopo ben 2 mesi e mezzo. RIGORE INESISTENTE - Sul successo, però, c'è l'ombra di un grave errore dell'arbitro Mazzoleni che ha concesso ai bianconeri un rigore inesistente (Del Piero è parso cadere da solo e anche se ha subito un tocco da Papastathopoulos è avvenuto fuori area). Ma al di là di questo va detto che la Juve ha comunque mostrato confortanti progressi, se non tanto sul piano del gioco, almeno sotto il profilo caratteriale. DEL PIERO DECISIVO - La squadra per un tempo ha faticato a trovare i ritmi giusti: Caceres e De Ceglie si sono limitati al compitino sulle fasce senza mai affondare e Candreva in mezzo al campo ha mostrato poca personalità. Il risultato è stato che Diego è dovuto arretrare troppo per andare a recuperare palloni, finendo per non riuscire a servire a dovere Amauri e Del Piero. E non è un caso che il pari sia arrivato solo al primo vero affondo di Caceres sulla destra. Nella ripresa le cose sono migliorate dopo che Zaccheroni ha inserito Marchisio al posto di Candreva. Ma la vera differenza l'ha fatta del Piero, bravo a spaziare maggiormente, togliendo punti di riferimento agli avversari e a liberare anche dai raddoppi di marcatura Diego. ZACCHERONI SOLLEVATO - "Ci siamo finalmente scrollati di dosso le paure", sottolinea euforico Alberto Zaccheroni. "La squadra è entrata in campo ancora col freno a mano. Per 20' non è riuscita a giocare. Poi, finalmente, si è tolta di dossi i massi che aveva legati alle caviglie e ha fatto vedere cose positive. Ha sfruttato meglio le fasce, ha interdetto con più efficacia in mezzo al campo e ha liberato maggiori spazi per gli attaccanti. Speriamo che questo sia il primo passo verso la guarigione completa". Sul rigore il tecnico della Juve si limita ad ammettere: "Il fallo di Papastathopoulos era fuori area. Ma è sempre difficile vedere per il direttore di gara in questi casi".  GENOA, PECCATO D'INESPERIENZA - Il Genoa, costretto a rivedere in extremis i propri piani per colpa di un infortunio occorso nel riscaldamento a Milanetto, è partito forte, trascinato da un ispirato Rossi, bravissimo ad interpretare l'inedito ruolo di interno di centrocampo. E' stato fortunato a raddrizzare subito la sfida, dopo il 2-1 di Del Piero, grazie a una papera di Buffon, poi però ha peccato di esperienza non riuscendo a tenere corta e compatta la squadra come nel primo tempo. Ma va sottolineato che se avesse strappato un pari non avrebbe davvero rubato nulla. GASPERINI AMAREGGIATO - Gasperini polemico con Mazzoleni: "Perdere così fa davvero male, rigore inesistente, Del Piero poteva risparmiarselo". "Perdere così fa davvero male", sottolinea Gasperini. La sconfitta con la Juve per colpa di un rigore inesistente davvero non va a giù a Gian Piero Gasperini, tecnico del Genoa, che punta decisamente l'indice contro l'arbitro Mazzoleni. "Abbiamo giocato un'ottima gara e non meritavamo la sconfitta. Tanto più visto come è arrivata, per colpa di un fallo che non c'è e, per di più, fuori area. A Torino avrei anche accettato di perdere ma non in questo modo. E il ko brucia ancora di più se si pensa che ci sono stati tolti punti pesantissimi in chiave europea". Poi una critica a Del Piero: "Da parte sua mi sembra una furbata, nell'azione rallenta la corsa. A Torino si può anche perdere, ma non oggi per come è stata la partita. Dispiace avere perso in questo modo". IL COMMENTO. Del Piero concede il bis. di Alessandro Di Maria. ROMA ? Del Piero, cascando, c'è ricascato. O meglio, c'è ricascato l'arbitro. A distanza di pochi giorni ecco un altro rigore alla Juventus che fa discutere. Parecchio. Ed ancora una volta a favore di Alex Del Piero. Due settimane fa toccò alla Lazio subire il torto, questa è stata invece la volta del Genoa. Saccani allora, Mazzoleni adesso. Ma il risultato, alla fine, non è cambiato. Contro i biancocelesti lo juventino sfuggì al controllo di Diakité, che lo sfiorò appena, ma non in modo tale da provocare una caduta. Allora Del Piero, a fine gara, disse: "È una situazione borderline. Sono stato un po' toccato mentre cercavo la coordinazione e forse l'arbitro ha valutato questo. Io lo avrei dato, ma se me lo avessero fischiato contro mi sarei un po' arrabbiato". Mezza ammissione di simulazione. Qualche minuto prima sarebbe stato meglio, ma va anche capita la foga agonistica del momento e la situazione di classifica che stava attraversando la sua squadra. In fondo c'è chi dice che anche la furbizia faccia parte del gioco. Però Del Piero pare averci preso gusto. Così ecco riproporre lo stesso show, ma anche questa volta viene solo sfiorato. Per trovare il fallo di Papastathopoulos servono replay su replay e lenti d'ingradimento elettroniche. Comunque il tutto avviene fuori area. Mazzoleni non vede, o vede male, ed ecco il rigore che regala tre punti alla Juventus. Questa volta, però, non c'è nemmeno la mezza ammissione: "Il fallo è stato netto, non ho fatto nessuna furbata". Che Del Piero stia portando la sua mimica e le sue qualità da attore, ammirate ampiamente negli spot pubblicitari, anche sul campo? JUVENTUS-GENOA 3-2 (1-1) Juventus (3-4-1-2): Buffon, Zebina, Legrottaglie, Chiellini, Caceres, Sissoko, Candreva (20' st Marchisio), De Ceglie, Diego (35' st Salihamidzic), Del Piero, Amauri (46' st Giovinco). (13 Manninger, 21 Grygera, 6 Grosso, 27 Paolucci). All.: Zaccheroni.  Genoa (4-3-3): Amelia, Papastathopulos, Dainelli, Bocchetti, Criscito (40' st Aleksic), Rossi, Zapater, Mesto, Suazo (21' st El Shaarawi) Acquafresca (1' st Fatic), Sculli. (73 Scarpi, 35 Polenta, 22 Gucher, 25 Bertoncini). All. Gasperini.  Arbitro: Mazzoleni.  Reti: 15' Rossi, 41' Amauri; 15' st Del Piero, 17' st Rossi, 32' st Del Piero (rig).  Angoli: 9-4 per la Juventus.  Recupero: 2' e 3'.  Ammoniti: Bocchetti, Rossi, Zebina, Papastathopulos, Salihamidzic per gioco scorretto; Candreva e Acquafresca per reciproche scorrettezze.  Spettatori 22.252, incasso 493.116.

