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CAMPIONATO 2009-10 HOME >> |
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LIVORNO - GENOA 2 - 1 (1 - 0) Reti: 21' Lucarelli, 64' Criscito, 93' Pulzetti.
LIVORNO:
De Lucia, Diniz, Knezevic, Miglionico (31' Galante poi 86' Perticone),
Filippini, Moro, Mozart (70' Vitale), Bergvold, Candreva, Pulzetti, Lucarelli.
(Benussi, Marchini,
Danilevicius, Cellerino). Allenatore: Cosmi. Arbitro: Rizzoli di Bologna. Ammoniti: Bergvolt, Galante, Lucarelli, Criscito, Mesto. Angoli: 3-1 per il Livorno. Spettatori: 11.153.
TUTTOSPORT
- GENOA, LA PAURA FA 99.
Il bomber del Livorno segna poi “libera” Pulzetti al 93’. Lucarelli «Il mio
numero era vincente: pure a Londra...». di Sergio Baldini. LIVORNO. La vittoria
del Livorno si concretizza al 48’ della ripresa, con il colpo di testa di
Pulzetti, ma stando a uno dei suoi artefici aveva iniziato a prendere forma
qualche giorno fa a Londra: «Ero andato là a trovare un mio amico e in giro non
ho fatto che vedere il numero 99. E io - racconta Cristiano Lucarelli - quando
vedo in giro il 99, poi segno. Ora però non mettetemi i cartelli sotto casa,
dev’essere casuale ». Cabala o no, il bomber del Livorno non solo ha segnato
sbloccando il risultato, ma ha messo in difficoltà la difesa del Genoa,
trascinando i suoi compagni da leader ritrovato. LIVORNO PADRONE All’Armando
Picchi è il Genoa a prendere l’iniziativa e Crespo prima calcia alto in
diagonale, poi non riesce per un soffio a intervenire di testa su un cross di
Palacio. Il Livorno però è messo bene in campo e per contrastare gli amaranto
Gasperini rinuncia ben presto al 3-4-3 abituale: abbassa Criscito in difesa e
sposta Modesto (partito al centro) sulla sinistra a centrocampo, mentre sulla
destra Biava si allarga a fare il terzino, Rossi si accentra a fianco di Zapater
e Mesto retrocede al suo posto. Le contromosse però non funzionano granché e il
Livorno prende in mano la gara: grazie a un Moro perfetto nel recuperare palla e
nel rilanciare l’azione e a un Candreva che, sotto gli occhi del ct Lippi,
mette in crisi la difesa rossoblù. Proprio lui, lanciato da Moro, al 20’ va sul
fondo e crossa basso: Lucarelli anticipa Moretti e gira in rete con un
bellissimo destro di prima. Il gol galvanizza il Livorno che cresce ancora e a
poco serve l’ingresso di Sculli per Modesto al 26’: la reazione genoana si
esaurisce in uno spunto di Palacio, fermato da Miglionico che si infortuna. Il
grande protagonista resta Candreva, che prima lancia Pulzetti costringendo
Amelia all’uscita bassa, poi innesca ancora il destro di Lucarelli che calcia
fuori di poco. GUIZZO FINALE Due sinistri di Palacio, uno parato da Amelia nel
recupero del primo tempo e uno alto in avvio del secondo, sembrano segnali di
una ripresa del Genoa, ma è ancora il Livorno a sfiorare il raddoppio: con un
piatto destro ravvicinato di Diniz su cross di Candreva al 7’, respinto da
Amelia, e con un lancio di Pulzetti per Lucarelli, atterrato in area al 9’ da
Bocchetti, il cui intervento è giudicato regolare da Rizzoli. Nel frattempo però
Gasperini ha giocato la carta Palladino, che si rivela azzeccata: sfruttando
anche il calo fisico amaranto, il fantasista imperversa e al 18’ mette in mezzo
da destra un pallone respinto dalla difesa, ma ribadito in rete da Criscito. Il
Livorno pareggia un minuto dopo con un sinistro al volo di Pulzetti su assist di
testa di Lucarelli, ma Rizzoli annulla per fuorigioco del centravanti, che pare
in posizione regolare. Ora però è il Genoa a controllare la partita e per un
quarto d’ora il raddoppio sembra nell’aria. Il Livorno resiste e nel recupero
trova il guizzo vincente: Moro va al cross da destra e i difensori del Genoa si
preoccupano di Lucarelli, lasciando Pulzetti libero di firmare di testa la
terza vittoria, in cinque partite, dell’era Cosmi. LIVORNO-GENOA 2-1 MARCATORI:
pt 21’ Lucarelli; st 18’ Criscito, 48’ Pulzetti LIVORNO (3-4-2-1): De Lucia 6;
Diniz 6.5, Knezevic 6, Miglionico 6.5 (31’ pt Galante 6, 41’ st Perticone ng);
Filippini 6.5, Moro 7.5, Mozart 6.5 (25’ st Vitale 5), Bergvold 6; Candreva 7,
Pulzetti 7; Lucarelli 7.5. A disp. Benussi, Marchini, Danilevicius, Cellerino.
