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EUROPA LEAGUE 2009-10 HOME >> |
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LOSC LILLE - GENOA 3 - 0 (1 - 0) Reti: 38' Obraniak, 64' Vittek, 85' Hazard
LILLE:
Butelle, Vandam, Rami, Chedjou, Emerson, Mavuba,
Aubameyang (65' Gervinho), Balmont, Obraniak (74' Hazard), Cabaye (85' Beria),
Vittek. (Landreau, Dumont, Souquet, Frau) Allenatore: Rudi Garcia. Arbitro: Darko Ceferin (Slovenia). Ammoniti: Cabaye, Hazard, Obraniak, Bocchetti, Esposito, Mesto, Palacio. Angoli: 2 a 1 per il Losc. Spettatori: 16.518
TUTTOSPORT
- GENOA, NOTTE FONDA
I gol di Obraniak, Vittek e Hazard affondano i rossoblù. Dopo lo 0-5 con
l’Inter, crolla a Lilla: qualificazione difficile. di Stefano Salandin. LILLA.
La crisi del Genoa continua o, addirittura, si aggrava. Dopo i cinque gol di
sabato scorso contro l’Inter, sono arrivati i tre (a zero, quasi come le
occasioni costruite) qui nella fredda notte di Lilla. Insolitamente frenati
nella corsa e nell’aggressività, i rossoblù si sono arresi a un avversario non
irresistibile, ma certo ordinato e più libero mentalmente. Il cammino in Europa
League non è affatto compromesso (3 punti rispetto ai 7 del Lilla e ai 5 del
Valencia che, comunque, devono ancora passare da Marassi), ma alla fine è
perfino un dettaglio. Perché quello che conta, adesso, è capire e vedere quando
il Genoa tornerà ad essere quello spumeggiante e tremendista di inizio stagione.
Adesso no: adesso il Genoa è malato: nelle gambe e nella testa. CAUTELA Del
resto, per quanto banale possa sembrare, era inevitabile che ci fosse la
curiosità di misurare sul campo il modo in cui il Genoa ha assorbito la “botta”
della cinquina nerazzurra. A prescindere, pur senza ovviamente tacerlo, dai
recuperi di Mesto, Juric e Rossi che proprio poca roba non sono nella gestione
degli equilibri tecnici e tattici dei rossoblù. I quali, chissà se per una
inconscia perdita di fiducia o, piuttosto, per una imposizione precisa di
Gasperini, approcciano il match con una cautela anomala rispetto agli standard
ritmici e adrenalici cui avevano abituato fino a ora. Un poco, certo, ha
contribuito l’impostazione tattica del Lilla: due linee “a quattro”
inframmezzate dalla vigoria fisicamente geometrica di Mavuba e con Vittek a fare
il terminale offensivo: sciaguratamente indeciso al 34’ del primo tempo, quando
solissimo ha gigioneggiato in piena area per poi tirare addosso ad Amelia. NUOVE
PAURE Però, sebbene non abbia portato al gol, l’episodio (fors’ anche perché
propiziato da un errore proprio, di Esposito) ha riattizzato recenti angosce. E
il Genoa - che stava pian piano distendendo la falcata grazie a qualche accenno
di sovrapposizione in fascia, ai movimenti di Sculli e a una bella combinazione
che aveva messo Mesto (28’: l’esterno si è allungato il pallone) solo davanti a
Butelle - il Genoa, dicevamo, ha perso certezze e si è disunito. Non troppo, ma
quel tanto che è bastato al Lilla per guadagnare ancora metri e capitalizzare la
spinta grazie a un colpo di nuca di Obrianak in anticipo ancora su Esposito. E
non può essere un caso, visto che prima del pasticciaccio che aveva messo Vittek
davanti ad Amelia, i rossoblù (sebbene non spumeggianti come qualche settimana
fa) avevano costretto il Lilla a rendersi pericoloso solo con un paio di tiri
dalla distanza. RIVOLUZIONE Consapevole che la sconfitta complicherebbe
maledettamente, se non definitivamente, il cammino nel girone, Gian Piero
Gasperini ha provato a modificare la squadra con un assetto più offensivo ma
che, soprattutto, potesse essere meno prevedibile per i francesi. Un 4-2-31 con
