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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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LAZIO - GENOA 1 - 0 (1 - 0) Rete: 40' Kolarov.
LAZIO:
Muslera; Siviglia, Stendardo, Radu;
Lichtsteiner (85' Scaloni), Brocchi (19' Del Nero), Firmani, Kolarov; Meghni;
Zarate, Rocchi.
(Berni, Diakite, Eliseu, Foggia, Makinwa). Allenatore: Ballardini. Arbitro: Celi di Campobasso. Ammoniti: Siviglia, Zarate, Rocchi, Criscito, Milanetto, Juric, Biava, Moretti. Espulso: 66' Bocchetti. Angoli: 7-3 per il Genoa. Spettatori: 29.489
GAZZETTA dello SPORT - Lazio, torna la luce Genoa pali e rabbia. La squadra di Ballardini ritrova la vittoria dopo oltre tre mesi. di RUGGIERO PALOMBO ROMA Centocinque giorni dopo l' ultima vittoria in campionato, 335 minuti dopo l' ultimo gol, la Lazio rivede un po' di luce. Non è chiaro, però, se siamo davvero alla fine del tunnel. Di certo c' è che senza l' 1-0 al Genoa e con la prospettiva di affrontare domenica l' Inter a San Siro priva di Zarate squalificato, la Lazio si sarebbe ritrovata in guai seri, visto come in coda quasi tutti hanno preso a fare punti. Se Ballardini può (moderatamente) rallegrarsi, Gasperini ha due buoni motivi per recriminare: il suo Genoa pur giocando male ha collezionato due legni (Sculli e Juric) e l' arbitro Celi lo ha penalizzato. Un rigore negato e l' espulsione esagerata di Bocchetti hanno stoppato i rossoblù a metà del secondo tempo, proprio quando la rimaneggiata Lazio cominciava a fare fatica nel difendere il bel gol segnato da Kolarov verso la fine del primo tempo. La chiave E' racchiusa dentro l' infortunio muscolare che dopo poco più di un quarto d' ora costringe Brocchi alla resa. Un forfait che si aggiunge a quelli di Baronio, Mauri e Cruz (squalificati), Matuzalem e Dabo (infortunati) e che costringe Ballardini a una scelta difficile: il tecnico vota Del Nero quale terzino-mediano sinistro e sposta Kolarov centrale di metà campo, ai fianchi dell' ex epurato Firmani, all' esordio stagionale. E' da quella posizione che il serbo sfonderà la linea difensiva del Genoa, vincendo il duello con Moretti e scaricando un diagonale col solito sinistro proibito. Il gol partita e una posizione che, rigore provocato a parte, si sarebbe rivelata indovinata. Lazio contata E' match per gente di temperamento, e Stendardo (altro ex epurato), Radu, Lichtsteiner e Firmani, oltre a Kolarov, rispondono meglio d' un attacco che, dopo il gol mangiato da Zarate in avvio su assist dell' evanescente Meghni, non costruirà altre palle gol. Visto il rendimento degli ex epurati, cresce tuttavia (insieme alla contestazione verso Lotito) il rimpianto per quel che avrebbe potuto essere la Lazio con Pandev e Ledesma. Genoa spuntato Non bastasse l' arbitro Celi, la jella si è manifestata al di là della traversa scheggiata da Sculli sullo 0-0 e del palo pieno centrato da Juric sullo 0-1. L' infortunio di Milanetto dopo mezzora ha infatti sottratto al Genoa la mente di una manovra che passata nei piedi del subentrato Zapater non è stata più la stessa. Tanto pressing, troppi falli (27!), nessuna lucidità. E poi il Gasperini furioso: il tridente Palladino-Sculli-Mesto non sembra certo il più offensivo e non ha funzionato. Palacio per Mesto ad inizio ripresa ha giovato ma l' espulsione di Bocchetti ha suggerito un cambio (Papastathopoulos per Palladino) troppo prudente. Come perdere lasciando languire in panchina Floccari e Crespo... «PENALIZZATI DALL' ARBITRO». di Davide Stoppini. Roma. L' arbitro Celi ha fatto infuriare Gasperini: «Più che un arbitraggio è stata una direzione - ha detto il tecnico del Genoa -, basta vedere l' espulsione, il rigore e la simulazione di Rocchi. A volte non si ha il coraggio di applicare il regolamento. È qualche partita che succede». Le parole sono al vaglio della Procura federale: probabile un' inchiesta. Ballardini ha replicato ricordando il passato juventino del tecnico: «Queste parole rievocano periodi che non vogliamo rivivere», ha detto riferendosi a Calciopoli. GENOA, ROSSO FUORI REGOLA. di Antonello cappone. Al 39' Kolarov segna resistendo al fallo di Moretti. Al 10' Bocchetti trattiene Zarate: Celi non concede il fallo e ammonisce il laziale per proteste. Criscito da prova tv: Zarate gli appoggia la mano sul petto, lui si butta le mani al volto cadendo. Al 21' Kolarov rischia il rigore: mano su tiro di Biava. Al 22' Bocchetti va su Rocchi poco dopo la linea del centrocampo e Celi lo espelle invece di ammonirlo: per regola lì non c' è chiara occasione da gol. Nel recupero Rocchi giù: Biava non lo tocca. LAZIO 1 GENOA 0 LAZIO (3-4-1-2) Muslera; Siviglia, Stendardo, Radu; Lichtsteiner (dal 41' s.t. Scaloni), Brocchi (dal 18' p.t. Del Nero), Firmani, Kolarov; Meghni; Rocchi, Zarate. PANCHINA Berni, Diakite, Foggia, Eliseu, Makinwa. ALL. Ballardini. PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Kolarov al 39' p.t. ARBITRO Celi di Campobasso. NOTE paganti 2.244, abbonati 27.245 incasso e quota n.c. Tiri in porta 4-4 (con 2 pali). Tiri fuori 7-2. In fuorigioco 1-1. Angoli 3-7. Recuperi: p.t. 4' , s.t. 4' GENOA (3-4-3) Scarpi; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto (dal 35' p.t. Zapater), Juric, Criscito; Mesto (dal 1' s.t. Palacio), Sculli, Palladino (dal 23' s.t. Papastathopoulos). PANCHINA Amelia, Fatic, Floccari, Crespo. ALL. Gasperini. ESPULSI Bocchetti (G) per gioco scorretto al 22' s.t. AMMONITI Siviglia (L), Rocchi (L), Criscito (G), Milanetto (G), Juric (G), Biava (G) e Moretti (G) per gioco scorretto; Zarate (L) per proteste.