All. Cosmi 7.5 GENOA (4-4-1-1): Amelia 6; Biava 6, Moretti 5.5, Bocchetti 5.5,
Criscito 6; Mesto 5.5, Rossi 6, Zapater 6, Modesto 5 (26’ pt Sculli 6); Palacio
6 (6’ st Palladino 7); Crespo 5 (23’ st Floccari 5.5). A disp. Scarpi, Tomovic,
Terigi, Fatic. All. Gasperini 5.5 ARBITRO: Rizzoli di Bologna 5 NOTE: 3.726
spettatori per un incasso di 54.485 euro. Ammoniti: Criscito e Galante per gioco
scorretto, Mesto per simulazione, Lucarelli per proteste. Recupero tempo: pt 2’;
st 4’ STATISTICHE LIVORNO: tiri 11, tiri in porta 3, angoli 3, fuorigioco 5,
possesso palla 47,4% STATISTICHE GENOA: tiri 10, tiri in porta 4, angoli 1,
fuorigioco 1, possesso palla 52,6%
IL SECOLO XIX - Il Grifone pasticcia Livorno non perdona. di Mauro Casaccia. PULZETTI SORPRENDE LA DIFESA: GOL BEFFA AL 48’. Livorno. Il calcio visto da sinistra, a Livorno vien quasi facile. E catenaccio-contropiede contro calcio totale, che all'Ardenza s'è trasformato spesso in confusione anziché in imprevedibilità. Livorno più proletario per passare, con Lucarelli, bolscevico nel pallone. Genoa invece rivoluzionario perché sa cambiare, nel corso della gara, disposizione tattica, senza mai smettere di dare battaglia. Fino al pareggio di Criscito. Neanche a dirlo, di sinistro. Ma non basta, perché i toscani fanno resistenza di fronte alla spinta rossoblù e, all'ultimo sussulto, al 93', catturano la vittoria con Pulzetti, pronto a schiacciare di testa a pochi passi da Amelia. Il Grifone si avvicina al derby con passo falso. E sabato, inoltre, mancherà Mesto squalificato. Genoa d'avvio con quattro mancini: Moretti e Bocchetti, più Criscito e Modesto, nel 4-3-3 mescolato con 3-4-3 e pure 4-4-2, grazie al pendolo di Mesto a destra. Modulo non fisso, fluido al massimo. Gasperini cerca di non dare riferimenti e in mezzo l'unico stabile è Zapater, in posizione da metodista davanti alla difesa. Il problema è che, ieri, a lungo è mancata lucidità per rendere proficua la girandola rossoblù. L'assenza di un geometra come Milanetto s'é fatta sentire. Dal canto suo, Cosmi aveva annunciato di voler copiare il Grifone per modalità offensiva e cerca di liberare Pulzetti all'altezza di Candreva, dietro a Lucarelli, in quello che s'avvicina a un 3-4-2-1. Rossoblù con maglie dal sapore argentino, davanti Gasperini s'affida in principio a Crespo-Palacio. Spesso, un due contro due, con Diniz che va sul numero 8 e Knezevic sul 9 rossoblù. I due sudamericani costruiscono le prime opportunità della gara: al 3' da mischia esce Palacio grazie alla spaccata di Zapater, servizio per Crespo il cui destro va alto; sei minuti dopo ancora Palacio da sinistra, dove in dribbling ha facile ragione di Filippini, cross tagliato col destro, Crespo va in tuffo ma non riesce a deviare la sfera davanti a De Lucia. Al 13', sempre La Joya che riparte in allungo, centralmente, uno sguardo a Crespo che s'allarga a sinistra, spazio chiuso e dunque tentativo dalla distanza, fuori. Il tourbillon prevede pure che Biava, da esterno basso a destra, si trovi spesso all'ala. Mentre Modesto, come già capitato in uscite recenti, ha compiti ibridi tra la mediana e la fascia sinistra. L'orchestra, tuttavia, ha delle stonature e al 27', poco dopo lo svantaggio, Gasperini cambia il numero 21 con Sculli. Disposizione prevalente