Rossi e Mesto abbassati in difesa; Milanetto e Juric a centrocampo; Palladino,
Palacio e Sculli alle spalle di Floccari. Una rivoluzione che però non ha
affatto portato la scossa sperata: anzi, il Lilla ha preso ancora di più
possesso dello spazio e ha impedito ai rossoblù di avvicinarsi alla propria
area. La minor copertura difensiva ha invece esposto il Genoa agli inserimenti
dei centrocampisti avversari e la minor pressione in mezzo ha permesso al Lille
di provare con più facilità la verticalizzazione: ottima l’uscita di Amelia su
Vittek al 2’. La “disabitudine” di Mesto alla copertura ha poi fatto il resto:
fatale concedere lo spazio ad Aubameyang per un cross su cui, stavolta, neppure
Vettek ha potuto sbagliare. Perfetto il suo inserimento tra i due centrali, mal
piazzati, del Genoa. La reazione rossoblù non c’è stata, tanto che l’unico tiro
(peraltro debolissimo) di Palladino è arrivato alla mezz’ora. E il gol di Hazard,
quello che ha definitivamente chiuso la contesa, che si è fatto mezzo campo da
solo senza che nessuno provasse a contrastarlo, è stato il simbolo della resa
di un Genoa deludente. LILLA-GENOA 3-0 MARCATORI: pt 38’ Obraniak; st 18’ Vittek,
40’ Hazard LILLA (4-1-4-1): Butelle 6; Vandam 6.5, Rami 7, Chedjou 6.5, Emerson
6.5; Mavuba 7; Aubameyang 7 (21’ st Gervinho ng), Belmont 7, Cabaye 7 (35’ st
Beria ng), Obraniak 7 (29’ st Hazard 7); Vittek 6.5. A disp. Landreau, Frau,
Dumont, Souquet. All. Garcia 7 GENOA (3-4-3): Amelia 7; Esposito 4.5 (1’ st
Palladino 5.5), Moretti 5, Bocchetti 5.5; Rossi 5, Milanetto 5, Juric 5,
Criscito 5.5 (44’ pt Sculli 5); Mesto 5, Floccari 6 (18’ st Figueroa ng),
Palacio 5. A disp. Scarpi, Papastathopoulos, Zapater, Tomovic. All. Gasperini 5
ARBITRO: Ceferin (Slovenia) 6.5 NOTE: spettatori 16.518. Ammoniti: Cabaye,
Bocchetti, Mesto, Esposito, Palacio per gioco falloso; Hazard per comportamento
non regolamentare. Recupero tempo: pt 1’; st 3’
IL SECOLO XIX - GENOA SMARRITO ANCHE IN EUROPA. di Mauro Casaccia. LILLE. Un’invenzione, quella doveva servire per decidere LilleGenoa, secondo la predizione di Mavuba alla vigilia:«Sarà un match equilibrato, che potrebbe essere risolto da un episodio». Invenzioni sono state, nella città che vanta, insieme ai centri del suo circondario, tante innovazioni: dal reggiseno in silicone alla fibra ottica, dal vaccino Bcg alla metro automatica chiamata Val. Da ieri, pure la torsione di Obreniak. Su traversone morbido di Vittek il numero 10 lillois supera il ben più prestante Esposito e batte Amelia. Per il raddoppio, ancora la fantasia di Obreniak che avvia di tacco l’azione del raddoppio di Vittek. Infine, la creazione di Hazard che taglia come burro la difesa rossoblù per il pesante 30. I francesi, solo loro, inventano, prendono tre punti e la testa della classifica a quota 7.Situazione complicata per un Grifone che davanti crea poco e dietro rimedia altre tre sberle. Decisiva, a questo punto, la prossima sfida, al Ferraris a inizio novembre, ancora con il Lille. E il Genoa, oltre alla seconda batosta di fila, paga con l’infortunio di Criscito, sulla via di Cagliari. Al Metropole, si diceva, serata di invenzione. Nondei rossoblù,che non tirano mai con pericolosità in porta. Garcia reimposta l’attacco e riesce comunque a sfruttare le amnesie genoane: fuori in partenza le perle Hazard, Gervinho e Frau, dentro Obraniak e Vittek, i due che confezionano le reti dei padroni di casa, insieme all’ex Milan Aubameyang. A centrocampo, con Mavuba e Belmont, c’è l’ex “reietto” Cabaye, ripescato dopo la furibonda lite estiva con l’allenatore. Pronti via e il numero 7 si sfoga su Juric, colpito con stecca dura. Cabaye replicherà ancor più