GAZZETTA dello SPORT - LE PAGELLE. LAZIO 6. MUSLERA 6,5 Sulla testa di Juric ci mette la mano. SIVIGLIA 6 Duro ma leale con Sculli STENDARDO 6 Un baluardo nei momenti difficili. RADU 6,5 Cresce di gara in gara. LICHTSTEINER 6 E' tornato a stantuffare (Scaloni s.v.) BROCCHI s.v. Si fa male subito. DEL NERO 6,5 Una delle piacevoli sorprese. FIRMANI 6 Anima e cuore. E fiato corto alla fine. KOLAROV Un gol fortemente voluto e altri sfiorati. MEGHNI 5,5 Solo l' assist a Zarate in avvio. ROCCHI 5,5 Lavoro sporco ok, ma servirebbero i gol. ZARATE 6 Si mangia un gol fatto, ne sfiora un paio d' autore. All. BALLARDINI 6,5 Lazio in ripresa. Kolarov al centro è mossa decisiva. GENOA 6. SCARPI 6 Può poco sul gol, attento su Zarate. BIAVA 5,5 Spreca la palla dell' 1-1. MORETTI 5 In affanno e falloso. BOCCHETTI 6 Fino al rosso se la cava. ROSSI 6 Sfiora il gol, non perde mai la bussola. MILANETTO Illumina la manovra... per mezzora. ZAPATER 6 Meno brillante di Milanetto JURIC 6,5 Il palo gli nega il gol. CRISCITO 5,5 Prova dignitosa, rovinata dalla scena su Zarate. MESTO 5 Impalpabile. PALACIO 6 Gli manca lo spunto vincente. SCULLI 6 Si spegne nella ripresa. PALLADINO 5 Sbatte sulla difesa. PAPASTATHOPOULOS 6 Attutisce l' inferiorità numerica. All. GASPERINI 5,5 Formazione e cambi poco convincenti. TERNA ARBITRALE: CELI 4 Manca un rigore, rosso eccessivo a Bocchetti. Liberatore 6; Petrella 5
TUTTOSPORT - Kolarov rianima la Lazio che non vinceva dal 30 agosto: Genoa, testa al Valencia. Gasperini attacca gli arbitri «Celi ha indirizzato la partita. E pure col Parma...» «Altra gara condizionata. Rigore negato, Bocchetti espulso e Rocchi graziato, e poi l’uso dei cartellini...». di STEFANO CARINA. ROMA. Dopo il Livorno, il Genoa formato trasferta risolleva anche la Lazio che non vinceva una partita in campionato dal 30 di agosto e non segnava un gol da ben 335 minuti. Per Gasperini è la seconda sconfitta consecutiva lontano da Marassi (il totale arriva a 5) che allontana i rossoblù dalla zona Champions. Tuttavia il tecnico, più che prendersela con la squadra, stavolta ha un obiettivo ben preciso: l’arbitro Celi. Nel post-partita le dichiarazioni soft («Abbiamo preso un gol evitabile su un nostro errore anche se stavamo facendo una discreta partita. Il problema è che per l’ennesima volta abbiamo giocato in inferiorità numerica») lasciano spazio ad altre annotazioni mirate. DURE ACCUSE Bastano pochi secondi, infatti, per ascoltare un affondo deciso nei confronti dell’arbitro: «Sul colpo di testa di Biava c’è stata una gran parata di Kolarov . Sono due domeniche che certi episodi rallentano un po’ la nostra corsa. In trasferta è successo di prendere troppi cartellini gialli. Quelli dati a Biava e Criscito sono inesistenti e certamente hanno condizionato la gara. Vedo alcuni episodi e poi li comparo: alla fine non ci sto. Una settimana fa, ad esempio, con il Parma ci è stato annullato un gol regolare ( Milanetto, ndr) e negato un rigore». Il tecnico è un fiume in piena: «Nel primo tempo non siamo stati male, undici contro undici avevamo l’energia per raddrizzare la partita. Ora che ricordo, segnalo anche la simulazione di Rocchi nel finale. Non è stato applicato il regolamento. E mi sembra eccessivo il rosso diretto su Bocchetti, uno dei pochi non ammoniti. Quando capita una direzione del genere fa più male dei singoli episodi, perché l’errore su un rigore o la valutazione su un fuorigioco, ci può stare. E’ ovvio, abbiamo giocato partite migliori di questa, ma è anche vero che con questi carichi da novanta è difficile fare di più». Il vero “carico” arriva poco dopo: «Quella di Celi più che un arbitraggio è stata una direzione». Una frase che è già al vaglio della Procura Federale. Gasperini rischia il deferimento a meno che nella giornata di oggi non faccia una parziale retromarcia. Da chiarire anche l’ultima freccia sibillina: «Contro il Valencia, visto che siamo in Europa, spero di avere più attenzione da parte arbitrale». BALLA SORPRESO Parole che hanno la forza di spostare l’attenzione da un Genoa talmente irriconoscibile in trasferta che il presidente Preziosi ha lasciato l’Olimpico alla mezz’ora della ripresa (in polemica esclusivamente con Celi o anche con il suo allenatore per la rinuncia a Floccari e Crespo?). Al tecnico genoano risponde allora Ballardini: «Una settimana fa abbiamo perso un derby per un chiaro fallo di Totti su Brocchi e non ci siamo lamentati. Non credo che l’arbitro possa essere determinante. Meglio parlare del gioco. Gasperini ha parlato di direzione anziché di arbitraggio? Sono termini talmente sottili e fini che non vorrei ricordare. Sono discorsi che non mi piacciono perché rievocano momenti che vogliamo esserci lasciati alle spalle». Già, meglio pensare allora alla fine di un incubo: «Il ritorno alla vittoria? «Speriamo che la carta sia girata anche se è presto per dirlo. La Lazio deve avere questa anima e velocità». CRONACA 1 ° TEMPO 6’ Cross di Meghni, Zarate solo di testa manda fuori da 5 metri. 10’ Muslera esce e salva su Rossi. 26’ Sculli anticipa di testa: traversa. 32’ Zarate prova con un tiro a giro: Scarpi c’è. 39’ Gol della Lazio: Kolarov travolge Zapater e Moretti, poi lascia partire un diagonale di sinistro per l’ 1 a 0. 44’ Punizione di Zarate: out di poco. CRONACA 2 ° TEMPO 4’ Punizione di Kolarov: Scarpi vola. 9’ Zarate solo, Bocchetti lo placca: assolto. 20’ Testa di Biava, Kolarov si protegge con la mano: niente rigore. 21’ Juric solo di testa: Muslera e il palo salvano. 21’ Bocchetti placca anche Rocchi: espulso. LAZIO- GENOA 1- 0 MARCATORI: pt 39’ Kolarov LAZIO (3- 4- 1- 2): Muslera 7; Siviglia 5.5, Stendardo 6.5, Radu 6.5; Lichtsteiner 6.5 ( 40’ st Scaloni ng), Brocchi ng ( 18’ pt Del Nero 7), Firmani 6, Kolarov 8; Meghni 7; Zarate 6, Rocchi 6. A disp. Berni, Diakité, Foggia, Makinwa, Eliseu. All. Ballardini 7 GENOA ( 3- 4- 3): Scarpi 7; Biava 6, Moretti 5, Bocchetti 5; Rossi 6, Milanetto 6 ( 35’ pt Zapater 6), Juric 6.5, Criscito 5.5; Palladino 5 ( 23’ st Papastathopoulos ng), Sculli 7, Mesto 5.5 ( 1’ st Palacio 6). A disp. Amelia, Fatic, Floccari, Crespo. All. Gasperini 5 ARBITRO: Celi di Campobasso 5. NOTE: 20 mila spettatori. Espulsi: Bocchetti (21’ st) per fallo su Rocchi lanciato a rete. Ammoniti: Criscito, Milanetto, Juric, Biava, Moretti, Siviglia e Rocchi per gioco falloso, Zarate per condotta non regolamentare. Angoli: 3-7. Recupero tempo: pt 4’, st 4’