diventa il 4-2-3-1: più solidità in mezzo, ma offensiva ancora troppe volte poco precisa e retroguardia spesso in sofferenza.A difesa avversaria schierata, i toscani faticano nella costruzione della manovra. Invece in ripartenza rapida sono pericolosi. Avvisaglia al 19', azione da portiere a portiere: De Lucia calcia lungo per lo scatto di Pulzetti, Rossi chiude con palla che sfiora il braccio e offre il retropassaggio ad Amelia al limite dell'area, rinvio errato e incubi da Stankovic, ma Lucarelli sbaglia a sua volta. Non è il mestiere del 99, uno che il calcio lo vede da sinistra non per piede ma per idee. Il lavoro suo è essere rapace negli ultimi metri, anche se il traversone arriva da destra. Minuto 21: Candreva scappa a Bocchetti, vincendo il duello azzurro, e offre l'assist al centro per Lucarelli, Moretti bruciato, destro girato alle spalle di Amelia e vantaggio amaranto. Reazione con penetrazione centrale di Mesto alla mezz'ora, suggerimento per Palacio che però, disturbato, strozza la conclusione. Miglionico si fa male, dentro l'immortale Galante nel Livorno. E quello toscano diventa modulo senza numeri, semplicemente catenaccio e contropiede. Difficile penetrare. Palacio riesce allo scadere di prima frazione, il sinistro è facile preda di De Lucia. Quando si riparte è ancora Trenza, però ancora De Lucia non rabbrividisce: un dribbling di troppo su Galante e tiro mancino che fugge sopra la traversa. Lì finisce, al 5' st, la partita dell'argentino: dentro Palladino, altro nobile del tocco di palla. E' tuttavia il Livorno a sfiorare il raddoppio, da corner sbuca Diniz a botta sicura, Amelia fa il prodigio e respinge. Confusione sì, ma pure cuore Genoa. E così, rabbiosamente, arriva il pareggio: azione incasinata a destra al 18', Palladino non passa col dribbling però recupera palla, ripersa, subentra Rossi, Zapater mette ordine e allarga nuovamente per "Palla", cross teso, Sculli lascia a Criscito che piazza il sinistro e fa 1-1. Subito dopo, gran gol di Pulzetti al volo, annullato per fuorigioco dubbio di Lucarelli, autore della sponda. Gasperini completa la trasformazione dell'attacco, al 23', con Floccari al posto di Crespo. Il Grifone prova a spingere, Mesto cade in area e becca il cartellino per simulazione che gli farà saltare la Sampdoria. Palladino conferma d'essere l'uomo in più, chiede il pallone, prova la giocata. Il 10 va in serpentina e prende punizione dal limite, il muro livornese respinge i colpi della sinistra rossoblù, Bocchetti e poi Criscito. Il Genoa preme sull'acceleratore ma non sorpassa, è generoso però pecca di lucidità nell'ultimo passaggio, cerca i tre punti e non ne ottiene. E' punito dal Livorno proletario, all'ultimo battito.
IL SECOLO XIX
- IL PAGELLONE. di
Andrea Schiappapietra. GENOA. AMELIA 6 Torna nella "sua" Livorno, nello stadio
in cui ha vissuto annate straordinarie e anche qualche delusione. Le emozioni
non lo distraggono e una motivazione in più è rappresentata dalla presenza in
tribuna del ct azzurro Marcello Lippi. La girata di destro, potente, del suo
amico Lucarelli non gli lascia scampo al 21', è bravissimo al 34' in uscita su
Pulzetti, lanciato da un assist di Candreva.Ancora attentissimo al 6' della
ripresa sulla deviazione a botta sicura di Diniz, appostato sul secondo palo.