pesantemente al 23’pt, conquistando il cartellino giallo. Gasperini all’inizio sceglie in avanti Mesto a destra e Palacio a sinistra, c’è Esposito in difesa al posto di Biava. Nell’undici i rientranti Rossi, Juric e Criscito, il quale però, reduce da uno stiramento alla coscia che è fasciata, accusa un problema muscolare a fine primo tempo (dal primo responso, risentimento in un punto più basso rispetto all’infortunio precedente) e deve arrendersi: entra Sculli e Mesto scala dietro a sinistra. A proposito, in tribuna c’è Angelo Di Livio, osservatore per conto di Marcello Lippi, con compito di seguire soprattutto, oltre ai già azzurri Criscito e Bocchetti, quattro rossoblù: Rossi e Amelia, Mesto e Sculli, il quale però parte dalla panchina. In particolare, per Mesto la convocazione appare sempre più vicina. Tridente contro tridente,ma impostazioni diverse: più di dominio territoriale e fraseggio il Genoa,più di arretramento completo dietro la linea del pallone e ripartenza il Lille. In fase difensiva, il Grifone passa a quattro dietro abbassando Criscito e allargando Esposito a destra, mentre les Dogues vanno dal 433 a una specie di 4141. Primo spunto interessante dei rossoblù al minuto 17, la circolazione di palla è rapida e libera Palacio, il quale premia la sovrapposizione di Criscito, sul traversone Floccari anticipa d’esterno destro Rami, centrale che nelle movenze ricorda un po’ Lucio, però la sfera finisce alta. Risposta francese al 24’, quando Obraniak in posizione centrale riesce a liberare il sinistro a pelo d’erba in una selva di gambe, Amelia vede tardi la palla ma s’allunga e devia. Passa poco e l’offensiva è affidata in contropiede solitario a Balmont, che si butta in avanti a mo’ d’ariete e sbatte sul muro Bocchetti. Palla toccata dal difensore,tuttavia Ceferin decide per l’ammonizione. L’invenzione bella per il Genoa arriva al 28’, è una verticalizzazione bassa di Milanetto, vanificata però dal controllo sballato di Mesto davanti a Butelle.Tocca all’invenzione brutta, al 34’ Esposito s’impappina al limite dell’area e perde palla, Balmont serve al centro Vittek il quale, dopo aver saltato Criscito, perde l’attimo, si smarrisce e alla fine spara su Amelia, bravo a stare su e non concedere un lato debole all’avversario. Al 38’, poi, l’invenzione buona e vincente è del Lille: cross di Vittek, Moretti scavalcato, Esposito battuto in elevazione da Obreniak e sfera indirizzata all’incrocio, è l’1-0. Nell’intervallo Sculli si scalda in campo, dopo l’ingresso a freddo per Criscito. E con lui c’è Palladino,specialista in creatività ma nemmeno questo servirà: subentra a Esposito, in difficoltà. Il modulo genoano diventa 4231, trequartista dietro a Floccari è Palacio (finisce nelle grinfie di Mavuba che lo annulla),mentre la posizione di esterno destro difensivo è presa da Rossi. A partir forte però è ancora il Lille perché Moretti su rinvio lungo si fa bruciare da Vittek, buon per il Genoa che Amelia chiude in uscita bassa. Gasperini tenta un’altra carta, Figueroa, al posto di Floccari al 17’. MaSubito dopo l’invenzione è ancora francese: Obreniak resiste a Rossi e di tacco invita Vandam al cross, in mezzo all’area si ostacolano Milanetto e Moretti, Vittek stavolta è freddo e raddoppia. Fine delle invenzioni, solo francesi nella notte del Metropole, e fine dei giochi. Hazard fa tutto da solo al 40’, mettendo ancora in crisi la retroguardia rossoblù: 8 gol incassati nelle ultime due gare. Altro dato significativo e preoccupante: la prima parata seria di Butelle, su Palladino, al 30’ della ripresa. Ora il Grifone ha necessità di un’invenzione difficile a Cagliari: reazione immediata.
