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       CAMPIONATO 2007-08                                                      Cronache Partite  |   Tabellini    |   Immagini    |   Giocatori   |   Calendario   |

 

LIVORNO - GENOA                            1 - 1    (1 - 0)

Reti: 15' Tavano, 83' Di Vaio
Livorno: Amelia, Grandoni, Knezevic, Galante, Balleri, Pulzetti, De Vezze, A.Filippini (85' Diamanti), Pasquale, Tristan (74' Bogdani), Tavano. (De Lucia, Pavan, Loviso, E.Filippini, Diamanti, Rossini). Allenatore: Camolese.

Genoa: Rubinho, Bovo (26' Di Vaio), Santos, Criscito, Konko, Milanetto, Paro, Juric, Rossi (51' Sculli), Borriello, Danilo (73' Figueroa). (Scarpi, A.Lucarelli, De Rosa, Fabiano). Allenatore: Gasperini.

Arbitro: Romeo di Verona. Espulso: 75' Santos

Ammoniti: Santos, Balleri, Rossi, Sculli, Galante. Angoli: 11-4 per il Genoa. Spettatori: 9.535

 

     

  

      

 

TUTTOSPORT - Genoa, un punto è poco. I rossoblù giocano meglio, anche in 10, ma a Livorno si salvano solo nel finale. Tavano a segno, poi il rosso a Santos. Di Vaio sigla il pari. Gasperini: «Stiamo crescendo». di Giovanni Tosco. LIVORNO. C’è voluto un tiro di Marco Di Vaio deviato in rete da Knezevic a sette minuti dalla fine per consentire al Genoa di agguantare il Livorno, ma è giusto dire che persino il pareggio sta stret­to alla squadra di Gasperini, come hanno riconosciuto con onestà tanto Spinelli quanto Camolese. Costante è stata la superiorità dei rossoblù, vicini al gol in almeno due circostanze con Borriello nel primo tempo (bravo Amelia) dopo che Ciccio Tavano aveva portato in vantaggio il Livorno con una splendida conclusione sfruttando un altrettanto bell’ invito d’esterno di Tristan. Nella ripresa il predominio è stato assoluto, anche quando il Genoa è rimasto in dieci per l’espulsione di Santos per doppia ammonizione. Malgrado l’inferiorità numerica e quattro punte in campo, i liguri non hanno corso rischi e anzi hanno costruito diverse opportunità fino a meritare l’1-1, il primo pari nei confronti tra i due tecnici cresciuti nei settori giovanili delle torinesi. RIECCO DI VAIO Ha passato gennaio con le valigie pronte, ieri è tornato a gioire. Inserito alla mezz’ora da Gasperini nel 3-4-2-1 visto in questa stagione soltanto a Napoli, Di Vaio è stato pronto ad approfittare di un tentativo di rovesciata non riuscito a Figueroa. «Sì, ma è stata una rete fortunosa perché l’ha deviata Knezevic. Quello di Tavano è stato un gran gol... Però va bene così: volevo segnare una rete importante per me e per il Genoa», spiega la punta, che ha gradito la nuova collocazione tattica. «L’ideale per me è giocare nel ruolo che aveva Lucho col Catania (nel 4-4-2, n.d.r.), però anche in questo modo ho potuto muovermi accanto a Borriello e creargli spazi. L’errore di base, quando sono stato utilizzato nel 3-4-3, è avermi valutato senza considerare che quella non è la posizione di un attaccante: e infatti la ricoprono Rossi o Danilo che sono esterni». Di Vaio si dice contento d’essere rimasto: «Non m’interessava cambiare per cambiare. Io a Genova sto benissimo». E ha due dediche: «Completamente diverse. A mia nonna che è morta la settimana scorsa e a mia moglie che ha compiuto 30 anni». Gasperini era convinto di poter vincere: «Bisogna limare qualcosa ancora per diventare grandi. Però il Genoa sta crescendo. Non era facile recuperare una partita che si è messa subi­to in salita ed era fortemente compromessa quando siamo rimasti in 10...». ELOGI AGLI AVVERSARI E “FRECCIATINA” A CAMOLESE  Spinelli: « Sbagliato non cambiare malgrado loro avessero 4 punte». Spinelli punzecchia Camolese: «Il Genoa ha meritato il pari e forse meritava di vincere. E’ stato un errore non cambiare nulla malgrado loro avessero 4 punte». Il presidente del Livorno si lancia nei pronostici («Genoa-Samp finirà pari perché hanno due tecnici bravissimi»), esclude novità a breve per il passaggio di società e si dice sereno per l’inchiesta sul porto di Genova che lo coinvolge: «Vinco io, vinco io...». Camolese respinge le critiche: «Inserire un difensore sarebbe stato un segnale di paura che io non intendevo dare. Pari giusto: noi poco lucidi nel possesso palla».