Tutto bene fino al 48': Pulzetti colpisce di testa indisturbato sul primo palo,
la palla rimbalza e s'infila all'incrocio. Forse poteva fare qualcosa di più, ma
la colpa della sconfitta non è certamente sua. BIAVA 6 Dietro tiene abbastanza
bene, anche se la retroguardia rossoblù incassa altri due gol e si conferma la
peggiore del campionato con 24 reti subite finora. Contro la Samp della coppia
Pazzini Cassano servono prestazioni nettamente superiori. MORETTI 5.5 Lucarelli
lo anticipa secco in occasione del gol dell'10: gesto da grande attaccante, ma
l'ex Valencia qualche responsabilità ce l'ha.Un po'meglio nella ripresa ma
ancora non ci siamo. Per il derby serve ben altro. BOCCHETTI 5 Commette un
errore grave al 21' lasciandosi scappare sulla fascia sinistra Candreva che poi
va a crossare per Lucarelli in occasione del gol del vantaggio. Si salva poi nel
secondo tempo con un intervento proprio all'ultimo secondo su Lucarelli che ha
davanti tutta la porta spalancata per raddoppiare. Di sicuro, comunque, Lippi
non avrà apprezzato troppo la sua prova. Avrà altre occasioni per rifarsi. ROSSI
5.5 Parte con il freno amano un po' tirato, nella testa ha forse anche la
preoccupazione per la diffida che, in caso di nuovo cartellino giallo, lo
costringerebbe a saltare il derby. Meglio quando viene accentrato al fianco di
Zapater, va a chiudere su ogni pallone, anche se alla fine non basta. Torna
sulla fascia quando ilGasp sposta in mezzo Criscito, si lascia un po' sfuggire
Pulzetti al 48'ma era impegnato a tamponare in mezzo. ZAPATER 6 Unico
centrocampista centrale di ruolo a disposizione di Gasperini, visto che
Milanetto è squalificato, lo spagnolo si getta nella mischia con personalità,
anche se non sempre riesce a essere efficace. Meglio quando c'è da tamponare:
quando si tratta di avviare l'azione perde sempre qualche secondo di troppo. In
questo senso, l'assenza di un regista, in una gara di questo tipo, è
fondamentale. Talvolta rischia di cadere nell'antico vizio di perdere palla in
fase di ripartenza, favorendo così il contropiede avversario. La sua prova è
comunque sufficiente. MODESTO 5 La sua prova da interno sinistro dura neanche
mezz'ora, difficile da giudicare ma non si copre certo di gloria. Poco dopo il
gol preso,Gasperini si affretta a cambiare inserendo Sculli nel tridente e
accentrando Rossi. Peccato, perché ultimamente aveva fatto abbastanza bene. (27'
pt SCULLI 6 Entra carico come una spingarda, anche troppo, e ingaggia fin da
subito battaglia con un altro "peperino" come Filippini.Gli scontri sono diversi
e Rizzoli deve intervenire spesso per portare pace. L'attaccante calabrese porta
tanta grinta in avanti e garantisce maggiore profondità ma anche un po' di
confusione. C'è da dire, comunque, che, proprio in avvio di ripresa (3'), ha il
merito di pescare in mezzo all'area Palacio che poi però non riesce a
concludere. Bravo a lasciare strada a Criscito in occasione del provvisorio
pareggio). CRISCITO 6.5 Gioca timido, un po' al di sotto dei suoi soliti
standard, anche se non commette grossi errori, prima da esterno sinistro e poi
da interno. Cambia due o tre ruoli ma non perde la bussola. Bravo a farsi
trovare pronto alla deviazione di sinistro, al 18', che vale il pareggio
rossoblù. E' il suo terzo gol stagionale, non aveva mai segnato con questo
ritmo. In prospettiva Mondiale, tutto pesa. MESTO 5 Ormai è assodato: in
trasferta (strano a dirsi) è molto meno efficace che in casa. Avrebbe gli spazi
per affondare ma resta bloccato e pasticcia un po' troppo, rivelandosi così poco
utile alla squadra. Doveva evitare l'ammonizione (era in diffida), se la va a
cercare con una caduta in area, con relative proteste, che Rizzoli
immediatamente sanziona. Salterà il derby e per Gasperini si tratta di
un'assenza sicuramente molto pesante: sulle fasce, un'arma in meno per fa
saltare il fortino blucerchiato. CRESPO 5 La prima palla gol rossoblù arriva
dopo 3minuti e porta la sua firma: apertura di Palacio e conclusione altissima
di Valdanito da buona posizione. Il duetto si ripropone al 9', quando il
centravanti apre per l'ex Boca, puntuale il cross in mezzo su cui il numero 9
rossoblù non arriva. I rifornimenti in avanti finiscono con l'esaurirsi e
l'argentino appare sempre più lontano dal gioco e sempre meno pericoloso. (23'
st FLOCCARI 6 Fisicamente sta meglio e si vede, lotta su ogni pallone e resta
sempre nel vivo dell'azione. Non riesce però ad andare al tiro, simbolo di un
Genoa che negli ultimi minuti crea ma non conclude e finisce per subire).