IL SECOLO XIX - Il PAGELLONE. di Andrea Schiappapietra. GENOA. AMELIA 6 Gli attaccanti del Lille ci provano fin dall’inizio con alcune conclusioni dalla distanza, al 23’ si fa trovare pronto su quella abbastanza insidiosa, dal limite dell’area, di Obraniak. Miracoloso al 33’ su Vittek tutto solo in area: resta in piedi fino all’ultimo e riesce a respingere la conclusione. Sembra in ritardo sul colpo di testa di Obraniak che plana sotto l’incrocio, prende il palo e s’insacca. Di nuovo decisivo in avvio di ripresa su Vittek, che ruba il tempo a Bocchetti e colpisce a botta sicura: specchio chiuso in uscita dal portiere rossoblù. Al 18’ Vittek colpisce da pochi passi e l’ex del Palermo può solo raccogliere il pallone in fondo alla rete. Hazard, nel finale, chiude il conto. ESPOSITO 4.5 Mossa un po’ a sorpresa del Gasp, che manda in campo dal primo minuto l’ex leccese, uno di quelli che finora avevano giocato dimeno. Avvio discreto ma al 33’ si fa soffiare il pallone in fase di ripartenza e per poco il Lille non passa in vantaggio. Pericolo scampato per pochi minuti, perché al 38’ Obraniak lo anticipa di testa e infila Amelia. Frastornato, si ferma al primo tempo. (1’ st PALLADINO5.5 Con il suo ingresso al posto di Esposito Gasp passa al 4231. “Palla” si piazza a destra ma non riesce a trovare spazi. Il primo tiro del Genoa è il suo: al 30’ ci prova dal limite, la forza c’èma il pallone è centrale e Butelle blocca a terra ). MORETTI 5 Cerca di tenere la posizione al centro della difesa nei primi 45 minuti, anche se qualcosa concede. Nel secondo tempo, con il cambio di modulo, va a formare la coppia difensiva con Bocchetti. Al 18’ Vittek colpisce indisturbato in area, dopo un rimpallo ed è 20: la colpa è anche la sua. La retroguardia rossoblù è diventata un colabrodo: urgono interventi. BOCCHETTI 5 Alterna chiusure preziose ai soliti errori in fase di impostazione. Rischia grosso, al 2’ della ripresa, lasciandosi scappare Vittek: per sua fortuna c’è Amelia. La difesa balla costantemente e il difensore napoletano ci mette del suo. Non un bel segnale per Marcello Lippi, che aveva inviato Di Livio a Lille per tenere sotto controllo i giocatori rossoblù. ROSSI 6 Con l’Inter era rimasto in panchina, in Francia è di nuovo in campo con la fascia di capitano al braccio. Presidia la sua zona, va un paio di volte al cross in maniera invitante ma Palacio non riesce a concludere. Nel secondo tempo arretra a fare il terzino destro nella difesa a 4. Fa quello che può, non è sicuramente tra i peggiori in una bruttissima serata. Di certo mette tutto se stesso, cuore e gambe. MILANETTO 5.5 Subito pimpante, è sempre nel vivo dell’azione: i compagni lo cercano e lui cerca di andare a pescare l’uomo libero per creare la superiorità numerica. Come al 27’, quando mette Mesto davanti al portiere. Cala parecchio nella ripresa, come tutta la squadra. JURIC 5.5 Recupero “pesante” per gli equilibri del centrocampo rossoblù: il croato, nonostante i 34 anni, resta una delle pedine fondamentali dell’assetto tattico gasperiniano. Si prende subito un’entrata dura, poi al 23’ Cabaye gli entra in ritardo e si becca il primo giallo del match. Parte un po’ contratto ma il segnale che sta meglio è la rincorsa a pressare, da solo, il portiere nella sua area. Non è ancora al massimo ma è importante che sia tornato. CRISCITO 6 Rientra da titolare dopo quasi un mese di assenza: periodo difficile, perché Modesto, tranne in rare circostanze, non è riuscito a rimpiazzare a dovere il biondo napoletano. Il primo affondo della partita sulla fascia è il suo: cross pericolosoma leggermente lungo per Palacio.Al 17’ piazza un traversone basso su cui Floccari arriva sbilanciato e la palla termina alta. Piano piano i problemi muscolari che lo avevano bloccato tornano a galla e così è costretto a uscire negli ultimi minuti del primo tempo.Non è un bel segnale, il rientro potrebbe essere stato po’ troppo affrettato. (44’ pt SCULLI 5 Prima a sinistra poi a destra: si batte come sempre ma è evidente che sta attraversando un momento di scarsa condizione). MESTO 5.5I nsieme a Sculli,Amelia e Rossi, oltre a Criscito e Bocchetti, l’esterno pugliese è sul taccuino di Marcello Lippi, che ha inviato in Francia il suo collaboratore Angelo Di Livio. Al 27’ viene pescato nel corridoio da Milanetto, in piena area,ma non riesce a controllare e l’azione sfuma. Per il resto cerca di organizzare gli inserimenti rossoblù, quasi sempre senza fortuna. Ammonito, salterà Genoa - Valencia. FLOCCARI 5 Manca Crespo, bloccato ancora una volta dalla sciatalgia, e il centravanti è costretto a fare gli straordinari, anche se Figueroa scalpita in panchina. Si applica nel cercare di fare la sponda per gli inserimenti dei compagni, la prima occasione gli capita al 17’ma, sbilanciato da Rami, manda alto da pochi passi. Treminuti più tardi schiaccia troppo la palla e Butelle può bloccare comodamente. (17’ st FIGUEROA5.5Dentro a giochi ormai fatti, cimette grinta ma anche lui non conclude granché) PALACIO 5 I tifosi rossoblù, per le strade di Lille, cantano «Palacio gol» e Gasp concede all’ex Boca Juniors l’occasione di una maglia da titolare. Proprio allo scadere del primo tempo ha la palla del pareggio ma colpisce male e la deviazione termina sul fondo. Nella ripresa gioca nel suo ruolo preferito ma conclude nulla e anzi si becca anche un cartellino giallo. LILLE Le statistiche della vigilia dicevano che Les Dogues avevano perso solo una delle ultime 13 gare casalinghe disputate in Europa: era accaduto il 20 febbraio 2007 in Champions League, vittoria per 10 del Manchester United. Nelle altre 12 partite avevano ottenuto 7 successi e 5 pareggi. Ancora più rilevante l’andamento nell’Europa League 2009-2010: prima delGenoa, 5 vittorie e 1 pareggio. IlGenoa non riesce a invertire la tendenza: gli uomini diG arcia meritano ampiamente la vittoria. Il primo tiro delGrifone arriva infatti al 30’ del secondo tempo con Palladino. Il gioco diGarcia si rivela devastante per i rossoblù. Butelle6, Vandam 6, Rami6.5, Chedjou 6.5, Emerson 6; Balmont6.5, Mavuba 6.5, Cabaye6.5 (35’ st Beria sv); Aubameyang 7 (20’ stGervinho6), Vittek 7, Obraniak 7 (29’ stHazard 7). L’ARBITRO CEFERIN (Slovenia)6.5 Classe 1968, internazionale dal 2000, è al terzo precedente con club italiani: il bilancio, prima della gara di ieri sera, era di 1 vittoria (Fiorentina - Rosenborg 2-1, coppa Uefa 2007/08) ed 1 sconfitta (Zurigo - Empoli 3-0, coppa Uefa 2007/08). Tiene in pugno la gara con i cartellini, non commette errori gravi
IL SECOLO XIX - Gasperini: «Non riesce più il gioco corale». di Mauro Casaccia. «LA DIFESA? È L’ATTACCO CHE NON VA» «NEL GIRONE SIAMO SEMPRE IN CORSA». LILLE. Il Lille fa viola il Genoa e vai di paradossi. Il primo di ordine tattico. Gian Piero Gasperini, dopo il 30 del Metropole: «Personalmente ora è la fase di attacco che mi preoccupa di più, anche se può sembrare un paradosso, abbiamo qualche difficoltà lì e quando non sei pericoloso poi paghi. Dobbiamo migliorare sul piano degli scambi, ritrovare coralità, perché siamo spesso involuti in giocate individuali che fanno venir fuori tanti limiti ». Anche per questo, oltre che per la scarsa capacità di reazione una volta in svantaggio, il Genoa francese è apparso