 

LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. GENOA. AMELIA 5,5. Sicuro tra i pali, non nelle uscite, a cominciare da quella dell'1-1. PAPASTATHOPOULOS 5,5. Innocente sul rigore, Amauri lo sovrasta quando segna. CRISCITO 5. Molle nei contrasti con Del Piero e Caceres, da cui scaturiscono due gol juventini. DAINELLI 6,5. Il più solido della difesa, in particolare sulle palle alte. BOCCHETTI 6. Molto reattivo nel primo tempo, quando chiude diagonali perentorie. Alla lunga perde graniticità. ROSSI 6,5. Due gol, un palo e metri cubi di polmoni consegnati alla causa. ZAPATER 6. Per mezzora domina il centrocampo, poi si sfarina. MESTO 5,5. Riciclato centrocampista, si segnala soltanto per la percussione del 2-2. SCULLI 5,5. Un po' ala e un po' punta, finisce per correre soprattutto senza palla. SUAZO 6. La Juve patisce i suoi scatti, brucianti ma non decisivi. ACQUAFRESCA 6. Mobile, insidioso, incisivo. FATIC 5. A sinistra, non la vede mai. EL SHAARAWY 6. Il talento non gli manca. ALEKSIC S.V. JUVENTUS. BUFFON 5. Sul 2-2 bestemmia perché non è abituato a sbagliare. Ma una papera ogni due anni può anche starci. DE CEGLIE 6. Ha le pile cariche, e questo lo differenzia di netto da Grosso. Tende a giocare troppo a testa bassa, ma alla lunga la sua insistenza è utile. ZEBINA 5,5. Ripescato a sorpresa, dopo un grande anticipo su Acquafresca sciorina i soliti difetti. E lo scatto di Suazo lo mette in croce. CACERES 6,5. Vive d'orgoglio, ed è con quello che difende il pallone che scodellerà verso il gol di Amauri. Pregevole anche un recupero difensivo su Suazo: per il resto, 'normalità'. LEGROTTAGLIE 6,5. La difesa a tre esalta le sue caratteristiche e gli permette di persino di essere elegante, oltre che efficace. CHIELLINI 6. Sempre molto risoluto nel contrasto, paga eccessi di generosità quando si scatena per ribaltare l'azione. DIEGO 6,5. Per lunghi momenti, l'unica risorsa di gioco della Juve. Ma quando gioca troppi palloni finisce per confondersi. Però c'è del genio nel colpo di tacco che manda Del Piero in gol. CANDREVA 5,5. Senz'altro più di dinamico ma non più preciso, anche se ha il merito di cercare alla svelta la profondità. SISSOKO 5. Così fiacco e distratto che sembra Melo. Pare in debito di energie. AMAURI 6,5. Ritrova il gol che gli mancava da più di cento giorni, ed è già un enorme passo in avanti. Tutto il resto, a cominciare dalla lucidità, ancora non c'è, ma almeno s'è sbloccato. DEL PIERO 7. L'azione del primo lo rappresenta in pieno, e non tanto per il modo in cui segna ma per la rabbia con la quale va a riprendersi una palla che aveva appena perso: alla sua età, sono in pochi ad avere ancora questa voglia animale. MARCHISIO 6,5. Con un paio di recuperi feroci e l'assist che lancia Del Piero verso il rigore fa ricordare quanto sia pesata la sua assenza. SALIHAMIDZIC 5,5. GIOVINCO S.V.