TUTTOSPORT - IL PRESIDENTE SE NE VA IN ANTICIPO Ma anche il non-gioco irrita Preziosi Il Bayern “spia” Bocchetti e Kolarov. di Alvaro Moretti. 8 KOLAROV A 3000 DA MEDIANO. La necessità ha da sempre aguzzato l’ingegno umano: Ballardini messo alle strette dal niet del Soviet lotitiano (ieri soliti vaffa per lui, per il Balla e per il ds Tare dal popolo ribelle) non dispone di Ledesma, ha squalificati Mauri e Baronio, ko Matuzaem, Dabo e Perpetuini, vede dopo 18’ incrinarsi la certezza Brocchi per un dolore muscolare e osserva il rientrante Firmani (prima gara dal 18 maggio) boccheggiare, «ma con l’anima laziale che serviva, non giocava in A dal 18 maggio 2008». E così quando chiama il cambio, la pensa e la ripensa la mossa: dentro Del Nero (pure lui rientrante dopo un secolo) a fare l’esterno sinistro e Kolarov mediano di spinta, di lotta e di governo. Non è un caso che il serbo al 39’ segni saltando di potenza Zapater e Moretti: il gol numero 3000 della storia laziale. «Può giocarci lì, ha potenza e spessore», dice Ballardini l’inventore. L’erede di Mihajlovic è soddisfatto: «E’ tempo che giochiamo bene, mancava la vittoria da 105 giorni: troppi. Il mio gol è stata una liberazione, bello che sia anche quello che mi fa entrare nella storia col numero 3000. Spero sia la svolta della Lazio». Che non segnava (autogol di Thiago Silva) da 335’. 5 TROPPI CARTELLINI TROPPO GASPERINI Il Gasp aveva un obiettivo preciso nel dopogara: che il Genoa sia sembrato a tutti più floscio del solito, forse più distratto del solito (il pensiero al match-verità col Valencia), forse troppo banale nella riproposta di Sculli centravanti (anche se il calabrese è stato tra i migliori) è andato in secondo ordine rispetto alla polemica con insinuazione contro l’arbitro Celi. Il quale in parte si merita la critica di Gasperini per come complessivamente gestisce cartellini e falli, troppo spesso “on demand”: l’espisodio del mani di Kolarov in aerea è e resta controverso, di certo manca alla fine una simulazione di Rocchi che, così, sarebbe stato espulso. Ma se Preziosi è uscito a 20’ dalla fine, però, non crediamo sia dipeso dall’arbitraggio visto che Floccari e Crespo sono rimasti in panca. In ogni caso a osservare Kolarov (e Bocchetti) c’era un osservatore del Bayern Monaco: «Ci interessano». 5 L’HAKA DI BOCCHETTI PLACCATORE ROSSO. Il giovane difensore azzurro si lamenta per il rosso diretto rimediato al 21’ della ripresa, ma la sua gara è stata un continuo di refusi e problemi. Due placcaggi a difesa alta in pochi minuti (al 9’ l’incredibile svista assoluzionista di Celi per l’abbraccio a Zarate, poi il rosso per l’atterramento di Rocchi) giustificano l’arbitro nella scelta della misura estrema: l’uomo lanciato da solo a rete, anche se a distanza di 40 metri è in chiara occasione da gol. «Ma quale occasione chiara, era lontanissimo dalla nostyra porta...», contesta Bocchetti. Non convincente la difesa d’ufficio del difensore rossoblù. 7 MEGHNI E DEL NERO SOGNANDO PECHINO. Nella partita laziale di positivo c’è molto nelle seconde e terze linee, in riscoperte sorprendenti. Meghni e Del Nero hanno dominato. Regista e incursore, ma anche capace di tenere palla fino allo sfinimento, l’algerino qualificato ai Mondiali ed eterna promessa. A fine gara in lui è derby tra orgoglio e rimpianto: «Abbiamo giocato con grande cuore e unione, ma l’avevamo fatto pure contro la Roma... Non vincevamo dal 30 agosto, ora ripartiamo». E Del Nero ha anche un sogno da cullare: «L’Inter? L’abbiamo battuta a sorpresa pure a Pechino, in fondo... Riproviamoci». 7 AMIMA E TATTICA FIRMANI PER BALLA. Firmani col cuore, va bene («... dal punto di vista sportivo è stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita», ha detto il mediano), ma la svolta è stata di Ballardini che ha difeso la sua nuova difesa a 3 superando l’impasse: quattro gare e un solo gol incassato, fatale nel derby. «Ma se davanti fossimo stati più precisi... Così per gli avversari non siamo facili», dice il tecnico che ha salvato la panca. 7 SCULLI ISOLATO GENOA BEFFATO Tornando al capitolo delle scelte tattiche di Gasperini c’è la riproposta di Sculli centravanti: beh, Peppino se la cava al solito molto bene, di testa anticipa Stendardo e prende anche la parte superiore della traversa, anche se a sfiorare il gol con un palo e una paratona di Muslera è stato Juric, il motore croato del Genoa. Equilibrato fuori come in campo, Juric: «Avremmo meritato il pareggio con quel mio colpo di testa, ma non abbiamo giocato una gran partita». 7 SCARPI E MUSLERA GENTE DA RIMONTA I due portieri vanno in coppia, stavolta, anche per quello che c’è dietro le loro parate (decisivo l’uruguaiano sul colpo di testa di Juric): Scarpi ha scalzato ormai Amelia («le gerarchie le fa il campo», dice Gasperini) e lo sta facendo col merito della pazienza di una lunga attesa e coi gradi dell’uomo di lungo corso genoano. Muslera, invece, zoppica e resiste con una caviglia messa male ma tira fuori una partita come quelle che Nando regalò alla Lazio vincente in Coppa Italia e Supercoppa: forse il periodo nero, oltre che per la squadra, vincente dopo l’ultima volta a Verona (ChievoLazio 1-2), è finito pure per lui.
IL MESSAGGERO - Sotto l’albero tre punti in serbo. Kolarov gol: dopo 105 giorni la Lazio torna a vincere Per Ballardini la fine di un incubo. La squadra ha reagito alle tante assenze con cuore e orgoglio. Decisivo l’ingresso di Del Nero schierato a sinistra in difesa. di GABRIELE DE BARI. ROMA - Il gol numero tremila vale oro e va incorniciato. Una prodezza dall’immenso valore specifico perché interrompe il lunghissimo ramadan biancoceleste, tiene a galla la squadra, e restituisce all’ambiente un pizzico di serenità, scacciando gli spettri che allignano sull’Olimpico. Un gol da applausi, da consegnare all’archivio dei ricordi più belli: sia per la forza e la pervicacia con le quali Kolarov lo confeziona, che per l’efficacia e la precisione nel tiro. Il serbo indossa i panni del trascinatore e sfodera la migliore prova della stagione nell’inedito ruolo di centrocampista centrale, dove è chiamato a giocare dopo l’uscita di Brocchi. Una Lazio che trova nella piena emergenza del centrocampo la forza di rialzarsi e gettare nella mischia ogni risorsa psicofisica per conquistare un successo che, visti i risultati delle dirette concorrenti alla salvezza, assume un enorme