irriconoscibile. Brutto, bruttissimo. «Se è il peggior momento del Genoa con me in panchina? Ancora no…il tecnico abbozza un sorriso abbiamo perso due partite in tre giorni e non avevamo mai preso tanti gol,ma il livello a cui giochiamo adesso è anche molto diverso. E non giocheremo sempre contro l’Inter o contro il Lille di questa sera». Definito dal collega Rudi Garcia «perfetto, per capacità di agire in contropiede e sfruttare le occasioni». Così s’arriva all’altro paradosso: 8 reti incassate in due partite, due sconfitte sonore in fila, ma le classifiche possono ancora dare soddisfazioni. Gasperini: «In campionato siamo messi bene e in Europa League, anche alla luce degli altri risultati, ci resta fiducia di poterci riprendere con le due partite casalinghe, abbiamo intenzione di giocarcela. È ancora tutto aperto». Il Genoa però ha da ritrovarsi, soprattutto moralmente. Anche per questo, forse già oggi, Enrico Preziosi, che non era in Francia, arriverà a Villa Rostan per stare vicino alla squadra. L’attuale graduatoria europea, dopo il sorprendente pareggio tra Valencia e Slavia Praga al Mestalla: Lille 7, Valencia 5, Genoa 3, Slavia 1. «Il girone è ancora aperto a più possibilità, anche se adesso il Lille ha più di altre la qualificazione in mano. Naturalmente non sarà facile per noi, ma al Ferraris le sfide con francesi e spagnoli potrebbero essere ben diverse. Il primo tempo ci fa comunque ben sperare. E vanno sottolineati i grandi meriti dei nostri avversari, che hanno saputo giocare con velocità e precisione». La squadra di Garcia è reduce da sette partite consecutive senza sconfitte e conle tre reti al Genoa è arrivata a nove in Europa League, più di quanto abbia segnato in campionato francese. «Non è questione di più occasioni create – spiega l’allenatore – ma di cinismo. Il Genoa ha un gioco aperto, ha cercato di metterci in difficoltà, ma noi siamo stati disciplinati tatticamente e sapevamo che per il loromodulo potevamo metterli in difficoltà in contropiede ». Francesi all’italiana. «Abbiamo saputo sfruttare bene le occasioni, con una partita ottima in cui abbiamo azzeccato tutto e avuto anche un po’ di fortuna». Buona sorte che, sottolinea Gasperini, in questo periodo non assiste il Genoa. Non solo per gli infortuni, visto che ieri si è rifermato Criscito (si spera che sia solo una contrattura), anche per gli episodi che possonomodificare l’andamento di un match: «Abbiamo fatto un buon primo tempo, fino al loro gol. E in questo momento va un po’ così, palla all’incrocio. Prima avevamo tenuto bene il campo, creando anche un paio di discrete opportunità, sebbene loro avessero già avuto una grossa occasione». Poi svantaggio e difficoltà a reagire. «Quando prendiamo gol la squadra forse ha un po’ meno morale in questo periodo. Ma non direi che alla prima difficoltà crolliamo, più che altro il secondo gol ci ha tolto delle certezze. Soprattutto, dobbiamo ritrovare la nostra pericolosità e la nostra coralità di gioco». Ora Cagliari, anche per capire quanto Inter e Lille vadano messe in stretta relazione. Dopo la sfida con i nerazzurri Preziosi aveva detto: «Questo non è il vero Genoa, altrimenti sarei preoccupato». Anche quello di Lille è stato un Genoa pessimo, nel quale salvare assai poco. Ancora fragile nella fase difensiva, debole d’animo, superato atleticamente dagli avversari e leggero nella produzione offensiva: un tiro in porta, di Palladino dopo 75’, in tutta la partita. Qual è il vero Genoa? Il Sant’Elia per raccontare una diversa verità. Gasperini: «Ora buttiamoci sul campionato, con tre gare importanti.E poi di nuovo l’Europa. La squadra può reagire subito».