 

LA REPUBBLICA - Gasperini a tu per tu con pinturicchio: "Hai proprio fatto una furbata". TORINO — Giampiero Gasperini ed Alex Del Piero, a fine partita, nella “zona mista” dell'Olimpico come all'Ok Corral. L'allenatore genoano lo guarda fisso negli occhi: «Hai fatto una furbata». Il giocatore della Juventus risponde con un risolino. «Mister, non ho fatto alcuna furbata ». E vorrebbe aggiungere qualcosa, ma Gasperini gli ha già voltato le spalle. Poi, davanti alle telecamere delle tv, ognuno regala la sua verità sull'episodio più controverso della partita. Del Piero prova ad arrampicarsi sugli specchi, anche grazie all'accondiscendenza degli interlocutori: «Guardavo la palla, davvero non sapevo se fossi dentro o fuori dall'area di rigore. La mia preoccupazione era quella di fermare la palla per poi cercare di accentrami perché ero troppo defilato per provare il tiro». Gasperini ribadisce il concetto già espresso a quattr'occhi a Del Piero: «Ha fatto una furbata. Un campione dovrebbe evitarlo? Io so solo che così si è portato a casa i tre punti ». Ma anche il gol del pareggio, quello di Amauri al 41' del primo tempo, nasce da una furbata: Sculli mette fuori in scivolata, Salihamidzic è a bordo campo che si scalda (entrerà poi al 35' della ripresa) e fa da raccattapalle. Palla così subito in gioco e Caceres può saltare Sculli, in ritardo perché appena rialzatosi, e andare al cross per Amauri. Bello e coraggioso, il Genoa. Nonostante una formazione largamente rimaneggiata, durante il riscaldamento si era infatti fermato anche Milanetto, problemi al solito polpaccio. Così a quel 4-4-2, che in passato molti gli avevano chiesto per provare ad avere una squadra un po' più solida in trasferta, Gasperini ci arriva perché non ci sono altre soluzioni praticabili. Lo ammette lui stesso: «A quel punto, al di là di un manipolo di ragazzini, Suazo era l'unico giocatore disponibile». L'honduregno va a fare coppia in avanti con Acquafresca, la linea difensiva è formata da Papastathopoulos, Dainelli, Bocchetti e Criscito e quella di centrocampo da Mesto, Rossi, Zapater e Sculli. In partenza c'è solo il Genoa, Rossi prima prende il palo (10') e poi va in gol (16'). Il pareggio della Juve con Amauri arriva al 41'. Nella ripresa Acquafresca, che in settimana non si era allenato a causa dell'influenza, lascia il posto a Fatic ed è Sculli che va ad affiancare Suazo. Arriva il gol di Del Piero, ma il Genoa rimedia subito con Rossi, prima doppietta in serie A. Fuori anche Suazo, che non ne ha più, e dentro il diciassettenne El Shaarawy. Ma il Genoa tiene, anzi prova anche qualche sortita in contropiede. Poi il clamoroso abbaglio dell'arbitro Mazzoleni, mal consigliato dal guardalinee Copelli. «Tenevamo bene il campo - osserva Gasperini - La Juve non ha mai tirato in porta. Anche su quei calci da fermo che avevamo molto patito nella partita d'andata, la squadra si dimostrava attenta. E allora è davvero un peccato perdere una partita così. E' vero che il rendimento del Genoa in trasferta è molto diverso rispetto a quello delle partite casalinghe, ma anche perché troppe volte ci siamo imbattuti in situazioni analoghe a questa e l'arbitraggio di Cagliari era stato clamoroso. Però, non voglio entrare in questo meccanismo ed evito di parlare di arbitri, perché per questo sono stato addirittura criticato a Genova, a casa mia. Ora dobbiamo riprendere la nostra corsa, ma non mi sento di fare proclami».

 

      

 

      

 

      

 

      

 

 

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