significato. La Lazio non fa molto per vincere, però ci mette cuore e orgoglio, mentre il Genoa fa troppo poco per non perdere dimostrando la solita vulnerabilità esterna: 7 sconfitte, 2 pareggi, una vittoria negli ultimi 10 viaggi. Per sua fortuna riesce a trasformarsi nelle gare interne. La squadra rossoblu, oltre alla cattiva giornata di Palladino e Moretti, paga anche alcune discutibili scelte di Gasperini. Dovendo recuperare il risultato, infatti, il tecnico temporeggia troppo a gettare nella mischia Crespo o Floccari, finché non arriva l’espulsione di Bocchetti a pregiudicare ogni cambio tattico in chiave offensiva. Ballardini, invece, chiamato a rivisitare l’assetto tattico, dopo l’infortunio di Brocchi, e senza centrocampisti di ruolo, sposta Kolarov al centro e inserisce Del Nero come terzino di fascia sinistra. Mosse indovinate, che garantiscono alla formazione un buon equilibrio in mezzo al campo. Questo grazie anche alla prestazione di Firmani, tornato a giocare dopo 19 mesi con la Lazio, e dimostrantosi elemento affidabile, pugnace, positivo. Il ”ripescaggio” di Stendardo restituisce alla difesa una discreta solidità (una rete in 4 incontri) e il ritorno al modulo a due punte conferisce maggiore profondità e incisività alla manovra. Anche se Rocchi e Zarate (ammonito, salterà l’Inter) continuano a non segnare. Grave l’errore dell’argentino, su perfetto cross di Meghni, in avvio di match. Il capitano ha il merito di attaccare lo spazio, di tenere costantemente impegnata la difesa, di conquistare punizioni e di causare l’espulsione di Bocchetti. La Lazio, pur confermando le solite carenze nell’impostazione del gioco, dimostra almeno determinazione nell’inseguire quella vittoria che manca da mesi. Nonostante debba soffrire più del lecito, nella seconda parte della ripresa, contro un avversario in inferiorità numerica che evidenzia una superiore freschezza atletica. Il Genoa può recriminare per il clamoroso palo colpito da Juric, a portiere battuto, per un mani ”sospetto” di Kolarov, per quel forcing finale che non produce esiti. Ma, da una squadra che vanta 24 punti, è normale aspettarsi qualcosa di più concreto, soprattutto nella prima parte della sfida quando conclude solo due volte: tiro di Rossi respinto da Muslera e colpo di testa di Sculli che accarezza la traversa. Gasperini si lamenta dell’arbitro che non appare all’altezza della situazione: un’espulsione (molto contestata) e 8 ammoniti in un incontro tranquillo, senza cattiverie. Il modesto Celi riesce a scontentare tutti. Però, più che nei confronti dell’arbitro, l’allenatore genoano, dovrebbe prendersela con se stesso e con i suoi calciatori per una prova insufficiente, che ne conferma limiti di personalità e di gestione delle partite ogni qualvolta giocano fuori casa. La Lazio soffre, lotta, tiene botta e non rinuncia a ripartire, soprattutto sull’asse Del Nero-Kolarov. Ma Zarate, che viene spesso maltrattato, e Rocchi non trovano il guizzo per chiudere una partita aperta fino all’ultimo degli interminabili 4 minuti di recupero. Da segnalare una vergognosa sceneggiata di Criscito, da prova televisiva: il rossoblu, toccato da una manata di Zarate sul petto, stramazza a terra con il viso fra le mani, come fosse colpito da un pugno. I biancocelesti si abbracciano e festeggiano il ritorno al successo, però la classifica resta pericolosa: guardarla per credere. ROMA (13 dicembre) - L'1-0 sul Genoa è l'inizio di un nuovo campionato per la Lazio? Davide Ballardini ci va con i piedi di piombo: «Bisogna far girare la sorte con questo impegno. La Lazio deve avere anima e velocità, come oggi. Ma è presto per dire che sia girata. Il campionato italiano è talmente duro che ogni incontro ha le sue insidie. Nonostante le difficoltà siamo rimasti concentrati contro una grande squadra. Abbiamo coperto tutto il campo, senza individualismi. Ma la continuità del gioco l'avevamo ritrovata anche col Bologna ed a Napoli». Giampiero Gasperini, passato in sala stampa prima di lui, si è scagliato contro la direzione di gara. Ballardini preferisce non entrare in polemica. Ricorda solo: «Abbiamo perso un derby su un chiaro fallo di Totti su Brocchi e non ci siamo lamentati. Non credo che l'arbitro possa essere determinante. Meglio parlare del gioco. Indirizzare la gara? Sono discorsi che non mi piacciono perchè rievocano momenti che vogliamo esserci lasciati alle spalle». Tornando alla partita, il tecnico ha elogiato soprattutto le prove di Kolarov, Firmani e di Del Nero, «bravissimo, come in altre occasioni, ad esempio a Palermo». «Arbitro colpevole». Gasperini ha già individuato il colpevole della sconfitta del Genoa: è l'arbitro Celi. Premesso che «abbiamo preso un gol evitabile, su un nostro errore» il tecnico difende a spada tratta la sua squadra: «Stavamo facendo una discreta partita. Secondo me eravamo più pericolosi noi dei nostri avversari». Il problema è che «abbiamo giocato per l'ennesima volta in inferiorità numerica» per l'espulsione di Bocchetti, secondo Gasperini «eccessiva». Ed ironizza: «Sul colpo di testa di Biava c'è stata una gran parata di Kolarov. Sono due domeniche che certi episodi rallentano un pò la nostra corsa. In trasferta prendiamo troppi cartellini gialli. Più che un arbitraggio, oggi quella di Celi è stata una direzione». «Nel primo tempo - prosegue - non siamo stati male, 11 contro 11 avevamo l'energia per raddrizzare la partita. Segnalo anche la simulazione di Rocchi nel finale. In questo caso non è stato applicato il regolamento. E mi sembra eccessivo il rosso diretto su Bocchetti, uno dei pochi non ammoniti. È ovvio, abbiamo giocato partite migliori di questa, ma è anche vero che con questi carichi da 90 è difficile fare di più». Kolarov e il gol n.3000. L'uomo partita, è felice: «Ci voleva, dopo tanto tempo che mancava la vittoria. Speriamo che abbia smesso di girarci male. Oggi abbiamo avuto anche un pò di fortuna perchè il Genoa è una buona squadra, ma la vittoria è meritata». La rete del serbo è importante non solo perchè segna il ritorno al successo della Lazio dopo 13 turni di astinenza, ma anche perché è la la numero 3.000 dei biancocelesti in serie A. «Sono contento per me e per i tifosi. Ho cercato di giocare in modo semplice» anche se in un ruolo diverso dal suo, centrale di centrocampo, «ma è il mister che decide. Io sarei pronto a fare del mio meglio anche se mi mettesse in porta».