IL SECOLO XIX - Sculli e Palladino: «Brutta gara, ma non c'è crisi». di Andrea Schiappapietra. «Così di certo non si va lontano, ma siamo uniti e possiamo rialzarci. Serve prendere meno gol, magari accogliere qualche 0-0» Lille. «In questo modo non si va lontano». Raffaele Palladino si fa portavoce dello spogliatoio e analizza, senza giri di parole, la situazione del Genoa, che ha perso 5 delle ultime 7 gare giocate tra campionato e coppa e ha incassato 8 gol nelle ultime 2 partite. «Non parlo di errori individuali - sottolinea -, il discorso riguarda tutti. Abbiamo parlato tra di noi, dobbiamo lavorare con impegno per evitare in futuro leggerezze come quelle di stasera».Vietato, tuttavia, parlare di crisi. «Si tratta solo di un momento in cui va tutto storto, prima abbiamo fatto molto bene. Anche qui abbiamo iniziato nel modo giusto, azzeccando l'approccio alla gara. Gli avversari erano un po' bloccati, si limitavano a fare due tocchi e non prendevano l'iniziativa. Il primo gol li ha sbloccati e nel secondo tempo hanno preso coraggio, trovando anche giocate bellissime». Alla fine tutta la squadra è andata sotto il settore in cui erano assiepati i tifosi e si sono fermati a parlare con loro, prima di tornare verso gli spogliatoi tra applausi ed incitamenti. «Siamo andati per ringraziarli, anche stavolta sono stati meravigliosi - racconta Palladino -. Il loro appoggio ci aiuta a combattere contro queste difficoltà». Discorso qualificazione? «Tutto ancora aperto, anche se la strada si fa in salita. Di certo non possiamo più fermarci». In un'altra di quelle serate in cui è difficile parlare, il compito di spiegare tocca anche uno dei veterani del Grifone, Beppe Sculli: «Sabato scorso ci siamo fatti gol da soli, stavolta abbiamo pagato praticamente al primo tiro in porta. Ma non c'è crisi e non bisogna esagerare nel valutare la situazione. Siamo anche sfortunati: ha sbloccato il risultato di testa uno dei loro giocatori più bassi e la palla è anche finita alla'incrocio. È un momento particolare, in cui ci sono tanti infortuni e magari chi ha giocato quasi sempre è stanco. Siamo uniti, con il mister non ci sono problemi, anzi: lottiamo tutti insieme per uscire da questa fase». Gasperini ha detto che ciò che lo preoccupa di piùè l'attacco che non segna. «Subiamo troppo e concludiamo poco - ammette Sculli - anche se al Bologna ne abbiamo fatti 3. Certo, dobbiamo prendere meno gol, e magari accontentarci di qualche 0-0. Adesso pensiamo a recuperare le energie per Cagliari, avversario molto duro da affrontare». Una pillola: sullo 0-0 Mesto si è mangiato il gol del vantaggio. «Colpa dei miei piedi ruvidi e anche del terreno scivoloso», si scusa l'esterno