 

TUTTOSPORT - PAGELLE LIVORNO Amelia 6.5 Due parate decisive su Borriello. Grandoni 6 Sbroglia diverse situazioni in area. Knezevic 6 Salvataggio importante nel pt, sfortunata la deviazione dell’1-1. Galante 6.5 Prova di grande personalità. Balleri 5.5 Poco propositivo. Ammonito, salterà il recupero col Milan. Pulzetti 6 Prorompente nelle incursioni, cala nel finale. De Vezze 6 Ordinato senza sussulti particolari. Ritarda l’1-1 con una deviazione sulla linea. A. Filippini 5.5 Tanto lavoro ma troppe incertezze. Diamanti (39’ st) ng. Pasquale 5.5 Apprezzabile per un tempo, soffre l’ingresso di Sculli. Tristan 6  Azioni di sponda. Bello l’assist per Tavano. Bogdani (29’ st) ng. Tavano 6.5 Sale a quota 10 tra i marcatori con una rete strappapplausi. All. Camolese 5.5 In vantaggio e con un uomo in più non riesce a conquistare una vittoria che sarebbe stata preziosissima. PAGELLE GENOA Rubinho 6 Incolpevole sul gol, attento nelle altre circostanze. Bovo 5.5 In ritardo su Tristan nell’azione del gol. Di Vaio (27’ pt) 6.5 Determinato, con un pizzico di fortuna ritrova il gol dopo quattro mesi. Santos 6 Piace sulle palle alte ma si “guadagna” un’evitabile espulsione che gli costa il derby. Criscito 6 Quasi sempre tempestivo nelle chiusure. Konko 6 Dinamico, ancorché meno lucido del solito. Paro 6 A corrente alternata. Juric 6 Consueta determinazione. Finisce terzino. Danilo 5.5 Non spinge a sufficienza. Figueroa (27’ st) ng. Rossi 6 Si batte con alterne fortune. Sculli (6’ st) 6.5 Il suo innesto permette al Genoa di chiudere il Livorno nella trequarti. Ammonito, sarà squalificato. Milanetto 5.5 Non sempre trova la posizione. Borriello 6.5 Trasforma ogni palla in un potenziale pericolo. All.: Gasperini 6 Cambia ancora sistema di gioco. Il 3-4-2-1 piace a tratti ma permette al Genoa di avere una netta superiorità. Chiude con quattro attaccanti e un punto più che meritato. ARBITRO Romeo 6.5 Giusta l’espulsione di Santos. LIVORNO - GENOA   1 - 1 Marcatori: pt 16’ Tavano; st 38’ Di Vaio. LIVORNO (3-5-2) Amelia 6.5; Grandoni 6, Knezevic 6, Galante 6.5; Balleri 5.5, Pulzetti 6, De Vezze 6, A. Filippini 5.5 (39’ st Diamanti ng), Pasquale 6; Tristan 6 (29’ st Bogdani ng), Tavano 6.5. A disp.: De Lucia, Pavan, E.Filippini, Loviso, Rossini. ALLENATORE: Camolese 6.ESPULSI: nessuno. AMMONITI: Balleri e Galante per gioco falloso. TIRI TOTALI: 7 TIRI IN PORTA: 3 ANGOLI: 4 FUORIGIOCO: 0 POSSESSO PALLA: 46% GENOA (3-4-2-1) Rubinho 6; Bovo 5.5 (27’ pt Di Vaio 6.5), Santos 6, Criscito 6; Konko 6, Paro 6, Juric 6, Danilo 5.5 (27’ st Fi­gueroa ng); Rossi 6 (6’ st Sculli 6.5), Milanetto 5.5; Borriello 6.5. A disp.: Scarpi, De Rosa, Lucarelli, Fabiano. ALLENATORE: Gasperini 6.ESPULSO: Santos al 30’ st per doppia ammonizione. AMMONITI: Rossi gioco falloso, Sculli proteste. TIRI TOTALI: 5 TIRI IN PORTA: 2 ANGOLI: 11 FUORIGIOCO: 3 POSSESSO PALLA: 54% ARBITRO: Romeo di Verona 6.5. RECUPERO TEMPO: pt 1’, st 2’. SPETTATORI: 9.535 per un incasso di 142.567 euro.

 