IL SECOLO XIX - L’Aquila ha gli artigli il Grifone non graffia. di Mauro Casaccia. KOLAROV MICIDIALE, ROSSOBLÙ SENZA REAZIONE. Roma. Bosko Jankovic, ammirato per le capacità dell'amico e compagno di Nazionale, l'anno scorso disse: «Aleksandar tira anche più forte di me». Più forte di tutti, in serie A. Il serbo della Lazio è Kolarov, che potente non è solo nella conclusione, pure nella corsa. Zapater è preso d'infilata, Moretti s'aggrappa ma è trascinato via, Scarpi è infilzato sebbene l'angolo di tiro sia stretto. È il gol, al 39' del primo tempo, che regala fiducia a una Lazio contestata dai suoi tifosi e menomata da infortuni e squalifiche. È il gol che dà la vittoria ai biancocelesti, perché la reazione del Genoa si ferma sul palo di Juric, sul rigore non concesso per mano di Kolarov, sull'espulsione mancata di Zarate e quella comminata invece a Bocchetti, sul destro alto di Biava nel finale. Il Grifone non morde l'Aquila, pur ferita, e perde un'altra occasione, ghiotta, per il balzo in classifica. Clima surreale all'Olimpico, pressoché vuoto (i tifosi del Genoa non ci sono per decisione dell'Osservatorio) a parte la Nord biancoceleste, che è in contestazione. Alla lettura delle formazioni, sonoramente fischiati i Siviglia, Meghni e, soprattutto, il tecnico della Lazio. Pure dopo il fischio d'inizio, sale alto il coro "Ballardini pezzo di m...", a fare il paio con quelli, anche più pesanti, dedicati al presidente Lotito (in tribuna presente Enrico Preziosi, occasione anche per intavolare discorsi di mercato: Ledesma su tutti). Quanto all'undici capitolino, fuori Dabo per un problema al menisco, così in campo va Firmani, uno degli esclusi fino a pochi giorni fa (testimone pro-Pandev nel contenzioso con la Lazio), il quale non giocava dal 18 maggio '08. Con Dabo, Matuzalem, Baronio e Mauri già out (senza contare Ledesma), la situazione del centrocampo laziale si complica ancor più al 18', quando Brocchi si infortuna al flessore della coscia destra: al suo posto Del Nero, improvvisato esterno sinistro. E la mediana, stavolta quella rossoblù, perderà anche Milanetto al 35': problemi a un polpaccio, dentro Zapater. Sono i romani a portare i primi pericoli, dalle fasce. Prima sfondano a sinistra con doppio passo e sprint prepotente di Kolarov, anticipo dell'1-0, traversone ribattuto davanti alla porta; quindi, al 5', Lichtsteiner passa a destra e cede la sfera a Meghni, calibrato cross a giro, Biava è scavalcato e Rossi è largo, Zarate nel mezzo ha il tempo di colpire indisturbato di testa, ma schiaccia a lato graziando Scarpi (ancora preferito ad Amelia, che va in panchina). Risposta rossoblù al 9', con illuminante palla di Milanetto a scavalcare la retroguardia biancoceleste e raggiungere il taglio di Rossi, il cui tocco d'esterno è contrato da Muslera in uscita. Studio reciproco e accelerata improvvisa, al 24'. Rocchi, vecchia conoscenza di Preziosi al Como, inventa in torsione l'assist per Zarate: fenomenale il recupero in spaccata di Moretti, all'altezza del dischetto, con il difensore che nell'occasione rimedia una botta. Grifone temporaneamente in dieci, ma vicino al vantaggio: sul lancio sporcato di Juric, Sculli va di testa e disegna una parabola che scavalca Muslera ma tocca solo la parte superiore della traversa. Di là, al 32', è invece Scarpi a evitare con un colpo di reni la rete, su tiro-cross a effetto di Zarate. Poi, al 39' la Lazio passa ed è un pezzo di potenza pura di Kolarov, nell'emergenza diventato mediano: anticipo secco su Zapater, superamento di forza di Moretti che prova ad aggrapparsi senza successo, sinistro esplosivo che da posizione angolata perfora Scarpi. La Nord mescola esultanza e un po' di "Lotito pezzo di m...". Altri quattro minuti e la squadra di Ballardini va a un passo dal raddoppio, in questo caso di precisione, con punizione di Zarate che accarezza il palo. Nella ripresa Gasperini s'affida a Palacio, al posto di Mesto. Ma al 4' è Kolarov a disporre del suo pezzo forte, il calcio piazzato, Scarpi devia in tuffo. E all'8', dopo un passaggio verso il centro di Rossi a metà campo, completamente sballato, Zarate viaggia in solitaria verso la porta, Bocchetti è astuto e bravo nel recupero, che scatena le proteste dell'argentino, ammonito. Passa un minuto, Biava a terra e la Lazio non si ferma, Criscito rinvia e protesta con il 10 della Lazio, manata in risposta: il mancino esagera l'entità dell'impatto e va a terra, ma il gesto c'è e il cartellino a Zarate (sarebbe il secondo ed espulsione) manca. Come al 19' manca un rigore: da corner, colpo di testa di Biava e mano di Kolarov. Subito dopo, due episodi chiave: Palacio da destra pesca Juric, colpo di testa in tuffo e palo; ribaltamento dell'azione, Rocchi sguscia via a Bocchetti, viene atterrato, difensore espulso e Genoa in dieci. Dentro Sokratis per Palladino, il terzo cambio che toglie la possibilità di giocarsi Crespo o Floccari per la rimonta. Gasperini in panchina è infuriato, per un paio di gravi errori dei suoi e soprattutto per alcune decisioni di Celi. Anche in inferiorità, i rossoblù provano a spingere, seppur con poca lucidità, mai abbastanza "cattivi" nel pomeriggio romano. Alla fine l'occasione buona è per Biava, uno dei non tanti salvabili: da punizione di Juric, al 38', sponda di Sculli e destro alto del difensore da ottima posizione. Lì finisce la storia dell'Aquila ferita e del Grifone che non ne ha saputo approfittare.
IL SECOLO XIX - IL PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. Genoa Scarpi 6 Venerdì Gasperini aveva spiegato di essere rimasto soddisfatto dal suo rendimento e di essere quindi intenzionato a riconfermarlo nel ruolo di titolare. Detto, fatto. Per la terza volta consecutiva il veterano rossoblù parte dal primo minuto, con Amelia in panchina a fare da spettatore. Osserva con sollievo il colpo di testa di Zarate uscire a fil di palo, si salva con un volo all'indietro su un cross di Zarate. Capitola invece al 39' sul diagonale di Kolarov: il sinistro del mancino laziale è potente e angolato, può fare poco. Bravo sulla punizione di Kolarov dopo appena tre minuti del secondo tempo e in uscita al 25' su Zarate. Uno dei pochi a salvarsi. Biava 6 Il primo brivido per la porta del Grifone arriva dopo appena cinque minuti: Zarate manda incredibilmente fuori da pochi passi un colpo di testa su cross dalla destra. Black out nei meccanismi difensivi rossoblù: in effetti il centrale bergamasco si lascia scappare l'attaccante argentino e Rossi non ha il tempo di andare a chiudere. Battaglia come suo solito, è uno dei meno peggio in campo e si prende anche un'ammonizione inesistente. Nel secondo tempo, al 38', ha la palla del pareggio ma calcia alto dal limite dell'area piccola: match ball gettato al vento, anche se la palla gli rimbalza davanti e deve accelerare. Moretti 5 Buon avvio del difensore cresciuto nella Lodigiani: al 24', ad esempio, è bravissimo a chiudere alla disperata su Zarate, splendidamente lanciato da Rocchi davanti a Scarpi: intervento in scivolata proprio mentre l'argentino sta per concludere a rete. Il patatrac arriva però al 39' quando Kolarov gli va via di potenza e di sinistro infila Scarpi per il gol della vittoria laziale. Modo peggiore per preparare la gara con il Valencia non ci poteva essere: giovedì, senza Milanetto e Sokratis, serve un altro Genoa. Bocchetti 5 Al 9' della ripresa riesce a contenere, con un bel po' di mestiere, la fuga di Zarate: rivive per un attimo l'incubo della partita di ritorno dell'anno scorso, quando l'argentino lo surclassò in contropiede; stavolta se la cava rischiando tantissimo. Al 22', però, trattiene Rocchi lanciato nella prateria rossoblù: rosso diretto, forse un po' esagerato perché il fallo arriva poco dopo la linea di centrocampo, e Genoa costretto a giocare in 10 tutto il finale di partita. Rossi 5 Gara negativa per il capitano, che sulla destra non trova quasi mai sbocchi e anzi commette