PALACIO 6 Avvio scoppiettante per el Trenza: nel primo quarto d'ora nel conto ci
sono due assist e una conclusione dalla distanza che sfiora il palo. Davanti
resta il più attivo, nel finale di primo tempo ha la palla del pareggio ma dal
limite dell'area, con il sinistro, calcia debole tra le braccia di De Lucia. (5'
st PALLADINO 6.5 Parte dalla panchinama, quando entra, è lui ad accendere la
luce in casa Genoa. L'azione che porta al pareggio nasce dal suo cross dalla
destra. In questo momento è un elemento indispensabile per questa squadra).
LIVORNO La squadra di Serse Cosmi agguanta la vittoria proprio quando orma il
pareggio pareva scritto. Tre punti tutto sommato meritati, non fosse altro per
il fatto di averci creduto fino all'ultimo. Il tecnico amaranto sorprende
Gasperini in avvio con qualche inserimento a sorpresa: l'atteggiamento
tatticomette in difficoltà il Grifone, costringendo il Gasp a cambiare assetto
in corsa. Il Livorno ha poca tecnica (si salva Candreva) ma molto cuore: qualità
importante per salvarsi. De Lucia 6, Diniz 6, Knezevic 6, Miglionico 6 (31'
ptGalante 6, 40' st Perticone sv), Filippini6.5, Moro6.5, Mozart 5 (25' st
Vitale sv), Bergvold6, Pulzetti 6.5, Candreva6.5, Lucarelli6.5. L'ARBITRO
RIZZOLI di Bologna 5 Scatena le proteste del pubblico di casa e non solo, per
una serie di decisione prese in comunione con gli assistenti. Qualche esempio.
Il rigore su Lucarelli, nel secondo tempo, non pare esserci perché Bocchetti
riesce a chiudere proprio in extremis toccando il pallone. Qualche dubbio invece
sul gol annullato a Pulzetti per fuorigioco dello stesso capitano livornese. Il
contatto tra Bergvold e Mesto non c’è, giusta l’ammonizione. Non vede poi una
cintura in area di Galante sullo stesso Mesto, ma nel primo tempo poteva esserci
un penalty per gli amaranto per fallo di Biava su Bergvold.
IL SECOLO XIX - Amelia, deluso, spera in Lippi: «Ma Pulzetti ha avuto fortuna». di Andrea Schiappapietra. Pomeriggio da brividi per il grande ex della partita sotto osservazione, come Criscito, da parte del ct della Nazionale. Livorno. La sconfitta del Genoa a Livorno ha il volto pieno di delusione di Marco Amelia, il grande ex della partita, che non si aspettava certo di uscire dal suo vecchio stadio beffato a un minuto dalla fine. La partita si stava avviando verso il pareggio: amaranto ormai sulle gambe, rossoblù più in palla ma incapaci di concludere a rete e quindi di portarsi a casa l'intera posta. Alla fine, però, è arrivato il colpo di testa di Pulzetti a chiudere i conti. Negativissimi per il Grifone. «Potevamo anche vincere, invece torniamo a casa con zero punti in tasca - spiega il portiere rossoblù -. Nel primo tempo è stato bravo Cristiano (Lucarelli, ndr) a rompere l'equilibrio con quella girata, nella ripresa abbiamo cambiato registro e siamo riusciti a recuperare. Poi è arrivato il gol di Pulzetti. Azione lenta, con quel cross dalla destra che ha attraversato tutta l'area, un paio di miei compagni sono andati a chiudere su Lucarelli in mezzo, Pulzetti è rimasto solo e ha avuto tutto il tempo di scegliere dove indirizzare la palla. A dir la verità ha avuto un pizzico di fortuna perché l'ha schiacciata ed è finita proprio all'incrocio». Pomeriggio da brividi, a prescindere dal risultato. «Ho provato grandi emozioni, inutile negarlo Â? confida Â? alla fine sono andato a salutare i miei ex tifosi, quelli che mi hanno acclamato per tanti anni. A Livorno sono stato bene, ho giocato quasi 200 