IL SECOLO XIX - Un Grifone da inseguimento. Finale a quattro punte e zampata di Di Vaio. di Giovanni Ciolina. Livorno. E' doveroso partire dalla fine: il pari è giusto, se non stretto al Grifone. Questione di cuore, di carattere che non spegne la fiamma dell'ardore anche quando rimani in dieci e riesci a schiacciare l'avversario fino al raggiungimento dell'obiettivo. L'unghiata decisiva arriva da Marco Di Vaio, il giocatore che più di ogni altro in questi mesi ha sofferto, lottato, ingoiato bocconi amari e che nel momento del riscatto non si prende rivincite e dedica la rete (con deviazione di Knezevic) «a due donne che sono molto importanti per me. Mia nonna che è morta la scorsa settimana e mia moglie Malesa che ha compiuto 30 anni». Detto questo la gara con il Livorno di Aldo Spinelli non è certo una coppa di spumante in grado di inebriare d'entusiasmo per le bollicine che ti salgono su per il naso mentre la sorseggi. Anzi a tratti la sfida appare monotona, monocorde, ad una velocità. Al tirar delle somme, però, i rossoblù si presentano davanti ad Amelia in almeno 45 occasioni nitide (con Borriello), mentre i padroni di casa costruiscono tutta la gara sull'unica disattenzione difensiva rossoblù che la "doppia T" livornese (Tristan Tavano) capitalizza al massimo. «Se sei forte le vinci, invece noi abbiamo rischiato di perderla. Per cambiare obiettivi stagionali dobbiamo ancora limare qualcosa» è la considerazione del tecnico Gian Piero Gasperini in chiave Uefa che comunque si avvicina di un punto(4),mentre la retrocessione resta a 10. La sfida dell'Ardenza sembra ricopiare i canovacci dell'andata (Livorno in vantaggio sull'unica palla gol, dopo il rigore sbagliato da Milanetto, e Genoa costretto a inseguire con il cuore in gola) e della sfida di Empoli quando il Grifone fu costretto alla rimonta al termine di una partita difficile. Anche allora si finì con Sculli a fare il difensore, una manciata di attaccanti in campo e il grande cuore del Grifo a innalzarsi. La prima sorpresa arriva al momento delle formazioni. Gasperini manda in tribuna Leon («Era reduce da un infortunio ed è pronto per il derby» dirà il Gasp) e vara un modulo offensivo con il solo Borriello incaricato di fare la guerra e, se possibile segnare, mentre affida a Marco Rossi e Omar Milanetto il compito di supportarlo da dietro. Ed è la prima volta che accade, con risultati non certo esaltanti. Il Grifone tiene in mano il pallino della partita,ma la manovra va spesso per linee laterali e soprattutto senza quella rapidità capace di fruttare superiorità numeriche.Gioca solo, o quasi, il Grifone, ma è prevedibile e soprattutto va ad affrontare una squadra già piazzata.Gli amaranto di casa sono attenti in copertura. Camolese predispone una gabbia Grandoni De Vezze su Milanetto mentre sulla sponda opposta quando Marco Rossi spinge se lo prende in consegna Galante, altrimenti tocca ad Antonio Filippini seguire le orme del capitano rossoblù. Il possesso di palla insistito del Grifone dura un quarto d'ora. La fiammata livornese è di quelle devastanti, anche se rimarrà l'unica dei primi 45'. Esterno destro di Tristan che taglia un pallone meraviglioso per il rapace Tavano che supera Bovo e di destro (anche lui esterno) fa tornare il sorriso ad uno Spinelli che in tribuna fino a quel momento non aveva avuto grandi motivi per essere soddisfatto. Tavano tocca un pallone e lo capitalizza al meglio. Qualcuno di più ne gestisce l'ex “pichichi” (cannoniere della Liga spagnola) Tristan, ma l'unica cosa buona la fa in occasione della rete. Certo che Super Marco nei panni di unica punta rossoblù fa quello che può, che è tantissimo.Knezevic è in grande difficoltà contro il bomber genoano e nei primi 24minuti gli concede tre occasioni. In una, Santos è anticipato, nella seconda nessuno intercetta il cross, nell'ultima Marco tira direttamente in porta, anche perché nelle lande desolate dell'attacco, Borriello è costretto ad andarsi a guadagnare la pagnotta su ogni pallone con il risultato di finire spesso sugli esterni.Sene accorge Gasperini che cambia uomini e modulo. Dal 3421 iniziale si passa al 352 con l'inserimento di DiVaio al posto di Bovo. Konko torna sulla linea difensiva e anche Milanetto arretra. I risultati sono immediati. Borriello (28') calcia di prima su un pallone spiovente e Amelia respinge di piede, mentre cinque minuti dopo è il carattere di Marco DiVaio che recupera una palla persa, a regalare all'azzurro un pallone invitante. Knezevic però è attento. Esi torna al consueto tran tran. La ripresa comincia con un curioso ritardo. Juric entra in campo con la maglia di Danilo e deve attendere la volata negli spogliatoi del team manager Francesco Salucci per recuperare quella giusta. E si può giocare. Cambiando ancora. Esce Rossi, dentro Sculli. Frullato di nomi,ma non di atteggiamento e di tattica. Sulla sponda toscana cresce molto Antonio Filippini che mette in difficoltà il Genoa sulla fascia sinistra, mentre Balleri si radica sulla tre quarti e non attacca mai.Nel finale rincula ancoraper arginare un Grifone a trazione anteriore che più non si può: Borriello, Di Vaio, Figueroa e Sculli che varca la soglia delle 200 presenze nel modo meno felice: ammonito, salterà automaticamente il derby, al pari di Santos cacciato per doppia ammonizione. Ma il Genoa ha un'anima: grande, enorme che proprio nel momento di difficoltà esce fuori.

 