parecchi errori inconsueti per uno della sua regolarità di rendimento. Al 9' Milanetto lo mette davanti a Muslera con un passaggio al bacio, ma il portiere uruguaiano è bravo a uscire in maniera tempestiva e a chiudergli lo specchio della porta. Kolarov va via dalla sua parte, anche se poi è Moretti l'ultimo a farsi saltare. Nel secondo tempo commette un grave errore con un passaggio in orizzontale che per poco non porta la Lazio al raddoppio. Generoso come sempre, ma troppo spesso inconcludente. Milanetto 6 Meno brillante rispetto alle ultime prestazioni, al 9' disegna tuttavia l'assist per Rossi che per poco non riesce a beffare un Muslera prontissimo in uscita. Al 35', dopo un intervento a centrocampo su Lichtsteiner che gli costa l'ammonizione, è costretto a uscire per infortunio. Si tratta di un risentimento muscolare al polpaccio da valutare nei prossimi giorni, ma le possibilità che scenda in campo giovedì in Europa League sono prossime allo zero. (35' pt Zapater 5 Dentro in tutta fretta per l'infortunio di Milanetto, non riesce a dare grande consistenza al centrocampo: difficilmente azzecca il passaggio giusto. Là in mezzo è spesso in grande difficoltà. Contro il Valencia sarà titolare: nel confronto con gli spagnoli dovrà trovare le giuste motivazioni per tornare ad essere efficace e utile al Genoa). Juric 6.5 Combattente come sempre, fa pressing a tutto campo anche se con meno risultati del solito. Colpa anche dei compagni di squadra che non lo assistono. Al 20' della ripresa colpisce tutto solo in piena area e a botta sicura su cross di Palacio, palla che si stampa sul palo, a Muslera battuto. Sfortunato: sarebbe stato il gol del pareggio, un risultato preziosissimo visti i passi falsi delle altre concorrenti e il brutto Genoa dell'Olimpico. Criscito 5.5 S'immola su Rocchi lanciato verso la porta, prendendosi un'ammonizione. Si becca una manata al petto da Zarate ma poi sbaglia accentuando l'entità del gesto. Il Genoa non gira e anche lui finisce per perdersi nel grigiore generale. Mesto 5 Parte da sinistra, al 12' recupera palla sugli sviluppi di un corner, si accentra e tira a giro: palla che sorvola la traversa non di molto. Ha un po' di spazio, ci si butta con generosità ma quasi mai azzecca la giocata giusta. Esce nell'intervallo: la Lazio concedeva parecchi spazi, non è in grado di sfruttarli. (1' st Palacio 5.5 Il suo ingresso garantisce al Grifone un po' più di fantasia in avanti ma i risultati, a conti fatti, non sono granché). Sculli 6 Finto centravanti? Gasperini ci ha preso gusto e infatti l'attaccante calabrese infila la terza gara consecutiva al centro dell'attacco. In effetti sta bene fisicamente e si butta su ogni pallone, riesce anche spesso a fare la sponda per gli inserimenti dei compagni. Al 26' va di testa dal limite dell'area, ne viene fuori un pallonetto che per poco non sorprende Muslera, ma finisce per stamparsi sulla traversa. Cala nel secondo tempo, anche se occorre dire che palloni giocabili gliene arrivano pochini. Palladino 5 Giornata da dimenticare per Don Raffaè: mai uno spunto, mai un colpo decisivo. Può starci, dopo tante partite giocate al top. (22' st Sokratis 6 Ultimamente aveva fatto bene, entra con la squadra in dieci e ha poco tempo per farsi vedere. Nel finale s'infortuna ai flessori). Lazio La squadra di Ballardini non vinceva da agosto ed era reduce da un brutto ko nel derby: ci voleva un Genoa inconcludente e sciupone per rianimarla. Buone le prestazioni di Kolarov, Firmani e Del Nero, Zarate spesso pericoloso. Muslera 6.5, Siviglia 6, Stendardo 6, Radu 5.5, Lichsteiner 6 (40' st Scaloni sv), Firmani 6.5, Brocchi sv (18' pt Del Nero 6), Kolarov 7, Meghni 6, Zarate 6, Rocchi 6. L'arbitro Celi di Campobasso 4.5 Direzione negativa, con una lunga serie di errori quasi tutti a sfavore del Grifone. Ad esempio, la mancata espulsione di Zarate che, già ammonito, dà una manata a Criscito. Esagerata l'ammonizione di Biava, come anche il rosso diretto a Bocchetti per un fallo su Rocchi che avviene praticamente a centrocampo. Al Genoa manca un rigore per un mani di Kolarov in area, nel finale Rocchi simula ed andrebbe espulso per doppio giallo.
IL SECOLO XIX - «Una partita giocata a colpi di cartellino». Mauro Casaccia. GASPERINI CONTESTA LA DIREZIONE DI GARA. ROMA. Enrico Preziosi, in tribuna, più d'una volta ha storto il naso per quel che stava succedendo in campo e poi, al 28' della ripresa,ha lasciato l'Olimpico. Da poco l'arbitro Celi aveva ignorato il tocco di mano di Kolarov su colpo di testa di Biava e decretato l'espulsione di Bocchetti. Due degli episodi, tra i tanti di ieri, che hanno fatto infuriare Gian Piero Gasperini. Nel finale, ancata di Del Nero a Palacio che fuggiva via a destra e cenno di proseguire da parte del direttore di gara di Campobasso. Il tecnico rossoblù al culmine della rabbia, si va a sedere in panchina dove arriva il quarto uomo Pinzani a redarguirlo. Poi, nel dopopartita, l'accusa dell'allenatore: «Gol evitabile, siamo stati fragili nell'occasione. Ma ancora una volta abbiamo dovuto giocare in inferiorità e per me l'espulsione non c'era.Mentre c'era il rigore sul colpo di testa di Biava: una parata, un colpo di pallavolo. Troppi gialli ingiustificati, come quelli a Biava e Criscito. Insomma, tanti episodi, che nelle ultime due giornatehanno rallentato la nostra corsa. C'è stata non applicazione del regolamento». Quindi l'affondo: «Più che un arbitraggio è stata una direzione... E quando è così diventa difficile recuperare le partite». Il Genoa è andato vicino alla rimonta con il palo colpito da Juric, però nel complesso non è riuscito a creare molti pericoli a Muslera, contro una Lazio ridotta ai minimi termini soprattutto a centrocampo. «Il Genoa altre volte ha giocato meglio? Può anche essere condivisibile, ma oggi (ieri, ndr) non meritava di perdere. Già colParma c'erano ungol regolaree un rigore che non ci è stato assegnato». Rete annullata a Milanetto e colpo di mano di Lucarelli su cross di Tomovic. Il tecnico prosegue: «Con la Lazio la partita è stata direzionata in occasione di ammonizioni, espulsione e rigore non dato. Con questi carichi da novanta diventa difficile fare risultato». Alla fine, piùche sul penalty negato per tocco dimano di Kolarov in area, Gasperini si concentra su altre situazioni: «Non sono d'accordo sulle troppe polemiche per un rigore o per un fuorigioco di pochi centimetri, bisogna guardare di più alla globalità della gestione della gara. E la gestione dei cartellini è stata sbagliata, episodi troppo pesanti, chemi sembrano evidenti e che evidenzio». A sostegno della sua tesi l'allenatore cita alcuni momenti chiave: «Emblematica la simulazione di Rocchi, già ammonito, nel finale, che non è stata sanzionata. Invece Biava è entrato sul pallone e ha preso il giallo, un'ammonizione che prepara per, che dà un indirizzo. Per me Bocchetti non era da rosso diretto, magari da ammonizione. Ma in trasferta ci succede spesso così, troppe volte finiamo in inferiorità numerica, ormai non so neanche più quante». Inoltre l'allenatore del Genoa sottolinea come le decisioni di Celi abbiano poi influito, insieme all'infortunio di Milanetto, sulle sostituzioni: «Perché non hanno giocato Floccari o Crespo? Senza l'infortunio di Milanettoe l'espulsione di Bocchetti avrei messo uno dei due o magari entrambi. Invece siamo rimasti in dieci e nel finale addirittura in nove, si è infortunato anche Sokratis». Va detto che il Grifone ci ha messo del suo, con molti sbagli, imprecisioni, carenze di lucidità. «Ci siamo complicati la vita con il gol subito,evitabile, nato da un nostro errore. Ma poi potevamo raddrizzarla, invece...». Gasperini torna a Celi, a ciò che definisce «una direzione » (con un senso favorito) anziché «un arbitraggio». E auspica un trattamento diverso in Europa League, giovedì, nella partitissima con il Valencia: «In Europa forse avremo qualche attenzione in più».