partite con questa maglia e oggi (ieri per chi legge, ndr) ho ricordato tante partite giocate qui, dalla prima in C all'ultima, quella triste della retrocessione». In tribuna c'era Marcello Lippi: il tempo comincia a stringere, il Mondiale si avvicina. «Sinceramente non so perché non mi abbia più convocato - sottolinea Amelia - nelle partite che contavano, quelle in cui c'erano in ballo dei punti, come contro Bulgaria e Montenegro in cui era assente Gigi (Buffon, ndr), ho fatto la mia parte e penso di aver fatto bene. Credo di aver fatto tutto quello che potevo per meritarmi una chiamata, per il resto chiedete a Lippi. Di tempo, in ogni caso, ce n'è ancora e non ho perso la speranza di andare in Sudafrica». Mimmo Criscito è invece reduce dal doppio impegno con la Nazionale: davanti a Lippi ha fatto vedere di poter giocare in più ruoli, di poter attaccare e anche difendere e di saper anche fare gol, il terzo della stagione. «Mi dispiace di aver perso - ammette - ora dobbiamo concentrarci sul derby. Non si devono fare paragoni con il campionato dell'anno scorso, di sicuro abbiamo mantenuto la stessa mentalità vincente, la stessa voglia di vincere: anche stavolta ci siamo andati vicini. Per quanto mi riguarda, ho giocato in più ruoli, anche in mezzo al campo. E'arrivato anche il gol, peccato che non sia servito». Che fosse in tribuna al Picchi, Lippi lo aveva preannunciato ai giocatori rossoblù durante il ritiro azzurro. «Ci aveva detto che probabilmente sarebbe venuto - spiega Bocchetti - ma la sua presenza non ci ha condizionato. Questa sconfitta è un brutto scivolone ma potrebbe rappresentare una bella scossa in vista del derby».
IL SECOLO XIX - Fuori Mesto, Torna Milanetto. attesa per Sokratis, Esposito e Juric. Livorno. «Ora cominciamo subito a preparare il derby». Gasperini, negli spogliatoi del Picchi di Livorno, si proietta già sulla stracittadina di sabato sera, quando mancherà Mesto per squalifica (ammonito ieri, era diffidato). «Ma recuperiamo Milanetto e, speriamo, anche Juric». Croato al lavoro senza soste per essere a disposizione nella gara con la Sampdoria. Per i giocatori oggi un giorno di riposo, ripresa fissata per domani. Serve metabolizzazione tecnica e morale. Sul secondo aspetto, soprattutto, punta Bocchetti: «Questi scivoloni potrebbero esserci utili. Può essere una scossa in vista del derby». Come era stato nella scorsa stagione. Il 30 novembre 2008, Genoa fermato in casa sul pari dal Bologna, rischiando molto. Una settimana dopo, primo derby vinto 1-0. Il 26 aprile il Grifone, in corsa per un posto in Champions League, va al Dall'Ara, offre una delle peggiori prestazioni stagionali e incassa un brutto 2-0. Gasperini furioso. Una settimana dopo, il secondo derby vinto 3-1. In casa rossoblù sperano che resti valida la stessa legge, quella della sberla salutare. Lo scivolone toscano ha permesso alla Sampdoria di salire a più quattro, ma le posizioni non sono condizionanti secondo Gasperini. «Il derby è una partita sé. Sotto l'aspetto emotivo è particolare, non influisce essere sopra o sotto in graduatoria. Inoltre, la classifica è molto corta». Il tecnico si preoccupa piuttosto della situazione interna. Rientro di Milanetto che ha scontato il turno di stop. Sokratis ed Esposito sono recuperabili dai rispettivi acciacchi. E adesso le attenzioni sono concentrate su Juric: il centrocampista, che in questa stagione è già incappato in tre infortuni e ha giocato molto poco, al derby non vuol mancare.