IL SECOLO XIX - Il pagellone. di Giuliano Gnecco. RUBINHO 6 Si fa trovare pronto al 13’ sulla sventola a sorpresa dalla distanza di Tristan, già Pichichi con ilDeportivo La Coruña.Nulla può sul siluro a scendere di Tavano, servito di prima dallo spagnolo. Poi non deve fare molto: il Livorno non riescemai a chiamarlo in causa; deve invece sbrigarsela rinviando di piede su un paio di retropassaggi dei compagni. BOVO 5,5 Si fa sorprendere dallo scambio in velocità TristanTavano che sblocca il risultato: paga l’errore a caro prezzo. Per il resto cerca soprattutto di aiutare in fase di costruzione e possesso palla. PoiGasperini lo sostituisce quando vuole cambiare assetto (27’ PT.DIVAIO7: appena entrato smarca di petto Konko al tiro; il francese si fa però chiudere dalmuro amaranto a protezione diAmelia. Si ripete al 33’ quando ruba palla e offre a Borriello una grande occasione, che termina con la deviazione in angolo.Ainizio ripresa prova anche la botta, fuori di poco. Poi un errato disimpegno di tacco spalanca al Livorno un’autostrada per il contropiede: Santos salva suDe Vezze,ma è l’unico errore. Trova il gol con la complicità di Knezevic, e nel finale fa il centrocampista per aiutare la squadra in inferiorità numerica). SANTOS 7 Al centro è sempre più una sicurezza: non sarà un fulmine di guerrama ci arriva sempre; di testa, poi, sono tutte sue.Ha ilmerito anche dimantenere la calma – e trasmetterla ai compagni – quando il Livorno prova a pungere di rimessa. Forse è in leggero ritardo sulla rete di Tavano,ma cimette una pezza come un lenzuolo sul contropiede amaranto concluso daDe Vezze solo davanti a Rubinho. Per lui però niente derby: paga un cartellino giallo affibbiatogli da Romeo nella ripresa per un fallo a centrocampo. CRISCITO 7 Dalla sua parte gioca soprattutto Tristan, il quale non gli crea troppi grattacapi.Ne approfitta per sostenere l’azione da dietro, come piace aGasperini: spesso è nellametà campo avversaria per offrire sponda e appoggio ai compagni.Quando poi Tavano prova unamagia per sfuggirli e aprirsi una corsia diretta verso Rubinho, non fa una piega e gli porta via palla con una semplicità e una scelta di tempo disarmante. Perfetto anche inmezzo al campo con ilGrifone in inferiorità numerica. KONKO 6,5 Parte esterno di centrocampo, con l’uscita di Bovo scala inmarcatura principalmente su Tavano. Inizialmente duetta spesso con Rossi, con il quale gioca di sovrapposizioni per cercare il fondo. Poi sta ovviamente più attento alla fase di copertura.Nel finale fa pure ilmarcatore centrale, quando bisogna improvvisare per recuperare con l’uomo in meno. E prova anche la sorte nei sedici metri avversari. PARO 6 Lavoro oscuro, a fare legna, per quasi tutto il primo tempo. Poi cresce anche come qualità e in fase di rifinitura. Come in altre circostante la contemporanea presenza in campo diMilanetto gli toglie unminimo di brillantezza, però ha tanta sostanza e quando alla fine c’è da stringere i denti, lui si batte con ardore. JURIC 6,5 Finisce che l’uomo d’ordine lo fa lui che dovrebbe essere un giocatore di quantità. Invece il croato conferma di avere anche visione di gioco e lucidità, sebbene la netta superiorità territoriale delGrifone sia eccessivamente sterile.Generosissimo, nella ruota in continuomovimento a seconda dell’andamento della partita, finisce a fare anche l’esterno e il laterale sinistro nella difesa a quattro. DANILO 6 Su e già per la fascia decine e decine di volte; Balleri lamette anche sulla ruvidezza, però il brasiliano è sempre più completo in entrambe le fasi.Glimanca però la brillantezza nell’ultimo passaggio(27’ ST FIGUEROA NG: tanto movimento da rapace per cercare il tocco giusto – o la sponda – in area). ROSSI 6,5 Il jolly si cimenta in un nuovo ruolo: trequartista. Dura 27’, poi le esigenze tattiche lo fanno arretrare nella posizione più naturale di esterno di centrocampo: Pasquale èmolto cresciuto rispetto alla breve parentesi rossoblù, tuttavia glimette lamuseruola e guida la riscossa. Preziosi i tagli difensivi (6’ ST SCULLI 6: ci prova di testa, maDe Vezze salva sulla linea. Per troppa foga e generosità, finisce per guastare la duecentesima presenza da professionista guadagnandosi una ammonizione pesante: quella che gli farà saltare il derby. Fa l’uomo ovunque). MILANETTO 6 Gioca da trequartista come a Napoli; stavolta non in posizione centrale per tenere basso Gargano, ma spostato sul centrosinistra perché fra le linee, sul fronte opposto, c’è pure Rossi. Ruolo inedito per Hannibal. L’esperimento dura mezz’ora scarsa, poi torna a fare il fantasista vero nel 3412 che Gasperini ridisegna dopo lo svantaggio prima di retrocedere ancora in cabina di regia dove dà il meglio: anche con l’uomo addosso trova ilmodo di servire il compagno meglio piazzato. BORRIELLO 7 Inizia che sembra scarico, forse anche perché frenato dall’infortunio che hamesso in forse il suo esordio inNazionale. Poi accelera, e inizia a fare la consueta guerra solitaria con i centrali avversari.Al 23’, su invito diMilanetto, il suo diagonale – pressato – esce di poco a lato. E al 28’ è invece bravoAmelia a respingere di piede la sua botta. È bravissimo a girarsi anche con l’uomo addosso,ma poi trova un portiere che abbassa la saracinesca. Però nonmollamai, e con l’ingresso di Figueroa si defila a sinistra. LIVORNO Amelia 7; Grandoni 6, Knezevic 6,Galante 6; Balleri 6, Pulzetti 5,5,De Vezze 6,A. Filippini 6,5 (29’ stDiamanti ng), Pasquale 6; Tristan 5,5 (29’ st Bogdani ng), Tavano 6. ARBITRO ROMEO DI VERONA 5: al 16’, a 10 appena incassato,Milanetto chiede il rigore per un mani di De Vezze sulla sua punizione dal limite,ma si prosegue. Poi espelle Santos per un fallo che neppure ha commesso su Bogdani. Nonostante il nome romantico, dimostra di avere difficoltà a gestire le situazioni più difficili pur in una gara sostanzialmente corretta.