IL SECOLO XIX - Verso la Coppa con problemi di muscoli. Milanetto e Sokratis ko. Formazione da rivedere per il match di giovedì a causa degli infortuni. Mercato: si riparla di Ledesma. Roma. La gara dell'Olimpico da dimenticare, quella del Ferraris giovedì da trasformare in evento da ricordare a lungo. Ivan Juric presenta così la sfida con il Valencia, il dentro o fuori di Europa League, con obbligo di vittoria per ottenere la qualificazione ai sedicesimi di finale: «Una partita che ci siamo meritati, di quelle che nella vita di un calciatore capitano poche volte». Emozioni e motivazioni non mancheranno per chi ci sarà, ma il Genoa da Roma torna con il problema di chi non ci sarà. Problemi muscolari per Omar Milanetto, al polpaccio sinistro, e Sokratis Papastathopoulos, ai flessori della coscia sinistra. La società rossoblù parla di risentimenti muscolari da valutare, ma l'analisi a caldo di Gian Piero Gasperini è ben più fosca: «Mila? Difficile che recuperi per giovedì. E per Papa niente da fare, è stirato». Il regista di Venaria, sfilando in mixed zone dopo la gara, a domanda sulle possibilità essere in campo contro gli spagnoli ha risposto mestamente allargando le braccia. L'amico e compagno di reparto Juric interpreta il gesto: «Penso che non ce la faccia». Gasperini mastica amaro: «Speriamo di non avere altri infortuni. Magari la sconfitta con la Lazio ci darà la carica, anche se io avrei preferito fare punti, come sempre. Con il Real Madrid il Valencia ha giocato una partita stupenda». Gli spagnoli puntano tanto sul possesso palla a centrocampo e l'assenza di Milanetto, anche in questo senso, può essere assai pesante. Per la sostituzione, Zapater oppure lo spostamento di Rossi in mediana. Con il problema di aprire una falla a destra, dove non ci sarà Sokratis e potrebbe essere arretrato Mesto. Tenendo conto che, contro un Valencia schierato col 4-2-3-1, il Genoa potrebbe optare per il 4-3-3. Quanto al tridente offensivo, parte con i favori l'opzione-derby: Palacio-Sculli-Palladino. Oggi pomeriggio la ripresa al Signorini di Pegli, per cominciare a preparare la gara che dirà tutto sul proseguimento dell'avventura europea del Grifone e molto sul mercato di gennaio. Andando avanti in coppa, maggiori investimenti, a partire dal centrocampista centrale. Oltre a Menegazzo, Biagianti e Battaglia, c'è l'ipotesi Ledesma. Ieri in tribuna all'Olimpico si sono incontrati Enrico Preziosi e Claudio Lotito, trattativa possibile, ma il presidente del Genoa ha più volte sottolineato la difficoltà di fare affari con il collega biancoceleste, oltre alla volontà di non voler approfittare della situazione difficile che si è creata tra la Lazio, Ledesma e Pandev
LA REPUBBLICA - Kolarov rilancia la Lazio "Successo attesissimo". Una bordata del serbo regala la vittoria (1-0) ai biancocelesti, a secco in campionato dal 30 agosto. Piegata la resistenza di un Genoa nervoso, con Gasperini che protesta a fine gara: "Meritiamo più rispetto" di MARCO GAETANI. ROMA - Vince la Lazio ed è quasi una notizia, visto che l'ultima gioia in campionato era datata 30 agosto. Lo fa grazie ad una bordata mancina di Kolarov e ad una sapiente gestione di Ballardini, bravo a non andare nel panico dopo aver perso Brocchi in apertura. Era emergenza totale per il tecnico ravennate, privo di ben 5 centrali di centrocampo: con Baronio, Mauri, Perpetuini, Matuzalem e Dabo indisponibili, l'allenatore biancoceleste ripesca Fabio Firmani, che passa da "dissidente" a titolare. Il mediano romano risponde con una prestazione tutta grinta, quella che serviva per uscire da una situazione di classifica difficile come quella dei capitolini. TRIDENTE LEGGERO PER IL GENOA - Gasperini decide di cavalcare nuovamente la strutturazione a tre seconde punte: Mesto e Palladino larghi, Sculli guastatore centrale. Nella Lazio non c'è Foggia, in panchina per fare posto a Meghni. Dopo soli sei giri d'orologio Zarate sfiora il vantaggio: frustata aerea su traversone del franco-algerino, palla a lato di un niente. Risponde subito il Genoa, con Milanetto che imbecca Rossi, il cui destro è flebile e smorzato da Muslera, in campo nonostante un problema alla caviglia. Al 19' Ballardini inserisce Del Nero per l'infortunato Brocchi: l'ex bresciano va ad occupare il ruolo di terzino sinistro, con relativo avanzamento di Kolarov in mediana. E' la mossa che a conti fatti deciderà il match. Sculli cerca di far male su un cross deviato, ma il suo colpo di testa termina sulla parte alta della traversa. KOLAROV TIMBRA - La Lazio si risolleva e guadagna metri. Al 32' Scarpi toglie dal sette un tiro-cross di Zarate sporcato da Juric, ma otto minuti dopo è costretto a capitolare. Kolarov ruba palla a Zapater - entrato al posto di Milanetto - e si invola verso la porta. L'opposizione di Moretti è inutile, perché il serbo lo batte sullo sprint e sfoga un mancino mortifero che vuol dire 1-0. Quando il primo tempo sta per chiudersi l'estremo genoano trema ancora: destro a giro di Zarate dai 18 metri su punizione, palla che sfiora l'incrocio ed esce. La ripresa vede l'ingresso di Palacio per Mesto, mentre Ballardini non cambia nulla. Kolarov al quarto minuto spaventa Scarpi: battuta mancina dai trenta metri su palla inattiva, bravo il portiere a respingere in volo. CELI PERDE IL POLSO DEL MATCH - La gara improvvisamente si infiamma: è il 9' quando Meghni lancia Zarate in campo aperto. Bocchetti con una mano trattiene l'argentino, che ha la "colpa" di non cadere. Celi non sanziona il difensore rossoblu ma l'attaccante di Haedo per proteste. Ancora il numero 10 protagonista qualche minuto dopo: Criscito lo provoca, lui reagisce con un buffetto sul petto. Censurabile il comportamento del genoano, che crolla a terra tenendosi il viso. Il fischietto di Campobasso risparmia il giallo ad entrambi, che avrebbe originato una doppia espulsione. La partita gira a cavallo del ventesimo: prima Biava chiede un rigore per presunto mani di Kolarov, 30 secondi dopo Juric di testa colpisce il palo, infine sulla ripartenza biancoceleste Bocchetti affossa Rocchi lanciato a rete. Stavolta arriva il rosso diretto, con la Lazio che inizia a gestire il possesso palla. Meghni spreca al 25', ma l'occasione grossa capita sul destro di Biava. Il centrale genoano va a botta sicura a ridosso dell'area piccola dopo una sponda di Sculli, ma la sua conclusione finisce altissima. Sorridono quindi i capitolini, che mettono un mattoncino pesante in ottica salvezza. LA GIOIA DI KOLAROV - Il match winner è raggiante a fine gara. "Vittoria importante dopo tanto tempo. In questo periodo avevamo giocato bene ma la fortuna ci aveva un po' voltato le spalle, mentre oggi in un paio di occasioni ci ha aiutato contro una buona squadra come il Genoa. Speriamo possa essere la vittoria della svolta, sono contento per il mio gol e per la gente che meritava questa gioia". Ballardini lo ha impiegato a centrocampo dopo il ko di Brocchi: "Ho dato corsa, giocando semplice - conclude Kolarov - e spero di aver fatto bene". BALLARDINI SORRIDE - "Ho visto un gruppo con attaccamento e cuore. Oggi abbiamo giocato bene, sono contento". L'incipit di Davide Ballardini la dice tutta sul peso che il tecnico si è tolto dallo stomaco con questi tre punti. "L'arbitro non è stato così determinante come dice Gasperini. Devo fare i complimenti a Kolarov: ha giocato a centrocampo ed è stato bravo". Conclusione dedicata alla contestazione. "Non mi turba ma mi dispiace. Siamo comunque noi a dover far cambiare idea ai tifosi, possiamo farlo solo con i risultati". GASPERINI PROTESTA - Il tecnico genoano ce l'ha più con l'arbitro che con i suoi giocatori. "La gara è stata decisa dagli episodi. Siamo stati comunque brillanti sfiorando il punto, spero che in Europa si possa avere più rispetto per noi. Quella di oggi - tuona Gasperini - è stata una direzione, non un arbitraggio". Le voci che lo vorrebbero sulla panchina della Juventus non lo turbano: "Il mio presente si chiama Genoa, sto bene qui e non penso ad altro". LAZIO-GENOA 1-0 (1-0). LAZIO (3-4-1-2) - Muslera; Siviglia, Stendardo, Radu; Lichtsteiner (40' st Scaloni), Brocchi (19' pt Del Nero), Firmani, Kolarov; Meghni; Zarate, Rocchi. All.: Ballardini. GENOA (3-4-3) - Scarpi; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto (35' pt Zapater), Juric, Criscito; Mesto (1' st Palacio), Sculli, Palladino (22' st Papastathopoulos). All.: Gasperini. Arbitro: Celi di Campobasso. Marcatore: 40' pt Kolarov. Ammoniti: Criscito, Siviglia, Milanetto, Juric, Biava, Moretti e Rocchi per gioco falloso, Zarate per proteste.