LA REPUBBLICA - PULZETTI FA LA FESTA AL GENOA ''Vittoria meritata, tre punti d'oro''. Un gol in pieno recupero del centrocampista amaranto regala i tre punti a Cosmi (2-1 al Genoa), dopo una partita giocata in maniera eccellente dai suoi: "Prestazione ottima". Amaro Gasperini: "Iniziamo a lavorare per il derby". di MARCO GAETANI. LIVORNO - Ci sono vittorie che valgono tre punti e altre dal peso specifico profondamente maggiore. La testa di Nico Pulzetti regala a Serse Cosmi uno di quei trionfi che a fine campionato possono significare tanto in chiave salvezza. Sorride quindi il Livorno, che vola a quota 12 agganciando Lazio, Bologna e Catania al terzultimo posto. Non può fare altro che disperarsi il Genoa, che paga l'emergenza a centrocampo e la cronica imprecisione in zona gol delle proprie punte, da Crespo a Palacio passando per il pur ottimo Palladino: c'è tanto da lavorare in vista del derby contro la Sampdoria in programma sabato. Stracittadina in cui mancherà Mesto, che era diffidato ed è stato ammonito per simulazione. CANDREVA SHOW - Nemmeno il tempo di dare un'occhiata alle due formazioni - padroni di casa col il 3-4-2-1 per sopperire all'assenza di Tavano, ospiti con un abbottonato 3-5-2 che diventerà 3-4-3 all'uscita di Modesto - che bisogna registrare una chance per parte. Apre le danze il sinistro di Bergvold al secondo minuto, 60 secondi dopo è il turno di Crespo, il cui diagonale destro è fuori misura. La coppia argentina del Genoa sembra in giornata positiva, ma al 21' passa il Livorno. Candreva riceve palla sulla linea del fallo laterale destro, punta Bocchetti e lo salta con irrisoria facilità. Il neo azzurro ha il campo aperto davanti a sé, vola sul fondo e mette in mezzo per Lucarelli: botta di destro e rete numero 2 per l'ariete amaranto in campionato. Si attende la reazione del Grifone, ma la gara diventa un assolo di Candreva, che al 33' mette Pulzetti solo davanti ad Amelia - bravissimo l'estremo rossoblu in uscita bassa - e sei minuti più tardi offre un'altra palla d'oro a Lucarelli, stavolta impreciso. Segnali importanti per Marcello Lippi, seduto in tribuna al fianco di Spinelli. IL GENOA TREMA E RISORGE - La ripresa si apre senza cambi - da segnalare che nella prima frazione Cosmi aveva perso Miglionico per infortunio, rilevato da Galante - e con una chance per Palacio, ma l'ex Boca si perde in preziosismi inutili che gli valgono la sostituzione con Palladino. Dal 6' al 10' il Livorno crea quattro occasioni da gol. Provvidenziale Amelia sul piattone di Diniz, imbeccato neanche a dirlo da Candreva, mentre Lucarelli spreca un grande assist di Pulzetti. Il Genoa si scuote, anche grazie a Palladino. Al quarto d'ora il numero 10 sfiora il gol con un bel sinistro dai 20 metri, mentre al 18' da un suo cross dalla destra arriva il pari. Knezevic anticipa Crespo (in probabile fuorigioco), la palla finisce sul sinistro di Criscito che fredda De Lucia per l'1-1. PULZETTI DA TRE PUNTI - Dopo neanche un giro d'orologio i padroni di casa passano nuovamente in vantaggio, ma a gioco fermo. Sponda di Lucarelli per Pulzetti che sfoga il mancino al volo: esecuzione perfetta, ma l'assistente Rossomando vede un fuorigioco, alquanto dubbio, del centravanti livornese. I ragazzi di Gasperini prendono in mano la gara senza creare troppe occasioni, e quando i quattro minuti di recupero ordinati da Rizzoli stanno per finire, interviene il destino a restituire a Pulzetti il maltolto. Cross da destra di Moro, la difesa del Genoa sbaglia il posizionamento e sul palo lontano spunta la testa del numero 7 amaranto, che griffa il terzo gol personale in Serie A e fa esplodere di gioia un Picchi che ora ha l'obbligo di credere alla salvezza. COSMI ESALTA I SUOI - Serse Cosmi è il ritratto della felicità a fine gara. "Prestazione ottima, meritavamo di vincere perché nel primo tempo e ad inizio ripresa abbiamo giocato davvero bene. Loro non meritavano il pari nel momento in cui ha segnato Criscito, anche se poi hanno legittimato il gol e hanno avuto