IL SECOLO XIX - Gasperini: «Un errore costa caro» «GARA IN SALITA,RIMEDIATA BENE» ORA IL DERBY, QUASI TUTTI PRONTI. di Giuliano Gnecco. LIVORNO. Alla fine il dubbio resta: due punti persi o uno guadagnato? Perché contro il Livorno il Genoa ha in pratica giocato a una porta soltanto, eppure ha acciuffato il pareggio solo nel finale, e con un uomo in meno. È una gara che ricorda un po' quella dell'andata: il Grifone ha pagato a caro prezzo un errore che avrebbe potuto costare un prezzo carissimo, e poi è invece riuscito a raddrizzare la baracca. «Peccato per la disattenzione sul gol mastica amaro Gian Piero Gasperini Volevamo subito presentarci con personalità, ci eravamo anche riusciti. Abbiamo creato occasioni importanti,ma quella rete ci ha messo la partita in salita. C'era la sensazione di poter fare bene,ma nel finale, in dieci e con quattro attaccanti, sembrava ormai tutto compromesso. Invece siamo stati bravi a non perdere l'equilibrio». Ha un po' stupito la disposizione tattica iniziale, anche se si tratta di una conferma della duttilità di questa squadra: «Anche a Napoli avevamo giocato così, con Leon al posto di Rossi, e anche allora era andata bene. Speravamo di partire così per poi inserire un attaccante fresco, ma il gol di Tavano ha un po' cambiato i piani». Osserva Omar Milanetto: «La rete di Tavano è stata strepitosa, però abbiamo recuperato bene; credo che il pareggio sia meritato. Abbiamo provato in settimana questo modulo con un centrocampista in più: io, e a turno Juric e Paro, dovevamo dare supporto a Borriello. Abbiamo dimostrato di saper cambiare in corsa». Sciogliamo il dubbio: due punti persi? Forse,ma anche così si è accorciata la distanza dalla zona Uefa: ora l'Udinese è a "soli" quattro punti.Gasperini frena: «Non è il momento di fare certi discorsi. Siamo venuti per fare la nostra partita: se sei forte queste gare le vinci, invece abbiamo rischiato di perderla. Evidentemente dobbiamo limare ancora qualcosa. È stata una partita che ha ricordato quella di Reggio Calabria: domini ma non vinci. Però la squadra cresce: c'è lo spirito giusto, c'è equilibrio. Non era facile nel finale con quattro punte e un uomo in meno. Siamo una squadra solida e compatta». Ora c'è un altro esame da superare: «Il derby è la partita più importante dell'anno osserva Milanetto Ci prepareremo nel migliore dei modi. Avremo due squalificati: oggi ci sono state troppe ammonizioni in una partita corretta. Però tutti hanno voglia di giocare questa partità: chiunque giocherà farà il bene del Genoa». Aggiunge Gasperini: «Toccando ferro, a parte gli squalificati avremo tutti a disposizione. Anche Wilson da questa settimana dovrebbe allenarsi in gruppo. Leon è rimasto fuori perché era reduce da infortunio, però per domenica sarà disponibile. Anche questo è merito dei giocatori: se non abbiamo infortuni è merito loro e dello staff». Il Genoa, fatalmente, sarà costretto a cambiare a causa delle decisioni del giudice sportivo. Il modulo? Ad assetto variabile, con preferenza per il 343. Nel senso che anche la Samp gioca con il 352 come il Livorno, ma le scelte di Mazzarri, come uomini e schemi, potrebbero influenzare quelle di Gasperini. Anche se il Grifone cerca sempre di imporre il proprio gioco e la classifica gli consente di giocarsi le carte senza troppi patemi. In partenza potrebbe essere riproposto il 3421 dell'Ardenza, modificabile in corso d'opera a seconda delle situazioni.

 