LA REPUBBLICA - LE PAGELLE. GENOA. SCARPI 5 Ancora preferito ad Amelia, però sul gol di Kolarov è tutto spostato sul primo palo e lascia trequarti di porta scoperta. MORETTI 5 Grande intervento in scivolata su Zarate, rischia rigore ed espulsione ma la scelta di tempo è perfetta. Sbaglia tutto con Kolarov, in anticipo cerca di coprire la palla e poi perde il confronto di forza con il serbo della Lazio. CRISCITO 5,5 Nemmeno lui riesce a cambiare passo, in una squadra che in trasferta gioca troppo spesso sotto ritmo. BIAVA 6,5 Bene in fase difensiva, ma in mischia, ad una manciata di minuti dalla fine, si mangia il gol del pareggio. Assolutamente ingiusta l'ammonizione: era andato in scivolata sulla palla. Ma il pavido arbitro Celi ormai entrato nell'ordine di idee di fischiare anche il minimo soffio di vento su Zarate. BOCCHETTI 5 Il rosso (forse eccessivo: ardito sostenere la tesi della chiara occasione da gol a 40 metri dalla porta) ribadisce che quello che sta attraversando è un momento no. MILANETTO 6 Smarca Rossi davanti a Muslera con uno splendido passaggio in profondità. Poi lo mette ko un problema al polpaccio ed è anche in forse per il Valencia. MESTO 4,5 E' la soluzione ricorrente di Gasperini, quando il Genoa gioca in trasferta, nel tridente d'attacco perché avrebbe grandi spazi da attaccare con la sua corsa. Però combina poco e niente e, quando c'è da rimontare il gol di svantaggio, Palacio entra al suo posto. ROSSI 6 Smarcato da Milanetto davanti a Muslera non ha la freddezza per calibrare bene il pallonetto. Ma corre tantissimo, si sdoppia partecipando costantemente sia alla fase offensiva che a quella difensiva e ci sta qualche passaggio sbagliato (clamoroso quello che lancia Zarate in contropiede). JURIC 6 Tanti palloni recuperati ed un palo clamoroso. SCULLI 5,5 Quello del centravanti non è il suo mestiere, si arrangia. PALLADINO 5 Sbaglia tanto, non entra mai in partita. Quando il Genoa resta in 10 e Gasperini passa al 3-4-2, è lui ad essere sacrificato. PAPASTATHOPOULOS 6 Entra appena Bocchetti viene espulso. ZAPATER 5,5 Non è un regista, fa quello che può. PALACIO 5 Troppo leggero, non è certo con il suo ingresso che il Genoa poteva aumentare il suo peso offensivo. LAZIO. MUSLERA 7,5 Si capisce subito che è una domenica sì: al 10' chiude bene su Marco Rossi. Il capolavoro però arriva sulla capocciata letale di Juric: sembra gol, invece l'uruguaiano si allunga che di più non si può e devia il pallone sul palo. E' la parata salva-risultato. Coraggioso e tempestivo nelle uscite. RADU 6,5 Conferma l'ottimo momento di forma: bravo negli anticipi, tempestivo nelle chiusure. Non arriva al 7 perché gioca solo con il sinistro, il che lo costringe a manovre complicate ? e rischiose - per rinviare con il piede giusto. STENDARDO 6,5 E' stato il primo dei reintegrati, mossa azzeccata perché con lui la difesa laziale ha subìto solo un gol, quello del derby, in quattro partite. Sulle palle alte adesso la squadra di Ballardini soffre meno. E Sculli ne sa qualcosa. SIVIGLIA 6,5 Rientra dopo oltre un mese: quando fisico e fiato non lo aiutano, se la cava con l'esperienza e l'orgoglio. KOLAROV 7,5 Il gol è uno strepitoso mix di tecnica e potenza. Stavolta il suo sinistro, il più potente della serie A, va a segno. La sorpresa però è come riesce ad adattarsi al ruolo di centrocampista centrale, mai coperto in carriera. In tribuna c'era un emissario del Bayern, club che lo segue da tempo: la relazione sarà di sicuro positiva. LICHTSTEINER 6,5 Ormai ha preso confidenza con il ruolo di sovrano assoluto della fascia destra. Diligente in copertura, il meglio lo mostra quando va in progressione e salta l'uomo per arrivare al cross: Criscito lo soffre. BROCCHI SV Qualche lancio fuori misura, poi si fa male: così Ballardini perde il settimo centrocampista, tra squalificati, infortunati e il dissidente Ledesma. MEGHNI 6,5 Il francese come non si era mai visto: corre e contrasta, addirittura. Insomma ha capito che non si vive di soli ghirigori, soprattutto se devi lottare per la salvezza. Ballardini lo preferisce a Foggia e stavolta ha ragione lui. FIRMANI 7 Ballardini lo definisce ?un trascinatore?: indovinato. Non giocava dal 18 maggio 2008, ti aspetti che stramazzi al suolo sfinito da un minuto all'altro e invece non molla mai: corre, ruba palloni, contrasta, incita la folla, raccoglie applausi. Grave averlo reintegrato solo per l'emergenza a centrocampo. ROCCHI 6,5 Partita da capitano non goleador. Al servizio totale della squadra: non ha l'occasione per tornare al gol che gli manca dal 23 agosto, ma lavora tanti palloni e un suo scatto in contropiede costa l'espulsione a Bocchetti. ZARATE 6,5 Spreca una palla-gol pazzesca in apertura: il facile colpo di testa finisce fuori e la disperazione gli disegna un'espressione di smarrimento sul viso monello. Vive la partita per rifarsi: Scarpi vola sul sinistro diabolico, poi una punizione esce di millimetri. Sempre protagonista, nella ripresa i difensori del Genoa ricorrono spesso al fallo per fermarlo: lui protesta e si fa ammonire. Salterà l'Inter per squalifica. DEL NERO 6,5 Una delle sorprese della giornata. Ex fantasista trasformato in difensore di fascia: intuizione felice di Ballardini. Lo ricordavamo perso tra tentativi di dribbling e colpi di tacco, lo ritroviamo concreto e capace di giocare con preziosa semplicità. SCALONI SV
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