l'occasione per vincere". Inevitabile la domanda in ottica azzurra per Candreva: "Ha qualità per andare al mondiale, anche se ancora deve migliorare sotto diversi punti di vista. Ma sa giocare in diversi ruoli ed ha tanta personalità, io credo che per lui il Sudafrica sia un obiettivo possibile". CANDREVA: BENE COSI' - Raggiante anche l'uomo del momento, indubbiamente uno dei migliori in campo. "E' una vittoria importantissima, dobbiamo continuare così e fare la corsa solo su noi stessi. Sono contento - prosegue Candreva - per l'assist a Lucarelli: Cristiano è il nostro uomo più importante, è bello vederlo gioire". Il centrocampista romano non ha subito la pressione derivata dalla presenza di Lippi in tribuna: "Io gioco come so, non posso pensare a queste cose. Oggi ero più a ridosso della punta ed è un ruolo in cui ho più libertà, mi piace giocare lì". GASPERINI DELUSO - Tutt'altro che soddisfatto Gian Piero Gasperini: "Abbiamo preso gol all'ultimo minuto dopo una partita che avevamo raddrizzato e che a un certo punto potevamo anche vincere. Avevamo diverse defezioni soprattutto a centrocampo ma nonostante questo siamo riusciti a crescere con il passare dei minuti". Il pensiero del tecnico rossoblu vola inevitabilmente al derby di sabato. "Ci sarà Milanetto, contiamo di recuperare Juric anche se non avremo Mesto per squalifica. E' una partita a sé e la prepareremo con attenzione, ma rimane l'amaro in bocca per il ko di oggi". LIVORNO-GENOA 2-1 (1-0) LIVORNO (3-4-2-1) - De Lucia 6; Diniz 6.5, Knezevic 6, Miglionico 6.5 (31' pt Galante 6, 41' st Perticone sv); Filippini 6, Moro 6.5, Mozart 6.5 (25' st Vitale 6), Bergvold 6; Candreva 7, Pulzetti 7; Lucarelli 6.5. All.: Cosmi 7. GENOA (3-5-2) - Amelia 6.5; Biava 5.5, Moretti 5.5, Bocchetti 4.5; Mesto 5.5, Rossi 5.5, Zapater 6.5, Modesto 5 (26' pt Sculli 6), Criscito 6; Crespo 5.5 (23' st Floccari 5.5), Palacio 5.5 (6' st Palladino 7). All.: Gasperini 5.5. Arbitro: Rizzoli di Bologna 5.5 MARCATORI: 21' pt Lucarelli, 18' st Criscito, 48' st Pulzetti. AMMONITI: Galante e Criscito per gioco falloso, Mesto per simulazione, Lucarelli per proteste
LA REPUBBLICA - Bocchetti male davanti a Lippi, Palladino ok. Amelia 5,5 Ha tenuto il Genoa in partita con lo strepitoso riflesso che ha impedito il gol a Diniz. Pulzetti segna di testa da distanza ravvicinata, ma su quel cross nell'area piccola avrebbe dovuto uscire. Biava 5 Coinvolto nella giornata orribile della retroguardia rossoblù. Moretti 5 Quando si prendono due gol dall'attacco peggiore della A non si può non chiamare in causa il perno del reparto arretrato. Bocchetti 5 Sul gol di Lucarelli, Candreva gli va via troppo facile. Non una bella prestazione davanti a Lippi. Criscito 6,5 Tra i pochi con la testa in partita, segna il gol dell'illusorio pari. Rossi 6,5 Il suo straordinario eclettismo lo porta, lui che nasce esterno destro, persino a disimpegnarsi come interno sinistro nel 4-2-1-3 al quale Gasperini si affida, per uno scampolo di partita, cercando di cambiare il match. Zapater 5,5 Non i tempi e la mentalità del regista. Modesto 5 Gasperini gli chiede di inventarsi interno, ma lo boccia dopo nemmeno mezz'ora. Paga per tutti, infatti era tutta la squadra a non essere entrata in partita. Dal 26' pt Sculli 6,5 : entra con il piglio giusto ed il suo furore agonistico scuote una squadra che sembrava sotto gli effetti di una potente dose di valium. Mesto 5 Un'ingenuità davvero clamorosa: l'ammonizione per simulazione gli far? saltare il derby. Crespo 5 Non riesce a rendersi utile, anche perchè la palla in area di rigore ci arriva raramente. Dal 23' st Floccari 5 : caratteristiche diverse, la sostanza non cambia. Palacio 5 Si presenta con una rasoterra da venti metri che esce a fil di palo. Poi però non sfrutta un paio di occasioni, una in particolare, che non sono ammissibili per un giocatore della sua tecnica. Dal 5' st Palladino 7 : il suo ingresso cambia volto ad una squadra senza un pizzico di fantasia
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