IL SECOLO XIX - Una gioia dopo mesi di panchina e tribuna. Gol un po' sporco («C'è stata la deviazione») ma importante per il morale. Dedica alla moglie e alla nonna appena scomparsa. Livorno. Sembra distante anni luce l'immagine di Marco Di Vaio in attesa all'aeroporto a Genova con moglie e figlioletta Sofia per tornare a casa dopo aver svolto l'allenamento in solitaria a Pegli, mentre la squadra era già nella Capitale a preparare la gara con la Lazio. Gli occhietti del bomber romano sono tornati a brillare come una volta: vispi, furbetti «perché sono contento di essere rimasto in questa squadra, di essere preso in considerazione dal mister, di far parte di questo gruppo». In poche parole di essere tornato a vivere. Il calcio per Marco Di Vaio è molto e figurarsi ora che al ritorno in campo è riuscito ad abbinare il gol («meritatissimo»), il secondo della stagione dopo quello messo a segno al Cagliari alla settima di campionato. Da allora, molta panchina, qualche presenza a gara inoltrata e poi tanta tribuna. Quattro mesi di astinenza sono tanti, troppi per un attaccante «e per questa ragione vedere la palla in rete è stata una sensazione bellissima. Era tanto che non la provavo». Il bomber non vuole prendersi neanche tutti i meriti, ammettendo «la deviazione di Knezevic sul tiro», ma quella palla che gonfia la rete e riacciuffa un risultato ormai insperato dopo l'espulsione di Santos, ha tutta l'immagine di una liberazione. Una stoccata che merita la corsa sotto lo spicchio di popolo rossoblù arrivato a Livorno che lo ha incoraggiato con un coro: «segna per noi Marco Di Vaio». «Mi ha fatto molto piacere la settimana scorsa sentire l'appoggio del pubblico dopo mesi che non giocavo» confida Di Vaio che ora pur «mettendosi a disposizione del tecnico» si propone come uno degli uomini derby: «È una gara che fa storia a sé. Rispetto alla gara d'andata stiamo meglio a livello psicologico e mi aspetto una grande gara». Indipendentemente dal fato che sia o meno della partita. La sua vittoria l'ha già conquistata a Livorno. Il gol che regala il pareggio non deve essere Â? e non sarà certo Â? un punto d'arrivo della stagione, ma una svolta sicuramente la rappresenta «perché la fiducia dell'allenatore Gasperini e il fatto di sentirmi importante dopo mesi di assenza sono aspetti determinanti». Anche in chiave squadra. Un Di Vaio in queste condizioni sicuramente è un'arma in più anche per il tecnico Gian Piero Gasperini che conta su un attaccante ritrovato che se inserito nel suo ruolo di seconda punta può fare bene. Nel momento del trionfo Di Vaio non si autodedica il gol come farebbe forse la maggior parte degli atleti che si sono ritrovati a destreggiarsi in un tunnel buio, pieno zeppo di insidie e del quale non si riusciva a trovare uscita. Lui pensa invece a due donne importanti: «Alla nonna scomparsa qualche tempo fa». e a Malesa, ex "schedina" di Quelli che il calcio, oggi moglie comprensiva e madre affettuosa. Di Vaio è uomo di calcio, ma per lui la famiglia ha un ruolo determinante anche per la carriera al punto da considerare Malesa «molto importante per me». Secondo gettone di presenza dopo il mercato (14 quelli totali), seconda rete stagionale, ma anche gli elogi alla squadra «che ha meritato il punto e soprattutto ha lottato con il cuore». «Abbiamo giocato una buona gara sotto il profilo del contenimento - aggiunge Di Vaio - contro un Livorno che ci aspettavamo un po' più aggressivo e che invece ha cercato di addormentare la gara. Da parte nostra non abbiamo concesso niente oltre il gol di Tavano. Siamo stati bravi a reagire, dimostrando di essere in possesso di una condizione fisica invidiabile».

 

IL SECOLO XIX - «E ora battiamola samp». di Luca Pacini. Livorno. Si respira già aria di derby in casa Genoa. Sarà merito del prezioso pareggio agguantato in extremis a Livorno, ma i giocatori rossoblu sono apparsi molto fiduciosi e concentrati sul prossimo obiettivo, la Samp. Criscito ha idee chiarissime: «Questo pareggio, il modo in cui lo abbiamo raggiunto, ci permette di arrivare al derby con lo spirito giusto. A Livorno abbiamo conquistato un punto prezioso, un altro passo importante verso la salvezza. Adesso, però, ci attende una gara che non è come le altre: il derby è un incontro di grande fascino, una partita che ha una storia a parte e in cui non valgono i pronostici di alcun genere: sono certo che ce la giocheremo alla pari. Cosa mi aspetto dal derby? Una vittoria. Avremo assenze importanti (saranno squalificati Santos e Sculli, ndr), ma con lo spirito messo in mostra contro il Livorno e con maggiore attenzione possiamo farcela. Contro il Livorno abbiamo sbagliato la chiusura difensiva su Tavano e lui è riuscito a segnare veramente un gran gol. Però la reazione si è vista e siamo stati bravi a portare a casa un pareggio più che meritato. Sono molto contento per il gol di Di Vaio: Marco sta lavorando molto bene, è un grande professionista e si allena con grande voglia». Anche l'analisi della partita da parte di Juric è improntata all'ottimismo: «Credo che il Genoa abbia iniziato benissimo. Nell'azione del gol subito, però, abbiamo commesso un errore e questo ci ha complicato le cose. Però siamo stati bravi a non mollare. Nel secondo tempo abbiamo giocato con grande coraggio. Anche quando siamo rimasti in dieci il nostro atteggiamento non è cambiato e credo che il pareggio sia meritatissimo. Adesso possiamo preparare il derby con tranquillità, anche perché rispetto all'andata ci presenteremo in condizioni mentali migliori». La rimonta con l'uomo in meno ha soddisfatto anche Danilo: «La squadra ha dimostrato di saper reagire alle avversità».

 