LA REPUBBLICA - Europa League. Genoa annichilito "Non siamo in crisi" Il Grifone perde 3-0 in casa del Lille, la qualificazione si complica. I rossoblù mai in partita ma Gasperini non fa drammi: "Dobbiamo ritrovare il gioco di squadra, la vittoria arriverà" di ANTONIO FARINOLA. LILLE - Il Genoa non sa più vincere. Sembra retorica, ma è realtà. Gli uomini di Gasperini cadono 3-0 al "Metropole" di Lille e incassano la quarta sconfitta negli ultimi sei incontri ufficiali, la seconda consecutiva. Un K. O. che complica seriamente il cammino europeo degli uomini di Gasperini che adesso non posso più permettersi passi falsi. Una grossa mano l'ha data lo Slavia Praga fermando sull'1-1 il Valencia evitando, così, di portare a 4 punti l'eventuale vantaggio degli spagnoli sui liguri. Niente di eccezionale, insomma, ma quanto basta per continuare a sperare. IMBARAZZANTE - Privo di idee, a tratti imbarazzante, il Genoa sembra aver accusato il colpo dopo il clamoroso K. O. interno contro l'Inter in campionato. Una sconfitta che ha mostrato tutte le lacune di una squadra che viaggia alla stessa velocità dello scorso anno (stessi punti e una posizione in più in campionato, ndr), ma che incassa più del doppio delle reti. Tra serie A ed Europa League, infatti, il Grifone in 15 gare ha subito ben 24 gol. Tanti, troppi per una squadra che fino a poche settimane fa puntava a riconfermare la straordinaria stagione passata. FASCE IN SOFFERENZA - E' ancora presto per parlare di crisi. In casa rossoblu è addirittura vietato pronunciare quel termine. Sta di fatto che il Genoa visto questa sera non è entrato mai in partita contro un avversario non particolarmente forte e che in Ligue1 è a soli due punti dalla zona retrocessione. Una gara insufficiente che ha visto soffrire gli uomini di Gasperini soprattutto sulle fasce, come era accaduto a Valencia. Un problema di non poco conto se si pensa che proprio dalle corsie laterali scaturiscono le azioni più pericolose di Criscito e compagni. NIENTE CRISI - Apparentemente sereno Gian Piero Gasperini a fine gara. "Usciamo sconfitti contro due grandi squadre. L'Inter sabato, il Lille questa sera. Abbiamo affrontato due formazioni molto veloci e forti, per questo non mi sento di dire che il Genoa è in crisi. Ultimamente sono uscite fuori le individualità. Questo Genoa, invece, deve ritrovare l'azione corale. Il cuore non basta, bisogna giocare tutti insieme per un unico obiettivo". Il tecnico piemontese non teme che disputare una gara ogni tre giorni possa creare problemi. "Sapevamo sin dall'inizio che sarebbe stato così e abbiamo lavorato sempre per essere pronti a questi sforzi. L'unica cosa che dobbiamo fare e tornare a giocare da squadra. Il resto verrà da sé". LILLE - GENOA 3-0 (1-0). Marcatori: pt, 38' Obraniak; st, 19' Vittek, 40' Hazard. Lille (4-3-3): Butelle 6, Vandam 6.5, Rami 6.5, Chedjou 6, Emerson 6, Mavuba 6, Aubameyang 6.5 (Gervinho sv), Balmont 6.5, Obraniak 6.5 (29' st Hazard 6.5), Cabaye 6.5 (35' st Beria 6), Vittek 6.5. (16 Landreau, 29 Dumont, 35 Souquet, 17 Frau). All.: Garcia Genoa (3-4-3): Amelia 5, Esposito 5 (1' st Palladino 5.5), Moretti 5, Bocchetti 5, Rossi 5.5, Milanetto 5.5, Juric 6, Criscito 6 (44' pt Sculli 5.5), Palacio 5, Floccari 5 (17' st Figueroa 5), Mesto 5.5. (73 Scarpi, 40 Tomovic, 15 Sokratis, 21 Zapater). All.: Gasperini. Arbitro: Ceferin (Slovenia) 6. NOTE: Angoli: 2-1 per il Lilla. Recupero: 0 e 3'. Ammoniti: Cabaye, Bocchetti, Mesto, Esposito per gioco scorretto; Palacio, Obraniak per comportamento non regolamentare.
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