LA REPUBBLICA - Grinta e fortuna, formula Genoa Gasperini: "Equilibri rispettati". Meritato pareggio dei rossoblù a Livorno con il tecnico che ha voluto sperimentare vari schemi di centrocampo in vista del derby. di gessi Adamoli. LIVORNO - «Il mio gol? Fortunoso. I gol belli sono altri, per esempio quello di Tavano». Marco Di Vaio segna la rete che regala al Genoa il pareggio quando ormai mancano solo sette minuti al novantesimo e la squadra rossoblù è in dieci per l´espulsione di Santos (doppia ammonizione), ma nelle dichiarazioni del dopo partita eccede nella modestia: «Ho calciato, Knezevic ha allungato il piede per cercare di respingere ma la palla gli è picchiata sotto la suola ed è schizzata in rete». Non è però il caso di scomodare il fattore c. per spiegare un pareggio sul quale ormai pochi tra i 2000 fedelissimi al seguito speravano ancora. L´uno a uno è il risultato più giusto, lo ammette perfino il presidente Spinelli. «Anzi - dice - forse a meritare qualcosa in più è stato proprio il Genoa che gioca un ottimo calcio. Bisogna dare atto a Gasperini di essere un eccellente allenatore, come lo è anche Mazzarri. E quella di domenica nel derby sarà allora una grande sfida, io prevedo che finisca in pareggio». Gasperini ha fatto di questa partita di Livorno proprio un test in vista della stracittadina di domenica prossima. Perché il Livorno gioca il 3-5-2 ovvero lo stesso modulo della Sampdoria. «Ho voluto - rivela il tecnico rossoblù - inserire un centrocampista in più per non essere in inferiorità numerica nella zona nevralgica del campo e avere il controllo della gara». Ha così abbandonato il 4-4-2 della partita con il Catania, ma non sarebbe corretto sostenere che è tornato al 3-4-3. Il Genoa è infatti andato in campo con un anomalo 3-4-2-1 perché la posizione di Danilo è sulla linea dei centrocampisti mentre a giocare più avanzato è Milanetto. Proprio come aveva fatto nella partita di Napoli (altra squadra che adotta il 3-5-2), quando era stato il vertice avanzato di un rombo di centrocampo con lo scopo di sfruttare la sua tecnica per l´ultimo passaggio, ma anche per andare a disturbare il play maker avversario (e in chiave derby potrebbe essere una soluzione anti Palombo). Milanetto si è sistemato sul centro-sinistra, sulla stessa linea di Rossi che ha operato sul centro-destra. «Ho giocato più avanzato rispetto al solito - spiega il diretto interessato - Io e Rossi avevamo il compito di supportare Borriello, E quando mi abbassavo io, toccava a Paro o a Juric sfruttare lo spazio per inserirsi». Tutto perfetto, ma solo nella teoria. Perché nella pratica i due improvvisati trequartisti non riescono però a dare a Borriello il sostegno necessario, anche perché, nel caso di Milanetto, il passo non è certo quello richiesto per operare alle spalle delle punte. Così appena il Livorno passa in vantaggio (15´) inizia a scaldarsi Di Vaio. Splendido il gol di Tavano: controbalzo all´incrocio dei pali dopo una bella sponda di Tristan (l´unica giocata decente dello spagnolo). Ma non è immune da colpe la retroguardia rossoblù: Santos e Bovo marcano troppo da lontano Tristan e Tavano. La sostituzione avviene al 26´, ma dal punto di vista tattico non cambia nulla. A uscire è Bovo; di fatto Di Vaio prende il posto di Rossi che scivola all´indietro andando ad occupare la zona di Konko che a sua volta arretra di una posizione e si sistema sulla linea dei difensori per l´appunto al posto di Bovo. È il primo di tutta una serie di cambi non solo di uomini ma anche di sistemazione in campo. Il secondo aggiustamento in corsa arriva dopo 7´ della ripresa: fuori Rossi e dentro Sculli che però non va a fare l´attaccante ma si sistema a destra sulla linea dei centrocampisti, proprio dove agiva il compagno che ha sostituito. Al 23´ però il Genoa abbandona il 3-4-2-1 e torna al tradizionale 3-4-3: Borriello centrale e Sculli e Di Vaio attaccanti esterni. Nuovo tourbillon dopo soli 5´ quando entra anche Figueroa, ma il Genoa non ha nemmeno il tempo di assestarsi che resta in 10. Santos, già ammonito, con una spallata a centrocampo abbatte Bogdani e Romeo, fiscalissimo, estrae il secondo giallo. «In 10 - commenta con orgoglio Gasperini - e con tanti attaccanti in campo siamo stati bravi a tenere gli equilibri». E certamente non è invece stato altrettanto efficace il Livorno che non ha saputo sfruttare la superiorità numerica contro un avversario sbilanciato in avanti. Così non solo non ha imbastito nemmeno un contropiede, ma ha finito per ingolfarsi nella propria area di rigore. In una mischia gigante è arrivata la zampata di Di Vaio.

LA REPUBBLICA - Il nuovo Di Vaio "Non pensatemi più come attaccante". LIVORNO - È Marco Di Vaio l´uomo della provvidenza. Proprio come in una favola a lieto fine è lui, rimasto un mese e mezzo nel limbo, a segnare il gol del pareggio. «Era stato importassimo - confida - sentire l´affetto dei tifosi quando mi stavo scaldando per entrare in campo contro il Catania. In quel momento ho avuto la certezza che avevo fatto bene a non andare via dal Genoa. Questa per me continuava ad essere la soluzione migliore, tutte quelle che mi erano state proposte non erano all´altezza di una grande piazza come questa». Chiarisce anche alcuni aspetti tattici su come veniva utilizzato in passato. «L´errore di fondo - spiega - è essere stato giudicato come attaccante anche se in realtà non lo facevo. Nel 3-4-3 li chiamano attaccanti, in realtà sono esterni. Io faccio quello che mi chiede l´allenatore ed è chiaro che se davanti hai Oddo hai poche possibilità di proporti in fase offensiva. Il problema, però, è che da me la gente come attaccante si aspetta i gol». È rimasto e, di comune accordo con Gasperini, ha rivisto la sua posizione in campo: «Ora il mio compito è stare vicino a Borriello, posso così sfruttare le mie caratteristiche e giocare faccia alla porta mi viene più naturale».

 

LA REPUBBLICA - Risultato giusto al Picchi: 1-1. Il fantasista livornese segna il suo decimo gol. Ma liguri ci hanno creduto sino al '90. Livorno e Genoa, un punto a testa a super Tavano risponde Di Vaio. Livorno - Finisce in parità Livorno-Genoa, nel confronto tra il presente e il passato del presidente Aldo Spinelli. Risultato tutto sommato giusto, che premia la grinta dei liguri, bravi ad acciuffare il pareggio in inferiorità numerica contro un buon Livorno che però non ha avuto il merito di cercare con la necessaria convinzione il raddoppio, una volta andato in vantaggio. Consueto 3-5-2 per Camolese, con il duo Tristan-Tavano in avanti. Gasperini risponde con un 3-4-3 in cui Borriello è assistito da Rossi e Danilo. Dopo un avvio sostanzialmente equilibrato, al quarto d'ora il Livorno va in vantaggio. Azione veloce degli amaranto, Tristan serve di prima Tavano, che in area tira fuori dal cilindro un esterno destro al volo che non lascia scampo a Rubinho: palla nel sette opposto e 1-0 per i padroni di casa. Per Tavano è il decimo gol stagionale. La reazione del Genoa si materializza al 23', con un sinistro di Borriello che esce di pochissimo ad Amelia battuto. Passano 5 minuti e ancora Borriello si rende pericoloso, stavolta la conclusione è precisa, ma Amelia sventa la minaccia. Il Genoa attacca, e Gasperini al 29' dà ancora più spinta offensiva alla sua squadra con l'inserimento di Di Vaio al posto di Bovo. Nel secondo tempo ancora Genoa in avanti, ma il Livorno al 6' in contropiede va vicino al gol con Tavano, provvidenziale nell'occasione il recupero di Santos. Nuova mossa tattica di Gasperini, che al 7' inserisce Sculli per Rossi, ma i liguri faticano a costruire gioco, e si rendono molto meno pericolosi rispetto al primo tempo. Ci prova il solito Borriello al 22', ma la sua conclusione dal limite dell'area è troppo centrale e Amelia para senza problemi. Gasperini al 27' gioca anche la carta Figueroa, al posto di Danilo, e con quattro punte di ruolo in campo alla ricerca del pareggio. I piani dei rossoblù si complicano però al 30', quando Santos rimedia il secondo cartellino giallo e lascia il Genoa in 10. Quattro minuti dopo gli ospiti battono una punizione a due in area (retropassaggio bloccato con le mani da Amelia), ma la conclusione di Di Vaio viene respinta. Al 38' l'ex attaccante di Juventus e Valencia pareggia, con un tiro deviato da Knezevic sugli sviluppi di una mischia. Camolese reagisce inserendo Diamanti per Antonio Filippini, ma è troppo tardi, il Genoa in dieci resiste al forcing finale amaranto e porta a casa un pareggio che dà morale in vista del derby contro la Samp, mentre il Livorno è atteso da una doppia trasferta a San Siro contro Milan e Inter.

LA REPUBBLICA - Borriello inesauribile Milanetto non punge Paro fa il geometra. Rubinho 6: gol imparabile, per il resto ordinaria amministrazione. Bovo sv: sostituito prima di entrare in partita. Dal 26´ pt. Di Vaio 6.5: subito un assist per Borriello, poi il pareggio in collaborazione con Knezevic. Santos 5,5: di testa è un martello, ma lascia troppo spazio a Tristan nella sponda per Tavano e poi rimedia il secondo giallo. Criscito 6: cerca sempre di giocare la palla, quando nel finale non lo fa, Gasperini lo redarguisce. Konko 6: prima centrocampista, poi difensore ma non è arrembante come al solito. Paro 6: si rimbocca le maniche ma senza grandi intuizioni. Juric 6: grande impegno. Danilo 5,5: troppi cross dalla trequarti, non guadagna mai il fondo. Dal 28´ st Figueroa sv. Rossi 6: Si intuisce che potrebbe dare di più ma fatica a ritrovarsi. Dal 7´ st Sculli 6,5: ha la grinta giusta. Anzi, forse eccede. Milanetto 5,5: da trequartista fatica a trovare la posizione. Borriello 6,5: per troppo tempo solo contro tre avversari.

LA REPUBBLICA - PROVA DI CARATTERE. di Franco Rotella. Una prova di carattere. Il Genoa ha dimostrato anche a Livorno che non si può mai dire mai, nel calcio può capitare tutto ed il contrario di tutto. Ha subito il gol di Tavano nel suo momento migliore, ma non si è perso d´animo. Gasperini ha cambiato la squadra inserendo tutti gli attaccanti a sua disposizione e proprio uno di questi, Marco Di Vaio, ha firmato il pareggio. Ridotto in dieci per l´espulsione di Santos, decisamente fiscale ed esagerata la decisione arbitrale, il Genoa sembrava destinato alla sconfitta, ma con un ultimo colpo di coda è riuscito a tornare a casa contento e ad affrontare il derby in condizioni di classifica e di spirito ideali. Dopo la preoccupante sconfitta interna con il Siena, ha perso, infatti, solo con il Milan nelle ultime sette uscite, a confermare una soddisfacente continuità di risultati. Può ora regalare una grande gioia ai propri tifosi in una stracittadina che si presenta spettacolare e molto equilibrata; la speranza è che queste ottime premesse si tramutino in realtà.

 

     

 

 

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